107 Urh Ferlež: LA PRIMA FASE DELL ʼOPERA POETICA DI VLADIMIR KAUČIČ ... Urh Ferlež UDK 82.09-1Vodaine J. Studente di laurea magistrale DOI: 10.4312/vestnik.14.107-128 Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Ljubljana Izvirni znanstveni članek Slovenia ferlez.urh@gmail.com LA PRIMA FASE DELLʼOPERA POETICA DI VLADIMIR KAUČIČ - JEAN VODAINE 1 INTRODUZIONE Jean Vodaine, nato Vladimir Kaučič (1921-2006), fu un artista molto versatile. Il suo contributo artistico spazia infatti da poesia, pittura e grafica a tipografia e traduzione. Nato a Cighino, frazione di Tolmino, all’epoca in territorio italiano, mantenne la cittadi- nanza italiana per la maggior parte della sua vita. La famiglia si trasferì in Lorena, Fran- cia, a causa del regime fascista. Dopo aver terminato le scuole elementari, lavorò prima come calzolaio nella bottega del padre, poi come tipografo e operaio. Per quanto riguarda l’ambito artistico, fu autodidatta. Al di fuori del lavoro era infatti coinvolto in attività cre- ative ed era membro di alcune associazioni artistiche di lavoratori. Volle infondere una certa vita culturale a quella regione operaia che era la Lorena. Nonostante le sue origini umili e i suoi sforzi per coinvolgere la classe proletaria, usò per lo più forme elitarie per la sua espressione artistica, come ad esempio la poesia in forme tradizionali. Fu redattore di diverse riviste letterarie, tra le quali la più importante fu Dire (attiva dal 1962 al 1984). Questo trimestrale di grande formato conteneva le illustrazioni di Vodaine ed era caratte- rizzato da un uso pragmatico della tipografia, attraverso la quale si esprimeva il significa- to dei testi. Vodaine fu vicino al movimento L’Art Brut e collaborò con Jean Dubuffet e Anatole Jakovsky. Nonostante fosse un artista interessante da diversi punti di vista, oggi lo si apprezza soprattutto come tipografo, mentre la sua opera poetica e pittorica resta misconosciuta. Degna di nota è inoltre la sua identità cosmopolita: fu uno sloveno di nazionalità italiana che visse tutta la sua esistenza in Francia, scrisse in francese e colla- borò con artisti di varie nazionalità. Il presente articolo si pone l’obiettivo di far luce sulla prima opera poetica di Vodaine, dalla pubblicazione, nel 1945, della sua prima raccolta di poesie, Rose et Noir, al 1955, anno in cui Vodaine lavorò per la casa editrice Caractères a Parigi, venendo a contatto con i principali nomi della poesia francese dell’epoca, che influenzarono la sua produzione, diventata in seguito più originale e di qualità superiore. Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 107 Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 107 24. 01. 2023 09:18:47 24. 01. 2023 09:18:47 108 VESTNIK ZA TUJE JEZIKE/JOURNAL FOR FOREIGN LANGUAGES L’articolo affronterà sia la biografia di Vodaine che la sua opera artistica, concentrandosi particolarmente su una presentazione dettagliata della sua poetica. 1 2 LA VITA DI JEAN VODAINE TRA IL 1921 E IL 1955 La famiglia Kaučič si trasferì a Basse-Yutz, in Lorena, nel settembre 1921, immigran- do legalmente, poiché in quegli anni l’Italia sosteneva l’emigrazione degli sloveni dai territori appena annessi. Affittò una casa sul fiume Mosella, le cui esondazioni più volte danneggiarono l’abitazione ciononostante quella casa rimase un motivo ricorrente nella poesia di Vodaine. Il padre accettò un lavoro nella miniera di ferro di Algrange e tre anni dopo aprì una bottega di calzolaio. Vodaine frequentò la locale scuola cattolica maschile, prima fino all’età di undici anni, per poi fare una pausa di due anni, riprendere gli studi e concludere l’obbligo scolastico. Terminò la scuola nel 1938 e andò a lavorare nella botte- ga del padre, ottenendo il titolo di mastro calzolaio. Non ebbe una formazione artistica uf- ficiale, lui stesso sottolineò più volte di essere un autodidatta. (Bortignon 1988: 236-240) Nel periodo tra il 1921 e il 1966 (lasso temporale preso in considerazione in questo articolo), Vodaine fu particolarmente legato alle associazioni culturali locali dei lavora- tori. Nel 1947 fu uno dei fondatori della società L’Art Populaire, presso la quale teneva corsi di retorica del disegno e dirigeva un gruppo teatrale. Lo stesso anno acquistò il suo primo torchio da stampa e si sposò. Durante questo periodo incontrò i poeti Gaston Chais- sac, Raymond Briant, Charles Le Quintrec e Edmond Dune. Nel 1950 partecipò alla fiera dei poeti nella Place des Vosges a Parigi, dove fece la conoscenza di diversi artisti, tra cui Veno Pilon, con il quale collaborò poi alla traduzione di numerose poesie slovene in fran- cese. Fu redattore di riviste di poesia operaia Courrier de Poésie e Poésie avec Nous, che contenevano anche suoi componimenti. Si avvicinò alla corrente artistica dell’arte naïf e al movimento dell’Art Brut (tra gli esponenti, Anatole Jakovski e Jean Dubuffet). Tra il 1954 e il 1955 lavorò per la casa editrice parigina Caractères, dove poté ampliare la sua cerchia di conoscenze e incontrò Tristan Tzara. Al momento del suo ritorno in Lorena, come regalo d’addio, ricevette dalla Caractères una pressa più sofisticata di quella in suo possesso, il che permise una stampa - perfetta dal punto di vista tecnico - delle successive raccolte di poesie e dei primi numeri di Dire. Dopo il suo rientro da Parigi, cominciò a lavorare come tipografo, scelta che Vodaine disse essere stata influenzata dal dadaismo e dal suo incontro con Tzara nel 1955. (Repères 1995; Ryczcko 1995: 61) L’opera poetica di Jean Vodaine è legata alla sua natura cosmopolita: la sua lingua madre era infatti lo sloveno, ma parlava anche il tedesco e, siccome tutta la sua formazio- ne scolastica si era svolta in francese, scelse questa lingua per le sue poesie. La visione di Vodaine sull’importanza delle lingue è testimoniata dalla sua seguente dichiarazione: 1 Un ringraziamento particolare a Marta Halupca, Giulia Rorato e Nika Lovriha per la traduzzione dell’articolo. Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 108 Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 108 24. 01. 2023 09:18:47 24. 01. 2023 09:18:47 109 Urh Ferlež: LA PRIMA FASE DELL ʼOPERA POETICA DI VLADIMIR KAUČIČ ... “La seule chose qu’il y avait de certain, c’est qu’un cerveau qui ne parle que le français, c’est un petit cerveau. Un cerveau qui parle le platt, l’autrichien, le polonais, le slovène, eh bien, ce cerveau devient un peu gros. Et s’il ajoute du français, il devient universel” (Bortignon 1988: 239). Il multilinguismo e l’ambiente cosmopolita della Lorena, posta al crocevia di diversi paesi, segnarono l’opera di Vodaine e i suoi sforzi per portare più vita culturale in quel territorio. Jean Vodaine affermò di essere rimasto sloveno, dicendo di essere testardo proprio come gli sloveni delle colline. Tuttavia rifiutò la cittadinanza jugoslava, rimanendo ufficialmente italiano per la maggior parte della vita e ottenendo la cittadinanza francese nel 1985. (Donque 1997; Ferlež 2021) 3 ROSE ET NOIR Jean Vodaine pubblicò la sua prima raccolta di poesie nel 1945, a ventiquattro anni, intito - landola Rose et noir (Rosa e nero). Fu edita dalla società L’Art Populaire, di cui fu membro fondatore, e stampata dalla stamperia L’Echo a Thionville. Dopo due anni, quindi nel 1947, la ristampò e si autopubblicò. A causa della scarsa tiratura, le copie delle prime opere di Vodaine sono molto rare. Nel 2019 l’Association Jean Vodaine, diretta dal figlio del poeta, ha preparato una nuova edizione, unendo in un unico volume la sua prima raccolta Rose et Noir e Le toron noir (La fortezza nera), la seconda. (Repères 1995; Ryczcko 1995: 61-63) Nel 1947 Vodaine ricevette i primi riconoscimenti per la sua poesia; il Premio Vio- lette al festival Jeux Floraux, a Tolosa, con la poesia La mort de l’Ouvrier dalla raccolta Le toron noir, e il Prix Germaine Briant, conferitogli dalla rivista letteraria bretone Le Goéland. (Življenjepis Vladimir (Frédéric) Kaučič Jean Vodaine 2002) La raccolta Rose et noir racchiude diciannove poesie. La loro struttura è classica, la maggior parte segue lo schema della rima alternata, raramente forzata. Tutte le poesie possiedono un titolo tranne una. I temi ricorrenti sono quelli che contraddistinguono le sue prime raccolte di poesie, ovvero il vagabondare: Je suis seul ! … l’âme vagabonde (Ennui…), i pioppi: J’aime les peupliers/de ta chère Lorraine (Les peupliers…), i sogni: Mais moi, je rêve de labours/dans l’alcool rose des tavernes (Alcool rose), i fiori, soprattutto le rose nei giardini: Pourquoi cueillir les fleurs, ô ma Main asservie ? (poesia senza titolo), Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 109 Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 109 24. 01. 2023 09:18:47 24. 01. 2023 09:18:47 110 VESTNIK ZA TUJE JEZIKE/JOURNAL FOR FOREIGN LANGUAGES l’autunno, gli alberi spogli e le foglie secche: Le rêve et les feuilles du vent (Evasion) Oppure: Les arbres nus restent pensifs (Ce jour…). Le sue poesie possono essere divise in tre gruppi: il primo racchiude le poesie sulla Lorena e dal tema operaio, il secondo quelle tipicamente romantiche e l’ultimo le poesie tra l’impressionismo e il romanticismo. Il fiume Mosella, al quale è dedicata La Moselle à Thionville la nuit, occupa un po- sto speciale nel primo gruppo. In questa poesia il soggetto lirico dedica un’ode al fiume, nelle acque del quale vorrebbe affogare tutte le sue preoccupazioni. La poesia La chant de la Moselle… parla del contrasto tra il rumoroso lavorare in fabbrica e l’aggraziata melodia della Mosella, ma alla fine incita il lavoratore assorto nei suoi pensieri a tornare sulla strada tracciatagli dal destino: Humain, retourne à ton destin ! Car ton âme erre plus sereine tout le long de ces flots rouillés. L’articolo affronterà ora diverse con caratteristiche poesie, simili a quelle appar- tenenti al terzo gruppo sopra indicato, in cui emergono esplicitamente luoghi della vita di Vodaine. Questa serie verrà definita come poesia romantico-impressionista, poiché il soggetto lirico osserva la natura intorno a sé e la personifica, creando un legame con le proprie sensazioni (come la nostalgia, la malinconia e un amore irrealizzato), e di tanto in tanto si libera dell’angoscia con un grido a Dio. Un esempio può essere la poesia Ce jour, nella quale il soggetto lirico nelle prime due strofe osserva l’autunno: Ce jour, craint par l’automne roux/…/ ce jour pleure de vains poèmes, che gli ricorda la morte, sulla quale riflette nelle due strofe che seguono: Route pluvieuse des jours tu me conduis sur le Calvaire où périt lentement l’amour et tu finis au cimitière, l’ultima strofa è un grido confortante rivolto a Dio: Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 110 Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 110 24. 01. 2023 09:18:47 24. 01. 2023 09:18:47 111 Urh Ferlež: LA PRIMA FASE DELL ʼOPERA POETICA DI VLADIMIR KAUČIČ ... Et puis sans toi, Dieu, rien n'est beau et l’âme n’est qu’un ossuaire ! Vodaine continuò a sviluppare questo tipo di poesia anche nelle sue raccolte suc- cessive, che vennero inoltre caratterizzate da una maggiore qualità grazie ad un abile uso della lingua, evidente soprattutto nelle metafore originali. In Rose et noir Vodaine si espresse in modo più tradizionale, cosa che, trattandosi delle sue prime opere, non gli si può assolutamente rimproverare. In parte però si poteva già intravedere che sarebbe diventato un artista dotato di considerevoli doti poetiche, come per esempio in “Nuages cicatriciels” (Les formes et les couleurs bougent…) oppure “un lézardé séjour” e “mon coeur vendange des larmes” (Alcool rose). Le poesie del secondo gruppo sono tipicamente romantiche e ancora più classiche, sia per la lingua che per le tematiche affrontate. Seppur anche nel terzo gruppo sia possi- bile rilevare elementi tipici del romanticismo, qui vengono trattati ancora più nel quadro dello spirito romantico del XIX secolo. Nella poesia Si, l’élu, j’avais été… il soggetto lirico si rivolge ad una musa mitologica. Questi elementi spirituali si ripetono anche nella poesia Voler les yeux… (Dio, Caino e Abele, Nano). In poesie come Qui suis-je? invece troviamo domande esistenziali: Je voudrais tant servir mon rêve et les humains Mais j’erre si longtemps dans cette forêt sombre. La noia e l’estenuazione vengono accompagnate da sospiri: Ah ! Cette prison dans moi-même (Ennui…), oppure: Oh ! laisse-moi tisser mes rêves (Voler les yeux…). Dal punto di vista storico-letterario si può affermare che le poesie appartenenti a questo gruppo sono le meno interessanti, però sono quelle da cui possiamo cogliere al meglio le varie influenze letterarie ricevute dal il giovane Vodaine. In sintesi, possiamo dire che si tratta del debutto di un giovane poeta ancora alla ricerca della sua espressione poetica, a tratti già evidente, ma per lo più oscurata da de- scrizioni liriche della natura o dall’ispirazione a poeti romantici. Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 111 Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 111 24. 01. 2023 09:18:47 24. 01. 2023 09:18:47 112 VESTNIK ZA TUJE JEZIKE/JOURNAL FOR FOREIGN LANGUAGES 4 LE TORON NOIR La raccolta Le toron noir (La fortezza nera) fu stampata e pubblicata da Vodaine nel 1947. La raccolta è molto breve, infatti contiene solo quattro poesie. Tutte e quattro han- no un titolo e la caratteristica strutturale principale è la rima alternata. Le poesie La mort de l’ouvrier, La ballade des roses e Arbres… affrontano il tema del lavoro. In tutte e tre viene esposta la frattura tra la vita lavorativa, che è strettamente collegata alla morte e alla natura, e l’anima e le forze celesti. Un esempio: Usine, ton glas nous ramène … Quand nos yeux au profond terroir Chercheront les tombes lointaines, Roses, revives-nous un soir ! Il legame tra la fabbrica e il mondo esterno è ancora più accentuato nella poesia La mort de l’ouvrier: J’étais un robot près de flammes vendant la force de mes mains. La poesia Arbres … inizia con un’allocuzione del soggetto lirico alla natura, tipico di Vodaine: c'est des arbres qui nous regardent avec l’instinct religieux poi invece: à l'usine ne vient nul ange soeur trop blanche pour l’ouvrier. La poesia Le baton du vagabond è affine alle poesie del terzo gruppo della raccol- ta Rose et noir sopramenzionate, quindi del genere principale delle raccolte successive (ovvero A travers la lucarne, L’arbre retrouvé, Le jour se fera). In Le Toron noir domina la tematica del lavoro, che Vodaine aveva già introdotto in Rose et Noir. Qui però la svi- luppa ulteriormente e sottolinea la frammentazione del lavoro in fabbrica, che nella sua poetica ha una connotazione negativa. Ciò può essere collegato alla posizione di Vodai- ne, che possiamo trovare espressa nel motto impresso sulla copertina della ristampa Rose et noir – Le toron noir del 2020: “La fatigue à l’usine c’est du temps volé à Poésie.” (La fatica in fabbrica ruba tempo alla poesia). Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 112 Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 112 24. 01. 2023 09:18:47 24. 01. 2023 09:18:47 113 Urh Ferlež: LA PRIMA FASE DELL ʼOPERA POETICA DI VLADIMIR KAUČIČ ... 5 A TRAVERS LA LUCARNE La raccolta di poesie A travers la lucarne fu pubblicata sulla rivista Vent Debout nel 1949. Questa raccolta, che l‘anno precedente era stata stampata da Vodaine stesso, contiene una prefazione scritta da René Wintzen. A travers la lucarne è composta da dieci poesie senza titolo, ragion per cui si citano con il numero con cui sono disposte nella raccolta. Le poe- sie sono in forma libera e sono divise in strofe e in versi di varia lunghezza. La rima usata è quella libera e spesso viene usata l‘iterazione e le domande retoriche, ad es: alors non enfance ne s‘est pas perdu en route le long des aubépines le long des chemins fangeux le long de l‘abîme le long du pêche (10 poesia) e: Quel remords a rouvert mon grenier obscur où des étoiles rient à travers la lucarne? (4 poesia). La copertina, oltre ad avere tre stampe di trifogli, non presenta alcuna illustrazione. Tuttavia si può notare la libera disposizione che il tipografo usa per collocare le poesie. La scelta di come posizionare in una pagina l’inizio di un verso di una poesia viene fatta in base alla poesia che precede. Se quest’ultima finisce in fondo alla pagina, un quarto della pagina successiva viene lasciata vuota in alto; se invece finisce a metà pagina, la poesia seguente viene collocata nella parte alta della pagina successiva. Poiché le poesie sono sprovviste di un titolo, Vodaine ne marca lʼinizio con un elemento tipografica, che rispetto alle sue opere successive non è particolarmente marcato. Nel discorso che si sviluppa nelle poesie il soggetto lirico, che Witzen identifica con Vodaine, parla in veste di osservatore, ammirando la vita attraverso un „lucernario“. Per il poeta questa vita rappresenta essenzialmente la natura in tutte le sue forme e viene pa - ragonata ai suoi sentimenti, che esprimono malinconia e in parte anche l‘atteggiamento dell‘uomo che non intende arrendersi. Man mano che le poesie proseguono, la visione si sposta dalla natura all‘anima, che è spesso rivolta a Dio o agli angeli. Si può dire che i temi centrali delle poesie siano l‘esistenza e la spiritualità. La vista che il soggetto ha davanti a sé varia guardando attraverso la finestra e allo stesso modo variano anche la natura e le stagioni. Vodaine cerca di descrivere a modo suo la natura i cui elementi sono personificati: Le sang nu du soleil a fait un bond dans mon coeur (1 poesia), Ah, cet oiseau de pluie qui chante les roses (5 poesia). Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 113 Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 113 24. 01. 2023 09:18:47 24. 01. 2023 09:18:47 114 VESTNIK ZA TUJE JEZIKE/JOURNAL FOR FOREIGN LANGUAGES Nella natura il poeta trova il riflesso dei suoi sentimenti, che sono intimi: Mon coeur ramasse les larmes de vos yeux et je suis assis devant la dernière aurore (4 poesia) o universali: Qui n‘a pas rêvé de conquérir le ciel et de partir un jour vers l‘impossible (6 poesia), Mes rêves étaient blancs, près d‘éclore (3 poesia). L‘appel étoilé des sources remonte dans nos désirs où la terre est secrète (2 poesia). I sogni, i sentimenti malinconici, oppure i ricordi di amicizie e amori perduti si conclu- dono con il richiamo all‘aldilà: Et sur nos âmes en lambeaux nous avons réinventé notre Dieu (2 poesia), Anges, restez encore sur la route de mon âme (4 poesia), Et je suis cet homme brûlant des fêtes jamais fêtées, d‘anges jamais rencontrés et la Grande Ourse est mon amie (1 poesia). La nona e la decima poesia differiscono leggermente dalle precedenti. Il soggetto lirico continua a fantasticare, ma i suoi pensieri non sono vincolati dalla visione ristretta attraverso il „lucernario“. Queste due poesie sono più audaci delle precedenti: l‘anda- mento ritmico e le sensazioni accelerano rispetto alla lentezza delle poesie precedenti, tutte spiccatamente malinconiche. Nella nona poesia il poeta si rivolge all‘amore, la cui porta è sempre chiusa, anche se lui stesso l‘ha già varcata per poter cogliere una rosa, po- tente simbolo d‘amore non solo in questa poesia, ma anche in altre. Nel cogliere la rosa il poeta viene punto dalle spine e la ferita che queste gli lasciano sulla sua „mano da ladro“ resta impressa nel suo cuore – il legame tra la natura e i sentimenti quindi appare eviden- te anche in questo frangente. Ciononostante, alla fine il soggetto lirico trova la porta del giardino dell‘amore aperta, anche se vi era già entrato un „Cercatore d‘oro“, calpestando le rose. La poesia si conclude con una maledizione: Me voici maintenant ton jardinier ; Que la terre est rude et que la la rose est longue à refleurir ! Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 114 Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 114 24. 01. 2023 09:18:47 24. 01. 2023 09:18:47 115 Urh Ferlež: LA PRIMA FASE DELL ʼOPERA POETICA DI VLADIMIR KAUČIČ ... Nella decima poesia l‘atmosfera si fa leggiadra e appare un‘anafora. J‘aime…sourire sur la mer dont je suis, J‘aime…joie émise pour toute étérnité. L‘invito verso la natura e Dio qui è ottimista, mentre l‘ultimo verso è una proclama- zione d‘amore verso la donna: Et c‘est par toi que j‘aime, ô femme, mon ange terrestre. Nella sua raccolta A travers la lucarne, Vodaine mantiene un tema classico, anche se sono presenti elementi caratteristici per le sue opere poetiche successive. Uno di questi è soprattutto l‘abilità nell‘uso metaforico delle collocazioni meno frequenti: le sang nu du soleil, le destin des yeux verts, fleur oublieuse du nom du vent. Nella settima poesia compare il motivo del multiculturalismo, a cui il poeta si sente legato anche per il fatto di aver vissuto e lavorato nel mondo della cultura in Lorena: Par là s‘en vont les hommes qui sont venus, Qu‘importent leur couleur, leur langue et leur dieu, il nous ont fait l‘aumône de leur signe. Anche la natura, in particolare quella che si estende lungo il fiume Mosella, è stata fonte di grande ispirazione per Vodaine. Nella decima poesia compare un motivo fre- quente nelle sue opere, ovvero i pioppi: J‘aime…jeu de lumière sur les hauts peupliers. Nella nona poesia spicca l‘audacia, sebbene si tratti anche in questo caso di una me- tafora immaginaria del giardino e della rosa, legati ad una delusione amorosa: Et si tu vois quelques gouttes de sang, c‘est le prix que j‘ai payé aux épines qui voulaient me retenir. Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 115 Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 115 24. 01. 2023 09:18:47 24. 01. 2023 09:18:47 116 VESTNIK ZA TUJE JEZIKE/JOURNAL FOR FOREIGN LANGUAGES 6 L ’ARBRE RETROUVÉ Vodaine stampò la raccolta L’arbre retrouvé (it. L’albero ritrovato) nel 1951, come parte della sua rivista Le Courrier de Poésie. Tale raccolta è illustrata da due linoleografie a opera di Roger Baroth e contiene quindici poesie numerate ma senza titolo. La forma è simile a quella di À travers la lucarne e anche i motivi sono simili. Il titolo suggerisce il tema centrale della collezione, ovvero la natura e le emozioni umane. Il motivo de l’arbre retrouvé appare nella quarta poesia come un albero che fiorisce in tutta la sua vitalità in primavera ed è legato a un altro tema, meno presente in À travers la lucarne, ovvero quello dell’amore e della disillusione amorosa: L’aubier de l’arbre retrouvé chantant ces roseaux de lumière toute éclatée de sève obscure que l’amoureuses blessures feront mûrir à l’horizon. Il motivo dell’albero compare nuovamente nella quindicesima poesia come simbolo di un amante deluso dall’amore: puis à un carrefour je devins un arbre malheureux dans un silence crucifié au bord d’une route où tu ne passais plus. L’arbre retrouvé riguarda anche la natura e le emozioni del soggetto lirico, che que- sta volta si appella meno spesso a Dio: Nous avons atteint Dieu notre furtif amant (2 poesia) ma più spesso alla sua amata: Dans tes yeux ce beau clair d’amour (7 poesia) Veux-tu de la rosée des pleurs Veux-tu des étoiles aimées, des fleurs (8 poesia). Il motivo del bacio è frequente: Un baiser refleurit l’été (9 poesia), D’un baiser nous avons surpris le firmament (2 poesia) Baiser, baiser, qui appelles-tu baiser? (12 poesia). Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 116 Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 116 24. 01. 2023 09:18:47 24. 01. 2023 09:18:47 117 Urh Ferlež: LA PRIMA FASE DELL ʼOPERA POETICA DI VLADIMIR KAUČIČ ... Nella sesta poesia compare il motivo della fabbrica, frequente nell’opera di Vodaine. L’io lirico qui sogna le stelle e riflette sul male che porta la solitudine, ma al mattino si ritrova da solo nella fabbrica, con una luce confusa nel cuore: L’ombre me pousse vers le matin doucement me chase de mes rêves j’abandonne au jour mes lourdes mains pour le travail précis du destin et l’usine me retrouve seul une étoile égarée en mon coeur. Dato che negli anni in cui fu scritta questa poesia lavorava come operaio, è possibile che la fabbrica sia un frammento autobiografico. La nona poesia della raccolta si distingue particolarmente per il suo contenuto, per- ché si stacca dai quadri tematici su cui Vodaine aveva lavorato fino a quel momento: mentre nelle altre poesie i temi dominanti sono la percezione della natura e della risposta emotiva dell’io lirico ad essa, in questa poesia l’atmosfera è più cupa, persino grottesca, e lo stile è più espressionistico. Si tratta di una poesia di rimpianto: Un regret traîne ses bâtards pour je ne sais quel beau silence L’atmosfera grottesca emerge attraverso la descrizione del vento: le vent crie trop tôt ou trop tard e un cielo “dipinto” di verde sera: sous le ciel fardé d’un soir vert, e si intensifica attraverso l’immagine del bambino, che, come un Pierrot bianco, canta: le pierrot blanc souffre son sang e di una ragazza defunta che ride delle ombre e del vento, mentre le stelle “prigioniere” ridono di lei: la fille rit dans le vent toutes les étoiles captives ne voudront plus rien lui croire déchaînant leur rire perlé. Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 117 Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 117 24. 01. 2023 09:18:47 24. 01. 2023 09:18:47 118 VESTNIK ZA TUJE JEZIKE/JOURNAL FOR FOREIGN LANGUAGES 7 LE JOUR SE FERA Le jour se fera (it. Il giorno verrà), pubblicata nel 1951 all’interno della rivista letteraria parigina Escales, è una delle poche raccolte non redatte e stampate da Vodaine stesso. Nel 1950, la stessa rivista pubblicò un volume di traduzioni di alcune poesie slovene, sempre a cura di Vodaine. La prefazione alla raccolta fu ad opera di Jean Markale (pseu- donimo di Jacques Bertrand, 1928-2008), fondatore di Escales (1947). Bertrand, bretone, fu uno scrittore e ricercatore di storia celtica, amico di André Breton e vicino al movi- mento surrealista. Jean Vodaine sembra aver avuto buoni rapporti con i letterati bretoni, almeno in questo periodo, come dimostrano il già citato premio della rivista Goéland e la corrispondenza con Théophile Briant e Charles Le Quintrec, oltre alla collaborazione con Bertrand. Nella prefazione, Bertrand elogia la giovinezza, la spontaneità e l’eredità slava del senso del lirismo e dell’emozione nella poetica di Vodaine. Sottolinea inoltre la conoscenza di Vodaine di quattro lingue e il suo non voler appartenere ad alcuna scuola di poesia. Questo rifiuto può essere inteso come un’idealizzazione del fatto che Vodaine non avesse una formazione artistica accademica, ma non si può nemmeno dire che fosse un poeta non influenzato da altri artisti. (Markale 1951: 2–3) La raccolta è composta da dodici poesie numerate e senza titolo. L’unica ad esse- re titolata è costituita da un ciclo di quattro poesie, raggruppate sotto unʼunica formula (Nocturne: Poème en trois mouvements et une finale). Il titolo Le jour se fera non è ca- suale, poiché i motivi della notte, dell’alba e del tramonto compaiono in tutte le poesie. Si tratta in realtà di motivi presenti in tutte le raccolte dell’opera giovanile di Vodaine, ma nelle poesie di Le jour se fera questi vengono particolarmente enfatizzati. Sono presenti anche altri motivi tipici nel primo Vodaine, come l’alternarsi delle stagioni: Roux de douceur, l’été s’en va (5 poesia ) motivi autunnali, in particolare le foglie morte: dans la fronde des feuilles mortes, dans l’or mourant de l’automne des dieux (5 poesia) e altri motivi riguardanti la natura, le nuvole, il vento, le radici o la rosa, già citata: Bisse la rose d’or aux chansons de lumière (9 poesia). Nella maggior parte delle poesie si possono notare i paragoni natura-anima/emozio- ni-Dio, ad esempio nella seconda strofa della quarta poesia: pour cet arbre qui me regarde avec l’instinct religieux du ciel, pour mon coeur qui tarde aux bornes du réel milieu. Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 118 Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 118 24. 01. 2023 09:18:47 24. 01. 2023 09:18:47 119 Urh Ferlež: LA PRIMA FASE DELL ʼOPERA POETICA DI VLADIMIR KAUČIČ ... Il motivo della giovinezza perduta, dell’infanzia, compare più volte nella raccolta: Ombre errante, ô mon petit homme, entends-tu l’enfance mourir? In Le jour se fera, Vodaine utilizza per lo più la rima alternata, meno spesso quella baciata o quella libera. Occasionalmente utilizza enjambement o anafore, che in alcune poesie vengono utilizzate in modo tale da ottenere l’effetto di una sorta di fantasticheria religiosa. In una in particolare, ben sei versi iniziano con “et”: un’enumerazione di visio- ni spirituali dell’incontro con la “Nostra Signora del domani” (Notre-Dame de demain). Nella prima poesia del Nocturne, Ronde des regrets, undici versi iniziano con il verbo “dansera”, che nel dodicesimo è invece posto alla fine (“mais l’oiseau mort ne dansera pas”). Il rapporto di undici a uno crea un’antitesi tra l’immaginazione danzante, l’anima e l’uccello morto. Nella quinta poesia le cinque interiezioni “oh” introducono i sospiri del sogno (“oh, l’herbe à rêve, oh, l’herbe à aimer”) e allo stesso modo l’io lirico sospira con sei “ô” nella sesta poesia a causa delle parole perdute nella fantasticheria autunnale (“automnal rêveur”, “ô mes mots perdus”). Sebbene in Le jour se fera Vodaine rimanga vicino alla poesia tradizionale, possia- mo osservare la sua originalità linguistica in versi come: La lune orpheline a pleuré De grosses larmés de lumière Sur l’étang du rêve endormi (1 poesia) e in frasi dal significato originale come “Notre-Dame de demain”. Dall’altro lato i motivi, i temi e le parole utilizzate sono piuttosto ripetitivi, tanto che le poesie hanno talvolta un effetto poco originale. Il ciclo di miglior qualità è Nocturne. I titoli delle poesie del ciclo sono I Ronde des regrets, segnata dalla già citata “dansera”, II Menuet, III Complainte e Finale du nocturne. Nella prima poesia, l’io lirico sogna la sua infanzia pura, i sensi e l’azzurro del desiderio, sui quali la luna danza. L’atmosfera sognante è interrotta dall’ultimo verso, in cui si dice che l’uccello morto non ballerà. Nella seconda poesia, ancora più fantasiosa, l’io lirico si rivolge alla luna e parla di un gatto: C’est un chat juant à la lune De ses prunelles de minuit. La terza poesia ha l’effetto di un ritorno alla realtà, con la critica piuttosto sottile di Vo- daine alla vita della classe operaia: La lune orpheline a pleuré De grosses larmés de lumière Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 119 Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 119 24. 01. 2023 09:18:47 24. 01. 2023 09:18:47 120 VESTNIK ZA TUJE JEZIKE/JOURNAL FOR FOREIGN LANGUAGES Sur l’étang du rêve endormi (1 poesia) Nul sommeil ne se vend au bouge De l’horizon. L’astre est sans prix /…/ L’usine tient à sa revanche Et rejoue l’échec à l’azur /…/ Et la nuit va compter la somme des larmes pour son bon plaisir. In Finale du nocturne, l’atmosfera è più rilassata e di nuovo più sognante: qui Vodai- ne celebra l’infanzia, usando per questa la metafora della chiave dello scrigno del tesoro. Il bambino è il re della strada in cui gioca, anche se non se ne rende conto. Quando cresce, perde il suo trono: Nul ne chante à l’enfant grande de détrôner la rue. 8 PAS DE PITIÉ POUR LES FEUILLES MORTES Nel 1951 Vodaine pubblicò la raccolta Pas de pitié pour les feuilles mortes (Nessuna pietà per le foglie morte) come parte integrante della sua rivista Courrier de Poésie. All’i- nizio della raccolta c’è una stampa con la tecnica della linoleografia fatta da Luca Duvot. Le tredici poesie non hanno un titolo, ma, per contrassegnarle, la prima lettera della prima parola è scritta leggermente più in grande rispetto alle altre. Le poesie non hanno tutte la stessa lunghezza, ma questa varia anche all’interno degli stessi componimenti. Nella maggior parte delle poesie (dalla quarta all’undicesima) adotta spesso la rima alternata e nel resto delle poesie è libera. Anche in questa raccolta Vodaine utilizza più volte le figure retoriche dell’enjambement e delle domande retoriche. L’intera raccolta è strutturata come una specie di causa che il soggetto lirico intenta contro il mondo ostile nel quale vive, solo che questa volta le accuse non sono espres- se in modo melanconico come nelle raccolte precedenti. Le foglie morte, riprese anche nel titolo, erano già un elemento ricorrente nelle poesie di Vodaine, ma in questo caso hanno un significato leggermente diverso; se prima suscitavano nel soggetto lirico tutta una serie di sensazioni agrodolci, in questa raccolta non è lo stesso. Stessa cosa accade anche con altri elementi ricorrenti nelle sue opere; le rose, all’inizio metafore e simboli di malinconia e tristezza per la perdita di un amore o per l’arrivo dell’autunno, fanno ora parte di un dolore psichico dell’uomo contemporaneo. L’elemento che troviamo nel titolo compare per la prima volta solamente nella decima poesia: “Adolescents de lumière, pas de pitié pour les feuilles mortes”. Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 120 Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 120 24. 01. 2023 09:18:47 24. 01. 2023 09:18:47 121 Urh Ferlež: LA PRIMA FASE DELL ʼOPERA POETICA DI VLADIMIR KAUČIČ ... Il cambio delle stagioni invece si trasforma in qualcosa di grottesco: Mémoire ternie, tu ris boiteuse d’esprit et de corps /…/ et comme une prairie d’été, ton tendre souci de la mort /.../ La parole repense l’épreuve, le corbillard ses roses courent aux filles d’automne quand grince les roses. La prima poesia inizia con il verso: “Il m’est arrivé de chanter des blues”, che è il filo conduttore della raccolta. Gli elementi sono scissi tra i sogni: ce fut la terre à rêves (2 poesia), i fantasmi: Des chats sortent de l’ombre jouent avec nos coeurs, griffent nos angoisses, courent au gauffre(3 poesia), la morte: J’ai la mort à bord ô benne de minuit (4 poesia), Dio: repu de tendresse tout brûle jusqu’à Dieu même (6 poesia) e le difficoltà del mondo contemporaneo: grisés d’asphalte les enfants apprennent d’autres sourires pavés de femmes, pavés d’alcool qu’avez vous fait de l’homme (1. poesia) /.../ J’aurais voulu acheter le monde avec un billet d’amour tout neuf mais personne pour rendre la vieille monnaie usée par la vie (2 poesia). Non manca neanche l’elemento dei pioppi della Lorena façade de vieux souvenirs dansant au son d’un feu léger dans les heures bordées de peupliers (12 poesia). Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 121 Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 121 24. 01. 2023 09:18:47 24. 01. 2023 09:18:47 122 VESTNIK ZA TUJE JEZIKE/JOURNAL FOR FOREIGN LANGUAGES Anche la tematica operaia è legata alle difficoltà del mondo contemporaneo. Pur essendo presente in più poesie ed essendo vicina al poeta anche dal punto di vista biogra- fico, viene introdotta nelle sue poesie in modo molto discreto. In altre parole, le difficoltà del lavoratore per Vodaine sono in Pas de pitié pour les feuilles mortes un argomento come tutti gli altri. Questo è anche il motivo per cui qualsiasi altra tematica sopramenzio- nata è in armonia con quella operaia, anche se probabilmente le apparizioni, che sembra- no un sogno, e il rumore assordante dei macchinari nelle fabbriche sembrano qualcosa di diametralmente opposto. L’entrata in fabbrica è sempre qualcosa di negativo, la fabbrica è disumanizzante, come dimostrato nella seconda poesia: L’exil au joli visage qui a vendu son âme dans les déserts parés d’usines. L’entrata in fabbrica è: “une mort quotidienne”, il poeta sottolinea che il lavoratore in fabbrica vende soprattutto la sua anima. I lavoratori descritti non sono operai con spiri- to di ribellione, non lavorano con uno slancio idealizzato di ispirazione socialista, si tratta invece di semplici lavoratori, anime liriche, che devono essere comprese nel contesto degli sforzi di Vodaine nell’affermare la poesia degli operai della periferia come di pari valore rispetto a quella dell’élite. Ciò viene dimostrato dalla quarta poesia, che parla di minatori disumanizzati. Il soggetto lirico dice di aver caricato il carro di mezzanotte non solo con il carbone, ma anche con tre minatori morti: ô benne de minuit et puis trois mineurs morts remontons vite ce puits. La raccolta si conclude in modo ottimistico, poiché l’ultima poesia parla del caos che regna nel mondo, gli ultimi due versi sono messi in evidenza con caratteri differenti: Reste avec nous bonheur imprévu Il fait si froid sur les routes nationales. Jean Vodaine ripubblicò tutte le poesie (eccetto la nona) che si trovavano in Pas de pitié pour les feuilles mortes nella raccolta Les pauvres heures (Ore povere, 1957, editore Caractères). Vodaine rimaneggiò più volte le sue poesie per poi pubblicarle nuovamente. In questo caso le vecchie poesie nelle nuove raccolte vennero intitolate in maniera tale da indirizzare il lettore verso un’interpretazione corretta. La quarta poesia, per esempio, è diventata Chant du mineur (Poesia del minatore), che sottolinea il tema del lavoro. Con la raccolta Pas de pitié pour les feuilles mortes, Vodaine supera gli schemi tradizionali e ripetitivi in cui si trovano le poesie delle precedenti raccolte. Sviluppa un’espressione poetica moderna e originale, che si afferma nelle raccolte successive. Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 122 Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 122 24. 01. 2023 09:18:47 24. 01. 2023 09:18:47 123 Urh Ferlež: LA PRIMA FASE DELL ʼOPERA POETICA DI VLADIMIR KAUČIČ ... 9 POESIE PUBBLICATE IN RIVISTE LETTERARIE Durante i primi anni di attività poetica Vodaine pubblicò la maggior parte delle sue po- esie in raccolte, anche se alcune di esse finirono su riviste, soprattutto nel periodo in cui aveva la direzione della rivista Dire alla quale dedicava molto tempo. Nel 1950 pubblicò un testo intitolato Poème nell’Anthologie des lauréats Goéland (Antologia dei vincitori del premio Goéland), come vincitore del 1948. Nella poesia a tre strofe piove nella radio e dal cielo si sente la musica di Chopin, anche se è ora di andare a lavorare in fabbrica, dove riecheggia il rumore dei martelli e delle imprecazioni. In fabbrica c’è un giovane apprendista che lima, e viene ferito sia alla mano che al cuore. La poesia è semplice, ma illustra l’idea di Vodaine del contrasto tra l’armonia dell’arte e del mondo esterno e la fabbrica, che distrugge il corpo e l’anima. Nel 1951 pubblicò una poesia senza titolo nella rivista Iô. La poesia è breve, com- posta da due strofe e firmata come Jean Vodaine Cordonnier (calzolaio). Il contenuto è semplice, parla di un emigrato che si trova in esilio in un paese che non è il suo e canta una canzone su una città molto lontana. Visto che Vodaine discende da una famiglia di emigrati, probabilmente si era ispirato per quel testo alla sua storia familiare. Nel 1955 pubblicò dei lavori nella rivista Caractères, Revue de poésie contemporai- ne. La rivista era pubblicata dall’omonima casa editrice, dove Vodaine lavorò tra il 1954 e il 1955. Il redattore, oltreché cofondatore della casa editrice, era Bruno Durocher, un letterato dalle radici contadine, pseudonimo di di Bronisław Kamiński. La poesia, intito- lata La fille de l’orage (La figlia della tempesta) inizia con il gioco di Vodaine di parlare alla natura e di esprimerle le sue ferite psichiche, poi invece si rivolge un approccio più vicino al gusto contemporaneo alla “Première fille de l’orage” e la prega ironicamente “Frappe moi sous l’arbre, je veux rire d’une douleur moderne”. 10 I MODELLI POETICI DI VODAINE Si potrebbe dire che Vodaine sia nato a contatto con la poesia e più precisamente con la poesia slovena, poiché anche la madre era una poetessa e nel trasloco in Lorena ha portato un po’ di “slovenità” con sé. Frequentando una scuola francese e decidendo di esprimersi in francese, cominciò a conoscere i poeti francesi di quella fase. Dai suoi appunti è emer- so che apprezzava in particolare Paul Verlaine e Arthur Rimbaud. Una foto di quest’ulti- mo era appesa sopra al letto nella sua ultima casa a Baslieux. Rimbaud e Verlaine, come Vodaine, erano entrambi originari della Francia nordorientale. Gran parte della poesia giovanile di Vodaine nel suo primo periodo si ispira alla poetica romantica, con una certa inclinazione verso Verlaine, sopratutto alla sua raccolta Poemi saturnini (Poèmes saturniens). Le poesie in cui Vodaine trascende la poetica dei suoi modelli e sviluppa una propria espressione originale sono oggetto di particolare attenzione nell’articolo, ma la Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 123 Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 123 24. 01. 2023 09:18:47 24. 01. 2023 09:18:47 124 VESTNIK ZA TUJE JEZIKE/JOURNAL FOR FOREIGN LANGUAGES maggior parte delle poesie della sua opera giovanile sono composizioni che continuano la tradizione (neo)romantica. Sia in Verlaine che in Vodaine il rapporto tra la natura e l’individuo è in primo piano, entrambi si ispirano all’alternarsi delle stagioni, in partico- lare all’autunno. Entrambi utilizzano il motivo delle “foglie morte” (cfr. Verlaine nella Chanson d’automne), lo stato d’animo è combattuto tra la malinconia, l’amore inappa- gato, il mondo dei sogni e il mondo interiore della psiche. La caratteristica a cui si può ridurre la maggior parte delle prime poesie di entrambi i poeti è il romanticismo oscuro (romanticismo noir). Lo stile letterario del periodo romantico della fine del Settecento e dell’inizio dell’Ottocento era caratterizzato dal fascino della malinconia, della follia, da un’atmosfera cupa e spettrale con la presenza di creature soprannaturali. Soffermandoci sulle influenze su Vodaine anche dei poeti contemporanei, è evidente quella di Jacques Prévert, che Vodaine conosceva personalmente. Il motivo delle foglie morte compare anche nella famosa poesia di Prévert Les feuilles mortes, che è stata mes- sa in musica e intitolata Foglie d’autunno. Il primo verso della raccolta Pas de pitié pour les feuilles mortes, “Il m’est arrrivé de chanter des blues”, è un’ulteriore argomentazione a favore di questa tesi, poiché questo è il genere della chanson popolare su cui si basava la poesia di Prévert. Anche nello stile più maturo di Vodaine (cioè dalla raccolta Pas de pitié pour les feuilles mortes in poi) si può notare una somiglianza con l’opera di Prévert. Entrambi sono spesso umoristici, ironici, sarcastici o nelle loro poesie giocano con le parole. Ad esempio, la poesia Notre-Dame de demain della raccolta Le jour se fera può essere paragonata alla poesia Le Notre Père di Jacques Prévert, dove il soggetto lirico si rivolge a Dio padre. 1 1 IN CONCLUSIONE Lo storico della letteratura francese Robert Sabatier ha incluso Jean Vodaine nella sua ampia opera Histoire de la poésie française, La poésie du vingtième siècle nel capitolo Poésie populaire. Sabatier scrive che la produzione poetica di Vodaine è stata influen- zata dalla sua estrazione sociale. La sua poetica secondo lui si sottrae a qualsiasi forma di intellettualizzazione, è naturale e segnata dal mutare delle stagioni, comprese quelle della vita umana e dell’amore. Accenna anche alle esperienze da operaio e da fratello, ma sarebbe impossibile collocarla nella categoria della sola poesia operaia. Nella sua poesia ci troviamo in presenza di un amante degli oggetti materiali e degli esseri viventi, e la sua poetica è racchiusa nella frase: “Je ne fais pas de l’art. Je fais des choses pour mieux servir la poésie” (non faccio arte, faccio cose per servire meglio la poesia). (Sabatier 1988: 324–325) Analizzando sei tra le prime raccolte del poeta, potremmo concordare con Saba- tier. La maggior parte di queste raccolte potrebbero davvero essere accorciate, a vol- te gli si potrebbe anche rimproverare una certa mancanza di originalità e ripetitività. Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 124 Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 124 24. 01. 2023 09:18:47 24. 01. 2023 09:18:47 125 Urh Ferlež: LA PRIMA FASE DELL ʼOPERA POETICA DI VLADIMIR KAUČIČ ... Occasionalmente Vodaine riesce a trascendere questi schemi e a produrre singole poesie di qualità superiore alla media. Questo cambia con la raccolta Pas de pitié pour les feu- illes mortes. La raccolta rappresenta una svolta nel percorso poetico di Vodaine ed è di migliore qualità e molto più originale rispetto a quelle precedenti. Attingendo a Verlaine e raccontando i mali della vita moderna e operaia, Vodaine è riuscito a fondere tradizione e modernità. La qualità del suo lavoro fino al 1955 si può riscontrare negli artifici linguistici e in un’abile inclusione della tematica operaia nella poesia, che resta per lo più caratterizzata da tratti romantici. Questo artista versatile si è guadagnato una fama soprattutto grazie al suo lavoro di tipografo, stampatore e grafico. La sua pittura e la sua poesia restano in secondo piano. Sebbene Vodaine abbia affinato il suo stile poetico in modo originale solo negli ultimi anni di vita, ha senso guardare anche indietro, ai suoi inizi. L’articolo guarda alla prima giovinezza di Vodaine, agli anni dell’amore, ai ricordi dei pioppi della Lorena, alle riflessioni sull’anima, sulla vita e sulla morte, ma anche al modo in cui nella sua poesia appare la vita nel moderno mondo industriale, a fianco della natura che, con il continuo alternarsi delle stagioni, turba l’uomo, lo rende malinconico, o gli ricorda l’infanzia è subentrata unʼaltra epoca, come l’autunno ha lasciato il passo allʼinverno. BIBLIOGRAFIA ASSOCIATION JEAN VODAINE. http://asso.jean.vodaine.pagesperso-orange.fr/, ac- cesso 1. 4. 2022. BORTIGNON, Elia (1988) Les Passagers du Solstice, Mémoire et itinéraires en Lorrai- ne du fer. Thionville: Editions Serpenoise. BRECELJ, Marijan (1983) Grafik, slikar in tipograf ter pesnik Jean Vodaine s svojimi deli na rodnem Tolminskem. Primorski dnevnik, 39/99, p. 3. BRIANT, Raymond (1995) Vodaine existe. Il a prouvé. Plein Chant, 57-58, pp. 19–20. ČERNE OVEN, Petra (2002) Črkoslovje kot orodje poezije. 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V članku analiziram njegove prve pesniške zbirke, in sicer Rose et noir (1945), Le toron noir (1947), A travers la lucarne (1949), L’arbre retrouvé (1951), Le jour se fera (1951), Pas de pitié pour les feuilles mortes (1951) in pesmi, ki so v tem času izšle v literarnih revijah. Analiza je pokazala, da so bile v mladostnem obdobju Vodainove priljubljene mladostne teme narava, Lorena, tegobe delavskega razreda in življenja v sodobnem času nasploh. Kvaliteta te poezije je jezikovna spretnost in sopostavljanje delavske tematike z motivi iz narave in ljubeznijo, mestoma tudi ironijo. Vodainova zgodnja poezija je večinoma sicer shematična, deloma tudi repe- titivna. Opazen je vpliv Paula Verlaine in Jacquesa Préverta. Zadnja analizirana zbirka Pas de pitié pour les feuilles mortes pomeni prelom v umetnikovem opusu, saj je v njej pesnik prvič pokazal svoj izvirni slog, ki v zbirkah zrelega obdobja pride bolj do izraza. Ključne besede: slovenska izseljenska literatura, delavska poezija, slovensko-francoski literarni stiki, Lorena, Paul Verlaine, Jacques Prévert Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 127 Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 127 24. 01. 2023 09:18:48 24. 01. 2023 09:18:48 128 VESTNIK ZA TUJE JEZIKE/JOURNAL FOR FOREIGN LANGUAGES ABSTRACT THE EARLY POETICAL WORKS OF VLADIMIR KAUČIČ – JEAN VODAINE This article presents the early poetic opus of Franco-Slovenian author Vladimir Kaucic – Jean Vodaine. The period in question is from 1945 when he published his first book of poetry to 1955, when he started to work for Editions Caractères in Paris. This work enabled him to meet many famous contemporary artists (such as Tzara and Jakovski), and his views on art would evolve after this period. Vodaine was born in 1921 near the town of Tolmin. In his childhood his family moved to Lorraine, France, where he acquired primary education and started to make a living as labourer. Meanwhile, he was collaborating with local worker’s cultural associations and started to write po- etry, paint, and create graphics and typographies. The article presents the analysis of his first books of poetry and poems that were published in literary magazines of that time. The analysis shows that Vodaine’s preferred themes of writing in that period were nature, love, Lorraine, the problems of the working class, and of living in the modern world. The quality of Vodaine’s early poetry is found in his linguistic eloquence and inventive thematic combinations, such as workplace motifs and nature, which are often expressed with some irony. Although Vo- daine’s lexicon is beautiful, his early poetry is fairly repetitive and schematic, and we may notice the influence of Prévert and Verlaine. The last book of poetry analysed in this paper represents a turn in the artist’s literary creation as he, for the first time, manifests his original poetic expression, which will evolve in the poetry of his mature artistic period. Keywords: Slovenian emigrant literature, working-class poetry, Slovene-French literary contacts, Lorraine, Paul Verlaine, Jacques Prévert Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 128 Vestnik_za_tuje_jezike_2022_FINAL.indd 128 24. 01. 2023 09:18:48 24. 01. 2023 09:18:48