ANNO XXII. Capodistria, 1 Luglio 1888. N. 13. LA PROVINCIA DELL'ISTRIA Esce il 1° ed il 1G d'ogni mese. ASSOCIAZIONE jier mi anno fior. 3; semestre e quadrimestre in proporzione. — Gli abbonamenti si ricevono presso la Sedazione. Articoli comunicati d'interesse generale si stampano gratuitamente. — Lettere e denaro franco alla Redazione. — Un numero separato soldi 15. — Pagamenti anticipati. Dal Protocollo del Governo provvisorio ioli'Istria dell'anno 1799. SPOGLI DI G. V. (Continuazione vedi numero 4 e seguenti.1) Il prodotto del sale a Pirano ■ N.o 5169 — D.a 3 X.mbre, pr.o 6 d.o La Direzione di Pirano rassegna la consueta Nota mensuale del passato 9.mbre avuta da quello scrivano de Sali dimostrante 1" introitazione del Denaro nello scrigno a tre chiavi in detto mese, corrispondente all'esportazione del Sale da quei publici Magazini. Significa che valutando le risultanze di tutte le antecedenti Note mensuali, si calcola dover esistere nell' antidetto scrigno una totalità approssimativa a quattro cento milla Lire, dalle quali detratte Lire quaranta mille circa calcolabili per conto di alcuni debiti dell' anno addietro ed al principio dello spirante contratti dello scrigno medesimo verso questo di Capo d'Istria per le consuete Paghe della Milizia destinata al Presidio delle Saline, ed altro nella summa medesima di 1. 40.000 quando nelle casse de sali di quella città mancava affatto ogni numerario ; devono ancora rimanervi da più di 1. 300000 che assicurano non più soggetto ad essere esausto quel Sovrano Deposito. Che finalmente addogandosi anche li prommossi mezzi da questo Governo per qualche solievo a quella Popolazione mediante la caritatevole proposta Im-prestanza sopra i Sali dell'anno venturo, sopravanzerebbe tuttavia in quello Scrigno un fondo di 180 e più mille Lire; fondo di soldo capace di regere a tutte le possibili combinazioni di genere tanto ordinario che estraordinario.» Disposizione del Governo. " Si scriverà alla Generale Intendenza inte- rinale delle Finanze in Venezia richiamandole il sentimento delle precedenti Lettere di questo Governo in tale proposito ; facendole un prospetto dettagliato dello stato attuale dello scrigno predetto ; ed ogni relativo opportuno riflesso, requirendola a devenire a quelle deliberazioni che considerate fossero opportune per conciliare l'equilibrio tra la manifattura del predetto interessantissimo Genere ed il R.o diritto. „ Questue quadragesimali. "N.o 3282 — D.a 8 Agosto. Essendo fermo il Governo nella sua pub.a volontà che abbiano da avere effetto le savie predisposizioni della cessata Republìca in proposito delle questue Quadragesimali per li poveri Schiavi e Catecumeni. S'intimerà alli Tribunali di 2.a Ist.a qual Dipartimento politico locale, Umago Cittanova, Montona Pingnente ed alle Giurisdizioni di Pietra-pelosa, Ra-cizze, S. Vincenti, Barbana, S. Gio. della Cornetta, Giroldia, Momiano, Fontane e Lemo di rilasciare gl' ordini alli Parrochi delli respettivi Dipartimenti, perchè non mancassero d'eseguire la pratica e la consuetudine nel proposito, per depositare il ricavato delle Elemosine in questa C.a R.a Cassa riservata. „ (Continua) IST o tizi e Come abbiamo annunziato nell' ultimo numero, il giorno 15 giugno fu solennizzato in Parenzo, da tutta la provincia, la fausta ricorrenza in cui l'illustrissimo capitano provinciale comm. Francesco Vidulich compiva il suo quarantesimo anno di vita pubblica. Adempiamo oggi a un dovere, assai gradito, col registrare in questa cronaca, le dimostrazioni dirette all'illustre comprovinciale, in quel giorno, da ogni luogo, tutte ispirate da sentimenti nobilissimi di riconoscenza, di stima e di affetto ; e le quali, pure conservando intiero il loro carattere personale, hanno un significato di grande valore che intendiamo rilevare : esse sono le manifestazioni della concordia mirabile degli istriani di ogni partito nella prevalenza suprema voluta oggi e accordata, all' idea nazionale, che sopra tutte sorvola e tutti anima. Diede un maggiore spicco a questo carattere della festa, lo studiato silenzio delle rappresentanze di alcuni importanti comuni, nei quali prevalse la maggioranza numerica degli elettori contadini, e da questi sono diretti e amministrati; mentre, la grande maggioranza dei cittadini, nelle rispettive sedi comunali, inviarono indirizzi di felicitazione, che sono documenti di grandissimo valore per caratterizzare la situazione precaria di quei comuni. La gentile Parenzo fece gli onori di casa all' il- " lustre ospite, come sempre in ogui occasione sanno fare i Parenzani, e non occorre dirne di più in elogio. Inviarono telegrammi e scritti di felicitazione: La società politica istriana, la camera di commercio e industria dell'Istria; i municipi di: Albona, Antignana, Buje, Canfanaro, Capodistria, Cherso, Cittanova, Di-guano, Fianona, Grisignana, Isola, Lovrana, Lussiupic-colo, Lussingrande, Muggia, Orsera, Pirano, Portole, Pola, Ro vigno, S. Vincenti, Valle, Verteneglio, Visiuada, Visignauo, Volosca, Umago ; centotrentasei cittadini di Pisino, quaranta di Pinguente; trentaquattro di Pedena ; ventotto di Gimino ; moltissimi di Montona ; dai deputati al consiglio dell'impero: De Franceschi, Millevoi ; dai deputati provinciali: Babuder, Bembo, Bolmarcich. Bubba, Campitelli, Costantini, Del Bello, Doblanovich, Fragiacomo, Glezer, Ivancich, Lazza-rini, Lius, Mracli, Rizzi, Scampicchio, Venier ; ex deputati De Favento, Madonizza; dai dottori Glezer e Stameli a nome dei colleglli notari; da monsignor vescovo di Parenzo e Pola Dr. Flapp ; dal venerando racerdote Don Giuseppe Gladulich di Lussinpiccolo. A voce presentarono le loro felicitazioni gli ono-sevoli assessori provinciali, il municipio di Parenzo, e tutte le autorità e istituzioni locali. La sera del giorno 15 fu dato in suo onore un banchetto dagli onorevoli assessori e capi uffizio della giunta provinciale, al quale intervennero invitati i rappresentanti delle autorità governative, comunali, del corpo insegnante della provincia e della stampa. Dopo il banchetto, musica, fuochi e, improvvisata, una splendidissima luminaria favorita da una bella notte e dalla incantevole posizione di Parenzo ; vero entusiasmo di tutta la popolazione. La festa di Trento. (Lettera telegrafica dell' «.Indipendente*) Trento, 25. La solennità che ebbe luogo ieri per l'inaugurazione della bandiera della Federazione ginnastica del Trentino riuscì splendidissima e tale che difficilmente ci è dato descrivere brevemente. L'ingresso del corteo trionfale seguì in città entusiasticamente. L' aspetto che presentava la citta era davvero eccezionale. Il corteo era composto dei rappresentanti delle diverse società ginnastiche, delle bande di Cavalese, Levico, Borgo, Rovereto, Riva, Ala e quella di Trento, in tutto sette che alternano gì' inni marziali ; delle bandiere di parecchie società operaie ed altre. Assiste a questo ingresso una folla enorme. Le case sono tutte addobbate con drappi e bandiere. Quando il corteo passa, dalle finestre havvi un continuo copiosissimo getto di fiori ; 1' entusiasmo è indescrivibile. L' accoglienza che viene fatta ai rappresentanti dell' Unione ginnastica di Trieste ha un carattere speciale, vengono fatti segno alle dimostrazioni più lusinghiere. Il corteo si recò all'Orfanotrofio Crosina - Sartori, dove ebbe luogo la cerimonia dell' inaugurazione della bandiera. Qui il concorso fu numerosissimo ; moltissimi soci federali e parecchi invitati. La cerimonia riuscì imponente e dignitosa insieme. Il primo disborso fu pronunciato dall' avvocato Dordi, presidente della federazione, il quale accennò ai vantaggi che derivano dalla federazione alla provincia del Trentino, che si trova così legata in una unità di azione e di pensiero; il podestà di Trento, Oss - Mazzurana, salutò i confederati e gli ospiti a nome della città. Parlò quindi 1' avvocato Veneziau a nome dell' U-nione ginnastica di Trieste. I discorsi improntati a nobile pattriotismo furono applauditissimi. Finita la cerimonia, verso il mezzodì, seguì la passeggiata trionfale fino al municipio, che riusci bella e ordiuatissima, malgrado l'immenso concorso di publico. Durante il passaggio le acclamazioni piu vive irrompono dalla folla. La bandiera azzura della Unione ginnastica di Trieste è acclamatissima assieme a quella inaugurata, le signore vi gettano sopra fiori. Giuuti al municipio, mentre sotto al palazzo ha luogo una imponente dimostrazione, sul balcone vengono spiegate le bandiere di Trento e Trieste, quella inaugurata e molte altre. Alla bandiera di Trieste, viene assegnato il primo posto. La banda di Trento intuona l'Inno di S. Giusto che viene accolto da grandi acclamazioni. L'inno viene ripetuto e durante tutta la giornata lo si sentì suonare per le vie anche dalle altre bande della provincia. Ad un' ora pomeridiama ebbe luogo il banchetto, al quale presero parte 600 persone ; società ginnastiche, bande e cittadini fraternizzarono con mirabile accordo. Si fecero molti brindisi, la maggior parte dei quali furono rivolti a Trento e Trieste. Di sera la città presentava ancora un' animazione maggiore. La illuminazione generale riuscì di stupendo effetto, le bande percorrevano suonando la città, quelle di Trento e di Riva intuonavano spesso l'Inno di S. Giusto che veniva acclamato entusiasticamente. Continue ovazioni a Trieste, alla concordia fra le due provincie, ai vostri rappresentanti, all' Unione ginnastica. Alla bandiera furono fatte le dimostrazioni più festose. L' animazione durò sino a tarda ora di notte. Ad un' ora partirono gli ospiti. Molti podestà e rappresentanti delle città e borgate del Trentino intervennero a questa così patriotica festa che Trento da molti e molti anni non vide 1' eguale. G. Sabato 23 giugno p. d. si chiuse l'esposizione enologica e fiera di vini in Trieste ; e venne fatta la solenne distribuzione delle ricompense. Presiedeva la cerimonia il Podestà di Trieste ; riportiamo i nomi dei premiati appartenenti alla nostra provincia. Per i vini ottenne il disploma d' onore il consiglio agrario provinciale, con la sede in Parenzo. La medaglia d' argento dello stato ; i signori Covrich prof. Matteo ti Verteneglio, Corazza fratelli di Montona, del Bello D.r Nicolò di Capodistria, Gravisi marchesi eredi Gianaudrea di Capodistria ; Machlig D.r Carlo, villa Decani; Mrak D.r Edoardo, S. Vincenti; Petris Nicolò nob. Dellamare, Cherso, Corva Spinotti Nicolò, Grisignana; Toppo cav. Rodolfo, Pirano ; Canciani D.r Giovanni, Montona ; — La medaglia di bronzo dello stato, i signori : Baseggio de Nicolò di Capodistria; Carbonajo Giovanni di Capodistria; De Mori Nazario di Capodistria; De Franceschi Nicolò di Seghetto ; De Franceschi Francesco, Umago ; Domenico Malusa, Pola ; Manzini Giovanni fu G. B. Albona; Marsich Antonio Capodistria; Mianich Giov. Antonio; Marchesi Carlo, Dignano; Robba Michele, Muggia; Surau D.r Giovanni, Montona ; La medaglia d' oro dell' esposizione i signori Baseggio Nicolò di Capodistria; Carbonajo Giovanni di Capodistria ; Covrich prof. Matteo di Verteneglio ; Corazza fratelli, Montona; Canciani D.r Giovanni, Montona; Del Bello D.r Nicolò, Capodistria; Petris nob. Dellamare Cherso ; Corva Spinotti Nicolò Grisignana ; — La medaglia d'argento dell' esposizione i signori Calogiorgio iug, Gregorio, Capodistria; De Mori Nazario, Capodistria; Manzutto D.r Gerolamo Umago; Triseoli Giovanni Orsera; Tornasi Agostino Montona ; Wagner Luigi, e C., Capodistria ; — La medaglia di bronzo dell' esposizione i signori: Depangher Giovauni, Capodistria; Manzutto Pietro, Umago ; La menzione onorevole dell' esposizione i signori : Marchesi Pietro, Sottocorona Tomaso, Dignano ; — Inoltre fu concesso al D.r Comm. Manzutto di Umago, il diploma di onore per il suo olio di oliva ; e la medaglia dello stato per meriti rilevanti nel commercio dei vini. ------ APPUNTI Da alcuni mesi domina la difterite nel comune di Topolovaz, sotto quello di Montona, nel dittretto di Parenzo; ed a quanto ne riferiscono quei poreri villici non vengono prese quelle energiche misure di isolamento e disinfezione, dalle quali si possa sperare la cessazione della epidemia che ha mietuto molti e bambini e adulti. Di quando in quando vi si reca il medico distrettuale di Parenzo, rarissime volte quello comunale di Montona. La miseria estrema e l'ignoranza favoriscono terribilmente T estendersi del male ; a tanto più occorre una rigorosa sorveglianza da parte delle competenti autorità che noi ci permettiamo d'invocare. Chi viaggia sui battelli a vapore lungo la nostra costa, non sente altro discorso che non sia quello — s'indovina, — della lotta fra le due società di navigazione: Cesare e C. e 1' altra che diremo provinciale. I discorsi sono tenuti vivi, come i fuochi nelle caldaie, dal frequente imbarco di passeggieri e dal fatto che i due battelli concorrenti, a un palmo di distanza l'uno dall'altro, si corrono dietro, si passano e ripassano ; una vera regata fino a Pola e viceversa. A ogni toccata vedete i soliti curiosi del paese, che attendono con ansia e giubilano o si amareggiano quaudo arrivi primo o secondo il battello del loro cuore; e tengono nota di quanti montarono su quello o sul-l'altro ; fanno conti e tutto il giorno non si discorre d'altro, al caffè, alla birreria, alla passeggiata. Nessuna meraviglia quindi, se questo stato di cose, diede origine a spiacevoli fatti; e se non cessasse, i fatti si ripeteranno ; ma il buon senso della popolazione vi metterà fine. E naturale e succede come qui, da per tutto, che la concorrenza, che è lotta, sia accompagnata da epi-sodii spiacevoli, e specialmente la concorrenza sul mare, costiera, con frequenti approdi. Ed è naturale e giusto il parteggiare della nostra popolazione per la società provinciale ; siamo tutti interessati nella società ; e rispettando tutte le ragioni della società concorrente, interessa molto a noi di poter costituire una società marittima nostra, che oltre il vantaggio di un buon dividendo, animi a nuove imprese, confermando la fiducia nelle proprie forze unite. Ma a ciò non si riesce con pettegolezzi nè con le insolenze, bensì col sacrifizio perseverante e col savio contegno. -*----«aaesf--- Cose locali Rappresentanza comunale, seduta del 21 Marzo 1888 alle ore 8 y2 pom. presidente il podestà signor Giorgio Cobol, commissario governativo signor Luigi Cav. Bosizio capitano distrettuale, presenti 20 signori rappresentanti, e 3 signori sostituti; assenti senza giustificazione 7. Ordine del giorno: lettura del protocollo di seduta 25 febbraro p. d.; comunicazioni ufficiose. — 1. Istanza di F. Andreola per ottenere il trasferimento del diritto ipotecario limitato a residuo credito del civico ospitale; 2. — Domanda dell' amministrazione del civico ospitale per avere facoltà di contrarre un mutuo attivo ; — 3. Conto preventivo del civico ospitale per 1' anno 1888 ; — 4. Conto consuntivo del civico asilo. infantile prò 1887; — Elezione di cinque membri della commissione mista per la nomina del maestro di musica. — 6. Ri-ferta e proposta del comitato eletto nella seduta 19 novembre 1887 relativamente all'accettazione riservata dei 23 mutui stipulati dalla cessata direzione del civico ospitale. Approvato il protocollo dell'ultima seduta, il podestà: ^commemora la morte del rappresentante comunale Pietro Gallo e in segno di condoglianza la rappresentanza assorge. „comunica i ringraziamenti del cassiere signor Luigi Sossich per l'aumento dello stipendio accordatogli. «partecipa la vendita fatta di due fondi privati nel civico camposanto. «la stipulazione del prestito di fior. 4000 al 5% coi fratelli conti Totto, per il compimento della cella mortuaria. «Il versamento di fior. 1500 alla cassa provinciale a scarico del prestito grazioso di fior. 7000, i quali fior. 1500 furono incassati quale contribuzione accordata dal i. r. ministero della giustizia per l'uso della cella mortuaria per le i. r. carceri. «le giornate stabilite per le elezioni comunali, «il bolettino sanitario: dal 25 febbraro a tutt'oggi: in città 4 casi di vaiolo e 1 decesso ; nel comune forese nessuno, dal principio dell' infezione casi 41, guariti 26, in cura 4. Primo punto dell' ordine del giorno. Sopra proposta della deputazione si accorda il richiesto svincolo a Francesco Andreola a patto che il debito verso il civico ospitale di fior. 900 sia ridotto a fior 400, rimanendo questo cautato dalla ipoteca mantenuta sulla casa in città del valore di di fiorini 940. Secondo punto dell' ordine del giorno. Viene autorizzata 1' amministrazione del civico ospitale a contrarre il mutuo attivo con ipoteca di fiorini 250 con Giuseppe Corrèn di Antonio. Sesto punto dell' ordine del giorno. Viene approvato il conto preventivo 1888 dell'ospitale civico con un introito di fior. 7471 un esito di fior. 7457.80, ed un civanzo di fior. 13. 20. Babuder raccomanda che la direzione dell'ospitale provveda affinchè i benefattori del piò luogo sieno ricordati degnamente e per dovere di gratitudine, e stimolare la generosità cittadina. Quarto punto dell' ordine del giorno. Viene approvato il conto consuntivo del civico asilo di carità per V infanzia prò 1887, coli' introito di fior. 1149.241/,,, V esito di fior. 924.01. Quinto punto dell' ordine del giorno. Vengono eletti a comporre la commissione mista per la uomina del maestro di musica, gli on. De Mori, Gravisi Antonio, Gravisi Giuseppe, Longo Pietro, Madonizza Pietro. Terzo punto dell' ordine del giorno. Il presidente invita 1' on. Madonizza relatore del comitato eletto nella seduta 19 novembre p. d. a riferire. Madonizza legge la relazione del comitato, e propone che dei 23 contratti di mutuo per un complessivo ammontare di fior. 8968.05 ; la rappresentanza abbia a riservarsi l1 azione di regresso di confronto alla cessata amministrazione dell' ospitale civico, per numero 6 mutui del complessivo ammontare di fiorini 2000; 8 questi sia per insufficenza di ipoteca, e garanzia morale del mutuatario. Babuder parla in appoggio della proposta del comitato, o raccomanda di accoglierla. Zetto (Dr. Antonio) fa proposta: che la deputazione tenuta ferma la proposta del comitato sia incaricata di estendere per quanto è possibile il diritto di i-poteca a garanzia degl'importi mutuati. Babuder e Madonizza parlano contro 1' emenda Zetto; e Badoicovich in appoggio. In seguito a dichiarazione del podestà intorno all'emenda proposta dall'on. Zetto, questo ritira la sua proposta; e viene accolta quella del comitato con 21 voto. Eletti gli on. Madonizza e Longo per la firma del protocollo la seduta è sciolta alle 8 Seduta del 28 Marzo 1888 ; alle ore 7 pom. presidente il podestà signor Giorgio Cobol, commissario governativo signor Luigi cav. Bosizio capitano distrettuale, presenti 16 signori rappresentanti, 3 signori sostituti, assenti senza giustificazione 8. Ordine del giorno : 1. Approvazione del protocollo di seduta d. d. 21 corrente. — 2. Comunicazioni officiose. Primo punto dell' ordine del giorno. Approvato il protocollo, 1' on. Gambini (Dr. Pio) domanda la parola, e dichiara nella sua qualità di direttore nella cessata amministrazione del civico ospitale, che pur non dividendo i eriterii del comitato di revisione per cui questo propose e la rappresentanza deliberò nell' ultima seduta, la parziale approvazione dei mutui stipulati da essa cessata direzione; egli si assume per intiero la responsabilità del suo operato, ed anche quella spettante agli eredi del collega Pietro Gallo nel frattempo defunto; e si adoprerà d' accordo colla amministrazione dell'ospitale, a salvaguardia de' suoi interessi senza porre in angustie i mutuatari. Il podestà prende a notizia la dichiarazione dell' on Gambini, e ne tiene conto per rimediare agi' errori commessi. Il podestà legge una relazione sull' attività del consiglio nel triennio di amministrazione che ora si compie. (La relazione venne pubblicata per intiero nel numero 7 di questo periodico, 1. Arile a. c.) Gambini, propone un voto di ringraziamento alla cessata deputazione per la sua zelante operosità. La proposta è accolta a voti unanimi. Il comissario governativo parla in elogio dell'attività della rappresentanza comunale, e riconosce che la deputazione mantenne i migliori rapporti colle varie autorità dello stato e promosse il prosperamento del comune. Il podestà ringrazia la rappresentanza e il commissario governativo. Eletti gli on Demori e Zetto (Dr. Antonio) per la firma del protocollo; la seduta è sciolta alle 8 Vi- (Con questo protocollo è chiusa la serie dei reso conti della rappresentanza nel periodo amministrativo 1884-87). Rappresentanza comunale, II seduta del 26 Maggio 1888 ; presidenza del signor Giorgio Cobol, podestà; commissario governativo sig. Luigi cav. Bosizio-Thurnberg, i. r. capitano distrettuale, presenti 21 signori rappresentanti, 2 signori sostituti ; assenti giustificati 2; non giustificati 2. Ordine del giorno: comunicazioni ufficiose; — 1. Rinnovazione della civica giunta ginnasiale; — 2, della giunta al civico monte di pietà; — 3, della direzione del civico ospitale; — 4, della commissione al civico cimitero; — 5, nomina di quattro membri nella commissione sanitaria; — 6, nomina di 2 membri nella direzione del civico asilo infantile; — 7, di 2 membri nell' amministrazione delle confraterne localizzate; — 8, di un comitato di 3 membri per la revisione dei conti del comune ed istituti dipendenti; — 9, deliberazione in esito al concorso per il posto di sottomaestra delle scuole popolari femminili ; — 10, detta sull'offerta dei conjugi Giorgio e Maddalena Marin per essere accolti nella Pia casa di Sicovero; — 11, proposta dell' on. Antonio Almerigogna e consorti di stanziare un assegno di rappresentanza al podestà. Il podestà partecipa: „La nomina del maestro di musica fatta dalla commissione mista, nella persona del signor Giulio Gior-gieri ; e l1 assunzione delle sue mansioni da parte del nominato maestro. „una lettera della signora Anna de Combi-Sossich, datata da Venezia 1 Aprile a. c., con la quale ha presentato al podestà il ritratto del fratel suo Carlo, eseguito dall' artista Bartolomeo Gianelli. La risposta di ringraziamento diretta alla prelodata egregia signora, da parte del podestà, ed a nome della deputazione comunale. „Una lettera di ringraziamento, presentata dal podestà, all' on. signor ingegnere Carlo Valon, in data 21 Aprile p. d. per le veramente straordinarie e disinteressate prestazioni nell' esecuzione dell' edifizio per la cella mortuaria. „La neo eletta deputazione si recò in visita ufficiale presso il signor capitano distrettuale, dal quale ebbe le assicurazioni del suo appoggio. „La mattina del 5 corrente, furono estratte le 6 grazie dotali della pia fondazione Marianna Pola-Grisoni. ,Furono assegnati a norma del §. 49 del Beg. Com. ai singoli membri della deputazione speciali referati. ,Venne accolta con animo grato la cortese offerta dell'on. sig. Francesco De Bin, di continuare d'accordo coli' ing. Calogiorgio consigliere comunale referente, la direzione dei lavori fino alla loro liquidazione nel campo santo. ,11 sig. Andrea Marsich nella sua qualità di direttore nella cessata amministrazione del civico ospitale, ha presentato ricorso presso la Giunta provinciale, contro il deliberato della rappresentanza, riflettente 1' approvazione risservata a regresso di 6 mutui attivi, stipulati da quell' amministrazione. „La deputazione si recò a far visita a S. E. il Luogotenente, a S. S. B. B. Monsignor Vescovo, al magnifico podestà di Trieste; all'ili.o sig. Cav. Alber presidente del governo marittimo, ai consiglieri aulici Cav. Binaldini e Krekich, al presidente della I. B. direzione di finanza barone Plenker; e raccomandò al loro valido appoggio importanti interessi del comune. ,Venne approvata la delibera per lo sfalcio del prato di Semedella per fior 22.15; delle prese di Campo Marzo per f. 11; degli spalti del Belvedere per f. 6.e „Con lusinghiere espressioni, vennero accordate alla nuova istituzione dei pompieri: dalla direzione delle assicurazioni generali fior. 150 ; •dalla agenzia in Trieste della I. B. privilegiata società di assicurazione „La Fenice Austriaca' fior. 25; dalla direzione filiale in Trieste, dell' azienda ,Austro francese" fior. 15; dalla direzione della ,riunione adriatica" di sicurtà in Trieste fior. 50. Primo punto. Giusta il §. 117 del piano d'orga- nizzazione dei ginnasi vengono eletti a formare la Giunta ginnasiale gli on. Belli, Madonizza, Zetto (Antonio). II, III, IV, V, VI, e VII punto. Postosi d'accordo la rappresentanza vengono eletti per acclamazione a costituire: la giunta del civico monte gli on. Baseggio Nicolò e Leonardo Venuti. la direzione del civico ospitale gli on. Cadamuro -Morgante Francesco, Demori Nazario, Gravisi Giuseppe. la commissione del civico campo santo gli on. Bullo Andrea, Calogiorgio Gregorio, Manzoni Domenico, Poli Luigi. la commissione sanitaria (legge provinciale 18 marzo 1874). gli on. Almerigogna Antonio, Bratti Alessandro, Favento Giorgio, Zetto Guido. la direzione del civico asilo di carità per l'infanzia gli on Longo Pietro, Sossich Luigi. l'amministrazione delle confraterne localizzate gli on. Cadamuro Morgante Francesco, Totto conte Gregorio. Ottavo punto. Stabilito il numero dei membri per costituire il comitato permanente di finanza, la rappresentanza passa alla elezione per schede, e fungono da scruttatori l'on. Zetto Antonio, nominato dal podestà, e gli on. Cadamuro Morgante e Favento nominati dalla rappresentanza. Fatto lo spoglio delle schede (n. 28), vengono proclamati elettigli on. Belli, Debellich, Gambini, Biosa, Bullo, tutti con voti 26. Nono punto. Sopra proposta della deputazione, la rappresentanza delibera di proporre per la nomina di sottomaestra presso la scuola femminile, l'unica concorrente signorina Emilia Goglia. Decimo punto. Sopra proposta della deputazione, referente 1' on. Del Bello, viene accolta l'istanza, rassegnata con favorevole parere dalla direzione dell'ospitale civico, dei conjugi Giorgio e Maddalena Marin, che domandano di essere accolti nella casa di ricovero, essendo sprovisti di ogni bene di fortuna, nella età di 80 e 77 anni anni ; avendo alienato col peso ipotecario verso 1' ospitale stesso, di fior. 300, la loro unica casetta, a certa Maria Lonzar; e versando il civanzo di questa vendita f. 92.45 nella cassa del civico ospitale. Undicesimo punto. Il podestà cede la presidenza al consigliere anziano on. Zetto, ed abbandona la sala. L'on. Zetto dà lettura di una istanza del 23 maggio presentata e firmata dagli on. Almerigogna, Babuder, Bullo, Cadamuro-Morgante, De Mori, Favento, Gambini, Madonizza, Padovan, Pizzarello con la quale a termini del § 40 del regolamento comunale, domandano la convocazione della rappresentanza per deliberare sulla proposta di mettere a disposizione dell'ili, signor podestà, a carico del comune locale di Capodistria per l'intero triennio di sua amministrazione, la somma annua di f. 900, a titolo .assegno di rappresentanza". L'on. Zetto, a nome della deputazione, dichiara, che questa, fatta eccezione del podestà, nella sua seduta del 24 corr., si associava alla proposta preletta, e dava la parola al primo firmato on. Almerigogna a termini del ragolamento. L'on. Almerigogna si riferisce alla proposta presentata e nulla trova di aggiungere. L'on. Belli, convinto che si dovrà anche in avvenire, continuare nel provve- dimento ora proposto per cui diventerà una istituzione stabile, e ravvisando nella preletta proposta un passo verso la provvida e necessaria istituzione, dichiara che voterà in appoggio. Nessuno avendo chiesta la parola, chiusa la discussione, la proposta è accolta a pieni voti. Eletti gli on. Madonizza e Babuder per la verifica del verbale, la seduta viene sciolta alle 9 V4. -_----\--- ---- Appunti bibliografici Giuseppe Caprin — I nostri nonni, 1800- 1830. Trieste, Stabilimento tipografico Caprin 1888. Uno straordinario risveglio osserva, con grande compiacenza, il patriotta nell' Istria: e quando dico Istria intendo parlare anche della capitale naturale — Trieste, senza queir arcaica distinzione — Trieste e l'Istria, triste retaggio dell' Italia in pillo-line. E per vero da un mese mi piovono in questo cantuccio abduano i libri. Prima gli — Atti della società istriana, dei quali si è già parlato in questo foglio e si parlerà. Poi — La Vita comunale, e il dialetto di Trieste nel 1426, dell' egregio giovane Oddone Zenatti. Quindi — Storia e dialetto di Rovigno del professor Benussi. Da ultimo — I nostri nonni del Caprin. A questi libri aggiungete altri volumi regalatimi da conoscenti ed amici come — I nuovi Versi di Alessandro Arnaboldi; e La Filosofia positiva e la critica d' arte del mio valoroso amico il Ròndani da Parma. E tutti questi hanno un diritto, e reclamano 1' appunto. A una, a una diceva quello che ferrava le oche. Cominciamo da casa nostra, et quidem dalla capitale. Habent sua fata libelli. La fortuna di un libro (a parte il merito intrinseco per ora) dipende spesso dalla maggiore simpatia che 1' autore ha saputo destare nel critico, e in un numero considerevole di lettori. Sotto questo aspetto, il signor Caprin è un autore fortunatissimo, perchè ha subito fatto palpitare, col solo titolo, me ed ogni buon triestino del vecchio mellone. I nostri nonni! Trattasi di conoscere la vita dei Triestini nei primi anni fortunosi del secolo, ed i progressi del nuovo emporio commerciale, del quale si erano piantate le prime fondamenta nel secolo antecedente. Il libro risponde subito ad un bisogno del tempo, ed alla nuova tendenza letteraria. Non si tratta più di compendiare un dato tempo e le varie vicende in un eroe; si vuol conoscere la vita di un popolo nelle varie sue manifestazioni senza sintesi leggendarie ed e-roiche: la letteratura si democratizza. I nostri nonni del Caprin vanno di un passo con altre opere frammentarie, che tengono calcolo di tutto, che non isdegnano le più minute ricerche, e apparecchiano così i materiali alla grande storia. Tali per esempio i libri del De Castro il giovane, sulla vita milanese studiata nei canti popolari, nei proverbi, nei giornali ecc. . . . Certo Trieste non è Milano; se non così ricca la messe dei materiali, il Caprin ha saputo però raccogliere un discreto manipolo di documenti popolari, e alle lacune ha supplito con la tradizione e con personali impressioni. Questo libro 1' ho letto tutto di un fiato, e con crescente diletto; e mi ha lasciato il desiderio di un altro libro simile, che giurerei sarà già balenato alla mente dello scrittore editore. — I nostri babbi. 1830- 1860 — Qui non è il caso del bis in idem: il secondo libro sarà uno svolgimento naturale, una conseguenza del primo. Anzi, poiché qui non è il caso di una critica ampia, nè d'improvvisi sbottonamenti del letterato, permetta il Caprin che io passi via dolce dolce appuntando, secondo certi segni lasciati in margine dalla matita rossa; e ciò per completare le sue osservazioni, di raro per rettificarle, e più che tutto per dargli materia, poca per vero, a scrivere il desiderato libro — I nostri babbi — col racconto di avvenimenti, quorum pars parva fui. Nel capitolo — Il borgo teresiano — a pag. 31 trovo scritto — „A1 posto ove ora trovasi V Hotel de la Ville sorgeva una cappelletti che il Signor Antonio de Rossetti aveva fatta a sue spese nel 1772. V' era un unieo altare con un quadro rappresentante la Visitazione di Maria che trovasi ora nella sagrestia di S. Antonio nuovo." Il sig. Caprin senza saperlo, ha toccato le fibre più intime del mio cuore. Per quanto il critico francese Brunetière gridi, ed a ragione, contro la letteratura personale, pure, trattandosi di un semplice accenno, mi permetto d'introdurre qui il mio signor me; o meglio la figura lunga, scarna, dall' aspetto malinconico della mia buona mamma, la quale mi conduceva qui ogni domenica alla messa. Si andava su su per una scaletta, e si riusciva in un coretto chiuso da un fitto reticolato a linee serpentine ; Ricordo 11 fruscio delle vesti seriche, e i grandi cappelli dall' ampia tesa che nascondevano le facce di quelle buone signore. Ma c'era uu raccoglimento là dentro, un susurrio di voci preganti, un crocchiar di pagine degli eleganti libretti; una pietà semplice e sentita che andava al cuore ! V' interveniva il fiore della società tra il Ponte Rosso e il Corso; ma non era la messa ultima, non quindi la inessa di moda. Si celebrava circa alle dieci; e poi le signore, da buone massaje, senza la solita trafila dei lions, fatte quattro chiacchiere tra loro, al suono delle campane di San Nicolò, tornavano quiete quiete a casa ad apparecchiare il pranzo. La settimana santa poi la cappella Rossetti era il ritrovo prediletto di tutti i ragazzi di città nuova per vedere il sacro .sepolcro: un sepolcro piccino, bianco bianco, con tanti lumicini dentro a globi di vetri colorati, rossi verdi, azzurri, gialli: una fantasmagoria di colori. Poi un profumo di fiori, di viole ciocche gialle, di primole, un friggio di lumi, repentini strepiti di gocciolotti cadenti e . . . un incognito indistinto d' odori, di suoni, di giuochi di luce che mi facevano andare in visibilio. Un altra impressione a pagina 36. La piazza grande con la torre dell' orologio, col teatro tale e quale !.. Del teatro ho una lontana e confusa memoria; rammento però benissimo le prigioni dopo il 1830 sempre in piedi, non però più addossate alle mura della città già distrutte, ma isolate, con le finestre dalle grosse inferriate oltre le quali vedevasi l'azzurro del cielo e il tremolar della marina. E la vecchia torre? E quale è triestino, (intendo di quelli che sono a cavallo dei sessanta) il quale non ricordi i vecchi marinai raccolti ogni sera a recitare il rosario davanti alla miracolosa Madonna del Porto, e i baldi giovinotti sempre pronti a sfilar ben altre corone e le brune sesoìote? E non dimentichi il signor Caprin come sotto la torre si celebrasse una delle feste più tipiche e popolari, fino al 1838, cioè la luminaria per la Madonna di Agosto. La vecchia torre ardeva tutta di lumicini artisticamente disposti: era una ressa, un via vai, e un canto di litanie solenni, rotto sovvente dallo scuotere della cassetta del santese. A queste usanze s'ispirò il poeta Dall' Ongaro; e frequenti accenni nelle sue poesie liriche si trovano di amori nati, giurati, mancati e vendicati dinanzi alla Madonna del Porto. E tanta era la pietà, e più forse la superstizione verso questa benedetta Madonna che, temendo di un tumulto popolare, il vescovo Raunicher, poco tenero in generale degli altarini, fece di notte zitto, zitto, piano piano trasportare il quadro nel vicino San Pietro, dove stette fino alla demolizione di detta chiesa, per essere poi ricoverato, così suppongo, al Rosario. Tiriamo innanzi. Ho riso di cuore al vedere le belle macchiette, e le mode del 1800. E non sparirono del tutto coi trattati del 1815: la moda ribelle teneva duro. Ho già rammentato le signore alla cappella Rossetti col cappellone largo largo, in cui si sprofondavano quei cari visini delle noste mamme; io stesso, quando mi vestii la prima volta da uomo, infilai i calzoni di nanchin; e lagrime amare versai, quando, in occasione della cresima, il buon santolo me li battezzò col refosco; e non ci fu verso che la mia brava mamma, una donna di spiriti liberali, potesse indurre il mio buon babbo a smettere un tabarro color sorcio, con 5, diconsi cinque mantelline o collaroni uno sopra P altro ; benche fosse un reazionario della più bella acqua. Altre care memorie a pag. 122 e 123. Il passeggio del Lazzeretto nuovo in un libro dopo il 1830 vorrà essere completato così. A sinistra sorgeva oltre il maccéllo, P istituto dei poveri; ed il giardino Trapp di classico stile, diventò la casa del diavolo, per certi rumori ci sentivano di notte le bobe. E davvero sempre chiuso abbandonato, con queir ampia gradinata tutta coperta di erba, e le statue alcune decapitate, altre che guardavano la gente a stracciasacco, facevano anche a me un certo effetto. Ma che deliziosa passeggiata nelle giornate d'inverno, si faceva sotto ai volti Bozzini, dove i cordajuoli giravano giravano lentamente e in silenzio la ruota! E quel mare di scilocco, e quel cielo ! Sono memorie che mi rinfrescano sempre la mente; e, per non ripetere cose già dette, rimando il cortese lettore al mio libro — Macchiette dell'emigrazione veneta — a pag. 65 e seguenti. Sono impressioni di quel matto di pittore; ma l'intonazione è tutta soggettiva. Dopo i volti c'erano poi due orti frequentati assai: il Tivoli e V Augarten, donde la vista scorreva sul mare fino alle paludi di Aquileja di qua, e dalla parte opposta, fino a Pirano. Seguiva un largo, davanti al portone del Lazzaretto, e di riscontro alla strada di Gretta una chiesuola con entro una statuina di San Pietro ; è la nel giorno del santo altra festa popolare con ballo pubblico (oggi si direbbe barbaramente festival) pei baucoli del territorio. I quali baucoli allora erano bonini, e facevano solenne comparsa nelle feste del sovrano e del Corpus Domini in Piazza Grande sparando con tanta poca destrezza e precisione che sempre qualche schioppettata veniva in ritardo, eccitando l'ilarità e i fischi dei monelli. Dei Napoleonidi a Trieste e delle loro vicende P autore ha ampiamente discorso ; ma si è dimenticato di toccare di due principesse della easa borbonica, riparate a Trieste dopo la rivoluzione; e che in memoria dell' ospitalità ricevuta spedirono poi un ricco e grande ostensorio al tesoro di San Giusto, quale usasi tuttora nelle principali solennità. Della villa Murat aggiungeremo che intorno al 1846, fu mutata in pubblico giardino. Ma il popolino rimase fedele all' acquedotto, e ben presto la villa fu chiusa. Due signore, non so se dei Murat, o dei Bacciocchi, abitavano nel 1838 in Via Nova nella casa a destra, venendo dal mare, che fa angolo con la Yia del Ponte Rosso; ed io che abitava di riscontro, le ho più volte vedute ammiccarmi perchè facevo degli arditi castelli in aria sul davanzale della finestra colle carte da giuoco. E quando il castello crollava, le buone signore o signorine prendevano viva parte al mio dolore di fanciullo. Poverette, e si capisce perchè: di castelli in aria tanti ne avevano veduti crollare ! Del capitano Bozzini (pag. 183) anche ho memoria. La casa Bozzini si ergeva la prima in via del Ponte Rosso venendo dal Corso; i Rozzini erano miei cugini per parte di madre; in quella casa fui ospitato, quando morì la mia santa mamma; là sparsi le lagrime più amare della mia vita; là accorreva a vedere la processione del Corpus Domini : la terza stazione si faceva e si fa, credo tuttora, air altare vicino detta casa. Ma non la finirei più, se avessi a dirvi tutto mi torna alla mente e al cuore, pensando alla via del Ponte Rosso. Basti dire che là si alzava la casa Mauroner, sull' angolo di Via Nova; e che nella bottega di chincaglieria, accanto alla farmacia Fabris all'insegna della Madonna allora, passai la prima fanciullezza. Dei Mauroner frequenti cenni si leggono in questo libro. Madre di Leopoldo Mauroner, che fu tra i primi fondatori dell' istituto dei poveri, era la signora Marianna dei Peratoner, moglie a Cristiano Mauroner, venuta dalla Gardena col suo carico di giocattoli, uegli ultimi anni del secolo precedente; e che ammassò con la costanza, con 1' avvedutezza e con onestà proverbiale un ricco censo. Rimasta vedova trovò in mio padre un agente modello, e un galantuomo d' antico stampo. Ne ho parlato in una novella edita nell' Istria (1884). Le ossa di Luigi Tedeschi giacciono confuse a mille altre in Sant'Anna; lasciate a me, povero, il vanto d'innalzare così un modesto monumento al galantuomo. Ancora qualche rettifica. A pag. 207 in nota si legge che durante la costruzione di Sant'Antonio nuovo si eresse in piazza delle legna una „ chiesa di legno con la facciata rivolta verso la Via Nova con campanile isolato." Il campanile, una bassa torre con coperto di zinco, non era isolato ; la facciata poi sorgeva invece verso il Corso, e precisamente di riscontro alla famosa scala dei giganti. E in quanto al Sant' Antonio novo, che doveva essere dedicato alla Santissima Trinità, ed alle lunghe questioni del Rossetti, e al Cristo coi pi- CAPODISTRIA, Tipografia Cobol-Priora pistrelli molte ghiotte notizie si leggono nelle lettere edite dal Tanzi. Milano. 1879. La cupola di Sant' Antonio in costruzione era poi pei fanciulli, dopo il 1830, il quartier generale di San Nicolò. Di là erano datate le famose lettere accompagnatorie il dono dei dolci, o dello spazzacamino e della sciba secondo il caso. Neppur è vero quanto leggesi del barone Calafati a pag. 150. Il Calafati non morì nell'estrema miseria a Trieste, e alla sua salma non mancarono i debiti onori. Visse invece i suoi ultimi anni in modesta agiatezza a Capodistria, sua patria seconda, rifiutò un posto offertogli dall'imperatore Francesco, e con grande pompa fu sepolto nel cimitero di San Canziano. Sulla sua tomba piansero gli amici, le amiche e .. . guaì un fedele cagnolino, per ulteriori notizie si rivolga l'autore al venerando Gedeone Pusterla che mi ha gentilmente comunicate queste notizie. Conclusione. Questo libro poteva essere quà e là più esatto; e con meno eguaglianze di stile, provenienti da amplificazione del primo lavoro ; e da poca assimilazione dei libri ed opuscoli consultati; ma tutto sommato è un libro utile e dilettevole assai; nè io intendo di farci più oltre il Ser Appuntino, sempre per quella simpatia, che l'autore ha saputo destare in me col suo lavoro. La edizione di lusso e le belle incisioni sono prova dei progressi dello stabilimento Caprin: stabilimento che per vero reca onore alla mia Trieste. P. T. ------ PUBBLICAZIONI Il prof. Giovanni De Castro sta per pubblicare un nuovo volume Giorni senza tramonto. Vi si tratta il quesito della vita d'oltre tomba. Siamo dispiacenti di non poter dar posto a un capitolo ancora inedito, gentilmente mandatoci dall'egregio professore. Nel fascicolo 7, degli Atti della r. accademia dei Lincei venne pubblicata una memoria del nostro comprovinciale prof. Lovisato sopra gli Sferoidi di Ghistorrai presso Toni in Sardegna. -—-------^xtrSf--- Errata - corrige. Neil' articolo 7 Besenghi e gli Ughi dell' ultimo numero della Provincia, cbe doveva essere firmato G. V. e non M. V. ; si legga così corretta, nella prima colonna, nella prima diramazione di Angelo degli Ughi, la data sotto Giacomo Testator: 1761. 24 Ottobre ed a pagina 90, seconda colonna, linea 16, in vece di «e fu battezzato il giorno 7 del successivo aprileleggasi: e fu battezzato il giorno 4 del successivo aprile. Pietro Madonizza edit. e redat. responsabile.