La formazione archivistica: un percorso a ostacoli? Grazia jato, Ph.D. International Institute Archival Science of Trieste and Maribor, Via A. La Marmora 17, 34139 Trieste, Italy e-mail: graz.tat@tin.it Archival Training: an Obstacle Course? ABSTRACT Training for archivists and offered by archivists is a primary means for finding ethical routes to guarantee for the preservation and valorization of the archives, but it presents many difficulties and some trick. Key words: archives, training, preservation, valorization, ethic. La formazione archivistica: un percorso a ostacoli? SINTESI La formazione destinata agli archivisti e offerta dagli archivisti e un mezzo primario per tracciare percorsi etici finalizzati a dare garanzia di conservazione e valorizzazione degli archivi, ma presenta molte difficolta e qualche trabocchetto. Parole chiave: archivi, formazione, conservazione, valorizzazione, etica. Usposabljanje na področju arhivistike: izobraževanje polno ovir? IZV^LEČEK Usposabljanje, ki ga pripravljajo arhivisti za arhiviste, je primarnega pomena za zagotavljanje ustrezne hrambe in valorizacije arhivskega gradiva, vendar je hkrati zelo težavno in vsebuje kar nekaj trikov. Ključne besede: arhivi, izobraževanje, ohranjanje, valorizacija, etika. Recentemente in Italia si sta lavorando alla definizione della figura professionale dell'archivista anche in vista del riconoscimento da parte dell'UNI. Le proposte circolate hanno scatenato un dibattito molto vivace e agguerrito, sintomo evidente che nulla e scontato in questo campo e che si tratta di temi scottanti! L'ANAI e l'ANORC stanno, infatti, dando vita ad un'ampia e appassionata riflessione sulla figura dell'archivista a cominciare dalla sua definizione. Quale archivista, dunque? Di chi stiamo parlan-do? Come si rapporta la professione tradizionale con quella del "responsabile del servizio di conservazione dei documenti informatici" e del "responsabile dei dati personali"? Si tratta della stessa figura o di professionalita diverse? Dietro e davanti a quanto si andra a definire sta la formazione! E infatti urgente chiarire a chi deve essere destinata la formazione per poter decidere quale formazione offrire, perche sia quella giusta a rispondere alle esigenze dell'archivista contemporaneo e futuro. Diamo uno sguardo alla situazione attuale. L'offerta formativa italiana in questo campo e ricca e diversificata, ma questo non vuol dire che sia ben centrata sulle esigenze reali: corsi universitari di primo e secondo livello, corsi master, ma anche Scuole di archivistica paleografia e diplomatica, annesse ad alcuni Archivi di Stato, mentre non man- Grazia TATÖ: La formazione archivistica: un percorso a ostacoli?, 103-108 cano neppure corsi brevi di aggiornamento su temi specifici di particolare attualita. Considerato che spesso tali offerte pero sono piu complementari tra oro che alternative, orientarsi in questi diversi percorsi non e sempre facilissimo ed e fondamentale fare le scelte giuste secondo l'obiettivo che si in-tende raggiungere. Proviamo a mettere a confronto Universita e Scuole di archivistiche. In primo luogo, e necessario chiarire che le Scuole di archivistica, paleografia e diplomatica e i corsi di Laurea universitari in conservazione dei beni culturali, seguono programmi e fiosofie molto diversi e, pertanto, anche la formazione che ne consegue e significativamente diversa. Prima di comparare le due Istituzioni, ritengo utile illustrarne l'organizzazione e i percorsi for-mativi. 1. Le Scuole di archivistica, paleografia e diplomatica sono organizzazioni didattiche di spe-cializzazione istituite presso alcuni Archivi di Stato, nell'ambito del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali. Il D.P.R. 30 settembre 1963, n. 1409 (art. 14) ha fissato il numero delle scuole in 17. Gli Isti-tuti dove hanno sede le scuole sono: Torino, Milano, Mantova, Venezia, Bolzano, Trieste, Genova, Parma, Modena, Bologna, Firenze, Perugia, Roma, Napoli, Bari, Palermo, Cagliari. Sono scuole per certi versi un po' particolari, in quanto sono di grado equiparabile a quello uni-versitario, pur senza esserlo in modo formale, statali, gratuite e pubbliche, cioe non riservate al solo personale dell'Amministrazione, ma a numero chiuso. La durata dei corsi e biennale e l'ammissione al primo anno e subordinata al superamento di una prova di lingua latina. Le materie d'insegnamento sono l'archivistica, la paleografia e la diplomatica ed alcune discipline ad esse ausiliarie quali la metro-logia, la numismatica e l'araldica. Recentemente sono state inserite anche diplomatica del documento contemporaneo e informatica applicata agli archivi. Sono inoltre organizzate esercitazioni pratiche per ciascuna delle discipline. La frequenza e obbligatoria per i 5/6 e per ciascun insegnamento. L'esame conclusivo del corso biennale, che verte sulle discipline sopra indicate, consiste in due prove scritte di cui una prevede la trascrizione paleografica con commento diplomatico di un documento tardo me-dioevale e l'altra un breve saggio di archivistica, ed una prova orale. Agli allievi che superano l'esame finale viene rilasciato il diploma di archivistica, paleografia e diplomatica. Il diploma e equipollente a quelli rilasciati dalla Scuola di paleografia, diplomatica e archivistica dell'Archivio Segreto vaticano. Nell'ambito di queste le linee generali, poi ogni Scuole ha un proprio specifico programma di studio. La Scuola triestina prevede limitatamente all'archivistica: Archivistica generale Oggetto e ripartizione della materia; definizione di archivio; il nesso archivistico; categorie di archivi; lo sviluppo di un moderno archivio amministrativo; il momento della formazione; la fase del-la valutazione; il problema dello scarto; la destinazione culturale dell'archivio; il problema del riordi-namento; il metodo storico; le operazioni di riordinamento; l'inventariazione; strumenti per la ricerca d'archivio; gli archivi degli Enti pubblici e gli archivi privati di notevole interesse storico; gli archivi ecclesiastici. Archivistica speciale Archivistica comunale ed ecclesiastica. Legislazione archivistica Organizzazione del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali; la normativa statale; la normativa regionale; la normativa ecclesiastica; i rapporti internazionali. Grazia TATÖ: La formazione archivistica: un percorso a ostacoli?, 103-108 Tecnologia archivistica Normativa; cause di deterioramento: agenti biologici fisici, chimici, accidentali; conservazione: la prevenzione, gli edifici, gli impianti, l'attrezzatura e il restauro; la microfilmatura di sicurezza, di conservazione e d'uso; la riproduzione digitale; gli audiovisivi. Informatica applicata agli archivi Introduzione ai database con particolare riferimento alla problematica archivistica. I docenti sono tutti interni all'Amministrazione archivistica. Obiettivi della Scuola sono quelli di formare dei professionisti capaci di lavorare con competen-za su tutte le tipologie di archivi e con la capacita di muoversi con sicurezza in ambiti documentari diversi, dalle pergamene ai supporti informatici. 2. I Corsi di laurea in Scienze dei beni culturali, organizzati nell'ambito della Facolta di Let-tere, prevedono una formazione in due livelli: un triennio di base e un biennio specialistico. Per quanta riguarda il primo livello obiettivi formativi specifici sono l'acquisizione di una formazione di base finalizzata alla conoscenza culturale e scientifica nei settori dei beni archivistico-librari, storico-artistici ed archeologici; gli strumenti necessari, nell'ordine metodologico e critico, a individuare e interpretare le problematiche relative ai diversi aspetti del patrimonio archivistico-librario, storico-artistico ed archeologico ai fini della loro conservazione, tutela, gestione e valorizzazione; il controllo degli strumenti informatici, telematici e mediatici negli ambiti delle competenze definite dai singoli curricula; la buona padronanza scritta e orale di un'altra lingua della Comunita Europea oltre all'italia-no; la capacita di impostare e promuovere progetti atti a gestire, tutelare, conservare e valorizzare il patrimonio archivistico, librario, architettonico, artistico, archeologico e paesaggistico. Per l'accesso sono richiesti (art.6 D.M. 509/99): diploma di scuola media-superiore o altro tito-lo conseguito all'estero riconosciuto per legge; buona conoscenza della cultura antica (curriculum archeologico); buona conoscenza della cultura italiana; sufficiente conoscenza di una lingua straniera. La verifica del possesso di tali requisiti avverra mediante un colloquio preliminare ai corsi. L'eventuale accertamento di debiti formativi comportera attivita integrative, secondo le indicazioni del collegio dei tutori. II corso prevede tre curricula: storico-artistico, archeologico e archivistico-librario. La prova finale consiste nella presentazione e discussione di un elaborato scritto su un argomen-to concordato dallo studente con un docente di una delle discipline caratterizzanti, valutata da una commissione di almeno tre membri. Il Curriculum in Beni archivistici e librari prevede esami di Archivistica generale, speciale ed informatica, Legislazione dei beni culturali, oltre a discipline storiche, informatiche, ecc. Il sito dell'Universita recita: ambiti occupazionali previsti per i laureati del I livello sono lo svol-gimento di compiti professionali: nell'amministrazione centrale e locale dei beni culturali: archivi, bi-blioteche, mediateche, soprintendenze, musei; negli enti locali; in cooperative di servizi e attivita legate alla tutela e fruizione dei beni culturali e del recupero ambientale; presso imprese ed istituzioni private e pubbliche nell'ambito dell'editoria, della catalogazione, della pubblicita e della divulgazione, anche mediante acquisizione di strumenti informatici e della comunicazione telematica; con funzioni didattiche nell'ambito delle scuole, musei, parchi, aree archeologiche e strutture turistiche. I laureati specialisti potranno operare, invece con funzioni di elevata responsabilita, nell'ambito di Archivi e Biblioteche, oltre che in organismi ed unita di studio, valorizzazione, gestione, conservazione del patrimonio manoscritto, documentario, archivistico e librario presso enti ed istituzioni, pubbliche private. Su queste affermazioni pero ci sarebbe molto da riflettere. Possiamo ora tentare di fare un confronto tra queste realta che, se possono apparire simili, sono invece molto diverse tra loro. Grazia TATÖ: La formazione archivistica: un percorso a ostacoli?, 103-108 La Scuola di archivistica, paleografia e diplomatica, essendo in Archivio di Stato, consente un contatto diretto con la documentazione e la possibilita di "vivere" le problematiche di gestione, di valorizzazione e di tutela dall'interno. La problematica ed il suo limite sono proprio qui, in questo es-sere nata per gli archivisti di Stato e nel funzionare tuttora con il Regolamento del 1911! La formazione offerta risente di uno sbilanciamento di impostazione "medievistica" tra le materie a favore della paleografia e a fronte di un mondo archivistico in grande fermento e spinto dalle nuove tecnologie a rinnovarsi radicalmente. Protocollo informatico, standards di descrizione internazionali, archivi che nascono su supporto digitale, e-mail, metadati, ecc. impongono una formazione sempre piu rivolta al futuro, sia per rispon-dere alle esigenze degli enti produttori che a quelle degli operatori. E necessario muoversi in fretta e al ritmo giusto con l'evoluzione tecnologica. Dunque, alla Scuola si chiede di rinnovarsi, magari anche di sdoppiarsi in due livelli e con aree di interesse diversificate, pure per rispondere alle richieste da parte del mercato dell'occupazione di figure professionali adeguate. L'Universita per contro resta piu scollegata alla realta viva archivistica e si puo finire con l'essere laureati senza mai aver "visto" davvero un archivio che vuol dire averci "messo le mani", essersi misu-rati con le difficolta reali, andare al di la della teoria per affrontare l'operativita e comprendere davvero di che cosa si sta parlando senza fermarsi all'elaborazione concettuale che rischia di restare "vuota". Inoltre, la pletora di materie previste nel corso da l'impressione, credo non del tutto falsa, che la pre-parazione professionale dei laureati sia sostanzialmente troppo generica e allargata, mentre manchi di spessore sulle materie che dovrebbero essere centrali. L'incontro e la collaborazione che a Trieste si e riusciti a realizzare tra Scuola e Universita e sicu-ramente un'esperienza molto positiva, ma non risolutiva. Ognuna delle due istituzioni riconosce "crediti" a chi ha frequentato con profitto l'altra, inoltre e data possibilita agli universitari di effettuare stage e tirocinio in Archivio di Stato, infine, alcuni dei docenti della Scuola insegnano, nell'ambito di un'apposita convenzione stipulata con la Facolta di Lettere, anche nei corsi universitari. C'e da rilevare che il Corso di laurea in Scienze dei beni culturali e stato attivato solo recentemente presso l'Universita di Trieste e questo ha consentito forse piu facil-mente che, oltre che al mondo cattedratico tradizionale, la Facolta si rivolgesse anche al mondo archivistico, facendo nascere una vivace e fresca collaborazione che ha trovato pronta disponibilita presso la Scuola. Qualche considerazione sui Master che come si diceva non sono stati attivati ancora a Trieste, come in altre Universita italiane, ma ritengo che loro percorsi offrano davvero un'ulteriore concreta opportunita di crescita "archivistica" e di approfondimento che non manchera di far sentire i suoi ef-fetti positivi. Ancora qualche considerazione, con una punta di orgoglio, deve essere fatta sull'attivita di formazione internazionale organizzata con grande successo dall'Istituto internazionale di scienze archivi-stiche di Trieste e Maribor che ha visto in questi anni crescere sempre piu l'interesse nel mondo archi-vistico. Ogni anno vengono individuati due temi che sono oggetto di approfondimento e vengono coinvolti docenti che rappresentano per i singoli temi quanto di meglio possa offrire la comunita scien-tifica internazionale in quanto i docenti sono scelti in ambito internazionale, dal Canada alla Russia, ma con una forte presenza italiana e slovena; i discenti provengono prevalentemente dall'Europa cen-tro-orientale, ma anche da Israele, dalla Malesia e dal Sultanato dell'Oman. A questo si deve aggiun-gere che la stessa rivista "Atlanti" si fa strumento di formazione, infatti, circolando in ambito internazionale e trattando in modo ordinato e organico i principali temi, diviene una specie di manuale in progress. Infine, ricordo la funzione centrale del dizionario di termini archivistici che si sta via via componendo grazie anche alla collaborazione dei frequentanti la Scuola e dei membri dell'IIAS. Ulte-riori informazioni in merito possono essere reperite all'indirizzo: http://www.iias-trieste-maribor.eu. Infine, un cenno ai diversi corsi e "corsetti" di varia durata e serieta che singoli soggetti organiz-zano a pagamento sia con la pretesa velleitaria di preparare di archivisti sia con quella, certo piu reale e concreta, di approfondire a cuni definiti argomenti specifici, spesso di natura tecnico-pratica. Qui Grazia TATÖ: La formazione archivistica: un percorso a ostacoli?, 103-108 siamo davvero in una giungla nella quale si puo incontrare di tutto e la prudenza non e mai troppa! Naturalmente non si intende con cio condannare ogni iniziativa, ma solo evidenziare che quando i fornitori di formazione non sono di tipo istituzionale, ma privatistico, occorre una particolare atten-zione per distinguere cio che e valido da cio che e puro business. Ma come fare questa distinzione? Credo che si dovra guardare soprattutto alla qualita dei docenti che divengono personalmente i garanti di una formazione seria! Ultimissima considerazione a proposito della formazione permanente. Si tratta di un processo che, aldila dei corsi seguiti, deve essere un impegno personale di ognuno di noi a stare allerta, prestare attenzione a quanto avviene nel mondo scientifico archivistico e legislativo, leggere articoli a saggi, partecipare a convegni, conferenze, siti dedicati, ecc. senza mai sentirsi arrivati e appagati di quanto si sa, senza mai sentirsi depositari di un sapere cristallizzato, perche questo gli archivi, nel loro continuo evolversi, non lo consentono proprio! E un percorso complicato che vede la formazione destinata agli archivisti e quella offerta dagli archivisti farsi mezzo primario per tracciare percorsi etici finalizzati a dare garanzia di conservazione e valorizzazione degli archivi, ma presenta molte difficolta e qualche trabocchetto. SUMMA^RY It is not easy examining and contextualizing the figure and the professionalism of archivists struggling with an archival science that he himself helps to evolve and with users becoming increasingly interested in contemporary sources. Which professionalism do we ask archivists for today, to be able to tackle the continuous new scientific frontiers and challenges posed by the growth of sources and evolving technologies? I would say that if archival science is evolving, and it is indeed, to meet these needs we must remember that the archivist her/himself is the one that makes this evolution. The diversification of the documentation starting from the parchments to get to digital and the introduction of international standards requires rigorous but most of all nonstop scientific training to archivists. The Italian educational offer in this field is rich and diversified: first and second level university courses, Master's courses, but also Schools of Archival Sciences, Palaeography and Diplomatics, attached to the State Archives, and also short courses to update on issues of particular relevance. However, given that such deals are often more complementary than alternative, to be guided in these different pathways is not always easy, but it is essential to making the right choices according to the goals to be achieved. The Schools of Archival Sciences, Palaeography and Diplomatics and the University degree courses on cultural heritage conservation, offer very different programs and philosophies, and therefore the training that follows is significantly different. The Schools of Archival Sciences, Palaeography and Diplomatics are training specialist organisations held by some State Archives, within the Italian Ministry of Cultural Assets and Activities. The duration of the courses is biennial. The teaching materials are archival sciences, palaeography and diplomatics and some ancillary disciplines such as metrology, numismatics, and heraldry. Recently were also included diplomatics of the contemporary document and computer science applied to archives. Practical exercises are also organized for each of the disciplines. Participants who pass the final exam are awarded with a diploma in Archival Sciences, Palaeography and Diplomatics. The degree courses in Cultural Heritage, organized by the Faculty of Humanities, provide two levels training: a three-year base period and a specialist. Specific educational objective is to acquire a solid basic education aimed at cultural and scientific knowledge in the areas of archival and library heritage. The School of Archival science, Palaeography and Diplomatics being located in the State Archives, allows a direct contact with the documentation and offers the possibility of "living" the management, valorisation and safeguard issues. The training offered is suffering from an imbalance of a "medieval setting among the disciplines in favour of palaeography in front of an archival world in great ferment and driven by new technologies to innovate radically. The University is however more disconnected with the archival reality and one may graduate without ever having seen an archive; the professional preparation of graduates is too general and substantially enlarged, and lacks depth on the subjects that should be central. The meeting and the collaboration that has been set on in Trieste between the School and the Universities is certainly very positive. A few more consideration needs to be done on the international training organized with great success by the International Institute of Archival Science of Trieste and Maribor, which has seen in this fourth year a growing interest in the archival world. The teaching staff is chosen at international level from Canada to Russia, but with a strong Italian and Slovene, learners (we have passed to now about 120) come mainly from Central and Eastern Europe, but also from Israel, Malaysia and the Sultanate of Oman. Furthermore, it should be noted that call for a return to attend future courses and also say they did a sort of "word of mouth" papers with colleagues which show what they have learned. To this must be added that the same magazine "Atlanti" becomes a training tool, in fact, by circulating in the international arena and treating the main topics in an orderly and organic way, it becomes a kind of book in progress. Finally, I also remember the central role of the dictionary of archival terms which is Grazia TATÖ: La formazione archivistica: un percorso a ostacoli?, 103-108 gradually composing thanks to the collaboration of the School and the attending members of the IIAS. Further information at the URL: http://www.iias-trieste-maribor.eu. Typology: 1.04 Professional article Submitting date: 30.01.2014 Acceptance date: 07.02.2014