20 MOSTOVI 2/1990/XXV (SlL£\MM Antonino Principato Come Tradurre Kako prevajamo Kaj prevajamo, kadar prevajamo? Večkrat bi si morali zastaviti to vprašanje. Čeprav se zdi banal¬ no, bi lahko bilo »deus ex machina« naše prevajalske dejavnosti. Dejansko se mnogi med nami ustavijo ob nekaterih izrazih in obupujejo (nad njimi), saj izgledajo neprevedljivi, pri tem pa ne po¬ mislijo, da vedno obstajajo še druge možnosti za posredovanje sporočila. Te druge poti nas prisilijo k razmišljanju o besedah — izrazih, ki so v prevedenem besedilu navidezno nesporni, v bistvu pa so jedro nesporazuma. Dejstvo je, da se ne pravaja besed, prevaja se koncepte v določenih zvezah. In prav koncept ter zveza, v kateri je koncept izražen, določata dimenzijo in način prevajanja po¬ samezne besede. Koncept pa lahko neodvisno od njegove oddaljenosti od namena vedno izrazimo in ga naredimo razumljivega, zato je neprevedljivost prava utopija. Problem torej ne tiči v vprašanju, »kaj se da prevesti«, temveč v tem, »kako se prevede«. Iz italijanskega seminarja MOSTOVI 2/1990/XXV 21 II seminariotenutosi in data 10-12-90, che ha inaugurato la serie degl’incontri destinati a tutti i traduttori che lavorano da e verso 1’italiano, si e proposto di compiere un’opera di ulteriore sensibilizzazione ai problemi che questa non sempre facile disciplina della traduzione puo presentare, o addirittura nascondere. Esso si e articolato in 2 parti principali: teori- ca ed applicativa. Nella prima si sono trattati sostanzialmente i binomi lingua-cultura e lingua-uso, facendo presente che non esiste lingua senza il contesto situazionale in cui que- sta va e/o viene impiegata. Da cio consegue che occorre prendere in considerazione i vari linguaggi settoriali (scientifico, tecnico, giuridi- co, politico, letterario, giornalistico, economico, ecc.), e dei vari livelli di lingua (solenne, forma- le, medio, popolare, ecc.), sia nella lingua di partenza che in vista della resa nella lingua d’arrivo. Un discorso a parte e stato dedicato al problema del linguaggio politico e del linguag- gio giornalistico, settori caratterizzati non da un gergo o da una terminologhia propri, bensi da un linguaggio e da uno stile peculiari e da ter¬ mini che, seppure originari di altri registri (non escluso quello quotidiano), vengono eventual- mente utilizzati in questo con un’accezione o un senso diversi. E’ stato inoltre trattato il pro¬ blema delTobsolescenza del passato remoto, nonche l’uso dello stile nominale a detrimento di quello verbale. Si e cercato di risolvere una volta per tutte il dilemma tra traduzione letterale e traduzione libera con 1’introduzione ai vari li¬ velli traduttivo-testuali. Ci si e soffermati parti- colarmente sul problema della traduzione detle figure retoriche (sineddoche, metafora, meto- nimia, similitudine, ecc.) e si e conclusa questa prima parte con la trattazione di aicuni espe- dienti traduttivi (trasposizione, moduiazione compensazione), e delle relative modalita d’uso. Nella parte applicativa si sono trattati esempi di comunissimi errori di traduzione verso l’ita- liano, presumibilmente originati da una non perfetta conoscenza o considerazione di fattori sociolinguistici e culturali alla cui influenza ne- ssuna lingua si puo sottrarre. A tale proposito si e inoltre ritenuto opportuno presentare aicuni paralleli tra i sistemi scolastici ed universitari, nonche tra i vari enti locali, in Italia e Jugosla- via, di cui si trovera un prospetto nella sezione successiva alTelenco degli argomenti. Si e anche dedicato un certo spazio alla pre- sentazione della terminologia relativa ai settori in cui 1’attivita traduttiva risulta particolarmente richiesta. A tal proposito sono State discusse alcune soluzioni traduttive, discussione che si e rivelata di grande utilita agli «addetti ai lavo- ri». Infine e stata presentata una lista di termini relativi alle cariche manageriali inglesi con le rispettive traduzioni in italiano. Parte teorica 1. La lingua e cultura 2. La lingua e uso 3. Uso della lingua nel contesto situazionale 4. Registra linguistico (linguaggi settoriali) 5. Livelli di lingua 5.1 Solenne 5.2 Formale 5.3 Medio 5.4 Popolare 6. Morte del passato remoto? 7. Lo stile nominale? 8. Traduzione libera o traduzione letterale? 9. Livelli tradutttivo-testuali 9.1 Fonologico 9.2 Sintattico 9.3 Semantico 9.4 Stilistico-pragmatico 10. Figure retoriche 10.1 Sineddoche 10.2 Metonimia 10.3 Metafora 10.4 Altre 11. Espedienti traduttivi 11.1 Trasposizione 11.2 Moduiazione 11.3 Compensazione 11.4 Modalita d’uso degli espedienti traduttivi Parte applicativa 1. Parallelo tra il sistema d’istruzione italiano e quello jugoslavo. 2. II decentramento politico in Italia ed in Ju- goslavia (Governo centrale ed enti locali). 22 MOSTOVI 2/1990/XXV PARALLELO TRA IL SISTEMA D’ISTRUZIONE ITALIANO E QUELLO JUGOSLAVO MOSTOVI 2/1990/XXV 23 Per le scuole superiori sotto la voce «Višja šola» si e ritenuto opportuno non fornire ne- ssun equivalente italiano, dato che le specializ- zazioni sono eventualmente corrispondenti come contenuto del corso, ma non come titolo (livello). Si suggerisce, pertanto, per guesti časi, come per quelli analoghi relativi alle facolta universitarie, di ricercare l’equivalente non nel titolo di studio, bensi nella professione del de- tentore di questo, mediante un procedimento di modulazione o altra parafrasi (ad esempio: esperto di.../in...). 24 MOSTOVI 2/1990/XXV Per il resto, si e tentato, per quanto piu possi- valente traduttivo ed optare per un'altra solu- bile, di accostare le denominazioni relative ai zione. Saranno le varie situazioni a dettarglielo, due sistemi mediante un criterio d’equivalenza non la denominazione come da dizionario o da dinamica. Cio significa che il traduttore šara glossario. Per capire meglio questo punto basti chiamato a valutare caso per caso l’opportunita pensare a tutte le possibili traduzioni in italiano di considerare il termine adiacente come equi- dello sloveno «ja (da)» in un dialogo: MOSTOVI 2/1990/XXV 25 1) »Ja!« 1) «S'i!» 2) »Da!« 2) «Certo.» 3) «Sicuro.» 4) «Giusto.» 5) «Esatto.» 6) «D’accordo.» 7) «Va bene.» 8) «Senz’altro.» 9) «Naturalmente.» 10) «Ci puoi contare.» Ciascuna di queste alternative, nonche even- tuali altre, e valida nella misura in cui il contesto situazionale la richiede o giustifica. A parte «Si!», tutte le altre opzioni non rappresentano deviazioni od allontanamenti dal testo originale; anzi in determinate situazioni, e proprio «Sl!» che, se fosse usato, costituirebbe una devia- zlone od un allontanamento dall’orginale rispet- to alle altre alternative. Lo stesso discorso vale in senso contrario, ossia a conclusione di un’e- ventuale lavoro di ricerca di alternative slovene per 1’italiano «Si!». Cio serve a testimoniare an- cora una volta il relativismo del processo tra- duttivo, concetto quest’ultimo teso non a giusti- ficare qualsiasi soluzione, bensi a far ragionare su quale soluzione tra le tante a disposizione risulta appropriata al contesto (situazione) ed al co-testo (intorno testuale, relazioni di co- occorrenza, ecc.). A seguito del primo seminario si e svolto un ulteriore incontro in lingua italiana con i tradut- tori che operano nel settore economico-legale. In tale occasione si e avuto modo di effettuare un viaggio nel mondo del diritto aziendale ita- liano, con relativi cenni sui rapporti tra i vari partner sociali, che ha messo a nudo varie mancate corrispondenze o vuoti concettuali nel sistema economico jugoslavo. Oltre a questo settore, che, dato il particolare momento politico-economico che la Jugoslavia da tempo sta vivendo, costituisce un campo in cui 1’attivita traduttiva risulta particolarmente richiesta, si e anche svolta una notevole opera di sensibilizzazione ai problemi gia trattati nel seminario precedente. Questo secondo incontro si e tenuto in una realta segnata dal graduale regresso delle isti- tuzioni che fino a quel momento avevano costi- tuito i cardini del sistema autogestivo jugosla¬ vo, cui pero faceva riscontro 1’assenza di un tessuto economico di marca occidentale. Si e cosi ritenuto necessario effettuare un’introdu- zione ai vari tipi di societa italiane con relativa descrizione delle caratteristiche a ciascuna peculiari, senza naturalmente perdere di vista il secondo obiettivo di quest’ultimo seminario: la presentazione e 1’analisi del linguaggio giuridi- co italiano. Tale fase, preceduta da una breve descrizione delle particolarita testuali del lin- 26 MOSTOVI 2/1990/XXV guaggio e del gergo giuridico jugoslavo, ha condotto il traduttore in lingua italiana L2 ad acquisire una maggiore consapevolezza in me¬ rita ail’uso specifico di certi tempi e modi verba- li, nonche di certe marche frastiche statistica- mente tipiche di tale registra linguistico. Questo secondo seminario si e articolato in 3 parti principali: teorica, pratica e specializzata. Oggetto principale della prima e stata Fanalisi di alcuni testi con eventuale traduzione a fronte ed alcune indicazioni in merita alle varie posi- zioni o cariche aziendali. Tale parte ha messo in luce i problemi che, date le differenze socio- linguistiche cui le varie lingue sono soggette, si possono verificare durante il trasferimento in- terlinguistico di testi pragmatici, ed ha fornito alcuni strumenti terminologici per affrontare la traduzione di lettere commerciali e documenti relativi al settore import-export. Sempre per far fronte alle esigenze di chi opera in questo settore, si e ritenuto opportuno dedicare la seconda parte alla redazione di una lettera commerciale ed alla traduzione di una pagella di diploma di addetto ai commercio estero. Tale operazione ha ulteriormente evi- denziato le differenze linguistiche tra due mon- di economici che, seppure in fase di avvicina- mento, sono storicamente diversi tra loro. La terza fase, quella prettamente economica, ha avuto come centro d’indagine la termioolo- gia giuridica, soprattutto quella usata in materia di diritto aziendale, unitamente a cenni sul dirit- to del lavoro e fallimentare ed all’analisi testua- le e terminqlogica di alcune gazzette ufficiali delle Comunita Europee. Sono stati inoltre pre- sentati i vari tipi di imprese operanti in Italia. II programma svolto si puo pertanto schema- tizzare nel modo seguente: 1. Parte teorica 1.1 Depliant turistico (ristorante) 1.2 Esempio di presentazione di una fattoria-pensione (agroturismo) 1.3 Posizioni e cariche aziendali 2. Parte pratica 2.1 Redazione di una lettera commerciale 2.1 Traduzione di una pagella di diploma di addetto al commercio estero 3. Parte economica 3.1 Terminologia giuridica 3.2 Diritto del lavoro e fallimentare 3.3 Analisi testuale e terminologica di alcune gazzette ufficiali delle Comunita Europee 3.4 Vari tipi di imprese operanti in Italia (eventuali raffronti con il settore azien¬ dale in Jugoslavia) 3.41 Societa semplici 3.42 Societa commerciali 3.421 Societa di persone (in no- me collettivo, in accoman- dita semplice) 3.422 Societadicapitali(arespon- sabilita limitata, perazioni, in accomandita per azioni) 4. Varie Come si potra notare, si e ritenuto opportuno aggiungere al programma la voce 'varie’, che comprende tutti gli interventi a livello linguistico-traduttivo atti a risolvere i problemi che si potranno eventualmente presentare. Vi- sta la mancata presenza al primo seminario di una discreta parte dell’uditorio, anche stavolta si sono dovuti ribadire alcuni punti sul concetto e l’individuazione dei linguaggi settoriali. L’ine- sistenza di scuole specializzata, cui fa riscontro la prevalenza di una cultura tradizionale ed et- nocentrica da una parte e di una pratica pres- sappochista dalTaltra, ha dimostrato di svolge- re un ruolo notevolmente inibitorio anche in quest’area linguistico-tradduttiva. Occorre con- tribuire in modo efficace alTistaurazione di una mentalita maggiormente interlinguistica in co- loro che si occupano di traduzione. Tale inten- dimento verra non solo rispettato, ma anche ri- badito, in occasione dei prossimi seminari.