viMf t (! v 'H'i n., m 11 m' i i 111111111 j 1111111 n 111 n 11 'i 11 n n | ] 11 A A A /\ A A A A A A A A A A A A A A A A A A A A A A A A A A /\ \ A A A a A A /s A A A A A A A A A I I I M A A A A. imiiniiiiiiiniii ... iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii)iiiiiiiiiiiiijiiiHiiiifiiii1fihilimiiiiiiiiuiii= iiiiiiiiitiiiiiiiiiiiiiiriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiriiiiiiiiiiiiiiimi jiiiiiimiiiiiiiimliiiiiiiimii iiiiiiiniiiiiniiiiiiiiiiiuiiiiiiiiiiiii LA COMMISSIONE Dl MBOSCHIMENTO DEL CARSO PEL TERRITORIO DELLA CITTA Dl TRIESTE DURRNTE IL QUIIiQUEMMIO 1902-1906 RISPETTIVRMENTE DURRMTE LR SUH ESISTEMZR Dl 25 RNNI 1882-1906 RELAZIONE GIUBILARE DEL MEMBRO EFFETTIVO DELLA COMMISSIONE GIUSEPPE PUCICH . R. C0NS1GLIERE SUPERIORE E ISPETTORE FORESTALE PROVINCIALE TRIESTE EDITRtCE LA COMMISSIONE D’ IMBOSCHIMEN I O 1907. iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiHiniiiiiiiiiiiiiiiiimmiiiiiiiiimiiiiiimiiiiiiiMiiiiiiiiiiHiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiniiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiimiiimiH :|||||llllllllllllinillllllllllll IIIIIIIIIIKIIIIIIII 7 ? "•7"v V’v" 'v V -r /v"7 v V V V V V V V V V V V 'v*Y V V V V V Y V. .m im i i i i i ii i i i i m i i i i i i i i i i i i i 1. 1 i m i 11 ii u u-i miiiiiiiimiiiiii LA COMMISSIONE Dl MBOSCHIMENTO DEL CM PEL TERRITORIO BELLA CITTA Dl TRIESTE D (j RANTE IL QCilMQGEMMIO 1902 1906 RISPETTIVAMENTE DURANTE LA SUA ESISTENZA Dl 25 ANNI 1882—1906 RELRZIONE GIUBILRRE DEL MEMBRO EFFETTIVO DELLA COMMISSIONE GIUSEPPE PCICICH I. R. CONSIGLIERE SUPERIORE E ISPETTORE FORESTALE PROVINCIALE TRIESTE TIPOGRAFIA DEL LLOYD AUSTRIACO 1907. f Editrice la Commissione d’imboschiinonto P R E F A ZIO N E II Comune-provincia di Trieste ha un’ estensione di 94'94- km 1 . II suo territorio si eleva a SE, E, N, e NO della citta, pari ad un grandioso anfiteatro, da prima in generale gradatamente a scaglioni con singoli enfiamenti di terreno, poi piu ripido e in certi punti quasi perpendicolare fino ad un’altezza di 400—450 m per trapassare quindi dopo una dolce scesa in un terreno piano-ondulato, della media altezza di circa 300—400 m , che s’incunea fra le regioni del Carso di Gorizia-Gradisca e deli’ Istria. Soltanto la parte angusta al NO che ripida si eleva immediatamente dal mare (Prosecco—S. Croce), larga km 1 —1-5, lunga circa 7—8 kni, e alquanto piu bassa (200—250 m). I punti piu elevati hanno un’altezza di 670 m (m. Kokus), 448 m (Kal), 451 m (Belvedere nella possessione Burgstaller-Bidi- schini). II pianoro, nonche la superiore terza parte incirca del ver- sante verso Trieste e il mare appartengono alla formazione della creta, la striscia di terreno, per lo piu angusta, attigua alla citta e al mare, ove pittorescamente sono disseminate molte ville e villaggi, appartiene invece alla formazione eocenica (are- naria con molte cave di pietra). II Carso ha un’estensione di circa 61 km 2 eguale a 64°/ 0 delharea totale del Comune. 4 — Causa il facile smercio delle legna e la mancanza assoluta d’ un razionale trattartiento i boschi del territorio triestino, gia molti anni fa, furono, purtroppo, parte ridotti a cedui diradati o cespugli storpiati e intisichiti dal morso degli animali, parte totalmente distrutti. Secondo il catasto occupano a) nell’intera provincia: i pascoli 33-60% (3190 ha) ei boschi 23'19% (2202 ha) dellMntera superficie; b) nella formazione cretacea (Carso): i pascoli 4 il succitato Consiglio elesse dal proprio seno una commissione e le affido 1’ inearico di occuparsi esaurientemente di tale que- stione. Questa commissione si accinse tosto ali’ opera col mas- simo impegno. Sulla base del parere dato in merito dali’ ispettore forestale Giuseppe Koller, in allora capo deli’ i. r. ufficio forestale in Gorizia, il quale per impulso deli’ accennata Commissione ne venne richiesto dalla Rappresentanza comunale, e sotto la personale direzione di questo specialista furo.no imboschite, con buon successo, dapprima nel 1859, due localita con piantagione di pini neri, la qual specie legnosa il Koller aveva a cio designata siccome la piu corrispondente. Animata da questo felice risultato e per i deliberati circa il rimboschimento del Carso, preši da parte deli’Associazione fore¬ stale dell’impero nel 1865 ali’atto della sua escursione nel terri¬ torio del Carso, secondo i quali precipuamente il pino n ero veniva raccomandato per 1’ imboschimento, la detta Commissione prosegui annualmente in egual modo i lavori di coltura. A questa Commissione e succesivamente al Comitato composto da tre membri del Consiglio comunale e da tre membri della Societa agraria, subentrato in sua vece nel 1870, e riuscito di rimbo- schire parecchi appezzamenti di circa 100 ha, che, quali boschi di lieto accrescimento deli’ eta di 27 ai 48 anni, formano ora nel territorio di Trieste un vero ornamento che rallegra il cuore e 1’ occhio. I mezzi che stavano a disposizione di questo Comitato erano pero relativamente molto scarsi. Lo stesso era inoltre costretto a limitare la propria operosita soltanto a quei terreni che i comuni catastali cedevano spontaneamente alla coltura boschiva e aveva da lottare con varie altre difficolta. Sotto tali circostanze j’ imboschimento non poteva naturalmente procedere che lenta- mente e non era nemmeno da pensare alla possibilita di un totale rimboschimento del Carso triestino. Insorse percio la assoluta necessita di creare a codesto scopo una base legislativa, che 6 — rendesse possibile di eseguire gl’imboschimenti sistematicamente sopra una superficie corrispondentemente estesa. Cio avvenne con la Legge provinciale del 27 dicembre 1881, B. 1. p. N. 5 ex 1882, che affido 1’esecuzione deli’ imboschimento sul Carso di Trieste ali’attuale Commissione. Questa Commissione, costituitasi il di 22 febbraio 1882, diretta dal suo benemerito Presidente, signor Giuseppe Burgstaller nob. de Bidischini, si diede tosto con zelo ed amore ali’opera benefica e tanto desiderata ed e ora in grado di rivolgere con lieto compiacimento lo sguardo ali’attivita da lei spiegata durante i cinque lustri della propria esistenza a pro di quest’ importan- tissimo patrio interesse. Le seguenti pagine servono a dare un modesto quadro generale di questa operosita e dei successi ottenuti, successi, di cui, piu che le parole, fanno eloquente testimonianza le verdeg- gianti colline del territorio, che pochi anni addietro, come gia accennato, erano per la maggior parte veri deserti sassosi. Prima di passare a tale relazione, siano pero qui brevemente ancor ricordate due circostanze: la prima, che il summenzionato Comitato d’ imboschimento, quantunque nell’ impossibilita di rag- giungere 1’ ambita meta del completo imboschimento del Carso triestino, si e pure acquistato grandi meriti in proposito, avendo appianata la via ali’opera e con cio alleggerito il compito della Commissione, subentrata in sua vece: la seconda, che al Comune di Trieste spettano Ponore e il merito di avere, coi tentativi di coltura boschiva anzidescritti, dato 1’impulso determinante alla grande e proficua azione deli’ imboschimento del Carso nelle tre province costituenti il Litorale austriaco. La Commissione si sente infine in dovere di esprimere qui i suoi piu sentiti ringraziamenti tanto ali’ i. r. Governo quanto al Comune di Trieste per il valido morale e materiale appoggio che la mise in istato di adempiere la sua provvida missione. Trieste, maggio 1907. Stato personale della Commissione. Nel quinquennio trascorso avvennero alcuni cambiamenti nei membri delegati della Giunta provinciale e nel referente del Magistrato civico. II consigliere della citta, avv. dott Alfonso Valerio fu nomi- nato membro effettivo nel 1902 in luogo del dimissionario consi¬ gliere ing. Gairinger. A suo sostituto fu chiamato il consigliere ing. Costantino Doria. Nel 1902 mori 1’assessore magistratuale dott. Alessandro Lanzi. Gli succedette al pošto di referente del Magistrato civico in affari boschivi e come tale pure al pošto di membro effettivo della Commissione 1’assessore dott. Franco Gregorutti. A sostituto di quest’ ultimo fu destinato 1’assessore cav. Alberto Boccardi. Nei cinque lustri di sua attivita la Commissione subi ripe- tuti mutamenti nei suoi membri in seguito a traslochi, pensio- namenti, morti e cambiamenti di Rappresentanza municipale- provinciale; cosiccbe di quelli che assistettero alla sua prima seduta il giorno 22 febbraio 1882 non vi fa piu parte che il solo suo presidente comm. Giuseppe de Durgstaller-Bidischini. I membri che facevano parte della Commissione da! 1882 al 1906 sono indicati nelfallegato A. Sedute commissionali. Nel quinquennio gli affari commissionali di maggior im- portanza vennero pertrattati in due sedute annuali. Il numero delle sedute flnora tenute dalla Commissione e di 114. Le sedute furono tenute con maggior frequenza nei primi anni di esistenza della Commissione; sistemata 1’azienda, non vi fu piu bisogno di tenerne che due sole alfanno. — 8 — Catasto boschivo. II catasto d’imboschimento costituisce la base dell’azione commissionale. La Commissione ha incaricato percio, gia nella prima seduta, un sottocomitato dei rispettivi rilievi superlocali. In base alle proposte di questo sottocomitato il catasto nella parte piu essenziale fu compiuto in pochi anni. In seguito lo stesso veniva soltanto di quando in quando completato, a seconda delle circostanze e del bisogno. Cio accadde anche neU’ultimo quinquennio, avendo la Commissione nel 1903 desi- gnato per 1’imboschimento le particelle N. 1509/1, 1558 e 1629 e la parte occupante la cresta del M. Salvia della particella N. 1509/2, nel comune censuario di Contovello, deli’ area com- plessiva di 14' 1716 ha. Per 1’arrotondamento del possesso fondiario del fondo di imboschimento nel 1905 fu inoltre acquistata nel comune cen¬ suario di Contovello la particella N. 2243 deli’ estensione di 2492 m 2 . Nell’ultimo quinquennio 1’area dedicata alla coltura bo- schiva aumento quindi di 144208 ha. Attualmente trovansi inscritti nel catasto d’imboschimento complessivamente: fondi comunali. 982-28 ha „ privati.' . 96'54 „ „ di proprieta del fondo d’imboschimento 9049 „ Assieme 1.169.31 ha Di questi fondi in origine erano: a) pascoli nudi, 'piu 0 meno isteriliti e improduttivi 656’71 ha ; b) boschi comunali cedui di carpine nero e bianco e di quercia, piu o meno devastati e ridotti a cespugli stor- piati e intisichiti, della densita di 0-3-0-7 462'10/za di cui spazi vuoti ca. 220 ha; c) colture arlificiali eseguite dal cessato Comitato d’imbo- schimento, tisognevoli di completamento 50'50 ha. — Q — L’ assunzione di fondi nel catasto d’ imboschimento av- venne per lo piu d’accordo colle parti in grazia alle pratiche del sottocomitato e del personale forestale. Contro le nozioni della Commissione furono presentati po- chissimi ricorsi e il Ministero d’agricoltura li respinse tutti. All’espropriazione forzosa si dovette procedere soltanto in tre časi per un’area di 21-3718 ha. La Commissione trovo pero opportuno di acquistare al- cuni fondi in via amichevole. I fondi acquistati, rispettivamente espropriati, misurano una area di 90’4888/ža; il prezzo di acquisto importa cor 14.45L84; gfimboschimenti esegniti negli stessi costarono cor. 22.543-50; per 1’erezione di muri a secco di cinta si spesero cor. 5.112-80, cosicche ora rappresentano il valore di cor. 42.108-14. 1 fondi compresi nel catasto d’ imboschimento nei singoli comuni catastali sono specificati nelfallegato B e quelli acqui- stati pel fondo d’imboschimento nelhallegato C. Imboschimenti. La Commissione dedico naturalmente la massima cura alle colture boschive. Dapprima, a causa della restrizione del pascolo, una parte della popolazione tenne un contegno ostile contro gl’ imboschi¬ menti. Tale opposizione pero ando man mano scemando e cesso infine totalmente quando gl’interessati si avvidero deli’ utile che apporta loro l’opera commissionale. Anche la circostanza che la gente piu povera trovo occu- pazione e guadagno nei lavori d’imboschimento favori alquanto 1’azione. Negli ultimi anni subentro pero un’altra difficolta che osta- colo e ostacola ancora sensibilmente gl’ imboschimenti. Questo inconveniente consiste nella mancanza di mano d’opera, causata principalmente dalle costruzioni ferroviarie ed edilizie, ove l’ope- raio trova una rimunerazione piu lucrosa e stabile occupazione. Tale mancanza di operai costrinse la Commissione a restrin- gere, in singoli anni, le piantagioni. Tuttavia i lavori d’iniboschimento anche nelTultimo quin- quennio progredirono alacremente e raggiunsero anzi un’estensione — 10 — maggiore che negli antecedenti merce 1’aumento delle dotazioni comunali ed erariali. Gli allegati D e E dimostrano il progresso deli’ imboschi- mento nei singoli comuni nei periodi 1902-1906 e 1882-1906. Nel seguente specchietto sono indicati sommariamente i lavori culturali eseguiti finora: a) V Imboschimenti nuovi. Risarcimenti. 1902-06 — 1,891.680 248 22.815-28 1882-06 — 5,487.280 1.115 59.509-38 c) Allevamento di sottobosco. 1902 1903 1904 1905 1906 1902-06 - 16.600 285 1.402-63 1882-06 — 34.700 1.136 3.558-39 d) Risarcimenti nelle culture fatte eseguire anteriormente dal Comune di Trieste. 1902-06 — — - _ 1882-06 —• 61.100 585 840.70 ^ , 1 1902-06 87-36 2,632.680 545-00 36.682-77 I offll C ' | 1882-06 823-16 10,905.180 4,261-50 152.695-50 11 A quest’imboschimenti sono d’annoverarsi ulteriori 50’5 ha di colture eseguite dal preesistito Comitato d’imboschimento, completate dalla Commissione. L’ area imboschita ascende quindi a 873-66/2fl = 94-24°/ 0 delbintiera superflcie coinpresa nel catasto d’imboschimento. — 12 — Le qualita e quantita di postime e di šemi adoperati negli imboschimenti sono : 1904 Piante N.ro 299400 32200 9200 340800 4000 3000 7000 347800 Šemi kg 50 50 50 100 153 203 1905 Piante N.ro 398100 10000 3500 80 58700 4600 28600 503580 4000 600 3000 7600 511180 Šemi kg 30 125 32 187 242 1906 Piante N.ro 517600 83500 12000 10200 623300 2500 2900 5400 628700 Šemi kg 1902—1906 Piante N.ro 2262500 ' 10000 3500 80 224300 16600 70500 2587480 20000 3100 2900 1200 18000 45200 2632680 Šemi kg 155 155 130 225 32 3 390 545 1882—1906 Piante N.ro 9831525 100330 33500 37400 5580 443020 38800 4450 130010 1800 50 2040 500 10629005 28137 12857 1950 2300 550 7390 1560 860 900 110 117278 53800 1080 6648 3250 2550 130 125 10000 100 24600 276175 10905180 Šemi kg 10 6-25 6 1-50 352 376-75 270-75 2150 30 635 360 396 2 13 28 3884-75 4261-50 14 11 sottobosco fu allevato in un’area di circa 30 ha nelle pi¬ note create dal cessato Comitato d’ imboschimcnto „Koller“, „Stadion“ e „Porenta“ di Basovizza, „Capuano'' di Trebich, „Rossetti“ e „Mauroner“ di Banne, „Vo1pi“ di Opcina delbeta di 35-40 anni e n el bosco Igouza di Basovizza. A tale scopo furono sparsi 1136^ di seme di abete bianco, faggio e leccio e trapiantate 34.700 piantine di abete bianco. La Commissione fece naturalmente tesoro di tutte le espe- rienze fatte durante il corso della sua attivita, tanto riguardo al postime da adoperarsi, quanto al modo e al tempo della piantagione nei diversi appezzamenti. Le culture si eseguirono per la maggior parte nella prima- vera giacche nelle piantagioni autunnali le piantine soffrono piu o meno per il gelo e la bora del susseguente inverno. Nell’autunno si eseguirono piantagioni soltanto in luoghi al riparo dalla bora. Negli ultimi anni, a causa della mancanza di operai, si dovette pero estendere le culture autunnali al- quanto di piu del solito. I necessari risarcimenti si fecero annualmente (di solito per 3 a 5 anni consecutivi), affinche le piantagioni raggiungessero in breve la densita normale. Come risulta dal precedente prospetto, la piantagione av- venne in formelle e in solchi. Quest’ultima pero fu abbandonata in breve perche piu costosa e perchž colla piantagione in buche si ottiene un eguale risultato. La seminagione all’aperto si fece a piazzette tanto con šemi di latifoglie: quercia, rovere, farnia (2.150 &£), leccio (635 kg), sughero (30 kg), frassino e orniello (396 kg), alloro (360 kg), faggio, poi ailanto, sommacco; quanto con šemi d’ aghifoglie : abete bianco (352 kg), pino nero, paroliniano, di Aleppo, marit- timo, strobo e cipresso (24'75 kg). Le seminagioni di abete bianco e di faggio eseguite nelle pinete piu adulte per 1’allevamento di un sottobosco, quantunque qua e la danneggiate dai topi, riuscirono in generale bene e le piante provenienti da queste operazioni culturali mostrano lina vegetazione rigogliosa. Un risultato discreto diedero pure le seminagioni di leccio eseguite sulle pendici verso il mare nelle localita poco atte alla piantagione. Le ghiande furono bensi divorate per la maggior o parte dai topi, le rimaste (30-40 %) germinarono pero bene e produssero delle piante abbastanza vigorose. Tutte le altre seminagioni ebbero un risultato irrilevante o affatto negativo. In alcuni časi i šemi germinarono molto bene, le tenere piantine non resistettero pero alla siccita. Le stesse perirono gia nel primo anno oppure dopo una vegetazione tisica di due o piu anni. Del resto i šemi sparsi furono per la mag- gior parte preda dei topi, scoiattoli e ghiri. A difesa delle seminagioni contro i topi nelle pinete s’ im- piego una volta, in via di esperimento, il fusolo (4 kg). Nelle seminagioni di quell’ anno non si riscontrarono danneggiamenti palesi da parte dei topi. Non si pote constatare pero con preci- sione se e quanto cio sia da ascriversi al suddetto mezzo, giac- che topi morti non furono trovati sul luogo. Stante i danneggiamenti dei topi ecc. nelle seminagioni si decise di allevare il sottobosco nelle pinete anche a mezzo della piantagione. A tale scopo vengono allevate le necessarie piante di abete bianco nel vivaio di Basovizza. Le formelle si scavano al momento della piantagione con la gravina, profonde 30-40 cm e altrettanto larghe. La pianta¬ gione, per quanto lo permetta la formazione del suolo, si fa a viali in cui la distanza delle piante comunemente e di 1 m circa e quella dei filari 1-L25 m; cosicche per ettaro s’impiegano da 7.000-10.000 piantine. I solchi ebbero pure una profondita di 30 cm e una larghezza di 40 cm. Jn parecchi appezzamenti mancava la terra necessaria per la piantagione. Si era quindi costretti a procacciarla scavandola nelle depressioni del terreno dei fondi comunali vidni, oppure facendone acquisto da privati. L’acquisto, rispettiv.imente il trasporto della stessa rincari sensibilmente le spese di coltura e precisamente di cor. 1 '54 per mille piante nelle colture nuove e di 12 cent. nei risarcimenti. Per tale oggetto si spesero in venticinque anni cor. 876L54. Il postime prima della piantagione viene imbozzimato e poi consegnato in piccole quantita agli operai che lo conservano in ceste di vinchi o in altri recipienti coperto di terra fresca. Le formelle vengono scavate da uomini, la piantagione eseguiscono donne e fanciulli. A seconda della qualita del ter¬ reno un operaio appronta da 150-250 buche e una donna pianta da 150-200 piantine in un giorno. 16 - Per evitare lo scalzamento delle piantine da parte del gelo, delle acque e dei venti e mantenere un certo grado di umidita si collocano attorno al fusticino delle pietre che si trova.no sul luogo. La spesa media di piantagione ascende : a) nell’ ultimo quinquennlo: nelle culture nuove cor. 17-21, nei risarcimenti cor. 12‘06 per mille piantine e cor. 139-50 per ettaro; b) in 25 anni : nelle culture nuove cor. 16‘68°/oo» ne ' risarcimenti co- rone 10.84, assieme 13.73 °/ 0 o piantine e coi. 180.28 per ettaro. Per le piantagioni si adoperarono, con bnon successo, prin- cipalmente pini neri di due anni, come quelli che per le espe- rienze fatte meglio riescono, inoltre, in piccole quantita, nelle esposizioni pia alte a bacio abeti rossi di tre anni e larici di due anni e sulle pendici al m are a solatio pini paroliniani, di Aleppo e marittimi di 1 o 2 anni. Le robinie e le altre piante poste a dimora sulle pendici regolate tra Barcola e Miramar perirono per la maggior parte in conseguenza della siccita, della sterilita del suolo e dello spruzzo del mare. Vista 1’ impossibilita d’imboschire, per ora, questo terreno con essenze legnose che non sopportano 1’ acqua di mare, ven- nero qui trapiantate parecchie migliaia di talee di tamarice (Ta- mirix gallica) nell’ intenzione di collocarvi poi a riparo di queste altre piante boschive. Non ostante la sterilita del suolo e la siccita che qui re- gnava negli ultimi anni, le talee attecchirono in gran parte e pro- mettono di prosperare. Essendo le piante a foglia larga meno esposte ai pericoli d’incendio, la Commissione, gia nei primi anni della sua attivita, fece imboschire nei comune censuario di Banne, lungo la linea ferroviaria una zona larga 50 me lunga circa 500« mediante trapiantamento di piante di rovere, carpine nero e frassine, non- che colla seminagione di ghiande di quercia. Questa coltura e abbastanza bene riuscita, pero 1’ accrescimento di queste piante e molto inferiore di quello della pineta adiacente. Aghinizi deli’attivita commissionale furono posti a dimora sul monte Cocus circa 3.000 abeti greci (Abies Apollinis). Di questi ne rimasero circa 1.000 che vegetano bene. Del pari prosperano bene alcuni esemplari di pino strobo, larix leptolepis, cedro virginiano e Deodara, Abies Donglasii e Webiana, come pure alcuni Strobus excelsa piantati negli — 17 - ultimi tempi. Pur troppo queste piante esoticbe vengono preše di mira dai caprioli, che ne sbucciano i tronchi sfregandovi le corna. Le altre qualita di piante non ebbero un esito felice. II postime richiesto dalle prefate culture forestali fu prešo quasi esciusivamente dagli orti forestali della Commissione. Le perdite nelle culture' annuali deli’ ultimo quinquennio erano straordinariamente grandi, tanto per la persistente sic- cita, quanto anche perche in questo periodo s’ imboschirono ap- pezzamenti piu sassosi e piu sterili; in aleune culture raggiun- sero non di rado il 90-100% delle piante poste a dimora; persino nelle piantagioni di 2-4 anni si riscontrarono delle perdite del 10%. Molto soffrirono specialmente le culture a solatio nei ver- santi verso Trieste e il mare. Nei singoli anni dal .1902 inclusivamente al 1906 peri in media: il ,67, 50, 90, 33 e 83% delle piante poste a dimora nei rispettivo anno, Eccetto 1’ anno 1905 1’ ultimo quinquennio fu un periodo straordinariamente secco. L’eccessiva siccita deli’anno 1904 produsse qui, come al- trove, sensibilissimi danni. A cagione delle gravi perdite negli ultimi anni le dotazioni furono in gran parte devolute ai risarcimenti; la Commissione era quindi, pur troppo, costretta di limitare 1’ esecuzione di nuo- ve culture. Altri lavori inerenti ali’ imboschimento. In seguito a deciso commissionale d. d. 28 dicembre 1894 le particelle N. tav. 2173-2176 N. cat. 1509/52-55 del bosco „Francesco Giuseppe" di Contovello furono ridotte a parco. A tale scopo si aprirono dei viali e si trapiantarono lungo gli stessi dei piantoni di diverse specie (tigli, aceri, bagolari, noči, sorbi selvatici); nei singoli appezzamenti, divisi dai viali, si posero a dimora, disposte a gruppi, tutte le, qualita di piante boschive utili crescenti o coltivate nei terrltorio, cioe: pini neri, pini pa- roliniani, pini di Aleppo, pini strobi, abeti rossi, larici, quercie, olmi, aceri, frassini, ornielli, tigli, bagolari, noči, altori, sorbi sel¬ vatici, ciliegi canini ecc.) e si semino 1 kg di ghiande di leccio. 18 — Mancandovi la terra necessaria, questa fu scavata in un appezzamento vidno e portata sul luogo. I piantoni furono so- stenuti con pali. I piantoni rimasero vivi quasi tutti, vegetano pero, ad ec- cezione di alcuni esemplari vigorosi, stentatamente; le altre piante, eccettuati i pini neri, perirono quasi totalmente dopo una vege- tagione tisica piu o meno lunga — argomento eloquente della grande difficolta, per non dire impossibilita di allevare piante a foglia larga e conifere, eccetto il pino nero, nel pianoro nudo del Carso. Stante questo insuccesso il terreno destinato al parco fu interamente imboschito col pino nero per poi piantarvi sotto la sua protezione le altre summenzionate essenze boschive. I terreni sterili, privi quasi affatto di vegetazione, lacerati dalle acque e suscettibili di franamenti occupanti le ripide pen- dici che si estendono fra Barcola e Miramar da una parte, e la ferrovia meridionale e la strada di Miramar dali’ altra, presenta- vano a suo tempo un aspetto triste e desolante,- Era quindi non solo opportuno, ma bensi anche necessa- rio per riguardi pubblici ed estetici di levare questo inconve- niente a lato d’una strada molto frequentata. Per 1’ ottenimento di questo intento apparve unico mezzo quello d’ impedire ulteriori franamenti e smottamenti e di rivestire il terreno di vegetazione. Vista la grande importanza di quest’opera, la Commissione credette di ottemperare a un desiderio generale, assumendo i prefati fondi, quantunque non appartenenti al Carso, nella sfera della sua attivita. Tratto quindi in merito coi proprietari (Societa della ferrovia meridionale e parecchi privati) e ottenutone, dopo. reiterate e lunghe pratiche, 1’assenso dagli stessi, li comprese nel catasto d’ imboschimento. Compiuti questi necessari preliminari, la Commissione, vista 1’ urgenza deli’ opera e 1’ impossibilita di eseguirla coi modesti mezzi che le stavano a disposizione, imploro per tale scopo tanto dallo Stato che dal Comune un aumento di cor. 2.000 delle solite dotazioni annuali e dall’i. r. priv. Societa della fer¬ rovia meridionale che e proprietaria di 12-22 ha di quei fondi, un contributo di cor. 8.000 e passo indi tosto ali’ esecuzione dei necessari lavori. II terreno fu dapprima regolato e corrispondentemente con- solidato e poi imboschito. 19 La regolazione e il consolidamento del suolo si eseguirono in base al piano elaborato, in seguito a richiesta della Commis- sione, per incarico deli’i. r. Ministero d’agricoltura, dalla Se- zione tecnico-forestale per la regolazione dei torrenti in Villaco, negli anni 1896, 1897, 1898 e 1899. A tale scopo furono co- struiti lungo la strada di Barcola-Miramar un muro di sostegno in cemento e sulle pendici parecchie serre, arginature longitudi- nali, scarpate e cunettoni. Consolidatosi il terreno, 1’ imboschimento si esegui con la piantagione di robinie e di piccole quantita di pini neri e strobi e colla seminagione di 3 kg di pino di Aleppo. Lungo il muro di sostegno s’impiantarono, per abbelli- mento, alcune migliaia di fusaggini del Giappone. La spesa di questi lavori, non comprese le susseguenti ri- parazioni, ammonto a cor. 27.319 38. NelFultimo quinquennio si eseguirono qui soltanto lavori di riparazione e di completamento. Le opere eseguite per la regolazione ed il consolidamento del terreno funzionano benissimo; le piantagioni e le semina- gioni ebbero, pur troppo, finora, come fu gia accennato nel ca- pitolo „imboschimento“, a causa della sterilita del suolo, della siccita e dello spruzzo deli’ acqua marina, un successo poco soddisfacente. Le summenzionate fusaggini attecchirono dap- prima bene, furono pero poi, come le altre piante, ad eccezione dei tamarici, in pochi anni vittime degli spruzzi deli’ acqua marina. Vedi inoltre in proposito gli „imboschimenti“. Per facilitare il trasporto dei prodotti boschivi, rispettiva- mente per agevolare il servizio di sorveglianza forestale e la di- fesa delle pinete contro i danni del fuoco furono costruite le seguenti strade : a) Nel 1886 dalla Commissione a spese del fondo d’im¬ boschimento la strada che dali’ Obelisco di Opcina conduce a Prosecco, denominata in seguito al relativo permesso „Strada Stefania". Da questa strada, larga 2 me lunga 4140 m si gode una stupenda vista sul mare, sulla citta di Trieste e suoi din- torni (Miramar ecc.). Costo cor. 1285.62 ossia cor. 0'41 per metro corrente. b) Nel 1897 dai comunisti di Trebich attraverso il bosco „De Rin“ una strada larga 3 m e lunga circa 1 km. - 20 — La Commissione concorse con una sovvenzione di cor. 200. c) Nel 1905 e 1906 dai comunisti di Gropada nel bosco „Goli verh“ alcune strade nella lunghezza di circa 1 km. Ebbero una sovvenzione di cor. 120 dal fondu d’ imbo- scbimento. d) Nel 1905 dai villici di Padrich nel bosco „Fiacka“ una strada lunga 500-600 m. e) Nel 1906 da alcuni villici di Kizmagne, verso la cessione delle legna ricavate, una strada larga 3 m e lunga circa P5 km nel bosco „Bazzoni“ di proprieta del fondo d’ imboschimento. f) Nel 1906, dalla Commissione a spese del fondo d’im¬ boschimento nel bosco „Burgstaller-Bidischini“ una strada larga 2-3 m e lunga circa 1'2 km. Allo stesso scopo furono inoltre aperli a spese del fondo d’ imboschimento : nel 1889 due viottoli o sentieri nel bosco „Tommasini“ nella lunghezza di circa 1 '5 km, e nel 1906 nel bosco „Bazzoni“ un sentiero di circa 600-700 m. Alcune di queste strade vennero di quando in quando, a seconda del bisogno, riparate. Per tali lavori si spesero : nel quinquennio 1902-1906 co- rone 259'60 e negli anni 1882-1906 cor. 3.552\54. Orti forestali. La Commissione dedico, naturalmente, una special cura anche ali’ allevamento del postime. A tale scopo si servi del- 1’orto forestale di Basovizza deli’ area di 2.700 m-, istituito gia dal preesistito Comitato d'imboschimento e cedutole poi dal Co- mune ali’ inizio della sua attivita, cioe nel 1882. Per 1’allevamento di piante esigenti un clima piu mite la Commissione aveva inoltre istituito nel 1882 un orticello di 200 m 2 a Barcola e nel 1884 un altro di 350 m- a S. Croce. Questi orticelli furono pero abbandonati, — il primo nel 1894 e il secondo nel 1886 —, avendo poco corrisposto allo scopo e oltraccio causaio relativamente grandi spese. Anche 1’orto forestale di Basovizza non corrispose dapprima, tanto che si dovette ritirare una gran parte delle piantine neces- sarie dagli orti forestali dello Stato e di privati. Praticate le neces- sarie migliorie, le sue condizioni cambiarono gia nel secondo quinquennio di attivita della Commissione e nell’ ultimo decennio — 21 — il risultato delle serninagioni fu tale da fornire non solamente il postime necessario alla Commissione (meno poche migliaia di piante esigenti un clima piu mite) ma anche da poter cedere allo Stato e a privati parecchie migliaia di piante. In quest’ orto furono seminate le seguenti qualita e quan- tita di šemi: — 22 — Le spese di quest’ orto importano : II risultato delle seminagioni nell’ ultimo quinquennio era ottimo per il pino (11.580 piante per kg) e p er 1’ abete rosso (14.100 per kg) e buono in generale per le altre specie legnose, eccetto larice. Anche il seme di larice germoglio di solito benissimo, le tenere piantine perirono pero in qualche anno per la maggior parte in pochi giorni. Cio avvenne specialmente negli ultimi due anni. Questa circostanza e da ascriversi probabilmente alla soverchia umidita congiunta a una repentina insolazione. Delle piante estratte dali’ orto forestale di Basovizza si ce- dettero : pini austriaci. 895.429 abeti rossi.199.822 larici.41.300 strobi. 27 ginepri della Virginia. 31 cipressi. 12 robinie. 47.300 ontani. 12.500 allori . 2.500 tigli. 54 fusaggini. 10 tamarici . 12 assieme 1,198.997 piante parte allo Stato, parte a pri vati. I villici del territorio ricevettero le piantine gratuitamente ; allo Stato e ai privati furono cedute verso modico compenso. Per la vendita di piantine s'incassarono cor. 1.771'30. — 23 L’ orto si concima con terricciata o concime composto, che risulta dalla mescolanza convenientemente fermentata di letame di stalla, di prodotto di spurgo dei fossi deila strada e di disor- batura ecc. deli’ orto stesso. La sementa si fa in righe che s’imprimono colla tavoletta rigata; le aiuole vengono coperte e poi ombreggiate con frasche di ginepro. Per le culture forestali s’ impiegano di solito piantine di 2 (pini, larici) o 3 (abete) anni, provenienti direttamente dalle se- minagioni. Per conseguire un migliore sviluppo delle radici si sogliono trapiantare nell’orto stesso soltanto quelle piantine, che alfeta in cui si pongono a dimora, quantuque sane, non hanno raggiunto un sufficiente sviluppo. Le piante trapiantate vengono poi dopo uno o due anni impiegate. Le stesse attecchiscono in generale benissimo e resistono alla siccita di solito alquanto meglio che le altre. Piante con radici lunghe s’ adattano pero poco per colture nel Carso. Neli’ ultimo quinquennio si trapiantarono nell’ orto : pini neri. 273.500 abeti rossi. 32.700 larici. ' . 2.000 ginepri della Virginia. 500 allori. 4.100 assieme 312.800 piantine colla spesa di cor. 250’71. Danni sensibili causarono nell’ orto soltanto le larve dei maggiolini negli anni 1897, 1904 e 1905. Quest’ insetto comparve in quantita insolita per la prima volta nel 1897 e vi distrusse alcune migliaia di piantine. Per li- berarsene si fece la solita caccia allo stesso, cercandolo e di- distruggendolo dappertutto dove si manifestavano dei danneg- giamenti. Oltraccio si praticarono delle iniezioni di benzina nelle aiuole infette. Questo mezzo, che in altri vivai del Litorale ebbe un effetto piu o meno favorevole, non diede qui dapprima alcun visibile risultato. Ripetute pero le iniezioni e fatte a brevi inter- valli a causa della compattezza del suolo, per la durata di due settimane almeno non si riscontro alcun danno ulteriore. A tale scopo si sotterrarono anche delle capsule di solfuro di carbonio e precisamente da 10 a 15 per metro quadrato ; il risultato pero, per quanto si pote constatare, non fu favorevole. — 24 — Danni molto piu rilevanti si ebbcro da quest’ insetto negli anni 1904 e 1905, avendo lo stesso distrutto nel 1904 in 20 aiuole oltre mezzo milione e nel 1905 in 19 aiuole circa 150.000 pian- tine di pino nero di 2 anni. S’intende da se che si cerco di ar- restare questi danneggiamenti con tutti i mezzi conosciuti e disponibili. In tutti i siti dove si palesava il danno si dava quasi ogni giorno la caccia alle larve e parecchie migliaia . ne furono estinte. Per'facilitare. la distrUzione si pianto tra le righe delle piantine deli’ insalata, per la quale le larve hanno qualche predi- lezione, e Si cerco inoltre di attirarle in appositi siti, empiendo diverse buche, aperte qua e la.fra le aiuole, con terriccio e con- cime, essendo 1’ abitudine delle stesse di ritirarsi verso il prin- cipio d’ inverno negli strati piu caldi. Con questi mezzi si ottenne bensi qua e la qualche risultato favorevole, cio non ostante i danneggiamenti andavano ogni giorno estendendosi. V ista 1’insufficienza di tali espedienti si penso di combat- tere questo flagello, in via d’ esperimento, con carburo di calce e calce viva. A tale scopo si posero, nel 1905, in un appezzamento dell’area di 110 m 2 carburo e in un altro.appezzamento di 215 m' 2 calce viva in pezzettini di circa 3 cpč tra le.file delle piantine alla profondita di circa 20 cm. Ambidue rimedi diedero ottimi risul- tati, giacche dopo la lo.ro applicazione no.n si ebbero ulteriori danneggiamenti. E pero da osservarsi che in quest’anno le larve erano nell’ultimo stadio del loro sviluppo e si avvicinavano quindi alla trasformazione in scarafaggio. Nel 1906, avendo T insetto prešo la forma di scarafaggio, la primavera e 1’ estate passarono naturalniente senza tale danneggia- mento. Appena in settembre si scoperse che, qua e la sporadi- camente, le larve principiavano a rodere le radici delle piantine. Si. ricorse percio, come nell’anno antecedente, al carburo di calcio e alla calce viva sotterrandone dei pezzetti tra le file delle piantine. Dopo questa operazione cessarono i danni. nelle aiuole in cui s’ impiego il carburo di calcio, mentre la dove fu sotter- rata la calce i danneggiamenti continuavano. Si sotterro percio del carburo anche negli ultimi appezzamenti e poi non si os- servarono danni ulteriori. Resta pero dubbio se la cessazione del danneggiamento sia da ascriversi a questo rimedio oppure al solito ritiro delle , larve nelle parti piu basse del terreno nel- 1’autunno quando il freddo comincia a farsi sensibile. — 25 — Gli esperimenti con questi mezzi, che costarono poco, ver- ranno continuati. Per misura preventiva del carburo e della calce viva fu- rono anche mescolati al concime approntato nell’orto. Gli ippocastagni del viale attiguo ali’ orto favorivano senza dubbio 1’ annidamenco delle menzionate larve nell’ orto e danneg- giavano lo sviluppo delle piante tanto colie radici quanto col- 1’ombreggiamento. Ottenutone il permesso dal Comune proprietario, questi alberi furono percio abbattuti. Negli or ti temporanei di Barcola e S. Croce dal 1882 al 1894 furono seminati: 26 kg di pino paroliniano, 32 kg di pino di Aleppo, 0 - 5 di pino da pinocchi, 2'okg di diverse sementi giapponesi, 5 kg di leccio, o kg di sughera e 90 kg di alloro, che, ad eccezione deli’alloro e di SO kg di pino di Aleppo acquistati al prezzo complessivo di cor. 156’82, lo Stato cedette gratuita- mente alla Cotnmissione. Da questa seminagione si ricavarono 45.000 pini paroliniani, 80.000 pini di Aleppo, 100 pini da pi¬ nocchi, 100 lecci, 500 sughere e 36.000 allori. Le spese di manutenzione di questi due orticelli ammon- tarono a cor. 866'34 e coll’acquisto di šemi a cor. 1.023’16. Neli’orto di Basovizza si allevano, gia da diversi anni, oltre alle soiite piantine per gl’imboschimenti, delle piante di pino nero, abete rosso, cipressi ecc. di 6-8 anni che si cedono a singoli privati verso un modico prezzo per il trapiantamento in orti, parchi ecc. Di tali piante da parco furono ritirate dal- 1’orto circa 500-600 ali’anno. Per lo stesso scopo, nonche per 1’introduzione, in via di esperimento, negi’imboschimenti commissionali, vennero negli ultimi anni seminati nelPorto anche diverse qualita di šemi di piante esotiche. L’ allevamento di 1.000 piante — compreso l’allevamento delle piante esotiche ecc. nei due orti abbandonati, che causo relativamente grandi spese — costo finora alla Commissione in media cor. 2’10. Muri di cinta. A difesa delle culture contro i danni del pascolo vago e del fuoco furono eretti, nei punti piu esposti, dei muri a secco — 26 deli’ altezza di O'80-l m e dello spessore medio di 50-60 cm, e precisamente : A. NeH’ultimo quinquennio : 1) NelFanno 1902 nelle particelle N. 44 e 1509/12-17 del comune censuario di Contovello 135 m corr.; 2) nel 1904 nelle particelle N. 1509/1 e 2 1538, e 1629 pure di Contovello 1234« corr.; 3) nel 1905 nel bosco Jazbeni verh del comune censuario di Opcina 690 m corr. Questo muro fu costruito lungo il corpo ferroviario a una distanza di circa 20 m dallo stesso esclusivamente per la difesa del bosco contro gl’ incendi che qui causavano di spesso le fa- ville delle locomotive. L’i. r. priv. Societa della ferrovia meridio- nale concorse percio alla rispettiva spesa con cor. 100. 4) Nel 1906 nel comune censuario di S. Croce dal confine di Nabresina sino al serbatoio d’ acqua di Aurisina a una di¬ stanza di 34 a 54 m dalla linea feroviaria 1293 m corr. Anche questo muro fu eretto per la stessa ragione come quello ad 3. Alla rispettiva spesa la Direzione della ferrovia meridionale contribui con cor. 150. Assieme A. 3352 m corr. con una spesa di cor. 1038-56. B. Nel periodo dal 1882 inclusivamente al 1906: 32.097-30« corr. con una spesa di cor. 17.420-64. 1 muri deficienti furono annualmente riparati. Per tali riparazioni si spesero: a) nel quinquennio 1902-1906 cor. 404'90; b) negli anni 1802-1906 cor. 1.310'13. La spesa totale per la erezione e la riparazione dei muri ammonta quindi a cor. 18.730-77. Danni boschivi e mezzi di riparo. Le giovani colture forestali hanno non solo da lottare colle sfavorevoli condizioni del suolo, ma vengono anche di spesso colpite da diverse calamita che minacciano il loro prospero svi- luppo e mettono non di rado a repentaglio la loro esistenza, ca¬ lamita queste, che richiedono una continua vigilanza da parte del personale forestale. Queste calamita sono gli insetti, il fuoco, la siccita, la bora ed altri. 27 — a) Insetti. Fra gli insetti che danneggiarono e minacciarono e minac- ciano annualmente gl’ imboschimenti sono da nominarsi: 1) la tortrice buoliana ( Retinia buoliana)-, 2) la tentredine del pino ( Lophyrus pint ); 3) la processionaria del pino ( Cnethocampa pithyocampa ); 4) la lida campestre ( Lyda campestris ); 5) il maggiolino ( Melolontlia vulgaris). La tortrice buoliana apparve gia nel primo quinquennio di attivita della Commissione e si estese successivamente a misura che gli imboschimenti andavano allargandosi. La stessa ricomparve ogni anno in tutte le culture, fuor- che nelle recenti, or piu or meno numerosa, sempre pero in quantita considerevoli. I getti attaccati furono raccolti accuratamente per tempo e bruciati, preservando cosi la pianta dali’intristire. La tentredine del pino si scoperse per la prima volta avanti 15 o 16 anni sporadicamente in due o tre localita, si estese pero in seguito d’anno in anno sempre piu ad onta della di- struzione accurata. Nel 1906 si trovo intensivamente a Basovizza nel bosco „Bazzoni“ (56 ha), a Padrich sul M. Spaccato (8 ha) e nel bosco Salzer (14 ha), a Opcina nel bosco „Jazben verh“ (8 ha) a Tre- bich nel bosco „Stossich“ (6 ha), a Contovello sul „M. Salvia" (3 ha) e nel bosco „Francesco Giuseppe" (1 ha), a S. Croce nel bosco „S. Primos" (3 ha), complessivamente in circa 100 ha di culture; nelle altre pinete soltanto qua e la sporadicamente. Nel 1903 la tentredine ha minacciato seriamente la pineta „Bazzoni“. La stessa divoro tutti o quasi tutti gli aghi (foglie) di parecchie piante di 5-8 anni. Per la distruzione dei bruchi di quest’ insetto pericoloso e della tortrice nel detto bosco deli’ area di 56 ha erano occupati da 20 a 60 lavoranti per circa un mese. In tutto s’impiegarono qui a tale scopo 1.084 giornate colla spesa di cor. 1.115 60. II bosco si dovette ripassare e rivedere diverse volte. Nel 1906 furono trovati in quantita dei bruchi morti o am- malati. E quindi da attendersi una diminuzione deli’insetto. La processionaria del pino comparve per la prima volta, immigrata dal Goriziano, nell’anno 1901 sulle piante piu adulte — 28 — di pino nero, di pino di Aleppo e di pino paroliniano nei co- muni censuari di S. Croce, Prosecco, Contovello e Opcina. In seguito si allargo gradatamente verso SE e invase, nel 1904, tutto il territorio. Ad onta della distruzione dei nidi (fllati) ese- guita con tutta 1’accuratezza possibile, quest’ insetto ricomparve ogni anno in quantita rilevanti (nel 1905 alquanto meno che negli altri anni). Per la distruzione dello stesso si tagliarono i getti su cui si trovavano i nidi e poi si bruciarono insieme agli ultimi. Si tento di distruggere i bruchi anche col petrolio, facendo uso dello schizzetto Pirot, adoperato in Francia, pero a causa della densita del filato dei nidi, gli esperimenti con questo ap- parato non diedero risultati favorevoli. La lida campestre apparve in piccole quantita negli anni 1905 e 1906 a Padrich, Longera e Prosecco in alcune culture. I bruchi furono distrutti. Le larve del maggiolino arrecarono danni sensibili soltanto in alcune culture su ima superficie di circa 50 ha. Per la raccolta e distruzione di quest’insetti nelf anno 1906 s’impiegarono 2.6667 4 giornate di lavoro (1614 1 / 4 per la retinia e per la .tentredine, 610 per la processionaria e 42 per la lida) con un dispendio di cor. 3.079'79 (cor. 1947'69 per la re¬ tinia e per la tentredine, 1.064’90 per la processionaria e co- rone 67'20 per la lida). Per tale scopo si spesero nel quinquennio 1902-1906 co- rone 14.026’04 e nel periodo 1882-1906 cor. 24.196'72. La processionaria del pino e la retinia si trovarono anche nei boschi privati. Ricercata dalla Commissione, 1’ autorita poli- lica ne intimo percio la distruzione a tutti i proprietari di boschi in genere. A tale. ordine fu debitamente ottemperato. b) Incendi. Nel quinquennio 1902-1906 gl’incendi boschivi erano, pur troppo, molto frequenti e causarono dei danni straordinaria- mente grandi. In questo periodo si ebbero a deplorare nelle culture fo- restali 77 incendi. II fuoco invase un’area di 33'30 ha, distrusse 88.000 piante di 2 a 40 anni e ne danneggio circa 14.000. — 29 - Le piante distrutte o danneggiate erano per la maggior parte pini neri. 11 dan n o ascende a cor. 11.800. Fatale in questo riguardo era specialmente 1’anno 1906. in cui si ebbero 17 incendi, dei quali due con effetti desolantissimi. Uno di questi due incendi, appiccato dalle faville sprigio- natesi da una locomotiva delle ferrovie dello Stato, distrusse nel bosco „Burgstaller-Bidischini“ di Opcina circa 4 ha della ve- geta pineta di 20-25 anni, e 1’ altro, causato dalla caduta di un palloncino, nel bosco „Bazzoni“ di Basovizza circa 3 ha di cul- tura di 5-15 anni. 11 danno degli stessi ammonta a circa co- rone 5.000. Specialmente il danno nel bosso „Burgstaller-Bidischini“ e tanto piu sensibile, in quanto che in questa localita per la ste- rilita del suolo e per la posizione a solatio.la rinnovazione del bosco si rende molto difflcile. La pineta distrutta costituiva an- che un abbellitnento per la molto frequentata strada „Stefania“. Degli incendi avvenuti nell’ultimo quinquennio, 28 furono causati dalle faville sprigionatesi dalle locomotive delle ferrovie dello Stato e della Meridionale, 11 dalla caduta di palloncini aereostatici a petrolio o a spirito; in 38 časi 1’ origine rimase ignota. La ferrovia dello Stato pago un’indennita di cor. 2.562 e la Meridionale cor. 1.910'50. Dal 1882-1906 ebbero luogo complessivamente 127 incendi, che si estesero sopra un’area di 66'55 ha e causarono un danno di cor. 15.404. Di questi: 39 per gettito di faville dalle locomo- tivc ferroviarie, 17 per caduta di palloncini aereostatici e 71 per causa ignota. Per ovviare a questo pericolo che continuamente mette a repentaglio 1’esistenza dei boschi artificiali, da lungo tempo la Commissione adotto tutte le misure preservative consigliate dalla tutela forestale: proibizione di fumare nelle pinete, costruzione di muri a secco di recintazione e di riparo, apertura di strade e di viali per isolare gli incendi, taglio di palehi inferiori dei pini sino a 80 cm da terra e coltivazione di latifoglie nei punti piu esposti e percorsi da strade ferrate, taglio deli’ erba e puli- tura del suolo dalla legna secca e dal fogliame — misure, che in certi časi ebbero favorevoli effetti. Inoltre, visto lo spaventevole aumento d’incendi avvenuti per la caduta di palloncini aereostatici lanciati per sollazzo dalla — 30 — citta e dalle ville del suburbio, si rivolse annualmente alTauto- rita politica per la proibizione del lanciamento ed uventualmente per 1’esemplare punizione dei colpevoli. Tale proibizione fu bensi emanata, ad onta di lina severa sorveglianza non era pero sinora possibile di scoprire i contrav- ventori che in soli due časi. Ulteriori ragguagli circa gli incendi da il prospetto F. c) Danni elementari. Come fu accennato al capitolo „imboschimenti“ la siccita e in primo luogo disastrosa per le giovani colture forestali. Prin- cipalmente alla stessa sono d’ ascriversi le rilevanti perdite an- nuali di piante. Le piantagioni nel Carso triestino ebbero molto a soffrire da questa calamita specialmente negli ultimi 10 anni, giacche in questo periodo essa regnava piu o men lungo tempo quasi ogni anno. In particolar modo perniciosa si manifesto la siccita alle culture sulle pendici a solatio verso Trieste e il mare. Qui perirono di solito non solo le piantagioni piu recenti ma spesso anche quelle di 2 o 3 anni, sicche 1’ imboschimento di questi pendii si rende difficilissimo e costosissimo. In queste po- sizioni le colture forestali hanno un discreto successo soltanto nel caso che la siccita non si faccia sensibile per 2 o 3 anni consecutivi. La bora e di solito perniciosa alle giovani pianticelle sol¬ tanto se si presenta quando la vegetazione comincia a risvegliarsi, oppure se infuria veemente e perdura molto tempo. Natural- mente le culture vi soffrono tanto piu, quanto piu vi sono esposte. In siffatte condizioni in causa della bora periscono non solo le piantine piu giovani, ma disseccano talvolta anche i getti terminali e laterali delle piante piu adulte. Nell’inverno 1890-91, per esempio, in causa della bora che soffio con veemenza e continuamente per piu settimane, perirono non soltanto quasi tutte le piantagioni piu giovani, ma in molti appezzamenti piu esposti e segnatamente nella molto esposta cultura „Burgstaller- Bidischini" del comune censuario di Opcina deli’ area di 13'5te, anche le guide e alcuni getti laterali della maggior parte delle piante. Pulite pero dal seccume, le piante danneggiate si ritni- sero in pochi anni talmente, che oggi il loro sviluppo non e per nulla inferiore a quello delle altre culture di egual eta. — 31 Talora anche pinote piu vecchie vengono danneggiate dalla bora nel loro sviluppo, scolorandosi e cadendo gli aghi. In al- cuni appezzamenti singole piante vengono dalla stessa qua e la stroncate e svelte. Nell’ultimo quinquennio tali danneggiamenti erano pero pochi e per lo piu anche di piccole proporzioni. Sulle pendici Barcola-Miramar la bora trasportava gli spruzzi del mare sino a notevole altezza e causo con cio la morte delle piante ivi poste a dimora. La bora contribuisce molto al disseccamento del suolo e 'na quindi influito sul risultato delle culture. In qualche anno la stessa difficolto anche notelvolmente 1’ esecuzione delle pian- tagioni. Per difendere, per quanto possibile, le piante contro lasic- cita e la bora, le stesse vengono attorniate con pietre che si trovano sul. luogo. Le pietre formano d’una parte un certo ri- paro per le piantine contro gli impeti della bora e cfaltra parte conservano lungamente il terreno umido. I getti disseccati dalla bora vengono tagliati. Dopo questa operazione la pianta riprende di solito il suo vigore normale. d) Altri danneggiamenti. I danni recati ai boschi dali’ uomo e dagli animali dome- stici furono in generale pochi e andarono costantemente sce- mando; tanto che nell’anno 1906 vi furono due sole denunzie per taglio di legna. Nel quinquennio 1902-1906 i guardaboschi presentarono 165 denunzie, delle quali 41 per taglio di legna, 24 per taglio d’erba, 14 per raccolta di strame e 86 per pascolo abusivo. Le seminagioni ali’ aperto furono spesso danneggiate dai topi, scoiattoli e ghiri. In proposito, come pure circa i danni dei caprioli, che da qualche anno in qua trovarono ricetto negi’ imboschimenti del Carso e aumentarono d’anno in anno — vedi „imboschimenti“. I danni del capriolo si rendono ognor piu sensibili, giac- che questo animale selvatico distrugge colle corna le piante piu rare ed apprezzate, come il larice e tutte le piante esotiche im- pedendone 1’ introduzione e la coltivazione. — 32 Guardaboschi. In conseguenza della soppressione delle guardie campestri, cbe erano di valido appoggio ai guardaboschi commissionali, av- venuta n el 1898, le contravvenzioni forestali e agrarie andavano aumentando e gli incendi minacciavano. di spesso qua e la 1’ esi- stenza degli imboschimenti eseguiti con gravissimo dispendio e raolta difficolta. Di fronte a tale stato di cose e visto cbe i tre guarda¬ boschi commissionali non erano sufficienti per tutelare corri- spondentemente i boschi, che avevano di gia preša un’ estensione rilevante, visto anche che le guardie campestri non venivano reintegrate, non ostante le ripetute richieste della Commissione, il Comune fu ricercato di voler aumentare il suo contributo annuo per i guardaboschi da cor. 800 a cor. 2.000 affinche la Commissione potesse aumentare il suo personale di tutela bo- schiva coli’ assunzione di tre guardaboschi ausiliari. Avendo il Consigllo comunale accordato il chiesto aumento, si aperse tosto il concorso e col 1° maggio 1902 entrarono gia in servizio i guardaboschi ausiliari di S. Croce, Banne e Padrich. Altre attitazioni della Commissione. I. Diritti d’uso dei comunisti sni fondi comunali. — In base alla convenzione col Comune di Trieste la Commissione assunse nel 1883 anche 1’ amministrazione dei boschi comunali allora esistenti. D’allora in poi gli impiegati forestali dello Stato facenti parte della Commissione amministrarono i boschi comunali e assegnarono a tempo propizio i prodotti boschivi agli aventi di- ritto. L’esecuzione delle utilizzazioni fu diretta dagli stessi im¬ piegati e debitamente sorvegliata dal personale di tutela forestale della Commissione. II. Denominazione di boschi comunali. — Per onorare la memoria di persone che si fossero specialmente distinte nell’ o- pera deli’ imboschimento del nostro Carso, la Commissione adotto d’intitolare boschi artificiali a loro nome. Cosi avvenne che nel ventennio col consenso della Dele- gazione municipale si ebbero i boschi: Pretiš e Bazzoni a Basovizza, Salzer a Padrich, de Rin a Trebich, Pavani a Conco- nello, Stossich a Banne e nel quinquennio Lanzi a Banne, in — 33 — memoria del luogoienente bar. Sisinio Pretiš de Cagnodo sotto il cui reggimento provinciale con la Legge d. d. 27 dicembre 1881 fu inaugurata 1’attivita commissionale, rispettivamente del podesta dott. Riccardo Bazzoni, sotto la cui amministrazione fu dalla Dieta provinciale votata la Legge d’ imboschimento ; del- 1’ i. r. consigliere ministeriale Giovanni Salzer, che fu uno dei piu ferventi fautori del nostro imboschimento; del presidente della Societa agraria triestina Vittorio de Rin benemerito presi¬ dente del preesistito Comitato amministrativo d’imboschimento; del distinto agronomo Eugenio Pavani che, quale membro del preesistito Comitato, del quaie era 1’organo esecutivo, si acquisto una speciale benemerenza; del prof. Adolfo Stossich il quale a suo tempo pure quale membro del preesistito Comitato si oc- cupo con diligenza ed affetto deli e cose forestali e hnalmente deli’ assessore magistratuale dott. Alessandro Lanzi, il quale dagli inizi della Commissione sino alla sua morte (1902) funse da referente del Magistrato civico e con particolare affetto s’in- teresso degli affari commissionali. NelTanno 1907 d. d. 6 febbraio N. 2301/1, il Magistrato civico in seguito a ricercatoria commissionale d. d. 15 gennaio 1907 N. 10 partecipava che la Delegazione municipale accon- sente a denominare „Bosco Rossipal“ 1’appezzamento artificial- mente imboschito della particella N. 711, del comune censuario di Trebich deli’area di 18'92 ha. 11 consigliere ministeriale Antonio Rossipal si rese bene¬ merito sin dagli inizi della Commissione quale sostituto deli’ i. r. ispettore forestale provinciale e piu tardi quale ispettore. Nella seduta d. d. 22 febbraio 1907, festeggiandosi il 25° anniversario di attivita della Commissione, i membri della stessa felicitandosi col loro Presidente, che per 25 anni fu la guida illu- minata ed attiva della Commissione, allo scopo di dare duratura espressione ai loro sentimenti di riconoscenza con generale ac- clamazione accolsero a voti unanimi la proposta d’imporre ad uno dei boschi artificialmente imboschiti (salvo la ratifica da parte del Comune) il norae di „Bosco Burgstaller-Bidischini“. Fatte le relative praticbe presso la Delegazione municipale in data 28 maržo 1907 N. 11.351/1 la Commissione riceveva dal Magistrato civico la seguente lettera: „Le partecipo che la Delegazione municipale nella seduta del 26 corr. aderi con plauso ali’ imposizione del nome di „Bosco — 34 — Burgstaller-Bidischini" ad uno dei pineti del territorio e precisa- mente ali’ appezzamsnto artificialmente imboschito partieelle N. 4915/1, 4915/3, 4918/1, 4918/2, 4919, 4020/3 e 5217/2 di Op- cina cio in riconoscimento della zelante e proficua attivita del benemerito Presidente di codesta Commissione dali’ epoca in cui questa fu istituita lino ad oggi. — II Dirigente dott. Artico m. p.“ Questo bosco comunale, che dali’ obelisco di Opcina si estende sino al confine di Contovello e Barcola, misura un’area di 36'84/ia ed e attraversato in parte dalla strada Stefania. III. Relazioni a stampa silil' operosita della Commissione. — Ogni quinquennio la Commissione pubblico per le stampe la relazione sulla sua attivita col titolo: „La Commissione d’im- boschimento del Carso nel territorio della citta di Trieste du- rante il suo primo, rispettivamente secondo, terzo e quarto quinquennio“. Incominciando poi dali’ anno 1897 vennero pubblicate per la stampa anche le „Relazioni annuali". Inoltre si pubblicarono: a) Per 1’esposizione giubilare di Vienna del 1898 l’opu- scolo : „Die Frage der Bevvaldung des Triester Karstgebietes und deren Losung“ compilata dali’ i. r. consigliere forestale e ispet- tore forestale Giuseppe Pucich ; b) per 1’esposizione di Parigi nel 1900 1’opuscolo dello stesso autore: „Die Karstbevvaldung im osterreichischen-illiri- schen Kiistenlande nach dem Stande zu Ende 1899 und die volks- wirthschaftliche Bedeutung derselben" nonche la traduzione ita- liana dello stesso. L’ edizione di questi opuscoli in tedesco e in italiano segui a spese delle tre Commissioni consorelle di Trieste, Gorizia e Parenzo. Le relazioni e gli opuscoli suddetti furono inviati ali’ i. r. Ministero d’ agricoltura a Vienna e alla Giunta provinciale di Trieste, i quali, accusandone il ricevimento, espressero la loro piena sodisfazione per i lavori eseguiti dalla Commissione. Questi stampati si trasmisero pure alle Commissioni conso¬ relle di Gorizia e Parenzo, che alla loro volta inviano alla Com¬ missione le loro pubblicazloni. Alcuni esemplari di queste pubblicazioni furono inoltre consegnati: a) ai consoli di Francia, Germania e dello Stato Unito messicano, che, interessandosi del lavoro deli’ imboschimento del — 35 — Carso, chiesero le ultime pubblicazioni commissionali per tra- smetterle ai loro governi; b) a S. E. il barone Eugenio de Albori, i. e r. generale di artiglieria e governatore della Bosnia ed Erzegovina, il quale, essendo qui di passaggio, visto 1’ imboschimento del nostro Carso fece richiesta di alcuni numeri delle relazioni commissio¬ nali per liso dei suoi dipendenti; c) al deputato del regno d’Italia prof. Battelli, che, dopo aver ispezionato nel 1905 i lavori d’imboschimento, espresse vive lodi alla Commissione e desidero alcune relazioni, proponendosi di trarne argomento per una mozione al Parlamento italiano ci- tando come esempio quanto si fa da noi a vantaggio di questa importantissima questione ; d) alla Societa degli agricoltori italiani a Roma, che nel 1905 chiese 1’invio di stampati circa 1’istituzione della Commis¬ sione e la sua attivita. Congressi. Ai congressi annuali della Societa forestale per la Carniola e il Litorale, la Commissione, invitata a intervenire, fu sempre rappresentata. Il Presidente della Commissione preše parte al Congresso internazionale agricolo-forestale, che ebbe luogo nelPaprile 1903 in Roma. In tale incontro egli fu nominato — al pari del presi¬ dente della Commissione d’ imboschimento istriana comm. dott. Campitelli — vicepresidente della Sezione forestale, cui presie- deva il senatore conte Sormani-Moretti. In tale occasione gli vennero esternati i piu lusinghieri e- logi per la proficua opera deli’imboschimento specialmente nel Carso triestino. Esposizioni. La Commissione, invitata, preše parte alle seguenti espo¬ sizioni : 1) nel 1890 ali’esposizione agricolo-forestale di Vienna; 2) nel 1898 ali’esposizione giubilare di Vienna e 3) nel 1900, assieme alle Commissioni d’ imboschimento del Carso in Gorizia e Parenzo ali’esposizione mondiale di Parigi. 36 — Alle due prime esposizioni le fu conferito il diploma di onore, cioe la piu alta distinzione. Alla seconda ricevette anche la medaglia commemorativa. Ali’esposizione collettiva austriaca a Parigi 1900, alla quale parteciparono le tre Oommissioni d’ imboschimento del Carso del Litorale, fu aggiudicata dal giuri deli’ esposizione la piu alta distinzione, cioe il „grand prix“ e al consigliere forestale Giu¬ seppe Pucich, come collaboratore, la medaglia d’ oro. Onoriflcenze. In occasione del giubileo di 25 anni di attivita commissio- nale pervennero alla Commissione, rispettivamente al suo Presi- dente, i seguenti scritti di riconoscenza e di ringraziamcnto per 1’ operosita spiegata: Illustrissimo Signor Cavaliere ! In oggi la Commissione di Trieste per I’imboschimento de Carso compie il quinto lustro di sua esistenza e fin dal suo na- scere ebbe la ventura di essere presieduta dalla Signoria Vostra Illustrissima. Questa lieta ricorrenza mi offre occasione graditissima di esprimere a Lei, Illustrissimo Signor Cavaliere, le piu sincere felicitazioni per 1’opera da Lei prestata in tale onorifica Carica con tanto amore, abnegazione e rara competenza a tutto van- taggio del Paese e per gli splendidi risultati ottenuti in virtu di tanta di Lei operosita. A cosi fatti miei sentimenti unisco di tutto cuore il voto che la Signoria Vostra Illistrissima voglia anche in avvenire e per lungo tempo conservare alla locale Commissione d’imbo¬ schimento la generalmente apprezzata propria attivita. Con 1’ espressione di particolare stima e considerazione Trieste, li 22 febbraio 1907. Suo devossimo Hohenlolte i. r. Luogotenentc m. p. AH’ Illustrissimo Signor Cav. Giuseppe Burgstaller-Bidischini Presidente della Commissione d’imboschimento del Carso in Trieste. — 37 — Municipio di Trieste Gabinetto del Podesta N. 64/P Trieste, 17 aprile 1907. Illustrissimo Signore ! II Consiglio della citta nella sua seduta degli 11 corr. m. con unanimita di suffragio, nel riconoscere 1’ opera egregia e be- neflca della spettabile Commissione d’ iraboschimento spesa a profitto del nostro territorio nei cinque lustri di sua proficua esi- stenza, voto atti di viva e profonda gratitudine e di plauso sincero a V. S. Illustrissima, che fin dai primi passi guido con intelli- gente, premuroso e lodevole zelo la Commissione stessa, acqui- standosi cosi novello titolo alla riconoscenza pubblica. Mi e quanto mai gradito comunicare a V. S. Illustrissima la deliberazione consiliare, non senza aggiungere anche da parte mia i rallegramenti e auguri sentitissimi per il prosperamento di un’opera cosi benefica e di tanto onore alla citta che riebbe rinverdite gran parte delle brulle pendici del suo territorio. Con 1’ attestazione di ossequio profondo devotissimo il Podesta Sandrinelli, AH’Illustrissimo Signor Comm. Giuseppe Burgstaller-Bidischini Qui. Municipio di Trieste Gabinetto del Podesta N. 64/P. Trieste, 17 aprile 1907. Spettabile Commissione! Mi e grato offlcio comunicare 1' unanime voto del Consiglio della citta, che nella seduta degli 11 corr. m. deliberava un atto di plauso, di riconoscenza e di grazie vivissime a codesta spet¬ tabile Commissione per 1’opera cosi benemerita e saggia spesa nei 25 anni della sua attivita a vantaggio delle nude pendici del Carso, merce le assidue fatiche e le cure lodevoli della Com¬ missione, rinverdite e imboschite. Ben volentieri unisco i miei rallegramenti ai voti del Con¬ siglio ed augurando sempre prospera e rigogliosa 1’operosita della Commissione, mi onoro raffermarmi con profonda osser- vanza devotissimo il Podesta Sandrinelli. Alla Spettabile Commissione provinciale per l’imboschimenio del Carso nel territorio Trieste. 39 — Finanze del fondo d’ imboschimento del Carso. Come fu accennato al capitolo „Guardaboschi“ la Com- missione assunse nel 1902 tre guardaboschi ausiliari. A tale scopo il Comune aumento il suo contributo annuo per la tutela bo- schiva da cor. 800 a cor. 2.000. Visto la vastita dei lavori d’ imboschimento da eseguirsi ancora e il progressivo sensibile rincaro della mano d’opera, la Commissione chiese ed ottenne dal 1905 in poi tanto dallo Stato quanto dal Comune un aumento di cor. 2.000 delle annue do- tazioni. Con tali aumenti la Commissione venne posta in grado di dare un maggior sviluppo alla sua operosita, richiesta dalle maggiori esigenze delle nuove circostanze locali. Del resto, 1’ entrata e 1’uscita del fondo d’ imboschimento nel quinto lustro, rispettivamente nei 25 anni deli’ attivita com- missionale sono specificate negli allegati. Nel quinquennio 1902-06 gl’introiti ammontarono comples- sivamente a cor. 103.815'05 e negli anni 1882-06 a cor. 409.316'83. Gli esiti principali nell’ ultimo quinquennio furono: a) lavori d’imboschimento cor. 53.331 '41; b ) manutenzione deli’ orto forestale di Basovizza, acquisto di sementi e di piante cor. 7.749'61; c) salario dei 6 guardaboschi e montura co- rone 26.298'93; d) spese di cancelleria, di stampa e varie 2.589'62; in complesso cor. 98.851. Negli anni 1882-1906 si spendettero cor. 403.198'98. Alla fine del 1906 rimase quindi un civanzo di cor. 6.117*85 il quale si spiega nel modo seguente: Nel 1905 si ebbe un civanzo relativamente grande di co- rone 7.692'86 principalmente per la circostanza, che in seguito alla mancanza di piante e di mano d’ opera, si dovette trala- sciare 1’ esecuzione di diversi imboschimenti e di altri lavori; che inoltre a cagione delle pretese esagerate dei proprietari non si venne alla stipulazione del contratto di compravendita circa una particella nel comune censuario di Padrich che si aveva intenzione di acquistare per il fondo d’ imboschimento. Nel 1906 si cerco naturalmente di estendere per quanto possibile i lavori d’imboschimento. Non ostante la mancanza di mano d’ opera con cui s’ ebbe da combattere anche in questo anno, le piantagioni furono eseguite su una scala molto piu vasta del solito, spendendo a tale scopo la vistosa somma di cor. 14.455'10 cioe cor. 5.058'98 di piu che nell’anno 1905. Con — 40 — tutto cio si ebbe alla fine deli’ anno il civanzo suddetto di co- rone 6.117 85. E da notarsi pero, che quasi una terza parte di questo risparmio deriva da incassi straordinari, come indennizzi per danni d’incendio, vendita di prodotti boschivi ecc., introiti questi, che superano di oltre 2.000 cor. il rispettivo preventivo. Considerato cio, nell’anno 1906 si esito, oltre le solite do- tazioni anche una buona parte del civanzo deli’anno antecedente. Avendo causato nel 1906 la siccita estiva straordinarie per- dite nelle culture recenti, il civanzo mettera la Commissione in istato di riparare a questi danni. Osservazioni finali. Come risulta dali’ esposto, la Commissione aveva da supe- rare varie difficolta nell’ adempiere al suo compito. In principio 1’ opposizione de’ villici interessati che nella limitazione del pascolo vedevano minacciati i loro interessi eco- nomici; 1’ ingrato suolo e la penuria di terra necessaria per le piantagioni e la necessita di procacciarla e trasportarla, spesso da lontano, sui fondi da imboschirsi; la siccita e la bora, calamita costanti sul territorio triestino, che quasi ogni anno causavano sensibili danni nelle colture; i, pur troppo, frequenti incendi che nei 25 anni deli’ esistenza della Commissione distrussero niente- meno che 66'55 ha di pinete delPeta di 3 a 25 anni, create con gran stento e dispendio; gl’ insetti nocivi che, estendendosi a misura che le piantagioni andavano allargandosi, minacciavano di annientare qua e la in pochi giorni il lavoro di diversi anni • la dispendiosa distruzione degli insetti stessi ed infine la sen- sibile mancanza di mano d’opera, — queste sono, per sommi capi, le difficolta con cui la Commissione doveva lottare d’anno in anno. Che le stesse ostacolassero e rincarissero sensibilmente 1’azione commissionale e ben facile a comprendersi. Eppur, nonostante tali, certo non lievi difficolta ed ostacoli, alla Commissione riusci, con i mezzi relativamente modesti che le stavano a disposizione, d’ imboschire 873‘66 ha di terreni piu o meno sterili, cioe circa 94°/ 0 della superficie di tutti i fondi compresi nel catasto d’imboschimento. F'ra i fondi imboschiti 9050 ha sono di proprieta del fondo d’ imboschimento, acquistati mediante espro- priazione o in via di libero accordo. Nel bosco „Francesco Giu¬ seppe" un appezzamento di circa 1 ha fu adibito ad uso di parco. — 41 — Per la difesa delle colture contro i danni degli animali pascenti e del fuoco furono eretti dei m u-ri a secco nella lun^ ghezza di 32097 m corr. Per facilitare il trasporto dei prodotti boschivi e rendere meno disagevole la tutela dei boschi contro eventuali contravvenzioni, nonche contio i pericoli d’incendio, la Commissione fece co- struire delle strade boschive nella lunghezza di circa 9'5 km e dei sentieri di oltre 2 km — strade e sentieri questi, cbe servono pure al passaggio del pubblico. Allo scopo di preservare, per quanto possibile, le pianta- gioni da danni di fuoco si ripulirono le piante dai rami piu bassi e secchi in tutte le pinete piu adulte. Le legna ricavate servirano agli aventi diritto, parte al coprimento del bisogno di combu- stibile, parte per cuocere la calce. Per riguardi pubblici ed estetici le pendici franose fra Bar- cola e Miramar deli’estensione di 16’43/z«, quantunque non appar- tenenti al Carso, furono sistematicamente regolate, consolidate e poi imboschite. Nei boschi naturali del Comune deli’estensione di 931 ha, diradati ed intisichiti pel maltrattamento e morso degli animali, la Commissione, assuntane 1’ amministrazione, introdusse regolari tagli e un razionale trattamento e li converti gradatamente a vegeti boschi cedui o composti. Nelle pinete piu vecchie, create dal preesistito Comitato d’ imboschimento, su una superficie di circa 30 ha fu allevato in via di semine o di trapianti un vegeto sottobosco di abete bianco e faggio che insieme al pino nero avra da formare il bosco futuro. Per cura della Commissione furono infine in diverse loca- lita introdotte e coltivate varie apprezzate piante esotiche che certo varranno non solo ad abbellire le piantagioni ma anche ad aumentarne la rendita. I boschi creati formano gia ora un vero ornamento della citta e suo territorio. Tra altre colline, la catena delle alture dominanti la citta, lunga circa 21 km, pochi anni addietro brulla e quasi sterile, si e rivestita dallo smalto verde-oscuro delle pinete, qua e la rnisto al verde chiaro delle macchie a foglia larga II Carso triestino, un di per la sua monotonia quasi evi. tato dalla popolazione, ne e diventato una ‘forte -attrazione. A stuoli vedesi oggi la cittadinanza pellegrinare per il suo caro 42 — fcerritorio sia per godervi deli’ aria pura mista alla refrigerante brezza dei monti e rallegrarsi delle impareggiabili vedute che da tutte le parti incantano 1’ occhio, siasi per acquietare i nervi eccitati nella vita giornaliera e corroborarsi Tanimo di nuovo coraggio per la inevitabile lotta per T esistenza. Pellegrinaggio, oggi facilitato dalla nuova elettrovia Trieste-Opcina, la di cui esistenza va pure, almeno in parte, d’ ascriversi ali’ opera com- missionale, vale a dire ali’effettuato imboschimento ! Dalle piantagioni piu vecchie i proprietari, rispettivamente gli aventi diritto d’ uso hanno gia tratto un reddito rispettabile in via di sfollamento e diradature e gli abitanti di alcuni villaggi, cbe a suo tempo erano costretti a comperare le necessarie legna, sono ora in grado di coprire totalmente o in gran parte il bisogno di legna da fuoco e di legname d’opera di dimensioni minori. Le altre ville si troveranno in breve nella medesima posizione. I nuovi boschi sono inoltre di sensibile riparo a molte col- ture agrarie vicine e contribuiscono con cio ali’ aumento della produttivita delle stesse. Alcune arterie di comunicazione (strade vie ecc.) che prima erano in qualche punto impraticabili quando lo bora infuriava, sono attualmente praticabili in qualunque tempo, seriza speciali pericoli. Cosi, come raccontano i villici stessi, sulla strada Basovizza-Trieste venivano rovesciati, per lo innanzi, dalla bora ogni anno parecchi carri, mentre negli ultimi tempi e gia da diversi anni non si rinnovano piu inconvenienti siffatti. La comunicazione fra Trieste e il territorio era prima, quando la bora soffiava impetuosamente, pei pedoni parte impossibile parte molto difficile. Presentemente, secondo quello che dicono gli abitanti del Carso stessi, e subentrato anche in questo riguardo un considerevole miglioramento. Questi effetti deli’imboschimento, gia oggi risentiti, hanno essenzialmente contribuito a far salir nel- 1’ opinione pubblica la stima per i boschi come oggetto di col- tura, di difesa e di rendita. Nel quarto di secolo di esistenza della Commissione il Carso triestino cambio insomma quasi totalmente il suo aspetto. Tale trasformazione favorevole desto 1’ ammirazione di professori della scuola superiore agricola-forestale di Vienna, di Congressi forestali, di parecchi tecnici forestali austriaci ed esteri, nonche di varie cospicue persone altolocate che visitarono il campo d’azione commissionale. E se da cio ne viene un vanto alla Citta-provineia, ne segue pure un titolo di benemerenza a quanti cooperarono e cooperano ai compiti della Commissione ed in ispecie ai suoi organi tecnico-forestali, tra cui e doveroso citare gli II. RR. Ispettori forestali provinciali on. Signori Consigliere aulico Ermanno Cav. de Guttenberg, Consigliere ministeriale Antonio Rossipal e Consigliere forestale superiore Giuseppe Pucich. Allegato A. COMMISSIONE D’IMBOSCHSMENTO DEL CARSO NEL TERRITORIO BELLA CITTA 1)1 TR1ESTE ELENCO I > I I MEMBRI durante il periodo 1882-1906. Presidente: Burgstaller coinm. Giuseppe nob. de Bidischini, gia depu- tato al Consiglio delLImpero per la citta di Trieste, socio onorario della Societa agraria triestina, membro sostituto del Consiglio ferroviario di Stato e del Consiglio indu- striale agricolo in Vienna, possidente, funge dal 1882. Sostituti: Krekich cav. Antonio nob. de Treuland, i. r. consigliere di Luogotenenza, poi i. r. consigliere aulico, funse dal 1882 al 1892. Conrad bar. dott. Sigismondo, i. r. consigliere di Luogote¬ nenza. poi i. r. consigliere aulico, funge dal 1892. Membri delegati deli’i. r. Luogotenenza del Litorale: Krekich cav. Antonio nob. de Treuland, come sopra. Giovanelli conte dott. Benedetto, i. r. capitano distrettuale, poi i. r. consigliere di Luogotenenza, funse dal 1882 al 1886. Conrad bar. dott. Sigismondo, i. r. capitano distrettuale, poi i. r. consigliere di Luogotenenza, quindi i. r. consigliere aulico, funge dal 1886. Šorli Giovanni, i. r. segretario luogotenenziale, funse dal 1892 al 1894. Schwarz cav. de Federico, i. r. capitano distrettuale, poi i. r. consigliere di Luogotenenza, funse dal 1894 al 1901. Pipitz dott. Ernesto Francesco, i. r. capitano distrettuale, poi consigliere di Luogotenenza, funge dal 1901. Sostituti: Rossetti Pasquale nob. de Scander, i. r. commissario ' distret¬ tuale, poi i. r. segretario luogotenenziale, funse dal 1882 al 1886. Enenkel Carlo, i. r. commissario distrettuale, funse dal 1886 al 1889. Fabris Giuseppe nob. de Freyenthal, i. r. segretario luogote¬ nenziale, funse dal 1889 al 1891. Krekich Giovanni nob. de Treuland, i. r. commissario distret¬ tuale, funse nel 1891. Malnig Riccardo, i. r. commissario distrettuale, funse dal 1892 al 1894. Ivoy cav. de Alessandro, i. r. segretario luogotenenziale, funse dal 1894 al 1897. Sforza de’ Tiberio, i. r. segretario luogotenenziale, poi capi¬ tano distrettuale, funge dal 1897. Membri delegati della Giunta provinci a le di Trieste: Biasoletto dott. Bartolomeo, consigliere della citta e deputato provinciale, funse dal 1882 al 1893 (18/6 1893). Mauroner Leopoldo, consigliere della citta e deputato provin¬ ciale, poi deputato al Parlamente, funse dal 1882 al 1900. Dompieri avv. dott. Carlo, consigliere della citta e deputato provinciale, funse dal 1893 al 1897. lFAngeli avv. dott. Guido, consigliere della citta e deputato provinciale, poi deputato al Parlamente, funse dal 1897 al 1899. Mestron dott. Guglielmo, consigliere della citta e deputato provinciale, funse dal 1899 al 1900. Gairinger ing. dott. Eugenio, consigliere della citta e deputato provinciale, funse dal 1900 al 1902. Ricchetti avv. dott. Ettore, consigliere della citta e deputato provinciale, funge dal 1900. Valerio avv. dott. Alfonso, consigliere della citta e deputato provinciale, funge dal 1902. 46 — Sostituti: Monti avv. dott. Ottavio, consigliere della citta e deputato provinciale, funse dal 1882 al 1883 (5/10 1886) Segre Moise, consigliere della citta e deputato provinciale, funse dal 1883 al 1886 (8/1 1896). Nobile avv. dott. Emilio, consigliere della citta e deputato provinciale, funse dal 1886 al 1889. Brunner avv. dott. Eugenio, consigliere della citta e deputato provinciale, funse dal 1889 al 1893. Vierthaler prof. Augusto, consigliere della citta e deputato provinciale, funse dal 1893 al 1897. Gairinger ing. dott. Eugenio, consigliere della citta e deputato, provinciale, funse dal 1897 al 1899. Boccardi Antonio, consigliere della citta e deputato provinciale, funse nel 1899. Rusconi avv. dott. Arturo, consigliere della citta e deputato provinciale, funse dal 1899 al 1900. Valerio avv. dott. Alfonso, consigliere della citta e deputato provinciale, funse dal 1900 al 1902. Doria ing. Costantino, consigliere della citta e deputato pro¬ vinciale, funge dal 1902. I. r. Ispettorato forestale provinciale: Guttenberg cav. de Ermanno, i. r. ispettore forestale provinciale e consigliere forestale, poi consigliere superiore forestale, funse dal 1882 al 1893. Rossipal Antonio, i. r. commissario superiore forestale, poi consigliere forestale, funse dal 1893 al 1895. Pucich Giuseppe, i. r. commissario superiore forestale, poi con¬ sigliere forestale e consigliere forestale superiore, funge dal 1905. Sostituti: Rossipal Antonio, i. r. commissario forestale, funse dal 1882 al 1885. — 47 — Tepper Ferdinando, i. r. commissario forestale, funse dal 1896 sino alla fine del 1901. Bratina Giovanni, i. r. commissario forestale, funse dal 1892 al 1894. Pucich Giuseppe, i. r. commissario superiore forestale, funse del 1894 al 1895. Miroševic Gasparo, i. r. commissario superiore forestale poi consigliere forestale, funge dal 1894. Referente del Magistrato civico di Trieste: Lanzi dott. Alessandro, segretario di Consiglio, e dal 1884 as- sessore magistratuale, funse dal 1882 al 1902. Gregorutti dott. Franco, assessore magistratuale, funge dal 1902. Sostituti: Verneda de Federico, concepista magistratuale, funse dal 1882 al 1884. Artico dott. Giovanni, concepista magistratuale, funse dal 1884 al 1886. Vareton Tiziano, segretario di Consiglio, poi assessore magi¬ stratuale, funse dal 1886 al 1895. Gregorutti dott. Franco, assessore magistratuale, funse dal 1895 al 1902. Boccardi cav. dott. Alberto, assessore magistratuale, funge dal 1902. 48 - AUegato B. PROSPETTO dei fondi iscrilli nel catasto boschivo della Counuissione d’im- boschimento del Carso nel territorio della cittd di Triesle in base al § 4 della Legge 27 dicembre 1881, B. L. P. N. 5 ex 1882. PROSFETTO 'i terreni acquistati dal „Fondo d’ imboschimento del Carso nel territorio della citti di Trieste" sino alla fine dell anno 1906. — 49 — Allegato C. .5 o o "g £ § U S (D ctf D-*" a o c —•XI ° s- £ Š ; -o p < C7* < ' g 3 55 O o 03 03 3 E 5 Qh 0 IQ .05 05 O o »O IQ £ 3 ^ CD_ _->G5 2^05 05 05 -t pl I ^ 'O —< CO O5~0 OOOm2 I « - * O IO ® 1q IQ IO IO W ^ rf ScD »O ’ _ CD CO J STr- m M 2 •' co CO N CO CO N CD CO CO M D ^ NCO-tNNOO^^ C0 - N 05 05 N OJ OJ 03 OJ 03 OJ 03 03 OJ £5 ^ ^ 3 it 01 »o CO 05 OJ CO l>- l> 05 CO 03 03 - -1 NCOCOCDNNOO--^OJOJ —I i-l rH *H OJ 03 03 (-1. 03 03 03 OJ 03 03 OJ 03 03 03 OJ S 05 O rh lO »O CO 05 03 D O O C « o Cu -3 O E E o cn 50 P K O S dei lavori d’ imboschimento eseguiti dalla Commissione d’ imboschimento 51 — Allegato D. PETTO del Carso nel territorio della citta di Trieste nel quinquennio 1902—1906, nuovi. cimenti. P o s dei lavori d’imboschimento eseguiti dalla Commissione d’imboschimento 1). Risarcimenti nclle coltiii-e fatte eseguire Allegato Jg. PETTO del Carso nel territorio della cittži di Trieste dal 1882 al 1906 inclusivo. novi. tli sottobosco, anteriormente dal ('oinune di Trieste. — 54 Allegato F. PROSPETTO degl’ incendi boschivi nel territorio di Trieste nel periodo 1882-1906. CONTO CON del fondo d’ imboschimento del Carso tiel territorio Annota Gl’importi dimostrati al titolo negli anni 1902 n) Interessi di capitali messi a frutto . Cor. 88.22 l >) Fitto per 1'utilizzazione di terreni e ricavato dalla venditadi piante ederba „ 278.20 c) Multe c risarcimenti di danili. . . „ 62. — d) Ricavato dalla vendita di utensili . „ —.— — 5 ? - Allegato čr. SUNTIVO della citta di Trieste nel quinquennio 1902—1906. Denominazione dei titoli ESI T O Realizzazioni ncgli anni 1902 | 1903 |j 1904 || 1905 1900 Assieme impopto in Coppne Espropriazione cd acquisto di terreni . Lavori d’imboschimento Sovvenzioni a terzi per opere d’imboschimento . . . . Manutenzione deli’ orto fore- stale di Basovizza, acquisto sementi e piante ■ Costruzione e manutenzione di strade boschive. . . . Acquisto di attrezzi e requisiti Salario alle guardie boschive e montura. Špese commissionali. . . . Ricognizioni e gratiflcazioni . Špese di canceileria, di stampa e vari e. Anticipazioni restituite ali’ i. r. Governo. Sorama Civanzo cassa al 31 Dicembre 1906 Pareggio. ■6117 104969 85 80 zionc. „Introiti diversi" si suddividono: 176.54 —176.54 N. progress. - 58 — CONTO CON del fondo d’ imboschimento del Carso nel territorio Denominazione dei titoli I ]V T Tg O I I O _ Realizzazioni negli anni 1882-8611887-91 J1892-961| 1897-9011| 1902-06 importo in Corone Assieme Annota Gl’ introiti dimostrati al titolo Nel quinquennio 1882-86 a) Interessi di capitali messi a frutto . Cor. 538.08 b) Fitto per 1’utilizzazione dei terreni e ricavato dalla venditadi piante ed ei'be „ 156.98 c) Multe e risarcimenti di danni . . . „ — . — d) Ricavato dalla vendita di utensili . „ — . — — 59 — Allegato H. SUNTIVO della citta di Trieste per gli anni 1882—1906. zione. INDICE Pag. Prefazione. 3 Stato personale della Commissione. 7 Sedute commissionali... 7 Catasto boschivo. 8 Imboschimento. 9 Orti forestali.20 Muri di cinta.25 Danni boscbivi e mezzi di riparo.26 a) Insetti. 27 b) Incendi.28 c ) Danni elementari.30 d) Altri danneggiamenti.31 Guardaboschi.32 Altre attitazioni della Commissione: I. Diritti d’uso dei comunisti - sui fondi comunali.32 II. Denominazione dei boschi comunali.32 III. Relazioni a stampa sull’ operosita della Commissione.34 Congressi.35 Esposizioni.35 Onorificenze.36 Finanze del fondo d’imboschimento del Carso.39 Osservazioni finali.40 Allegati A—H ..44 — 59 / Zm . \« f - COMMISSIONE PROV!NCIALE PER L'I M BOSCH I MENTO DELCARSO NEL TERRITORIO DELLA CITTA Dl TRIESTE MirStoiare :/ IfitVO, UPI 22 A ■•'aVtioli iCORCOLA w i /// Vordoni 6UAR0JELLA ImHHMH' Spiegazione Confini de! Territorio e dei Ccmuni Ferrovie Si rad e postali Strade comunali Colture agrarie Pas col i Boschi cedui Fondi i m bosch jdi Fondi da imboscnirsi Fondi imboschiii di proprieta dei Fondo d’ imb os c h imento. Ijtaine« ROZZGL »LA B orst S.MARIA M.AfpALFM INF /COO ■ 900 e>oo TflO GOO 500 ‘fOO 800 9.00 tOO O IV^Boliurtz LIT. V. 5TRANSCHI -TRIESTE