ANNO XI Capodistria, 16 Dicembre 1877 . .. • — N. 24 DELL' ISTRIA Esce il 1° ed il 1G d'ogni mese. ASSOCIAZIONE per un anno fior. 3; semestre e quadrimestre in proporzione. — Gli abbonamenti si ricevono presso la Redazione. Articoli comunicati d'interesse generale si stampano gratuitamente. — Lettere e denaro franco alla Redazione. — Un numero separato soldi 15. — Pagamenti anticipati. 24 NUOVA SERIE di Effemeridi Giustinopolitane (Cont. V. 11. 23) Dicembre 1482 II pod. e cap. Nicolò Pesaro officiato a studiare la lite, mossa da Caterina del fu Andrea Bembo contro Andrea Grisoni. - 1, - 232b. 1729 II pod. e cap. Daniele Renier promette al vescovo di avanzare al doge i lagni da lui fatti contro il pievano di Pirano per abuso di dispense in materia di matrimonii. - IO. 1477 Ducale Vendramin che officia il pod. e*cap. Baldassare Trevisan ad esentare le 13 ville del suo distretto dall'imposta pregi (affitti) e ciò per la premura datasi nell'armarsi con dei forti contro una possibile invasione turche-sca. - 1, - 217. 1517 Girolamo Leoncini, delegato dai prò veditori all' arsenal, segna i boschi situati entro il raggio del nostro distretto. - IO. 1415 II decano Geremia Pola, procuratore del convento di S. Tomaso Burguudiorum in Tor-cello, esborsa al vescovo Zeno l'annuo censo per i beni che esso monastero possedeva in Riolo (Ariolo, anticamente Passadella) contrada di S. Toma, nel nostro territorio. - IO. 1480 Ducale Mocenigo che conferma Giovanni di Nicolò de' Verzi, proposto dal pod. e cap. a castellano in S. Servolo, in seguito alla rinuncia data da Filippo del fu Castellano Minio (a). - 1, - 226b. 1471 Ducale Trou che officia il pod. e cap. Girolamo Diedo ad animare la nostra città, anzi l'Istria tutta, ad addestrarsi nelle armi per resistere al turco, ove tentasse di invadere la provincia. - 1, - 202. 1450 Ducale Foscari che notifica al pod. e cap. Marco de Lezze l'elezione di Gabriele del fu Antonio Condulmier a castellano del Castel Leone. - 1, - 122b. 1413 Ducale Steno che ordina al pod. e cap. Marco Correr di conservare le bolle ecclesiastiche in Castel Leone sotto quattro chiavi. - 1, - 30b. 1454 Ducale Foscari che officia il pod. e cap. 26 "7 28 29 30 31 Nicolò Trevisau ad intimare alla provincia di non communicare per verun modo dopo li 15 del mese venturo con que' di Pisino (invasori et occupatoli di alcune terre venete) e che questi, presi dopo detto giorno sul suolo veneto, sieno carcerati. - 1, - 139b. 1472 Ducale Trou che ordina al pod. e cap. Giovanni Donato di pagare colie rendite di Castel Novo in Carso al castellano locale Giacomo Tarsia e suo paggio lire 50 al mese, ed ove dette rendite non bastassero a ciò, di supplirvi col soldo della nostra camera. - 1, - 203. 1430 Ducale Foscari al pod. e cap. Omobono Gritti, perchè ordini al consiglio d'iscrivere tra i suoi nobili Pietro del fu Francesco Laudo da Venezia, raccomandato dal fu pod. e cap. Marco Memo. -1,-9. 1738 II patrio consiglio cede per anni venti gli utili della capitaneria Sclavorum a vantaggio della fabbrica della cattedrale. - 10. 1737 II pod. e cap. Giorgio Bembo proibisce a chicchessia di vendere vino al minuto in Risano fuori che nella Posta del vescovato. - 10. 1476 Ducale Vendramin che ordina al pod. e cap. Baldassare Trevisau di lasciare a ser Antonio Almerigotti il taglio ne' suoi bosci situati su quel di Buie e la libera introduzione delle legna, necessarie per bruciare la calce da adoperarsi nel ristauro delle civiche mura, di quelle di Pirano, di Muggia e di Isola. - 1, - 213t,. 1272 Gregorio papa X, conferma al convento di S. Giorgio Maggiore in Venezia la decima e le possessioni nella villa di S. Maria di Monte, donatagli dai vescovi di Trieste, amministratori della nostra diocesi. - 17, - IV, - 54. (a) Il castello aveva soli quattro uomini di presidio oltre il capitano. FINE. Dieta Provinciale La Dieta provinciale venne convocata pel 27 corr. in Parenzo, con la patente imperiale del 25 novembre prossimo passato. La convocazione venne provocata dalla Inclita Giunta provinciale, ma per una sessione straordinaria, e non per l'ordinaria ; che non era nè voluta, nè attesa. Uno degli argomenti di maggiore importanza che verrà portato in discussione, e per cui anzi l'Inclita Giunta aveva proposta la convocazione straordinaria della Dieta, è l'affare di Lussinpiccolo. Da quanto rileviamo da ottima foute ecco di cosa si tratta: Gli armatori di Lussinpiccolo hanno chiesto al Ministero un prestito di fior. 500.000. dai fondi dello Stato; ma il Ministero non ha creduto di potere o volere concederlo. Allora gli armatori si sono rivolti alle banche, appoggiati anche oftìziosamente dal Governo, per avere una prestanza di almeno fior. 250.000. L'istituto del credito, dopo qualche esitanza, alla fine vi annuì; ponendo però per la conchiusione dell'affare la condizione assoluta che, oltre alla garanzia del Comune, ci fosse anche quella del fondo provinciale. Interpellata la Giunta provinciale nel proposito dalla I. E. Luogotenenza, essa rispose di non poter dare la chiesta garanzia; doversi bensì ricorrere alla Dieta provinciale, perchè deliberi su quest'oggetto, convocandola all'occorrenza in via del tutto straordinaria. La convocazione ebbe luogo ; ma da straordinaria, com'era stata proposta, fu convertita in convocazione ordinaria. Per ciò che concerne le condizioni del prestito stesso, esse sarebbero press'a poco le seguenti : Il denaro verrebbe dato dall'istituto di credito verso cambiale a due fiume, a quegli armatori, che gli verrebbero presentati dal Comune, ed entro i limiti della somma da questo prefissa. I sovvenuti risponderebbero del pagamento della somma ricevuta, oltrecchè col loro credito personale, coi rispettivi bastimenti, colle polizze di sicurtà, e con tutta, la loro sostanza stabile. Altra cauziono prammaticale d;: rebbe il Comune. Le cambiali dovranno essere estinte in cinque successive rate annuali. Il Comune ed il fondo provinciale ne sarebbero garanti e pagatori insolidati. Queste notizie, cbe abbiamo potuto raccogliere, non bastano ancora a noi, per poter formulare un giudizio su questione che involge interessi di suprema importanza per una delle principali industrie della provincia, e per l'amministrazione provinciale stessa. Giova sapere, a lume del vero, che gli armatori di Lussinpiccolo sono conosciuti, e godono credito per la loro puntualità nei pagamenti. Nell'anno 1859, essi ebbero dalla Banca Nazionale una prestanza di fiorini 500.000, con la garanzia della Camera di commercio ed industria di Trieste. L'operazione si svolse allora in modo perfettamente regolare, e le rate di debito furono pagate colla massima puntualità. Darà poi la Dieta alla Giùnta provinciale, in questo caso, l'autorizzazione di prestare la chiesta garanzia? Questo lo si saprà fra breve. Pubblichiamo la seguente Risposta ad un giudizio erroneo, la quale, com'era d'aspettarsi, c'invia l'onorevole sig. G. Bolle, direttore dell'I. R. Istituto bacologico di Gorizia. Crediamo inutile aggiungere una parola più di quanto abbiamo scritto nell'articolo dell'ultima volta a difesa della riputazione di intelligenza e di attività dei nostri agricoltori, e specialmente dei piccoli possidenti ; e con dispiacere ci confermiamo nella opinione, che l'onorevole signor Bolle non conosce le condizioni delle nostre campagne in relazione alla bachicoltura: Risposta ad "UN GIUDIZIO ERRONEO,, Nel N. 23 di questo pregiato periodico, leggo una polemica diretta contro la mia relazione sull'attività degli Osservatori bacologici dell'Istria, pubblicata nella puntata ll.m» del giornale della Società agraria istriana. Sono dispiacente che questa mia relazione abbia dato motivo ali onorevole autore di fare delle considerazioni, che dimostrano una meno giusta interpretazione di quanto io asseriva riguardo l'indolenza della popolazione del territorio. Io intendeva riferire queste parole all'indifferenza, con cui la classe agricola e specialmente il contadino accoglie da principio molte innovazioni nell'agricoltura. Io non m'attenni ad un falso giudizio, ma alla propria esperienza — mi permetta l'onorevole autore d'assicurargli che conosco le condizioni agrarie dell'Istria meglio di quanto egli supponga--nonché a quella del sig. Giuseppe de Gravisi stesso, che accenna nella sua relazione, che i bachicultori del distretto, e il maggior numero di questi, non presta ancor fede all'utilità della selezione microscopica. Se ho nominate le cose col vero nome, non volli però menomamente dubitare delle cognizioni sulla bacologia odierna dei bachicoltori più intelligenti dell'Istria e godo anzi di poter dire che una buona parte di questi sono allievi dell' I. E. Istituto bacologico, la cui attività d'indirizzo pratico, contribuì non poco all'attuale diffusione del sistema cellulare. L'onorevole autore non può trovar motivo d'apprensione nelle mie parole, e si persuada, che coloro che sono deputati a procurare il miglioramento delle condizioni agrarie dell'Austria, non indietreggiano punto nella loro opera, anzi fanno maggiori sforzi, là ove la popolazione si mostra alquanto restìa al progresso, e a prova di questo potrei citare vari esempi. Allorquando nel 1872 si istituirono nel Goriziano gli Osservatori bacologici, si ebbe pure a combattere contro l'indolenza della classe rurale; ma al presente tutti ne sono convinti dell'utilità di questa istituzione, come comprovano le centinaja di migliaja di esami microscopici che questi Osservatori eseguiscono annualmente per conto dei bachicultori. Non mettiamo in dubbio che nelle prossime campagne bacologiche gli Osservatori istriani faranno altrettanto. G. Bolle cobbispòfdeize Pisino, li 11 Dicembre Ho passato testé alcuni giorni ? Rovigno, dove ebbi agio di osservare più cose, ed in parte ne farò parola quest'oggi. Visitai l'orto tenuto dalla società agraria. Desso è in posizione la più propizia e sott' ogni aspettp soddisfacente. Non m'accingo di farne la descrizione materiale, ma dirò alcun che riguardo all'utile pratico che dovrà ritrarsi dal medesimo. Si domanda spesso qual vantaggio ci apporti la società agraria. Tutti sauno però che la medesima non ha per iscopo, nè ha i mezzi di poter assestare le sconcertate economie di non pochi possidenti, i quali pretenderebbero forse che per parte della società si introducessero ed allevassero razze d'animali utili, si coltivassero piante e cereali, si acquistassero utensili, strumenti e che so io, per poi cedere ai soci a prezzi di favore tutto ciò che serve all'azienda rurale. Nessuno vorrà disconoscere la necessità dell'esistenza della società come organo che rappresenti la classe dei possidenti a tempo e luogo, e di faccia al governo, ed alla quale vanno quindi rimessi i sussidi governativi, che possono diventare sempre più rilevanti. Nelle cose però dove ci vide la possibilità, dessa vi si accinse per giovare direttamente; come per es., nell'acquisto di macchine, dello zolfo, e sopra ogni cosa nel minuzioso dettaglio dei prodotti d'orto, cioè semi e pianticelle, a che sì di spesso non sappiamo uè dove, nè opportunamente rivolgerci, parendo a noi dai climi meridionali un assurdo dover ricorrere ad Erfurt per frutti ed ortaglie che fauno appena nelle migliori plaghe di questa provincia. A tal fine la società prese a fitto l'orto suddetto ove farà esperimento di tutto ciò che riterrà conveniente per nostro uso ; peccato che l'orto non fu alienabile, perchè ne sono proprietarj minorenni, dalla cortesia de' quali a suo tempo ne dipenderà la facilitazione dell'acquisto, non calcolando forse sui miglioramenti fattivi dalla società. Passo ora alla stazione della ferrovia. Non dirò del duplice progetto della linea e del relativo porto da crearsi in capo alla medesima; quello che è fatto è fatto. La stazione però, che avevasi potuto fare molto più vicina alla città, si riconosce adesso, che è troppo lontana ed inopportuna; tanto è vero che il trasporto di merci da Eovigno a Pisino continua coi carri, prendendosi i colli dalla barca e scaricandoli alla porta di casa a Pisino verso il nolo su per giù, che si dovrebbe spendere pel trasporto dalla barca alla stazione di Eovigno e poi dalla stazione di Pisino alla casa del committente. Pare che pell'addietro si facessero le stazioni piuttosto lontane di città, pensando a favorire l'allargamento della stessa verso a quella parte, o per non intercettare e sturbare le comunicazioni complicate per entro le città grandi; ma in questi luoghi più piccoli ed isolati, le inopportunità e le spese causa la distanza, sono, se anche vogliamo minime, però tante e continue, quanti sono i viaggiatori ed i colli del commercio provinciale spicciolo, che somma tutto diventano un fattore di troppo disgusto e di ritegno per simpateg-giare colla ferrovia. Quello poi che mi soddisfece a Rovigno si è il buon numero di giovanotti, che mi parvero molto svegliati ed intelligenti, e per età non giunti ancora a quel punto di calcolata inerzia da schivare lo studio più di quanto sia strettamente necessario per adempiere o disimpegnare, ammetto anche bene, gli obblighi del proprio impiego. Però anche pello studio, oltre alla disposizione di voler sapere e di saper pensare, ci vuole l'occasione, l'indirizzo, i libri; altrimenti può avvenire come a me, che sono un talento andato a male ; e che perciò rimpiango il bel tempo sciupato colla lettura di li- bri anche buonini, ma che in fatto di lingua non mi portarono più in là del semplice orecchiante, e come pensatore poi vi ritrassi tesoro troppo scarso di suppellettile scientifica per poter ammaestrare ed indirizzare i più giovani di me, volonterosi d'illuminarsi e di confortarsi colla scienza. Ciò non pertanto io m'azzardo di propor loro lo studio delle opere del Trezza. A taluno potrebbe accadere come a me quando nel 1848, stuzzicato dal titolo, ini misi a leggere il Primato d'Italia, e che dopo passate cinquanta pagine abbandonai la lettura; che però raccontato il caso all'amico Z. M., e da questi incoraggiato, ripresi il libro, uia dopo letto un centinaio di pagine, mio malgrado lo riposi nello scaffale ; sinché infine, ripresa la lettura per la terza volta col fermo proposito di perdurare, mi vi immedesimai in modo da gustarlo e divorarlo. È vero che un famoso chimico fece degli appunti contro il Trezza, per aver questi usato certi vocaboli di valor determinato nella scienza, ad esprimere cose astratte ; può benissimo il Trezza non piacere a persona che riconosciamo valente in qualche studio speciale, ma che perciò non dobbiamo ritenerla oracolo. Si legga, e quanto è conceduto si apprenda. Monte Tajano (Istria) dicembre Nell'ultima mia, datata da questa solitudine, vi feci osservare, senza la pretensione di atteggiarmi a consigliere, o ciò che è peggio a riformatore della nostra provincia, come, secondo me, si debba propugnare a spada tratta l'istruzione femminile, per ciò che spetta specialmente ai lavori ad ago ed all' arte della cucina. Ma non ho inteso con ciò (Dio me ne guardi !) di farmi esclusivista, quasi pretendessi che la donna della nostra provincia dovesse restringere tutte le sue capacità intellettuali nel cucito e nella culinaria. Io, sebbene vecchio e per conseguenza lodatore del tempo andato accetto con vera gioja le assennate innovazioni di quest' èra novella, la quale anche per me suona civiltà e progresso, o come voi di quaggiù dite livello sociale. E tra gli assennati tentativi di questo livello, io pongo in primissima fila quanto si fa oggigiorno per la cultura intellettuale della donna, e divido interamente le opinioni di quel simpatico periodico, diretto dal bravo Yespucci, tanto apprezzato anche in Istria, il quale ha per iscopo precipuo l'istruzione della donna italiana. Anzi per dimostrarvi come le sue idee s' attaglino colle mie, io vi recherò qui letteralmente un articolo, che lessi nel penultimo numero di quest' anno e che si trova sotto il titolo di Divagazioni : Un notabilissimo movimento si manifesta in tutte le classi della società, e non solamente nella vita sociale; e politica, ma bensì ancora in quella domestica questa smania d'istruirsi non è solamente penetrata nelle altissime menti della gioventù maschile, ma si è ficcata ancora nelle testoline bionde o brune delle gentili giovanette, (e ciò con grande spavento dei nostri buoni nonni), le quali non si contentano più di una pura, elementarissima istruzione, ma vogliono qualche cosa di più per pascolare la loro intelligenza. Molti dei nostri rispettabilissimi genitori e parenti, che appartengono ad un'epoca ormai passata, scuotono la testa e s'inquietano perchè la nuova generazione osa dubitare dell'infallibilità delle loro dottrine. Quanto al sesso mascolino potrebbero forse in fin dei conti menar loro buone molte innovazioni, ma che le donne e le ragazze non si sentano più felici e contente al focolare, coll'antico fuso oppure la moderna calzetta in mano, sembra loro cosa molto seria e che porti a brutto fine, ciò che nel loro linguaggio vuol dire : rimaner zitelle ; poiché come potrebbe, secondo loro, un uomo di buon senso risolversi a sposare una ragazza che non solamente conosce le lingue moderne, la storia naturale, il disegno, l'aritmetica, ma che ha anche delle pretese sul greco, sul latino, sulla geologia, sulla filosofia, ecc.? — Ma, di grazia, o voi fedeli partigiani dei buoni tempi antichi, n n vogliate poi tanto male a noi seguaci dei nuovi tempi, considerando che il nostro tempo non è più il vostro e che quindi noi pure non possiamo più essere come voi. Abbiamo anche noi molto rispetto per la cucina, pel fuso e la calzetta, ma la grande sovrana che si chiama industria, ci ha già da molto tempo tolto di mano il fuso, il ditale e la calza, per fabbricare colle sue gigantesche braccia, che noi chiamiamo macchine, ogni sorta di oggetti in poche ore, mentre a noi costerebbero lunghi giorni e settimane intere di lavoro, senza contare che ci rovinerebbero le delicate ditine ed i begli occhi. Lasciamo a lei tranquillamente questa cura sapendo di più ch'essa tiene occupate centinaia di donne e di ragazze, che non potendo trarre profitto dalla loro intelligenza, devono guadagnarsi il sostentamento colle proprie mani. JMoi però non vogliamo essere oziose, noi vogliamo "andare forse in cucina e studiare al focolare Platone oppure ad imparare a mente Orazio?, c'interrompe il caro nonno con un sorriso malizioso. — Pardon! Non questo precisamente, chè la nostra cuoca sa fare eccellentemente l'arrosto e magnificamente il beefsteak e di più sa cucinare un plumppudding inglese comme il faut, e se la mamma o la diciottenne signorina figlia sanno dare gli ordini in regola, essa saprà sempre soddisfare pienamente i bisogni dello stomaco del caro signor nonno. Noi vogliamo intanto "andare nella guardaroba o nella stanza dei ragazzi a leggere Shakespeare nella lingua originale, a copiare un paesaggio di Salvator Rosa„ aggiunge di nuovo il nonno colla sua ironia. — Ebbene ! Che cosa ce? Se saremo madri vorremo bene permetterci qualche volta un'ora di studio e la faremo ;oi nostri figli i quali pei primi dovono profittare delle nostre cognizioni e devono essere allevati ed istruiti dalla loro madre. Se poi doventeremo vecchie zitellone o povere ragazze, in allora lungi dal riprendere il ditale e la calzetta, vivremo coi frutti del capitale che portiamo nella testa; poiché andremo ad insegnare in una scuola, a tenere il libro dei conti in un'amministrazione, scriveremo per un giornale oppure troveremo un impiego ai telegrafi ed anche alle poste. Qualora poi i nostri cari nonni con tutti i partigiani dei buoni tempi antichi, ci ammonissero con lunghe prediche su ciò che si conviene o no ad una ragazza e volessero sbarrarci la strada, troveremo pur sempre una via per giungere alla nostra meta. La donna è per natura coraggiosa, quasi imprudente, perchè agisce appunto più per impulso che per riflessione ed è solamente a causa dell'educazione imperfetta e limitata che riceve, che diventa timida e di mala voglia. Non è invano che le donne americane hanno dato esempio alle europee di energia e di assiduità allo studio, poiché molte fra noi le hanno imitate e se non hanno potuto ormai più migliorare se stesse, si sono date pensiero di allevare le loro figlie in modo che, diventando madri, possano essere maestre ed istitutori ad un tempo dei loro figliuoli. Non è cosa facile far passare ad un tratto la donna dalla sfera ristrettissima in cui ha vissuto fino dalla fanciullezza, in un ambiente spazioso e libero, ma possiamo almeno cominciare a fare un passo nella via del progresso e della indipendenza della donna, il cui principal compito dovrebbe esser quello di ottenere che la coltura morale ed intellettuale diventi nella società un elemento più famigliare di quello che purtroppo è stato finora. La donna buona o cattiva che sia è la sovrana della società ed il suo pensare come il suo operare hanno tanta importanza quivi come in famiglia. I doveri più importanti vanno compiuti pei primi e per una donna questi sono quelli che riguardano la sua vita domestica. (M @ $ 5 2 a <& © ©©