ANNO XXII. Capodistria, 1 Aprile 1888. N. 7. LA PROVINCIA DELL'ISTRIA Esce il 1° ed il 16 d'ogni mei». ASSOCIAZIONE per un anno fior. 8; semestre e quadrimestre in proporzione. — Gli abbonamenti si ricevono presso La Sedazione. Articoli comunicati d'interesse generale si stampano grv tantamente. — Lettere e denaro franco alla Redazione. — Ui numero separato soldi 15. — Pagamenti anticipati. Dal Protocollo del Governo provvisorio dell' Istria dell'anno 1799. SPOGLI DI G. V. (Continuazione vedi numero 4 e seguenti). Anagrafe. "N.o 2786 — 18 Luglio. Si dirà a tutti gì' Offlzi di Sanità della Pro: vincia, che essendo necessario che la dimostrazione de' nati e morti di questa Provincia risulti precisamente chiara e distinta, onde la confusione delle indicazioni o l'inesattezza dell'epoche non portino la conseguenza di non poter avere un nitido e dettagliato riscontro, si è risolto questo Governo, in cui dell' autorità del S.pmo Tribunale alla Sanità di Venezia fu concentrata tutta la direzione dell' argòinento, di prescrivere un' unità di metodo che osservato scrupolosamente da rispettivi Dipartimenti sarà capace d'incontrare pienamente 1' oggetto. Che intanto volendosi avere un riscontro dettagliato di tutti i nati e morti dal p.mo Gennaro 1797, sempre di sei mesi in sei mesi, fino a tutto Giugno decorso, di ciascun Dipartimento e Territorio respettivo, si precettano essi Offizi d'intimare a cadauno de'Parrochi, o a qualunque altro occorresse, di dovere entro il periodo di giorni 15 dell'intimazione, presentare cinque fedi, ogni una delle quali comprenda un semestre di tutti li nati e morti nelle solite distinzioni del loro sesso e delle loro età, cioè la prima che principia dal p.mo Gennaro 1797 fino a tutto Giugno: la 2.da dal p.mo Luglio fino a tutto Decembre: la 8.a dal p.mo Gennaro 1798 fino a tutto Giugno: la quarta pai p.mo Luglio fino a tutto Decembre; e la quinta del pano Gennaro 1779 fino a tutto Giugno, sicché vi siano cinque fedi, ognuna delle quali comprenda un semestre successivo all' altro delli tre anni 1797 -98 — 99. — Che avute tali fedi, formino essi Offizi cinque tabelle per sorte conformi in tutto e per tutto agl'esemplari che gli rimettono e le rassegnino tosto a questo Governo unindovi pur anco le fedi pred.e che già saranno state presentate dalli Parrochi per li dovuti confronti ed esami. E che con questo metodo quale non dovrà essere minimamente alterato, e per la cui osservanza saranno sempre chiamati responsabili essi Offizi, si ddvrà progredire dal pano del cor. Luglio fino a tutto Xbre .venturo, e così successivamente di sei mesi in sei mesi, al di cui oggetto si tratterranno sempre presso di se il rimessogli esemplare, sulla di cui modula si dovrà marcare il risultato delle fedi che ogni semestre capiteranno dai rispettivi Parrochi, quali fedi egualmente dovranno essere rassegnate "1 Requisizioni francesi. N. 3658 _D.a 31 Agosto, p.to d.o "Questo Tribunale di Seconda Istanza rassegna il foglio dimostrante le summe esatte per conto delle Requisizioni francesi sia da quando s' attivavano in Trieste, e le fatte disposizioni del dinaro ') Qui troviamo la seguente nota: „Si comunicherà al S.pmo Tribunale della Sanità di Venezia il tenore della Circolare pred.a e gli si rifletterà che si renderebbe necessario un maggior numero di que fogli a stampa già inoltrati con la sua Nota 19 Giugno p.o p.o, mentre confrontandoli colli 30 Dipartimenti di questa Provincia e con i loro respettivi Territori, portano il risultato di 60 fogli per cadaun Semestre e per ciò quelli già pervenuti non pos sono bastare dovendoli impiegare anche per li cinque semestri già •scorsi, che tanti appunto ne sono del Gennaro 1797 al Giugno decorso dell'anno corrente.„ ritratto dalle Comunità ripartitamente tassate nella Provincia, e connota quali® che sono ancora mancanti del proprio contingente; non che del soldo esistente nelle casse medesime." Il medico Andrea Giuliani. „N.o 4010 — D.a 11, pr.o 24 Sett.e S. E. Ministro di Conf.a e Commisto, GLle Plenipotenziario B.ne di Thugut ordina tutta la vigilanza per far seguire P arresto di certo Dottor Andrea Giuli-ani Istriano- era Medico- a Costantinopoli,, oca per adesione ai principi Francesi esiliato da tutti li Sti- della Porta», al caso inai ritornasse nella sua Patria, e riuscendo tosto di farlo tradurre sotto buona scorta in Venezia. „') (Continua) Interrotta per più ragioni la pubblicazione di alcuni documenti intorno al Seminario di Capodistria, che avevamo impresa fino dal 16 novembre 1875 n. 22 di questo periodico e proseguita nei successivi n. 23 e 24 del 1875 ed 1, 21 3, 5», 8, 9, 11, 12, 17, 22 e 23 dell'anno 1876 — diamo ora seguito alla serie degli altri documenti che ci furono cortesemente comunicati, sicuri di far cosa gradita a colioroi che s'interessano della patria storia. Ecco, senz' altro, i documenti intorno al Seminario o Collegio ii Capodistria (Carte 20) A dì 29 Decembre 1675 Congregato il Maggior Conseglio nella sala ordinaria del Palazzo Pretorio a suon di Campana, e voce Preconia, in cui compresa la persona di Sua Eccellenza iuteruennero Consiglieri numero cento e tré, e furono ballottate le sottoscritte Parti. Hauendo il Signor Dio, et il Preucipe essauditi i Voti di questa Patria fatti in più tempi per la fondanone di un collegio in ammaestramento della gioventù, e concesso in una sola grazia un numero infinito de beni ; altro non manca, per godere l'effetto delle diuine e Publiche misericordie, se non la fabrica dove liabbino rieouero la Virtù, Casa, e Scola, i Maestri, et i studenti; Et essendo necessaria qualche summa di danaro per cominciare la fabrica medesima. Vada parte posta, etc, che la Carica di Capitanio de'Schiaui con ogni suo salario, utile, emolumento, giuris- ') Codesto dottor Giuliani è un Cameade per me. So bensì che i Giuliani erano famiglia Capodistriana, della quale uscì quel prode Biagio, il Pietro Micca dell'Istria. So anche dallo Stancovich che un professor Antonio, triestino, viveva ne' primi decenni del nostro secolo, ma del dottore in parola neppure un cenno. E non ft, meraviglie al vedere un istriano aderire ai principii francesi ; poiché, vedete, qui persino nella mia piccola Portole, rammento — ciò lessi nelle carte de' vescovi di Cittanova — che viveva un prete Persico, il quale fu seriamente ripreso dal vescovo Balbi perchè andava vestito alla francese. Il fatto però del dottor Giuliani dovette essere grave, se richiamò 1' attenzione del Ministre. E meriterebbe indagare per saperne qualche cosa di più ; giacché — a parte anche le idee francesi — qui trattasi di un istriano di merito. — dittione, et aggrauio, sia affittata, e deliberata per lo spatio d' anni dodici, da principiarsi doppo, che baueranno terminato li, Ss.i Cau.ri Gavardo, e Fin, à quali è stata concessa, et ciò al più offerente,, e con espressa deliberatone, che non possa concedersi a chi non sia Cittadino di questo Coaseglio, ne con minor summa, che di ducati mille, e che sino all' ingresso della Carica medesima sia contribuito all' aquistante utile in ragione di sei per cento sopra tutto il danaro, che esborsasse, restandjo incaricati i Sigri Sindici di pratticare gl' Incanti, e deliberationi predette, con le forme più proprie in uantaggio della Patria. Ballottata hebbe- Pro- Voti settanta, coatro trenta-tre. fu presa. dieta ai numero di cento. & (iodici. Ogni buon Cittadino è obbligato a contribuire tutto se stesso al serviti'o delta sua Patria, e particolarmente nell' occorrenze, che portano a se stesso, a'suoi Posteri, al Publico, e Privato benefitio, decoro. Vada parte posta, etc, cbe tutti li salarij, et utili degl' Offizij, e Cariche, che suol dispensare questo Maggior Consegli'Qv eccettuato quello del Cassiere à* mobili del Sacro Monte, che s'intenderà tansato ducati uinti, per un sol anno, e quello del Fonticaro delle farine, che douerà per ogni maneggio contribuire ducati uinti cinque, siano, e s'infeudano durante l1 anno prossimo 1676, applicati, et assignati alla fabrica del Seminario, opra tanto proficua, e decorosa, douendo per esso tempo esser eletti per scrotinio, con bollettini secreti Cittadini nell' essercitio di esse Cariche, et Of-ficij, con obligo di servire senza stipendio, e con pena a quelli, che rifiutassero, ò asserissero impossibilità di prestare le solite piegiarie, di soccombere irrimissibil-mente a quanto importasse il salario della Carica, alla quale fossero stati eletti, e con dichiaratione, che i medemi Cittadini non habbino a soggiacere ad alcuna sorte di contumacia, per 1' offitio, che havessero esser-citato, ma possino deliberamente supplicare dalla gius-titia, e bontà del Conseglio medemo la medema. o pure altra Carica, senza alcuna oppositione, ed impedimento. Ballottata la Parte hebbe Pro Voti settanta otto, Contro trentaquattro, fu presa. La Fabrica, cbe deve farsi, per il Seminario ha bisogno dell' assistenza de più Cittadini, affine, che le cose passino con tutto fervore, regola e buona direttione. Vada Parte posta etc di eleggere per scrotinio quattro Cittadini in qualità di Deputati sopra la fabrica d'esso Seminario, i quali uniti con li Sigri Sindici habbino incombenza, e facoltà di stabilire il disegno di detta fabrica, comprar fondi, che fossero necessarij, far accordi con Periti, ordinare le spese, cbe fossero bisognose, per la compreda de materiali, et operar con tutto spirito, e zelo alla perfettione di detto Seminario, con ogni possibile vantaggio, e decoro. Ballottata hebbe Pro Voti cento, Contro undeci. fu presa. Eletti per scrotinio. * Antonio Brutti Gon. Pro 76 Contro 26 * Oratio Fin Cav. P. 71 C. 31 * Carlo Vergerio Capit.o P. 61 C. 38 Dionisio Gravise Dotte P. 54 C. 44 Giacomo Tarsia P. 48 C. * Olimpo Gavardo Cav.e P. 65 C. (Carte 21) Segue gì' Eletti Agostino Vida Dotte P. 53 C. 51 Andrea Tarsia Dott.e P. 57 C. 41 Vincenzo Ruffini P. 42 C. 61 Pietro Paulo Sereni P. 57 C. 46 Gio: AndreaElioq.Nicolò P. 56 C. 47 Almerigotto Al me rigotto P. 47 C. 56 Elio Belgramoni Dott. P. 49 C. 46 Bortolo Manzioli Dott. P. 45 C. 56 Girolamo Ingaldeo P. 36 C. 73 Silvester Valerio Dei Gra. Dux Venetiarum Nobili, et sapienti Viro Nicolao Mauroceno de suo mandato Potestati, et Cap.o Iustinopolis Fideli, Dilecto salutem, et dilectionis affectum. *) — ommissis — Intenderne la provis.e à eh' è deuenuto il Coll.o d'altri maestri delle scole in loco di quelli, che si sono licenziati. — ommissis — Dato in Nro. Ducali Palato die IX Maij Indit.e VII 1699 Zne Franceschi Seg.io ( Continua) o tizi e 11 28 marzo si raccoglieva in Buie il Comitato per deliberare sulla domanda dei Signori Valterstein Iaks e comp., di una concorrenza dei comuni interessati alla spesa del progetto di dettaglio per la costruzione della ferrovia vicinale Trieste-Parenzo. Intervennero alla conferenza i signori progettanti esponendo i dati raccolti che proverebbero la possibilità economica del progetto in parola. I delegati dei comuni s' incaricarono di riferire l'idea alle rispettive rappresentanze ond'- ottenere da queste 1' appoggio pecuniario richiesto quando il progetto di dettaglio fosse compiuto ed accettato dall' impresa costruttrice. Sulla spesa di fiorini quindicimila si richiede ai comuni il contributo di concorrenza di fior, cinquemila. La Presidenza della Società politica istriana ha diramato il seguente invito : Onorevole Signore ! La firmata ritiene necessario di invitare i membri di Presidenza e del Comitato per la modificazione dello Statuto, nonché altri influenti soci ad una confidenziale conferenza, onde concertarsi se per l'esistenza e l'avvenire della Società convenga o meno di modificare il 1 dello Statuto sociale, conferenza questa che avrà luogo a Parenzo nel giorno 5 aprile 1888 alle ore 3 pom. in locale da indica-isi. *) Questa ducale fu per staglio trascritta a carte 21 del Libro che stiamo- copiando, mentre avrebbe dovuto figurare a carte 43 dove fe riportata in margine la nota seguente: Vedi a c. il Ducale di conferma dell'Ecc.mo Senato dei controscritti maestri. Nella certezza che per l'importanza dell' oggetto da discutersi V. S. non mancherà all'invito si segna con tutta stima ecc. Dalla Presidenza della Società politica istriana Pisino, 19 marzo 1888. Il Presidente Adamo dott. Mrach Cose locali La rappresentanza comunale tenue l'ultima seduta della sessione la sera del 28 corr. Per la sua impor-1 tanza pubblichiamo tosto integralmente la relazione fi-1 naie data dal signor podestà, riservandoci, onde non lasciare lacune, di riassumere il protocollo di seduta assieme a quelli delle due precedenti : Onorevoli Signori ! Se stasera, che qui per l'ultima volta siete raccolti, mi seduce l'esempio dei miei predecessori, non è per isterile vanto ch'io ritorno collo sguardo sul nostro cammino, sì bene per fare da uomini onesti un serio esame di coscienza, da uomini positivi il nostro bilancio morale. Senza rimorsi e pentimenti, ma coll'intima soddisfazione del dovere scrupolosamente compiuto e col ricordo prezioso del conforto larghissimo, offertoci dalla cittadinanza, passeremo in rapida rassegna la nostra gestione amministrativa unicamente per indicare ad altri, con accenno alle modeste opere nostre, quale largo campo resti tuttavia a sfruttare per mettere il Comune all'altezza dei tempi e delle sue tradizioni". All' economia comunale, come fattore vitale in ogni ramo della pubblica cosa, furono rivolte le prime e più gelose nostre cure. Mediante studi accurati ed acconci provvedimenti ci fu dato di rassettare l'equilibrio finanziario, di fornire ai bilanci la duttilità necessaria, di stabilire sopra solide basi le finanze comunali e finalmente di compilare separati bilanci per i due comuni censuari. La vendita propizia delle case ex Grisoni, la rinnovata affittanza delle prese di Campo Marzo e l'arrenda vantaggiosa per 1' esazione delle addizionali e tasse, giovarono efficacemente al nostro intendimento, di assicurare al Comune un reggime economico-finanziario severo, oculato e prudente, quale lo reclamano a buon diritto i volonterosi sacrifici della popolazione. Non meno assidue ed opportune furono le nostre cure intorno l'azienda morale-economica del Civico Ospitale, riordinata radicalmente mediante il nuovo regolamento ed un razionale bilancio preventivo, come c'inspirava l'affetto vivissimo alla provvida e pia istituzione. Da queste riforme si trasse partito per soddisfare alle nuove esigenze nell' ufficio della Civica Cassa, sistemandovi il posto di assistente-sostituto al cassiere comunale. La tutela della publica salute, compromessa a più riprese da morbi infettivi, quali il colera, il vaiuolo, la difterite, impegnò l'attività nostra allo scopo di migliorare il servizio di polizia sanitaria; Onde si allestì finalmente l'ospitale sussidiario per malattie infettive, si a-dattarono le stanze dei maniaci e dei malati di riguardo nel Civico Ospitale, e si costruì la Cèlla mortuaria da lunghi anni desiderata. Con vero sgomento, o Signori, vedemmo invasi i nostri vigneti dalla filossera ; e per quanto da noi si poteva, ci siamo adoprati per mettere tosto sull'avviso gli agricoltori, per incutere iu essi salutare terrore dell'insidioso flagello e per sollecitare dalle autorità competenti le misure suggerite dalla scienza e dall'esperienza onde combattere il fatale disastro. Apprezzando nell'industria agricola la fonte più ricca e feconda delle nostre risorse, il Comune mediante il Consiglio Agrario Provinciale procurò d'avvantaggiarla in ogui miglior guisa e col regolare il servizio di potatura degli olivi, e col promuovere lezioni teorico-pratiche di agricoltura, e coll'iuviare un allievo gratuito alla scuola agraria provinciale e col far conoscere ed ammirare le nostre colture ad egregi agronomi provinciali. Malgrado i nostri conati non ci riuscì di effettuare il riattamento delle strade campestri di somma necessità ed importanza per lo sviluppo dell'agricoltura ; e così pure ci venne meno il tempo per avvisare, d'accordo col Consorzio agrario distrettuale, alla possibile istituzione di un orto pomologico, che riteniamo tanto più utile ed indispensabile onde favorire la razionale coltivazione dei frutteti e degli erbaggi di fronte al minacciato sterminio delle viti. Fra le opere di publica utilità e decoro, compiute nel decorso triennio, mi piace annoverare il restauro alla guglia della torre, la nuova cisterna di Bertochi, la selciatura della via dal porto alle carceri, 1' adattamento del secondo piano di questo palazzo, il restauro di questa sala decorosamente arredata, l'espurgo del mandracchio di Bossedraga, l'ampliamento del Campo Santo, la decorazione della piazza del Brolo, il trasloco della scuola popolare di Lazzaretto, e per ultimo la costruzione della Cella mortuaria. La quale ormai invidiataci dalle città vicine, fa onore al nostro paese e sarà documento ai posteri dei nostri civili e magnanimi sentimenti. Avvegnaché tali monumenti si erigano per i secoli e la loro perenne destinazione a pubblico vantaggio compensi ad usura la virtù dei sacrifici nelle generazioni, che arditamente e con ampiezza di vedute seppero crearli. A tranquillità del paese sorse per noi a vita pratica il civico Corpo dei Vigili convenientemente addestrati e provveduti di nuovi strumenti per l'efficace spegnimento degl' incendi. Votata da Voi la massima per la creazione di una scuola professionale di perfezionamento, essa potrà spargere in breve i suoi benefici frutti a vantaggio dei nostri artieri, dappoiché sieno ormai assicurati all' uopo generosi contributi da parte della Giunta Provinciale, della Camera di Commercio Istriaua, di questa Società Operaia e del Pio Istituto Grisoni. Non mancò la Deputazione all' obligo suo di curare gl' interessi marittimi della città ; ed iu seguito a replicate istanze, rivolte ai supremi dicasteri per il compimento delle opere di sicurezza nel nostro porto, mi gode l'animo di poterVi comunicare che nel bilancio preventivo dello Stato per l'anno corrente è stanziato il primo assegno di fiorini seimila per i lavori portuali. A buon punto, Signori, sono avviate le trattative per l'acquisto dell' antico Episcopio e Seminario da Voi deliberato colla mira di concentrare le scuole popolari in locali comodi e salubri e di agevolare in pari tempo la prediletta fra le patrie istituzioni, il nostro Ginnasio. Neil' ordine morale la Deputazione, sorretta dal voto autorevole della Rappresentanza, tenne alto il prestigio del Comune ed illibato il culto a quelle nobili tradizioni nazionali, che, tramandateci gelosamente dai nostri maggiori, sono l'orgoglio dell'epoca nostra. Mi basti accennare il voto dignitoso riguardo alla vendita del palazzo municipale, il deliberato per l'istituzione dell' Università italiana a Trieste, il voto riflettente 1' azione della Curia Vescovile, 1' appoggio multiforme al Convitto Parentino-Polese, la custodia dell' archivio e dei libri del Comune, nonché la rivendicazione degli antichi rogiti notarili. In armonia alla sua fama di colta e civile la città per mezzo nostro diede impulso all'omaggio di gratitudine verso l'insigne archeologo, D.r Pietro Kandler ed alla memoria del compianto suo Podestà Cristoforo D.r de Belli, come rispose a memorabile e gratissima visita col ricordo dedicato all'illustre Edmondo De Aniicis. Questi, o Signori, i risultati principali, della nostra operosità nello spirante periodo amministrativo, che comprende 25 sedute della Rappresentanza e 164 della Delegazione Comunale. Il tempo, troppo breve, ci fece difetto per isvolgere l'opera nostra a profitto di altri svariati bisogni del Comune da noi ben conosciuti, quali sarebbero la selciatura, canalizzazione e nomenclatura delle vie urbane, la costruzione del macello, la migliore conduttura dell'acqua potabile collegata alle sorgenti del Bolasso, il riattamento progressivo delle strade campestri comunali, lo stabilimento di un orto agrario sperimentale, la fabbrica della nuova canonica di Lazzaretto e del deposito per le munizioni al bersaglio militare, il regolamento per il Civico Cimitero, il servizio di vigilanza della Cella mortuaria, la fondazione di un giardino froebeliano e la civica biblioteca. Siffatte molteplici esigenze della vita amministrativa ed intellettuale, che avremmo voluto pur soddisfare, additiamo e raccomandiamo all'illuminato patriottismo dei nostri successori. * Concludiamo il nostro dire col ringraziare dal pià profondo del cuore Voi tutti, che ci foste ognora cortesi di fiduciosa collaborazione e di benevolo incoraggiamento, riconoscendo a titolo di lode le intelligenti prestazioni degl' impiegati ed in generale il zelante servizio del personale agli stipendi del Comune. Ci corre ancora gratissimo obligo di professare solennemente la nostra sentita gratitudine all' Ìnclita Autorità Provinciale per il valido e degnevole conforto in ogni nostro adopramento a prò del Comune, ed all'Inclite II. RR. Autorità dello Stato per il buon accordo e P autorevole appoggio, onde ci coadiuvarono nel disimpegno delle mansioni indipendenti e delegate. Gradite, Onorevoli Signori, il nostro cordiale saluto assieme al voto sincero che il governo della publica cosa sia affidato a cittadini più provetti ed attivi, ma di noi non meno solleciti nel promuovere ardentemente il progresso morale e materiale del nostro diletto paese. Domenica 25 marzo, ebbe luogo .nella sala comunale gentilmente concessa, il congresso annuale del gruppo locale Pro Patria presieduto dal direttore on. Pietro Madonizza; fungeva da commissario governativo J.' i. r. capitano distrettuale Cav. Bosizio. Il segretario Dr. Pietro Longo lesse la relazione sulla gestione del decorso anno, dalla quale abbiamo rilevato che il numero dei soci alla chiusa del .'887 era di 600, che relativamente le restanze erano poche, che nel pagamento del canone il maggior numero non oltrepassarono il minimo stabilito dallo statuto di soldi 25; che due soli si iscrissero soci perpetui col minimo contributo stabilito dallo statuto di fior. 20. 11 relatore espose le pratiche fatte per la istituzione delle progettate scuole di S. Colombari e di Gason, e il nessun risultato ancora ottenuto; espose quanto fu fatto dalla direzione, tutto invano, per ottenere dall' i. r. autorità politica locale il permesso di collocamento nei più frequentati luoghi pubblici, delle cassettine per raccogliere l'obolo Pro Patria. Aperta la discussione, parlarono gli onorevoli signori Cobol, Gambini, Bennati, in merito alla preletta relazione, riconoscendo la proficua attività della direzione. L'on. Bennati propose .coli' approvazione generale, di ripetere all' i. r. autorità locale, la domanda per il collocamento delle cassettine nella nuova trattoria Ferrari; e di organizzare una festa pubblica a vantaggio sociale. A proposito di che il presidente osservava che per fatalità, causa molti lutti che colpirono la città nostra nella decorsa stagione, non s' è potuto organizzare na festa da ballo ad esempio dei gruppi nelle città consorelle. Il congresso passò ad eleggere la nuova direzione, la quale riuscì composta cosi : direttore Pietro Madonizza, sostituto direttore Nicolò Belli; segretario Dr. Pietro Longo, sostituto Stefano Derin; cassiere Giuseppe Gravisi, sostituto Leonardo Venuti, ed a rappresentanti il gruppo nell' assemblea generale riuscirono eletti i signori Antonio Almerigogna, Francesco Al-merigotti, Dr. Felice Bennati, Gregorio Dr. Calogiorgio, Giorgio Cobol, Nazario Demori. Dr. Pio Gambini, Giuseppe Gravisi, Dr. Pio Gravisi, G. B. Padovan, Dr. Antonio Paulovich, Avv. Antonio Sandrin, Fu accolta la proposta del socio Gambini, di inviare subito telegrammi d' occasione alla direzione centrale in Rovereto, ed alla delegata in Trieste. E fu sciolta l'adunanza. La famiglia del nostro medico comunale Dr. , Antonio Paulovich è stata colpita da grave disgrazia; il giorno 28 p. p. è morta la signora Elisabetta Ved. Paulovich madre del Dr. Antonio. Le nostre condoglianze all'egregia famiglia. Pubblichiamo il seguente avviso che ci venne comunicato : Concittadini elettori ! I sottoscritti dopo maturo esame nel preciso interesse del paese vi propongono per le prossime elezioni comunali le seguenti candidature: III. Corpo, a Rappresentanti. Almerigogna Antonio di Antonio, Belli Nicolò, Bordon Michele fu Giovanni, Cobol Giorgio, De Mori Nazario, Fontanot Biagio, Gravisi march. Giuseppe, Madonizza Pietro, Marsich Andrea fu Giamaria, Padovan Giov. Batt. fu Nazario. A Sostituti. Grio Bortolo fu Domenico, Rasman Pietro fu Nazario, Marsich Antonio fu Nazario, Ber-toch Giuseppe fu Giovanni, Bertoch Giovanni fu Michele. II. Corpo, a Rappresentanti. Bratti ing. Alessandro, Bullo Andrea fu Giovanni, Calogiorgio ing. Gregorio, Favento Giorgio, Gambini ing. Pio, Longo Dr. Pietro, Martissa-Carbonaio Giovanni, Pizzarello Paolo, Sandrin Dr. Antonio, Zetto Guido. A Sostituti. Baseggio Nicolò fu Bortolo, Alme-rigotti Francesco fu Francesco, Venuti Leonardo, Vicich Francesco fu Francesco, Demori Domenico fu Cristoforo. I. Corpo, a Rappresentanti. Babuder cav. Giacomo, Cadamuro Morgante Francesco, Del Bello Dr. Nicolò, Debellich Pietro, Luches Luigi, Maier prof. Francesco, Radoicovich Dr. Cesare, Riosa Antonio fu Matteo, Totto conte Gregorio, Zetto Dr. Antonio. A Sostituti. Gerosa Prof., Oreste, Deponte Nicolò fu Francesco, Visintini Francesco, Orbameli Antonio, Poli Luigi. Capodistria, 29 marzo 1888. 11 Comitato. Almerigogna Antonio di Antonio, Almerigotti Francesco fu Francesco, Baseggio Nicolò fu Bortolo, Belli Nicolò, Benedetti Francesco, Bratti Andrea, Bratti ing. Alessandro, Bullo Andrea fu Giovanni, Cadamuro Morgante Francesco, Calogiorgio ing. Gregorio, Cobol Giorgio, Del Bello Dr. Nicolò, Debellich Pietro, Demori Domenico fu Cristoforo, De Mori Nazario, Favento Giorgio, Fontanot Biaggio, Gambini ing. Pio, Gravisi march. Giuseppe, Grio Bartolo, Longo Dr. Pietro, Madonizza Pietro, Marsich Andrea fu Domenico, Martissa - Carbonaio Giovanni, Padovan Giovanni Battista fu Nazario, Pizzarello Paolo, Rasman Pietro fu Nazario, Rasman Pietro fu Matteo, Sandrin Dr. Antonio, Totto conte Gregorio, Tremul Andrea fu Stefano, Vascon Giov. Batt., Venuti Leonardo, Vescovo Nicolò fu Nazario, Vicich Francesco fu Francesco, Visintini Francesco, Zetto Dr. Antonio, Zetto Guido. Appunti bibliografici Bibliografia storica friulana dal 1861 al 1885 di Giuseppe Occioni Bonafons. Volume secondo. Udine Tipografia G. B. Doretti. 1887. Un volume in ottavo grande di pagine 275. Del primo volume di questa Bibliografia del vicino Friuli già si è discorso nella Provincia. Nel secondo volume testé edito, per cura dell' Accademia di Udine, in aggiunta ed a complemento del primo, le ricerche bibliografiche sulla storia friulana, abbracciano il giusto periodo di venticinque anni, quanti ne corrono dal 1861 al 1885. Sono in tutto 444 nuovi articoli e l'autore confida che ormai poche lacune si potranno notare dai critici diligenti. A questo erudito e paziente lavoro dell'Occioni crescono valore i cinque copiosi indici in fine dell'opera, e precisamente: 1. L'indice degli autori, editori e critici. 2. Delle persone storiche e dei popoli. 3. Dei luoghi. 4. Delle cose. 5. Complessivo dei modi di pubblicazione. Per le attinenze strettissime dell' Istria e del Friuli, specialmente sotto i Patriarchi, frequenti sono in questa Bibliografia gli accenni a cose e ad autori istriani ; e l'Occioni dimostra di conoscere bene il movimento ed i recenti studi sulla nostra provincia. Non è poi solo una fredda recensione ed un indice di libri la Bibliografia dell' Occioni. Se una critica minuta, ed un' ampia disquisizione sulle opere accennate non erano acconsentite dalla natura del libro ; P autore ha saputo benissimo condensare, quasi sempre, in un epiteto il biasimo o la lode, e darci così per sommi capi un'idea delle opere non solo vedute, ma pazientemente lette. Fatica improba davvero e di molta responsabilità per P autore ; perchè gli scritti prò o contro nei giornali appagano la vanità per un giorno; o lasciano lieve puntura: i giudizi invece in questo genere di libri rimangono consultati dai dotti nelle biblioteche, e possono dare occasione a non pochi pregiudizi. Perciò permetta l'egregio Occioni che rettifichi un suo qui prò quo sul conto di questo nostro povero giornale — La Provincia dell'Istria. Rendendo conto di un mio articolo -— Di alcune canzoni di Pasquale Besenghi degli Ughi — stampato nel N. 18 dell'anno 1884, nella Provincia, l'Occioni conchiude — Curioso che P articolo del Tedeschi sia ripetuto tale e quale nel N. 19 della Provincia stessa : è una svista abbastanza curiosa nella scarsità della materia di quel periodico (pagina 47 Num. 823). In difesa della Provincia aggiungo poche parole. Curioso che l'autore non abbia letto a pagina 159 del Numero 19, il decreto dell'autorità politica sequestrante il Numero 18. A benefizio dei lettori, i quali non avevano ricevuto il foglio, la redazione, come è costume, dando luogo a nuovi articoli, ne ristampò altri dei quali non voleva defraudare gli associati. L'autore torna alla carica contro il tipografo della Provincia, perchè ristampa nel Numero 20 (Provincia 1883) una colonna già apparsa tìsiche nel Numero 18 (Il processo di Pier Paolo Vergerlo di L. A. Ferrai). Così si legge nella Bibliografia a pagina 217 Num. 1172. Sta invece il fatto che nel Numero 18 non apparisce il mio lavoro di recensione sul Ferrai ; e che nel Numero 20 c' è la continuazione senza ripetizioni. Più grave l'accusa lanciata alla Provincia di scarsità di materia. Certo la Provincia non è un giornale lenzuolo, e non ha molti collaboratori e corrispondenti; però, modesta come è, ha sempre tenuto, acceso il suo lumicino, nè lo ha lasciato mai spegnere per soffiare di venti: e questa è lode non piccola. Fondata per iniziativa e consigli dell'illustre (lombi, ha sempre difeso senza frasi sonore e senza strepiti (opponendo anzi spesso la dignitosa e tradizionale dignità del silenzio alle intemperanze altrui) la nostra nazionalità, così con opportune disquisizioni storiche come con frequenti articoli sul movimento letterario, studiandosi quindi di rivòlgerò uno sguardo al passato, senza trascurare il presente. Tra i pochi collaboratori della Provincia c'è anche il Marsich, le effemeridi del quale giustamente furono lodate dall' Occioni nella sua Bibliografia. Anche per legittima difesa ci piace" rammentare la benevolenza ai nostri giudizi letterari, manifestata spesso dai migliori contemporanei. Basterà citar© per tutti lo strenuo difensore di Dino Compagni, l'illustre Isidoro Del Lungo, il quale così ci scriveva — "Nè di quel periodico ho mai veduto un numero che non me ne sia grandemente piaciuta la utile dottrina, e non mi abbia commosso la trepida, cura della italianità che ne anima, sto per dire, ogni linea. — Ho accennato a questo giudizio dell' autore non per farne un casus belli ; ma per legittima difesa. Pure 1' Occioni dimostra in cento altri passi del libro di essere non solo letterato e scrittore erudito, ma anche buon patriotta. Spesso l'appunto piglia vita e calore ; così nella recensione del fascicolo del mio venerato maestro Don Antonio Cicute — Don Mattia dottor Zannier ricordo biografico e saggio poetico ecc. . . . (pag. 150 N. 10 J5). Dando una scorsa al libro, ho potuto formarmi pure un' idea del movimento storico nel Friuli. Le pubblicazioni, anche di brevi fascicoli, hanno una certa gravità: architettura, arti belle, castelli, numismatica, tradizioni danno un maggior contributo all' indice delle cose; e il merito principale ne ha 1' Accademia di Udine che dà così bene l'intonazione. E di tutto ciò godo in parte come di cosa mia. perchè, triestino per nascita, per educazione ricevuta e per tradizioni di famiglia mi sento legato al Friuli, ed a Cividale specialmente, patria de' miei vecchi. E poiché la mia famiglia non viene dalla costola d'Adamo, permetta il lettore che ineni vanto di aver sangue plebeo e friulano nelle vene. Il nonno, oriundo da Sacile, bombardiere della repubblica veneta, sposò a Dividale una cameriera della nobilissima famiglia Portis. Sembra che la nonna mia fosse ben amata da que' nobili signori, se tutti i suoi figliuoli ebbero larghi sussidi per formarsi uno stato. Ecco perchè nel mio libretto — Per un' Effe ecc. — ho parlato a lungo di Ci-Tidale, e ci sono andato prendendo la volta, per San Giovanni di Marnano: segno dei tempi anche questo ; allora non c' erano ponti per passare la Torre e la Malina, pericolosi torrenti ; in certi casi bisognava proprio girare al largo per non affogare. Chiudo l'appunto a questo bel lavoro dell'Oc-cioni, trascrivendo i nomi di viventi istriani rammentati nella Bibliografia friulana: Bernardo Be-nussi, Giovanni Cesca, Giovanni de Favento, Carlo de Franceschi, Carlo Gregorutti, Antonio Grion, Lorenzo Lorenzutti, Tomaso Luciani, Carlo Marche-setti, Angelo Marsich, Salomone Morpurgo, Alberto Puschi, Gianfilippo Squinziani (Marchese Anteo Gravisi), Paolo Tedeschi, Albino Zenatti. 1 nobili di Capodistria e dell' Istria con cenni storico-biografici di Gedeone Pusterla. Capodistria Tipografia di Carlo Priora 1887. Un fascicolo di pagine quaranta. Contiene l'elenco delle famiglie nobili municipali di Capodistria, dei nobili titolati dell' Istria nel secolo XVIII, dei nobili dell' Istria confermati dal governo austriaco, e degli Istriani insigniti di titoli e di ordini cavallereschi nel secolo XIX. Ne è autore il signor Tomasich, che da molti anni si compiace di quel bizzarro pseudonimo, indicante, credo io, il suo amore alle cose antiche: tutti sanno che la pusterla è nome storico, delle porte minori di una città. Occasione a comporlo fu lo studio del Ferrai sul nostro Pier Paolo Vergerio; fu già pubblicato nella Provincia, ed apparisce qui con aggiunte. Questo semplice lavoro, che ha costato non poca fatica al paziente ed erudito autore, può tornare utilissimo a tutti gli studiosi della storia istriana e della repubblica veneta. Specialmente poi riesce utile a dimostrare l'antica civiltà della provincia, e il movimento nazionale, contro le esorbitanze degli Slavi : Vedano un po' i campioni d'oltre Quarnero quanti cognomi in ich sono capaci di raspare qua entro, tra tanti nomi storici ed illustri dell' antica nobiltà. Mi permetta ora il signor Gedeone un appunto. Ci ha dato 1' elenco dei nobili di Capodistria e dell' Istria storica, non comprendendo perciò le famiglie nobili di Trieste, e va benissimo : questa differenza è una triste necessità. Ma ogni divisione cessa nel nostro secolo ; e- non ci è- più che un' Istria sola. L'Istria negli antichi confini veneti, tra la Lusandra e il Pasteco di Albona, è un arcaismo; dobbiamo tutti lavorare viribus unitis per la grande patria istriana, ne' suoi confini naturali dal Timavo al Carnaro ; e tra di noi non ci devono essere più lochi vari. Adunque nell' elenco degli — Istriani, insigniti di titoli e di ordini cavallereschi nel secolo XIX, dovevano figurare anche i nomi di tutti i crocesignati triestini. E per vero fa uu certo senso non vedere, con gli altri, il nome del primo istriano del nostro secolo, del Dr. Pietro Kandler. Questa necessaria distinzione, non cesserò mai di ripeterlo, abbiano sempre bene in mente i nostri. Così la Provincia, finché si tratta di studi storici, ritenne e riterrà la divisione ; ma quando si tratta dei tempi presenti non riconosce che un' Istria sola. E questo lo spirito che animar deve il piccolo nostro periodico: rispettare nel passato, combattere oggi il campanilismo istriano. Veneziani fiuo all'osso nella storia ; istriani tutti oggi, perciò istriani senza perambulazioni su pei greppi del Carso alla ricerca dei sassi terminali; e adelante Fedro, si puedes con juicio. Strenna del circolo artistico. Trieste 1888. Stabilimento artistico tipografico G. Caprin. Un volumetto di pagine novantadue. Meglio tardi che mai. Mi ero dimenticato di questo libretto, cara strenna ricevuta pel capo d' anno, quando venne a richiamarmelo alla mente un cenno in lode, letto testé nell'Illustrazione italiana. Quando lo ricevetti, dataci appena un'occhiata: ecco, dissi, una pubblicazione che fa onore alla mia Trieste ; qui artisti e scrittori di Trieste e di altri luoghi dell' Istria : ecco il dono della capitale ; ed ecco così in questo piccolo, ma grazioso mondo dell' eleganza artistica, rappresentata tutta l'Istria, meglio che da certa pubblicazioni letterarie provinciali, che, lodate da pochi compiacenti, vivevano vita stentata rifriggendo sose vecchie, o dando per cosa originale roba raspata nei giornali d'Italia. A questa pubblicazione presero parte con buoni versi e prose : G. Picciola — Adele Butti — Elda Gianelli — A. Gentili! — Elisa Tagliapietra-Cambon — Polifemo Acca — Pre' Titi — C. Rossi — G. Garzolini — E. Polli — R. Pitteri — Er-manzio — Haydee — G. Caprin : e per la parte artistica : C. Dell'Acqua — C. Westry — A. Tominz — E. Nordio — G. Pogna — G. Crevatin — A. Sonza — A. Zuccaro — G. Si^on — R. Berlam — U. Veruda — E. Variano — G. Tivoli — E. Croci — E. Lechner — G. Garzolini — Argelia, Butti — E. Ballarmi — G. Hess — G. Marass. Ed io mi trovo qui nell'imbarazzo di un cronista, che, intervenuto ad una festa da ballo, deve parlare di tutte le signorine e signore ; e guai a lui se dimentica 1' abitò gridellino della contessa B. o le perle della marchesa X. Quando vi avrò detto però che tutti hanno scritto buoni versi e prose, e i disegnatori datoci il meglio del loro album, avrò adempiuto all'officio mio. Senza far torto a nessuno, mi sia permesso di aggiungere specialmente che i versi del Fitteli, sono, come sempre, vèrsi del Pitteri ; e che, per memorie personali, la mia attenzione fu rivolta alla poesia della Elisa Taglia-pietra Cambon — 6" era una volta. L' ottima mamma ha oggi un bel ragazzo sulle ginocchia, un ragazzo che comincia a ciurlare nel manico; e la mamma ci ricama su un' elegia del cuore. A pensare che c' era una volta, nel fior della sua primavera, una leggiadra fanciulla ; e che ora ella è mamma e rimpiange il passato, si sente una profonda malinconia e si esclama col poeta di Venosa — Ahi ! fugaci sfumano gli anni ! Ecco una delle tante ragioni per cui vivo lontano dalla patria. Io non so nulla di mutazioni seco portate dal tempo; le memorie della gioventù sono sempre fresche nella mia fantasia; non voglio disinganni, non rimpianti, ci rivedremo tutti altrove freschi e belli nell'eterna gioventù del cuore. Ancora un'osservazione: Polifemo Acca, G. Garzolini, e qualche altro forse sono istriani nel senso storico. Come è arguto l'epigramma del primo, e snello il bozzetto del secondo ! Non c'è quel non so che d'impacciato, di pretenzioso, che è effetto della poca conoscenza del mondo e delle facili lodi dell'umile cittaduzza: la capitale gli ha puliti dalla ruggine provinciale. Il bozzetto del Garzolini — Come io divenni pittore — vale molti versi, romanzetti e novelle filate in Istria sotto gli ulivi. Ma dell'ottimo contributo di provinciali alla capitale e della felice reazione di questa su quelli, dirò in apposito articolo ; chè mi sta a cuore, sempre per V unità della patria, ribattere il chiodo, e trattare dei reciproci doveri. E dei disegni che dirò? Bellissimi tutti. Il mio occhio riposa su quelle care marine, sul mio brutto San Giusto, sul ritratto eseguito dalla Butti, e che, forse ni' inganno, mi ricorda un vecchio amico, un po' più grassotto e tarcagnotto, forse 1' autore della lettera del fattore al padrone che è una pagina per la Crusca, e finalmente su que' bamboccioni giranti come farfalle intorno al faro UH'OLlIrvI KlA, 'Tipografia di Carlo Priora. del porto di Trieste. È insomma un librettino che ogni signora ammodo deve tenere sul suo tavolino da lavoro. Chi non 1' avesse, se lo faccia regalare dal suo cavaliere. E se questi obbiettasse : Passato lo punto, gabbato lo santo, pronte rispondete : C'è sempre la primavera; ben venga il libretto quale strenna di Calendimaggio. Analisi dell' acqua solforosa di San Giovanni in Tuba (Monfalcone-Trieste) del Dr. G. Tamburini. Milauo Richiedei 1881. (Estratto dagli Annali di Chimica applicata alla medicina). Un fascicolo di pagine 13. Si annunzia soinplicemente, per avvertire il compilatore della Bibliografia friulana della lacuna scusabilissima, alla quale potrà provvedere in ulteriori lavori. Nella Bibliografia si fa menzione del Tamburlini padre ai Nuin. 762, 797, quale autore di dotti studi ed osservazioni sul bagno termale di Monfalcoue. Il figlio Giuseppe, esamina invece le acque solforose del vicino San Giovanni ; e persona competente mi assicura essere esatta 1' analisi. Il Dottor Tamburlini è ora bravo medico condotto in Lombardia; e precisamente nella storica Agnadellor sullo stradale tra Lodi e Bergamo. P. T. PUBBLICAZIONI Il nostro egregio comprovinciale, sig. dott. Bernardo Schiavuzzi medico distrettuale in Parenzo, ebbe la compiacenza di vedere testé tradotto e pubblicato in tedesco un suo interessante e bel lavoro Indagini sulla-malaria di Pola. Diciamo interessante e bel lavoro non già perchè noi ci reputiamo competenti di metter lingua in argomento ; ma perchè esso fu riportato con nove tavole fotografate uel reputatissimo periodico tedesco Beitrdge zur Biologie der Pflanzen (Breslau, J. U. Kern), che è diretto da quella celebrità scientifica che è il dott. Ferdinando Cohn. Ce ne congratuliamo di cuore col bravo medico piranese. LA BIOGRAFIA defli UOMINI DISTINTI DELL'ISTRIA del canonico Pietro Stancovich Istriano della quale il sottoscritto ha intrapreso la seconda edizione, incoraggiato dal benevole appoggio dei comprovinciali, sarà distribuita nel corrente mese d'Aprile. Capodistria, 1 Aprile 1888 Carlo Priora 30 SI*. .Wiin.SC »-tipografo-editore Pietro Madomzza edit. e redat. responsabile