ANNO XV. Capodistria, 16 Febbrajo 1881. N. 4 LA PROVINCIA DELL' ISTRIA Ebc6 il 1" ed il 16 d'ogni mese. ASSOCIAZIONE per un anno fior. 3; semestre e quadrimestre in proporzione. — Gli abbonamenti si ricevono presso la Redazione. ANNALI ISTRIANI del Secolo decimoterzo. 1207. — Il patriarca Volchero, dovendo accompagnare a Roma i Cardinali, lascia la reggenza del patriarcato nelle mani di Fulcherio vescovo di Parenzo. Marnano: „Ann. del Fr." T. I. pag. 216. 1207. — Papa Innocenzo III amplia le indulgenze, concesse dal suo predecessore, Alessandro III, alla chiesa di san Giovanni in Salvore in memoria della battaglia navale combattuta in quelle acque nel 1177 tra imperiali e veneti colla peggio dei primi. Kandler: „Indicaz." Pag. 25. 1207. — Faenza, 29 maggio. Innocenzo III ratifica la sentenza pronunciata nel 1205 dai vescovi di Ferrara e di Chioggia, da lui delegati per dirimere la contesa tra Adilgero, vescovo di Capodistria, ed il clero e popolo di Pirano per decima dell'olio. „Cod. Dipi. Istr." 1208. — Rovigno, 4 gennaio. Trattato di pace, con- chiusa tra Pirano e Rovigno ; tra' patti il comune di Pirano si obbliga di sborsare a quello di Rovigno ; venti marche d'argento per danni dati. „Istria" Gior. Ann. VI pag. 86. 1208. — Gennaio 4. Cuopriva il posto di podestà in Pirano il nobile signor Leonardo da Tricano della potente famiglia del Friuli; e qual gastaldione vi fungeva certo ser Almerico. „Cod. Dipi. Istr."; e „L'Istria" Giorn. Ann. VI pagina 85. 1208. — I patriarchi di Aquileia, i duchi di Carintia ed i vescovi di Trieste cominciano a coniare moneta. Kandler: „Indicaz." Pag. 26. 1208. — Giugno. Enrico, marchese d'Istria, viene bandito per aver partecipato alla morte dell'imperatore Filippo, ucciso da Ottone de Wit-telsbach ; il marchesato dichiarato caduto è reclamato dai duchi di Baviera e dalla Chiesa aquileiese; Ottone IV però ne investe nel mese di luglio Lodovico, figlio di Ottone di Scira conte del Palatinato. Kandler: „Indicaz." Pag. 25. — 1ìubeis: Monum. Ecc. Aquil. col. 658. Articoli comunicati d'interesse generale si stampano gratuitamente. — Lettere e denaro franco alla Redazione. — Un numero separato soldi 15. — Pagamenti anticipati. 1208. — Ottone IV, udite le ragioni del patriarca Volchero, basate sul diploma del 1077 si pronuncia in favore della Chiesa di Aquileia e vuole che il duca di Baviera rinuncii al patriarcato il marchesato d'Istria ; il patriarca elegge a suo rappresentante o vicario Vi-cardo di Momiano, il quale col titolo di marchese avesse a governare la Provincia. Lirutti: ^Notizie del Friuli." To. I, pag. 78; e Marnano: „Ann. del Fr."-To. I, pag. 220. 1208. — Patti stabiliti tra il patriarca Volchero e gli Istriani. Citati nel Thesaurus Ecclesiae Aqui-leiensis erroneamente all'anno 1253 senza indicare quali essi fossero „Cod. Dipi. Istr." all'anno 1060. 1209. — La Repubblica s'impadronisce del castello di Umago, posseduto prima dai vescovi di Trieste. Scussa: „St. Cronog." Pag. 58. 1209. — I comuni di Pirano e di Rovigno stringono pace dopo essersi misurati colle armi. Kandler: ,Indicaz." Pag. 26. 1209. — Il patriarca Volchero si porta a Verona ad incontrare Ottone IV e lascia frattanto al vescovo di Trieste la reggenza del patriarcato. Marnano: „Ann. del Fr." To. I, pag. 223. 1209. — L'Istria rifiutandosi in sulle prime di riconoscere qual marchese il patriarca Volchero vi cede sotto il peso delle armi del conte Engelberto e della scomunica patriarcale. Kandler: „Indicaz." pag. 26. 1209. — Trieste, 10 gennaio. I canonici della cattedrale, tra cui Ripaldo magister scolarmi, scambiano dei terreni co'coniugi Ogero ed Elica. „Arc. Capit. Triest.," Pergam. 1210. — Il viaggiare dal Friuli in Istria era in questi tempi congiunto a pericoli in riflesso dei molti masnadieri che percorrevano quelle strade. Marnano : „ Ann. del Fr." To. I, pag. 226. 1210. — Presso Cremona, 8 maggio. Ottone IV dona a Volchero patriarca di Aquileia il marchesato d'Istria che, tolto ad Enrico ribelle e poi dato a Lodovico duca di Baviera, avendo il patriarca presentato in Augusta una donazione di Enrico III. loppi: ^Aggiunte al Cod. Dipi. Istr." pag. 9 e seg. 26 esodai Provvedimenti urgenti Pur troppo non siamo in grado di aggiungere una parola di più alla notizia che abbiamo data nell'ultimo numero sulla formazione di un consorzio per l'acquisto di rasoli americani resistenti alla fillossera. Il consorzio promosso da alcuni tra i più animosi viticoltori incontrò le opposizioni dei più timidi, ed in alcuni luoghi anche le minaccio della turba degli ignoranti ; nè ancora si è potuto formare. Noi abbiamo l'intimo convincimento che avremo i tanto desiderati rasoli americani, ma quando? Ogni anno passa un anno, ed ancora un pajo di mesi che trascorrano senza che si sia venuti ad una risoluzione, bisognerà attendere l'anno venturo. Oramai è dimostrata l'assoluta inefficacia degli insetticidi, che hanno costato alla provincia in Valle di Siciole quasi 20 mila fiorini, (non rimproveriamo nessuno, abbiamo fatta anche noi la nostra esperienza, ma sappiamone approfittare); è dimostrato in modo indubbio che soltanto con le viti americane si può sperare di continuare la vigna e che soltanto coi rasoli di quelle si può formarla e non con la semina dei vinaccioli. Queste sono verità, risultate dalla lunga e costosissima esperienza dei francesi, che nessuno si sogna: pifr UT contrastare. È dimostrato anehe che il trasporto dei rasoli si può fare dai luoghi fillosserati senza che si porti anche il terribile afide. Di che si teme dunque, e cosa si attende? Forse che, più solleciti di noi, nella vicina provincia di Gorizia, quei bravi agricoltori formino i vivaj e forniscano noi a caro prezzo ? A tranquillità dei più timidi, non basta sapere che l'introduzione dei rasoli americani non potrà in ogni modo essere fatta senza il permesso governativo, e che questo sarà concesso in seguito ad accordi con tutti i governi che hanno firmato la convenzione internazionale di Berna? — Oltre che questione d'interesse, è questione di decoro per la nostra provincia di non attendere più, e dare esempio di intelligente iniziativa nell' accettare subito quei provvedimenti che la scienza e la pratica ci garantiscono sicuri. Noi abbiamo insistito in varie occasioni perchè la Giunta Provinciale si mettesse alla testa della guerra che si fa alla fillossera ; e conserveremo questa nostra opinione, finché non vediamo formato un consorzio di possidenti che ci garantisca un'azione pronta e sicura. È ben vero quanto ci obbiettano, che l'azione delle autorità nei paesi liberi non si debba intromettere dove possa giungere l'iniziativa privata ; ma se per condizioni speciali quest'azione è arrestata; il solo governo deve, malgrado suo, salvare il paese da un pericolo che lo minaccia. E questo è il caso nostro. 0 si fonui il consorzio dei possidenti e presto, 0 provveda la Giunta Provinciale, la stazione di viticultura che sta alle sue dipendenze, le da occasione di fare; non si domandano anticipazioni rilevanti di denaro; e si può avere la certezza che ogni spesa sarebbe a suo tempo rimborsata, per la creazione di un vivajo di viti americane, dalle vendite che saranno fatte in seguito dei rasoli. È certo poi che se per incarico della Giunta stessa fosse provveduto per l'acquisto dei rasoli, molti possidenti vi concorrerebbero nelle spese, per provvedersi essi pure, approfittando dell'occasione, dei preziosi rasoli onde farsene nelle loro proprietà altrettanti vivaj. Ma non e' è tempo da perdere. La stazione eno-pomologica provinciale ■ La Giunta Provinciale ha nominato in via provvisoria per un anno, il signor Riccardo Cal-legari di Conegliano, a direttore della stazione eno-pomologica in Parenzo. Abbiamo rilevato da buona fonte, che il signor Callegari ha compiti 1 Suoi studi con brillante tmeeeseo n**Utt- -Rre^ia scuola di viticoltura ed enologia in Conegliano, dove poi tenne il posto di assistente salariato per la cattedra di chimica generale, di chimica analitica e di applicazione. Fu anche supplente temporario all'insegnamento elementare di fisica e storia naturale; e per il corso di sei anni assistente dell' illustre Prof. Carpenè tanto negli studi ben noti di enotecnica ed enochimica, come nelle operazioni pratiche di confezione e governo della società enotecnica trevigiana, della quale il Prof. Carpenè è il fondatore ed il direttore tecnico. Ha occupato anche il posto di segretario dei Circolo enofilo di Conegliano, ed ha pubblicato nell' ottima „ Rivista di Viticoltura ed Enologia italiana" che si pubblica a Conegliano, una serie di articoli assai pregiati. Il R. Governo italiano lo ha delegato ad assistere ai lavori di distruzione della fillossera di Agrate e Valmadrera. Ed ora è in via di fare l'esame finale di abilitazione al magistero dinnanzi alla Commissione ministeriale. Tutto fa credere ch'egli sia assai adatto al posto a cui fu chiamato, e che subito va ad assumere. Sia dunque il ben venuto nella nostra provincia, dove gli si apre un largo campo di operosità dal quale egli stesso e noi ci ripromettiamo utili risultati. Il progresso agricolo per sua natura lento, è qui da noi contrastato da molte e gravi difficoltà; nè si può ragionevolmente mettersi in capo di mietere presto quando bisogna appena seminare con grande fatica. Il dirigente la stazione di Parenzo dovrà studiare assai bene le condizioni economico-agricole della nostra provincia, e se superato 1' anno di prova con soddisfazione d'ambo le parti, egli assumesse definitivamente il posto, allora appena colPappoggio energico delle autorità provinciali, con quello dei possidenti agricoltori più intelligenti, egli potrà dare alla istituzione provinciale quello sviluppo che finora pur troppo abbiamo indarno sperato. Intanto però la nostra provincia già invasa dalla fillossera abbisogna di consigli e di provvedimenti sicuri e pronti, che con piena fiducia attendiamo. ______________ La Questione fillosserica * La Questione Fillosserica nel 1880. — Ricordi di viaggio in Linguadocca e Guienna di Alberto Dr. Levi; rassegnati alla deputazione centrale della I. R. Società agraria di Gorizia nella seduta del 16 dicembre 1880. — Gorizia, Tip. Patera olii 1880.*) Il sig. L, Guiraud, già Presidente della Camera di commercio di Nimes, possiede egli pure un bellissimo stabile a Villary, in vicinanza di quello della Duchessa diFitz-James. — Eminente viticultore, il signor Guiraud, oltre ai grandi piantamenti delle migliori e più resistenti qualità di viti americane da lui fatti per ricostituire le sue vigne distrutte, al pari di quelle dei suoi vicini, dalla fillossera, creò in prossimità della casa padronale un vigneto sperimentale in cui sono coltivate le principali varietà di viti del nuovo mondo importate in Europa, allo scopo di riconoscerne il grado di resistenza alla fillossera e il rispettivo valore, sia per la produzione diretta, sia quali soggetti per l'innesto dei \izzati indigeni. Ogni varietà di viti occupa nel vigneto sperimentale un filare distinto di circa 100 ceppi. Il sig. Guiraud, dopo averci con rara cortesia esposti sopra luogo i pregi ed i difetti di ciascuno di codesti rizzati, si compiacque riepilogare i risultati delle sue interessanti esperienze nelle seguenti conclusioni : I migliori vitigni americani per la produzione diretta sono : il Jacques o Lénoire che merita di occupare il primo posto per la grande feracità e per la bontà del prodotto, quantunque in quest'anno di continue pioggie sia stato assai malconcio dall'an-tracnosi; V Herbemont, fra tutti il più resistente alla fillossera, che dà buon vino, in quantità discreta ed è altresì un ottimo portainnesto, ma non attecchisce da magliuoli; il Black-Iuly o Devéreux e finalmente il Northon-Virginia o Cintiana. il qual ultimo non è però molto ferace. Le migliori ibride sono il Senasqua che è la varietà la più precoce e l'Othello, quest'ultima con gusto foxé, amendue però feracissime. Fra le molte altre varietà da lui sperimentate, lo Scuppernong (V. rotundifolia Michaux) non ammette l'innesto e produce poco o punto nel mezzogiorno della Francia, il Solonis (Aestivalis) è ottimo come portainnesto ma teme l'asciuttore, la Cornicopia, il Croton, il Goethe e il Roger (tutte ibride) non resistono alla fillossera, mentre la Nocera di Sicilia, che conta oggi in quel vigneto 4 anni di vita, fin ora vi ha resistito. Il sig. Guiraud preferisce l'innesto sopra soggetti di un solo anno a quello su soggetti di due o tre anni. Egli ha adottato l'innesto all' inglese (qreffe ù l'anglaise) come quello che gli fece la miglior prova nell' innestare le varietà indigene sulle americane, e innestando con questo sistema magliuoli indigeni su magliuoli americani ebbe ima riuscita dell'80 %• Rientrati a Nimes per desinare, ne ripartimmo nel pomeriggio dello stesso giorno per visitare la bella possessione del sig. Faucou al Mas de Fabre che dista soli 2 chilometri dalla stazione ferroviaria di Graveson sita fra Tarascon e Avignone. Il sig. Faucon può dirsi a buon diritto l'inventore della commersione autunnale e invernale applicata alle vigne per liberarle dalla fillossera. Egli possiede un terreno piano e mezzanamente argilloso. Incominciò fino dal 1869 la sommersione delle sue vigne, già da due anni invase dal parassita, e riesci con tale espediente a salvare tutte quelle che non erano ancor state ridotte a troppo mal partito dalle punture dell'insetto, a preservarne i nuovi piantamenti fatti del pari con viti indigene ed a portare quelle vigne ad un grado di prosperità invidiabile e superiore a quello in cui si trovavano prima dell'invasione fillosserica. Il canale della Durance che fiancheggia la parte più elevata della sua possessione, gli offrì l'opportunità di sommergere le sue vigne senza bisogno di macchine elevatorie e per sola differenza di livello. Un buon sistema di piccole arginature che suddividono le sue vigne in altrettanti bacini sommergibili e la cui costruzione non sorpassò la spesa di 3000 franchi per 25 ettari, gli permette di mantenere l'acqua alla voluta altezza e per tutto il tempo richiesto alla efficacia di tale espediente destinato ad asfissiare le fillossere. La riescita fu completa, e i suoi 25 ettari di viti indigene sommersi annualmente e annualmente concimati con panello accoppiato ad un ingrasso chimico ricco di azoto e di potassa, il cui costo ascende a circa 250 franchi per ettaro, offrono oggidì il più florido aspetto e ricompenseranno anche in quest'anno, coll'abbondante vendemmia di cui fummo testimoni, la bella iniziativa, i lodevoli sforzi e i coraggiosi sacrifizi di quell'eminente viticultore, che la Repubblica riconoscente volle insignito della meritata croce della legion d'onore. — Non è a credersi però che la sommersione distrugga tutte le fillossere e ne purghi completamente il terreno. Vedremo anzi in appresso che le stesse vigne del sig. Faucon, quantunque sommerse annualmente pel corso di 11 anni, albergano tuttavia il mal germe del parassita. Se non che pel rinnovarsi della sommersione in ciascun anno, la maggior parte delle fillossere rimangono asfissiate e periscono, il che permette alla vite di vegetare rigogliosamente e di portare annualmente copiosi frutti. Il giorno appresso (18 Settembre) abbandonammo Nimes e ci recammo in ferrovia a Aigues-Mortes per visitarvi le vigne piantate nella sabbia. Aigues-Mortes dista 4 soli chilometri dal Mediterraneo. In quei terreni formati dalle sabbie marine che il Mistral solleva ed accumula formandone di tratto in tratto delle piccole dune prive di ogni vegetazione, l'unica coltura proficua che esisteva in passato era quella della robbia. Scemato, causa i molti surrogati introdotti nella industria, il valore di quella materia colorante, visto che le poche viti ivi esistenti da ben 25 anni non erano punto infestate dalla fillossera, laddove in tutti i terreni circostanti di composizione diversa le viti erano morte o stavano morendo sotto gli attacchi del parassita, considerato finalmente il prezzo elevato cui erano saliti i vini per cagione di tale calamità, si trovò conveniente di sostituire alla coltivazione della robbia quella della vite, le dune furono appianate e trasformate in fertili vigneti, ed una vasta zona di sterili sabbie si copri quasi per incanto di piantagioni d'Aramon, di Carignane e d' altri vizzati indigeni, portando il reddito di quei terreni a 80 e a 100 ettolitri di vino per ettaro e il valore a 5 e 6000 franchi l'ettaro, dai 150 che valevano precedentemente a tale trasformazione. Il suolo su cui vegetano codeste vigne è a metri 1.50 sul livello del mare e la vite sostenuta da abbondanti concimazioni vi prospera egregiamente dovunque il sale non trovasi in eccesso. Uno dei più importanti stabilimenti viticoli sorti a Aigues-Mortes negli ultimi dieci anni, è quello del sig. Hilarion Gros al Mas de la Corbière. Noi lo abbiamo visitato minutamente in assenza del proprietario (che un deplorabile malinteso tratteneva a Aigues-Mortes in attesa della nostra venuta), in compagnia del di lui fattore, ed ebbimo occasione di persuaderci che nella sabbia sciolta e pura la vite è.preservata, dagli attacchi della fillossera. Abbiamo detto nella sabbia sciolta e pura, perchè dovunque a questa si trovino commisti anche in piccola proporzione altri materiali terrosi, come in quegli avvallamenti del terreno in cui si depongono trascinate dai fossi e dai rigagnoli le torbide delle acque superiori, tale immunità cessa immediatamente e vi subentrano bentosto le solite macchie fillosseriche. Non basta quindi la proporzione del 60 nè del 75 % di sabbia pura indicata dal sig. Desjardin per assicurare alla vite la immunità della fillossera, come non basta neppure che lo strato sabbioso abbia lo spessore di soli 50 centimetri come asserisce il sig. Vimont2), nè di 75 come lo ammette lo stesso signor Desjardin; mentre a tal uopo è invece necessario, come ebbimo occasione di persuadercene a Aigues-Mortes, che il terreno contenga il 100 % di sabbia pura e mobile, ed è altresì necessario che questa raggiunga almeno lo spessore di un metro. La immunità di tale suolo è dovuta esclusivjftnente alle sue proprietà fisiche, perchè i granelli di sabbia pura e mobile non offrendo all'insetto il necessario punto di appoggio e cedendo anzi continuamente sotto i suoi passi, non gli consentono di avanzare e lo travolgono anzi seco nei propri rivolgimenti. L'insabbiamento artificiale delle vigne, proposto pochi anni addietro come mezzo atto a rimuovere il pericolo della invasione fillosserica, è al contrario una ìi Viti**ft onojuisam ow.holfn f»P')i> t»hf;(i ioh^jwt d -ctìì'i -rijiiasy/ Ì6 sii/ stili:, tritoan'vr fb li .owmme ') Relazione al Congresso di Lione del 1880. 2) Relazione fatta in nome della Commissione internazionale di viticoltura al Congresso vitioolo di Parigi del 1878. mera utopia che si fonda probabilmente sulla erronea supposizione di una recondita virtù chimica inerente ai suoli sabbiosi. Da Aigues-Mortes proseguimmo la stessa sera direttamente per Montpellier, la capitale dell'Hérault, che ci tardava di rivedere dopo sei anni d'assenza. Per formarsi un concetto approssimativo dei danni inauditi recati dalla fillossera all'Hérault, basta leggere la relazione del Prefetto al Consiglio generale di quel dipartimento dell' anno corrente. Dei 227.783 ettari di vigne che esistevano nel dipartimento prima dell'invasione fillosserica, 129.446 sono già morti, altri 30.927 sono presentemente attaccati, e soli 64.442 si ritengono ancora come immuni; ma questa stessa superficie, soggiunge il Prefetto, è essa pure gravemente infestata nell'anno presente. La nostra prima visita nel mattino seguente (19 Settembre) fu dedicata alla Scuola regionale di agricoltura della Gaillarde, dove sotto l'illuminata direzione del sig. di Saint-Pierre, coadiuvato dal Prof. Foex e da altri illustri scienzati, si esperimentarono negli ultimi sei anni tutti i diversi trattamenti curativi e tutti i mezzi colturali preconizzati in Francia per salvare la, viticoltura dallo sterminio che le sovrasta. I primi, solfuro di carbonio e solfocarbonato di potassa, fallirono completamente, quantunque applicati per incarico del Governo dai più zelanti ed autorevoli fautori di tali trattamenti, quali i signori Marion e Crolas per il solfuro di carbonio, ed i signori Comu e Mouillefert, delegati dell'Accademia delle scienze, per i solfocar-bonati alcalini; e le viti indigene medicate con quegli insetticidi perirono alla Gaillarde e dovettero esservi estirpate. La sommersione fece miglior prova, ma non è applicabile che nella parte più bassa dei terreni della Scuola. Il rimanente delle vigne dovette ricostituirsi con piantagioni di viti americane. Queste vi prosperano egregiamente, e la resistenza alla fillossera delle Ae-stivalis e delle Riparie fu messa fuor di dubbio dai coscienziosi esperimenti fattine da parecchi anni alla Gaillarde. Il pomeriggio dello stesso giorno fu impiegato nell'ispezionare le vaste e floride piantagioni di viti americaue dei signori Fermaud e Saint-Pierre nei pressi di Montpellier, Leenhard al Chalet e de Pagezy alla Plaine de Lattes. Ivi apprendemmo che la Riparia si presta assai facilmente, il Clinton alquanto più difficilmente all'innesto, che quest' ultimo esige per prosperare un suolo magro e rosso, che in terra bianca e forte deperisce e muore, e che in tali terreni conviene sostituirgli YHebremont o il Cunningham; che non ogni varietà indigena fa presa innestata su qualsiasi varietà americana, ma che vi hanno anzi fra soggetto e innesto affinità o incompatibilità di cui bisogna tener conto per riescire; che, per esempio, l'innesto di vizzati indigeni a legno tenero non ripiglia su soggetti americani a legno duro e viceversa. Vedemmo finalmente nelle garigues (lande) della Plaine de Lattes degli Aramon innestati da 5 anni su Clinton di due anni, che avevano prodotto in quest'anno 8 chilogrammi di uva per ceppo. H giorno successivo (20 Sett.) ci recammo di mattino dal sig. Enrico Marés, nella sua bella tenuta presso Gaunac. Il signor Marè, ricchissimo proprietario, è altresì uno dei più eminenti viticultori ed agronomi della Fran- eia meridionale, e presidente della commissione dipartimentale della fillossera nell'Hérault, Direttore della vigna sperimentale delMas de las Sorres, membro corrispondente dell'Accademia delle scienze. Egli ha voluto salvare ad ogni costo le sue superbe vigne piantate di Aramon, di Carignano e di altri vizzati indigeni, i cui fertili ceppi di 25 e 30 anni gli davano dai 2 a 300 ettolitri di vino all' ettaro. Per raggiungere tale scopo nessun sacrifizio gli parve soverchio, e dopo aver esperimentati tutti gl'insetticidi proposti negli ultimi dieci anni e principalmente il solfuro di carbonio, senza ottenerne risultati soddisfacenti, si appigliò da due anni al trattamento col solfocarbonato di potassio preconizzato da Dumas, facendone due applicazioni all'anno; la prima in Aprile e la seconda dalla fine di Luglio alla fine di Agosto. Ogni trattamento, operato cogli apparecchi di distribuzione dei signori Mouillefert e Hembert, esigette l'impiego di 260 chilogrammi di solfocarbonato e di 150 metri cubi di acqua all' ettaro, e la relativa spesa ammontò a 350 franchi all'ettaro, senza contare le concimazioni suppletorie, nè la perforazione d'un pozzo profondo e l'acquisto della macchina elevatoria necessaria per pomparne l'acqua e metterla a disposizione degli apparecchi di distribuzione sovraindicati. Con questi spezienti il signor Mares riesci bensì a conservare fino a questo momento le migliori e meno infette fra le sue vigne ed a mantenerne la prodigiosa feracità; non giunse però ad estinguere le macchie fil-lossericbe che si vedono tuttavia qua e là disseminate in quelle stesse vigne dove l'infezione era più avanzata e i cui prodotti non istavano in proporzione col costo di tale trattamento, il signor Marès si decise di sacrificarle, estirpandole, per sostituire alle indigene le viti americane che vegetano, prosperano e fruttificano in presenza della fillossera senza esigere alcun trattamento speciale, e sulle quali egli innesta con ottimo successo le migliori varietà di viti paesane. E quindi lecito inferirne che lo stesso signor Mares non riponga cieca fiducia nella efficacia duratura del trattamento coi sol-focarbonati alcalini, e che trovi anzi opportuno di premunirsi contro eventuali futuri insuccessi colla piantagione su vasta scala di viti per loro natura resistenti alla fillossera. L'eminente viticultore preferisce fra tutte le viti americane il York-Madeira (Cor difolia) come il migliore portainnesti. Il pomeriggio di quel giorno fu occupato nel visitare la stupenda tenuta di Saint-Sauvaur presso Lattes del signor Gaston Bazille, senatore, membro della Commissione superiore Sella fillossera della Società nazionale d'agricoltura di Francia e corrispondente dell'Accademia delle scienze. Tale visita aveva per noi una speciale attrattiva, permettendoci di confrontare il passato col presente, lo stato in cui avevamo lasciato quelle vigne nel 1874 con quello in cui si trovavano al dì d'oggi. Nel 1874 il signor Bazille vi esperimentava gì' insetticidi accoppiati coi concimi concentrati, e quei primi saggi sembravano in allora coronati da corrispondente successo, perchè quelle vigne, al momento in cui le visitammo, guidati dall' illustre proprietario, in compagnia degli altri membri del Congresso, presentavano una vegetazione più rigogliosa ed una fruttificazione più abbondante delle vigne circostanti appartenenti ad altri proprietari che non vi avevano praticato alcun trattamento speciale. Sembra però che tali successi non si sieno mantenuti a lungo e che col procedere del tempo e coli'estendersi dell'invasione fillosserica gl'insetticidi e i concimi concentrati abbiano perduto la primiera efficacia, ed abbiano anzi fallito in guisa da scuotere la fiducia che il signor Bazille riponeva allora in tali trattamenti curativi. Fatto sta che furono abbandonati, che si conservò la vite indigena unicamente in quei fondi che si potevano sommergere, mentre in tutto il rimanente della possessione le viti indigene furono estirpate e sostituite da viti americane, destinate in parte alla produzione diretta e in parte a servire di oggetti per innestarvi soprale viti paesane. Le vigne del signor Bazille, tanto quelle piantate con vizzati indigeni e sommerse, quanto quelle ripiantate con viti americane, offrono oggidì il più florido aspetto ed erano straccariche di uve muture che si stavano vendemmiando 11 giorno della nostra visita. Era già prossimo il tramonto quando, dopo esserci congedati dall'illustre Senatore, giungemmo al Mas de las Sorres, nella vigna sperimentale della Commissione per lo studio della fillossera dell'Hérault. Questa vigna che servì ad esperimentare gl'innumerevoli trattamenti proposti dai non pochi aspiranti al gran premio di 300 mila franchi promesso dal governo francese allo scopritore di un rimedio sicuro contro la fillossera, noi 1' avevamo già percorsa minutamente nel 1874, allorquando si stavano instituendovi le più svariate prove coi diversi insetticidi e concimi concentrati. Ebbene, tutte quelle prove, che avevano destato in sul principio le più belle speranze, fallirono bentosto completamente, non eccettuata neppure quella del solfuro di carbonio che non ebbe il potere di arrestare i progressi dell'infezione fillosserica, come lo attestano anche oggidì le molte viti perite o moribonde della presa di terra assoggettata a tale trattamento. Il solo appezzamento medicato col solfocarbonato di potassio sembra far eccezione a tale regola generale: sembra, cioè, resistere ancora al .parassita, come appare dalla vegetazione meno stentata dei tralci dell' annata, dal color verde più cupo delle foglie, e dalla presenza di un certo numero di. grappoli più o meno maturi; ma anche in questo appezzamento si osservano qua e là alcune macchie fillosseriche che sembrano espandersi dal centro alla periferia come altrettante goccie d'olio, secondo la felicissima similitudine del sig. Gaston Bazille. La generale inefficacia di tali trattamenti curativi, ha indotto la Commissione fillosserica dell' Hérault a portare i. suoi studi e le sue prove sulle viti americane che promettono maggiore successo. Fra le 80 varietà di viti americane sperimentate al Mas de las Sorres, fecero la miglior prova le seguenti: 1° York Madeira) l'una e l'altra affatto immuni 2° Riparia ) di fillossere 4° lTuoìiT ) furono trovate identiche 5° Solonis 6° Alvey le 4 ultime con fillossere sulle radici, ma tuttavia pienamente resistenti. Il capo vignaiuolo (l'air nel vernacolo della Linguadocca) del Mas de las Sorres, da cui attingemmo tali notizie, affermò, conformemente a quanto ci avevano assicurato i signori Bazille e Marés che il York-Madeira è fra i vigneti americani il migliore che porta innesti. (Continua) SAN VINCENZO IN PRATO E LE BASILICHE ISTRIANE frfdfjHTTfj >■' ■ jj?di■ i f ••rrimlR rfinrrmTTv'i lerrruww r 9 x. Si fa da qualche tempo un gran discorrere nei giornali di Milano di un'antica basilica detta di San Vincenzo in Prato, da un secolo circa ridotta ad uso profano, ed ora in una fabbrica di acidi. Sorto come per incanto il quartiere Genova, e sentitosi il bisogno di una nuova chiesa, venneinmente adalcunibenemeriticittadini, per iniziativa di don Paolo Rotta, prete della chiesa di S. Eustorgio, di ricuperare l'antica basilica e di restaurarla, anziché fondare di pianta nuova chiesa. Una commissione presieduta dall'Arcivescovo di Milano fece le pratiche opportune ; il governo chiese il parere della commissione conservatrice dei monumenti, che rispose favorevolmente ; fu quindi aperta una sottoscrizione per azioni di Lire 250; e, poiché a Milano cosa iniziata capo ha, tutto fa sperare che il restauro dell'antica basilica sarà da qui a pochi anni un fatto compiuto. Ma perchè le cose si facciano per bene ; e il restauro nulla lasci a desiderare dal lato dell'arte, raccomandano molti, e tra questi il Corriere della sera il più serio e popolare giornale di Milano, che si studino altri edifizi dell'epoca prima basilicale alla quale certo appartiene il monumento in discorso. Non occorre una grande cognizione della storia dell' arte, per sapere come i migliori esemplari di detto stile si conserrino tuttora in Roma, e l'attenzione di tutti sia volta quindi al San Clemente, il più perfetto modello, dicesi, dello stile basilicale. Ma la nostra Istria non avrebbe per avventura nulla a insegnare alle altre provincie italiane? E le stesse sue tristi condizioni nei secoli scorsi, togliendole i mezzi di ampliamenti inconsulti e di restauri, non giovò a conservare qualche nostra basilica in tale stato primitivo da renderla anche oggi un tipo perfetto di basilica cristiana, degna di essere perciò consultata e studiata? Altra volta in uno scritto giovanile, lio intitolato l'Istria con qualche entusiasmo la terra delle basiliche per eccellenza1) ; e questo epiteto ripeto oggi senza timore che altri mi accusi di esagerato amor patrio. E che questa opinione sia anche da altri divisa, lo prova il fatto che nel numero primo di Febbraio T otizi© L'Osservatore Triestino" N. 28, 29 e 30 pubblica il stinto verbale delle sedute della Giunta provinciale istriana, 12 Agosto, 27 Agosto, 6 Settembre, 22 Settembre, e ne togliamo le seguenti deliberazioni : Vennero assegnati due importi di fiorini 300 ciascuno per serbatoj d'acqua ai Comuni di Ocisla e Castelnuovo per Mune grande. Venne sollevato, dietro sua domanda, il signor Luigi Vascon dal posto occupato di direttore provvisorio della stazione eno-pomologica provinciale, assegnandogli la rimunerazione di fior. 600. Nel tempo stesso si delibera di pubblicare 1' avviso di concorso pel coprimento del posto rimasto così vacante. Venne conchiuso l'acquisto dalla Ditta Rietti Walmarin e C. di Firenze di cento quintali circa di solfuro di carbonio per la disinfezione delle viti in Valle di Siciole, al prezzo di f. 26.50 al quintale. Accogliendo ben di buon grado l'appello di monsignor Vescovo di Parenzo e Pola, per un soccorso dal fondo provinciale in favore del fondo diocesano, istituito da monsignor Vescovo allo scopo di sussidiare durante gli studi nell'i, r. Ginnasio superiore in Capodistria, gli aspiranti allo stato ecclesiastico, e provvedere così che questa diocesi venga rifornita dell' indispensabile clero-curato, viene messo a disposizione di monsignor Vescovo per l'anno scolastico p. v. l'importo di fior. 400. Cose locali • Ci lusinghiamo che l'egregio Dondini in questo ancor breve ritaglio di carnovale, vorrà antman-nirci quelle produzioni che conosce più adatte al palato non volgare del nostro pubblico, il quale a dir vero, si va ora facendo più numeroso. E la compagnia, benché alquanto mutata nel personale, continua a piacere. Oltre ai già lodati signori Dominici, Dondini e Roncoroni, quest'ultimo il brillante per eccellenza, riscuotono meritamente vivissimi battimani le signore Fabbri-Gallina e Benini, i signori Bennati, Benini, Sambo, e sopratutti la signora Zanon - Paladini, la quale nelle parti popolari del veneto dialetto è inarrivabile. Fra le migliori produzioni date in quest'ultima quindicina registriamo: I retini da festa del Selvatico, Una famegia in rovina del Gallina, Le baruffe chiozzotte del Goldoni, La statua di carne del Cicconi, Oro ed orpello di Gherardi del Testa, e quel capolavoro di Shakespeare che è l'Amleto, chiamato a ragione la tragedia del pensiero. In questa produzione il signor Dominici riscosse parecchi applausi, specialmente nella scena dello spettro, nel famoso monologo, nella scena con Ofelia ed in quella con la madre. La signora Benini, che sostenne abbastanza bene la poetica parte d'innamorata, s'ebbe pure dopo la scena della pazzia ripetuti battimani. Gli altri fecero del loro meglio. Ed ora diamo a titolo di curiosità l'elenco delle compagnie drammatiche che recitarono nel nostro teatrino dal 72 all'80: Calamai-Arnous-Tofani (1872); Calamai e soci (1873); Vernier (1874); Ajudi-Benelli (1875); Checchi e soci (1876); Gelich e Lancetti (1877); Galletti e soci (1878); Lazzeri (1879); Piazza (1880). Hanno pagato il prezzo d'associazione i signori: A saldo II. quadrimestre 1879. Giuseppe Pavanello — Pola. A saldo dell' anno 1879. Domenico Vatta. — Pirano. A tutto 1880. Nicolò Bartolomei. Giorgio Cav. nob. Baseggio. Luigia Ved. nob. Beili. Andrea Bratti. Giuseppe Barega. Nicolò Dr. Del Bello. Giorgio Cobol. Francesco De Bin. Antonio De-pangher. Pietro Franco. Don Giov. Can. nob. Favento - Appolonio. Giorgio nob. Favento. Avv. Dr. Augusto Gallo. Giovanni Genzo. Vincenzo nob. Gravisi. Antonia Ved. nob. Gravisi. Zaccaria Dr. Lion. Giovanni Dr. nob. Manzini. Domenico Marinaz. Società del Caffé della Loggia. Andrea Tommasich. Gregorio Conte Totto. Francesco Yicich. — Leonardo Venuti. — Luigi Utel— tutti di Capodistria. — Alberto Marchesi — Dignano. - ■ Nicolò Stifanich-Talich — Mompaderno. — Gabinetto di Lettura — Pola. — Mon. Antonio Predonzani — Pirano. — Donato Fonda — Pola. — Silvestro Dr. Venier — Buje. — Antonio Tujach — Montona. — Michele Toffetti — Dignano. — Francesco Dr. Venier — Pirano. — Pietro Nob. Filippini — Cittanuova. — Francesco Sbisà — Parenzo. — Francesco Bar. Rechbach — Gorizia. — Giuseppe Tonetti — Fianona. — Biblioteca Algarotti — Veglia. A saldo 13. quadrimestre 1880. Don Emanuele Pacovich Parroco — Caroiba. A saldo I. semestre 1881. Arturo Pasdera — Frosolone. — Dr. Pervanoglù — Trieste. A saldo I. quadrimestre 1881. I. R. Spedizione Gazzette — Trieste. — Ermano Dr. Nacinovich. — Fiume. — Luigi Aw. Dr. Pajer — Gorizia. — Don Osvaldo de Caneva — Fasana. A tutto 1881. Casino di Lettura — Volosca. — Società del Casino — Parenzo. — Egidio Dr. Mrach — Pisino. — V. Depangher-Manzini — Albona. — Cam. di Commercio — Rovigno. — Casino di Società -— Pisino. — Giunta Provinciale dell' Istria — Parenzo. — Giov. Batt. de Franceschi — Seghetto. — Casino di società privata — Montona. — Francesco Dr. Costantini — Pisino. — Museo Civico di Antichità — Trieste. — Luigi Dr. Barsan — Rovigno. — Giuseppe Dr. Corazza — Montona. — Municipio di Buje. — Doni. Dr. Vitezich — Zara. — Società Alpina — Pisino. — Felice Dr. Glezer — Pola. — Angelo Ravasini — Trieste. — Girolamo Dr. Vidacovich — Trieste. — Società la Citaoniéa — Capodistria. — Vittoria Ved. Paccanoni — Capodistria. — Andrea Dr. Petris. — Parenzo.