novi tednik Slovencev videmske pokrajine ČEDAD /CIVIDALE • Ul. B. De Rubeis 20 • Tel. (0432) 731190 • Poštni predal / casella postale 92 Poštnina plačana v gotovini / abb. postale gruppo I bis/70% • Tednik / settimanale • Cena 1000 lir št. 15 (469) • Čedad, četrtek, 13. aprila 1989 SULLA MANCATA CONCESSIONE EDILIZIA AL POJANA Arpit: tra due mesi la sentenza del Tar Si é svolto giovedì scorso a Trieste, presso il Tribunale Amministrativo Regionale, il processo intentato dal Consorzio Acquedotto Pojana nei confronti del sindaco di Pulfero Specogna, che si era rifiutato di dare il proprio assenso alla concessione edilizia per i lavori di captazione dell'Arpit. Diremo subito che non c'é stata alcuna sentenza, che invece dovrebbe essere resa nota tra due mesi circa; le due controparti hanno soltanto chiarito al giudice le loro motivazioni. In particolare l'avvocato Petiziol, che difendeva il sindaco di Pulfero, ha citato un articolo del Piano Particolareggiato che proibisce qualunque tipo di costruzione in quella zona. La situazione, a questo punto, induce ad un certo ottimismo di fondo: per quanto riguarda l'aspetto urbanistico, ovviamente bisognerà attendere la sentenza del TAR; per quanto riguarda invece la compatibilità della captazione della sorgente Arpit con le esigenze del Natisone, e quindi di tutta la popolazione delle valli e del fondovalle, che considerano di importanza primaria il suo mantenimento, si sta discutendo ora in regione circa l'opportunità di una legge che risponda alle nostre esigenze. Il Comitato per la salvaguardia del fiume Natisone, che il giorno di Pasquetta aveva organizzato la riuscita "marcia per l’Arpit", si é dato da fare anche in questa occasione, mettendo a disposizione dei valligiani una corriera con la quale una quarantina di persone ha manifestato davanti al TAR di Trieste la propria solidarietà al sindaco Specogna e la propria convinzione che togliere al Natisone la sua sorgente più importante significherebbe ridurlo ad una fogna, se non ad un fiume morto. Tra le persone che hanno partecipato, con cartelloni e striscioni, alla civile manifestazione, anche l'assessore provinciale Mazzola, secondo il quale l’attesa per la sentenza consente di avere cinque, sei mesi di tempo per organizzare nuove iniziative contro la captazione dell'Arpit. Intanto, ha detto Mazzola, la mozione presentata in Provincia assieme a Blasetig e Marinig che chiede una ferma opposizione a ulteriori prelievi di acque dalle sorgenti del Natisone é stata firmata anche da altri consiglieri, non dovrebbero esserci quindi problemi per la sua approvazione. La medesima mozione é stata tra l'altro presentata anche in consiglio regionale, ed ha già avuto l'appoggio di Pei, Psi e Verdi. L’assessore Mazzola é anche in attesa di vedere il Ministro per l'Ambiente Ruffolo, per informarlo non solo dell'Arpit, ma anche di tutte le questioni ambientali che riguardano le valli del Natisone. LA COMUNITÀ’ MONTANA ESPRIME CONDANNA PER L’AZIONE DI SABOTAGGIO L’Alf colpisce ad Azzida Riconfermato intanto dalla Regione il finanziamento alla Fidia Ne stanno parlando ampiamente i quotidiani regionali, le televisioni e soprattutto l'opinione pubblica. Così come ognuno di noi, secondo la propria coscienza, sa giudicare quanto può essere giustificabile la "pratica scientifica" della vivisezione, ritenuta da molti scienziati perlomeno approssimativa, quanto può essere condivisa la logica del profitto e del benessere ad ogni costo, così ognuno di noi saprà valutare o meno quanto può essere stata opportuna l'azione di danneggiamento ai danni del costruendo allevamento di cavie di Azzida, ad opera di un insegnante codroipese e di un operaio milanese, accaduta nella nottata di sabato scorso. R La firma di Alt nel cantiere della Fidia Riportiamo brevemente la cronaca di quest'ultimo avvenimento: due animalisti, Roberto Duria e Secondo Mensi, sono stati arrestati dai carabinieri della stazione di S. Pietro al Natisone, nelle vicinanze del cimitero di Azzida, provenienti dalla zona industriale dove avevano appena compiuto un'azione di sabotaggio all'interno del cantiere della Fidia (Frar) mettendo fuori uso il quadro elettrico di due gru, tagliando i pneumatici di un camion, versando zucchero nei serbatoi. L'incursione é stata firmata con una sigla non nuova a questo genere di imprese, quell'Alf (Animai Liberation Front) balzata agli onori della cronaca per la liberazione dei visoni di un allevamento del Pordenonese e per la partecipazione di una sua attivista alla trasmissione televisiva "Io confesso". Processati per direttissima alla pretura di Cividale, il Duria ed il Mensi sono stati condannati rispettivamente a sette mesi e 20 giorni e a sette mesi di reclusione, oltre al risarcimento dei danni. Ottenuta la condizionale, i due sono stati rimessi in libertà. Il processo avrà comunque sicuramente un seguito: durante gli accertamenti é stato fatto il nome di una terza persona, per il quale il pretore ha intenzione di procedere; lo stesso pretore ha trasmesso gli atti del processo al procuratore della repubblica di Udine, ipotizzando per i due animalisti anche il reato di associazione a delinquere. Giustizia fatta, quindi. Ma la storia non finisce qui, anzi ha un suo precedente e, forse, anche una sua conclusione. I segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil avevano inviato la settimana scorsa una appello al presidente della giunta regionale Bia-sutti, all'assessore all'industria Saro e ai sindaci di S. Pietro al Natisone e S. Giorgio di Nogaro (dove la Fidia sta progettando la costruzione di un laboratorio vivi-sezionistico), appoggiando a spada tratta l'iniziativa della società farmaceutica. Dall'altra parte della barricata, un gruppo di giovani ha manifestato nella giornata di sabato, a Cividale, contro la vivisezione. E' stato un modo per informare la gente, per sapere cosa ne pensa, e la gente in effetti ha risposto, chi in un modo chi nell'altro, forse rabbrividendo, forse scandalizzandosi, si spera pensando. Dopo l’azione di sabotaggio di sabato notte ai danni della Fidia (ma é stata veramente la Fidia ad essere colpita?), la Comunità montana Valli del Natisone ha espresso viva condanna e preoccupazione per un simile atto, richiamando l'esigenza che, pur nel rispetto delle altrui opinioni e convinzioni, la società sia guidata dal diritto che consegue da leggi democraticamente sancite e non da prevaricazioni. Il consiglio direttivo della Comunità montana, che ha le delega per la gestione del PIP di S. Pietro al Natisone e che in tale veste ha stipulato il contratto Michele Obit segue a pag.2 NA POBUDO OBČINSKE KNJIŽNICE ZANIMIV VEČER V PETEK V ŠPETRU Trije ustvarjalci ob meji Kako se prostor ob meji odraža v umetniških delih. Kakšno mesto imajo v njem pisatelji in pesniki in kako se vključujejo v širše kulturne in ustvarjalne tokove. Kakšne vsebinske, jezikovne, oblikovne in drugačne značilnosti se odražajo v delih, ki nastajajo v obmejnem prostoru. Taka in podobna vprašanja so bila v središču pozornosti v petek 7. aprila v špetrski občinski dvorani, kjer so na pobudo občinske knjižnice predstavili tri knjige: zbirko pesmi Marka Kravosa s grafikami Franka Vecchieta Mediteran; roman Lo strido Luciana Mo-randinija; kratek roman Quale terra? Franca Fornasara. Tri ustvarjalce in torej Slovenca Kravosa, Furlana Morandinija in Istrana Fornasara so predstavili univerzitetni profesor Arnaldo Bressan, prof. Gianfranco Scialino in prof. Domenico Pittioni. Uvodoma je spregovorila odbornica za kulturo špetrske občine Bruna Dorbolò, ki je med drugim poudarila, kako se prostor ob meji spreminja, oziroma kako se tudi na politični ravni spriminjajo pogledi na vlogo meje in torej kakšne možnosti se odpirajo tudi za našo skupnost. Le-ta se namreč tudi s takimi pobudami, kot je bila petkova predstavitev, skuša vključiti v širšo debato in razpravo o tem vprašanju in prispeva k soočanju in dialogu med tukaj živečimi narodnostmi. Sledila je račlenjena predstavitev treh del, v kateri je med drugim prišlo do izraza, da če je res, da imajo ustvarjalci težave pri premostitvi geografske obrobnosti, pri beri na strani 3 Bencina po znižani ceni: cajt za prošnje do 29. a 111 _ _ . M m r rm w% « P 1/ 1 h Do sabote 29. aprila se muo-rajo obarnit, vsak na svoj ka-mun, za narest prošnjo, vsi tisti ki nieso dobil lietos bonov za benclno po znižani ceni. Takuo sporoča videmska trgovinska zbornica. Sevieda imajo pravico do bonov tisti, ki živijo v kamunih videmske pokrajine, kjer velja videmski sporazum. Novost je v tem, da lietos ne bojo dajal bone samuo adnemu po družini, pač pa na osnovi avtomobilov an vozniških dovoljenj, patentov. Tudi za podjetja an druge operaterje je te-lekrat več možnosti, zatuo je prav, de se pozanimajo an nar-dijo prošnje. Ki dost bencine bo? Tarkaj ko lani: 10 taužent an 200 tone-lat, parbližno 14 milijonov litru. Naj povemo na koncu, de tisti ki niso še ponucal starih bonov muorajo tuole narest do konca miesca. Beneška galerija S. Pietro - Špeter Mostra d'arte Umetniška razstava FRANCI GOSTISA pittrice - slikarka otvoritev - inaugurazione v soboto/sabato 15. aprila ob/ore 18. Društvo beneških likovnih umetnikov Associazione artisti della Benečija La realtà delle valli in onda sulla tv belga Parlare europeo é diventato una moda. Il rischio é di affacciarsi all'Europa con una mentalità ed un linguaggio da campanile, e con la fretta del bambino che scopre un nuovo giocattolo. Ben diverso é l'atteggiamento delle organizzazioni slovene, ed in particolare della SKGZ, che della dimensione europea hanno fatto una scelta di natura strategica. Al di là del lavoro concreto di creazione di una rete di rapporti politici ed istituzionali, di approfondimento della conoscenza dei meccanismi, anche burocratici, che reggono le strutture comunitarie, la SKGZ ha ritenuto oppor- tuno entrare anche nel giro europeo della comunicazione di massa. E' così che, come prima iniziativa, la settimana scorsa é stata in visita anche in Benecia una equipe della televisione belga di espressione fiamminga, per la realizzazione di uno speciale reportage sulla nostra realtà. Riprese sono state effettuate presso il centro bilingue di San Pietro al Natisone, alla Landarska Jama, nella chiesa di Lasiz, a Castelmonte, Kamenica, Clodig e Liessa, nonché con un gruppo di ex minatori e con il coro Nediški puobi. Il servizio, della durata di 30 minuti circa, andrà in onda in Belgio, sul canale B.R.T.2, martedì 25 aprile alle ore 20.30. 4 : V« Ekipa belgijske televizije med snemanjem v drugem razredu špetrske dvojezične šole segue da pag.l Skupina mladih iz Nadiških dolin — vsi so člani krajevnega odbora proti velikemu hlievu v Ažli — in iz Trsta (Odbor za osvobajanje živali - LAC), ki so v soboto zjutraj manifestirali v Čedadu proti vivisekciji in poskusih na živalih Azzida: azione di sabotaggio arrestati due animalisti dell’Alf con la Frar, ha confermato il proprio consenso manifestato all'unanimità per l insediamneto della Frar s.p.a. nel PIP di S. Pietro al Natisone. Infine, la seduta del Consiglio regionale di martedì, dalla quale si aspettava la parola decisiva, quella che riguardava il finanziamento regionale di tre miliardi alla Fidia. La mozione contraria, che ne richiedeva la revoca, sotto-scritta da dieci rappresentanti di tutti i gruppi eccetto De, Pri e Psdi, ha ricevuto 20 voti favorevoli, 30 contrari ed uno di astensione, ed é stata respinta. La discussione, molto animata, é stata forse condizionata proprio dai fatti accaduti presso il cantiere della Fidia. Condannando l'azione, non si sono voluti co- II camion danneggiato della Benedii munque dimenticare gli aspetti principali della questione: l'utilizzo di animali per esperimenti di ricerca in vari campi, tra cui quello farmaceutico, la necessità di una norma di legge per evitare inutili e dannose sperimentazioni, i futuri sviluppi che potrà avere l'intera regione grazie a questi tipi di insediamenti. Il serrato dibattito ha portato alla conclusione di cui abbiamo già detto, e la Fidia ha quindi ora carta bianca per la costruzione del suo allevamento di animali ad Azzida. Ora c'é da chiedersi se il movimento d'opinione che si é sviluppato intorno a questa vicenda subirà una battuta d'arresto. Ambientalisti, comitati anti-vivisezio-nisti, la gente comune, faranno ancora sentire la propria voce? La risposta al futuro, ed alla coscienza di ognuno di noi. Michele Obit LE PROSPETTIVE DELLA COOPERATIVA VAL-MEC DI S. PIETRO AL NATISONE Un’azienda che cammina La Cooperativa Val-Mec S.c.a.r.l. collocata a San Pietro al Natisone rappresenta una realtà economica vitale ed importante per lo sviluppo e l'occupazione della zona. Sorta nel 1987, l'iniziativa ha lo scopo di valorizzare al massimo la professionalità degli operatori, ex dipendenti della Danieli Natisone e di soddisfare sia le richieste produttive della Danieli & C., che del mercato in generale. La produzione che la caratterizza può essere definita di lavorazioni meccaniche"; la tecnologia delle lavorazioni è essenzialmente di carattere tradizionale. La produzione si basa sull'alta professio- nalità dei soci e dei dipendenti ed a questo proposito è opportuno notare, come si legge in una nota, che in considerazione delle proprie capacità operative, la cooperativa ha delineato dei piani di espansione che prevedono ulteriori investimenti destinati a migliorare la produttività aziendale globale, oltre che a consentire il miglioramento tecnico di alcune lavorazioni. In particolare si prevede, nel medio termine, l'inserimento di nuove tecnologie e macchine a controllo numerico. Logica conseguenza dello sviluppo sopramenzionato, prosegue il comunicato, è l'opportunità per la popolazione locale di nuove prospettive di lavoro e di occupazione, elemento fondamentale nel contempo per lo sviluppo globale della zona, che in passato ha visto le sue migliori forze dover scegliere la strade dell'emigrazione come unica soluzione alle problematiche contingenti ed alle aspettative professionali. Grazie a questa realtà economica che "cammina", la direzione aziendale manifesta sin d'ora la disponibilità a considerare nuovi inserimenti di persone professionalmente preparate quali fornitori ed alesatori ecc. ai quali garantisce adeguate retribuzioni e buone prospettive per il futuro. La Grecia a S. Pietro In occasione delle feste pasquali c'è stata una gita in Grecia, organizzata dall'Associazione artisti della Benecia (a cui abbiamo dato ampio spazio a pag.4). I partecipanti, ma la serata è aperta a tutti, si ritroveranno per una "pasta-sciuttata sabato prossimo, 15 aprile alle ore 20, presso l ho-tel Belvedere a S. Pietro. Nel corso della serata verranno proiettate le diapositive, scattate durante il viaggio. Nov korak napr za zaščito naše Nov korak naprej v postopku sprejemanja zakona o zaščiti naše skupnosti. Senatna komisija za ustavna vprašanja, ki ji predseduje prof. Elia je prejšnji četertek zaključila splošno razpravo in prešla v operativno fazo usklajevanja besedil posameznih predlogov, pri čemer velja poudariti, da ne bo čakala na napovedani in že nekajkrat odloženi vladni osnutek. Komisija je soglasno (proti je biu misovec) ustanovila ožji odbor za poenotenje zakonskih osnutkov. Vodil ga bo novi poročevalec in koordinator Domenico Lombardi, rojen na Južnem Tirolskem, ki živi v Moliseju, kjer živita albanska in hrvaška skupnost. V ožjem odboru, ki bo zelo verjetno začel z delom že ta mesec, bodo predstavniki vseh strank; kpi je pooblastila sen. Spetiča. SEJA VODSTVA SPETRSKE KOMUNISTIČNE SEKCIJE Skrb kpi za okolje Vodstvo komunistične sekcije iz Špetra je na svoji zadnji seji razpravljalo o nekaterih vprašanjih povezanih s špetrsko občinsko upravo. V središču pozornosti so bila predvsem vprašanja povezana z varstvom okolja. V tem okviru so komunisti vzeli na znanje odločitev uprave, da pristopi h konzorciju Pojana, toda da se obenem jasno izreka proti zajezitvi studenca Arpit, kot je jasno napisano v občinskih dokumentih. In glede tega vprašanja se je špetrska kpi precej angažirala. Vodstvo kpi je izrazilo svoje zadovoljstvo tudi glede ponovne oživitve širokega gibanja, ki se bori za zaščito Nadiže. Kar pa je po oceni špetrske kpi zaskrbljujoče je zadeva velike farme za rejo kuncev, ki jo Fidia gradi v Špetrski industrijski coni. Ponovno se namreč odpira vprašanje velike površine, ki jo Frar potrebuje, vprašanje števila zaposlenih in to predvsem v razmerju z visokom prispevkom Dežele, ki je črpala sredstva iz zakona za gorata področja. Pomisleki in predvsem občutek nelagodja so bili izraženi tudi v zvezi z naravo "proizvoda" te multinacionalke: poskusne kunce. Manifestacija Odbora za varstvo Nadiže pred Deželnem administrativnem sodišču v Trstu Se l'assicurato muore prima del compimento del 55“ anno di età, la pensione alla vedova é aumentata dei 2/3 delle maggiorazioni speciali determinate come indicato al summenzionato punto a), a condizione che la vedova abbia compiuto 45 anni, o che sia colpita da inabilità al lavoro almeno del 50%. L'aliquota di 2/3 delle maggiorazioni é progressivamente ridotta sino al 60% se l'ammontare della pensione alla vedova supera un determinato importo. Se una vedova si risposa prima di aver compiuto 50 anni, le viene concessa una liquidazione di 60 mensilità della pensione, e di 36 mensilità se si risposa più tardi. Le maggiorazioni speciali non sono tuttavia comprese nella liquidazione. L'importo globale delle pensioni ai superstiti non può superare l'importo della pensione che il defunto avrebbe ricevuto al momento del decesso. Come viene calcolata la vostra pensione se siete stati assicurati in più Stati membri? In tal caso, l'importo della vostra pensione é determinato secondo le Convenzione Italia-Lussemburgo: i diritti dei lavoratori emigranti norme indicate dai regolamenti comunitari. Infortunio sul lavoro e malattie professionali Le prestazioni in natura comprendono l'assistenza medica, i medicinali, le spese di ricovero ospedaliero, nonché la fornitura di tutti i mezzi che permettano di assicurare il successo della terapia. Queste prestazioni vi sono concesse senza limitazione di tempo e senza dover ricorrere alle spese, entro i limiti delle tariffe fissate mediante convenzioni tra l'assicurazione e coloro che prestano le cure. Vi é la possibilità di affidarvi ad un medico, ospedale o altra istituzione o persona abilitata di vostra scelta. Quali le prestazioni in denaro? Viene concessa una indennità per il periodo in cui sarete inabile al la- voro, per un massimo di 13 settimane dopo l'infortunio; un'indennità per la famiglia se siete ancora ricoverato in ospedale, dopo la 13. settimana, e avete familiari a carico; un assegno speciale in caso di ricovero dopo la 13. settimana e non avete familiari a carico; una rendita se risulta ancora inabile al lavoro dopo la 13. settimana dell'infortunio. L'indennità é pari alla retribuzione che avreste ricevuto se aveste potuto proseguire l'esercizio della vostra attività lavorativa. L'assegno speciale é pari a 1/3 della retribuzione annua che viene utilizzata per il calcolo della rendita, diviso per 360. La rendita é calcolata sulla base della retribuzione annua che avete percepito nell'impresa in cui l'infortunio si é verificato durante l'ultimo anno precedente l'infortunio stesso. In caso di inabilità totale al lavoro La rendita é pari all'80% della retribuzione. In caso d'inabilità parziale, la rendita é una frazione della rendita completa, variabile secondo il grado di inabilità. La rendita e le relative quote integrative non possono superare l'importo della vostra precedente retribuzione. Prestazioni ai superstiti L'assegno funerario é pari a 1/15 della retribuzione annua dell'assicurato. La rendita alla vedova é pari al 40% della retribuzione dell'assicurato; é invece pari al 50% se la vedova risulta inabile al lavoro di almeno del 50%. Per casi particolari, oltre che agli orfani, può essere concessa una ren- dita ad altri parenti prossimi, rendita che comunque non può superare il 30% della retribuzione. La totalità delle rendite ai superstiti non può comunque superare l'80% della retribuzione dell'assicurato. Come ottenere la liquidazione della rendita? Se beneficiate di una rendita che corrisponde ad un grado di inabilità inferiore al 10%, la vostra rendita é automaticamente sostituita, tre anni dopo l'infortunio, da una somma unica (liquidazione), il cui importo dipende dalla vostra età. Inoltre, a certe condizioni, si può chiedere la liquidazione della vostra rendita se il grado di inabilità é compreso tra il 10% e il 40%. Se una vedova si risposa prima di aver compiuto i 50 anni, le viene concessa automaticamente una liquidazione di 60 mensilità della pensione e di 36 mensilità se si risposa dopo i 50 anni. L'istituzione a cui ci si deve rivolgere per infortuni sul lavoro e malattie professionali é l'ASSOCIATION d'ASSURANCE contre les ACCI-DENTS, section Industrielle a LUSSEMBURGO. Ado Cont, Patronato INAC Mladina se borì proti vivisekciji PRESENTATO IL LIBRO “PASSEGGIATE E LEGGENDE DELLE VALLI DEL NATISONE” Il passato tra le foglie Passo dopo passo, descrivendo itinerari suggestivi e leggende, suscitando grande interesse e soprattutto facendo conoscere alla gente la bellezza delle nostre valli, Brunello Pagavino sta cominciando a raccogliere i frutti della sua ultima fatica letteraria. "Passeggiate e leggende delle Valli del Natisone", edito dalla Juliag-raf, é stato presentato giovedì scorso presso la Biblioteca Civica di Cividale, presente un pubblico in gran numero e interessato. Conosciuto da tempo per la sua intelligente produzione giornalistica, come ha ricordato nel suo saluto il sindaco di Cividale Pascolini, Pagavino ha profuso altrettanto ingegno in quest'opera monografica, trattando temi suggestivi con impegno culturale, sociale e civile. Il dottor Franco Fornasaro, come al solito chiaro, a volte anche emozionante nella sua presentazione, ha sottolineato i significati più rilevanti del libro. "Se pensiamo a quest'Europa del Duemila, delle metropoli, dei computer, dove l’uomo, impaurito dal benessere, non é quasi più nessuno, certo ci rendiamo conto che anche le valli del Natisone sono cambiate, ma non con una volontà tale da impedirci di dire che sono ancora un'isola rifugiale ". L'opera di Pagavino, secondo Fornasaro, ci fa tirare un sospiro di sollievo, perché testimonia di un'età che é stata ma non é perduta, anche se non c’é più tanto tempo a disposizione. "L'originalità del libro - ha proseguito - consiste nell'aver fornito, a chi cerca di restare ancorato ai valori ambi- Brunello Pagavino con la figlia Pascolini ed il dott. Fornasaro entali, un piccolo patrimonio, quello fatto degli sforzi dei nostri avi; un punto di partenza per chi intende lottare contro chi non si preoccupa dell'ambiente, o peggio lo danneggia." Fornasaro si é quindi soffermato sulle leggende raccolte nel libro, leggende che risuonano di un profumo antico, un ricordo che risale fino ai tempi in cui i boschi erano abitati da spiriti, da nani, da uomini strani. Attraverso esse, ecco un'altra chiave di lettura, si può anche risalire al tentativo di rinforzare nella gente sentimenti religiosi, raccontando comunque sempre di un popolo libero ma povero. E' questa una caratteristica di Pagavino, riscontrata anche nel suo libro precedente, "Il poeta Se nekaj mest za 25. seminar slovenskega jedka SDet bo letos v Liubliani traial dva tedna in sicer oc Spet bo letos v Ljubljani Seminar slovenskega jezika, literature in kulture. Letos bo seminar na Filozofski fakulteti toliko bolj zanimiv in pester ker bo jubiljeni, XXV. častni predsednik bo profesor Tine Logar. Seminar bo kot po navadi v prvi polovici julija in bo trajal dva tedna in sicer od 3. do 15. julija. Kakor je znano se seminarja v Ljubljani udeležuje vsako leto tudi skupina Slovencev iz videmske pokrajU ne. Zavod za slovensko izobraževanje sporoča, da je še kakšno prosto mesto in vabi zaiteresirane naj se čimprej oglasijo. Susanna in braccio tra il sindaco del Natisone": rivisitare le persone e le cose umili, che forse sociologicamente non hanno nessuna importanza. Ma la storia, ha concluso Fornasaro, sta proprio lì. E' stata poi la volta dell'autore. Brunello Pagavino, dopo i dovuti ringraziamenti, ha raccontato la nascita e lo sviluppo del libro. "Ho iniziato a percorrere questi sentieri cinque anni fa, ma non riuscivo mai a finire un itinerario: ad un certo punto i rovi impedivano il passaggio. Da allora il mio amore per le valli é sempre più aumentato. Mi sono rivolto così ad alcune persone che mi hanno indicato i sentieri e raccontato le leggende raccolte in questo libro". Pagavino, citando il poeta milanese Antonio Porta, ha ricordato come qualsiasi differenza sia un arricchimento.' E' stupendo - ha detto - pensare che a dieci chilometri da Cividale c'é gente con una cultura ed una lingua diversa. Tutto sta nell'intelligenza dell'uomo". La presentazione si é conclusa con la lettura di due leggende da parte di Filippo e Susanna, figli dell'autore. Da oggi in poi, zaino in spalla e libro sotto il braccio, tutti in marcia. Lasciando da parte, per una volta, moto, televisione e piste da sci, proviamo a ripercorrere e a difendere il nostro passato. Non facciamolo scomparire. Michele Oblt Trije ustvarjalci ob meji s prve strani prodiranju v širši prostor, je tudi res, da je književnost ob meji izredno bogata in v marsikaterem primeru tudi avantgardna. Kaj je lokalnega, obmejnega v delih Kravosa ali Morandinija, se je na primer spraševal Bressan. Ničesar, je bil odgovor, če izvzamemo biografske elemente. Zato jih je treba ocenjevati kot sestavni del sodobne književnosti. Druga ugotovitev je bila, da je meja povsod, tudi znotraj nas, povsod kjer se tvega, kjer se srečujejo različnosti, kjer prihaja do soočanja, kjer se anticipirajo, prehitevajo časi in spremembe. Na predstavitvi, na kateri so prebrali tudi nekatere pesmi Marka Kravosa v slovenščini in v italijanskem prevodu, so čeprav na kratko spregovorili tudi trije avtorji. Skratka bil je zanimiv večer, ki je verjetno marsikomu daj misliti, kot je bila zanimiva zamisel skupaj predstaviti tri ustvarjalce različne narodnosti, z zelo različnimi življenjskimi in ustvarjalnimi iskušnjami, ki pa v glavnem imajo podobne poglede na mejo, ki v slovenščini ne pomeni ločevanja kot v italijanščini, kot je poudaril Kravos, pač pa nekaj, ki je na sredi. Nov predsednik Prejšnji teden se je sestalo na Lesah vodstvo kulturnega društva Rečan. Na dnevnem redu je bila izvolitev novega predsednika. Soglasno je bil izvoljen Mario Dreszach - Kocajnarju. Le-ta bo zamenjal Alessandra Vogrig, ki je uspešno, čeprav v nelahkih pogojih, vodil Rečan 4 leta. Concerto a scuola Su iniziativa delle professoresse di educazione musicale Valentina e Angela Petricig è intervenuto anche a Cividale, nell'Auditorium della Scuola Media "De Rubeis", il quartetto della Glasbena Matica di Trieste per un concerto alle scolaresche. In precedenza il quartetto aveva suonato anche alle medie di Rubignacco. Al concerto alla "De Rubeis" hanno preso parte tutti gli alunni delle terze classi, ascoltando il Quartetto in Re maggiore di Aleksandr Borodin, preceduto da una presentazione del maestro Žarko Hrvatič. Predavanje v Ljublja Ljubljanski Inštitut za narodnostna vprašanja po daljšem zatišju ponovno oživlja ciklus predavanj z naslovom "Narodnostno vprašanje v svetu". Tokrat je INV (IES) povabil v svoj krog predstavnike kulturnega krožka Studenci in gibanja Slovenskih demokratičnih katolikov iz Čedada. Le-ti so podrobno obrazložili lastne poglede na današnje težke razmere slovenske manjšine v videmski pokrajini. Razprava je bila osredotočena na predstavitev pobude društva Studenci za "separatno" zaščito slovenske narodnostne skupnosti v videmski pokrajini. Predavanje je bilo v sredo 12. aprila v dvorani Slovenske matice v Ljubljani. Poleg predstavnikov društva Studenci — dr. Ferruccio Clavora, dr. Riccardo Ruttar in Renzo Mattelig — so v razpravi sodelovali še predstavnik Slovenskega raziskovalnega inštituta - Slori iz Trsta (dr. Darko Bratina) in sodelavci gostujočega Inštituta za narodnostna vprašanja. Slovenski prevod zakonske pobude je bil na razpolago še pred pričetkom čez vse zanimivega predavanja. Il testo della Carta Europea Carta Europea delle lingue regionali o minoritarie Preambolo Gli Stati firmatari della presente Carta, Considerando che lo scopo del Consiglio d'Europa è realizzare una più stretta unione tra i suoi membri, in particolare al fine di tutelare e di promuovere gli ideali ed i principi che costituiscono il loro patrimonio comune; Considerando che certe lingue regionali o minoritarie rischiano di sparire e che questa sparizione indebolirebbe la tradizione e la ricchezza culturale dell'Europa, e considerando perciò legittimo e necessario di prendere delle misure speciali per salvarle e svilupparle; Considerando che il diritto delle popolazioni ad esprimersi nelle loro lingue regionali o minoritarie nell'ambito della loro vita privata e sociale costituisce un diritto imprescrittibile conforme ai principi contenuti nel Patto Internazionale relativo ai diritti civili e politici delle Nazioni Unite, nella Convenzione di Salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e delle Libertà fonda-mentali del Consiglio d’Europa nonché all'atto finale della Conferenza sulla sicurezza e la Cooperazione in Europa. Consapevoli del fatto che la difesa e il rafforzamento delle lingue regionali o minoritarie nei vari paesi e nelle varie regioni di Europa, lungi dal costituire un ostacolo alle lingue nazionali, rappresentano un contributo importante all'edificazione di un'Europa basata sui principi di democrazia e di diversità culturale, nell'ambito della sovranità nazionale e dell'integrità territoriale; Tenuto conto delle condizioni specifiche e delle tradizioni storiche caratteristiche di ogni regione dei paesi d'Europa; Si sono accordati su quanto segue: Parte I Disposizioni generali Art. 1 - Definizioni Ai sensi della presente Convenzione: a. con "Lingue regionali o minoritarie" si intendono le lingue appartenenti al patrimonio culturale europeo; ijtradizionalmente parlate in un territorio da persone - cittadini dello Stato - che costi- tuiscono un gruppo numerica-mente inferiore al resto della popolazione dello Stato; e iijdiverse dalla lingua parlata ( o dalle lingue parlate) dal resto della popolazione di quello Stato; b. con "territorio in cui è parlata una lingua regionale o minoritaria'' s'intende l'area geografica in cui questa lingua costituisce il mezzo di espressione di un numero di persone tale da giustificare l'approvazione dei vari provvedimenti di tutela previsti dalla presente Convenzione; c. con l’espressione "discriminazione" s'intende qualsiasi distinzione, esclusione, restrizione o preferenza riguardante l'uso di una lingua o l'appartenenza ad una minoranza linguistica avente lo scopo o l'effetto di scoraggiare, compromettere o impedire la conservazione o lo sviluppo di una lingua regionale o minoritaria o che rechi pregiudizio all'uguaglianza dei diritti dei lo-cutori di queste lingue rispetto ai locutori delle lingue più diffuse nei settori della vita privata o pubblica; d- con "lingue prive di territorio s intendonbo le lingue appartenenti al patrimonio culturale europeo, parlato da cittadini dello Stato, diverse dalla lingua parlata (o dalle lingue parlate) dal resto della popolazione dello Stato ma che, seppur tradizionalmente parlate nel territorio dello Stato, non possono venir collegate ad un'area geografica specifica di esso. Art. 2 - Impegni 1. Ogni Parte della presente Convenzione s'impegna ad applicare la Parte II all'insieme delle lingue regionali o minoritarie parlate nel proprio territorio e corrispondenti alle difinizioni deH’art.l. 2. Ogni Parte s'impegna ad applicare alle lingue che avrà indicato al momento della ratifica, conformemente all'art. 3, almeno 35 paragrafi scelti tra le disposizioni della Parte III di questa Convenzione fra cui almeno 12 scelti tra i seguenti paragrafi: articolo 6, a., b. (ii), c., d. (ii), e.(ii), g.; articolo 7, a. (ii), b. (ii), c. (iii), m.; articolo 8, a., b. (ii), c. (ii), e.; articolo 9, 1. a. e c.; articolo 10, 1, a., b., c., d., e 2. b. e c. (2. parte) O jezik Težave smo imeli s gar-škim jezikom, ki takuo ki vesta ima tudi drugačno abecedo, drugačen aliabe-to. Nam niso dost pomagal an tisti, ki so studiai na klasičnem liceju, zavoj ki so ostal pri starem gar-škem jeziku! Na vsako vižo je italijanski jezik še kar dobro poznan, vič al manj povsi-erode. Vsak se je pomagu takuo, ki je znu. Po angleško recimo. Kajšan se je gledu dat zastopit še... po sloviensko. Med obiskom velikega bazara v mestu Salonicco V vrsti se vzpenjamo do samostana v Meteorah, vse ženske v krilu Ki dost je kostalo? Za vse potovanje, vključeno s tremi vodiči, plačilo vstopnine za najbolj znane in zanimive monumente, s prevozom an podobno smo plačal manj ko 480 taužent. Naj povemo, da smo iz Špietra odpotovali 23., varnili smo se damu pa 29. aprila. Ankrat na dan smo sami poskarbiel, plačal, za jest. Za tuole pa ries ni bluo problemu, saj Grčija ponuja zaries puno izbire tudi v karakterističnih lokalih an za nizke cene. Takuo recimo za "spuntin" z pivam v Saloniccu smo plačal parbližno 4 taužent. V glavnem miestu Makedonije, v Skopju, kjer smo imiel kosilo v tipični restavraciji blizu starega samostana, monas-tirja, praktično v jedilnici za romarje, smo plačal 6-7 taužent na glavo. V ceni je bluo se računano an vino, dobro makedonsko vino. Velik užitek je biu tudi za tiste, ki imajo radi "shopping" se posebno artigianalne, obartniške reči: keramika, zlatnina, dobre reprodukcije ikon, stare slike, tapeti an podobno. Grazie! I partecipanti alla gita in Grecia ringraziano la signora Marina Cernetig per l'organizzazione del viaggio e per l’impegno inteso a renderlo più comodo ed interessante. Soprattutto poi per aver affrontato in prima persona la seccatura derivata daall atteg-giamento della polizia italiana di frontiera, quando ci sono volute due ore e mezzo per poter superare il burocratico rifiuto di riconoscere i documenti dell'autobus jugoslavo e si sono trattenuti per tutto il tempo i passeggeri nel bel mezzo del valico confinario di Gorizia. IMMAGINI E RICORDI DELLA RECENTE GITA IN GRECIA ORGANIZZATA DALL’ASSOCIAZIONE DEGLI ARTISTI DELLA BENECIA Vino e... Il vino più caratteristico è quello in cui è stata aggiunta della resina, ma non corrisponde ai nostri gusti. E' però possibile bere degli ottimi vini anche non resinati. Buona la birra. Bevande tradizionali sono la "mastika'' e 1'"ouzo” cioè grappe a base di anice, e la 'metaxa ", cioè il cognac. Il caffè si presenta in quattro modi: il caffè greco (con i fondi), il nescafè (con latte), l'espresso e il frappò. Il viaggio come cultura e amicizia Èva nel teatro di Epidauro cessibili, sono apparse tra le foschie in una luce veramente impressionante. Così le rovine di Delfi, che hanno offerto uno spettacolo di forza straordinaria. Con il ritorno del bel tempo i momenti turistici hanno avuto la loro parte meritata: la maestosa scenografica dell'Acropoli di Atene, il Partenone, lo "shopping’ nei negozi del tipico quartiere della Plaka, la gita al Pireo, il giro nel-l'Argolide con gli affascinanti monumenti di una delle più compiute civiltà mediterranee: l'Acropoli di Micene, la tomba di Atreo (o di Agamennone), il teatro di Epidauro, Corinto. Sulla strada del ritorno, le Termopili, l'Olimpo, le insenature e le isole lontane e poi — meraviglia! la bella città di Salonicco, con il suo lungomare, le chiese bizantine e il colore del grande "bazar ’. Infine il bellissimo volo Skopje-Sarajevo-Lubiana e già tanta nostalgia e tanti ricordi, insieme a tanta voglia di tornare e rinsaldare le vecchie amicizie, spesso intiepidite dagli anni: o voglia magari di un altro viaggio tutti insieme: Istanbul? La Turchia? O di nuovo la Russia? Daniele travestito da Achille All'interno della più antica moschea di Skopje Una delle mete del turismo di massa più interessanti, dal punto di vista artistico e storico, è senza dubbio la Grecia. E proprio sulla Grecia è caduta la scelta della recente gita pasquale organizzata da Marina Cernetig per l'associazione degli artisti della Benecia. In genere si tratta di un viaggio piuttosto impegnativo per i costi, soprattutto quando si tratta di un viaggio di sette giorni. Il problema è stato risolto in modo interessante con l'agenzia "Slovenijaturist ". Essa ha proposto una combinazione alquanto felice, comprendente il trasporto S. ’ Pie-tro-Lubiana in pullman, quello Lubiana-Sarajevo-Skopje in aereo di linea e Skopje-Grecia in pullman. Così il ritorno. L'aereo, si sa, accorcia le distanze, mentre il pullman permette una tranquilla visione dei panorami, una flessibile combinazione degli orari e dei programmi. La comitiva ha anche avuto a disposizione due guide, lo sloveno Ezio e il greco-macedone Bebi, con cui si è creata una simpatica amicizia. A questi si è aggiunta una espertissima guida greca per Foto di gruppo ad Atene: ma non siamo tutti, qualcuno più “curioso" si era già allontanato il giro nel Peloponneso e la visita dell'Acropoli di Atene. In realtà il percorso Skopje-Grecia ha consentito di prendere conoscenza anche con la repubblica jugoslava di Macedonia, lungo la valle del Vardar e, al ritorno, con la stessa città di Skopje, con il suo quartiere vecchio che affianca alle chiesette bizantine ortodosse le moschee mussulmane. Molti hanno potuto soddisfare per la prima volta il desiderio di visitare, dopo esservi levate le scarpe, una moschea. La seconda giornata del viaggio è stata resa difficile dalla pioggia, dalla nebbia e dal vento. E’ stato tuttavia un modo inedito ed impensato di fare la conoscenza con la Grecia, paese del sole per eccellenza! Le Meteore, fantastiche rocce verticali su cui i monaci bizantini costruirono i loro santuari inac- Dožlveli smo Meteore v dežju, kar Je prava redkost Od Tera do Prosnida UNA PROPOSTA DI INSEGNAMENTO NELLE VALLI DEL CORNAPPO E DEL TORRE Lo sloveno a scuola? Tutto lascierebbe credere che ci troviamo di fronte a tempi nuovi per quanto riguarda il dialetto delle nostre Valli del Cornappo e del Torre. Mi riferisco infatti alla possibilità di insegnamento dello stesso a livello scolastico facoltativo, nella scuola media, che si sta in questo periodo andanto a verificare. In effetti, dopo il convegno promosso daH'amministrazione di Taipana ed il documento adottato dal consiglio comunale in materia di tutela del nostro dialetto e della nostra minoranza, gli amministratori si sono fatti promotori di alcuni incontri con la nuova preside di Nimis sul tema specifico del dialetto. Questi colloqui si sono dimostrati molto proficui anche per la totale disponibilità ed apertura manifestate dalla preside in materia di insegnamento della lingua slovena, di tutela delle minoranze e di scambi culturali con realtà di oltre confine. In questa sede è stata formulata la proposta, da sottoporre al Provveditore agli Studi di Udine, con la quale si ipotizzava l'insegnamento del dialetto, per opera di personale qualificato, sotto forma di attività integrativa al programma scolastico, a totale carico del provveditorato, in assenza di una specifica normativa dello stato. Allo stesso tempo si è evidenziato come, all'eventuale insegnamento del dialetto, potranno accostarsi anche ragazzi non necessariamente appartenenti alla scuola di Nimis come, per esempio quelli del comune di Lusevera, Tarcento e, comunque tutti quelli che ne avessero intenzione. Come conseguenza è stato fissato un incontro col Provveditore, si è svolto l'8 marzo scorso ed al quale hanno partecipato, oltre ad alcunni amministratori del nostro comune, la Preside di Nimis ed il sindaco dello stesso comune. Il provveditore, ascoltate le nostre richieste ha dimostrato perplessità sull’opportunità di insegnamento della lingua slovena, ma ha dato il suo benestare ufficioso per l’inizio dell'attività scolastica integrativa relativa all'insegnamento del dialetto, che dovrebbe aver inizio con l'anno scolastico 1989-90. Si è altresì deciso di effettuare due giornate di incontro con gli studenti di Tolmino, la prima a Nimis entro aprile, la seconda a Tolmino entro la prima metà di maggio. A questo proposito vi è stato un incontro il 16 marzo scorso a Ca-poretto con i rappresentanti del comune di Tornino ed il preside della scuola locale, da parte del preside di Nimis e del sottoscritto. In questo incontro, oltre alle modalità di svolgimento delle visite si è anche discusso delle rispettive esperienze e metodologie in materia di insegnamento ponendo le basi per una futura collaborazione. Ora si tratta di tirare le somme e mettere in pratica, quanto è ancora nelle intenzioni, bisognerà cioè: - presentare al Provveditore di Udine le oppportune richieste, supportate dalle amministrazioni comunali per l’accoglimento della richiesta relativa allo svolgimento dell'insegnamento del dialetto; — effettuare degli incontri con il Direttore Didattico di Tarcento per intraprendere la medesima iniziativa anche a livello di scuola elementare e materna; — sensibilizzare soprattutto i genitori, a favorire la partecipazione dei ragazzi a questa iniziativa, che sarà comunque facoltativa. Mi auguro quindi che entro l'anno corrente possiamo già vedere i frutti di questa volontà che, se verrà tradotta in pratica potrebbe essere l'inizio di un processo di rivalutazione e rifioritura del "Po našen" che costituirà sicuramente un sintomo di risveglio di tutte le nostre coscienze e della nostra identità, per molti decenni compressa ed osteggiata. Sandro Pascolo Tipana predlaga naj se uči narečje v šoli Kazalo bi, da je v dolinah Tera in Karnahte napočil nov čas v zvezi z našim narečjem. Zgleda namreč, da obstoja konkretna možnost poučevanja slovenskega dialekta v nižji srednji šoli za dijake, ki se seveda prostovoljno za to odločijo. Po posvetu o tipanskem dialektu, ki ga je občinska uprava priredila Jame v Zavarhu in po dokumentu, ki ga je s tem v zvezi sprejela, je prišlo do več srečanj med občinskimi upravitelji in ravnateljico srednje šole v Nemah. O poučevanju slovenskega narečja v srednji šoli je tekla beseda tudi 8. marca na srečanju tipanskih občinskih upraviteljev s provediktorjem, z ravnateljico srednje šole iz Nem in županom tiste občine. Na tem srečanju je provediktor izrazil vrsto pomislekov o predlogu, da bi v šoli poučevali slovenski knjižni jezik, medtem ko se je pozitivno izrekel o poučevanju slovenskega dialekta v okviru dopolnilnega pouka in to s prihodnjim šolskim letom 1989-90. Na vrsti je sedaj še druga pobuda le na šolskem področju. V teku tega meseca naj bi prišlo v Nemh do srečanja med dijaki srednje šole iz Nem in Tolmina, ki naj bi se ponovilo maja v Tolminu. O programu srečanj so se v Tolminu dogovorili predstavniki tiste občine in ravnateljica srednje šole iz Nem, ki jo spremljal občinski svetovalec Sandro Pascolo. Seveda je sedaj te načrte, ki bi rešnično prispevali k ohranjanju našega dialekta, treba uresničiti. Stori zrasti od krasi zlomjenu jubezen judi Tou noči trudosti vjervamo tou Tebè; ob obujanju vapiramo oči dni za Tvo božanje. A naš žakej u je prazan, rože naše zemlje so tarni; naše hodinje je na koncu pribito na ljesu Tvoja križa. O Buoh, daj nam muoč uloviti smjeh naše zemlje, poživiti rožu naše duše. Posvjeti luč jutra med grebene Velike Lave. Pridi, Buoh, stori nas nove, stori zrasti od krasi zlomjenu jubezen naših judi. č. v. Velika nuoč je pjesmo človeštva temu Ježušu Kuo to pride rejše Veliko Nuoč za nas tuo te ljepo pi-šeno tou berilih majše teha dneva: velika nuoč je pjesmo človeštva temu ježušu ke nam je uzeu grehe an ke umerjoč je uničil smart an spet ustanoč nam je spet dajou živenje. An itako, še usimi, krščanske bratje teh naših dolin, naj uzdihnjemo v tej Sveti velici noči, pjesmo našeha hvaležneha veselja Ježušu ke se je spet rodiu an ke je zmiran naše upanje. S svojo smartjo je, Ježuš razbiu u nas stareha človje-ka, človjeka greha, a s svojo ustajenje nam je dajou ta rjesna živenja, ta rjesna mir z Boham an z bratje. Naj, rjesna mir, vladaj an brani to sveto veliko noč 1989, tou našeh srceh, tou našeh družinah, na našeh vaseh anu na celem svetu! Naj ježuš, spet rojen, po-žehnej use, an posebno naše drahe boune an naše emigrante. Tuo vam odkrito želijo vaše Hospuodje, vaše Pastirje. Iz medžupnjiškega lista Med nami, pod lipo s križem za Prosnid, pletišča, Brezje, Tipa-no, Viskoršo, Vizont, Zavarh, Bardo, Ter in Podbardo Anche la notte é felice se ci porta verso la luce Tempo di Pasqua, tempo di primavera. Festa della vita e della risurrezione. Il bosco rinverdisce. "Po cieli dolini to disi po jasenu ". Si ridesta la memoria e la nostalgia di una vita più piena al calore del sole e ai suoi colori. Per chi crede, Cristo risorto é per la comunità quel che il sole e la pioggia sono per il bosco. Una promessa di vita e di fecondità. Una speranza e una forza. Non sono molto ottimista, né spronato da ideali planetari, ma trovo nel Vangelo e nella figura di Gesù di Nazareth l'indicazione decisiva che vivere sottomessi e schiavi non é scritto nelle stelle. Che la gloria di Dio é l'uomo vivente, libero dalla paura e dalla cattiveria. Che ovunque un gruppetto di persone decise a vivere nel rispetto, nel dialogo, nell'amore in Suo nome, lì é presente Lui. E so che questa è la via per liberarci dal male. Questa é la Pasqua, la primavera dell'anima. E' il contrario del potere e del servilismo. Pasqua é libertà. Esulta e gode illuminata da nuova luce — la Terska dolina e la terra intera. Esulti e goda la nostra comunità "tanti luminis adornata fulqori-bus." Pasqua é passaggio dalla morte alla vita. Dalle tenebre alla luce. Dalla schiavitù alla libertà. Dalla paura alla gioia e al piacere di vivere. E’ passaggio dal peccato alla grazia. Il peccato é ogni scelta contro l'uomo. E' autodistruzione. E la nostra storia è piena di peccato, perché é fatta di beghe, di rancori, di mezze verità e di calunnie intere, di allusioni ammiccanti, di furbizie e di complicità. Il peccato é la volgarità che ci invade, una volgarità costruita sulle identificazioni col potente, sulle viltà, sui foglietti anonimi, sulle offese, sulle varie forme di quell'aggressività che ci rende come "animali cui é estraneo il rispetto della propria specie". E' volgarità quelloscura inimicizia che minaccia e porta a lenta distruzione le nostre comunità. Io credo che il senso dell’esiste-re — quando ce n'é uno — é sempre religioso. Esistere é crescere, costruire relazioni e significati, trovare le ragioni alla fatica, alla speranza e alla sconfitta. Il senso dell'esistere é un progetto. E' dare il nome alle cose. Il nostro nome, alle nostre cose. Dare il nome alle cose significa dare forma alla sostanza reale e al suo significato per noi; significa concentrare il risultato della propria fatica in un atto di coscienza. La lingua é la prima macchina dell'uomo. E’ la prima nel tempo e nell'importanza. E' anteriore alla ruota. La lingua ci àncora a noi stessi all’interno della comunità. La lingua struttura il mondo e l'anima. Crea e struttura l'universo che ci sta attorno. Mette ordine dentro e fuori. Non possiamo aver relazioni senza un linguaggio. Diventiamo soggetti solo rivolgendoci a qualcuno con la parola. All'inizio c’é qualcuno che ci chiama per nome e ci indica le cose. In questo senso, la parola ci precede e ci determina in quanto persone. Per questo ritroviamo noi stessi solo se ritroviamo le nostre parole. E ci perdiamo, se perdiamo la nostra lingua. L'emigrante, che si inoltra sulle strade che portano per lunghi raggiri alla sua terra, incontra sempre più raramente il suono di quel linguaggio che lo ha chiamato ad essere, quel linguaggio che lo riporta a sua madre e agli amici che non vede più. Ormai, quel suono che abita nel suo cuore e che cerca di risentire è come una moneta fuori corso. La lingua che muore significa la comunità che muore. E' come la casera abbandonata nel bosco: si sgretola e si riempie di muffa. Di quelle fatiche e di quell'amore a cui ognuno di noi si deve non resta che una Renzo Calligaro _____________________segue a pagina 6m Pogled na vas Bardo Stran 6 / Za veliko anu lifa Ijepa novica To je žej večj ljet, ke bardški koro v poje po latinsko, po italijansko anu po slovensko, a ljetos za Lifavico anu za Veliko nuoičj na ba še na nova rjes liepa novica. U njebi kuj koro, a še 10 pis-kaucou, ke ljepo naucenè od duhovnika don Renzo so piskali pjesme. Z flauton so piskali, Margherita, Lara, Maura, Giada anu Jury; z armonijo Joel, z violinom Roberta, Flavio anu Igor, z roncan Roberto. Pouno judi to se zbralo za poslušate Sv. majšo to te dve nedije. Te dan na Lifavico Bruna, Stefania, Flavio, Roberto anu don Renzo so prebrali tou cjerkvi, po našen, "Kristusovo tarpjenje". Judje so poslušali molitve anu pjesme tou tihosti. Kar na finisa-la Sv. majša pouno judi to djalo piskaucan anu cielemo koro, ke no so be zaries bravi. Te dan po veliki noči secion ex emigrante od Barda na orga-nicala še nu fiješto tou te mali vasici blizu Barda, ke na se kliše Hrastije. Pred no malo ankono, na od-pertem, zutra so spijeli Sv. majšo. Še kle so pokazali kaj no znajo naše piskauci anu peuci. Potem, cielo popudne, do mraka judje so se obrietle ukop tej po navadi, za spiti dan taj vina za se po viedati te zadnje novita-di, anu se poplisati. Annotazioni storiche sulla parlata slovena Lo storico Giacomo Baldisse-ra, nella sua monografia "La Pieve di Tarcento" edita da D. Stefanutti, Tarcento 1933, pag. 13 e segg., afferma che già nel 1497 esisteva da parte del pievano di Tarcento l'obbligo di mantenere a proprie spese, come di consueto, un prete di lingua slava per gli obblighi del ministero delle comunità di lingua slava esistenti allora nella Val Torre. Quando avrà avuto inizio questa consuetudine? Certamente molto prima del 1497. Quando si sono insediati questi gruppi slavi nella Val Torre? Vien da pensare che essi siano coevi oppure originari (nucleo secondario) del gruppo slavo delle valli del Natisone (gruppo principale). Nel 1607 queste sono le comunità di lingua slava esclusiva e predominante, nominate nei documenti storici: Coia, Sammardenchia, Stella Zomea-is, Ciseriis, Sedilis nella bassa Val Torre che si é gradatamente fusa e friulanizzata col capoluogo di Tarcento; Villanova, Lusevera, Pradielis, Cesariis nella Alta Valtorre che ha resistito ed ha conservato la parlata originaria slava. La toponomastica documenta abbondantemente l'originaria lingua slava. Le comunità slave soprannominate dal 1607 al 1730 si sono unite ed hanno formato un "Vicariato degli Slavi": avevano un vicario apposito da essi eletto e stipendiato che risiedeva in una casa propria a Tarcento ed attendeva esclusivamente al ministero religioso delle loro borgate (unica lingua é lo sloveno). Le borgate più lontane da Tarcento e quindi mal servite di Lusevera, Pradielis, Cesariis nel 1738 si staccarono da questo consorzio ed ebbero un cappellano stabile, residente a Lusevera. Nel 1840, soppresso il Vicariato degli Slavi, iniziò l'autonomia graduale delle altre borgate: Villanova (1840), Sedilis (1848), Stella (1851), Sammardenchia (1852), Coia (1881) e Ciseriis (1900). Oggi queste comunità sono altrettante parrocchie autonome (allo sloveno succede il friulano). E’ dunque storicamente provato che le comunità di lingua originaria slava della bassa e della alta Val Torre ebbero per vari secoli una loro autonomia linguistica con una unica parlata slovena, con la presenza di sacerdoti di lingua slava per antica consuetudine risalente a prima del 1497. Dopo l'annessione del Friuli all’Italia (1866), con la scuola primaria obbligatoria il problema linguistico e legalitario ha dato nuove soluzioni di fusioni e di assorbimento (al friulano succede l'italiano). Don Antonio Volpe (da "Il Pignarul", 1967, pag.8) A kodre sì se’ prezubila putica ot naše dolin? A kodre si si" prezubila pitica ot naše DOLIN? Pot'travi te divje nas čakoč te' ležiš, oli Čestiteni mudràs tu' svoj pravico e' te poidèr? 'Na pravica cela uo" mes mej, spletena okol nijva, tje mes ouse, pot' Kostanje, zkuozdre host, po' senožšta... Vièàrkana z'nohami ot' tie k' buos, s’èukujami pret’ nami so hodili. Kaj pametne nohe! Za rušečim učilam, na štampenjo so’ te zmirili ne žuboč za sabo hišno kadènje. Zvečar, vsi na horade pres trombe so' bi spravljeni tej piščace par kluočeni njezde. Tu' te pravici, anu mi ka krat smo' se obrietli! Pot’ tu' galerijo liskovo za nu marčico se' pohladiti, oli poklečeni par te vodici k' uos’ šlidpa ne kapala pocàso za našo žejo veliko! Na SOLARJE, ta lèsena kriš sacemo svo pot ne kazala. Ta pret’ nijo so' zahènjale naše ziutrine "orazione”, an smo’ pieli tu' "rogaziòna" de nas vari ot’ burlàce anu ot' vsje "tentaziona". A kudre si se’ prezùbila putica ot’ naše DOLIN? Uo' mes frate se tarnjoč, z’dušico rastàrhano, ciel dan ij te hledan... Sonce on hre za roban anu j ne vien kan man iti. Veliki Tiedan 1989 Dove ti sei perduto sentiero delle nostre "DOLINE"? Sotto l'erbaccia selvatica riposi aspettando il nostro ritorno, o il serpente della Strega nel suo ventre senza fondo con la tua storia ti ha ingoiato? Una storia interamente in salita, intrecciata intorno ai campi, fra gli ontani, sotto i castagni, attraverso il bosco, lungo i prati... Scavata con i piedi di quelli che scalzi, con gli zoccoli davanti a noi hanno camminato. Quanta saggezza in quei piedi! Alla scuola delle formiche, sulla misura del passo ti hanno tracciato non perdendo di vista il fumo di casa. La sera, tutti sull'aia senza tromba erano radunati come i pulcini presso il giaciglio della chioccia. In quella storia, anche noi quante volte ci siamo ritrovati! Sotto la galleria di nocciòli per rinfrescarci un poco, o inginocchiati davanti alla piccola sorgente che gocciolava dalla corteccia troppo lentamente per la nostra grande sete! Sulle "Soiaria", la croce di legno a ciascuno mostrava la sua strada. Davanti ad essa si spegnevano le nostre orazioni del mattino, e pregavamo durante le rogazioni perché ci difendesse dalle tempeste e da ogni tentazione. Ma dove ti sei cacciato sentiero delle nostre "DOLINE "? Su per i rovi spinandomi, con l'anima a brandelli, tutto il giorno ti cerco... Ora il sole volge al tramonto ed io non so dove andare. Venerdì Santo 1989 Lucjan notte della discordia ci porta vers segue da pagina 5 traccia penosa, come una vergogna. La parola é il punto di partenza del pensiero e dell'azione. Quando vien buttata via, ogni vera gioia diventa impossibile e le porte del futuro ci si chiudono davanti. Siamo stranieri a noi stessi e fra di noi. Non abitiamo più a casa nostra. Siamo in condominio, con altri stranieri. Tutto ciò che era casa nostra, l'orto, il cortile, i campi, il bosco, la montagna, quel che ci apparteneva e che era il prolungamento e la espressione di noi stessi ci è divenuto estraneo. Ha cambiato nome. E quindi ha cambiato proprietario. Non l'abbiamo neanche venduto per trenta denari d'argento. L'abbiamo buttato via e tradito perché ce ne vergognavamo. E adesso la nostra lingua, la nostra coscienza, la nostra ragione é qualcosa che non vale niente e a cui nulla può garantire un futuro. Molti fra di noi pensano che questo è il progresso. Se é così, progresso significa assenza di futuro. Per noi. E così andiamo alla deriva, convinti che modernità significhi non aver niente da trasmettere. Consumare e basta. Per questo, il nostro dialetto sloveno é un Anche è felice se detrito del tempo, ma é l'unico che porti ancora una traccia di vero, cioè di noi e della nostra storia. E' l'unico nel quale possiamo ancora sperare di trovare e chiamare per nome la nostra anima e il nostro futuro. (A) Affermare il contrario é una menzogna. E anche tacerlo é mentire. Provate ad osservare il tipo di modernità di quei grandi uomini (fra di noi) che sentono il bisogno di buttare e di far scomparire il dialetto sloveno nella nostra Terska dolina. Nella loro modernità presunta, la credulità più stupida e corrotta trova il suo tornaconto: l’inganno e la viltà non sono le sole oscenità che dominano il loro parlare (italiano) e il loro portafoglio. Non dobbiamo ripetere il tradimento di Giuda con quel che propongono. La Pasqua é un'altra cosa. E' passaggio: dalla morte alla vita. Dalla paura al gusto di vivere e alla libertà. Diceva Bergson che la libertà é essere quel che si é. Possiamo aggiungere che per noi progresso e tornare ad essere quel che siamo, nel contesto attuale, e chiamare di nuovo le cose, le nostre cose, col nostro nome. Questa é la nostra vita che sorge dalle macerie della paura e della violenza. Questa é la nostra Pasqua, é l'amore che vince la morte. E' credere a ciò che ci può ancora sembrare impossibile: che si può vivere assieme nel rispetto e nella verità. Nella collaborazione e nella pace. Senza maschere, viltà e furbizie. Senza svendere la primogenitura per un piatto di lenticchie. Questo é "il compimento del mistero pasquale... che rivela a tutti i popoli il mistero nascosto nei secoli e che riunisce tutti i linguaggi della famiglia umana nella professione dell'unica fede". Anche la notte della discordia e della paura diventa "felix" felice — se ci porta verso la luce. "Tou noči trudosti vjervamo tou Tebé Pridi, Buoh, stori nas nove, stori zrasti od krasi zlomjenu jubezen naših judi". Renzo Calligaro (A) Col nostro dialetto sloveno possiamo ancora sperare di uloviti smjeh naše zemlje, poživiti rožu naše duše". Pogled lz Barda proti Muzcem “Smo virali tou nas anu tou našo zemjo” Stara fotografija za spomin Te dan, kar na finišala pov-jedati, ta žena, kolé na mi dja-la: "Itako to bo dan bot". Kaj čas se čula te besjede! Na govorila tiho, usako tekaj na se ustavjala. To mi se zdjelo, ke na nje tj eia povij edati usaa. Mislila, e kudan, ke ja ne bom kapila. To more biti. Merkala se nje zdjelane roke, ke so pravile kaj sjena so storlé, kaj njiu so skopale, kaj skarpeti so zašile, kaj vou-ne so spetlé..., kaj otrok so stisnile anu povile. Merkala se njie drobno muzo, njie jasne anu rjesne oči. Kaj reči so vidali. Nje usta so sinjé pravile: "Kole to bo dan bot ". A kaj čas so stale tiho, kar so tjele močjno sedrjeti samost, tru-dost, veselje, viranje tou rej-tra. Anu sinjé na djala: "Ja e vidim, ke vi inje njesta vesele anu mota souse. Mi dan bot njesemo mjeli neč anu smo be boč vesele. Smo virvali tou nas, tou našo zemjo". X. Note sulla giornata della cultura TAKO JE PRED PEDESETIMI LETI PISAL ŽUPNIK PRE JOŽEF SIMIZ Odkod ime Platišča? % Ulca*. % o AT 'ThOS 'V (Pt +ko fla&rUt, /fr-trmj/fr fr*-, -oUu.ryyi£_, Zfrùfr frÒrfr&fr* frfr/frfr, frigj Zjco oyn■<*£.£, -ofr- •^a* tvy-Ó* frrìfrrva-ffrà- frrvt , frfrfrtfre, ? Pcvyn- ru- K^NÓ/ro NC L L A 19 23 fy'uPux* frùfr Y3do * £4A>t - -f* e/ /fr* frldò /LxÀfrì ó, ZvVfrO Yufrd* • -fruì, -ttc 'ICC Sada govore moe, ki je bla velika nesreča, je bla slaba ura tako je začelo pomalo z dažen, zat je finilo s toučo, je use u Briezjah potouklo, uso sirkovino rezmetalo, a use tan je pogonobilo. A je biu munih, ku se dije mu, mežner, ja munih, od ospodou perjatelj, teh je ni-mer biu po cirkve, tudi on je mu veliko teško za vidati tole toučo veliko, ke je uso ziemljo neslo, uso sirkovino, krempirja, use, kar so zadelali za njeh žiulenje. Potada tejlie munih žnej-der je šu u cirku, je prosu, Pvavljica o nurnihu in zlodju touča e nimer hodila, boj na boj je pogonobilo; je zgoniu zuone, ni vejalo neč. Touklo, nimer touklo. Potada on je reeku, kar use zluodej j' touku e je uzeu zluodja dou z altarja an ga uuru proč noter pod skalo, e jau, kar use zluodi je touku, še ti se zluodi touče se ti an ga je uuru kar proč noter pod skalo. An lih tistaa poten so šli dou, ka so a zataušali u Ber-gine an so šli puonj predeleč dou Koboret trideset kilometre. Lih tia zluodja poten so zataušali u Kobaride a so zapile. Pavle Merkù, "Ljudsko izročilo Slovencev v Italiji", ITT, 1974 APPLICATA IN PASSATO PER LA RICERCA DI ACQUE SOTTERRANEE, OGGI... Radiestesia, una scienza? La prima volta che sentii nominare la parola Radioestesia, fu circa un anno fà, da un tale Peter Podgornik di Nova Gorica. In quell'occasione stavamo passando una settimana bianca in una località sciistica jugoslava e Peter ci faceva da maestro di sci (impresa assai ardua per lui). Il primo giorno durante il pranzo, lo sentii parlare animatamente con un'altra persona sul come sia semplice trovare un tesoro nascosto con il semplice ausilio di un pendolino (proprio così! Fidatevi dei vostri occhi); oppure di quanto sia pericoloso per una persona lo stare vicino ad un frigorifero per molte ore al giorno. Non sia mai detto, mi dissi tra me e decisi di porre qualche obiezione o perlomeno di approfondire il caso. Fù così che da un iniziale scetticismo venni sempre più convinto da Peter, grazie anche ad alcune dimostrazioni pratiche che mi lasciarono di stucco, a credere a tutte o quasi le tesi della Radioestesia. Questa pseudoscienza che viene chiamata Radioestesia, rivela delle possibilità inaspettate, che ognuno di noi potenzialmente possiede, di captare determinati segnali o raggi emessi da qualsiasi corpo o sostanza, previa una concentrazione ed un adeguato allenamento mentale. La si potrebbe definire come un istinto od un vero e proprio sesto senso. Gli strumenti che vengono usati per rivelare queste sensazioni sono la bacchetta (la famosa bacchetta o forcella dei Rabdomanti), il pendolino e le antenne. Le dimensioni, la forma ed i materiali di cui sono fatti questi strumenti non sembrano essere molto importanti, anche se Peter mi ha mostrato alcuni pendoli di forme stranissime, utilizzati solo per certi scopi, che sono stati riprodotti fedelmente da pendoli trovati nelle piramidi dell antico Egitto. 11 pendolo può essere insomma una qualsiasi massa pesante (es. una biglia) appesa ad un filo di lunghezza variabile (a se- conda del tipo di ricerca e dell'operatore, il quale potrà stabilire quella a lui più congeniale). Le applicazioni pratiche della Radioestesia sono infinite, le più attuate nel passato sono state la ricerca di acque sotterranee e giacimenti minerari (praticate dai Rabdomanti con la bacchetta) le diagnosi di malattie e la ricerca dei farmaci più adeguati, la ricerca di cose o persone scomparse. Negli ultimi anni, molti Radioestesisti hanno studiato l'effetto che hanno sull'uomo alcune forme di radiazioni (chiamiamole così) che provengono dal sottosuolo o dal cosmo. Da questi studi, risulterebbe evidente il pericolo di gravi malattie (tumori, leucemie, ecc.) a danno di persone esposte (si parla di una decina d anni o più) a tale irraggiamento. In coincidenza di certe zone, il sovrapporsi di diverse fonti di queste onde, darebbe luogo ad un'amplificazione dell'effetto negativo, creando dei veri e propri punti critici. Nekaj misli o dnevu slovenske kulture V svojem govoru, ob dnevu slovenske kulture, je špetrski župan Firmino Marinig dal poudarek na nekatera bistvena vprašanja slovenske narodne skupnosti v videmski pokrajini, med katerimi je prav gotovo vprašanje enotnosti. Da smo priča pomanjkanju enotnosti se strinjam in to potrjujejo nekatera dejstva: nekatera društva in organizacije se same srečujejo s tem ali onim političnim predstavnikom; druga celo predlagajo zakonske osnutke za našo zaščito; tretja jemljejo svoje delovanje kot merilo in torej kritično gledajo na delo drugih. Povsem jasno je, da so ti pojavi negativni in nas šibijo. In v tem smislu upam, da so dale besede Mariniča misliti vsem nam. Ob tem pa ostaja po moji oceni odprto vprašanje doslednosti tistega, ki je ta problem sprožil. Zdi se mi namreč, da so v zadnjih letih stališča Mariniča gle- de vprašanja slovenske skupnosti protislovna. Mi ni jasno, če se on ima za Slovenca ali ne, do kakšne mere zagovarja potrebo po zakonski zaščiti, s katero od naših pobud se strinja in do kakšne mere je kot upravitelj in zastopnik neke stranke odprt do nas. Vsekakor se ne strinjam z njim, ko trdi da se krči število tistih, ki imajo pri srcu usodo naše manjšine. Meni se nasprotno zdi, da se narodna zavest krepi in to predvsem pri mladih. Se ne strinjam z njim niti ko trdi, da nimamo idej in programov, ki bi jih ljudje razumeli in podpirali: dokaz sta tradicionalne pobude kot Dan emigranta ali Senjam beneške piesmi, da ne govorimo o uspehu dvojezičnega šolskega centra. Seveda programi niso odvisni samo od kulturnih organizacij, pogojujejo jih manjša ali večja prizadevanja političnih sil, ki so na naši strani. LA TAIPANA DEL PASSATO ATTRAVERSO IL RACCONTO DI GIUSEPPE MICHELIZZA E SUA MOGLIE MARIA L’estate in gennaio a Prihod Bepo Barai anu žena Maria Bazar iz Tipane I durissimi anni del fascismo a Taipana, della miseria, del duro lavoro, dei debiti che si accumulavano e che non era possibile pagare, dei conseguenti pignoramenti, delle vicende dolorosissime della guerra e poi l'emigrazione, la ricostruzione, il terremoto, ci passano rapidamente davanti agli occhi come in un film, nel ritmo incalzante del racconto di Bepo Barat e di sua moglie Maria, sollecitati da Sandro Pascolo. Bepo, Giuseppe Michelizza, di Taipana, è un signore di 81 anni che ha mantenuto una straordinaria vitalità e forza. Lo scorso anno ha anche vinto la coppa per aver lavorato alla "kuota" che era stata preparata in paese allo scopo di rivivere un' esperienza, ma soprattutto per far vedere ai giovani come buona parte degli uomini si guadagnava il pane, come si preparava il carbone. Mentre Giuseppe Michelizza lavorava anno dopo anno come bracciante ed operaio in diverse parti d'Italia, in Svizzera e in Germania, a casa rimaneva con i tre figli a lavorare nei campi la moglie Maria che ha ora 67 anni. "Abbiamo sempre lottato insieme, uno da una parte uno dall'altra" dice. "Quando io impugnavo la falce, lui partiva per andare a lavorare nel bosco". Dopo una vita di lavoro finalmente riescono a costruirsi la casa. Ma è la vigilia del terremoto e cosi prima di potersela godere Bepo e Maria devono ricominciare a sistemarla un'altra volta. Si aiutano ancora adesso nel raccontare il loro passato che è carico anche di bei ricordi, di fatti divertenti. Si, perchè alla gente di Taipana, anche se afflitta da numerosi problemi, non mancava certo il senso dellumorismo e sapeva anche divertirsi. Erano certo tempi diversi quando il tessuto sociale e culturale della comunità era vivo, quando in paese c'erano molti più abitanti, quando era forte il senso di coesione e di solidarietà. Sono almeno due le storie senitite da Bepo e Maria che vale la pena di raccontare. Il paese di Taipana è diviso in più borghi e soprattutto fra la parte alta del paese che si trova in una zona d'ombra e quella bassa, Prihod, c'è stata sempre una certa rivalità e competizione. E così una domenica mattina, nel gennaio del 1927, tutti gli abitanti di Prihod cominciano ad andare nella parte alta del paese con il biroč", il carretto, a caricare la neve che loro non avevano più. Una beffa che non poteva rimanere senza risposta. Subito dopo cominciano ad arrivare nei prati di Prihod, dove la neve si era ormaia sciolta, gruppi di ragazzi con falci, rastrelli, "z ju-žino tu športe ", a maniche corte ed il cappello di paglia in testa. Poi uno incominciava a falciare, l'altro batteva la falce. Ma il segnale dell'arrivo dell'estate lo da la "kukavica" e quindi subito un giovane sale su un ciliego a fare il verso dell'animale... "E1 stato uno scherzo proprio ben riuscito" ricorda sorridendo Giuseppe Michelizza. Un gusto per il teatrale questo che a Taipana hanno mantenuto e sviluppato nel corso degli anni. Lo dimostra anche la vicenda della luce a Debellis. Erano i primi anni 40 e finalmente comincia ad arrivare la luce nelle case. A quei tempi i lavori venivano fatti da un'impresa privata che chiedeva ad ogni famiglia un versamento di 2 mila lire a fondo perduto, 1 palo per la luce oltre a 4/5 giorni di lavoro gratuito. Non era affatto poca cosa, ricordano i Michelizza. Tant'è che gli abitanti di Debellis non ne volevano sapere. (I fatti successivi hanno poi dato loro ragione perchè hanno avuto la luce gratis). Non solo, ma si facevano beffe dei taipanesi che "avevano ceduto ". Quest'ultimi decisero allora di portare a Debellis quel progresso che era stato rifiutato. Una domenica mattina tutti gli abitanti di Taipana partono alla volta del paese vicino. Fanno passare da una casa all'altra i cavi di "loze", liana, con le “rakle" simulano i pali della luce, poi costruiscono con alcune assi la cabina elettrica e così via. Ma non basta. Concluse queste operazioni, inizia la rappresentazione teatrale, con tanto di discorsi inaugurali e benedizioni. E quelli di Debellis come hanno reagito, abbiamo chiesto. "Tutti tappati in casa ", rispondono divertiti Bepo e Maria. V nedeljo Skupine ’85 v občini Tipam Skupina 85 je povabila vse svoje člane in prijatelje na enodnevni izlet v Kar-najsko dolino, se pravi v osrednji prostor slovenskega terskega narečja v zahodni Benečiji, ki ga je Ippolito Nievo opisal v romanu "Il conte pecoraio ". Udeleženci izleta bodo odpotavali iz Trsta v nedeljo 16. aprila zjutraj. Dopoldne bojo obiskali Brezje, ki je najvišja vas na terskem področju ob vznožju Breške gore (795 m. nad morjem), in Plestišče, ki je nekoč bilo pomembno središče. Po kosilu v kmečko-tu-rističnem gostišču v kraju Campo De Bonis, bodo obiskali vas Tipano, kjer se bojo srečali z županom Adrianom Noaccom in župnikom Mariom Totisom. Gledali bodo tudi viedoposnet-ke o tipanskih značilnostih. Naj povemo, da Skupina 85, eden od pobudnikov katere je tudi Pavle Merkù, združuje slovenske in italijanske intelektualce, ki že nekaj let sodelujejo in se prizadevajo zato, da bi se Italijani in Slovenci bolje medsebojno poznali. Na tem namreč temelji medsebojno spoštovanje in na tej osnovi se lahko gradi vsebinsko bogata kultura sožitja. LA NECESSITA' Dl NORME PER PRESERVARE I LUOGHI SUGGESTIVI DEL TAIPANASE Turismo: a quale prezzo? La storia di Taipana attraverso i toponimi Poje - potrebbe avere almeno tre interpretazioni, di cui due molto attendibili. La prima derivante dallo sloveno: polje significa campo. Infatti potrebbe individuarsi come località in mezzo ai campi (sebbene lo sia ormai stato un tempo).(Ed è l'interpretazione più attendibile, n.d.r.). La seconda avrebbe attinenza con il verbo: pjete, cioè pregare, da cui poje nel senso che si prega, dato che ivi é ubicato il cimitero, inteso perciò come luogo di preghiera. Ban - inteso come luogo appoggiato a guisa d'un grande ripiano a vari costoni e dossi, molto irregolari ed accidentati. Pustjela - probabilmente in senso lato potrebbe dirsi d'un luogo dove si lasciano, o meglio si lasciavano spesso vari depositi di fieno, erba, legna, comprese le tipiche carbonaie (kuote) sui relativi spiazzi appositi (kuotišče). Da pustite = lasciare, nel senso di tenere là, per la disponibilità che si pre- senta e tjela = voluta lì e così, da tjete che significa volere. Zavinče - senz'altro ha un riferimento di posizione, come luogo riparato, a ridosso o meglio dietro ad un posto esposto. Da zavječa, inteso come riparo, al riparo di... Si può constatare in effetti come la località in oggetto presenti un'indubbia ubicazione di clima più mite rispetto ad altre località vicine, più fredde ed umide. Zaženina - in contrapposto a Zavinče, si ha sull'altro verso, esposto verso sud-ovest, la suddetta località, in verità più esposta e ventosa. Dal verbo žanestč = menare, trabordare, muovere agitando, perciò posto dove mena e muove il vento. Humeč - vale a dire piccolo Hum, già visto nel numero precedente. E’ realmente una piccola e breve sommità e spazia sufficientemente ciò che gli é sottostante. (continua) Adriano Noacco Splendida mattina £ Zvone tou Brezijah: cirkou an turan no šinje čakajo C'è tanta pace nello scenario alpestre! C'è tanto azzurro sul soffitto del cielo! Son le promesse offerte allo sguardo dissopito che vaga inebriato la splendida mattina di primavera. C’è un gorgoglio in un angolo remoto! C'è freschezza d'un acqua cristallina! E' una polla sfociante dalla falda petrosa. Attorno un tappeto con tanti fiori ed erbe che fan profumate offerte a chi gode e vive la splendida mattina di primavera. Un petalo aggiunto al fiore della vita che lentamente appascisce. Adriano Noacco Non credo di essere il solo al quale sopravviene un senso di apprensione in occasione di giornate festive di bel tempo. Ad iniziare dai primi tepori della primavera fino agli ultimi caldi dell'autunno infatti, la montagna, o comunque, il verde, il bosco, diventano meta di folte carovane di turisti e campeggiatori, nauseati dalla città, vengono a ritemprarsi ed a ricaricarsi per la nuova settimana. Si parla tanto quindi di turismo e di possibile sviluppo futuro delle nostre zone (leggi Campo di Bonis) che, indubbiamente, offrono allo stato attuale un'indiscutibile richiamo. Quello che molti di noi (del comune di Taipana) pensano, ma che ben pochi hanno il coraggio di dire (anche per non essere tacciati di arretratezza mentale o cose simili) è se veramente, per una comunità come la nostra, questo tipo di turismo sia utile, o non sia piuttosto dannoso. Si sente anche dire che un futuro sviluppo turistico porterà una maggiore economia per gli esercenti attuali che, ora come ora, purtroppo non possono disporre di un accettabile giro d affari. Sulla base di questi luoghi comuni, mi limito ad effetture alcune constatazioni: chiunque di noi abbia modo di girare, in una domenica di sole, per il nostro comune noterà sicuramente diverse auto di "turisti" sparse nelle varie zone di Campo di Bonis, della Val Calda, di Ponte Vittorio tanto per fare degli esempi; noterà anche che questo tipo di "turista" è estremamente attrezzato ed autosufficiente in quanto, disponendo di tutti i nuovi attrezzi e prodotti per campeggio esistenti in commercio, non necessita di niente, sicché è praticamente impossibile che egli possa consumare qualcosa in un bar od osteria; in alcuni casi noterà anche un certo abbandono di rifiuti non biodegradabili, soprattutto in prossimità del bosco o di qualche cespuglio. In certi momenti sembra proprio che il nostro selvaggio territorio sia divenuto terra di conquista per l'uomo civile della pianura. A pensarci bene però la "civiltà" ci offre qualcosa: qualche rifiuto, qualche pianta umiliata, qualche prato o sottobosco rovinati, molti rumori che, per fortuna, spaventano e tengono lontani gli ani- mali e nei casi più prodighi, qualche bell’incendio. Così, il giorno di Pasquetta a Campo di Bonis, qualche campeggiatore vedendo tanta erba secca nella piana, ha pensato, in un momento di generosità, di bruciarla per permettere così a quella nuova una migliore crescita. Questo (o questi) benpensante deve avere leggermente sbagliato i suoi calcoli, fatto sta che è divampato un bell’incendio, il cui fumo era ben visibile da diverse frazioni del nostro comune. Nonostante l'allarme sia stato dato subito, il fuoco divorava l'erba secca molto velocem-bre, aiutato anche dal vento. Sono intervenuti i volontari della squadra antincendio di Taipana ed alcuni di Nimis, i militari di stanza a Platischis e tutti quei giovani ai quali stava a cuore la natura e così nel giro di due ore si è riusciti ad estinguere le fiamme che si erano sviluppate in diverse direzioni. Complessivamente sono stati bruciati alcuni ettari fra prato, bosco e pinete. E poteva andare peggio! Io credo, e penso di non essere il solo, che i pic-nic o le scampagnate così come si svolgono ora, siano da vietare, o quantomeno da limitare tenendo conto sia del rischio di incendio, sia del possibile abbandono dei rifiuti. Ciò potrebbe avvenire mediante opportuni cartelli e segnaletica, nonché, se verrà mai realizzato, mediante l'apposito regolamento che stabilirà le regole da rispettare all'interno del futuro Parco delle Prealpi Giulie ancora, da diversi mesi, all’esame degli amministratori comunali. Certo è che, parco o non parco, già da adesso ritengo necessario qualche provvedimento perchè non è possibile per noi del luogo rassegnarci alla presenza di questo tipo di "turismo" che di anno in anno cresce, non porta alcuna economia, e rischia prima o poi di rovinare non solo Campo di Bonis ma anche altri luoghi del nostro comune particolarmente belli e suggestivi, (sp) Poesia, tratta dal recente libro di poesie; "e il naufragar mi è dolce nella natura ", del poeta-scrittore naturalista Adriano Noacco, edito dalle Grafiche Cornino di Feletto Umberto, in vendita presso varie librerie ed edicole della zona di Udine e varie località della provincia. SI PROSPETTANO TEMPI LUNGHI PER LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO DEL PARCO NATURALE NUMERO 3 DELLE PREALPI GIULIE Una pausa dì riflessione per il Parco Di questo parco credo non se ne sia ancora parlato sul Novi Matajur, scarsa informazione se ne è avuta anche da altri mezzi di informazione che a volte non mancano di riportare le notizie più banali che succedono nella nostra comunità. Eppure non dovrebbe essere un argomento così marginale se è vero che per estensione interessa 3 Comunità montane, 9 comuni, una • superfice complessiva di 28.300 ha e per quanto riguarda il comune di Taipana una superficie di 3411 ha. pari al 52,1% di tutto il territorio comunale. Circa quattro anni fa il comune di Taipana ha delegato la Comunità montana alla stesura del progetto Parco e in tutto questo periodo non risulta siano state organizzate discussioni con la popolazione e con il consiglio comunale. Nel novembre 1988 sono iniziati a pervenire i primi elaborati, gli ultimi sono pervenuti verso il 26 dicembre e tuttavia sono state fatte pressioni perchè il tutto fosse approvato entro il 31 dicembre. Ed infatti il consiglio comunale con all'ordine del giorno l'approvazione del progetto parco si è riunito due volte, l’ultima proprio il 30 dicembre. La prima seduta ha rinviato la votazione in attesa di ulteriori elaborati progettuali, la seconda su pressione della minoranza ha rinviato ulteriormente la votazione e nominato una commissione per studiare gli elaborati del progetto parco e relazionare al consiglio comunale. A dire il vero non si capisce perchè l'argomento sia stato portato all'approvazione del consiglio comunale quando ritengo nessun consigliere aveva le idee precise su cosa sarebbe andato a votare, né si comprendono alcune riunioni dell'ultimo momento con la popolazione e da cui scaturivano promesse o assicurazioni verbali senza conoscere a fondo gli allegati progettuali. Questi ultimi sono numerosi, si tratta in particolare di cartografie, a volte in contrasto tra loro, e non esiste nemmeno una piccola relazione di 3 o 4 paginette per comune che precisi gli scopi che si vogliono raggiungere e illustri senza eccezioni o dubbi i vincoli riferiti alla zonizzazione, in particolar modo per quanto riguarda la forestazione, le attività zootecniche, la fauna e l’uccellaggione. Qual'è l'area interessata nel comune di Taipana? Certamente leggendo gli elaborati alcune cose vengono evidenziate, innanzitutto rispetto alle indicazioni del consiglio comunale di 4 anni fa, che per quanto riguarda la superficie inseriva nel parco solo la catena del Gran Monte, superficie che viene di molto ampliata. Viene compresa la frazione di Monte Maggiore e tutta una vasta area che da Cor-nappo segue la strada militare per Subit e superato il monte Cripia scende al Natisone sfiorando l’abitato di Platischis. Fra il Natisone e l'abitato di Monte Maggiore, lungo il Rio Bianco viene individuata una zona di riserva integrale della superficie di 132 ha. che andrà espropriata agli attuali proprietari. I centri nevralgici del parco nel comune di Taipana vengono individuati in Campo di Bonis e in Sredgnobardo dove per interventi di recupero edilizio e urbanistico si prevede di spendere rispettivamente un miliardo e 700 milioni. Le proteste della popolazione La popolazione non ha generalmente accettato positivamente il progetto presentato, ci sono state due petizioni contrarie anche se sicuramente influenzate dalla mancanza di informazioni per cui si sono scatenate tutte le supposizioni o voci possibili. La commissione consigliare incaricata di esami più approfonditi si è riunita un paio di volte, varie tematiche rimangono da approfondire, da più di un mese e mezzo non si riunisce più ed è palese uno scarso interesse in merito da parte del gruppo di maggioranza. Siamo alle solite della politica spettacolo del nostro comune; conferenze, studi-dibattiti, titoli sui giornali con interventi generici solo ad uso propaganda e risul- tati scarsi o addirittura inesistenti. Per il parco è momento di riflessione, forse si attendono indicazioni dall'alto, alla fin fine qualche decisione dovrà scaturire. Solo tutela della natura? E' probabile che anche in riferimento al parco, nella sua realizzazione, non sarà vista solo la tutela della natura e gli interessi della comunità. Come si possono infatti conciliare questi interessi impiegando 1.700.000.000 per ripristinare fabbricati ridotti a un cumulo di macerie non certo dal terremoto ma dall'abbandono da parte dei proprietari già decine di anni fa? La tutela della natura potrebbe venire perseguita rimuovendo le rovine e non certo creando nuovi insediamenti in zone incontaminate. Da parte del gruppo consiliare di minoranza non c'è preclusione verso l'istituzione del parco naturale anche se i suoi confini venissero ulteriormente allargati. Da parte dell'opinione pubblica mondiale cresce rapidamente una maggiore sensibilità verso queste problematiche, diviene chiaro che la difesa del patrimonio naturale è anche a salvaguardia dell'esistenza medesima dell'uomo sul pianeta e credo sia opportuno tenerne conto anche nella nostra comunità. Pensiamo inoltre che la popolazione potrà trarne dei benefici economici in riferimento ai posti di lavoro necessari per far funzionare le strutture e i servizi previsti. Alcune proposte della minoranza in consiglio comunale Anche un turismo qualificato di persone presumibilmente amanti della natura riteniamo sarà a tutti ben accetto. Per quanto riguarda 3. Al di fuori dell'eventuale zona integrale deve essere ben chiaro che non vengano posti limiti, tranne quelli già esistenti, per la fruizione del patrimonio boschivo e dei pascoli. 4. E' necessario conoscere con precisione le norme che nel parco regoleranno la caccia e l'uccellagione. Crediamo per tutti sia natuale pensare che dette norme del parco debbano essere più rigide che non nelle riserve di caccia limitrofe al parco. A questo proposito non ci pare proprio opportuno l'inserimento nel parco di una "zona di gestione faunistico-ve-natoria". Per quanto riguarda l'uccellagione nel progetto sembra proibita ed è tuttavia necessario prestare più attenzione alle deroghe concesse per evitare che le buone intenzioni servano di facciata ad altri propositi. 5. E’ necessario che in attesa dell’approvazione del progetto parco venga sospesa la realizzazione di infrastrutture nelle aree interessate. Particolarmente la realizzazione di piste forestali per quanto riguarda percorsi, tecniche da utilizzare ed impatto ambientale, necessità di consulenza vincolante di esperti in questi specifici settori. Rimangono ancora numerosi altri punti da sviscerare ma come dicevo per ora tutto è fermo e tace. La protesta popolare si è placata con le due petizioni e anche se da parte dell'amministrazione comunale non si poteva gestire in modo più sconsiderato questa iniziativa, i gruppetti a suo tempo pronti alle denigrazioni ora tacciono. Tutto secondo copione. La negligenza e l stanno rovinando Si parla ancor oggi tanto degli effetti e delle conseguenze del dopo Chernobyl, non paghi d’aver scialato fiumi di parole, da due anni a questa parte. Indubbiamente le tanto temute e riscontrate contaminazioni del cesio hanno sì lasciato i segni su tante colture e coltivazioni e pure sulla flora spontanea in genere, come ad esempio i funghi, ma non tanto da portare al caos che ne é sortito fuori. Purtroppo si é chiaccherato troppo e male, senza fondamento a volte, non tenendo in dovuto conto che l'effetto in predicato non è stato altro che la sommatoria d'un processo radioattivo precedente, perdurante e risalente occhio e croce al 1961 (epoca della proliferazione degli esperimenti nucleari nel mondo). Ma va detto di più, ora le cause hanno aggravato ulteriormente la situazione. Abbiamo zone d'alto rischio e tutto per il reiterato abuso in fatto di prevenzione e tutela del nostro ambiente. Ci sono troppi e permissivi usi e abusi di aggressivi chimici, aggiungiamo la sempre più invadente contaminazione di zone fino a ieri pressoché vergini, con i gas e residui carboniosi dei vari mezzi di trasporto e locomozione, i vari depositi qua e là, emergenti di rifiuti del bivacco e della vacanza in loco; così il triste quadro è ben evidenziato. Invece d'avere un risanamento, ecco che il peggioramento incom- be lento e minaccioso nel tempo. Apriamo gli occhi, signori miei! Il male, se stava all'origine, ora non va recriminato, ma combattuto subito nel dilagante sozzo bubbone che è l'inquinamento. E in questo caso porto come esempi lampanti le due seguenti annotazioni. Questo grave male l'ho constatato a quota 2000 metri circa, in una delle più pittoresche zone montane delle nostre Prealpi Giulie! La sfrenata psicosi del mezzo di trasporto facile e per nulla faticoso, agevolata da strade stupende e panoramiche che arrivano alla base delle rocce e dei contrafforti alpini, ha dato il via, anno dopo anno, ad una visione sinistra. In un canalone che di solito convoglia le acque tumultuose dei temporali, o quelle più limpide e meno rumorose dei nevai in quota, sotto un anfratto profondo giacevano quintali di rifiuti e di resti dei cosiddetti turisti della domenica: barattoli, lattine, contenitori di plastica, di fibra, resine sintetiche, oggetti vari, pezzame, cartacce, ecc... Morale della mia fiabetta? A monte, dove lhabitat era presso- ché allo stato primitivo, senza camminamenti, c era una vegetazione bella, verde, sana, fresca, mentre sotto, dove le sponde ed i fianchi lambivano quella avvilente sozzeria, tutto l'intorno assumeva un colore tetro, funereo, con strane configurazioni arboree ed erbacee. Il colore probante d una lenta degradazione naturale al limite dell'esistenza. Ecco quindi un altro poco edificante esempio di scempio folle ed insano! E come ultimo, riporto ciò che in tante parti della Germania è stato predisposto per sicurezza preventiva. Su tutte le arterie e vie di maggior traffico e trasporto, entro una fascia di circa 300 metri di esse, verso i terreni coltivati e bradi, delle campagne e boschi adiacenti, s'è costituita una zona di rischio praticamente. Cioè entro questo limite si sconsiglia la raccolta di derrate, frutta, erbe, piante in genere per uso alimentare. Dunque qualcosa di serio c'è, in quanto riportato, lascio perciò voi giudicare, queste evidenti prove di scarsa coscienza ed educazione ecologica. Adriano Noacco la minoranza consigliare abbiamo chiesto al sindaco che la commissione preposta svolga il suo compito e comunque sul progetto possiamo indicare già alcune nostre opinioni: 1. Per la fruizione del parco tutte le strutture necessarie debbono venire collocate nelle frazioni limitrofe al parco o interne per quanto riguarda la frazione di Monte Maggiore. E' assurdo non utilizzare la recettività esistente o fabbricati anche pubblici in disuso e da poter utilizzare all'evenienza. 2. Per l'istituzione della zona integrale serve certezza assoluta sull'opportunità di questa realizzazione, è inoltre necessario comprendere come mai a suo tempo proprio la Comunità montana ne avesse acquistato vari ettari per utilizzazione forestale che ora verrebbe preclusa. Elio Berrà rl ri ri M inimataj ur SLOVENSKA LJUDSKA PRAVLJICA Dober kralj Matjaž Kralj Matjaž je bil dober kralj. Dal je same zlate kovati. Drugega denarja sploh niso poznali. Zato so bili takrat zares zlati časi. Pod košatimi lipami so naši očaki vsak dan rajali in v svetle kozarce natakali rujno vince. Bil je kralj Matjaž slovenski kralj, naše gore list. Izbralo si ga je ljudstvo na Gosposvetskem polju in v starem Krnskem gradu je imel svoj prestol. Noč in dan so bila odprta grajska vrata in vsak revež si je lahko izprosil milosti in pravice. Ker pa je bil kralj bogat vladar, so mu drugi kralji zavidali. Nekoč pa je iz onega kraja, kjer sonce zahaja, prišlo toliko sovražnikov nad Matjaža kot gosenic na repišče. V krvavem boju so pokončali njegovo vojsko do sto zvestih junakov. Ker pa je bil pravičen kralj, ni bil ubit, ampak ko ga je na begu sovražnik že mislik zajeti, se je odprla skala v Rečicah, do katerih je pobegnil, in ga skrila pred sovražnikom. Tam sedaj počiva s svojimi junaki in kadar mu bo brada zrasla devetkrat okoli mize, ga bo gora dala nazaj, da bo srečno vladal slovenskemu rodu. Izvoljenim se večkrat posreči, da pridejo do njega. Pri Rečicah je bil kovač in ta je na gori iskal glogovega ročnika za kladivo, pa je našel duplo, skozi katero je prišel v hipu v prečuden svet. Kralja Matjaža je videl pri okrogli kamniti mizi sedeti in dremati. Na mizi je ležala debela mošnja zlatov. Kovač jo je vzel in je bil odtlej bogat mož. Zlasti na starega leta dan se to duplo lahko vidi. Podganek in grof Živel je reven mladenič, ki mu je bilo ime Podganek. Ker je živel v revščini, je tuhtal, kako bi prišel zlahka do kruha; kajti delati se mu je tožilo, stradati pa ni hotel. Neko noč, ko ni mogel spati, jo iztuhta, da pojde po svetu in se razglasi za desetnika. Takoj drugi dan pobere šila in kopita ter gre svet goljufat. Hodi po svetu ter pride k nekemu grofu in se mu izda za desetnika. Grof mu pove, da je zmanjkal njegovi ženi drag prstan in sumi, da so ga ukradli služabniki. Obljubi mu sto zlatnikov, če mu ga dobi in prinese nazaj. Podganek gre k služabnikom in zahteva, da vrnejo prstan. Služabniki mu dajo prstan in ga prosijo, da bi jih ne izdal pri grofu; za to mu obljubijo sto zlatnikov. Podganek pa je bil zvit. Prstan da petelinu, da ga požre; nato gre h grofu in mu pove, da prstana nimajo služabniki, temveč da ga je požrl petelin. Hitro zakoljejo petelina in najdejo prstan v njegovem golžunu. Grof mu izplača obljubljenih sto zlatnikov in služabniki tudi toliko, ker jih ni izdal. Podganek se je smejal v pest, ker je zaslužil tako na lahkem dvesto zlatnikov. Zdaj se hoče grof še bolj uveriti o Podgankovem de-stništvu; zato prinese pod skledo pokrito podgano in ga vpraša: Kaj je notri? Podganek je v veliki zadregi, zato začne vzdihovati v svoji obupanosti: O ti Podganek, kam si prišel! O ti ubogi Podganek, kaj ti je storiti? O ti spak ti; zdaj pa vem, da veš vse, mu reče grof ter privzdigne skledo in velika podgana šine izpod nje. Grof je mislil, da pravijo tam, kjer je bil Podganek doma, podgani-podganek. Ko se odpravi Podganek dalje po svetu, ga grof nekoliko spremi. Po poti ga marsikaj izprašuje. Pa se naenkrat grof skloni, skrije nekaj prav naglo v pest ter vpraša Podganka: Desetink, kaj imam v pesti? Kaj neki imate, mačje blato imate! mu odgovori Podganek. Grof je imel res to v pesti, zato je Podganku verjel, da je desetnik. Iz knjige "Slovenske ljudske pripovedi", Mladinska knjiga, 1970, Ljubljana Moja vas: la Provincia da il suo patrocinio Th 1 d 1 • i 1-dXH ^ tXXAypD cJ TTU oCH TlU : u rUVJlAAJu. . I i d. TTUlCVI A On CV \-QA Vf/Af ' Cp - J TTU ^U- WÒJJy It . C/ p ^ UOlAa TTWa d -tcy'ò-U/ , ,CCuU\ |ì,0 ■ CACO (jj Jj*uta Ja .lAiruiiiG £xm. vo'./j thaa “AiAA dsÀ/Vjy jpJÀ/i 0 ;.*UW€UO E’ in pieno svolgimento il XVI concorso regionale dialettale sloveno Moja vas. E al Centro studi Nediža stanno pervenendo le prime composizioni. Ricordiamo comunque che i lavori dovranno pervenire entro il 15 maggio, ripetendo l'invito ai ragazzi a collaborare. L’amministrazione provinciale di Udine ha concesso ufficialmente il patrocinio alla XVI edizione del concorso dialettale sloveno "Moja vas", e sl propone altresì di erogare un contributo neH'ambito della legge regionale 68. Lo ha comunicato nei giorni scorsi al Centro Studi Nediža l'assessore alla cultura Giacomo Cum. V špetrskem Centru je vedno ka Gledali nas bojo po belgijski televiziji V petek smo gledali zelo lepo lutkovno predstavo TUTTOSPORT VSE O ŠPORTU I risultati 1. CATEGORIA Valnatisone - S. Daniele 1-1 2. CATEGORIA Audace - Torreanese 2-1 Donatello - Savognese 1-1 3. CATEGORIA Alta Valtorre - Chiavris 1-0 Celtic - Pullero 3-2 UNDER 18 Valnatisone Julia 1-0 Pullero - Ciconicco 2-10 GIOVANISSIMI Valnatisone - Buonacquisto 0-0 ESORDIENTI Audace - S. Gottardo/B 2-0 Gaglianese - Valnatisone 2-1 PALLAVOLO FEMMINILE Apicoltura Cantoni Polisportiva S. Leonardo - Remanzacco 1-3 Prossimo turno 1. CATEGORIA S. Sergio - Valnatisone 2. CATEGORIA Savognese - Forti & Liberi; Gaglianese - Audace 3. CATEGORIA Puliero - S. Rocco; Colugna - Alta Valtorre UNDER 18 Ragogna - Valnatisone; Azzurra - Puliero GIOVANISSIMI Olimpia - Valnatisone; recupero Valnatisone - Fortissimi martedì 18 aprile alle ore 18 ESORDIENTI Valnatisone - Audace PALLAVOLO FEMMINILE Riposa Apicoltura Cantoni Pol. S. Leonardo Le classifiche 1. CATEGORIA Serenissima 36; Gemonese 32; Percoto 30; Flumignano 28; Fortitu-do, Cividalese 27; Pro Fagagna, San Sergio 26; San Daniele 25; Ponziana 24; Valnatisone, Lauzacco, Julia 23; Spilimbergo 19; Maianese 17; San-giorgina 14. 2. CATEGORIA Arteniese 33; Tarcentina, Pro Osoppo 32; Audace 31; Tricesimo 30; Forti & Liberi 27; Gaglianese, Buonacquisto, Reanese 25; Bressa, Corno 24; Torreanese 23; Donatello 21; Olimpia 20; Buttrio 18; Savognese 10. 3. CATEGORIA - Girone D Riviera 41; Treppo Grande, S. Gottardo 39; Atletica Bujese 34; Pro Tolmezzo 31; Rizzi 29; Pro Venzone, Bearzi 20; Alta Valtorre, Colugna 19; Nimis 18; Ciseriis 16; Chiavris 15; L'Arcobaleno 10. 3. CATEGORIA - Girone E Comunale Faedis 37; Savorgna-nese, Rangers 33; Azzurra 30; Man-zano 27; San Rocco 23; Puliero 20; Atletico Udine Est 19; Stella Azzurra 18; Asso 17; Fulgor 16; Ancona 14; Celtic 13. La Comunale Faedis é promossa in 2. Categoria. UNDER 18 Virtus Tolmezzo, Julia 36; Pro Osoppo 35; Reanese 33; Rizzi 26; Buonacquisto, Ragogna, Valnatisone 25; Riviera 21; Ciconicco 20; Me-reto Don Bosco 19; Olimpia 17; Azzurra 12; Chiavris 11; Puliero 9. GIOVANISSIMI Serenissima 44; Buonacquisto, Paviese/A , Gaglianese 38; Nimis 27; Manzanese 26; Cussignacco, Torreanese 24, Valnatisone 22; Comunale Faedis, Olimpia 18; Azzurra 17; Savorgnanese/B, Fortissimi 9; Fulgor 3. Valnatisone 2 partite in meno; Fortissimi, Manzanese, Buonacquisto, Comunale Faedis, Cussignacco, Torreanese, Fulgor una partita in meno. ESORDIENTI Gaglianese 21; Buonacquisto 17; Valnatisone 14; Manzanese 12; S. Gottardo/B, Cividalese 10; Azzurra, Comunale Faedis 5; Audace 4. Audace, Buonacquisto, Manzanese hanno riposato. PALLAVOLO FEMMINILE Asfjr 24; Cassacco 22; U.S. Friuli, Paluzza 18; Socopel 16; Remanzacco 12; Apicoltura Cantoni Poli-sportiva S. Leonardo 10; Terzo 8; Percoto, Green Club 6; Gonars 0. N.B. Le classiiiche delle giovanili e della pallavolo femminile sono aggiornate alla settimana precedente. IN PRIMA CATEGORIA A S. PIETRO UN INCONTRO PER LA SALVEZZA DECISO DA UN RIGORE INESISTENTE L’arbitro pilota il pari Scandalo a S. Pietro! Se l’arbitro avesse indossato la maglia del S. Daniele poteva essere anche perdonato, ma é ancora lampante il calcio di rigore che ha inventato per favorire il pari degli ospiti. La Valnatisone non meritava un simile trattamento, senza quel regalo non ci sarebbe stato il pareggio. I padroni di casa, passano in vantaggio a seguito di una discesa lungo la fascia sinistra di De Marco, il quale dalla linea di fondo mette il pallone all’indietro sui piedi di Sedi, appostato nell’area piccola; preciso diagonale con la palla che gonfia la rete. Il direttore di gara da quel momento fischia a senso unico, per giungere al 25’ della ripresa a decretare il rigore per un fallo subito da Bei-trame da parte dell’attaccante ospite Pappalardo; lo stesso giocatore pochi minuti prima aveva parlottato con l’arbitro, nessuno certamente ha sentito il contenuto dei loro discorsi. Due rigori non concessi alla Valnatisone sono la perla di questa inaudita direzione arbitrale. L’Audace ha meritatamente vinto il derby casalingo che la vedeva opposta alla Torreanese, mantenendo così a cinque giornate dal termine ancora intatte le speranze di promozione. Si é rivisto fra i pali Castellani, che ha dato con la sua presenza più sicu- rezza alla retroguardia locale. Le reti del successo sono opera di Alberto Paravan. Domenica prossima a Gagliano attende l’Audace una difficile gara con la velleitaria Gaglianese, che cercherà di dare un dispiacere ai ragazzi di Bruno Jussa. La Savognese riesce finalmente ad ottenere un punto in trasferta, che potevano essere due, se i padroni di casa del Donatello non fossero riusciti a rimontare nel secondo tempo la rete di Federico Szklarz. L'Alta Valtorre ottiene un prezioso successo con il Chiavris, mentre il Pulfero nonostante due reti di Marino Simonelig ammai- na bandiera sul terreno del fanalino di coda Celtic. Gli Under 18 del Pulfero sono travolti dalla grandinata di reti del Cicconicco, mentre quelli della Valnatisone con una rete stupenda di Andrea Scuderin fermano la marcia della capolista Julia. Pareggio equo fra i Giovanissimi della Valnatisone contro il Buonacquisto. Gli Esordienti dell'Audace con reti di Terlicher e Claudio Bledig regolano il S. Gottardo/B. La Valnatisone sbagliando un rigore con Luca Mottes e siglando una rete con Michele Selenscig mette in seria difficoltà la Gaglianese sul suo campo. {c „ > SCI CLUB MONTE MATAJUR - LA MANCANZA DI NEVE E’ STATA UNA CALAMITA’ - NONOSTANTE CIO’... Un9annata positiva per i Lo Sci Club Monte Matajur di S. Pietro al Natisone svolge l’attività in favore dei soci e dei ragazzi che hanno voglia di praticare lo sport dello sci. Presidente è Manlio Dorbolò; vice presidente Fulvio Degrassi; segretario Giuseppe Gallo; consiglieri: Mario Cont, Marino Gosgnach, Giuseppe Pe-tricig. L’annata non è andata troppo bene per l’ovvio motivo, la mancanza di neve; nonostante tutto, lo Sci Club è riuscito a portare avanti il suo programma. Per quanto riguarda le gare, sono state disputate tutte quelle messe in calendario dal comitato. La difficoltà maggiore incontrata ha riguardato gli allenamenti, perchè non essendoci stata praticamente mai neve sul Matajur, non si é neanche avuto la possibilità di fare allenamento in altre località, tipo Piancavallo o Forni di Sopra. C erano dei problemi oggettivi per andarci: dopo che i ragazzi in mattinata erano stati a scuola, partire alle 13.30 per fare 150 chilometri diventava un pò troppo pesante. I ragazzi sono stati bravi e si sono comportati bene perchè sono riusciti, in pratica senza allenamento, ad ottenere buoni risultati. Durante le vacanze natalizie andavano a cercare neve a Casera Razzo, in Veneto, e sul Monte Lussari, partendo con il pullmino alla mattina e rientrando la sera dello stesso giorno. Erano iniziate in quel periodo anche le gare, con i buoni piazzamenti ottenuti da Mara Zuanella con due terzi posti nella categoria "Cuccioli", da Cristina Specogna terza ai campionati provinciali sempre nella stessa categoria; inoltre con Lavinia Dorbolò nelle allieve e con Davide Clodig, anche loro con due ottimi terzi posti ai campionati provinciali, più diversi piazzamenti. Un altro ragazzo che si è comportato bene ottenendo buoni risultati, classificandosi fra i primi dieci, è Flavio Petricig, della categoria "Cuccioli ”. Questi, per categoria, i ragazzi dello Sci Club: Cuccioli: Federico Golop, Flavio Petricig, Cristina Specogna, Caterina Trusgnach e Mara Zuanella. Ragazzi: Manuel Manzini. Allievi: Arianna Cont, Andrea Cosmacini, Davide Clo- dig, Lavinia Dorbolò, Davide Dor-gnach, Gianmarco Laurencig, Nicola Pinatto, Arianna Trusgnach, Stefano Zufferli. Giovani: Barbara Pinatto. Finanziariamente aiutano la società le ditte: All Transport, VEdilvalli, 1 ' Edilmateriali e per la prima volta è intervenuta pesantemente per fortuna del Club, la Hobles, che ha dato un grosso aiuto per portare avanti la stagione. Il programma di quest'anno prevede, neve permettendo, una serie di allenamenti estivi sul ghiacciaio di Sella Nevea, tre settimane a cavallo dei mesi di giugno, luglio e inizio agosto. In mancanza di neve si sarebbe costretti ad andare altrove, ad esempio in Austria. Quindi seguirà un periodo di preparazione, con allenamento atletico di potenziamento, soprattutto per i ragazzi dai 15 anni in sù, in collabo- razione con il Power Training Center di S. Pietro al Natisone, nei mesi di settembre, ottobre e novembre. Per quanto riguarda le squadre dei ragazzi, la loro preparazione estiva é stata curata da Enrico Tonazzi, coadiuvato da Fulvio Degrassi e Manlio Dorbolò, mentre gli allenamenti invernali venivano seguiti da questi ultimi due, sempre con la consulenza tecnica del primo. I ragazzi sono stati accompagnati oltre che da Degrassi e Dorbolò, dai genitori e dai consiglieri, a rotazione. Lo Sci Club Monte Matajur non è solo la squadra dei ragazzi; ci sono 120 soci praticanti, anche per loro c erano in programma per questa stagione gare che a causa della mancanza di neve non si sono potute disputare: uno speciale, un gigante e un parallelo. C era poi la gara zonale sul Matajur in ragazzi programma per la prima domenica di marzo, alla quale avevano assicurato la loro presenza i migliori atleti regionali, ma anche questa é saltata. E’ stata organizzata la gita sociale a Spittai, ma per mancanza di neve è stata spostata a Mallnitz, con capo comitiva il simpaticissimo Marietto Cont. Nello scorso novembre presso la Trattoria Specogna, a Specognis (Pulfero), c’é stata l’assemblea sociale con un buon numero di intervenuti, oltre la settantina, Hanno passato una bella serata in compagnia, mangiando, bevendo e ballando con Piva ed alcuni componenti dei ’Bintars’ di Vernasso. Durante la serata sono state proiettate delle bellissime diapositive della fotografa ufficiale dello Sci Club Flavia Stanig, moglie del presidente Manlio Dorbo- 10 Paolo Caffi iUXfll» SUUKt Franco Bardus - Valnatisone Alberto Paravan - Audace Federico Szklarz - Savognese Fabrizio Floreancig - Pulfero hslhobl es Foto di gruppo durante un'uscita, SREDNJE Varh Imieli smo novice Na velikonočni pandiejak, 27. marca, smo imiel noviče v naši vasi. Poročila sta se v cierkvi Sv. Pavla v Černecjeh Dolores Crise-tig iz Vratac, hči sriedenjskega šindaka, an Mario Comuzzi iz Ah-tna/Attimis. Okuole noviču se je zbralo puno žlahte an prijatelju, ki so v veseli družbi an na liepi oj ceti praznovali do poznih ur. Dolores an Mariu želmo vse narbuojše v njih skupnem življenju an de bi bluo veselo an sončno ko tisti dan, ki sta se vzela. SOVODNJE Sara an Stefano, vse narbuojše! U nedejo 2. aprila sta bla okar-ščena Stefano Martinig, 4 miesce, in Sara Crisnaro. Mame so obe iz garmiškega komuna. Mama od Stefana je Luciana Predan - Obli-čanova iz Malega Garmika, mama od Sare pa je Paola Pauletig - Ma-tijacova iz Sevca. Tata od Stefana je Martinig Claudio - Mašerukni iz čeplešišč, tata od Sare pa je Maurizio Crisnaro - Krančinu iz Sovodnjega. Je zmeraj lepuo videt otroke, ki naznanjajo novo življenje, ko smo zmeraj buj obkoljeni z zapuščenostjo in puščavo, ko je zmeraj vič tistih, ki gredo od nas, kot tisti, ki pridejo. Stefanu in Sari voščimo vse dobro v življenju. Matajur - Premarjah Rodila se je liepa čičica Malo dni odtuod, 28. marca, je paršla na sviet an parnesla puno sreče an veselja mami an tatu Cinzia Gosgnach. Liepa čičica je parvi otrok mladega para iz Matajurja. Srečna mama je Giannina Azzolini-Malinina iz Francih, tata je pa Rino Gosgnach-Urbanu le iz Matajurja. Mali čičic, ki živi v Premarjaze, voščimo puno zdravja, sreče an veselja v življenju, ki ga ima pred sabo. Tatu an mami pa čestitamo. ŠPETER Cedron Zapustu nas je Emilio Cedron Po kratki boliezni je šu na buoj-ši svet Emilio Cedron, star 78 liet, iz Cedrona. Rajnik Miljo je biu znan po vseh naših dolinah, pa tudi po furlanskih vaseh, ker je s svojimi čudovitimi rokami, kot pravi umetnik, artist, izdelavu našo kumetuš-ko posodo u miniaturi: male koši-ce, pletenice, žbrinčje in druge reči, za okras, za obiest na zid. In te njegove umetne diela je proda-ju malomanj zastonj. Vičkrat jih je tudi Šenku. Z njim smo zgubili dobrega beneškega kmeta, umetnika, artista. Z njimi je šu u grob košček naše stare kulture.^ Njega pogreb je biu u Špetru, u sriedo 5. aprila. Ohranili ga bomo u liepim in venčnim spominu. Klenje-Ažla Kot smo že pisali v zadnji številki, 1. aprila sta se oženila Paola Cantoni-Zupelinka iz Klenji an Damiano Tropina-Munarič iz Ažle. Sada publikamo njih sliko an jim še enkrat voščimo vse najboljše v njih skupnem življenju. PODBONESEC Umarla je Natalia Costaperaria Visoko staruost je učakala Natalia Costaperaria - uduova Turo- Io. Za sabo je nesla na drugi svet svojih dobrih 86 liet. Bla je bardka gospodinja, poštena žena, ljubljena in spoštovana od vseh tistih, ki so jo poznali. Nje pogreb je biu u Briščah, u sriedo 5. aprila. Naj u miru počiva. Bijača Zapustu nas je Silverio Rossi U starosti 79 liet nas je zapustu Silverio Rossi. Umaru je u čedaj-skem špitalu po kratki boliezni. Njega pogreb je biu u Landarju, u torak 4. aprila popudne. U veliki žalosti je pustu ženo, sestro, svake (kunjade), navuode, vso žlahto, znance in prijatelje, ki so ga puno spoštovali in imeli radi. Vsem tistim, ki tarpijo za igubo dobrega moža, naj gre naša tolažba. 10. 4. 87 — 10. 4. 89 Šlo je mimo dve leti, odkar nas je za večno zapustil naš dragi dr. Zdravljič, prvoborec in organizator protifašističnega boja na naši zemlji. Ljubezen otrok do sposobnega in prijubljenega pediatra,- ljubezen svojcev do poštenega moža, očeta in brata, globoko spoštovanje njegovih partizanskih soborcev je in ostane nevsahljivo. Benečija po radiu RADIO TS A Nediški zvon: v nediejo ob 11. uri-, ponovitev v četartak ob 13.30. Oddajo vodi Giorgio Banchig. Iz Benečije: v torak ob 14.30. V študju je Ferruccio Clavora. RADIO OPČINE Okno na Benečijo: v petak ob 17.40.; ponovitev v saboto ob 14. Oddajo pripravlja Ezio Gosgnach. Šport v Benečiji: v pandiejak ob 18. uri v oddaji 'Športni komentar", pripravlja Marko Predan. PIŠE PET AR MATAJURAC m 83 — FAŠIZEM, MIZERIJA IN LAKOT Plačal smo s karvjo za našo frajnost Naši umrli v lagerjih smarti: Baolini Luigi iz Čedada; Gabri-eucig Anna iz Prapotnega; Barbarino Luigi, Valente Gemma iz Rezije; Battistig Marcello, Bat-tistig Luca iz Podbonesca; Belli-goi Aurelio, Belligoi Vitale iz Fojde,- Beltram Mario iz Gradis-cutte; Berrà Valentino iz Nem,-Bertolutti Carlo, Cont Amalia iz Fojde; Blanchin Mario iz Špetra,-Mullig Antonia iz Podbonesca; Blasutig Natale iz Špetra,- Birtig Maria iz Podbonesca,- Bobbera Romano iz Barda; Boberra Gino Augusto iz Barda,- Bordon Eugenio, Bordon Giovanni iz Dreke; Borghese Mario, Borghese Arturo iz Sv. Lenarta; Caliz Pio iz Cente; Caucig Giovanni, Duria-vig Emilia iz Srednjega; Cerne-az Ernesto iz Ahtna; Cesnich Pietro, Cesnich Antonio iz Sv. Lenarta,- Chiabudini Aurelio, Pie-rich Raffaella, Chiabudini Oreste, Chiabudini Bruno iz Podbonesca; Chiacig Alfredo, Chiacig Luigi iz Sv. Lenarta; Clemente Luigi iz Rezije; Lettig Anna iz Rezije; Comugnaro Sil- novi matajur Odgovorni urednik; JOLE NAMOR Fotostavek: ZTT-EST Izdaja in tiska K -dZZITlf Trst / Trieste ^ ^EST Settimanale - Tednik Reg. Tribunale di Trieste n. 450 Naročnina - Abbonamento Letna za Italijo 25.000 lir Poštni tekoči račun za Italijo Conto corrente postale Novi Matajur Čedad - Cividale 18726331 Za SFRJ - Žiro račun 51420 - 603 - 31593 «ADIT» 61000 Ljubljana Kardeljeva 8/II nad. Tel. 223023 letna naročnina 100.000 din posamezni izvod 1.000 din OGLASI: 1 modulo 34 mm x 1 col Komercialni L. 15.000 + IVA 19% vio, Sturmig Amorino iz Tavor-jane; Coren Giovanni, Blasutig Antonia iz Špetra,- Coss Antonio, Coss Maria iz Rezije; Crucil Agostino, Crucil Teresa iz Podbonesca; Cuciz Gio-Batta Giovanni, Snidaro Virginia iz Nem,-Cudiz Aldo, Cudiz Amabile iz Fojde; Cudrig Eugenio, Cudrig Stefano iz Sovodnjega; Cussig Giovanni, Cussig Giuseppe iz Nem; Feletig Natale, Feletig Giuseppe, Filipig Francesco iz Grmeka; Zabrieszach Maria iz Sovodnjega; Floreancig Valentino, Gus Amalia iz Grmeka; Fruch Manlio, Casella Marcella, Gre-gori Mario iz Podbonesca; Bait Eugenia iz Špetra; Grimaz Pietro, Shaurli Paolina iz Ahtna,-Gubana Luigi, Gubana Adolfo, Gujon Ernesto, Qualla Teresa, Iuretig Gildo, Juretig Agostina iz Podbonesca; lussa Basilio iz Špetra,- Clignon Maria iz Podbonesca; lussa Orazio, lussa Ofelia iz Špetra; Lettig Abramo, Negro Anna iz Rezije; Manjas Vito iz Tavorjane-, Marchig Angelo, Cromaz Luigia Pia iz Sovodnjega; Marcuzzi Olinto iz Montenars,- Martinig Antonio, Martinig Virginia, Martinig Giuseppe, Cudrig Virjginia iz So- vodnjega,- Melissa Remo, Melissa Giovanni iz Podbonesca,-Martinig Antonio, Martinig Virginia, Martinig Giuseppe, Cudrig Virginia iz Sovodnjega; Melissa Remo, Meiissa Giovanni iz Podbonesca; Cerno Giuditta iz Barda; Noacco Gaetano, Berrà Giuseppina iz Tipane,- Pauluzzi Giuseppe, Cucovaz Teresa iz Podbonesca; Petricig Luigi, Pet-ricig Emilio iz Sovodnjega; Petricig Zaccaria, Petricig Elisa, Podrecca Elio, Costaperaria Onelia iz Špetra,- Pollauszach Luigi, Domeniš Ida iz Podbonesca; Predebon Giulio iz Rezije; Chiandetti Elisa iz Povoletta,-Primosig Antonio, Primosig Luigi, Primosig Giuseppe, Primosig Luigi iz Grmeka,- Qualizza Gildo Antonio, Zabriszach Maria iz Sovodnjega; Raiz Giovanni iz Podbonesca; Crainich Leopolda iz Dreke,- Sgarban Ermenegildo iz Montenars; Sgarban Giovanni iz Artegne,- Sgarban Eugenio iz Montenars; Sgarban Linda iz Artegne; Specogna Secondo, Cedarmas Pietra iz Podbonesca; Sturma Domenico, Cuciz Meneghina iz Nem; Trinco Giovanni, Trinco Cirillo, Trinco Giulio, Trinco Virginia iz Sovodnjega; Trinco Guido iz Špetra; Trinco Marco, Velicaz Giovanni, Veli-caz Valentino iz Sovodnjega-, Vellescig Giacomo, Lauretig Augusta Luigia, Vellescig Lamberto, Vellescig Vittorio iz Sv. Lenartai Venuti Isidoro, Venuti Ida iz Spetra; Vogrig Angelo iz Grmeka; Vogrig Margherita iz Sv. Lenarta; Vogrig Rinaldo, Go-lop Matilde iz Sovodnjega,-Zamparutti Mario, Marinig Maria iz Špetra. Velik, visok je biu krvni davek, ki so ga plačjali beneški Slovenci za svojo osvoboditev, za svojo frajnost, za frajnost Italije in slovenske domovine. K številu tistih, ki so u hudem tar-pljenju umarli u nemških lagerjih, moramo prišteti še tiste, ki so padli u boju proti nacifašis-tičnemu okupatorju in postreljene, nadužne talce (ostaggi). Zgorele so vasi: Prapotnica u Dreki, Kuosta nad Špetram, Me-čana nad Špetram, Fojda (Fae-dis), Ahten (Attimis), Neme (Ni-mis), Torlan (Torlano). Nemci so z aeroplani bombardali vič vasi: Posrednje, Brišče, Gorenji Bar-nas in druge. (se nadaljuje) Vas pozdravlja vaš Petar Matajurac Urniki miedihu v Nediških dolinah DREKA doh. Lucio Quargnolo Kras: v torak od 14.15 do 14.45 v petak ob 15.15 Debenje: v petak ob 13.30 Pacuh: v petak ob 13.15 Trinko: v torak od 14.45 do 15.15 v petak ob 14.30 GARMAK doh. Lucio Quargnolo Hlocje: v torak od 16.00 do 17.00 v sriedo od 11.00 do 12.00 v petak od 16.00 do 17.00 doh. Rosalba Donati Hlocje: v pandiejak od 11.30 do 12.30 v sriedo od 15.00 do 16.00 v soboto od 10.30 do 11.30 Lombaj: v sredo od 16.15 do 17.00 PODBUNIESAC doh. Vincenzo Petracca Podbuniesac: v pandiejak, torak, sriedo, četartak an petak od 9.00 do 12.00 v soboto od 10.00 do 12.00 doh. Giovanna Plozzer Podbuniesac: v pandiejak, torak, sriedo, petak an saboto od 8.00 do 9.30 v četartak od 17.30 do 19.00 SOVODNJE doh. Pietro Pellegritti Sovodnje: od pandiejka do petka od 10. do 12. ŠPIETAR doh. Edi Cudicio Špietar: v pandiejak, sriedo, četartak an petak od 8.00 do 10.30 v torek od 8.00 do 10.30 in od 16.00 do 18.00 v soboto od 8.00 do 10.00 doh. Pietro Pellegritti Špietar: v pandiejak in sredo od 8.45 do 9.45 v petak od 17. do 18 SRIEDNJE doh. Lucio Quargnolo Sriednje: v pandiejak od 10.00 do 11.00 v sriedo od 14.00 do 15.00 v saboto od 10.00 do 11.00 Gor. Tarbi v pandiejak ob 11.30 v sriedo od 15.15 do 15.45 Oblica: v sriedo od 15.45 do 16.15 doh. Rosalba Donati Sriednje: v torek ob 11.30 v petek ob 13.30 Gor. Tarbi: v torek ob 12.00 v petek ob 14.00 Oblica: v torek ob 12.20 SV. LIENART doh. Lucio Quargnolo Gor. Miersa: v pandiejak od 16.00 do 18.00 v torak od 10.00 do 12.00 v sriedo od 16.30 do 17.30 v četartak od 10.00 do 12.00 v petak od 10.00 do 12.00 v saboto od 11.00 do 12.00 doh. Rosalba Donati Škrutove: v pandiejak in torek od 9.00 do 11.00 v četartak od 17.00 do 18.30 v petak od 11.00 do 12.30 v soboto od 8.30 do 10.00 Dežurne lekarne Farmacie di turno OD 15. DO 21. APRILA Čedad (Minisini) tel. 731175 Špeter tel.727023 Manzan (Sbuelz) tel. 754167 Ob nediejah in praznikah so odparte samuo zjutra, za ostali čas in za ponoč se more klicat samuo, če ričeta ima napisano »urgente«. OBLETNICA