^i'-- — ____ ANNO II N. 7 PUBBUCITA (prezzl per mm d'altezza, larghezza 1 colomia): commerciall L. 1.50 — finanzlari, legali, cronaca L. 2.50 — Concessionarla esclirsiva DNIONE PUBBLIcrrA ITALIANA S. A. LUBIANA, Via Selenburg n. 1 — Tel. 24 83 Lubiana, 19 dicembre m2-m DIREZIONE - REDAZIONE: LUBIANA, CASA DEL PASCIO — Tel. 26 58 ABBONAMEMTI: Annuo L. 25 — Semestrale L. 13 — Sostenitore L. lOOO Spetüzione In abbonamento postale H» Gruppo — UN NUMERO CENT. 60 Arnaldo SEMPRE NEL NOSTRO CUORE Quando, spesso, rileggia-mo ciö che ha scritto e detto il Duce dal 1914 ad oggi, non possiamo fare a meno di ri-vedere «La vita di Arnaldo» e «Parlo con Bruno». Due libri che rivelano, a chi ama conoscere sempre piü ogni Cosa deU'Uomo che ci guida, il lato piü umano che la natura abbia creato: il dolore. Nel primo e lo strazio re-cente (il libro e stato scritto a pochi giorni dalla morte del fratello) che lo investe e gli fa ricordare episodi e scritti di Arnaldo. Con slan-cio leonimo si scaglia contro alcuni individui che aveva-no voluto offuscare con la menzogna la figura supre-mamente pura di Arnaldo. Difende la sua cara memoria, scendendo in dettagli che certamente il suo grande cuore ricusava di rivelare quando il fratello era vivo. Nel secondo e il fiero do-lore del padre che viene col-pito dal piü atroce lutto; ma il lutto e glorioso, e la morte di un soldato. II Duce convince fedeli e infedeli che e fiero di aver dato alia Patria il figliolo prediletto. Nell'uno e nell'altro libro si sente I'uomo piü che il Capo, anche quando scrive della devozione di Arnaldo verso di lui, perche Arnaldo era il suo piü devoto colla-boratore. Noi giovani pensiamo alia figura di Arnaldo con com-mozione. Alcuni, i piü fortunati, e noi tra quelli, lo hanno visto da vicino; lo hanno sentito parlare per loro, solo per loro, e hanno dissetato la loro sete di fede alia sua fonte. A poco tempo dal suo lutto, Arnaldo venne tra noi alia Scuola di Mistica fasci-sta che era stata dedicata alia memoria di Sandrino. Era accasciato e ci guardava col suo sguardo buono; forse vedeva in noi tutti, che lo ascoltavamo attentissimi, il suo figliolo, il giovane che a vent'anni aveva lasciato la vita terrena per ascendere il Cielo dei Puri. Ci parlava della coscienza e del dovere e noi sentivamo le sue parole come un tempo senti-vano i popoli quelle di Paolo, I'Apostolo. Anche Arnaldo e stato un apostolo di fede fascista e fermamente cre-deva in lutto quanto il suo Grande Fratello aveva detto e diceva agli Italiani. «Bisogna sdegnare le vi-cende mediocri — ci disse — non cadere mai nella vol-garitä, credere fermamente nel bene, Voi sarete allora anche piü forti contro le av-versita inevitabili della vita; se il dolore batterä alle vo-stre porte, vi sentirete me-glio temprati per affrontare la bufera. Abbiate vicina sempre la verita e come II fronte Interno non erolla, ne rrollerii niai. confidente la bonta generosa ... Sentirsi sempre giovani, pieno lo spirito di queste verita supreme, e come sentirsi in uno stato di grazia. Solo cosi si puo essere pronti a degnamente vivere o a de-gnamente morire.» Cosi Arnaldo pensava e operava e non v'e uomo che l abbia conosciuto che possa dire il contrario. La sua bonta non trova riscontro in nessun altro essere: solo i Santi, i Martiri sapevano agire nel medesimo modo e Lui per noi giovani e stato ed e il Santo della Fede fascista e il Martire del Dolore paterno. II suo misticismo ci ha conquistati e la fede si e ac-cresciuta smisuratamente. Ogniqualvolta ci sentiamo piü vicini di sempre al Duce, noi vediamo a Lui accanto la figura di Arnaldo, quasi come angelo protettore che ci indica la via per servire sempre piü fedelmente in umilta. Anche per questo Arnaldo e sempre nel nostro cuore. P. II 2 ottobre 1935 le nostre truppe incominciavano la marcia verso le aspre regioni abissine, accompagnate dal voto augurale della Nazione. La necessita di quell'avanza-ta, che rispondeva al bisogna di eliminare un'ambigua si-tuazione creata daU'ostilita franco-inglese e conquistare anche noi un «.posto al sole-», era pienamente compresa e sentita da tutti. Ma il popolo italiano senti maggiormente il vincolo della sua nazionalita e si strinse solidariamente in un'unica volonta quando, il 18 novembre, dal sinedrio ginevrino venivano esperimentate per la prima volta le sanzioni economiche ai suoi d^inni: allora anche i dubbiosi, anche i renitenti, si avvidero che le azzurre acque del Mediterra-neo, del : b il mo-tivo dominante dell'inno della giovinezza goliardica fascista, ma Š anche un'affermazione di fede che la gioventCi di Mussolini fa nei destini della Palria per la quale sta scrivendo, in questa guerra dei popoli poveri contro I'egoistico mercantilismo anglosassone, pagine di non co-mune eroismo che si ricollega-no idealmente alle altre, scritte anch'esse col saugue, dagli študenti universitari che in ogni guerra hanno per primi rispo-sto all'appello della Patria. II vecchio canto goliardico non tace: finchö ci saranno gio-vani sotto 11 sole d'ltalia la loro voce sapra intonarsi ad una canzone, anche se la strofe cantata sara I'ultima della vita, perchfe la giovinezza h fatta so-prattutto di sole e di canzonl e perchfe 6 supremamente bello, quando la diana chiama, saper buttare all'aria tutte le so-fisticherie dei ponderosi volumi di studio che non riusciranno fliai a spiegare il cfenomeno> della giovinezza appunto perchž essa non polrä mai essere ar-gomento di analisi scientifiche o di ricerche di biblioteche. «Morirono cantando>: cosl di-cono, negli atrii di tutti i no-stri vecchi e gloriosi Atenei, le lapidi in pietra che ricordauo alle giovani generazioni quanto gli študenti che le hanno pre-cedute hanno saputo donare alia loro Italia. Ma piü che un canto e una luce d i fede capace di sxiperare il pensiero e di illuminare I'azio-ne: una volonta assoluta di credere senza troppo domandere, di intuire la grandezza come fonte divina che si puö raggiun-gere di un balzo solo, lanciando il cuore al di la dell'ostacolo e superando il grigiore uniforme della mediocre giornata con un atto di dedizione assoluta che somiglia al volo delle aquile e che non chiede donde esso sia nato e dove esso possa conduire. E' un po' (forse anche molto) il ccredo quia absurdum) dei martiri e degli asceti di Cri-sto: Ö, per i giovani di cui so-pra, un'intuizione bellissima dell'anima che riassomma in sfe le qualitä essenziali del Poeta e del Santo e crea I'Eroe. I nomi di questi Eroi possono anche non contare, benehž essi si chiamino: Giani, Pallot-ta, Ricci, Platone, Lo Bianco, Fregonara, Bonatti, Del Prä, Toselli, Fontana, Frattarolo, To-mei, Scalia, Theodoli, e cento e cento altri che giä avanzano nei cieli — eterne «tiaccole di vita> — all'avanguardia della nostra Vittoria. Sono le loro parole che dob-biamo dire ai giovanissimi; š il loro esempio che dobbiamo ad-ditare, dopo di averlo riplasma-to in noi; č il loro monito che dobbiamo teuere presente quando ai giovani e dei giovani parliamo e scriviamo. Ascoltate cosa ha dettounodi loro: «Abbandoniamo una volta tanto il cervello e facciamo marciare avanti il nostro cuore; con esso fe la parte niigliore di noi che si afferma.> E un altro: Asooltate ancora: sono sem-pre loro che parlano, i miglio-ri di tutti noi: «Figlio, ora ascolta: dopo la parola impara e credi in Mussolini che ha sempre ragione.> cDobbiamo credere anche se a volte la cattiveria degli uo-mini ci fa pensare il oonlrario.> cRicordati che tuo padre non ha esitato un istante quando si doveva compiere un dovere verso la Patria. Questa Patria k la tua stessa, alia quale io offro tutto ciö che possiedo; essa h I'ltalia. Dovunque tu ti troverai, figlio mio, in qualun-tiue condizione, dovrai accorre-re senza alcun indugio.i cQuando si crede in un'idea non ci si ferma mai a ragionare sopra molto: si agisce e, se ne-cessario, si muore anche per essa.> «Siate buone, care, ammire-voli come i soldati d'ltalia che hanno chiesto di morire per la Patria e per 11 Duce e che oggi sono felici di avere dato tutto il loro sangue.> E tanto, tanto altro ci sarebbe da dire con le loro parole che tutte si riassumono in una sola: «CR ED ER E>. Sono loro che oggi parlano al cuore dei nostri giovanissimi ferocemente innamorati di questa nostra Italia: diciamo anche noi ad essi ciö che loro hanno detto: ma con eguale umilta, con eguale fede, con eguale bontä. fi tanto necessario, nella vita, saper essere e rimanere buoni: h il Duce stesso che lo ha detto ai giovani: «rimanere buoui» tutta la vita; questo da la misura della vera grandezza di un'anima. Rimanere buoni malgrado tutto; cioe mal-grado gli inganni tesi alia buo-na fede dai mistificatori, malgrado il cinismo dei professionali; ecco una vetta di perfe-zione morale alia quale pochi giungono e sulla quale pochi restano. II «buono> non si do-manda mai se vale la pena. Egli pensa che vale sempre la pena. Soccorrere un disgrazia-to, anche se immeritevole; asciugare una lacrima, anche se impura; dare un sollievo alia miseria; una speranza alia tristezza; una consolazione alia morte: tutto ciö significa non considerarsi estranei all'umani-tä, ma partecipi — carne e sangue — di essa: significa tessere la trama della simpa-tia, con i fili invisibili ma po-tenti, i quali legano gli spiriti e li rendono migliori.» Dinanzi a queste parole, ma soprattutto dinanzi a tanto esempio, anche i piü aridi ra-gionamenti si esalteranno e anche le menti o troppo acute oppure troppo fredde si ülumi-neranno in un atto di «fede>, e la Vittoria ancora una volta si posera sui colli fatali di Roma. Arrigo Moniani GUIDO PALLOTTA NOSTRO MAESTRO Per rievocare Guido Pallot-ta e inadegiMta ogni parola; ogni discorso ed ogni articolo cadono nei vuoto della retori-ca, incapaci ad esaltarne de-gnamente il ricordo. Ogni pa-ragone con la sua figura e in-sufficiente, ogni esaltazione inutile. Solo coloro che I'han-no conosciuto, che hanno lavo-rato insieme con lui possono comprendere la sua grandezza, la sua purezza, la sua fede; quella fede che gli infon- deva la forza irrestitibile di convincere e di trascinare, quella purezza di sentimenti e di azioni che lo eguagliava agli asceti. E la sua vita e stata un continuo atto di fede e di dedizione improntato al mistico credo che egli orgogliosamen-tc professava. «.Chi intende misticamente la Rivoluzione non pud non essere preparato a morire per essa, perche vi š un solo modo di essere mistici quando la Patria chiede sangue: of-frirlo.» II suo decalogo e il codice etico cui egli ha obbedito e che con la morte ha consacra^ to alia nostra devozione. Oggi egli assume per noi il carattere di un martire apo-stolo assurgendo al Cielo degli Eroi e dei Santi della Patria: e di giä si trasforma in mito la sua vita, in divina apoteosi la- sua morte. Nei ricordo vivo e recente, egli e il simbolo di una fede e di una purezza che trascen-dono il valore umano per di-ventare qualcosa di sacro e di ultraterreno; il ser eno eroismo, la tranquilla sicurezza e I'tncomparabile bonta che in-fondeva in ogni atto, oggi ci appaiono sotto una, luce di-versa in un'aureola di eroi-co misticismo. Potra svanire negli animi il ricordo della sua figura, della voce suadente e arnica, ma restera il suo spirito a guidarci e ad additarci il suo cammino, a ricordarci soprattutto la san-titä della vita spesa per il bene della Patria. Riprendendo le parole di Gabriele D'Annunzio aveva scritto su «.Vent'anni-»: «.Noi non possiamo morire tra due lenzuola», e si era fatto inter-prete dell'ansia di combatti-mento della gioventu italiana. Per rappresentare idealmente tutti gli universitari era partito nei 'J^O per il fronte di guerra; nei suo eroismo e nella sua morte trovano com-pendio il valore ed il sacrificio di tutti gli universitari italiani; il su,o nome splende piü. di qualunque medaglia sul labaro del G. U. F. Torino; la sua memoria e il monito e I'incitamento che anima gli študenti italiani, che li trascina nella sua lotta, nella nostra lotta. * * * «.Al martirio della tua sete daremo I'acqua del Nilo-» ha sci-itto per te un amico, e questo sarä I'olocausto migliore, I'unico sacrificio che la tua anima accettera nell'Empireo degli Eroi, come I'onore piü ambito per il sangue che hai versato. E noi, questo, Guido, noi lo giuriamo. f- ^ liiemine In A. S. i giovani escguono il coniandaniento di Pallotta: non mollarc! 7 ^iovohi MU' Cvuio^ Huof/a Non v'6 dubbio che, se esa-mlniamo il succedersi degli eventi che harmo portato i popoli all'attuale conflitto, dobbiamo constatare come la massima parte dello state di fatto, creatosi nei settembre 1939, fosse dovuto essenzial-mente ad una voluta incom-prenslone di alcuni popoli verso altri popoli, di alcuni govemi verso altri governi. E se ancora esaminiamo le ragioni profonde di tale voluta incomprensione, dobbiamo notare come alia base di tutto questo ci fosse, specie da parte dei popoli anglosas-soni, una scarsa e a volte nulla conoscenza delle neces-sitä di vita, delle necessity economiche e sociali degli altri popoli. Ora i giovani, per quell'in-tuito Che vlene oggi loro da una maturitä acquistata al banco di prova della guerra, loro per quella coscienza che viene dal sapere che innanzl-tutto tocca loro dirimere, a prezzo del loro sacrificio e deUa loro vita, I'ingarbugllata matassa venuta fuori da tutto questo complesso di cose, reclamano il diritto di par-lare, di agire, di sapere che nell'Europa nuova che sta sorgende sui campi di batta-glia, a loro spetterä un ruolo di primo piano. Conoscersi fin nei profondo degli affetti e del cuore, nel-le necessitä spirituali come nelle tradizloni storiche, nella vita economica come in quella sociale, aver sempre presente che l'umanitä, per cui ciascuno di noi lavora, nei proprio posto, nella propria patria, 6 creata e vive su una gerarchia di valori eter-namente rinnovantesi, ma fatta pur sempre della me-desima sostanza di affetti, di idee e di .necessitä, ecco 11 campo di lavoro che s'apre alia gloventü deUa nuova Europa che ha compreso, al vaglio della grande prova, quale 6 la premessa indlspen-sabile per i popoli, per vlvere e lavorare in pace. Questa coscienza, 6 coscienza del proprio prasto per ciascuno, per gli individui come per i popoli, un posto conquistato col lavoro e col pensiero, difeso colle armi, quando al lavoro ed al pensiero, all'onore ed aUa parola data si š cercato di sostituire 11 denaro rapinato aizzando per secoli i popoli I'uno contro I'altro, esasperando gli odii e le incomprensioni, par-lando di assurdi livellamenti sociali e politici, assurdi per-ch6 dettati dletro il velame dell'ipocrisia che celava il de-siderio di creare non giä una gerarchia di valori e di opere, ma una supremazia in-controvertibile che non aveva neppure il pretesto, per esistere, di poggiare sopra i sentimenti e le necessitä vere dell'uomo. Ed ecco perche problemi di studio e di ricerca, su un poeta od un artlsta che ci parla con la voce del proprio popolo e della propria terra, problemi di studio e di ricerca su nuovi attegglamenti e nuovi still sono affrontati dai giovani della nuova Europa con una serietä ed una coscienza che meraviglia chi non sa interpretare e capire i battiti del suo cuore. E cosi in tutti i campi, specie in quelli che qualche scienza nuova, come la geopolitica ci ha aperto, lavorano i giovani: per essa i fiumi si farmo sangue che allmenta la terra, le montagne acquistano il volto del popoli, un tracciato di una strada o di una ferro-vla si anima della sensazio-ne profonda che ognuna. di queste cose, per quanto lon-tana possa essere dal campo dello spirito, pure ha un le-game ideale con un altro lavoro, altrettanto alto, altret-tanto nobile, quale e quello che abbiamo visto e che ve-diamo svolgersi attraverso I'opera delle gioventu studio-se di tutta Europa qui, sul suolo della patria, lä sui campi dell'onore, per una mag-giore reciproca conoscenza. E cosi potremmo passare in rlvista cento e cento attivitä della vitä e tutte indagarle e per tutte vedeme le soluzioru nuove Che la voce della giovinezza, della nostra giovinezza che nella guerra e dal-la guerra ha acquistato una serietä ed una esperienza quali poche generazioni in quaranta secoli dl storia hanno potuto effettivamente con-quistare, sa trovare ed ha trovato per esse. Concetti, idee che si evolvono e mu-tano, miti che crollano, altri piü veri ed umani che sorgono: il problema dell'eslsten-za, indagato fin nei suo profondo di veritä, dl questa esistenza che prima che a noi appartiene alia collettivitä o meglio Che appartiene a noi proprio perchč appartiene alia collettivitä e dobbiamo spenderla con gelosa, atten-ta cura, nulla lesinando della nostra volontä e del nostro essere, perchfe ogni nostro lavoro conflulsca nei gran flume del lavoro comu-ne, ne formi I'apporto bene-fico perchfe 11 fiume scorrendo e d'ognl acqua ricco, fecondl la terra che bagna, facendosi sempre piü grande man mano Che la valle s'allarga e la terra da fecondare si estende. II problema, che ne 6 un corollario, della vita dei popoli, distlnti anch'essi nell'ln-confondiblle volto che loro hanno dato I'anima e 1 secoli, uomini tutti e perciö umani-tä, ma non uniformitä di volti e di carattere, non uniformitä di cömpiti, ma a ciascuno 11 suo cömpito Che non 6 nö grande ne piccolo, im-portante o meno per la storia e l'umanitä perchfe per l'umanitä non eslstono n6 cose grandi ne cose piccole, ma esiste soltanto il dovere. II grande sublime dovere Che ci fa tutti soldati per la propria patria, soldati, cio6 esercito col quadri e coi gre-gari, Che fa nell'Europa soldati i popoli come in Asia, in America, in Africa. Ma tutto Č cosi, dallo spirito alia tecnica che I'uomo ha create col suo lavoro da quella scintlUa che il Creatore ha posto in lui 11 glome Che lo vide apparire su una infida terra percorsa dai ter-remotl, squassata dai vulcani, lotta dal gelo ed egli a poco a poco, percorrendo la natura che pure si evolveva, domö le acque, dissodö le terre, percorse i marl che da barriera divennero ponte per le opposte rive, navigö gli spazi infinlti, creö gli ordigni per il suo lavoro, per ingran-dirle, potenziarlo, afflnarle, per SÖ e per tutti. Ecco infatti un altro postulate Che la giovinezza pone alia base della sua vita: vi fu Chi scrisse nei secoli lontani e ripete nei giorni a noi piü vicini che per l'umanitä Fesperienza non esiste in quanto ogni generaziene come ogni Individuo ed ogni popolo vuole fare la sua esperienza. Ebbene, 1 giovani oggi sono fermamente decisi a far fine a questo assurdo che tante energie ha sprecato e che in fondo era basato su quanto dicevamo in principio, sulla diffidenza e I'ignoranza reciproca: rotte queste barriere, dissipati nei sole di una piü alta responsabllltä duramente, sangmnosamente conquistate, tutti noi sentla-me Che ciö deve flnire. L'espe-rienza dell'uno sarä domanl, nei chiariti rapportl tra le gentl, I'esperienza stessa del-I'altro, patrimonio della sua intelligenza e deUa sua cul-tura: partirä I'uno da dove I'altro 6 arrivato e insieme faranno la nuova strada e se il camerata che lavora idealmente al tuo fiance ti sopra-vanzerä, tu ne gioirai come di una conqulsta tua, tua innanzltutte perchö vi hai contribulto, tua perch6 tu ri-prenderai con nuova lena dal vertice della sua conqulsta il lavoro e con lui proseguiral il cammino che sarä 11 cammine dei popoli. Problema dunque di lealtä, di conoscenza, di volontä: problemi tutti che presp.p-pongone perö I'affermarsi di questo ordine che ö giä quelle stabilito da tre grandi popoli Che insieme lottano per la vittoria, coscienti che solo questa poträ, segnando I'av-vento di un'öra iiuova, creare nel mondo la coscienza nuova quale la nostra giovinezza sogna. Gian Luigi 0 I2>IIIIiiiii!S'IIIIIIIIIIOIIIIIIIIIIIZ»IIIIIIIIii^IIII|I INCONTRO SULLA VIA MAESTRA S mil»]: >]r'iHmilln;Ziilllllllli>irlS"llllllli>2iillllllllllllr>^ Hop, hop! II bellissimo puro sangue ungherese raddrizza le pic-cole orecchie arcuate al ri-chiamo e scuote la testa sec-cato per quell'inutile incita-mento. La strada che da mezz'ora ormai sale con rapidita crescente, continua a fuggire sotto lo zoccolo lieve del puledro da non molto do-mato all'attacco, come se non si accorgesse del dislivello del terreno. Solo la mia mano sente, attraverso il vibrar delle redini tese, la nervosa stretta della bocca sul morso e I'occhio esperto puo scor-gere nel cavo dei garretti il tendine indurito dallo sforzo. Hop, Gigi! Di nuovo il bel muso corto e sottile, dalle froge anelanti, si solleva in atto di protesta e la bianca criniera al gesto brusco ricade divisa in due sul collo ampio e forte. II manto bianco spruzzato di grigio, caratteristico della sua razza, luccica sotto il sole splendente del mattino. II bi-roccio leggero quasi non lascia solco nella polvere e solo il battito degli zoccoli rompe ritmicamente il silenzio, ma non turba la pace profonda della valle che ci corre a lato. A me non e affatto sco-nosciuto un tal genere di paesaggio, eppure contem-plando provo una sensazione di gioia infantile, come se per la prima volta vedessi queste colline marchigiane digradare e salire mollemente dall'uno all'altro versante, con un villaggio fortemente aggrappato ad ogni cocuzzo-lo, quasi temano d'essere strappati via dal vento. I vil-laggi sono tutti triangolari, con un vertice rivolto al cielo e rassomigliano un poco a quei cappellucci di carta che fanno i bambini quando gio-cano alia guerra, e con inten-zione strategica infatti tutti questi paeselli sono stati co-struiti in cima ad ogni col-lina da cui dominano, am-plissimo, il mare; circondati da mura che ne il nemico, ne il tempo, ne le intemperie sono ancora riusciti a corro-dere dopo tanti secoli, hanno leriense in biroccio; non avrei altrimenti il godimento cen-tfcllinato di questa natura, non mi accorgerei delle pietre miliari dai numeri latini corrosi, che segnano ad in-tei-valli irregolari i lati della strada. Un vecchio dal volto abbronzato e rugoso scende con passo cadenzato; e scalzo e non odo il rumore dei suoi passi, ma vedo sulla polvere le orme che lascia, tutte a medesima distanza. Ha la giacca sulla spalla sinistra che gli nasconde il braccio, mentre I'altro, nudo fino al gomito, oscilla con il movimento dei suoi passi. Per quella giacca buttata sulla spalla senz'essere infilata, ho I'impressione trasognante ch'egli indossi una toga romana sollevata sull'omero de-stro. Mi domando quanti an-ni abbia. Ma che dico anni! Secoli, millenni! Non e forse questo un contadino romano che si reca al «mercatum oli-torium» del piü -prossimo cen- tro agricolo? Ecco ai miei lati ie pietre miliari di Roma ... La strada su cui corre il mio cavallo bianco (non erano i prediletti dei latini i cavalli bianchi?) e un'opera della prima repubblica romana. L'uomo saJuta passando, come salutano tutti quelli che incontri per le vie di questa terra, un gesto del braccio, un gesto semplice e quanto mai spontaneo, perche seco-lare tra la rustica gente del Piceno: il saluto romano. L'illusione e perfetta e comin-cio a non capir piü in che se-colo io viva e guardo intomo la natura che mi circonda, come per scoprire in essa un segno che mi riveli il mede-simo mio turbamento. Ma ecco, I'ultima svolta, uno scarto brusco del cavallo di-menticato e lasciato al suo estro bizzarro mi riportano alia realta presente, la salita ha fine e dinanzi ai miei oc-chi attoniti si rivela la catena dei Sibillini che, sorgendo dalla bruma mattinale, im-prigiona, violetta, il panorama. Una filastrocca antica che sgorga da bocca di bimbo, accompagna I'azzurro del cielo: ^Venne venne sole che mama te vole...» Sigma tutte le caratteristiche della ^^^e con le arti delle epoche for ezza medioevale. Eppure p^ecedenti»; profetizzata da nulla di truce m questo loro Leone Tolstoi nel 1908, § dive- Percfie il Cinema e arte La data del 28 dicembre 1895 che sembrava finora la sua leg-che segna oggi per noi il tra-monto grigio del secolo dician-novesimo, segna anche un'epo-ca della storia e della civilta umana: la nas&ita del cinema-tog rafo. A Parigi, George Melius, uno dei pionieri del film, fu invita-to da Lumiere ad assistere alia proiezione di alcuni corti do-cumentari e G. Michel Coissac nella sua cStoria del cinema-tografo> fece restare tutti a bocca aperta, stupefatti, indici-bilmente sorpresi. Certamente ne Melius, nh tanto meno chi lo accompagnö a quella prima programmazio ne parigina, poterono prevede-re I'importanza, i possibili sfruttamneti e nemmeno lonta-namente sospettare che il cine-matografo dovesse diventare arma piü forte>, come lo ha definito Mussolini, o la nuova arte come tutti oggi convengo-no che sia. «L'arte che soddisfarä le aspirazioni del nostro tempo> e che consente la considerazione del film come opera d'arte: «in ogni arte, os-sia in ogni opera d'arte, c'e una tecnica e il filosofo sa che la tecnica e sempre tutto I'uni-verso in quanto si riassume e concentra nello spirito che, come coscienza del tutto, a volta a volta, una potenza crea-trice>. Dunque, se l'attivitä dello spirito e creativita e se creati-vita fe esteticitä, non sembra si possa non tener conto del film iti cui il meccanismo tecnici-stico si annulla, superato dalla realta dell'opera d'arte. Del resto anche Benedetto Croce, che ha creato con il suo sistema filosofico I'idealismo piü completo e organico che domina tuita la cultura italiana contemporanea, ammette nella sua estetica la possibilita della fusione di piü tecniche e della collaborazione artistica. E ormai pacifico che l'arte del film debba sempre piü af- COmSCERE GLI SCRITJORI POLITICI ITALIANI cinema e la sua artisticita puo fermarsi come il mezzo piü aspetto. Se per caso un rag-gio di sole li colpisce di sbie-co, prima si illumina la torre del campanile, altissimo e centrale, poi, a poco a poco, lungo un lato del triangolo, i tetti grigi, i vetri, giu giu, fino all'ultima casetta che occhieggia fuor dalle mura, e allora assisti all'insolito spettacolo d'un villaggio che ti guarda dall'alto ridendo, come una donna che rida col capo riverso e gli occhi soc-chiusi che spi'izzano lampi fugaci di felicita. Talvolta, specie nell'ora del ti-amonto, quando il sole e basso all'orizzonte e frotte di nuvole imprigionano i suoi raggi, accade che, alteniando zone di luce e zone di penom-bra, il sole colpisca contem-poraneamente cinque, sei vil-laggi e tutti, nell'ora crepu-scolare, si mettano a ridere a ridere ..., guardandoti dall'alto in tono di beffa. Gigi ha I'orgoglio della razza; la salita cresce, si fa piü aspra ad ogni svolta, ma egli con cede, non rallenta. Con la spuma alia bocca mantiene un trotto serrato, sebbene i ferri degli zoccoli giä stridano, al contatto della strada pietrosa, per I'ansia del tiro. Guardo le reni anelanti della bestia che ha ancora movenze selvagge e rin-grazio in cuor mio la proibi-zione di circolare con auto-vetture, che mi consente di percorrere la bella strada Fa- nuta la nuova arte che soprav-vivera a tutte le altre, perche costituisce il piü potente mezzo espressivo di oggi e di domani. Pero c'b anoora qualcuno che si pone davanli I'interrogativo: il cinema h arte oppure no? La domanda b .piuttosto oziosa, specialmente quando š accom-pagnata da ragioni poco ponderate, basate quasi soltanto sul paragone con la poesia, con la cosidetta arte con I'A maiuscola. Le ragioni addotte sono sup-pergiü di questa fattura: il cinema non Č arte perchč ž un camplesso di varie arti. fi inutile rispondere loro che il cinema ha una fisionomia propria, non puö confonderlo, che i mezzi espressivi sono effi-cacissimi e si prestano a creazioni poetiche altissime. Vi risponderanno che il film ž fo-tografia in movimento, e come tale aion [wtra mai anelare al titolo di opera d'arte; mentre si puö affermare con sicurezza che il cinema, arte intesa come intuizione-espressione, puö tro-vare degnamente il suo posto accanto a tutte le altre arti. Anzi, non credo di esagerare dichiarando che l'arte del cinema non k un'arte nuova, ma una tecnica di produzione ap-plicata ad arti antichissime. Cioč rappresenta la stampa della danza, della mimica, del gesto e di tutte le arti che sono spaziali e temporali insieme: la stampa del teatro. Perchž, grazie ad essa, lo spettacolo si sottrae a quella Si nota, in Italia, un incorag-giante risveglio degli studi nel campo delle dottrine politiche. Molti dono coloro, specie tra i giovani, che si sentono attratti da Questi studi, ben rendendosl conto di come una severa pre-parazione, avallata dall'impegno scientifico, si renda necessaria e per gli immancabUi sviluppi della dottrina politica e per la facile constatazione che e, questo, uno dei pochi campi di ri-cerca in cui la speculazione non rimane puro lavoro mentale, ma si traduce nella realta affasci-nante del nostro tempo denso di eventi e di storia. Nel quadro di questo riimo-vato fervore di studi, trova posto la recente creazione di un Istituto di studi sugU scrittori politici italiani, creazione deli-berata dal Consiglio dei Ministri in una delle sue ultime adu-nanze. L'Istitutx) si propone, come e chiarito nel comunicato che annxmcia il provvedimento isti-tutivo, di «promuovere, coordi-nare e diffondere ricerche e pubblicazionl sul pensiero politico italiano e di mettere in plena luce il contributo apportato dagli scrittori politici italiani alia civilta europea.» Diciamo sübito che non e sen-za significato che tale organis-mo Sorga proprio oggi, nel pleno di im confUtto che avvolge il mondo intero, durante una guerra che si combatte per important! motivi ideali. Perciö si vuole oggi In Italia mettere in plena luce I'apport» fecondo re-cato alio svUuppo del pensiero politico europeo dagli scrittori italiani: apporto ricco, concreto, molteplice, altrettanto vasto che poco conosciuto finora. Patri-monio che si materializza in centinaia di opere di diversa mole e di varia portata, rintrac-ciabile In numerosissimi volumi che giacciono nelle biblioteche, raramente ricercati da qualche solitario studioso, appena ricor-dati nei testi scientific! ed in ogni caso di difficUe accesso se non addirittura di impossibUe reperlbilita. Giä con la pubblicazione, awe-nuta ad iniziativa deU'Istituto Nazionale d! Cultura Fascista, di alcune importanti opere di questo genere, si ebbe un saggio molto apprezzato di quello che puö essere questo progranuna di riesumazione e di vaJorizzazione. L'Istituto dovra rhnettere alia luce tutto questo patrimonio, schiudendo cosi agli studiosi un vasto orizzonte. Si tratta di una miniera pres-soche inesplorata: ma quando questo ricco patrimonio sara rie-sumato, si vedra in tutto il suo valore I'apporto dell'Italia al-I'evoluzione del pensiero politico europeo. La stessa storia politica italiana, con i suoi grandiosi awe-nimenti — lotta tra il Papato e rimpero, libertä comunale, si-gnorie, frazionamento politico, Risorgimento, unita e Impero — e fonte e motivo di produzione di opere molteplici sulla dottrina politica. aJlettamento alio studio ed alle ricerche in cui, II Cinoma e arte. L'espressionc della Söderbaum Io diniostra chiaramcntc. dirsi generale, riconoscendogli una «sconfinata ricchezza di pos-si'bilitä di dominio sullo spazio e sul tempo, che refluisce sulla aspirazione artistica e le con-ferisce im respiro, un'ampiezza di sguardi e di volo affatto in-cogniti a un'aspirazione che sappia di non poter contare che sugli ordinari mezzi espressivi dello spettacolo tcatrale.> II mezzo tecnico materiale ö infatti, in questo sistema, indifferente e non tale da poter influire sulla quality dell'e-spressione; I'artista si sceglie, caso per caso, e a seconda del- compiuto e piü vasto di espres-sione artistica. La sua piü facile adesione alle fondamentali esigenze dell'uomo moderno, la sua grande jiopolarita, la sua presa immediata, la semplicitä e limpiditä della sua comunica-tiva, (infatti non richiede ancora una particolare prepara-zione culturale) ha imposto sübito il cinematografo come l'arte collettiva, l'arte, si puö dire, di massa, dei tempi moderni. Questo e il fenomeno-cine-matografo, che, mentre guada-gna sempre piü il favore del- nel corso dei secoli, si sono eser-citati gli ingegni piü brillanti sorti da lui popolo ricco di vita spirituale come quello Italiano. L'Istituto pubblichera poi una propria rivista, che costituirä lo strumento per divulgare la propria attivita, il mezzo doe di coUegamento con le sezioni che eventualmente dovessero sorge-re in Italia ed all'estero e con il mondo degli studiosi. Ma un campo ancor piü vasto si presenta per l'attivitä da svol-gere all'estero, dove 11 pensiero Italiano dovrä essere conosciuto in tutto 11 suo valore e in tutta la sua portata. L'Istituto pren-derä contatti ed inizierä una Serie di rapporti con organizza-zioni affini ai paesi amici, e da ciö grande vantaggio ne de-riverä e per la diffusione del pensiero italiano nel mondo e per il contributo che, con il piü fruttuoso svolgersi degli studi, poträ essere dat» alia comunan-za di intenti nelle ricerche, che spesso potranno condurre ad una coUaborazione molto vicina, staute le reciproche influenae che, nel corso dei secoli, la speculazione politica ha esercitato in paesi legati da affinitä politica e culturale. L'Istituto farä altresi conver-gere i suoi sforzi per la compi-lazione di un'ampia storia del pensiero politico italiano, che sia come un «Corpus» di studi defi-nitivi in questo campo, allestlrä imo schedario centrale di biblio-grafia su questo stesso argomen-to, realizzando un'iniziativa che, insieme con quelle sopra Indicate e con tutte le altre di cui si poträ presentare I'opportimita (ad es. borse di studio per giovani italiani e stranieri), si propone di facilitare, e perciö in-coraggiare, gli studi sul pensiero politico italiano. Nel nuovo ordine europeo che scaturirä da questa guerra, gli scambi cultural! tra i popoli avranno la via aperta daUa so-lidarietä politica che sin d'ora si va instaurando tra le Nazioni aderent! al Patto, sicche proficui rapporti potranno essere allac-ciati, a scopo di studio, con i paesi amici. Borse di studio per i giovani che intendono perfe-zionarsi in questa disciplina, concorsi per monografie ecc., potranno contribuire a far conver-gere sempre piü verso I'lstituto I'attenzione e la simpatia di quanti vedono di buon grado I'affermazione del pensiero e della civiltä italiana nel mondo. Questo e il multiforme ed attraente programma deU'Istituto, quale ci e stato esposto dal Cons. Naz. Prof. Guido Man-cini, che dell'iniziativa e I'anl-matore ed alia cui cortesia dob-biamo essere grati per le notizie forniteci. Iniziando la sua attivitä sotto gli auspici del Ventennale del Fa-scismo, I'lstituto di stud! sugli scrittori politici italiani promette di divenire un organismo essenziale nella vita politica italiana, dal quale e legittimo atten-dersi frutti ricchi e copiosi. Domenico De Gregorio 1™ masse a cui ö destinato e sempre piü si afferma come fatto di eccezionale portata sociale, fa sorridere I'intellettua-lismo borghese che ancora si consulta in privato sull'argo-mento. Asserragliati nell'orto con-chiuso dei sistemi, i filosofi — salvo rare eccezioni — aspetta-no con le loro armi, e cioš con la loro terminologia, che si ven-ga in lizza con loro. E si dimostrano in tal modo poco filosofi, attendendo daU'esterno quella luce che essi stessi dovreb-bero e non sanno proiettare su di un aspetto cosi importante della realta contemporanea. Occorre pero divulgare mag-giormente degli scritti — buo-ni scritti s'intende — che ap-profondiseano questa concezio-ne del cinema, perchš molti di questi, trattati da scrittori che ignorano o quasi la materia, si prestano all'ostentazione della speculazione filosofiea. Poche opere sono degne di essere considerate veri saggi tecno-estetici cinematografici. Dal primo tentativo di conside-rare arte il cinema, dovuto al- I'ltaliano Ricciotto Canudo, dagli scritti degli avanguardisti Marinetti, Luciani, Bragaglia, Delluc, Clair; dall'opera essenziale di Bžla Baläsz, dal grange impeto, anche teorico, della scuola russa iniziatasi con Cu-liesciof e affermatasi con Pu^ dochin, Eisenstein, Lebedef e Alexandrof, veniamo a Groll e Rehlinger e alia piü vivace © moderna scuola italiana che fa capo a Luigi Chiarini e Umberto Barbaro. Inoltre il cinema come arte deve formarsi ed educarsi un pubblico intelligente, compren-sivo, un pubblico che consider! I'opera cinematografica un no-bile sforzo d i nobili intenti che va rispettato e compreso. Principalmente occorre valutare le vecchie canoniche teo-rie estetiche alia luce della nuova arte e della coscienza di essa che 6 in noi viva e inflessi-bile. Per intanto, per noi giovani, il riconoscimento del cinema come arte ž una palmare veritä di cui siamo certi, senza dub-bi di sorta. Mario Ilmiii SiwMdacailismo wnussolinitätMC Nel periodo in cui taluni interpreti, distaccandosi dai motivi fondamentali del sin-dacalismo fascista, dimostra-no spiccate tendenze a soste-nere principi e sistemi arbi-trari, compiendo, anzichfe opera di collaborazlone, opera di confusione, riesce molto utile uno sguardo generale, se pure sommario, diretto a riaf-fermare le origin! del sinda-calismo mussoliniano, inizian-do dagli awenimenti del se-colo scorso, Che lasciö in ere-ditä, alia nostra epoca, la formidabile ap-parso sulle colonne di cCarat-tere> e de <11 Maglio ha susci-tato una quantity — direi esa-gerata — di polemiche e ripre-se, che fra I'altro sono servile a dare al lettore rimpressione che sul terreno sindacale sono poche le persone che si trovano d'accordo. Anche «Informundus> ha vo-luto dire la sua e sia pure giun-gendo alle quasi identiche con-clusioni nelle quali h giunto ii presidente della Confedera-zione fascista dei lavoratori del-I'industria, non ha tralasciato di ripetere in ooro con altri ca-merati il concetto che il sindacato e una forma associatira a carattere essenzialmeiite economico; cosa questa che stride terribilmente eon la nostra concezione per la quale il sindacato, pur avendo carattere economico, e una struttura sociale prevalentemente politica. Infatti questa sua politicita io la vedo anche nell' adempimento del suo piü grande cömpito economico, quello contrattuale. Ma fe inutile qui riprendere frasi e polemizzare per I'enne-sima volta: quello che conta ž lo spunto della funzionalita dei sindacati in Italia e questa fun-zionalita a mio parere š in diretto rapporto con quello che puö nascere dagli esperimenti che in questi tempi si potreb-bero, anzi si dovrebbero ten-tare nelle nuove terre italiane: la Slovenia e la Dalmazia. ESPERIMENTI SINDACALI La Slovenia e la Dalmazia potrebbero essere il banco di prova di un nuovo ordinamento sindacale Non credo che si possa soddisfare la nostra natura di ita-liani, tendente al sempre mag-giore perfezionamento di uomini e di cose, rivoluzionando i sistemi e i loro annessi e con-nessi in Italia. Troppo tempo sarebbe necessario e non lieve il danno che ne deriverebbe. La Slovenia e la Dalmazia soltanto, per ora, a mio parere potrebbero essere le terre tun-zionanti da banco di prova e con poco danno se le prove do-vessero faUire. In Slovenia, per esempio, e in atto un sistema sindacale che potrebbe dare i frutti spe-rati. Riguardiamolo per sommi capi: gli imprenditori sono riu-niti in una Unione dei datori di lavoro per la provincia di Lubiana e le diverse categorie in Associazioni. Cosi si ha I'As-sociazione degli industriali per la provincia di Lubiana con la Sezioni degli artigiani, I'Asso-ciazione degli agricoltori, quel-la dei commercianti e quella degli Istituti di credito e di as-sicurazione. I professionisti ed artisti sono organizzati in una terza Unione. Tutte 1© Associazioni dei da-tori di lavoro hanno il ricono-scimento giuridico e naturalmente anche la personality. Ii'opera'o italiano lavora liducioso per la Vittoria. II Regime veglia su di lui. «re funzioni essenziali nella «vita moderna.» Cos! Mussolini, il 20 marzo del 1919, parlava agli operai di Dalmine. Nelle sue parole sono sintetizzati i concetti Che sviluppery il legislatore del 1926 e del 1934: Patria — produttori contrapposti a lavoratori — parity giuridica e morale — Stato corporativo. Nella mente del Duce giy erano fissi i cardini della rivoluzione. II lavoro, un tempo fatica degli schiavi, poi mezzo di sfruttamento dl uomini pur detti liberi, scarsamente re-munerati, si riafferma mezzo insostituibile di produzione ed esalta la sua nobilty nella creazione di una aristocrazia e di un nuovo secolo. Ecco il pensiero mussoliniano, semplice, rettilineo, formidabilmente logico. Rea-lizzare I'elevazione materiale e spirituale del lavoratore, considerandolo come collabo-ratore nel processo produttivo; realizzare la collaborazione sociale attraverso il colle-gamento dei vari fattori della produzione. Dopo la conquista del po-tere e, istituzione dello Stato sovrano, la seconda tappa della Rivoluzione fascista ebbe per meta la costruzione del-I'ordinamento sindacale; la terza, quella dell'ordinamento corporativo. L'ultima tappa, che 6 il fine al quale lltalia in armi tende ed aspira, sary quella deUa piü alta giustizia sociale tra 1 popoli. Domenico Pellegrini-Giampieiro In seno all'Associazioue sono i sindacati provinciali di categoria. Per i lavoratori I'organismo h simile, ma non del tutto. Esi-ste infatti I'Unione che raggrup-pa i lavoratori, ma dirimpet-taie alle Associazioni sono le Sezioni dei lavoratori del... per la provincia di Lubiana, le quali non sono riconosciute giu-ridicamente. Esistono come per i datori di lavoro i sindacati provinciali di categoria. Sia le Unioni che le Associazioni e le Sezioni sono rappre-sentate da presidenti sloveni i quali hanno a loro fianco un esperto italiano, il quale e un funzionario della Confederazio-ne competent© inviato in mis-sione e qui dipendente esclusi-vaniente dall'Alto Commissario per la provincia di Lubiana. Questo il sistema, molto semplice, b alquanto diverso da quello esistente in Italia. £ naturale che la semplicitä presenta di solito i fianchi sco-perti e di conšeguenza le lacu-ne non mancano. Per esempio, in tema di rap-presentanza, le Sezioni dei lavoratori non sono riconosciute giuridicamente come le dirim-pettaie Associazioni dei datori di lavoro; in tal modo si veri-fica che il lavoratore sia rap-presentato nelle discussioni delle vertenze e in quella dei contratti dall'Unione, mentre I'imprenditore trova patroci-nio nella sua Associazione. Fra I'uno e I'altro organismo non si ha cosi parita di poteri e di competenze. Ancora nel settore delle vertenze: non avendosi in Slovenia I'estensione dei Codici, di conseguenza non esiste la Magistratura del Lavoro, ne I'ob-bligarietä del tentativo di con-ciliazione dinanzi agli organi sindacali. £ invece obbligatorio tentare la conciliazione presso rispettorato del Lavoro, il quale, in due riunioni, presenti o assenti le parti, deve emettere il suo verbale. Di lä le parti convengono in un arbitrato obbligatorio, ove davanti ad un funzionario deH'Alto Commis-sariato, devono decidersi a con-cludere, o non, la controversia. Esaminando poi la parte eco-nomico-sindacale si rileva il diritto da parte del datore di lavoro, di licenziare il lavoratore senza c-oncedergli alcuna inden-nitä di anzianitä. £ stabilito pe-rö il preawiso che ha inizio soltanto ogni tre mesi e cioö, il 31 marzo, il 30 giugno, il 30 settembre e il 31 dicembre. In tal modo un lavoratore licen-ziato per esempio, il 10 gen-naio, percepiry il suo stipen-dio o salario sino al 31 marzo, data da cui decorrerä il preav-viso. Infine e utile, credo, accen-nare sia pure fugacemente al sistema associativo, riguardan-do la posizione degli italiani. Come ho detto sopra le Associazioni e le Sezioni raggrup-pano i Sindacati di categoria, formati pero esclusivamente da sloveni. Unico rappresentante italiano in ogni Associazione e Sezione h I'esperto, il quale ha fra I'altro il cömpito di indiriz-zare questo nuovo sisteiiia verso quello italiano in modo che, allorchš I'elemento sloveno avra acquisito la coscienza cor-porativa necessaria, possa piü facilmente, e da solo, continua-re il lavoro. £ necessario riguardare come gli italiani possano accede-re al Sindacato della provincia di Lubiana e far cessare lo stato antigiuridico in cui si trovano ora, soprattutto in rapporto agli adempimenti oontrati-tuali esistenti per I'ltalia. Per inciso dobbiamo far rile-vare che nelle controversie tra un lavoratore italiano e una ditta slovena 6 competente il tribunale sloveno; ma nel caso di inadempienze contrattuali fra italiani, chi h competente? Forso il Sindacato di origine, lontano diverse centinaia di chilometri? La vertenza si decide forse per corrispondenza? E allora š utile pensare ad associare anche gU Italiani; ma per far ciö e necessario riguardare la loro posizione — direi — morale in cui si verrebbero a trovare in un Sindacato diretto da sloveni. Perciö forse si dovrebbe ritornare ad alcu-ne proposte che abbiamo fatto al Convegno di politica colo-niale nei Littoriali della cultu-ra dell'anno XVII a Trieste. Allora fra I'altro si 6 parlato di alcune Sezioni aderenti al Sindacato che raggruppassero I'elemento italiano. D i eiö perö ne parleremo in söguito, quando esamineremo anche quello che si fa in Dalmazia. Per intanto possiamo asserire che in Slovenia il Sindacato instaurato e ancora troppo giovane per poterne trarre le conseguenze, ma siamo sicu-ri che l'esperienza di sedici anni di sindacalismo fascista puö e deve dare i frutti spe-rati. Luigi Pieiran^onio •fS Colonie eslive. La I ■ Fiat ha 3 Colonie estive per I bambini dei suoi lavoratori, organizzate e gestite dalla Mutua Operai Fiat: la colonia marina «E d o a r d o Agnelli» suUa spiaggia di Apuania; la colonia alpina «Tina Nasi Agnelli» a Sa-lice d'Ulzio; la colonia elio-teTapica «Costanzo Ciano» a Torino siü Po. Migliaia di bambini e bambine, in 2 tumi di un mese ciascuno, fanno d'estate lieta vacanza in que-ste Colonie, dirotte e tenute secondo le norme della edu-cazione fascista. IE CARTE DA GlUOCO DI FAHA A». M O N D I A L E ŠIMENC Lubiana, Kolodvorska 8 Filiale presso l'Albergo „Slon" Lavanderia e pulifura chi mica si raccomanda Targhe, iimbri ed incisioni SITIlllÄSfETER LUBIANA, Via S. Francesco 3 -1 IiIBRERIA. IG. 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Prestavano servizio d'onore airinterno e all'esterno della Stazione Reparti delle varie Armi, una foltissima schiera di Ufficiali, un plotone arma-to dl fascisti e altri in divlsa. All'arrivo del treno, accolto dai rituali squilli di attenti e daUe note solenni della musi-ca presidlaria, lo hanno salu-tato le Autoritä, con alla testa il Federale col Direttorio, il Podestä, il Generale Rug-gero, Comandante del Presidio Militare con tutti gli Ufficiali superiori, 11 Vice Pre-fetto David in rappresentan-za dell'Eccellenza I'Alto Com-missario, il Questore e vari altri. Sübito dopo la presentazio-ne 11 Generale Gambara ha passato in rivista i Reparti ai-mati schierati suUa pensi-lina: Indi si 6 porta to nella saletta d'onore della Stazione, dove ha proceduto ad una cordiale presa di contatto con gli UfficiaU del Presidio e fascisti. Al Generale Gambara che ha preso immediate possesso del sue alto ufficio il Federale ha inviato il seguente te-legramma: «Nel momento in cui assu-mete comando undicesimo Corpo d'Armata Camicie Nere Federazione Lubiana Vi in-viano mio mezzo loro piü en-tusiastico alalä riaffermando loro volontä di collaborare Vostri ordini nel nome del Re et Diice. f.to Federale Orlan-dini.» II saluto del nuovo Comandante rxi Corpo d'flrmata alle Camicie Here In risposta al telegramma di saluto inviatogli dal Segretario Federale a nome delle Camicie Nere della provlncia di Lubiana, I'Eccellenza Gambara ha cosi risposto: «Ringrazio et ricambio cor-dialmente graditissimo affettuoso saluto Vostro et Camicie Nere Federazione Lubiana beneaugurando comune atti-va collaborazione di combat-tenti uniti in nome del Duce per le maggiori fortune della Patria e la gloria del nostro Re. f. to Generale Gambara.» • • • 11 Generale di Corpo d'Armata Gambara Gr. Cr. Ga^to-ne, che ha assunto il Comando dell'XI Corpo d'Armata, e fra le piü belle e popolari figure di condottieri, sul cui alto e valido contributo pud oggi far si cur o assegnamen-io I'ltalia fascista. Giovanissimo e valoroso comandante di Reparti Ardi-ti giä nella guerra 1915-18, venne promosso Maggiore per merito di guerra. Tenente Colonnello Capo di Stato Maggiore della I Divisio-ne CC. NN. «XXIII Marzo*, ebbe modo di far rifulgere ansehe in Etiopia il suo valore e la sua alta preparazione militare; ma dove I'affettuosa at-tenzione di tutti gli Italiani maggiormente si polarizzd verso questa tipica e volitiva figura di soldato, fu nella guerra di Spagna. In quel-I'epica lotta contro il co-munismo il Generale Gambara fu, prinui. Capo di Stato Maggiore del Corpo Truppe Volontarie, indi promosso Generale di Brigata e successi-vamente di Divisione, sempre per merito di guerra, assunse il comando del C. T. V. Nel dicembre-gennaio 1938-1939 condusse la famosa battaglia di Catalogna, che porto alla conquista di Barcellona ed alia fuga dei resti dell'Esercito nemico in territorio francese. Nel marzo 1939 infranse con i suot legionari il coriaceo fronte di Madrid, vendicd Guadalajara e, con la leggendaria marcia fino ad Alicante, determind il definitive col-lasso e la distruzione del-I'Esercitc rosso. Nom.inato successivamente Ambasciatore di S. M. il Re Imperatore a Madrid, la-sad I'Ambasciata, neW estate 19 AO, per assumere nella guerra at-tuale, dall'inizio delle ostilitd, il comando del XV C. A. sul fronte occidentale cui fu legata la conquista di Mentone. Nel febbraio 19A1 trovid-mo il Generale Gambara in Albania al comando dell'VIII Corpo d'Armata, che ebbe moltissima parte nella grande battaglia del marzo, battaglia che doveva preludere al successivo totale cedimento dell'Esercito greco. Immediatamente dopo la vittoriosa conclusione della campagna di Grecia, il Generale Gambara ' e in Africa Settentrionale quale Capo di S. M. del Comando superiore delle FF. AA. Nello stesso tempo comando un Corpo d'Armata di manovra nella battaglia della Marmarica nel novembre-dicembre 19U1 e nel febbraio-marzo 1942 partecipd alla riconquista. Rientrato in Italia nell'apri-le 19i2, assume il comando del XIX Corpo d'Armata e successivamente, e chiamato al Ministero della Guerra per incarichi speciali. Ora questo condottiero, tipica figura della lotta anti-comunista, questo soldato di tutte le battaglie, promosso quattro volte per merito di guerra e sul cui petto figura^ no i segni deU'Ordine Militare di Savoia e di tre medaglie d'argento al V. M., e fra noi. I partigiani ne prendano nota. SALUTO ALL'ECCELLENZA ROBOTTI CHE PARTE Dalle sue colonne «prima linea» invia all'Eccellenza Mario Robotti, Comandante dell'XI Corpo d'Armata per lunghi mesi, il suo saluto affettuoso. La partenza del Generale Robotti, che lascia Lubiana e il suo Corpo d'Armata per assumere un altro alto inca-rico, ci rincresce anche per-che «prima linea» perde in lui uno dei piü vicini e attenti lettori, pur se da lontano — come ci ha promesso — se- guira il nostro giomale con lo stesso particolare affetto. Al Comandante, all'affezio-nato lettore, il nostro piü affettuoso e deferente saluto insieme con I'augurio che in altre terre porti ancora alia vittoria i soldati d'ltalia. Radiocollegamento con gli Universitari alle armi II 27 dicembre la Segreteria dei G. U. F. organizzerä un radiocollegamento con gli Universitari alle armi che si trovLno in zona d'operazioni. I JLi® 11 CavnavtdahU fcdccaic tienerc^porto agli insegnanti italiani e presie-de laRiunione della Commissione Scuola-GILL Nella sala deUe riunioni del Centro Federale di Economia domestica di Via Tomanova, il Comandante Federate della G. I. L. L. ha tenuto rapporto agli insegnanti italiani qui comandati. Erano con lui il Vice Comandante ed i dirigenti del Comando Federale. n Federale ha tracciato in breve i cömpiti che attendo-no gli Insegnanti in questa nuova provincia ed ha mani-festato a tutti il suo compia-cimento per la sensibilitä con cui tutti si accostano all'Or-ganizzazione giovanile nell'in-tento di recare il proprio contribute di fede. II Commissario Scolastico ha assicurato che la classe magistrale di Lubiana non verrä meno alle aspettative delle superiori autoritä e che darä tutta se stessa per I'ele-vamento morale e spirituale della Gioventü del Littorio. Al principio ed alla fine il Federale ha ordinato il saluto al Duce. « » • Presieduta dal Segretario Federale si 6 oggi riunita, presso la Sede della G. I. L. L., la Commissione di coUega-mento per trattare alcune questioni riguardanti Scuola e G. I. L. L., prima fra tutte quella della refezione e del-I'assistenza non solo agli or-ganizzati ma agli alunni In genere degli asili, delle scuole dell'ordine elementare e di quelle civiche, sia del capo-Uiogo che della provincia. II programma tracciato comprende oltre il piano assi-stenziale anche una vasta struttura culturale, sportiva e ricreativa che varrä ad impri-mere orme piü concrete e du-revoli aU'Organizzazione Giovanile. di Lubiana. All'inizio della riunione ed alla fine il Comandante Federate ha ordinato il saluto al Duce. con la squadra del Battaglio-ne Avanguardisti della G. I. L. L. di Lubiana. II Vice Comandante ha ri-cevuto i componenti della medesima ed ha loro rivolto il saluto augurale anchie a nome del Comandante. L'atteso incontro ha avuto luogo alio Stadio dell'Illiria. Assisteva il Vice Comandante con gli Ufficiali e i Dirigenti deUa G. I. L. L. Non ci sor-prendono i risultati: era risa-puta l'inferioritä deUa squadra di Novo Mesto, rispetto a Quella di Lubiana. Ma per quanto in definitiva battuta, la squadra non ha perduto rentusiasmo, ed i giocatori, Che presentano giä spiccate cairatteristiche di tecnica e di stile, hanno sviluppato la propria tecnica. Dopo la partita i giocatori di Novo Mesto sono stati trat-tenuti a consumare, con i ca-merati di Lubiana, un rancio. Infine ha avuto luogo uno spettacolo cinematografico al cinema del Comando Federale. Umberto Naiio assassinato dai baiuliticomunisti il 6 niaggio u. sc. Una ca^^(ice.stntawza (kUa (f. l.L.L.ciuvuta dal O^tnaHcUutte it ^ocf^a d'Actnata L'Eccellenza Robotti, assente il 6 corrente, annuale della costituzione della Gioventü del Littorio di Lubiana, ha ricevuto il giorno 11 corrente una rappresentanza della G. I. L. L. La rappresentanza. com posta di un Avanguardista, di una Giovane Italiana, di un Balilla e di una Piccola Italiana, accompagnati da un dirigente del Comando Federate, ha espresso al Comandante il Corpo d'Armata i sensi della piü profonda am-mirazione formulando, in nome di tutti gli organizzati, la promessa di impegnarsi ad elevare I'animo ed il pensiero alla comprensione dei nuovi tempi e di adoperarsi sempre piü per rendersi meritevoli di appartenere alla grande fa-miglia della Gioventü del Littorio. L'Eccellenza Robotti, acco-gliendo i giovani, ha espresso la sua ammirazione per gli sviluppi Che la G. I. L. L. ha raggiunto nel primo anno di vita ed ha formulate i miglio-ri auguri per la conquista di piü alte vittorie verso cui ö diretta la gioventü di questa nuova provincia. Atlivitn arlislico-culiurale della G. I. L. L. Per concessione dell'Alto Commissario, in söguito ad accordi presi con la Direzione del Teatro di prosa di questa cittä, il Comando Federale ha progettato una serie di trattenimenti quindicinali al «Drama» ai quali sono ammessi gratuitamente tutti gli organizzati della G. I. L. L. La Direzione del Teatro, consapevole delle finalitä educative che si propone il Comando Federate, ha predi-sposto una serie di lavori ben selezionati e perfettamente aderenti alia mentalitä dei giovani spettatori, affidando-ne I'esecuzione ad uno scel-to gruppo di artisti del «Drama» stesso. II 6 dicembre, primo Annuale della fondazione della Gioventü Italiana del Littorio di Lubiana, venne iniziata la serie degli spettacoli. IN PROVINCIA Da Cerknica Si 6 inaugurata la refezione scolastica nei locali della G. I. L. L. il giomo 1° corrente alla presenza delle Autoritä civili e mUitari. SuUa parete del refettorio spiccava il ritratto del Duce con la scritta: «La refezione viene dal Duce. Ringrazialo.» Alle 12, accompagnati dagli insegnanti, i ragazzi, dopo aver risposto al saluto al Duce ordinato dal Comandante di Fascio e dopo aver detto la rituale preghiera, hanno incominciato a consumare la refezione. I familiari degli organizzati hanno ringraziato per la provvida iniziativa della G. I. L. L. Da Longafico Teafrino marioneHistico della G. I. L L La favola «Giovanni e Margherita», rappresentata dalla Compagnia Federate della G. I. L. L., 6 stata ripetuta in due spettacoli nel teatrino locate, per tutti gli organizzati del Comando locate della G. I. L. L. Alia prima parte della rappresentazione sono pure intervenuti il Commissario Distrettuale ed Ispettore di Zona, il Segretario Politico, il Vice Comandante della G. I. L. L. di Longatico e tutti gli insegnanti delle scuole del comune. Gli ottocento ragazzi hanno seguito con Interesse i quadri della favola, applau-dendoli vivamente. Funzione religiosa Nella chiesa parrocchiale di Longatico, nella giomata deirimmacolata Concezione, alla presenza delle massime Autoritä civili e militari e di una larga rappresentanza di tutti i Reparti del Presidio, h stata celebrata una Messa per la propiziazione della Vittoria e per la solenne affer-mazione degli ideali cristiani. II Cappellano militare, dopo Incontro di calcio tra le squadre della G. I. L L Lubiana—Novo Mesto La squadra calcistica della G. I. L. L. di Novo Mesto si 6 oggi recata a Lubiana per sostenere un incontro la Messa, ha ricordato agli intervenuti il significato della manifestazione, riaffermando la fede che ha sempre animate il soldato italiano, in pace e in guerra e che si riassume nel trinomio: Dio, Patria, Famiglia. Un core di soldati della Guardia alla Frontiera ha eseguito durante la Messa dei canti religiesi. Cartolina rossa di mof>iliiazione Con rincrescimento si e con-statato che alcuni fascisti di Lubiana non conoscono ancora il valore della «cartolina rossa» dd mobilitazione. Ed allora precisiamo: il fascista che riceve la «cartolina rossa» di mobilitazione ha il sacrosanto dovere — dico do-vere — di rispondere senza alcuna esitazione a tale invito. Se per caso ragioni di or-dine piü che superiore gli im-pediscono di presentarsi al-I'adunata, deve tempestiva-mente giustificarsi, deve doe notificare le ragioni della non partecipazione prima e non dopo I'adunata e cid per ovvie cau^e costituite anche dal fat-to che la giustificazione pud non essere presa in conside-razione. Siamo in «prima linea-» ed avendo tale onore, non sarebbe stata necessaria questa precisazione; ma visto che qunlcuno facilmente lo dimen-tica siamo costretti a ricor-darlo. Se infine qualche superuo-nio pensasse di ricevere trop-po spesso la «cartolina rossa», e opportuno fargli presente che tre treni al giomo partono da Lubiana verso le altre provincie. Ci auguriamo di non aver bisogno di ritornare su simili argomenti. camicia nera Ludovico Baraga Lubiana-Grottacielo r ^ Tntti gli oggetti di Macchine da scrivere - acces- cancelleria — Carta sori - Penne stilografiche ecc. Albergo Slon ♦ Tel. 26-48 Lubiana Časa di primo ordine con ogni comodita modema — 100 camere — bagni privati con annesso stabilimento bagni a vapore — SERVIZIO BAR RISTORANTE Lnogo di colazione — GRAN CAFFfi PER I COMBATTENTI PROyVIDENZE Aumento delle pensioni di invaliditä e vecchiaia nella misura del 25%, rispetto al precedente ammontare. • L'aumento si agglunge ai miglioramenti giä apportati dal Regime nel campo delle pensioni operaie, quaU: l'ab-bassamento del limite di etä (da 65 a 60 anni per gU uomi-ni, da 60 a 55 per le donne, a 50 in via speciale per i mi-natori), l'adeguamento delle pensioni ad un piü alto te-nore di vita, la maggiorazio-ne per i figli, la riversabilitä ai superstiti. II beneficio š immediato per 1 lavoratori, che in numero dl oltre 750 mila giä fruiscono di pension!; cosi, a decorrere dalla data di entrata in vigo-re del provvedimento, essi avranno il rateo mensile au-mentato di un quarto. Gli altri lavoratori, al verificarsi dello stato di invaliditä o vecchiaia, liquideranno la pensione maggiorata in base ad una corrispondente ali-quota aggiuntiva di contribute, posta a carico del datore di lavoro. Continuita per tutti i lavoratori dell'assicurazione durante il periodo di richiamo alle anni. , L'interruzione del lavoro e del pagamento dei contributi avrebbe determlnato la so-spensione del rapporto assi-curativo a detrimento delle varie provvldenze. II Duce ha voluto prevenire questa situa-zione e garantire, a chi com-pie il proprio dovere verso la Patria, il mantenimento dell'assicurazione per I'intero periodo del richiamo alle ar-mi. II provvedimento si estende a tutte le forme di previ-denza, per la invaliditä e vecchiaia, per la tubercolosi, per la disoccupazione, per la na-talitä e nuzialitä, conservan-do integri i diritti nei diver-si eventi. L'onere 6 assunto dallo Stato che, con la soUdarietä di tutti i cittadini verso i coanbattenti, continuerä a versare a loro nome i contributi nell'ammontare medio previsto per le singole categoric economiche, mantenen-doli cosi al livello ordinario per assicurare la stessa enti-tä di prestazioni. Ai richiamati sono equlpa-rati i volontari e i trattenuti alle armi dopo il servizio di leva. In tal modo le milizie del-la guerra seguiteranno a be-neficiare di una piena tutela sociale come i presenti al lavoro, ciö a riconoscimento degli altri servigi che essi rendono alia Patria. Raddoppio deg^li asseg^ni fa-miliari ai richiamati alle armi. ^ Al fine di far fruire piena-mente di tutte le provvldenze sociali stabilite dal Regime i lavoratori che servono la Patria in armi, e tenuta presente l'opportimitä di assicurare loro la formazione di un risparmio per il momento della loro smobilitazione, il Duce ha disposto l'estensione del raddoppio degli assegni familiari ai richiamati alle annl, sla impiegati, sia operai, a partire dal 28 ottobre XXI". II nuovo assegno, che sarä accantonato e sul quale ma-tureranno gli interessi, sarä versato agli interessati al termine della guerra. recenti e ulteriori provviden-zc del Regime a favore vo-stro e delle vostre famiglie. Dicesi ulteriori provvldenze, perche queste del Venten-nale rappresentano solo una parte — la piü recente ma non la maggiore — di quel-I'imponente complesso di leg-gi, provvedimenti, iniziative che, anche in questo campo, pongono I'ltalia fascista al~ I'avanguardia di tutte le Na-zioni. ž materialmente impossi-bile ncapitolare nel giornale, tv.tto quanto e stato fatto fino ad ora riguardo all'as-sistenza sociale per i lavoratori in armi: occorrerebbe-ro, sia fpure per un breve sunto, non due, tre colonne o I'intera pagina, ma un volume. Esamineremo in proste^ guo di tempo anche questa possibilita e cid al solo scopo, titile e pratico, di consulta-zione e guida per i casi sin-goli, non giä ai gretti e limitati fini propagandistici, come usa il nemico; che voi non siete certamente di memoria cosi labile da dimenticare tutto do che nell'insieme co-stituisce la bella attuale real-tä, ne d'altronde cost ingrati come alcuni pochi, ma ancora troppi individui di nostra conoscenza che, fra I'altro, usano sputare nel piatto dopo averci mangiato. No, voi non siete ne im-memori ne ingrati e nemme-no avete bisogno di rinnova-re il vostro credo, alto unico e di sempre, attraverso la fu-mogena ed oppiacea propaganda all'uso bolscevico od anglosassone. Voi siete soldati: operai, artigiani, agricoltori, profes-sionisti, Italiani, sempre e mirabilmente consapevoli; ragazzi dall'ingegno sveglio e dal cuore saldo, non abuli-ci rassegnati fatalisti (came da cannone: materia) e ab-brutiti mugik, osscssionati operai stakanovisti, allucina-ti študenti, disgraziati pro-fessionisti come i soldati bol-scevichi. E per vostra somma Ventura, nemmeno fate parte di quell'ibrido, repellente ag-glomerato, rifiuto di tutte le razze come i soldati anglo-sassoni. Andare verso il popolo com-battente e lavoratore, non e una frase ai fini propagandistici, ma un comandamen-to, una realtd tangibile per ognuno. Fin qui tutto cid che era umanamente possibile di fare e stato fatto. E do non esclude, anzi implica altre e sempre maggiori provvi-denze. L'ltalia e fra tutte le gran-di nazioni una delle piü po-vere, anzi senz'altro la piü povera (non combattiamo ap-punto anche per affrancarci dalla schiavitü economica, camerati in grigioverde?); ma, come abbiamo visto per il passato, cost per I'avvenire il genio ed il grande cuore del Duce, I'affettuosa ricono-scenza di tutti gli Italiani, trarrä sempre, dalla fede, anche I'impossibile: per voi e per le vostre famiglie. lo squadrisia Concorso pronostici Ecco, per aderire a un de-siderio espressoci da molti di vol, camerati combattenti, le GRANDE ALBERGO „U N I 0 N" Lubiana - Miklošičeva c. 1 Preminente - Albergo di pri-missimo ordine con servizio inappuntabile - Cailfe dotato di ogni comodltä di primo ordine - Ristorante rinomato, con cncina squisitissima -Vini scelti - Categoria extra Ecco i risultati dell'XIa glor-nata del campionato di calcic: Torino-Llguria 3-0 Venezia-Atalanta 1-1 Milano-Lazio 4-1 Bologna-Vicenza 1-0 Fiorentina-Bari 1-0 Ambrosiana-Roma 3-1 Genova-Livorno 5-2 Triestina-Juventus 1-1 e la classifica quindlcinale dei partecipanti al concorso pronostici: con punti 11: Gen. Zigliotto Luigi, con punti 10: Carab. Pagnoni Giorgio, con punti 9: Cap.le Magg. Perotti Emidio, Gen. Sabodelli Luigi, Art. Valentini Davide, Inf. Della Mura Michele, Ai-t. Tagliasacchi Mimi, con punti 8: Sold. Olmeda Claudio, Art. Fabbi Enzo, Cent. Ser-retti Leopolde, Art. Zeppelli Domenico, Art. Olivadese Giuseppe, Aut. Ballante Dante, con punti 7: Gen. Tramontana Silvio, Brig. Lucini Sisto, Sold. Poie-si Giovanni, Cap.le Magg. Can-tero Leopoldo, Serg. Dalla Libera Giuseppe, Gen. Vittadello Armando, Gen. Paulin Firminio, Gen. Ferrari Renato, Gen. Fontana Mario, Serg. Magg. Munari Domenico, C, N. Pisani Guido, Cap.le Magg. Passalacqua Angelo, Fante Raggini Guerino, Cap.le Donati Nicola, Cap.le Monticelli Flaminio, con punti 6: Gen. Rizzi Gustavo, Serg. Bernini Giustino, Vcsq. Bernini Vitaliano, Cap.le Magg. Rubboli Alberto, Cap.le Magg. Bolognini Ugo, Cap.le Stradolini Odero, Cap.le Gerba Mario, Cap.le Ba-stoli GetuUio, Conf. Pizzedaz Valentino, Maresc. Manetti Gi-no. Sold. Ortalda Giovanni, Sold. Finiti Fernando, Gen. Par-miggiani Giuseppe, Cap.le Mi-nari Mario, Alp. Como Primo, Art. Acerbi Ido, Art. Chiavaroli Alfonso, Art. Testolin Lino, Art. Marangoni Willian, Serg. Zanel-lato Umberto, Serg. Revoloni Vittorio, Gen. Gallerani Paolo, Cap.le Dalla Costa Iginio, Cap.le Massaccesi Greste, Cap.le Magg. Mauri Emilio, Art. Dionigi Elio, Vcsq. Berti Osvaldo, Cap.le Pez Giovanni, Fin. Monaco Ett»re, Ai-t. Cola Armando, Serg. Gus-setti G. Batta, Cap.le Magg. Vasco Fabbrucci, Art. Bertani Anio, Serg. Sanfilippo Ignazio. Cap.le Magg. Ferri Ugo; con punti 5: Carab. Paoletti Onofrio, Gen. Maiorana Giuseppe, Art. Tavema Giuseppe, Sold. Morandini Rino, Cap.le Di Cosüno Umberto, Gen. Ciccocioppi Pasqua-le, Art. Pompeo Domenico, Sold. Sommacal Giovanni, Cap.le Magg. Modalo Carlo, Cap.le Martineiii Nicola, Cap.le Magg. Benvenuti Walter, Art. Cioffi Alfonso, Art. Tosato Bruno, Cap.le Minocchieri Rodolfo, Gen. Liopalne Rosolino, Art. An-, nuri Filippo, Art. Galletti Vani-ni, Serg. Magg. Fomacciari Tulilo, Sold. Gobessi Diego, Gen. Gaudenzi Giovanni, Art. Basso Mirco, Art. Piva Giovanni, Cap.le Berardi Primo, Cap.le Remi Re-migio, Serg. Pecorari Geo, Sold. Minella Angelo, Cap.le Magg. D'Altobrando Angelo, Gen. Pic-ciall Giuseppe, Serg. Ramondelli Umberto, Serg. Magg. Campolmi Cesare, Cap.le Magg. Lasagno Ferdinande, Sold. Lei Riccardo, Sold. Cicerone Eude, Cap.le Ber-neccoli Gino, Vcsq. Micor Mag-gio, Sold. Gabasso Pasqualino, Art. Saluzao Rocco, Serg. Sciotti Vittorino, Cap.le Paoletta Leonardo, S. Ten. Fuoco Francesco, Cap.le Basanisi Antonio, Sold. Ferri Paolo, Cap.le Schiavon Ugo, Cap.le Magg. Prattale Mario, Fante Fioravanti Rosa; con punti 4: Serg. Varponi Guido, Cap.le Magg. Tenan Glbeardo, Sold. Palmieri Giuseppe, C. N. Cometti Serafino, Carab. Ortelli Antimo, Art. Diani Luigi, Art. Gandini Regis, Gen. Savio Primo, Conf. Süenzi Stanislao, Gen. Badiali Ismeno, Art. Schiavi Esole, Gen. Gardini Ivo, Gen. Zumaro Bnmo, Gen. De Angelis Cesare, Cap.le Angellotto Giuseppe, Art. Cesetti Nicola, Gen. Sartori Aldo, Cap.le Magg. De Metri Alfideo, Serg. Magg. Uma-na Antonino, Cap.le Di Stasio Gaetano, Cap.le Frasi Palmiro, Cap.le Magg. Calcaterra Bruno, Art. Vettorato Adelmo, Sold. Ba-raccani Artemisio, Cap.le An-dretti Guido, Cap.le Magg. Cor-radini Benito, Sold. Delmese Giorgio, Gen. Cavalcoli Guido, Gen. Lanzoni Gino, Art. Paolo-rossi Giuseppe, Art. Pesaresi Luigi, Sold. Barone Umberto, C. N. Barberi Giuseppe, Gen. Berger Aristide, Serg. Magg. Ro-magnoli Ezio, Serg. Furgeri Pie-ro; con punti 3: Carab. Torrisi Antonino, Sold. Brandl Franco, Sold. Silvestri Aldo, Vcsq. Bagna-to Michele, Cap.le Buttitto Gaetano, Gen. Biasiolo Gino, Art. Bellotto Gino, Conf. Trevlsan Adelchi, Cap.le Pinchi Renato, Art. Nucci Ermanno, Gen. Gol-doni Imes, Art. Menegazzo Giuseppe, Sold. Medeotti Elio, Art. Bovo Virvinio, Art. Tomei Tom-maso, Sold. lapoce Pietro, Cap.le Magg. Cuoghi Ezio, Gen. De Lu-ca Alfredo; con punti 2: Alt. Cecchinel Giovanni; con punti 1: Cap.le Magg. Casati Francesco. I premi assegnati ai totaliz-zatori di pimti 11-10-9, sono a disposizione degli interessati presso l'Ufficio Combattenti. CORRISPONDENZA caf* i fniUiau S. Ten. Roisario Spinelli — P. M. 46. La licenza di convalescenza interrompe la presenza al Re-parto. La licenza speciale di 15 giomi ti spetterä dopo tra-scorsi i sei mesi dal rientro al Reparto. Finanz. Buriani Alberto — P-M. 59. La domanda di iscrizione al P. N. F. devi rivolgerla diretta-mente al Fascio della Provincia ove sei domiciliato e devi alle-gai-e alia stessa il certificato del tuo Comando attestante la tua pei-manenza in zona di ope-razioni. Rlitr. Anali Santo — P. M. 46. II premio di natalitä deve es-sere richiesto direttamente al-l'Istituto di Previdenza Sociale del luogo ove sei domiciliato. Alia domanda devono essere alle-gati 1 seguenti documenti: atto di nascita del figlio, stato di fa-miglia, dichiai'azione del Comando attestante la data del tuo richiamo e l'attuale per-manenza alle a