INNO V. Capodistria, 46 febbrajo 1871. N. 4. LÀ PROVINCIA MORSILE DEGLI INTERESSI CITILI, EC050IICI, 1MISISTE1TIVI DELL' ISTRIA, ED ORGANO UFFICIALE PER GLI ATTI DELLA SOC1ETÌ AGRARIA ISTRIANA. Esce it i ed il 16 d'ogni mese. ASSOCIAZIONE per un anno f.ni semestre e quadrimestre in proporzione. — Gli abbonamenti si ricevono prvsso k Redazione. ArtfeoM comunicati (Fintereste génerale si stampano gratuitamente; gli ali ri, e nell'ottava pagina soltanto, a soldi S per linea. — Lettere e denaro franco alla Redazione. — Un numero separalo soldi 19. — Pagamenti anticipati. ATM UFFICIALI DELLA SOCIETÀ AGRARIA. E* ARROTONDAMENTO CAMPESTRE E LA COSTRUZIONI! DI STRADE RUSTICHE CONSORTALI. Cenni critici intorno al progetto di legge del referente ministeriale Carlo Peyrer. * Ne si può mettere in dubbio la esistenza di questo diritto, per cui l'universale domina l'individuo,, perchè questo è condizionato in ratti i buoì rapporti da quello e gli deve la possibilità di esistenza. » Schupftr - Arch. giur. PARTE PRIMA» Progetto di legge. (Continuazione vedi n. 3.} § 81 Se singoli fondi fossero esposti a particolari danneggiamenti od aggravati da oneri speciali, quali difficoltino la pennuta, oppure se si trattasse di fondi, che pella composizione dello strato inferiore o pella loro giacitura avessero un valore speciale da non poter esser supplito da altri fondi, verrà, in diletto di ima convenzione, dopo sentili i periti, deciso se sie-no da escludersi. H 9. Chi partecipa alla permuta ha diritto ad un compenso in terreni possibilmente connessi, i quali quanto a valore ed a giacitura nei riguardi agricoli cor-rispondano ai fondi da lui finora posseduti e compresi nella permuta. Inevitabili differenze, dipendenti da riguardi di arrotondamento o di una conveniente economia agricola, potranno essere aggiustate in denaro. Giusta il disposto ai §§> 75 e 112 della presente legge può eziandio subentrare una diminuzione della superficie di terreno da assegnarsi. Se momentanee eccedenze di valore non possono aggiustarsi in altra guisa (§ 74), il compenso verrà d'wtrò richiesta prestato in denaro. S 10. Se ad un possidente viene assegnato un indero-nizzo in denaro, questo costituisce un accessorio del suo podere. Nell'estradaaione di sitati capitali d'indennizzo i diritti dei terzi sono da tutelarsi giusta le vigenti leggi b) Riguardo alle opere stradali. Ml- Se allo scopa di una miglior economia agricola di fondi non forniti di stabile via carreggiabile, viene dalla maggioranza dei possidenti progettata la costruzione di nuove od un diverso tracciamento di esistenti strade campestri, la cui costruzione non incomba al Comune, gli altri sono tenuti di assoggettarsi a (ale conchiuso, qualora l'impresa sia riconosciuta opportuna ed utile. S W- Nessun possidente, il cui fondo è attiguo ali ar-rea da forbirsi di vie, può essere escluso dal compartecipare alla via consorziale, semprecchè alla sua compartecipazione non s'oppongano motivi d'innop-portumfà o di un anniento di spese non proporzionato. Se la costruzione od il mantenimento di vie viene assunto dal Comune, saranno da osservarsi le norme di legge in proposito vigenti. Dei fondi di proprietà comune. % 13. Se nella divisione tanno compresi fendi facienti parte del patrimonio dei Comuni o dei loro stabilimenti, e non viene pei medesimi assegnato integrale compenso in fondi di eguale qualità, deve a senso del regolamento comunale venir conseguita l'approvazione di ogni tale divisione mediante legge provinciale. Questa disposizione non è però applicabile a vie comunali ed a terreni incolti, da comprendersi nell'arrotondamento. Se a\rà luogo in avvenire una divisione di fondi di comune proprietà (sostanza comunale, beni comunali, sostanza di comunità) sarà, per quanto è fattibile. congiunto opportunemente Illa divisione di tali fondi l'arrotondamento del possesso fondiario. Delle Autorità di pubblica vigilanza (cura). ! *.., .... , :% l'i.. Se i fondi da permutarsi sottostanno; alla cura di una pubblica Autorità ( preposta a feudi, tedecom-messi, sostituzioni, fóndi, foridiwiioivi, tutek, ctircji- Od altra situile) questa non può ricusare ]' assenso alla permuta, qualojj'f' il- migliqr arratQndamcnttj» derivante dalla permuta sia "comprovato mediante' mappa :caV; tastale e mediante un certificato d' ufficio delia pre-positura del Comune, entro il cui territorio giacionor.; i fondi, od in altra maniera attendibile, opputie'qisin. lara mediante un documento rilasciato dall'Autorità politica distrettuale venga forbita la prova, ( he la per- j muta è atta a- miglwrfliee l'.eeonomia agr icola, e nell' u-no e nell'altro caStJ sia feontemporaneameate dimostrato, chejf fond.o d'àcquistàrsi ha un valore almeno e-guale « quello dpi fondo da trasferirsi. «'»-. 1 ; li-valore deilóndiè rilevato mediante confronto della rendita netta catastale o, se sorgessero dubbi fondati contro un tale rilievo, mediante slima dei due ♦ondi sia giudi2ialéy Sia fatta nei sensi idei,,-§ 75 della, presente legge-, oppure in aUra-maniera attendibile,. Non occorre-chè tìi'rea a tale assenso siano, seri-titi i chiamati od ì-curatóri,di un fondo.soggetto'>1 «incoio fidecommissario, feudale, o di sostituzione , L'Autorità dovrà tosto cerziorare clic.fu presentate la notifica della permuta e prodotti i documenti di prova. Se entro v>0 giorni, dalla produzione dei documenti, non. è fatta-eccezione contro la permuta,,,la stessa' è da ritenersi approvata. 11 fondo acquistato «ubenlrà ud viricolo-di quello trasferito, riguardo a cui cwrsa tale vincolò. ' " Vj- Dei diritti di hrzi. aj Dei creditóri 'tavolari. - i L | > > J^J ' 1 rapporti di diritto-di quelle persóne, in cui fasore trovansi inscrìtti diritti reali sui fondi da permutarsi, sono .rè;golaté -dalla legge 6 febbrajo 1869. 15. L. .1. N. 18, concernente ìii diritti .e la procedura nell'appezzamento di uno stabile' nei dibi'i. iondiarii. Oltre alle disposizioni ivi enunciate .valgono però «elle' perniate! di fondi fette-giustalavpresente legge provinciale, eziandio Je-seguenti, norme; , L'eccezione di un creditore contro la pèrmuta'può per decisione dell'Autorità,.tavolare venir dichiarata nulla, oltre che nei casi prèvist'i af'f. 9 delia-legge-dell'Impero, anche quando gli%'erLdèl'fondo tràsferitb ven- . gono assunti sul fondo, ricevuio','ed il valore di quest'ultimo è eguale al'quello -dèi ìondoHriteferito. Riguar- . do al, mòdo di rilevare il' valore tale il disposto al <$. \k. della presente lègge. - "-'" ' .La- prova accennata nel seèondó capoverso del IO. della legge dell'Impero, The una permuta di terreni sia atta a migliorare l'economia agricola, viene, nella permuta di foncli eseguita in base alla presente legge provìnètalé, fornita mediante produzione di una decisione deli"'Autorità politica distrettuale competente alla relativa procedura, là quale Occorrendo «rdinerà l'assunziotie di una perizia a mezzo di economi, b) del conduttore e do IP usufruttuario'/" u? ^ & ms AI conduttore ed all'-usufruttuario dei fondi compresi nella permuta, non-spetta il diritto di ojpporvisi, qualora i} fondo acquistato abbia pgr lo mena il valore di quello trasferito. 1 loro-diritti passone (Uri fòtodì trasferiti su quelli acquistati. È però loro riservato il diritto d'indennizzo pel danno eventualmente sofferto. .........7;f § 19.' ' ■ Hf $ v-.: or ... Il conduttorp che non volesse assumere i fondi Rassegnatigli jpotià ih mancanza di relative disposioni del contratto (IT fitto in prima linea decisive o di j al-tra amichevole convenzione .disdire il contratto, in |gui-sa che vada sciolto Colla'fine del corrènte anno d', affittanza. Non lui luogo preteso d'indennizzo pel fatto, che il contratto di fitto in seguito alla presente disposizio-.ne resti sciòlto prima dell'epoca convenuta. . c) Degli aventi diritti di servitù. 1 -—f" —rf^f^ Agli-aventi diritti-di. servitù non spetta di opporsi atta perniata. 1 loro diritti restano fermi a secónda delle disposizioni del Codice civile generale. Servitù, che per effetto della permuto divengono Superflue, si estinguono senza indennizzo. Si può eziandio a seconda delle disposizioni di legge modificare le ^servitù od accordarne di &mne § § 484, 842 C. c. g. } qualora i riguardi dell' economia agricola, cangiati in seguito alla permuta, lo richiedessero. J j CAPITOLO SECONDO. ■>(ì | : (jàil,■ Jt&iunxti rappresentativi, ) rì ' u y^ s: iirs i ss La Società àgraria, ed i Comizii agrari, distrettuali, le rappresentanze distrettuali, e le prepositure comunali agevoleranno efficacemente gli arrotondamenti e la costruzione di strade campèstri consorziali nel rircujto del loro distretto. Saranno intenti a diffondere eogufzioni sull'utilità di tali imprèse e siti modo de^lì opportuna effettuazióne dèlie stesse, e ciò a olezzo dei maestri delle scuole agrarie, di apposite lezio-,ni, colla distribuzione di buoni opuscoli, comunicazione di relazioni.sopra arrotondamenti già fatti insieme ai piani relativi di miglioramento, a mezzo di maestri che girino di luògo in luogo, coìl'inviape agricoltori contadini in Comuni dove fu già impreso P arrotóndamentt), comunicando statuti-modello di con-sorzii ecc. in quanto, da tutto ciò possa ripromettersi un risultato; dovranno iniziare provvedimenti atti ad agevolare l'impresa, e, per quanto questi appartenga-150 alla loro sfera di, efllcenza, stanziarli ed effettuarli. In (specialità coopereranno, affinchè vengano impiegati noli' impresa abili funzionarli, tecnici, (agènti legali, periti economici. , La Società.di agricoltura provvederà possibilmente,che questi funzionarli di quando in quando [si radunino, onde-in seguilo allo scambio diretto delle loro vedute e delle fatte esperienze, venga ovunque adottato quel modo di condurre l'impresa, il quale maggiormente corrisponda alle condizioni delle singole regioni. Essa pubblicherà' eziandio di quando in quando relazioni sopra più estesi arrotondamenti già effettuati insieme ai relativi piani ed estratti dei documenti. • • fi 27, ; i ' ,7/ È riservato a speciali disposizioni e deliberazioni del Governo, dei Corpi rappresentativi, Comuni e Società onde sorreggere, arrotondamenti più estesi, di accordare appesito sussidii,-premii ecc. a Coniuni »d altri che agevolano l'impresa. Corre obbligo "alle Autorità amministrative di avanzare mozioni opportune a favorire gli arrotondamenti. ' 7,; ■ . . -Del proredimenio-in genere. ' ' « 28. ; i in ■ Tulle le perlrallazioni colle parti nelle materie, di qui la presente legge, hanno luogo di regola verbalmente ,e Vi sono a ni messi patrocinatori legali « periti.occorrendo, i periti vi saranno chiamati d'Ul-licio. ... ' „k-t • § 29. ■■ In tutte le pertrattazioni e rilievi praticati davanti fe Autorità, sono assunti protocolli da firmarsi d,a chi dirige tali pertrattazioni o rilievi e dalle parti che vennero sentite. ì protocolli saranno estesi con chiarezza e precisione, e lasciando a parte tutto quanto non riflette l'argomento, offriranno un quadrò esatto dell'andamenr to e dei risultati della pertraltazione o riliwo. ,-»'*■ In via di eccezione sono accettate dalle parti eziandio Iniezioni, pareri o dichiarazioni scritte. "Delie parti?-foro procterulorì. ,s .. _ ..... $ 50. lina dichiarazione, in oggetti di cui la presente legge, validamente fatta davanti un'Autorità, è obbligatoria'per ogni luturb possesso del fondo relativo. § 31. . , Alle .pertrattazioni, che negli oggetti di cui la presente legge vengono:indette davanti le Autorità, gli interessati; compariranno personalmente oppure a mezzo di; procuratóri. • , . I . § 32. . . , ; , Le procure occorrenti negli oggetti, di cui la presente legge, possono anche vènir deposte a protocollo davanti il Capo comune. Le procure od i protocolli sulle stesse assunti sonò allegati àgli atti. Trattandosi della permuta di fondi nell'estensione mentovata ai §§"2 e G, -il'maritò -è:-ritenuto procuratore della propria moglie riguardo a,, tutti.i documenti, tutte le istanze e tutte le' pertrattazioni previsto dalla presènte legge, eccettuato il .caso che egli fosse separato dalla moglie o non potesse disporre di sè o che talè tacita procura venisseyespressamente revocata dalla moglie davanti l'Autorità politica. ;< u , -, , ■ | 33. ; ,' •• • ' ' . • •• ' ■ i. Gli; interessati che abitano fuori del distretto giudiziario in cui .trovarsi i fondi, se non venisse ammessa, un'eccezione,, nomineranno un procuratore entro il distretto, il quale riceva gli'ordini cmossi. «iJS Se il numero delle persone in egual modo interessate in una pertraltazione, fosse tale : che non si potesse oppo.rtuncinente petrattare la cosa con ogni singolo,,j'Autorità politica'promuòverà, efee tutti quelli che hanno un com'une interesse, incarichino uno o più procuratori comuni. Questi soiitrfletti a maggioranza di voti. Dovè polla Vastità o ppflfa. natura delia matèria da petrattarsi è prevedibile? un'essenziale discrepanza negli interessi elei compartecipanti. sarà disposto diètro una relativa mozione, che da ognuna delté'divèrse classi di possidenti.. che in tal guisa risultanr»,"vengano nominati appositi procuratori. 5 • ' :' § 35. . - Se nw venisse corrisposto all'ordine di nomina- f#8 re procuratori, l'Autorità politica può destinarne d'ufficio agli interessati, e questi procuratori si ritengono legittimati fino a diverso provvedimento circa alla jtrocura. ]] numero dei procuratori destinati d'ufficio non sprà fissilo in meno di tre, nè in più di cinque. Essi devono pronunziarsi ad unanimità di voti, vltrimcnti saranno interpellati gli interessati slessi siti punti, circa ai quali i proturatori non vanno d'accordo. Non comparendo tutti i procuratori sarà per-tratlato validamente coi comparsi. Le parti devono però in tali casi designare o-g»ora un comune procaratore, che riceva le intimazioni. Se non convenissero in proposito e tralasciassero di designare un procuratore, questi sarà nominato d'affido. (Continua) suix' fKIOVE DI TRIESTE, GORIZIA ED ISTRIA. In cambio degli articoli che speravamo riceve su questo soggetto, e che invece non ci pervennero da alcuna parte, daremo, questa volta, le relative notìzie più recenti. Confidiamo che anche ciò sia opportuno a impedire che. vi si dorma su. Le notizie sono confortevoli. Diamo il primo posto a quelle che ci arrivarono da Parenzo, dove si diceva a torto che fosse raccolto un nerbo di oppositori quand mème. Gli oppositori di quella colta e patriottica città, che sono uomini intelligenti ed onesti, respingono sdegnosamente l'indegna accusa, che veniva Toro mossa, di voler presciegliere, quale modo di combattere il progetto, il sistema del mutismo, come il più comodo e promettente in un paese, dove la discussione pubblica è quasi nulla, e dove, per conseguenza, si può dare a credere di avere dalla propria anche gli avversarli, che non sogliono parlare su pei giornali-. Anzi, essi si accingerebbero a promuovere un'adunanza privata, in Trieste, dei più distinti deputati delle tre Diete, nella quale discutere maturamente e risolvere la importante questione. Questa maniera di passare dalle parole ai fatti ci sembra la più acconcia, e vi prestiamo, quindi, tutto il nostro appoggio. Altre buone novelle riguardano quelli, che sbadatamente s'erano messi a propugnare addirittura la fusione delle tre provincie in una sola. Rifuggendo dal posporre l'interesse patrio alla vo-di garrire su di ciò, essi si sono lasciati pdftuadere assai facilmente, che conviene tenere in vita le tre provincie, e che basta unirne le rappresentanze, perchè s'abbiano tutti i vantaggi dell'unione nel campo amministrativo, quando già, fuori di esso, non occorrerebbe altro, nelle stesse condizioni presenti, che un po' di buona volontà, per fare insieme, secondo i nostri mezzi, ogni altra opera buona. Come il governo del Litorale abbraccia e non fonde le tre provincie, cosi dee •fare, con altro amplesso, la Dieta associata. Vi sono bensì ancora certuni, fra gli ex - partigiani della fusione completa, che sprezzano il motivo della restrizione, di cui si parla; ma poiché cedono già sulla sostanza della cosa, e non lanciano, ritirandosi, che qualche sorriso innocente, sarebbe ozioso riparlarne più oltre ad essi. Per lo contrario, importa dirne tuttavia a coloro, che si preoccuparono sempre, e continuano a preoccuparsi del diritto storieo, e che perciò avversano la progettata unione. Il peggior modo, invero, di levar loro dall' animo le notorie esitanze sarebbe quello di tacerne, o di farsi a sosteifere, che il diritto storico conta proprio un bel nulla J?on ehi parla, per eessaì-e ragionevoli e patriottiche apprensioni, ma chi crede di toglierle di mezao col silenzio, — non chi fa la giusta stima dell' obbietta che vuol rimuovere, ma chi lo tratta con leggerezza, lascia difese in mano agli avVersarB. Se, per esempio, il diritto storico dell'Istria le giovò, poco più di vent' anni addietro, a salvarsi dal mandare deputati a un parlamento d'altra nazione; se non è impossibile, che consimili situazioni politiche, abbreviate o allargate, con questo o quel centro, dentro o fuori dello Stato, si riproducano ; se, ciò avvenendo, sarebbe necessaria conseguenza della perfetta unità delle fuse provincie la piena comunione della relativa opera elettorale: se, d'altra parte, il diritto storico potè pure, sebbene così pigmeo, darci qualche terreno legale, su cui impedire l'attuazione di parecchi ordinamenti esotici, mentre al tanto più sacro diritto di nazionalità si prodigavano le liete accoglienze e gli a-morosi sensi, che tutti sanno; se nulla è prudente sprecare, quando di nulla si ha ricchezza, e quando, per giunta, ci si fanno i controaltari, siano pure goffissimi, con materiali nostri di casa; se la stessa Trioste tien fermo al suo diritto storico, per difendere la sua nazionalità anche sotto la bandiera delle suo franchigie, come intendiamo fare noi col nostro, — non è lecito dire agli avversarli, ch'essi armeggiano per un vocabolo, ma bisogna assicurarli, che il partito da noi' propugnato non ha rovescio, che nel porgere larghissimi vantaggi, nulla ruba, e che perciò non si potrebbe contrastarlo, corretto così, senza cadere in grave colpa verso la patria. Per quello, infine, che concerne coloro, i quali non accettano ancora l'unione solo perchè non confidano, come confidiamo noi, che ormai Trieste sia tanto sicura delle sue elezioni, da non temere le incertezze elettorali delle altre due provincie (nel che sta il nodo principale della questione), essi ci fanno sapere, che smetteranno, con molta loro soddisfazione, ogni trepidanza allora che u-dranno espressa cotesta nostra fiducia dagli stessi patriotti triestini, avendo essi soltanto il potere di tradurla dall'animo proprio in queHo degli altri. Riassumendo, pertanto, le notizie circa l'opinione pubblica, che si è manifestata ora nella nv- stra provincia sul progetto di cui si tratta, stimiamo di poter affermare, che quasi generale è il desiderio di attuarlo, quando questo possa farsi senza danno di Trieste, e lo si faccia colla discorsa riserva per lei e per noi. La questione, adunque, è ormai tutta nelle mani di quella sagace e animosa città. Ci fu gentilmente favorita in traduzione italiana là speciale proposta presentata dall' attuale 1. r. ispettore scolastico provinciale dell'Istria sig. Antomo Klodic alla Commissione d' inchiesta ginnasiale radunatasi a Vienna nell' autunno decor-so, e di cui egli faceva parte. La -proposta offre uno speciale interesse anche per la nostra Provincia, ora che sta in prossima prospettiva la riorganizzazione dei ginnasi ; per cui volentieri V accogliamo nel nostro giornate, persuasi che i nostri intelligenti lettori ne faranno argomento di meditazione. proposta • r relativamente alla fissazione d'ima base comune pel Ginnasio superiore, la Scuola reale superiore, e la Scuola di magistero. L'opinione manifestata nelle pertrattazioni delle singole Sezioni da parte di alcuni membri delle medesime r> che la discussione sui quesiti proposti dall'eccelso Ministero non debba andare oltre ai confini da esso stabiliti, e trasportarsi su altro campo » — e la circostanza che difatti la si mantenne strettamente entro que' limiti, determinano il sottofirmato a motivare in iscritto, e portare a cognizione della onorevolissima Radunanza la propria proposta, la quale tende bensì ad alterare nella sua forma esteriore l'attuale organizzazione de' Ginnasi, ma ciò non pertanto non attacca la loro intima essenza. La circostanza, che l'eccelso Ministero ha presentato ai riflessi dell'onorevolissima Kadunanza i quesiti 2, 3, 4 e 5 (*) viene salutata dal sottoscritto quale rallegrante indizio, che l'idea della necessità d'una riforma nel ramo di studi neEe scuole medie vada sempre più aprendosi strada, e che un accordo delle esigenze dei cosidetti umanisti e realisti tanto in riguardo all' ordinamento dei Ginnasi, che a quello delle scuole reali, si presenti non solo necessario, ma ben anche possibile. (*) 2. Sotto quali condizioni sia desiderabile di accogliere il disegno a mano libera nel corso obbligato d'insegnamento presso il Ginnasio inferiore; 3. quale disposizione sia da darsi nelle classi inferiori all' insegnamento delle scienze naturali; 4. in qual modo si lasci introdurre nelle classi superiori l'insegnamento delie scienze naturali, e combinarlo coli'esame di maturità; ■5. in qual guisa possa aver luogo entro il corso obbligato d'istruzione de' nostri ginnasi l'insegnamento delle lingue colte moderne, senza sopracaricarne gli scalari. Questa possibilità d'un accordo delle relative opposte vedute, sembra emergere al sottoscritto dal fatto stesso, che la questione in generale venne proposta a disamina; gli è quindi che, a suo parere, non vi possa essere una divergenza di opinioni sulla possibilità, ma u-nicamente intorno al modo di sciogliere quest'importantissima questione. I cosidetti umanisti non vogliono rinunciare al loro punto di veduta, giusta il quale lo studio del latino e del greco, siccome perno della coltura umanistica, non deve soffrire restrizione; non possono però e non vogliono chiudere gli occhi rimpetto alle esigenze del realistico spirito del secolo; chè anzi riconoscono sino ad un certo grado la loro aggiustatezza. I realisti al contrario tengono bensì fermo al loro punto di vista utilitario ; ma pure non ponno e non vogliono disconoscere che pei cotanto avvicendati rapporti della vita e per tutta l'essenza dell' uomo, che lo spinge all' ideale anche l'opposta esigenza trovi la sua giustificazione. Dall'esposto risulta chiaramente che il giovanetto, ove voglia corrispondere alle esigenze del pratico nostro ' tempo; ove ami dall'altro canto obbedire liberamente all'interno impulso verso l'ideale; ove intenda, in una parola, sentirsi un dì un uomo sott' ogni aspetto compiuto, debba egli ricevere — entro i limiti del possibile — una coltura in entrambe le suddette direzioni. Soltanto l'uomo istruito nell'anzidetta guisa sosterrà con successo «la lotta per l'esistenzan volgendo in pari tempo lo sguardo sul vortice della vita con quella tranquillità e se può dirsi contentezza, che deriva soltanto dalla conoscenza di tutti i di lei rapporti, e dalla retta intuizione nella cotanto artificiosa e pur armonicamente combinata macchina dell'universo; soltanto un uomo siffatto informerà le sue azioni in modo, che in lui risalti l'impronta d'un carattere indipendente e perfetto. Ora ove si trovasse un modo che permetta se anche non di raggiungere, almeno di avvicinarsi al testò tracciato risultato ideale della coltura, sarà da attendersi che nò i rappresentanti dell' uno nè quelli dell' altro sistema esiterebbero di accettarlo. L'istituzione di ginnasi reali ha additato la via da tenersi por toccare l'indicata meta, ed è prezzo dell' o-pera, dacché già vi s'entrò, di appianarla, levigarla e proseguirla. II confronto tra l'organismo dell'attuale Ginnasio inferiore e quello del Ginnasio reale mostra, che l'andamento dell' istruzione nella storia naturale o nella fisica sia pressoché identico e che, in quanto sono note al sottoscritto le pertrattazioni della terza Sezione, verrebbe data ad esso anche in avvenire una forma pres-s'a poco eguale. — Per ciò che concerne l'istruzione, del latino, non dovrebbe essere ignoto all' onorevole Radunanza, che 1'Unione)) Mittelschule»—: scuola media : — nelle sue molto bene motivate proposte per e-manazione d'una legge sulle scuole reali, si è decisamente pronunciata per l'introduzione del latino fra le materie da insegnarsi nelle scuole reali inferiori. Questo passo d'avvicinamento da parte dei realisti va ri- guardato come una molto significativa concessione la quale facilita di molto l'accordo nei punti di veduta. L'attuale Ginnasio reale prende la III classe qual punto di partenza per la scuola reale superiore lasciando al fanciullo la scelta tra lo studio della lingua greca e la francese. Per avviso del sottoscritto questo studio facoltativo riesce dannoso, imperocché favorisce u»a ceijjta lassezza, che potrebbe esercitare un' influenza demoralizzatrice. Oltracciò il giovanetto che si decide per la scuola reale, impara una cosa che in nessun caso porterà a compimento, cioè il latino ; e dall' opposto il futuro studente del ginnasio superiore, non ricava alcun vantaggio dalla datagli occasione di apprendere il francese. Il ginnasio reale, come trovasi sinora costitaito, accoglie fra le materie d'insegnamento anche il disegno; il quale quindi non fu sinora riguardato come un impedimento per istabilire una base comune pel Ginnasio superiore, e per la scuola reale superiore. La lingua francese, potrebbe in ogni caso essere mantenuta, come lo è attualmente nel Ginnasio reale, quale materia obbligatoria, nella III classe, e compirsi con un adequatamele esteso numero d'ore d'insegnamento, lo studio delia grammatica in questa e nella IV classe, e l'appreso potrebbe servire allo studente del Ginnasio superiore di prezioso sustrato per l'ulteriore suo perfezionamento in questa materia, per lui libera, nella V classe. La storia naturale e la fisica potrebbero venire insegnate giusta l'ordinamento deliberato dalla III Sezione (**) e nella misura proposta dalla medesima, siilo alla V classe; la matematica, la geografia e storia poi nel numero d'ore sinora riconosciuto necessario nei ginnasi reali. L'ostacolo adunque che, come attualmente stanno ■le cose, si oppone alla fissazione di una base comune per la scuola reale superiore ed il Ginnasio reale lo si trova nello studio della lingua greca. E'opinione pertanto del sottoscritto, che, se vogliasi conseguire lo scopo cui tende il progetto di organizzazione, non si possa riguardo a tale studio decampare dalla stabilita sua estensione, specialmente in ciò che concerne la lettura; ma ciò non ostante nutre §gli la convinzione che lo sminuzzamento, vorrebbe dir anzi la dispersione, di questo ramo d'istruzione in sei corsi annuali con poche ore e la circostanza che l'insegnamento delle relative forme ha principio nella III classe, quando ancora non è compiuto pienamente lo studio della grammatica latina, formino l'ostacolo principale al conseguimento delio scopo propostosi nel nuovo progetto di organizzazione. Se invece si volesse limitare a soli quattro anni nel Ginnasio superiore lo studio della lingua greca, e renderlo più intensivo col portare a sei o sette ore per classe la relativa istruzione, si potrebbe certamente giungere di tal guisa a risultati migliori. Imperocché il professore in primo luogo principie-rebbe l'istruzione con allievi più maturi di intelligenza che oggidì noi sieno; e in secondo luogo le forze di questi non andrebbero come oggi spezzate per la quasi contemporanea occupazione con studi grammaticali di due lingue difficili ad apprendersi : la latina e la greca. Se il sottoscritto tende ad una base comune anche per la scuola di magistero, ne trova la ragione nel fatto, che per l'odierna legislazione non possono in quella accettarsi che allievi i quali abbiano assolto o il corso del ginnasio inferiore, o quello della scuola rìsale inferiore. Ne si può di conseguenza sconoscere che colle vigenti norme si riesca ad una deplorabile e trop-■ po grave differenza di coltura di giovani, tendenti allo stesso scopo dell' abilitazione a maestri di scuole popolari. — Un altro motivo gli era porto dal fatto, chè, i» base alle vigenti leggi la condizione materiale dei maestri addetti alla scuola di magistero è inferiore a quella dei mae tri e professori delle scuole secondarie, mentre dovrebbero avere, od almeno dimostrare e quelli e questi una uguale abilitazione. Col piano ohe il eotto-scritto propone, la disuguaglianza di tale posizione va ad essere tolta. Ed anche un riflesso economico, che per lo stato è di qualche importanza, offrì motivo al sottoscritto per avanzare le fatte proposte. Secondo il suo piano di organizzazione tutti i quattro istituti cioè: I. il Ginnasio reale, o comunque altrimenti si voglia nomare questa base comune; II. il Ginnasio superiore; III. la scuola reale superiore; IY. la scuola di Magistero, potrebbero forse essere affidate ad un solo valente Direttore, il quale però non avrebbe da tenere ore di lezione, ma vegliare unicamente per regolare l'andamento dell'intero organismo scolastico in discorso. Di più, per quanto lo consentissero i locali, l'istruzione religiosa potrebbe impartirsi in comune a tutti gli allievi, o per lo meno a quelli del Ginnasio superiore assieme con quelli della scuola reale superiore ed i diversi gabinetti e mezzi di istruzione potrebbero essere utilizzati in comune. Un ulteriore circostanza è da porsi in bilancia nella disamina della questione. A parere del sottoscritto nella sua proposta si troverebbe l'unica via, che renda possibile di aver riguardo al sentimento nazionale ed a' suoi desideri, senza portar danni al pubblico erario. Siccome egli però fon sa se il Governo abbia e l'intenzione e la possibilità di soddisfarvi, si limita soltanto ad accennare questo suo pensamento. Il piano d'insegnamento di un tale Istituto sarebbe il seguente: (**) I classe: 3 ore zoologia; II classe: 1. ssme» aire compimento della zoologia, 2. semestre botanica; HI classe: 1. semestre 3 ore chimica ; 2. semestre mineralogia; IV classe: 3 ore fisica. ì. DIVISIONE INFERIORE Classe Religione Latino Lingua d'insegnamento Geografia e Storia Matematica Storia naturale e Fisica Disegno a mano Francese Somma dello oro Annotazioni I II III IV 2 2 2 2 10 10 6 6 3 3 3 3 3 3 8 3 3 3 3 3 3 3 3 8 2 2 4 3 26 26 26 25 La ripetizione della istruzione nelle scienze naturali dovrebbe farsi a sensi dei concbiusi della III. Sezione. Somma " 8 32 12 12 12 12 .8 7 103 II. D I VISIO NE SUPERIORE Istruzione separata nella divisione superiore dell'Istituto, e cioè: A. Nel Ginnasio superiore B. Nella scuola reale superiore Oggetto C. Nella Scuola di Magistero OQ o JZ2 i: te CS 1 o o lO ® ps .2 '-3 N 3 co O ot» o © "5 £ Somma delle ore 5 _ 4 3 — 3 — 3 2 ; 3 .—. 3 4 3 3 3 — 3 .— 3 1 3 — 3 4 5 3 — 4 ! 3 3 3 —1 3 — 3 4 8 2 — 5 1 4 2 3 — 3 2 3 17 16 6 9 12! 15 113 5 12 3 12 2 '12 26+1 -, « 26+1 U 31+1 (f 36+l_)£ 119+4 12? 12 12 12 12' — 29] 16[24| 27^5j5]201 3 |12| 2|12, — — 226 n ® o a £ « Q -s 2 © a o Te "oS « Annotazione. La ginnastica dovrebbe essere Commissione; si potrebbe però studio obbligato per tutti. — Per la religione è stabilita un' ora soltanto a sensi del deliberato della aggiungerne un' altra per tale studio nelle classi V. e VI. E non solo l'istruzione religiosa, ma potrebbe anche eventualmente impartirsi in comune a tutti gli studiosi della divisione superiore la storia; ai ginnasisti ed agli allievi della scuola magistrale le scienze naturali; a questi ultimi ed ai realisti il disegno; ai realisti ed ai ginnasisti la matematica. L' effettuabilità di questo concetto potrebbe riconoscersi soltanto da dettagliato sviluppo e discussioni. Il professore di religione potrebbe, come si disse, impartire l'istruzione a tutti gli allievi tanto della divisione inferiore, quanto di tutte e tre le sezioni della divisione superiore, e dovrebbe essere riguardo agli e-molumenti parificato agli altri professori. La brevità del tempo non consente al sottoscritto una più diffusa motivazione delle sue proposte, ed egli si permette ancora l'osservazione^ che l'esatta ripartizione delle materie d'insegnamento nella divisione superiore dell' Istituto sarebbe da eseguirsi, in parte a seconda delle proposizioni elaborate dalla Società « Die Mietel-schule«^—: la scuola media: — ed in parte sulla base del piano d'insegnamento relativo alle scuole magistrali, rimesso per parere dell' Eccelso Ministero alle Autorità, scolastiche provinciali. Il sottoscritto intende con ciò di iniziare soltanto-la questione, e si riserva in avvenire di sviluppare più diffusamente, ed illustrare questo suo "progetto. — Vienna, 20 settembre 1870. Antonio Klodic. Risposta alle osservazioni fatte sulla nuova edizione dell' Istria di Monsignor Rapiccio, pubblicata negli Atti dell' i, r. Ginnasio di Capodi-stria: 1870.. (Continuazione, vedi n. 3.) Di che colore fosse il Fucinimi non lo si sa. 11 Sig. Arlicoiista dice ch'era un Refosco e cita Plinio pucina vit's omnium nigerrima, ma la edizione del •Fanus da me citata ha non pucina, ma picinu (color della pece) e questa lezione è pure richiesta dal contesto, imperciocché Plinio parla nel lib. XIV. n. 42, non dei vini, ma delle viti e delle loro diverse quali-1à. JNè anche posso persuadermi che il plurale pucina Dina in saxo cocuunlur, giustifichi la supposizione, che il colle da cui se ne ricavavano poche anfore fosse un predio di Livia, ma che in buona copia crescesse il Pucinum benché d'una qualità inferiore, anche in altre parti di quelle coste; imperciocché i predii imperiali non erano mica di poche pertiche, e se Livia ne possedeva uno presso il Tiina\o, questo doveva abbracciare per lo meno tutto il territorio di Fucino. 1 latini, né solamente i poeti, ma si anche i prosatori, sostituiscono spesso, così per vezzo, il plurale al singolare e questo a quello; e quando pur si volesse trovare una differenza fra i due modi usati da Plinio, inclinerei piuttosto a credere, ch'egli per pucinum intendesse le poche anfore prodotte dalla sassosa collina, e per pucina tutte le qualità di vini che produceva il territorio del castellimi pucinum} come noi diciamo vino di Sciampagna iT notissimo vino spumeggiante (se anche fabbricato a Vienna con uva dell'Ungheria), e vini della Sciampagna, le diverse qualità di vini che produce quella provincia. Al v. 40-45. Il Sigi Articolista tenta di giustificare il Rapiccio pel cambiamento del fructus in fructu; devo confessare però che il Rapiccio non ne ha colpa, e che va proprio fructus viriate et laudi-bus, p"r la bontà e celebrità del prudono. Alla Nola 6. Che Virgilio chiamasse Japidico il Timavo per aver sapulo che le sue acque sorgevano in terre .Lipidiche, è facile il dirlo, non così facile il crederlo vero; che troppe cose bisogna supporre per considerarlo cune anche solamente probabile. Bisogna supporre che Virgilio ritenesse il territorio di pucini-co come istriani od almeno come non iapidico, che sapesse derivare le acque del Timavo da un fiume che scorre e si sprofonda nella japitlia, che trovasse poetico di cambiare la nazionalità d'un fiume, perché lia le sorge: ti in altro paese, come se noi chiamassimo tirolese il Mincio perchè sotto il nome di Sarca scorre giù dalle Alpi, benché non riceve il nome di Mincio che all'uscire del lago di Garda Queste e tant' altre sono tutte cose possibili, ma non punto verosimili; ma di tutte la meno verosimile si è ia prima, imperciocché se Plinio che scrisse un 70 anni dopo l'era volgare chiama il paese del Timavo terra dei Carni ed assieme dei lapidi, il poeta mantovano che morì novantanni prima n in avrà avuto certamente più precise nozioni geografiche. Convengo pienamente colla opinione del Sig. Articolista, che il Tinnivo fosse ai tempi romani tutt'altra cosa che adesso. Virgilio, parlando del Timavo,. ne fa una imponente pittura: Aen. 1. 246, 4 Antenor potuti fonlem superare T ima vi, linde per ora nove in vasto citta mttrmu re mnnlxs It mare proruptum, et pelago premit aruu sonanti. Stando al nostro Timavo, di tutto ciò non vi sarebbe sillaba di vero, e per quanto vogliasi supporre esagerala la descrizione del poeta, non è possibile, che lo fosse tanto. da rion corrispondere nè punto, nè poco alla realtà. Anche Plinio che mette il Timavo tra i Fiumi, che subeunt terras rursusque redduntur (lib. II. 225), ci descrive quel sito sotto un aspetto affatto diverso dal presente. Egli parla d'un'isoletta di fronte al limavo la quale ha acque termali crescenti e decrescenti col flusso e riflusso del mare (ib. n. 229),. anzi al lib. III. n. 151 chiama celebri le isole dirimpetto alle foci del Timavo provvedute di terme che s'alzano col crescere del mare. Giacomo Filiasi nelle sue Memorie Storiche de' Veneti primi e secondi (Toni.. VI. A. pag. 51. e seg.) scrive, esservi alle foci del Timavo una piccola isoletta che Belforte si chiama; la quale nel 1234 era un piccolo scoglio appena fuori del mare, ma venne dai Veneziani convertita in un forte congiunto con un ponte fortificato alla terra ferma, il qual forte venne da essi medesimi distrutto dopoché divennero padroni del Friuli e dell'Istria. Di questo forte, dice il Mainali (Cronaca di Trieste Tom. 1. P. 11. pag. 221), non appariscono ora che poche muraglie diroccate. Io non conosco tanto la topografia di que' luoghi, da poter azzardare una ipolesi, ma quella dell' Isonzo non la trovo probabile. Nota 29. Il Sig. Articolista non crede che Pira-nò sia sorta appena coli'invasione dei popoli barbari, e ne adduce io prova, che il silo era troppo propizio ai commerci marittimi perchè, oltre gì' Istriani, anche i Romani non ne approntassero. L'argomento non mi persuade niente allatto ; imperciocché le condizioni del commercio ai tempi di Kpulo ed anche dop.) per molti secoli erano assai diverse da quelle di «desso, ed anche a' dì nostri per quanto prospero il commercio si fosse, a nessuno verrebbe in mente di fondare una città nel sito dove è Pirano, se Pirano non esistesse. Benché Pomponio Mela parli d'un pop do illirico dimorante fra Durazzo e Narcnta che si appellava Py-raei, c nelle antiche memorie si trovi scritto anche Pyranum, pure trovo più probabile, che il nome sia reco, da pyr, fuoco e le molte voci che si potrebbbero a questa derivare, mi aprirebbero l'adito ad una infinità di supposizioni sull'origine del nome e della città È meglio non Snrne, e darsi alla ricerca di dati storici, sui quali con qualche fondamento, si possa as-s. rire alcunckè intorno alia sua fondazione ed alle «ue vicenda (Coutinua) CORRISPONDENZA. Pi sino, 25 gennaro. Emancipare l'istruzione pubblica popolare dalla tutela dell' ignoranza fu il pensiero cjie guidò i miei accenni sulla riforma da introdursi nella legge 8 feb-braro 1869 concernente la sorveglianza sullo scuole. Per identità di ragioie lo stesb'o principio, dovrebbe necessariamente presiedere anche alta riforma della leggero marzo 1870 su II' instituz io n c, conservazione efrequentazioni delle scuole pubbliche popolari. Di fiotti perchè l'istruzione primaria v£figlii>sag-giamente diffusa quanto più è possibile fra tutta la popolazione sia di città che di campagna rendesi necessario che la cura per l'instituzione e conservazione doble stuoie e per l'erogazione dei mezzi per soperire ai rispettivi bisogni materiali stia in mano di chi è pienamente compreso dell'influenza che l'istruzione popolare è chiamata ad esercitare sul nostro avvenire. Ora se consideriamo spassionatamente i eonsessi che rappresentano la maggior parte dei nostri comuni, 6e consideriamo come dessi siano restii nell' imporsi anche i più lievi sacrificii per iscopi di pubblica utilità e come trattino le scuole non altrimenti che quale un aggravio ed un male introdotti, come dessi dicono, da importuni innovatori e dalla tristezza dei tempi, ci convinceremo di leggieri, essere a dirittura impossibile che per opera dei comuni si diffonda l'inestimabile pregio dell istruzione popolare. In onta però di ciò è appunto alle comuni, forse per mantenere illesa la loro èutonomia, che la legge 30 marzo 1870 assegna la cura per l'instituzione e conservazione delle scuole e pei l'erogazione dei mezzi per soperire afle spese relative, consacrando così pur troppo ancora una volta la dipendenza dell'istruzione pubblica dall'ignoranza e creando necessariamente fin dal principio «sormontatali ostacoli al morale ed intellettuale miglioramento della provincia. Ne dicasi che le preposte autorità dispongono dei mezzi per vincere l'eventuale indolenza e l'opposizione delle comuni, perchè la cura pe£ le scuole vuol essere figlia della convinzione e non l'aborto della forza, perchè con misure coercittive non si ottiene che tatto al più una cooperimene materiale per se affatto Menile, quando trattasi di scopi-Altamente morali, per- chè infine la coazione genera malcontento, alimenta i cicalecci del volgo sulla creduta inutilità delle scuole, aumenta l'avversione delle masse per ogni benefica innovazione e così, anziché appianare la via alla diffusione dell'istruzione e della coltura del popolo, la rende sempre più scabrosa e difficile. Le comuni adunque sono i-nette od almeno immature per curare da se l'azienda scolastica^ nel mentre la coazione che all' uopo dovrebbe esercitarsi continuamente sulle loro deliberazioni, rendendo effimera quel autonomia cojnuuale all' idea della quale, forse non sempre bene compresa, si hanno sacrificati tanti vitali interessi, non farebbe che aumentare gli ostacoli che, anche senza di ciò, si oppongono alla diffusione dell'istruzione popolare. Fa duopo per tanto togliere alle comuni ogni e qualsiasi ingerenza sulle scuole. Stabilita tale necessità vorrei che al comune locale o scolastico venisse sostituito il distretto scolastico, alla rappresentanza comunale il consiglio scolastico distrettuale. L'idea di ritornare così in parte al primitivo progetto governativo della legge 30 marzo 1870 non e nuova, dessa venne già manifestata altra volta ed anche nei n. 6 e 7 dell' anno scorso della Provincia, ma ciò non pertanto non esito a nuovamente propugnarla siccome2 a mio credere, 1' unico mezzo per eui, tenendo fermi i principii della legge generale 14 maggio 1869, si possa raggiugnere lo scopo di una razionale diffusione dell' istruzione popolare. La cura pertanto per l'instituzione e conservazione delle scuole dovrebbe essere devoluta ai consigli scolastici distrettuali per tutto il rispettivo distretto scolastico. Siccome poi 1 attuale costituzione dei consigli scolastici distrettuali riflette unicamente le mansioni dell' autorità scolastica propriamente detta, ed essendo d'altra parte conveniente ed anzi necessario che all' amministrazione del denaro pubblico partecipino in modo possibilmente ampio i cittadini contribuenti, cosi gli attuali consigli scolastici, per provvedere agli affari derivanti dall' azienda scolastica, dovrebbero essere rinforzati da un numero di membri, corrispondente alla, popolazione ad all' importanza del rispettivo distretta scolastico, da scelgersi dalla Giunta provinciale Irà. quanto nel distretto stesso vi è di meglio per intelligenza, coltura, illibatezza di carattere ed amore di patria. Sarebbe così in parte derogato al progetto governativo, il quale voleva che i membri del rinforzato consiglio scolastico distrettuale venissero eletti dalle deputazioni comunali, e ciò affinchè vi sia armonia col principio di emancipare del tutto-la scuola dal comune e perchè va ragionevolmente presunto che la scelta per opera della Giunta provinciale riescirebbe ben migliore di quella delle deputazioni comunali. I consigli distrettuali, rinforzati così dai migliori cittadini del distretto formarebbero un complesso di consessi costituiti dal fiore dell'intelligenza della provincia, dai quali si potrebbe con diritto attendere una capiente amministrazione scolastica, una rapida diffusio-ue dell'istruzione popolare e per conseguenza in uu non lontanò avvenire una completa rigenerazione morale del nostro ' paese. » . Chiuderò queste brevi osservazioni manifestando il désiàeria che la disposizione della legge, per la quale in ogni distretto scolastico dovrebbe essere instituita almeno' una scuola civica venghi modificata nei sensi, che un£ tale scuola debba essere instituita almeno in * ogni capo luogo di distretto giudiziario. E di fatti sembrami che una tale istituzione sarebbe una vera benedizione pgr la classe degli operai, degli artieri, dei piccoli possidenti o di tutti gli abitante delle città che non Sono in grado di frequentare le scuole medie. Sujr erogazione dei mezzi materiali pel lispotidk» 6fl - • ' - -... ti elio scuole dirò prossimamente terminando il' mìo assunto con alcuni brevi, cenni sulla modificazione delta fogge 30 marzo 1870. per la regolazione dei rapporti-di diritto del personale insegnante pressa le scuole popolari pubbliche. ••-• Bollettino bibliografico* - lui i Hjp. .■ "•■.*;. -»vv r La nuova tipografia editrice torinése, già ditta Pomba e Comp., conosciuta da molti anni in Italia, per la importanza delle opere edite e per la rara esattezza nel soddisfare alle condizioni promesse ne' suoi programmi, annunzia la prossima pubblicazione di un enciclopedia italiana, redatta da agronomi delle di versò Srovincie e diretta dal D.r Gaetano .Cantóni direttore ella ». scuola superiore di'agronomia di Milano..1,1 ! No dispiace non potere riportare il -programma dell'opera nella sua interezza, onde persuadere; eoa Io-ragioni esposto in quello della necessità di una tale pubblicazione in Italia. Ognuno poro che si occupi di agronomia, sentirà la mancanza di un libro italiano-che tratti diffusamente e con tutte lo applicazioni condizionate al nostro clima, là scienza arricchita delle splendide scoperte di questi ultimi-decennj, mentre si è costretti ancora ricorrere a libri stranieri:. L'opera si dividerà in otto parti comprese in quattro volumi. Divisioni dell'opera. Parte L Storia dell' Agricoltura. — Botanica. — Climatologia e Meteorologia Agraria. Parto IL Costruzioni rurali. — Meccanica Agraria (macchine ed arnesi). — Lavori. Parte III. Terreno. — Dissodamento j: prosciuga-. mento; irrigazione. — Concimazione. Parte IV. Coltivazione generale. — Coltivazioni speciali. . ' Parte. V. Selvicoltura. — Frutticoltura. — Orticoltura. — Pioricolturà. Parte VI. Zootecnia. —^ Allevamento e governo degli .animali utili ; loro malattie principali. — Insetti utili e nocivi. '— Piscicoltura. — Igiene rurale. Parte VII. Tecnologia Agraria, o delle industrie dotte rurali. Parto Vili. Contabilità. — Economia, '/.fono rurale. La più valida garanzia della eccellenza dell' opera, è la fama che giustamente accompagna i nomi dei collaboratori. Stamparne il lungo elenco, come vorremmo, non ci consente lo spazio, basti citare tra i più conosciuti l'illustre Gabriele Rosa, l'ing. Cliizzolini, il senatore Alfonso Cossa, il prof. A. Pavesi, il prof. Sehni, Balestrerà Caruso, Zanelli, Roda, Cornalia, Lessona. . . .Condizioni dell' associazione, !.. L'opera sarà divisa in quattro grossi volumi di mille pagine circa, ciascun volume diviso in due parti per maggior -comodità dei lettori. 2. Si distribuirà in dispense di cinque fogli di stampa ossia di 40 pagine, formato in 4, a due colonne, tcome dal saggio unito al Programma, o meglio, corno . dalle duo dispenso cho verranno pubblicate in. dicembre. • - j. ':; :;... I Il carattere è liuovo o fuso appositameute. Il prezzo di ogni dispensa è di una lira italiana ; le spese di porto e dazio sono a carico dei signori associati. Legisla- •' 3: L'opera sarà arricchita di oopiose incisioni in legno intercalate neL testo.. 4. Sarà pubblicata una dispensa ogni quindici giorni» .La, regolare pubblicazione cómincierà dopò la quella delle ordinate. Quest'ultima altro ,iion § clie''-quella delle ascisse di un, circolo, gli archi del .'quale crescono siccome le- -ascisse della lmea.. d'acquà'; e quitìdi-quest:i ha 'pei' equazione quella : di una sinusòide, come Russell stesso insegnava dovere essere la linea d'acqua di prora. '';"' ;. . Trasformando pòi I' equazione della curva, che si manifesta per quella di una trocoide, da quest' ultima-il Zanon ricava i rapporti fra là lunghezza della prora è la massima larghezza,della linea d'acqua, relativa allaf velocità, che vuoisi conseguire nella'nave ; e tali rapporti modificano quelli del, Russell, il quale riteneva l'assurdo che la larghezza, della nave fosse arbitraria e indipendente dalla velocità. -, ■ . - " Poscia seguendo lo- stesso metodo^ che lo guidava nella ricérca della forma di minima resistenza per la linea d'acqua di pi'ora, il lettore si fa ad indagare anche quella di poppése, per questa trova una cicloide come il Russell. \\Ia v'ha di più; perciocché nella sua ricerca si trova quella forma, che prendono i filetti liquidi. noi ripiegarsi alìà poppa, quando questa' è limitata da un pianp verticale trasversale ; e qui si scorge raccordo della teorìa colla esperienza, la quale dimostra visibilmente quella forma- In questo, caso la poppa liquida, Racchiusa dai filetti e sfeguentedi continuo il corpo, si protrae all'indietro di "tanto, quant'ò i semilarghezza del piano sopraccennato, come sservava Duchemin; con- quésta differenza péra, la. osservavi , ___________________ che quégli riteneva essere circolare ; la;; forma dei filetti mentre essa è cicloidale! - ! ' ■ / j* Vi fitj'T' (Ìm r^rrii;iB•• Per compirò questa prima patte della Metri o-ria, restava al Zanon di determinare là posizióne più profittevole della seziope maestra'nella nave per riguardo alla velocità... X tal'fine ei si propèse di trovare qual fosse la lunghezza della! poppa, che desse il massimo profitto ; e póse la condizione che il tempo impiegato dalle molecole a passare sa, rimanendo esse sempre ip contatto déll'alirtéa d'acqua, sorreggeranno la parte posteriore per !un lunghissimo tempo. Ora .gli, è certo, eglidice, questo tempo non-può essere, maggióre di 'uifellp',;" che le molecole impiegavamo da prora, per ispcfe-tarsi lateralmente fino, alla.'estremità della iraceià della sezione maestra^,dappoiché quello di pròra ì5asse della linea d'acqua più prèsto Hi assdi.'Ijaoii-de razionalmente, tutt' al più. puossi obbligarle ".a . raggiungere i' estremità posteriore al fermine" dello stesso tempo in cui si compivano 1 feiiómeni di prora; e però la lunghezza, più profittevole della poppa è eguale a quella, della prora. D'i qui s'inferisce che, col situare, la-sezione maestra nel mezzo della -nave, ottiensi il maggior vantaggio nella velocità. " Con ciò il prof. .Zanon terminava la risoluzione di tutti i problemi , proposti dà Biisséll, ;è chiudi la prima parte della sua memoria con .quéste" parole „ Qualche differenza avvi fra le; conclusioni ' mie e quelle di Russell, in riguardo alle dtie ultime illazioni ( e queste sono quelle dei rapporti fra le dimensioni principali del bastimento, e quella della situazione della sezione maestra ), ma coincidenza perfetta riscontrasi nella forma delle linee d'acqua, che è la precipua delle questioni. Coincidenza meravigliosa per vero, poséiachè faccia'stupore che la sola esperienza' abbia potuto non 'soltanto approssimarsi al vero, ma e imberciarlo di netto. Io non so se altri abbia tentato di risòlvere questi problemi della stessa guisa eh'io il feci ; ma checché né sia, io spero che questo mio picciol lavoro, col -quale rafforzo col calcolò i dettati della esperienza, varrà a far certi delle verità' esposte da Russell anehe que' costruttori, che più tenaci si mostrano dei precetti della scuola antica.» _ ' Nella seconda parte della Memoria apologetica il lettore viene a proporre un metodo misto che serva per abbozzare i piani di costruzione di una nave, quando sia data la portata di essa e, o le dimensioni principali, oppure i rapporti che f«a queste 'I denno sussistere, per modo però che risulti uno scafo il quale possegga molto approssimativamente la- 1 capacità prestabilita. Questo secondo lavoro non ha tutta la importanza scientifica del primo; ma tuttavia riesce di molta pratica utilità dacché facilita il, disegno navale ai giovani costruttori ed agli studenti. Dice il lettole che questo problema, proposto di spesso neir architettura navale, fugge ordinariamente dai (lettati della teoria, dacché troppi sonò i dati; ,é.,che.'quindi per risolverlo convien. ricorrere alt empirismo. Fa esservaré però la somma perizia necessaria per disegnare un bastiménto a tut-,.t© arbitrio ;, e che se l'insegnamento del disegno ili costruzione .navale si attenesse a quest'ultimo metodo riescircbbé quasi frustraneo ; perciocché gli allievi ste.nterehijero a concepirò il modo di com-binàre:fr.a loro, tutte k- svariatissimé curve, che de-. terminano la superficie esterna della nave, difficil-. mefite le delinèerebikvo con proprietà'ad arbitrio, è -in ógni caso non.sj avrebbe certezza che lo scafo così ottenuto possedesse la capacità. prefissa con suffi--jceiite approssimazione' E però ei propone il suo .iiiejtodo misto, il quale altro non è che una combi-naZiojie. del metodo parabolico di Chapman con . quello dell' antico triangolo di riduzione dellè pa-■ jrabolejed egli asserisce che con esso si risolve egre-• piamente il problema^ otten:gonsi! forme che s'attagliano a tutte specie, di liavi moderne; per cui egli non si peritò di adottarlo'nell'istruzione, dac-ietóè l'avea pripi^ ,provato :in bastimenti da lui cos- ' ! | Per farlo hepe conoscere il'-Zanon trova eppor-tiìno di esporre dapprima.la .teorica dèi due metodi antichi, quali sono quello parabolico drCJiapman e .quello del triangolo di riduzione'délfe parabole. Troppo lungp sai-ebbe'qui il descrivere quei due iijetodi,; e. m.òlugevolp sarebbe'a chi legge questn rivista,,concepirli perfettamente, se non possiamo , d|reii:ealcolo. Solo convien avvertire che'il Zanon, : néllléijporre le.formule algebriche.e il metodo di Chaprqan, da notare che, sebbene gli consti di cer-i tq essere di questo illustre autore il metodo, tut- • tàvia non potendo avere l'opera insigne, di lui, intitolata « Architectura navalis mercatoria „ che rarissima e costosissima era anche alla fine del secolo" scorso, non può accertare che il concetto teorico, servente di principio al metodo, e che dallò stesso Zanon venne immaginato, sia quel medesimo che Chapman insegnava. Però conclude che il ragionamento eh' ei istituisce non dev' essere dissimile da quello dell'illustre svedese se il processo per l' esecuzione del disegno è quel medesimo dell'autore. Esposto.poi questo metodo primo, il Zanon si fa a discorrere sui suoi difetti, e fra i prifi-eipali nota quello ch'esso non s'attaglia alle navi .moderne, ed inceppa il genio del costruttore, dappoiché tutte le curve, che servono a determinare la .superficie esterna della carena, sono date da ■equazioni. Quindi il lettore dà la teorica del triangolo di riduzione delle parabole, detto talora impropriamente triangolo parabolico, esponendo il suo uso nella costruzfcne delle antiche navi. Fa osservare m che il triangolo in discorso altro non è che la sezione diametrale di un solido avente per base un segmento dì parabola di secondo ordine, e limitato da una parte da un piano rettangolare, un lato del quale è l'ordinata massima del segmento base, e racchiuso poi da una superficie rigata, generata da lina retta, che si mantiene costantemente in un piano normale a quello del segmento, e scorre lungo la •parabola e lungo il lato opposto a quello del rettangolo sopraccennato. Questo triangolo ei lo costruisce isoscele e rettangolo, cosicché il suo cateto normale al piano della parabola base passa pei vertice di questa; e il triangolo stesso porta nel suo piano le traccie dì altri piani, seganti il solido immaginato, e condotti per alcune ordinate della parabola base e per il vertice del triangolo medesimo. "Vedesi da ciò che tutte le sezioni condotte parallelamente alla base del solido appartengono alla stessa famiglia di quest'ultima; e che sulle traccio Ali queste sezioni, lasciate sopra il triangolo trovanti le serie delle ascisso delle curve che contornano le sezioni predette. Di qui hassi modo di costruire una curva appartenente ad una data famiglia, perchè basta che vengano dato le sue ordinate, le quali per solito si fanno, crescere come i numeri naturali. Ma quel solido non è soltanto sorgente di curve che appartengono alla stessa famiglia della base, dacché in esso possono eseguirsi sezioni inclinate alla base medesima. Delle curve, ehe per questa guisa' si ottengono, gli antichi costruttori navali facevano pur uso, raa non ne conoscevano la loro e-quazione. Egli è per questo che il Zanon si fa a rintracciarla, e dipoi determina anche la quadratura. Dice egli ancora che queste curve servivano agli antichi maestri in architettura navale per rappresentare le sezioni longitudinali obblique, immaginate sullo scafo della nave; e di qui passa od esporre il suo metodo misto per determinare la forma della superficie del bastimento. In esso, come nel metodo parabolico dì diapiri an, si determinano le dimensioni principali della carena in funzione della portata data, e quindi si delinea il piano di elevazione nel modo ordinario. Poscia, mercè i soliti coefficenti dì riduzione, si determina il grado della sezione maestra, che si fa parabolica e si delinea sul Trasversale. Di poi seguendo il metodo di C'hapman si determinano le superficie delle due sezioni di bilanciamentoe queste non si eseguiscono mediante parabole come insegnerebbe quel metodo, ma piuttosto ad arbitrio; sì però da ottenere con molta approssimazione la lor superficie calcolata a priori, e da acconciarsi alle forme più proprie dei quinti nelle navi moderne. Ciò fatto, si suppone eseguita sulla carena una sezione obbliqua, che abbia per traceia sul Trasversale una retta la quale, partendo dal punto d'intersezione della traocia del diametrale longitudinale con quella del piano di galleggiamento, passi per Testremità circa degli staminali della sezione maestra; e coi tre punti della traecia di questa sezione obbliqua, quali sono quello della sezione maestra, quello della sezione di bilanciamento e l'altro estremo, si determina sui triangoli di riduzione di prora e di poppa la inclinazione di una retta. Su questa si raccolgono allora gli altri punti dati dai triangoli, essi trasportano sul Trasversale e sopra la traccia ^della sezione obbliqua che abbiamo accennata. È per questi punti che devono assare i contorni degli altri quinti. Se allora si elinea sull'Orizzontale la projezione del capo di handa{ad arbitrio sì, ma in modo che armonizzi colle configurazioni dei quinti, che voglionsi ottenere) e che sì piroettino i suoi punti anche sul Trasversale, si ottengono per ogni quinto tre punti, else bastano per una mano sufficientemente esperta, o colla, scorta del docente, ad abbozzare, il Trasversale, il quale poi vien corretto eolle linee d'acqua e ,coirle sezioni verticali-longitudinali da esso dedotte. Esposta questa metodo perla delineazione dei piani di costruzione dì una nave, che qui venne brevemente descritto, il Zanon ne dimostra tutti i vantaggi, i bei risultati eh' egli ottenne anche dai suoi allievi, e fa notare poi che- sull' empirismo di esso non devesi far cas* per la natura del problema. Finalmente ei chiude la sua Memoria colf insegnare il modo di combinare col metodo parabolico di C'hapman anche le linee d'acqua russellime (che così ei si piace di chiamare le linee d'acqua a forma d'onda), allorquando 1' acutesia della prera in certe navi lo permetta;, come avviene net clippers e in certi piroscafi, Questo secondo metodo è consimile a quello misto, ch'ei dapprima propose ; ed egli stabilisce le condizioni matematiche perchè si possa fare. Più, laboriosa e più delicata riesce l'operazione, e lr abbozzo del Trasversale richiede maggior perizia da parte del disegnatore che non nel primo caso,. Però, conchìude il Zanon, con questo secondo* metodo si ottengono •< forme che procurano la soluzione del problema non solo, ma s'approssimano ancora a quelle, ehe farebbero assumere alla nave la massimi, velocità col minimo consumo relativo dì forza motrice n. Con ciò poi la seconda parte della Memorip è strettamente legata alla prima, e i vantaggi che apporta questo lavoro sono le soluzioni dei problemi seguenti: la determinazione delle linee d'acqua di minima resistenza, che Russell otteneva eoi soccorso del' esperienza ; quella dei rapporti fra la lunghezza e la larghezza della nave, relativi alla velocità, che vuoisi ottenere, e quella della posizione più profittevole della sezione maestra nella nave. A ciò si aggiunga la proposta dì un metodo buonissimo per determinare la forma della nave; e una nuova applicazione delle linee d'acqua a forma d'onda, che differisce da quelle altro che Russell insegnava. N. TIP. DI GIUSEPPE TONDELLI. NICOLO' de MiDONIZZA. Redattore.