ORGANO DELL'UNIONE ANTIFASCISTA ITALO-SLAVA PER IL CIRCONDARIO DELL'STRIA La gara d'emulazione trimestrale Le malefatte di don Bortuzzo, parroco dj Sicciole Sulla costituzione del Sindacato di Categoria Culturali 2. pagina: Programmi dei festeggiamenti del I. Maggio I nostri frutteti 3. pagina: Anniversario dell’ O.F. L’ 3. settembre a Capodistria L’insurrezione in Italia Antonio Gramsci 4. pagina: Attualità internazibnali Lè finali del campionato di calcio TLT Torneo calcistico «Coppa Istria». Direzione - Redazione - Ammin. R. Castelleone 2 - Capodistria tel. 170 ANNO IV. No. 187 Capodistria. Mercoledì, 25 aprile 1951 3 Din. - 15 LIR ABBONAMENTI: T.L.T. Zona Jugoslava e nella R. F. P. J. Anno din. 150.—. sem. din. 75.— DUCI ANNIDI STORIA Dieci anni sono trascorsi dal gior-rno in cui la Jugoslavia rimase vittima della voracità dei fascismo. Nel tragico 6 aprile 1941 le orde di Hitler e Mussolini dilagarono per la Jugoslavia seminando lutti e persecuzioni. I popoli jugoslavi divenivano preda del loro mortale nemico e soggiacevano ad un destino, di cui fu-rono. responsabili non solo il re e la borghesia corrotta al potere, ma anche, e sopratutto, i dirigenti della casta burocratica dell’URSS che, con il loro atteggiamento attendista e collaborazionista nei riguardi del fascismo germanico, incoraggiarono i plani aggressivi di quest’ultimo. I popoli jugoslavi seguivano la sorte degli altri popoli europei sotto Io sguardo indifferente dell’URSS. Non bisogna dimenticare che la Polonia divenne bottino comune dei predoni fascisti e dei despoti del Cremlino, come nessuno può dimenticare che, mentre il tallone di Hitler calpestava la terra di francesi, belgi, olandesi, danesi, cecoslovacch-', norvegesi e mentre i pirati dell’aria di Goering «coventrizzavano» Londra, il placido Molotov, con la benedizione di Stalin, patteggiava con Hitler all’ombra dell’aquila tedesca. Unico in quei tragici momenti al fianco dei popoli jugoslavi, il P. C. J. che mai era steso a compromessi con il nemico e che primo si pose alla loro testa nella lotta per la libertà. . Con li loro esempio e con il loro eroismo i comunisti trascinavano ed entusiasmavano il popolo, che li seguì compatto. Il 27 aprile 1941 ie forze sane del popolo sloveno, ad iniziativa del Partito Comunista, si unirono in un grande fronte popolare: l’O. F. Questa data fatidica segna l’inizio di una gloriosa epopea, attraverso la quale il popolo sloveno realizzò nella lotta rivoluzionaria e nella vittoria le sue antiche aspirazioni alla libertà sociale e nazionale. Quattro anni di impari e sovrumana lotta, di sacrifici e sangue generoso sparso in olocausto agli ideali dei popolo lavoratore di tutto il mondo. Lotta contro tutto e contro tutti, malgrado l’ostilità dì coloro che avrebbero dovuto dare il loro appoggio e che non vollero darlo, che anzi cercarono ancora di mercanteggiare con i destini dei popoli per gli interessi della propria politica egemonica. Mentre il sangue dei lavoratori, dei contadini e degli intellettuali d’avanguardia jugoslavi scorreva Copioso, la casta burtìcratica dell’URSS, fedele ai suoi sistemi da mercante, si divìdeva la patria del nostri popoli nelle sfere d’interessi. Ma anche questi cinici tentativi furono spezzati. I nostri popoli con la loro lotta rivoluzionarla trionfarono su tutto, vinsero e crearono il proprio potere e con ciò le basi per l’edificazione socialista. Dalla scintilla, scoccata il 27 aprile, si sprigionò un anelito che penetrò ognidove batteva un cuore onesto ed amante della libertà. Anche i popoli del Litorale sloveno, di Trieste e del-l'Istria sentirono questo anelito e risposero compatti. Italiani, sloveni e croati del nostro Circondario fecero propria la lotta, poiché solo in essai videro la via d’uscita dalla situazione di secolare servaggio. I democratici italiani si posero decisamente al fianco degli sloveni ed impugnarono ie armi. Nella lotta si cementò la fratellanza fra i nostri popoli, fratellanza che è costata il prezzo del sangue sparso dai migliori figli del popolo lavoratore. ^ Nulla poterono le bande imbestialite dei fascisti e dei nazisti contro l’unità e l’eroismo. I nostri popoli crearono il proprio destino nella du- ra lotta che contraddistingue li periodo più luminoso della nostra storia e della storia dell’umanità intera e che contraddistingue oggi la comune battaglia per il Socialismo control tutti coloro, nemici di oggi e di ieri, primi Ira tutti i cominformisti, che vorrebbero far dimenticare «il vergognoso passato», che è il.più. luminoso esempio di un popolo amante della libertà iu lotta per la propria liberazione. II X. Anniversario dell’O. F. chiude un periodo storico decennale, iniziatosi nel segno delia lotta per la libertà e l’indipendenza e sviluppatosi nell’edificazione socialista, mentre ne apre un’altro foriero di nuove vittorie e di nuove lotte per l’avvenire dei nostri popeli, sulle tradizioni e le glorie del passato. E’ appunto questo passato glorioso che cl dà la torza e la volontà di lottare e di sacrificarci ancora, uniti italiani, sloveni e croati come al tempo della lotta, per sa vittoria del socialismo, delia verità e delia pace. La gara d’emulazione in onore al X. Anniversario deli’O.F. e del I. Maggio CONCLUSIONE LO SLANCIO CREATIVO DELLE MASSE ha dato nuovi grandi risultati Ciò che si è fatto e ciò che non si è fatto -- Ancora deficente ll evidenza Umago In tutoiU settore-di Uimiago è 1-ar-igaimieinto avMiuippa/to l’aiuto dei membri d'ell’UAJS delila 'ditta alile cooper a-itiiive raigriiicole eld ai coinifcaidiim-i nei la-'vor.j campestri che erano molto in arretrato. In questo asimipo ino-tevole è stato if il contributo dato d'ai militari dell’A.J, distaccati nei settore, j rinati hanno dato oltre LOCO ore di lavoro volontario. ■Per te irtilpiaraziioihe -delte strade cii-t-tatìine sono state effettuate durante la scorsa settimana 200 ore dii lavoro, mein,tee dioimieiniiìcia -Scorsa è stata oir--gaimiizzatia una grande azione dii lavoro volbtntairiio per lo sgombero delle macerie. Così altre 500 ore di lavoro votónitairii-o »orno venute ad aggiungersi 'alle ‘.cahibima'iìa preciedfenìtli. Ciò che aid Umag» lascia ancor,ai' a desiiidierare è il’attività ciuiitiurale ed ideci'Jog.iaa. Bi'amchè ì griupipi di studio siano stati costituiti, esi% in,on fum-zSóniàiniò ohe isporaidilaaimeinte. Così anche i corsi sera,Ili. Il ipliiam» di 'semina, è stato eseguito in comiplesso soltanto nella misura del 79 %. La ipeinoeinituale è bassa, speiciial-meintie. per lilLgiriainntaico (40 %) per li Oairipiuicicli ipiil'maiyenilli (IO %) e per i fagioli (50 %). S. Lorenzo iNei settore di S. Lorenzo durante ,Slil lutiihiimjii quiiinldfol giórni sono state LA COSTITUZIONE DEL SINDACATO DI CATEGORIA DEI CULTURALI Per l'educazione della gioventù e l'elevamento catturale delpopoio Con l’intervento di numerosi professori, maestri, e lavoratori culturali in genere, italiia-mi e sloveni, .Iti distretto di Gapodisbria, si è tenuta domenica u. s. nei teatrino della Casa del Popoli» di Portorose, addobbato per la ciircosteniza, 'Paissemblea costitutiva del Sindacato di categoria de;, lavoratori cultural! dello stesso distretto. Compiute le formalità della elezione dalla presidenza die! lavorìi, hanno portato il loro saluto agli intervenuti il com,p.. Ribarič per la Delegazione circondariale della Cultura, la compagna Bolè Caterina a nome del P. C., .11 comip. Zerial in rappresentanza dei S. U. e 'il comip. Agariinis in nome dell’Unione degli Italiani. Una ampia, esauriente ed interessantissima .relazione, concernente i compiti, le funzioni e le finalità sindacali della categoria dei culturali, cui sono affidate dal Potere popolare le mansioni più delicate cioè quelle della form,azione educativa della gioventù e quelle dell’elevamento culturale del popolo, è stata letta dal com. pagno prof. Janez. Nella discussione seguita, parecchi sono stati gli interventi su problemi di attualità. Procedutosi alle elezioni, sono risultati eletti i seguenti compagni: MEMBRI DEL PLENUM DISTRETTUALE: Celhair Ciril, Benussi Ersilia, Zgonc Dužan, Mlhovilovič Giuseppe, Suhadolnik Stane, Zetto Maria, Cijak, Mi-ljeva, Micheli Mania, Velikonja Joško, Batič Evgen, Janež Lucijan, Gajšek Dušan, Cok Mirko, Bratina Mario, Mila vfcič Oton, Bonifacio Francesco, Gor-tan Ugo, Bariteli Ettore, Jazbec EziO', Bregant Alberto, Makuc Barbara, For-nasaro Giuseppe, Prljan Silva. MEMBRI PER IL CONTROLLO FINANZIARIO: Rett Giovanni, Žerjal Olga, Bevk Kostanca, DELEGATI PER L’ASSEMBLEA DEL CONSIGLIO DISTRETTUALE: Celhar Ciril, Zgonc Duišan, Batič Evgen, Janež Lucijan, Jazbec E,zio, Benussi Ersilia, Michel-f Mario, Cijak Mitjeva, Mlhovilovič Giuseppe, Cok Mir- ko, Bonifacio Francesco, Batelii Ettore, Veljkonja Joško, Miklavčič Oton. In chiusura della assemblea sono state approvate alla unanimità le seguenti: CONCLUSIONI 1) Finire con la prassi finora seguita, delTiisolazionìsmo e dello spezzettamento del lavoro sindacale ed istituire uin organo che sarà interprete dell’uinità d’intenti dei 'lavoratori culturali del Distretto di Capodistria. 2) Sviluppare una larga azione fra i lavoratori culturali, in primo luogo fra quelli italiani, per Taaesione al sindacati. 3) Approfondire ì nostri impegni per Televamiento professionale e 'ideologico deii quadri insegnanti, organizzando così vari circoli dii studio, conferenze, eoe. e dedicando particolare cura allo studio indivi duale. 4) Educare in ogni membro del nostro sindacato il senso di coi responsabilità peir tutti li provvedimenti, delle autorità scolastiche e per ja situazione nelle nostre scuole e nella nostra cu1-tura popolare. 5) Combattere con tutti i mezzi ogni tendenza burocratica nella nostra vita sindacale. 6) Curare maggiormente l’eieva-miewto del tenore di vita dei lavoratori cui tur ailii. effettuate 600 ore ,dii lavoro viplonitaria alila Casa dal Cooperatore ;e per la riparazione ideile strade comi la paribecii-piaziioime ' "dii um cenitliinaiiio dii membri dell’UAIS. ® piiaino di gemina primaverile è stato realizzato al 100 % (eccettuato il granoturco). Pier il .riimovo del vigneti e idei frutteti som» state piantiate 30.000 vita ie 650 albera dia frutto a Babiči, 6.000 viti .e 320 alberi da frutto .a S. Lorenzo, 13.000 vitli e 300 lalbeir.j ida frutta a Zacichignii. Cittanova A Cititaniaya il lavoro votontairio non ha «tetto j resultati attesi. In complesso, soltanto un cenMndrio di ore volontarie scino state -effettuiate sugli obiiieittivli idei irliimboschlim'ant'o e per iriatabiallimeinitio dleilla città. Magliari sono i irliHuìitaitli imel iciamipo' lidieoloigico-culituiriaie, inel cui ambito igi sono costituiti Il gruppi idi studilo con 200 iparteciiip anti. Molto arretrato invece è 41 piano di isemliina. La ucstìriuizii-onle dalla Casa Cooperiati-vjistìioa, tempo fa sospesa, sarà ripresa dopo .superate atonie difficoltà dii ordine ammliiniiistraitSWo. I memibipi dell’UAIS dii Citcanova inori hanno trascurato la vigilanza ri-voiluizìiioinariiia isiuli nemici dei popolilo. In 'pubbliche irtiuiniiioinli, issai hanno smascherato delle mote stpeculatrioi, che vlivom» alle spallile dii .chli lavora. Essie sono: iRiaid'iln Livia, spila del C.L.N. per TUStrlia e mota speciulatrice, Favretto Andreina, moglie idi un criminale di -guerra, giudiziario per crimini perpetrati e che ora sii dedicai alla speculazione nonché Piaviait Ida, pure essa nota a tutti, coirne speculiaitrlice. Altre località Neil settore di Griisliigmaina sono state effettua,te 32 ore di lavoro volontario per la. riparazione di strade. A Castagna- isii siamo eseguite1 300 ore di lavoro volontario per l’erezione dei m-oniuimienitio ai caduti niella lotta di liìitoeriaizionie eld a Poropiaitii 70 ore peni T’aiblbeiiiimenito delta sedie dell’UAIS. .Sempre a Pompati sono stati piantati 500 -alberi da frutta, mentre il piamo dalle semliime mom è stato ancora realizzato, (60 %). Ad A-nrieinialte sono state registrate 164 -ore di lavoro volontario per il irimbofichimeinto e per la, ooistruztanie (dalia Casa del Cooperatore. Il piano delte samima è annona ito arreihr-ato (60 %). A Viilliainiova del .Quieto scino state e-s-eguiibe 400 ore idi .tavorio volontario in Valle. Bure qui il pilano delle seminile è iin arretrato. A Veiritameigliiio l’attività dell’UAIS è stata rildotttaimia, quindi risultati mom se mie vedono. Quali le ragioni di un tanto, quando niellila gara d'emulazione precedente fi settore di Ver-teinieiglio figuiravia uno dei migliori del' distretto? Mei Gapodisiriano Capodistria Banche dei risultati non manchi-fio, non possitamio però dire che a Capo-düBtnüa eissii siiaino soddisfacenti. Molto di pliù si sarebbe potuto -fare. Ciò che sopra-tutto è 'difettato, è stata, l’aiglta-zioirae pliù targa ed adatta. / CHI SONO GLI {EROI; CHE FUGGONO DALLA ZONA JUGOSLAVA DEL T, L. T. CIO’CHE SI PENSA A SICCIOLE DI DON GUIDO BORTUZZO Don Guido Bortuzzo fino a circa 25 giorni fa era in cura d’anime a Sic-ciole, fedele esecutore delle direttive di mans. Santón e-come tale nemico del Potere popolare. Non solo, ma egli era anche contrario1 aj miglioramento delle condizioni di vita elementari del popolo lavoratore. Mesi fa egli respinse sdegnosamente una decisione del C. P. L. di Siicciole, con la quale nel suo appartamento, dove c’è posto per due famiglie, veniva alloggiata una famiglia operaia. Appunto per questa contrarietà agli sforzi del Potere per migliorare le condizioni di vita del popolo, don Guido Bortuzzo non godeva stima alcuna presso la popolazione. Tempo fa la popolazione constatò -che don Guido era cambiato. Egli era divenuto più vivace ed allegro e ciò che più colpiva- era la sua abitudine di Vezzeggiare qualche vaga fanciulla. Gli uomini pensavano: «E’ ancora giovane e nessuno può togliergli il diritto di guardare le belle fanciulle!» Le donne più anziane, quelle-, più -rare, che frequentano ancora regolarmente le funzioni conclusero che do-n Guido era sacerdote e che, come tale, certamente non sarebbe -incorso nelle tentazioni di Satana. La vita a Sicciole procedeva tuttavia normale; gli operai al lavoro, i bambini a scuola, i contadini nei campi. Soltanto sempre pliù manifesto si faceva Tlntèresse di don Guido per le belle donne. Ebbene, un bel giorno — circa un mese fa — don Guido divenne l’ar-g-oimien-to di ogni conversazione-. Che è o che non è, sta il fatto che LA RASSEGNA DELLA SETTIMANA POLITICA NEL MONDO LE PROSPETTIVE DI PACE PERMANGONO nonostante l’ostruzionismo dell’URSS L’atteso discorso che i’ Generale Mac Arthur ha tenuto dinnanzi al Congresso statunitense t la rinnovata attività dj alcuni ambienti dell’ O. N. U. per ricercare, nelle nuove condizioni, la possibilità di una soluzione pacifica del conflitto coreano, hanno fatto si che i problemi dell’Estremo Oriente abbiano dominato per -tutta la seittiman-f la scena poli, tica mondiale. Il discorso del generr.ie americano era atteso con particolare interesse, in quanto si attendeva d: conoscere in quale maniera Mac Arthur avrebbe giustificato il proprio operato e le proprie iniziative, che la maggioranza dell’opinione pubblica internazionale aveva già condannato. Senza entrare nel particolari de’ discorso dell’ex capo delle forze dell’. O. N. U. in Corea, si può senz’altro affermare che due 'sono le impressioni suscitate dalla lettura dei discorso stesso: da una parte è evidente un certo cedimento rispetto alle espressioni delle dichiarazioni di Mac Arthur, in veste di pro-console del Pacifico, dall’altra parte viene confermato il carattere 'espansionistico e ^azionario della poliitiaa sostenuta dai generale americano. Mac Arthur ha tentato sopratutto di presentare la sua destituzione come l-i risultato drila decisione di una ristretta categoria di persone, dirigenti de! Partito democratico, e non come unii decisione adottata in base alle esigenze jiel-l’iinteresse generale del popolo americano. In definitiva il generale statunitense non ha detto nulla di nuovo. 1-1 suo discorso ha sciamante cori-fermato l’opportunità della decisione del Presidente .americano Trum-'b di destituirlo da u-n posto • j responsabilità, la permanenza -nel quale avrebbe potuto consentirgli di nuocere seriamente alle prospettive di pace che, malgrado tutto, rimangojio ancora aperte. Lai situazione militare nella penisola Coreana e la destituzione del Generale Mac Arthur hanno creato negli amibie-ntj dì Lake Success un nuovo clima, che sembra indubbiamente propizio per la ripresa dei tentativi intesi a ristabilire 11 contatto con il Governo di Pechino. I rappresentanti dei dodici P.aesi arabo-asiatici all’ O. N. U. hanno svolto negli ultimi giorni u-na intensa attività in questo senso. I loro sforzi non sono stat; però coronati da alcun successo: il Governo di Pechino ha fatto chiaramente intendere che secondo il suo parere la situazione in Corea non viene modificata dalla deEtituiz’-ne di Mac Arthur. Malgrado sla oggi evidente ohe nè 1’ Governo cinese, nè quello nord-coreano nutrono serie intenzioni di porre fine al conflitto in Corea, l’opinione pubblica internazionale nfen ha perduto tutte le Speranze dì trovare una soluzione paci- fica della questione coreana, che non può essere risolta in alcun caso sul terreno militare. Il proseguimento del conflitto risulta in definitiva utile, -nelle condizioni-attua-'!, solamente per coloro che attraverso di esso intendono raggiungere ben arin obiettivi. Nel settore europeo, la cronaca deg-li avvenimenti politici dell’ultima settimana h-a pasto primo- piano la firma dei trattato di pool carbosiderurgico europeo, da parte dei Ministri degli esteri dei sei Paesi che hanno aderito al Piano Schuman. Questo aweni-m-éinto, che alcuni organi di stampa americani hanno definito come il più importante jn Europa dalla fine del-la guerra in poi, conclude un anno dii intense trattative, nel corsoi dèlie quali il piano -proposto dal Ministro degli Ester: francese ho corso il rischio di naufragare per Top-posizione manifestata da parte di molti ambienti peritici ed economici della Francia e -della Germania, vale a dire dei due Paesj maggiormente interessati alla nuova organizzazione della produzione europea di carbone e di acciaio. La firma del trattato a Parì-gi non significa naturalmente la sua effettiva entrata f-n vigore. Prima che gli organism,j previsti dal trattato possano essere costituiti, è necessario che il Trattato stesso venga ratificato dai Parlamenti del sei Paesi fir- matari. Non è es-c-luso che l’Opposizione tuttora esistente ne; confronri dei Piano Schuman possa nuovamente porre in discussione la effettiva realizzazione del Plano stesso Ai Palazzo di Marmo Rosa di Parigi, la conferenza dei quattro sostituti dopo la 7a settimana, non ha ancora fatto alcun decisivo passo in avanti. E’ però probabile che si sia giunti ad uina fase decisiva, nella quale può determinarsi da un momento a-ll’aìtro, il fallimento o il successo delTincan-tro dei sostituti. U-n esame retrospettivo de.li’a-tività sin qui svolta dai rappresentanti delle quattro Maggiori Potenze ci dice che, in seguito alle reciproche concessi orni fatte negli ultimi tempii rispetto ai primitivi punti d: vista, i quattro sostituiti sono oggi d’accordo i-n linea di massima sugli argomenti che dovranno costituire i temi centrali della Conferenza dei quattro Ministri degli Esteri. Il disaccordo permane oggi solo sull’ordine nel quale tali argomenti dovrebbero essere affrontati in seno alla Conferenza quadripartita. La prossima settimana dirà in maniera certamente definitiva se l’accordo è ancora possibile o memo tra i quattro sostituti a Parigi, e auindi se una nuova prospettiva è suscett’r bile di aprirsi nella difficile attuale situazione. Renzo Franchi. tutti affermavano che don Guido a-vesse relazioni Intime com alcune donzelle. In breve si constatò che ciò era vero. i on Guido Bortuzzo, rappresentante della morale del Vaticano e di Santin soddisfava i propri desideri camalli con due donne. La prima, di Parezzago, madre di due figli, la seconda, di nome Sto-kovac, da Costa di Sicciole. Bisogna però dire che il nostro uomo non era nep-pure tanto prudente da scegliere per sìmili faccende un luogo fisso, compiendole nei più svariati luoghi ed anche niella stessa sacrestia. E’ co-m-pren,s-i-biile quindi che alla popolazione di Siicciole apparisse evidente il motivo della vivacità del s-uo pastore spirituale. A don Guido Bortuzzo non rimase pertanto altro scampo che fila-re a Trieste sotto la protezione del suo grande maestro. Con se condusse anche la madre e la sorella, insegnante a Sicciole. Naturalmente il vescovo Sant i-n lo accolse a braccia aperte. Il 7 aprile ie «Ultime Notizie», in-formatisslim-e come sempre, pubblicarono che don Bortuzzo era fuggito a Trieste «a causa di continue discriminazioni poliziesche, fatte nei suol confronti». Proprio in quel periodo a Sicciole ci fu una riunione di massa nella quale venne smascherato il comportamento di questo prediletto del Vaticano. In seguito anche la seconda preferita delThar-em, la Stoko-vac, pensò bene di squagliarsela al seguito dei suo pastore. La cosa sarebbe finita ri se fatti nuovi non fossero intervenuti mediante i quali si vorrebbe nascondere alla popolazione gli atti d-i don Bortuzzo. Come detto, il C. P. L. di Sicciole, prima che i fatti risultassero noti al pubblico, decise di alloggiare una famiglia operaia nelTappartame-nto di don Guido Bortuzzo, dato che per lui era troppo grande. Il C. P. L., dopo la fuga di Bortuzzo, provvide all’inventario e in presenza del parroco di Ciastelv-emere, don Bortolo, depositò tutti i beni mobili in una stanza sigillata. : Don Bortolo Forchesato, parroco di Castelvenere, sembra sia ben ligio alle istruzioni di Santi,n, stando alle quali i preti devono- essere sempre difesi. Recatosi a Trieste ercò affannosamente del vescovo per riferirgli le ultime novità da Sicciole. Non trovandolo, si fece ricevere dal vicario generale, Carlo Mecchia, che gli rilasciò una dichiarazione attestante che il Bortuzzo sii era recato a Trieste per «malattia» e che l’appartamento ed il mobililo rimangono (Continua in IV pagina) Nel lavar» volontari» qualcosa è stg-ta fatta sugli -otoi-eititnv.i delila città. Troppo •poco-«però! Dii. più linivece a’ è fatto per 1’,aiuto ali icìomtiadiin-i. nel lavoro de-lla čaimipagina ie ciò iniei'g-lì ùit'mi tenori. ’Doittiaaiiaa 15 e. m. un -gruppo dì iom-piagnli hia dato 200 or-e di lavoro vo-«Kto alla -c-ciopsratliva1 d-i produzione di Mairesego, mante« domenica scorsa »Mire un -canitìinia-io dì membri deU’UAI-S sono aicicoirsli iin aiuto alle cooperative .agrii-cole di produzione di Bei-tocchi eid Anioairiaino. SiSjfrre domenica scorsa, oltre 50 compagni hanno lavorato su alcuni o-bli-etitlivi in città ed j*tn’ sii so -o varili alle basi de-H’UAIS peir i:l lavoro di addebbio e-d abbelliirmein-to. II piamo delle sem-ilne, temendo conto delle diifffcolità darivate dal maltempo, procede abbastanza bene e sarà «ceirtaimieiniie neali,zzato -melila misura passibile. Meglio procede il lavoro ideologico -culluirialfe, benché sii possa otte'-e e'dii ip-iù. Ali 72 gruppi idi studi» infatti partecipano 1000 membri dell’UAIS. Un’atbiviità -abbastanza l-arga vii-en-e Svetta disfi cònsoli d,- cult:ma, «Ta Rateano -ehe sloveno, mentr-e anche nelle scuole seno stati costituiti g-ruppi fiiilodra-mimatiid, complessi corali, ec-c. A c-'ò devcro -aggiungersi pure delle irliMiriiiiöitili dii carattere [Informativo pò. litico -ielle bp,?, d-elTUAIS e m-ei collettivi di lavorio, che si svolgono abbastanza riegolairmenite. Sicciole A Sied,ole la scórsa sett1 rmana 21 compagini hanno dato 63 ore di lavoro volante-rio ipe-r -la preparazione delie scritte luminose, arabi e festoni!, per il X. Anniilveirsairio delTO.F. e per il I. Maggio. 9 minatori hanno effettuato 36 -ore dii lavoro, voli,omtarlo miei possedimento -agricolo della mini-era. III C.I.C.P. sii sta ata'Cnernenite preparando peir una rappresemitafeionie che sarà -data -in «tifatetene dej I. Maggio. Siamo ormai alla fine della gara d’emulazione trimestrale in onore al X. Anniversario dell’O. F. ed al I. Maggio. Ancora pochi giorni e si a-vrà il bilancio di tre mesi di lavoro. Tuttavia è poco probabile che si possa avere un’evidenza completa sui risultati ottenuti benché del lavoro ne sia stato fatto molto. Questo perchè alcune organizzazioni base delTUAIS hanno curato poco diligentemente l’invio delle relazioni ai Comitati Distrettuali. E’ doveroso dire che ancora troppi dirigenti pesponsabili delle basi- trascurano questo problema. Purtroppo ancora non è compresa da tutti la necessità e l’importanza del regolare invio delie relazioni, non soltanto ai fini della conoscenza del lavoro svolto (è giusto che la nostra popolazione sappia esattamente quanto con il suo lavoro creai), ma sopratutto per la direzione operativa generale della gara, che l’organo superiore non può svolgere senza conoscere la reale situazione sul terreno. Sarà bene che un tanto serva da monito ai summenzionati dirigenti perchè le molteplici osservazioni in merito già fatte, anche attraverso ii nostro giornale, li facciano convinti delia necessità di rimediare a questa deficenza, poiché essa è troppo sentita e danneggia grandemente ciò che le nostre masse lavoratrici creano con ii loro slancio emulativo.s '...................-i---- XIV. Anniversario del P. C. Sloveno li 18 c. m. sono passati 14 anni dalia fondazione del Partito Comunista della Slovenia. Il congresso costitutivo si tenne illegalmente nella notte fra il 17 e il 18 aprile 1937 nella località di Cebinova nei pressi di Zagorje. ,11 p. C. Sloveno venne fondato su decisione delia IV. Conferenza del P.C.J. Sino allora esisteva nella Slovenia un Comitato regionale del P.C.J. I preparativi politici, organizzativi e di altro genere per la fondazione de] P.C. Sloveno, vennero attuati dai Compagno Edvard Kardelj, che, da poco, era rientrato dall’estero. II Manifesto del Congresso costitutivo poneva, come base per la libertà e l’indipendenza del ronolo sloveno, proprio quelle condizioni che hanno costituito l’origine imprescindibile deil’edificazione della nuova Jugoslavia: l’ordinamento democratico, la libertà per la classe lavoratrice dì raggrupparsi nelle organizzazioni politiche e professionali, il miglioramento delle condizioni di lavoro e delle tegis’azione spelate', ia democratizza-zio-e cooperativistica, la difesa dei icro’j' n M rito i diretti, a lio-ga-i',T?az'o e d“Uo . *•* ' ti o, ia reaTzzazione della Slovenia, ita e libera, con un suo appagato statale, ecc. Questo fu uri p-og-prama di lotta, d elsa pe- la liberazione lei popolo ■'» e-o sulla cui base il P.C. Sloveno pio' il ilo ed o-ganizzò t-tto il popolo ta-ndolo alla vittoria nella lotta di ritardo alia vittoria nella lotta di li-be-azione nazionale ed oggi ai successi nell’edificazione socialista. Il col. Stanatoli dal gen. Win'erton Il comandante della VUJA, col. Miloš Stamatovič, accompagnato dal Consigliere della VUJA France Perovšek, ha fatto visita mercoledì sco so al gen. Winter ton. comandante del G M. della zona angloamericana del T.L.T., aria sede del suo Quartier Generale in Trieste, intrattenendosi a cordiale colloquio per circa un’ora. Altre località A Portoiroisie 59 compagni della filiale a'radiaicaie ideigli albergatori hanno d-aito 1.243 ore «fi lavoro volontà,rio. A Raire-zag», c Girne pu-rie a Por-toi'O1-è stato costituito il comitato coor- \ se, «tentatore -per i festeggiamenti <*el L Maggi» e 2000'diin. sono stati già -racco!« di eointeliibufi volontari, mentre altre 1000 ore -di lavoro volpata-rio vengono -ad aggiungersi alle precedenti. Il 27 IV ed il 27 VII giornate festive In occasione della preparazione alle grandi manifestazioni per tl X. Anniversario dell’O. F., è apparso chiaramente il desiderio di tutta la popolazione del Capodistriano e dei Bui-ese che questa giornata venga dichiarata festiva. Anche i Comitati popolari distrettuali di Capodistria e Buie hanno espresso il desiderio della popolazione in questo senso. Per andare incontro a questi desideri il Comitato Esecutivo del CPCI ha deciso che ii 27 aprile sia giornata festiva pagata per il Capodistr.ano ed il 27 luglio la giornata dell’insurrezione dei Croati del Buiese. La preparazione delle brigate per la Doboj - Banjaluka ITALIANI. SLOVENI E SI TROVERANNO NUOVAMENTE UNITI Si stanno concludendo i preparativi per la formazione delle brigate giovanili che partiranno tra breve per partecipare si lavori della «Ferrovia della Gioventù» Doboj—Banjaluka. Come noto una brigata sarà costituita nel distretto di Capodistria ed un’altra in quello di Buie. Le brigate rimarranno nella R. F. P. J. per il periodo di due mesi e verranno incluse nelle formazioni delle brigate nazionali delle altre regioni. Nel distretto di Capodistria le ade sioni aumentano constantemente. Lo nostra gioventù vuole ancora distinguersi in quest’azione che à ormai una tradizione per tutti i nostri giovani. Italiani, sloveni e croati si ritroveranno ancora uniti in una battaglia per1 il socialismo e cementeranno ancor più i legami di fratellanza fra i nostri popoli. Gli attivi giovanili dimostratisi finora migliori nella ricerca di adesioni sono quelli di Isola con circa una trentina di giovani. Bene si sono dimostrati pure Portórose e P! ramo. Pochi risuitati sono stati ottenuti a Capodistria. Bisogna dire però cne ben poco aiuto è stato prestato agii attivi dell’UGA da parte delle organizzazioni di massa. Tuttavia si può ancora rimediare basta che tutti i compagni rivolgano in quest’ultimo periodo di tempo una maggiore attenzione e cura ai giovani, favorendo ia loro partecipazione aria brigata Ai giovani non mancano ia volontà e l’eriusiansmo. Curiamoci un pò più di loro. m # NOSTRI L’toverno mite da una parte e gli altri fattori quali ad es. i mancati trattamenti invernali e le mancate cure agli alberi fruttiferi, hanno fatto Si che i nostri frutteti sono infestati quest’anno da molti insetti e malattie. Tali parassiti e le malattie decimano i raccolti. Dì fronte a questa dura realtà non possiamo rimanere [inerti. Da frutti coltura nel nostro (.territorio rappresenta, accanto alla Viticoltura ed alla orticoltura, il ramo più importante dell’agricoltura. In altre regioni agrarie più progredite come nell’Alte» Adige, nel-iia Stiri,a„ ecc. la difesa delle piante dai loro innumerevoilii nemici è praticata con sistemi più razionali e con maggior costanza e diligenza. Da noi dobbiamo purtroppo constatare che la maggioranza degli agricoltori trascura dm molti casi anche le cure p.iù elementari nel fruttato dalle quali dipende iil .buon T-aocoito. Ci sono si dei bravi frutticoitori anche nella nostra regione, ma la loro opera nella lotta contro i nemici delle piante è resa vana idall’ln-curia degli altri. Dobbiamo premettere in ogni caso ohe la lotta contro gl; .innumerevoli nemici dèlie piante è vana se non si procede nel lavoro con metodi sistematici organizzandolo bene e se non si controllano i procedimenti icon una assiduità costante. Nessuno deve rimanere escluso da questo lavoro. Facciamo una breve rassegna delle principali malattie e degli insetti dannosi con un accenno ai mezzi di fatta* Anche quest’anno rileviamo nei nostri frutteti come le piccole pere ingrossano e si deformano in un modo anormale. In seguito diventeranno più scure e cadranno dagli alberi. Nell’interna del frutto troveremo dei vermi. Le piccole pere sono state attaccate da un moscerino chiamato «cecidomia delle pere». Il moscerino ha disposto le uoivia nel tìloce. Dalle uove sono nati dei piccoli vermi (torve) che corrodono l’interno dei TUTTA LA CLASSE LAVORATRICE Si PREPARA CON FERVORE IMPONENTE PROGRAMMA GINNICO E CULTURALE IN TUTTE LE NOSTRE LOCALITÀ' Il I. Maggio avrà la sua degna cornice nelle grandi manifesiazioni alle quali parteciperà la totalità del nostro popolo. - 11 27 aprile, X. anniversario del «Fronte di Lib era z i o n|e », solennemente commemorato nel Distretto di Cap odi stri a Buie 30. aprile: alle ore 20, fiaccolata per le vie cittadine, Indi comizio di massa; ore 21, nella saia della casa del Cooperatore inizio di un ricco programma culturale, 1. Maggio: ore 6, sveglia con bande; ore 9, corteo per le principali vie cittadine, sfilata dei reparti dèll’Armata Jugoslava, dej partigiani, dei giovani e degli operai raggruppati nei propri collettivi dj lavoro; ore 10,30 discorsi; ore 14 gare ciclistiche; ore 15, gare motociclistiche con la partecipazijbne di centauri jugoslavi e del circondario. Seguiranno gare di aeromodellismo, di calcio, pallavolo, atletica leggera. Dalle ore 20 in poi, balli e feste popolari. 2. Maggio: Gite a Pola ed alle grotte di Postumia. Ore 20 spettacolo culturale nella casa del cooperatore. Umago 30. aprile: nella serata, fiaccolata, comizi e spettacolo culturale. 1. Maggio: ore S sveglia, indi preparazione per il corteo, partecipazione della unità dell’A. J. di stanza ad Umago; ore 14,30, competizioni sportive varie; ore 20, spettacolo culturale e balli popolari. 2. Maggio: gite a Pola ed a Postumia. Cittanova Fiaccolata e fuochi di gioia nella serata della vigilia. I. Maggio: corteo e comizio in piazza, gare sportive nel pomeriggio. Festa popolare nella serata. Isola 30 aprile: alle orel 19.45 partiranno le fiaccolate dalle basi dell’UAIS per concentrarsi in piazza Garibaldi. Seguiranno i discorsi. Segue poi un ricco programma culturale con la partecipazione dell’orchestra dell’A. J., del complesso fisarmonicisti dj Isola, recitazioni ecc. I. Maggio: Ore 9 inizio della sfilata dei ginnasti; Ore 10 inizio dei saggi ginnici; Ore 14 gare di calcio, incontri di pallacanestro, regate ecc. Alia sera.festa popolare. 2 Maggio: Nella serata programma culturale con la partecipazione dei gruppi filodrammatici italiano e sloveno nonché dell’orchestra cittadina. Capodistria 25 aprile: Riunioni di massa in tutte le basi e imprese. Premiazione dei migliori lavoratori; 26 aprile: alle orel 20, accademia solenne nel Teatro Ristori in onore al X anniversario dell’O. F. 27 aprile: Marcia partigiana. 28 aprile: Programma italiano nel Teatro Ristori. \ 29 aprile: Programma sloveno al Ristori. 30 aprile: Nel pomeriggio riunioni di contadini ed artigiani; Aiid 19 la popolazione si riunirà nelle basi e nelle filiali sindacali; Alle 19.30 ritrovo in piazza Brolo per la fiaccolata che percorrerà le vie e le piazze cittadine. Alle 20.30 sì svolgerà un programma culturale alTaperto. Cori giovanili, recitazioni di massa, complessò mandolinistico, con fuochi artificiali, fuochi sulle rive, illuminazione delle barche. I. Maggio: Alle 6 sveglia con la banda. Alle 9 vari giochi sportivi sui piazzate della nuova pescheria; Alle 11 finali di pallacanestro, pallavolo, ecc; Aiie 11 regata delle barche istriane con la partecipazione anche di Muggia; Alle ore 15 saggio al campo sportivo nonché gare di. atletica leggera; 2 maggio: Alle 9 gare di aereomodeilismo, alle 14 gare motociclistiche (Semedella). Pirano 39. aprile: ore 20, fiaccolata per le vie della città, fuochi d’artificio e fuochi sulle alture della città. I maggio: ore 6, sveglia con la banda cittadina; ore 10, raduno dei manifestanti, ginnasti, sportivi e carri allegorici nel piazzale antistante la Capitaneria del Porto; ore 10,30, Corteo per le vie della città; ore 11, discorso in piazza Tartini; ore. 12, Preparazione dei carri allegorici e saggio de; Vigili del fuoco; m‘ ore 15. Campo sportivo di S. Lucia: grande saggio ginnico; ore 20, Piazza Tartini: concerto vocale istrumentale e recita. Teatro Tartini: ballo popolare!. 2. maggio: ore 10: Competizioni sportive; ore 16: Incontri di pallacanestro, squadre! maschili e femminili. Un'altra opera del piano in via d'ultimazione a Capodistria L’INAUGURAZIONE IN MAGGIO DEL NUOVO MERCATO La nuova costruzione permetterà l’Jaccentr amento n un unico posto delle verdure e del pesce Le massaie dii Ciaipiotdistiniia vedranno L unico mezzo di lotta consiste nel raccogliere e distruggerà le fratta infestate prima che escano le larve. Questo mezzo di lotta potrà essere efficace se alla stessa ‘parteciparanno tutti i frutticoitori e tempestivamente. Questìanno si nota in qualche zqna l’invasione di un’altra specie di temibilissimi insetti che recano gravi danni alle ciliege, alle pere ed alle mele, sono i rinchiti (simili alla «Sigaraia della vite»)). Questi insetti hanno deposto le uova nei piccoli frutti. Le .larve corrodono la polpa, fanno marcire le frutta e queste cadono dagli alberi. Danni ingenti! arrecano al ciliegio làiniahe le larve di urna farfallina (Falesia). Esse rodono le foglie e tutti gli organi verdi, defogliando in certi casi totalmente le piante. L’anno scorso sono state letteralmente spogliate di foglie dalla Tignola del melo moiltlissime piante di melo. Non -sono stati adottati i dovuti provvedimenti e quest’anno si ripete l’Invasione. Contro questi ultimi insetti giova iil trattamento con arseniato di piombo al 0.5 %. I trattamenti devono essere fatti quando ; frutti hanno la grossezza di grossi piselli. Necessita però che iil tratit amenta venga eseguito prima che le larve siano penetrate nei tessuti, quindi è indispensabile che sia praticato in temno utile e poiché non si è proceduto prima della fioritura, bisogna dopo ili primo trattamento ripeterlo una seconda volta. E’ da tener presente che negli ultimi anni si sono ottenuti ottimi risultati contro tutti gli insetti roditori con la polvere D. D. T. che da noi sii trova in commercio setto il .nome dj «Pantaikan.» e «Pepeiin». L’anno scorso p. es. si è manifestata una invasione deiila «Sigaraia della vite» nella zona di Vanganello . e delle pulci degli oriAggi nella Vaile del Quieto. I parassiti sono stati distrutti con il «Pantakan» (fabbri:. Jugoslava). Può darsi che quest’anno si verifichino attacfci della Tignola dell’uva. Contro questo danneggiatore si è dimostrata ottimo mezzo di lotta la polvere «Mentolo» o «Pantaikan»». Contro la «Tignola dell’olivo» si praticano i trattamenti al 0.5 % di arsen,iato di piombo o i trattamenti con Paintakan. Davanti al Tribunale popolare di Piran« è stato celebrato iil processo ooinitno il .«marittl'imioi» ipinainese Bonifacio Lor.einiz» fu Francesco d'ai r ii 54, imputato del .reato dii spaoulaz'one M-ieicita e di sabotaggio economico. E-g.li era accusato dii aver importato clandestinamente dia Trieste a Pirano ben 900 pettini, borse Nylon, portafogli eid occhiali da sole .in notevoli quiaintlità, fluititi oggetti ch’egli pai era riuscito a rivende e a Pirano a prezzi 'nateivtttìmieinte maggiorati, eccettuati 147 pettini da donna ohe giù .furono sequestrati; ai miomianto .del suo ar- .etto. Il Boin'iifaci«, che ha al suo attivo urna «w-jdbrma a 6 -amai dii reclusione per furto ed un’altra a 3 animi per riceittaziicre e ohe è recidivo speeiifco .in cicmitratìbanidi e reati del genere, doipo aver fatto piana confessione delle sue malefatte dunavbe ,-iil pentodo tatrufltari», ha oreidiuito al pubbltcq diibiaitltito dii oabsnitiaire urna ben poco convincente totalìe ammeisiiia,. Egl,; ha voliuibo magiare tutto, limitandosi! a di-chiiainare che f pettini sequestratigli erano stati a luli consegnati da un individuo sconosciuto .che lo aveva pregato di tenerli im. .custodia. Ed egli sai .sarebbe prestato par mera comn'ncenza a fare ciò. ftyd, nè l’as&erita perdita delle sue presto realliizizaito uin loto vecchio de-, slider,io e cioè di nuovo mancato cittadino ohe nel prossimo mese di maggio verrà aperto, alleviando la loro fatta giornaliera. La costruzione che non potrà que-st’aono veniilr iccimpletata com le taccate esitarne, previste in pietra naturate, si ipnepenta uiguiai'imente bene e dà al paissamlte la sensazione dii trovarsi davanti a una casa nuova, nel senso anchi'.tettoinico creativo. La sua fórma dii calvario ha dato modo àill’ar-cliiitei’ito di' .rlìaawiarie lun’aimirtia ansa a,n-tist,ritte, oh,e ipcih-à soddisfare le .esigenze dei mercato e che, -s'stanata ed abbellita con pisni® e fila li, rappresenterà una a'mpaiTaaa' slttiuzicile es.teittea, Qon ciò la .cittadina dii Oapadiistriia * viene' r'citèvo’meints ai sUechiùa ed il famoso angolo dii Semsideflna, uno dei punti! peggio:'' della città, viene ad avere una definttiivia sistemazione, nei isuo punto più limipioritan.te. Giova, a tale pronosilo, riico date la buona volontà diimoirtrata dai membri delle frittili g'iridàpa’ii dei Cernitati Popola,ri Cìroondaniale e Distrettuali, che, due er ni or sirilo, tiarr« littiznato e portato a termine, con il lavorio volontario, la costruzione del giardino che oggii viene a trovarsi a' destra del mercato. Il giardino è di modesta architettura, ma par -Gancidr.stniia, che tanto sioariseigigia di verde, raippreisenta •un .aibbelffl'meinito. Altrettanto giova riioordiare ohe alll’iilmiaio deli lavori Per ila cCirtnu:zinnie del mercato, c'ena chi affermava ohe, avendo .la cittadina v’is-p"to rer secoli senza un muretto, poteva anche ora Rimanere così. Ragionando (in tale modo, sarebbe logico non avere nè rumarli d’,automobili, immagini mnemoniche, mè la stari,ella dello .scanicsciuto casualmente incontrato par istrada, scino r.iluscjite a far brecidia presso li giudici popolari, i quali, aderendo In pieino alla richiesta del raripreseintanèe la P.A. corno. Gioì ina, hanno ccimdanniato il Bonifacio a 9 mesi di lavoro obbligàitoi.io ■con ,l|a .resit; tìziictme .delia libertà -per-solaine, n.erahè alila .confisca delia merce irò giudiziale sequestro. L’eisemplare 'condaininia. di. questo con. somalo isipeniiliatore ha avuto i-1 pieno consenso dell popolo lavoratane dì Pirano, dove il Bonifacio era ben conosciuto quale individuo dedito all’ozio e ad affari ben .paco onesti. Del resto i.l Bonifacio stesso al dibattimento ha cioinifessate di .aver lavorato, dal iskrno della liberazione a questa parte, soltanto durante um p,e-rioigo dii tre mesi in tutto .presso l’Im-,presa aitteldi.ua di costruzioni, laddove il rimari ente del temino lo aveva* occupatio vivendo di' iriipù egihii poco puliti e dei guadagni reatiazaiti dalla maglile quale santa. La magistratura ipopoiane di Pirano, con .la condanna inflitta al Bonifacio, ha forniitto una volta di ip’ù la prova càmlesisa scappila tutelare gli interessi del mostro pan,alo lavoratore, colpendo «n i giiuistli rigami delia legge tutti coloro ohe, sfruttando .la,particolarie si- re mediai, nè scuote e così di seguito, perché, animi adidiiiebro, (butto questo non «tena, «ppuire .ili mondo andava avanti egualmente. Ritornando sullltongamenito, cercheremo di spiegare conte l’architétto ha disposto le cose nièlil’iiniteirinò del mercato. Il cembro idei mancato verjrà diviso fa " due padiigliiahli, uno agSbttó alla vendita del pesce e l'altro a quella della carine, tultti e due arredati con un criterio moderino ed igienico af-fìiimclhiè passano soddisfare la diibtìadi-ihianmà. NjSfealia destra verrà invece sistemata la -vendita ideile frutta ed ortaggi. Ci saranno pure le rivendite deille cooperative che l'n questo caso nflvKiatmo uim’rlmrcntiähza particolare, ipe-chè saranno dii icialmliere ai prezzi. Nell’ala isto istra travierà iposto un,a river ditta per il latte ed un negozio cT1 fieni che sarà Tunica della cittadina. Non è da escludere che, in seguito, venga sistemato pure un negozio dii .commeistiibil.i, E’ prevista iimoUtre la costruzione dii un,a abitazione per il custode. Come detto, Iil miuovio mercato rientra nel pragnaimimia delle opere delle quali la nostra cittadina abbisogna. Sono trascorsi .soltanto due mesi da che è stata aperta la .nuova scuola eid a-vremio presto melle liimmedliiate vioi-,pance rieii mercato il muovo albergo e ■riigtiorante, che offrirà agli ospiti un caniven,lenite sc@giorn.io. Molte opere ■seno state già piantate a termine lo scorso .animo, ma abbiamo un problema, (già (trattato mia man definito, ri cui dovremo riparlare, cioè quelli,o della lavanderia meociamiloa con ammessa tin- to,ad me laconicmiioa venuta a debermi-mansi 'nella noistra zoima ,im conseguenza die'ila .guerra, cercano dii conseguire uff,il'. aconicim'ici aproporzttoniaiti lin- danno ■ idagii Inite-iassi popolani. In quesiti .ultimi starni, il Giudizio 'DfetneMuiafje del .Popolo di Buie, ha processato e iccn.daininaito un gruppo di picchi contadi,mi, .i quali si erano dedilaatti, alila spiaculazionie illecita, effettuai idio ililieigsTtriiienitè ,11 commercio al-Tàngiroasio di bovinli. dosi Giiordiaino MiarusisiiOj, da Marus-,sliioi ha effettuato l.a compravendita ds 10 capi di besii.iamie, guadagnando in >tal modo imgamti somme. Anche Spitz Oaträio, da Caricatore, a-vevià seguito l’esempiio del Marussici, .realizzando ' con Ja coiqipiraven^i’ta di 20 '■ cara, di 'beeSame un .profitto di circa 60.000 datarli. Ad analogo facile -eri raddithzilo mestiere si era dedicato pure Servolo Marussici. Durante Jo svolg-'merato dei processo gM TOP,ubati hanno ammesso i fatti loro attribuiti e sono stati condannati Giordano MarussilcT a - 2 rh.esj di lavoro obbligatario e 5.000 dinari di multa; ,lo Spitz a 25.000 diinari di ammenda ed il Servolo Marussidi a 18.000 dinari di pena .nieconiia l'ra. Gli liimpiubatii non hauinio piresantato ri.u^.jo. to J,a e pùllitara chiimiioa, in,anche quello del bagno pubhticw che porterebbero, ,ni6n solo alla poipalaztome dii Cap odi istrila; ma .pure a quella delle frazioni uni grande varitaggio. Ih lavoro dei CONSIGLI OPERAI Sin dalle prime riunioni dei Consigli operai, il fatto più importante emerso; è stato i’intereissamento dei membri nel trattare problemi relativi al ciclo produttivo del proprio collettivo di lavoro. Pure essendo, per così dire, alle prime armi, i lavoratori hanno sviluppato le discussioni su basi così ampie e concrete che un risultato più lusinghiero non era da aspettarsi. A dire il vero, se da un lato questo primo esito è stato positivo ed ha dimostrato la coscienza 0 la maturità dei nostri operai, da un altro lato è risultato che in futuro bisognerà evita-re che troppi problemi vengano posti simultaneamente in discussione e che lè riunioni dei Consigli si limitino invece a trattare i casi più urgenti in modo da passare ad un a’tro problema soltanto dovlo la completa soluzione del precedente. Si eviterà così di creare confusioni nella discussione e l’accumulo di un lavoro che non potrà essere portato a termine, data la limitata esperienza dei nostri lavoratori. Va da se quindi che uno degl} indirizzi fondamentali nel lavoro di un Consiglio Operaio sarà Ia giusta scelta dei compiti più urgenti da risolvere e l’applicazione di un sistema organizzato di discussione. La prova dèlia giustezza di una tale fórma di attività viene fornita dal Cons’g'ìo delia fabbrica di cotto ex Nardone che, nella sua prima riunione — dopo aver valutato le possibilità produttive della fabbrica — ha maggiorato il piano di produzione per il 1951 di 60.000 mattoni. Pure nell’altra nostra fabbrica di cotto, «Ruda» dj Bändel, il Consiglio, dopo un’ampia discussione, ha proposto la costruzione di due nuovi torn; per la cottura dei mattoni. Tale ampliamento de!!a capacità produttiva del collettivo, pur non richiedendo altro personate. aumenterà del 30 % il prodotto finito. Questi esempi significativi sono una fonte di esperienza per glj altri col-Ictti-i che devono mettersi sulla medesima strada dei nostri lavoratori della ex Nardone e della Ruda che, già dall’inizio hanno saputo trarre dal loro Consiglio Operaio le possibilità) ' insito nel nu|ovo organismo. Per sviluppare al massimo le possi-hi' tà e le capacità dei membri dei “Consigli operai in rapporto alle loro nuove funzioni direttive, l’organizzazione sindacale dovrebbe quanto prima istituire nelle nostre cittadine dei corsi di economia, di commercio e di contabilità. Tali corsi eleveranno tecnicamente i nostri lavoratori e faranno compiere ai Consigli operai un altro grande passo verso la completa abilitazione richiesta dalla nostra società. Carattere locale dei festeggiamenti In tatto Al cÉlrooimdario, fervono i pneipianaittvii per i fceiteggiiaimenti d.e,l-l’mmijnieinite I iMaigglio. Le organizza,z,io, mi dii miaisisia haininio svolto £in. questo senso un Interns,a aigiiltattmie fra la popialaaiianie lavoratrice che festeggia ,11 I Maggio inellT insegna della lotta per la pace, e della lotta per ili soci a-.listaio. I festeggiamenti, cointrar,iiaim,e,nte agii animi scorisi moiri avranno carattere dii-istreòtuale, mia sii svolger,amato in ogni città ed in ogni paese. I coirmiitafi co-joridimaitariì, costiituiiiti già da tempo presso ile ariganilzzaBilonii dii massa, hiaimno già elaborato' urna sèrie di vasti programmi artistico ciuiituir.'alii. Anche le .storicità ,eid i diriooM spartivi avirapimo modo queist’iammo dii presentare .alle mostne masse lavoratrici i successi e progressi conseguiti nel-l’ieducaziioine ifiiislioa e melilo sport. I callettiivli di lavano di tutto il (crncaradanio gareggiamo per festeggiare iln urna oorinilce più d'eigina la festa Inteirmaiziianiale dei. lavoratori. Gìor-misfimmte vangamo fatte «enitmaiia di ore di lavorio d’assalito. Così gli addetti all’Impresa Goimmiencfiale dii U-miag.0 haninio dato cliinoa 1000 ore volicin-tauiiie, ili collettivo di lavono del’Ar-riigotnli-di Umago 350 ore- per la pro-kT rtlane, glli »panali dell’impresa di oortìrui7iìotnie latra - Edi'lilt hain.no dato oltre 2.000 ore eoe. Gli operali dii varie imprese di costruzione Si isoinio limlpeigniati di u,!,timare per il I Maggi.» ,i lavorìi di costruzione di varie opere; 'ad es. quelli dieili’Iistra di Umago la oostruziione delila grande oanttnia vino, gli operai della Progresso di Buie la «jastfnzione del garage delila Premet e del bagno pubblico. Gli operai, della Vodogirad-fiija, a loro volita , hanno deciso dii ultimare lia irate di canali par lMrri-©aizliione dei primo tratto della valle da’ Quieto e così via. Nel frattempo sorgano quà e là archi ■d. itriiionfo. Striscioni con. scritte inneggianti ,al I Magato apna cn» su’le strade, nei coliiebti.v.i di lavoro ecc. Gli esercenti .ahbellliiscano le vetrine d? ’loro negozi ecc. Oasi il miostro pero!» si prepara a ■festeggiare il I Maggio. # G. /. C. P. per il lo Maggio L’apprciirimansi del I Maggio ha messo in a',.).villa tutte le sezioni dei dircoM lit,aliami di Cultura del nos.tr» Circondari» i quali si preparano a .parteicivjare a,Me maniifiescazicnr cine si danannio per quella data. Ancona una volita vedremo italiani, sloveni e croati umiti a. festeggiane il I Maggio che segna una ccnia idei.-etvoiie tappa nel oam-mimo di .toltiti noli. Il C.I.C.P. di Cia-;pod stria rappresenterà par Toocasio-■n,e, 11 28 laprile uno spetta.oo.lo che metterà alTioparia, ,alcune tra Ile più attive sezioni: lia fiifioidr.ammatica, che darà «Lumie di iSitìllla», alito unico di Pttianideìllo, ,la miainidoli’in’fiitica Che, .per la .prJmia volta sii esibirà in puto-ibliico con quaflcihe pezzo fa,eitle, -e la mrisical« che offriiirà alto spettatore, oltre ad alleluimi assoli- al ■ pianoforte, anche .pezzi id’oipeira per sopran® e tenore. E la sera ded I Maggio, in tPriazza Tito, :ill O incoio di Capadii&triia, :a,'tt, nandlosj a quello sloveno, presenterà .il coro misto e il quartetto mandolin list ileo. Anche il Ciircalo Italiano di Cultura di Isola sta preparando uh programma vastiBsiimo che coimiuraniderà gfte inel Ciiraonidairi» e .nella Jugoslavia sociaSnta, una raippresentaziome con l’atto umico di iRirainldslIo «La Morsa»» e alcuni .pezzi per Cisarmoimica; sono prevfilte pure -tticume gare tra. le quali queilla di sarchi. E cosi via toltiti gilii altri Circo,li con iprcigr,amimi p,iù o meno vasti, c'ia-scirno seiccnido le sue ipoSSiibi'lfità, La colialbionaziione sarà um’atbria dim-ostra-Ztoine che nel nostro Oinaoindariì» gli Italiani si senitlano pliù che mai af-frateFiati, icon, gli ai,oven,! e che con essi collaiborano a dispetto di tutti «too che vonnetìbeiro II ciomitrario, PREGIUDICATO CONDANNATO A PIRANO PER SPECULAZIONE E SABOTAGGIO Nonostante una poco convincente amnesia a certo Bonifacio Lorenzo viene comminata una pena di 9 mesi di lavoro obbligatorio. Gruppo di ricchi contadini condannati a Buie anche per speculazione. U° MAGGDO Anche questo anno la nostra grande festa sarà degnamente celebrata passato V Dall’alto in hrsso: Giovairi studentesse prc mero speciale. Esercizio di pionieri. La gioventù dì Capodistria za Tito durante ie manifestazioni ginniche dell’altr’anno. I Maggio 1950 allo stadio di Capodistria. La sfilata dei ginnasti. Una selva dì vessilli sportivi precede ij corteo dei ginnasti, Nel X anniversario ì_ ir ìs: sa Mal Sotto la guida del Partito Comunista il 27 aprile 1941 nella Slovenia vennero get-, tate le basi per un movi- mento compatto di tutte le forze sane contro I' occupaiore lllllllllllllllllilllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllUllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllMllmilllllllllllllllltilllllll Una grande figura di italiano Antonio Gramsci * Celebrando il decimo anniversario deila fondazione dell’O. F., il nostro pensiero spontaneamente si rivolge al passato ed i ricordi ci portano nel cuore d’una terra occupata, soggetta alle più crudeli brutalità ed infamie dello spietato nemico che voleva far sparire dall’orbita terrestre tutti i popoli piccoli, non riconoscendo loro il diritto di vivere, celebrando la storica data del 27 aprile ,ci sentiamo ancora più vicini ai popoli della Jugoslavia allora occupata dai nazifascisti, ci sentiamo uniti da un legame indissolubile ai popoli che si ribellarono e che con la dura e cruenta lotta contro l’occupatore — alla quale diedero Un profondo contenuto sociale — vinsero il nemico, liberando nello stesso tempo il proprio paese dai nemici e dagli sfruttatori interni. Sotto la guida del Partito comunista, il 27 aprile 1941 nella Slovenia vennero gettate le basi per un movimento compatto di tutte le forze sane della popolazione contro l’occupa-tore che minacciava la libertà e la vita di tutto il popolo. L’OF divenne presto una forte organizzazione, penetrando nei diversi strati delle pia larghe masse popolari. . Già con i primi tentativi di ribel-una forte ripercussione anche in Istria. Benché l’Istria fosse rimasta per decenni sotto la dominazione dell’o-diato regime che tendeva al potenziamento dell'odio nazionale seminando discordia e disgregazione, la popolazione si mantenne compatta e pronta a lottare per i diritti che poteva concederle soltanto un regime migliore. Già con primi tentativi di ribel lione alla tirannide fascista nell’immediato dopoguerra, si ebbero le prove delia stretta collaborazione e solidarietà fra gli antifascisti sloveni, croati ed italiani. Questa solidarietà e collaborazione si impose anche alla base della lotta comune di liberazione. La scintilla si sviluppò in fiamma e nella selva di Planik, nell’Istria meridionale, venne formato il primo groppo partigiano. Già nel maggio del 1942 vennero costituiti i primi comitati deli’OF a Gabrovizza, a Šmarje, a lapparlo ed a Cesari. Mentre le armate alleate avanzavano ed' il nemico subiva sconfitte su tutti i fronti, in tutti i paesi oppressi dell’Europa si sviluppavano i movimenti di liberazione, che rodevano nell’interno l’apparato nazifascista. Anche, il popolo dell’Istria diede il suo contributo, schierandosi a fianco dei popoli jugoslavi, che in questa lotta avevano già grandi meriti ed espe-ienza. La notizia dell’incondizionata capitolazione dell'Italia non ha colto di sorpresa il nostro popolo. Nel settembre del 1943 l’Istria ha mostrato il svo vero volto. Nell’intervallo di pochi giorni vennero distrutti tutti i resti del fascismo e fu eliminato il vecchio potere. Le canzoni di lotta echeggiavano da un villaggio ali’al- come messaggi di salvezza. I a sorte di Hitler, con la perdita dèi sno migliore alleato, era ormai segnata. Ciò nonostante i tedeschi facevano ancora sentire la propria forza ed il nostro popolo comprese che non era anello il momento di formarsi vane illusioni, ma che neces-si ova sfruttare la situazione di disorientamento causato dalla resa dell’esercito italiano per armarsi e mobilitare tutte le forze democratiche per la vittoria finale. II corrotto ed infame apparato fascista s’era sfasciato ed aveva preso la parola il popolo, che, dopo decenni di schiavitù, ha voluto festeggiare questo grande avvenimento. Le piazzo delle nostre cittadine e le strade dei nost-j villaggi, affol'ate di giovani e vecchi, presi da un’indiscrivibile entusiasmo, ci offrivano l’aspetto della tanto sospirata fine di un’epoca di terrore e di schiavitù. Nel frattem-zo passavano per ie strade principali lunghe colonne di soldati dell ormai d'sciolto esercito italiano. Erano disarmati e vestivano laceri panni, sui loro visi stanchi sì leggeva l’ansia di raggiungere la propria casa. In mezzo a nues'a folla, di più o meno innocenti supers'iti di una guerra non V* In’», Si nascondevano non pochi cri-m’ncli fascisti che marciavano a capo chino per sottrarsi alla giustizia dei pon-to al quale tanti mali avevano incerto. Questi avvenimenti incutevano ter ro-e ai carabinieri, ai fascisti ed ai Icro f-utori ne! nostro territorio che pnn avevano cessato di far pesare il pr-orio potere neppure negli ultimi istanti del loro dominio, perseguitante i n-in'iori fig’i del nostro popolo, j em sì vennero colti di sorpresa rimanendo disarmati nelle mani del popolo che per troppo tempo aveva dovuto subire le loro prepotenze. cui non conosceva i carabinieri di Maresego con il bestiale brigadiere? E la combricola di Monte con il brigadiere Lo Brutto che si permetteva di bastonare e maltrattare la gente che inavvertitamente non lo salutava per strada? Ma allora tutto era finito per loro. I vecchi spietati e crudeli padroni dovevano andarsene. Nei nostri villaggi si realizzava la mobilitazione spontanea di giovani e vecchi che, raccolte le armi del disciolto esercito italiano, andavano a raggiungere le unità partigiane. Al comando del primo battaglione, che sj trovava a Movraž, accorrevano sempre nuovi gruppi di volontari armati. Da questi gruppi vennero formose nuove compagnie, che venivano inviate ad assediare le cittadine dove, con l’otto settembre, lo stato di cose non era cambiato ed il potere era ancora nelle mani dei fascisti. Nelle famose carceri di Capodistria gemevano ancora centinaia di detenuti politici. Il 25 settembre si presentò a Movraž l’antifascista capodistriano Luglio Renato che era stato liberato proprio in quei giorni dal carcere. Egli precisò il numero degli antifascisti ansiosi della libertà e descrisse la situazione nelle carceri. In un attimo le fac-cie dei compagni assunsero un aspetto senio e deciso: bisognava andare a Capodistria per spezzare le sbarre delle carceri che da secoli incutevano terrore alle popolazioni dei dintorni. Pochi minuti dopo veniva inviato al comando brigata a Pinguente il corriere che fece ritorno la sera stessa, portando l’approvazione da tutti attesa. Durante la notte il battaglione si mosse nella direzione di Maresego, da dove sì poteva benissimo scongere il presidio nemico. E mentre il comandante ed il commissario erano impegnati nella elaborazione del piano d’attacco, alcune formazioni si diressero verso Isola e Pirano. All’arrivo dei partigiani ac »sola la cittadina tu tutta in festa. Gli isolani uscirono in piazza, dove, uniti al gruppo dei partigiani, manifestavano l’unione e la fratellanza fra » popoli. Dalla folla si levò la voce di un vecchio antifascista isolano che parlando in nome della popolazione italiana di Isola, offri la solidarietà con i partigiani sloveni nella lotta contro il comune nemico. I fascisti capodistriani, consci della situazione, non opposero resistenza. Ad uno ad uno tentarono di scagionarsi delie proprie malefatte. Ma non c’era tempo da perdere con essi. Il battaglione si diresse verso le carceri ed il gran portone di ferro venne spalancato in un sol attimo. La liberazione dei carcerati di Capodistria fu un avvenimento che non sarà dimenticato da chi vi ha partecipato. Nell’istante in cui venne aperta la grande porta ed uscirono gli infelici, nell’istante in cui mise piede a Capodistria il primo gruppo di partigiani cadde anche la prima pietra dr, quell’orribile gigantesco casamento poi completamente demolito da' potere popolare dopo la liberazione. * il Nel periodo precedente l’occupazio ne di Capodistria da parte dei tedeschi, vennero anche quj poste le basi di ciò che nei dintorni già da lungo tempo era realtà, a Capodistria si passò ai preparativi per le elezioni dei primo comitato di liberazione nazionale. I più attivi e laboriosi furono i compagni Steffè Emilio. Luglio Rena'to ed altri antifascisti. Il popolo istriano celebrava la più grande dèlie sue vittorie. I tedeschi avevano trattenuto a Trieste l’armata di Rommel che dall’Africa era diretta al fronte russo e mandarono quel- le orde contro le unità partigiane in Istria. Alle porte della nostra penisola si presentarono ^divisioni nazifa-stiste. Ma l’offensiva ^tedesca falli miseramente e le unità partigiane rimasero intatte, il loro mordente d’attacco aumentò addiritùra nel corso dell’offensiva come pure l’afflusso di forze sempre nuove. I tedeschi, dopo aver seminato strage ed aver calpestato tutta la nostra regione hanno dovuto ritirarsi senza aver vinto nè domato il popolo istriano. O. S. Ricorre iil Mesimo anniversario della morite di Antonio Gramsci. Il nostro pensiero tornando a lui, torna agli animi disila dotta accanita che l’avan-guardiia della classe operaia Italiana impegnò per porre urna chiara alternativa rivoluzionaria alla crisi borghese e alia ’ nascente barbarie fascista. Il mostrò pensiero torna alle aspre "lottò della classe lavoratrice italian a nello : scorso dopoguerra, e al-l’impuLso. ehevcdalla cittadella rivolu-z,i ornar taj idi Torino sii : trasmetteva per tutta la Penisola, attraverso i,l gior naie dj combattimento d Gramsci: rOirdine Nuovo. In quegli anni n nem-i-cor da copibattere e da vincere era il sorgente fascismo e dall’altra parte la potente, ma nello stesso tempo debele, social-democrazia, sulla direzione traditrice della quale ricade la responsabilità del fallimento del movimento operaio italiano nell’altro dopoguerra. Il carattere: riyoluzioinarcio della lotta che si svolgeva allora Imponeva una strategia rivoluzionaria e la realizzazione dell’unità proletaria, attor-ino a parole e ad uno prospettiva politica dii classe, chiare e precise: da questa esigenza nacque nei 1921 a Livorno M Partito Comunista d’Italia, il Cui fondatore, la cui anima e la cui prima guida fu Antonio Gramsci. Alle .lotte condotte dal Partito Comunista. d’Italia negli anni dal 1921 . al 1926 sono strettamente legati il nonne e la maggio,re attività1:' di Gramscii, quale dirigente rivoluzionario della alasse lavoratrice italiana. La su,a atì.ivlità, li Buoi - ipse^na-memtli, le stesse prospettive da Gramsci indicate non appartengono ■ solo al passato ma anche e soprattutto ai presente: esse sono più attuili c”e mai nelle condizioni sipeci- Un data che dovrebbe far meditare gli attuali dirigenti del P C.I. IL 25 APRILE 1945 IL POPOLO ITALIANO insorgeva contro i reparti fascisti Oggi a 6 anni di distanza questa data è ricordata in una atmosfera che permette si possano condannare come criminali comuni i partigiani Tra ili pomeriggio del 24 e la mattina del 25 aprile 1945 ili popolo italiano, com alla teista ila classe operaia ,iin-soirigavia vitboirilosaimeinite contro l’occu-p-■tci le naizi iota e centro 1 residui dei renanti falsatati, L’,alba dei '25 ggrtta con eludeva viiitto-riosamentsv. la lotita condotta per lunghi anni daH’ajvainguiardra democratica dei lavoratori' e dii tutto ii popolo dell'Jt&Ba centro la dliitit,at,una---fascista ,e centro Ja, guerra scatenata dal fasciamo 'iirtaraazionale. Il mipvtopnto di!- resistenza italiano — i culi iprfim'i iniuicHeij, furono organ,iz-zaltii nel .1938 — con l|o scoppio dalla iguemria non tardò ad estendersi in tutti i centri operali italiani!, malgrado i duri colpi imifieiritii dalla polizia di Mus. isoiriinii. I,x mattllnio dell dieai maggio 1942 ■veiniiivaro fei-iniBitll nella Città umiiversii-ltari,a- di Roma i prima mainifestiinii •amöfascifeti, .esontainti la gioventù dell’Ateneo alila ilotta-comitato il fascismo, per la pace. Ili coitela di .Mazzio del 25 luglio 1943 apne iniuovie pnosrettnve al Movimento antiifiBisiciista. L’rniziiatwa-reale e la (direzione politica-dei Paese, consegnata mlelle mani del Maresciallo Ba-dog'Tio, il divieto posto da quest’ul-timio alla rliicasitiituzioinie dei Partiti am. titoeetati, ],ai «geenna continua» rivelarono però, sim dia a,li-ora, ,1’linsuff iicien-za ipollìtiipa della Direzione del Movimento deimoicriatiico aintiifsacista. - Dopo l’otto isatteimibrie 1943, mem-tre viene versato il primo sangue ,i-taliiaino niella lotta cambra iTtocieuip atone stramllero e .11 suo servo fascista, la piante più cosciente dei lavoratori àtaliiaini argiamiizza weile città, nelle campagne e stij manti italiani, i primi .muidlei di quiel movimento generale dii inesistenza ohe doveva.divemiire in seguito uno dei più imponenti rell’Eu-roipia. H. icottolo ttaltomo è isahter-ato compatto da quel momento accanto' agli erti «si poraij delta- Juigastei «, della Francia, della Norvegia, del Belgio, della Polomila melila lotta contro il -cernirne nemico: LI fascismo. Iniziava, con to' sci,opero generale di --Milano deli’Oittabne 1943, l’iepapea gloriosa delila g,uerir;a di Liberazione, che, malgrado le difficoltà obiettive e i duri ie spiatati colpi' deli nazisti, si condì deva vittarliiosaimieinite ' ill 25 aprite 1945. Il pliù ohe ventennale comniublio fra la grossa borigfiasiia , industri ale ad agraria 'italiana e il fascismo, la stessa origine sociale e politica di questo, davano alla guarirà dp Liberazione un carattere poilitìoo >e sociale ben, defiinliito, ohe laprlivia per Al pro-, letamiiaito italiano prospettive- ben più ampie delila sconfitta militare delle forze naziste e fasci'ist e. Queste erano abiietdivtamrobe Tasprasstane militare e ila forza rapireissiva del nemico di classe: la borghesia imperialistica na-ziicnsùe, Questo ara, li nemico ohe il -©FOleitartaitp dall’Italia settentrionale Ar-ton-disva- colpire. Questa prospettiva generale della . dotta, condotta dag.lp operai ,e dai contadini poveri del Nord Italia, è espressa nelle ultime parole dell giovane studente Cecco Cucimi elio, caduto a Milano la mattina del 25 aprile: «Compagni: non piangete per me. lo sono fiero di aver dato la mia vita perchè su butte le fabbriche italiane -persa sventolane la bandiera rossa dei socialismo». Mentre nell’IitaiKia settentrionale gli operali difendevano lie officine, mentre li grassi 'ilndustriiiaiM si rifugiavano negli alberghi svizzeri, dopo aver inviato 'il toro denaro presso le bianche èstere, i dlirligénbi del Partito Comiumii-st'a liitaliano creavano, con la loro po-drtiùa'.qpipofituniiistiiaa. dii itriadiiimento, le ccrrTiiicni che ccniseriTncino pot alila borghesia italiana di rifarsi una verginità rioi l’ij-ica -e ali «roasg industriali fuigiasahi dii ,ri',tannare tranquillamente 'melila peniisola per riprendere possesso delle faihbriiCihe, sulle quali i ■lavoratori avevamo posto una ipoteca sattasoriitba con lil saio i fiolio dei compagni migliori. La -oliasse borghese della Penisola, icihe aveva dato vita al faaciìsmio, potè così sopravvivere a questo e micoiniquiiatare fintar amen te, con la cicimiplliiaità della direzione co-minjforaniisba, le posliizl'mi pendute durante la lotta di Liberazione, dopo ■aver dato un clamoroso esempio di essere ormai- stancamente incapace di difendere gli interassi della caHatti» diità. Oggi, a set arami Si distanza della vittoriosa Insurrezione popolare del 25 aprile, questa data è nicordata nel quadro della irtiicastituita burocrazia ufficiale dello sitato borghese, Un una atmosfera Che nulla ha dj. popolare e idi sr-orbaii e», in oanldiizioni sociali e iROIIitlicihe itali da permettere che si possano condannare come criminali i iparitiigiiainiì per le azioni belgiche compiute durante la Lotta popolare, e tali da 'cosbrlinigere 1,a classe lavorate :ce italiana ad urna strenua difesa delle ocimqufate democratiche raggiunte sùbito -dopo la filme della guerra di Liberala ionie. Questi: -s-cimo i rieiultatli concreti deir racipliiaazioiwe pratim della teoria stalinista, secando la qiuiailie non è canèe-plfclile -una r-ivoluaicime soloiallsita senza il actìidetto aiuto dalil’ieserciibo russo. ,E* la stessa teoria ini base alla quale la costa buroanaitlica del Or,ambino tenta -oggi di negane agnii carattere so-ißikiiata ideila -riivipluzlioinie popolane jugoslava, rpeincibè portata vlVjtoriiCisamori-te. a camttimanito d!3j soli papali jugoslavi, canteo i presunti fira-bernl consigli: di Mosca. Malgrado il -triadi'imanito dalla direzione ocimilnifici. mlata, -U -p.ro.leitari-ato italiano va r.iaicqù stendo oggi lo coscienza del proprio ruolo rivciluziona-riio, atonicamente progressista. Gli ideali niel nome diai quali decine di migliaia di lavoratori e di mi-ilitianrtii sono caduti, gli stessi ideali che furano alila -base deU’.lmsurrezio-ine popolare de] 25 -apnile, tormeranna ,ad animare il Movimento demo-or attico pccolare italiano. Renzo Franchi fiche delia situazione italiana di -òggi, caratterizzata dallo spostamento della grossa borghesia capitalistica su posizioni sempre più nettamente reažip-narie, e dalTopportumsmo e dal fra dimento dej dirigenti dei Partiti riigigiioritahi detta classe iavorälfii-ce. Il 31 luglio 1922, alla' viigi'ia delio sciopero ceneràio dell’agosto. T-ultima gra'nde manifestazione di classe del proletariato ttaliano, prima Sella mai-eia fascista ' su Roma, mentre' la socii-al-d'emoiòraziia 'continuava à", giostrarsi -nelle sué manovfe pnr’amen-tari, non sapendo interpretare] il veto senso della ■ lotta che ! si Svolgeva nel Paese, Gramsci cosi ammoniva dal suo giornalé: tiLfe ' vicende della '«'Is* parlamentare non debbono far diitrten-tioare agii operai e ai contadini di tutta l’Italia che il problema . Òèlla loro difesa è un problema di’ lòtta e di combattimento. Guai se essi 'ponessero la minima .speranza nelle ' risorse diella politica di compromesso e dietoigiliessiero lo sguardio dalla via della lotta d: classe.» 1 • fYS’ La lotta che Gramsci condusse allora contro l’opportunismo dici capi soci-al-ideimioiaratioi si identifica con ia lotta che 'in cionidiiziioni nuove si sviluppa oggii, su imiziativa di un grup-po sempre più largo di militanti della classe operaia italiana, contro il tradimento dei ' dirigenti comlnformisti della vicina Penisola. La nuova avanguardia della classe lavoratrice che si 1 va forimiando ih Italia ritorna a Grani,sci come alila fonte prima di un insegnamento deformato e In definitiva diiisipnezzato ®a‘glì epigoni, nella misura in cui, l’isti riti via coscienza di u,n numero sempre più grande di militanti comunisti .ai ribella alla folija' della pratica politica imposta dalla casta burocratica del Cremlino, • delia quale diviene ogni giorno più evidente Verigin« eantro-rivoltMluna-ria. L’attuale corso politico della direzione co-miinformisita italiana è Ira-■posto dalle esAgeinizé della politica imperialistica di Mosca, a'ia quale vengono sacrificate le condizioni obiettive per l’ulteriore sviluppo del socialismo néi mondo. Già Gramsci nell’ottobre 1926, in una lettera inviata ai dirigenti sovietici, così -si esprimeva: «Voi sitate distruggendo l’opera vostra, voi degradate e correte il rischio di. annullare la funzione dirigente che il Partito Comunista della Russia aveva conquistato per l’impulso di Lenin. Ci pare che la passione violenta delle questioni russe vii faccia perdere d, vista gl-i aspetti internazionali delie stesse questioni russe, vi faccia d menticare che i vostri doveri di militanti .tinsi possono e debbono essere adern-piloti solo nel quadro degli interessi dei proletariato intemazionaie.» Gramsci non ha mali pensato ad una direzione politica della classe lavoratrtce italiana legata alla politica imperialistica di uno stato: straniero. L’imdipendenza e l’autonomia del moviLmemtoi operaio di un détei-Miiniaitie Palese, soinio per Gramsci ; rón-d zlomi fondamentali per l’ulteriore sviluppo della lotta dello stesso movimento operaio. Il ristabilimento di queste condizioni è oggi il compito della • parte più cosciente del proletariato italiano. E’ ormai un fatto storico •indiscutibile che i-a continuità delle gloriose tradizioni rlwv-oiluzionariie della classe Lavoratrice italiana può essere garantita solo da una nuova àvan-iguiairdia marxista, il ou-i compitò è -d1 ricondurre il proletariato sulla 'a maestra della rivoluzione sooiallste fondamentale alternativa contenuta nella prospettiva indicata da Antonio Gramsci ai -lavoratori italiani. m: ' ..............iiigftii I ' 8 SETTEMBRE A CAPODISTRIA ; (racconto partigiano) ; La mattina dell’8 settembre 1943 trovò Marco sullo spiazzo davanti alle carceri la faccia rivolta verso l’abbagliante sole, con gli occhi socchiusi per l’improvviso chiarore che feriva le palpebre abituate per dei mesi soltanto ai buio. Egli fece qualche passo incerto, si voltò ancora una volta a guardare il portone rimasto spalancato, alzò gli occhi verso le finistre con ie inferriate e fu tentato di tornare dentro di nuovo per chiedere la ragione di quella sua inspiegabile uscita. Poi, pentito, affrettò il passo e, cercando di attraversare la strada inosservato, si avviò verso casa sua. Anche se la sua testa era rasata e il suo abito tradiva la sua provenienza. nessuno badava a lui. Marco invece, pur con la testa bassa, osservava tuttj e vedeva visi a'iegr1 ma stupiti, mani che strappavano dall’occhiello della giacca i distintivi. E sentiva voci liete intorno a sè. Anch’egli era contento. A casa sua c'erano soltanto j due bambini che, quando lo videro, gli corsero incontro, chiamandolo festosamente, Marco gli abbracciò e, senza perder tetmno, indossò il suo vecchio vestito e, gettando un ultimo sguardo ai due piccoli che s’e-ano rimessi a giocare, scappò lesto. Riuscì a passare le porte delia Muda senza che nrss--o v Intere'".?-- di lui. Voleva raggiungere le formazioni dei partigiani e sperava di potercela fare anche se si sentiva molto debole. Pbrtava ai piedi un paio di scarpe di gomma, seinza calze: ed i suoi piedi, stretti come in una morsa: gli bruciavano quali carboni accesi. Durante la strada, Marco pensava. Pensava a quei poveri disgraziati che erano rimasti in carcere, per molti dei quali le origini d'elle proprie disgrazie erano identiche alle sue. Ricordava. Era il 1 maggio di quello stesso anno quando egli, assieme ad altri compagni, aveva lanciato per le vie le caserme e Itì abitazioni fasciste di Capodistria i primi volantini contro il fascismo. Ed erano passati pochi giorni quando egli, per la forzata confessane di uno de; suoi più giovani compagni, venne arrestato e rinchiuso nelle carceri di Capodistria. Furono quattro mesi di sofferenze. Ed ora si trovava libero, padrone di ricominciare da capo, a dispetto di tutti i suoi nemici. Dopo un lungo peregrinare e sempre col riflesso di tutto ciò giunse nelle vicinanze di Pinguente e si sciti contento. Non 11U poteva più dalla stanchezza e dalla fame. Ma qui lo aspettava un’altea sorpresa. Al comando di una voce «Stoj, bratein egli si fermò e senza poter dare alcuna spiegazione, venne preso e condotto in una cantina dove al-t i prigionieri stavano d stesi per terra. Marco li osservò. Le loro facce non gli piacevano. Erano brutte facce che guardavano Ma-co con indifferenza. Forsò qualcuno con odio. Uno dì essi glj chiese: «Dove t’hanno preso, camerata?» Marco comprese e non rispose. Quei prigionieri erano fascisti ed flgl* pure era stato scambiato per uno di loro. Non potè sopportare questa idea e quando la sentinella si avvie rò a la "orta deila cantina, fu con un u-io che protestò chiedendo di essere interrogato. Venne riconosciuto e liberato. Anzi si fidarono tanto di lui che gli espressero ia loro intenzione di liberare anche gli al- tri prigionieri che languivano ancora ndlle carceri di Capodistria. E Ma co, fei c£ di quésto. ì ’carico partì e tornò nella sua città. Non sarebbe stata una cosa tanto facile, ma valeva la pena dj tentare. G unto alle porte dellà Muda, passò davanti alla miliz a fascista col capotto sulle spalle ed il mitra sotto l'ascella. Non gli badarono. , Prima ancora di recarsi a casa per salutare la moglie ed i bimbi, andò in cerca di alcuni compagni che sapeva pronti ad aiutarlo nell’audace im-> e?!« Ne trovò quattto. Quanto gli bastava. Si armarono di mitra e si avviarono verso le carceri. Mentre uno di essi si appostava dalla parte del Belvedere e uno dalla parte di Via Santorio, Marco assi' m ai quarto compagno, si faceva aprire il portone delle carceri. Senza badare aito stupore dei guardiano, Marco disse: «Siamo venuti a liberare i prigionieri. Lasciaci passare!). E, vedendo che l’altro non osava credere alle sue parole, aggiunse: «Se non ci lasci passare tra '’re- e * «n-o »d-ai «' vigere i duemila partigiani che stanno arrivando dalla Stazione». Il guardiano, a scanso di ogni responsabilità, j mandò dal dteettore. Questi si trovava in un ufficio dove, bend In most a, spiccava un grande ritratto di MussoVni Ma-'o ripetè la richiesta già fatta al guardiano: e il direttore, c-ede-do di salvare la situazione, chlei-so mezz’ora di tempo per dec'dece. I due compagni accettarono la dilazione. Prima d’uscire, Marco staccò il r- ad-e e con disprezzo lo calpestò coi tacchi. Il direttore non fece un gesto, non disse una parola. » » » La mezz’ora passò. Marco rito-nò. Il dteettore non sapeva ancora decidersi; poi, di fronte alia minaccia, alzò le spalle e lasciò fare. E la liberazione dei carcerati elbbe inizio. Con quanta ansia, con quale gioia le facce stupite dei detenuti si sporgevano chiedendo, interrogando, e con quale incredulità le mani stringevano le inferriate quasi a volerle spezzare per uscire più presto! Occhi arsi daila febbre, facce emaciate dal dolore, dai patimenti, mani indurite dai faticosi lavori, E qualcuno incominciava a minacciare prima di uscire, a promettere di vendicarsi subito dei patimenti sofferti, ma Marco impose l’ordine e la disciplina. E i carcerati diventarono tantj a-gnell : uscirono senza scompiglio dalle buie e umide celle, si incolonnarono per uno e attesero che a ciascuno di essi venisse riconsegnato quello che al momento dell'arresto era stato loro preso. E quando finalmente poterono uscire, si d spersero in un lampo verso la campagna. Marco e gli altri compagni, quando ie celie furono tutte: vuote, procedettero all’esportazione di tutto il bot-t no di guerra: macchine e materiale ebe in grandiss ma quantità si trovava nello stabilimento. I camions, partirono numerosi fuori dalie porte di Capodistria portando il prezioso carico in posti dove sarebbe stato molto più utile e avrebbe fruttato assai di più. Marco stava dando un ultimo sguardo nell’interno delle carceri, quando senti un urlo: «Arrivano j tedeschi». Egli corse a una delle tante finestre che davano sul mare e vide approdare quattro zattere1 zeppe di soldati tedeschi. Si precipitò in strada, Sj imba-cò in urto dei camions e partì. L’impresa era stata ardua. Ma Marco aveva la soddisfazione di aver liberato tantj esseri umani, vittime delia soc'età. P’tto i i p’edi sui camion che si allontanala. egli fissava la sua città che addava scomparendo alia sua v’sta. I nazifasc'slj ivi ora spadroneggiavano ma quando Marco, volgendosi, gettò uno sguardo sui compagni e vide im-p essa su'le loro dure faccie una volontà indomabile una nuova e più ardente fiamma al’mentò la sua certezza in un prossimo domani. La rabbia nazi-fascista si sfo ga sulle case degli antifascisti "■Sgl • •; Eioj della libertà mietuti dai piombo fascista QUALE SQUADRA SI FREGIERÀ' DELLO SCUDETTO DI CAMPIONE? DOPO RESTANO LE PARTITE DI DOMENICA IN LIZZA ARRIGONI, MONTEBELLO E PIRANO Arrigoni - S. Giusto 6-1 (2-1) Pur vincendo con un Vistoso l'Arrigoni non convince il suo risultato pubblico Quale la formazione per venerdì 27 corr. mese ? Arrigöni — S. Giusto 6:1 (2:1) AftRIGONI: Pugliese, Corbatto, UI-cigrai, Sorgo, LOrenzutti, Depase, Budine, Bologna, Degrassi, Marchesan, oriini. S. GIUSTO: Favaron. Ravasini, Vatta, Bonazza, Thiene, Campagnolo, Brajko, Urbani, Bole, Villatore, Bor-toluzzi. AftBITRO: Suplina di Capodistria. Segnalinee: Mazzucàtto e Pertotti. MARCATORI: al 23’ Marchesan, al 38’ Bole, al 44’ Orlici nei primo temilo. Al 10' Orlini, ai 20’ Bologna, al 25’ Marchesan, al 40’ Bologna nel secóndo tempo. Note: Tèmpo sereno, torte vento che ha ostacolato specialmente nel primo tempo ie azioni. Cale; d’angolo 11—3 in favore dell’ Arrigoni, Là partita previo consenso dej rispettivi capitami, è stata arbitrata da Sitpliiia, in sostituzione dell’arbitro ufficiale non giunto per cause di . forza maggiore. Spettatori 1000 circa. Risultato già scontato in partenza quello della partita »locata domenica fra FArrigoni ed ji S. Giuste per le finali di calcio del nostro Territorio, che stanno diventando di giornata in giornata più interessanti. La squadra dell' Arrigoni porci, nonostante i’indlscutibile e vistosa vittoria, non ci ha punto convinta Nel primo tempo infatti abbiamo visto un’Armgoni abulico, privo di idee chiare, con un’attacco che non ingranava e viveva più .sulle azioni dei singoli ohe sul gioco di squadra. Anche i reparti arret ati però non hanno rèso nei 'imiti delle loro possibilità. Certi «buchi» di Ulcigrai e 'LorenziÉf.i non ce li sappiamo proprio spiegare. Buon per 'oro che avevano in linea Corbatto, il quale veemenza a parte, entrava sempre deciso ed a colpo sicuro, rompendo Cosi tutte lie azioni avversarie, che avrebbero potuto dare seri disi laceri alla squadra locale. Gli isolani si sono ritrovati nel secondo tempo ed hanno condotto certe azioni davvero travolgenti, ubriacando gli avversari, che hanno ceduto di schianto, senza tentare la sia pur minima reazione. Ben poco ói bimane da dire sulla squadra del S. Giusto, de'la quale tutti, tranne Coatta t Fato, due elementi più che ottimi, hanno offerto una prova meno che mediocre. Dopo questa vittoria Arrigoni si trtìva a quota 5 insieme :on il Pirano, Si trova cioè sempre io lizza per [’aggiudicazione deTarnb.1 scudetto. Ma per aggiudicarselo dovrà dare qualche ritocco afa formazione, perchè quella di domenica non c; sembra all’altézza di potersi opporre al forte undici piiranese. Venerdì 27., dopo l’tacontro di cartello Pirano—Arrigoni, potremo sicuramente già prevedere chi sarà il vincitore del campionato, perchè jl Montebello, seppure si trovi in testa alla classifica, non cì sembra il più temibile aspirante, dato che nell’ultima giornata dovrà recarsi a Isola, dove difficilmente uscirà imbattuto. Diamo óra Uno sguardo :r punti più salienti della partita LV.rrigon; parte subito allatta ciò, ma per la poca coesione e te ir. eccitazione dei propri attaccanti non riesce a concludere che al 2S con Marchesan, e ciò più per merito della difesa avversaria che ha sbagliato grossolanamente l’ihtervento, dardo così modo alla mezz’ala isolana di segnare senza alcuna difficoltà. Dopo questa re-. te il S. Giusto' ha un trevi: periodo di riscossa e già al 31’ sbaglia con Fato una occasione d’oro. Al 38’ segna il pareggio su calcio d'angolo. Tira Fato alto, riprende di («sta Bole che gira in rete fra le stupore degli isolani. I rossi ripartono aU’attraćco e verso lo scadere del tempo ristabiliscono le diälanze con Orlini, che segna dopo aver ricevuto la sfer, su rimessa laterale. II secondo tempo vede l’Arrigon! lanciato. Al 10’ è di nuovo Orlini che su azione personale segna il terzo punto. Al 20’ è la volta di Bologna. che segna su passaggio di Orlini. Gli isolan, ottengono altri due punti al 25’ con Marchesan ed al 40’ con Bologna. .. L’arbitraggio di Suplina ci è parso troppo tollerante, sebbene durante la partita non sì siano riscontrati incidenti di sorta. Simultanea di scacchi In onore alla gara del 1 Maggio1, si è svolto a Buie giovedì sera 19 c. m. nella sede del Circolo Sportivo di Buie una simultanea di scacchi alla quale hanno partecipato 14 .giovani dei Circolo SporDvo contro si;l noto scacchista buiese Buselic, il 'quale ha vinto trédici partite ed una persa. li vincitore di questa partita è stato il compagno: Agerir-'s Mario il quale dimostra un, grande interessamento per il gioco degli scacchi. I favoriti Zigante e Manzin hanno perduto per i primi, mentre il pioniere Degrassi ha voluto partecipare anche lui alla simultànea. tra simultanea ha duralo mezzo. 3 ore e P, U, Campionato ragazzi Incontri del giorne 22 aprile c. a. Partizan — Stella Rossa 1 : 1 U:0>. Marcatori: al 13’ I t. Blaschic, al IS’ II t. Bonetti. Hiaiduk — Dinamo 4 • 1 (2:1). Marcatori: al 23’ I t. Bonetti, al 15' II t. Macovaz, al 24’ II t. Hrvatin, al 26’ II t. DegrassI. La classifica dopo la quarta giornata: 1. Haiduk 4 3 6 1 8 3 6 2. Partizan 4 2 1 1 3 5 5 3. Stella Rossa 4 12 16 3 4 4. Dinamo 4 0 1 3 3 9 1 Domenica 22 corr; alle ore 9, hanno avuto luogo allo Stadio Cittadi no dii Capodistria le prove di selezione degli atleti del TLT, ht vista dei prossimo incontro triangolare di atletica leggera che opporrà' le squadre dii Pola, Fiume e del TLT in occasione dei festeggiamenti indetti per 11 Primo Maggio. Malgrado il fòrte vento, che ha ostacolato -gli atleti impegnati nelle varie specialità, si sono registrati idèi tèmpi buoni nella velclcità, e otti-mie misure nei lanci e salti. Ecco i tempi e le misure registrate: Corsa piana metri 100: 1. Ravalico, Piran® in 12,1; 2. Olivieri, Capodi. in 12,1; 3. Gianolla, Buie in 12,4; 4. Norbedo, Aurora, in 12,8; 5. Suban, 1 in 13. Corsa piana metri 400: 1. Olivieri, Capad. ,i.n 57,6; 2. Fiumi, Pirano, in 58,4, 3. Giano1 ri, in 1,6 un quinto. Corsa p. metti 800: 1. Zudek, TS, in 2,13; 2. Viđali, Pirano, in 2,16. Ccrsa p. metri 3000: 1. Mikus, Partizan, in 10,37,6; 2. Klavora, idem, in 10,38,2; 3. Antonini, Buie, in 10,38,2. Lancio del giawelotto: 1. Gianolla, metri 41,10; 2. Pitaeco, met. 34; 3. Turina, met. 33; 4. Olivieri, met. 32; 5. Agarinis, met. 30. Salto in lungo: 1. Olivieri metri 5,40; 2. Zetto, met. 5,25: 3. Ferlan, met, 5,15; 4. carini, met. 5. Lancio del meso: 1. Trani, Pirano, metri 9,70; 2. Coirsi, met. 8,94; ?. Agarinis, Buie, met. 8,50. I RISULTATI Montebello - Pirano 2-1 Arrigoni - S. Giusto 6_1 LA CLASSIFICA Montebello punti 6; Pirano e Arrigoni p. 5; S. Giusto 0. LE PROSSIME GARE Pirano - Arrigoni (27 aprile) S. Giusto - Montebello (29 aprile) TECNICA POPOL ARE PROGRAMMA DELIE MANIFESTAZIONI INDETTE PER IL I. MAGGIO CAPODISTRIA 30 aprile: Nel pomeriggio arrivo delia regata istriana alla quale parteti pano ottanta imbarcazioni di Fiume, Pola e Capodistira. I. Maggio: Capodistrìa, ore 11, riunione velica quadrangolare, con la partecipazione di imbarcazioni di Pola, Fiume, Capodistria e Muggm 2 Maggio: Capodistria’ alle ore 9, sui campo sportivo, gare dì aeromodelli'. Alle ore 14, sul classico circuito di Semedella, gare mjotocìclistiche riservate a tutte le categorie. Parteciperanno centauri dei TLT ed j migliori della Slovenia e Croazia ISOLA: 1. Maggio: ore 15 riunibne velica triangolare; ord 16 gare di kajaks (sandolini) PIRANO: I Maggio: ore 11 gare di kajaks. In serata apertura della mostra dei fotoamatori della tecnica popolare. MONTEBELLO - PIRANO 2:1 (0:1) RISULTATO CHE NON FA UNA GRINZA ____ r ___ BREVE INVASIONE DEL CAMPO SEDATA AL 33 min MONTEBELLO: Piisicihiutta, Trefoiz, Giberna, Sanata, Cannai, Covacci, Cablale, Feiliuga, Cambi, Belli, Morselli. PIRANO: Daiprehto, Rosso, Stocca, Contento, Grigio, Arganitiin, Da.pr.etto, TaigHiapletra, Fonda, Fiumi e Deperii aridi. ARBITRO: Bukavec di Traeste. Se-• gnaliin.ee 'Premolim e Scherliavaii. MARCATORI: al 25 Fonda del I. tempo, al 12’ Belili ed al 15’ Com.b.i della ripresa. NOTE: La piarti!,tia è stata ostacolata da un 'forte vento. Al 33’ della ripresa breve iruvaskme del campo, tempest ivami&nite sedata. Calici d'angolo: 4 a 2 in favore idei Montebello. Sempre più avvincente il torneo« COPPA ISTRIA» Quando ingrana il rullo RAPP. DI CAPODISTRIA - MEDULIN 6-0 Risultato che non ammette discussioni IJarenzo - Fabbricatabacchì 5-9 Rövigno - Pirano 4-2 Buie - Pola II i„i Capodistria - Meduiin 6-0 Uijanik - Pisino 3-1 La classifica vede in testa il Buie, Pola II e Rovigno con punti 5, segue! Capodistria con punti 4 ecc. Abbiamo ammirata una squadra nuova in fatto di qualità, una squadra che, per il momento, è dif fidile a definire nel gioco e nei temperam, nto, poiché è ancora runa squadra «imballata» come le auto ai primi chilometri. Diventerà potente? Ne ha tutte le possibilità, purché riesca a fondere il sue gioco e a togliersi J; dosso la preoccupazione di vincere, badando invece a fare del.vero gioco: i goal verranno da se e saranno soddisfazioni per tutti, giocatori e ’fifotii: • Pur giocando domenica jn forim-az'. ne inedita e con ùn vento forte, che ha impedito l’esatto controllo della palla, la •squadra ha dimostrato buon tempcrartréhto- specialmente qll’attac co, ove Schiavon e Valenti nonché Zetto si sono subito ritrovati, in special modo nella seconda parte facendo perdere ja bussola con le loro puntate veloci e impetuose, agli sbalorditi ospiti. Alle loro spalle, una, mediana attenta e manovrièra ed il blocco difensivo, potente e sbrigativo. Nell’assieme, dunque, un undici da elogiare in blocco. Il Meduiin, inferiore pier tecnica, ha supplito nel primi 45 a questa deficienza con l’entusiiasmo ed 11 cuore, ha dovuto crollare nella seconda parte, quando gli è mancato l’ausilio del vento. •Eccoci ora alle fasi del gioco: Inizio fulmineo dej capodistriani, i quali con stretti passàggi si portano in area avversaria, e Schiavon, avuti la palla per ultimo, si libera del suo angelo e fila verso la rete, ma 4’prbltroj credendo di ravvisare il, fuori gioco, farma l’azione, che altrimenti si sarebbe conclusa in rete. — Qualche contrattacco dei rossi del' Meduiin, poi i capodistriamt tornano a premere, ed al 13 è ancora Sohìa-vom che, ricevuta la sfera da Valenti, con un tiro preciso, infila sotto la traversa. Scottati, -gli espiti .tentano -'disperatamente- di arrivare nei pressi di Dobrigna, ma la robusta difesa, imperniata su, Perini e Santln, sventa e fa naufragare ogni pericolo. — Attacchi e cointrattaochi si susseguane a catena, ma non mutano il risultalo fino allo scadere del 45 minuti. La, musica nella ripresa assume un tono tutto differente, anche perchè ora i bianchi giocano ini favore di vento e Schiavon, raccolto un passaggio di Sabadin, Mila da due passi. Gli ospiti hanno un risveglio di fiamma, ma Partnzan, Tuf’ririovta, Stradi ed i terzini re spingo no- con facilità e lanciano ,i propri avanti con lunghi passaggi, tanto ohe al 21 è Zetto che sfrutta uno sbaglio 'dii Sabadin ed insacca alla sua maniera. Passano appena due minuti, e Nereo in particolare giornata, fulmina il suo terzo pallone alle s-pàllie dell’es-terrefatto guardiano avversario. L’attacco .istriano era ha trovata la , giusta carburazione e marcia a pieno regime, mettendo in difficoltà terzini mediani e portiere avversari, eie finiscono per perder? compieta-monte il controllo delia palla (e della te '.a) ed al 30, dopo umazione ubbriacante condotta da Valenti se gnano àncora, con Zetto, che aveva raccolto un rimando del portière, su precedente fucilata dello stesso Valenti. I minuti trascorrono: e la pressione dei capodiatriani non acccenna a diminuire e dopo diverse occasioni mancate per troppa precipitazione, è Sabadin, che segna da distanza ravvicinata la sua rete, ultima e sesta della serie. A pochi minuti dalla fine sono anche ; mediani ohe tentano la via del goal, ma il tempo scade _ed il direttore di gara pone fine fra gli applausi della folla a questa bella partita giocata dalla squadra del cuore, cuore. ririj Le due squadre sono scese in cam po belle seguenti formazioni: Capodistria: Dobrigna, Perini, Sno tin, Stradi, Paréitzan, Tùrcinovic, Sabadin, Valenti, Fantini, Zetto, Schiavi». Meduiin: Lorenzin, Grini, Cucon, Pozzic, Zuppic, Rovnik, Doric, Pa-strovicchio, Cerniak, Radoscevic, Cuka. * 11 ; j Arbitro: Kotnik di Poia. Segnalinee: Carboni di Isola e Divo dj Capodistria. AMO La partita è ormai- oomiotea ed il risultato ai sembra giusto, nonostante ile proteste dii qualche tifoso troppo acceso, che non sa darsi pace quando la squadra dei cuore perde. Il Rimano dunque, dome1 l’Arriigo-iitili otto 'Stomi plühn», ha lasciiiato i due panniti li® quel dii Qpiiicinia, e con ciò pure liil iprìmo posto in classifica, met .quale si è .’installato il Montebello, cihe dovrà però sudare - le famose setto ciami:,eie pier mantenerlo Simla alila fine. Le iposisiibiiltà del Pirano non. -scino pe.r nulla men ornate, . anzi, se ossoriviiiamo lil calendario delle due riimameti gii,armiate, ai trova iin leggero vantaggio rispetto ù diretti avversarli, Araiigcnii e Montebello, 1 quali, inell’ulitiimia gi,orinata, dovranno vedersela fina, taro. , ,i See ondo noi, il c ampliato dovrebbe esserne 'appannaggio del Pirano, seguito ad iuna e, rispettivagneinte a due lunghezze, dal Montebello e dall’Arri-igorni, seimiprecihè, ìniaitiuralmatite, vinca ffiinicoinliro iahe: lo apporrà venerdì -alla squadra. isolaraia. La- partita, won priva -di scorrettezze ie itiirra'Xisis'im'a iper tutta la sua durata, ha riasiisitirato pure un episodio disgustoso con la tenta ta i n vaisi one del campo, sedata parò immediataÉiein-ée. I, super accesii. tifosi dovrebbero 'capine, che, con, slim® manifestazioni aniiispoiritiive non causano altro che 'diaininjo alla pinoipri/a squadra. La ijSàintìiita, dal punto dii vista spettacolare, non è sitata bella, .anche perchè ostacolata .da un fonte vento per tutte lia sua durata. Nel primo tempo ili Pirano, giocando con iil vanto a favore, h.a regi- strato urna leggera superiorità, che gli avrebbe fruttato idi più se (j. suoi attaccanti avessero avuto il iplede più centrato. Malte 'sona state le occasioni favorevoli, tutte però sistematicamente sbagliate dai troppo nervosi ■attaccata!,- fra i quali Si è messo, in tace il solo Baionetta, sempre insidioso e combattivo. Nei secondo tempo, la fiaonomia del-l’iin.oomitiro oaunfoliiava. Erano ì MontebeJ-linri che .assumevano le redimii dell’im-■coniiro, faceindo% via via più insidiosi con ,le loro veloci puntate, che si sono earner etate, coin due reti, le quali avrebbero potuto essere anche di Più, se a guardila dalla rete non ci fasse ‘Sjiato il. bravo Dapretto, che ha parato il (paratole. Malgrado la propria superiorità, i ■piiriawesi dovevano aspettane finto al 25’ per segnane con Fonda, il quale, venuto in 'possesso della palla in urna maschia, trovava lo spiiir aglio necessario per sp,adirila fin rete, provocando le proteste degli avversari per, un ,presunto fuori gliaco, che noi non abbiamo visto. Nella ripresa, il Montebello perveniva al .pareggio ,al 12’, direttamente isiu cateto dìi punizione dal limite deil’arfea, ohe veinivia realizzato da Belli. Tre miiiniuitii. dopo la rete della vittoria: passaggio di Fel.liugia a Beili, il quale, a sua volta, serve in profondità Gambi, -che iinsafcca al volo, renide.nido vano il disperato tuffo di Diapreitto. T piiriain,ei% si riprendevamo ned finale, mia tutte le loro azioni venivamo sventiate diadla decisa difesa avversaria. Ottimi piazzamenti dei nostri ciclisti a Lubiana Gardos primo nei dilettanti II cat. :• Tamaro secondo negli allievi - POLA li 1-1 Rapp. Buie: Bortolin, Petoeelli, Radl-slovic, Prodan, Vukovič, P&tieca, Va-Scoitto, Saule, Pianella, Smillovic, Sain. Pola II: Puniš, Dakin, Dodič, Tesko-vic, Potres,si, Klabot, Donda, Grezia-ni, Sardelin, Santic, Petnic. Marcatori: Saintic al 7 del I t. su uiiiiiniiiiiiiiiHiiiHiiiHiiiiiiniiHtiniiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiuiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiniiiiiiiiiiiiimiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiimiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiirnnnnmriminim (liiiiiiiiiiiinitiiiiniiniiiiiiiiiiiMiiiiiituiiiiiiiiiimiiiiHiiiiiiiniiuiiiiiiiiiiiRiniiiiiniiiimnniifmliiiiitiKiiiiiiiiiiiuiiiiiiiiiiiiiii ATTUALITÀ INTERNAZIONALI APPELLO DEL POPOLO SPAGNOLO Gli nomini liberi si opporranno a patteggiamenti con Franco Il terrore franchista non potrà soffocare nel popolo spagnolo l'amore per la libertà Il piano quinquennale rumeno .... \ DIMINUITA DEL 50 pere. LA PRODUZIONE PETROLIFERA Defenestrati vari ministri PARIGI — Precisamente nel momento im on; i dicco1,i reazionari dell’Oc-cidente, rtnicciraiglgiiati idiaìl iritonr.® a Madrid dei delle missicir.ii di- •plcmaithche di diversi paesi, in.teinsi-ficavain® ila toro campagna in favore aeill’amimiEsiiOinie .delih' Spagma di Franco nel sistema millitiare occìdan-taie, il i carpiata spagnolo ha parlato senza equlivcidi cina lo selcifero del proleitariiiaito di Bariceìiana, o, più e-sattamente, ctoia l’azione del popolo di Barcellona. P.iù eloquentemente che qualunque altro fatto, questi avvéniménti sono etati eira ismer.ttta definitiva alle favole ohe sii raccontavano 4n certi circoli sulla soKidità del regime di Granico ;e sulla -sua poss'br.rità dj. ccn-tribuire materi a, Imente alla difesa dei paesi Oiceiidentelli iin caso dii una eventuale aggressione. ' Infatti 'perchè uno sciopero si veri-fichi in un paese fascista bisogna che ivi Tiagnil um màicoiniterito estremo e che es’sta la volontà popolare di mostrare al mondo che, malgrado il terrore, lo spirito di resistenza nion è distrùtto e che il popolo è pronto a darò lo sua vita ser la libertà e la sal«E€Tito un patto con Fran- co in®n .rtnfoir.zer'sbbe f ipassi. che pu-fcsccDO l’aviEorpro eanicluiso, ma si atti re-rabibe contro questi paesi rodio di tutto 'il popolo spagnolo che verrebbe »pùnto melile braccia di quelle forze cornitTO le quali ài patto sarebbe stato Cioncliusio. Il sangue ha nuovamente bagnato le vie dii Barcellona, ove attualmente 50 irrj'.la ipciTriktei e sotUteiìt EVCi’go-no un -'Oomtiiniuo servizio d; vigilanza. Navi, da guerra presidianio il porto e le prigicnii rteiwgtte.no dj combattenti per la libertà. Tuttavia il terrore franchista non potrà soffocare nel popelo spiàginelo Tamlixe iper la libertà. Neil .mondo, gM awenimeirati di Bar-ceìlcna e ]l3 .rapreiailicne che ,ne è seguita, hanno rafforzato ancor più la volontà dagli uomi'nl U miinistro del-lTrlJiuotrna Alimentare sono stati alloh-tamaèi dai -loro posti -.peinchè il loro ocmirlito non vemiva sviOlto secando i dettami, sovietici. I diiiri'gemti inumerai e la stampa di Buciareot harano riiCiOraoGCÜiuto che la è! tu Stime dall’iiniduistria petroliera è molto cattiva. La siituaziiionej del resto, mera è miigffiare inè netlTradustria del cafib'craB, raè in quella. dell’Ali-ihóhiSSIcn», nè .ira quella della Com-.m’sflspae ipel l’Aiiquiìato dei prodotti aigriccCi e vegetali. •Ma la 'pesatore è, senza discussioni, quella di'eU’Iiniduistiria Petrolifera che è Jia più iimpcntarate dj tutte le vh-ötülrta rumeine. La 'prciduizScraie di prima della guerra’ ohe aveva raggiùnto un maissimo ;