ANNO XI Capodistria, 1 Marzo 1877 LA PROVINCIA DELL' ISTRIA Esce il 1" ed il 16 d'ogni mese. ASSOCIAZIONE per un anno fior. 3; semestre e quadrimestre in proporzione. — Gli abbonamenti si ricevono presso U Sedazione. AVVISO A quei signori abbonati, i quali non pagassero entro il corrente mese il prezzo di abbonamento, sarà sospesa la spedizione della Provincia. L'amministrazione della Provincia NUOVA SERIE di Effemeridi Giustinopolitane (Coni. V. n. 4) marzo. 1 1424 Vittore de' Vittori intraprende per tre anni la carica di rettore delle pubbliche scuole, rette sino ad ora dal signor Belengo. - 1, - 53. 2 1757 II pod. e cap. Lorenzo Paruta richiama in vigore la legge che vietava la caccia dall'ultimo giorno di carnevale a tutto il mese di luglio. - 15, - VII, - 135. 3 1456 Ducale che ordina d'inscrivere Bovo de Ga- vardo tra i caballarios colla solita paga, salvo che vi sia un posto vacante. - 1, - l46b. 4 1475 Ducale che invita Giacomo Tarsia, castellano del civico castello nuovo (in Musetta ?), a recarsi a Venezia per conferire intorno a cose d'importanza, lasciando frattanto al suo posto un fratello. - 1, - 205. 5. 1360 Giorgio de Bergogna, uno dei rivoltosi del 1348, graziato del ritorno in Istria e del soggiorno in Parenzo o nei dintorni di Pola, ma TIY non in patria. - 16, - 50. - 6 1459 Ducale che annulla certa sentenza, pronunciata nel 1443 a favore delle nobili famiglie Lugna-ni ed Alessio con grave danno dei villici di Sasi (Xaxid). - 1, - 164". 1487 6 II vescovo Valaresso investe ser Bembo del fu Andrea Bembo della decima di Popetra, Vul-cigrado e Berga Piccola. - 10. Articoli comunicati d'interesse generale si stampano gratuitamente. — Lettere e denaro franco alla Redazione. — Un numero separato soldi 15. — Pagamenti anticipati. 8 1423 Ducale che conferma il civico statuto, rive- duto dal pod. e cap. Alessandro Zorzi assieme ai giudici e nove dei più intelligenti del patrio consiglio. - 1, - 40. 9 1340 II senato accorda al fiorentino ser Ricardo Malatesta di poter continuare il suo soggiorno nella nostra città, quantunque vi fosse contra- XI t rio il pod. e capitano. - 16, - -^ix". - 1. 10 1505 11 vescovo Asonica investe la famiglia Za- rotti del feudo della decima di Valmorosa. - 10. 11 1283 II consiglio maggiore di Venezia delibera, che d'ora innanzi le multe siano devolute al cornuti« e che il pod. e cap. percepisca soltanto lire 100 per la riscossione dalle medesime. -13, - I, - 149. 12 1525 Damiano Tarsia, capitano benemerito della Repubblica di Venezia muore in patria. - 5, -IV, - 366. 13 1505 II vescovo investe Giovanni del fu Lorenzo Vittori del feudo della decima di Figarola, goduto dai suoi antecessori. - 10. 14 1361 II senato elegge il marchese Vitaliano Caval- cammo x conestabile d'una bandiera equestre XIX nella nostra città. - 16, - xxTx"' " 15 1437 11 pod. e cap. Lorenzo Minio nominato sin- dico di Pinguente a fine di tutelarne la popolazione contro i soprusi dei podestà locali, e di punirli ove si abusassero. - 1, - 79,,-80. SOCIETÀ ALPINA ISTRIANA Deliberazioni prese nella I Seduta della Direzione della Società Alpina dell'Istria, tenutasi addì 7 febb. 1877. Presenti : il Sig. Presidente : Fonda D.r Giovanni i Sig.ri Direttori : Artusi Dr. Lodovico Bradicich Giuseppe Camus Leandro ("cassiere) Costantini Marco (segretario) Scampicchio Dr. Antonio La seduta e aperta alle ore 3yfa potn. Il cassiere Sig. L. Camus relaziona anzitutto ossero ormai stato incassato da tutti i soci, eccettuato da due o tre che rifiutarono il pagamento, il canone di buon ingresso. In seguito a ciò e sopra proposta del Sig. Bradicich viene stabilito di pubblicare nel venturo resoconto il nome di questi soci ; restando i-noltre, dietro proposta del Dr. Scampicchio, deliberato di incassare in avvenire, i canoni sociali unicamente mediante cartoline di rivalse postali, onde non costringere i soci a sobbarcarsi a noje e disturbi, derivanti dall'incarico di incassare i canoni sociali. Viene poi discussa ed accettata la proposta della Presidenza di prendere in affitto un locale per uso della Società, di provvederlo del necessario mobiglio, ed al di fuori di adatta insegna, restando dell'esecuzione incaricata la Presidenza stessa. È accettata la proposta del Dr. Scampicchio, di far acquisto d'una carta geografica dell'Istria il più possibilmente esatta, nonché d'una o due di minor formato che abbiano a servire pelle escursioni sociali — come pure d' una buona carta geologica dell' Istria. Viene pure accettata la proposta del Dr. Artusi di acquistare alcuni modelli di oggetto necessario alle a-scensioni alpine, come bastoni ferrati ecc. Di tale acquisto viene incaricato il Sig.r Leaudro Camus, il quale si offre anche di tenere un privato deposito di detti oggetti, onde se ne possano con più facilità provvedere quei soci che lo desiderassero. ii Accolta del pari la proposta del Dr. Scampicchio di provvedere la Società di alcuni strumenti fisici pia utili nelle ascese dei monti come barometri, aneroidi ecc. viene il Sig. Camus pregato di informarsi dova si possa fare il miglior acquisto di detti oggetti. Resta poi, sopra proposta del D.r Scampicchiò autorizzala la Presidenza d'abbonarsi a qualche an-< nuario di Società Alpine italiane, come pure ad utì giornale che tratti argomenti d'interesse sociale, nonché d' acquistare — per quanto i mezzi sociali lo permettano — buoni libri, specialmente se trattanti cose Istriane e di adoperarsi, onde se possibile, venga data alle stampe l'opera dell' illustre Taramelli, "Descrizione geognostica e geologica dell' Istria. Resta la presidenza incaricata di compilare a tenore del art. 7 dello statuto sociale un regolamento organico interno, concernente specialmente l'uso degli oggetti di spettanza sociale, da presentarsi ai soci peli'approvazione nel prossimo congresso generale. Vengono approvate le spese fiu' ora incontrate della presidenza. Resta fissata quale meta della prima escursione sociale il Monte Maggiore ; 1' epoca della gita però verrà per motivi d'opportunità precisata in un' altra seduta. Il D.r Artusi espone quindi che il sig. N. N. i. r. Ispettore boschivo della i. r. marina era pronto di cedere gratuitamente alla Società, o a chi altri se ne a-vesse voluto far editore, un suo trattato sui boschi dell' Istria. — La Direzione prendendo in considerazione 1' offerta, stabilisce di rivolgersi a persone esperte dell'argomento, onde avere un parere sul valore dell' opera stessa. Dopo ciò la seduta viene levata alle ore 4 32-1 p. NOTIZIE La giunta provinciale nella seduta del 26 gennaio p.p. cogliendo occasione della ritardata costitu-zioDe di una Rappresentanza comunale a motivo di pendenti ricorsi contro l'elezione seguita ancora nell'anno decorso, interessa l'i. r. Luogotenenza a voler rendere possibilmente sollecita la definizione di consimili pendenze, nell' iuteresse del regolare disimpegno delle attribuzioni delegate e proprie dei Comuni, che vengono a soffrire dal ristagno in tutti gli affari della gestione comunale, che si rende inevitabile dai lunghi intervalli di tempo che passano fra l'amministrazione, che ha finito il suo periodo legale di funzione, l'altra che non è ancora richiamata a vita. Accordava che a coprimento del dispendio occorrente per la costruzione di un edificio ad uso delle scuole popolari, il Comune di Valle possa incontrare il debito di f. 4000, verso assunzione d'un mutuo al 6 p. c.. affrancarle entro il termine di anni 10 coli'incasso delle restanze attive, e col ricavato del taglio delle legna nei boschi riservati. Ad analoga domanda della Podesteria di Cherso, sui provvedimenti da prendersi relativamente agli usurpi comunali, dichiara anzitutto inammissibile dirimpetto alla legge fondamentale 21 dicembre 1867 la proposta costituzione di altrettanti canoni perpetui da pagarsi dagli usurpatori al Comune, — preferibile invece di passare alla liquidazione e cessione delle frazioni di fondo usurpate ai rispettivi detentori, verso pagamento del prezzo ; — sorvegliando in appresso diligentemente acehè abbiano a commettersi ulteriori usurpi, e ricorrendo al caso al giudice civile coli' azione di turbato possesso, a sicurezza e conservazione della proprietà comunale. Assumeva a carico del fondo provinciale la parte di spesa per la costruzione del ponte in muratura sulla strada di Momiano-Oscurus attraverso il torrente Argilla, relativa .alle opere d'arte ed ai materiali, nel preliminato importo di f. 895.17, salvo i risultati più precisi della spesa all'atto della finale liquidazione, lasciando alla concorrenza comunale il coprimento dell'altra spesa per manualità e carriaggi. Sotto le stesse condizioni veniva pure assunto il dispendio, riferibile alle opere d' arte e materiali, per la costruzione del ponte presso Umago sulla strada verso Kmeti e Salvore, preliminate a f. 1565.36. Prendeva notizia della comunicazione 21 gennaio corr. N. 83 del Municipio di Pinguente, relativa alla seguita elezione del nuovo comitato stradale. Accordava al comitato stradale di Cherso per l'anno 1877 un sussidio di f. 500, da impiegarsi nel graduale riattamento delle strade di quella regione; disponendo poi per l'incasso dell'addizionale del 5 per cento alle dirette, compresi gli aumenti straordinari dello Stato, deliberata dal comitato a favore del fondo stradale. Accordava nel distretto "giudiziario di Parenzo, ed in quello di Dignano, venga attivata nell'anno 1877 l'addizionale stradale del 10 per cento alle dirette, compresi gli aumenti straordiuarì dello Stato, votata dai rispettivi comitati stradali. In esecuzione alla legge provinciale 14 maggio 1876 n. 16 e sentite previamente le Rappresentanze comunali di Pinguente e Rozzo, deliberava di attivare nell' intiero distretto giudiziario di Pinguente, durante l'anno 1877, allo scopo della creazione di un apposito fondo stradale, l'addizionale del 10 per cento alle imposte dirette, compresa l'addizionale straordinaria dello Stato e quella del 50 per cento al dazio consumo e-rariale sul vino, spiriti, carni e sulla birra smerciata al minuto ; — determinando in pari tempo di dare in quest' anno cominciamento ai lavori di costruzione della strada Pinguente-Draguch fiuo al confine del distretto giudiziario di Pisino, ed incaricando perciò il dipartimento tecnico provinciale di disporre 1' opportuno, perchè ancora entro il mese di febbraio sieno completate le occorrenti rilevazioni sulla sezione di strada Draguch al confine di Pisino, per poter indi allogare all' asta pubblica 1' esecuzione dei relativi lavori. Nella dolorosissima circostanza della perdita della propria consorte signora Evelina Previtali, l'egregio nostro comprovinciale cavaliere Tomaso Luciani di Albona donò all'Istituto Coletti di Venezia lire 100, ed ai poveri della Parrocchia di San Silvestro altre lire 100. Il comitato direttivo della Società degli studenti italiani in Vienna, ci comunica che col principio del anno corrente la società si è riordinata sotto i più fausti auspicii di prospera esistenza. Sulla Phylloxera Vastatrix scrive il Bersagliere : Avendo codesto insetto fatto molto cammino in alcuni Stati limitrofi al nostro, il Ministero di Agricoltura preoccupandosi di questo fatto e continuando nel sistema dette ricerche già largamente messe in pratica nel decorso anno, pregò il Comitato ampelografico e la stazione di entomologìa agraria di Firenze, d' avvisare agli altri provvedimenti a prendersi. Tanto il Comitato quanto il direttore della stazione entomologica riconobbero l'opportunità di avvalersi largamente dell'opera delle Commissioni ampelografiche provinciali, alle quali può essere utilmente confidato l'incarco di diligenti ricerche nei vigneti di quelle provincie dove il pericolo è maggiore per la vicinanza ai centri d'infezione. Furono a tal uopo compilate apposite istruzioni che sono state inviate alle Commissioni liguri e ad alcune del Piemonte, riservandosi il Ministero di comunicarle alle altre a seconda che avvertirà il bisogno di estenderne le ricerche. Frattanto il Ministero ha dato opera solerte per la costituzione di Commissioni ampelografiche nella Sardegna, la quale è minacciata della presenza della filossera in Corsica. Cose locali — Il Sig. Pietro Franco di Montona venne nominato Referente distrettuale per la regolazione delle imposte fondiarie : ed il sig. Pietro Floriani di Pirano, finora qui referente economico, passò Ispettore provinciale della stessa regolazione a Parenzo. La Direzione di Finanza pel Litorale ha nominato il sig. Antonio Ballisch a controllore superiore presso il locale Ufficio di vendita del sale. Un medico insigne (Continuazione e fine vedi n. 3) Colla ducale 5 maggio 1616 venne conferita al Santorio la dignità di preside di un nuovo Collegio medico eretto in Padova allo scopo di togliere gli abusi dei conti palatini, i quali conferivano a tutto loro agio per pochi denari il titolo di dottore in medicina. Questo nuovo Collegio, chiamato poi Veneto, fu specialmente utile a quei giovani, che privi di fortune, «i dedicavano alle scienze mediche. Il Santorio ebbe innumerevoli discepoli, uditori, e seguaci da tutta Europa, e così divulgò tìon solo la sua fama e quella del Collegio Veneto, ma potè avere 1' alta compiacenza che per suo mezzo una schiera di giovani distinti portassero il contributo della soda dottrina appresa da un nostro italiano ne' paesi stranieri. Non però tutti furono ugualmente risonoscenti all' insigne Maestro, avvegnacchè molti proclamassero oltre i monti, come proprie le invenzioni di lui, che erano il frutto del suo genio maraviglioso, della sua" elevata intelligenza, della tenace volontà. Ciò per altro non lo gettò come avrebbe fatto di molti altri, d' una tempra meno ferrea in una sdegnosa inazione, ma se ne lagnò presso il duca di Mantova in una prefazione nell' opera , dedicatagli, che ha per titolo: Commentarius ad prim. Fen. primi libri canonis Avicennae. Audio, dice la prefazione, discipulos meos in varias terrarum partes dispersos, quos summa charitate et bcnevolentia docui, horum (istrumentorum) sili inventionem tribuere. I più importanti istrumenti inventati dal Santo-rio sono : II Termometro per rilevare il calore delle malattie. L'Idrometro per misurare la forza elastica del Vapore acqueo contenuto nell' atmosfera. II Pulsilogio semplice per determinare la velocità del polso. II Pulsilogio artificioso un secolo anteriore a quello dell' inglese Floyer. La Eolipila macchinetta per conoscere la forza del vapore acqueo, che esce con molto impeto da un tubetto della medesima. L' Anemometro per misurare la forza del vento, anteriore quindi a quella di Wolf. La Bilancetta idrostatica per conoscere il peso dei liquidi. La Cannella per 1' operazione della broncotomia e della paracentesi nell' idrope ascita. La Cannella idraulica per rintuzzare 1' emorragia precipitosa delle narici. La Sciringa tricuspide per estrarre il calcolo della vescica ecc. ecc. Agi' istrumenti inventati dal nostro capodistriano i medici posteriori avranno recato giunte ed ampliazioni, ma rimarrà sempre a lui il merito dell' invenzione, uè saravvi studioso che non gliene professi obbligo grandissimo. — Egli ebbe inoltre estesissime cognizioni in argomento medico anche in ciò che riguarda l'ottica e l'a-stronomia. Assegnò all' umore vitreo dell' occhio 1' ufficio di raddoppiare nella rètina stessa le immagini capovolte; insegnò la maniera di fingere sulle pareti di una camera l'immagine di una cometa; ammise pure il magnetismo animale della terra, e l'introduzione del' l'aria nei sangue. Giunto a settant'anni diede ancora prova della straordinaria_sua operosità durante la peste di Venezia del 1630. „ E difficile a credersi, dice il più citato Stan-covich, con quanta sollecitudine, industria ed amore si prestasse in quella occasione ; la dotta Relazione presentata al Magistrato di Venezia ne fa ampia testimonianza. " Con tante doti preziose qual meraviglia ch'egli siasi acquistata un' autorità indiscutibile ? La brama ardentissima di lenire le pene del suo simile lo rese popolarissimo, in specie fra la numerosa schiera dei più poveri, i quali sempre soccorse con efficace consiglio, con zelo indefesso, con carità generosa. Quando un uomo ha avuto un'operosità nel bene come quella del Santorio, il lavoro s'identifica talmente colla esistenza, che, venendo meno l'uno anche 1' altra si spegne. Appena a 75 anni ei si trovò nell' impotenza di fare il bene ... e a 75 anni cessò di vivere. Egli ebbe una lunga virilità ed una brevissima vecchiaja! Ecco il più beli' elogio che si possa fare di quest' uomo insigne, a cui l'Istria si vanta di aver dato i natali e alla cui venerata memoria noi abbiamo reso questo poverissimo tributo nella certezza almeno di non essere tacciati di superstiziosa o ridicola ammirazione. G. A. Quale appendice ai Cenni biografici del Santorio, pubblichiamo la seguente lettera, ringraziando il generoso che volle inviarcela per la ristampa. DalV opera Inscrizioni veneziane di Emmanuele Antonio Cicogna. Tom. Ili, pag. 670 e seg. Havvi lettera scritta dal sig. Francesco D.r Cortese pubblico professore d'anotomia nell' università di Padova all' egreg. sig. Emmanuele Ant. Cicogna li 28 agosto 1839 (la qual lettera risguarda il medico Santorio). Ommissis . . . accettai quel prezioso dono (le ossa cioè del Santorio), col disegno di depositarlo in un pubblico stabilimento, dopo averlo, mediante alcune preparazioni, guarentito dagli ulteriori guasti del tempo e raccolti alcuni documenti che ne attestassero la vera essenza. Le ossa del Santorio quali mi furono consegnate (dalla nob. sig. Giulia Querini vedova del consigliere il sig. Francesco D.r Aglietti) e come attualmente si trovano, presentano uno scheletro completo, iu gran parte sfasciato, solo in alcune tenuto connesso mediante parti molli, perfettamente disseccate, e ridotte alle condizioni delle mummie di Venzon. In tale stato sono le due mani con metà delle avambraccia, a cui stanno aggiunte le ossa corrispondenti. Quelle parti molli sono però sforacchiate per ogni verso dal tarlo. Oltre a questo s'osservano le vertebre dorsali congiunte mediante residui di muscoli e legamenti disseccati, non soltanto fra loro, ma colle coste medesime. Quel tratto di colonna vertebrale manifesta una curva esagerata colla concavità anteriore, eh' io non saprei ora decidere se fosse tutta derivata dal corrugamento delle parti molli anzidette, o più probabilmente dall'ordinario progresso dell'età senile. Tutte le ossa hanno il carattere proprio delle ossa interriate ; sono dotate d' un colore bruno ferrigno, inzuppate di prodotti della putrefazione, coperte di uno strato polveroso, che sotto le dita si riduce ad una cenere bruna. Riunite insieme presentano una lunghezza propria ad un uomo di statura piuttosto alta : soltanto mi parve osservare una qualche sproporzione nelle membra inferiori, più lunghe di quello che comporterebbe la dimensione del tronco. Il cranio ha una forma regolare, ed i caratteri d' un uomo vecchio. Comechè partecipi esso pure de' caratteri dell'altre ossa, ha tuttavia un grado maggiore di conservazione, mantenendo tuttora intatti i pochi denti, che aveva all'epoca della morte. La faccia è allungata. Cose vecchie istriane Serie di giureconsulti e nodari di Capodistria dal secolo XIV al XVII Fonti: Filze dell'Archivio della Vicedominaria ; — Sandi, storia civile di Venezia, tomo VII ; - Cambrnzi -Storia di Feltre; - Goina, De ingeniis Istriae; - Lodovico Vergerio - Descrizione dell'Istria presso il Munstero (Cos. lib. Ili, cap. 414); - Raccolta Due. S. di Capodistria; - Facciolati, Gym. Patav.; - Stanco-vich - Biografia degli uomini distinti : - Provincia del-Istria - anno X, n° 9. I Giureconsulti Pellegrini Santo (1384) dottissimo giureconsulto, chiamato dal Vergerio il Vecchio insignis doctor. Vergerio Pietro Paolo il Vecchio (1420) celebre giureconsulto, fu a Padova professore di diritto canonico. Prese laurea in età di 55 anni. Il Tiraboschi loda anche il suo sapere in diritto civile, e dice che fra i professori delle Università di Padova e di Bologna del secolo XIV a parlar sinceramente appena v'ha tra essi chi meriti speciale menzione, se se ne tragga Pietro Paolo Vergerio il Vecchio. Egli scrisse un'opera legale: In foeneratores facetissima exprobatio. Albertis Giovanni (1431) fu rettore nell'Università di Padova. Zùrotti Antonio (1472) fu rettore nell'Università di Padova. Zarotti Cristoforo (1497) professore interprete delle Istituzioni civili nell' Università di Padova. Vergerio Filippo (1501) professore di Istituzioni civili nell' Università di Padova. Polesini Girolamo (1521) professore della Scuola Notarile nella Università di Padova. Alinerigotti Giorgio (1522) professore del Codice nell'Università di Padova e poscia primo professore nella cattedra dei tre Libri del Codice Gregoriano - Ermogeniano di Teodosio, aperta nel 1° aprile 1522 pei giorni festivi. Grisoni Annibale (1550) dottore dei Sacri Canoni. Vida Ottoniello (1551) appellato da' suoi contemporanei excellens legum doctor. Esercitò anche il notariato in cui s'iniziavano i nobili giovani in servizio della patria. Verci .Nicolò (1551) figlio di Pietro e Nicolosa Bratti, giureconsulto come rilevasi da una medaglia sopra cui è incisa una donna incoronata recante nella mano destra un libro, e nella sinistra la cornucopia colle parole: Lcgi-ferae Cereri. Al dire di Cicerone la dea Cerere fu la prima ad inventare le Leggi, perciocché avendo ella insegnato a coltivare i campi, si die' anche a insegnare la maniera di dividerli, e per conseguenza a far le leggi per acquistarli e per regolarne i confini. Febeo Giuseppe (1560) dotto nelle Leggi, come rilevasi dalla epigrafe posta nella chiesa di Sant' Anna in questa città : IOSEPHO ■ PHOEBEO * CIVI • IVSTINOP • UTRQ • IVRIS • CONSVLTISS • ET • IN • TOTA • RELIQUA • PH1L0S • DIVINA PARITER • ET • HVMANA • ABSOLVTISS • SVMMISQVE • POETIS • OPT • COMPARANDO PVRIORIS • CHRIST • VITAE •' CONST • INTEGRITATE • NITIDISS • IOANNES ' ZAROTTVS • POS • Vida Giovanni (1580) dottore in ambe le leggi. Mininoli Nicolò (1582) dottore di legge Belli Ottoniello (1599) sostenne in Padova 23 questioni legali contro valorosi giureconsulti. (Dalle Lettere inedite di Giacomo de Belli del fu Aurelio all' abate Giacomo de Selli del fu Francesco. — Manoscritto posseduto dal dottor Cristoforo de Belli di Capodistria). Fini Orazio (1682) consultore in jure di singolare abilità. Sabini Antonio (1708) consultore come l'antecedente. Il consultorato era una carica presso la Repubblica di Venezia molto importante, e richiedeva somma dottrina teologica e canonica. (Questa carica fu sostenuta da Fra Paolo Sarpi). Carli Girolamo (1790) versato nel diritto criminale. Fu avvocato fiscale in Milano, capo del Tribunale criminale. Scrisse sulle Leggi criminali, e sugli Impedimenti dirimenti. Altri giureconsulti capodistriani di cui non sappiamo precisare le date sono : Grisoni Pietro e Francesco, detti dal Moschini distinti in eloquenza e nelle leggi, Tarsia Cristoforo, Ik'lyra m o ni Elio, Manzuoli Alvise ecc. ecc. II Kodari (NB. Di questi diamo semplicemente una serie (N. 48), segnandone l'ordine cronologico approssimativo). Almerigogna Almerico 1364 notajo e cancelliere Adalpero Ambrogio 1364 notajo d'autorità imperiale Berto Francesco 1364 notajo e coadiutore Bello Giuliano 1449 detto Gavardo Girolamo 1500 „ Gavardo Donato 1500 „ Belgramoni Aurelio 1502 „ Bello (del) Giuliano 1540 nodaro Grisoni Luigi 1554 id. Mariani Andrea 1560 id. Vida Ottavio 1560 id. Ostaccio Giovanni 1568 id. Costanzo Gio. Maria 1569 id. Rimino Domenico 1571 id. Vida Girolamo 1572 id. Vittori Giovanili 1576 id. Belli Giulio 1576 id. Vittori Aurelio 1579 id. Rimino Domenico 1579 id. Gavardo Marco 1581 id. Pola Cesare 1584 id. Salò Virginio 1587 id. Sereni Celio 1587 id. Belli Jacopo 1587 id. Bratti Anselmo 1587 id. Maffiaccio Onofrio 1588 id. BeUo {del) Giacomo 1588 id. Sereni Fabio 1591 id. Sorosina Andrea 1591 id. Spataris Pellegrino 1591 id, Romani Bernardo 1591 id. Bratti Giacomo 1597 id. Bratti Giuseppe 1598 id. Sporaneo Giovanni 1598 id. Tacco (del) Francesco 1598id. Tarsia Alessandro 1598 id. Teofàneo Pietro 1600 id. Gravisi G. Battista 1604 id. lanzago G.Francesco 1606 id. Sereni Francesco 1608 id. Gavardo Nicolò 1610 id. Sereni Fabricio 1616 id, Bembo Pietro 1631 id. Sereno Sereni 1638 id. Barbo Andrea 1658 id. Fini Orazio 1680 id. e consultore Gravisi Marco 1692 id. Lugnani Andrea 1699 id. X. Beni e Rendite spettanti al Canonico-decano in Capodistria Essendo stato richiesto dal vescovo Girolamo D.r Rusca (2 dicembre 1620), don Antonio Zarotti, eletto canonico-decano da Paolo V. li 4 aprile 161.. . rispose: Al decanato aspettano: XIV cavedini in contrà delli Pontiselli. Una casa ia Porta S. Piero, affittata Lire 31. Una casetta in Brolo Grande affittata Lire 12 sol. 10. Campo e prato presso villa de' Canni affittati per Lire 16. Livello di lire 8 annue, che riceve da uno di essa villa. Metà di casa vicina a san Pangratio, vicina agli Orsi che affitta Lire 11. Livello lire 2 ; - altro lire 1 ; - altro lire 3. — Lire 4 livello da don Bonetto Carpatio per casa ove abita in Ponte." Lire 4, soldi 10 che paga donna Laura Du- caina per casa in Ponte. Livello lire 2, soldi 10 per vigna in Fa- razan. (Livello) soldi 15 per altra in Farazan Altro (livello) lire 1. — Altro lire 3 per casa in Bussedraga. Lire 6 per casa in Bussedraga. Magazzeno in Porta S. Piero lire 7. d'affitto. Orto in Bossedraga affitto lire 1. Un orto Porta S. Piero affitto lire 2. Pezzo prado in Sant'Ubaldo affittasi lire 8. Campo in Sallara si affitta lire 9. Campo in contra S. Bastiano vicino la chiesa, affitto lire 2. Lire 3 livello su casa in contra Porta Bu-sterla o S. Maria Nova. Piantate in Campo Marzo lire 1. Livello lire 7 per vigna contra Barban. Decime di Caraconzo su vino ed oglio: Due brente oliva. Orne mezza vino, E 15 soldi per vigna in contra Ancaran Mezza orna vino per vigna in contra Mon-tignan. Due secchi vino per vigna in contra Tribano. Lire 1 olio, e mezzo secchio vino per vigna in contra Canzan. Mezz'orna vino per valle in San Baldo. Oliva brente una e viuo un secchio per vigna in Canzan. Governa il decano una vigna in Triban da cui una somma uva, mezz'orna oglio. — Prato sotto Sermino lire 2 affitto. Lire 1 soldi 8, affitto orto in Bossedraga. Lire 1, soldi 5 dalla Scola del verde di S. Domenico. Beneficii del Decano Di juspatronato dei Fabiani (ora Bussa) un campo, prato e 4 pasteni con braide sive piantade, affitto annue Quarte 5 frumento ed un agnello ; coli' obbligo di una messa settì-manale al Santissimo in duomo. Juspatronato dei Proveditori alla Fabrica lièi Duomo alcuni Campi in Risano per cui lire 20 annue coli' obbligo di una messa settimanale all' altare di S. Giusto al Duomo. Juspatronato Schienca: campo con piantade in S. Barbara con obbligo di messa mensile all' altare di S. Barbara in Duomo. —1 Atti Rusca. Vol. I. a. c. 177 circa. La chiesa di S. Pangrazio (era) sopra il volto 14 ott. 1620 (Dalle "Lettere ad un operaio bergamasco,, dell'avvocato Luigi Magri.) (continuaz. e fine V. n. 4.) I demagoghi poi (variante della famiglia dei socialisti) a volta loro adulano il Ipopolo, che - povero diavolo - crede in buona fede di essere lo scopo del loro anfanare, e invece non ne è che l'istromento. Essi dicono: la forza e là nel popolo, e noi ce ne serviremo per abbattere i governi costituiti; facciamo ch'egli venga a noi, inebriamolo con le promesse altisonanti ; diciamogli che il diritto sta nel numero, che il volere tien luogo della giustizia, che ogni mezzo è buono pel trionfo del povero, che il delitto medesimo si nobilita davanti la potenza del risultato. Egli ci crederà, ci seguirà prestandoci la sua forza; e quando coll'aiuto delle sue braccia poderose, del suo sangue e de' suoi eccessi avremo trionfato, noi licenzieremo il popolo dicendogli a nostra volta: Taci, lavora e obbedisci. Questa vedi, Battista, è una storia vecchia e nuova ; i demagoghi furono il flagello dei popoli in ogni tempo e in ogni luogo. Catilina, per meglio riuscire nell' empio di visamento di saccheggiare la patria, assume il tuono di demagogo e si fa dei seguaci parlando di libertà. Lui! I demagoghi rovinarono Atene e distrussero la potenza di Roma antica; e nei tempi moderni bruttarono di sangue la Francia del 1793 e di fango quella del 1870. Per essi non v'ha nulla di sacro: tutto dere cadere, frangersi sotto il loro dispotismo ammantato di libertà. Una delle più belle figure del secolo passato, Wasingthon, il fondatore della Repubblica Americana, venne codardemente assalito dalla calunnia. Egli, che avea sagrificato il proprio avvenire e il proprio genio alla patria, egli, modello di onestà e di eroismo, fu designato alla proscrizione e al disonore. Da chi ? Dai demagoghi. "Amico mio - scriveva egli ad un 'compagno d'armi - io verso lagrime di sangue sull' avvenire del mio paese, se la saviezza del popolo americano non 10 sottrae a tali nomini. È immensamente più difficile vincere i demagoghi che gli inglesi. Essi compromettono quanto noi abbiamo fatto, tentano fondare un governo d'agitazione permanente e di guerra accanita ad ogni cosa onesta. Io non vidi mai gente più audace, più impudente, più perversa. Se l'America non raffrena questa anarchia, se il Congresso non mette a dovere i Clubs, la Repubblica è morta. Buon per 1' America e per 1' umanità che, dopo ! un anno d'agitazione e di follie, la Repubblica ebbe ' 11 senno e la forza di disperdere i demagoghi : da quel giorno gli Stati Uniti furono il più grande Stato del I mondo. Ma tu, Battista, alla cui età si ha più imaginazione che giudizio, e s'è più disposti a credere a chi ci blandisce che a chi ci rimbrotta, non ti arrendi alle [ mie parole. Insoma tu trovi qualche cosa di spostato, di fuor di natura nell'ineguaglianza sociale. A te sembra, Dio ti perdoni, che l'ineguaglianza delle classi altro ; non sia che il frutto dell'arbitrio e dell'usurpazione, | perchè ignori che la società umana è regolata da leggi : imprescrittibili. Dammi retta, amico. Comunque tutti gli uomini | nascano eguali in faccia alla legge morale, nelle private relazioni ciascuno di noi comparisce nell'ineguaglianza segnata dalla natura stessa coli'aver dotato l'uno di facoltà migliori e più potenti d' un altro. Senza tale divario noi non avremmo idea d' una società possibile. ; Invano antichi legislatori cercarono riparare al sup- j posto sconcio ; le leggi non furono mai da tanto da impe- j dire che il genio si elevi sull'incapacità, il proposito ■ sull' infingardaggine, la prudenza sulla temerità. L'unico j mezzo di portare l'uguaglianza fra gli uomini, sai tu quale sarebbe ? Quello di Procuste di tagliare le gambe e le braccia più lunghe. La storia accenna bensì ad una certa eguaglianza, ma dove? Tra popoli selvaggi, senza altro Dio che | l'impunità; mostri erranti nei boschi come le belve, in continua lotta fra loro, eguali nella miseria, nel- I l'ignoranza e nella ferocia. Quivi nessun appoggio ha I l'innocenza, la virtù non è ricompensata, nessun freno I ha l'audace; e il lavoro è sconosciuto a quei barbari Boa viventi che di rapine, nell' ozio e nel vagabondaggio. La terra è sterile pei suoi abitatori, e la ragione e l'intelletto più che impotenti, sono inutili fra tal gente, obbrobrio della specie. Dimmi or tu : chi mai vorrebbe a questo prezzo sperimentare l'uguaglianza delle condizioni? Se convieni che non si dieno uomini perfettamente uguali d'intelletto, nè pari di corpo o di volto, devi pure ammettere le distinzioni sociali: volendo porre, malgrado il divario naturale, tutti gli uomini ad un livello non vi sarebbe più stimolo al lavoro, e sopprimeremmo il più beli' attributo dell' uomo: la libertà. Nega all' uomo la facoltà di decidersi, di scegliere e di operare liberamente, ed avrai negato 1' uomo. Senza libertà morale, il merito ed il demerito, il raziocinio e il giudizio scompaiono, nè rimane più che l'istinto ; scomparso 1' uomo ragionevole, libero, intraprendente, progressista, che ti resta dell' uomo ? L' essere-macchina, il bruto. Considerata in questo senso l'ineguaglianza è una fortuna, un benefìcio di Colui che ha con tanta sapienza disposto tutti gli elementi che compongono il cuore umano. Dove sarebb'ella mai la società, se ciascuno lavorasse il suo piccolo campo? Ogni uomo dovrebbe con le proprie mani fabbricarsi la casa e cucirsi i vestiti; sarebbe ridotto a se solo ed alle meschine produzioni del suo terreno. Di che vivrebbero allora gli abitanti dei paesi che non producono grano? Chi trasporterebbe le derrate da un luogo all'altro ? Ecco dunque la necessità di distribuire il lavoro e i mestieri; la qual cosa ci porta naturalmente alla disuguaglianza delle condizioni, come a quella che perfeziona le arti utili, estende le conoscenze, dà agli uo-meni ed alle nazioni un carattere spiccato, giudica pacificamente dei loro contrasti ; modera le baldanze degli uni; corregge le debolezze degli altri. Ma tu vorresti essere nato nell'opulenza anziché in umili panni; come se ogni condizione non avesse le sue gioie e i suoi dolori; meglio anzi Battista; perchè così sei in condizione di poter gustare il piacere, certamente estraneo ai ricchi, di poterti elevare a miglior condizione cou le tue forze, anziché pel caso. D' altronde se la sorte invece di farti nascere in una camera dorata, ti fece nascere fra le modeste pareti d'una casa da operaio, non dolertene: in molti casi il frastuono di un' officina vale lo splendore d' uua reggia ; ed io che conosco il mondo un po' meglio di te, oso affermarti che chi lavora può essere di gran lunga più felice di chi fa lavorare ; e certo lo è sempre ed incomparabilmente più dell' ozioso, sia pur ricco quanto Creso. Il modo poi di conoscere la felicità e di apprezzarla, anche nelle più umili condizioni, mi ingegnerò di esportelo man mano nelle lettere successive, le quali, a fine di chiarezza e di regolarità dividerò in tre (parti, discor rendo nella prima della vita morale, nella seconda delle vita di famiglia e nella terza della vita del cittadino. Bibliografia istriana Manuale di Geografia dell' Istria, compilato da Bernardo dottor Benussi, professore al Civico (Ginnasio Superiore di Trieste. — Trieste, stabilimento artistico tipografico G. Caprin, 1877. Degli scritti del professore Bernardo dottor Be- nussi da Eovigno abbiamo avuto occasione di parlare più di una volta nel nostro periodico, facendo eco a quel bene che di essi leggevamo scritto da altri. Ora ci sta sottocchi una II edizione (inviata a noi dal gentile autore) del Saggio di geografia delV Istria, pubblicato sul finire del 1873, per facilitare alla studiosa gioventù istriana la conoscenza della propria provincia. Cotesto Saggio porta ora il titolo di Manuale di Geografìa delV Istria ed è arricchito di aggiunte, che mostrano ad evidenza quante ulteriori e adiligenti ricerche abbia fatto l'autore per dare agli studiosi nostri un' operetta possibilmente completa. Anzi perchè molto rispondente all' indole di questo periodico, ne trascriveremo un capitolo importante, quello della Estensione e popolazione dell' Istria, dal quale il lettore, meglio che dalle generiche nostre osservazioni, potrà farsi un adeguato apprezzamento dell'intera operetta. Estensione e popolazione dell'Istria Secondo l'ultima anagrafe del 31 Decembre 1869 l'Istria su d'una estensione di 4943 chilometri quadrati ha una popolazione di 254905 abitanti, dei quali 126.996 maschi e 127.909 femmine, distribuita in 22 città, 15 borgate, 506 villaggi, 42.247 case e 53.199 abitazioni. Dei maschi: 75.(i62 ,cioè il 58,59 per cento, sono celibi, 45.800 ,cioè il 36.07 p. c., ammogliati, 5.527 ,cioè il 4.34 p. c., vedovi e 7 divisi; dèlie femmine: 70.140 ,cioè il 54.83 p. c., sono nubili, .'47,702 ,cioè il 37.28 p. c., maritate, 10.062 ,cioè il 7.88 p. e., vedove e 5 divise. Per ogni chilometro quadrato ayvi in media 51.55 abitanti, per il che la media del-1,Istria è inferiore a quella della Cisleitania che è di 67per chil. q. La provincia dell' Istria costituisce la sessantesima parte della Cisleitania per estensione, e la settantesimanona per popolazione. Fra le 17 provincie rappresentate nel Consiglio dell'impero, è la quattordicesima per estensione, la tredicesima per popolazione assoluta, e la nona per popolazione relativa. La popolazione dell'Istria non è tutta in egual modo distribuita sulla penisola, ma varia secondo le regioni, aumentando quanto più s'avvicina al mare. In quella parte dell' altipiano del Carso che trovasi entro i confini amministrativi della provincia, su d'una e-stensione di 965.os chil. q. avvi una popolazione di 33.030 anime; nella regione pedemontana su 1758.os chil. q. avvi 99.003 abitanti ; nella regione litoranea (che comprende la regione marittima e la liburnica) su 2277.90 chil. q. vi sono 86.955 abitanti; e da ultimo nelle isole del Quarnero su 943.91 chil. q. si contano 35.917 abitanti. Quindi la media nell'altipiano è di 34.22 abitanti per chil. q. nella regione pedemontana di 56.03, nella regione litoranea di 68.04 e nelle isole di 38.o5. — Dei distretti politici il più popolato è quello di Capodistria con 76.n abitanti per chil. q. segue poscia quello di Pola con 55.74, quello di Parenzo con 51.23, quello di Volosca con 48.09, quello di Pisino con 42.59; il meno popolato è quello di Lussino con 38 .05. La popolazione dell'Istria aumentò in 33 anni, cioè dal 1836-1869 annualmente in media del 7.3 per 1000 ,nell'impero del8 7.,; nei 12 anni invece dal 1857-69 dell' 8.5 per 1000, nella Cisleitania del IO.0,. Durante l'ultimo dodicennio, dei distretti politici, quello di Pola s'aumentò del 19.i? per 1000, quello di Lussino del 8.35, quello di Parenzo del 7.u, quello di Capodistria del 6.(8, quello di Pisino del 5.9s e quello di Volosca del 3.5«. Continuando ad aumentarsi nella proporzione del 7.3 per 1000, la popolazione della nostra provincia si raddoppierebbe in 137 anni (quella della Cisleitania in 129). Nel 1874 si contrassero nell'Istria 2295 matrimoni, cioè 1 sopra 115.5 abitanti ,nella Cisleitania 1 sopra 111.», il maggior numero dei quali venne conchiuso fra maschi dai 24-30 anni con femmine dai 20-24. Dei matrimoni furono conchiusi l'80.2 p. c. 1841, fra nubili, il 3.7 p. c. ,87, fra vedovi, il 12.0 p. c. ,275,, fra vedovi e nubili ed il 4.t p. c. ,92, fra vedove e celibi. Il massimo numero avvenne nei mesi di Novembre ,34.8 p. c., e di Febbraio ,25.4 p. c.., il minimo nei mesi di Marzo ,0.5 p. c., e di Decembre ,0.6,. Nel detto anno si ebbero 10.154 nascite ,5.284 m. e 4.870 f.„ fra le quali 10.002 nati vivi e 152 nati morti. I nati sono nell'Istria 1 sopra 26.i abitanti, nella Cisleitania 1 sopra 24.». Nelle nascite non avvi notevole differenza fra i vari mesi. Il maggior numero dei nati avvenne nei mesi di Gennaio ,10.j p. c.„ Marzo ,10.6 p. c., e Febbraio ,9.8 p. c.,; il minimo nei mesi di Giugno ,6.2 p. c.„ Luglio ,6.a p. c., e Maggio ,6.s p. c.,. Il numero dei nati illegittimi si fu 292 cioè il 2.8 p. c. sulla nascita totale nel 1874, ed il 3.85 p. c. in media nel quinquennio 1869-74. Se questo è uno dei dati principali per istabilire almeno in parte la moralità di una provincia, l'Istria offre in ciò un dato vantaggioso, tanto in confronto alle singole proviucie, poiché segue immediatamente quella di Gorizia che è la migliore di tutte, quanto in confronto alla Cisleitania nella quale il numero dei nati illegittimi è rappresentato dal 12.i p. c. nel 1874 e dal 12.62 in media nel quinquennio 1869-74. — Il numero dei morti fu di 8587 ,4484 m. 4103 f., cioè nn morto sopra 30.7 abitanti, mentre nella Cisleitania si fu di 1 morto su 31.7 abitanti. Delle 17 Provincie rappresentate nel Consiglio dell' impero, 7 ebbero in proporzione maggior numero di nati dell' Istria, e 8 minor numero di morti. La mortalità dei fanciulli è veramente spaventosa, poiché più che il 50 p. c. dei morti ,il 49.4 nel 1874, il 52.6 nel 1873, ed il 51.i p. c. nel 1872, non aveva ancora raggiunto il quinto anno, e la metà di questi ,il 52.3 p. c., neppure il primo anno di vita. Dai 5-20 anni la mortalità è la minima: ritorna quindi in progressivo aumento. Dei morti entro i primi 5 anni, il 53.s p. c. sono maschi ed il 46.4 femmine; il maggior numero si riscontra nei mesi di ottobre ,13.2 p. c., settembre ,11.g p. c., ed agosto ,11.8 p. c ; il minore in quelli di giugno 5.s p. c. aprile ,5.-» p. c. In generale il maggior numero de' morti avvenne ne' mesi di attobre ,10.6 p. c. di settembre ,9.6 p. e., e di novembre 9.4 p. c. ; il minore in quelli di giugno ,5.2 p. c., di luglio ,6.6 p. c., e di aprile ,6.9 p. c., La frequenza dei matrimoni in una provincia è il risultato delle condizioni sociali ed economiche della medesima, e ne è la più legittima espressione. E nel-l'Istria, come in generale nella Cisleitania, il numero dei matrimoni va annualmente scemando. Nel 1868 nella nostra provincia si contrasse 1 matrimonio su 97 abitanti, nel 1871 invece 1 su 104.8, nel 1872 1 su 106.8, nel 1873 1 su 108.3, e n-1 1874 1 su 115A — Il numero dei nati che nel 1868 fu di 1 su 25.8 abi- tanti, s'aumentò nel 1872 ,1 su 23.9„ e nel 1873 ,1 su 23.8 ; diminuì invece nel 1874 essendo di 1 su 26.x ab. — Il numero dei morti fu vario. Nel 1868 fu di 1 su 30.6 abitanti e nel 1871 di 1 su 31.s; nel 1872 invece aumentò a 1 su 28.2, aumentò ancora nel 1873 a 1 su 21.t. però nel 1874 diminuì ad 1 su 30.® ab. Tenendo conto solo della differenza fra i morti ed i nati, la popolazione dell' Istria s' accrebbe nel 1871 di 2215 anime, cioè dell'8.6 per mille, el 1872 di 1508 ,cioè del 5.? p. c., nel 1873 di 1674 ,6.s p. c., e nel 1874 di 1415 ,5.s p. c. Il movimento della popolazione nei singoli distretti durante il 1874, 73, 72, 71 e 68 se lo può desumere dalla seguente tavola: o o 5 T3 CD w © o5' s o o p" o> a B O US O »1 S» r-r- s= trt-© Ca O O ® o CD B 00 o co r< e 2. 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