ORBANO DELL'UNIONE SOCIALISTA DEI LAVORATORI Anno VI* - No. 326 Redazione - Amministrazione CAPODiSTRIA Via Sastorio 28 - tei- 128 * Martedi 22 dicembre 1953 Prezzo: 5 din. - 20 lire ABBONAMENTI: T.L.T. Zone Jugoslava e R.F.P.J. annuo din. 250. semestr. din. 130 Spedizione in c. c p. L'armata del popolo Quest’anno la festa dell’Armata Popolare giunge più cara che mai, K’ quella di oggi per noi una nuova occasione di esprimere tutta la nostra riconoscenza a chi, forte di una giusta causa, forte della propria efficienza e dell’unità morale di tutto un paese, si è posto in difesa del diritto contro il sopruso, della pace contro l’aggressione. E’ alla nostra Armata Popolare che noi, con la popolazione democratica di Trieste e con gli Sloveni della Zona A, dobbiamo se l’imperialismo italiano ha ritenuto più conveniente segnare il passo al blocco di Duino; è all’Annata Popolare Jugoslava che l’opinione pubblica democratica mondiale deve in buona parte l’incoraggiante esempio di un’energica ed efficace opposizione di un piccolo paese socialista al diktat delle grandi potenze occidentale. Gli sviluppi della questione triestina dall’8 ottobre a questa parte sono stati, in un certo senso, un nuovo banco di prova della coerenza delle Forze armate jugoslave ai principi che ne hanno informato e che ne informano tutto io sviluppo: custodia vigile dell’edificazione socialista interna, salvaguardia dei confini del paese, collaborazione sincera con chi vuole difendere il comune patrimonio della pace. i reparti «eliVYrnvata Popolare non hanno marciato verso la frontiera con l’Italia quando dall’altra parte già da diverse settimane si trovavano ammassate divisioni corazzate. Hanno preso posizione lungo U confine soltanto dopo che i concentramenti di truppe, ordinati dal governo di Roma, si erano rive- FESTEGGIAMENTI per il 22 dicembre Con una serie di manifestazioni celebrative iniziatesi ieri sera, U popolo dei distretti di Capodistria e Buie celebra il dodicesimo anniversario della costituzione dell’Armata Popolare Jugoslava. A Capodistria, Portorose, Pira.no, Isola, Umago e Cittanova hanno avuto luogo accademie! celebrative, seguite da brevi spettacoli culturali. Og- y Ttrtà- una Mostra fotografica dello sviluppo dell’Armata Popolare. Alle ore 10 nel Club degli Ufficiali avrà luogo un ricevimento solenne. Questa sera, invece, verrà riaperto il restaurato club degli Ufficiali di Portorose. Delegazioni di combattenti della Lotta di Liberazione e di soldati dell’Armata Popolare Jugoslava deporranno stamane sulle tombe dei Caduti corone di alloro ed omaggi floreali. lati parte integrante del pericoloso gioco volto ad annettere all’Italia, senza il consenso della parte più interessata, un territorio che all’Italia non appartiene e che è nella sua maggior parte abitato da popolazioni jugoslave, che non potevano nè possono essere abbandonate allo sfruttamento sociale e all'oppressione nazionale dell’impe-, rialismo italiano. Poco più di un mese dopo, proprio dalla parte offesa e minacciata, ma militarmente la più forte, giungeva la proposta del ritiro delle truppe, i reparti dell’Armata Popolare sono rientrati così alle loro sedi, accompagnati dal più affettuoso saluto delle nostre popolazioni che non hanno lesinato sacrifici per rendere più confortevole possibile il soggiorno dei militari. Cento e cento sono state le manifestazioni di affetto del popolo per la sua Armata. Nè altrimenti poteva essere. L’Armata era lì a difendere gii interessi vitali del popolo, perchè da esso e per esso era sorta dodici anni or sono, il 22 dicembre 1941. Fu in quel giorno infatti che, per ordine del compagno Tito, veniva formata la prima unità del regolare Esercito di Liberazione Popolare, la prima Brigata proletaria d’assalto. Lo sviluppo dell’Armata Popolare Jugoslava si identifica per molti aspetti con lo sviluppo della Lotta di Liberazione. Il compito dell’Esercito Popolare fu infatti all’inizio, guerreggiare per la liberazione del territorio e lavorare ai tempo stesso politicamente e organizzativamente alla formazione del nuovo potere popolare. Organo esecutivo, cosi possiamo chiamarlo, della Rivoluzione Popolare, composto nei suoi gregari e nel suo quadro dirigente da operai, contadini e intellettuali che avevano a cuore la causa del popolo, l’Esercito Popolare assolse egregiamente il suo difficile compito: il paese fu liberato e il popolo al potere. L’Armata Jugoslava che fu l’unico esercito alleato che le truppe so-ivieucne incontrarono |ln Europa prima di giungere a Berlino, aveva inchiodato in Jugoslavia dalle 36 ane 4U divisioni nazifasciste. La vittoria era costata 305 mila caduti sul campo e 425 mila feriti; era stato però dato al mondo l’esempio di come un piccolo popolo, quasi disarmato, possa, se giustamente guidato, opporsi a forze di gran lunga superiori, cacciare l’invasore e prendere decisamente nelle proprie mani le redini del proprio destino. Finita la guerra l’Armata si dedicava tutta al suo perfezionamento tecnico, al miglioramento del suo armamento, contando esclusiva-mente sulle risorse del proprio paese e dei proprio popolò. Soltanto più tardi, quando il pericolo dell’aggressione si era fatto più grave, quando nel mondo ci si accorse che in Jugoslavia esisteva una forza mente all’aggressione, quando ci si accorse che questa forza era l’unica in Europa, vennero gli aiuti. Oggi l’Armata Popolare Jugoslava ha nei competenti circoli militari internazionali la ocnsiderazione ed il rispetto dovuti all’esercito più effi-cente d’Europa. Ma la sua forza non è soltanto nel numero delle sue divisioni e nel suo armamento, essa sta sopratutto nell’unità morale dei popoli della Jugoslavia; nella qualità dei suoi quadri provenienti dalle file del popolo lavoratore che hanno superato ottimamente l’esame del coraggio e della fedeltà e che hanno integrato queste qualità con una solida conoscenza della più moderna tecnica militare. Questo è stato riconosciuto anche dai paesi vicini che con la Jugoslavia hanno l’interesse comune della difesa dall’aggressione. Creata nella lotta per la libertà, l'armata Popolare Jugoslava esiste per salvaguardare l’indipendenza e l’integrità dei nostri popoli per servirne gli interessi e assieme ad essi quelli della pace e del progresso. Soltanto chi è contro questi interessi può e deve temerla. Gli altri no. LE REAZIONI DELL' OPiNlONE PUBBLICA NAZIONALE ALLE MANOVRE SU TRIESTE NECESSARIO OH MAGGIORE REALISMO da pane deoli Occidentali e dell' Italia Eletti a Lubiana e Zagabria gli organi di governo - in primavera i Congressi Repubblicani deila Lega dei Comunisti deila Slovenir, Cicczc e Mccec'cr c L OCCHIO) VIGILE Le reazioni della nostra opin'one pubblica ad. tentativi sortiti dalle Bermude di imporre al mostro paese condltìoni inaccettebiilii ed alile successive manovre dilatorie a favore delle tesi di Fella, si inquadrano perfettamente in quanto, a tal proposito, scrive il «Borba» di sabato scorso. L’Italia si sforza in tutti i modi di convincere il Governo degli USA — scrive il giornale — che essa s a strategicamente più importante della Jugoslavia. Gli uomini politici italiani proclamano che l’Italia è strategicamente più importante delia Jugoslavia, perchè coscienti del contrario, perchè essi cercano così di mascherare i propri problemi sociali non risolti, la propria debolezza e la propria instabilità politica. Riferendosi quindi la (quanto scritto dall'oirgano isemiuffliciale del Governo italiano, «Esteri» che afferma essere necessari l’appoggio del Fatto atlantico, qualora la Jugoslavia non accondiscendesse alle aspirazioni italiane, e il rifiuto a fornire più oltre gli1 aiuti militari al nostro paese, il «Borba» sottolinea che sii tratta qui dii un tentativo di sfruttare dii Patto atlantico per scopi del tutto diversi da quelli che dovrebbero venir perseguiti da questa orgainfizzaaiane difensiva. Il giornale polemizza pure con la tesi esposta da Pella nel suo discorso al Senato di Roma, secondo cui lo scopo della conferenza a cinque sulla questione di Trieste non dovrebbe tendere tanto a risolvere definitivamente il gravoso problema, quanto a vagliare d rapporti del nostro paese con l’Occidente. «Riteniamo che le potenze occidentali — scrive a questo proposito il «Borba» — dovrebbero opporsi decisamente a slmili corcezioni non costruttive, che possono avere obiettivamente l’effetto di annullare i risultati ottenuti nei consolidamento della pace in questa parte del mondo. Noi ci ug.iriamo che i circoli politici italiani — conclude — comprendano alfine che una politica ostile alla difesa europea, attuata oggi in Italia, porterà danno in piamo luogo ad essa.» La parzialità delle potenze occidentali, in particolare della Francia, nei riguardi della quest ione triestina è stata oggetto d’esame da parte del quotidiano «Politiki», che nel suo numero di sabato scorso rilevava come sia giunto il tempo di finirla con l’atteggiamento del Governo dà Parigi idi fingere amicizia ned riguardi del nostro paese, quando tutto da otto anni a questa parte, e speoialmeinte nei riguardi dei nostri interessi nella questione triestina, fa apparire il contrario. «Nessuno ha chiesto alla Francia — scibtoilinea «Politica» — di far da mediatrice. Nel suo atteggiamento la diplomazia francese ha creato da sola l'impressione che Bidault non voglia una sollecita e giusta soluzione del problema di Trieste». D’altro canto, positiva, è stata la reazione della nostra ap’imione pubblica alle dichiarazioni del Premier britannico, Winston Churcill secondo cui il suo governo si sforza di rendere possibile una conferenza a cinque su Triefte a condizioni che soddisfino e il nostro MENTRE I LAVORATORI SI BATTONO FER I PROPRI DIRITTI COME SI SPEUDE il pubblico denaro Un’interessante storiella di IO miliardi di lire (Dal nostro co r r is,pon d en t e) HOMA, idicomlbre. — Lo strapotere den. loleriioalii e (delle caste più reazionarie ita. Italia è ormai una realtà disgraziata die nessuno pensa più di smentire. Le sue dimostra-zi orni sono state molte nagli ultimi anni, e alcune veramente clamorose. Un. esempio, eloquente è fornito dalUl’assegna®ione dei fondii stanziati per i ««Corsi di riqualificazione dei disoccupati». Questi corsi vennero listiituiiti con la legige del 29 aprile 1949 allo scopo dìi qualificare la ma no d’opera disoccupata non qualili cata. In altre parole si crearono corsi per dare un mestiere a qaie disoccupati die non avevano una qua lifica, andre per avallare la «storie! la» ufficiale die una delle cause prin cipala della disoccupazione è deter minata dalla non qualificazione dei senza lavoro. Con l’istituzione dei corsi si (Stanziarono anche i fondi per l’apertura di cantieri di lavoro e per For- L'ALAMBICCO N lloggi uovi a «L’Ufficio idi Zona dell’assistenza postbellica dii Trieste ocwnumca che i profughi aduli ani arrivati dalla zona B in questi ultimi tempi, come pure quelli ohe giunge,ramno noi fallirò, saranno fatti proseguire per Udirne, essendo esaurita a Trieste ogni possibilità di alloggio.» (Dal «.Giornale di Trieste» del 16 corr.) Il provvedimento non ci sorprende poiché da anni siamo in possesso delle prove documentate di quanto e come la «Gran Madre» si preoccupi e curi della sorte dei suoi figli prediletti che «con la fuga ed arrischiando la vita riescono ad evadere dall’inferno titino, portando ancora impresse sulle loro carni le stigmate delle torture e delle indicibili sofferenze di Cui sono vittime gli italiani nella martoriata zona B». Così, finalmente, nelle confortevoli baracche del campo di smistamento profughi della piccola capitale della prima guerra che le ha «redente dal turpe servaggio austriaco» troveranno ristoro ed adeguata sistemazione queste «vittime» della guerra scatenata dalla Jugoslavia contro l’Italia nell’aprile del 1941. Confidiamo però che col nuovo provvedimento non cessino le provvidenze già disposte dal «benefico padre dei profughi giuliani» ossia dal C1j.N. dell’Istria, al varco di Alba-ro Vescovà, dove le crocerossine distribuiscono bevande calde, panini e biscotti ai profughi stessi che «giungono completamente spogliati dalla zona B» avendo tutto caricato sugli autotreni con cui «arrischiano» la « pericolosissima» traversata della Morgan. Che In effetti si tratti di «profughi tfeclezione*, lo rilevava gior- ni fa, assistendo al carico sull autotreno dei loro «effetti personali», una popolana di Capodistria che, ad un certo punto, sbottò: «Ma che profughi i xe, se i se porta drio anca el bucai hi E’ da sperare infine che continui a funzionare anche il servizio della documentazione delle «feroci e spietate persecuzioni sofferte dagli italiani scacciati dalla zona B». documentazione alla cui base stanno le indennità di missione all’estero, percepite dai funzionari dell’Ufficio Terre di Confine che svolgono la loro zelante e fruttuosa opera nella trattoria di Albaro Vescovà a pochi metri dallo iniquo confine Orrore! «Uno .sismi in amento per errore ò costato a un ufficiale superiore del nostro Esercito due ore di detemizro-ne, o quasi, in Jugoslavia. Il fatto è accaduto oggi nel pomeriggio poco dopo le 16 al valico Ideila Casa rossa. A quelTo-ra, in visita ai confini era giunto al valico il tenente colonnello Mario Beldi del 5. Battaglione Genio, unitamente alla propria figlia e ad uni altro famigliare. Mentre questi due sostavano al di qua della sbarra confinaria, il Beldi la superava e inavvertitamente superava anche la linea di demarcazione (sic!) penetrando per tire metri in territorio jugoslavo. Due sentinelle ititiiue, la cui attenzione era stata attirata dalle grida di avvertimento «he i famigliali e altre persone indirizzavano al Beldi, gli si precipitavamo contro ile pistole in pugno e lo obbligavano a seguirlo (sic!). Tradotto al posto di blocco jugoslavo, il nostro ufficiale vi rimase per quasi due «re mentre nel nel corso (sic!) di colloqui avuti con le nostre autorità di frontiera, quelle jugoslave assicuravano che egli sarebbe stato subito rilasciato. Giò che infatti ‘avvenne alile 18.10, dopo la firma dii una ricevuta pretesa dagli jugoslavi. Il Beldi ha dichiarato di essere stato trattato eoa cortesia, senza subire alcun particolare interrogatorio ». (Dal «Giornale di Trieste» del 14 corr.) Come si vede, il «fattaccio» verificatosi al «valico della Casarossa» di Gorizia è di una gravità tale da meritare per lo meno una mezza Colonna di piombo e da inserirsi fra gli avvenimenti di portata e risonanza internazionale, come appunto I ha trattato il menzionato giornale. Ap-par ovvio, infatti, che l’opinione pubblica di Trieste, delFltalia e del mondo sia chiamata a stignatizzare l’atto «brutalen, dì pretta marca «tutina». compiuto dalle due sentinelle jugoslave che, in luogo di mettersi sull’attenti e fare il «presentai’arm» al prestante colonnello atlantico italiano, lo hanno «obbligato a seguirli» al posto di blocco dove rimase «per quasi due ore» e dove, per di piùj «è stato trattato con Cortepia», come ha dichiarato la vittima di questo «inaudito sopruso, che si aggiunge agli innumeri altri del genere Circa lo sconfinamento, le ipotesi sono due: o il colonnello Beldi ha ritenuto che pure oggi, come nell’aprile 1941, non esista barriera alcuna fra Gorizia «la santa» e la romana Emona, ricongiunta all’impero dei sette colli; oppure lo stesso colonnello è digiuno in materia di geografia e di confini orientali della sua patria. Propendiamo per la seconda ipotesi, poiché la casistica in materia offre esempi luminasi. ganizzaziune abbastanza complessa dej corsi «tesni. iE’ bene precisare subito che non si sono -spesi soltanto quattro soldi ma ben 10 miliardi fa ipoco più di tre anni. Appena varata la legge, le più impensate organizzazioni si sono .gettate sulla marmitta del Ministero del lavoro per fatemene i lauti sussidi. I criteri con cui i fondi sono stati assegnati sono ancora più incredibili. Le scuole professionali, le associazioni di categoria-, le orgainiizzazioini sindacali s-orao state pressoché ignorate. 1 5.243 -Corsi ohe teoricamente .sii sarebbero tenuti sono stati organizzati invece dalle parrocchie, dai conventi, dalle organizzazioni dell’Azione Cattolica e da altre istituzioni dello stesso genere. Al Vescovado di Palermo sono stati dati ben 22 milioni per corsi di qualificazione delle sarte. Per gli stessi scopi sono stati assegnati due milioni 256.000 all’Associazione Famiglie Numerose ed altri 4,687.400 alla Parrocchia di S. Margherita al Molo, della stessa città. Complessivamente circa 29 mi-l'oni: quanto basta per rifornire di strte tutti i laboratori d’Italia ! Il convento delle suore Carmelitane, di BofvulLlie Emiicai, s lo Dame del Santissimo Sacramento-, di Torre Annunziata, hanno avuto 2,700.000 e rispettivamente, 4,598.000; nientemeno che per organizzare corsi di qualificazione per muratori! Altri 4,800.000 vennero dati laill’Uniiione Italiana Trasporto Malati a Lourdes per i medesimi scopi. L’azione cattolica di Gallueciio, un paesino di circa 4 mila abitanti, ha ricevuto la ®ommetta di 6,700.000 lire per gestire un corso di falegnami, sarte e muratori. A Gioiosa Marina, la locale Parrocchia ha avuto un milione per organizzare uin corso di ... «raccolta agrumi». Neill’elemearione di simili esempi si potrebbe continuare ancora per un pezzo, fa quanto i casi citati sono solo un limitatisssimo campionario dei disinvolti criteri con cui il Ministero idei LavoTo ha distribuito quei fondi. Riassumendo: su dieci miliardi comples.; bramente spesi per i corsi, 6 miliardi circa sono stati assegnati a parrocchie, conventi, enti religiosi vari, azione cattolica, ecc. Cinquecento milioni sono stati d'atd alla Confederazione dei Sindacati Liberi, controllati dai democristiani. Il rimanente è stato distribuito tra Comuni, aziende industriali, scuole professionali cd altri Enti. In linea di massima d sussidi elargiti in questi calsi sono stati molto magri. All’Ente milanese «Umanitaria», ad esempio, che da -animi organizza corsi professionali molto seri, è stata assegnata complessivamente la somma di 1,800.000 lire, mentre ben 5 milioni e mezzo sono stati assegnati alla parrocchia di Borgo Podgora, -fa provfazia d’i Latina, per ... due corsi di muratori. Così si spende il ‘pubblico denaro qui nell’ltallia democristiana, dove il governo dice di non sapere come trovare denari per far fronte ai miglioramenti salariali, richiesti dai lavoratori. L t paese e ITtaiìa. Compito iti verità un po’ clifficrTe, ma che può essere interpretato per lo meno come una dimostrazione di buona volontà. «La dichiarazione del Premier britannico) njtiurciüll che ta Gran Bretagna tratterà la questione triestina in stretta collaborazione con la Jugoslavia e l’Italia — scrive il «Borba» — rappresenta un atto costruttivo che noi salutiamo. Il suo significato sarà tanto più grande quando la diplomazia britannica cercherà di realizzarlo in pratica; vale a dire quando la Gran Bretagna terrà conto in eguale misura degli interessi di ambo le parti e non come quando prendeva in considerazione soltanto gli interessi i-taliani. Vita parlamentare La Camera deii rappresentanti e ài Consiglio dei produttori della R. P. della Slovenia, i cui membri sono risultati eletti nelle recenti elezioni politiche generali, si sono riuniti mercoledì scorso in sedute separate prima, e in assemblea comune poi, per designare i rispettavi presidenti, dii presidente dell’Assemblea ‘repubblicana e il Consiglio e-secutivo repubblicano. Sano risultati eletti i compagni: Miha Marinko a presidente dell’Assemblea; Vlado Majhen a Presidente della Camera dei rappresentanti ; Mavr.’cij Bore a Presidente del Consiglio dei produttori; Boris Kraigher a ‘presidente, Brecelj dr. Marjan, Borštnar Jože, Goršdč Milko, Kavčič Stane, Kimovec Franc, Kocjančič Boris, Krivic Ada, MaliSeč Matija, Polič Zoran, Popit France, šalih Niko e Vipotnik (Jalne® a membri del Consiglio esecutivo. Venerdì scorso, invece, hanno a-vuto luogo le elezioni nei massimi organi rappresentativi delia R. P. della Croazia. A Presidente del Sabor è -risultato eletto di compagno Vladimir dr. Bakarič; a Presidente della Camera deli rappresentanti il compagno Sremec dr. Zlatan ; a Presidente dei Consiglio dei produttori il compagno Cari Josip e a presidente del Consiglio esecutivo il compagno Bl-ažević Jakov. Congressi repubblicani della Lega dei Comunisti Alla sessione plenaria del C. C. della Lega dei Comunisti della Slovenia, tenutasi a Lubiana sabato scorso, è stata decisa la convocazione del III. Congresso della Lega dei Comunisti della Slovenia per la primavera prossima. Al Congresso parteciparanno i delegati delle organizzazioni in ragione di uno su cento membri. Anche il C. C. -della Lega dei Comunisti della Serbia ha deciso la convocazione . del III. Congresso il 25 marzo- 1954 a Belgrado. Analoga decisdoone è stata presa dal C. C. della Lega dei Comunisti -della Macedonia, lùtdiito toso. Il soldato delTAnmata, pella-ro Jugoslava stra integrità. ■sulla no- Mancanza di responsobilità degli ucmini politici? LA FRANCIA DEVE ancora riprovare sè slessa Dopo lo «svenimento» del ministro degli esteri Bidault nel corso del dibattito sulla Comunità difensiva europea, dopo la «malattia» del primo ministro Laniel alla conferenza delle Bermude e dopo la pressione esercitata da Foster Dulles — in termini non certo molto diplomatici — sulla Francia per la ratifica del trattato sulla Comunità difensiva europea, i circoli politici parigini sono rimasti esterrefatti di fronte alla inusitate lungaggini nelle quali si è impantanata l’elezione del Presidente della repubblica francese. Nessuno fa mistero degli avvenuti mercanteggiamenti di corridoio tesi ad ottenere la nomina di un presidente nè troppo favorevole nè troppo contrario alla CED. Fin qui la costi è comprensibile, data la delicatezza dello posizione internazionalq francese però, sinceramente, nessuno si attendeva che i partiti, e gli uomini politici, francesi avessero bisogno, per eleggere il presidente, di sentire salire dietro di se la minaccia di nuove elezioni politiche. Se le attuali elezioni presidenziali resteranno nella storia francese come quelle più difficili — per i problemi e le prese di posizioni che coinvolgevano — esse vi resteranno anche per la scarsa prova di senso di responsabilità offerta a Versailles da quei deputati che segnarono sulle loro schede i nomi meno probabili, o quelli più strambi, (fra i quali anche il nome di Mistìnguette, l’ottuagenaria vedetta del varietà francese). Pur di non contribuire alla elezioni di un uomo che nel prossimo avvenire dovrà far sentire il pepo della sua personalità nella politica, europeista o no, della Francia. Politicamente gli inutili scrutini di Versailles sono la conferma della ALLARMISMO E PREOCCUPAZIONE FRA I TRIESTINI* UNITA ’D’AZIONE chiedono i lavoratori (Nostra corrispondenza) TRIESTE, dicembre, — A vedere Trieste, a ‘guardare soltanto in faccia -alla sata gente si comprende subito «he il -broncio diella città tutta dipende non tarato idaill’uggia e dal grigiore di questi primi giorni d’inverno-, ma ida cause ben più profonde, che determinano un fenomeno generale di malumore, accompagnato ad una psicosi collettiva di- disorientamento -e sfiducia. La ragione idi questa psicosi di allarmismo « di preoccupazione collettiva è facilmente comprensibile sfa dal primo contatto con il’-uomo della strada. Se non peT altro, sarà, sintomo primordiale, -per la diffidenza con crai egli accoglierà la vostra conversazione. -Questo è timore, insolito di una città ohe pur vanta nella sua storia passata e recente la combattività -delle sue ‘genti, sempre ribelli alle imposizioni e ai -domini, dhe tante tradizioni rivoluzionarie custodiscono nella lotta per la propria emancipazione. Ma pur nei silenzi delle p-aiuse fra una parola e un cenno, si comprende ohe qualcosa si cela sotto quell’atteggi amento, ritroso alla comunicazione del pensiero ; qualcosa che ,corrisponde -a ran intimo convincimento) a un’aspirazione coatta da fattori esterni, cui non si osi o non si possa opporsi pier qualcosa idi indefinito o di ineompremsi-bille, una idiisiilusiorae che genera astio persino contro i propri simili. Ma non appena sarete riusciti a faT idepprre al vostro ifat-erl-ocuitore la corteccia ideila diffidenza-, si spezzerà il velo ideila reticenza e potrete scorgere le profonde ferite che dilaniano le carni e gli animi. Ognuno saprà dirvi allora tutta la pena che -l’angustia) rivelerà -quanto sia grande 1-a sua volontà di liberarsene, quali siano le sue aspirazioni. Vi sarà chiaro allora che sotto -il moto apparentemente scialbo e uniforme della sua vita, c’è qualcosa che ribolle, ai stento trattenuto, ie che non trova ancora -la ver a espressione. L’operaio vi dirà ohe come un’ombra pende sul suo capo la minaccia della disoccupazione ; il disoccupato che non può più -oltre sopportare le angustie diella miseria; l’impiegato che il suo stipendilo non gli basta nemmeno per vivere; il giovane ohe non ha potuto apprendere un mestiere e che non sa quanto a ll-u-ngo ancora potrà «arrangiarsi»; l’operala dello Jutiii-cdo o dèlie Manifatture tabacchi che per potersi vestile deve togliersi il pane di -bocca; il commerci-ante che se continua ancora un pò a non vendere, dovrà chiudere Tultocdò mentee le commesse dei Cantieri starano per esaurirsi e la direzione frappone indugi chiaramente interessati ad accettare ingenti ordinazioni idei cantieri jugoslavi, mentre il porto, già fiorente, continua a mantenersi desolatamente deserto e le navi create id-al lavoro triestino approdano a Venezia, Genova e Napoli; mentre la camorra dei funzionari romani smantella alle basi -ogni velleità di ripresa delie forze economiche cittadine e la combutta irredentista —- com-informista continua la sua opera di liquidazione dei veri interessi di Trieste a favore dei monopoli e dei cartelli industriali italiani. Ecco perchè sotto ila veste dell’amarezza i lavoratori e la popolazione tutta sentono vivo -il bisogno di un rinnovamento e di -una ipurifica--ziorae dell’ambiente e acquistano sempre più chiara la coscienza che soltanto in una vera unità d’azione ritroveranno -la forza iper rinvigorire la lóro lotta per i propri diritti e per la tutela idei propri interessi. E non c’è dubbio che quest’ -unità non è molto lontana a raggiungersi. b. a- . indecisione che domina i partiti ed i raggruppamenti politici della Francia. Di fronte alle poco chiare prese di posizione — praticamente dei soli coiuir for misti e gollisti — gli altri partiti sono divisi profondamente sia nei problemi interni che in quelli internazionali della Francia 1953. Divisi sulla opportunità di trattative con Un C’ i Minh, divisi sul riarmo tedesro, divisi sulla velleità di ascoltare o meno la sirena moscovita, divisi sulla CED, sulla politica di Entente Cordiale con l’Inghilterra e, più che mai, divisi sugli sviluppi del Patto Atlantico e sulla politica che nei riguardi di tale organizzazione intendono seguire, e far seguire, gli Stati Uniti. In una tale situazione oltre agli accordi fra i vari partiti, l’elezione di Versailles presupponeva accordi artche nel seno degli stessi partiti, tutti presi dalla preoccupazione che all’Eliseo non sedesse un dato candidato. Infatti più che ad eleggere, i senatori e i deputati francesi si sono dimostrati disposti a «non eleggere». Solo questo può spiegare la dispersione di voti che ha caratterizzato i vari scrutimi. Tirando le somme, gli stessi cìrcoli politici parigini debbono ammettere che dai negativi scrutimi di Versailles il prestigio politico della Francia è uscito piuttosto malconcio. Parigi «Terza granile capitale occidentale» — dove le velleità di assumersi compiti di mediazione nelle vertenze internazionali non sono mai state troppo nascoste — ha dimostrato che i suoi uomini politici mancano di capacità mediatorie e di sensibilità nefle stesse questioni interne fondamentali per il loro prestigio internazionale. Per questo dalla stampa francese si è chiesta a gran voce l’indizione di nuove elezioni politiche generali per chiarificare la situazione parlamentare e politica. Presupponendo che gli elettori cioè il popolo francese abbiano idee, e linee politiche, più precise dei deputati e dei senatori di Versailles, la richiesta non sembra fuori luogo. E’ ad ogni modo indubbitabi• le che la Francia ha, innanzi tutto, bisogno di ritrovare se stessa in una unità, sia pure relativa, prima che fra i 4 a Berlino o nelle vertenze e nei problemi internazionali, la sua voce abbia ancora valore in capitolo. Ed è necessario che ì dirigenti francesi ritrovino il senso della responsabilità, che in passato ha fatto di Parigi realmente un centro politico europeo e internazionale. Perchè ritorni ad esserlo è però indispensabile che l’opinione pubblica mondiale non sia più portata a pensare che gli uomini politici della Francia di oggi, portino nell’esame dei problemi che travagliano il mondo la mentalità dei mercanteggiamenti, delle pressioni — esercitate o subite — che, come hanno invischiato le elezioni del diciottesimo presidente della repubblica francese, invischierebbero e danneggierebbero la soluzione dei problemi essenziali per la pace europea. Il che sarebbe molto più grave e più serio di ciò che è avvenuto a Versailles, in quanto se gli scrutimi inutili ed evasivi restano — sia pure con riflessi internazionali — un affare interno della Francia, i problemi che mancassero, in campo internazionale, di una soluzione per mancanza di responsabilità dei dirigenti francesi, potrebbero avere conseguenze molto serie per la pace e la collaborazione fra i popoli. 1. V. SPERIAMOLO ! LOND-BA — -Un portavoce del Foreign Office ha dichiarato sabato scorso «he «sono stati compiuti progressi» negli sforzi intesi -ad ottenere la- parteraipazio-ne delFltalia e della Jugoslavia alla progettata conferenza a cinque dedicata al problema di Trieste. PALINA 2 Organizzazione commerciale a Buie Com« noto, sta per essere approvato ilo schema idi legge federale relativo alila 'detaeutoaliziraziointe della reite commerciai]e. 'Lo schema originario prevedeva «he ogni negozio formasse un’acicn iì a a sè, ammini-atratai «tallio 0tmà iperseinalie djel-Fesercirlio. A Capoldiistria invece - -a 'quanto ci risulta da opinioni rae-eoUte intorno e idhe diamo con beneficio d’iniventario — sembra ohe lo schèma 'di legge sia inteso in altro senso. Qui infatti pare ai pensi che ogni negozio debba avere il proprio contabili©, la dattiiloigrafa, inisomma tutta quella sovrastruttura amministrativa »he con la legge sii vuol proprio eliminare. Ma, ripetiamo, non è certo e oi auguriamo che le nostre informar-inni non rispondiamo all vero. Lo schema dj legge intanto - a quanto si afferma a Buie — avrebbe subito in seguito alile diiscuissiom'i in campo federate delle vantazioni. Secondo i 'circoli commerciali huie-sr, sembra «he le disposizioni previjate dal idiiiseigno di legge non siano più tanto rigide come in principio ai prevedeva e 'che, in determinati casi, si possano raggruppare più negozi ,ih un’tmica azienda. A Buie si' richiamano a quei «de-tèimiiniati oasi» e la riorganiizzazione della rete commerciale è orientata, dS oonseguenza, verso: più esercizi -uniti, in 'questo caso uniti din due aziende. Se iratitremz&tura e il’argam'iizamioine commerciale Idi Caipo'distria sono alquanto indietro rispetto a quelle di Fiume o di Lubiana, la situazione della rete commerciale huieise è ancora più nera. Non crediamo di fare una rivelazione dicendo che spessa e volentieri abitanti, di Buie si recamo a Capnd Istria per i loro acquisti non strettamente quotidiani. Un esempio; il maglificio di! Citta-nova ha trovato varie difficoltà per piazzare presso negozi di Buie una limitata quantità dei suoi prodotti ; e numerosi buiesi sono venuti a Ca-podlietria a 'comprare ile stesse maglie sol perchè nella loro cittadina non lie trovavano o non trovavano un assortimento adeguato per poter scegliere secondo i giusti. Questo idielll’asBorti'menlto degli articoli in vendita è uno dei più grossi problemi della rete commerci ale bu-iese. E’ Ida aigginnigersi che spesso neppure la 'quantità non è in grado di soddisfare le esigenze del consxi-matore locale, il ohe è soltanto un difetto dèlForganiizzaziione dal momento che non è diffidile giungere alle 'fonti che sono ben fornite di merci. Lferganizzassiione manca pure iiin quelle che «omo le piu elementari norma estetiche, per non d'ire igieniche, dii un negozio. Vediamo così esercizi «he. uniscono alla sciatteria deWarredo e ad disordine delle vetrine. un eccessivo rispetto per le mosche e la sporcizia. Ben venga dunque ila riorganizzazione commerciale a Buie. Come abbiamo -già dietto, si penisa di -unire piai esercizi' sin due aziende: una a Umago e l’altra nel capoluoigo del 'Distretto, con la possibilità per entrambe di .apiòre negozi dappertutto. In tal caso agirebbe finalmente anche la concorrenza!. Quando poi a Uma|go saranno .pronti muovi negozi, si potrebbe passare alla 'decentralizzazione vera e propria. Questa che sii pensa di attuare — partendo dalla rottura del monopalio della «Trgopromiet» e dalla instaurazione della concorrenza fra due muove a-zìiende — non sarebbe «he la prima fase delila decentralizzazione vera e propria. Esiste, d’altro canto., anche un’altra proposta: che la «Trgopromet» .continui a svolgere ila sua attività dii grossista; ma che al minuto venda soltanto mobili e materiali per l’edilizia'. In tal caso non si giungerebbe alfa liquidazione dell’azienda. La faeenda sarà risolta nel prossimo igennate; Capodanno del bambino La. tradizionale festa del Capodanno del bambino è ormai prossima. In tutti i 'comuni della zona, ferve l’azione di .raccolta organi/./ala dal Comitato locale dell’USPL, per render quanto più licita e belila questa festa dei piccini. A Cittanova 'Sono già stati raccolti 230 mila dinari. Elevate somme risultano versate pure a Capodiisitriai, Isola e Biramo. Numerose imiprese 'commerciali., fabbriche ed aziende hanno concorso alla migliar riuscita del Capodanno del 'bambino donando giocattoli, denaro e gemerli vari. Aid esemiipo 'la «Bruchila» di iCapodtetria iha messo a disposizione del comitato coordinato-re 1000 kg di 'aranci, l’«Elte» di Isola decine idi migliaia di dinari, I.’«.Egida;» dii Capoditìtriai, giocattoli per oltre 60 mila dinari, la Mebanoteihnika di Isola 15 scatole di meccani, la «Li-pai» a sua volta ribasserà, notevolmente i prezzi ideile pubblicazioni per i piccoli e anche per glf adulti. In tutte le località ideila zona la distribuzione dei pacchi domo verrà accompagnata con rappresemitaziomi culturali per ■ piccini. A 'Gapiodistria invece verrà organizzata la fiera di 'Capodanno’, ove si avranno numerose attrazioni per ... grandi e piccini. La distribuziiome dei pacchi verrà fatta nelle casette dei nanetti e nelle tende dei partigiani. WK ‘ €A0NAlH£TTi ISOLA Decessi: Cenale, vedova CaihončiJ, Giuseppina di anni 49. Matrimoni: Uiteigrai Ugo di 61 anni, operaio', e Zanard; Acquaivita di 55 anni, casalinga'; Babič Allibino, di 33 anni, contadino e Babič Albina, di 25 anni, casalinga. Sonò ricorsi alle cure 'ospedaliere : Gattardi Lèda, che si è fatta male alila gamba destra ; Lakota Ivan che, in seguito ad una caduta, ha riportato una 'incrinatura alla cassa toracica destra; Niuneia Franco e Vuk Anton, eh©, per cadute, ai sono feriti ambedue alla gamba destra. Sono statili invece ricoverati : Bozzeoco Anita ehe, dando un calcio alila porta, si è fratturata l’allluoe del piede déntro ; Morgan Giuseppe, di quale, cadendo malamente, si è fratturato la spalila sinistrai; Paoletié Giovanni, che, caduto da un camion, ha riportato fratture alla spalla sinistra; Felda 'Giusto ehe si è fratturato 'i pollice. Il 'motociclista Mihalič A. è stato ricoverato con prognosi riservata. Perduto il controllo del motociclo, egli cadeva a terra riportando la frattura della spalla sini- SCUOLE COMPLEMENTARI UN’INIZIATIVA DEGNA DI LODE E COME TALE ACCOLTA DA TUTTI GLI INTERESSATI - NECESSITA RIELABORARE I PROGRAMMI ADATTANDOLI AL GRADO D’ISTRUZIONE E ALLE ASPIRAZIONI DEI GIOVANI Le scuole serali complementari rappresentano una novità postbellica nella nostra zona. Funzionano da qualche mese su base obbligatoria per i giovani d'ambo i sessi dai 14 ai 17 anni ài quali, o perché apprendisti o perchè già studenti, non s.ano soggetti ad altro obbligo scolastico. Gli intenti che la scuola si ripropone, come dice lo stesso nome, sono di dare un’istruzione complementare ai giovani per avviarli più preparati alla vita e aiutarli nel loro lavoro. Quindi urn’inizdati-va degna di' ogni lode e che, come tale, è stata 'accolta da tutti gli. interessati, dai genitori in particolare. E’ prematuro parlare, dato il breve periodo della sua istituzione, dei successi di questa .scuola, salvo la generica .affermazione che, specie nelle frequantatrici, esiste un notevole interesse per le materie trattate, particolarmente per l’economiia domestica. Per non compromettere il successo finale di questa scuola, che sarebbe un peccato 'Sia dal lato materiale che educativo, ritentiamo opportuno soffermarci sulle prime difficoltà e deficienze riscontrate. Tra quest’uìtime va per prima annoverata — a parere di tutti gli insegnanti da noi intervistati — i] programma, sia nel suo contenuto che nel suo indirizzo, che è esclusivamente quello agricolo per tutte le località dèi distretto di Capodi-stria. Nulla da eccepire per itale r.nd.;; zzo nelle scuole frequentate da una maggioranza di agricoltori o ©gli di agricoltori, ed anche per quelle dove il numero di giovani (agricoltori è sufficiente per fare un corso a parte a indirizzo agricolo, come a Isola dove i figli dii agricoltori sono in diciottof su un Centinaio e oltre dii frequentanti. IDiiveinsamente si presenta la questione per il rimanente degli alunni a Isola e quasi per tutti a Capo-idistria e a Biramo dove i giovani scino filgh di operai, artigiani, ecc. cioè in gran parte proletari per i quali un programma a indMBzo ar griccio non .costituisce e non può costituire una finalità di eccessivo interesse. E difatti gli alunni apertamente esprimono il loro malcontento e disinteresse non appena si accenna a materia di contenuto agricolo. RADIO ______ martedì alle ore 11, i ragazzi potrano apprendere .tamle belle «ose sulla Armata del popolo e 1 suo» compiti. Seguirà, alle 11.30. la Sinfonia in .Si minore (àncompi/uta ) di Franz Schubert e la «ouverture op, 95» di F. Mendelssohn. Alle ore 12 sarà trasmesso il programima «musica per voi» com canzoni e brani musicali preferiti dai radioa'scaltaitori che si scambiamo i loro messaggi augurali. Alle ore 20. .della sera sarà trasmessa I’ctperatta di Johan Strauss : «Le mille e urna motte» eseguita d'aH’orchestra, dai 'solisti e dal coro della radilo di Berlino. Mercoledì, alle ore 12 ritmi e canzoni, seguite, alfe 12,15, da «itinerari 'jugoslavi» molto interessanti per ila conoscenza 'delle varie località e geniti del nostro Paese co.i fero usi, costumi e tradizioni. Alle 20 suonerà Torchestra Sokwàlli, seguita, alle ore 20.30, da «orizzonti» ossia dal radio-g.i oim ale. Giovedì, alle ore 11.40, i ragazzi potranno (apprendere .utili mozioni sul canto per la loro cultura musicale. Seguirà, alle 12.10, una parata di orchestre. Alle ore 20 saranno trasmesse le più belle canzoni richieste dai radioascoltatori eom ilo scambio dei loro messaggi augurali, Seguiranno; alle 20.30, pagine scelte del romanzo «5 uomini» di Richard Wrigit. Venerdì, dalle ore 12 alle 13.30, con l'Intervallo del notiziario alle 12.45, sarà 'trasmessa «musica peT voi» col suo ricco programma di canzoni e pezzi musicali preferiti dai radioascolltaitori con !lo scambio dei loro messafggi augurali. Alle ore 20 suonerà '.’orchestra Beppe Moietta, seguita; alfe 20.30, dalla rassetgna settimanale dei problemi politici e sindacali nel mondo del lavoro. .Sabato, alle ore 11, nel Teatro dei piceo1», i ragazzi potranno ascoltare la 3. puntata del «Giannizzero». Seguiranno, alfe 11.30, brani d'opera e Atte ore 12 «mcriadm» della srira*s e della cultura. Alle ore 20 suonerà Tonchet-tra Savina, seguita alle 20.30, da alcuni accenni su Fiume. Domenica., alfe ore 10, sarà trasmessa la consueta mattinata musicale. Alfe ore 11 sarà in onda il concerto sinfonico domenicale, seguito, alile 11.30, dall programma per «La donna e ila casa» coi suoi utili consigli per le asicolitatrici. Alfe ore 12 «musica per voi» con le canzoni ed i brani musicali preferiti dagli ascoltatori con lo scambio dei loro messaggi augurali. Alle ore 20, dall mondo operistico; alle 21, musiche da films e da rivista ed alle 22, concerto notturno. A CAPODISTRIA Riunione del Comitato Giovedì ha avuto luogo la seduta del Gomitato Distrettuale deJil’Unio-ne Socialista dei lavoratori di Capo-distria. All’ordine del 'giorno figurava la relazione al comitato direttivo delITJnàone della Slovenia, alcuni problemi giovanili e i risultati elettorali. Sul primo punto dell’ordine del giorno, il relatore ©gTintervenuti, dopo aver tratteggiato la situazione politica dèi 'distretto, si sono particolarmente soffermati sul funzionamento fina n/.l arlo delle varie organizzazioni da base ifeil'Unione che non ha ancora assunto di ritmo normale. Parecchie organizzazioni comunali non inviamo — e nessuna regolarmente — la parte di quota spettante .ail Comitato distrettuale. Così Ma-resige durante ài 1953 ha inviato esattamente 720 din., Šmarje 8.200. Tutto ciò a prescindere che presso le organizzazioni di base giaciono ancora rilevanti somme ricavate con la vendila dei distintivi e altro del Festival di Okroglic*. Da parte degli argani preposti all’dmsegnatnenbo scolastico si e-sprime ili timore che, dando un indirizzo industriale o comunque diverso da quello agricolo alla scuola., igli alunni possano valersi del titolo di studia conseguita per pre^ tendere in termini assoluti Toccu-paztone nell’imdustria. Quest’ultdlma oggi non è in grado dà assorbire tutta la manodopera giovanile, mentre nell’aigriooiltura, si registra la mancanza di braccia e l’abbandono delle terre. Riteniamo però che reffettiiva esistenza dS un simile problema non pdssa e non debba influire sullliindirizzo dell’inse-gnamiento ai figli degli artigiani e degl 'operali i quali, proprio perchè tali, anche oggi, senz’aloun titolo di ìstudlio della scuoia complemen- tare, pretendono, e sono nel loro diritto, di essere occupati nelTtodu-Striia e neli’arbigianato. Ber i figli degli agricoltori, anche se a proposito .esistono' pareri contrari poh ehè nemmeno essi vogliono sentir parlare dii agricoltura, riteniamo si 'debba continuare com Dindlirilazo preso, cercando dà convincere i giovani' sulla necessità di continuare a coltivare' la terra. Quanto al contenuto del programma, la soluzione sii presenta quanto mal complessa. Esistano tre corsi, dei quali attualmente sono in funzione solo due, quello preparatorio e il primo anno. Nel corso preparatorio entrano coloro ohe ncn hanno compiuto le scuole ot-ibennali, quindi anche ragazzi con le 'scuole elementari incompiute. IN UNA SCUOLA BER APPRENDISTI OTIZIE BREVI INCENDIO SOFFOCATO Nell pomeriggio idi mereoledì, nel panificio situalo in via Nazor a Ca-poidistriai e {gestito da Mario Seo-mersich, ai è manòfeatatò un principio di incendio che non ha esaurito proporzioni più vaste grazie al pronto intervento dei vigili del fuoco. I dammi sono lirrilevantà; LAVORI DI BONIFICA NELLA VALLE DEL QUIETO Proseguono nella Valle del Quieto i lavori di bonifica sulla riva e nella zona tra la punita di San Dionisio e punta San Giacomo. Nel corso dagli Ultimi mesi è stato costruì lo il canale «he trasporta l’acqua dalla sorgente di Gradore alla zona 'da irrigare. Gol prossimo anno verranno effettuati i lavori di bonifica e di re'gplaiz/iionie delle acque da punta San Dionilsio a Porta Porton. Con 1’alttUazione di queste opere', saranno resi coltivabili altri 600 ettari di (terreno, attualmente 'paludoso o soggetto a periodiche inondazioni. Negli ultimi tre anni eon lavori (per un valore di 250 milioni 'di dinari, sono già stati bonificati 1200 ettari di terreno. BILANCI A MANODOPERA UN DISCUSSIONE SINDACALE Mcrooifeđi, a Capoldiistria, ha avuto luogo la riunione regolare del Consiglio si n dar al e Distrettuale in cui è stato discusso il bilancio preventivo dell’orgainjizz azione sindacale per I’anno 1954. Alla riunione erano presenti anche ;ii rappresentanti della gioventù operaia All’ordine deli giorno figuravano; tra l’altro, i problemi relativi alla manodopera {giovanile etd agli ajpipremidifeti. Poiché è stato accertato che nel 'Distretto sono temporaneamente di-soioeuip.aito circa 200 donne, è stato deliberato d'i proporre al Consiglio eeonamiioo del Gomitato. Popolare I ti strel t u ule di stanziare per l’anno 1954 i mezzi finanziari necessari per la apertura dii una piccola industria locale che assumerebbe tale manodopera femminile, AGRICOLTURA MATERIA D’OB-BLIiGO NELLE SCUOLE DEL BLIESE Su »imziiativia del C«4 niigMo per ragricoLtura del Comitato Popolare distrettuale di Buie, tra breve, in tutte le scuole elementari del distretto di Buie l’a'griieoillura sarà introdotta come materia obbligatoria. Contemporaneamente nei centri minori verranno -organizazati dei corsi serafi dii agricoltura che verranno svolti dai tecnici eid agronomi ohe prestano servizio nel {distretto. SEDUTA {COSTITUTIVA DELLA .NEOELETTA GAIMERA DEI PRODUTTORI Ha avuto luogo venerdì, a Capo-diatria, la prima seduta della neoletta Camera del Produttori del Comitato Popolare Distrettuale La seduta è stata aperta dal membro più anziano, dottor Stanko 'Kovačič. E seguita l’eteziione della crnn-miisioine di verifica e quindi il giuramento, con iil quale i delegati diel lotìtnisiìgffio »’impegnano dii servire fedelmente il popolo, idi assolvere con coscienza e perseveranza ì propri doveri, di conservare iutegno l’onore di rappresentante popolare. La Ciamera dei Produttori ha quindi eletto il proprio presidente nella persona del compagno Albin Cotar, la commissione idei mandati e per l’immunità, la commissione per il pianto soiciiafe e il bilancilo. La Camera tornerà a riunirsi, assieme al Gomitato Distrettuale, il 28 dicembre prossimo per discutere il bilancio del distretto di Capodistria. LA LUCE A 370 FAMIGLIE In séguito a particolari circostanze determinatesi l’anno scorso, l'impresa «Elettra», non aveva potuto port are a termine l’eletitriìfiieazioue di Castagna e diel settore Martinčiči-— PoTopatti, settore «he comprende ben sette villaggi e ila cui importanza; pertanto, non è da sottovalutar©. Finalmente 370 famiglie potranno avere la luce elettrica, con il 'completamento dei lavori. L’impresa ha gettato per realizzare questo cibhiet-tliivo 11 km idi cavi ad alta tensione, 9 km d;j cavi a bassa teaiisioine, 5 km di rete Joicafe e 4 stazioni di trasformazione, Sono stati aM’uopo investiti 25 milioni dii dinari avuti in dotazione dal Potere popolare, 'oltre a 3 milioni 700 mila dinari provenienti dal contribuito delle case elettrificate'. E’ da sottolineare che i contadini della zona ita questione hanno largamente contribuito eoi lavoro volontario alla realizzazione dall’ope-ra; 'prestandosi per l’erezione dei pali e dovunque s’era resa necessaria la fatica manuale, Ecco che ora giunge il compenso alfe loro fatiche. Prima che l’atnno 1953 scalda, la luce brillerà nelle loro case. Per la prima volta. E sarà un giorno da ricordare. SERATA D’ADDIO Le insegnanti de! le scuole elementari italiane e slovene di Pirano hanno 'organizzato una serata d’addio al proprio bidello «omp. Giorgio Viezzofli «he dopo 40 anni di a ttività ai ritira, per il meritato riposo. I dirigenti dèlie rispettive scuole gli hanno espresso, a nome degli insegnanti; la gratitudine per lo zelo, Tabnegaizione e Uaffettuosa dedizione agli scolari; e maestri durante la Bua vita operosa; trascorsa tra la sicolareBca, augurandogli per. molti anni in salute e serenità il meritato riposo. Ha gradito molto Tomaggio di una pergamena recante le firme di tutti i presenti con parole di affettuosa riconoscenza. Prescrivere un programma che si adatti per tutti i ragazzi con grado d’istruzione così eterogeneo, è um’impresa itaipossiilbiiile, perciò do-vrebe essere lasciate maggior libertà d’laaiooe agli insegnanti affinchè risolvano la questione caso .per caso. Nel primo corso, composto Sin prevalenza dii alunni che hanno assolto le scuole obtennalà, ài programma può essere unico e prescritto, però quello attuale presenta la deficienza di essere al disotto del gradio d’ilsitruz one degli lailuimmi ai quali è ilndjriBzato, cosicché, chi più citi meno, tutti hanno già studiato quanto ora stanno ripetendo. Alcuni insegnanti, poti, ci hanno espresso il parere che le materie, dato 'il carattere della scuola, sono troppe e che sii potrebbbe eliminare ad esempio la storia e la geografia, includendo temi di storia e geografia mell’insegnameeto deir,-itahamo. Siiamo del laici dii cose scolastiche per prendere una posizione a riguardo. Riteniamo però che i programmi, elaborati per i nastri centri agricoli, vadano riesaminati ed adattati alla futura più presumiilbile occupazione e al grado d’istmzaicine dei giovani delle mostre cittadine. L’equiivailente' dii iciò lo avremo nella soddisfazione degli insegnanti che vedranno maggiormente compensate le loro fatiche con un reale interessamento ed lappi cariane melilo studilo da parte degìì alunni e nella maggior utilità che da tale tasegnaimento ricaveranno già alunni stessi. Un’altra difficoltà è rappresentata dalla mancanza di liberi di teck), particolarmente sentita nel corso preparatorio dove, a causa derilinsuffìaiiente grado distruzione dii alcuni alunni, questa non può essere nemmeno sostituita dalla dettatura delltinsegnanite. Per l’insegnamento, per ora, ci si iserve dei Ubai di testo delle scuole diurne, ma, trattandosi idi ragazzi in gran parte disoccupati, che d genitori, già ■avviano a guadagnarsi da soli il pane, non sono liin grado dii acquistare talli libri;. In scuole analoghe dell’anteguerra esistevano biblltote-iche fornenti agli alunni i libri in prestito, con l’obbUgo di rifondere gli aventualà darmi. Col tempo, finanze permettendo, anche ciò potrebbe essere attuato. Analoga si presenta la questione per le cibarie indispensabili per gli esperimenti delle alunne e per il cui acquisto, riteniamo sa possa stanziare la modesta somma indispensabile. Un tanto per quanto riguarda i problemi scolastici. Infine ali1 giovani alunni che leggeranno queste righe, rivolgiamo un 'invito, quello di studiare senza attendere un’eventuale riforma dei programmi, poiché, anche dal programma attuale, essi possono trarre insegnamenti utili per la vita. MB «Ir», una ferita alla testa e la frattura ideili’ alluce del piede simistro. Anche Bak Giacomo, raduto rovino-sani ente a i terra, ha riportato la frattura dii a'lcmine costole e, per un rad -po al «apio, una leggera amnesia. PIRANO Decessi: Vetaturinii Andrea, di 81 anni; Valente Andrea, di 92 anni; Girali! Maria, di 91 anni; Giovanni Antiinoxi,