II di 2 Novembre 1848 passava a miglior vita 1' ab-bate professore Giuseppe Furlanetto in Padova sua patria nella eta di 77 anni. Sia pace ali' anima del dottissimo uomo', cui molti di noi dobbiamo gratitudine. Esame di fatti lisici. » Condizione sanitaria delC Istria. (Continuazione— Vedi i numeri 60—61, 64). 131. La costa occidentale piu calda della orientale, siccome in altre regioni marittime deli' emisfero B. Esempio massimo quella della Norvegia (tra'l 570 58' e 71° 10' di latitudine) d' un verno mitissimo cosi che '1 mare, nelle infinite baie (fiords degli indigeni) non sappia il gelo; e la grande penisola del Kamtschatka (tra'1 51° e 63° di latitudine) men fredda, dal lato di occidente, che non la Siberia continentale. Cagione non ultima, se parlisi di Europa, il predominio dei venti di W., tiepidi perche marini. La costa orientale men calda, per la ragione stessa, se vogliasi, dei venti di E., NE., freddi, perche non marini. Ambedue le coste istriane piu calde della regione di mezzo, dacche la media d' un clima marittimo, di confronto al continentale, sempre piu alta; ned osta la bre-vita del diametro d' una penisoletta a tenere piu bassa la media termica della regione, in tutta lunghezza, fian-cheggiata dalle due coste. Per quella lievissima diffe-renza che il clima fisico avrebbe a sentire dali'astrono-mico in linea ascendcnte dil S. al N., noteremo le lati— tudini prese sulla costa occidentale, necessariamente valevoli per quella di oriente, e nell' ordine qui appresso: Estremita meridionale t \ arida, assottigliata, j Promontore . 44° 48' 36" j sassosa f I Pola.....44° 51' 53" Rovigno ... 45° 4'42" }(*) Parenzo .... 45° 13' 25" I Pirano .... 45° 31' 29" \ Capodistria . . 45° 32' 36" ] Muggia ...........I (*) Latitudini prese a breve-altezza sui livello del mare, onde statuire un punto costante d' osservazione (il segnale per Promontore; le torri, di S. Francesco, di S. Eufemia, di S. Mauro, di S. Giorgio, di S. Nazario, per Pola, Rovigno, Parenzo, Pirano, Capodistria). La regione piu alta deli' Istria, di 1398,.m sui livello del mare, a latitudine 45° 16'48" verso la costa orientale della penisola, e il Monte maggiore, di spesso coperto di neve, ma sempre di corta durata. (*) La zona isotermica, precedente quella in cui la posizione geografica mostrerebbe 1'Istria, e segnata da -j- 20° a +15°; la terza delle dieci che dividono P e-misfero B. Dicemmo il clima deli' Istria accostarsi a quello della zona terza, appoggiati aila vegetazione della vite e deli' olivo, e a un di presso fra i paralleli 40° e 45°, per entro ai quali (e s' intende compresa gran parte di continente) la temperatura media oscilla da -f-13° a -j-13°, 8 ed il mese piu freddo olfre altra media di -f- 3°, -(- 4°. Che se per una si larga zona, in grandi sezioni partecipe della temperatura continentale, la media annua non sia inferiore a -(-13°; per una penisoletta (tra'1 44." 46' e 45.° 37') la media annuale (comecche manchino osservazioni dirette) si puo presagir superiore in modo che tocchi per lo meno —15°. Ond'e che se ponemmo 1' Istria sotto al dominio della linea isotermica -j-15° reputiamo non aver errato di molto; sui meno, o sui piu, tocchera agli osservatori futuri il trarci d' in-ganno. Mezzo conservatore della temperatura estiva per la stagione invernale, e la sinuosita delle coste marittime; le quali, come fossero articolate, tengono maggiore con-tatto e piu esteso col mare lambente d' intorno. Confi-gurazione avventurosa di suolo, cui la Norvegia, sebbene locata a latitudine altissima, deve la mitezza del verno, come poc'anzi cennammo: le diciasette maggiori sinuosita delle coste istriane (per non contar le minori, e le isolette vicine frequenti) fra le quali il Leme ali' occidente (vero esempio d' un fiord della Norvegia) divenire non solo altrettanti serbatoi calorifici, ma forti ed insuperabili dighe ai venti di settentrione, potenti a sottrarre e dis-perdere il calore. I naviganti lo sanno come il vento di N,, NE. infierisca da Trieste in giu, ne oltrepassi Sal-vore; e da questa punta a quella di Promontore imper-versino, contemporanei di spesso i venti di W, o di S.; soffiando nel Quarnaro fino a Promontore, d' accordo col golfo di Trieste, i venti settentrionali od orientali. Tale andazzo, che direm burrascoso ne pero infrequente, non verrebbe a guida meteorologica di colui che avesse Costa occidentale a descrivere 1' Istria, se Ia natura non volesse questa terra di mezzo a continua lotta fra que' due golfi; lotta di meteore, ferace di vantaggi infiniti alla sua costa oc-cidentale, la cui maggiore popolazione e Civilta in confronto ali' altra costa ed alla regione mediana, avrebbe a provarli per tutta evidenza. Altro mezzo di conservazione della temperatura estiva per la stagione invernale, e il mare che circonda la penisola. Ad onta d' un grande potere d' irradazione calorifica, e della continua evaporazione, il liquido marino, mobilissimo nel suo sistema molecolare, non puo tenere alla superficie la porzione che va di mano in mano raffredandosi, perche addensata di piu, e costretta discendere: 1'acqua marina, inoltre, di confronto alla dolce, e capace, e mantiene temperatura piu alta, e, com' e naturale, in uno stretto rapporto colla latitudine: di maniera che in riguardo ali' Istria, bagnata dali' Adriatico e ad una latitudine non superiore al 46°, Ia media della linea isotermica -f- 15° e mallevadrice che le va-riazioni asprissime di temperatura, se anche avvenissero, non sarebbero che accidentali, ed a grandi distanze di tempo, com'e di fatto. Cosi per I' estremo calore, dacche il mare, per essere diafano, non giugne a riscaldarsi egualmente alla terra ned e a temersi, per 1'Adriatico, la diminuita diafaneita delle acque, siccome nelle regioni boreali tal fiata, e con influenza evidente sulla temperatura, una innumerevole quantita di meduse operava, per osservazione di Scoresby e di altri. II predominare dei venti di W. in Europa, di que-sti e degli altri di S. nell'Adriatico, e di conseguenza sull' Istria sporgente in esso dal N. al S., avrž a sorreg-gere la configurazione del suolo e la influenza del mare circumambiente, nel serbare temperatura, superiore a quella che verrebbe dalla posizione astronomica spoglia di condizioni fisiche accessorie. Venti marini caldi, u-midi perche, nell' agitare 1' aria sulle acque, provocarono evaporazione maggiore; liberati dali'umido vaporoso, per condensazione di questo; promotori di nuova evaporazione, preparata gia dal calorico che ha perduto il va-pore per condensarsi: e siccome acqua di mare non cede alla forza termica di evaporazione, senza svolgere grande copia di elettrico: questo, non dovuto che ali'innalza-mento della temperatura, agira, favorendo decomposizioni e ricomposizioni, nuove ed interminabili sorgenti di e-manazioni calorifiche. Le gigantesche vicende meteori-che del tropico non riconoscono diversa origine; vedute, come in miniatura, nella zona temperata, rimangono ste-rili di effetto nei cliini continentali; piu vigorose nei mariltimi, nel partecipare della forza primigenia, diven-gono feconde di effetti, non degeneri dalla causa che ha regno piu sicuro ed esteso nelle basse latitudini. Stagioni, I quattro punti astronortiici di equi-nozio e di solstizio non hanno servito_ giammai, nella nostra zona, a distinguere la temperatura delle stagioni. II mese di maržo non fa dimenticare il febbraio, come il settembre l'agosto; e, quando siamo al giugno ed al dicembre, non abbiamo d' uopo, per sapere di caldo e di freddo, di avvertire il solstizio; restano dunque i quattro punti, ad informarci sulla durata delle notti e dei giorni, a rainmentarci pero, che da quella, non distano molto le mutazioni di temperatura. Cosi non vanno, per la torrida, le due stagioni che dividono 1' anno; 1' asciutla e la piovosa, avvengache non consonanti colla state e coll' inverno astronomico, perche la pioggia segue sempre il sole, hanno epoca vera; tale non per la pioggia 0 pel secco, ma pel freddo e pel caldo, si trova, dal 60° al 78° di latitudine B, per le due stagioni di quest' altra zona, destinata agli eslremi di caldo e di freddo, eccezione fatta di circostanze uieramente locali. Geografi e meteorologisti di vag'ia, non obbliarono alla importantissiina aberrazione. La temperata, o, a dir meglio, qut?lla parte di essa che dal tropico va al 35" di latitudine, ed, in alcune regioni pure, al 40°, sente di molto la torrida: cosicche una oscillazione di questa, avrebbe a perdersi dopo il 17° dal tropico, come la decisione della temperata dovrebbe incominciare da questo punto, e finire, con oscillazioni un po' brusche, al 60° di latitudine B. Se, deli' emisfero australe, piu sicure fossero le nozioni ineteorologiche, meglio conosceremmo il valore dei climi marittimi pel noslro emisfero, avendo a guida il maximum di quelli deli' altro, di cui 7/s parti sono coperte dal mare. La regione mediana deli' Istria ha le quattro stagioni piu decise della costa orientute, e senza variazione importante nelle altezze, dacche la superficie (meno il monte maggiore) non offre che un ondeggiar di colline, e le alpi si stanno a grande distanza. La costa occiden-tale non distingue che le grandi stagioni; le due medie si confondono in quelle. II freddo massimo, se cosi porta 1' annata, incomincia dal solstizio di dicembre, od in quel torno, per dissiparsi nella prima decade o sulla meta di gennaio; epoca nella quale, oltrecche della violelta non e rara la fioritura del mandorlo, quindi quella del pesco. A parte i giorni burrascosi (dai quali un abbassamento di temperatura notevole per piu giorni) si potrebbe dir primavera il trimestre da febbrajo ad aprile; e frequentfe perd, sulla meta di questo mese, tale un innalzamento termometrico che toglie il tepore, e sostituisce un calore piu presto estivo, gia adulto in maggio, e canicolare dal giugno fin oltre alla meta di agosto; le cui traccie sen-sibili compiono presso a poco il settembre. Siccome dal febbraio ali'aprile, la temperatura d'ottobre, fino alla prima decade di dicembre, mantiensi tiepida, da rappre-sentar 1' autunno : se non che i venti di settentrione e di oriente, vaganti in questa frazione d' anno, sogliono il piu delle volte, colle nebbie e colle brine, annunziare precoce un inverno, che, iniziato appena, declinera alla ordinaria mitezza. Seguendo il calcolo isotermico generale, le linee -f-15° -f- 10° in prossima corrispondenza colle latitudini 42° 49°, avrebbero una temperatura media d' inverno +7° -j- 2°, e di estate + 23° +20°; e noi, in aspettazione di notizie precise, presumeremo, con qual<;he probabilita, superiore di gran lunga la media deli' Istria in quelle due stagioni, per le tante cause svelte in avanti, sebbene la sua latitudine si trovi per entro ai paralleli segnati qui sopra. La costa orientale bagnata dal Quarnaro, maltrat-tata dalle fiere e frequenti burrasche di NE., soggiace ad inverno precoce, che si prolunga oltre 1' usato, quando 1 venti medesimi, nel febbraio, mostrano presentire da lunge 1' equinozio di primavera. In quella costa gli ar-dori estivi non sono inferiori a quelli deli'altra; la state pero non dura cosi da compiere il settembre; ond'e che da questo lato della penisola, le slagioni medie rendosi piu sensibili, a scapito delle maggiori. Nella regione mediana, a parlar di slagioni, e bene tracciare una linea di mezzo che separi la parte selten-trionale dalla meridionale. Dalla latitudine di Parenzo a quella di Promontore, non e solo piu influente la espo-sizione meridionale favorita dal suolo meno ondeggiato; ma e piu vicino il mare, perche men larga la terra, e prossima ali' apice del triangolo che la informa. Ali' op-posito, dalla latitudine stessa verso quella di Capodistria, indietreggiando cioe verso il N.; ove la penisola gua-dagna in larghezza, 1' asse si allontana dal mare, elevasi d' accordo il terreno. La regione mediana, dicemmo, ha le quattro stagioni piu decise; la parte meridionale di essa partecipera delle coste; mentre la settentrionale, per posizione sua, configurazione di suolo e maggiore distanza del mare, avra le nevi piu durature ed il gelo, monumento invernale; temperatura piu alta, e molesta per irradiazione calorifica del suolo, nella state, non mi-tigata dalle brezze marine, regnatrici delle due coste. Tutto che abbiam detto fin qui non esce dai confini fiisici ordinar!, e trasanda le cause perturbatrici della temperatura, imprevisibili sempre. Nozione sicura da non negligersi e che la temperatura, nella nostra zona, va innalzandosi dal 5 gennaio al 5 luglio; va abbassandosi dal 5 luglio al 5 gennaio: e, s'intende, a termine medio. L' Arago, il qualo e convinto che la condizione meteo-rica d' un dato luogo sia, men che si čreda, variabile, confrontando le temperature eslreme di ciascun mese colle medie di tutti gli altri, ha trovato : che il gennaio - e talvolta temperato come il maržo , a termine medio; febbraio - somiglia talfiata alla seconda quindicina media di aprile, od alla prima quindicina me-dia di gennaio; maržo - imita qualche volta il mese di aprile medio o la seconda quindicina media di gennaio; aprile - non arriva giammai alla temperatura di maggio; maggio - di sovente, in media, piu caldo che qual-che giugno; giugno - alle volte, in media, piu caldo che qualche luglio; luglio — talvolta, in media, meno caldo che qualche agosto; agoslor- talfiata, in media, leggermente piu freddo che qualche settembre; settembre - alle volte, in media, piu freddo che qualche ottobre: ottobre - puo essere, in media, quasi di 3° piu freddo che qualche novembre; novembre - puo essere, in media, di 5°, 5 piu freddo che un dicembre de' piu liepidi; dicembre - puo essere, in media, di 7° piu freddo che il gennaio. Se P Arago parlava di Francia, della porzione della zona temperala, il cui clima e in gran parte continentale, non saranno le deduzioni inutili affatto per altre porzioni della zona istessa, avuio riguardo alle localita diverse, grandemenle influenti. (Continnera) Dott. Spokgia. Dotazione del Clero di Parenzo nel 543. Fortunata piu che altre provincie fu quest' Istria nel conservare carte e monumenti, i quali mostrano non soltanto quali fossero le antiche condizioni, e danno spiegazione di cio che oggigiorno tuttora sussiste od ha cessato da poco. Nell' archivio di Parenzo custodivasi antico diploma, nel quale registravasi la dotazione del clero parentino; diploma che ripetuto in altri apografi successivi conservo in questi, indizi sufficienti per riconoscerne P autencita. 11 primo a pubblicarlo fu il Colletti nelle Aggiunte al-1' Italia saera deli' Ughelli; esso pero non potendo per-suadersi che fosse di epoca si remota, ne sospetlandolo, 10 credette deli' anno 796 e dei tempi deli' Imperatore bizantino Costantino; senza ricordare che a questi tempi 1' Istria obbediva gia a Carlo Magno, ed i Bizantini non avevano giurisdizione alcuna, non v'erano piu maestri dei Militi. In copie antiche non e gia scritto Costantino, sibbene Fla. Junianus, cioe Giustiniano; le note croni-che, cioe deli' impero e deli' indizione, corrispondono mi-rabilmente a Giustiniano, per nulla convengono a Costantino. 11 tempo nel quale visse Eufrasio e fuori di con-troversia per le lettere di Papa Pelagio a Narsete, per la leggenda sulla custodia di marmo che si conserva in Parenzo, per 1' edifizio stesso del Duomo di indubbio ca-rattere. 11 diploma ottiene credibilita dalla fondazione deli'Episcopato parentino, che comincio appunto con Eufrasio, dalla convenienza che allora venisse dotato, dalla menzione di quello stesso arcidiacono Claudio che vedesi raffigurato nel mosaico, dalla carica di Maestro dei Militi, che cesso coll' impero di Carlo Magno, e da altre cose che vi si leggono. Nella rinnovazione del diploma fatta nel 1222 qualche errore puo essere corso, qualche piccola interpolazione puo essersi fatta, ma il diploma non e meno sincero nel suo complesso. Ne faccia meraviglia 1'avere in provincia carta si antica; altra ve ne era ed originale rinvenuta in Pola, nella quale si registrava la dotazione deli' insigne abbazia di S. Maria Formosa, do-cumento questo oltre ogni dire prezioso, andato come si suppone smarrito non sappiamo se in Pola od in Venezia; ne potemmo venire a conoscenza di copia ne in una ne nell' altra citla, forse mai tratla per 1' imperizia di quei caratteri. Venendo al diploma di Eufrasio, si dira dunque che 11 vescovo Eufrasio confermo 1' obbligo della decirna nel territorio della sua chiesa di Parenzo, che noi intendiamo = nell' agro colonico, e nell' agro del municipio zz: non gia negli agri tributari, sui quali come la colonia di Parenzo aveva giurisdizione, cosi P aveva il Vescovo. Ma come i comuni erano diversi per condizione politica, cosi lo erano anche per condizione ecclesiastica, come ottimamente lo addila per le chiese di Istria il diploma di Ottone II del 974, nel Codice Trevisani del Verci, diploma che con-ferma altri dati da Carlo Magno medesimo. V' erano quindi le 1'lebes primae, o veseovili, il comune della eoldnia coll' agro giurisdizionale; le plebes secundae od ecclesiae bap/ismales, che sottostavano al Vescovo, per le cose deli' ordine sacro, ma che avevano propria polizia e governo, con alla testa i Corepiscopi, a cui subentrarono i Vicari foranei; e quesle plebes secundae avevano il fonte battesimale con diritto di rinnovarlo nel Sabbato santo coll' intervento dei curati del distretto assegnato a sif-fatte pievi seconde. E pensiamo che a questa varia condizione di chiese corrisponda il primi et secundi throni deli' antico reggimento di chiesa. Oualunque rango avessero questi comuni ecclesiastici, sebbene il comune della colonia avesse la precedenza, ed il Vescovo capo' di questo comune, fosse anche il capo degli altri comuni, pure ognuno di questi esisteva da se, ed aveva proprio ministero ed e-conomia, e particolarita nel Calendario. Nel comune di primo rango, era il capitolo cattedrale che formava il clero; nei comuni di secondo rango erano i capitoli che diremmo rurali; i comuni politici di rango inferiore non ebbero clero proprio, cioe parrochi che dopo il 1000, staccati da quelle chiese che poi si .dissero matrici. A tempi del vescovo Eufrasio 1' agro giurisdizionale suo non abbracciava ancora quello di Rovigno; pievi seconde sembra a noi che fossero S. Lorenzo, Montona, forse Pisino, che ebbe Preposito. Eufrasio non provvidde che pel clero di Parenzo, dispose quindi per la colonia e pel Municipio. Ouanto alla colonia, impose la decima, carico che poteva por-tarsi, dacche le colonie non erano sottoposte alla fondiaria. Ouanto ali'agro municipale, esso impose la quarta parte della decima il quartp.se, prova questa che 1' agro municipale era soggetto alla decima laica, e cio concorda pienamente colla pratica che fondandosi colonia in un comune, ai terreni non tolti per la colonia si imponeva la decima a vantaggio di questa; decima che si diceva anche vectigal. Tanto la colonia che il municipio dove-vano corrispondere questa imposizione al clero il quale serviva nel tempio di S. Maria e di S. Mauro, ed atten-devano alla cura deli' anime in tutto il territorio colonico e municipale, siccome era pratica in tutta 1' Istria. L' an-tica esazione della decima sarebbe norma bellissima per riconoscere 1' antico agro colonico; 1' antica giurisdizione capitolare nella cura d' anime per riconoscere 1' agro municipale. Le parocchie di patronato comunale sono tutte di fondazione posteriore e non antica. Eufrasio vescovo non ordino questa imposizione Cla quale veramente non era che una conversione in debito di quanto era prima consuetudine) di sua autorita, ma di autorita dei due legati inviati ab urbe romana, cioe a dire da Costantinopoli, legati che sembrano essere di quella stessa categoria della quale erano quelli mandati a sentire le lagnanze della provincia contro il Go-vernatore Imperiale, avesse titolo di Duca o di Maestro dei Milili; dal diploma si vede che era veramente il Maestro dei Militi, dignita che durd tutto il tempo del governo bizantino, e che era insieme civile e militare. Cosi la decima veniva a costituirsi in vera imposizione per autorita imperiale, a dote del clero; ed e verosimile che nello stesso tempo avvenisse altrettanto per gli altri ve-scovati, i quali egualmente ebbero percezione di decima. Abbiamo detto che Eufrasio ordinasse la decima soltanto per 1' agro colonico e municipale di Parenzo, per quell' agro che in Trieste era colonico e giurisdizionale e che fu detto per autonomasia il Vescovato. Nelle plebi di II ordine si pagava egualmente la decima, perd a quel capitolo che era di questa plebe, ed ai curati poi parrochi; il vescovo partecipava a queste decime pero come un membro del capitolo ed in porzione eguale ai canonici; cio almeno era di regola in Istria, quandanche non dappertutto venisse osservato pei cangiamenti avve-nuti col progredire dei tempi. Meinorabile e nel diploma la dichiarazione che la decima era un onere della proprieta fondiaria, non ema? nazione del diritto di comproprieta; per cui si confer-mava ai proprietari il diritto di alienazione e trasmissione libera; cio che e uniforme alla pratica romana nel sog-giogare una provincia, e viene in conferma della legge provinciale durata oralmente fino ai tempi nostri che tutti i terreni soggetti a decima, o che si dicevano sudditizi, erano di piena e libera proprieta, adonta che intorno il 1780 e meglio dopo il 1814 si volessero riconoscere in una parle deli' Istria vere Signorie, mentre si negavano nell' altra parte, con memorabile contraddizione. Le terre soggette alla decima del clero furono collocate soltanto fra le terre censuali, genere di terre che furono le piu comuni e durarono fino ai tempi nostri. II che pero non vuol dire che mancassero le terre enfiteutiche. II diploma di Eufrasio ci avverte delle dignita ec-. clestastiche d' allora deli' Arcidiacono cioe, che e dignita di governo ecclesiastico, il ministro del Vescovo , del-1' Arciprete che e la prima dignita di chiesa; e ben possiamo supporre che non mancasse il Decano che e la prima dignita di Capitolo, di quel senato clericale che fu creato ad imitazione e sulle proporzioni del Con- . siglio decurioniale (dieci erano i Canonici), ne faccia me-raviglia il rilrovarli in Istria in epoca si remota, dacchč non e questa instituzione del medio evo, coine penso qualcuno, sibbene piu antica. Nel medio evo prese quella forma della quale abbiamo abbondanti memorie anche fra noi, di vi vere comune, quasi cenobi tico, ed in Parenzo rimane insigne monumento nella Canonica eretta nel secolo XIII. Nell' atto d' Eufrasio troviamo un' abbate della chiesa di S. Giovanni, novella conferma deli' antichita fra noi dei monasteri ch' erano della Regola di S. Benedetto; dei quali erano testimonio le chiese in carattere bizantino; e lo sono tuttora le tante memorie cartacee. E bella memoria si ha da questo diploma deli' antichita delle Saline nell' isola Brioni, le quali essendo state di proprieta privata del Vescovo Eufrasio, potrebbesi fare induzione che Eufrasio fosse di qualche famiglia polense. Oualcosa potrebbesi dire delle feste "nelle quali il Vescovo doveva pranzare in comune col clero, una di queste feste potrebbe dare occasione a muovere dub-biezze; ma 1'ignoranza ci obbliga di tacere. Diamo il testo del Diploma. II lettore vi trova ag-giunte le firme di parecchi Vescovi che lo riconobbero; avesse voluto il cielo che tutti i Vescovi 1' avessero se-gnato, e ne fosse rimasto almeno Papografo, che cosi avremmo la serie genuina di uno dei Vescovati istriani. Kil. II Diploma nel prossimo numero.