ANNALES ■ Ser. hist. nat. ■ 28 ■ 2018 ■ 2 OCENE IN POROČILA, 191-193 Book review: LA BIOLOGIA MARINA A TRIESTE E NELL'ALTO ADRIATICO Autori: Nicola Bettoso & Giuliano Orel Editore: Circolo di Cultura Istro-Veneto "Istria", 120 pp. La presente monografía sulla biologia marina a Trieste e nell'Alto Adriatico non e solo un lavoro originale sull'evolversi di questa scienza nella regione dell'Adriatico settentrionale, ma e pure un contributo che getta luce sugli albori delle scienze naturali marine. Non a caso Trieste, con i suoi dintorni, e considerata la culla delle scienze naturali marine, poiché i primi lavori pionieristici furono pubblicati proprio in questa zona. Leggendo la monografía possiamo cosí acquisire nozioni nuove sui quattro secoli in cui le scienze naturali si sono evolute nella nostra area geografica. Anche se gia Aristotele e Plinio il Vecchio dedicarono spazio nelle loro opere alla vita nel mare, il profondo interesse odierno e lo sviluppo delle scienze marine sono nati e cresciuti solo grazie ad un intenso traffico marittimo e alla scoperta di nuovi ambienti. Nel vero senso del concetto, la ricerca della vita nel mare inizio solo dopo il XV secolo, mentre il termine biologia, come ci insegnano gli autori, e entrato nell'uso moderno dal 1802. Sebbene la ricerca degli organismi marini si sia da allora estesa a tutte le parti del mondo, molti studiosi considerano la spedizione scientifica Challenger, svoltasi tra il 1872 e il 1876, come momento d'inizio della biologia marina quale disciplina scientifica. Fino a quel momento le co-noscenze sul mare rimasero molto limitate, mentre della vita nelle profondità marine non si sapeva quasi nulla. A quel tempo era comune e diffuso il pensiero che non ci fosse vita negli ambienti profondi. E proprio riguardo alla scoperta del mondo degli abissi, gli autori ci spiega-no che gli inizi furono tutt'altro che accurati e coerenti, come ad esempio per il misterioso organismo chiamato Bathybius haeckelii. Quando il famoso T.H. Huxley, uno dei più grandi difensori di Darwin in quei tempi turbolenti, ottenne dalla spedizione Challenger alcuni campioni dai mari profondi, denomino erroneamente la massa gelatinosa come B. haeckelii, ossia "vívente nel profondo". Più tardi si scopri che non era un essere vivente, ma un precipitato di CaSO4. Gli autori della monografía raccontano numerosi episodi interessanti di questo tipo, associati a vari ricercatori attivi a Trieste o nell'Adriatico settentrionale. Nel libro cosí leggiamo come il famoso studioso Lazzaro Spallanzani descrisse vividamente la sua esperienza con una torpedine e le scosse da essa ripetutamente inflittegli. Particolarmente produttiva dal punto di vista scien-tifico e divulgativo per l'Alto Adriatico fu la scuola di Chioggia, dove a quel tempo operavano grandi nomi dell'ittiologia, quali Giandomenico Nardo, Fortunato Naccari, lo zoologo Giuseppe Olivi e molti altri. Giuseppe Olivi divento famoso in tutta Europa con il suo ampio lavoro intitolato "Zoologia Adriatica" (1792), che incoraggio molti altri ricercatori all'esplorazione del mare. La scuola di biologia marina di Trieste ebbe un'importanza crescente a partire dal XIX secolo, quando l'Adriatico settentrionale comincio ad attrarre molti naturalisti provenienti da tutta Europa, compresa la lontana Svezia. La nascita del Museo zoologico di Trieste contribuí certamente ad aumentarne la fama. Fra i più celebri naturalisti di Trieste di quel tempo ricordiamo Simeone Adamo de Syrski, Carl Friedrich Wilhelm Claus, Adolf Stossich ed Eduard Heinrich Graeffe. Alla fine del secolo si arrivo alla fondazione della Stazione zoologica di Rovigno, in cui si dedico alla scienza anche il padre della moderna planctologia, Adolf Steuer. Gli autori naturalmente non dimenticano di menzionare anche Aristocle Vatova, uno dei pionieri della bionomia moderna, che ha gettato le basi per la comprensione delle comunità bentoniche anche fuori dal Nord Adriatico. Oltre ai ricercatori più importanti e famosi di Trieste, gli autori hanno reso omaggio anche allo zoologo e ittiologo sloveno, il prof. Miroslav Zei. Pure il prof. Zei è stato legato strettamente a Trieste, poiché nacque nella vicina Aurisina (Nabrezina), dove oggi ha sede il Laboratorio di biologia marina dell'Istituto Nazionale di Oceanografía e Geofísica Sperimentale. Proseguendo nella lettura della monografía, non possiamo liberarci della sensazione che Trieste abbia CIRCOLO DI CULTURA ISTRO-VENETO "ISTRIA' Micula lïeTtiïso & Ciulidno Orel LA BIOLOGIA MARINA A TRIESTE E NELL'ALTO ADRIATICO Viaggio tni quattro secoli di pesci, uomini e memorabili imprese ■ , P n 195 ANNALES ■ Ser. hist. nat. ■ 28 ■ 2018 ■ 2 lilustrazione medievale di un capodoglio a Pirano, arenato nelle saline di Sicciole il 1° giugno 1555. Fu dipinto nel 1555 dal famoso erudito Konrad Gessner (1516-1565), autore della celebre monografía "Historia animalium", considerata quale base della moderna zoologia. Srednjeveška ilustracija kita glavača iz Pirana, ki je 1. junija 1555 nasedel v Sečoveljskih solinah. Narisal jo je leta 1555 sloviti Konrad Gessner (1516 - 1565), avtor odmevnega dela „Historia animalium", ki ga smatrajo za temelj sodobne zoologije. OCENE IN POROČILA, 191-193 Nuper (inquit Hoferus) KaIendJunij,(dicfabbarïno(?hoanniDominiM. d. lv. propePi-ranum oppidum,in ualle S iciol en fi, fînuTergc (t efï Adrîatici maris, deprehenfus cft p/icis u/uus m uado hœrens,ira Ui propter aqua m moli fue non Îàtis profunda, (quanuis ad quatuor paiTus pro fundttas erat) natarc non pofiet, itac^ occifus bombardis,haftis,uncis,& alijs inftrumentis,ad prç diduin Venctœ ditionis oppidum cum plurimis nauibus in aqua dedu<5his,8£ in licus protradîus eft.Pellis eius fine fquamis erat,a1uta: elaborate iim il is,colore plumbi. ipfe lôgus paiTus quatuor* decim.craiTus uero per corporis medij ambtts,paiTus odo.Mandibula inferior, lôga pedes xitir. dentibusquadraginta quatuor inftruda: quorum finguli longitudineôicrafsitudine arquabant maximaspyram ides ligncas il!as,quibus ïn Pyramidum ludo (gîobo ligneo prouoluto ftcrncdis) utuntur;Hi omnes appendcbanteentumHbrîfyOLVî.untUrtimnimirum.) Superior ueromandibiï la uacua & fine dentib.infenoris'dentes claudêdos in fe reCipicbatCauda lata pedes trcdecim, 8>C iuxta proper tione m fatts era (Ta^um appçndicibus quibufdam clypei infiar rorundis. Oculi pau* 16 minores ferèequinis.afpedu obfairo.èaputlongum trespaiTus.RitfHïsîatus pafTumunum,et fimiliter lingua.Pinna en a m ( to toco quo br