SAGGIO • DI OSSERVAZIONI MINERALOGICHE SULLA TOLFA, ORIOLO, E LATERA D I SCIPIONE BR.EISLAK delle scuole pie < L lettore di filosofia nel collegio nazareno \ DEDICATO . .. A SUA ECCELLENZA REVERENDISSIMA MOT^SIGT^OH ONORATO GAETANI DB' DUCHI DI SERMONHTA^ IN ROMA MDCCLXXXVI. nella stamperia di giovanni zempjìl • Con licenza de' Superiori. Nafcuntur terra non fluminum tantum in-vechi, feti & recefiii maris ... repente terra in aliquo mari emergent. Plin. Hìjl. Natur. Uh. z. cap. 87. Eccellenza Rma ' Operetta che preferito al Pubblico , è tutta Vo-ftra , nè doveva comparire fotto altri aufpicj. Il viaggio, che in ef- a 2 fa IV fa è defcritto, T ho intraprefo per Voftro ordine, e Voi me ne avete fegnato le tracce . Modo da nobile defiderio non folo di adornare il Voftro fpirito colle più fcel-te cognizioni, ma ancora di giovare alla Voftra Patria, avete rivolto il pendere alla Mineralogia dello Stato Pontificio, e bramate conofcere quelle belle ed utili produzioni della Natura che fovente difpregiamo; mentre il dotto viaggiatore ne forma 1' oggetto delle lue più accurate rifleflioni. PofTa il Voftro efempio avere de fegua-ci in un fecolo , in cui tutto re-ipira ftudio , efperienze , ed of- ferva- fervazioni ! Poffa la fGienza della Natura dopo avere trapalato i Pirenei , dopo avere valicato l'Oceano, ritornare tra noi, che fummo i primi a vederla nafcere ! Poffa quella Roma eh' è fiata Mae-flra del Mondo nella letteratura, e nelle belle arti, e che ha dato alle altre Nazioni Tefempiodi raccogliere infieme i più iftruttivi prodotti della Natura fparfi in diver-fe parti del Globo, divenire emula almeno di quelle celebri Città, le quali pare che abbiano ufurpa-to un'efclufivo diritto fopra le facoltà filofofiche ! Quello appunto è 1* oggetto a 3 de'Vo- VI de' Voftri voti. Voi nato in una Famiglia, che per lungo corfo di fecoli è fiata la Protettrice de' letterati : Figlio di una Dama, ch'era l'ammirazione de'dotti pel fuo talento , e per le fue cognizioni : Fratello di un Principe che fi è fatto una gloria di formare uomini alle fcienze , ed alle belle..* arti, ed alla di cui generodtà dee Roma la più ricca Specola , che fiafl inalzata entro le fue mura j non vi è cofa che abbiate maggiormente a cuore, quanto la letteratura , e lo ftudio . Son certo pertanto che Vi degnerete di accogliere con benignità la prefentfc-, Ope- VII Operetta > la quale altro non contiene 9 fé non che il rifultato di quelle offervazioni, a cui Voi ftef-fo vi liete compiaciuto animarmi , e di credere nel tempo ftef-fo che fono quale col più profondo ofTequio, e perfetta tìima mi protetto di V. E. Rma Ditto Dino Servitore Obbmo Scipione Breislak delle S. P. a4 vi il STEPHANUS QUADRI US A S. C A R O L O t CJer. Xeg. Paupcrum Matris Dei Scbolanm Fiarum PR^POSITUS GENERALIS . CUM Opus infcriptutn =; Saggio di OlTervazioni Mineralogiche Tulla Tolfa, Oriolo , e Latera = a P. Scipione Breislak Ordinis Noftri Sacerdote compoti-tum duo ex Noftris , quibus id commilimus , reco-gnoveriut, ac protaverint, ipfius edendi facultatcm, quantum in Nobis eli, Auflori concedimus. Datum Roma; in JEdibus Noftris Scholarum Pia-rum apud S. Pantaleonein, die jo.Decembris 178 5. Stepbanus Quadriti! a S. Carolo Prafi. Gcn. Reg. Fol, 11 c. Nicoìm Mmsrdìas a S, Jofepb Secret. IX APPROVAZIONI. NEL Manofcritto Intitolato Saggio di OJferyazioni Mineralogiche fuìla Tolfa , Oriolo , e Lattra del P. Scipione Brehlak delle Scuole Pie &c. da me per ordì-ne del Ktno P. Maeftro del S. Palazzo c fa ni in.no non fi incontra co fa alcuna difeorde dai donimi della nctftra S.Fe-de y c dalle regole dei buoni coftumi, lìcche per tal capo debba negargli li l'onor della (lampa bell'ineritalo dall' Infaticabile Autore, che lo ha compofto. In fede quello dì 6. Febrajo 1786. dal Collegio di S. Maria in Monticelli di Rom3 . Giovanni Barberis della Dottrina Criftiana Lettore di Teologia, PER commiflione del Rino P. M. del S. Palazzo ho Ietto con foinino mio piacere il preferite Saggio di OJfcnazionl Mineralogiche pilla Tolfa, Oriolo , e Latera del P. Scipione Breislak delle Scuole Pie, Lettore di Filofo-fia nel Collegio Nazareno. Le nuove Oflervazioni, che il dottiflimo e diligentiflìmo Autore , munito di tutte le più fquifite cognizioni,delle quali fi è arriechita la Tifica e la Chimica moderna , va facendo ne'Iuoghi ch'egli percorre, potranno egualmente fervire e a far meglio conofcere i prodotti naturali di quei luoghi in vantaggio dell'Agricoltura e dell'Economìa , e ad invitare altri ancora a fare Io Itefl'o in altre provincic dello Stato Pontifìcio; onde nulla ellendovi dall'altro canto in_» quell'Opera , che fi opponga alla religione ed ai buoni coftumi credo che fé ne debba permettere la ftampa, Ir» fede queftodì 30. Gcnnajo 1786. Gioacchino Ptffuti . già Profeffore di Mattematiche tiel Corpo de'Cadetti Nobili di Pietroburgo , ed ora Prcfejfcre delle medefimt Scienze in Roma . 1 M- X IMPRIMATVR, Si videbitur lleverendiflìmo Patri Ma-giltro Sacri Palatii Apoftolici. F. A. Epifcopus Monti: Alti, ac Vicefgcrens. IMPRIMATVR, Fr. Th. Maria Mamachins Ordinis Prae-dicatorum Sacri Palatii Apoftolici Magifter • Ai PREFAZIONE. ' Stato un' errore di molti Naturalifti, e fpecialmente del Sig. La-Conda-mine, il credere che l'Apennino lìa una_» ferie di Vulcani eftinti. Se fi percorra quella catena di Monti, che in direzione dal Nord-Oveft, al Sud-Hit formala (pina dell' Italia, fi o{ferverà efiere generalmente calcarea , ad eccezzione di pochifiimi luoghi. Bensì trà l'Apennino , ed il Mediterraneo • vi è una eftenfione di terra che racchiude la Campagna Romana e la maflìmaj parte della Provincia del Patrimonio dove fembra che abbia una volta il fuoco efer-citato un afloluto potere. In quella linea, che ha in lunghezza in circa no. miglia, ed in larghezza , s'incontrano ad ogni palio prodotti vulcanici di tutte le fpecie. Ciò però che merita maggior ribellione fi è, che confederando la formazione di quelle colline vulcaniche » la loro dilpofi- zio- XII zione, le foftanze che racchiudono , e la politura degli tirati ; vi fi riconofce l'azione violenta del fuoco, combinata colla regolare dell'acqua. Forfèi Vulcani di quefta contrada li fono cftinti per le^ pofteriori alluvioni ? Forfè non vi è ftata qui accen-lione locale; ma anno eglino arlo fotto le acque dell'antico Oceano, che trovandoli cariche di lave, e materie bruciate le anno depofte a ftrati ? In tal modo fi pof-fono formare delle Montagne a ftrati regolari di lave, fenza portare le impronte degli feon volgi menti del fuoco. Avrebbero quefte avuto origine da una lava decom-pofta e ricompofta, clic nello flato di dif-foluzione fi poteva unire ad altre foftanze non bruciate. Se tra quefte ipotefi io ne do-velfi fciegliere una per la fpiegazione de' fenomeni che ci prefentano i luoghi vulcanici dello Stato Pontificio ; farci portato a credere, che il mare era quivi l'afloluto padrone, e che dal di lui feno nacquero rupi , ed ifole vulcaniche, le quali con le Xt I I le loro eruzioni allontanarono quell'ifteflò elemento che le nutriva . Rimoflo il mare, dovè a poco a poco diminuirli l'attività del Vulcano , e lilialmente eftinguerlì. Così dal reciproco contratto di quelli duo elementi Tempre in guerra tra loro , nacque forfè una delle più belle parti dell'Italia. Felici abitatori a cui è toccato in forte di ripofare tranquilli in quel fuolo medefi-me che fervi già di teatro all'oflinato conflitto di sì violenti nemici, riandate talvolta colla mente le feiagure de'vollri Antenati espofti alle ifleflè rivoluzioni alle quali ora foggiace l'infelice abitatore del Vefuvio, e dell'Etna, non già per arrenarvi in una flerile cognizione , ma per muovervi a rintracciare con ardore quei prodotti utili alla Società, vantaggio!! al commercio, che la Natura in mezzo ai moti i più tumultuofi e violenti ha fapu-to o produrre, o preparare alla lentaj azione de'Secoli. Lo Audio della Mineralogìa s sì ne- cef- XIV ceffono alla Gioventù nobile, introdotto in quefto noftro Collegio Nazareno dal P. Gio: Vincenzo Petrini egregio amatore delle feienze Fifiche ; il deliderio di accre-feere coi prodotti dello Stato Pontificio il Mufeo con fommo coraggio eretto dallo fteflò , ed arricchito dalla Sovrana Munificenza di Giufeppe II.; e la brama di fecondare le intenzioni di quel dotto Prelato a cui ho l'onore d'indirizzare il pre-fente Opufcolo, mi ha fatto intraprendere nell'autunno del 17S5. un piccolo viaggio Orittologico, in cui ho vifitato alcuni di quelli luoghi vulcanici, de'quali o niu-na o molto fcarfa notizia avendo noi dai Naturalifti viaggiatori ne darò un brevo dettaglio. IN- INDICE DE' PARAGRAFI. DEfcrizione della via che da Roma conduce a Bracciano. Pag. x Ritìeflìoni fulla lava configurata in palle . s Bracciano. 4 Oflervazioni fopra le acque di Stillano. 7 Rota. 11 Tolfa. 12 Colline vulcaniche della Tolfa. 14 Rifieffioni fulla lava granitola. 39 Colline calcaree della Tolta. 23 Colline argillofc della Tolfa. 25 Ofl'crvazioni fopra la pietra alluminola della-» Tolfa. 27 Cave dell'allume . 29 Lavorazione delle mine. 30 Calcinazione del minerale. 31 Macerazione. 33 Lifcivazionc c crittallizzazione. 33 Riikffioni fullafabricazionc dell'allume . 36 Analifì dell'allume. ■ 38 Ufi dell'allume. 40 Poggi fchiftofi della Tolfa . 42 ^Notizie appartenenti alla Tolfa . 44 OtTcr- XVI Offervazioni fopra il territorio di Civita Vec- chia . 45 Selenniti e Ceffo di Civita Vecchia. 47 Collina del Sughereto. 50 Ba?,ni ed Alabaftro . • 51 Oriolo, Canale, M.Virginio, Viano, Mon- tarano, e Manziana . 53 Mola dell'Oriolo . 56 FolTo del Bifcione. 57 Varietà di dccompofizioni Vulcaniche della Mola dell'Oriolo , e del follò del Bifcione. 61 Offervazioii! fui le lave decompofie . 63 Viano. 66 Dcfcrizione della via dall'Oriolo a Viterbo. 68 Offervazioni fu gli fcorli e granati Vulcanici. 69 Cava del Vetriuolo di Viterbo . 74 Via da Viterbo a M. Fiafcone . . 78 M. Fiafcone , fue acque , e Mofeta . ■ 7p Vetriuolo di M. Fiafcone . 81 Defcrizione della ftrada da M. Fiafcone a Latera dalla parte di Bolfena. 82 Offervazioni fui Bafalte . 8$ Latera. 94 Cave di Latera . 57 Mofcte di Latera . 303 « .. 4 X Descrizione dulla via che da Roma conduci: a bracciano . §. I. E prime colline per le quali fi pafla dopo il Tonte Molle, fono una con» tinuazione del Monte Mario , ed altro non prefentano all'efterno che fabbia fluviatile , brecce calcaree c rottami di corpi marini. Indi verfo la Storta, incominciano le colline vulcaniche. Paflata la Storta, la flra-da Romana fi divide in due rami, de1 quali il deliro conduce a Viterbo, il finiftro a Bracciano . Incamminandoli per quello fi traverl'ano colline di tufo marnofo bigio-cinerco, giallognolo, che ha Arati di diverfa profondità e fpelfezza . Sono quelle colline d'origine vulcanica, e la loro terra contiene moltiffime particelle tirabili dalla calamita, indizio di aver quella materia., fofferta 1' azione del fuoco. Dopo 1' oflerìa che dicefi di Galera, fi manifefta più chiaramente-» l'indole vulcanica, e fi prefentano de' malli di lava bafaltina, fovente con crillallizzazioni di granati . In diftanza d'alcune miglia, evvi fulln_» A mano s mano finiftra un foffo, la cui direzione taglia obliquamente la ftrada, ed è fcavato dalle acque clic li fono aperto un' efito fra mafll grandi di Iava_» dura , compatta, nericcia , fonora. Sovente quelli pezzi di lava anno una figura quafi sferica, e fi veggono riuniti da una terra vulcanica rofliccia, rifultantc da ilritolamento di feorie. Simili lave s'incontrano frequentiflime fino a Bracciano . RIFLESSIONI Sulla lava configurata in palle. Ella maggior parte de" luoghi vnleanizati del- lo Stato Pontificio s'incontra la lava in palle. Talora è ella omogenea , e talora contiene ancora fcorli verdaflri e criftallizzazioni di granati. Variano quelle palle sì nella grandezza, che ne'gra-di di coefione . Se ne trovano molte in un* attuale disfacimento, o deconipofìzioìic, in cui fi può ofler- t vare la loro telfitura di Ilrati concentrici. Sovente il nocciolo interno della palla e ancora duro e compatto, mentre i primi Ilrati facilmente fi poffono feparare. Il diligentiifimo oflervatore de'Vulcani Sig. Faujas de Saint-Fond a rinvenuto moltiflime di tali palle ne'Vulcani ellinti della Francia; tra le quali merita particolare oflervazione quella di 45. piedi di circonferenza, che vedefi preflo la §• I T. Città 3 Città di Pradellcs tra marti e colonne prifmatiche di bafalte. Vi fi diftinguono fei ftrati concentrici di un piede di fpeflezza per ciafcuno. Sembra giu-fta 1' oflervazione del Sig. Ferber, che il Vulcano le abbia eruttate accefe, e che incominciandoli a raffreddare dalla fuperficie verfo il centro, abbiano acquiftato la proprietà di fepararfi in fcaglie concentriche ; fé pure la loro origine non fi voglia concepire analoga a quella delle maifc nevofe, che fi formano intorno ad un corpo, che fcenda rotolando per il pendio di un monte coperto di neve . In una tale ipotcfi la lava in fufionc rotolando fopra altra lava per qualche declivio, può avere acquiftato una tale figura. E' d'uopo però of-fervare, che in quelle palle, le quali prefcntano una tertitura compatta, e non a sfoglie, conviene ricorrere ad altre caufe, e riconofcere in elle il rotolamento nell' acqua . Si poffono le prime in qualche modo paragonare a quelle che diconfi bombe del Vcfuvio ; ma fono molto più grandi, più Compatte, di una tertitura diverfa, e la loro formazione fembra che dipenda da altri principi • BRAC- 4 BRACCIANO. §. III. IL Lago di Bracciano , detto anticamente Lacus Sabatinus, è di figura qtiafi ovale, ed ha in circa 18. miglia di perimetro. Vi fono intorno delle colline vulcaniche, refidui per-quanto apparisce dell' antico cratere, e che danno al Lago la figura di cono rovefeio . V arena della fponda è vulcanica, fimiliflìma in tutto a quella de' laghi di Cajicl Gjndplfo, e di cioè contenente piccoli feorii, e i loro frammenti, bafalte in polvere tirabile dalla calamita, miche, e piccole^ brecce calcaree . Scendendo al Lago dalla parte di Bracciano, per la via che vi conduce dalla Ferriera , s'incontrano degli ftrati di lava irregolari, e maHi di quella pietra formata da eruzioni fango-fe, che tra di noi fi conofce col rome di Tcperino, e che racchiude miche, fcorli e qualche quarzo ; eflendo efla un' impatto di ceneri, o fia di lave ■ polverulente . Si veggono intorno al Lago diverfi paefi. Evvi Bracciano all'Oveft, r^nguillara al Sud-eft, Trevigiano al Nort. Nel territorio di Bracciano le viti producono buoni vini, ed il grano nelle più iibertofe raccolte , non eccede l'otto. I pochi, ma robufii e fertili olivi, che vi fi veggono crefcere , indicano, che il terreno farebbe atto alla loro coltivazione . Vi fono nel territorio in > in circa zoo rubbia di macchia da coilruzione abbondante di Cerri, Faggi > ed Ornelli, ed altre 100 di macchie da taglio per carbone. L'Eccellen-tilTima Famiglia Odefcalchi non ha trafeurato di nobilitare quello fuo Fendo con alcune utili manifatture, e fpccialmente colla Cartiera, e Ferriera . Il ferro che vi li lavora è portato dall'Ifola-dell' Elba a Talo , e quindi co' carri a Bracciano . Si cuoce prima il minerale in un forno coftruito con unafpecie di lava granitofa alterata, conofciu-ta fotto il nome di Ti etra della Manziana ; ed a tale effetto fi difponc a ftrati alternativi col carbone, dando agli ftrati l'altezza di tre quarti di palmo in circa. Suol durare il fuoco quali due_» giorni, poco più , poco meno, lecondo i venti che fpirano. Confumandofi il carbone, la miniera fi riunifee e raccoglici! nel fondo in una malia porofa. Terminata quella prima cottura, che ha per oggetto d'evaporare Io zolfo di cui abbonda la miniera di ferro dell' Elba, e diminuire così l'aggregazione delle parti del Minerale fi riduce quello in piccoli pezzi, e lì getta nel fornello di fufione unitamente al carbone. E'coftruito il fornello di uno Scbiflo micacco-bianco , detto Tietra fanta dal luogo di quello nome in Tofcana, donde procede. I pezzi di detto Schifto,che fono più efpolliall'azione del fuc» co, ne fono diverfamente modificati. Alcuni fi A 3 calci- 6 ' calcinano, aitri s'incrollano di fcoric di ferro, ed altri nella fuperficie fi vetrificano, fervendo loro di fondente lo Iteffo minerale. La forza ed attività del fuoco è promolla da una gran bocca di vento, eccitato colla caduta artificiale dell' acqua. Il territorio di Bracciano termina all' Ovell col principio della macchia detta della Manziana, nel di cui ingrelfo veggonfi gli fcavi fatti per trarne lo zolfo . Si palfa quindi per il territorio di Montarono , in cui fono i celebri bagni ora detti di Stillano , ed anticamente *Acqnc *Apollinari, frequentate dagli antichi, e fufliftono ancora i vcftigi d'una commoda ftrada . V Eccellentiffima Famiglia Altieri Signora del luogo , morta da un pio, e gc-nerofo defidcrio di fovvenire agi' incomodi dell' u-manità, ne ha prefo una cura particolare , e vi ha coftruito un' ampio, e comodo Edifizio. Sono po-« Ili quelli bagni alle falde di una collina vulcanica , in cui abbonda il tufo vulcanico e la lava ; vi è però contiguo un poggio formato da follanze argillofe, e marnofe. Sembra molto probabile, che tutto quello tratto di paefe fia flato una volta preda del fuoco, e dell'acqua. Dal la decompofizionc de' tufi, e delle lave c nata l'argilla, dalla depofizione delle acque la terra calcarea ; ed amendue quelli agenti inficme riuniti hanno formato quel curiofo ed ilìruttivo comporto 9 che qui fi ort'erva > di lave, di ? di tufi, di argilla, di pietra calcarea , e di marna. Vi è ancora poco dittante da Stillano una valle di figura orbicolare, circondata da malfidi tufo, in cui forfè fi potrebbe fupporre un cratere. OSSERVAZIONI Sopra le kAeque di Stiliano . §. 1 V. QUefle acque polTono chiamarli Termali Epatiche, limili, per quanto ho potuto rilevare da poche efperienze fatte fui momento, a quelle celebri di %Aix la Cbapclle. Lafciano un copiofo fedimento calcareo, e fono tntte calde. Per uno di que' fo-liti accidenti, ai quali è foggetto chi viaggia, mi fi ruppe il termometro portatile che aveva meco, e perciò non ho potuto fare efatta oflervazione fui calore si di quell'acqua, che delle altre, delle quali parlerò in appreflo. Il calore del Bagno grande fi può tollerare lungamente ; quello però del Bagnarello è molto più intenfo. 11 principio falutifero, da cui dipende quell'efficace maniero—* che hanno di agire quelle acque fui corpo umano, condite in un fluido elaftico, aeriforme , e volatile, da cui fono animate; e che non folo opera da fe fteflò nelle prime-vie qualche felice cangiamento , ma fa ancora attive, e vivifica, dirò cosi, le altre foltanzc alle quali è unito , e le rende atte a A 4 pene- 8 penetrare dove non farebbero giunte coile loro proprie forze. L'efiilenza di queflo principio volatile fi manifefla da fe nelle flcfie forgenti coli' impeto, onde l'acqua fgorga dal terreno, formando bolle che fi vengono a rompere alla fuperficie del fluido . Ma quale farà la natura di quello fluido elaftico aeriforme che coftituifce il loro principio volatile? Benché le acque di Stillano abbiano un forte odore di fegato di zolfo, ed annerifeano l'argento, non fi dee ammettere in effe ne zolfo, nè vapori zulfurci. In fatti lo zolfo non ha odore, nè folubilità nell'acqua , e dove s'incontrano i vapori zulfiirei, ponendoli l'arfenico bianco s'ingiallile, e forma l'orpimento, ciò che coli? efperien-za ho trovato non accadere in quelle acque. F.fclu-fo adunque da effe lo zolfo, vi rimane I' Epate di zolfo, la cui eflflenza fi prova i. collo fpirito di nitro fumante , che toglie loro l'odore epatico, e precipita una polveruzza bianca; 2 colla rege-nerazione annerita dalla Luna cornea. Quello fegato di zolfo però da una dofe eccedente di tìogi-flo è tenuto nello flato aeriforme, o lia va poro-io , formando ciò che da moderni Priefllejani dicefi tAria epatica. Il calore che fi oflerva in quelle noftre acque di Stillano, ed in altre molte che diconfi comunemente minerali, ò un fenomeno che facilmente 9 te fi fpiega fecondo i principi del S?g. Crawfford adottati da molti celebri chimici. Sembra dimo-Arato che il fuoco puro, il fuoco elementare, il fluido igneo , la materia del calore ( efpreflioni tutte Anonime) è una folla nza particolare, e fui generis, la quale avendo diverfi gradi di affiniti colle foftanze, fi combina ne'corpi in dofi molto diverfe. Quindi ne fiegue, che non tutti i corpi ad un' eguale temperatura ne abbiano l'illef-f.i copia ; che quella è proporzionale alla loro capacità ; ed allor quando, cangiandoli lo flato di un corpo, la di lui capacità fi diminuifcc, fi debbono feparare da elfo que' gradi di fuoco elementare , che fono fuperflui alla nuova capacità;, come al contrario crefcendo la capacità di un_9 corpo, dovrà effo attrarre que' gradi di fuoco elementare, che ora fi richiedono per la ftelfa accrefciuta. Una ferie molto ragionata di esperienze dà motivo a credere i. che la capacità de' corpi fieno in ragione reciproca delle loro quantità di lìogillo ; 2. che 1' aria pura , fia nella Natura il gran ferbatojo del fuoco elementare. Ammeffi quefli principi , facilmente s'intende, che allora quando coli' aria atmosferica, la quale ha una fi grande affinità col flogillo, che lo rapifee allo flelTo acido nitrofo, fi pone in contatto un'acqua impregnata di un fluido aeriforme IO me Tommamente flogiflico, quale farebbe un'aria epatica, dovrà feguirc una decompottzione , ed attraendofi dall'aria atmosferica il fiogitto, fi di-minuerà la di lei capacità a contenere il calore. Quanto farà maggiore la dofe del flogiflo che_» fi communichcrì all' aria, e quanto farà più rapida una tale diflùfione, tanto ancora farà più intenfa la dofe della materia colorifera, che fi fé-parerà dall' aria . Ma è ciò un fiftema foltanto ingegnato ? Sono quelli i mezzi, de' quali fi ferve la Natura nella produzione del calore delle-j> acque Termali ? Una tale fpiegazione fembrami più Soddisfacente di quella che fi ripete dalle ac-cenfioni fotterranee , e da Vulcani attivi ancora , ma latenti. Poiché i. 1' efillenza di quelli è puramente arbitraria, nè pare, che fi polla concepire fuoco permanente racchiufo fotterra fenz' alcun indizio all' ellerno . 2. Se l1 accenfione è grande , P acqua dovrebbe eflere ridotta in vapore , e fare efplofionc ; fé piccola, il fuoco fi dovrebbe ellingucre . Che fe fi voglia concepire il palTaggio dell' acqua vicino foltanto al luogo dell' accenfione, vi rimarrà fempre della difficoltà nello fpiegare, come pofla l'acqua concepire un calore si grande, mentre la mancanza^ di qualunque fegno ellerno ci vieta il fupporre un fuoco molto intenfo. Circa i principi fitti delle 11 delle acque di Stiliano, ecco ciò che ho potuto rilevare da poche efperienze fatte coi reattivi. Eflendomi primieramente fervito dell' acido vi-triolico concentrato, eccitò quello delle bollej d' aria, fegno evidente di una terra calcarea aerata . Tali bolle furono più copiofe nell' acqua del bagno grande. 2. Adoperai l'acqua mercuriale, la quale prò-duffe nell'iflante un copiofo precipitato giallo, o fià un Turbiti] minerale, fegno della efillenza di un lille vetriolico in dette acque. 3. Ufai la foluzionc di nitro lunare, la quale attefa 1' affinità , che ha 1' acido marino con 1' ar-gcnto , dovunque incontra quello acido, forma una mucilaggine, che è la rigenerazione dell* argento in luna cornea ; e quello effetto appunto ne ottenni ; ma la luna cornea era nericcia a_» motivo del vapore epatico di dette acque. 4. Avendo impiegato 1' al\ali flogijlicato, non fi potè ofTervare alcun cangiamento di colore , nè comparve 1' azzurro di Berlino ; coficchè pare che non vi fia principio marziale . ROTA §. V. TL territorio di Montarano confina con quello di Hpta formato in quella parte da fchillo marno- fo, in cui abborda Io fpato calcareo- romboidale . Si rften- Il ellende il territorio di Sbotti per 1100. rubbia , e vi fi potrebbe promuovere con profitto la coltivazione degli ulivi. TOLFA §• V I. IL territorio della Tolfa incomincia col Poggio detto "Pian de Santi formato da lava vulcanica attirabile dalla calamita con crifiallizzazior.i di granati , e da tufo parimente vulcanico, conofciuto dai paefani fotto il nome di Tonferò. Quello tufo c leggiero, porofo ed atto ad inalzare le fabbriche . II territorio della Tolfa fi ellende per 12000. rubbia. Il terreno è fertile, ed il grano ad una raccolta media rende l'otto . I vini ancora in molti luoghi fono di ottima qualità, e meritarono gli elogi del Chiabrera nella Vendemmia di Parnaso . lo }prono a tutta briglia in ver la Tolfa Là dove Baffareo manna di/lilla. Una buona parte de' Monti della Tolfa c coperta di macchie, nelle quali crcfcono robulli Cerri,Quer-cc , Faggi, Farnie , Carpini bianchi e rolli, Olmi, Oppi, Hlci , ed Ornelli . Da quelli ultimi 1! ritraeva una volta grandiflimo utile per la raccolta della manna , aderendomi perfone pratiche effe-re giunta in alcuni anni a rendere più di 4000. feudi JJ dì. Ora quello capo di commercio è fvanito, e fe ne adducono due motivi, i. per il taglio imprudente degli Ornelli j non citante le leggi proibitive ve-glianti , 2. perchè da alcuni s' incominciò ad aite-l'are la manna, frode che difgullò i committenti, i quali vi trovavano mefcolata la manna di Calabria. molto inferiore. Confina il territorio della Tolfa all' Eft col fiume Mignone , col territorio di Civitella e I{ota, al Sud col territorio del Saffo, di S. infilino, e S. Sei-era; all' Ovell colla fpiaggia Ira S. Severa e 5. Marinella tenuta della Cbiaruccia, e territorio di Civitavecchia ; al Nort col territorio di Corneto , Monte Romano , e Sieda . 1 poggi Orientali fono Cibona, delle Croci, de Capii crini, della Fiocca, e di S. Sebafliano ; i meridionali Poggio della Stella, le Spiaggi c, Tolfa nuova, Monte ìanne, Monte Ctifl.-igno, Monte dell1 ^icqua Tofla, Monte Santa Caterina ; gli Occidentali Fontana inverfa, Maggiorana , Tozzo Gregorio, Toggiarelle , boccaccia-, i Settentrionali Toggio Ombrinolo, E le età, delle Grazie, della Trinità, Talano, la Cbkfac-cia. Si polfono però tutte quefte Colline dividere in quattro claffi; cioè vulcaniche, argillofe, calcaree , e fchiftofe . Cominciamo dalle prime. Colli- 4 Coìtine vulcaniche della Tolfa . §. VII. LE Colline vulcaniche della Tolfa formano una intera corona intorno ad una eflefa pianura nominata Pian del Gallo, Pian di T^eve e Pian di Tavole fecondo i diverfi liti. Un Naturalifta fille-matico vi ravviferebbe l'imagine di un cratere a cono rovefcio , la cui punta più elevata è il grande fcoglio della Biocca. Qui fu edificata l'antica Tolfa, di cui futfì(te ancora l'ingreflò in forma di Fortezza con quello enigmatico dittico : Cui dedit oppidulo nomen, cui Felfina muros Lilia reflituit gens oriunda Domum . Oflervandone la fituazione , ed i ruderi, fembra, che meriti compatimento l'Annibal Caro, fe fcrif-fe in una fua lettera allorché era Segretario di Mon-fignor Guidiccioni Governatore di Civita Vecchia La Tolfa , o Giovati Boni, è una Bicocca Tra fcbeggi e balze d'un pctron ferrigno , E in cima al cucuzzolo d' un macigno 2)n pezzo di sfafciume rf' una Biocca. Or la mano , or il pie mi fi dinocca Mentre che nel cader mi ragavigno Che punto eh'un traballi, o vada arcigno Si fente manco qualche dente in bocca . In fomma altro non vè che grotte e fpini E vie bitorfolute e rompicolli ; D'iman 5 Dimandatene pur Cecco Lupini. Tur ci Jliam per aver certi catolli Da far delle Tatacche, e de' fiorini Giacché tu con li tuoi non ci fatolli. Non ifcriverebbe però egli così della Tolfa^ moderna, edificata fulla cotta dello ttefio fcoglio in cui sì le ttrade, che le abitazioni non fono difpregevoli. Il carattere de'fuoi cittadini è molto gentile ed amico del foraftiere. Un difcreto na-turalifta facilmente vi ritrova alloggio, guide, vetture , e tutto ciò che gli può abbifognare. Io dcg-gio un1 attettato di gratitudine fpecialmente ai Signori Buttaoni miei cari ofpiti, pretto i quali ho rinvenuto non folo un comodo ed amichevole ricetto , ma ancora tutte le direzioni per iftruirmi ne' prodotti, e ne' luoghi di un sì vaftò territorio. Sulla cima dello fcoglio futtittono ancora ì refidui dell' antica Biocca, di cui l'Appaltatore delle allumiere porta il titolo di Cattellano. Era__» anticamente munita quetta Biocca di cannoni, che furono in parte trafportati a Roma, c in parte da Sigifmondo Chigi primo Appaltatore delle Allumiere nell'anno 1502. furono mandati a Torto Ercole, e Talamone. Tutto lo fcoglio della ^orca è formato da lava vulcanica, che muove lz calamita, e che chiamerò lava granitofa, perchè abbonda di quarzi e feld-fpati di grolfezza notabile. i6 bile. La di lei grana però è molto grottolana, ni è fufcettibile di pulimento . Pare, che la parta . la quale inficine riunifce i feld-fpati ed i quarzi non abbia ricevuto il giufio grado di fufionc. I feld-fpati poi fono molto alterati , potendoli facilmente limolare e dividere in fcaglie. In quella lava detta da paefani /affo ferlengo fono fcavatc le grotte delle cafe. Per poco che fi giri si intorno allo fcoglio della l\occa, come agli altri Poggi, de'quali parlerò in appretto, è facile il rinvenire tale lava in decompofìzionc, e nel fuo attuale paffaggio, ora allo ilato di terra vegetale, ora di arena. Offervando quelle decoinpofizioni, il vede Tempre che il fcld-fpato relitte di più all' acido dell' aria , ed all' azione dell' acqua . La_* terra che rifulta da tali dccompofizioni è bianca, immobile agli acidi, ed argillofo-fìlicea. Allorché è ridotta in polvere fi adopera da' paefani folo negli edifizj ordinar}, non potendo attefa_» 1' eterogeneità delle fue parti fare corpo colla calce. Scendendo dal poggio della I[occa verfo il Nort, fi pattano i Poggiarelli detti di S. Bajlia-vo , del pagano , e dell' *Ara Vecchia abbondante di getto, e felenite romboidale. Sono formati quelli tre Poggi d'argilla, marna, e matti di lava granitofa, e debbonfi confiderai come tré anel- anelli, che riunifcono il grande fcoglio della Hoc-ai col bellittimo ed intereflante poggio di Cafal-lavio comporto tutto d1 immcnfi maflì , e finiti di lava granitofa . F.' coperto quello da folte macchie fuorché nel lato , che guarda 1" EU , per cui fi patta nell'andare alla Fonderia nuova. ElTendo ivi in molti luoghi tagliato a picco ad un' altezza maggiore di 3o. canne , per quanto appare all' occhio , fi può vedere l'oliatura interna del Poggio , che è formata da matti quali sferici di lava granitofa, riuniti da una terra argillofa bigia. PrelTo la Fonderia però fi veggono ftrati grandif-fimi di lava quali verticali. Siccome evvi in que-fto luogo la caduta di un foflo copiofo di acque , vi fi fono fatti tre piccoli edilìzi per fondere la Miniera del piombo , allorché fi credè di aver trovato un filone talmente ricco, che non ballalfe al di lui lavorìo 1' antica Fonderia . Corteggiando il follo della fonderia nuova, fi palla in un altro poggio detto Bertone, e quindi in quello delle Farnie, formati anch' elfi della medefima lava__» granitofa. Piegando di poi all'Ovcft , fi taglia il poggio detto della Strega , in cui la fuddetta lava è molto più compatta, bianca, e talmente copiofa di feld-fpati, che occupano qucfti uno fpazio maggiore della lava che gli unifee. Da quella Collina, dove ella termina col pian del B Gal- iS Callo, fi cava il materiale per cortruire 1' interno de' forni deftinati a calcinare la pietra d' allume . La lava è a llrati, che fi diriggono verfo il piano. Conlina quello poggio al Sud colla Tifci-va, c Capo Caccia, che volgendo all' Eft li uni-feono per mezzo delle Colline della Fontana del Caftagncto, c delle Cavaccie col poggio della 'Rocca . Tutto quello circuito di monti è compollo delle ftefl'c materie , cioè argilla, marna, e lava granitola, che foveiite fi trova calcinata e decom-pofla . Nella valle formata dai piani di Tfcvc del Callo, e di Tavole, come ancora in altri fiti de* deferitti poggi, al rumore lordo che li ode cami-nandovi fopra, fi può giudicare enervi de" vuoti fotterranei . Il terreno è vulcanico , e contiene-* molte parti attirabili dalla calamita . In tutta quella eltenfione è collante la lava vulcanica; non è però che talora non vi fi trovi qualche ftrato di materia diverfi, o che l'icomparjfca qualche ma (lo di lava in altri luoghi. Cosi partati i poggi della MiJ'eri cor di a, di Tozzo Fcrruzso, c cii San T^icolao formati da fchilio marnofo, fi trova il poggio detto la Tolficciola , comporto da marti e ftrati di lava , fpecialmcntc nella colla che guarda il Bagnarcllo ; così ancora nella via detta della Sughera di /otto tra gli llrati di lava, evvi un filone di pietra alluminofa; e nelle colline allumino- 15T nofe, dove quelle fono più proffime alla deferitta corona di pogpj, fono frequenti i maffi di lava, come fi può conofcerc nell' ingrellò dell'antica Cava grande , detta da Baffo . RIFLESSIONI Sulla lava granito fa . §. Vili. SEmbra che non fi polla dubitare dell' origine vulcanica delle deferitte colline . Ma d' onde mai avranno quelli Vulcani cllratto quella immen-fa copia di quarzi, e feld-fpati che fi trovano riuniti nelle loro lave? Se r.e dovrà ripetere l'origine dalle iilelfe follanze feld-fpatiche fciolte nella lava in fufioiie, e che fi fono crillallizzate nel di lei raffreddamento ? Non veggo ripugnanza alcuna in quella ipotefi . Qual mezzo più tranquillo, e perciò ancora più atto alla crillallizzazionc, che una lavafufa, la quale fi raffredda con lina cllrema lentezza ? Sono inoltre troppo ovvi gli efcmpi delle crifiallizzazioni per la via del fuoco . La flclla del regolo d" antimonio , i cubi del Bifmut, gli ottaedri del ferro tufo colla calce, e le ingegnofe Geode metalliche del Sig. Mongez, non ci lafciano luogo a dubitare sù tale articolo. Ma fé i quarzi > ed i feld-fpati fono parti cofìitucnti il Granito, B 2 fem- ÌO fembra molto probabile che i noftri vulcani acccfi o tra gli Ilrati di granito, o fotto di elfi, abbiano ricavato dalle decompofizioni granitofe la foftanza quarzofa , e feld-fpatica . L'iilcflo dubbio può na-fcere circa gli eflinti Vulcani d'Albano e Fra/catì, ne' quali fovente fi trovano de' curiofi impalli di quarzi, miche, fcorli, e feld-fpati. In un ammaf-fo di peperino, eh' è una lava fangofa, predò la Chiefa di Galloro fituata tra la Riccia e Genzano ho rinvenuto un pezzo di granito formato da mica e feld-fpato bianco, ed in uno {cavo nella villa_. Conti in Frafcati ho trovato tra le materie vulcaniche molti pezzi di granito, alcuni intatti e duri, altri alterati, altri in un perfetto disfacimento, che fi confervano nel noltro Mufeo. Quelli graniti abbondano molto di fcorli, che refillono di più alla dccompofizione . Meritano ancora di e Acre oflerva-te quelle vene di granito che s incontrano ne' Ba-falti di Egitto; e le Sfingi, che gettano acqua ai piedi del Campidoglio , fono oggetto di rifleflionc per gli Antiquari non meno, che per i Naturali-ili . Nò debbo qui omettere il celebre fcoglio ba-faltino piramidale di Biocca roffa nel l'clay chcfor-tito per Io sforzo di una efplofione vulcanica, con aprirli una llrada nella denfiti, e groflezza de' banchi di granito fi è follevato ad un' altezza maggiore di 100 piedi con un diametro di 60 in circa. II verti- 1 : i vertice delio fcoglio è di lava pura ed omogenea ; ma a delira e finillra, dall'alto al baflo, fi vede attaccato al Bafalte il granito, che drizzandoli fo-pra fe Ile Ho per lo sforzo della materia in fulione, fi è adattato , e quali incollato contro la di lui ba-fe. Ma ne'quarzi, feld-fpati, e miche, che fono le follanze le quali comunemente fi rinvengono nel granito , e negli fcorli e nella fleattite che talvolta vi s'incontrano, quale materia vi è che polla accendere , ed alimentare un Vulcano ? Non mancano però degli efempj di malli di piriti fulfurce ritrovati in mezzo a Montagne di granito. Sarà forfè il granito fi e Ito un prodotto del fuoco ? Ma le Montagne granitofe non fono elleno le più elevate del Hobo, e non formano un'illefla follanza coll'of- «J ' fatura interna, di cui fono una continuazione ed eferefeenza ? Ma è poi quella una verità generale ? E fe fi avveralTc l'olTervazione del Sig. Fichte], che nella gran catena di Montagne che tagliano la Wallacbia, Moldavia, Tranfilvania, ed una parte dell' Ungheria, il Sai gemma è la bafe de'Monti granitoli? Oh quanti fenomeni fi debbono ancora conciliare da N'aturalifli prima di fabbricare un fillema fulla formazione del Globo ! Non ho dunr que difficoltà veruna nell'ammettere il centro de' noftri Vulcani, o tra gii Arati di granito, o fotto di eflì. Ma fi rifletta alla Natura fommamente tufi j libi- 22 libile de" feld-fpati. I forni per la calcinazione dell'allume, come fi dirà in appretto, fono co-flruiti di quella lava granitofa , ed il folo fuoco di legna per poche ore è fulficiente a fonderla e vetrificarla. Come dunque i di lei feld-fpati avrebbero potuto refillere all' intenfo e violentiamo fuoco del Vulcano? E' colli difficile di perfuadcr-fi, che quello gli abbia eruttati interi, e nuotanti nella lava; ma parmi più probabile il pcnfarc che la materia feld-fpatica cllratta per l'attività del Vulcano del granito , e fufa inficmc colla lava, nel di lei lento raffreddamento fiali crillallizzata di nuovo. Ci pare al certo llrana una tale fufionc, feguita fenza che le parti feld-fpatiche fi umifero ed amalgamajfero con quelle della lava . Ma è duo-po confclfarlo. La natura del fuoco Vulcanico, e la di lui maniera di agire ci fono allatto fcono-fciute. Mi ero già formato in mente quello fillema, allorché con mia fomma foddisfazionc mi fono incontrato a leggere nella Mineralogia dc'Vulcani del Signor Faujas de Saint-Fond lìampata in Parigi l'anno 1784. le olfcrvazioni fatte dal Sig. Commendatore Dolomieu fu la lava Torfiracca delle Ifole di Lipari ripiena ancor'efla di feld-fpati, e di fcorli. ®)ucflc lave, così fcrive l'ipllancabile e diligentiffi-mo Offervatore, a cui dee l'iftoria Naturale molte pre- jpreziofc (coperte, fono una riprova clic il fuoco vulcanico non altera femprc effenzialmente le materie fottopofte alla di lui azione, che dà loro un genere di fluidità, la quale non cangia affolutamcnte la lor naturale tefjitura, e che la fujione delle lave è tuoi-to diverfa da quella che noi operiamo ne'noflri fornelli, ne"quali colla vitrifìcazionc cangiamo realmente la natura delle foflanze.... Sembra che il fuoco ne"Vulcani agifea J'olo come un dijfolvcnte; dilata i corpi, s'introduce nelle loro molende in modo di far-le fcorrcre le une J'opra le altre , ed allorché fi diffì-pa lafcia le diverfe foflanze prejfo a poco ìieWìftcffo flato in cui le ha trovate \ toglie J'olo la forza di aggregazione che rende folidi i corpi. Si può paragonare quefto fenomeno con quello dell'acqua nella diflbluzione de'fali, che partecipano allora della fluidità del meftruo, e ritornano concreti colla di lui evaporazione. Colline calcaree della Tolfa. §. 1 X. LE fole colline calcaree che ho potuto vilìtare , fono il Bagnarello , ed il Vadamifchio che gli c contiguo . Prende il primo un tal nome da una forgente di acqua che prefenta i feguenti fenomeni. I. Sorge con impeto dal fondo della vafea in_» 15 ^ cui 24 cui racchiufa, c le bolle confervandofi unite rivengono a rompere alla fuperficie. 2. Il calore è tale che la mano può foffrirlo lungamente . 3. Non forma incroftatura fopra i vegetabili che nafeono nelle pareti. 4. Raffreddata ha un fapore grato, fubacido, che non è fenflbile nello flato di calore. 5. Se fi agiti in un recipiente chiufo, allorché fi apre ne forte con impeto un'aria ch'eflingue il lume. 6. L'acqua Mercuriale forma fubito unafepara-zione gialla. 7. La foluzione di nitro lunare vi produce una fcparazione bianca. S. Altera ir. rolfo la tintura di Girafole. 9. Cimentata coll'Alkali flogilìicato non dà al-cun'indizio di ferro. Sembra da tutto ciò che contenga quell'acqua un'acido aereo libero, a cui deggia il fuo principio volatile, ed un fale felenitofo. L'efpcrienza l'ha fatta riconofccrc proficua per i mali venerei, e per i reumi. Alquanto fotto quello bagno evvi un'altra vena di acqua che pare dell'ideila natura, ma c molto più calda. Sembra che una fia la forgentc, e che l'acqua del Bagno fia meno calda prefentando all'aria una molto ellefa fupcriìcic. Sotto il piano di quella 5 quella Collina evvi una valla grotta in cui fentefi un forte odore di fegato di zolfo. Le acque che fi iòno feltrate per le fenditure della volta anno ricoperto le pareti di ftillicidj. Tutto il Poggio poi è di pietra calcarea, e quella fpecialmente verfo la foinmità è più compatta, e colorita, e deve la fua origine a depofizioni di acque. E' conofciuta fotto il nome di alabaflro della Tolfa, non prende però giammai un vero pulimento attefa la fua porofità . La Balaudra della Cliiefa di Cibona è collruita con tale alabaflro. Dalla Collina del Dagnarello fi paf-fa in quella detta del Fadamifcbio, compolla in gran parte di pietra calcarea , di fchillo marnofo, e d'argilla, indi nel Poggio delle Spiaggie, in cui abbonda il gelfo , l'argilla, e la marna. Qui è dove , in mezzo alle zolle argillofe, fi trovano i quarzi detti diamanti della Tolfa, il più fovente di figura irregolare , ma tal volta criflallizzati regolarmente ; cioè in prifmi efagoni, terminati da piramidi cfa-edrc. Specialmente dopo la pioggia, le acque li trafportano nel fottopollo folfo che divide le fpiag~ ge dal Vadamifcbio. Colline argillofe della Tolfa. , §. X. BEnchè l'argilla fi trovi frequentemente nclla_t maggior parte de'Poggi della Tolfa ; le Colline veramente argillofe fono quelle , dalle quali fi cava cava la pietra dell'Allume . Vegeta in tutte con abbondanza l'agrifoglio, da cui fi crede che fi veniffe in cognizione dell" Allume in quefli contorni. Un tale indizio però è molto equivoco, elfendovi l'Allume in molti luoghi, ne'quali non fi vede l'agrifoglio. Cosi ciafficura il Dottor Targioni, che nel territorio di Monte Rotondo in Tofcana, in cui evvi in abbondanza ottima pietra alluminola, l'agrifo- plio non vi nafee . Il fallo ailuminofo è di diverfe ij fpecie. Ve n'è del bianco friabile, del bianco compatto , del cinericio e bigio, e del roliiceo . Generalmente il più compatto, pefante e di granitura lina , è il migliore . Gli llrati di pietra alluminola hanno diverfa inclinazione, e direzione nelle diverfe Colline; fono comunemente interziati da un tufo argillofo ; fovente vi s'incontra qualche vena di pietra filicca, qualche pirite , e maffo di lava gra-nitofa; ma la follanza più ovvia di tutte, è l'argilla, ora bianca, ora bigia, ora rollallra. Di quella ve n'è gran quantità nella cava grande antica_j detta da Baffo ; e nella Cavacela fu la mano delira nella prima voltata , per ufeire dalla parte verfo aboliti, v'è in copia l'argilla bianca. OSSFR- 27 OSSERVAZIONI Sulla pietra alluminola della Tolfa: §. X I. LA pietra della Tolfa non fi l'onde fola alla fiamma del tubo detto Ferruminatorio ; fe fi me-fcoli coll'Alkali minerale, liegue una ilhntanca ef-fcrvcfccnza , ma non fi divide , nè fi fonde . Col borace poi , e col falc microcofmico , bolle e fi feioglie del tutto come Tali urne calcinato . Che fc fi riduca in polvere , e fi tratti convenevolmente-* coll'acido vitriolico , fi cangia quali tutta in allume , e vi rimane folo una piccola dofe di terra Clicca. Oflervando le apparenze che prefenta dopo la calcinazione, fi conofcc che non contiene dofe alcuna di terra calcarea, poiché non fi rifcalda coll'ac-qua, nè fi riduce in polvere ; ma foltanto fi fcrepo* la, ed in tal modo fi facilita la lifciviazionc. Vuole il Sig. Bcrgman, clic non folo contenga i principi prolfimi dell'allume , ma quelli iltcflì principi gii combinati ed inviluppati folo da una gran dofe di argilla . Però liamo debitori al Sig. Monnet di una Angolare oiìervazione , ed è che la miniera di allume della Tolfa ci prefenta una curiofa combinazione di argilla, e di zolfo a parti pretto a poco eguali ; fenomeno particolare nella Chimica . Ecco il rifili tato della di lui analili. j. La pietra alluminofa ridetta in polvere, e la- a 8 vata nell'acqua non dà alcun indìzio di fale. Non è dunque una terra penetrata dall'acido vitriolico . а. Per quanto fi lafci cfpolla all'aria libera, e fi bagni, non dà veruna foftanza falina. 3. Se fi calcini in un crogiuolo chiufo, e filàccia la lifciviadi quella calce, non fi ottiene l'allume. Acciò quello fi formi nel minerale, e fi dilfipi il tìogifto, è neceffario il concorfo dell'aria. 4. Se due parti della miniera, mefcolate con_j una parte di alkali fido fi cfpongano ad un fuoco violento, e quindi la mcfcolanza fi fciolga nell'acqua, la lifcivia contiene un vero fegato di zolfo e precipita in nero la dilfoluzione di vetriuolo di marte. 5. Se con quella lifeivia fi mefcoli una foluzio-ne mercuriale, e fi faccia Sublimare il precipitato, fi forma un bel cinabro» б. Se la mcfcolanza della miniera coll'alkali fif-fo fi lafci per molto tempo al fuoco dopo la lifcivia-zione, ed evaporazione, fi otterrà folo del tartaro vitriolato. Polla queft'analifi, convien dire che nella calcinazione, l'attività del fuoco decompone Io zolfo inceppato tra le particelle argillofe, rende volatile il di lui llogillo, e fchiudc in tal modo l'acido vitrio-lico , acciò polla combinarli colla terra argillosi. Mentre però il fuoco diflipando il flogillo rende libera bera la maggior parte dell'acido» non lafcia di bruciare colla fua attività ancora una parte dello zolfo * e da ciò dipende miei puzzo di acido zulfureo volatile , che fi fa fcntirc a grandi diftanze, mentre fi calcina la pietra, e che non pare, fi polla fpiegare nel-lafentenza del Sig. Bcrgman. Forfè la pietra allu-minofa della Tolfa è una lava vulcanica decompolla, e penetrata dall'acido zulfureo, il quale l'ha cangia-» £a in argilla , e fi è combinato con clTa « Cave dell'allume. §. X I I. "1" L primo Poggio in cui fi è cavato l'allume alla Tolfa, è flato quello che diccfi la Bianca, in cui fi fono trovate le zeppe che fi adopravano pria dell' ufo della polvere. L'altra cava, parimenti antica, è quella che fi chiama Ballotta , e che fu riaperta dall'affittuario Maceroni, ma con efito poco felice. La pietra di quella cava è di ottima qualità, ed iu_j gran parte roffaltra. Vi fono dc'filoni ricchiffimi, ma conveniva tenerli nel taglio fui lato oppoflo a quello , in cui fi fece , come ne fono flato accurato da perfonc pratiche in tali fcavi . La cava che prcfcntemcnte fi lavora, dicefi la Cavaccia, aperta già da moltiffimi anni, che ha foniminillrato allume in gran quantità, e che racchiude filoni abbondanti . Siccome però quelli tendono all'ingiit, -ora fi fa ur. 3° un taglio fu quel lato del Monte che guarda il Nort pervenire ad incontrare di fotto i filoni. ElTendofi inoltre il fuolo della cava attuale di molto abballato , nè potendo fervire per lo fcolo delle acque un taglio fatto, fon già parecchi anni, nel Monte, fi lavora attualmente , fotto la direzione delìefperto Sig. Francefco Presbitero, un'altro emiliano, il quale palfando per le vifcere del Monte entrerà nella cava, e le acque vi fi fcaricheranr.o per mezzo di un pozzo . La lunghezza del taglio farà di 85. canne , l'altezza di palmi 7., e la larghezza di 6. E' diretto dal Nord al Sud, ed ha l'inclinazione di 4. once per canna . Elfendo entrato nella gallerìa fino a 42. canne di lunghezza, ho riconosciuto elfcrc quel Poggio formato in tal fito da lava granitofa , ma in parte dccompofta. Vi è però uno llrato di Pirite di ferro della larghezza di 3. palmi, che tende dall'Eli all'Ovefl:. 1 • Lavorazione delle Mine . §. XIII. LA prima operazione che li fa nella fabbrica—» dell'allume, è quella di tagliare dal Monte la pietra; ciò che fi ottiene coll'ajuto delle mine. Reca però llupore il vedere un tale lavoro efeguir-fi con arte e facilità ringoiare in alcuni liti elevati della Montagna, tagliata a picco da uomini, la vita ta de' quali è affidata folo ad una corda. Quelli hanno la deftrezza di gettare anche in qualche di-ilanza un tizzo accefo nel luogo appunto dove è la traccia della mina, e feguita l'efplofione, {ottenuti parimenti dalle corde, fanno cadere coppali di ferro queT materiali che la violenza della mina ha folo fmolfi, fenza sbalzarli dal loro fito. Si accendono le mine regolarmente tre volte il giorno, fi fceglic quindi la pietra buona per l'allume, e ridotta in pezzi fi porta alla piazza de'forni. A il forno la figura di un cono troncato, ili cui il piano del vertice è al livello col piano della piazza. E' vuoto nell' interno, e formato con pezzi riquadrati di lava granitofa, cftratta dal Poggio della Strega. La violenza del fuoco vetrifica, e fonde la fupcrficie di quella lava, cofic-chè entrando nel forno allorché é tutto raffreddato , fi vede incrollato da una intonacatura vitrea che forma de'graziofi Itillicidj. Si chiude il vertice del forno con un' altro cono troncato , compollo di pezzi della pietra che deefi calcinare, difpo* Hi talmente a zeppa, clic nell'interno formino la volta del forno. Nel coftruirc quello cono fi ha l'avvertenza di porre nelle parti più efterne quella Calcinazione del Minerale §. XIV. qua- 3 = qualità di pietra , ch'efige meno fuoco , e nelle interne la più compatta, che richiede maggiore in-tcnfità di calore . Non vi è regola alcuna circa la durata del fuoco , dipendendo dalla qualità della pietra, e delle legna. Se quelle fono afeiutte, o di quella fpecie che fi dicono forti, quattro o cinque ore di tempo fono (ufficienti ; ma fe fono umide , o dolci, fi richiedono fette , otto , ed anche nove ore . Dalla pratica di chi prefiede alla fornace dipende il conofcerc quando la pietra—» fia giunta ai grado giullo di cottura . Durante la calcinazione , il fumo che cfala in gran copia , è carico di un acido zulfureo volatile, e la pietra diviene peli' azione del fuoco bianchillìma . Sembra da ciò, che il colore rofaceo della pietra della Tolfa proceda da una materia graffa, o tìogi-llica, non già da un' Ocra di Marte, come taluni anno penfato. Si confideri inoltre che è fre-quentillìma nel mallo alluminofo 1' argilla colorita in rollò, ora pallido , ora incarnato , ora più vivo ; ed ha dimoilrato il Sig. Iìergman che l'argilla deve un tal colore al llogillo . E d'uopo però confettare, che anche dopo la calcinazione ili_» qualche pezzo apparifeono delle macchie rotte , e che nel fatto alluminofo fi offervano talvolta delle particelle piritiche . Allorché è raffreddata la pietra, fi fcparano i pez- 3? pezzi divenuti bianchi da quelli che non anno ricevuto una {ufficiente imprellione dal fuoco, e quelli fi efpongono di bel nuovo alla fegucnte cottura , ma nella parte eftcrna del cono troncato, acciò non fi brucino. Macerazione. §. X V. SI porta la pietra calcinata allo fpiazzo della macerazione , dove fe ne forma una gran catafta con quello metodo. Quella che giunge di nuovo fi pone fempre in una cftremità, e nell1 oppofla vi è F antica . Indi due uomini con pale gettano continuamente fopra tutta la lunghezza della cata-fla 1' acqua , che raccolgono da canali polli all'intorno . Dovrebbe durare quella macerazione per 40. giorni; ma ficcome ora vi è fcarfezza di pietra , fi continua folo per 25. giorni incirca. Li [ch'azione, e Criflallizazione. §. X V I. SI porta quindi alla caldaia tutto quel materiale, che effendo flato ben penetrato dall'acqua, fi riduce in pafla, e fi rimandano alla fornace que' pezzi che non fi fono ben macerati . Le caldaie fono collrutte di mattone ; il fondo però è di rame. Si empie la caldaia di acqua refidua dal- C le 34 le precedenti cridallizzazioni, nel modo che fi dirà in appretto, e vi fi danno 6. ore di fuoco. Allora s'incomincia a gettare la pietra macerata nella caldaja, e due Uomini con pale l'agitano, acciò 1' acqua ne fc-iolga tutto il fale alluminofo , c con le illette pale portano fuori della caldaia la terra refidua che precipita al fondo , e che non può eflere fciolta dall'acqua. Allorché hanno gettato e fciolto nell' acqua bollente quella dofe di terra , clic loro fembra fufliciente, aprono un fòro che vi è , dove il fondo di rame confina col rodante della caldaia , e n' efce la lifciva che per mezzo, de'condotti di legno è portata nelle catte. Sono quelle alte otto in nove palmi in circa, hanno la figura di piramidi inverfe troncate quadrilatere. Benché fieno formate di tavole connette in-fieme con zeppe di legno, e calafatate con llop-pa, il calore della lifciva le fa fovente gonfiare in qualche parte , e fuori ne trapela pelle fenditure, che fi formano tra una tavola e l'altra. Dopo che qucfia è Hata nel calTone per 24., o 25. giorni, fi apre un foro pollo verfo la di lui metà, e l'acqua madre che indi fi fcarica, per mezzo di altri condotti di legno collocati al fondo delle caffè , patta in una piccola vafea, dove depone molta terra, e quindi nella grande detta lo Zanfone. Si trova allora l'allume cridallizato alle pareti de) 35 del caflòne, e nel fondo una dcpofizione di terra argillofa chiamata merdaccbio, clic fi gctta_> fuori de! catione , e quindi li riempie di nuova lifeiva, acciò fi formi una feconda crillallizzazio-ne fopra la prima, e cosi di feguito fino a quattro volte; indi co'picconi fi dillacca l'allume. Siccome poi lo Zanfone è fiutato molto più baffo delle caldaie, l'acqua madre è portata in quelle per mezzo di una machina, la quale confitte in una ruota verticale che gira a forza di acqua ■ L'affé orizontale di quella muove un gran cilindro verticale , la cui parte fuperiore fa girare Taf-fc orizontale di un' altra rota ; quella girando verticalmente porta nella fua periferia una catena, a cui fono anneffi 28. fecclij, e che pefea nello zanfone . Quella parte adunque della catena, che_> viene dal baffo in alto porta 14. fccchj di acqua madre , ogn' un de' quali allorché giunge nel punto, in cui deve incominciare a feendere , fi vuota in una vafea, da dove per un canale la lifeiva giunge alla caldaia. RI- RIFLESSIONI Sulla fabricazione dell' Allume. §. XVII. i. I^T Ella piazza de' forni fi dovrebbero fepa- rare le diverfe fpecie di pietre, e tare Je colmate alle fornaci con pietre più omogenee che folle potàbile . Se ne potrebbero fare tre mucchi, il primo colla pietra che chiamerò >A, la quale efige meno cottura » il fecondo colla pietra B} che ne richiede un poco più, il terzo colia pietra C, che ne abbifogna di una dofe anche maggiore . Ogni fornace dovrebbe etferc compo-fla da due fpecie di pietra, cioè della fpecie ^t neli'efterno, e B nell'interno, o pure dalla fpecie ZJ neli'efterno , e C nell' interno, e fi dovrebbe quindi proporzionare il fuoco alla natura della pietra . Siccome in ogni fornaciata vi fono molti pezzi non cotti, ed altri bruciati, fi vede che non balla la fola fcelta che fi fa della pietra in due fpecie . 2. E'un errore che cagiona perdita, e ritardo in tutta la ferie del lavoro il tenere la pietra in macerazione meno di 40. giorni in circa . Poiché riportandoli alle fornaci quel materiale, che non fi è macerato a fufficienza, nella feguentc cottu- ra 37 fa facilmente fi brucia, ed occupa inutilmente il luogo della nuova pietra. 3. Sarebbe necefTario qualche pef.i liquori per conofcere quando la lifeiva è veramente faturata di fale. Di un tale ifinimento fi fa ufo nelle fatine della Lorena , e della Franca Contea, e nelle fabriche del nitro . Vedafi l'inllruzione fullo flabilimento delle nitriere pubblicato per ordine del Rè di Francia 1' anno 1777- art. XI. Ovvero farebbe forfè cofa più flcura, e più facile , l'of-fcrvare da quando in quando la lifeiva, prima di aggiungere nuova terra , e vedere fé è capace di fciogliere altro fale alluminofo . Quella cautela la credo molto interreffante ; poiché fe fi profie-gue a gettare nella caldaja la terra allorché 1' acqua è faturata di fale, fi perde il minerale, e fc fi toglie la lifeiva dalla caldaja, non effendo ben faturata di fale, fi è inutilmente confumata una gran dofe di legna . Siccome la pietra non è tutta della medefima fpecie, nè riceve tutta lo ftef-fo grado di calore nella calcinazione, la regola di gettare nella caldaja fempre 1' illefia quantità di pietra, mi fembra molto fallace. Per conofcere poi quando la lifeiva è perfettamente faturata, fe ne potrebbe attingere dalla caldaja una piccola quantità, ed immergere in e (la un criflallo di allume puro a di cui fi conofca il pefo. 38 4* Ne1 caflòni fi dovrebbero porre de' legni o trafverfali, o verticali, acciò il fale avefle un' appoggio dove crillallizare. 5. Si deve gettare il minerale nella caldaja quando quella incomincia a bollire, non ellendo allora 1' acqua capace di ulteriori gradi di calore . ANALISI DELL' ALLUME. §. XVIII. A figura de' criflalli alluminoli è l'ottaedra. I principi proflimi fono l'acido vitriolico, l'argilla pura, e l'acqua della crifiallizazione. Allorché fi calcina 1' allume, la malTa diviene più leggiera , opaca , fpongiofa , e friabile . Se in quello fiato fi ponga in una foluzione alkalina , fi fc-para dall' acido vitriolico la bafe terrofa, che precipita al fondo • Analizando in tal maniera—» l'allume, fi trova che in 100. libre di quello fale vi fono 39. d'acido vitriolico, 15 i-d'argilla, 45 f- di acqua, fecondo le olTcrvazioni del dottifiimo Bergman. Hanno i Chimici molto dif-putato tra loro fopra i caratteri della terra, che forma la bafe dell'allume. Alcuni 1' anno creduta calcarea » e vi è fiato ancora chi 1' ha dichiarata metallica. Ma i Signori Hellot, Geoflroy,Pott, e Margralf anno dimollrato elfere argillofa. In fatti i caratteri principali dell' argilla fono l'im- palla r- 39 pattarti coli1 acqua, reftringerfi nel difleccamento , ed acquittarc al fuoco una tale durezza da dare fcintille coli' acciarino. Tutto ciò fi ravvifa ancora nella terra dell' allume . Non fembra però ancora dee ifo , fe l'acido dell'allume Ha in eccedo o nello flato di perfetta faturazione. 11 Sig. Berg-man fondato full' alterazione in rolfo della tintura di girafole, vuole che l'acido dell'allume fia in cccelfo . Anzi pretende che un tale eccello gli fia eifenziale, coficchè non gli fi polla togliere, fenza privarlo del fuo fapore, folubiliti, e degli altri caratteri. E d'uopo però 1' offervare i. che fe l'ai» lume contenelTe un acido ecceflìvo, cioè non fa-turato , ne dovrebbe cflere infallibilmente fpoglia-to colle lozioni, e criftallizazioni. 2. Il cangiamento in roflò de'fughi vegetabili non è fernpre una prova dimoflrativa di un acido libero. L'ifteflo Sig. Bergman ha oflerva-to, che la foluzione del fale zuccherino-argillofo altera in rolfo la tintura di girafole, benché non vi fia indizio alcuno di acido foprabbondante . Di tutti gli allumi fin' ora conofciuti il più perfetto fi è quello della Tolfa, perchè fi crede affatto libero dal ferro. Non è però, che non ne contenga qualche piccola dofe . In fatti fe nella di lui foluzione fi verfi dell' Alkali flogillicato , nelF ittante comparifce un bel colore verde , che C4 di 3° di poi fi cangia in azzurro, e fi vede fenfibilmen-te la fcparazione del turchino di Prufiia. tffi dell' allume. §. XIX. ' Allume entra nella compofizionc di molti ri- medi della Farmaceutica, ed è fovente impiegato nelle arti e nella economia domeftica. Unito al fego rende le candele più confidenti, dà corpo ai paftelli de" pittori, ferve per imbianchire r argento, per inargentare il rame, preparare il cuojo,eper altri infiniti ufi . H'neceflario nclla_» compofizionc dell'azzurro di Berlino, e delle tinte nelle quali difpone le foftanze, clic fi vogliono colorire , corrode leggiermente la loro fuperfi-cic, dilata i pori, e fomminiftra una favorevole bafe alle particelle coloranti, che fiffa ne' corpi. Si potrebbe ancora adoperare con vantaggio nel preservare le carte , ed i legni dall' attività del fuoco. Ammiano nel lili. XX. narrando gli sforzi inutili de' Perfiani nel lanciare il fuoco contro le macchine de' Romani, ne affegna la caufa nell' ef-fere fiate effe con fomma diligenza intonacate di allume. Abbiamo ancora nel cap.i. dei lib. XV. di Aulo Gellio, che mentre L. Siila affediava il Pireo degli Ateniefi , proccurò di bruciare una torre di legno che difendeva il porto. Vi fi accollò Sii- la, 4* la, fece che fi aliontanaflero i Greci, la circondò di legna, vi apprefsò il fuoco, ma effendo fiata la torre da Archelao intonacata di una foluzione di allume , non fù potàbile il communicarvi l'in» cendio. Ci potrebbero fembrare favolofi tali rac» conti degli antichi, fe in quefto fecolo non fe ne fbfle fatta 1' efperienza in alcuni cafotti di legname in SafTonia nel dillretto di AItembourg . Dopo P invenzione della polvere è divenuto ncccf-fario, e comune P ufo di una foftanza sì pericoloni . Non vi c città che non abbia i fuoi magazzini di polvere , nò vi è nave che feco non_» ne porti una dofe. Con tutte le cautele che fi adoprano , fono frequenti i cafi di accenfionì quanto improvvide , altrettanto ancora fatali. Per garantirli almeno in parte da tali accidenti, non veggo mezzo più facile che quello di racchiudere la polvere in carta ben temprata nella foluzione di allume. Quella la difenderebbe ancora dalP umido. L' allume deftinato ad un tale effetto, non fi richiederebbe che folle puritàmo , e fe molti-pi icandofi la quantità del genere, fi diminuire il di lui prezzo, forfè tali pratiche fi vedrebbero generalmente adottate con molto vantaggio di quegli flati che anno la forte di abbondare di al< lume . Tog- 4Z Toggi Schiflofi della Tolfa. §. X X. I Poggi della Tolfa, che racchiudono metalli, fo« no formati da uno Schillo calcareo di colore_> piombino , e che contiene dell'argilla . I principali di quelli Poggi fono la Ganajfa, Malinverno, la Stella , e le Tozzarclle , che verfo il Nort confinano colle colline dell'allume . Abbonda qui la Galena e la Blenda , e più volte fi è intraprefo di aprirne le cave. La principale fu quella che dicefi di S. Guglielmo , dove terminare dovevano le altre , eccetto il Trataccio, e le Tozzarclle. Al Sud-Ovelt della cava di S. Guglielmo , fu aperta la galleria—» detta dello Spurgo ; non tanto per ricercare il minerale , quanto per dare efito da quella parte alla cava maeftra del S. Guglielmo , ed alla altre fupc-riori, attefa la vicinanza della Fonderìa . Al Sud-Eli s'incominciarono due altre gallerie dette di S. Lorenzo, e di S. Clemente, e fotto di ciré una terza, cioè quella di S. Franccfco prolungata per 300 canne. All'Eli evvi il Bcvatorcllo, ed al Nord-Elt la cava di S. Egidio . Il Bevatorcllo però aveva due gallerie, delle quali una tendendo all'Ovcft doveva terminare nel S. Guglielmo, l'altra andando dal Sud-Hit al Nort conduceva nel S. Egidio . Finalmente all' Ovell del S. Guglieltno vi è la cava detta le Tozzarclle, ed al Sud-Oveft il Trataccio con 43 con due gallerie parallele. Ora quelle cave fono affatto inacceflibili ; può per altro il Naturalifta fa-ziare in parte la fua curiofità oflervando preffo le loro bocche d'ingreffo le materie refidue ne' così detti fpurghi .Vi troverà un'immenfa quantità di fpati calcarei romboidali, piramidali, di fpati fluori , drufe quarzofe, piriti di rame e di ferro, e fe brama belli ed internanti fag.'j di galena, c__* fluori, entri nell' edilizio della Fonderia, ove ne potrà fcegliere a piacimento. Il minerale più ricco era quello a faccette piccole e brillanti, contenendo molto argento ; l'altro era comunemente galena tcffularc. Dopo aver feparata la miniera dalla pirite , dagli fpati e dalla blenda, fi calcinava per toglierne lo zolfo, e diminuire l'aggregazione delle parti; allorché incominciava a fonderli* fi poneva nel fornello di fufione, indi in quello del raffinaggio, dove fvaporando i mineralizatori, fi fcparava dal piombo 1' argento ed il rame . Era_j cofa ovvia il trovare negli fteffi filoni piombo, ferro, blenda, ed antimonio. La prima qualità di miniera rendeva il 40, la feconda il 2j , l'infima il 18 , 016 per 100. In divcrfi luoghi preffo quelle cave fi ritrova l'argilla, ora cincrizia, ora raffili ra, ora bianca, e fpccialmente per andare dalla cava detta il J\nJ'cello alla fonderia nel principio della difcefa filila mano finilira. NOTI- H NOTIZIE Appartenenti alla Tolfa, ricavate da un Manofcritto ejiflente preffo i Signori Buttaoni. EL 1650 Francefco Bofchi della Tolfa trovò la miniera del ferro , e fece una Ferriera alla caduta di un follo detto il Caldano . Un certo Grifone , allora Governatore delle Allumiere, vedendo la manifattura bene incaminata, volle eflere a parte del guadagno, ma avendolo cfclufo il Bofchi, il Grifone ricorfe a Roma, e lo accusò come ufur-patore di ciò che fi fpctta al Principe . Fu catturato il Bofchi e condotto a Roma , dove ebbe la Città per carcere , e vi mori nel 165$. Nel 1751 la Camera lece un impreflito di feudi 2000 ad un certo Abate Fabroni, colla ficurtà del Cavalier Francefchi, per ifeavare alla Tolfa i materiali per la fabbrica del criflallo , che un fora-fliere fi era impegnato di ritrovare; ma il criftal-lo riufcl ofeuro, ed il Francefchi pagò la ficurtà . Nel 1736 il Sig. Aleflìo Mattioli di Camerino che venne alla Tolfa per opera del Sig. Abate Fabroni , ottenne dalla Camera la privativa de'Minerali dello Stato Ecclefialtico, con pagare il 5 per 100 del lucro . Formarono allora Società il Signor Commendatore Sagripanti, il Sig. Cavaliere Ricci Romano , ed il Sig. Nicola Pier-Antonio . Affi- §. XXI. curò 45 curò il Mattioli la vena del ferro, di cui ve n' è abbondanza ; indi quella del piombo nel luogo detto le Tozzarcllc ma non avendo il Mattioli 1' ar. te di liquefare la vena , gì' interrirsti non volendo avventurarli a nuove fpefe, fciolfcro la focietk, ed abbandonarono l'imprefa , OSSERVAZIONI Sopra il territorio di Civita Vecchia §. X X I I. ^Iccome la maggior parte de' Naturalità che lì ^ portano alla Tolfa fuole prendere la ftrada dì Civitavecchia, mi lulingo di fare cofa grata al lettore , accennando brevemente ciò che vi è di più rilevante . Appena fi efee da Roma per andare a Civita Vecchia, fi traverfano piccole colline di fabbia, che comunicano al Sud con quelle dell'argilla, al Nort col Monte Mario . Unitamente a detta làbbia s'incontra marna , tufo calcareo , c llrati di brecce calcaree . Il terreno generalmente all' etlcrno è marino . Dopo poche miglia però cangia afpetto , e comparifce vulcanico , contenente miche, feor-li, c particelle attirabili dalla calamita . Fallato Caftcl Guido fono più vifibili le materie vulcaniza-te, e tra Torrimpietra, e Talidoro s'incontrano ancora tagli di pozzolana con pomici, feorie , e ceneri 4 6 neri vulcaniche . Dopo Talidoro la flrada s'incomincia ad avvicinare alla marina, e fi veggono Arati di pietra calcarea , analoga al travertino. Si giunge quindi a Montcrone,dove preffo all'ofieria in tino fcavo fono vifibili gli Arati di fabbia marina giallaftra indurita, con molti corpi marini racchiu-fi. Due miglia incirca paffato Monterone in diAan-za di pochi patii dalla Arada verfo il mare, vi è un'acqua acidula , la cui vena procede dalla collina , e depone un fedimento calcareo . Benché tutto queAo terreno abbia l'afpetto di effere una depo* fizione del mare , ne' forti s'incontra l'arena vulcanica . Alcune miglia dopo Monterone fi vede il littorale del mare formato da uno fchiAo marmofo, tal volta rotiiccio , ma più fovente bigio . La Arada ancora è tagliata molte volte in queAo fchiAo , i di cui frammenti reAati lungamente fotto acqua, c rotolati, hanno acquiAato confiAcnza, ed una figura preffo a poco sferica, onde anno dato origine a quella immenfa quantità di brecce marnofe, bigie, rofliccie con venature fpatofe calcaree, delle quali è si abbondante la Arada ed il littorale di Civita Vecchia , Dalla diverfità di colori che ha quefia pietra , è nato il nome con cui fuole diAin-guerfi , di pietra Talombina. Poche miglia prima di giungere a Civita Vecchia, nel luogo detto la Torre della ChiarMCcia, vi 47 vi fono le rovine dell" antico Caflro T^ovo Colonia Romana . In diverfi fcavi fatti oer ordine del Regnante Pontefice PIO VI. fotto la direzione del dotto Fifico ed Antiouario Si». Dottor Turaca , fi « u fono rinvenute molte lapidi, nelle quali fi fa memoria di Caflro 7{ovo , pavimenti antichi, ilatue, e tra le altre una celebre di Afpafia in un Ermes di figura Greca , con l'ifcrizione pure in greco , che confcrvafi nel Mufeo Pio dementino. Ne furono inoltre eftratte 122 monete d'oro che formavano una ferie completa colle Augufie incominciando da Nerone inclufive fino ad Adriano. Il Cartello difegnato da Michel* Angelo è ben munito d'artiglierie, e di.truppa, il porto non molto grande , ma bello coli' antemurale fabbricato da Traiano , la popolazione copiofa , e le fabbriche recenti danno a Civita Vecchia un'afpct-to brillante e fupcriore alla fua picciolezza. Sciamiti e Ceffo di Civita Vecchia. E colline fituate al Nort-Oveft di Civita Vec- chia per la via, che conduce a Corneto , fono formate di fchillo marnofo talora fimile ad una vera ardclia , talora frigile e di colori variati. Ve ne ha del grigio chiaro , del grigio ofeuro , del gial-lallro, del roflo, e del micaceo. Sovente nelle §. XXIII. fue lOO fue fenditure s' incontrano delle criftallizzazioni fpatofe, calcaree romboidali. Profeguendo a tra-verfarc quelle colline , prima di giungere alla di-fcefa detta delle Fornaci, fulla mano finifira incominciano le belle Selenniti. Quelle variano multo nelle loro figure. Le pi li copiofe però fono le Ariate, e fibrofe . Si trovano fiaccate in pezzi di diverfa grandezza in una matrice marnofa. Trovan-fi alquanto diafane , compofte da parti filamento-fe, lunghe, lucenti, friabili, parallele, perpendicolari , o inclinate, o undulate , limili a fili di feta ftrettamente uniti ; qualche volta ancora fono colorite in roflò . Tali appunto ci doferivono i Na-turalifii le belle felenniti della Cina , di Falhuu_j nella Dclecarlia, e delle vicinanze d' Yverdon . Dopo il primo gruppo di quelle felenniti apparirono Arati di brecce , di acqua , e di fabbia marina , contenente rottami di corpi pure marini. Quindi fi vedono di bel nuovo le felenniti fibrofe che fi efiendono fino alla cava del gelTo informe. E'polla quella cava alle falde di una piccola collina, che per la fua figura , e materia fi di II in-gue dalle altre contigue . E' di figura conica , d'ac-ceilò ripido, in molti luoghi affatto fpogliata di di vegetabili, e tagliata a picco . I fuoi Arati fono verticali, e comporti d' una pietra bianca, che al primo afpetto comparifce calcarea, ma hai fe-guenti caratteri. i. Ha 4S> 1. Ha la tenitura del travertino, ma è molto meno poro fa, e di grana più fottile . 2. Contiene delle parti rifplendenti , che of-fervate con attenzione fi riconofcono per piccoli feld-fpati parallelepipedi brillanti. 3. Prefenta nel fuo interno e fpecialmente nelle fratture alcune tinte rofliccie. 4. Battuta all'acciarino fi fpezza a fcaglie, dà poche fcintille , e manifefla un forte odore di fegato di zolfo . 5. E' immobile agli acidi. 6. Non efercita veruna azione fulla calamita . 7. Ha in alcuni luoghi un occhio vitrofo, e . ralfembra una foltanza che abbia l'offerto un grado di fufione. 8. Efpolta al fuoco fi arroventa, e fi vetrifica nella fuperiicie . Sembra da tutto quello, che fia una varietà di lava alterata dagli effluvi vitriolici, e che 1' origine della collina fia vulcanica . Forfè l'acido vi-triolico che abbonda ne' prodotti vulcanici fi è qui combinato colla terra calcarea deportavi dalle acque, ed ha prodotto le feleniti, ed il geflo . D Col- So Collina del Sugherete i §. XXIV. CHe fc fortendo da Civita vecchia , fi colleg-gi la fpiaggia di Ponente , vedefi quefta formata da fcogli calcarci comporti di fabhia marina giallallra, di breccie , conchiglie, ed altri corpi marini. Tali materie fi cftendono anche verfo il Jsort, e compongono la collina detta del Sughereto dalla quantità di fugheri, che vi allignano. E'fituata quefta collina tra la Torre d'Orlando, e Val d1 alga, luogo per cui flendevafi P antica via .Aurelia , e così denominata anche nell' Itinerario di Antonino Pio dalla quantità di alghe marine che cuoprono la fpiaggia . E' ingombrata fpecial-mcnte verfo il Nort,dove confina colla parte che abbonda di foleniti, da foltilfime macchie frequentate da' cignali. Il terreno, oltre la terra vegetabile , contiene fibbia marina, piccoli quarzi, e particelle dure, nericcie, attirabili dalla calamita , che. fembrano frammenti di lave. In alcuni fiti di quefta collina, vi fono delle acque fegato-zulfuree,c fpecialmente in quello che chiamafi il Bagnarello de'' cani. V oliatura di cflà è formata della fopradetta fabbia , che ne' Iati più contigui al mare contiene breccie , e parti di fchifto argillofe infieme collegate da un fucco quarzofo . Quella pietra dagli abitanti fi fuole indicare col nome me di fcaglia viva, e fc ne fervono per i fondamenti delle fabbriche, che occorre inalzare nell' acqua . Dilungandoli però dal mare, c falendo verfo la collina, la pietra conferva lo delfa colore grigio, ma è più tenera, non contiene brec-cie, nò fodanze argillofe , ed è un impallo di fab-bia, e corpi marini. Chiamali quella Jcaglia morta , e fi fuole adoprare nella codruzione delle_j volte, e degli appartamenti fuperiori delle cafe. Si trova a Arati orizontali poco alti, che pofano fui felce, e vi fi feorge un recente fedimento delle acque. Erfo la parte del Nort, per la drada che gui- da al convento de" PI3. Cappuccini, s" incontra lo felli (lo marnofo, colle ideile varietà che fi fono accennate di fopra, e colle medefime cri-llallizazioni fpatofe calcaree romboidali. Di tali materie è formata la Collina detta la Bandita, in cui oflervando ne' fofli, fi veggono gli firati degli fchiili fovente verticali, e talora inclinati verfo il mare . Volgendo quindi all' Ed, fi giunge alla cava della pietra calcarea, la quale pofà fu! felce , e contiene fovente delle ofla di animali. Ebbi qui il piacere di rinvenire in un malfa di queda pietra un graffa pezzo di femore di bue colla fua Bagni ed oAlabaftro. §. XXV. D 2 apo- 5* apofifi. La foftanza compatta ha acquiftato la_» groffezza di 7. linee Parigine, e fi confervano ancora le fibre offee del corpo reticolare. Profeguendo più oltre il cammino verfo i Bagni , fi trovano ammafli , e ftrati irregolari originati da depofizioni di acque conglutinate con brec-cie calcaree. Di tali materie all'efterno compari* fce comporta la Collinetta, che fi dice de Bagni, in cui fono i refidui delle antiche Terme dette_» Taurine, ed attribuite a Trajano, la cui deliziofa villa accennata da Plinio il giovine era fituata in quefti contorni. L'acqua di tali bagni è fegatofa sulfurea, molto calda, depone un copiofo redimento calcareo, ed è in tutto fimile a quella della Collina che dicefi la Ficoncella, ed a cui fi parta piegando verfo l'Oveft. E'formata quella Collina da depofizioni di acque che hanno dato origine a belle pietre calcaree conofciute fotto il nome di Alabaftro a lumache Ila di Civita vecchia. Al lato di erta che guarda l'Oveft fi trova l'alabaftro bianco e nero, e ne' lati che fono al Nort, e Sud il bianco , il roffo, il venato. Sono interziati gli ftrati d' alabaftro dagli Arati di Travertino che ne formano la bafe . L* acqua della Ficoncella giunge alla mola per un aquidotto fatto nel Iato di una gran foce, nel fondo della quale feorre il folfo detto delle mole, che fi fcarica in mare in faccia al Sud. In Sì In quefta foce fi corrifpondono perfettamente-» gli angoli (porgenti, e rientranti, e vi fi vede il lavoro delle acque venute dal Nort. Oriolo , Canale , M. Virginio , Viano , Utti quelli luoghi che ho nominato, ad eccez- zione foto della Manziana, hanno la forte di riconofeere per loro Padrona 1' Eccellentilfima Ca-fa Altieri intenta a formarne la felicità. Tali feudi fono comprcfi in una irtelfa montagna divifa in diverfi poggi dillinti da piccole valli. Nel lato occidentale del monte vedefi Canale, e nell'orientale la Manziana, e F Oriolo. Il terreno è per ogni dove vulcanico, contenente oltre la terra vegetabile , miche , quarzi, fcorli e polvere bafaltina_j attirabile dalla calamita. E' frequente ancora in quelli luoghi 1' argilla formata dalla decompofi-zione de' prodotti vulcanici che unita alla terra—» calcarea depolla dalle acque ha dato origine a qualche collina marnofa, come fi olferva fopra Canale per andare a M. Virginio , e prelTo il confine tra il territorio dell' Oriolo, e di Viano . La follanza vulcanica che predomina in tali contrade fi è quella fpecie di lava conofciuta fotto il nome di pietra della Manziana, perchè dai Man- Montar ano , e Manziana §. XXVI. D ì zi aneli 54 ziancjì s'incominciò a cavare . Si può quella lava paragonare in qualche modo al peperino, ma refi-lille molto di più al fuoco. H'un compollo di cenere vulcanica, oflia lava polverofa calcinata,di miche, fcorli, quarzi feld-fpati fpeflò di mediocre grandezza . La lava che è il loro glutine, è alterata, sbianchita, ed in gran parte decompolla. Balta_s olTervare tal pietra con una lente, che vi fi fcorge una teflitura vitrea , interrotta da frequenti pori, e la fufione che anno ricevuto le parti componenti. Vi fi veggono fovente dalle macchie nericcie , che fono particelle di lava non interamente sbianchite. Alcuni pezzi muovono la calamita , altri noti efercitano sii di ella azione alcuna fecondo che il ferro contenuto nella lava è flato più o meno de-compollo, e fpogliato del fuo flogillo. Tra i diverti faggi che ne ho raccolti , ve n1 è uno che merita particolare rifleilìone, e-che rinvenni nella cava fituata nell1 Eremo di M. Virginio . E' quelli un impalio di quarzi, e feld-fpati , riuniti inficine dalla folita lava. Un colpo gagliardo di fuoco à fufo leggiermente una fuperficie, la quale è divenuta nera , ed ha acquiftato un apparenza vitrea . E' giunto il fuoco a fondere due grandi feld-fpati che vi fi olfervano ne' foli contorni, lanciandone intatto il corpo, il quale fi è foltanto Screpolato , e divifo nelle fue lamine. Alcuni altri feld- fpati 55 fpati minori fi fono anneriti, ma ritengono vifi-bilmente la tettitura laminofa . E' ciò un'altra riprova , che dal fuoco vulcanico molte follanze ricevono un'alterazione minore di quella che com-munemente fi crede . I luoghi da quali tal pietra fi eflrae in maggior copia, fono pretto la Manzi/ina , fopra Canale, e dentro l'Eremo di M. Virginio . Trovali difpofia a Arati diverfamente inclinati, e di altezza difuguale. Nella lava medefima fi rinvengono fpetfo de' matti di lava bafaltina , ora di figura sferica, ora irregolare, ora dura, compatta , fonora , ora piena di granati faccettati, e fovente nello llato di attuale decompofizione . Abbonda lai lava fpecialmente nelle vicinanze dell' Oriolo dove e conofciuta fotto la comune , ed impropria denominazione di Selce . Si deve però of-fervare clic quella lava dell' Oriolo, non ha generalmente una tettitura ltrctta e ferrata, ma grancl-lofa, feminata di pori, ed in alcuni luoghi affatto porofa . Sembra ó che non abbia ricevuto un giu-Ao grado di fufione che ne ravvicinane perfettamente le parti, o che dopo aver colato in forma fluida, fia Hata di bel nuovo rimefcolata dal fuoco. Sono ancora ovvie in quelli luoghi le cave di pozzolana cinerina, in cui fi trovano mefcolati i foliti prodotti vulcanici. Pretto l'Oriolo fui principio della Arada che conduce a M> Virginio D 4 dalla 5* dalla parte del Palazzo del Principe cvvi una bella variazione ed alternativa di moltittimi (Irati regolari di cenere vulcanica e fcoric pulverulente . ■Nel luogo finalmente che dicefi la Torretta vi fi vede un' argilla bianca , e paftofa , la quale potrebbe a primo afpctto fembrare atta alla Porcellana. Relitte lenza fonderli ad un fuoco gagliardo di fu» fione , ed acquitta tal grado di durezza, che di fuoco coli'acciarino, ma prende un colore ofeuro tendente al nero . La vicinanza delle materie vulcaniche, tra le quali fi trova racchiufa, gli ha comunicato il ferro , fe pure ella fletta non rifulta da decompofizioni di lave. Aloia dell' Oriolo . §. X X V 1 I. I Luoghi che meritano particolare ottervazionc in quelle contrade , e che fono atte a pafccre la curiofita di uu Naturalilla, fono la mola dell' Oriolo, il fotto del Bifcione , e Viano . Alla mo!a_» dell' Oriolo fi riconofee 1' immagine di un cratere vulcanico. Una corona di poggi circonda una valle , in cui a guifa di fumaiolo fi folleva il poggio detto di Cerreto voto al di dentro , come fi rico-nofee al rumore fordo che odefi al calpellio. Ciò però che deve in tal luogo Affare principalmente l'attenzione del Naturalilla fi è l'inftruttiva varietà di 57 di decompofizioni di lave, e di tufi , che fi preferitane) . Scendendo alla mola per la llrada che vi guida dall' Oriolo , trovanti Arati di pozzolana ci-nerizia, nera, rofiiccia, e lava divenuta argilla friabile ora candida , ora cenerina , ora roflìccia , ora giallognola. Oflervandola con attenzione, ve-defi che quella iAel'fa follanza, la quale ha alterala, sbianchita, e decompolta la lava, à cfercitato ancorala propria azione sù gli fcorli, e fdd-fpati che vi erano racchiufi. Ho avuto qui il comodo di fcegliere alcuni pezzi,ne' quali è vifibile il progredivo paleggio della lava allo Aato di argilla, e la decompolizione de' feld-fpati prodotta dalle emanazioni epatiche. Di tali vapori , che un di avranno abbondato in quello luogo , ve n' è ancora qualche refiduo in alcune forgenti di acque-» fredde epatiche, le quali fono prelTo l'edilìzio della mola, c forgono immediatamente da"tuli vulcanici. Fojfo del BÌJcione » §. XX Vili. T L foffo così detto va da Canale a Montarano, in direzione dall'Eli all' Oveft. Vedefi qui una gran foce tagliata nel monte dalle acque, le quali hanno lafciato una depofizione di fabbia di fiume gialliccia , che in alcuni luoghi ricopre la lava j ed i tufi vulcanici. Scendendo nel letto del fotto- >3 lottopoflo follo , vi fi oflervano delle belle varietà di lava, di tufi, di pomici, e di altre follanze vulcaniche, altre intatte, altre decompodc. Verfo la metà del folto evvi un luogo nominato la zol-fatara, o fia un" largo piano, dove in più liti forge con impeto dal terreno vulcanico un' acqua -fredda, pregna di aria epatica, che depone un Sedimento calcareo. Nelle due parti Allibrale e Settentrionale dell' anzidetta pianura, vi fono delle grotte , nelle quali il Naturalilìa può, dirò così, forprendere la natura fui fatto, e vedere co' fuoi propri occhi la decompofizione delle lave, che penetrate dalle emanazioni epatiche, paflano allo fiato di argilla cenerina , e di poi vanno sbiancando, e fi cangiano in una argilla candida, friabile, al-luminofa, talora coperta da una incrofiatura di zolfo , e talora di allume . Siccome poi nelle lave evvi in qualche copia il ferro , il fale che riful-ta dalla lifcivazionc di detta terra, è alluminofo infieme e vetriolico . La lifciva ha un colore rodo cupo, e 1' Alleali llogiilicato ne manifefia fubito il ferro. Non farebbe però difficile il cangiare tutto quello fale in allume perfetto , feparandone la parie vetriuolica. Sarebbe d' uopo l'impallarc la li-lifciva coli' argilla per farne una malfa folida, e ridotta in diacciate, cfporla all' aria libera in luogo coperto al di fopra . V aria che attira forte men- 5 9 temente il florido, lo toglie infenfibilmcnte al ferro, ed in tal modo 1' argilla è attratta dall' acido . Un poco di fuoco regolato con prudenza, affinchè non li dilfipi 1' acido , potrebbe compire la calcinazione incominciata dall' aria. Rifalendo lungo il folfo verfo Canale, fi trova una copiofa cava di zolfo, di cui efifie ancora il pozzo dell'in-grelTo, dove da parecchi anni fi è tralafciato di lavorare pel finiflro accidente di due cavatori, che forprefi da una emanazione epatica, vi lafciarono miferamente la vita . Tali funeili efempj fono purtroppo comuni tra noi, dove le zolfàtare , le mo-fete , le SepoJturo , e le acque rapifeono allo Sta--to ogni anno qualche fuddito. Sembra ora dimo-ftrato che quelli infelici muoiono per mancanza di refpiro, che la loro morte da principio è folo apparente, che vi è Speranza di ricuperarli anche qualche ora dopo la loro difgrazia, e che tutta la cura riduccfi all' introduzione di un poco di fumo di tabacco, ed agli Stropicciamenti co' panni di lana. Si può fare di meno per foccorrcre l'Umanità vicina a perire ? Io non comprendo per quale ragione fi trafeurino tra noi filfatti mezzi, e con una Specie di barbara indolenza fi lafcino mi* fcramente perire gli Uomini. Ci muova l'eSem-pio di altre nazioni, prellò di cui tali rimedj Sono sì familiari, che gì' illelfi Parochi di Campagna deb- 6o debbono infegnare ai loro Parocchiani il modo di ajutarfi a vicenda in fomiglianti circoflanze . L'è» {empio tu licito che abbiamo ancor prefente alla-.» mente della perdita di uno de1 più celebri artefici à feoffo molti. Polla almeno la disgrazia di un uo> mo infigne a) certo, ma a cui la focietà nuli' altro doveva che oggetti di vaghezza e di raffinamento di gufto, giovare alla confervazione di tanti individui, che colle loro fatiche, e fudori nella coltura della campagna, ci fomminiftrano i generi ne-ceffarj all'efiftenza. Nè voglio qui omettere di of-fcrvare , che il Sig. Gerhard in una eccellente memoria full'elettricità medica ha dimoflrato effere la fcintilla elettrica il più potente irritante, e che continua a produrre nelle parti animali i moti anche tre giorni dopo che ha celfato 1' azione degli altri mezzi di tale natura ; coficchè pare, chc_> l'elettricità fi debba confiderare come il migliore rimedio anti-asfijico. I fìgnori Changcaux e Nicolas hanno ancora pubblicato delle offervazioni per confermare quella Teoria % Varie' 61 Varietà di decompofizioni Vulcaniche della Mola deir Oriolo, e del Foffo del Bifcione. §. XXIX. Arieti prima. Lava bafaltina di colore gri- gio ferro ridotto a tale flato di tenerezza che fi poteva facilmente tagliare con un coltello. AI Foffo del Bifcione. Varietà feconda. Lava-dura e compatta femi-nata di piccoli feld-fpati parallelepipedi. L' emanazione epatica ha operato sii quefla lava in tale maniera che 1' ha sbianchita , calcinando e decomponendo il ferro, fenza diflruggere la coefione delle di lei parti, perciò non muove punto la calamita. Della Mola dell' Oriolo . Varietà terza. Lava porofa ripiena di feld-fpati, e che racchiude ancora de' granati. Quefli fono affatto decompofli, e cangiati in argilla candida , riconofccndofi però in alcuni la figura . La lava in parte ritiene ancora il fuo flato, e quivi è nera, porofa, e muove la calamita. Dove però ha foflerto la decompofizione è divenuta bianca-, nò muove la fpranga calamitata. I feld-fpati sì quelli clic fono nella parte decompofta, come gli altri, confcrvano ancora il brillante criftallino, benché fieno alquanto alterati. Dei Foffo del Bù fciotie . Varie' Varietà quarta. Lava bafaltina in parte compatta, ed in parte porofa, Seminata di piccoli feld-fpati parallelepipedi criftallini. La parte porofa è cangiata in argilla bianca friabile, la compatta ritiene ancora la durezza, e «Altura bafaltina , ma fi è sbianchiti , ha prefo un colore bigio-chiaro, nò muove più la Spranga calamitata. Della Mola dell1 Oriolo, Varietà quinta. Terra argillofa, e Alicea rifiutante da decompofizione di lava, e di feld-fpati . Alcuni di queAi confervano il brillante criftal-lino, altri l'anno perduto , ma A poffono ancora riconofcere alla figura; altri finalmente fono affatto dccompofli. Della Mola delC Oriolo. Varietà fcfta . Simile alla precedente, ma colorita in giallo, ed in roffo chiaro da un' ocra di ferro . Della Mola deir Oriolo . Varietà Settima. ImpaAo di lava compatta , e porofa con granati, fiaccato da un maffo grandini-mo alla Mola dell' Oriolo. SI li granati, che la lava fono in decompoAzione , e paffaggio allo fiato di argilla . Quella che rifulta dal disfacimento de'granati è candida, e finifiìma . Quelto faggio lia in alcuni luoghi una leggiera tinta di colore giallo. Varietà ottava . Terra argillofa e Alicea , bianca, rifiatante da decompoAzione di lave. Sopra di <5? di ella fi trova una tenue efflorefeenza alcune volte alluminola v ed altre zulfurca . La di lei lifciva contiene un fale alluminofo, e vetriuolico. Del foffo del Eifcione . OSSERVAZIONI Sulle lave decompofle. §. XXX. Dobbiamo alla zolfatara di Napoli l'intereffan-te feoperta del cangiamento in argilla delle lave vulcaniche. Inglefi , Svcdefi ed Italiani fe ne difputano 1' onore . Il Cavaliere Hamilton nelln_> fna-dotta e magnifica opera de' Campi Flegrei alla fpiegazione della tavola 43 , dice di averla comunicata alla Società Reale di Londra con una_» lettera in data de' 5 Marzo 1771 , ed inferita nelle Trar.fazioni Filolòfiche. A™»iunee in forma di OO sJ rimprovero , che il Sig. Ferber Naturalifta Svcde-fc , nelle lue lettere Mineralogiche , aveva pubblicato quella feoperta come fna propria. Però non mi fembra cofa firana, che il Sig. Ferber, il quale è uno de' più celebri Mincralogilli del nollro fe-colo, fenza ettere informato della feoperta del Signor Hamilton, co'fuoi occhi abbia veduto lo fief-fo. Ter altro il Sig. Bovi Proiettore in Napoli in una lettera fcritta alla Sig. Laura Batti, e pubblicata in una Dittertazione del P. Minali, attribuire la gloria di una tale feoperta al dotto Naturalilla e Chimi- Chimico D. Giufeppe Vairo, ed al P. Minafi, che nell'Ifola di Lipari trovò il vetro vulcanico, o lapis Obfidianus di P linio cangiato in argilla . Sia però chi fi voglia l'Autore di una tale {coperta, a noi balta l'edere ficuri di quello paffaggio . La principale tra le caufe , che lo pofTono produrre fi è, o l'acido zulfureo, o l'emanazione epatica . Vedo chiaramente, fcriffe il celebre Berg-man al Sig. Troil, che l'acido dello zolfo , che ha penetrato la lava nera , gli ha tolto a gradi le ma-ferie flogijiicbe rendendola bianca , e T ha ridotta allo flato di allume, o almeno di terra argillofa . Quindi facilmente fi fpiega la formazione di quelle foftanze, che sì frequentemente li trovano ne'luoghi vulcanici ; cioè zolfo , allume, vctriuolo , e geffo . Si combini l'acido zulfureo col principio infiammabile, ed allora perderà la fua cauflicità, e fi raccoglierà in forma di zolfo . Si unifca ad una terra argillofa o calcarea, fi avrà nel primo cafo l'allume, nel fecondo il geffo o la felenite. Sciolga lo fleffo acido una calce di ferro, e fi formerà un_> vctriuolo di Marte ; che fc di poi abbandoni quefta terra, e di effa fe ne impadronifca l'acqua, avranno origine l'ematiti, le geode, ed il ferro terrofo. Siccome però la terra che predomina nelle lave vulcaniche fi è la quarzofa, e vi è in copia anche l'argillofa, deve nafcere il dubbio fe l'argilla che che rifulta dalla decompofizione delle lave fia una nuova produzione, o Io fviluppamento di una fo-fianza già preefiftente nelle medefime. Effendo nella natura quafi Tempre riunite infieme la terra ar-gillofa, e lafilicea, non fembra ancora dimoflra-to ad evidenza il paflaggio di quella in quella per la forza delle emanazioni epatiche. Il celebre Anatomico e Naturatila Sig. Dottor Mafcagni ci afli-cura nel fuo eccellente Commentario fopra i Lagoni del Sencfc e Volterrano, di aver rinvenuto pref-fo i Lagoni del Saffo dove abbondano l'emanazioni epatiche, il quarzo cangiato in argilla, e di averne uno preflo di fe , in cui una parte e divenuta argilla con fioritura di allume, eflendo ancora 1' altra parte quarzofa , lucida, trafparente , e che dà fcintille coli'acciarino . Ma ficcome il dot-tilfimo Sig. Bergman ci avverte nel §. 88. delle fue Meditazioni fui filicina de' lolfili, che l'argilla comune benché contenga la metà e talora anche di terra filicea, pure ha tutte le proprietà ellcrne argillole, vi farà fempre luogo a fofpettare, che nella parte decompolla del quarzo vi fia ancora l'i-ftefla quantità di terra filicea, che vi era prima della decompofizione. Per rendere dimollrata la teoria de' palfaggi a diverfi fiati , farebbe d' uopo fare.» le Analifi delle due parti del quarzo. Se nella parte ancora qmrzofa vi folfero p. e. -A di terra filicea, E c nel lOO e nella parte argillofa folo i, allora pare , che. iil potrebbe dedurre eflere pattati -J- di terra Alicea allo flato di terra argillofa . Finché una rigorofa A- sJ nalifi e finteli non dimoftri un tal fiftema , per altro molto feducente , credo cofa più favia fofpen-dere il fuo giudizio . Non dobbiamo però credere che le fole emanazioni epatiche pollano produrre 1' effetto di decomporre le lave. La loro azione è più intenfa e più pronta; ma le acque, l'aria, e le fortanze in ette contenute potranno col lungo corfo de'fecoli pre-fentare pretto a poco gli fletti fenomeni. Quegli Arati fottili di argilla che fi trovano tra i matti di lava di Capo di Bove nelle vicinanze di Roma debbono la loro origine alle particelle di lava de-compofta, clic fono fiate corrofe, e trafportatc_> dalle acque. 'altro luogo clic efige riflettione fi è la Valle formata dai prati detti il Tifciarello , e !Cervella per cui fi patta poco prima di giungere a Viano dalla parte dell'Oriolo. Non fi può feenderc in quello fondo, fenza ravvifarvi le orme di un antico cratere , di cui fi oflervano ancora le pareti formate di tufo vulcanico. In un angolo della Val- VIANO. §. XXXI. le le nella parte oppofla a Viano, forge un'acqua acidula puriflìma , la quale non contiene altro che un poco di terra calcarea, ed il fuo principio volatile ed elailico fi è quel fluido aeriforme che da' mo> derni fi chiama*Aria fijfa . Animata l'acqua da un tale principio acquifia quella forza clafiica, che moftra fgorgando dal terreno con bolle , filtrando anche talvolta con violenza le bottiglie, nelle quali cracchiufa, e zampillando, allorché fi vcrfa nel bicchiere . Quello principio volatile inoltre è acido , come lo dimofira la fenfazione che imprime nel palato , ed il cangiamento di colore che produce nella tintura di girafole . Potrebbe fcmbrarc, che quello principio acido volatile fotte un'acido vetriuolico ridotto alla forma aerea da una dofe ec-cefliva di flogitto . Non è però l'acido vetriuolico ttogillicato il principio volatile delle acque acidule, ma un acido molto più debole di elfo ; cioè l'acido aereo . Infatti verfando poche goccie di acido di vctriuolo concentrato in quell'acqua fi fviluppa-no copiofe bolle di aria, che indicano una terra calcarea aerata , la quale in quell'atto fi attacca, e fi fcioglie dall'acido vetriuolico. Ora è una mani-fetta contradizione l'ammettere quett'acido anche ttogillicato, dove fono fottanzc alkaline e calcaree. Avendo cfaminato quett' acqua co' principali reattivi, cioè colla foluzione di nitro lunare, coli" F. a acqua lOO acqua mercuriale, c coli1 alkali flogifticato non vi ho rinvenuto nè principio marziale, nè file ve-triuolico, nè marino. Sicché concludo cflfere quella un' acqua purilfima , la quale non contiene altro che terra calcarea aerata , ed una (ufficiente dofe di acido aereo, che è il principio volatile attivo , ed elaftico . In fatti colla bollitura fpogliai l'acqua di Viano di quello principio volatile, che racchiuli in una vefcica, e 1' acqua di Viano divenne acqua infipida, ed indifcernibile dalla comune. Il principio volatile tolto ad efla Io coin-municai ad una marta di acqua comune, e quella divenne acida, e limiliffima in tutto a quella di Viano . Defcrizione della via dall' Oriolo a Viterbo , §. XXXII. T N diftanza di miglia in circa dall' Oriolo vi è una piccola pianura , detta /'Agitola circondata da poggi di tufo vulcanico, contenente Teorie , pomici, e maffi di lava . Si giunge quindi al luogo detto le Crete di Capraniea, che è un poggio formato da fchifto marnofo con criftallizzazio-ni fpatofe, romboidali, calcaree . I prodotti però .vulcanici ricomparirono di nuovo più copiofi, e più belli nel luogo detto di Trofpcro. Si veggono ivi de'bei tufi con grandi feld-fpati, e lave con criflal- lOO criftallizza2Ìoni di granati. Profeguono quindi tali materie vulcaniche fenza interruzione fino a Viterbo , ed altro non s'incontra che malli di lava, e Arati di tufo. Specialmente le colline che fono finiate tra i calali di Vctralla, e Viterbo , fono tutte formate di lava con fcorli bianchi in forma di granati » Sì la lava, che i granati fono comunemente in decompofizione , paffando quella allo fiato di argilla bigia j e quelli di argilla bianca. Offervazione sii gli fcorli e granati Vulcanici. Eca veramente llupore il numero immenfo di fcorli, e di granati che s' incontrano ne' nollri Vulcani cllinti .Oltre il luogo di cui parliamo , ne fono ripiene le vicinanze di Frafcati, e di Albano . Pallata appena la Torre detta di mez-zavia per andare a Frafcati, vedefi il terreno coperto di granati bianchi faccettati che fono anche fparfi in gran copia nel terreno della villa Con-ti, ed in altri luoghi adiacenti a Frajcati. Molti di elfi ritengono ancora un poco di brillante cri-llallino, altri fono di un colore bianco graffo . La loro figura fuol effere di 24. fiiccie trapezoidali . Frequenti ancora fono i granati neri a 12. faccie romboidali, e gli fcorli neri il più fovente efìa-goni terminati da diedripentagoni . La firada tra §. XXXIII, Civi- lOO Civita Cajlellana, c Borgbetto parimente ne abbonda , ed ivi altro non s'incontra che ammafli di lava di colore grigio-ferro ripieni di granati faccettati. Ciò però eh' efige maggiore rifleflìone fi è, che in molte di quelle criilallizzazioni fe ne veggono incallrate delle altre. Abbiamo nel no-llro Mufeo alcuni granati, rinvenuti in un mafTo di peperino in Albano, e che fono di un colore bianco gratto a 24. faccette trapezoidali, in cui fi oifervano inferiti fcorli prifmatici neri , ed in un fotto pretto Vermicino nella via di FraJ'cati rinvenni uno fcorlo nero ettagono terminato da due fommità diedre pentagono, che in una fuperficie contiene delle parti piritofe , ed in uno de'lati ha lina cavità, in cui è incallrato un granato . Per concepire tali criilallizzazioni inferite in altre di fpecic diverfa, o conviene dare loro varie epoche , o pure fuppore che nella lava fluida vi fof-fero mefcolate delle follanze di diverfa fpecic , e che la criilallizzazionc di una fiafi unita con quella dell'altra. Gli fcorli fono per ordinario di un bel nero lucente, più o meno ilriati, ed anno nella frattura un brillante vitreo. La loro durezza varia di molto, cflendovene alcuni che battuti coli'accia-rino danno fcintille, ciocché non fi oflerva in altri. Alcuni inoltre muovono fenfibilmente lafpran- ga 7» ga calamitata, mentre quella rimane immobile all' avvicinamento di altri . Ciò dipende dalla maggiore , o minore violenza, con cui sii di etti ha operato il fuoco. II Sig. Rome De 1* Isle ne di-ftingue quattro varietà; cioè i. Scorli in prifmi a 4, 6, 8, p, 10, 12 piani ineguali, e flriati, terminati da due piramidi triedre ottufe . Tali fono quei dell' Ifola del Giglio . 2. Scorli in prifmi allungati ettaedri, com-prefli , terminati da fommità diedre oppofle, i piani delle quali fono pentagoni. Di quella varietà fono quafi tutti gli fcorli del Tu/culo. 3. Scorli in prifmi allungati ettaedri obliquangoli , terminati da due fommità diedre, i piani delle quali fono trapezi . 4. Scorli in prifmi allungati ettaedri obliquangoli terminati da due fommità diedre, i piani delle quali fono trapezi. I principi proflimi dello fcorlo fono 1. La_* terra quarzofa , 2. l'argillofa, 3. la calcarea 4. La marziale, la quale in quei che fono trafparenti, è di -± in circa, e negli opachi, e fpecialmente ne' neri giunge a _L?o . Gli acidi coli' ajuto di una lunga digeftione vi leparano la calce, la terra metallica, ed anche una grande quantità d' argilla . Ma fe lo fcorlo fia flato precedentemente trattato coll'aUsali, più facilmente fi fepara la E 4 terra 7i terra quarzoSa dalle altre parti. Alla fiamma del tubo ferruminatorio prefenta quelli fenomeni 1. Si ammollifcc gonfiandoli leggiermente, e rare volte fi lafeia ridurre in globctto , ciocché per altro fi ottiene colla turmalina di Ceylan . 2. La foda lo riduce in polvere con una leggiera e momentanea clfcrvcfcenza . 3. Il falc microcofmico lo fcioglie con una cf-fervcfcenza maggiore, e fe il falc Ila in una certa quantità , il globctto è opaco . 4. Col borace finalmente fi forma un globctto trafparente. I granati hanno una grandiffima Somiglianza con gli fcorli, il che à fatto dire al Sig. Linneo Cranatis accedit proxime BaJ'altes; B afilli di nimis affinis e/i elcElrictts ; elettrico gemma . La loro figura fi allontana dalla prismatica, che conviene agli Scorli, per prenderne una più raccorciata , e quali globoSa, ma i piani tendono quali Sempre alla figura romboidale. Il Sopraccitato Romè De l'Islc numera ancora 4. varietà di granati 1. Dodecaedro con piani romboidali. A quella varietà appartengono i granati neri del Tnjcnlo. 2. A 24. faccette trapezoidali . Tali fono comunemente i nollri granati vulcanici. 3. A 36. faccette, delle quali 12. più grandi fono rombi, le altre 24. minori Sono eflàgoni allungati . A lOO -4- A 18. faccette formati da un prifma esagono corto, terminato da due piramidi riìaedre . I principi proflimi de'granati fono, la terra quarzofa che forma la parte predominante ; indi l'argillofa; e finalmente la calcarea in piccola do-fc . Della terra Marziale fi dice lo flelTo che abbiamo detto parlando degli fcorli . Gli acidi non ritraggono dai granati fe non che la terra calcarea ed il ferro; ma fe fiano fiati trattati cogli alkali, allora gli acidi fi caricano della terra argillofa 9 e rimane folo la filicea. I granati prcfcntati alla fiamma del tubo ferruminatorio colano fenza bollire , e formano un globetto verde trafparente , o pure una fcoria nera. Col fale microcofmico fi fciolgono fenz' alcuna apparenza di bolle, e dalla foluzione rifulta un vetro verde, 0 pure nero , fe vi e del ferro. Lo ftcfTo accade col borace. Siamo debitori al diligentiflimo Bergman sì di quella Analifi, che di quella degli fcorli. Non voglio terminare quelle rifieffioni fenza riferire due ofl'ervazioni, che ognuno può facilmente verificare ne' luoghi vulcanici del nollro fiato . La prima fi è che gli fcorli neri fi trovano dilfe-minati e fparfi tra le pozzolane, feorie e lave pol-verizate ; ad eccezione folo di que'piccoli, che fi rinvengono racchiufi tra le lave bafaltine 2. Neil' iftelfo modo fi veggono i gradati neri fparfi tra le lOO le materie vulcaniche. I foli bianchi fono quelli che fovente s' incontrano inceppati tra le lave, ora compatte, ora porofe, ora fangofe; benché non rare volte fieno fciolti e feminati tra le pozzolane , feorie &c. Se fi ottervino gli alveoli ne' quali fono racchiufi quefii granati, fi veggono nelle loro pareti le impronte delle faccette, ciocché denota cttere fiati quefii corpi inviluppati dalla lava che è il loro cemento, mentre quefta era nello fiato di corpo molle . Ma quale farà la loro origine ? Sembra che fi debba ripetere da corpi, i quali trovandoli nella sfera dell' attività vulcanica fi fiano decompofti ed abbiano fomminiftrato tali follanze alle eruzioni. Cava del Vetriuolo di Viterbo . §. XXXIV. T N diflanza di tre miglia in circa da Viterbo,' vi è la fabbrica detta /' Edifizio, in cui fi lavora il vetriuolo Romano . Si efirae elio da una pirite di ferro, che trovafi in grotti filoni in un terreno argillofo ocraceo marziale infieme con grandi mafie di lava bafaltina grigia, fonora, ripiena di fcorli verdailri, e con fchifio calcareo . Diver* fe vene di acqua pattando per le piriti in decom-pofizione , fi caricano di aria Epatica , da cui acquetano quella forza elattica, colla quale fgorgano cc".l lOO con bolle impetuofe dal terreno . Contengono ancora il vctriuolo di marte, come indica il loro fa-pore aflringente,e la pellicola che prefenta i colori dell'Iride ne'luoghi dove elle fono llagnanti .Allorché la pirite è efpofla all' aria, diviene nera, e folo talora fi cuopre di una efflorefeenza bianca; ma nelle cavità che alle volte s'incontrano nel maf-fo , la pirite prefenta de' bei colori azzurri, ed anche aurei. La di lei teffitura d'ordinario è fpon-giofa, o reticolare, e fembra che fia fiata nella fua prima formazione una foilanza quali fluida; poiché ne'vuoti fi trova fovente, dirò così, congelata, e rapprefa in graziofe concrezioni botritiche, ed anche in ftillicidj. Eflratta eh'è la pirite dalla cava, fi ammonta in alcune piazze, dove fi lafcia efpofla all' aria per 2. meli in circa . Incomincia qui la decompofizio-nc , che dipoi fi profieguc e fi compie alla fabbrica dell' edifizio , dove fi lìende il minerale , formandone uno flrato alto in circa palmo, e fi bagna con acqua fopra quello primo flato, fe ne forma un' altro, che fi bagna ancor elfo, e così di feguito fino all'altezza di 12. palmi. Sono difefi gli llrati della pirite dalle pioggie per mezzo di un tetto, ma efpolli all'azione libera dell'aria, che compie la dccompofizionc promofla ancora dall'acqua gettata tra gli flrati. Di quando in__» quan- 5 9 quando con pale fi muove la pirite, la quale è divenuta tenera, e friabile , e fi porta nel primo vaf-cone, in cui fi fcioglie nell'acqua fredda. Pafla_» queft' acqua dal primo vafcone in un fecondo, c quindi in un terzo -, eflendo fempre mefcolata con altra pirite . Queft' operazione non ha altro oggetto ,.fe non che di far sì, che 1' acqua s'imbeva della maggior poflibile quantità di fale vetriuolico. Si fà quindi paflare fuccelfivamentc l'acqua in quattro grandi recipienti rettangolari, che chiamanti paramenti, c ciò affinchè deponga la terra , e tutte le impurità che contiene. In ognuno di tali recipienti fi trattiene l'acqua circa tre giorni. Dall' ultimo palla nella caldaja di piombo ove fi fà fva-porare fino alla pellicola-. Si empie la caldaja all' altezza di due palmi in circa , e fe 1' acqua è molto carica di fale ballano 12.0 15. ore di fuoco, altrimenti fe ne richiedono anche 24* Dalla caldaja palla l'acqua in un vafcone, che chiamano Botte , dove fà qualche dcpolizione terrofa, e dopo poche ore per un condotto fi fcarica ne'calfoni, incili crillallizza. I calumi anno la figura rettangolare, fono alti in circa tre palmi, lunghi tre canne , e larghi prellb a poco una canna e mezza. 11 loro fondo è di mattone, ed i lati fono di peperino . Da uno de1 lati maggiori partono alcune traverfe parimente di peperino, le quali però non ginn- lOO giungono a toccare 1' altro lato oppofio, ma vi lanciano un interflizioj per cui pofla liberamente paf-fare la lifciva. Alle pareti de' lati , e delle travcr-fc fi attacca il vetriuolo crifiallizzato, e fi dà quindi l'efito all' acqua madre refidua, che dopo efler-fi raccolta in un recipiente per mezzo di una burbera fi rimette nella caldaja , e fi unifce colla nuova acqua imbevuta di fale vetriuolico. I crifialli allorché fono recenti hanno un bel colore verde, trafparente , fmeraldino; ma fvaporando a poco a, poco l'acqua della loro crifiallizzazione, vanno in eftlorefcenza, e fi cangiano in polvere gialla. La loro figura regolare è in foiidi ettaedri con piani romboidali. Non fi difiacca il vetriuolo dopo ogni crifiallizzazione , ma fopra la prima fi forma la feconda introducendo nuova acqua, e quindi la terza e quarta. Quelle quattro criilallizzazioni fovrap-pofte le une alle altre producono que1 inaili di vetriuolo di marte che fono in commercio. In effi è certo confufa la crifiallizzazione, che farebbe più regolare e difiinta, fe dopo ciafcuna, fe ne fiac-caffero i rifultati crifialli. Nel commercio però fo-no di grande vantaggio, diminuendo l'efflorefeen-za in cui cade il vetriuolo per 1' azione dell1 aria . Le caldaie, nelle quali fi fà 1' evaporazione, fono di piombo di getto , della groflezza di un pollice e mezzo in circa, e del pefo di itfooo. libre. Si getta- lOO gettano nell' ifietta fiibrica, quando Io richiede il bifogno, ed a tal fine vi fono i due forni di fulione per fondere il piombo, e tra elfi e Scavato nel terreno il lito, dove fi mette la forma . Via da Viterbo a Monte FiaJ'cone. §. XXXV. A Viterbo, a Monte Tiafcone fi cammina fem- pre fopra un terreno vulcanico , pattando per colline di ceneri, tufi, e fcoric . In diltanza di poche miglia da Viterbo fulla mano finittra evvi un luogo detto la zolfàtara , dove 1' acido vetriuolico dello zolfo avendo penetrate le lave, le ha cangiate in un' argilla bianca, tenera , leggieriflima . Se ne trovano de' faggi coloriti alquanto in rotto da una ocra di ferro elidente nelle lave, ed altri con ingemmameli, ed incrottature di zolfo . Profeguendo più oltre verfo la metà della flra-da, s'incontrano de' ftrati di pietra calcarea, che fono una continuazione di quei dei Batticarne s di cui, come ancora di altri luoghi appartenenti a Viterbo mi rifervo a parlare in altra circoftanza. Mon~ lOO Monte Fiafconc. Sue acque Serate-Marziali e Mofcta. §. XXXVI. T A Cittì di Monte Fiafconc e fituata all'Eli del ' lago di £fo//«-«a,fopra un Colle di tufo vulcanico , fcorie, e malli di lava talora in palle . Nella cima del colle vi fono i refidui della I\occa, e dell'antico Palazzo de' Papi. E' quello uno de' più. belli punti di villa , da cui fi olferva una valliflima pianura circondata da Monti, ed irrigata dal Tevere, il lago di BolJ'ena, le Montagne della Tolfa, ed il mare di Civita Vecchia. Alle falde di Monte Fiafcoìic dalla parte del lago vi è un fertile e dcli-ziofo piano racchi ufo da Monti per ogni dove, fuorché dalla parte per cui confina col lago. Merita quella valle d'efifere confiderata , sì per la fua figura , che per le acque che contiene. Nello fcen-dcre ad efia fi vede la follanza interna del Monte formata tutta di fcorie , lave porofe, e malli gran-diffimidi lava dura nericcia. Nella parte meridionale della valle forge in diverfi luoghi un'acqua aerata, e marziale, come ho conofciuto,fperimen-tandola coli'alkali fiogillicato, e colla bollitura^ fecondo il metodo del Sig.Bergman. Le più copio-fe forgenti fono al luogo detto il Bagno, ed al Mulino . Depongono tutte un copiofo fedimento argil-lofo giallo-rofliccio per 1' ocra di ferro che fi precipita, lOO cipita, a mifura che l'acqua fi fpoglìa dell'acido aereo, che n'c il principio volatile . Una di quelle acque forma in un (ito vicino una piccola cafcata; l'agitazione ed il moto fviluppa dall' acqua l'acido aereo , oflia F aria fifla , da cui nafce una mofeta che s* inalza a pochi piedi fopra la fuperficie dell' acqua . Quello luogo detto la Buca d'Imbroglino è celebre in Monte Fiafcone per la difgrazia dell* infelice famiglia Corallona . Il capo di ella chiamato per foprannome Imbroglino aveva quivi femina-to un campo , che llava mietendo. Si abbafsò col capo verfo terra full'orlo del foflò, e cadde nella jnofeta. Accorfe la di lui moglie che ignara della cagione di tale accidente fi abbafsò per fol levare il marito; ma in quell'atto refpirando l'aria me-fctica cadde ancor ella fui corpo dell' infelice conforte. Indi tré figli che andarono in foccorfo de' loro genitori miferamente vi perirono, ed i loro cadaveri furono dopo molte ore cllratti per mezzo di uncini legati a corde, temendo ognuno di avvicinarli a quel luogo sì funello. Eifendomi introdotto colle dovute cautele in quella buca ho of-fervato j. che la mofeta non era più alta di tre in quattro piedi. 2. Ch' efalava un odore forte e piccante , ma totalmente diverfo dall'odore zulfureo. 3. Che il di lei fapore era acido vinofo non ingrano al palato . 4. Che la parte immerfa del corpo rifen- 8i risentiva una grata fenfazionc di tepore - Forfè dalla fuperficie di tutte queAe acque aerate e marziali , fi Sollevano di notte delle mofete . Petriuolo di Monte Fiafcone , §. XXX VII. N altro luogo intereffante per l'IAoria Natu- rale , fi è Caflcl Fiorentino dittante circa quattro miglia da Monte Fiafcone. Andando ad etto fi patta vicino ad alcune cave di zolfo, che reilano Sulla mano finittra . Si Scende quindi in un fondo, e nella diSceSa fi veggono delle curioSe alternative di Arati di Scorie polverizzate, di tufo fabbionofo, e di argilla cenerina. Valicato il poggio fi fccnde in un foffo detto dell' Acqua Forte da un' acqua acida che gli è vicina. E'diretto il foffo dal Nort al Sud , e rifalendo in etto, fi veggono a dettra, e finifira alcuni Arati corrifpondenti di una terra nericcia , friabile , vetriuolica risultante da una de-compofizione di pirite'di ferro . Nella parte pòi Superiore, o Settentrionale del foffo evvi una piccola grotta formata nel terreno vulcanico, e che è tutta coperta da una efflorefcenza bianca vetriuolica . II terreno in vicinanza contiene un filone di pirite marziale decompoAa, da cui anno avuto origine molte "criAallizzazioni Aallattitichc di velinolo . Si trovano queAe in filamenti criAallini F ver- verdi, della lunghezza di 8. e 9. linee, infieme aggruppati , ed ora aderenti alla fuperlicie delle piriti illelTc dccompolle , ma che ritengono qualche grado di coerenza, ora incaflrati negli fteflì maflì piritofi, ora fparfi e difTeminati nella terra , fimi-le a quella , che ho poco innanzi deferitta. La lavorazione di quello vetriuolo farebbe mollo proficua , mentre non richiede altro che la femplicc lifciva . Forfè la decompofizione del filone è folo fu-perficiale, ed egli internandoli nella terra non e dell' iltclfa natura. Ma ciò fi dovrebbe cfaminare con qualche prudente tentativo. Dcfcrizionc della flrada da M. Fiafcone a Artendo da Monte Fiafcone per andare a Boi- fetta, fi cammina fempre in poca difianza dal lago , che rimane alla finiftra. Ha quello lago in circa 25. miglia di perimetro, e vi fono in elfo due Ifolette vulcaniche, una maggiore detta Bizantina, in cui crauo i fepolcri degli antichi Ducili di Ca-Jlro , 1' altra minore , detta Martana celebre folo per la rilegazione della Regina Amalafunta . Tutte le colline per le quali fi palfa prima di giungere a Bolfena, fono formate di lave polverizzate , feo-rie vulcaniche, tufo fabbionofo, e talora anche di Latera dalla parte di Bolfena. §. XXXVIII. argil' lOO argilla. Quelli ftrati fono molto regolari ; alcune volte orizontali , ed altre inclinati. Nel follo detto il Salto dell' afillo in diftanza di 2. miglia in circa da Monte Fiafconc, fi può comodamente otter-vare il numero, la difpofizione e giacitura ditali ftrati. In alcune Colline però fotto di efll vi fono malli di lava, come fi può ollervarc fpecialmente nel fotto detto Mal tempo . Poche miglia prima di Bolfcna s'incontra una collina di lava in decorni pofizione , e nell1 attuale palfaggio allo flato di argilla cenerina. Vi fi polfono fccgliere ad arbitrio de'faggi in parte decompofti, ed in parte ancora nello llato di lava. Una decompofizione fimilittima a quefta l'ho ravvifata in uno llrato di lava, che trovali pretto l'ofteria della Molara per andare da Frafcati a l{occa Triora. Finalmente in diftanza di un miglio in circa da Bolfcna fi trova la bella ed inftruttiva Montagna de' Bafalti. Fetta interamente formata da una lava bafaltina con crilìallizzazio-ni granatiche , la quale nella parte più elevata della Montagna fi è raffreddata in malli irregolari, ma nella più batta fi è configurata in prifmi comunemente ettaedri, ma talora anche pentagoni, e quadrati. Tutte le colonne prifmatiche fono inclinate j all'orizontc, ma non tutte ad un'iftetto angolo, cttendovene alcune che fembrano quali verticali, ed altre pochiftimo elevate fopra 1' orizontc. So- F 2 no S4 no incaftrate nella Montagna aderenti le une alle alle altre , ma tra loro vi è fempre un tenuiflìmo Arato di terra argillofa formato dalla corrofionc delle lave prodotta dall' acqua . Vi fono molti Naturatili, i quali pretendono che il lago di Rolfena fia il refiduo di un antico cratere vulcanico ; altri vogliono, che foire una_» profondità che il mare avelie in tal luogo , e che diverfe Ifole vulcaniche forgeffero dal di lui fondo . Ambedue quelle ipotefi poffono avere il loro fondamento; parmi però più probabile la feconda. Sì l'arena, che le altre fofianze, le quali circondano il lago fono certamente vulcaniche . Però il tufo fabbionofo vi abbonda . La parte fettentrionale, ed occidentale del lago è mollo regolare , ed uniforme , e gli Arati delle adiacenti colline, Sembrano formati da depofizioni di foftanze vulcaniche fe-guite nelle acque. La configurazione ancora de' bafalti denota un mezzo in cui la lava raffreddandoli con prontezza lìafi potuta reftringere, e fepa-rare nelle fue parti. In una parola il Naturatila meno fiftematico è coftretto a ravvifare in quello luogo lejimpronte dell' acqua , e del fuoco . Non vi fi veggono al certo tracce di antiche correnti, le quali abbiano eftinto i Vulcani. In tal cafo vi ■fi dovrebbero fcoprire delle foci, e valli tra monti , ne' quali fi corrifpondeffcro gli angoli fporgen- ti, «5 ti, e rientranti, e perciò partili più probabile l'ipo-tefi de' vulcani nati dal mare, fenomeno di cui anche a no Lira memoria non mancano molti efempj. Pallata la Città di Bolfena fi corteggia per alcune miglia il lago , indi andando vcrfo Gradoli fi palla per colline parimente vulcaniche comporte di lave polvcrizatc, e di fcoric. Sovente fi oflcrvano diverfi Ilrati di tali fortanze alternate da qualche ftrato di fabbia. Talora gli Ilrati fuperioji fporgo-no molto più in fuori degl' inferiori. Formati quelli da una materia più tenera, e friabile fi fono decomporti e ridotti in polvere, rellando per anche in piedi i fuperiori per effer più compatti . Poco lungi da Gradoli fi trova Latera. Off eri'azioni fui Bafalte . XXXIX. LA pietra che da noi fi chiama Bafalte è quell7 ideila che dagli antichi, ancora fi conofceva fotto un tal nome ? Quali fono i fuoi componenti ? Quale la di lei origine ? D'onde procede la figura prilmatica, che fovente prendono le di lei parti ? Facciamo di palleggio alcune rifleflìoni l'opra una fortanza divenuta si celebre nellTlloria Naturale . Pria di tutto però mi fi permetta 1' oflerva-re che il nome di bafalte fi deve dare folo alla la- F 3 va 5 9 va vulcanica che ha prcfo una figura regolare geometrica . I. Il Signor Ferber nella fua lettera 17. parlando de' Bafalti di Bolfena attribuire a Plinio di aver detto , che gli antichi fi feri'ivano rfe' Bafalti di BolJ'cna per macinare il Grano. II patio di Plinio, a cui pare, che abbia voluto alludere il Signor Ferber è quello del lib. 36. cap. xxix. pag. 748. Edizione di Parigi del 1723. Varrò tradii .....molas verfatiles Voljiniis inventai. In tal luogo perù non li la menzione alcuna de'Bafalti, folo fi attribuisce agli abitatori di Bolfena l'invenzione delle mole verfatili, cioè di quelle, commenta 1' Arduino, quartati dram atta cultri ac novunculx acuuntur. Lafciando dunque da parte un tal palio, confutiamo lo flelfo Plinio in un' altro luogo del medefimo libro 36. Dice al cap.xi. invenil cadem e/Fgyptiis in e/Ethiopia qnem vocant Bajaltcm ferrei coloris atque duritite , unde & no-mcn ci dedit. Strabone poi nel Libro xvn. parlando dell' infigne Piramide, clic ad una celebre cortigiana chiamata Dorica dalla Poetefla Safl'o, ereflero i Amanti, dice . Ab ipfìs fere fundamentis ufque ad medium conflat ex nigro Lipide, ex quo mortaria faciunt ab extremis ojEthiopix montibus delato : qui cum & durus fìt, tì* operati1 diffìcili! , reddidit opus finn- S7 funiptuofHM e più avanti parlando del (no viaggio per P Etiopia dice. T^os Tbilas c.\ Syene pianoro venimus per campum valde planum ccntunLs ft udì or imi [patio . Ter totam fere viam ridere crat utriiiqiie multis in loeis quafi Hermes, petràm ar-dnam, rotundam , politam, propemodum fpbarieam nigri, ac duri lapidis, ex quo mortarict Jimit /«-per majorc petra pojìtam, ac rurfum fuper e a ali ani. Nonnulla per J'efe jacebant. Earum maxima crat non minore xn- pedum diametro , atque omnes majores qnam borum dira idi a. Combinando quelli palli di Strabone colle parole di Plinio, rifulta. Primo , che quelli due autori anno avuto in villa un'illeUa foftanza. Secondo, che le proprietà daefli attribuite al loro Bafalte fono a(fatto fimili a quelle, che convengono al nollro . Deduco da ciò ef-fere molto ben fondata 1' opinione del Sig. Guct-tard, che quella pietra, a cui gli antichi anno dato il nome di Bafalte, fia l'iftell'a che quella indicata col nome medefimo dai moderni . II. Le foltanze, che la compongono, prefeinden-do da quelle, che ne fono ellranee , e vi s'incontrano folo per accidente, come farebbero i granati , gli fcorli, i feld-fpati, i crifoliti, i graniti &c. fono ; la terra liliceache vi predomina, 1" argillofa in molta copia, un poco di terra calcarea, meno ancora di Magnefia, ed il Ferro . Quell'ultimo vi F 4 efille ss efifte il più delle voile nello ftato metallico, efer-citando una manifefia azione fulla Spranga calamitata . Le proporzioni variano ne diverfi Bafald ; ma in tutti predomina la terra Clicca, e vi fi trova 1'argillofa in grande quantità. III. Se mercè 1'analifi chimica fiamo giunti a conofccrc le foftanze componenti il Bafalte , fiamo forfè, perciò più illuminati filila di lui origine ? Vediamo fortire dalle bocche acccfc de'Vulcani una lava, che raffreddata e in tutto fimilc a ciò che chiamiamo Bafalte. Ma ogni Bafalte avrà avuto una tale origine ? Per quale ragione la natura fenza il concorfò di alcun fuoco violento non può produrre con una lenta azione quelle fofianzc , che fi attribuiscono alle accenfioui Vulcaniche ? Oflervia-mo pure il legno bituminofo , e ridotto quafi allo ftato di carbone foffile racchiufo trà le mafie del Salgemma. Perchè colla via umida non fi poffono formare delle foftanze , che fi allbmiglino alla Lava fenz'eflerlo fiate giammai? La Pietra Pece di Safiònia e dell' Ungheria Superiore , ha molti caratteri di una Lava ; e 1' analifi del Sig. Poctzfcli dimofira il contrario. Lo fchifto corneo ha una perfetta Somiglianza col BaSalte si nell'afpetto cf-terno, che nei principi coftitutivi; e P iflelTa analogia ha dimollrato il Sig. Bergman eflervi trà il Bafalte in colonne, ed il Trapp delli Svcdefi, benché che non fi attribuita ai fuoco nò l.i eli lui formazione nè quella dello Schifto corneo . Lo llelTo vetro Vulcanico, o fia il Lapis obftdianus di "Plinio, della di cui origine dal fuoco par che non fi polla dubitare, non potrebbe averne un' altra totalmente diverfa? La durezza , ed omogeneità delle parti , che ne fono i principali caratteri j non convengono forfè ancora alle Calcedonie, alle Agate, e la di lui fufibilità non potrebbe dipendere da un principio metallico , che può rendere fufibile anche le materie le più refrattarie ? Benché però fenta il pefo di tali ragioni, mi fembra molto più probabile ripetere l'origine del Bafalte dal fuoco, fui riflelfo che in tutti i luoghi, ne'quali abbiamo il Bafalte, fi veggono tracce non equivoche di fuoco , come ci afficura-no le deferizione de' più efatti naturaliili. Ma non ci difcoltiamo dalla nollra Peonia . Le Lave Bafaltine di Capo di Bove pofano in molti luoghi, ed in altri fono incaftratc in una terra riconofciuta da tutti per Vulcanica , cioè nella Pozzolana. Se fi feende dalla parte de' TT. Cappuccini di *Mano al Lago detto di Caflcl Gandolfo, s'incontrano degli ftrati di Bafalte ; ed in altre parti ancora fc ne veggono de'grandi mafiì. Non vi è Naturalill a, che confiderando la figura di quello La- 9° Lago, c la natura delle foftanze che lo circondano , non lo riconofca per un cratere Vulcanico * Dell' iftclla natura è fenza dubio l'altro Lago vicino di , pretto il quale dalla parte di Calzano li veggono immenfi ammattì di lave Bafal-tinc. Quefta però prefenta un curiofo fenomeno nella parte oppofta del Lago , cioè nel fito per cui fi palla nell' andare da 7{emi al Fontanile detto di Tcmpefta. Veggonfi qui in gran copia le feorie Vulcaniche , e fopra di elle malli di Lava Bafaltina, che s'inalzano a grandiffimc altezze . E' fi evidente , che quefta , la quale chiamo Lava Bafaltina ha colato , che feorrendo in forma di molle pafta fopra le feorie, fi è addattata in molti luoghi ai vuoti, che incontrava, ed ha prefo nella parte in cui pofa fu di elle una figura a mammelle . Tarmi adunque che fi debba per ora ammettere eflerc il Bafalte un vero prodotto del fuoco , la cui attività hafufe le materie componenti, dando loro qualche grado di Vetrificazione . Quella fi può compire dall'arte , e cangiare il Bafalte in un vero vetro, come fi è incominciato a fare in alcuni luoghi, formandone delle Bottiglie per i vini tbraftieri, che giulla r efperienze fatte refiftono a qualunque forza efpanfiva del fluido, che ci fi racchiude. IV. La configurazione poi del Bafalte in Prif-mi 3 è un fenomeno , che la natura ci prefenta in diverli pi diverti luoghi efpofti una volta all' azione de' Vulcani . Oltre i gran Bafalii del Pavimento de'Giganti nell' Irlanda, altri moltiflìmi fe ne fono ollcrvati nella Francia, nella Germania, nella Scozia, nell' Italia, ed'in altre parti del Globo. Immenfi ani-malli , ed intere montagne di prifmi ammontati, che ora s'incrocicchiano in tutte le direzioni, ora vicendevolmente s'incaflrano , ora giaciono in po-fizione orizzontale, ed ora inclinata , fono oggetti che richiamano 1' attenzione dell' oflervatorc . Le figure ditali Prifmi fono molto diverfe, elfendo-fene trovati da tré lati fino ad otto, ed il Sig. Fau-jas de Saint-Fond nel Pavimento di Chcidvant ne ha anche rinvenuti nel 1781. due di figura cilindrica . Incontrali ancora talvolta qualche Prifma di Balalte in que' luoghi , ne' quali la Lava non fi è generalmente configurata. Abbiamo nel no-llro Mufco due Prifmi triangolari , 1' uno lungo 13 Pollici, 2. linee, largo 5. poli, di lava roffo-ofeura con fcorli neri parallepipedi, feminata da grande quantità di macchie tonde fcld-fpatiche, di un colore bianco-gralfo. Un' angolo di quello Prifma è tagliato nella linea di fezione, ciò che fembra prodotto dal pefo della malfa Bafaltina, che vi fi è polàta fopra , e colla forte prelfione ha dillaccato quella parte angolofa . Benché la tenitura di quello Bafalte fia molto ferrata, pure vi fono lOO no alcune fenditure quali parallele, prodotte dal ritiramento della materia . E'delle Lave di capo di Bove. L'altro è triangolare anch'elfo, ma con-velfo in una fuperficie fecondo la lunghezza, ed ha una bafe più grande dell'altra oppoiìa, eolie-chè fembra un fegmento di sferoide. Ha di lunghezza 8. poli. 3. linee; i due lati rettilinei della bafe maggiore , fono di 3. pollici, 8. lin., e della bafe minore di pollici s^è di grana llrctta, e capace di ricevere buon pulimento. La Lava_j è generalmente in piccoli punti neri, interziati da piccole macchie tonde feld-fpatiche, le quali modificando il nero della Lava danno al Bafalte un colore grigioferro . E'ftato rinvenuto in Albano. Una tale configurazione della Lava Bafaltina ha molto cfcrcitato l'ingegno de'Naturalilli. Vi fono di quelli che confiderano tali Prifmi a guifa di Criilallizzazioni operate in grande dalla natura. Ma d' onde mai tanta diverfità di figure ? Per quale ragione qu-'ila ili fia lava, che in un luogo ha criftallizzato in prifma triangolare, accanto ad elfo ha prefa la figura quadrilatera, o pentagona? Pof-fono cagioni accidentali alterare l'opera regolare della crifiallizzazione; ma i crillalli, benché confili! indicheranno lempre in qualche modo la loro naturale figura . Parmi però più probabile, che quelle configurazioni fiano l'effetto del ritirarli, che lOO che fa in un mezzo aqueola materia fufa , che raffreddandoti fi rifiringe in uno fpazio minore. Le figure quafi regolari, che talora prefenta quella produzione , che fi conofce fotto il nome di Ludns Helmontii, polfono convalidare quella Ipotefi, la quale pare che acquiAi qualche grado di certezza dalle due feguenti olfervazioni. I. Ci afficura il Sig. Faujas de Saint-Fond di avere trovato nel pavimento del Ponte di Bridon due prifmi pentagoni fcparati, che racchiudono ambedue un gran nodo di granito, il quale una volta era flato un fol corpo ; ma nel ritirarli della materia all'epoca del raffreddamento, fi ruppe , e divife in modo tale, che ogni prifma ne ritenne una parte. Ciò fi può facilmente verificare avvicinando i due pezzi, e collocandoli nella loro primiera pofizionc . II. Sappiamo che la Lava colata dall' Etna dopo di avere formato letti, e Arati immenfi , allorché e giunta al mare , ed entrata nell' acqua, fi e configurata in prifmi. Ecco come fcrivc l'accuratiffimoe dottiffimo of-offervatore il Sig. Commendatore Dolomieunel fuo Catalogo delle produzioni vulcaniche dell'Etna, unito alla ferie de'faggi inviati al Sig. Duca di Ro-chefoucauld, ed al Sig. Faujas de Saint-Fond . Tutte le Lave compatte che amo colato in mare n mare con una certa fpeffezza anno fofferto ciò, che chiamafi crijlallizzazione de1 Bafalti più, o meno perfetta. Le correnti moderne dell'Etna, le quali non fon giunte nel mare , non contengono Bafalti. Tutte quelle che fi fono gettate in mare colle cir-toflanze richiefle , fi fono crifiallizzate in colonne. Le correnti che giungono al mare fenza effere totalmente fommerfe, fono crifiallizzate nella parte, che è immerfa nell1 acqua, e non hanno foffci to che un ritiro irregolare nel maffo , che è fopra. Illuminato dalla mia offervazione fopra le Lave moderne, che fono fui Litorale fino a Taormina ho percorfo la bafe dell' Etna nel fuo continente interno : Ho vietati i Vulcani J'penti della Sicilia, e non ho quafi giammai incontrato ad una gran diflanza dal mare colonne di Bafalte, fenza avere avuto delle prove, di un altro genere, che il mare bagnava la Lava allorché ha colato. Latera. §. X L. IL primo che abbia refo celebre colle fue oflcr-vazioni la Terra di Latera, è flato il dottiflimo Sig. Aliate Alberto Fortis. Della conofcenza di quello Filofofo , che fà tanto onore alla noflra Italia , ne fono debitore al li Signori Luca, e Michele Sorgo nobili Ragufei, uomini, che coi loro talenti , lOO lenti, e cognizioni fono il foftegno della loro Patria. Mentre alloggiava preffa di cfli il Sig. Abate Fortis in uno de'' fuoi viaggi per la Dalmazia, io ebbi il piacere di udirlo più volte parlare di Latera, e de" fuoi prodotti. Si compiacque inoltre di farmi leggere una diflertazione manofcritta filile veftigie Vulcaniche della Campagna Romana, in cui diifufamentc ragionava del fuddctto luogo, ed cfponcva tutte le fue ingegnofc, ed accurate olTer-vazioni intorno al medefimo . Se avelli avuto il piacere di vederla imprefla, e pubblicata colle (lampe , non ardirei di parlare di un foggetto già pollo in luce , e difcutfò da un si dotto Naturalifta . Ma full'incertezza,in cui fono, che la mentovata dif-fcrtazione fiali ftampata almeno trà noi , mi avanzo ad informare il pubblico delle mie offervazioni, mofiò dal folo dcfiderio di rendere più noto ai Mi-ncralogifti un luogo sì interreflantc. La piccola Terra di Latera prefenta molti oggetti degni della rifleflione di un' accorto indagatore della natura. I Colli, che la circondano fono d' origine Vulcanica formati da Tufo Vulcanico , Scorie polverizate, e malli di Lava fìmile al gra-nitello . Nel terreno ancora è copiofa 1' arena micacea nericcia , attirabile dalla calamita, che è un prodotto del fuoco. Percorrendo il territorio di Latera vi fi veggono talvolta delle valli orbicolari circon- lOO circondate da poggi, e che fcmbrano rifvegliare 1'idea di antichi crateri. Una di quelle ve n' è al Sud della medcfima verfo talentano, in cui efiflo-110 tuttora gli avanzi di antico Edifìcio di una flrut-tura fi forte, che diconfi da contadini Mura del Diavolo . Un' altra fe ne prefenta all' Ovell, che termina col piccolo Iago di Mazzano, detto anticamente StatonieJ'e . V arena , che elfo getta alla fpon-da è limile in tutto all' arena degli altri Laghi Vul-canicici, e sì nel Monte J{offi che nel poggio contiguo dov'è la fonte detta del Bifcaro,G. trovano grandi ammafli di Lava ora porofa, ora riflretta , grigia, e di un' impallo duriffimo . Intorno allo Hello Lago, pare, che fofl'e edificata 1' antica Sta-tonia; poiché in alcuni luoghi del Monte J{offi fi trovano delle tracce di antiche mura ; nella valle adiacente al lago, alcune pietre vulcaniche riquadrate ; e nel'fabbricare l'ingrefTo della Grotta de' Pefcatori furono rinvenute 6. urne cinerarie di terra cotta . In quelle vicinanze fi vuole che foffq acclamato Imperatore Marco Aurelio, e nel cortile di una cala di Latcra vedefi incallrata nel bafa-mento di un pilallro la feguente ifcrizione rinvenuta nelJa Campagna» M. AU- lOO M. AURELIO ANTONINO CASARI DESTINATO IMP. AUG. D. D. Cave di Luterà . §. X L I. MA ciò che rende pregevole al Viaggiatore Filofofo il Territorio di Latera fi è la quantità ben grande , che vi fi trova di zolfo, d'allume, e di vetriuolo . Il primo di quefti tré prodotti fi è Tempre conofciuto fin dal tempo degli Antichi Duchi di Latera, e veggonfi ancora_» profondi fcavi fatti per efirarlo. Non c fiato però cosi delle altre due foflanze , che meritano anche maggiore attenzione. L'allume di Latera è il più delle volte mefcolato con lo zolfo , e trovali ora in vene, ora in effiorefeenza in una pietra bianca , argillofa, leggera , friabile . Per eftrarnelo non fi richiede nè calcinazione, nè macerazione; ma è baflevole la fola lifeiva. At-tefa poi l'infolubilità dello zolfo nell' acqua, la di lui mefcolanza non reca verun danno, e dalla terra ideila, da cui fi è cavato 1' allume con la lifeiva, fi può di feguito eflrarre lo zolfo col- G la lOO la fublimazione. Il vetriuolo fi potrebbe comodamente cavare dai gran filoni di piriti di ferro , che fi trovano nelle iftetfe cave ma fcpara-ti allatto, e diftinti dalla Pietra alluminofa e zul* furea . Quelle periti fono già in una decompofizione principiata dalla natura, e ne ho oflerva-ti de' gran malfi efpolli all'aria folo da un mefe incirca, che erano totalmente decomponi , e refi affatto polverizabili . Una tale Pirite è cono-fciuta da Paefani lòtto il nome di "Pietra Turchina, che elfi dicono annerirli all'aria. L'annerimento è la decompofizione della Pirite . Ecco adunque, che in una illella efeavazione fi potrebbero ritrarre tré prodotti vantaggiofi allo Stato , Vetriuolo, Allume, e Zolfo. Abbondano i Bo-fchi nel Territorio ; le acque non vi mancano ; le ftrade, erano, fon già pochi anni , carreggiate fino alla fpiaggia di Montalto, dove coi carri fi portava lo zolfo; finalmente la mercede dei lavoranti e molto difereta. Mi fi dirà fòrle che l'Allume non è un genere, di cui fi faccia un confumo molto ellefo . Ma una tale obiezzione parmi di averla a foflieienza prevenuta nel §. XIX» Deggio però avvertire clic nell'allume di Laterj vi è una dofe alquanto maggiore di ferro, di quello, che fia nell'allume della Tolfa. In fatti come abbiamo villo nel §. XVIII. fe l'alkali dogi* Ai- lOO {licito fi verfi nella foluzione di allume della—» Tolfa , folo dopo qualche ora comparifce l'azzurro di Berlino, ed una leggera depofizione . Ma due o tré gocce foltanto del modellino alleali nella foluzione dell'allume di Latera, ballano per formare un copiofo precipitato ed un' azzurro molto cupo. Potrebbe però un tale allume fervire con vantaggio a quegli ufi, per i quali non fotte di pregiudizio la mefcolanza del ferro . Parmi che la Pietra alluminola di Latera abbia origine della dccoinpolizionc di una pirite polla tra gli (lati argillofi , e che quello allume nativo li di quella fpecie , di cui parla il Sig. Bergman Sciag. §. LXVI1. Argilla vitriolata interdum Jponte gencratur futi]coititi pyritte in argilla , vel febifio argillaceo hoj'pitantis. I Luoghi, che abbondano dei tré riferiti prodotti fono i. la "Puzzola, 2. il Taiccio al Mulino 3. il luogo detto r^icqua cache fui Monte Cai-vello, 4. il Cercone 5. il "Pian del Pazzo . ^Al Cercone però non vi fi è trovata la Pirite di ferro , ma folo in gran copia lo zolfo , ed evvi ancora l'allume . Qui vicino vi è un' acqua acidula aerata , la quale non fembra contenere altro che acido aereo . In fiuti avendo pollo un poco di quert' acqua in una boccia di vetro, a capo di breve fpazio di tempo , colla fempliee G 2 agi- lOO agitazione, perdè ogni aciditàScaturifce tale acqua con bolle impetuofe da un terreno vulcanico nè lafcia fedimento veruno. Il di lei fasore è folo acidetto . Di notte follcvafi talora da quefta forgente una mofeta , la quale forprcnde qualche animale , che foventc fi ritrova morto vicino ad efla . All' inalzarli del Sole , la Mofeta li diffipa nell'aria divenuta più rara . Le più copiofe cave di zolfo, di allume, e di vctriuolo farebbero alla "Puzzo.li, ed al Mulino . Alla prima il filoni della Pirite pare che li eftendano verfo l'Eli, ed il Nord , e quei d'allume verfo F Ovcft dove fono le altre cave del Mulino , e del l'acqua Cache . Nella parte fuperiorc della cava della Tuzzola fi olfervano molte fo-fianze vulcaniche, e fpccialmente la Lava in palle . Qui ebbe il piacere di raccogliere da alcune cfflorcfcenze alluminofc, certe piccole, bianchif-fimc , e alquanto ricurve {(allattiti alluminofc in delicati filamenti di 2,3 ,4, e 5 , linee di lunghezza . Olfervandole con la lente, fi veggono vagamente {cannellate fecondo la lunghezza, fcmbrano fafeetti di altri fili più fottili, e delicati . Ricco ancora d'allume, zolfo , e vctriuolo fi è il Poggio del Taiccio al Mulino, come fi può olfervare nel grande fcavo detto il Catneronc , ed ioi ed in altri luoghi. In un (ito però di quello Poggio evvi un piccolo l'cavamcnto detto la_j erotticelia, dove fi oflcrvano i più belli, e più grazio!! prodotti alluminofi. Così non follerò c-fll eflremamente delicati, che potrebbero edere l'ornamento de' più ricchi Mufei. Tutte le pareti di quella Grotticella fono coperte da ftallattiti, e fioriture alluminofe, fovente mammillari e talora arborizate, e come in vegetazione. Nelle loro cavità, ed interflizi s'innalzano piccole dclica-tiffime piume alluminofe di fomma candidezza. Quello è il vero allume di piuma, non già quella fpecie di vetriuolo capillare, che fi fuole fpac-ciarc fotto tal nome, e che trovali in copia fpe-cialmentc nella miniera di Mercurio d' Idria . Bianchilfime ancora fono le fioriture, e dal lattiti alluminofe, coficchè raflembrano a fiocchi di neve, e folo una leggera tinta di fiore di zollo le tinge in qualche luogo in giallo , e le rende più vaghe. Alle falde di quello Poggio vi fono due forgenti di acqua, una grande Epatica, l'altra piccola detta Acqua Acida fimile in tutto ad un'altra, che fi raccoglie a gocce dentro la Grotta del Monte , la quale eflendo un poco più carica d'acido di vetriuolo, è chiamata acqua Forte. Ecco i fenomeni, che prefenta-no si racqua Acida , che la Forte . G 3 i. An. ÌOS 1. Anno un lapore iurte, piccante, aflrin-gente, difgullofo. 2. Sono avvivate da un principio volatile , che ti manifclla con le bolle nella forgente , e fi sviluppa colf agitazione. Quello principio pare efferc un' aria epatica . 3. Efaminate con l'alkali flogilticato, li produce in copia l'azzurro di Berlino. Contengano adunque il vetriuolo di marte . 4. Se fi veri! in effe l'alkali fido , 1. fi fepara un terra alluminola, 2. fi producono bolle fre-guenti di aria. Dal primo deduco cil'crvi in elle l'allume, fenomeno non molto comune , benché il Sig. Bergman nel luogo fopracitato della fua_» Sciagrafia dica In fonte Stcckcnitzenji Boemie , in Oflrobotbnia, & alibi nonnttnquam occurrit ; e dal fecondo la prefenza di un'acido libero. 5. l'olla quell'acqua in vafi aperti, ed anche agitata, per alcuni giorni ritiene lo lieflò lii-pore, ed'eliminata con l'alkali lilVo , profeguc ad eccitare bolle, ma dopo qualche tempo perde il fapore forte, e piccante , e ritiene un fa-pore allringentc non ingrato. Verfandovi allora l'alkali fiilò fi fepara la terra argillofa, ma non comparifcono bolle di aria. Pare da ciò, che oltre l'aria epatica, l'allume , ed il vetriuolo, contenga quell'acqua un poco d'acido di vetriuolo, il il quale benché dal Flogiilo fia refo volatile, pure è rirenuto per qualche tempo nell' acqua , forfè in vigore dell'analogia degli altri principi . A natura, che ha profufo tali prodotti nel Territorio di Luterà, ha pollo ancora alla loro cullodia una formidabile guardia, ed è la Mofeta. E'quella talmente diffufa, che bada fca-varc a pochi piedi di profondità per rinvenirla. Il Aiolo delle grotte è talvolta coperto d'infetti, ed altri animali, che vi fono periti. Un fuoco ollinato, e gagliardo, che richiami una gran corrente di aria, o pure un vento impc-tuofo di Settentrione, che abbia fpirato per alcuni giorni, fono capaci a domarla, e rendere acccffibili quei penetrali, a cui noti fi potrebbe giungere impunemente. L'altezza della Mofeta varia in corrifpondenza dello fiato attuale dell'atmosfera. La più balla però è più micidiale, e la forza è più concentrata in una sfera minore di attività. L'ingrelfo nella Mofeta è annunziato da una blanda, fenfazione di tepore, che li riferite nelle gambe, ed a mifura, che uno s'inoltra in elTa , fentc afcenderc il calore fulla fuperficie del corpo. Non vi è pericolo alcuno ad immer^er- Mofete di Luterà. §. XLII. G 4 vili lOj vifi fino al mento, e purché non venga refpirata, non fi rifente nella macchina incommodo alcuno. Volendone cfaminare l'impreflione che eccita negli occhi, nell'odorato, e nel palato, mi fono fovente inoltrato in efla ritenendo però il re-fpiro , ed ho oflervato che produce bruciore negli occhi, un'odore forte, piccante quali zolfu-reo, ed un fapore fubacido non difgudofo. Mi fono arrischiato a refpirarnc un poco interpolatamente, ed ho Sempre notato che i Polmoni ne rifentono grave incommodo . Pare che la fua azione fia diretta ad arredare l'irritabilità della fibra mufcolare. Avendovi lafciate immerfe per tré giorni alcune foltanze le ritrovai dell' ideila temperatura degli altri corpi , che erano nell' ifleflb luogo, ma fuori della mofeta. Da che_> dunque deriva la fenSazione del calore ? L'aria mefìtica ellendo carica di flogido, deve deporre molte particelle flogitliche Sopra quella parte del corpo, che è immerlò nella mofeta . Ora Sembra dimollrato dal Sig. Crawford che a mi-fura che un corpo riceve una doSe maggiore di flogido, depone una parte di quella materia calorifero che pria conteneva, la quale fi deve diffondere nc'corpi contigui, ed eccitare la SenSa-zionc del calore. Venghiamo ora alla ferie dell'eSperienze fattevi io? vi. La prima fù di gettare nella mofeta un falcetto accefo di (loppa, foglie fecche, e carta . La fiamma fi ellinSe in un momento ed il fumo di quelle Soflanze, unito all'umidità della mofeta, foggcttò ai "miei occhi la di lei elevazione . Si diffonde il fumo fulla Superficie mofetica a guifa di leggerilfimo velo affai visibile riguardandolo obliquamente, ed è il limite in cui l'atmosfera confina con la mofeta, Vedefi allora che_» quella non è giammai tranquilla, e la di lei fu« perfide fempre ondeggiante moflra il contrailo in cui fi ritrova coll'atmosfera. 2. Vi fuonai un campanello tenendolo alcuni piedi dentro al vapore, ed il fuono non fù punto diminuito. 3. Ilo verfato nella mofeta la metà di una boccia piena di tintura di Girafole, coficchc la bocca della caraffa folTe dentro la mofeta, e la tintura refidua prefe un colore roflb slavato. 4. Ho lafciato entro la mofeta dell'alleali Affo in un piattino, ed il giorno feguente l'ho ritrovato criftallizzato in laminette quadrangolari. 5. Verfando l'acido nitrofo fopra la terra_» calcarea polla nella mofeta, non fu fofpefa l'ef-fcrveScenza. 6. Non fù giammai polTibile di Spararvi la pillola, p trarre Scintille dalla pietra focaia . 7. Ho lo6 7. Ho voluto provare fc la mofeta, che cflin-gue ogni corpo accefo arrellalfe la luce del Fosforo di Kunchcl; ma ho olfervato , che quello vi rifplende egualmente che nell'aria. 8. Ho uccifo l'iftelTa mattina contemporaneamente due uccllctti , de'quali uno l'ho appefo all' ingrelfo della grotta, e 1' altro nello Hello modo l'ho collocato entro la mofeta, ed a capo di quattro giorni rinvenni il primo putrefatto, il fecondo frefco, fleflibile, e che non tramandava fetore alcuno. 9. Fu introdotto nella mofeta un giovane cane , a cui coprii la faccia con una fiutile pezza di lino bagnata nell' acqua . Elfendo egli molto domcllico llette fermo per due minuti colla te-ita entro la mofeta fenza dare fegno di patimento. Indi incominciò a divincolarli, e dopo 8" o 9* giacque Itefo per terra fenza alcun moto nella machina. Si lafciò immerfo nella mofeta per altri 5" indi fù portato all'aria libera, dove non dava più fegno alcuno di vita , ed era foppref. fo il moto del cuore . Gli applicai l'Alkali volatile alle narici, v'introdulfi del fumo di carta, e dopo un quarto d'ora in circa comparvero nell' Animale moti convulfivi alfai forti e conculfione di tutta Ja macchina . Vi fi ollervava uno sforzo gagliardo per riprendere il refpiro ; appref- fan- io7 landogli la mano al Torace li fentiva battere il Cuore con fomma violenza . Finalmente dopo un quarto d'ora in circa incominciò l'animale a reggerli in piedi, e poco dopo da fe tornò alla fua cafa. Gl'ufcl però del fangue si dal nafo, che dalla bocca, non volle prendere cibo , ed il giorno feguente morì . Cco le poche olfervazioni mineralogiche che ho fatto nel viaggio di quello Autunno per la Provincia del Patrimonio. Secondo che la materia il richiedeva vi ho inferito delle rilleffio-ni, ed ho brevemente accennato anche qualche teoria, benché fia perfuafo che non oftante gli fludj di molti uomini di fommo ingegno confatati unicamente a quelle ricerche, non li abbia ancora una ferie tale di olfervazioni da potervi fondare fopra un Alterna, che porti tutte le impronte della verità. Nel fare ciò, il mio fine è fiato di dare una leggera idea de' noltri prodotti Vulcanici, e rifvegliare la curiofità de' dotti Viaggiatori , che vengono fovente a vifitare Roma, e le fue adiacenze, e promuovere trà noi uno lludio ancor fanciullo . E'vero, che l'Anonimo Autore di un libercolo recentemente ftampato hà avuto la franchez- §. X L I V. za ioS za di Scrivere , clie nelle Scienze Fijicbe fi trovano delle fpectilazioni capaci di pafccrc il genio de Mattonatici 'Penfatori, e delle fempiici Storie capaci di occupare le menti mediocri .... che fono fludj benemeriti degl'umani ingegni per avere aperto ai più mediocri un campo , in cui pof-J'ono efercitarfi con poca fatica , e J'enza noja , at-tefa la facilità delle cofe, e la piacevolezza.... che rodierna Fijica bà della facilità, e giovialità che la rende a portata de"Spiriti mediocri . Offervero però brevemente, che il nollro Anonimo Tenfatore è collretto a confettare, che la Fijica è benemerita dell'umanità a cagione di molte fue utiliffiwe fcopcrte. In olire che l1 auflcro Matematico So vuol pafeere il fuo Spirito nelle Speculazioni , non deve cercarle nella buona Fittca moderna aliena dalle Ipotefi , e dai Si-fleini, ma in qualche immaginario Mondo Leib-niziano. Confetterò per altro, che colui, il quale abbia fludiato l'Illoria Naturale , e la Chimica leggendo 1* opera di un folo Autore talvolta vilionario, e fempre dominato dallo fpirito di littema , crederà che quelle feienze contengano folo tali fpeculazioni .Finalmente dirò ette r vero, che nelle Scienze Fi fiche fi occupano molti ingegni 'mediocri. Mà anno ancor ette i loro Eroi; Pott e Margraff, Linneo, Scheelc , e Bergman, Spallanzani , I0£ •zanì, e Fontana, per tacere di altri moltiffimi, mentre meditano sii ciò, che accade in un crogiuolo , o contemplano un'Infetto non lono men grandi di Neuton, dei Bernoulli, di Eulero, che calcolano le curve le più fublimi. Lo fpirito d'invenzione fiegue 1' uomo grande in qualunque cofa fi occupi, e la mediocrità accompagna feinpre_> l1 ingegno debole si nelle Fifiche, che nelle Matematiche . Aggiunge il -noftro Anonimo di cono-feere ptrfona, la quale confcia della mediocrità del fuo ingegno fi è data alla Fifica. Mà conofco ancor' io chi per accomodarli al guflo corrente , e fard trà i letterati un nome che non aveva potuto acquilìare con opere Matematiche condannate all' oblivione, fi è dato per qualche tempo alla Fifica ; mà col proprio efempio ha dimofirato , che_> l'Uomo mediocre ne'calcoli, e tale ancora nello fiudio della Natura , e che non è indizio d' ingegno fublime 1' avere il fegreto di parlare o fcri-verc ciò che non s'intenda da veruno ; poiché tutta F arte fi riduce a quello, che chi parla non comprenda ciò che dice, ed abbia il coraggio di parlare . Per non difendere una caufa buona con cattive ragioni ; per non feguire alla cieca un' Autore fillematico , e fofpetto nell' efpcrienze ; per non confondere infieme le idee le più difparate, ne cercare fpecnlazioni dilettevoli,dove non tro- vanfi, JIO vati fi , che efpcrienzc , ed oflervazioni iaboriofe ; in una parola per pofledere 1' odierna Fifica degna di occupare le menti de' migliori genj del no-jlro fecolo, bifogna faperc interrogare la natura, forprenderla fui fatto, trovare de' mezzi per violentarla a parlare, e comprendere il lignificato delle di lei cfpreflìoni, congiungendo ad una fatica indcfeila un' ingegno atto a combinare, e dedurre le giulte confeguenzc. FINE. \