ORBANO DELL'UNIONE SOCIALISTA DEI LAVORATORI Anno VI* - No. 326 Redazione - Amministrazione CAPODiSTRIA Via Sastorio 28 - tei- 128 * Martedi 22 dicembre 1953 Prezzo: 5 din. - 20 lire ABBONAMENTI: T.L.T. Zone Jugoslava e R.F.P.J. annuo din. 250. semestr. din. 130 Spedizione in c. c p. L'armata del popolo Quest’anno la festa dell’Armata Popolare giunge più cara che mai, K’ quella di oggi per noi una nuova occasione di esprimere tutta la nostra riconoscenza a chi, forte di una giusta causa, forte della propria efficienza e dell’unità morale di tutto un paese, si è posto in difesa del diritto contro il sopruso, della pace contro l’aggressione. E’ alla nostra Armata Popolare che noi, con la popolazione democratica di Trieste e con gli Sloveni della Zona A, dobbiamo se l’imperialismo italiano ha ritenuto più conveniente segnare il passo al blocco di Duino; è all’Annata Popolare Jugoslava che l’opinione pubblica democratica mondiale deve in buona parte l’incoraggiante esempio di un’energica ed efficace opposizione di un piccolo paese socialista al diktat delle grandi potenze occidentale. Gli sviluppi della questione triestina dall’8 ottobre a questa parte sono stati, in un certo senso, un nuovo banco di prova della coerenza delle Forze armate jugoslave ai principi che ne hanno informato e che ne informano tutto io sviluppo: custodia vigile dell’edificazione socialista interna, salvaguardia dei confini del paese, collaborazione sincera con chi vuole difendere il comune patrimonio della pace. i reparti «eliVYrnvata Popolare non hanno marciato verso la frontiera con l’Italia quando dall’altra parte già da diverse settimane si trovavano ammassate divisioni corazzate. Hanno preso posizione lungo U confine soltanto dopo che i concentramenti di truppe, ordinati dal governo di Roma, si erano rive- FESTEGGIAMENTI per il 22 dicembre Con una serie di manifestazioni celebrative iniziatesi ieri sera, U popolo dei distretti di Capodistria e Buie celebra il dodicesimo anniversario della costituzione dell’Armata Popolare Jugoslava. A Capodistria, Portorose, Pira.no, Isola, Umago e Cittanova hanno avuto luogo accademie! celebrative, seguite da brevi spettacoli culturali. Og- y Ttrtà- una Mostra fotografica dello sviluppo dell’Armata Popolare. Alle ore 10 nel Club degli Ufficiali avrà luogo un ricevimento solenne. Questa sera, invece, verrà riaperto il restaurato club degli Ufficiali di Portorose. Delegazioni di combattenti della Lotta di Liberazione e di soldati dell’Armata Popolare Jugoslava deporranno stamane sulle tombe dei Caduti corone di alloro ed omaggi floreali. lati parte integrante del pericoloso gioco volto ad annettere all’Italia, senza il consenso della parte più interessata, un territorio che all’Italia non appartiene e che è nella sua maggior parte abitato da popolazioni jugoslave, che non potevano nè possono essere abbandonate allo sfruttamento sociale e all'oppressione nazionale dell’impe-, rialismo italiano. Poco più di un mese dopo, proprio dalla parte offesa e minacciata, ma militarmente la più forte, giungeva la proposta del ritiro delle truppe, i reparti dell’Armata Popolare sono rientrati così alle loro sedi, accompagnati dal più affettuoso saluto delle nostre popolazioni che non hanno lesinato sacrifici per rendere più confortevole possibile il soggiorno dei militari. Cento e cento sono state le manifestazioni di affetto del popolo per la sua Armata. Nè altrimenti poteva essere. L’Armata era lì a difendere gii interessi vitali del popolo, perchè da esso e per esso era sorta dodici anni or sono, il 22 dicembre 1941. Fu in quel giorno infatti che, per ordine del compagno Tito, veniva formata la prima unità del regolare Esercito di Liberazione Popolare, la prima Brigata proletaria d’assalto. Lo sviluppo dell’Armata Popolare Jugoslava si identifica per molti aspetti con lo sviluppo della Lotta di Liberazione. Il compito dell’Esercito Popolare fu infatti all’inizio, guerreggiare per la liberazione del territorio e lavorare ai tempo stesso politicamente e organizzativamente alla formazione del nuovo potere popolare. Organo esecutivo, cosi possiamo chiamarlo, della Rivoluzione Popolare, composto nei suoi gregari e nel suo quadro dirigente da operai, contadini e intellettuali che avevano a cuore la causa del popolo, l’Esercito Popolare assolse egregiamente il suo difficile compito: il paese fu liberato e il popolo al potere. L’Armata Jugoslava che fu l’unico esercito alleato che le truppe so-ivieucne incontrarono |ln Europa prima di giungere a Berlino, aveva inchiodato in Jugoslavia dalle 36 ane 4U divisioni nazifasciste. La vittoria era costata 305 mila caduti sul campo e 425 mila feriti; era stato però dato al mondo l’esempio di come un piccolo popolo, quasi disarmato, possa, se giustamente guidato, opporsi a forze di gran lunga superiori, cacciare l’invasore e prendere decisamente nelle proprie mani le redini del proprio destino. Finita la guerra l’Armata si dedicava tutta al suo perfezionamento tecnico, al miglioramento del suo armamento, contando esclusiva-mente sulle risorse del proprio paese e dei proprio popolò. Soltanto più tardi, quando il pericolo dell’aggressione si era fatto più grave, quando nel mondo ci si accorse che in Jugoslavia esisteva una forza mente all’aggressione, quando ci si accorse che questa forza era l’unica in Europa, vennero gli aiuti. Oggi l’Armata Popolare Jugoslava ha nei competenti circoli militari internazionali la ocnsiderazione ed il rispetto dovuti all’esercito più effi-cente d’Europa. Ma la sua forza non è soltanto nel numero delle sue divisioni e nel suo armamento, essa sta sopratutto nell’unità morale dei popoli della Jugoslavia; nella qualità dei suoi quadri provenienti dalle file del popolo lavoratore che hanno superato ottimamente l’esame del coraggio e della fedeltà e che hanno integrato queste qualità con una solida conoscenza della più moderna tecnica militare. Questo è stato riconosciuto anche dai paesi vicini che con la Jugoslavia hanno l’interesse comune della difesa dall’aggressione. Creata nella lotta per la libertà, l'armata Popolare Jugoslava esiste per salvaguardare l’indipendenza e l’integrità dei nostri popoli per servirne gli interessi e assieme ad essi quelli della pace e del progresso. Soltanto chi è contro questi interessi può e deve temerla. Gli altri no. LE REAZIONI DELL' OPiNlONE PUBBLICA NAZIONALE ALLE MANOVRE SU TRIESTE NECESSARIO OH MAGGIORE REALISMO da pane deoli Occidentali e dell' Italia Eletti a Lubiana e Zagabria gli organi di governo - in primavera i Congressi Repubblicani deila Lega dei Comunisti deila Slovenir, Cicczc e Mccec'cr c L OCCHIO) VIGILE Le reazioni della nostra opin'one pubblica ad. tentativi sortiti dalle Bermude di imporre al mostro paese condltìoni inaccettebiilii ed alile successive manovre dilatorie a favore delle tesi di Fella, si inquadrano perfettamente in quanto, a tal proposito, scrive il «Borba» di sabato scorso. L’Italia si sforza in tutti i modi di convincere il Governo degli USA — scrive il giornale — che essa s a strategicamente più importante della Jugoslavia. Gli uomini politici italiani proclamano che l’Italia è strategicamente più importante delia Jugoslavia, perchè coscienti del contrario, perchè essi cercano così di mascherare i propri problemi sociali non risolti, la propria debolezza e la propria instabilità politica. Riferendosi quindi la (quanto scritto dall'oirgano isemiuffliciale del Governo italiano, «Esteri» che afferma essere necessari l’appoggio del Fatto atlantico, qualora la Jugoslavia non accondiscendesse alle aspirazioni italiane, e il rifiuto a fornire più oltre gli1 aiuti militari al nostro paese, il «Borba» sottolinea che sii tratta qui dii un tentativo di sfruttare dii Patto atlantico per scopi del tutto diversi da quelli che dovrebbero venir perseguiti da questa orgainfizzaaiane difensiva. Il giornale polemizza pure con la tesi esposta da Pella nel suo discorso al Senato di Roma, secondo cui lo scopo della conferenza a cinque sulla questione di Trieste non dovrebbe tendere tanto a risolvere definitivamente il gravoso problema, quanto a vagliare d rapporti del nostro paese con l’Occidente. «Riteniamo che le potenze occidentali — scrive a questo proposito il «Borba» — dovrebbero opporsi decisamente a slmili corcezioni non costruttive, che possono avere obiettivamente l’effetto di annullare i risultati ottenuti nei consolidamento della pace in questa parte del mondo. Noi ci ug.iriamo che i circoli politici italiani — conclude — comprendano alfine che una politica ostile alla difesa europea, attuata oggi in Italia, porterà danno in piamo luogo ad essa.» La parzialità delle potenze occidentali, in particolare della Francia, nei riguardi della quest ione triestina è stata oggetto d’esame da parte del quotidiano «Politiki», che nel suo numero di sabato scorso rilevava come sia giunto il tempo di finirla con l’atteggiamento del Governo dà Parigi idi fingere amicizia ned riguardi del nostro paese, quando tutto da otto anni a questa parte, e speoialmeinte nei riguardi dei nostri interessi nella questione triestina, fa apparire il contrario. «Nessuno ha chiesto alla Francia — scibtoilinea «Politica» — di far da mediatrice. Nel suo atteggiamento la diplomazia francese ha creato da sola l'impressione che Bidault non voglia una sollecita e giusta soluzione del problema di Trieste». D’altro canto, positiva, è stata la reazione della nostra ap’imione pubblica alle dichiarazioni del Premier britannico, Winston Churcill secondo cui il suo governo si sforza di rendere possibile una conferenza a cinque su Triefte a condizioni che soddisfino e il nostro MENTRE I LAVORATORI SI BATTONO FER I PROPRI DIRITTI COME SI SPEUDE il pubblico denaro Un’interessante storiella di IO miliardi di lire (Dal nostro co r r is,pon d en t e) HOMA, idicomlbre. — Lo strapotere den. loleriioalii e (delle caste più reazionarie ita. Italia è ormai una realtà disgraziata die nessuno pensa più di smentire. Le sue dimostra-zi orni sono state molte nagli ultimi anni, e alcune veramente clamorose. Un. esempio, eloquente è fornito dalUl’assegna®ione dei fondii stanziati per i ««Corsi di riqualificazione dei disoccupati». Questi corsi vennero listiituiiti con la legige del 29 aprile 1949 allo scopo dìi qualificare la ma no d’opera disoccupata non qualili cata. In altre parole si crearono corsi per dare un mestiere a qaie disoccupati die non avevano una qua lifica, andre per avallare la «storie! la» ufficiale die una delle cause prin cipala della disoccupazione è deter minata dalla non qualificazione dei senza lavoro. Con l’istituzione dei corsi si (Stanziarono anche i fondi per l’apertura di cantieri di lavoro e per For- L'ALAMBICCO N lloggi uovi a «L’Ufficio idi Zona dell’assistenza postbellica dii Trieste ocwnumca che i profughi aduli ani arrivati dalla zona B in questi ultimi tempi, come pure quelli ohe giunge,ramno noi fallirò, saranno fatti proseguire per Udirne, essendo esaurita a Trieste ogni possibilità di alloggio.» (Dal «.Giornale di Trieste» del 16 corr.) Il provvedimento non ci sorprende poiché da anni siamo in possesso delle prove documentate di quanto e come la «Gran Madre» si preoccupi e curi della sorte dei suoi figli prediletti che «con la fuga ed arrischiando la vita riescono ad evadere dall’inferno titino, portando ancora impresse sulle loro carni le stigmate delle torture e delle indicibili sofferenze di Cui sono vittime gli italiani nella martoriata zona B». Così, finalmente, nelle confortevoli baracche del campo di smistamento profughi della piccola capitale della prima guerra che le ha «redente dal turpe servaggio austriaco» troveranno ristoro ed adeguata sistemazione queste «vittime» della guerra scatenata dalla Jugoslavia contro l’Italia nell’aprile del 1941. Confidiamo però che col nuovo provvedimento non cessino le provvidenze già disposte dal «benefico padre dei profughi giuliani» ossia dal C1j.N. dell’Istria, al varco di Alba-ro Vescovà, dove le crocerossine distribuiscono bevande calde, panini e biscotti ai profughi stessi che «giungono completamente spogliati dalla zona B» avendo tutto caricato sugli autotreni con cui «arrischiano» la « pericolosissima» traversata della Morgan. Che In effetti si tratti di «profughi tfeclezione*, lo rilevava gior- ni fa, assistendo al carico sull autotreno dei loro «effetti personali», una popolana di Capodistria che, ad un certo punto, sbottò: «Ma che profughi i xe, se i se porta drio anca el bucai hi E’ da sperare infine che continui a funzionare anche il servizio della documentazione delle «feroci e spietate persecuzioni sofferte dagli italiani scacciati dalla zona B». documentazione alla cui base stanno le indennità di missione all’estero, percepite dai funzionari dell’Ufficio Terre di Confine che svolgono la loro zelante e fruttuosa opera nella trattoria di Albaro Vescovà a pochi metri dallo iniquo confine Orrore! «Uno .sismi in amento per errore ò costato a un ufficiale superiore del nostro Esercito due ore di detemizro-ne, o quasi, in Jugoslavia. Il fatto è accaduto oggi nel pomeriggio poco dopo le 16 al valico Ideila Casa rossa. A quelTo-ra, in visita ai confini era giunto al valico il tenente colonnello Mario Beldi del 5. Battaglione Genio, unitamente alla propria figlia e ad uni altro famigliare. Mentre questi due sostavano al di qua della sbarra confinaria, il Beldi la superava e inavvertitamente superava anche la linea di demarcazione (sic!) penetrando per tire metri in territorio jugoslavo. Due sentinelle ititiiue, la cui attenzione era stata attirata dalle grida di avvertimento «he i famigliali e altre persone indirizzavano al Beldi, gli si precipitavamo contro ile pistole in pugno e lo obbligavano a seguirlo (sic!). Tradotto al posto di blocco jugoslavo, il nostro ufficiale vi rimase per quasi due «re mentre nel nel corso (sic!) di colloqui avuti con le nostre autorità di frontiera, quelle jugoslave assicuravano che egli sarebbe stato subito rilasciato. Giò che infatti ‘avvenne alile 18.10, dopo la firma dii una ricevuta pretesa dagli jugoslavi. Il Beldi ha dichiarato di essere stato trattato eoa cortesia, senza subire alcun particolare interrogatorio ». (Dal «Giornale di Trieste» del 14 corr.) Come si vede, il «fattaccio» verificatosi al «valico della Casarossa» di Gorizia è di una gravità tale da meritare per lo meno una mezza Colonna di piombo e da inserirsi fra gli avvenimenti di portata e risonanza internazionale, come appunto I ha trattato il menzionato giornale. Ap-par ovvio, infatti, che l’opinione pubblica di Trieste, delFltalia e del mondo sia chiamata a stignatizzare l’atto «brutalen, dì pretta marca «tutina». compiuto dalle due sentinelle jugoslave che, in luogo di mettersi sull’attenti e fare il «presentai’arm» al prestante colonnello atlantico italiano, lo hanno «obbligato a seguirli» al posto di blocco dove rimase «per quasi due ore» e dove, per di piùj «è stato trattato con Cortepia», come ha dichiarato la vittima di questo «inaudito sopruso, che si aggiunge agli innumeri altri del genere Circa lo sconfinamento, le ipotesi sono due: o il colonnello Beldi ha ritenuto che pure oggi, come nell’aprile 1941, non esista barriera alcuna fra Gorizia «la santa» e la romana Emona, ricongiunta all’impero dei sette colli; oppure lo stesso colonnello è digiuno in materia di geografia e di confini orientali della sua patria. Propendiamo per la seconda ipotesi, poiché la casistica in materia offre esempi luminasi. ganizzaziune abbastanza complessa dej corsi «tesni. iE’ bene precisare subito che non si sono -spesi soltanto quattro soldi ma ben 10 miliardi fa ipoco più di tre anni. Appena varata la legge, le più impensate organizzazioni si sono .gettate sulla marmitta del Ministero del lavoro per fatemene i lauti sussidi. I criteri con cui i fondi sono stati assegnati sono ancora più incredibili. Le scuole professionali, le associazioni di categoria-, le orgainiizzazioini sindacali s-orao state pressoché ignorate. 1 5.243 -Corsi ohe teoricamente .sii sarebbero tenuti sono stati organizzati invece dalle parrocchie, dai conventi, dalle organizzazioni dell’Azione Cattolica e da altre istituzioni dello stesso genere. Al Vescovado di Palermo sono stati dati ben 22 milioni per corsi di qualificazione delle sarte. Per gli stessi scopi sono stati assegnati due milioni 256.000 all’Associazione Famiglie Numerose ed altri 4,687.400 alla Parrocchia di S. Margherita al Molo, della stessa città. Complessivamente circa 29 mi-l'oni: quanto basta per rifornire di strte tutti i laboratori d’Italia ! Il convento delle suore Carmelitane, di BofvulLlie Emiicai, s lo Dame del Santissimo Sacramento-, di Torre Annunziata, hanno avuto 2,700.000 e rispettivamente, 4,598.000; nientemeno che per organizzare corsi di qualificazione per muratori! Altri 4,800.000 vennero dati laill’Uniiione Italiana Trasporto Malati a Lourdes per i medesimi scopi. L’azione cattolica di Gallueciio, un paesino di circa 4 mila abitanti, ha ricevuto la ®ommetta di 6,700.000 lire per gestire un corso di falegnami, sarte e muratori. A Gioiosa Marina, la locale Parrocchia ha avuto un milione per organizzare uin corso di ... «raccolta agrumi». Neill’elemearione di simili esempi si potrebbe continuare ancora per un pezzo, fa quanto i casi citati sono solo un limitatisssimo campionario dei disinvolti criteri con cui il Ministero idei LavoTo ha distribuito quei fondi. Riassumendo: su dieci miliardi comples.; bramente spesi per i corsi, 6 miliardi circa sono stati assegnati a parrocchie, conventi, enti religiosi vari, azione cattolica, ecc. Cinquecento milioni sono stati d'atd alla Confederazione dei Sindacati Liberi, controllati dai democristiani. Il rimanente è stato distribuito tra Comuni, aziende industriali, scuole professionali cd altri Enti. In linea di massima d sussidi elargiti in questi calsi sono stati molto magri. All’Ente milanese «Umanitaria», ad esempio, che da -animi organizza corsi professionali molto seri, è stata assegnata complessivamente la somma di 1,800.000 lire, mentre ben 5 milioni e mezzo sono stati assegnati alla parrocchia di Borgo Podgora, -fa provfazia d’i Latina, per ... due corsi di muratori. Così si spende il ‘pubblico denaro qui nell’ltallia democristiana, dove il governo dice di non sapere come trovare denari per far fronte ai miglioramenti salariali, richiesti dai lavoratori. L t paese e ITtaiìa. Compito iti verità un po’ clifficrTe, ma che può essere interpretato per lo meno come una dimostrazione di buona volontà. «La dichiarazione del Premier britannico) njtiurciüll che ta Gran Bretagna tratterà la questione triestina in stretta collaborazione con la Jugoslavia e l’Italia — scrive il «Borba» — rappresenta un atto costruttivo che noi salutiamo. Il suo significato sarà tanto più grande quando la diplomazia britannica cercherà di realizzarlo in pratica; vale a dire quando la Gran Bretagna terrà conto in eguale misura degli interessi di ambo le parti e non come quando prendeva in considerazione soltanto gli interessi i-taliani. Vita parlamentare La Camera deii rappresentanti e ài Consiglio dei produttori della R. P. della Slovenia, i cui membri sono risultati eletti nelle recenti elezioni politiche generali, si sono riuniti mercoledì scorso in sedute separate prima, e in assemblea comune poi, per designare i rispettavi presidenti, dii presidente dell’Assemblea ‘repubblicana e il Consiglio e-secutivo repubblicano. Sano risultati eletti i compagni: Miha Marinko a presidente dell’Assemblea; Vlado Majhen a Presidente della Camera dei rappresentanti ; Mavr.’cij Bore a Presidente del Consiglio dei produttori; Boris Kraigher a ‘presidente, Brecelj dr. Marjan, Borštnar Jože, Goršdč Milko, Kavčič Stane, Kimovec Franc, Kocjančič Boris, Krivic Ada, MaliSeč Matija, Polič Zoran, Popit France, šalih Niko e Vipotnik (Jalne® a membri del Consiglio esecutivo. Venerdì scorso, invece, hanno a-vuto luogo le elezioni nei massimi organi rappresentativi delia R. P. della Croazia. A Presidente del Sabor è -risultato eletto di compagno Vladimir dr. Bakarič; a Presidente della Camera deli rappresentanti il compagno Sremec dr. Zlatan ; a Presidente dei Consiglio dei produttori il compagno Cari Josip e a presidente del Consiglio esecutivo il compagno Bl-ažević Jakov. Congressi repubblicani della Lega dei Comunisti Alla sessione plenaria del C. C. della Lega dei Comunisti della Slovenia, tenutasi a Lubiana sabato scorso, è stata decisa la convocazione del III. Congresso della Lega dei Comunisti della Slovenia per la primavera prossima. Al Congresso parteciparanno i delegati delle organizzazioni in ragione di uno su cento membri. Anche il C. C. -della Lega dei Comunisti della Serbia ha deciso la convocazione . del III. Congresso il 25 marzo- 1954 a Belgrado. Analoga decisdoone è stata presa dal C. C. della Lega dei Comunisti -della Macedonia, lùtdiito toso. Il soldato delTAnmata, pella-ro Jugoslava stra integrità. ■sulla no- Mancanza di responsobilità degli ucmini politici? LA FRANCIA DEVE ancora riprovare sè slessa Dopo lo «svenimento» del ministro degli esteri Bidault nel corso del dibattito sulla Comunità difensiva europea, dopo la «malattia» del primo ministro Laniel alla conferenza delle Bermude e dopo la pressione esercitata da Foster Dulles — in termini non certo molto diplomatici — sulla Francia per la ratifica del trattato sulla Comunità difensiva europea, i circoli politici parigini sono rimasti esterrefatti di fronte alla inusitate lungaggini nelle quali si è impantanata l’elezione del Presidente della repubblica francese. Nessuno fa mistero degli avvenuti mercanteggiamenti di corridoio tesi ad ottenere la nomina di un presidente nè troppo favorevole nè troppo contrario alla CED. Fin qui la costi è comprensibile, data la delicatezza dello posizione internazionalq francese però, sinceramente, nessuno si attendeva che i partiti, e gli uomini politici, francesi avessero bisogno, per eleggere il presidente, di sentire salire dietro di se la minaccia di nuove elezioni politiche. Se le attuali elezioni presidenziali resteranno nella storia francese come quelle più difficili — per i problemi e le prese di posizioni che coinvolgevano — esse vi resteranno anche per la scarsa prova di senso di responsabilità offerta a Versailles da quei deputati che segnarono sulle loro schede i nomi meno probabili, o quelli più strambi, (fra i quali anche il nome di Mistìnguette, l’ottuagenaria vedetta del varietà francese). Pur di non contribuire alla elezioni di un uomo che nel prossimo avvenire dovrà far sentire il pepo della sua personalità nella politica, europeista o no, della Francia. Politicamente gli inutili scrutini di Versailles sono la conferma della ALLARMISMO E PREOCCUPAZIONE FRA I TRIESTINI* UNITA ’D’AZIONE chiedono i lavoratori (Nostra corrispondenza) TRIESTE, dicembre, — A vedere Trieste, a ‘guardare soltanto in faccia -alla sata gente si comprende subito «he il -broncio diella città tutta dipende non tarato idaill’uggia e dal grigiore di questi primi giorni d’inverno-, ma ida cause ben più profonde, che determinano un fenomeno generale di malumore, accompagnato ad una psicosi collettiva di- disorientamento -e sfiducia. La ragione idi questa psicosi di allarmismo « di preoccupazione collettiva è facilmente comprensibile sfa dal primo contatto con il’-uomo della strada. Se non peT altro, sarà, sintomo primordiale, -per la diffidenza con crai egli accoglierà la vostra conversazione. -Questo è timore, insolito di una città ohe pur vanta nella sua storia passata e recente la combattività -delle sue ‘genti, sempre ribelli alle imposizioni e ai -domini, dhe tante tradizioni rivoluzionarie custodiscono nella lotta per la propria emancipazione. Ma pur nei silenzi delle p-aiuse fra una parola e un cenno, si comprende ohe qualcosa si cela sotto quell’atteggi amento, ritroso alla comunicazione del pensiero ; qualcosa che ,corrisponde -a ran intimo convincimento) a un’aspirazione coatta da fattori esterni, cui non si osi o non si possa opporsi pier qualcosa idi indefinito o di ineompremsi-bille, una idiisiilusiorae che genera astio persino contro i propri simili. Ma non appena sarete riusciti a faT idepprre al vostro ifat-erl-ocuitore la corteccia ideila diffidenza-, si spezzerà il velo ideila reticenza e potrete scorgere le profonde ferite che dilaniano le carni e gli animi. Ognuno saprà dirvi allora tutta la pena che -l’angustia) rivelerà -quanto sia grande 1-a sua volontà di liberarsene, quali siano le sue aspirazioni. Vi sarà chiaro allora che sotto -il moto apparentemente scialbo e uniforme della sua vita, c’è qualcosa che ribolle, ai stento trattenuto, ie che non trova ancora -la ver a espressione. L’operaio vi dirà ohe come un’ombra pende sul suo capo la minaccia della disoccupazione ; il disoccupato che non può più -oltre sopportare le angustie diella miseria; l’impiegato che il suo stipendilo non gli basta nemmeno per vivere; il giovane ohe non ha potuto apprendere un mestiere e che non sa quanto a ll-u-ngo ancora potrà «arrangiarsi»; l’operala dello Jutiii-cdo o dèlie Manifatture tabacchi che per potersi vestile deve togliersi il pane di -bocca; il commerci-ante che se continua ancora un pò a non vendere, dovrà chiudere Tultocdò mentee le commesse dei Cantieri starano per esaurirsi e la direzione frappone indugi chiaramente interessati ad accettare ingenti ordinazioni idei cantieri jugoslavi, mentre il porto, già fiorente, continua a mantenersi desolatamente deserto e le navi create id-al lavoro triestino approdano a Venezia, Genova e Napoli; mentre la camorra dei funzionari romani smantella alle basi -ogni velleità di ripresa delie forze economiche cittadine e la combutta irredentista —- com-informista continua la sua opera di liquidazione dei veri interessi di Trieste a favore dei monopoli e dei cartelli industriali italiani. Ecco perchè sotto ila veste dell’amarezza i lavoratori e la popolazione tutta sentono vivo -il bisogno di un rinnovamento e di -una ipurifica--ziorae dell’ambiente e acquistano sempre più chiara la coscienza che soltanto in una vera unità d’azione ritroveranno -la forza iper rinvigorire la lóro lotta per i propri diritti e per la tutela idei propri interessi. E non c’è dubbio che quest’ -unità non è molto lontana a raggiungersi. b. a- . indecisione che domina i partiti ed i raggruppamenti politici della Francia. Di fronte alle poco chiare prese di posizione — praticamente dei soli coiuir for misti e gollisti — gli altri partiti sono divisi profondamente sia nei problemi interni che in quelli internazionali della Francia 1953. Divisi sulla opportunità di trattative con Un C’ i Minh, divisi sul riarmo tedesro, divisi sulla velleità di ascoltare o meno la sirena moscovita, divisi sulla CED, sulla politica di Entente Cordiale con l’Inghilterra e, più che mai, divisi sugli sviluppi del Patto Atlantico e sulla politica che nei riguardi di tale organizzazione intendono seguire, e far seguire, gli Stati Uniti. In una tale situazione oltre agli accordi fra i vari partiti, l’elezione di Versailles presupponeva accordi artche nel seno degli stessi partiti, tutti presi dalla preoccupazione che all’Eliseo non sedesse un dato candidato. Infatti più che ad eleggere, i senatori e i deputati francesi si sono dimostrati disposti a «non eleggere». Solo questo può spiegare la dispersione di voti che ha caratterizzato i vari scrutimi. Tirando le somme, gli stessi cìrcoli politici parigini debbono ammettere che dai negativi scrutimi di Versailles il prestigio politico della Francia è uscito piuttosto malconcio. Parigi «Terza granile capitale occidentale» — dove le velleità di assumersi compiti di mediazione nelle vertenze internazionali non sono mai state troppo nascoste — ha dimostrato che i suoi uomini politici mancano di capacità mediatorie e di sensibilità nefle stesse questioni interne fondamentali per il loro prestigio internazionale. Per questo dalla stampa francese si è chiesta a gran voce l’indizione di nuove elezioni politiche generali per chiarificare la situazione parlamentare e politica. Presupponendo che gli elettori cioè il popolo francese abbiano idee, e linee politiche, più precise dei deputati e dei senatori di Versailles, la richiesta non sembra fuori luogo. E’ ad ogni modo indubbitabi• le che la Francia ha, innanzi tutto, bisogno di ritrovare se stessa in una unità, sia pure relativa, prima che fra i 4 a Berlino o nelle vertenze e nei problemi internazionali, la sua voce abbia ancora valore in capitolo. Ed è necessario che ì dirigenti francesi ritrovino il senso della responsabilità, che in passato ha fatto di Parigi realmente un centro politico europeo e internazionale. Perchè ritorni ad esserlo è però indispensabile che l’opinione pubblica mondiale non sia più portata a pensare che gli uomini politici della Francia di oggi, portino nell’esame dei problemi che travagliano il mondo la mentalità dei mercanteggiamenti, delle pressioni — esercitate o subite — che, come hanno invischiato le elezioni del diciottesimo presidente della repubblica francese, invischierebbero e danneggierebbero la soluzione dei problemi essenziali per la pace europea. Il che sarebbe molto più grave e più serio di ciò che è avvenuto a Versailles, in quanto se gli scrutimi inutili ed evasivi restano — sia pure con riflessi internazionali — un affare interno della Francia, i problemi che mancassero, in campo internazionale, di una soluzione per mancanza di responsabilità dei dirigenti francesi, potrebbero avere conseguenze molto serie per la pace e la collaborazione fra i popoli. 1. V. SPERIAMOLO ! LOND-BA — -Un portavoce del Foreign Office ha dichiarato sabato scorso «he «sono stati compiuti progressi» negli sforzi intesi -ad ottenere la- parteraipazio-ne delFltalia e della Jugoslavia alla progettata conferenza a cinque dedicata al problema di Trieste. PALINA 2 Organizzazione commerciale a Buie Com« noto, sta per essere approvato ilo schema idi legge federale relativo alila 'detaeutoaliziraziointe della reite commerciai]e. 'Lo schema originario prevedeva «he ogni negozio formasse un’acicn iì a a sè, ammini-atratai «tallio 0tmà iperseinalie djel-Fesercirlio. A Capoldiistria invece - -a 'quanto ci risulta da opinioni rae-eoUte intorno e idhe diamo con beneficio d’iniventario — sembra ohe lo schèma 'di legge sia inteso in altro senso. Qui infatti pare ai pensi che ogni negozio debba avere il proprio contabili©, la dattiiloigrafa, inisomma tutta quella sovrastruttura amministrativa »he con la legge sii vuol proprio eliminare. Ma, ripetiamo, non è certo e oi auguriamo che le nostre informar-inni non rispondiamo all vero. Lo schema dj legge intanto - a quanto si afferma a Buie — avrebbe subito in seguito alile diiscuissiom'i in campo federate delle vantazioni. Secondo i 'circoli commerciali huie-sr, sembra «he le disposizioni previjate dal idiiiseigno di legge non siano più tanto rigide come in principio ai prevedeva e 'che, in determinati casi, si possano raggruppare più negozi ,ih un’tmica azienda. A Buie si' richiamano a quei «de-tèimiiniati oasi» e la riorganiizzazione della rete commerciale è orientata, dS oonseguenza, verso: più esercizi -uniti, in 'questo caso uniti din due aziende. Se iratitremz&tura e il’argam'iizamioine commerciale Idi Caipo'distria sono alquanto indietro rispetto a quelle di Fiume o di Lubiana, la situazione della rete commerciale huieise è ancora più nera. Non crediamo di fare una rivelazione dicendo che spessa e volentieri abitanti, di Buie si recamo a Capnd Istria per i loro acquisti non strettamente quotidiani. Un esempio; il maglificio di! Citta-nova ha trovato varie difficoltà per piazzare presso negozi di Buie una limitata quantità dei suoi prodotti ; e numerosi buiesi sono venuti a Ca-podlietria a 'comprare ile stesse maglie sol perchè nella loro cittadina non lie trovavano o non trovavano un assortimento adeguato per poter scegliere secondo i giusti. Questo idielll’asBorti'menlto degli articoli in vendita è uno dei più grossi problemi della rete commerci ale bu-iese. E’ Ida aigginnigersi che spesso neppure la 'quantità non è in grado di soddisfare le esigenze del consxi-matore locale, il ohe è soltanto un difetto dèlForganiizzaziione dal momento che non è diffidile giungere alle 'fonti che sono ben fornite di merci. Lferganizzassiione manca pure iiin quelle che «omo le piu elementari norma estetiche, per non d'ire igieniche, dii un negozio. Vediamo così esercizi «he. uniscono alla sciatteria deWarredo e ad disordine delle vetrine. un eccessivo rispetto per le mosche e la sporcizia. Ben venga dunque ila riorganizzazione commerciale a Buie. Come abbiamo -già dietto, si penisa di -unire piai esercizi' sin due aziende: una a Umago e l’altra nel capoluoigo del 'Distretto, con la possibilità per entrambe di .apiòre negozi dappertutto. In tal caso agirebbe finalmente anche la concorrenza!. Quando poi a Uma|go saranno .pronti muovi negozi, si potrebbe passare alla 'decentralizzazione vera e propria. Questa che sii pensa di attuare — partendo dalla rottura del monopalio della «Trgopromiet» e dalla instaurazione della concorrenza fra due muove a-zìiende — non sarebbe «he la prima fase delila decentralizzazione vera e propria. Esiste, d’altro canto., anche un’altra proposta: che la «Trgopromet» .continui a svolgere ila sua attività dii grossista; ma che al minuto venda soltanto mobili e materiali per l’edilizia'. In tal caso non si giungerebbe alfa liquidazione dell’azienda. La faeenda sarà risolta nel prossimo igennate; Capodanno del bambino La. tradizionale festa del Capodanno del bambino è ormai prossima. In tutti i 'comuni della zona, ferve l’azione di .raccolta organi/./ala dal Comitato locale dell’USPL, per render quanto più licita e belila questa festa dei piccini. A Cittanova 'Sono già stati raccolti 230 mila dinari. Elevate somme risultano versate pure a Capodiisitriai, Isola e Biramo. Numerose imiprese 'commerciali., fabbriche ed aziende hanno concorso alla migliar riuscita del Capodanno del 'bambino donando giocattoli, denaro e gemerli vari. Aid esemiipo 'la «Bruchila» di iCapodtetria iha messo a disposizione del comitato coordinato-re 1000 kg di 'aranci, l’«Elte» di Isola decine idi migliaia di dinari, I.’«.Egida;» dii Capoditìtriai, giocattoli per oltre 60 mila dinari, la Mebanoteihnika di Isola 15 scatole di meccani, la «Li-pai» a sua volta ribasserà, notevolmente i prezzi ideile pubblicazioni per i piccoli e anche per glf adulti. In tutte le località ideila zona la distribuzione dei pacchi domo verrà accompagnata con rappresemitaziomi culturali per ■ piccini. A 'Gapiodistria invece verrà organizzata la fiera di 'Capodanno’, ove si avranno numerose attrazioni per ... grandi e piccini. La distribuziiome dei pacchi verrà fatta nelle casette dei nanetti e nelle tende dei partigiani. WK ‘ €A0NAlH£TTi ISOLA Decessi: Cenale, vedova CaihončiJ, Giuseppina di anni 49. Matrimoni: Uiteigrai Ugo di 61 anni, operaio', e Zanard; Acquaivita di 55 anni, casalinga'; Babič Allibino, di 33 anni, contadino e Babič Albina, di 25 anni, casalinga. Sonò ricorsi alle cure 'ospedaliere : Gattardi Lèda, che si è fatta male alila gamba destra ; Lakota Ivan che, in seguito ad una caduta, ha riportato una 'incrinatura alla cassa toracica destra; Niuneia Franco e Vuk Anton, eh©, per cadute, ai sono feriti ambedue alla gamba destra. Sono statili invece ricoverati : Bozzeoco Anita ehe, dando un calcio alila porta, si è fratturata l’allluoe del piede déntro ; Morgan Giuseppe, di quale, cadendo malamente, si è fratturato la spalila sinistrai; Paoletié Giovanni, che, caduto da un camion, ha riportato fratture alla spalla sinistra; Felda 'Giusto ehe si è fratturato 'i pollice. Il 'motociclista Mihalič A. è stato ricoverato con prognosi riservata. Perduto il controllo del motociclo, egli cadeva a terra riportando la frattura della spalla sini- SCUOLE COMPLEMENTARI UN’INIZIATIVA DEGNA DI LODE E COME TALE ACCOLTA DA TUTTI GLI INTERESSATI - NECESSITA RIELABORARE I PROGRAMMI ADATTANDOLI AL GRADO D’ISTRUZIONE E ALLE ASPIRAZIONI DEI GIOVANI Le scuole serali complementari rappresentano una novità postbellica nella nostra zona. Funzionano da qualche mese su base obbligatoria per i giovani d'ambo i sessi dai 14 ai 17 anni ài quali, o perché apprendisti o perchè già studenti, non s.ano soggetti ad altro obbligo scolastico. Gli intenti che la scuola si ripropone, come dice lo stesso nome, sono di dare un’istruzione complementare ai giovani per avviarli più preparati alla vita e aiutarli nel loro lavoro. Quindi urn’inizdati-va degna di' ogni lode e che, come tale, è stata 'accolta da tutti gli. interessati, dai genitori in particolare. E’ prematuro parlare, dato il breve periodo della sua istituzione, dei successi di questa .scuola, salvo la generica .affermazione che, specie nelle frequantatrici, esiste un notevole interesse per le materie trattate, particolarmente per l’economiia domestica. Per non compromettere il successo finale di questa scuola, che sarebbe un peccato 'Sia dal lato materiale che educativo, ritentiamo opportuno soffermarci sulle prime difficoltà e deficienze riscontrate. Tra quest’uìtime va per prima annoverata — a parere di tutti gli insegnanti da noi intervistati — i] programma, sia nel suo contenuto che nel suo indirizzo, che è esclusivamente quello agricolo per tutte le località dèi distretto di Capodi-stria. Nulla da eccepire per itale r.nd.;; zzo nelle scuole frequentate da una maggioranza di agricoltori o ©gli di agricoltori, ed anche per quelle dove il numero di giovani (agricoltori è sufficiente per fare un corso a parte a indirizzo agricolo, come a Isola dove i figli dii agricoltori sono in diciottof su un Centinaio e oltre dii frequentanti. IDiiveinsamente si presenta la questione per il rimanente degli alunni a Isola e quasi per tutti a Capo-idistria e a Biramo dove i giovani scino filgh di operai, artigiani, ecc. cioè in gran parte proletari per i quali un programma a indMBzo ar griccio non .costituisce e non può costituire una finalità di eccessivo interesse. E difatti gli alunni apertamente esprimono il loro malcontento e disinteresse non appena si accenna a materia di contenuto agricolo. RADIO ______ martedì alle ore 11, i ragazzi potrano apprendere .tamle belle «ose sulla Armata del popolo e 1 suo» compiti. Seguirà, alle 11.30. la Sinfonia in .Si minore (àncompi/uta ) di Franz Schubert e la «ouverture op, 95» di F. Mendelssohn. Alle ore 12 sarà trasmesso il programima «musica per voi» com canzoni e brani musicali preferiti dai radioa'scaltaitori che si scambiamo i loro messaggi augurali. Alle ore 20. .della sera sarà trasmessa I’ctperatta di Johan Strauss : «Le mille e urna motte» eseguita d'aH’orchestra, dai 'solisti e dal coro della radilo di Berlino. Mercoledì, alle ore 12 ritmi e canzoni, seguite, alfe 12,15, da «itinerari 'jugoslavi» molto interessanti per ila conoscenza 'delle varie località e geniti del nostro Paese co.i fero usi, costumi e tradizioni. Alle 20 suonerà Torchestra Sokwàlli, seguita, alle ore 20.30, da «orizzonti» ossia dal radio-g.i oim ale. Giovedì, alle ore 11.40, i ragazzi potranno (apprendere .utili mozioni sul canto per la loro cultura musicale. Seguirà, alle 12.10, una parata di orchestre. Alle ore 20 saranno trasmesse le più belle canzoni richieste dai radioascoltatori eom ilo scambio dei loro messaggi augurali, Seguiranno; alle 20.30, pagine scelte del romanzo «5 uomini» di Richard Wrigit. Venerdì, dalle ore 12 alle 13.30, con l'Intervallo del notiziario alle 12.45, sarà 'trasmessa «musica peT voi» col suo ricco programma di canzoni e pezzi musicali preferiti dai radioascolltaitori con !lo scambio dei loro messafggi augurali. Alle ore 20 suonerà '.’orchestra Beppe Moietta, seguita; alfe 20.30, dalla rassetgna settimanale dei problemi politici e sindacali nel mondo del lavoro. .Sabato, alle ore 11, nel Teatro dei piceo1», i ragazzi potranno ascoltare la 3. puntata del «Giannizzero». Seguiranno, alfe 11.30, brani d'opera e Atte ore 12 «mcriadm» della srira*s e della cultura. Alle ore 20 suonerà Tonchet-tra Savina, seguita alle 20.30, da alcuni accenni su Fiume. Domenica., alfe ore 10, sarà trasmessa la consueta mattinata musicale. Alfe ore 11 sarà in onda il concerto sinfonico domenicale, seguito, alile 11.30, dall programma per «La donna e ila casa» coi suoi utili consigli per le asicolitatrici. Alfe ore 12 «musica per voi» con le canzoni ed i brani musicali preferiti dagli ascoltatori con lo scambio dei loro messaggi augurali. Alle ore 20, dall mondo operistico; alle 21, musiche da films e da rivista ed alle 22, concerto notturno. A CAPODISTRIA Riunione del Comitato Giovedì ha avuto luogo la seduta del Gomitato Distrettuale deJil’Unio-ne Socialista dei lavoratori di Capo-distria. All’ordine del 'giorno figurava la relazione al comitato direttivo delITJnàone della Slovenia, alcuni problemi giovanili e i risultati elettorali. Sul primo punto dell’ordine del giorno, il relatore ©gTintervenuti, dopo aver tratteggiato la situazione politica dèi 'distretto, si sono particolarmente soffermati sul funzionamento fina n/.l arlo delle varie organizzazioni da base ifeil'Unione che non ha ancora assunto di ritmo normale. Parecchie organizzazioni comunali non inviamo — e nessuna regolarmente — la parte di quota spettante .ail Comitato distrettuale. Così Ma-resige durante ài 1953 ha inviato esattamente 720 din., Šmarje 8.200. Tutto ciò a prescindere che presso le organizzazioni di base giaciono ancora rilevanti somme ricavate con la vendila dei distintivi e altro del Festival di Okroglic*. Da parte degli argani preposti all’dmsegnatnenbo scolastico si e-sprime ili timore che, dando un indirizzo industriale o comunque diverso da quello agricolo alla scuola., igli alunni possano valersi del titolo di studia conseguita per pre^ tendere in termini assoluti Toccu-paztone nell’imdustria. Quest’ultdlma oggi non è in grado dà assorbire tutta la manodopera giovanile, mentre nell’aigriooiltura, si registra la mancanza di braccia e l’abbandono delle terre. Riteniamo però che reffettiiva esistenza dS un simile problema non pdssa e non debba influire sullliindirizzo dell’inse-gnamiento ai figli degli artigiani e degl 'operali i quali, proprio perchè tali, anche oggi, senz’aloun titolo di ìstudlio della scuoia complemen- tare, pretendono, e sono nel loro diritto, di essere occupati nelTtodu-Striia e neli’arbigianato. Ber i figli degli agricoltori, anche se a proposito .esistono' pareri contrari poh ehè nemmeno essi vogliono sentir parlare dii agricoltura, riteniamo si 'debba continuare com Dindlirilazo preso, cercando dà convincere i giovani' sulla necessità di continuare a coltivare' la terra. Quanto al contenuto del programma, la soluzione sii presenta quanto mal complessa. Esistano tre corsi, dei quali attualmente sono in funzione solo due, quello preparatorio e il primo anno. Nel corso preparatorio entrano coloro ohe ncn hanno compiuto le scuole ot-ibennali, quindi anche ragazzi con le 'scuole elementari incompiute. IN UNA SCUOLA BER APPRENDISTI OTIZIE BREVI INCENDIO SOFFOCATO Nell pomeriggio idi mereoledì, nel panificio situalo in via Nazor a Ca-poidistriai e {gestito da Mario Seo-mersich, ai è manòfeatatò un principio di incendio che non ha esaurito proporzioni più vaste grazie al pronto intervento dei vigili del fuoco. I dammi sono lirrilevantà; LAVORI DI BONIFICA NELLA VALLE DEL QUIETO Proseguono nella Valle del Quieto i lavori di bonifica sulla riva e nella zona tra la punita di San Dionisio e punta San Giacomo. Nel corso dagli Ultimi mesi è stato costruì lo il canale «he trasporta l’acqua dalla sorgente di Gradore alla zona 'da irrigare. Gol prossimo anno verranno effettuati i lavori di bonifica e di re'gplaiz/iionie delle acque da punta San Dionilsio a Porta Porton. Con 1’alttUazione di queste opere', saranno resi coltivabili altri 600 ettari di (terreno, attualmente 'paludoso o soggetto a periodiche inondazioni. Negli ultimi tre anni eon lavori (per un valore di 250 milioni 'di dinari, sono già stati bonificati 1200 ettari di terreno. BILANCI A MANODOPERA UN DISCUSSIONE SINDACALE Mcrooifeđi, a Capoldiistria, ha avuto luogo la riunione regolare del Consiglio si n dar al e Distrettuale in cui è stato discusso il bilancio preventivo dell’orgainjizz azione sindacale per I’anno 1954. Alla riunione erano presenti anche ;ii rappresentanti della gioventù operaia All’ordine deli giorno figuravano; tra l’altro, i problemi relativi alla manodopera {giovanile etd agli ajpipremidifeti. Poiché è stato accertato che nel 'Distretto sono temporaneamente di-soioeuip.aito circa 200 donne, è stato deliberato d'i proporre al Consiglio eeonamiioo del Gomitato. Popolare I ti strel t u ule di stanziare per l’anno 1954 i mezzi finanziari necessari per la apertura dii una piccola industria locale che assumerebbe tale manodopera femminile, AGRICOLTURA MATERIA D’OB-BLIiGO NELLE SCUOLE DEL BLIESE Su »imziiativia del C«4 niigMo per ragricoLtura del Comitato Popolare distrettuale di Buie, tra breve, in tutte le scuole elementari del distretto di Buie l’a'griieoillura sarà introdotta come materia obbligatoria. Contemporaneamente nei centri minori verranno -organizazati dei corsi serafi dii agricoltura che verranno svolti dai tecnici eid agronomi ohe prestano servizio nel {distretto. SEDUTA {COSTITUTIVA DELLA .NEOELETTA GAIMERA DEI PRODUTTORI Ha avuto luogo venerdì, a Capo-diatria, la prima seduta della neoletta Camera del Produttori del Comitato Popolare Distrettuale La seduta è stata aperta dal membro più anziano, dottor Stanko 'Kovačič. E seguita l’eteziione della crnn-miisioine di verifica e quindi il giuramento, con iil quale i delegati diel lotìtnisiìgffio »’impegnano dii servire fedelmente il popolo, idi assolvere con coscienza e perseveranza ì propri doveri, di conservare iutegno l’onore di rappresentante popolare. La Ciamera dei Produttori ha quindi eletto il proprio presidente nella persona del compagno Albin Cotar, la commissione idei mandati e per l’immunità, la commissione per il pianto soiciiafe e il bilancilo. La Camera tornerà a riunirsi, assieme al Gomitato Distrettuale, il 28 dicembre prossimo per discutere il bilancio del distretto di Capodistria. LA LUCE A 370 FAMIGLIE In séguito a particolari circostanze determinatesi l’anno scorso, l'impresa «Elettra», non aveva potuto port are a termine l’eletitriìfiieazioue di Castagna e diel settore Martinčiči-— PoTopatti, settore «he comprende ben sette villaggi e ila cui importanza; pertanto, non è da sottovalutar©. Finalmente 370 famiglie potranno avere la luce elettrica, con il 'completamento dei lavori. L’impresa ha gettato per realizzare questo cibhiet-tliivo 11 km idi cavi ad alta tensione, 9 km d;j cavi a bassa teaiisioine, 5 km di rete Joicafe e 4 stazioni di trasformazione, Sono stati aM’uopo investiti 25 milioni dii dinari avuti in dotazione dal Potere popolare, 'oltre a 3 milioni 700 mila dinari provenienti dal contribuito delle case elettrificate'. E’ da sottolineare che i contadini della zona ita questione hanno largamente contribuito eoi lavoro volontario alla realizzazione dall’ope-ra; 'prestandosi per l’erezione dei pali e dovunque s’era resa necessaria la fatica manuale, Ecco che ora giunge il compenso alfe loro fatiche. Prima che l’atnno 1953 scalda, la luce brillerà nelle loro case. Per la prima volta. E sarà un giorno da ricordare. SERATA D’ADDIO Le insegnanti de! le scuole elementari italiane e slovene di Pirano hanno 'organizzato una serata d’addio al proprio bidello «omp. Giorgio Viezzofli «he dopo 40 anni di a ttività ai ritira, per il meritato riposo. I dirigenti dèlie rispettive scuole gli hanno espresso, a nome degli insegnanti; la gratitudine per lo zelo, Tabnegaizione e Uaffettuosa dedizione agli scolari; e maestri durante la Bua vita operosa; trascorsa tra la sicolareBca, augurandogli per. molti anni in salute e serenità il meritato riposo. Ha gradito molto Tomaggio di una pergamena recante le firme di tutti i presenti con parole di affettuosa riconoscenza. Prescrivere un programma che si adatti per tutti i ragazzi con grado d’istruzione così eterogeneo, è um’impresa itaipossiilbiiile, perciò do-vrebe essere lasciate maggior libertà d’laaiooe agli insegnanti affinchè risolvano la questione caso .per caso. Nel primo corso, composto Sin prevalenza dii alunni che hanno assolto le scuole obtennalà, ài programma può essere unico e prescritto, però quello attuale presenta la deficienza di essere al disotto del gradio d’ilsitruz one degli lailuimmi ai quali è ilndjriBzato, cosicché, chi più citi meno, tutti hanno già studiato quanto ora stanno ripetendo. Alcuni insegnanti, poti, ci hanno espresso il parere che le materie, dato 'il carattere della scuola, sono troppe e che sii potrebbbe eliminare ad esempio la storia e la geografia, includendo temi di storia e geografia mell’insegnameeto deir,-itahamo. Siiamo del laici dii cose scolastiche per prendere una posizione a riguardo. Riteniamo però che i programmi, elaborati per i nastri centri agricoli, vadano riesaminati ed adattati alla futura più presumiilbile occupazione e al grado d’istmzaicine dei giovani delle mostre cittadine. L’equiivailente' dii iciò lo avremo nella soddisfazione degli insegnanti che vedranno maggiormente compensate le loro fatiche con un reale interessamento ed lappi cariane melilo studilo da parte degìì alunni e nella maggior utilità che da tale tasegnaimento ricaveranno già alunni stessi. Un’altra difficoltà è rappresentata dalla mancanza di liberi di teck), particolarmente sentita nel corso preparatorio dove, a causa derilinsuffìaiiente grado distruzione dii alcuni alunni, questa non può essere nemmeno sostituita dalla dettatura delltinsegnanite. Per l’insegnamento, per ora, ci si iserve dei Ubai di testo delle scuole diurne, ma, trattandosi idi ragazzi in gran parte disoccupati, che d genitori, già ■avviano a guadagnarsi da soli il pane, non sono liin grado dii acquistare talli libri;. In scuole analoghe dell’anteguerra esistevano biblltote-iche fornenti agli alunni i libri in prestito, con l’obbUgo di rifondere gli aventualà darmi. Col tempo, finanze permettendo, anche ciò potrebbe essere attuato. Analoga si presenta la questione per le cibarie indispensabili per gli esperimenti delle alunne e per il cui acquisto, riteniamo sa possa stanziare la modesta somma indispensabile. Un tanto per quanto riguarda i problemi scolastici. Infine ali1 giovani alunni che leggeranno queste righe, rivolgiamo un 'invito, quello di studiare senza attendere un’eventuale riforma dei programmi, poiché, anche dal programma attuale, essi possono trarre insegnamenti utili per la vita. MB «Ir», una ferita alla testa e la frattura ideili’ alluce del piede simistro. Anche Bak Giacomo, raduto rovino-sani ente a i terra, ha riportato la frattura dii a'lcmine costole e, per un rad -po al «apio, una leggera amnesia. PIRANO Decessi: Vetaturinii Andrea, di 81 anni; Valente Andrea, di 92 anni; Girali! Maria, di 91 anni; Giovanni Antiinoxi,
  • deli’acqui i-sto di merce tessile in base alle esigenze dii stagione. Da parecchio tempo erano attese stoffe per. i cappotti imvemailii, spelei aliment© dalle donne, «he man sii aooomtemitaino detta limitata scelta acquistata dalle aziende. Una 'quindicina dii giorni fa è pervenuto al negozio della Ma-Na un coni ingente .di merce per cappotti di mezza stagione e per di più in quantità talmente ridotta da risultare esaurito in pochi giorni. Stoffe pesanti per cappotti di don na nei negozi mancano del tutto. Molte donne si chiedono: ma perchè le aziende non Leggete e diffondete LA MOSTRA LOTTA si imteressamo dell’aoquisto di un assortimento di tessuti vari, affinchè : compratori 'possano avere buona e abbondante scelta; ciò che risulterebbe ramtaiggioso per i negozi Qualcosa dii analogo va riferito amébe all’azienda «Egida» dove, a «hi .chiede stoffa per cappotti, i commessi rispondono che la stoffa permane in magazzino poiché non riescono ad accordarsi sui prezzo. Vige ànoiltre in vari negozi
  • SK!*fcRE TUA MC*U£ ...NOH WMtHTiC» H.HI0 AMATO ìrnmmmmm^àm tumwi 1 Wgl MJ&O ALCAN- ma'rnm m P0ó5£i50 _ mua umpm mm n m immuro IH M'àLTM mio* m Ü PALAZZO ì 18 MOGUL PI wmp. turno mo iou'Aim oavmiio m$a a ri-mmo........... appo che mmiML c osuto ^pot£RA Nfc.CO-*^ .SAPEVO TARE ORA?; orna* ___ j ABORT HI HOH TlfOTREJ MH TU ARE HAI KIT/ \kud,é£tà CELEBRANDO LA GIORNATA: DELL'ARMATA EOI PIARE JUGOSLAVA La divisione Garibaldi in lotta Le gesta di dieci anni fa dei partigiani italiani in Bosnia e nel Montenegro Uti gi’ioroo (deil ditcemibre 1943, un reparto di ;partigiani ditali and partendo da Beraime, raigigiunse urna stretta iv alile ,rai«diÌTiisia .tra glii ailt'i efd aspri moniti dell Momtenegiro. St anicini e ma.ìivétìtJiitK', essi diimostravano — cantando —, un entusiasmo non comune. La ragione idi itnilto ciò ? Eccola : essi si avviavamo al luogo di adunata delle unità partigiane composte da comib attenti aitali ani, alle quali avrebbe rivolto la .parola Le roe inon-iteinegriino generale Peko Daipicevic. A pagina 154 «del terzo volume del «Diario,» di Vlado 'Dedijer ai logge: scritto uno dai combattenti di quella unità, il doitt. Silvani (1). Iniziano le lotite che dureranno per il igiloirtìosio reparto ben diciotto mesti. In. molte e sanguiinoise battaglie : tedeschi vengono contenuti e respinti con coraggio disperato. Per scoraiggi'are e conCoindere gli italiani, i tedeschi ricorrono a minacce, a lusinghe, a falsi ordini che piovono ogni giorno dal cielo insieme con le bombe e le raffiche di' mitraglia. «iNon furono giorni facili» dicono oggi i superstiti garibaldini e parlano di un Capodanno ohe non pro- Le tradizioni gloriose della lotta parUgana (la foto ci mostra raduno di un reparto del litorale sloveno nel 1994) sono ora affidate ... all’Armata Popolare che ne è l’erede diretta. Qui, una pattuglia duTftnitr tt! gnfcrrdi manovre «Incorporati nel nostro esercito lottano molte umiltà dii Italiani, Bulgari, Ungheresi, Cecoslovacchi, or-ganiizìzate con ili mostro aiuto. In .Montenegro il comando dèi Secondo Corpus '(diretto dallo Eroe popolare generale Peko Dapčević, oggi capo di Stato Maggiore delLArinata Popolare Jugoslava — n. d.x.) dopo la capitolazione dell’Italia, è riuscito alci organizzare 'dalle divisioni italiane «Taurinense» e «Vemazia!» la divisione antifascista italiana «Garibaldi,». Questa divisione . conta tre brigate, un gruppo carristi, un gruppo artiglieri ed um autogrù ppo, oltre a undici battaglioni di lavoro ed un battagilàoue del genio. Amt o r prima che d c om andi 'delle divisioni «Taiuriinense» e «Venezia» si arrendessero, nel settembre del 1943, una parte degli Italiani antifascisti era passato dalla nostra parte partecipando ai connb atti irnienti contro : fascisti italiani e contro i četnici. In una di queste battaglie cadde eroicamente il socialista italiano maggiore Riva. Da lui prese più tardi ili nome uno dei battaglioni della divisione «Garibaldi)?. Quesita divisione, o meglio, singole sue unità, partecipò ai combattimenti nei vari settori ,del Montenegro ...» * * * L’anno nuovo si avvicina, il 1944. Per i partigiani Itali ani della «Garibaldi» è finita la guerra vecchia, comincia quella nuova, come ha n-eOile file ideila Prima Brigata Proletaria, al baititaiglione «Matte o>td» in seno alla III. Brigata Krajiška (3). Il messaggio servi a rafforzare la leide di questi soldati lontani «dalle loro case nella lotta per la libertà, a rafforzare ed elevare il loro spirito combattivo. * * * Iin questo perioda il battaglione «Matteotti» della Terza Krajiška marcia, combattendo, da livno a Ku-prest, portandosi in seguito a Bugojno', Donji Vakuf, e (partecipando a varie battaglie insieme alle altre uni-tè della III Krajiška e della I Brigata Proletaria. Il 26 i «matteottimi)» sorpassano Jajce, portandosi a Markonié Grad e poi sulle alture circostanti la città di Banja Luka. Qui il battaglione prende posizione alle spalile di altri reparti deil’EPL che attaccano la città. Nella notte dèi 31 dicembre Ba- L| nja Luka è liberata. j Contemporaneamente il primo battaglione «Garibaldi» agisce nella zona di Jajce. A Magaij'dol, presso Jajce, il reparto si distingue riuscendo a sventare un tentativo di accerchiamento. Per il suo comportamento eroico riceve Leucomio solenne dal Comando delila I Divisione proletaria, riportato poi sul Bollettino del Comando Supremo e radiodiffuso idailiLemiitltente pianigiana in tutto il mondo. GACOMiO SCOTTI metteva nulla di buono. Ci) troviamo nel periodo più duro della sesta offensiva tedesca che dura dalla metà di settembre 1943 fino alila fine di gennaio del 1944. I nazisti attaccano da ogni parte nella Bosanska Krajina e melila Bosnia centrale. Inoffensiva viene ‘infranta. Le umiltà Idei partigiani italiani sono duramente impegnate in queste battaglie logoranti. Manca di tutto: il vitto, gli abiti ed i medicinali. Non c’è g'ionio che non porti fame e freddo. I tedeschi, sostenuti ed affiancati da bande di ceitniei ed usta-sciia, incalzano da ogni parte. Una relazione ufficiale -tedesca dice che «ili tifo petecchiale fa miracoli fra gli italiani». Della Seconda brigada della divisione «Garibaldi» si salva solo qualche centinaio di uom.ni; dcii 1.600 effettivi della III Brigata sopravvivono solo poche decine di uomini (2). * * * In occasione dèi ‘Capodanno 1944 il comando del II Corpo invia ai combattenti, ufficiali e commissari politici della divisione «Garibaldi», e a tutto il popolo d’Italia amante della libertà, un messaggio di lotta. Il messaggio non giunse soltanto ai combattenti della divisióne «Garibaldi» impegnata in dure battaglie. Esso giunse anche alle 'altre unità di partigiani itailiami in Jugoslavia, al battaglione «Garibaldi» incorporato Nata (1) — Il prof. Silvani fu mepibro della delegazione degli ex partigiani italiani9 con a capo Cu-tolo e Marras, che visitò il nostro Paese nel 1949 e fu ricevuta dal compagno Tito. Nota (2) — Con Ordine del Comando del li Corpo d'assalto n. 231 del 27. XI. 1943 venne formata la divisione italiana (.(.Garibaldi)) composta da tre brigate: «Aosta», ((Taurinense)) e «Venezia)), re;sti delle divisioni italiane omonime. La brigata partigiana «Aosta)) sorse alla metà di ottobre e contava 800 soldati al comando della 111 Divisione. Dopo la distruzione, da parte tedesca, nella battaglia dal 3 al 7 ottobre, della divisione «Taurinense», i resti di questa unità passarono nelle file partigiane, formando la li brigata ((Taurinense)) che giunse a Kolaš in con 600 soldati. La 111 brigata «Venezia)) venne invece creata, aneli essa con ì resti, di una divisione italiana, il 12 novembre 1943. Nota (3) —- Il battaglione «Garibaldi» venne, formato a Spalato, dopo la capitolazione delVItalia fascista, nel settembre 1943; il battaglione ((Matteotti)) sorse a Livno nelVot-tobre dello stesso anno. Questi due battaglioni parteciparono alle battaglie in Bosnia e Montenegro, e piò tardi, ira Taltro, alla liberazione dì Belgrado, dove, dalle file dei prigionieri italiani liberati dai campi tedeschi, sorsero altri due battaglioni, il «Mameli)) e «F. Bandiera)), dando origine alla seconda Brigata italiana, e quindi alla Divisione ((Italia)). I NOSTRI PROBLEMI DEMOCRAZIA PER TUTTI ? Da un ariicaio di Milovan DjiSas Si sente spesso : la nostra demo- sviluppare un’ azione di regresso e, crazia non è per tutti, non è per i nelle nostre condizioni, anche indi-suoi nemici. Si. allude con ciò di so- scussamente da traditori, lito ai nemici della democrazia — I Essere per la democrazia per tutti reazionari, borghesi e cominformislì nelle nostre condizioni è possibile — che. non dovrebbero minare indi- unicamente a patto che le forze so-sturbati l'ordinamento esistente e. sui adiste coscienti svolgano nel conquali dovrebbe calare la mano della tempo una lotta attiva contro la relegge. Così concepisce e approva tali azione... Il combattente socialista, espressioni l’enorme maggioranza dei jj vero comunista, si distingue oggi nostri cittadini. Sembra che a questo [n effetti, dal burocrate e dal picco-riguardo non ci sia nè possa esserci [n boT[gbese spodestato, proprio per equivoco alcuno. U fatto che è capace di muoversi, di Eppure equivoci non mancano, no- lottare nelle nuove contraddizioni nostante la chiarezza delle parole e (borghesia — burocrazia — democradette Concezioni e della stessa prassi, z;a;[ c]le tende a superare e schiac-poiché sia il primo che il secondo e;are le forze antisocialiste, svilup-e il terzo, come di solito succede nel- ,,anJ0 forme democratiche concrete la società classista, dopo essere stati od elevando la coscienza delle masse accolti dalle diverse forze — socia- suua democrazia. Perchè diciamo co-liste, burocratiche e capitaliste -- scienza delle masse e perchè forme vengono trattati anche diversamente, concrete? Se esistono realmente del- 1 rimasugli capitalisti non ricono- je forme democratiche, se le svilup-scono altre libertà •che non sia la piamo effettivamente, allora esse en-loro. Ogni classe, o meglio, ogni nio- treranno nella coscienza, negli usi cimento sono tanto meno critici delle masse e diverranno una garan-quanto più equiparano i loro iute- zia effettiva contro il capitalismo e rqssi, concezioni, morde, ideali, ecc. burocTazia_ Quando un'idea pene-con la volontà e gli interessi di tutta i^ii nelle masse essa diviene forza la società. E tale insensibilità verso materìale, capace di mutare la realtà critica sorge, come si. sa, quando tà ... una Classe e movimento vengono in E 0- mo,lo chiaro e semplice, collisione con lo sviluppo obiettivo, M(J rpgta aperta ^pre la questio- rispettivamente con la volontà, la co- np. rchè la democrazia anche per scienza e la vita delle masse. Da pa- ]a borghesia? £ in che forma per reccluo tempo e successo un tanto al- psga? f a f()rmn chp ,,o/fì (mche per la nostra borghesia. Analogamente R horghese è — ed unicamente può succede alla burocrazia e al buro- pssm, _ che ìa fegge vige anrflP per crausmo, con la differenza che i bu- ^ ß chp (mrhp a nuUa può suc. rocrah ritengono che la liberta rpJprp confro e ,6 unf. considerino tali — la forza pm prò- ^ { dire una determinazio- gresswa, dirigente, et similia della ^ ^ n^hltrnrin _ con società (del popolo). su Le co'scienti ne soggettiva e arbitraria — e conciò anche In soppressione — dei con- orze socialiste solo apparentemente ^ -fe ,p soc;aUste e rea2!0 sono d accordo e con gli uni e gli nar;e altri. Infatti tale accordo può essere Da noi la borghesia è in effetti e solo apparente e molto molto con- formalment nvata della parità di d,zumato. Le coscienti forze sociali- ^ ^ ^ (/- diriub ste non possono arrogarsi la esclusi- ^ d(> non come classe va della democrazia poiché non »J - • •------ molto facile determinare quanto socaUstu-amente cosciente a quanto Umza srdo come individuo, non lo e, e ancor meno dove cessa- 00 — - - - no queste forze socialiste o dove incomincia ìa reazione burocratico-capitalista. Trovare questo confine è difficile anche perchè le forze burocratiche giustificano il proprio arbitrio e il dominio sul popolo con il pericolo della controrivoluzione, anche se con la loro pressione e il dispotismo causano la resistenza e d malcontento financo dei semplici lavoratori. (Chi può, ad esempio, sapere con precisione nella collettivizzazione obbligatoria, nell ammasso ecc. quanto causa il malcontento del kulak o del semplice contadino?) Da ciò sembra che al comunista-democratico, al socialista risulti piò facile e piò naturale essere per la democrazia per tutti. Ma tale atteggiamento in pratica — specie in un paese dove la classe operaia è poco numerosa — viene presto e facilmente sfruttato dalle forze reazionarie, che, trasformando specialmente nelle compagne la democrazia peir tutti in democrazia per loro, sfruttano le lacune delle leggi per e attraverso le proprie organizzazioni di classe, cioè il borghese ha I u- come cittadino. Tale è la situazione reale che non può definirsi ideale dal punto di vista di una democrazia astratta ed irrealizzabile. E9 in con-traddizione^ l'uguaglianza dell’individuo dinanzi alla legge e non riconoscere a questi individui, come appartenenti ad una classe, l’uguaglianza. La eliminazione di questa contraddizione porta, in effettui all’eliminazione della stessa democrazia, quale forma di oppressione di classe (della maggioranza sulla minoranza, (continua in IV pagina) Durante una pausa dei lavori all’ONU, la Presidente, signora Vijaia Lakshimi Pandi!, si intrattiene con alcuni delegati 'LA MORTE CIVILE, AUA RIBALTA BUIESE Buie, dicembre. All’apertura dèl-Taitituaife stagione teatrale ili complesso dèi 'dilettanti italiani ha presentato al pubblico un noto dramma din 4 aititi idi Paolo Giacometti ; «La morte Civàie». Niella rappresentanzione di questo dramma non sono stati notati i difetti che, purtroppo, si manifestavano nelle precedenti commedie presentate. Ciò significa che 1 impegno, la volontà e lo studio cosoenizioso non sono mancati. Possiamo dire francamente di esserci trovati di fronte ad un ottimo complesso dilettantistico. Aldo Bressan, regista del lavoro, ha sostenuto la non facile parte di Corrado. — Il suo debutilo in un dramma era atteso con interesse dato che in seno al Dramma Italiano di Piume non aveva mai potuto sostenere una simile parte e quindi dimostrare le sue reali capacità interpretative. La sua continuità d’azione, la sua mimica olitremodo espressiva hanno eresilo un Corrado veramente fedele al lavoro di Giacometti. Abbiamo visto quindi una Rosalia che ha avuto (in Anita Bortolin-Bo-zié un’interprete sensibile ed umana. Nella parte del medico Palmieri si è presentato per la, prima volta sulle t a voile del palco scen ico ili g i o vane C i -mador Romano. Ha destato sorpresa e soddisfazione ,(questa, sua pr/ima prova, superata con ogni lode. Silvano Posar interpretava Monsignor Ruvo, parte non troppo adatta al suo stile di recitazione. Il Posar è comunque riuscito a trasformarsi in un sacerdote ipocrita, pacato e pieno dii ironia. La sua interpretazione è piaciuta. — La parte di Emma, giovane fanciulla», è stata sostenuta da Novella Posar, attrice del Tèaitro Croato Distrettuale di Buie. La sua linterpre- LA LOTTA PARTIGIANA NEL CAPODISTRIANO DALL’8 SETTEMBRE 1943 AL I MAGGIO 1945 FINALMENTE LIBERI VII Al saluto alleato del 19 marzo 194-1 altri ne tennero Idietiro, ;però assolutamente privi di emozioni, perchè non dedicati a noi e affatto inoffensivi. Certo seccava assai quei dover piantare, sul più hello, il desinare o la oena, e. valligli a idei preziosi in mano, divorando a quattro a quattro gli scalini, infilarsi nell’aria umidiccia delle cantiine. Laggiù, peraltro, non ei sii annoiava, poiché ivi ciascuno manifestava liberamente Tanimo proprio, senza scrutare l’orizzonte se mai vi spuntasse qualche spia. Pure anche in quelle estreme ore dii tirannide straniera, nei «rifugii», i filogermani-ci ed i nostalgici del littorio (oran pochi, ma non buoni come i versi del Torti) s’incocciavano a definire «nostri;», ossia hitleriani, gli apparecchi ohe volavamo, rombando, sopra le nostre teste, quelli non esclusi che il 30 .aprile 1945 solcarono, per l’ultima volta, il mostro cielo. Costoro increduli! .. . per disciplina di partito, ©d anche per la tremarella che li prendeva al pensiero d’una probabile batosta dell’Asse con gli» ammessi conti da rendere, smentivano, pure, le notizie di vittorie riportate, proprio in quei giorni, dai partigiani italiani nell’Italia settentrionale. Restava, sì, l’assillo dii quelle maledette mine sepolte, a 'intervalli sapiente-mente misurati lungo la banchina del porto, a non più di trenta metri dalle case, ma tutto .eravamo rassegnati a soffrire, anche l’angoscia dun catastrofico imminente sussulto, purché quegli energumeni, che con la loro odiata presenza attiravano qui j paventati bombardieri alleati. Hi II LA LAMPADA* ALADIM0-I9 se ne andassero al diavolo, una buona volta! Si sapeva o si riteneva di sapere, che i tedeschi, dopo essersi impadroniti, con la forza, maituralmente, dell’umico piroscafo attraccato al molo delle Galere, alle ventitré o ventiquattro del 30 aprile 1945 sarebbero partiti per Trieste, e che a un certo momento avrebbero fatto brillare le mine interrate nel piazzale del Porto: questo Tultimio loro cordiale saluto alla nostra città prima di abbandonarla definitivamente ... Atto dii crudeltà e ferocia tipicamente nazista, poiché il crollo e l’inabis-»amento in mare delle rive, dalla Sanità alle radice idei molo delle Galere non avrebbe ritardato di um solo mimuto l’imgresso dei partigiani in Capoldietriai, che, infatti, vi entrarono dalla porla della Muda senza imbattersi in neppur Tomibra di un nemico, eomseignato in caserma da oltre quaramt’otto 'ore e, allietante del loro arrivoi, forse igià mietuto al completo 'dalle raffiche idei mitra triestini. Le due ore òhe precedettero la nascita del primo maggio 1945 furono terribili. Il silenzio dell’eitere, ottenebrato dà tienisi nuvoloni, saturi di pioggia, era, sì, anche quella sera veramente storica, incrinato da frequenti ronzìi di motori di aeroplano: ma i cittadini, rintanati nelle canove dele loro case venerande, ohe vibravamo di patirà al passaggio dei mostni celesti. Sa ne infischiavano, prima di tutto perchè »i avevano fatto il callo, e «poti perchè consci che gli anglo-americani, dato che a Trieste si pugnava per le vie e per le piazze contro gli esotici invasori, non avrebbero mai bersagliato quella città daill’alto, e tanto meno la insignificante i(insignificante iper loro, intendiamoci! ) Giustinopoli. Certo miravano ad altri obiettivi più lontani, ancora occupati dai reazionari. Felicissimo viaggio e buona fortuna! L’unico pensiero che pungeva, come um chiodo infisso nei cranio1, il cervello idei poveri «ricoverati», era quel dannato scoppio, o conflagrazione ... atomica, che, con l’orologio alla mano, tutti si aspettavano da un minuto alTallro. 'Qualcuno procurava di confortarsi, calcolando la distanza che correva fra la sua calle e il porto, e ne concludeva che quel terremoto artificiale avrebbe indubbiamente risparmiato il suo rione, al massimo una scossetta, però senza finale apocalittico... In quanto-agli abitanti della zona pericolante, essi miom avevamo aspettato nè le ventitré nè le ventiquattro per rifugiarsi addirittura a Bossaìlraga. Suonano le ventitré: niente! Suonano le ventiquattro: niente! Che cosa hanno quei lurchissiimi di tedeschi?... Perchè non si sbrigano?... Si salta o non si salta?... Ohe fossimo già saltati senza accorgersene?... E si palpavano il corpo e constatavano con le mani la solidità e stabilità delle medioevali pareti del «rifugio,». iStando in quelTansia mortale, a molti di quei «rintanati» sembra di udire voci concitate aU’estemo, che gridino: — La messa! La messa! Viva ila messa! — E’ la notte delle sorprese: ora è di scema la ... messa !... Veramente l’ora non è da cristiani, direbbe don Abbondio. Comunque, si corre a veder: alcuni popolani' portano iin trionfo... un soldato germanico: è Te-lettricista viennese, Messe, che tagliando tempestivamente i fili, ha impedito che le mime compissero la Il bravo attore Folke Sundquist, interprete del film svedese «Ella danzò una sola estate» che si sta proiettando con successo nelle sale iugoslave * Il loro opera 'distruggitrice. Capodistria era-salva grazie al. gesto, umanitariamente eroico, d'un valoroso austriaco. E ii nazisti? Andati, andati per sempre! Il sommo, le preoccupazioni sono sparite: nessuno decide di coricarsi dopo tante veglie terribili : tutti sii precipitano' all’aperto in busca di notizie: il covo nazista del porto è finalmente buio, deserto, silenzioso. Un periodo storico è cessato; um’altro ne subentra. A. M. ..FINE tazàome sincera, affettuosa e, dove richiesto dalla trama, drammatica, è piaciuta anche se nel primo atto si è dimostrata un pò in decisa e affrettata. — •Germano Barbaro, melile vesti di Don Fernando, nipote dii Monsignor Ruivo, ha riconfermato Topimiome che anche giovami contadini possono fare bella figura II suo Don Fernando ha convinto lo spettatore. Forse una maggiore scioltezza nei movimenti avrebbe portato ad una interpretazione più icoimplsta. Servolo ‘Barbo., nella parte di frate Gaetano, ha portato a termine con serietà, impegno e bravamente il campito affidatogli. Ciò vale anche per Giovanna Antonini, che ha im-peTSonificaito la vecchia serva Agata, bigotta alTestremo, maliziosa alleata di Monsignor Ruvo. — - F.M. QUI’ IL PUBBLICO SCIMA ALLA MINIERA d’un giovane di Isola. Ligio a urto moda che. sta pigliando piede pericolosamente, anch’egli firma con uno pseudonimo. Ad ogni modo, il tema scelto è «buono» e altrettanto la volontà di svolgerlo. Continui, caro Eel... pardon, Proti, e arrivederci a presto sulle nostre colonne. La notizia che una frana aveva sepolto nella miniera dii carbone dieci uomini si era gparsa per tutto il villaggio dei minatori. Davanti alla miniera si era radunato una folla di curiosi, di donne e di bambini ebe avevano colà i loro cari. Tra (la folla c’era pure Marta Par-ri. La notizia, sparsasi poco prima nel villaggio, aveva raggiunto la sua casa. Quando aveva sentito che la frana aveva sepolto dieci uomini del iIV. gruppo, ‘gruppo a cui apparteneva pure suo marito Giovanni, aveva preso in braccio il figlio, di due anni appena, e si era precipitata .assieme alle altre donne alla miniera. Urla di comandio1, intanilo, partivano dal capi diellle squadre di soccorso, e giungevano man mano le autoambulanze. Un cordone della polizia teneva distante la folla, che muta aspettava di vedere uscire le squadre di soccorso calatesi nella miniera. Dall’alto di una torretta un altoparlante invitava la folla a tenersi calma. Era già passata un’oTa di quella terribile attesa, un’ora che sembrava un’eternità. Tra la folla era trapelata qualche notizia più precisa: un uomo 'aveva trovato immediatamente la morte, un’altro giaceva con un grosso masso sulle gamhe^ impossibilitato a muoversi, e per salvarlo si doveva tagliatigli Ite gambe. A Marta queste notizie non facevano altro ebe acuire Tintema tem-sione. Era quasi sicura che suo marito fosse tra i sinistrati. Ma chissà? Ogni tanto si sollevava in punta di piedi per guardare meglio. iMa ancora niente-. Ad un tratto l’altoparlante annunciò che i sinistrati stavano per essere portati fuori. Poco dopo, infatti, due minatori appartenenti alle squadre di soccorso collocavamo in -un’autoambulanza un uomo. Poco dopo Taltoparlante annunciò : — Bino Togni, morto. Un urlo parti dalUa folla. Era un urlo idi donna ehe straziò il cuore a tratti i presenti. Al grido si mescolò il pianto dei bambini, La donna corse incontro ai minatori gridando : — Rino, Rino-, m2 senti’. Sono Elsa! L’autoambulanza partì lasciando la donna con i suoi due bambini ipiiianigemti. Un silenzio tombale regnava in mezzo alla folla. La sciagura cominciava -ad apparire in (tutta la sua tragicità. L’altoparlante annunciava che altri minatori, però tutti feriti, stavano per essere porta-li fluori. Sembrò che la folla si alzasse di alcuni1 ©en-tii-m-etrn. Tutti erano in punta di piedi. -Marta tratteneva il respiro-, I suoi occhi eran-o fissi -al foro -della miniera. Ad un tratto iil bimbo le chiese: — Mamma, paipà non viene? Non era quello che quegli uomini cattivi portavano via? — Marta s® Ilo strinse più forte al petto e quasi inconsciamente rispose : — No, caro ! — I minatori annunciati d'ali altoparlante venivano portati fu-Ori. Nessuno era il marito di Marta. Aid un -tratto uscì dàlia miniera un uomo.. Era irriconoscibile ; aveva il volto coperto di fango mescolato al -sangue -che gli colava da urna ferita . sulla fronte. Marta lo fissava, lo fissava .. • 3-d un tratto non comprese più nulla. Strinse forte il bimbo-, cominciò a correre pazzamente -e a 'chiamare : —• Giovanni, -Giovanni! —. Ruppe il -cordone della polizia e gli si gettò --tTa le braccia. Giovanni istrinse forte li suoi cari, che in quell» ore sotto la frana aveva disperato -rivedere. ERNESTO PROTI •*! ■ABBIAMO A DISPOSIZIONE COKE PRODOTTO DA MISCELE CARBONIFERE NOSTRANE A PREZZI CONVENIENTISSIMI PER USO CASALINGO, RISCALDAMENTO CENTRALE (TERMOSIFONI), CALDAIE IN GENERE ECC. , ALL’AFfEZf 0IMATA CUENTEU i ' PIU FERVIDI AUGURI WCÀÌQEMm bJEVAONICA ŽEliiEZA I TVORNICA VODOVODNIH ARMATURA CAMPIONATI ITALIANO Serie A Internazionale 13 8 4 1 25:13 20 Juventns 13 8 3 2 23:11 19 Fiorentina, 13 7 3 1 iti :8 19 Milan 13 7 4 2 26:13 18 Napoli 12 6 3 3 20:10 15 Sampdoria 13 6 3 4 18:14 15 Roma 13 4 6 3 21:15 14 Lazio 13 5 3 5 17:17 13 Bologna 13 4 4 5 15:16 12 Novara 13 4 4 5 14:16 12 Spai 13 3 5 5 17:21 11 Udinese 13 3 5 5 17:22 11 Triestina 13 4 2 7 17:25 10 Torino 13 3 4 6 13:21 10 Atalanta 13 2 5 6 22:26 9 Palermo 13 4 1 8 16:27 9 Genoa 13 3 3 7 12:23 9 Legnano 12 1 4 7 14:25 6 CENTRO CALCIO Capodìstria Aurora B 4 4 0 0 20:1 8 Isola B 4 3 0 1 14:5 6 Stil 4 2 11 15:9 5 Pìramo B 3 111 6:7 3 Strugnano 3 10 2 4:7 2 Stella R. 4 1 0 3 8:16 2 Branik 4 0 0 4 3:25 0 SOTTOLEGA DI FIUME 3 Maggio — Naprijed 0 :1, Nehaj — Borac 2 :1. Scoglio Olivi 13 9 1 3 36 :23 19 Jedinstvo 13 9 1 3 30 23 19 Rudar 13 8 2 3 39 .29 18 Mladost 13 8 1 4 39 21 17 Torpedo 12 7 2 3 30 19 16 Abbazia 13 6 3 4 29 18 15 Orient 12 5 3 4 27 15 13 Crikvenica 13 6 1 6 32 31 12 Borac 13 5 1 7 18 30 11 Nehaj 12 4 2 6 14 30 10 Hidroeiektra 12 3 3 6 19 30 9 Naprijed 13 3 2 8 20 27 8 Albona 12 3 1 8 13 30 7 3 Maggio 12 0 1 11 17 37 1 TEATRO Sabato 26 e domenica 27 alile ore 20 la Compagnia italiana di Prosa del Teatro del Popolo dii Capmdds-triat, darà la prima rappresentazione della novità «I morti non pagano tasse*, la mota farsa in 3 atti e 5 quadri di Nicola Mamizairi ohe tanto successo ha riportato nei teatri ove è stata pneisentatai. FERRIERA E FABBRICA INSTALLAZIONI IDRICHE Vrsi ugovaranje proizvodnje za 1954 godinu za svoje proizvode: uinAnA/iAnftmumnnnnmwiAn/A/i fazonske komade za vodovode zasune za vodu težki i lagani tip, vodovodne armature : hidrante, usisne košare, povratne zaklopke, j žablje poklopce, ogrlice kanalske poklopce, ogrlice < kanalske poklopce, kanalske rešetke, kišne rešetke. ‘ wnMannnAantuuinAAnnnflfuv/uuin/iAtuuinAAnnn/uuuiflnfminflnntinflnnnnfuviflfltuiAftnAi fuuuiAAAniuuuinftiuuuuuinnnAnfln Assume impegni per la produzione nel 1954 per i seguenti prodotti : § Profili per acquedotti Saracinesche idriche pesanti e leggere Condutture idriche : Idranti, aspiranti in rete, ventili, coperchi, morsetti, morsetti per tubazioni, reti e coperchi per canalizzazioni, strade ecc. u vmjTiinnnn/ut/utnrddwnn/u^ ìA/iflnnmanjhmmmAA/iAA/iAjiAn/wii/mA^ Varaždin '"'CENTRO CALCIO Capo distria Strugnano — Aurora B (non disputata per impraticabilità del campo), Stella Rossa — Branik li : 3, sui —saune virano b 3 : 3, riposava l’Isola B. CAMPIONATO JUGOSLAVO I. Lega Dìnamo — BSK 1 :1, Crvena zvezda — Proleter 3 : 0, Hajduk —Rabotnički 3 :1, Lokomotiva —Radnički — 2 :0, Vardar — Vojvodina 3 : 3, Sarajevo — Partizan 2 :1 e Odred — Spartak I : 1. CAMPIONATO ITALIANO Serie A Atalanta — Triestina 4 :2, Lazio — Genoa 3 : 0, Milan — Juventus 1 : 0, Napoli — Legnano (sospesa al 13’), Novara — Inter 2 : 3, Sampdoria — Roma 2 :1, Spai — Fiorentina 1 :1, Torino — Palermo 2 :1, Udinese — Bologna 3 : 2. AMICHEVOLI ttappr, Giovanne Fiume — Rappr. Giovanile Zagabria 3:2. CAMPIONATO JUGOSLAVO I. Lega Hajduk 15 12 0 3 31:17 24 Dinamo 15 10 3 2 35:12 23 Partizan 15 11 1 3 50:20 23 Crvena z. 15 10 3 2 28:14 23 Vojvodina 15 9 3 3 42:23 21 Spartak 15 7 3 8 28:23 17 Proleter 15 3 7 5 18:29 13 Vardar 15 3 6 6 21:22 12 BSK 15 4 4 7 25:26 12 Sarajevo 15 5 2 8 21:24 12 Radnički 15 3 3 9 16:27 9 Lokomotiva 15 2 4 9 18:26 8 Odred 15 2 3 10 22:43 7 Rabotnički 15 2 2 11 13:50 6 PER LA SELEZIONE GIOVANILE JUGOSLAVA VITTORIA DELL'HAJDUK E SCONFITTA DEL PARTIZAN La seconda giornata di ritorno ha visto il piredomEinio quasi incontrastato delle squadre ospitanti, che si sono aggiudicate ben 12 dei 14 punti in palio. Lo scotto maggiore Io ha pagato lo squadrone belgradese Partizan, sconfitto, contro ogni previsione, sul non difficile campo di Sarajevo da un iratconosoifciìe Sarajevo, che FIUME -ZAGABRIA 3-2 Dopo un primio tempo nel quale la rappresentativa fiumana non riusciva ad ingranare, nella ripresa le cose cambiarono totalmente. E nonostante che i zagafaresii fossero riusciti a chiudere in vantaggio i primi 45’ per 2:0, i fiumani ottenevano l’intera ■posta vincendo la partita per 3:2. I ragazzi di Zagabria erano partiti dii scatto rail f ischio iniziale dell’arbitro Lasič e già al 2’ erano in vantaggio per un ben dosato tiro di Jovanovič. Al 15’ aumentavano il distacco con Rašdovčan e il primo tempo si chiudeva con un 2:0 a loro favore. Nella ripresa i fiumani apparivano nettamente trasformato. Al 12’ Lipovac imbeccato da Zidarič raccorciava le distanze e lo stesso giocatore due minuti più tardi coglieva il pareggio. La squadra locale premeva pai1 con insistenza e all87’ otteneva il goal tìeQla vittoria per merito di Matajia che riprendeva un pallone respinto da Zrinič su toro di Zidarič. L’àncontiro era valido quale selezione per la formazione 'delila nazionale giovanile croata e della 'rappresentativa jugoslava. Girandoli in lesta al canpnato iugoslavo g f DOPO ^UNA GIORNATA IN TESTAjAllA MASSIMA SERIE CALCISTICA ITALIANA Scende il vessillo juventino Il Rabotnički relegato a reggere il fanalino di coda La vittoria dell'Udinese e la sconfitta della Triestina è riuscito a superare la difficile prova a pieni voti, aggiudicandosi la vittoria più ambita, quella di far crollare il Partizan, alfiere delia classifica. L-a squadra di Čajkovski, Bobek e Zebee, dopo le due fulgide vittore contro l’Odred e 4a Crvena zvezda, ha dato' 1 primi sintomi dell’imminente crisi nella partita contro l’ultima classificata, la Lokomotiva, il 13 dicembre a Belgrado, vinta a malapena per 2:0, origli che doveva sfociare in una prova negativa sia dal punto di vista tecnico che agonistico, emersa in piena luce domenica a Sarajevo. Con questa sconfitta, che è la terza del oampfanato, il Partisan ha perso pure lo scettro di alfiere della classifica, passato alla squadra dei «campioni del mare» di Spalato, uscito vittoriosi neU’àneontro casalingo con il fanaliino di' coda Ra-botniCki di Skoplje. La squadra di Beara e Vukas sembra aver superato il momentaneo abbassamento di forma, che te costò la perdita della coppa Tito nel confronto finale con il BSK di 'Belgrado. Con lo scambio avvenuto in cima alla classifica, di campionato jugoslavo oi guadagna molto in interesse ed incertezza, giacché, dopo 15 giornate di campionato, ben quattro .squadre, le solite quattro grandi dominanti la scena calcistica jugoslava del dopoguerra, si trovano raggruppate in uno spazio diviso da un sol punto. Hajduk con 24, Partizan, Crvena zvezda e Dinamo con 23 puniti, daranno senza dubbio un’enorme interesse alla parte finale del campionato, che avrà inizio nella prossima primavera perchè, con la 15 giornata disputata domenica, il calcio jugoslavo chiude i battenti Sta aspettativa della migliore stagione. La Dinamo di Zagabria, pure nel suo quarto incontro con il BSK, non è riiusaiita ad andare oltre un pareggio, malgrado 'avesse nettamente dominato per almeno i tre quarti delH’iinccrntro. Questi pareggi delia squadra mirante ialite conquista del tìtolo con il BSK, non sorprendono ormai nessuno, perchè è ■aroinoto che all’emorme volume di g oca non fa riscontro uin’altrettan-ta forza realizzatrice. Il gioco della Dinamo è adatto per il pubblico desideroso di bel gioco, ma per la relativa , poca penetrabilità del quintetto di punta costa alla squadra punt preziosi, che si faranno senza dubbilo sentire alla resa tonale -dei conto. Facile è stato -il compito della stanze per merito di Galli a pochi marniti dalla fine. A stento invece la Fiorentina « riuscita et pareggiare sul temuto campo della Spai di Ferrara, la quale sta riprendendo quota-, dopo le battute a vuoto nella fase iniziale del campionato. ì.'incontro sì è svolto su un terreno pesante ed ha visito una Chiara superiorità della Spai iapparea in gran giornata durante tatto l’imeem-tTO. Il Torino ha battuto di misura un Palermo che è parso piuttosto disorientato alll’indizio-, ma che si. è gagliardamente ripreso eid ha eomtrattaccato con energìa. Le rei*,; si sono verificate tutte nel corso del primo tempo. Nella ripresa una energica offensiva palermitana costringeva -il Torino aid una affannosa difesa. Amebe a Udine si è giocato cost aule-mente sotto la pioggia. Dopo aver chiuso il primo -tempo in vantaggio, nella ripresa il Bologna si è fatto prima raggiungere -e poi superare dalla veloce squadra friulana, lasciando ai padroni dii -casa l’intera posta -in palio. La Triestina invece è incappata a Bergamo in un’altra sconfitta.. I rosso-atei) ardati hanno avuto un inizio aggressivo, sfiorando la .possibilità di andare .in vantaggio per merito di Secchi che colpiva in pieno la traversa. Su azione di contropiede, li vii ovante.--imo -centro-avamifi Lenuzza batteva il portiere triestino vanamente proteso nella parata. Non passava molto tempo péro che Lucenti -ni, isu un paosiaigàio di iSeceih’., pareggiava le sorti. Alla mezz’ora era nuovamente VAlatenta aid andare -in vantaggio per meritò di Raiasmu-nsen. I bergamaschi nel ’secondo -tempo consol jidaiva.no il vanteggio omt roll endo facilmente la squadra Triestina. L’incontro Napoli—Legnano è stato sospeso .per impraticabilità di campo iàn parità. Crvena zvezda, dominatrice nett-a eh autotoibairìa nell’ incontro con il neopromosso Proleter di Osijek, il quale mulila ha potuto contro (l'irn-di-avoìato -attacco condotto dia un MiV.iić ritornato alla forma dei tempi migliori, che fa -ben sperare pure all'allenatore dette squadra nazionale Pogačnik, il quale certamente non ha ancora cancellato dalla ro-isa d-eii probabili candidati il nome dei popolare Rajko. Incontri Interessantissimi pure quelli che h-amno visto alle prese le parenti povere della classifica. A Lubiana l’Odred ha giocato una delle sue più belle partite proprio demanie-a contro lo Spartak da Novi -Sad. Gli, ospitatati sono stato superiori per -tutta te durata dell'iin-,contro, chiusesi din parità solo par due -marchiani errori di Klančišar, il quale ha sbagliato ben due volte dii centro a soli -tre metri dalla parta avversarla. Dopo un primo tempo chiusosi a reti inviolate, l’Odred passava 'in vantaggio al 6’ della ripresa con una travolgente azione personale -di Toplak, il quale, dopo aver superato l’intero blocco difensivo avversario, segnava 'imparabilmente dia distanza ravvicinata, Dopo varie aziicmii condotte a 'ritmo sostenuto ma infruttuose, l’Odred, -in un'aizioine di contropiede. dello Spartak, subiva la beffa del pareggilo. Era Branislavljević a con creta-re Fazione .partita da Ognja-mov a.l 28’. A nulla sono valsi gli sforzi dei locali per riportare le sarti dell’incontro a loro vantaggio, perchè te difesa dèlio Spartak, con un portiere Glcmčak che è stato il mgiliiore tim campo, è riuscita a contenere bene la pressione. A Skoplje la Voj vodina, malgrado le due reti di Veselinovič segnate nel primo tempo, non è riuscita a portarsi a casa ambedue i punti, perchè lili Vardar, con un fortissimo ritorno nella ripresa, è riuscito a riportare le sorto deH’dncantro in parità. La cenerentola Lokomotiva è riuscita finalmente ad incamerare la sua seconda vittoria con l’ausilio di due reti segnate da Firm nel primo tempo nell’incontro con il Radnički di Belgrado. I z-agiabresi, ormai paghi del successo, si Imitavano a comtroitore gii avversari nella ripresa, conquistando cosi due punto, che li mettono momentaneamente ai sicuro, lasciando l'ingrado ruoilo di -fanalino ài Rabotnički, p'smetto ad un -punto 'di distacco dall’Odred di Lubiana, Ile due squadre c&oè, che probabilmente dovranno dare Taddio definitivo all massimo campionato jugoslavo. P. Stil - Saline Pirano 3-3 SALINE PIRANO B: Formasano, Reason GiiraiMii I, Dcsaidoi, Gir alili IL Em-estini), Daipretito II, Tamaro, Gira1 idi: III, Ja-kotmim, Piccinii. -STIL Tedesco, 'Pavento'. Maršič, Auber, -Klasimc I, Vatovec, Benčič, Bertok, .HoiöovaT, Bole, Križnia-nčič MARCATORI : Al 4’ e al 24’ Da-pretto al 44’ Jakomin, all 67’ e a.11'84 Hočevar, al 77’ Klasinc I. ARBITRO : S ab-aldiim, Incontro tiiratiseiimo su un campo reso p-reamite ida un’iilnsistente pioggia, I loleailil avrebbero meritato la vittoria«, aiMendo (p reumi! o in prova1-ilemasa. Tutta via il l'oro attaioco non ha saputo sfruttare tutte le occasioni faivorevol'L La Stili, pur chiudenda in passivo per 3:0 11 primo tempo, e rii usedita melila ripresa a rimontare gradatamieiTute lo svamtaigigio ed a pareggiare snail Bollire deill’imcontro. Giova accennare a questo proposito che l’arbitro mon ha icone eisso, forse per svista, una rete dei capoidistriami. Stella Rossa-Branik 6-3 DEMOCRAZIA PER TUTTI? STELLA ROSSA : -Apollonio, Angelini, Koejaučič, R-isimovič, Carraro IL Bertok, Colombini, -Carraro I. BRANIK: Gregorič, Hrvatin I, Savarin, -Grmanis, Zgonc, Hrvatin II. Kocjančič, Prodam-, Bržan, Glavina, Prelac. MARCATORI : Carraro I al 9’, Kocjančič al 10’, Riisinovič al 12’, Bertok al 38’ Carraro II al 55’ e al 63’ (rigore), Grm-àmis alil’80’, Gl.a.vi-na aM>’83’, Zgonc aiilW. ARBITRO: Marlinoli. Sin idiail-l’iu'iizip la Stella ‘Rossa preme in area avversaria, realizzando ben tre reti in sold 12 minuti. Paga del successo, si- schiferà poi in difesa e .ìli -gàio«* si al terna con ani oni di oom-tropìie de da ambo le parti. Nella ripresa, piraoomtro cala di tono, causa anche la pesantezza del campo, reso acquitrinoso dalla piog-•gio. Tuittaivia la Stélla Rossa, pur gioeandlo -in soli 8 uomini, mantiene una discreta superiorità sino alla fine. fidale e monopolistica interpretazione di ciò che è e non è borghese, la distruzione delle forme ancora imperfette di democrazia, tutto ciò deturpa e falsa le forze del socialismo e il socialismo, li mina, tinche se indebolisce persino la borghesia. E proprio per lo sviluppo democratico, quando il potere e l'industria sono in mano delle forze socialiste, sono più importanti di qualsiasi cosa la integrità interna, la cultura, la sincerità, la discussione e la critica, l’accordo tra le .parole e i fatti (rispettivamente il rispetto delle proprie leggi), artiche se in questo modo si dovesse impiegare un periodo molto più lungo nella lotta contro i rimasugli della borghesia. Poiché queste sono le forme che muovono il socialismo e la democrazia, che conducono alla eliminazione del capitalismo anche di quello statale, e non solo all’ eliminazione di una classe che alla fine, non era capace d’altro che di diventare serva e traditrice. (Segue dalla III. pagina) nel caso più ideale). E tale contraddizione causa i più svariati eccessi antidemocratici, arbitrii ed illegalità. Però noi dobbiamo vivere proprio in essa, per il socialismo e la democrazia, per eliminare le forme classiche, di politica e di lotta politica di classe e, con ciò, di tutte le differenze tra i cittadini. Il vero comunista — democratico oggi si differenzia dal burocrate e dal piccolo-borghese, capitato per caso nel comuniSmo, per il fatto ch’egli non nega questa contraddizione, ma lotta per la sua eliminazione a beneficio del socialismo cioè lotta per l’uguaglianza di tutti — anche dei borghesi — dinanzi alla legge, conducendo contemporaneamente una lotta ideologica contro le concezioni borghesi e il risorgere del capitalismo. Questa lotta, in determinate condizioni, è una delle forme sostanziali della democrazia socialista. L’arbitrio, il despotismo, la super- Dopo aver sventolato per una sola giornata in cima alla classifica, il veselilo bianco-nero con la sconfitta subita domenica contro i diavoli rosso-neri del Milan è stato nuovamente relegato al secondo posto. Il pronostico che voleva la Juve perdente a Milano si è avverato in pieno. Infatti i milanesi, andati in vantaggio nel primo tempo per merito di Soe-remsen, hanno imposto al gioco un ritmo infernale. Nel secondo tempo però hanno dovuto subire l’iniziiati-va e la (pressione dei bianco-neri che hanno più volite, sfiorato il paretgigi’O, pur essendo scesi, in campo largamente incompleti. L’unica vittoria conseguita in campo esterno spetta questa volta allTn--ter che è passata ìu quel di Novara. I inero-aizzurri, nonostante le 'assenze di Nyers e Slkuglumd, hanno svolto azioni veloci all’attaiooo, -validamente sostenuti da una mediana che è stata l’antefilce prima della vittoria. Ancora una volta l’attacco novarese si è presentato in campo guidato daill’am- Calcio Torneo giovanile Istriano a Pola Pola, 21. Il Centro Calcio di Pola, si è reso promotore deil’orga-nizza-zio-ne a Pola, di un torneo giovanile dà calcio. Il torneo si -terrà nei giorni 1, 2 e 3 gennaio 1954 con la partecipazione delle seguenti squadre: rappresentativa dèi TL.T., «Dinamo» dà Zagabria;, «Odred» di Lubiana, «Qua-meroi» di Fiume, «0-rient» dii Piume, «Scoglio Olivi» ed «Elekitrai» di Bolla. Il torneo si svolgerà col sistema di «porta gruppi» con la durata di tre giorni. La squadra- vincente verrà premiata con una coppa, le altre con targhe ricordo. Le condizioni per là partecipazione a-1 torneo dello squadre ospiti sono : il Centro Calcio di Polla offre ai partecipanti vitto «d alloggio gratis, mentre le spese di viaggio saranno a oarico delle Società e Cllbb cui -appartengono le il centro calcio su „ Parzialità” POLA, 21 — In seguito al trafiletto «-Parzialità») — lettera aperta dalla S. S. «Istmi» di Umago — pubblicato sull nostro giornate del 15. 12. 1953 in -quarta pagina', il nostro corrispondente da Pola ha avvicinato i dirigenti del Centro Calcio per una chiarificazione in merito. Dalle loro affermazioni appare che la iS.S, «Istra» dà Umago ha perfettamente ragione, e di questa i -di-ri-igerati del Centro non hanno approfittato, anzi, affinchè il campionato, iniziatosi sotto i migliori auspici, si concluda con piena soddisfazione delle squadre partecipanti, il Ce-n-treo chiede una maggiore comprensione, non solio alla S, S. «Istra»), ma a tutte Ile squadre del circondario buiese. La causa principate di questa situazione è stata la decisione deffl’8 novembre da cui-, per ragioni di sicurezza, è derivata la chiusura dei posti idi blocco e con ciò l’aggravio per le squadre del Buiese delle spese delle trasferte, ipoàchè alte squadre di Pdlia, Ro-vàgno, Arsia, ecc. non veniva concesso il permesso di entrare nell TL.T. Questo è Punico motivo che ha indotto i dirigenti del Centro Calcio L’ASSEMBLEA' DEGLI ARBITRI Si è tenuta a Pola l’assemblea annuale degli arbitri di calcio. A presidente è stato eletto il compagno Ignatov Radovac, segretario Jeremic Màj-odraig e cassiere Sutem Edvard. Nella discussione è emersa la poca attenzione degli allievi arbitri, di cui la vecchia direzione non si è curata. /liano e sempre valido Piala che im-mancabiilmenite, seppur su rigore, ha messo alte spaile di Ghezzi il suo solito goal. Regolare la vittoria della Lazio sul Genoa. L’incontro,, disputatovi sotto una pioggia torrenziale, lo si può definire I’inoontro delte occasioni mancate del’altttaioco genoano. Dopo aver più volte sprecato, durante i primi 45’, delte far ili occasioni da goal, la squadra genoana si è vista nel secondo tempo infilare di prepotenza tre reti contro te quali il portiere Pranzo®! nulla iha potuto. Dopo aver chiuso il primo tempo a reti inviolate, la Saomp è riuscita a battere la Roma e portarsi così a ridosso delte grandi neOila classifica generale. L’inoontro è stato disputato sotto la sferza di un gelido vento di tramontana e su un terreno reso pesante e viscido dalla pioggia. Per la Sampi te reti sono state segnate dai giovani Conti e Testa» mentre la Roma è riuscita ad accooreiaxe te di- di- Pola a prendere poDÌziome nei confronti delte squadre del buiese. Normalizzata la situazione, riteniamo che le autorità competenti concederanno dà permesso alle squadre, facilitando così ile fasi del campionato. Campionato istriano POLA 21 — Sta per ootactactersi .il girone dii andata del Campionato Istriano di Oaloio. Alcune squadre devono ancora disputare qualche partita, e poi dà meniitaito riposo-, nota assoluto però, ffinquanto. le squadre -disputeranno ila «Coppa Invernate». In ogni caso si- -potrà laureare la squadra campione d’autunno. L’aspirante all'ambito ititdlo è la squadra del «Rövllgmo» che ha disputato la -gare in programma -e si trova 3n testa alla cliassiflioa con 17 punti, seguita dalla «Jadran» di Faremo che, con una gara àn meno, si trova a quota 15. Al terzo posto si trova il Frisino con punti 12. La nota stonata dà questo girone di andata è -ili Verteneglio che, con 6 partite giocate ed 8 punti, con te 5a - posizione in classifica, si è ritirato dal campionato per ragioni Che dovrebbero essere meglio valutate dagli organi 'competenti. Le gare di ricupero non porteranno certamente a modifiche nella classaiica generale poiché il Rovi-gno è già candidato al primo posto quale campione d'autunno. Fanalino dà coda rimane sempre la squadra degli avieri con punti 2. Bjo’x e Lo Jadran” dl Pola nella Lega lederale Oltre seimila persone hamno assistito l’aitteiso incontro idi pugilato tra le squadre della «Mladost» di Osijek e la «Jadram» di Pola. Gli spettatori. hanno 'acclamato lungamente à và-mei-toni poitesi i quali, eo-n la vittoria riportata stilila squadra ospite per 12—8, si 90no classificati per il massimo eampion-ato federale dii pugilato. I risultati: Mosca: Bi'.-in (J) Cahar (M) 2-0 ai punti. Gallo: B-oigojervic (J) --Lazare,vie (M) 1-1. Piuma,; Borba-kov (J) — Daskovie (M) 2-0 ai punti. Leggeri : Banovac I (J) — Halec (M) 2-0 ai punti. Welter leggeri : Bernie (J) — KeJava (M) 0-2 per abbandono alla prima ripresa. Welter: Banovac Il (J) — Viskoviic (M) 1-1. Welter pesanti : Remek ( J ) — Belava H (M) 2-0 ai punti. Medi : Hest (J) — Keller (M) 0-2 ai punti. Medio massimo: Divjiaik |(J) — Gita (M) 2-0 ai puniti-. Massimi: Bogumic (J) — Shem (iM) 0-2 ad punti. Corrispondenze polesane