ORGANO DELL’UNIONE SOCIALISTA DEI LAVORATORI MARTEDÌ’, 24 AGOSTO 1954 Redazione e Amministrazione: CAPODISTRIA Via Santorio 26 - tei. 128 Anno VII. — N° 361 Prezzo 10 din — 20 lire ABBONAMENTI : TX.T. Zona Jugoslava e R.FPJ.: annuo din. 420, semestrale din. 220, trimestrale din. 110 Spedizione in c. c. p. TT SISMO enfili P umreš IL COMPAGNOilKARDELJ IN UN* RIUNIONE A ILUB1ANA NEL PRIMO SEMESTRE LHRTIGmHnTODEVE ESSERE B1DTBT0 i--:--11 - « --■-*- • « •' 1 7 GIORNI E’ la prima volta che il massimo consesso del distretto di Buie può. a metà anno, porre aH’ordine de) giorno dei propri lavori l’analisi della realizzazione del piano sociale nel primo semestre dell’anno corrente. Un fatto, forse, in sè trascurabile, se non fosse indice dell’aggiornamento nelle amministrazioni aziendali ed economiche, tan to auspicato e appena ora raggiunto. Nè l’analisi semestrale può dare: un quadro reale di quella che sarà la realizzazione annuale del piano sociale del distretto poiché la «Mirna», la «Istranka», la «Dragogna», la «Savudrija» la «Jadran», la «Zvezda» sono tutte imprese a carattere stagionale la cui attività viene in prevalenza concentrata nella seconda metà dell’anno. L’agricoltura è poi del tutto assente, per evidenti motivi, da questa analisi. Ma se da essa non si può trarre un quadro complessivo dell’andamento economico del distretto, si posson ben trarre quelle indicazioni che non sono più frasi rettori-che, ma dati basati su fatti e cifre concrete, dati preziosamente avvalorati dalla tempestività che, sino ad ora, spesso è mancata. E sia la relazione che la discussione delle due camere del distretto di Buie hanno presentato poche indicazioni e dati di carattere generale. Questi riguardano per lo più l’attività degli organi di gestione operaia, ancora ancorata a questioni del momento o di immediato e diretto interesse per le maestranze, senza trattare quella gamma di problemi, che vanno dalla produttività del lavoro al razionale utilizzo degli impianti, dalla qualità allo smercio dei prodotti, la cui soluzione e perfezionamento sono presupposti neccessari affinchè si possa discutere anche d’interessi. E questi interessi molto spesso vengono concepiti solamente sotto forma di vii moneta (e la incondizionata distribuzione degli utili 1953 lo dimostra) mentre sarebbe molto più utile che, almeno una parte, fosse destinata a risolvere lo scottante problema degli alloggi, che pesa anche sulle aziende e sulle loro maestranze, instaurando fra l’altro anche gli auspicati contatti fra aziende e comuni di natura non solamente platonica. Nè l’attività unilaterale di una parte dei consigli operai è il solo freno a una maggiore produttività nelle aziende del distretto di Buie. Le nuove disposizioni economiche hanno indubbiamente influito positivamente sulla nostra economia. Esse hanno però i loro lati negativi e l’errore principale consiste nel fatto che si vedono solo gli aspetti negativi di tali disposizioni. Ciò genera una psicosi di attendismo per cui l’abrogazione delle stesse (ed e questa che si attende), sarebbe il toccasana di una serie di problemi, mentre, nell’attesa, si trascurano quelli più. attuali e più scottanti che sorgono e sorgerebbero indipendentemente dall’esistenza de'le disposizioni in parola. Per » resto, i lavori dell’Assemblea buiese vertevano sulla situazione esistente concretamente m tigni azienda o nei singoli rami economici. Escludendo le aziende a carattere stagionale che, per le caratteristiche del loro lavoro, non hanno potuto realizzare il piano, cinque imprese del distretto di Buie hanno sorpassato i compiti loro a -fidati nel primo semestre, altre cinque si avvicinano alla loro meta, mentre sei sono al disotto della realizzazione pianificata. Fra quest ultime, la «Kvarner» ha iniziato l’attività con notevole ritardo, però esiste la certezza ch’essa realizzerà ugualmente il piano complessivo annuale, come esiste per la edile «Napredak» la cui attività è stata notevolmente ostacolata dalle sfavorevoli condizioni atmosferiche nel primo semestre. Le altre aziende potranno riguadagnare il tempo perduto solo 'prodigando le proprie forze * perfezionando il proprio lavoro. Queste sono in gran parte le a-iende commerciali che tutt.’ora non hanno raggiunto quel grado di perfezione che potrebbero avere e il cui assortimento merci è molto a! disotto di quanto il mercato produttivo nazionale offra. Fra le imprese industriali sono state fatte critiche alla Miniera di Bauxite per la ientenza del suo collettivo nel risolvere la questione di apertura degli scavi sotterranei e di ricerca dei mercati di piazzamento dei propri prodotti. In questa analisi della realizzarne del piano sociale del primo se-mestre, una cosa va particolarmente messa in rilievo, l’aumentata produzione sia globale che individuale dei singoli collettivi, raggiunta dall’economia del distretto di Buie, rispetto agli anni precedenti. Tale fatto ci conferma di essere sulla giusta strada, sulla quale bisogna proseguire con rinnovata lena. mb La situazione politica internazionale in un orticolo della „Borba" Celebrata la „Settimana dell'Emigrante" L’ISOLA CONTESA Nella seduta del Comitato Popolare del Comune di Lubiana di venerdì sera, dov’era in discussione nel quadro del piano sociale il problema deU’artigianato, ha preso la parola il compagno Edvard Kardelj, vice-presidente del Consiglio esecutivo federale e deputato della capitale slovena, il quale si è particolarmente soffermato su alcuni aspetti di questo settore economico. «A molti di noi — egli ha detto — non è chiaro quale sia in effetti la posizione di principio del nostro sistema socialista nei confronti dell’aitigianato privato e del-l’artigianato in generale. Molti sono del parere che il nostro scopo sia la totale liquidazione delle botteghe artigiane private. Questo non è vero. In un sistema socialista ognuno ha diritto al . lavoro. Il socialismo risolve soltanto la questione dello sfruttamento delFuomo sull’uomo, Il nostro 'scopo politico e sociale è lo sviluppo dell’artigianato. Sviluppando questo settore noi eviteremo che venga sfruttata la fatica altrui, ma non soffocheremo il diritto al lavoratore di guadagnarsi la vita con i propri mezzi e le proprie braccia, naturalmente entro le disposi- zioni sociali che valgono per ogni azienda socialista. «La gente riceve l’impressione che la politica del Comitato popolare di Lubiana sia anche troppo indirizzata a impedire la formazione deH’artigianato privato, invece di battersi contro lo sfruttamento, nelle botteghe artigiane, delle braccia altrui. Se ci saranno sufficienti botteghe artigiane nel settore socialista e se i prezzi dei servizi cadranno, in modo che a nessuno sembrerà conveniente aprire botteghe private, allora avremo un prospero artigianato. Ma questo problema non potremo risolverlo altrimenti che con lo sviluppo economico e non con provvedimenti amministrativi.» Dopo aver affermato che i Comitati popolari ostacolano frontalmente Fartigianato privato, curando poco lo sviluppo del settore socialista artigiano, il compagno Kardelj ha cosi proseguito: «Dobbiamo uscire dal cerchio magico dell’antagonismo fra Fartigianato privato e collettivo nel quale j comitati popolari intervengono spesso non come fattori sociali il cui compito è salvaguardare l’intertuse della CO- RE spirmjL^ Sorrisi agrodolci a Bruxelles Il tenace Mendès France viaggia a Londra FALSI STORICI «Il 16 aprile 1945, Tito aveva fatto sapere ufficialmente che rivendicava tutta lTstria, con la città e il porto di Trieste. E, ai primi di maggio, aveva mandato reparti armati a partecipare all’occupazione della città (proprio così! n. d. r.). Cominciò, così, la lotta del nostro diritto inerme contro la violenza. De Gasperi protestò, gridò, riuscì a farsi ascoltare. Riuscì a smuovere gli alleati, a persuaderli della giustizia della nostra causa. Il 23 maggio gli alleati intimarono a Tito di sgomberare. E così De Gasperi salvò Trieste una prima volta. Quanti italiani oggi se ne ricordano? Due anni dopo, gli jugoslavi, forti dell’appoggio russo, decisero di occupare la città il giorno della ratifica del trattato di pace: il 15 settembre. Ma il Presidente Truman, memore di avere appreso da De Gasperi puah fossero le nostre ragioni, ordinò al generale Lee di opporsi anche con la forza. Cosi, gli americani e De Gasperi salvarono Trieste una seconda volta. Quanti se ne ricordano? Augusto Guerriero.» (Dal-farticolo di fondo del «Corriere iella Sera» del 21 corr.). Riteniamo superfluo ogni commento per porre in risalto la grossolanità di simili falsi storici e di cosi palesi mistificazioni dei fatti, spente le candele che negli scorsi giorni hanno illuminato le spoglie mortali di De Gasperi, sarà inve-°e nostro dovere e cura dimostrare fli nostri lettori come De Gasperi indo abbia tentato e fatto, ligio al ®uo «costi quel che costi«, ai danni Trieste e degli italiani di queste ‘erre. Malgrado i tentativi interni ed a dispetto, degli incoraggiamenti, pressioni ed interventi esterni, la conferenza di Bruxelles si è chiusa con la constatazione che i sei ministri degli esteri dei paesi della progettata 'Comunità Difensiva Europea, sono stati incapaci di abbandonare il vecchio schema della Ced e, per il momento, impossibilitati ad accettare nuovi concetti nella politica della cosidetta integrazione politica e militare dell’Europa. Le maggiori preoccupazioni per la svolta che si annuncia nella politica« europea sembrano addensarsi sui ministri di Belgio, Lussemburgo ed Olanda in quanto i governi di questi tre piccoli paesi erano forse i soli a guardare alla politica europeistica con occhi pratici per quello che riguarda il lato, militare della questione, ma ancor più per il suo lato politico ed economico. I tre stati del Benelux — pasti sulle direttrici obbligate degli eserciti che in qualsiasi forma combattessero u-na nuova guerra in Europa — avevano forse seriamente creduto che nel carattere supernazionale della Ced essi avrebbero trovato il modo di far sentire la loro parola per avviare il vecchio continente ad una integrazione politica che garantisse quairinitegrazicne economica che ha preso apparentemente l'avvio dal consorzio dell’acciaio e del carbone. All’Aia come al Lussemburgo ed a Bruxelles, si temeva, e si teme, che, senza l’integrazione politica e militare, la piccola Europa economica dell’acciaio e del carbone finisca con il trasformarsi in un Cartello di vecchio stampo a tutto interesse dei grossi partecipanti — Germania e Francia — ed a tutto danno delle miniere e delle acciaierie del Belgio e del Lussemburgo. Questo 'substrato economico può forse già da solo spiegare come mai a Bruxelles il ministro olandese Beyen, con l’intransigenza, e quello belga, Spaak, con il tentativo disperato di annacquare \i compromesso di Mendès-Fra-nce, si Siano in sostanza dimostrati i più accaniti avversari degli emendamenti francesi, tendenti ad attenuare il carattere supernazionale della Ced. Per il governo italiano invece l’europeismo e la Ced erano e sono un’altra cosa. Innazitutto un modo per agganciarsi ad interessi extraeuropei ed uno strumento di politica interna. Per Roma, infatti, una temuta, revisione della politica europea degli Stati Uniti, rappresenta il pericolo idel'l’isolamento internazionale deilTtalia ed una minaccia di rafforzamento della opposizione interna che -- sia pure per motivi non sempre confessagli mira sulla distensione internazionale, mentre la politica governativa a Roma ha sempre puntato sull’esagerazione dei ipunti di tensione per ottenere negli artificiosi timori altrui un ruolo perr la politica propria. Ed è forse tutta qui la mancata mediazione italiana che qualcuno si attendeva di veder in atto a Bruxelles. E’ probabile che, di fronte ad una comunità europea di cooperazione pacifica di singole rinite nazionali, come indicata da Mendès-France, Roma non abbia a-vuto interesse ad intervenire, considerando forse che, da un fallimento della Ced, potrebbe nascerne una politica americana ohe — basata sulla famosa strategia periferica — si Muniti a cercare, e sovvenzionare, proprie teste di ponte in Europa, i> Per la Francia la posizione di Bruxelles era chiara già negli e- meodamenti presentati da Mendès-France. Smussare le punte oltranziste della Ced ed impedire che l’integrazione della Germania di Bonn ed il suo riarmo potessero pregiudicare una politica di distensione europea che passi attraverso l’unità tedesca per giungere ad un sistema d.i sicurezza collettiva,, non molto dissimile da quello del francese Briand di 30 anni fà e del Ma-lenkov di oggi. Possibilmente, una via di mezzo jfra i due, in modo da garantire-ia Francia dalla minaccia tedesca e l’Eurcpa dalla potenza aggressiva russa. Questi, grosso modo, gli obbiettivi dei sei di Bruxelles a Bruxelles. Ed in questi motivi differenti della loro politica, il fiasco della conferenza. Fiasco accettato con maggiore serenità dai partecipanti diretti, di quanto sia stato accolto, dagli interessati che sostavano nei corridoi. E’ un fatto della cronaca politica la pressione ed i vari interventi americani per salvare la loro politica europea salvando la Ced. La ragione è comprensibile ed è forse più psicologica che politica. Dopo l’armistizio in Corea, e dopo Ginevra, da Washin. fon si è puntato tutto sulla Ced e si è affermato troppe volte che la sua realizzazione avrebbe segnato la sconfitta della politica europea di Mosca. Con il risultato che, seguendo i vecchi schemi, si è fatto si che il fallimento di Bruxelles possa apparire una vittoria del Cremlino, mentre in realtà non è che un successo diplomatico della politica di distensione al quale il •Cremijno ha finito col doversi adeguare. E’ ormai scontato che il parlamento francese rigetti il vecchio testo della Ced senza rovesciare Mendès-France che abilmente si è sbarazzato delle responsabilità sia dei cedisti che dei non cedisti. Bisognerà 'dunque che chi si cura dell’Europa cerchi di non adottare concetti vecchi per una situazione nuova. Forse -di questo si è parlato ieri nel cO'Hoquio> londinese di Mendès-France con Churchill. In fondo ringhilterra è lo allettatore meno disinteressato delle cose europee, etì una sua funzione mediatrice può a-vare risultati. Sempre che a Londra i fattori politici generali non vengano soffocati da quelli economici particolari dell’industria inglese. Nessuno si nasconde che l’Inghilterra vede il riarmo tedesco come un modo per frenare l’espansione delTinduatria tedesca di pace. munita, ma come persecutori dei concorrenti dell’artigianato socialista». ★ Un’interessante analisi della situazione internazionale viene esposta sull’organo belgradese «Borba» dal noto giornalista Jože Smole. L’articolista osserva innanzitutto come sia errata la posizione di coloro che negli avvenimenti degli ultimi tempi nel mondo non vedono alcuna trasformazione in senso positivo. 'Sviluppando invece la tesi contraria, il commentatore è dell’avviso che l’Unione Sovietica ha cessato di minacciare la pace mondiale. D’altra parte, egli dice, in alcuni Paesi e particolarmente negli Stati Uniti si cerca di ignorare 'gli avvenuti sostanziali cambiamenti in senso positivo della situazione mondiale. Secondo questi ultimi il pericolo di un’aggressione esisterebbe ancora in tutta la sua acutezza. Fra gli elementi più significativi dell’attuale tendenza alla distensione, vengono ricordati nell’articolo gli armistizi in Corea e in Indocina. Lo sviluppo degli eventi ha quindi dato torto a coloro che non credevano possibili dopo la morte di Stalin determinati mutamenti nella politica sovietica. Nella conferenza di Berlino, ad esempio, è stato constatato l’inizio di un processo di distensione e il passaggio a metodi migliori. Alla luce di tutto questo — prosegue l’articolista — sarebbe stato naturale attendersi un cambiamento della valutazione della politica sovietica. Purtroppo ciò non è avvenuto. Al contrario, si adottano misure che non solo non sono necessarie, ma nuociono perfino alla pacificazione nel mondo. L’opinione pubblica mondiale, continua l’articolista, non approva più la politica che non tiene conto della realtà, che della realtà non rispetta le esigenze e che quindi non può essere costruttiva. Domenica soorsa si è conclusa in Jugoslavia la «Settimana dell’emigrante» intesa a ricordare oltre un milione e mezzo di jugoslavi che vivono nelle due Americhe, in Australia e in Oceania e a ringraziarli nuovamente per l’ainto fornito alla vecchia madre patria nei duri momenti del dopoguerra. Nel corso della settimana le radio jugoslave hanno trasmesso un programma dedicato all’esistenza degli emigranti, alle loro organizzazioni e agli aiuti che essi diedero al nastro Paese. La «Settimana dell’emigrante» è stata celebrata in tutto il Paese e specialmente in quelle località che registrano il rr.b^gior numefo di emigranti, come in Dalmazia. Alle numerose manifestazioni culturali, folcloristiche, teatrali della decorsa settimana hanno preso parte gli emigranti che si trovano nel nostro Paese come turisti. “»* f■ i »am CHI OSTACOLA LE TRATTATIVE SO TRIESTE Gli sforzi, compiuti in questi giorni da Palazzo Chigi, per dimostra^ re che è il governo jugoslavo a mettere i basitomi fra le ruote a un e-vemtuale accordo per Trieste, sono destinati all’insuccesso. Tali tentativi, trovanti eco sugli organi di stampa semi ufficiali, sono talmente puerili da costringere il governo italiano a mascherarli dietro la formula «che il problema di Trieste, nonostante tutto, è quasi prossimo alla soluzione». Il lavorio della diplomazia italiana, svolto in comune con le correnti politiche estere favorevoli alia politica italiana verso Trieste, e tendente a provare «le colpe jugoslava», è di per se stesso una dimostrazione della cavillosità del governo italiano, avente lo scopo di rallentare o, il ohe è anche possibile, di far fallire le trattative in corso. La piccioniana «riservatezza assoluta» permette, ad esempio, di celare bene qualsiasi manovra diplomatica, condotta nell’ambito delle trattative, contro un possibile risultato positivo delle stesse. E’ d’altronde possibile che la riservatezza sia un mezzo per creare in I-talia un clima politico di incertezza e di tensione ohe, al momento opportuno, permeterebbe al governo di troncare le trattative e raggiungere così l’obiettivo prefissosi già all’inizio forse delle stesse: quello di sabotarle. La dichiarazione ufficiosa di quattro giorni fa, suggerita da Palazzo Chigi ai giornali, spiega chiaramente a chi bisogna rivolgersi per venire a capo delle ragioni per le quali le trattative sono entrate, a quanto sembra, in una fase di stasi. Nella dichiarazione si dice tra l’altro: «Bisogna risolvere ancora delle piccole cose, ma ciò non è facile, dato che si tratta degli ultimi problemi nell’ambito delle trattative». Ciò significa che il governo italiano era ed è, in appa- renza, animato da buone intenzioni, sin quasi alia fine delie'tr attative, per fare poi uno dei voltafaccia, tipici della politica italiana. E se ciò non basta, esistono altri elementi a comprovare che è il governo italiano a tirare la questione per le lunghe. Sono recenti le dichiarazioni dei funzionari di Palazzo Chigi secondo le quali, alla fine della conferenza sulla CED Piccioni se ne andrebbe in ferie, lasciando insoluto il problema di Trieste ancora per un mese. li Parlamento è già in licenza ed 'anche ciò contribuisce a rafforzare la tesi «d’attesa» di Palazzo Chigi. Interessante è anche lila dichiarazione fatta sei giorni fa in una conferenza stampa a Roma dal portavoce della segreteria generale del ministero degli affari esteri : «In Italia bisogna ora prepararsi a ricevere degnamente gli 'alpinisti che hanno conquistato il K2 e non è il caso di volgere particolari attenzioni allo sviluppo del problema di Trieste!». E' un piccolo ma interessante particolare che denota la serietà e la sincerità degli organi ufficiali italiani. L’Italia si attiene in diplomazia agii stessi metodi dei sovietici. Secondo questi metodi, i problemi intemazionali non vanno risorti separatamente, ma bisogna colllegarli, per renderli insolubili. Lo stato che ne ha provocato l’arenamento cerca di trarre da questo stato di oose vantaggi politici a danno del territorio del quale si discute e dello stato coll quale si tratta. Così il governo italiano non è d’accordio che il problema di Trieste si risolva come problema a se stante, il che sarebbe giusto e onesto, ma cerca di agganciarlo in tutte ile maniere ad altri, a quello dei patto balcanico ad esempio. Persa la partita relativa all’inclusione nel patto stesso, il governo italiano sta ora cercan- do di rafforzare in campo intemazionale la proposta per cui l’Italia dovrebbe fare da mediatore tra il patto balcanico ed il patto atlantico! La proposta è quanto mai ingenua, ma il governo italiano la presenta come «conditio sine qua non» per la firma di un eventuale accordo su Trieste. Ecco dunque chi è il disonesto nelle attuali trattative per Trieste. Non parliamo poi dei sintomi che esulano dal campo diplomatico, ma sono con esso strettamente collegati. In Italia, e specialmente nelle regioni circostanti a Trieste, si stanno costituendo gruppi fascisti di assalto, gruppi di Guardie di a-zione repubblicana, di Forze irre-dentiste d’azione e di tutta una serie di organizzazioni criminali il cui compito è di «prepararsi per la marcia su Trieste». D’altra parte è caratteristico e significativo che le organizzazioni cominformiste sembra siano affiancate alle precedenti, pronte anch’eisse «all’aziono». Tenendo presente la situazione politica attuale, questi sintomi non sono, come potrebbe sembrare a prima vista, la consenguenza di u-na possibile politica italiana per la soluzione immediata del problema ai Trieste, bensì ila dimostrazione del come il governo italiano cerchi di intorbidire, promovendo la formazione delle predette organizzazioni, i rapporti con noi nell’intento di minare l'e possibilità di soluzione del problema. Tentare, quindi, di addossare alla Jugoslavia le responsabilità di un eventuale insuccesso delle trattative, è assurdo. Il fatto è ohe Roma non si accontenta di Trieste. Vorrebbe di più. Non solo, ma vorrefabe'che le si a-prisse la strada dei Balcani. La politica di Palalo Chigi, da quanto appare chiaro oggi, non è cambiate. Il lupo perde il pelo, non il vizio. Charles Peak, Ambasciatore di Gran Bretagna in Grecia ha rimesso sabato scorso al Governo di Atene una nota di protesta per l’esplosione, verificatasi venerdì 20 c. ni. nel parco del consolato inglese di Canea, nell’isola di Creta, in occasione di dimostrazioni per l’unione di Cipro, attuale dominio britannico', alla Grecia. Sempre venerdì, il Governo greco aveva rivolto al Segretario generale dell’ONU, Dagg Hammarskjoeld la richiesta di inserire nell’ordine del giorno della prossima Assemblea generale il problema di Cipro, mentre oltre centomila ateniesi dimostravano per le vie della capitale greca per il ritorno dell’isola alla Grecia. L’essenza del problema si riduce alla volontà della popolazione cipriota di riunirsi ai propri connazionali, ciò ohe è in suo pieno diritto. In tal senso ha parlato giorni fa anche il Ministro degli esteri greco, Stefanopulos, rivelando in tal modo che il Governo di Atene appoggia in pieno le rivendicazioni e le aspirazioni dei ciprioti che, del resto nel 1950 si erano espressi a favore dell’unione alla Grecia nella misura del 90%. La richiesta greca rileva che il Governo di Atene aveva esaurito ogni mezzo possibile per giungere a trattative dirette con Londra e che, pertanto, era costretto a rivolgersi all’ONU. La Gran Bretagna sembra, dal canto suo, mantenere la precedente posizione d’intransigenza, negando alla Grecia il diritto di portare il problema in quella sede. Il problema è dunque doppiamente complicato. Come se ciò non bastasse, ai due litiganti si sta aggiungendo un terzo: a Cipro vive una minoranza nazionale turca e l’isola è vicina alle coste della Turchia, per cui sempre più evidente si fa in seno all’opinione pubblica turca — anche se per ora soltanto attraverso singole voci e episodi — la richiesta della tutela dei diritti e degli interessi di Ankara. Rimane per ora il fatto che la controversia L’URAGANO SULL’ITALIA Un’ondata di maltempo si è abbattuta sulle regioni settentrionali deilTtalia, causando gravi danni particolarmente all’agricoltura. Le abbondanti piogge hanno provocato il rialzo del livello dei fiumi. Milano è stata allagata, mentre le vie di comunicazione con la Svizzera sono interrotte causa nevicate. L’uragano ha provocato l’interruzione di quasi tutte le linee telefoniche dell’alta Italia. Si registrano anche vittime umane. I LABURISTI CONTRO IL COLONIALISMO E’ stata publicata una risoluzione del partito laburista, che verrà sottoposta alla conferenza annuale del partito, riguardante' la politica colonialista. Ned documento si afferma che la soluzione del problema del Kenia deve basarsi sull’ampliamento del cooperativismo agricolo, sull’aumento delle paghe e la costruzione di nuove industrie, mentre la Malesia deve essere indirizzata ftirautoamministihzione «attraverso un tederminato periodo di tempo». Il partito laburista rileva che i territori di Behuana Laudi Swaci-lan-d e Basutoland non devono essere annessi all’Unione Africana, finché questo stato praticherà una politica di discriminazione razziale. E’ nostro scopo — si afferma nella risoluzione — creare un Commonwealth plurirazziale, nel quale Granbretagna e territori già dipendenti siano partner uguali di diritto. su Cipro — abitata per l’80% da greci — rappresenta un serio problema nei rapporti fra Grecia e Gran Bretagna. IL PUPILLO Giovedì scorso è deceduto del tutto inaspettatamente Alcide De Gasperi, Presidente della Democrazia Cristiana ed ex del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana. La notizia della sua scomparsa ha sollevato in Italia e all’estero una ridda di apprezzamenti pro e contro la sua persona e la sua azione politica. Non sono mancate naturalmente allusioni abbastanza esplicite — e a nostro parere di un certo fondamento — al fatto che la sua scomparsa ha coinciso con la crisi della CED della quale, con Adenauer e Bidault, fu il propugnatore più tenace, e. in un certo senso, il padre spirituale. Qualche ora prima di morire ebbe, infatti, un agitato colloquio telefonico con l’attuale Premier italiano, Sceiba appunto sull’atteggiamento deilTtalia nei confronti della tesi Mendes France alla Conferenza di Bruxelles, atteggiamento che De Gasperi propugnava immutato di contro alle incertezze di Sceiba se tentare o no un compromesso. Si è riferito anche che dopo la telefonata con Sceiba, abbia pianto dal dispetto per le indubbiamente poco confortanti notizie romane. La politica dell’atlantismo integrale, sua creatura, in Europa aveva suibito( e la conclusione della Conferenza di Bruxelles lo confermerà più tardi!) un colpo durissimo, del quale l’asceta De Gasperi ha indubbiamente risentito l’effetto sulle sue alquanto precarie condizioni di saLute e sulla sua età già avanzata. La scomparsa dell’uomo, che solo ha avuto per Io meno la capacità di conciliare gli apposti nell’ambito del suo partito ha messo la compagine democristiana in una situazione per nulla buona e aprirà certamente la via alla lotta intestina fra le varie correnti. Fanfani si è già fatto avanti, pubblicando la lettera-testamento ohe De Gasperi gli aveva scritto giorni prima. La mibblì-cazione della lettera, nella quale De Gasperi indicava in Fanfani il suo sostituto, viene giudicata un’abile mossa dello stesso Fanfani, tesa a sfrattare in proprio favore il primo momento d’indecisione per ottenetela fiducia generale della Democrazia cristiana. Non sembra pertiche 1 -oartigiani delle altre correnti clericali vogliano accettare il fattoi compiuto della successione, a giudicare almeno dall’urgenza con la quale hanno convocato le riunioni dei rispettivi gruppi. Con ogni probabilità assisteremo a una serrata concorrenza al «cadreghino», ohe infine non dovrebbe sfuggire al pupillo del defunto. SULLE ORME DEL MAHATMA Secondo i principi di Gandhi, è stata organizzata la settimana scorsa in India la «marcia pacifica» nella concessione portoghese di Goa. Il Governo -di New Delhi, pur contrario alle azioni di forza, ha appoggiato il movimento, riaffermando il suo punto di vista: i possedimenti stranieri in territorio indiano devono scomparire. Di fronte all’energica posizione indiana, il Governo portoghese ha dovuto accedere a discussioni sul problema generale dei possedimenti portoghesi in India che avranno inizio tra -breve, probabilmente il 24 c. m. se la proposta indiana verrà accettata. Si vede proprio che per il colonialismo in Asia la va sempre più male! PRIMO PASSO «Se chièdiamo — ha affermato Rovatti, segretario del C. L. N. del-l’Istria — la restituzione all’Italia della zona B, è perchè l’atto rappresenta per noi il primo passo di quel processo di revisione delle clausole del trattato di pace ohe dovrà riportare l’Italia in tutte le sue terre. In rispetto a quale senso di giustizia — si è chiesto — abbiamo dovuto lasciare ciò che di più caro avevamo al mondo? I ricordi, le felicità e le sofferenze vissute nel tempo, i nostri morti in cimitero, le isole del Quarnero, le gemme sùl mare limpido. Parenzo, Rovigno, Orsera, Pola, le meste borgate dell’interno che ci hanno visto nascere, crescere, piangere. Noi non vogliamo vendetta per tutto il sangue sparso, per tutti i massacrati ,per gli intorbati, per i denortati che non faranno mai più ritorno, e per i quali la nostra memore riconoscenza ha eretto un altare nei nostri cuori. Ciò che noi domandiamo è che non sieno morti invano, che la terra imbevuta del loro sangue torni libera, che il diritto .vinca la sopraffazione.» (Dal «Giornale di Trieste» del 16. corr.). Come si vede, nulla di nuovo, di più logico e naturale. Dopo la prima guerra mondiale all’Italia — che con i suoi 600 mila morti aveva determinato il crollo degli imperi centrali — vennero «mutilate le ali della vittoria» che dovevano ripor- tarla su tutte le terre che ad Oriente furono di Roma. Allora l’onore di vendicare il torto fatto alla Patria venne assunto dal fascismo che si fece vindice anche dei di lei «sacrosanti diritti». Il primo passo per la riconquista della «romana provincia di Emona«, a suo tempo «imbevuta di sangue quìrito italico» — venne conpiuto da Gorizia redenta e «santa». Con quali sistemi e mezzi sia avvenuta quella riconquista, con quali misure si abbia voluto conservarla e come si sia conclusa il tutto, sono cose note ad ognuno. Dopo la seconda guerra mondiale — conclusasi con la piena disfatta dell’Italia su tutti i fronti — noti potendo più accampare mutilazioni di ali vittoriose, si è pensato bene di creare le basi al «senso di giustizia» ingigantendo a dismisura gli indici dela propria sconfitta. Di moltiplicare al mille per uno gli «italiani infoibati» (non fascisti beninteso, poiché qui fascista era ed è sinonimo di italiano puro, non venduto ed imperiale) e gli «italiani che non faranno più ritorno» da Dachau e dagli altri «campi della morte» costituiti dalle SS di Tito, si è assunto ora l’incarico il C. L. N. delVIstria. Perciò il suo segretario, dopo aver ricevuto le opportune direttive nei recenti viaggi a Roma, può oggi proclamare che «la restituzione all’Italia della zona B. rappresenta il primo passo che dovrà riportare l’Italia in tutte le sue terre». Realizzazione degli investimenti nel Capodistriano PRASSI ERRATA che si ripete ancora Soddisfacenti i risultati nei primi sei mesi dell’anno Il plano sociale del distretto di Capodistria per il 1954 prevede, come noto, circa 1 miliardo di din. per gli investimenti nelTeconomia.. I lavori .sugli obiettivi di investimento principali seno proceduti finora soddisfi ac antemente, par cui si ritiene che, qualora le imprese edili accelerino il ritmo attuale, le opere pianificate possano essere facilmente portate a termine. In base ai dati rilevati dada Banca Nazionale suM’impiego dei mezzi, stanziati per gli investimenti nell’economia, la somma toltale impiegata nella prima metà dell’anno in corso ammonta a 387 milioni di dinari, vale a dire al 39 % del totale previsto. Se, poi, consideriamo che in questa somma non sono computati i lavori eseguiti nel giugno, pagati appena nel taglio, e teniamo nel debito conto le avverse condizioni atmosferiche, nonché il fatto che per la maggioranza degli obiettivi in quel periodo non erano stati ancora compilati e approvati i programmi e i progetti (in particolare nei primi quattro mesi deli’amno) passiamo concludere che l’esecuzione delle opere previste nel piano è, in genere, soddisfacente. SuM’argomento c’è da osservare ancora che alcuni obiettivi sono Stati già portati a termine, mentre il pagamento dei mezzi d’investimento ha raggiunto appena il 60— 80 % del loro costo, e che per alcuni altri obiettivi, già realizzati nella misura del 20—40 % e più, si è pagato molto meno del valore dei lavori già eseguiti o, addirittura nulla. 'Ciò valle isoipratiuttio per l’elettrificazione, ^agricoltura a altri investimenti di minor mole. Qualcuno potrebbe chiedersi quale sia la situazione finanziaria delle organizzazioni economiche in questione e quatti difficoltà incentrino relativamente lai mezzi fìnam-zari di gestione e al pagamento delle retribuzioni ai propri dipendenti. E’ indubbio che in tali casi la gestione finanziaria non corrisponde alile prescrizioni legislative attualmente in vigore e che al riguardo non sarebbe male rivedere i crediti di gestione aziendali per adeguarli alle necessità. Causa di ciò è in parte anche la tardiva presentazione dei resoonti finanziari e, spesso, la non aggiornata contabilità, come pure la noncuranza di certi investitori nel revisionare e nel presentare per il pagamento i resoconti finanziari e la contabilità degli investimenti realizzati. In alcuni oasi si \fratta di ritardi di una e, perfino, tre mesi. Un’altra deficienza di certe orga-nizzazioni economiche è l’abitudine a investire senza essersi prima assicurate i mezzi finanziari necessari o, addirittura senza provvedere preventivamente alla compilazione e all’approvazione del programma d’investimenito. Tale prassi irregolare non è stata ancona eliminata da più d’una fra le organizzazioni economiche, nonostante vari richiami alla responsabilità. Come esempi del genere possiamo citare l’azienda «Riha» di Isola (che ha eseguito lavori pari al valore di 14 milioni di din.), la «Vino» di Capodistria (circa 16 milioni), l’«Ex Amnelea» di Isola e altre a-ziande industriali e commerciali. In tali casi si procede tramite l’arbi-itraggio con le conseguenti spese, penalità eco. del tutto superflue. Ciò dipende di solito dalla non conoscenza delle prescrizioni di legge in materia finanziaria. Si crede erroneamente, ad esempio, che al assicurare i crediti d’investimento e i mezzi finanziari relativi basti avere l’apiprovazione dei programmi d’investimento. Questa 'approvazione ha, invece, l’unico scolpo di accertare soltanto l’utilità economica e la necessità sociale degli investimenti. Per procedere a investimenti, l’organizzazione economica deve partecipare alla licitazione dei crediti presso la Banca Nazionale, qualora non possieda mezzi finanziari propri, e sempre previa appro- vazione del programma degli investimenti. I lavori possono, pertanto, essere iniziati soltanto dopo aver assicurato i mezzi finanziari necessari, secondo le disposizioni dèlie leggi sul finanziamento degli investimenti nel 1953 (Boil. Uff. della R.F.P.J. n. 2 dd. 13. I. 1953) e 'sulla compilazione e l’approva-zione del programma d’investimento (Boll. Uff. della R.F.P.J. n. 5 dd. 29. I. 1954). Abbiamo voluto accennare alle deficenze in parola per richiamare i’attenzione delle organizzazioni e-conomiche sulla necessità di porvi (subito rimedio e astenersi in avvenire più strettamente alle disposizioni legali in materia, ma sepra-fcutto, chiarire all’opinione pubblica un problema che spesso, per la non conoscenza dei suoi termini e proporzioni genera malcontenti e per dare ad essa il modo di porre sul tappeto ogni questione relativa con competenza di causa B. A. ASTERISCHI FIUMANI POLA: Austerità all’Arena BISOGNA CREARE UNA TRADIZIONE LOCALE CROCI E DELIZIE DEL TURISMO ROVIGNESE FIUME, agosto — L’ottavo mrse dell’anno è venuto, caldissimo, a far onore alla stagione. Dai 25 ai 29 gradi ha oscillato la temperatura: caldo da sudar forte, brontolare e... nuotare. Nulla da stupirsi, quindi, se alle fermate della filovia i cittadini fanno ressa sin dalle 9 del mattino e anche prima, chi verso Cantrida, chi verso Pečine per andare a tuffarsi e a calmare i bollenti spiriti. I bagni sono tutti zeppi e fanno affari d’oro, primo fra essi quello alle foci del Rječina, poi il Rivera, lo Jadran e via dicendo. Rigurgitanti sono anche le spiaggie di Cantrida e Martinščica, sopratutto perchè là si gode quanto e, forse più, che negli stabilimenti balneari, e ... non si paga. In questa calura si sorbirebbe volontiert un gelato, ma vallo a pescarei Non lo si trova che in città e questa è una deficenza, notata anche altrove. Perchè non provvedere ai desideri dei cittadini e nel proprio interesse? Ci pensi chi di dovere. Ne vale la pena. La vendita della birra, sia bionda che bruna, procede a gonfie vele. Fiume si satolla di birra con un’ingordigia spettacolosa. Fiumi di liquido, biondo e bruno, vanno a finire giornalmente nelle capaci viscere dei cittadini, in parte al mattino e più ancora e sera, prima di affidarsi alle braccia di Morfeo. In cinque locali del centro ci siamo sentiti rispondere: oggi 650 litri! E se si fa il conto delle dozzine di locali si vedrà che se non proprio fiumi, almeno torrenti di birra finiscono negli stomaci dei fiumani. re spiacevoli guai ai poco accorti consumatori che le acquistano. Gli appassionati del cinema non si preoccupano troppo del caldo nelle sale. Ci vanno a frotte. La scorsa settimana, migliaia di fiumani hanno ammirato «Niagara», o meglio... -i fianchi atomici della bionda Marylin Monroe! E per finire, due parole sui servizi automobilistici. Dopo lunghi anni di capolinee sparse ai quattro venti della città, finalmente l’hanno azzeccata. Piazza Belgrado è divenuta capolinea di tutti i servizi automobilistici cittadini e esterni, e ora, nonostante il sole e il caldo, essa brulica di gente in arrivo o in attesa della partenza. Si parla già della costruzione di una stazione autocorriere, ma probabilmente sono ancora e soltanto delle voci... Tuttavia, forse questa è la volta buona! d. Lo straordinario afflusso promette bene per l'avvenire Due, tre anni fa il turismo rovignese consisteva in un centinaio di letti neirunico albergo e nelle due ville annesse allo stesso, in un’ottantina di letti sull’Isola Rossa e in un’altra settantina di letti affittati da privati. Da allora la capacità alberghiera è salita a 210 lètti, sull’Isola Rossa, con la costruzione di due nuovi edifici; i privati affittano circa 160 letti, mentre quest’anno, a stagione già iniziata, è stata consegnata alla rete turistica anche l’isola di s. Caterina, precedemente a-dibita alle colonie estive dei bimbi za-gabresi, ma le cui ville non possono essere ancora usate per il soggiorno dei turisti. Insomma, Rovigno è priva di una tradizione e di una corrispondente attrezzatura turistica, salvo le sue bellezze naturali, che rappresentano la sua maggioi attrattiva. Eppure l’afflusso di turisti nazionali ed esteri registrato nell’attuale stagione è talmente eccezionale che nemmeno le numerose tendopoli, sorte come funghi sulla Punta Corrente e su entrambe le isole, riescono a soddisfare le pressanti richieste delle agenzie e di singoli. Al momento della nostra visita a Rovigno soggiornavano 1.63t> turisti, mentre qualche giorno prima si era registrata la punta massima, superiore ad ogni capacità, di 1.800 persone. Tendopoli modello A cosa è dovuto quest’afflusso straordinario di turisti? Qualcuno mi ha risposto che è una caratteristica generale del turismo di quest’anno, non solo per quanto riguarda il nostro paese, ma tutta l’Europa, Può darsi che sia così, ma noi abbiamo sotto il naso Umago, Portorose e S. Nicolò che in un certo modo smentiscono tale affermazione, per cui il successo rovignese siamo più propensi a ricercarlo in cose concrete e, in primo luogo, nel fatto che a Rovigno hanno saputo adattarsi con rapidità alla moda che domina il turismo europeo: il «kamping». E le tendopoli che abbiamo visto a Rovigno non hanno nulla da invidiare, salvo per l’sc qua corrente nella stanza, agli alberghi. Ogni tenda è dotata di due letti, del comodino con la luce elettrica, di un armadio e di un tavolino con sedie. In pratica, una stanza in miniatura, ma comodi«- L’iniziativa del «kamping» va all’agenzia zelgradese «Putnik» che già lo scorso anno istituì a Punta Corrente una tendopoli. Gli ospiti dello scorso anno si sono trasformati in organi di propaganda delle bellezze di Rovigno e ora sono ritornati moltiplicati, dando modo allo stesso «Putnik» di organizzare altri alberghi — tendopoli anche sull’Isola s. Caterina. Un altro fatto- Giovedì scorso si è svolta a Por-torose l’Assemblea annuale dell’U-nione dei Sindacati del distretto di Capodistria. Ospiti deU’Asseiriblea erano il delegato dèi Consiglio esecutivo della R. P. Slovena, Jože Borštnar, il presidente del sindacato dei metallurgici della Slovenia eomp. Kvas e in rappresentanza del CD dèlia Lega dei Comunisti', il comp. Colar Alibim. La relazione sull’attività del Consiglio distrettuale dei sindacati è stata presentata dai compagni Pišot Rado - Sokol e Santin Mario -Walter. Da essa è apparso che le filiali sindacali del distretto di Capodistria si sopo adoperate in misura notevole al consolidamento dei rapporti sooialisti in ogni settore di attività. Durante lo scorso anno si è registrato un sensibile miglioramento nella, produttività del lavoro, grazie appunto all’opera delle organizzazioni sindacali per l’elevaménto della coscienza socialista e della capacità professionale dei lavoratori. I relatori hanno tuttavia rilevato ohe non tutte le organizzazioni sindacali nei collettivi di lavoro lottano con energia sufficente per l’eliminazione dei rapporti non socialisti verso la comunità, emersi in alcune aziende del distretto. sindacale distrettuale, merita citata l’organizzazione di conferenze per l’elevamento politico ideologico e professionale dei lavoratori, consultazioni per i membri dei Consigli degli operai e riunioni di studio, in cui sono state illustrate le nuove prescrizioni di legge in materia di gestione sodale nell’economia. Dalla parte organi-zzativa della relazione si è appreso che nel distretto di Capodistria si contano attualmente 103 filiali sindacali con un totale di 7 mila e 144 membri, e 75 consigli operai in altrettante aziende. Fra le attività svolte dal Consiglio Una particolarmente vivace discussione si è svolta sugli indirizzi futuri neU’aittività sindacale del distretto. Si è sottolineato in particolare ohe l’Unione sindacale deve dedicare maggiori cure allo sviluppo dei Consigli operai, al ruolo di essi nella gestione delle aziende e all’approfondimento dei lavoratori sui problemi della comune e della società socialista nel complesso. In tali indirizzi rientra anche l’attività per l’educazione professionale e economica in genere dei lavoratori, quale elemento essenziale per ima loro sempre piò larga partecipazione con competenza alla gestione sociale dell’eoonomia. S. A. re che ha influito positivamente sono i prezzi. Nelle tendopoli la retta giornalierà è di 380 din., un prezzo accessibile n ogni tasca, mentre negli alberghi s’aggira sui 500—550 din. dobbiamo rilevare, a smentita delle affermazioni di parecchi nostri albergatori, che nonostante prezzi così modici, tutte le tre aziende alberghiere di Rovigno conseguono un utile finanziario. Infine anche il pofenziamento della propaganda svolta dal «Turist» di Rovigno ha avuto i suoi benefici effetti. Questa è una faccia della medaglia. Vediamo ora il rovescio, cioè le sue croci e in primo luogo quali sono le cause delle deficienze che abbiamo dovuto registrare La prima (sembra un paradosso) risiede nello stesso successo (numerico, ben s’intende) della stagione turistica attuale. Sull’isola di s. Caterina ad esempio, la capacità massima del ristorante è di 246 persone. Una decina di giorni fa vi soggiornavano nientemeno che 360 persone, creando ingorghi che, naturalmente, non erano di beneficio ai nervi degli ospiti. La direzione dell’Impresa ha deciso, e a questa decisione dovrebbe rigorosamente attenersi, di non accogliere ospiti in numero superiore alle sue possibilità, nonostante le pressioni di agenzie e turisti, tanto più che il personale al suo servizio, racimolato alla buona e in fretta, non può soddisfare per preparazione professionale nemmeno alle necessità normali. La questione del personale impreparato è forse il lato più negativo, tale da poter pregiudicare le stagioni turistiche future per cui sarà indispensabile procedere subito alla preparazione accurata del personale per il prossimo anno, ricorrendo all’elemento locale che, oltre a essere sul posto per ogni necessità, contribuirà alla formazione della tradizione e della coscienza turistica che oggi non esistono ancora. Curare i quadri ASSEMBLEA SINDACALE A PORTOROSE TRACCIATE LE LINEE DELL'ATTIVITÀ’ FUTURA La tenda da «kamping» a Rovigno non ha nulla da invidiare alla stanza di un albergo. lato esistono mancanze notevoli. Non c’è, ad esempio, un locale di divertimento centrale con orchestra «nigt club», e con personale che sappia fare un «cocktoyl», locale che con tanti turisti potrebbe funzionare benissimo. E sarebbe il meno, o comunque una questione di un non lontano avvenire, se i clienti, a pranzo, spesso non si sentissero dire. dal cameriere che non ha tempo di servire bevande, che sono invece le fonti di maggior guadagno. Ciò potrebbe e dovrebbe essere eliminato subito, per non vedere, a S. Caterina, gli o- spiti alzarsi e pigliarsi da soli il vino o la birra, o farne addirittura a meno. Altra fonte di utile, potrebbe essere una piccola industria artigiana di oggetti ricordo, che attualmente non esiste. Ma per il turismo a Rovigno bisogna sopratutto investire e investire abbondantemente se si vuole che esso prosperi e raggiunga le vette predestinategli dalle magnifiche bellezze naturali. L’Isola Rossa deve essere dotata dell’acqua, che attualmente viene a costare addirittura un dinaro al litro. All’Isola Caterina dovrebbe essere sistemata la spiaggia e almeno un bar notturno. La strada che collega Rovigno alla statale dovrebbe essere almeno ben riparata, perchè ora è la rovina delle automobili. Queste sono questioni di un piano prospettivo futuro e richiedono milioni. MB La natura carsica del terreno circostante non impedisco- che i piccoli appezzamenti di terreno attorno alla città, per lo piti proprietà dei lavoratori delle fabbriche, vengano coltivati a orto o frutteto. In genere, però, ci si limita al ciliegio e alla vite. Constatazioni di esperti sul posto hanno rivelato, invece, che in taluni punti, come la fascia alta di Pehlin, Torretta e s. Nicolò, si potrebbe coltivare anche il pesco e, addirittura il limone. Saranno tanto accorti quei proprietari da dedicarsi a quele colture? Ad ogni modo la farà l’azienda «Pollicoltura» e in grande stile, in modo da soddisfare fra un paio d’anni gran parte del fabbisogno di frutta della città. E giacché siamo in tema di frutta, osserveremo che non sarebbe male se l’Ispezione sanitaria di Fiume compesse un’opera più costante sui mercati cittadini, in quanto tropvo spesso si vendono frutta ancora- acerbe, che possono provoca- Forse è appunto la mancanza di tradizione a creare l’atmosfera di «lascia andare» nelle questioni e nei servizi di corollario al turismo. La rete commerciale, ad esempio, è quella stessa della stagione invernale, mentre per rifornire 1.800 persone in più, con esigenze di gran lunga maggiori della popolazione stabile, ci vuole certamente ben altro. Ecco perchè il rifornimento della rete alberghiera, nonostante la buona volontà di quella commerciale, è zeppo di manchevolezze. Il successo di una stagione turistica i-noltre non dipende dal numero dei turisti, ma dall’utile finanziario complessivo che essa da alla città. Questo utile c’è, esso potrebbe essere di gran lunga maggiore, qualora non si considerasse la retta di pensione come l’unica fonte di questi utili. Gli organi turistici e tutto il personale alberghiero dovrebbero comprender« che la maggior fonte di guadagno in ogni turismo che si rispetti è rappresentata dalle consumazioni che il turista fa al di fuori della pensione. E proprio da questo PER IL DECENNALE DELLA «43.» A POLA SABATO, 4 settembre: a) Campeggio dei combattenti superstiti, b) Mostra «LTstria e il Litorale sloveno» nella sala del cinema «Zagreb». c) Mostra di pittura. d) Concerto pubblico nel pareo dinanzi ali’albergo «Riviera». e) Feste popolari in piazza Fratellanza e Unità, riva Maresciallo Tito, parco Marx-Engels e altrove. 'DOMENICA, 5 settembre: Parata militare dei reparti della guarnigione di Pola e dei combattenti superstiti della 43. Divisione istriana. ore 10 Comizio popolare in riva Maresciallo Tito, ore 11.30 — Concerti all’aperto in piazza Fratellanza e Unità e parco Marx-Engels. Arrivo in via Petar Drapšin della gara ciclistica «Istria libera». — Feste popolari alla Capanna del Pescatore, a Sar-kodjana e negli stabilimenti balneari Stoia e Val-kane. — Gare di nuoto, pallanuoto, canottaggio e vela. Incontro calcistico fra squadre di I Lega. Incontri di pallavolo, pallacanestro, pattinaggio ecc. al «Pattinaggio». ore 19 23 Rappresentazione artistico culturale all’Arena con la partecipazione dei complessi di Zagabria, Fiume, Ka-stva, Abbazia, Kraljevica, Marušiči, Martinčiči, Capodistria, Medulino, šišan, Rovigno, Pola, Portorose, Ver-teneglio, Parenzo, Pinguente, Pisino e Albona. — «Notte di Pola», rivista sul mare con spettacolo pirotecnico. ore » ore 10 ore 11.30 ore 12 ore 14 ore 16 ore 17 ore 19 — ore 29 POLA, agosto — Due soffici poltrone ci accolsero nella «hall» dell’albergo Riviera. Con il collega della «Voce» divagammo del più e del meno, evitando a bella posta, dopo un’intensa giornata di lavoro ogni discorso serio, tanto più che era la sera di sabato e l’animo era disposto alla festa. Ma si sa come vanno a finire certe intenzioni per chi è abituato, ormai per professione, a osservare ciò che lo circonda con occhio indagatore. Fu così che ruppi la tacita intesa e ne furono colpa due innamorati che stavano entrando. Ma mica perchè fossero diversi da ogni altra coppia di questo mondo: procedevano a braccetto, sussurrandosi dolci paroline e scambiandosi teneri sorrisi. Niente di eccezionale, dunque, nemmeno nel vestire: lei in armonia con le leggi della semplicità e della decenza, lui in un abbastanza curato doppio petto bleu con cravatta a farfalla. Assorti nei loro pensieri, ci passarono dinanzi e infilarono le scale. Lì seguii instintivamente con lo sguardo (li rividi più tardi in terrazza languidamente allacciati al ritmo di uno slow) e fu allora che, come un pugno nell’occhio, mi ferì la vista di un paio di sandali giallo canarino, cui l’abito bleu dava un tono quasi di provocazione, che l’uomo portava senza calze! Troppo fu colpito il buon gusto per non tornare al serio e così il discorso cadde sui servizi alberghieri (io immagino un corporeo usciere metterò alla porta per la decenza dell’albergo individui in sandali gialli e senza calze) le cui deficenze avevano riempito il mio notes, ma che, dopo averci pensato su, avevo deciso di non pubblicare. Invece ... Se non fosse stato per via di quei sandali gialli, forse vi avrei risparmiato, cari lettori, la noia di leggere queste righe. Più eh» in ogni altro settore della vita cittadina, in quello albergherò vi è un’in- ciedibile carenza di buoni organizzatori e personale capace, per non parlare dei locali e ritrovi (eccezion fatta del caffè «Jadran», che sotto ogni aspetto è il migliore, grazie alla diligenza dei dipendenti e all’abilità del direttore). Una tale situazione non può essere che conseguenza dell’ assoluta incapacità o peggio dei responsabili. Proprio in questi giorni in città corre voce, del resto fondata, di un grosso scandalo in seguito alla liquidazione del «Trudbenik»: truffe, ruberie e ammanchi per una cifra di sei zeri (raccogliamo con il beneficio dell’inventario) per cui un -gruppetto di dipendenti sono in guardina sotto istruttoria. Siccome chiudere la porta dell’ovile quando le pecore sono già uscite, è un rimedio che serve a nulla, controlli più rigidi dovrebbero >-aver luogo più spesso. Ma ci si può fidare di certi controlli, quando il caso del buffet «Stoia» (nello stabilimento) è un esempio d’inefficacia? Giorni orsono qualcuno ebbe a lagnarsi dello stato di cose insopportabile in quel locale (vino che si poteva liberamente scambiare per aceto, birra sempre calda, «colletti» a mezzo bicchiere, pasti mal cucinati e molto cari, ecc) agli organi di controllo. Una commissione si recò con grande calma sul posto e, fra lo stupore dei frequentatori abituali, tutto fu trovato nel più bell’ordine e quel giorno si potè bere il vino buono, mangiare senza guastarsi lo stomaco e . . : la tasca. Naturalmente, allontanatisi gli ispettori, le cose tornarono ome prima, e peggio di prima, e così durano tutt’ora. Sarebbe logico pensare a una specie di connivenza fra qualche elemento del controllo e singoli gerenti. Speriamo non sia così, ma le apparenze tutte starebbero a indicarlo. Il colmo dei colmi è stato raggiunto però dalla direziona del Riviera, che ha allestito in centro città una vetrina in cui, con fotografie e manifesti "si invita i passanti a «rifugiarsi a Stoia, incantevole località con un buffet dal vastissimo assortimento e manifesti si invita i passanti a «rifugiarsi a Stoia, incantevole località con un buffet dal vastissimo assortimento e dalla cucina tipica» (sic!). Altro locale ad acquisire dubbia fama è l’«Excelsior». Qui ogni sera, il lunedi escluso, si può ballare al suono di una simpatica orchestrina e fid qui tranne la ressa, nulla da eccepire. E’ appena terminato il ballo che ci si accorge che una buona metà dei tavoli è occupata da gente che non consuma nemmeno un’arancia ta: giovinastri sempre pronti a litigare, donnette equivoche e . . . qualche turista che sta guardando curiosamente la scena. L’«Excelsior», come l’«Učka» di Fiume, viene schivato dai benpensanti, per cui sarebbe nell’interesse del locale che il direttore e i camerieri pongano fine energicamente a tale impudenza, quando non vi siano altri che provvedano. Di gelaterie, ristoranti, trattorie e altri locali del genere a Pola se ne contano a dovizia. Fra essi, mio malgrado, ho rilevato un’interminabile filza di guai più o meno grandi, che vanno dalla sporcizia al disordine nel servizio, dalla scortesia all’abuso. • Cosa ne pensa «l’alberghiera» di Pola? Vorrà rimediarvi almeno ora, anche se ai fini della stagione turistica sembra troppo tardi? Speriamo di sì. Allora non potrà succedere certamente che dei bellimbusti in vestito scuro e sandali gialli senza calze entrino in locali di una certa pretenziosità al decoro (poiché di null’al-tro si tratta!) che si spacci aceto per vino buono, ecc. con grande soddisfazione della cittadinanza. E anche i turisti e gli ospiti cesseranno di ridere alle spalle dei buoni polesi che, in fondo, non portano colpa alcuna! B. C. ISCRIZIONI per Ostroino Qualche settimana soltanto ci separa ancora dalle grandi manifestazioni ohe avranno luogo a Ostrožno, in Stiria, per celebrare la partecipazione di quelle popolazioni alla Lotta di liberazione nazionale. L’Unione socialista dei lavoratori del distretto di Capodistria e le altre organizzazioni sociali organizzano per l’occasione gite collettive, cui possono iscriversi tutti i cittadini, al modesto prezzo di 500 din per il viaggio in autobus e 250 din, in camion. l£ SUCCESSO ALL'ABRIGONI DI ISOLA Perchè si imporla macchinari ineflicenti? SELEZIONE DELLE VITI Anche quest’anno in numerosi vigneti dei dintorni di Mondano, Buie e Cittanova si sono svolti rilievi sulla resa e le altre qualità produttive. Ciò fa parte di uno studio per la ricerca delie migliori specie di viti, destinate a fornire la 'base di nuovi innesti. A questa selezione sono addetti due gruppi di esperti. In riferimento alle voci che circolavano da qualche settimana nella nostra zona, secondo le quali la fabbrica «Arrigoni» di Isola aveva acquistato dei macchinari che poi si sono rivelati inefficienti, abbiamo ottenuto dalla direzione dello stabilimento ptecise informazioni sullo svolgimento dell’intera faccenda. L’«Arrigoni» credette opportuno già lo scorso anno approntare dei piani intesi a sfruttare e ad allargare le favorevoli condizioni in cui si trova la produzione del pomodoro nella nostra zona. Lo stabili mento decideva cioè di incitare gli agri-co.'(»ri a dedicia'c nella futura sì ipione quante più aree possibili alla coltura del pomodoro, con l’impegno di acquistare l’intera produzione. Con ciò lo stabilimento isolano apriva un capitolo nuovo nella propria storia, capitolo che doveva incominciare con la messa in opera di nuovi impianti destinati a conservare i pomodori pelati e a produrre concentrato di pomodoro. Una commissione di tecnici ebbe l’incarico di procurare il macchinario occorrente, che venne ordinato in Germania per una spesa complessiva di 66 milioni di dinari. Finalmente, ai primi di luglio, il macchinario entrava all’«Arrigoni», ma, eseguito il montaggio, si rivelava inefficiente L’impastatrice accusava gravi difetti di costruzione e impediva il funzionamento delle altre macchine, anch’esse relativamente difettose, perchè legate ad essa nell’intero ciclo di produzione. Ai montatori tedeschi si è aggiunto da alcuni giorni il principale progettista della fabbrica che ha costruito le macchine, e stanno ora tentando di correggere gli eliminabili errori. L’impastatrice verrà invece sostituita con un’altra che si attende giunga dall’Italia. L’officina tedesca si è impegnata a pagare all’«Arrigoni» una penale che la compensi della mancata produzione. Dal canto suo, lo stabilimento isolano ha tenuto fede agli impegni presi con gli agricoltori, acquistando tutta la produzione di pomodoro contrattata. L’«Arrigoni» deve però all’annata povera di pomodoro so non è rimasta sommersa sotto valanghe del frutto dorato. Stando così le cose, è riuscita a cavarsela egregiamente, mettendo in conserva il quantitativo relativamente modesto di pomodoro che le è giunto. Concludendo, ci sembra che coloro i quali hanno avuto la brillante idea di ordinare il macchinario a una fabbrica tedesca si meritano una bella strapazzata. Il denaro sociale non è cosa da sperperarsi in avventure,, o comunque da impiegarsi con leggerezza. Costoro avevano il dovere di sapere che la Germania non ha alcuna tradizione nella lavorazione del concentrato di pomodoro e che in questo particolare ramo le sue macchine, pur tanto eccellenti in tutti i settori della tecnica meccanica, non potevano offrire molta garanzia. Ordinare macchinari del genere alla Germania è come chiedere orologi alla Turchia. Se non ci fossero state altre fabbriche in Europa che offrissero di meglio, pazienza. Invece c’erano e neppure tanto lontano. DANNI PER LE TIGNOLE Nelle campagne di Buie si sono registrati notevoli danni alle viti, provocati dalle tignale. E’ in corso un’azione di irrorazione a base di pantacan (1 litro su 100 litri d’acqua) e polveri insetticide, fomite dalla cooperativa agricola generale di Buie. La tignola è apparsa nonostante i viticoltori di quella zona a suo tempo abbiano fatto uso di arseniatì. BOTTE E MULTE In trasferta a Umago, Fernette Umberto e Novacco Domenico da Fernetiči vennero a diverbio. Sembra che il primo sia più uomo di parole mentre il secondo preferisce l’azione. Fatto sta che l’Umiberto non fu parco di parolacce per il taciturno Domenico, che se le legò al dito e, nel giorno dello sposalizio di Umberto, capitò a casa sua con un forcane, facendo un’iraddidio. Il Tribunale di Buie, dinanzi al quale ambedue sono comparsi, ha condannato il Fernette a 5 mila dinari e il Novacco a 10 mila di multa. EFFUSIONI FRATERNE Bruno e Tuljalc Palmina, fratello e sorella, da Verteneglio, vivono in tale fraterno accordo che spesso i polli del paese sono costretti a fuggire ad ali aperte dinanzi alle loro espansioni, infarcite di parolette non proprio gentili. Pal.lira, stanca delle . . . effusioni del fratello, si è rivolta al Tribunale di Buie, che, riscontrando gli estremi dell’offesa, condannava il Bruno a 15 giorni di reclusione. MANIFESTAZIONE A PEROI Nella piccola looalità istriana di Peroi hanno avuto inizio domenica le celebrazioni della 43 divisione .striana ohe si concluderanno, conio noto, il 4 e 5 settembre prossimo a Pola. Nell’occasione è stato inaugurato il nuovo acquedotto che fornirà l’acqua potabile a questa zona soggetta spesso a siccità. Alle migliaia di persane convenute anche dai paesi circostanti, ha parlato il presidente del comitato popolare distrettuale di Pola, compagno Mijo Pikante. Cronachette CAPODISTRIA Nati: Vigini Renato di Guido e Cei Albina; Bak Zvonimir di Jožef e Dariš Zora; Petrinić Mima di Mladen e Deleč Soka; Della Pietra Maxino di Rajiko e Orite Fuma; Lo-ganes Marisa di Remigio e Cerkvenik Slava; Morgan Noela di Emilio e Sergaš Maria; Kučinić Vesna di Jožef e Šančić' Maria; Ojo Nevia di Jožef e Sever Maria; Karbor.čić Antonietta di Pietro e Cesnik Antonia. INCAPACITÀ’ O PEGGIO NELLA RETE ALBERGHIERA POLESE ISOLA Matrimoni: Ulcigrai Lucio, cameriere di anni 27 con Bologna Marina, operaia di anni 20; Kaligarič Ivan, agricoltore, di anni 72 con Božič ved. Arzan Maria dd anni 58, casalinga; Barbič Stanislav, tecni-oo edile di anni 25, con Bricelj Slavka, impiegata di anni 25; Ko-terle Umberto, operalo di anni 24 con Pribac Renata, operaia di anni 20; Cotič Ivan, ins. educazione fisica, di anni 31 con Delise Estenua, impiegata di anni 19. Decessi: Della Pietra Bruno, neonato; Degrassi Sebastiano, agricoltore di anni 80; Muženič Lazar, agricoltore di anni 63. PIRANO Decessi: Bonazza ved. Novacco Lucia, casalinga di anni 64. BUIE Nati: Markežić Marisa di Camillo e Savron Zorka; Penco Fiorella di Penco Angela; Terčić Milena di Pietro e Brajko Rosa; Forza Edi di Virgilio e Deluca Veneranda. Matrimoni: Drušković Elio, agricoltore di anni 25 con Drušković Violetta casalinga di anni 25; Ra-ganzin Germano, agricoltore di anni 23 con Pucer Santina casalinga di anni 21; Kozlovič Luciano operaio di anni 22 con Paolette Lucia di anni 18. UMAGO Nati: Martinčič Marijan di Mario e Cunjac Emilia; Pozzecco Franco di Mario e Alessio Jolanda. Matrimoni: Andrijažić Arturo, maestro, di anni 21 con Matelič Evelina, maestra di anni 18. RINGRAZIAMENTO La sottoscritta ringrazia i medici e le infermiere dell’Ospedale Civile di Capodistria per le amorevoli cure prestate al loro defunto padre e marito Bertok Antonio. Famiglia Bertok fa «. DIVISIONE ISTRIANA IM ’ALCUNE TAPPE DEL SDO RUOLINO DI MARCIA f6La libertà vi attende,. In cima al monte Kapela bombe. Poi tornano alle po- muovono contro una posizio- I riflettori della guarnigio-i^ra una forte guarnigione sizicini di partenza. Guardia- ne tenuta solo da Mario Ver- ne ustascia tagliano la not- -tascia, baoricaiba dentro tre rno ile loro facce : sono nere gerio munito di fucile mitra- te, ma non ci scorgono. At- frandi fortini circondati di di terra e di polvere. Quesito guatare, ma egli ha del san- traversiamo circospetti la 'ilo spinato. Il I battaglione era il ritratto di quella notte gue freddo da vendere e a strada e quindi via nella pia- NON SPEDITE CARTOLINE DA "SULLA CIMA DELLA VACCA" In Inghilterra si trovano cittadine che sono n'autentica sorpresa per il viaggiatore »Ila III brigata della 43.ma di battaglia, divisione era pronto per attacco. Non passeranno ' per primi mossero centro La parola è d,i nuovo ai .pernico gli «invisibili»: die. fucili a Trnova Poljana, đo-j volontari avvolti di tela ve la 33.ma unità -da com-jjaiioa. Erano armati di battimento ustascia attacca ^pibarde e di lì a poco le il iv battaglione della I tallirne bombe cominciarono a gata, che è il battaglione ita-jjc/ere sui fortini ustascia. liano «Pino Budicim». ju espuntimi risposero con L’aiutante maggiore del -affiche di mitraglia ed al- battagliene, Milan Iskra, di-pra aprimmo, il fuoco gene- ce: «Questa volta non passere. 'ranno». E infatti i suoi uomi- Un fortino, un altro anco- ni rispondono con ailtrettan-* saltano in aria e gli usta- to accanimento al fuoco infoia si danno alla fuga. Gli female degli ustascia. V invisibili» li seminano di AU’imp.rowiso 15 ustascia furia di raffiche li contiene. Ferito alla testa e col sangue che gli copre la faccia, non si muove. Un infermiere deve accorrere e medicarlo sull posto. Anche il comandante della II compagnia, Domenico Medelin, è ferito, mia si presenterà a'.’infcrmeria a combattimento ultimato. Dopo un’ora e mezza di lotta, gli ustascia si ritirano nella propria guarnigione ‘.raschiandosi dietro 9 morti e 12 feriti. 11 loro piano, inteso a circondare ed annientare il battaglione italiano, non era riuscito. Alle porte di Ogulin Mezzanotte. Il villaggio di Puškarići, alle porte di Ogulin, dormiva tranquillo. Il silenzio era di tanto in tanto interrotto dall’crolcgio della torre campanaria di Qgulin. Si sarebbe detto che tutto nura libarla, Giungiamo infine alla linea ferroviaria e nella motte, dopo un po’, si allarga l’eco dalle detonazioni : una, due, dieci, venti... Saltano i fortini che servivano al nemico di rifugio, salta la ferrovia per un tratto di 500 metri. Torniamo indietro, soddisfatti del lavoro. La «festa» alla linea ferroviaira ha un suo particolare significato : il nemico avrà bisogna di rimettere a posto mezzo chilometro di binarie», e fino allora il traffico sarà interrotto. Magari, poi, gli dedicheremo nuovo esplosivo. L’incontro con i dalmati Il II battaglione della III brigata si trova sulla strada tutta curve di Krivi Put, impegnato contro una formazione nemica. Ad un tratto si dellimea sulla strada una colonna motorizzata e il nemi- Un momento -di sosta u Vi seno deile cittadine nel-i’Inghilterra, e particolarmente nel Galles che ... eccellono nell’avere nomi curiosi e strani, frutto di chissà quali combinazioni linguistiche o capriccio. V’è in questa -regione una cittadina che si chiama «Paese Botta-ge», che nella nostra lingua suonerebbe «Brodo di piselli», e un’altra «Cristmas Pie», vale a dire «Pasticcio di Natale». A «Cold Blow» probabilmente c'è da battere i denti perchè, la cittadina si chiamerebbe in italiano, appunto, «Vento fredda». Non così con l’opulenta «Sandwich di prosciutto» («Hamm Sandwich»), ccm la commerciale «Città del sci-dina» (Penny Town) oppure con la «Città di molti soldi», cioè la «Pennymoire». C’è nel Galles anche un paese che si chiama «Dog Pelei», vale a dire «Sasso canina», e un altro paese ancora che si chiama, non tan- fosse assopito e che nessuno co si dà alila1 fuga senza una fosse testimone della notte ragione -apparente. calma, invece c’era chi tutto vedeva e sentiva. Dieci uomini avvolti neil-l’cmbra si buttano, oltre le pattuglie ustascia, nella pianura ghiacciata attraverso l;a quale passa una strada. In fretta e in furia, circospetti, scavano una buca e dopo spariscono di nuovo. Sono i genieri della III brigata de-1-43.ma divisione. All’alba una forte- detonazione scuote l’aria. Un camion ustascia è passato sulla mina provocandone l’esplosione. Ecco un’altra azione all’attivo. La «festa» alia ferrovia Nonostante che il fango tenti del I battaglione della II brigata si muovono a passo spedito per arrivare prima possibile -alla linea -ferroviaria. «Attenzione — dice L.i popolazione istriana collaborava attivamente con i par- qualcuno siamo vicini alla tigiani. Nella foto: gli abitanti di un -villaggio guardano guarnigione di Oz.ja. Pia--passare un’unità della 43. divisione no ,.. piamo...». Ci guardiamo interno senza renderci conto di cosa accade e infine vediamo in testa alla colonna di carri armati, camion e truppa una grande bandiera con la stella rossa a cinque punte. Passato il primo -momento di sorpresa, ci dirigiamo ai carri armati dando luogo a grandi strette di mano. I compagni dalmati offrono sigarette e qualcosa da mettere sotto i denti. Poi tutti insieme attacchiamo a cantare la canzone dalmata per eccellenza «Marjane, Marjane». La colonna dalmata deve proseguire e noi ai lati della strada vediamo passare car-arrivi ai ginocchi, i combat- ri armati e camions con so- ?ra iscritto: «Trieste, Gorizia. Fiume, la libertà vi attende !». Poi ci dirigiamo verso Novi, per unirci -alla 19 ma e alla 26.ma divisone d’assalto TRA I CANNIBALI DELLE SALOMONE to elegantemente, «Scopet-tonei» (Upper Whiskers). Ci sono poi dei villaggi in Inghilterra che si vantano d’avere nomi non tanto modesti : «Egypt», «Melbourne», «New Zealand», «Moscow» e «Wolga». Se vi capita di andare a «Tcp-o’th’» non inviate cartoline illustrate a casa, perchè riderebbero sapendovi «Sulla cima della vacca». Trovandovi invece a «No Hurrey, five miles from Anywhere» nessuno sarebbe nelle facoltà di trovarvi : quel paese, in italiano, si chiama «Senza fretta, -a cinque miglia da qualche luogo». Per finire, diulcis in fun-do. C’è -una cittadina il nome della quale è indecifrabile e vuol dire di -certo qualcosa, a modo suo, però non ci si capisce un ette. Non si tratta idi errore tipografico o di un,a burla. Nella contea del Gailles si trova una cittadina il nome della quale può essere pronunciato solamente dai s-uoi abitanti e per lo più da quelli in età avanzata. Essa si chiama : Llanfairpwl lgwyngyllgogerc hmymdrobwtttysiliogogo- La nave “ALBATROS“ partita da Fola per l’arcipelago australiano non afiettuava una crociera g.ccn... Nome, si capisce, e- turistica: il folklore cannibalesco era pericoloso Fola, agosto — V’è nella io scientifico al barone Foul-storia della vecchia Marina !on. Il gruppo intendeva at- austriaca una bella pagina. E' la pagina di una spedizione scientifica, di quelle che nello scorso secolo venivano spesso organizzate perchè molte regioni di questo nostro travagliato globo erano ancora inesplorata. La spedizione di cui parliamo è quella intrapresa, nell’anno 1896, dalla cannoniera «Albatros» per conto dell’I. R. Accademia delle Scienze di Vienna che voleva arrivare traversare la pianura e raggiungere un altipiano per saure inai sulla cima ue-i Lions Head (550 piedi) e qui condurre ricerche geologiche. La marcia attraverso la jungla durò ventidue ore prima che la spedizione giungesse sotto il monte Ta-tube. Le difficoltà cominciarono già qui perchè due marinai s’erano feriti ai piedi, nella boscaglia impenetrabile, e dovettero venire riman- no morto il cadetto Beaufort, il marinaio infermiere Dcko-vió, il marinaio Šalupka e Giunti gli aiuti, le marcie continuarono «normalmente». Però una snedizione steso sulla carta foneticamente. Provate a leggerlo. pina, guida maigena aei.^a venne inviata al Tatube con costa. Feriti gravemente era- i! pazzesco ordine di seppel-no il sottufficiale Neuportr lire Foullon. Questi uomini, sino alle isole Salomone, nell’arcipelago australiano, dei- aan a bordo sotto scorta, le quali allora le più cono- Rimasero nei gruppo 18 uo-sciute erano l’isola di Cho- mjnj. Venne costruito un ac-con le quali liberare la no- issi e quella di Guadalcanar. campamento. Ben presto pe- stra Istria. D.T. LA PIU' GRANDE RIVOLUZIONE: QUELLA DELLE ONDE A VENTIMILA CICLI l'energia si occupa iactolum dell'ultrasuono di cementi, petroli o vini Ciò che oggi si -può ottenere con gli ultrasuoni può ap-I jarire incredibile e fantastica Gli ultrasuoni sono le \nde sonore che si trovano inmediaitamenite sopra il li-iite umano di udibilità, cioè pelle che noi non percepia-ao. Grazie all’ausilio degli ul-trasuotii, l’occhio umano può radere» agevolmente anche Wl’intemo di un pezzo di metallo, in una qualsiasi sarte fusa o forgiata di una macchina, scoprendone in tal maniera tutte le imperfezio-d, siano esse incrinature o Wie, come se al posto dell’acciaio si avesse dinanzi u-aa stanga di ghiaccio. Le medesime vibrazioni ult-raso-sore vengono usate dai melici nella cura di parecchie malattie. Spesse vette il reumatico sottoposto a queste ®de riprende la libertà nei movimenti, già dopo poche mdiazicni, ed uguali benefici si ottengono nelle nevralgie. L’ulitrasuonio, fino a poco :empo fa sconosciuta forma lìi energia, è in grado oggi di Assolvere infiniti campiti. Es-*so, ad esempio, viene usato jer trasformare la sabbia in un tipo di duro cemento. Con una speciale macchina atrasuonica, sono state create in tal maniera delle strale nei deserto, senza bisogno di ricorrere alla massic-iiata pietrosa ed all’-aisfalto. Ma onesta applicazione meravigliosa scompare di fante ad un’altra ancor più tupenda : la pe-ncra-zìone dei Pozzi -petroliferi. Di recente, infatti, alcuni ingegneri a-mericani hanno fatto un e-sperimento sbalorditivo. Senza ricorrere ai -saliti tuft perforatori, azionati da Pesanti macchine rotative, fta servendosi del semplice 4uto di un generatore d’uL tasuoni posto all’estremità ft un tubo di acciaio, essi '«no riusciti ad eseguire un Ao profondo un chilometro, imperai e tecnici hanno assi-stito stupefatti all’esperien-na, che si è svolta senza l’usuale assordante fracasso, si hanno visto- la scnd-a penetrare nelle profondità terrestri come se bucasse del ftirro. L’unico rumore che Orbava il silenzio- eira quel-‘0 della pompa aspirante negarla prr estrarre il fango *4 i frammenti sgretolati dalli ultrasuoni. Questo siste-fta, applicato su vasta sca-‘4, rivoluzionerà completa-fteate la tecnica petrolifera. Sfatti le onde sonare eseguono il lavoro molto economicamente, perforano in malora perfetta ed eliminano Opletam ente la necessità ft estrarre spesso e ricambia-•>U la testa perforante me c-catüea oggi in uso. Quello rfàa più desta meraviglia è la piccola potenza richiesta, mente refrattari ad ogni ti-e giustamente i tecnici riten- po di saldatura, gcno che con questa sistema Anche la tecnica enologi-si raggiungeranno delle pro- ca ha sapUt;0 compiere mira-foindità sino-ra impossibili ,0l-j servendosi degli ultras-uo-per difficoltà meccaniche. m. infatti sta diffondendosi Dopo molti anni di studio sempre più la «invecchiatri-si è -giunti alle più disparate ce» artificiale dei vini. Gra-aipplioazioini di questa sensa- zie a questo apparecchio si zionaile forma di energia, e, riesce, in pache ore, ad otte-strano a -dirsi, in agni sua nere un invecchiamento del applicazione l’ultraisuono ha vino pari a molti decenni. teressante di quesito apparecchio è dato dal fatto-che esso -permette di lavare senz’acqua ! In Germania hanno riscontrato che gli ultrasuoni hanno la proprietà di attirare la fuligine emessa dalle ciminiere ideile fabbriche. Con questa scoperta si apre un nuovo orizzonte per le città industriali, coirne- Londra, Le altre erano pochissimo frequentate dagli uomini manchi, in quanto abitate da tribù selvaggie praticanti il cannibalismo. La spedizione, che intendeva fare rilievi geografici, cercare giacimenti minerari, condurre studi zoo-botanici, partì dai porto di Pola il 2 ottobre 1896. Capitano della nave era Joseph Mauler de Eiise-non, ma il gruppo scientifico era diretto dal barone E-rich Foullon de Norbeech. ria cannoniera viaggio quasi rò cominciarono ad echeggiare le prime grida degli indigeni dirette alle loro donne perchè si mettessero ai sicuro dai bianchi. Poi spuntarono tra gli alberi degli indigeni che formarono un gruppo non molto ospitale a giudicare dagli atteggiamenti. Dal campo qualcuno si arrischiò a andare loro incontro e offrire delle stanghe di tabacco a furono stretti rapporti amichevoli, se così possono chiamarsi certi strani rapporti. Il giorno seguente gli indigeni cir- se-mpre a vela, spinta da colavano liberamente per il venti propizi e il 24 maggio ampo. i gabbieri Curčić - Kovačevič e il marinaio Sepie : solo due uomini erano illesi. Per le valli vicine si fece sentire, sinistro, il rullio dei tamburi di guerra. La spedizione dovette fare precipitosamente ritorno all’«Alba-tros». Un’ora e mezzo piu tardi il barone Foullon spirava ma non poterono seppellirlo perchè il terreno era di natura rocciosa e premeva fuggire quanto prima il pericolo degli indigeni. Il barone venne lasciato, avvolto in una coperta, nella boscaglia. Dopo sei ore di disastrosa marcia forzata, il gruppo giunse dov’e-ra stato costruito, l’8 agosto, un accampamento. t{uii tece sosta, u giorno dopo la marcia venne ripresa, malgrado gli uomini si trovassero in condizioni difficilissime. Per la seconda volta essi pernottarono nella jungla. Finalmente il gior. no che seguì giunsero al villaggio di Aroti : la guida Johnny Paramatta venne inviato a bordo con una missiva. senza guida, che marciavano già da 31 ore, proseguirono il cammino, armati sino ai denti, nel fango, sotto una pioggia torrenziale, con fati Sui nostri scherma CIELO ROSSO SUL MONTANA è un film americano in technicolor, interpretato da che inenarrabili sino a metà Richard Widmark, Constan-strada: feriti ai piedi e col- ce Smith, Jeffrey Hunter, ti dalle febbri tropicali do- Richard Boone, James Grif-vettero ben presto fare ritor- fith e Gregory Wai.cotJt. Repa di Joseph M. Newman. Questo film, che narra la storia di un’audace compagnia di vigili del fuoco delle foreste, ci presenta in maniera interessante l’immane lotta che viene condotta, no. L’«Albatros» riprese il viaggio del ritorno. Giunse a Pola, festosamente accolto, il 7 marzo 1898. Cecco Beppe conferì meda- glie e croci d’oro agli ufficiali seppur con l’ausilio di mezzi e si ebbero medaglie d'ar- moderni, contro gli spiavem-gento al valore di I classe tosi incendi che imperversa-Pietro Curčić, Franjo Sepie, no sulle catene montagnose Nikola Lovrič, Rudolf Wage- del Montana. mann; medaglie d’argento di Il classe Emanuel Skoda, Anton Kovačevič, Mijo Babič, Ivan Car e Ivan Škari-cic. in memoria ai cauuti venne eretta una lapide alla «Madona del Mare» di Pola. Delle avventure dell’«Alba-tros» e delle prodezze dei marinai della nostra costa parlarono allora i giornali di tutto il mondo. Argonauta del 1897 arrivava alla baia ai «Thousana-smp, inai toccava le isole di S. George, J-sabel e Savo, del gruppo Salomone, per attraccare poi a Marau-Sund, golfo a S-E di Guadalcanar. Da qui la penetrazione in quelle sei- avuto il più completo sue- I più noìti esperti non hanno condanniate alla «notte arti- vaggie regioni veniva con- cesso. Gli orefici eseguono saputo trovare alcuna diffe-con gli ultrasuoni dei foretti- renza tra il prodotto natura- ficiale». Gon un sapiente u-so idi generatori ultrasuonici l’aria di queste città potrebbe, dopo secoli di spercizia, ritornare nuovamente pura e tersa. Di tutte queste recenti ap- dotta su terremo non molto accidentato. Il 6 agosto venne formata la spedizione propriamente detta: 2 ufficiali in seconda, cinque sottufficiali, 16 marinai — tutti istriani e dalmati — due ptteazioni la più diffusa ri- servitori borghesi, quattro mame, per ora, la ricerca dei indigeni di guida ; viveri per Coltura di fiori e frutta intensificata oon l’energia atomica. Il «fitotrone» (sopra), cioè un tubo contenente uranio radiattivo, fa crescere le piante del doppio del normale. Sotto, gli impianti del. «Ciclotrone» di Oaik Rddge, che è il più grande del mondo difetti nei metalli. Un fascio di itali suoni si comporta coirne il radar; viene respinto da tutte ile supertici estranee, compi.esa l’aria, dando così ila possibilità di individuare immediatamente la presenza di soffiature od incrinature nei metalli. Il me-tolde di esame tramite gli ultrasuoni è più veloce e pratico di quello eseguito ccn i raggi X, e su questi ha stabilito una supremazia in arofondità. Gli ultrasuoni, assieme al-i’atcmica, sono una di quelle fonti di energia che tendono a far scomparire sempre più dalla faccia della terra tutte -le risorse tradizionali òhe impastoiano lo sviluppo rapido del progresso umano. L otto giorni, quattro tende, 40 cariche da fucile, ecc. Il comando militare veniva affidato a Franjo Budik, quei: IN RUSSIA SONO stati chiusi i chioschi dove si vende vodka; l’uso eccessivo di tale bevanda rovina la ."io-ventù russa, secondo le nuove disposizioni. In Ucraina, è stato arrestato perchè ubriaco un giovane che ne aveva bevuto centodieci bicchierini: secondo il costume ucraino, quando un giovanotto è innamorato di una ragazza, deve berne il nome disegnandolo sul tavolo con una serie di bicchieri pieni. La sua ragazza si chiamava Anastas-sija Petrovna. Venne organizzato il gruppo che avrebbe dovuto dare la scalata al monte. Prescelti furono i gabbieri Maras e Skoda, i marinai Car, Lo-virč e Babič ai quali si aggiunsero i due servitori, Foullon e l’alfiere Budik. Otto uomini e tre guide rimanevano di guardia alle falde del Tatube. La faticosa marcia tra boscaglie è sentieri sassosi cominciò. A 1040 metri d’altezza un indigeno offrì la propria mazza al comandante in cambio della rivoltella. Questi rifiutò lo scambio. In quei momenti tra i negri ei fu un movimento non troppo chiaro. liiu neu accampamento poi echeggiarono due colpi di fucile: il gruppo era assalito! Questo era evidentemente un segnale, perché subito sbucarono dalla boscaglia numerosi indigeni che assalirono il secondo gruppo. L’indigeno che voleva la rivoltella assalì Budik ma ci rimise la pelle. Contemporaneamente Foullon, Maras o Lovrič venivano gravemente feriti da colpi di zagaglia e cadevano a terra; Skoda, Car o Babi rimasero illesi. Gli indigeni fuggirono, ma nella valle si sparava ancora. Il gruppo fece immediatamente ritorno. Alle falda del Tatube trovaro- Particolare di una grande diga nell’isola di Ceylon nel Pacifico UN FILM SARA’ dedicato ie Francia a Guillaume Apollinaire. Il cantante Mouloudi, che nel film darà la sua voce al poeta di «Alcools», nel night club dove di solito canta, tutto vestito di nero e con voce ispirata, ora legge qualcuna delle poesie di Apollinaire. La lettura ha molto successo, specialmente tra i più giovani frequentatori. Mouloudi sta pensando di leggere anche poesie di altri poeti. LA PRIGIONE evidentemente serve a qualcosa. Dopo il caso dell’americano condannato a morte e graziato già quattro volte perchè in prigione ha scritto un romanzo interessante, eccone un altro. Ad Alcatraz, un prigioniero condannato per attacco a mano armata a una banca, è diventato un matematico di prima forza. Le autorità hanno proposto di abbreviargli la pena, ma subito si è formata un’altra corrente favorevole non al condono ma all’allungamento della pena: se esce di prigione, dicono i sostenitori di quest’ultima tesi, riprenderà re agevolmente il’alhiminio sporco «sgretolandolo» con a fare il rapinatore, cosa ba-ed il cromo, metalli notoria- gli ultrasuoni. Il lato più in- natissima. CANZONI A BACCO Autentici vignaiuoli francesi ci hanno portate il sapore delle osterie medievali (Dai nostro corrispondente) di questo gruppo è derivato nita, che risale al Medio Su iniziativa del Presiden- dalla località in cui i suoi te dei Comitato popolare cit- componenti vivono e lavo-tadino di Lubiana, è giunto ramo. in questi giorni in Jugosla- Ma il gruppo folcloristico via il gruppo folcloristico francese «Matisconia» composto dal vignaiuoli di Ma-tisco. Come si vede, i‘1 nome «Matisconia.» rappresenta solo un ramo della confraternita di S. Vincenzo, patrono dei viticultoiri. La oonfrater- lini microscopici nei vari me- le e quello artificiale, talli, nelle ceramiche e per- Anche le massaie avran-sino nei diamanti. Si è co- no, in un prossimo futuro, strutto poi una saldatrice ul- da ringraziare gli ultrasuo-trascnica per metalli e ma- ni. Infatti una fabbrica fanterie plastiche, che esegue cese ha messo di recente sul giunzioni invisibili ; e ciò ohe mercato una speciale lava-è più importante, con questo trice che utilizza la nuova e-sistema si è riusciti a salda- nergia. Questa elimina lo Evo, conserva anch’cggi gli usi e i costumi tradizionali di un largo numero di lavoratori cui la Francia deve, da secoli, il posto privilegiato che occupa nella produzione dei vini classici. Il gruppo è formato, come abbiamo detto, di vignaiuoli, a cui si sono aggiunti alcuni studenti sotto ila direzione del prof. Maurice Charvet. Naturalmente, mon si tratta ‘di professionisti del folclore, ma di dilettanti che spendono le preprie ferie o-gni lamno in tournée per l’Europa. Essi si presentano in tradizionali costumi di seta dai vivi colori e con larghi cappelli infiocchettati, come è uso che i vignaiuoli di Matisco portino. In questa cittadina, per la grande fiera vinicola che vi ha luogo ogni anno nella lo avevano invitato l’anno precedente. Quest’anno a Matisco erano presenti alcuni complessi folcloristici della Svezia e. delia Danimarca, Paesi nei quali il «Matisco- si 'rimangia la dichiarazione nia» era stato in tournée. Il e provoca una comica situa- Oliff Mason era il capo di una simile compagnia della polizia forestale. Quando, dopo aver partecipato ad un’operazione di spegnimento, rimase l’unico superstite, molti cominciavano a dubitare nel suo coraggio. Egli stesso trovò strano d’essere scampato alla morte, e anzi si ritenne responsabile detta morte dei colleghi. Il suo più spietato denigratore divenne Ed Miller, che aveva perduto il padre nell’immane incendio. Scoppia un'altro incendio, più esteso che mai. La nuova squadra di Mason si lancia netta zona pericolosa con i paracadute. Visto che da sola non potrà domare le fiamme, chiede l’intervento di rinforzi, con i quali arriva pure Ed Miller. I due, durante la dura 'lotta contro le fiamme, si riappacificano. L’incendio, estendendosi, circonda le loro squadre. Ed, quasi impazzito dal terrore, andrebbe incontro a morte certa se M-ason non glielo impedisse con la forza. Ed si spezza una gamba, ma riesce a salvarsi. Così divengono amici, ed ogni dubbio sul valore e coraggio di Mason svanisce. L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI ERNESTO Questo film inglese è tratto dalia classica commedia di Oskar Wilde, per la regia di Anthony Asquith. Due ricchi giovanotti, Jack Woorting e Alceron Mankrif, si innamorano rispettivamente di Guendolina e Cecilia, loro parenti. Jack ha l’abitudine di farsi passare in città per Ernesto', suo fratello. Nello stesso tempo pure Alceron si presenta a Cecilia sotto il nome di Ernesto e con ciò prende auto-miatieamlente la parte del fratello di Jack. Così ambedue le ragazze si innamorano di due Ernesti. Quando Jack viene a sapere che Cecilia è innamorata di Ernesto si veste di nero e dichiara che suo fratello Ernesto è deceduto a Parigi. Per l’imprawisa apparizione però di Alceron, sotto il nome di Ernesto, egli prossimo anno alcune nostre società folcloristiche restituiranno ai francesi la visita, recandosi alla fiera di Matisco'. zione. Le ragazze si accorgono di essere state prese in giro e che i due loro spasimanti non si chiamano Ernesto. Ma Jach e Alceron, Abbiamo visto quest’ulti- poiché amano le ragazze, demi a Lubiana, reduci dai cidono di cambiare ufficìal-successi di Milano, Venezia monte il loro nome in quello e Trieste. Nella grande sala ^ Ernesto. dett’«Union», dove essi si producevano, era impossibile trovare un posto. I lubia-nesi si erano sentiti in dovere di non perdere l’ocoa-sione di vedere un bello spettacolo. Le danze e le canzoni di Matisco, le vecchie canzoni delle asterie glese di romanzi gialli Agata che risalgono al XV secolo e Christie un critico ha detto parlano della vtta dei vi- recentemente: «E’ una don-ricorrenza di S. Vincenzo, il gnaiuo'li, ci hanno offerto u- na alla quale l’assassinio ha Tutta questa complicata ed umoristica situazione si risolve felicemente con le solite nozze. o DELLA SCRITTRICE ta- li complesso folcloristico «Matisconia» «Maltisoonia» ospita i gruppi folcloristici stranieri ohe na piacevole serata. MAVIL portato più denaro che a Lucrezia Borgia». In lizza dinanzi a i nostri Portorose Ecco l’armo piranese della jole zo, Neva Hočevar, Lidia Petronio e a 4 con femminile: Edda Benedetti. Anita Davan- L'IMPREVISTO ESITO DEI MONDIALI CICLISTICI A SOLINGEN Trombata da Bobet e Van Canter la tronfia sicurezza italiana Coppi sta per conquistare il titolo mondiale delle cadute Domenica 29 agosto avranno luogo nella baia di Portorose le regate di canottaggio, con la partecipazione dei circoli remieri di Caoo-distria. Isola e Pirano. Partenza nei pressi dei magazzini del sale ed arrivo dinanzi alla Casa del popolo. Ecco le gare: 1. ore 16.00 Jole a 4 con timoniere ner giovani — m. 1000; 2. ore 16.15 4 con timoniere costr. spec, i^er giovani — m. 1000; 3. ore 16.30 Jole a 4 con tim. per donne (libero a tutti) — m. 1000; 4. ore 16.45 4 con tim. costr. spec, per donne (butti) — m. 1000; 5. ore 17.00 Jole a 4 con tim. per matricole (uomini) — m. 1500; 6. ore 17.15 4 con tim. costr. spec, matricole (uomini) — m. 1500; 7. ore 17.30 4 con tim. costr. ldb. matricole (uomini) — m. 1500; 8. ore 17.45 4 con tim. qostr. iib. per tutti (uomini) — m. 2000; 9. ore 18.00 Jole a 8 con libero a tutti (uomini) — m. 1500. Le gare si svolgono in Dase ai regolamenti della Federazione Canottaggio Jugoslava. Ai vincitori delle singole discipline verranno assegnate medaglie e diplomi. Alla migliore società, la coppa. Il duro compito di essere i favoriti in partenza è stato questa volta per gli italiani veramente «duro». Infatti, contro ogni previsi me, i ciclisti azzurri hanno dato un pessima prova, riuscendo malamente a piazzarsi al settimo ed ottavo posto, nelle prove per dilettanti. Dopo 27 anni, ila maglia iridata è tornata al Belgio per merito del giovane Van Cauter. Questo atleta ventitreenne ha saputo superare gli specialisti francesi, italiani e connazionali, sorprendendo tecnici e pubblico. Il secondo posto è andato al danese Andresen ed il terzo allo- ■ landese Van Den Borg. La strada, a dire il vero, era piuttosto malconcia, poiché già in mattinata forti acquazzoni avevano re-■o il percorso molto difficile. Quando alle 10 del mattino, mezz’ora prima della rartenza, i ciclisti erano affluiti allo start, pochi tifosi erano convenuti a sfidare il maltempo. Per colmo di disdetta pochi minuti prima della partenza, era calata pure una fitta nebbia che impediva la visibilità anche a pochi passi di distanza. Già dall’inizio della gara, a causa scipratutto del terreno fortemente scivoloso, si era fatta vedere una rapida selezione. Infatti fino dai primi giri si formavano .parecchi gruppetti, in lotta fra di loro e contro le avversità del tempo e, del- la strada. Fra i primi e gli ultimici il distacco ammontava già a 7 mi-j nuti. Dopo il quarto giro l’italiano I Vanucci, favorito n. 1, si metteva! in luce, ma al sesto giro egli veniva^ costretto .al ritiro per forte avaria alla macchina. Era al settimo giro che Van Cauter produceva lo sforzo che doveva portarlo al trionfo. Ma la vera emozione doveva verificarsi inell’ultimo giro, poiché la corsa prendeva di colpo un aspetto emozionante: l’olandese scattava come un fulmine andando ad aumentare Scacchi internazionali a Portorose ■MK Pubblicato il calendario per la Lega interrepubblicana Domenica il via al pallone sui campi di Slovenia-Croazia Considerate le' intenzioni generali, la lotta sarà accanita Domenica .gran pavese sui campi di Fiume e di Fola peir l’inizio della lega i/niterrepulbiblicana di calcio. Gran pavese perchè il Rijeka (che altro non è se non una Quar-netro rinforzata e migliorata sia nella direzione che nei giocatori) non nasconde di puntare ai primi posti nella graduatoria generale, mentre lo Scoglio Olivi di Pola fa il suo ingresso ufficiale nella lega superiore dopo aver capeggiato saldamente la graduatoria nella sot-(tolega di Fiume nella stagione calcistica 1953—54. Veramente si può parlare solamente idealisticamente di bandiere al vento per Pola, in quanto la formazione polese disputerà il suo primo incontro in campo esterno e cioè a Maribor o-spite del Branik. Sarà un incontro duro per i polesi in quanto il Branik non intende soggiornare per molto tempo nella lega inferiore dopo aver saggiato le glorie delia II lega. E se ilo Scoglio Olivi dovesse ritornare a casa con un punteggio favorevole, allora vorrebbe dire che Pola non ha (una semplice squadra, ma uno squadrone ohe sa il fatto suo e che saprà recitare un ruolo importante nella lega interepubbli-cana. ili Rijeka quest’anno punita al primo posto. Reduce da una sua lunga tournée in Siria dove coglier va tre vittorie, un pareggio contro una sola confitta. Rinforzata nei ranghi con uin centrattacco, Veselica, che fa furori, la formazione -fiumana appare nettamente superiore alio scorso anno. Anche perchè nei ruolo di allenatore figura quel grande atleta che fu Glazer, portiere delia nazionale jugoslava. Complessivamente alla lega interrepubblicana prendono parte 12 squadre e cioè otto della Croazia e delia Slovenia. Esse sono: Split di Spalato, Šibenik di Sebenico, Rijeka di Fiume, Borovo di Borovo, Tekstilac di Varaždin, Tresnjevka di Zagabria, Scoglio Olivi di Pola, Segesta di Sisak e le slovene železničar di Maribor, Kladivar di Celje, Branik di Maribor e Ljubljana di Lubiana. Il calendario ufficiale delle competizioni è il seguente : Il GIORNATA (5 SETTEMBRE): Split—Šibenik ; Rijeka—železničar ; Tekstilac—Kladivar; Tresnjevka — Borovo; Branik—Scoglio Olivi; Lubiana—Segesta. Il GIORNATA (5 AGOSTO): SibeniK—segesta ; Scoglio Olivi— Lubiana; Borovo—Branik; Kladivar—Tresnjevka ; železničar—Tekstilac ; Split—Rijeka. Ili GIORNATA 12 SETTEMBRE): Rijeka—Šibenik ; Tekstilac—Split ; Tresnjevka—Železničar; Branik— Kladivar; Borovo—Lubiana; Sege-Bta—Scoglio Olivi. IV GIORNATA (26 SETTEMBRE): Šibenik—Scoglio Olivi; Borovo— Segesta; Kladivar—Lubiana ; železničar—Branik; Split—Tresnjevka; Rijeka—Tekstilac. V GIORNATA (10 OTTOBRE): Tekstilac—Šibenik ; Tresnjevka— Rijeka; Branik—Split ; Lubiana— železničar; Segesta—Kladivar ; Scoglio Olivi—Borovo. VI GIORNATA (17 OTTOBRE): Šibenik—Borovo ; Kladivar—Scoglio Olivi ; železničar—.Segesta ; Split—Lubiana ; Rij eka—Branik ; Tekstilac—Tresnj evka. VII GIORNATA (24 OTTOBRE) : Tresnjevka—Šibenik; Branik— Tekstilac; Lubiana—Rijeka; Segesta—Split ; Scaglio Olivi—železničar; Borovo—Kladivar. Vili GIORNATA (31 OTTOBRE): Šibenik—Kladivar ; železničar— Borovo; Split—Scoglio Olivi; Rijeka—Segesta ; Tekstilac—Lubiana ; Tresnjevka—Branik. IX GIORNATTA (7 NOVEMBRE): Branik—.Šibenik ; Lubiana—Tras-njevka; Segesta—Tekstilac; Scoglio Olivi—Rijeka; Borovo—Split ; Kladivar—železničar. X GIORNATA (14 NOVEMBRE): Šibenik—Železničar ; Split—Kladivar; Rijeka—Borovo; Tekstilac— Scoglio Olivi ; Treisnjevka—Segeista ; Branik—Lubiana. XI GIORNATA <21 NOVEMBRE): Lubiana—Šibenik ; Segesta—Branik; Scoglio Olivi—Tresnjevka; Borovo—Tekstiiiac ; Kladivair—Rijeka ; železničar—Spl it . Il campionato della sottolega di Fiume avrà inizio invece il 5 settembre. Assente lo Scaglio Olivi che ha fatto il balzo ned-la lega superiore, ritorna nella sottolega la Locomotiva di Fiume che dàlia in-terrepubb Ileana invece è sitata retrocessa. Inoltre a portare le squadre partecipanti al torneo al numero di 14 tre nuove promosse e ciofc la Nafta di Fiume, il Klana di Ciana ed infine il Goran di Delnice, che nella sottolega ritorna dopo un anno di assenza. I GIORNATA: Crikvenica—Klana ; Abbazia— Mladost; Hidroeleiktra—Nafta; Torpedo—Goran; Naprijed—Locomotiva; Jedinstvo—Borac; Nehaj—O-rient. II GIORNATA: Klana—Abbazia ; Crikvenica— Hidroelektra; Nafta—Mladost; Borac—Torpedo ; N ahaj—Locomotiva ; N aprijed—J edinstvo ; Goran—O- riemt. III GIORNATA: Hidroelektra—Klana ; Nafta— Crikvenica; Abbazia—Goran; Torpedo—Nehaj ; Locomotiva—Borac ; Jedinstvo—Orient; Naprijed—Mladost. IV GIORNATA: Klana—Nafta ; Crikvenica—Torpedo; Hidroelektra—Abbazia; Mladost—Locomotiva ; Goran—J edinstvo r Orient—Naprijed ; Borac— Nehaj. V GIORNATA: Torpedo—Klana ; Locomotiva— Crikvenica; Abbazia—Nafta; Hiđfo-elektra—Goran ; Nehaj—Jedinstvo; Orient—Mladost; Naprijed— Borac. VI GIORNATA Klana—Locomotiva ; Crikvenica —Jedinstvo; Torpedo—Abbazia; Mladost—Hidroelektra ; Nafta— Goran; Borac—Orient; Nehaj— Naprijed. VII GIORNATA: Jedinstvo—Klana ; Orient—Crikvenica ; Abbazia--Locomotiva ; Hi- droelektra—Torpedo ; Nafta—Nehaj ; Goran—Naprijed; Borao— Mladost. Vili GIORNATA: Klana—Orient ; Crikvenica—Naprijed; Jedinstvo—Abbazia; Locomotiva—Hidroelektra ; Torpedo—Nafta ; Goran—Borac ;' Nehaj—Mladost. IX GIORNATA: .Naprijed—Klana; Borac—Crikvenica ; Abbazia—Orient ; Hidroelek-tffia.—Jedinstvo; ^Jiafta—Locomotiva ; Torpedo—Mladost ; Nehaj— Goran. X GIORNATA: Klana—Borac ; Crikvenica—Nehaj ; Naprijed—Abbazia ; Orient—Hidroelektra; Jedinstvo—.Nafta; Locomotiva—Torpedo ; Goran—Mladost. XI GIORNATA: Nehaj—Klana ; Mladost—Crikve- nica ; Abbazia—Borac ; Hidiroeliek-tra— sono la marcia e la maratona. E un peccato che Jim Petejs, il fenomenale marciatore Inglese, non possa essere presente alla partita. Gli è stato proibito dopo la prova di Vancouver, dove arrivò al traguardo più morto che vivo. Ragionando a filo di logica, nel salto in alto dovrebbe trionfare lo svedese Nilsson. Però il. j-umeno Soeter ed il francese Thian saranno per lui due pericolosi contendenti. Nel salto con l asta, una lotta serrata si avrà certamente tra l’ultimo campione Lundberg (Svez.), Adam-čik (Pol.) e Landström (Fin.). Nel lungo, l ungherese Földessy (metri 7,70) può contare sulla sua superiorità di fronte a tutti gli altri atleti europei. Una sorpresa dunque non potrebbe venirgli che da parte americana. Skobla si è preparato intensamente per dare alla Cecoslovacchia la vittoria nel lancio del peso, sebbene uguali intenzioni siano condivise dal russo Grigalka. Tutti e due però dovranno fare i conti con lo svedese Nilsson e con Inglese Savidge, che nei loro lanci arrivano molto vicino ai 17 metri. Nel lancio del disco. Klics, è arrivato quest’anno ai 55,79 metri e cercherà di superare il vecchio Consolini. Per gli altri posti la situazione è molto incerta. Nel giavellotto si avrà quasi sicuramente la affermazione di Sidlo (Poi). Basterà infatti che egli riesca a ripetere i risultati dell’anno passato (79,08). Domani a Neufeld si inizierà la dura lotta tra l’Europa Occidentale e la Russia. Nel 1950 a Bruxelles i Russi sona riusciti a portarsi via ■ soltanto un primo posto, nei maschili. Sarà questo Tanno della loro rivincita? Vorrà il «Blocco atletico» degli scandinavi, aggiunto agli inglesi, tedeschi, ungheresi, polacchi, francesi, italiani, jugoslavi ed altri, contrastare le pretese russe, che tendono alla conquista dei due terzi delle poste in palio? Cari «Boba» Olson ha vittoriosamente .difeso ieri se: a il proprio titolo mondiale dei pesi medi, battendo nettamente ai punti Ho sfidante Rocky Castellani in un sulla distanza delle quindici riprese. Direttore LEO FUSILLI Vicedirettore responsabile MARIO BARAK Demani s’inim i cmpimli nucfti di atletica A BERNA SI ATTENDE LA SORPRESA RUSSA Certe gare date per già scontate in partenza (URSS), Saat (OL), Sanadze (URSS). Shenton (lugli.), Kolev (Buio.). Nei 400 la sorte potrà ugualmente coronare Ignjatjev, Haas (Ger.) Ulzheimer (Ger.), Adamik (Ung.), come pure l’asso svizzero Haag. Ma la lotta più interessante si avrà senz’altro sui 1500. Il fenomenale ungherese, Iharos potrà essen-quest’anno la sensazione di Berna. Cosa potrà egli ottenere però di fronte alla potenza di un Bannister, che qualche tempo fa è riuscito a liquidare Landy a Vancouver? Senza contare poi il finlandese Johansson, il tedesco Lueg il suo connazionale Dohrow, e poi l’ungherese Volgy il cecoslovacco Jungwirth. La locomotiva umana, il cecoslovacco Zatopek, quest anno sarà notevolmente insidiato per il suo pessimo stato di forma, derivante da una recente malattia. Sui 5000 e 10.000 si avrà una lotta gigantesca ove il russo Kuts, il nostro Mihalič, gli ungheresi Kovacs e Garaj, l’inglese Chataway, il finlandese Tai-pale, il tedesco Schade e il polacco Graj cercheranno di conquistare strenuamente l’alloro. Per i 10.000, a misurarsi ci saranno oltre Kovacs, 1 russi Basaljev e Ivanov, il france- Stampato presso lo stabil, tipograf. «JADRAN» Capodistria Pubblicazione autorizzata