ANNO X Capodistria, 1 Giugno 1876 N. 11 LA PROVINCIA DELL' ISTRIA Esce il 1° ed il 16 d'ogni mese. ASSOCIAZIONE per un anno fior. 3; semestre e qua-trimestre in proporzione. — Gli abbonamenti si ricevono presso la Redazione. LA BATTAGLIA DI LEGNANO 29 MAGGIO 1176 In sui primi d'Aprile del 1167 nel convento di Pontida, tra Milano e Bergamo, si congregava una dieta dei rappresentanti delle Città più potenti; ed ogni cuore italiano trasalì di gioja nel mirare quivi Ghibellini accostarsi ai Guelfi per la difesa della universale libertà. La confederazione prese nome di lega lombarda. Nel 1176 comandò Federico Barbarossa alla Germania un novello esercito; il quale nella primavera del 1176 sbucò dai Grigioni sul territorio di Como; 10 raggiunse Federico in sulla fine di maggio attraversando sconosciuto il milanese. Avea in animo di assaltare di nuovo Milano segno al suo profondo risentimento; e a ciò lo stimolava la speranza che non si fosse ancora riavuta dallo spavento cagionatole dall' ultimo eccidio. Camtnin facendo incontrò tra Legnano e Barano, non più di quindici miglia discosto da Milano, l'esercito di cotesta città; il quale era appena fiancheggiato da alcune centurie di Piacenza, Verona, Brescia, Novara e Vercelli. La cavalleria alemanna lo assaltò con grand'impeto; ributtò la cavalleria lombarda, e poco stette che non venne in potere del carroccio, l'arca dell' alleanza. Ma una coorte di novecento giovani milanesi si era votata alla sua difesa, ed intitolavasi della morte. Al veder disserrarsi contro di loro gli Alemanni, si posero que' valorosi ginocchioni, e pregando Dio e S.Ambrogio, ripeteano il giuramento di morire perla patria ; levatisi quindi in un baleno, si lanciarono sulle falangi tedesche con tal forza, che le disordinarono, le ruppero e le forzarono a dar dietro. Rincorato dallo stupendo esempio, tutto 1' esercito si precipitò sui loro passi; furono gli Alemanni posti in fuga: bottino ingente nel campo, e Federico, diviso dai suoi commilitoni, astretto a celarsi, ricomparve dopo alcuni giorni e nuovi pericoli a Pavia. L'imperatrice avea già vestito 11 lutto. Conquiso per tal modo a Legnano, volse l'animo Federico ad una pace sincera . . .„ Così il Sismondi nella sua storia del Risorgimento etc. della libertà iu Italia. Articoli comunicati d'interesse generale si stampano gratuitamente. — Lettere e denaro franco alla Redazione. — Un numero separato soldi 15. — Pagamenti anticipati. Anche molte città dell'Istria sotto il nome di Venezia presero parte alla guerra d'indipendenza contro l'Imperatore Federico; e dietro la battaglia di Legnano in quella di Salvore alle proprie coste, nella quale gì' imperiali guidati da Ottone figlio di Federico vennero sconfitti. A proposito di che troviamo in un recente scritto inserito nella Minerva, periodico edito a cura dell'Associazione tipografica triestina: Antiche cronache,e pitture e marmi attribuiscono all'Istria la gloria di aver dato il nome a una battaglia navale, che, dicevasi, aver fatte rosse le acque dell' Adriatico presso Salvore un anno dopo Legnano e assicurato i\ frutto della vittoria de' Milanesi. A schiarimento di ciò aggiunge : Molti scrittori, fra cui principali Obone, Girolamo Bardi, e il cassinese Fortunato Olmi, sostengono colle autorità di cronache e di alcuni eruditi veneti che papa Alessandro III andò nel 1177 occultamente a Venezia per timore dell'imperadore F. Barbarossa, perchè le trattative della pace di Ferrara non erano approdate a buon fine; che i veneziani armarono le loro galee e ai 15 di maggio salparono dal porto, ed incontrata l'armata imperiale, composta di navi corsare, di Pisani e di Genovesi, attaccarono battaglia al 1 giugno 1177, e il doge Giani sconfisse vicino a Salvore, luogo nei pressi di Pirano iu Istria, gì'imperiali, guidati da Ottone figlio dello stesso Federico. Aggiungono che il doge fece prigioniero Ottone, che nel suo trionfo lo trasse a Venezia, e che dopo quel fatto l'imperatore si affrettò a far pace col pa'pa e coi Comuni. La guerra dei Veneziani contro Ottone fu dipinta nella sala del Gran Consiglio della repubblica di San Marco nel 1229, sala bruciata nel 1576* Nella chiesa di San Giovanni di Salvore esisteva una lapide che confermava il fatto. Aggiungeremo che il Fiamma ne parla nella sua cronaca. *) La battaglia eli Salvore in Istria esiste ancora nella Sala del Consiglio. ------.«J ^DOftUUJ —----- Il Comizio italico a Trieste. La società del Progresso in Trieste ha preso l'iniziativa per raccogliere una radunanza di delegati delle provincie italiane dell' Impero nella città di Trieste onde concertarsi ed agire di comune accordo per ottenere il primo adempimento delle leggi riguardo ai nostri diritti di nazionalità. Riportiamo per intiero l'articolo del Nuovo Tergesteo (N° 70) dal quale abbiamo rilevata la importante notizia, accompagnando con plauso la proposta e coi più fervidi voti perchè possa avere adempimento. "La Società del Progresso, facendo sua, con egregio divisamento, la proposta, iniziata dal nuovo Tergesteo, d'una radunanza di delegati delle provincie italiane dell' Impero a Trieste, la mette all' ordine del giorno della sua prossima tornata. Ai soci di questo sodalizio verrà proposto di nominare una Commissione per condurre a termine il disegno, e noi andiamo certi che la Commissione verrà a comporsi di uomini così praticamente solleciti che in breve volgere di tempo Trieste potrà dare onoranda ospitalità ai delegati delle altre provincie italiane dell'impero. E quel giorno, che saluterà il primo Congresso dei rappresentanti di Trieste, dell'Istria, del Goriziano e del Trentino, sarà, senza esagerazione, un giorno che ad uno stesso tempo dovranno registrare e la cronaca cittadina e la patria storia: la voce che uscirà da quel comizio e che chiederà al Governo il pieno adempimento di quanto richiedono le leggi, e mostrerà come più oltre nella pubblica istruzione la lingua italiana non debba essere a nessun' altra seconda, sarà voce alta, concorde, solenne di qnante stirpi italiane vivono nelle provincie appartenenti all'Impero. Se noi volgeremo allora lo sguardo ai tempi andati, mai ci si oifrirà esempio di tanta concordia fra tutte queste provincie. Secoli e secoli or sono, nell' ampia pianura del Risano si raccolsero gli istriani a protestare al Sacro Romano Imperatore contro la invasione delle prime nomadi famiglie, che scendevano d'oltre monti alle nostre marine; ma anche allora erano gli istriani soltanto riuniti allo scopo della nazionale difesa; ora, ad essi si associeranno gli abitatori del Friuli orientale, quei della Rezia lontana e i cittadini della nuova Trieste, venuta in questo volgere di secoli, da povera città istriana, ad emporio grande di traffici, a nome conosciuto in quanto vasto è il mondo. I delegati degli italiani dell'Impero, riuniti a comizio, non allestiranno, come gli slavi tdbor, popolari dimostrazioni accompagnate dal canto degli inni, dallo scorazzare dei drappelli a cavallo, dai gonfaloni intorno ai quali si stipa una turba non sempre calma e dignitosa; non faranno, come già anui, i tedeschi riuniti alla festa dei Bersaglieri in Vienna, pompa di colori e di emblemi ; ma tranquilli, giudiziosi, onesti, chiederanno al Ministero quelle cose stesse che già la costituzione promette e che non possono che tornare di vantaggio allo Stato. Vada adunque innanzi l'idea ! Istriani, friulani e trentini altro non attendono fuorché una voce triestina che dica loro: "Venite,. Suoni la voce ed essi verranno : verranno ospiti, compagni, fratelli. , COERISPOIDENZE Pirano 20 Maggio Non v' ha dubbio che quelle norme, che reggono il ristretto circolo d'una famiglia, collo estenderle a più larga cerchia, si possono del pari applicare eziandio al reggimento economico di uno stato e quindi meglio ancora di un Comune; giacché quegli stessi elementi di materiale e morale progresso, che valgono a promuovere il benessere d'una famiglia, si riscontrano egualmnnte nella vita economica ed amministrativa di una corporazione, come mezzi atti a raggiungere il conseguimento dei propri fini. Nella vita economica dei Comuni, ove tutte le forze cospirino concordi a promuovere e conservare una retta amministrazione della cosa pubblica, quand' anche i mez-ne sieno limitati, ivi è progresso: e base appunto del progresso, e quindi della ricchezza materiale e morale d'un Comune, noi risguarderemo l'armonia fra quelli, che, per obbligo di carità cittadina, sono chiamati a prendere diretta ingerenza nella pubblica azienda. Pirano, come tanti altri Comuni della Provincia serba solenni monumenti della sua passata attività : sacrifizi non lievi essa dovette fare in epoche non tanto remote, onde, in consonanza dei tempi che corrono, provvedere ai più urgenti bisogni comunali. Per tacere di quello splendido stabilimento, che è la Pia Casa di Ricovero sorta coli'obolo cittadino, e dell'edificio scolastico, che ottimamente corrisponde all' esigenza delle Scuole Reali Superiori che vi risiedono, accenneremo soltanto al riattamento di alcune vie interne della città e al miglioramento della illuminazione notturna, che furono opera della lodevole laboriosità del nostro Municipio in questi ultimi tempi. Sconoscere questi meriti delle nostre Autorità municipali sarebbe addirittura una vera ingiustizia. Se dobbiamo però dire tutta intera la verità, ci corre l'obbligo di ricordare che in una questione di precipua importanza, che s'agita da vari anni con un alternarsi veramente deplorevole di incertezze e di dub-bj, non si è potuto giungere ad alcuua conclusione di fatto. Intendiamo alludere al progetto di rifabbrica del crollante palazzo municipale con annesso teatro di cui si fa sentire ognora più vivo il bisogno. In mezzo ad uu mare di proposte, di deliberati, di piani tecnici e finanziari, di progetti e controprogetti, la questione trovasi tuttora nella stato primordiale di pio desiderio. Di chi ne sia veramente la colpa, è se colpa vi sia, non sapremmo davvero esprimerci ; certo si è che allorquando si credette di aver fatto qualche cosa, eccoci lo zampino della Giunta Provinciale, la quale trovò di fare non sappiamo che eccezioni al piano finanziario elaborato dal Comune, dopo di chè subentrato un nuovo periodo di silenzio perfetto sull'argomento, se n'è ripigliata di questi giorni la pertrattazione. — Ci è impossibile però stabilire se neppure questa volta un po' di buon volere unito a una piccola dose di attività approderanno a un pratico risultato : ci preme però di constatare un fatto ed è quello, che in breve il Comune, dovendo lasciare a disposizione esclusiva delle Scuole Reali l'edificio scolastico, sarà costretto a provvedere alla collocazione in altro edificio delle scuole popolari, che presentemente in quello risiedono, e questo fatto dovrà certamente mettere il Comune nella necessità di determinarsi alla rifabbrica del palazzo comunale, dove in apposita sezione verrebbero eretti i locali per le ssuole elementari. E noi desideriamo che ciò avvenga, e in breve. — Roma 20 Maggio 11 giorno 6 Maggio si è inaugurato festosamente nelle vaste praterie e nei viali incantevoli di Villa Borghese fuori Porta del Popolo, il Concorso agrario regionale di Roma. Nonostante il tempo piovoso 1' accorrere del pubblico fu tale, che si stentava passeggiare pei viali. L'esposizione consisteva in fiori, prodotti agrarii, industrie affini ed animali. Anche la disposizione degli oggetti è perfettamente riuscita. V' intervennero S. M. il Re Vittorio Emanuele e la Principessa Margherita col principino di Napoli. Il Re chiese informazioni di tutto, ma si occupò specialmente ad esaminare il bestiame bovino ed i cavalli. Entrando nella corsia dei prodotti agricoli si fermò lungamente dinanzi alla lignite dei signor Biauchelli. Rimase visibilmente impressionato nel padiglione delle macchine, dove il signor Cicognani, precipuo espositore romano, fece manovrare la macchina stradale, il molino automatico e la trebbiatrice sistema Clayton. Il Re strinse la mano al Cicognani e volle visitare altresì la sua casina inglese da campagna, costruita in legno e ferro, e che si monta e smonta con la massima facilità. — Il principino di Napoli s'innamorò dei fiori e degli uccellini, e l'augusta sua mamma al ritorno in Palazzo, gli fece l'improvvisata che gli doveva toccare più gradita, poiché nella sua stanza c'era già una piccola collezione di quegli animaletti, specialmente di uccelletti americani. Il giorno 7 il conte di Carpegna, Presidente del Comizio agrario riuniva a colazione nella villa stessa il Comitato dell'Esposizione ed il Consiglio dei giurati. Egli salutò i rappresentanti delle provincie italiane, che concorsero a questa mostra. Il Presidente dei giurati sig. Scibona, fece voti perchè, dopo l'unione politica, finanziaria, amministrativa dell'Italia, tutti cooperassero efficacemente all'unione commerciale ed industriale della nazione. Merita d'essere riportato il brindisi del commendatore Betocchi. Egli disse: "Nel giorno in cui i popoli riuniti nelle loro famiglie avranno rinunziato all' idea di combattersi, la civiltà avrà raggiunto il suo apogèo : il ferro, 1* acciajo, il bronzo delle innumerevoli armi micidiali, veri anno trasformati iu badili, zappe, aratri, ruotaje, attrezzi, utensili, in macchine davvero utili al genere umano. In quel dì milioni di valide braccia ritorneranno a quei lavori proficui all' umanità, da cui non avrebbero dovuto essere per natura distolte; migliaja di eletti ingegni, invece di cooperare alla distruzione del geneue umano consacreranno il prodotto delle loro veglie ai vantaggiosi studi industriali ed agricoli. In quel dì Cerere, Bacco, Pomona, Flora celebreranno i funerali all'orgoglioso Marte. Faccio voti che mercè l'Italia, sia vicino questo fausto giorno!, Fu poi mandato un saluto telegrafico alla Società di Orticoltura fiorentina, che si distinse per i magnifici suoi prodotti esposti. Ecco l'ordine dei padiglioni. A chi entra dalla Porta del Popolo nella Villa Borghese, dopo percorso il gran viale, si allaccia primo il padiglione dei fiori, più specialmente delle rose, poi seguono quelli delle piante d'ogni clima, delle Società e privati di Toscana, poi i mobili da giardino (così belli, da non temer concorrenza), le terre cotte rosse dell'Altoviti, ad ornamento delle ville, i lavori in ferro, anche per giardini, gli uccelli, gli erbaggi, le frutta, un orologio ad acqua per giardino, quindi nell' anfiteatro, detto Piazza di Siena, intorno intorno i padiglioni agricoli, dei vini, quelli delle macchine, e nel mezzo di questa vasta Sala campestre gli animali, buoi, cavalli, ovini, suini, conigli Questa ultima sezione degli animali è stata specialmente esaminata dai membri del congresso veterinario, che contemporaneamente era radunato in Roma. Il concorso agrario si è chiuso il 16; ha durato quindi IO giorni. Non vi parlo della aggiudicazione dei premii; solo vi dico che ha suscitato clamori inenarrabili, lamentandosi ognuno d'essere stato posposto, cose solite di tutte le esposizioni. A me preme assicurarvi che il risultato pratico della esposizione è stato superiore a qualsiasi aspettazione. Molto merito ne hanno il Carpegna, come ordinatore, e il principe Borghese, come concedente il locale. Il fondo della scena, che presenta la superba villa Borghese, contribuì alla bella disposizione della mostra. Facciamovi ora insieme una corsa, e cominciamo dai fiori, questi simboli della gioventù, della grazia, dell' amore. La rosa, questo vago fiore, che ogni lingua mondiale celebra ad immagine di voluttà e di freschezza, primeggia qui per le sue varietà e domina da regina dell'esposizione. Il Cardella di Roma ebbe la medaglia d'oro per 200 varietà di rose in vaso, e 30 varietà di azalee. Egli vinse tutti gli altri anche per le altre piante esposte, eccettuatone il marchese Corsi Salviati di Firenze. Le prime rose che ci si presentano innanzi la porta sono del barone Ricasoli e giungono dal suo villino, che ha nome Delle Rose. Variata e numerosa la collezione del Capoierri, che pretendeva il primo premio. Bellissima la piccola serra del signor Mathiau di Lione, belle le piante a foglie variegate del Municipio di Firenze, sorprendenti la Cyeas media esemplare unico in Europa per la sua altezza, e le piante di climi caldi del R°. Museo di Fisica e storia Naturale di Firenze. La baronessa Fa-vard di Firenze, espose una vaga collezione di piante a foglie colorate. Vi sono gruppi di Pelargoni Zonali, di Araucaria, di Rhododendron, di Croton variega-tum, di Pandanus Iavaniens. Le fragole del Del Grande vi fanno commettere quasi un atto di gola. Fra Pelargonii, verbene, violette e Petunie frate Embriaco ci ha esposto il suo orologio ad acqua d'ingegnosa invenzione. Fiori e tempo vanno d'accordo; passano entrambi veloci. Le Petunie del Cardella si fanno guerra con quelle del Principe Barberini. Ecco una poltrona formata di piante d' ellera, sempre verdi, che il signor Ubaldo Pieroni ebbe il coraggio di trasportare da Perugia a Villa Borghese. Più lungi le pensées del sig. Rodocanachi di Livorno. Il botanico darà per ultimo uno sguardo alle Agave del cav. Fenzi di Firenze. Vedi ancora numerose palmacee, e gruppi di conifere poco note; delle prime meravigliose quelle del marchese Corsi Salviati. I giardini e le serre furono ampiemente rappresentati nel recinto Borghesiano. Passiamo ora alla scarsa esposizione dei prodotti degli orti e dei pomerii. Vi troviamo soltanto l'istituto agrario di Caserta, il Luzi di Roma ed il Gangalanti. Quest'ultimo espose un ricco banco di frutta conservate o forzate, come uva, mele, pera, fragole, ananassi, aranci, cedri, limoni, mau- darini e bergamotti. Stupende le imitazioni in cera di un Torinese il Garnier-Valetti, fuori concorso, non mai vedute così belle, così perfette, Passando negli scompartimenti animali nulla di nuovo vediamo in quello degli uccelli americani. Eccoci a Piazza di Siena. Primi troviamo gli animali bovini, la parte più importante dell' esposizione agraria. Io vi ripeterò quanto mi spiegò uua delle persone più competenti del nostro giurì. Avete qui buoi e tori selvaggi dell'agro romano, quelli più ingentiliti dell'Umbria e del Sannio, quelli addomesticati e delicati di Val di Chiana. 14 concorrenti presentarono tori da 2 a 3 anni ; nove da 1 a 2 anni, cinque presentarono giovenche da 13 mesi a 2 anni, dodici vacche di due anni e più, e 9 presentarono gruppi diversi. Il vecchio tipo di Podo-lia è conservato in tutta la sua integrità nella razza romana. Alta statura, corna mostruose, pelame grigio, al nero, talvolta al bianco, solidità di membra, maggiore resistenza al lavoro. Il bestiame romano vive tutto all'aperto ed è appellato brado. I tori romani sono grandi come elefanti, d'ampio e profondo torace : tipo di forza e di maestà. Furono premiati quelli del Cortesi e del Franceschetti, del Calabresi e del Santini, Il toro di 7 anni del Piacentini era il più superbo. Scadente la mostra delle vacche e dei buoi, i cui difetti dipendono dai metodi di allevamento e di riproduzione. Il tipo Umbro della valle Tiberina è un anello di congiunzione fra il tipo selvaggio della campagna di Eoma e quello di Val di Chiana: taglia piuttosto bassa, corna nè lunghe, nè troppo corte, pelame bianchissimo: testa piccola, torace ampio e muscoli bene sviluppati. Neil' Umbria il bestiame bovino è allevato nella stalla e ben nutrito. Iu un lavoro di parecchi secoli si è riuscito nell'Umbria a migliorare cou allevamento domestico e con incrociamenti la razza di Podolia, ancor primitiva in quel di Eoma. Le bestie hanno perduto un po' della robustezza originaria, ma hanno acquistata maggiore attitudine ne' lavori dell'aratro ed all'ingrasso. I tori del sig. Bartoccioni e del sig. Napoleoui sono molto belli. Belli i buoi del Fedeli e del principe di Piombino. Il tipo chianese è splendidamente rappresentato da due tori del barone Vincenzo Ricasoli. Quello di 2 anni, allevato in Maremma, ha ottenuto la medaglia d'oro. Giusta statura, corna cortissime, linee corrette, arti brevi, muscoli regolarmente sviluppati, largo torace, pelame bianco al roseo, attitudine all' ingrasso, piedi piccoli e gambe, a differenza dei bradi, rivestite di grasso ; è fra le più belle razze di bovini di Europa. Questi di Val di Chiana fecero furore fra i buoi all'esposizione di Vienna. Questi due sono figli di madre maremmana e di padre chianese. Uua delle ragioni, per cui i buoi del Bicasoli riescono così belli è nel modo, onde sono tenute le sue stalle a Monte Argentario. Ordine perfetto, pulitezza, gran giuoco d' a-ria, un insieme di confort animalesco, quale in pochi luoghi può vedersi. Il nutrimento secondo i buoni metodi, è distribuito in varie ore del giorno. Il cav. Tittoni di Roma ebbe meritatamente un premio per i suoi bovini. — V'erano anche due asini stalloni del sig. Martella e del Piacentini, degni di medaglia. E andiamo ai cavalli e ai suini. La mostra degli equini è bene riuscita. I concorrenti sono di Roma, di Perugia e di Grosseto. Il Principe G. Potenziani di Rieti ha mandato il migliore bestiame equino. Il suo stallone bajo di 4 anni è di una sveltezza e bellezza meravigliosa, e di vivacità irrefrenabile. Ha sempre uu uomo vicino. Bello lo stallone d'incrociamento di razza inglese con razza romana dei fratelli Tittoni. Anche il Gualdi coi suoi cavalli ci dimostra quanto eccellenti risultati dia simile incrociamento. Si migliorarono così le razze delia campagna romana, dove i cavalli pascolano liberi per le immense praterie naturali, e si diede prova di poter creare in Italia una razza atta all'esercito, ai bisogni del commercio, a quelli del lusso. La cavalla baja del Potenziani, chiamata Pimpa, è la più bella del Concorso. Poco rappresentata è la razza originale romana, dall'alto e forte cavallo, pur sempre maestoso, imponente. In complesso si notò un progresso nelle tre provincie di Roma, Grosseto e Perugia. I due cavallini scozzesi del principe di Trig-giauo (Shehland Ponies) sono graziosi per la loro estrema piccolezza: sono come due cani di Terranuova. Le signore si fermano specialmente a guardarli, e i fanciulli vanno in visibilio. La mostra dei majali è piccola, ma interessantissima. Hanno il primato il verro e la scrofa del Re. Il verro pare un cignale ed ha le zanne sporgenti, il manto pezzato come quello del leopardo. È enorme, e quando grugnisce mette paura. La scrofa è invece bianca, testa piccola, dà latte ad 8 poicdliui. I suini del Re sono allevati a Monterofcondo. Bellissimi i suini del prof. Desideri, quelli dell'Umbria, delle Marche. Obbliai di accennare fra gli equini i 7 puledri bai d'I anno del sig. Piacentini. Sono degni dì nota per forme e per vivacità : figli di uno stallone arabo e di una cavalla romana. Quest'innesto di sangue arabo col romano dà quindi ottimi frutti. Ovini. La mostra degli ovini è degna di due Provincie, come quelle di Aquila e di Roma, dove la pastorizia è antica. 1200 capi erano presenti, di 70 esponenti. Lo spettacolo di questo lato della Piazza, chiuso nelle rustiche reti, di cui fanno uso i pastori nomadi nell' agro romano, era pittoresco. Sembrava di essere in campagna, tanto era naturale la disposizione degli ovini. La produzione ovina è in grande progresso in Italia. Nelle buone razze romane si è ottenuto il duplice risultato di ottenere dallo stesso animale la maggiore possibile quantità di lana e di carne. Però le pecore abbruzzesi hanno la lana più fina. Vedete dei veri merinos. 11 sig. Rossi di Terni e il Tradardi di Foligno hanno mostrata la loro produzione di conigli, industria nascente, ma assai interessante. Eccoci infine alle macchine. È stata questa un'esposizione di somma utilità. I più noti fabbricanti di macchine d'Italia (l' esposizione delle macchine non era regionale) si sono affrettati a mandare i loro prodotti. Troviamo la ditta Abeni — Binetti — Guai-neri di Brescia con uua collezione di aratri, erpici, ripuntatori, seminatori ecc. — il sig. Tomaselli di Cremona con aratri di diverse forme, la ditta Nesti e Magni di Grosseto, Pistorius di Napoli, Locami di Vercelli, Calzoni di Bologna, la ditta inglese Baie and Edwards di Milano; infine il sig. Scipione Cicognani di Roma con una magnifica collezione, completa. Egli ha esposto macchine e strumenti agrarii d' ogni specie, interessanti le macchine del Fumaroli, pure di Roma, e così la collezione degli strumenti rurali in uso nella campagna romana, esposta dal Comizio agrario romano. Le macchine del Cicognani e del Fumaroli furono quasi tutte vendute. È stato questo un grande risultato pratico per la meccanica agraria. Notevoli ed interessanti le due macchine idrovore per l'irrigazione e per il prosciugamento. Una di queste era destinata per il prosciugamento del lago Trajano, progettato da Garibaldi. Ebtraeun volume colossale di acque per minuto. Colla semplice reazione reciproca di due eliche viene tolta la rotazione dell' acqua, lamentata dal Morin, e senza vortici, senza gorgogli l'acqua è sollevata verticalmente come un corpo solido sarebbe tirato in alto da una vite ; ne risulta il rendimento del 75 per 100, verificato più volte negli stagni di Ostia. La macchina che là funzionò era della portata di 250 litri al minuto! Il modello all'esposizione era della portata di litri 150 per minuto. Questa macchina del Fumaroli fu tosto acpuistata dal deputato Fazzari. Il risultato complessivo è questo: si ebbero 663 concorrenti, di cui 588 delle provincie di Aquila, Caserta, Grosseto, Perugia e Roma. Il numero totale delle classi di oggetti esposti è di 1382. Nessuna esposizione agraria ha sinora, in Italia, raggiunto simili proporzioni. — I premii proposti sono del valore di 46,034 lire. Di queste 38,000 in premio in denaro, 8034 in medaglie d' oro, argento e rame. Insomma con animo sereno posso accertarvi dei rapidi progressi, che mercè queste benefiche esposizioni annuali, vanno facendo le Industrie agricole in Italia, la quale non dimentica essere primaria fonte di sua ricchezza l'agricoltura. E. Tergesti -^t-es-gBsBgì^ »•- Consigli di Guizot a' maestri dei comuni foresi Pubblichiamo alcuni consigli a' maestri dei comuni foresi dati dall' immortale autore della Storia della civiltà in Europa, Francesco-Pietro-Guglielmo-Guizot (nato a Nimes in Francia nel 1787, morto ivi in un suo podere nel 1874) perchè si vegga con quanta famigliarità, benché ministro, (il Guizot fu ministro della Pubblica Istruzione nel 1830, 36, 37,) ei stendesse la mano ai maestri di villaggio, e come facesse ad essi intendere l'importanza della loro missione: "Lo spirito di setta non dev'entrare nella vostra scuola, o maestri: l'istitutore deve alzarsi al di sopra delle dispute passaggiere che agitano la società. La santità del dovere, l'obbedienza alla paterna autorità, il rispetto dovuto alle leggi, a' diritti di ognuno, ecco i sentimenti che voi dovete scolpire nel cuore e nello spirito dei giovanetti. Non pensato alla fortuna, non vi brigate della rinomanza. Voi non siete istituiti per questo. Altro dev' essere lo scopo dell' istitutore nell' adempimento de' suoi doveri gravissimi. Destinato egli a veder scorrere la vita in mezzo ad una monotona fatica, sovente a incontrare su la via la ingiustizia o la ingratitudine dell'ignoranza, egli s'arresterebbe e soccomberebbe forse, se la sua forza e il suo coraggio dipendessero unicamente vda un interesse personale immediato. E d'uopo che lo sostenga e lo incuori un sentimento profondo della importanza morale de' suoi lavori ; è d'uopo che l'austero diletto d'avere servito gli uomini e di avere colatamente contribuito al pubblico bene, divenga il degno compenso che gli largisce la sua sola coscienza. La sua gloria consiste nel non pretendere nulla al di là della sua oscura e laboriosa condizione di consumarsi iu sacrifizi i, appena conosciuti da quelli che ne profittano, di lavorare in fine per gli uomini, pel miglioramento dell' umaua famiglia ; da ciò solo s'attenda la ricompensa., — L'archivio storico di Pirano L' archivio di Pirano da quando fu consegnato al Bibliotecario attuale, consisteva come oggi consiste, degli elementi e del volume qui specificato. I secoli XVI, XVII e XVIII mancano di carte. Il 1300 ne ha molte; meno il 1400, e discretamente è rappresentato il 1200 per quanto riguarda la municipalità. — È provata dall' archivio di Pirano, la soggezione della Città alla Repubblica prima della sua dedizione (1283) la quale fu dedizione compiuta di formalità; mentre prima era di fatto. Da quando fosse di fatto, non si trova. — La serie delle Ducali (ossia corrispondenza del Doge col Podestà di Pirano) è di tanto in tanto interrotta, ed è questa la lacuna più dannosa per la storia, la vista che le altre carte si limitano per lo più a cose interne, — non sempre le Ducali. — Le pergamene sono divise in sezioni in ragione di tempo e di quantità. Elenco Cassa N.° I. A e B Ducali originali N.° 168 Num. Di Renier Zeno doge dal 1252 al 1268 1 „ Lorenzo Tiepolo doge dal 1268 „ 1275 3 „ D'Jacopo Contarmi doge dal 1275 „ 1280 1 „ Pietro Gradenigo doge dal 1288 „ 1311 2 „ Giovanni Sorauzo doge dal 1312 „ 1328 5 „ Francesco Dandolo doge dal 1328 „ 1339 2 • „ Andrea Contarini doge dal 1367 „ 1381 7 „ Antonio Venier doge dal 1382 „ 1400 5 „ Michele Steno doge dal 1400 „ 1413 6 „ Tomaso Mocenigo doge dal 1413 „ 1423 6 „ Fraucesco Foscari doge dal 1423 „ 1457 29 „ Pasquale Malipiero doge dal 1457 „ 1461 1 „ Cristoforo Moro doge dal 1461 „ 1471 15 „ Nicolò Marcello doge dal 1473 „ 1474 2 „ Pietro Mocenigo doge dal 1474 „ 1476 1 ........conciliariis Rectoribus Pirani prima dell' elezione del successore (1474) 1 „ Andrea Vendramin doge dal 1476 „ 1477 4 „ Giovanni Mocenigo doge dal 1477 „ 1485 8 „ Agostino Barbarigo doge dal 1485 „ 1501 6 „ Leonardo Loredano doge dal 1501 „ 1521 6 „ Andrea Gritti doge dal 1523 „ 1539 1 „ Pietro Landò doge dal 1539 „ 1545 5 „ Francesco Donato doge dal 1545 „ 1553 1 „ Girolamo Priuli doge dal 1559 „ 1567 2 „ Pietro Loredano doge dal 1567 „ 1570 5 „ Luigi Mocenigo doge dal 1570 „ 1577 4 „ Nicola da Ponte doge dal 1578 „ 1585 3 „ Marino Grimani doge dal 1595 „ 1606 2 „ Leonardo Donato doge dal 1606 „ 1612 1 „ Antonio Priuli doge dal 1618 „ 1623 1 „ Francesco Contarini doge dal 1623 „ 1624 1 „ Francesco Erizzo doge dal 1631 „ 1646 4 „ Francesco Molina doge dal 1646 „ 1655 4 „ Carlo Contarini doge dal 1655 „ 1656 1 „ Giovanni Pesaro doge dal 1658 „ 1659 1 „ Domenico Contarini doge dal 1659 „ 1675 3 „ Luigi Contarini doge dal 1679 „ 1684 1 „ Marc'Ant. Giustiniani dal 1684 „ 1688 1 „ Luigi Pisani doge dal 1735 „ 1741 1 „ Francesco Loredan doge dal 1752 „ 1762 1 „ Marco Foscarini doge dal 1762 „ 1763 1 „ Luigi Mocenigo doge dal 1763 „ 1769 3 „ Lodovico Manin doge dal 1789 „ 1797 9 (Mancano carte di Giacomo Dandolo, Marin Zorzi, Bartol. Gradenigo, Andrea Dandolo, Marin Falier, Gio. Gradenigo, Giovanni Delfino, Lorenzo Celsi, Marco Cor-naro, Michele Morosini, Nicolò Tron, Marco Barbarigo, Antonio Grimani, M. Antonio Trevisano, Frane. Veuier, Lo renzo Priuli. Sebastiano Venier, Pasquale Cicogna, M. Antonio Memmo, Nicolò Donato, Giovanni Cornaro, Nicolò Contarini, Frane. Cornaro, Bertuccio Valier, Nicolò Sagredo, Francesco Morosini, Silvestro Valier, Luigi Mocenigo, Gio. Cornaro, Sebastiano Mocenigo, Carlo Ruzzini, Pietro Grimani e Paolo Renier.) II. Astuccio di velluto coli'antico Leone, contenente 56 pergamene fra le quali "l'atto originale dei Piranesi alla Repubblica (1383) — Pace fra Pirano e Spalato 1192 — Pace tra Pirano e Rovigno (1209) — Papale di Urbano III 1187 — Atto di Donazione di patriarca Volrico 1173 — Tutte le carte del 1200 stampate nel Cod.-Dip. (qui originali) — Papale di Innocenzo III (1203) nella questione fra Vescovo Adal-gero di Capodistria ed i Piranesi — Gli altri documenti sono Contratti stipulati quali a Pirano quali a Venezia (in ecclesia Sancti Johannis de Rivoalto). Le carte del 1200 d' ottimo amanuense. III. Cassa N.° II con 104 pergamene del 1200 d' òttimo amanuense. La maggior parte riguarda la per-trattazione della questione fra il Vescovo Adalgero di Capodistria e il Plebano col Comune di Pirano, incoa-ta da Adalgero Vescovo in punto di pretensione della decima dell' olio del territorio, contro i Piranesi. — Evvi anche la Decisione, o Sentenza dei Vescovi di Castello e di Ferrara, autorizzati dal Papa a terminare il dissidio; (1265) lite che fu causa di dissapori municipali e di cui venne favoleggiato "esuberantemente.,, Le altre carte riguardano al primo ristauro del Tempio maggiore, a la sistemazione di cose interne ed alla regolazione di Confini territoriali; ma la maggior parte è attinente alla questione fra Pirano e Capodistria. IV. Il 1300 in due casse N.° III a e h, contiene 1500 pergamene Puossi dire 1' officio notifiche di quel tempo. Tutti contratti, di mutui, di vendite, di permute e contratti di matrimonio — Servono a dare a conoscere i nomi delle famiglie e a denotare i Podestà di Pirano a completamento della serie dei podestà di Pirano di P. Kandler nelle Indicazioni Storiche (lo che fu fatto) — Comprendono eziandio la questione fra Clero e Comune durata diversi anni, poi composta d' ordine del Pontefice mediante il Patriarca d' Aquileja a favore del Comune. V. Carte del 1400 (nella Cassa N.° IV) in numero di 250 quali in buono quali in cattivo amanuense. Ivi comprendonsi le Sedute Comunali di quel tempo e le permute e le vendite del Comune e dei privati. VI. Gli Statuti Originali di Pirano in ottimo Stato. Voi. I. Statuti 13/7. Voi. 2 Statuti del 1332, Voi. III Statuti del 1350 colla continuazione — Evvi copia degli Statuti del 1272, ma 1' originale fu invano cercato. VII. Un volume MS. intitolato „Repertorium ve- runi notabilium Comunitatis." Però il titolo non vi corrisponde. È piuttosto un protocollo di atti copiati con gonfia e ampollosa prefazione latina. Vili. Libro delle famiglie. Sono tre volumetti in pergamena ove stanno i nomi delle famiglie Piranesi. Ma, nè ordine, nè cronologia. Il primo è del 1500, gli altri due dei 1600 e nel 1700. IX Additiones in Statuto, unite al volume: Statuto 1384. Un grosso volume MS. in pergamena. X. Vicaria major et minor; sono quattro volumi ove stanno iscritti gli azionarii delle peschiere di quel tempo e la Regolazione relativa. XI. Conciliarii terre Pirani. Nomi dei rettori ed altri cittadini addetti al Comune dal 1440 al 1500. XII Sententiae judicum Pirani. Dal 1300 al 1323 (Questa partita dev' essere stata compiuta anticamente). XIII Leggi statutarie pel buon governo della provincia dell' Istria, raccolte e Stampate sotto il Reggimento di Lorenzo Paruta. XIV Sammluug der Kaiserl. Kou. Lendesfurstli-chen Gesetze 1767. 1782 2 volumi. XV Justiniani Pandecte Codei. Institutiones Ju-risprudentie — Parisiis 1559 (folio raro) 5 Voi. XVI Bollettino delle leggi pel Regno d'Italia. Raccolta di leggi e Decreti e regolamenti dal principio alla fine — Manuale dei contribuenti 1813. Manuale degli officiali dello stato civile 1809. XVII Codice Ginnasiale 1818. Codice civile generale austriaco. Sammlung Proviucial Gesetz 1821. Codice civ. univ. austriaco 1815. XVIII L'Istria, periodico diretto da Pietro Kandler (ove havvi il meglio, sebbene diviso, che può servire alla storia) sette annate. Notizie storiche di Montona 1875 — Tre volumi ove è raccolto tutto quanto pubblicava in fascicoli Pietro Kandler a più ripvese. XIX L'Archeografo Triestino (il primo) quattro annate — Scussa, Storia Cronografia di Trieste — Notizie Storiche di Trieste di G. Bandelli. Statata Ci-vitatis Tergesti 1727. Regolazioni di Federigo Calbo Capitano di Raspo, della Comunità e Fontico di Pirano. XX Breve Descrizione dell' Istria di anonimo. MS. — dell'Estensione dell'antico Illirio, ragionamQuto di Francesco Almerigotti — Manzuoli descrizione dell' I-stria (riprodotto nell'Archeografo) —Memorie politico economiche di Trieste, dell' Istria veneta e della Dalmazia di G. Brodmann — Saggio di storia antica e mod. di Parenzo di B. Vergottin —Dell'illirico foro-giuliere di Girolamo Gravisi— Perigrafia dell'origine dei nomi delle contrade di Trieste per servire alla sua storia—Dissertazione di Orniteo Lusanio sopra le monete dei Vescovi di Trieste colle monete (incise egregiamente) — Stancovich, uomini distinti istriani 2 voi. — Del più vero titolo giurisdizionale dei Vescovi di Parenzo di B. Vergottin 1801 — Terminazione sistemante le spese della Comunità di Pirano 1779.— Regole dei proveditori a sistemazione disciplinare dell' a-gricoltura e Veterinaria 1774 — Terminazione sistematica per la Direzione della Comunità di Pirano, Fondaco, Monte, Scuole ed Ospitale 1773 — Stampa documenti della Comunità 1600. XXI Codice Diplomatico Istriano (che ha ancora lungo cammino a percorrere). Piani e Memorie dell' antica Aquileja di Gaetano Ferrante — Leggi venete intorno agli Ecclesiastici — In onore e Memoria di tre vescovi di Trieste 1862 — Degli scienziati del litorale austro illirico, discorso di Lugnaui 1843 — Opere pub- blicate da Vincenzo de Castro e Biografie dell'autore. Opere di Rinaldo Carli. (Nell'archivio le antichità di Capodistria). Cenni biografici di don Giorgio Apollonio nel Slip.0 alla Favilla, di Matteo professore Petronio — In onore Domenico Rossetti — componimenti diversi. XXII Volumen Statutorum 1606 —Statuti municipali di Trieste — 1849 — Statuti di Pola 1843 — Statuti di Rovigno 1851. XXIII L' Archeografo Triestino. Nuova Serie — Saggio di Bibliografia d'Istria di Carlo D.r Combi (2 copie) Rapicio illustrato da Mons. de Favento. Rapido tradotto da G. de Medici — Gli atti del Ginnasio di Capodistria — Gli atti delle Scuole tecniche di Pirano — Gli atti e resoconti deli' Ecc. Dieta di Parenzo — La Porta Orientale — Gli annuali della società agraria istriana. XXIV I manoscritti di Giuseppe Tartini — Lettere autografate (in astuccio separato) d'illustri italiani: Pin-demonte, Tomaseo, Mercadante, Carli, Francesco de Combi, Besenghi degli Ughi, Negri, Kandler, Rossetti (Domenico) Fachinetti, Pellegrini etc. Evvi assieme fascicolo antag. di Besenghi, ovvero Estratto sulle Antichità d'Aquileja del Bartoli, e Canzone giovanile credo, inedita — Evvi lettera di Tartini in argomento musicale altrove stampata e sconosciuta, e fascicolo di Stancovich. XXV Petri Coppi de summa totius Orbis: Ma-nuscritto del Coppo coli'atlante del 1544, incisione in legno di quel tempo — Collectio Hymnorum MS. pregevolissimo. Inoltre stampe del 1480 al 1500 in 20 voi. e il Dizionario Corografico d'Italia, perchè contiene il lavoro non mai abbastanza lodato del Luciani riferibile alla provincia, opera che colle sue attinenze dovrebbe andare unita alla Biblioteca. Dall'assieme risulta : l'archivio mancare delle carte del 1500, 1600 e 1700, le quali ancorché si conservino in piccole proporzioni, sono di pessimo amanuense, particolarmente quelle del 1500 non leggibili affatto; perchè quelle del tempo successivo e di nessuna storica importanza, eccettuate le ducali, notate separatamente. E questa la parte che non fu conservata. Alla storia potranno giovare in parte le Ducali, qualora in aggiunta a queste di Pirano. quelle degli altri archivii d'Istria comparissero alla luce mediante il Codice Diplomatico cominciato da Kandler col soccorso di benemeriti Istriani. Seminario o Collegio di Capodistria (Cont. V. pag. 1836) Capodistria e Territorio Città Entrada L. Spesa L. Tansata L Scola di S. Antonio 1500 1100 31-0 Scola di S. Maria 750 320 12-8 Scola della Rotonda 320 180 6-4 Scola di S. Bastian 420 210 6-4 Scola di S. Barbara 500 300 6-4 Scola della Mad.na de' Servi 310 180 6-4 Scola del SS. Sacramento 250 210 3-2 Scola del Crocifisso 120 100 3-2 Scola di S. Croce 90 70 3-2 Scola di S. Rocco 128 65 3-2 Scola di S. Francesco 150 86 3-2 Scola di S. Andrea 80 66 3-2 Scola d' ognissanti 95 72 3-2 Scola di S. Nazario 130 105 3-2 Scola di S. Cristoforo 140 102 3-2 Scola di S. Nicolò 270 160 6-4 La Fabrica del Duomo 950 600 12-8 Scola della Mad.na del Lazzaretto 900 600 12-8 Scola di S. Valentin al Lazzaretto 800 500 12-8 Scola della Màdonna della Roda a Risano 600 250 9-6 Villa de Cani Scola della Madonna 250 200 6-4 Scola del Comun 150 120 3-2 Scola di S. Lunardo 200 140 6-4 Scola di S. Rocco 200 150 6-4 Scola del SS. Sacramento 800 600 12-8 Scola di S. Bastian 200 150 6-4 Popechio Scola di S. Elena 500 400 9-6 Scola della Madonna 250 180 6-4 Scola di S. Rocco 100 80 3-2 Scola di S. Zuanne e Paolo 180 130 6-4 Besovizza Scola della Madonna 800 600 12-8 Scola di S. Appollonia 200 160 6-4 Lotiche Scola del SS. Sacramento 250 200 6-4 Scola di S. Cecilia 400 300 6-4 Scola della Madonna 100 80 3-2 Svanigrad Scola di S. Stefano 100 80 3-2 Scola di S. Lucia 300 200 6-4 Xasid Scola di S. Martin 200 180 6-4 NOTIZIE La Giunta prov. avanzava all'i, r. ministero dell'interno una concreta proposta per stabilire il massimo dell'addizionale comunale sul dazio consumo della birra da accordarsi a seconda dei dimostrati bisogni nei singoli Comuni della provincia, onde evitare lunghe trattative ed eventuali opposizioni, e provvedendo in pari tempo che i Comuni possano assicurarsi i mezzi occorrenti a sopperire alle spese inerenti ai loro incombenti di legge. 11 Comitato stradale di Capodistria ottenne esito favorevole della Causa intentata contro esso Comitato dai consorti proprietarj dei boschi in Farneo in punto di turbato possesso per avere il Comitato impedito loro lo sbocco sulla strada distrettuale del Risano colla costruzione di un tombino ; venendo dalle autorità superiori giudiziarie stabilita la massima "che l'ente su cui agì il Comitato sia bene distrettuale e quindi pubbli- co, e che su bene pubblico non possa aver luogo l'acquisizione di un diritto privato, nemmeno mediante l'uso di fatto, e che pertanto la sollevata questione fra il consorzio dei proprietarj e possessori dei boschi Farnei contro il Comitato stradale avente la manutenzione della strada in contesa, si sottragga al campo della civile giurisdizione cadendo nell' amministrativo. Per incarico del Sig. Ministro di agricoltura il consigliere ministeriale Sig. Giuseppe Lorenz visitava la stazione enologica e pomologica per l'Istria in Parenzo, e significava alla Giunta prov. d'essersi trovato soddisfatto dei progressi e risultati finora ottenuti. In seguito a rilevanti irregolarità nel rilascio di certificati di origine pel vino, la Giunta prov. richiamava l'attenzione delle Podestarie della provincia alle prescrizioni contenuto nella notificazione luogotenenziale 15 ottobre 1865, raccomandando nell' interesse della produzione indigena la maggior esattezza nell'emissione dei suddetti certificati, la quale può essere fatta soltanto dalla Podestaria dei comuni locali, a ciò per legge autorizzata, e deve seguire impreteribilmente previa apposizione ai recipienti dei suggelli di ufficio. Nel tempo stesso la Giunta prov. interessava la i. r. Luogotenenza a voler provvedere affinchè dalla civica amministrazione daziaria di Trieste, sia pure rigorosamente adempiuto alla legge, non ammettendo al dazio di favore quei "prodotti i quali manchino di regolare certificato di origine e dei prescritti suggelli. „ Cose locali Dal 24 al 29 del mese di aprile e dal 1 al 6 di maggio a. c. si tennero qui gli osami di abilitazione per le scuole popolari, generali e civiche. Tre caudidati e due candidate furono dichiarati idonei all' insegnamento. La limitazione del sale per quest'anno fu stabilita a quintali 80.879 chil. bianco, a 8.087 chil. grigio, Il prezzo del sale bianco per l'interno sarà di s. 81 al quintale, del sale grigio di s. 56; per l'estero iu ragione di s. 63 il solo bianco. Il nuovo ragguaglio a peso metrico coi prezzi suddetti porterà un discapito a Capodistria di circa fior. 200. Non è molto, pure sarebbe stato meglio il contrario. Il concerto istrumentale dato la sera del 13 maggio p. p. dai celebri giovanetti Francesco Krezma, e Benedetto cavalier Palmieri, Tuno concertista di v,. violino, l'altro di piano, verrà registrato a lettera cubitali negli annali del nostro piccolo teatro. Ci associamo interamente all' " Unione» la quale asserisce che se il loro progresso sarà costante e proporzionato dovranno essi lasciare traccio luminose nella Storia musicale. — Egregiamente l'orchestra cittadina, nella Marcia "Alpi Giulie,, del Montanari e nella Sinfonia del Yanduzzi, i soli due pezzi suonati come iutroduzio-ne alle due parti in cui era diviso il trattenimento. Grave danno soffersero le tenere piante di pomi- doro e fagiuoli nelle notti 20 - 21 del passato maggio in cui il termometro segnò 5 gradi sopra 0 - mentre nei comuni superiori di Covedo e S. Autonio esso discese a 0. Bibliografia Il Quaderno dello scolare, periodico mensile di esercitazioni fanciullesche degli alunni della Scuola Elementare fondata con metodo speciale e diretta dal dottor Giovanni Boschi nelV A-teneo Gallileo Gallilei di Napoli. Il titolo dice tutto. Sono i componimenti men cattivi della scuola, e accanto al nome dello scolaro, v'è la sua età. Gli scrittori più piccoli hanno 8 anni; e i più grandi dodici. Come esercizio non ci spiace; ma quel che ci piace di più è il metodo che vediamo seguito dal maestro. Nelle nostre scuole si danno a' ragazzi ed anco alle ragazze temi sciocchi, astratti, che stanno per aria. Il signor Boschi invece fa delle domande semplici che hanno attinenza colla loro vita, colle loro idee infantili. Molti nostri maestri e maestrine dovrebbero andare a scuola da lui ! (Dall' Illustrazione Italiana, an. Ili, serie 12). Collezione dei libri educativi premiati e raccomandati dalla Società cooperativa d'educazione popolare promotrice dei Giardini d1 Infanzia. Vincenzo de Castro. — Sillabario fonico figurativo pei bambini, ad uso principalmente degli asili e dei giardini d'infanzia (I grado). Gazzetti e de Castro. — Lo Scolaretto per la classe prima elementare. Gazzetti e de Castro. — Il buon giovinetto per la classe II. Vincenzo de Castro. — L' uomo, per la classe III. Lo stesso. — Il cittadino, per la classe IV. Giovanni de Castro: La morale dell'oper^jo nella vita e nelle opere di Beniamino Franklin, (per le scuole operaje). Vincenzo de Castro. — L'Asilo giardino di Fabriano, premiato all'Espos. inter. di Vienna. Dello stesso. — Ferrante Aporti e Federico Froebel. Rivolgersi per l'aquisto agli editori del giornale-opuscolo Eurico Pestalozzi. — Milano, via Durini, 18. SENTENZA "Lume v'è dato a bene ed a malizia, È insito pur troppo nella natura umana di usurpare tanto nella cosa pubblica che privata, quanto più può di potere, e talvolta, forse anche in buona fede, abusare della libertà: la cui definizione ci piace qui riportare da celebre statista e storico ; che ben fissa nella mente di tutti risparmierebbe molti screzii ed abusi sociali. "La libertà è il potere che appartiene all'uomo di esercitare tutte le sue facoltà; ha la giustizia per sua regola, per suo limite il diritto altrui, la natura per principio, e la legge per salvaguardia.