ANNO IX. Capodistria, 1 Febbraio 1875. N. 3. LA PROVINCIA DELL' ISTRIA, organo ufficiale per gli atti della Società Agraria Istriana. / Esce il 1° ed il 16 d'ogni mese. ASSOCIAZIONE per un anno fior. 3; semestre e qua-tre in proporzione. — Gli abbonamenti si ricevono press» drimestre in proporzione, la Redazione. Articoli comunicati d'interesse generale si stampano gratuitamente. — Lettere e denaro franco alla Redazione. — Un numero separato soldi 15. — Pagamenti anticipati. I Signori Soci che non avessero ancora pagato l'abbonamento a tutto 31 Dicembre p. p. sono pregati a soddisfare sollecitamente al loro obbligo. Atti ufficiali della Società agraria istriana. CORRISPONDENZE. Faremo 2H Gennaio. L'altro giorno la commissione provinciale per la regolazione dell'imposta fondiaria ha chiusa la seduta con la firma del protocollo. Vorrei, ma non posso informarvi per soddisfare al desiderio grandissimo di tutti, delle precise deliberazioni prese dalla commissione. L'occhio profano dei corrispondenti non può giungere fino nella sala delle conferenze, ne l'orecchio raccogliervi le lunghe discussioni ed i deliberati : ne vedere ne udire! Ma sapete bene che un corrispondente non si perde di spirito per queste difficoltà, e, costretto, crea dal nulla qualche cosa, ciò che non è poi tanto difficile. Vi dirò dunque che, sotto l'usbergo del sentirmi corrispondente del vostro giornale, ho tenuto d'occhio i signori membri del comitato eletto dalla commissione nella ultima sua seduta del 22 Novembre decorso, e che li ho veduti recarsi al luogo del lavoro tutti i giorni e rimanervi fino a tarda sera. Vi dirò che passando loro presso, nei quattro passi che si concedevano prima del pranzo, ho colto al volo parole sempre relative ai calcoli di rendita lorda di spese di coltura, di prezzi medi ecc. ecc. So dirvi che la prima seduta si tenne il dieci gennaio e che tutti i membri non erano presenti e neppure i sostituti dei mancanti, però giustificati per causa di malattia ; in seguito arrivarono i sostituti dei due membri impediti per malattia, ed il numero era completo. Letto il rapporto del comitato, il quale si chiudeva con proposte concrete formulate iu cifre per una nuova tariffa di classificazione, il sig. referente provinciale ha chiesto ed ottenne due giorni per rispondere. Passarono i due giorni e la risposta venne fatta in difesa, bene inteso, della vecchia tariffa. Ma la commissione a grandissima maggioranza accolse la tariffa riformata proposta dal comitato. Tra poco sarà pubblicata da parte della commissione stessa; io nou so dirvene altro che questo: ribassi, ribassi rilevantissimi, in tutte le poste. E tutto quello che ho potuto cavar di bocca ad uno dei signori membri della commissione. La commissione assegnava ad ognuno dei suoi membri il distretto in cui avesse da esercitare la vigile e continua osservanza ai lavori delle commissioni distrettuali. Deliberava alcune norme di dettaglio sul modo di applicazione della legge per colpire i fondi con la tariffa ; e finalmente ordinava la scelta dei fondi modello conforme la nuova tariffa votata. Ecco quanto posso dirvi e non più; a meno che non si aggiunga che ho veduti i signori membri della commissione incontrarsi coi signori membri della Giunta provinciale e che dai sorrisi di compiacimento, dalle fregatine di mano, ho argomentato che le cose sieno andate assai bene conforme il desiderio del paese. Roma 20 Gennaio. -Quanto vi scrissi intorno ai progressi dell'insegnamento pubblico in Roma è ampiamente confermato anche da quella autorità, eh'è l'onorevole nostro ministro della pubblica istruzione, commendatore Bonghi. Egli, a mostrare quanto il Governo pur esso s'adoperi affinchè le condizioni dèli'insegnamento procedano di bene in meglio, diresse iu data del 7 corrente una lettera all'onorevole prefetto di questa provincia, commendatore Gadda, nella quale con metodo chiarissimo accenna a quest' ultimo la via ed il modo più opportuni a sciogliere rarie questioni d'ordine superiore. Questa lettera chiarì maggiormente quanto solerte ministro sia il Bonghi e come alle promesse elettorali egli intenda rispondere in oggi coi fatti e coli' energia dell'azione governativa. Il collegio dementino, retto da una casa religiosa, si era finora sottratto alle leggi governative e l'insegnamento ostile alle nuove condizioni vi continuava senza alcun riguardo. Ora, mercè l'opportuno intervento governativo, la legge fu fatta rispettare, l'ordine religioso fu soppresso, e l'autorità procede al riordinamento di questo importante collegio sulle basi di una cessione dell' edificio alla provincia, la quale vi creerebbe un convitto, e restituirebbe in compenso al regio governo l'importante ì vastissimo edificio del Collegio Romano, maggiormente adattato ad istituzioni di maggior mole. Non "sono pochi gli ostacoli contro cui un ministro d'istruzioni pubblica abbia a lottare qui in Roma. Ad ogni piè sospinto gli si para dinanzi un'istituzione di carattere pio, o scolastico-religiose, che sostiene la propria esistenza con un accanimento, pari all' animavversione politica, che di sotto vi si nasconde. Ma, se il municipio non esitò ad andare innanzi pel bene della generazione studiosa, che fra un pajo di lustri sarà decoro della patria, nemmeno il governo indietreggierà. Così, riguardo al Collegio Nazareno, governato dai padri Scolopi, il Bonghi dice che attende il risultato della questione pendente innanzi al consiglio di stato, se cioè quella istituzione, come opera pia, vada soggetta al ministero dell' interno, o come fondazione scolastica cada sotto la giurisdizione del ministero della istruzione. Però, in ambedue i casi, i reverendi padri dovranno conformarsi alla legge nazionale. Rispetto agi' istituti particolari ecclesiastici già vi dissi nell'ultima mia che dessi andavano spopolandosi di scolari. Ma nel circondario non poche famiglie continuarono a mandarvi i loro figliuoli. Non avendo però alcuno di quei professori ottenuta, uè chiesta, la facoltà governativa d'insegnare, chiaro risulta come gli stiidi fatti da quella gioventù in coteste scuole sieno dinanzi alla legge illegali ed irreconoscibili, tanto più che negli istituti, di cui è parola, manca quasi integiiilmente il programma di materie stabilito dall' autorità. Perciò l'onorevole prefetto emanò due circolari, mettendo con quelle in avviso sia i rettori, che le famiglie. A proposito di queste due circolari prefettizie ecco come si esprime il Bonghi: "I rettori sanno che, ^rispetto agli alunni laici, i loro istituti sono come „non esistenti in conformità delle legge, ed i genitori „non potranno ignorare che i loro figliuoli, istruiti in ..quegl'istituti non possono essere ammessi uè all'esame ginnasiale, nè al liceale, nè all' università. Il sgoverno uè si può, nè si deve fermar qui; ma sono „cose, nelle quali è bene nè essere, nè parere precipitati. Per audare più oltre il ministero aspetta al-„cune informazioni di diritto e di fatto che gli manicano. E le aspetta del pari rispetto a molte altre ^fondazioni aventi per fine l'istruzione e l'educazione, „che esistevano in Roma, e delle quali è necessario „non ismarrire le traccio,,. Per quanto concerne le persone degli insegnanti sotto il governo papale, il ministro dichiara che oggi, disciolte le corporazioni religiose, nessuna istituzione può prendere nome da esse. Ciascun insegnante, a qualunque ordine religioso appartenga, va considerato nè più, nè meuo, nè diversamente da ogni altro cittadino; e se parecchi insegnanti, che già erano ascritti ad uno stesso ordine o a diversi, s'associassero per fondare una scuola, non godrebbero per questa anteriore qualità nessun privilegio, nè sarebbero soggetti ad alcuna odiosa eccezione. Nessuno quindi può la- gnarsi, essendo come ogni cittadino, uguale dinanzi alla legge. Per dare una prova quanto queste disposizioni sieno opportune e giuste, mi basti rilevare come iu Roma e nella provincia vi sieno non meno di 300, dico trecento, insegnanti privati, la maggior parte ecclesiastici, che o non furono giudicati meritevoli della patente per titoli, o non si presentarono agli esami : i quali in conseguenza, sia per 1'una o per l'altra delle ragioni suesposte, non possono arrogarsi il diritto di educare, mentre d'altro non hanno ricco l'intelletto, che d'ignoranza. Ed a costoro, o a loro simili, era affidato l'avvenire di tutta la gioventù di questa provincia, sì illustre per glorie passate! Vi ripeto, guai se le autorità non avessero coraggiosamente sanata questa piaga! Era una condizione di cose, che screditava la città e la provincia ed insieme il governo. L'Italia vuole essere uua nazione civile, non un covo di popolazioni abbrutite dal misticismo. Bonghi quindi ha ordinato che, per la fine di febbraio, tutti quelli, i quali insegnano senz'autorizzazione in istituti privati o pubblici, notifichino il loro nome all'ufficio del consiglio scolastico, ed ac-compaguiho questa notificazione di uua storia della loro vita d'insegnanti e di tutti i titoli, di qualunque sorta, sui quali essi credono poter appoggiare la domanda che if governo li lasci insegnare, indicando bene con quali studi e per quale via ed in quanto tempo essi sieno riusciti a conseguire i titoli che presentano. L'ufficio scolastico manderà al ministero tutte queste domande, ed il parere del consiglio superiore risolverà al più tardi nel marzo ogni singola vertenza o domanda. Ben inteso e premesso che sono inutili le richieste di coloro, che non accettano le leggi dello stato, e che non hanno conseguita la laurea in una delle università dello stato. — Così vedremo alfine liberate si le scuole private, che le pubbliche, da quei pretesi docenti, che avrebbero più bisogno di studiare dei loro stessi discepoli, e che tuttodì si osti-. nano a mantenere un abuso inconciliabile colle leggi e colla civiltà. Cenno Biografico di Giovanni Carrara POLESE. Nel periodico "L'Istria,, anno V, N. 33, (17 agosto 1850) trovasi il seguente cenno necrologico : "Giovanni Carrara, Conservatore delle antichità "di Pola, passava a miglior vita la mattina del 13 "agosto, oppresso inopinatamente da morbo di dieci "giorni. "Piangiamo in lui il caldissimo amatore della "patria sua, della Provincia tutta, degli antichi monumenti che nel suo beli' animo erano testimonio di "ciò che fu l'Istria, erano auspicio di ciò che sarà. "Straniero alle stolte gelosie e gare tra luogo "e luogo, ei vedeva una patria in tutta la penisola ".....le lagrime ci interdicono dire oggi "più che .... pace dei giusti all'anima sua„. Queste parole, così brevi ma così sentite, dettate da quell' illustre patrìotta che fu il Kandler, basterebbero da sole a documentare chi fosse Giovanni Carrara. Ma dacché lo stesso Kandler, che stimava doversi dire di più, venue anch'esso rapito all'Istria, noi, per quanto le deboli forze nostre il permettano, vorremmo provarci a soddisfare al vecchio debito, col parlare più diffusamente d' un cittadino onesto, savio ed operoso, che procurò di giovare alla sua città natale ed alla Provincia, persuaso che bisogna amar la patria coi fatti e non a sole parole. Oggidì più che mai è necessario che gli uomini veramente patriotti siano offerti ad esempio alla crescente generazione, bisognosa d'apprendere a quelle fonti purissime quale sia il vero patriottismo, 1' attività disinteressata. È perciò che ci facciamo a tessere qui una breve modestissima biografia dello studioso e caldo patriotta Giovanni Carrara. Addì 3 giugno 1806 nacque esso a Pola da Giuseppe Carrara nativo da Feltro e da Maria Antonia Lazzarina, vedova Cnlegher, polese. Fino dalla prima età mostrossi amante dello studio, per cui il padre suo, vista la mancanza di buone scuole tra noi, lo mandò, novenne, a Feltre, in quel seminario, ove stette dal 1815 al 1822. L' anno appresso si recò a Zagabria a studiare filosofia in quell' Accademia. Dissesti economici di famiglia e la sua malferma salute 1' obbligarono ben presto ad abbandonare i suoi diletti studii, e nel-1' anno 1825 ritornò in patria. E qui cominciano le dolenti note! In quel tempo Pola era un deserto ; contava pochi abitanti e pochissime case; l'aria era malsana, per cui a mala pena il Governo vi lasciava sussistere il Commissariato d' allora. Perchè povero di mezzi di fortuna, il Carrara avea bisogno di un impiego, ma passarono quattro anni senza eh' egli riuscisse ad ottenerlo ; appena nel 1829 veniva assunto in qualità d'impiegato ausiliario nell' Uffizio Demaniale. La sua capacità meritava ben altro, ed oh ! quanto sofferse! Perchè uomo leale e franco, perchè patriotta a tutta prova, era inviso a certi esseri senza cuore, i quali presero a perseguitarlo. Ma egli era beato di vivere tra suoi cari, in patria sua, e soddisfatti i doveri verso la famiglia, cui era attaccatissimo (in ciò accordando perfettamente col-l'Joung che "il primo e sicuro sintomo di una mente sana è trovare gioia e riposo nella propia casa e in grembo alla propria famiglia,,) e quelli del suo impiego, studiava continuamente le patrie antichità. Imperciocché essendosi recato a Pola nell'anno 1826 Sua Altezza Imperiale il Palatino d'Ungheria, il Governo aveva mandato un incaricato straniero affinchè avesse ad accompagnare l'Altezza Sua a visitarvi i monumenti della romana grandezza. Il Carrara n' era rimasto mortificato per la sua città in pensando che non vi si trovasse uno che si fosse occupato dello studio delle patrie antichità. Vi si dedicò egli stesso allora, dotato com'era di ferma volontà e di nobile e felice ingegno, col massimo ardore. Diedesi difatti a raccogliere ed ordinare con diligenza lapidi, capitelli, iscrizioni, medaglie e monete, seguendo il nobilissimo esempio dato dal Carli, il quale onde far praticare degli escavi impiegò anche del proprio peculio, esempio che e governati e governanti seppero di rado imitare. Due anni più tardi, cioè nel 1828, veniva il Carrara nominato dall'i, r. Commissariato Distrettuale di Pola a Conservatore e custode delle patrie antichità; nomina nell'anno dopo confermata dall'Autorità Circolare. La raccolta della maggior parte delle lapidi ed iscrizioni e dei frammenti, che trovansi nel Tempio d'Augusto, è opera e merito d'esso Carrara. Egli dirigeva gli escavi, facea rilevare piani e disegni delle traccie della romana città, e con impareggiabile zelo faceva del suo meglio perchè ogni cosa fosse estratta nella maggior possibile interezza, dando di ciò tutto esatta relazione al Dr. Kandler di cui divenne intimo amico. *) Nel 1832 portatosi in Istria l'Imperatore Francesco I e fermatosi tre dì a Pola, venne affiliato al Carrara l'incarico di condurre la Maestà Sua alla visita di tutti i monumenti, incarico che il nostro Conservatore disimpegnò in modo da lasciare pienamente soddisfatto queir Imperatore. Nell'anno 18-14 visitò Pola Ferdinando I, ed il Carrara gli fu guida, anzi influì talmente sul!' animo di quel Monarca che questi assegnò poi annue somme pegli escavi. Ci piace qui riportare quanto in proposito leggesi nel giornale "l'Istria,, N. 6-7, 1846: "I monumenti dell'epoca romana, i quali fanno "di Pola la città più mirabile dell' austriaco impero, "hanno persuaso l'Augusto Ferdinando I, che di perdona volle visitarli nel settembre 1844, di assegnare "annua somma alla esplorazione delle antiche memorie, "che i frequenti ruderi coprono, e ne appoggiava l'incarico al suo Governatore nel Litorale. Il quale avvisando ai mezzi più propizi onde mandare ad effetto "la sovrana volontà, nominava in Pola commisione ed "il Conservatore delle antichità di Pola signor Giovanni "Carrara per la direzione ed esecuzione degli scavi.r Ad esso Carrara devesi l'esistenza della porta con scalinata che metteva al castello romano, e fu per opera sua che il Genio militare smise il vandalico pensiero di demolirla. Altro dei monumenti scoperti ed illustrati dal Conservatore polese si è quello che fu diseppellito dalla muraglia presso l'antica porta d'Esculapio, ed è un basamento di statua eretta all'imperatore Caracalla. Chi volesse formarsi un giusto criterio della scienza archeologica del Carrara legga la lettera diretta al Kandler d. d. Pola 4. agosto Ì849 a pag. 159 dell' "Istria,, N. 39-40, 18 agosto, anno stesso. Il Kandìer nel N. 41 dello stesso giornale così lo ringraziava: "Mille grazie per la leggenda di Caracalla, mille "felicitazioni per averla ricuperata integra del tutto. "La notizia della scoperta erami giunta, però si vaga "e si incerta da accrescere il desiderio di lei, anziché "da appagarlo; mi desti la consolazione di vederla bella "e illustrata, per modo che non saprei cosa aggiungere, "né levare da essa parola alcuna.„ Il numerare poi le iscrizioni, le lapidi, che per lo zelo del Conservatore delle Antichità di Pola, ripararono il Tempio d'Augusto non è qui adatto momento, diremo solo ch'esso non perdeva bricciolo del tempo ') Dobbiamo alla gentilezza della famiglia dell'illustre estinto Dr. Kandler l'aver potuto leggere molte delle letter» che Carrara scrisse al suo amico. Era un fratello che scriveva, a fratello, con espansione d'animo che si versa tutto nell' anima altrui e che nelle confidenze intere cerca e trova sollievo alle proprie afflizioni. che le mansioni d'ufficio gli lasciavano libero 2), e lunghe notti sacrificava per lo studio di quelle ed illustratele ne mandava, come dicemmo, copia al suo diletto Kandler 3). (Continua) Premj alle Società operaie di mutuo soccorso. La Commissione centrale di beneficenza in Milano, ha pubblicato l'avviso del 12° concarso di premj assegnati per l'anno 1875, a favore delle Società italiane di mutuo soccorso fra gli artigiani ed operai : La Commissione centrale di beneficenza ammiui-stratrice delle Casse di risparmio di Lombardia in 2) In lettera di data 14 maggio 1845 egli scriveva fra altro al Dr. Kandler: "All'atto pratico m'accorgo quanto mi sia difficile di conciliare l'uffìzio cogli scavi. Avanti le cinque ore della mattina sono in piazza e lo tesoro di tutti i ritagli di tempo. Ma nelle ore più preziose del giorno devo intanarmi, se no.... due spanne di muso.„ E in data 16 giugno 1845 così cominciava altra sua : "Dolcissimo fratello.,, "La tua lettera mi ha assai consolato. Tu hai convertito ili speranza il mio lungo desiderio di mutare le noie burocratiche coi cari stadi dell' antichità. Se l'ingegno è scarso, la volontà è forte, ed anche con questa si fa qualche cosa. Liberato una volta dalla pestilente atmosfera offiziosa potrò dedicarmi con tutta energìa a tutto ciò che volete. L'esito del mio concorso (aveva concorso al posto di Ricevitore demaniale) mi è ora indifferente. Il più bel giorno della mia vita sarà quello in cui darò un eterno addio all' of-tiziOj onde non occuparmi che del mio paese.„ ') A dare un idea dell'entusiasmo, dell'ardore febbrile che Carrara portava nella ricerca e nella custodia delle sue antichità varranno le seguenti due lette.-e. In data 23 giugno 1845 scriveva egli al Dr. Kandler: "Mio caro fratello., "Fra la settimana coli'ot'fizio, alla fesca con forestieri, e il tempo mi va eh' io non so come. Ieri voleva scrivere il rapporto per accompagnare il progetto che mi fece Pithal secondo il mio desiderio per un recinto intorno ai templi; invece ho dovuto scriverlo questa notte un po' in fretta. Oggi parte. Ti raccomando quanto caldamente più sò di proteggerlo onde venga eseguito. Che bella cosa! Avremo un giardino archeologico. Si fanno tanti giardini botanici, mettiamo una moda nuova. Ci nasceranno dentro ogni anno delle pietre antiche. E poi lo potremo col tempo decorare di fiori, di qualche alberetto, che sarà una delizia. Il forestiero resterà incantato; non come adesso che il recinto dei templi è una cloaca. Cosa indegna! E poi assicurati che i templi vanno in malora per quei maledetti nidi d' uccelli, pei quali i ragazzi ne tormentano del continuo coi sassolini i capitelli e le cornici. Insomma adoperati quanto pu»i perchè venga eseguito questo lavoro. Possibile che si spaventeranno per 440 fiorini.....„ E in data 22 settembre 1845: "Mio caro fratello,, — "Ti attendeva col vapore di sabbato, ma non vidi ne te ne tue lettere. Spero di vederti mercordì a sera. Vedrai fratello mio bellissime cose. A Porta Gemina ho aperto un varco verso la porta del Campidoglio, ma si deve lavorare assai onde perfezionare quello scavo. Oltredichè il desiderio si trascina ad ogni passo a destra ed a sinistra. Ma coi danari siamo quasi al fondo, e perciò vado molto contento del tuo arrivo. Chi sa che questi signori non s'invoglino di far proseguire immediatamente. Nella Chiesa ho forato il muro nella Cappella di S. Pietro alla destra, onde penetrare sotto la Cattedra Vescovile, credendo di trovare delle volte. Eh! si altro che volte. C'era un gran terrapieno su cui sta disteso il pavimento di mattoni del Coro. La cattedra vescovile andò a soquadro e si cominciò a scavare. Si trovò il muro dell'abside, che ha l'apertura di tutta la presente navata. Il Coro era più basso di 1 :22 c. m. alla quale profondità si trovò qualche resto di mosaico. Ho trovato anche uno stipite delle colonne che sostenevano il cibario dell'altare maggioiv. Il muro dell'abside dall'altezza attuale del coro sino Ile fondamenta si avvalla 4:37 c. m. onde credo che cr pta non ci fosse mai. Insomma vieni e vedrai. Il vapore sta per partire ed io pregandoti di salutare la tua famiglia ed abbracciandoti sono.... Milano ha stanziato anche quest' anno lire 6000 per continuazione degli studi di incoraggiamento alle Società operaie italiane di mutuo soccorso, destinandole in particolar modo, sull'esempio degli ultimi concorsi, come segue: 1.° Nel conferimento di due premj da lire 1000 ciascuno a quelle Società che presentassero nei propri ordinamenti modificazioni le più apprezzabili introdotte durante gli ultimi otto anni. Esse Società dovranno altresì corredare la propria domanda degli opportuni dati statistici, quali richiamanti nel successivo N.° 2. 2." Nel conferimento di medaglie d'oro e d'argento, in attestazione di benemerenza per gli studi statistici, a quelle Società che presenteranno le migliori tavole elaborate in conformità ai moduli da più anni proposti per questi concorsi dal Consiglio di aggiudicazione. 3.° Oltre a questi dati ogni sodalizio potrà fornire tutte quelle illustrazioni che lo riguardano e che possano meglio raccomandarlo all'attenzione del Consiglio, e richiamare i buoni risultamenti che per avventura avesse già ottenuto mediante l'applicazione dei criterj dedotti dalle proprie statistiche. Il Consiglio si riserva la facoltà di procedere alla ispezione dei libri e dei registri sociali a cui si riferiscono le tavole che verranno prodotte. L'istanza ed i documenti del Concorso verranno indirizzati non più tardi del 15 marzo 1875 al cav. Dr. Augusto Zucchi, segretario del Consiglio, in via Monte di Pietà N.° 8, dal quale potranno anche essere ritirati i moduli sopra accennati. Gli atti, relazioni e circolari del Consiglio, saranno d'ora innanzi pubblicati dalla Rivista della beneficenza pubblica e degli istituti di previdenza. Beneficenza tra fanciulli. Riportiamo da un giornale di Milano la descrizione di una bella festa ch'ebbe luogo negli asili infantili di quella città, col proposito di richiamare l'attenzione, qui da noi, sullo scopo santissimo cui si ebbe di mira nel promuoverla in quella città, dove l'istruzione e l'educazione sono portate ad un grado di perfezione riconosciuta e premiata anche fuori d'Italia. Se mancano asili d'infanzia in molti luoghi della nostra provincia, le scuole popolari sono da per tutto organizzate e frequentate dai bambini dei poveri e da quelli dei ricchi. In ogni modo accolta che fosse la massima, si potrà modificare a seconda delle nostre condizioni morali e materiali, e dello stato delle scuole. Un regaluccio, un bacio scambiato tra bambini, sarà ricordato quando questi si saranno fatti uomini, tra ie memorie che destano sentimenti buoni. E l'atto gentile di affetto, darà origine, nelle famiglie di differente fortuna, a sentimenti di amore i quali andavano in gran parte perduti soltanto perchè mancava un occasione. L'albero del Natale ha prodotto quest'anno nuovi frutti benefici. I fanciulletti delle famiglie agiate, che si videro confortati da tante strenne domestiche, hanno voluto imitar 1' eesempio dei loro stessi parenti, facendone un generoso ricambio ai figli delle famiglie povere. Ieri, , giorno successivo all' Epifania, più di duecento bambini che frequentano la scuola aperta pei figli agiati, in via dell'Unione, recarono alle loro istitutrici una doviziosa raccolta di indumenti invernali, di frutta e di dolci avuti in dono dai loro parenti, per elargirli ad altri duecento bambini poveri, che sono ricoverati nel-l'attiguo Asilo di carità per l'infanzia. Questa elargizione di doni venne da quelle savie istitutrici fatta distribuire con un commovente apparato. La numerosa schiera di bambini poveri si presentò al cospetto dei loro piccoli benefattori, e questi, con un inno affettuosamente musicato dal maestro Varisco, espressero'gli eletti gaudi dell'animo, quando si muove a far del bene; ed i poveri parvoli vi risposero con una eletta preghiera, che esalta le gioie della beneficenza. Dopo questi cari preludii, i bambini delle famiglie agiate distribuirono ai poverelli i Joro doni, accompagnandoli da un bacio e da un abbraccio. Le persone che assistettero a questa festa di affetto infantile, ne rimasero profondamente commosse e presentirono i futuri gaudii della nuova generazione, che saprà comporre un nuovo popolo di esemplare concordia. Questo esempio di mutua benevolenza si va ora imitando dai principali Istituti educativi della nostra città, i cui allievi ed allieve ora gareggiano nel fare acquisto dei ninnoli rimasti invenduti alla Fiera di Beneficenza per i bambini lattanti, e che saranno fra breve ripartiti a sorte, mediante l'offerta di una lira per ogni oggetto. NOTIZIE. Alla Società Adriatica di scienze naturali in Trieste, il sig. prof. Giuseppe Accinti ha tenuto un discorso: 'Delle condizioni fisiche e la loro influenza sugli organismi del mare Adriatico,. Sulla Riviera di Genova nel teste decorso anno ebbero uno sviluppo progressivo le industrie navali. I bastimenti posti iu cantiere, di grossa portata, furono 117. I cantieri che intrapresero la costruzione di un maggior numero di bastimenti sono quelli di Sestri Ponente per N.° 38 — Varazze 17 — Savona 12 — Pra 9 — Chiavari 8 — Lavagna 7. Lo stato degli operai sulla ferrovia istriana all'È Gennaio p. p. era il seguente: nei Lotti Operai . . I II III Totale Indigeni. . 747 600 335 1682 Forestieri . 565 1387 695 2647 Totale 1312 1987 1030 4329 Annunziamo con piacere che presso la università di Graz si è ricostituita la Società degli studenti italiani. Dal bollettino pubblicato nel giornale ufficiale rileviamo che, fino il 25 p. p., la peste bovina era cessata nel comune di Rozzo distretto di Capodistria; rimanevano ancoza infetti alcuni comuni nel distretto di Yolosca. -L' Unione del 25 p. p. fa sapere che il signor Giovanni D'Andri cancelliere del nostro Municipio, si è preso l'incarico di compilare l'indice della Provincia. È una notizia che riescirà gradita agli studiosi, ai quali sarà più facile il lavoro di ricerca nelle otto annate del giornale; e però il sig. Giovanni d'Audri avrà aggiunto uu nuovo titolo a quelli guadagnati con la sua proficua instancabile operosità, alla benemerenza del paese. COSE LOCALI. ELENCO dei benemeriti Signori che in ricorrenza del Capo d'anno elargirono in surrogazione alle visite d'augurio le sottospecificate, offerte a beneficio del CIVICO SPEDALE (seguito vedi N, 2. 16 Gennaio p. p.) Derin Giov. Battista f. 5, — Rossetti Pasquale de Scander f. 2. — Errore commesso nelV elenco antecedente : Don Pietro nob. Gravisi in luogo di f. 1, f. 2. Totale delle offerte f. 141. — BIBLIOOK1FIA. MANUALETTO PRATICO AD USO DELLE MADRI E DELLE EDUCATRICI DELL' INFANZIA. In relazione al solenne verdetto del VII Congresso pedagogico di Napoli, la Società promotrice dei Giardini d'Infanzia deliberava di porre a concorso alcuni libri, che servissero ad uso delle madri e delle educatrici dell' infanzia, dei quali era più sentito il bisogno nei nostri Asili, che sono una delle più belle glorie della carità educatrice de' nostri tempi. Fra questi libri eravi pure il Manualetto accennato, nel quale si doveva far tesoro dei migliori la- vori pedagogici pubblicati in questi ultimi anni in Germania, in Francia, nel Belgio e nella Svizzera, e specialmente dei manuali di Jacobs, Koller, Goldarn-mer, Mongenstern, Fischer, Pape-Carpantier, Masson, Delon, ecc., delle opere di F. Fiobel, della baronessa di Marenholtz-Biilow, di Raoux, Daguet. La-Fodon, ecc., nonché delle osservazioni ed appunti dei Congressi pedagogici di Francoforte, Dresda, Linz, Napoli, Venezia e Ginevra, e delle tradizioni ed esperienze istituite in Italia nei nuovi Giardini d'Infanzia. La Commissione eletta dalla Società promotrice dei Giardini d'Infanzia, mentre nel Congresso pedagogico di Venezia aggiudicava il premio "della medaglia d'argento alle chiacchierine pei bambini delle egregie educatrici Maria Viani Visconti, Angela Campioni e Maria Valdagni, che videro già la luce col titolo: Le Sorelle, Carlino e i Nostri Figli, al Sillabario Storico del Gazzetti ed ai Canti Ginnastici del Castiglioni, concedeva pure una medaglia d'argento a titolo di incoraggiamento alle signore Maria Viani Visconti e Teresa de Gubernatis, pei Manuali aspiranti al premio di lire mille istituito dal benemerito patriota e filantropo siciliano, commendatore avv. Cesare Caico di Moutedoro, prorogandone l'aggiudicazione al futuro Congresso di Bologna. Ripresentati i due manoscritti con importanti aggiunte, correzioni e modificazioni, conchiude la Relazione della Commissione "il lavoro della signora Maria Viani Visconti col titolo : Manualetto pratico per le madri ed istitutrici delV infanzia, largamente corrispose al programma di concorso secondo il verdetto del Congresso pedagogico di Napoli, confermato da quello di Venezia e dalla Società pedagogica di Milano. Egli è per questo che la Commissione ag-giudicatrice del premio Caico lo assegnava alla Viani Visconti, mentre proponeva una menzione onorevole al lavoro della distinta educatrice Teresa de Gubernatis vedova Mannucci, nel quale si diede una preferenza alle dottrine del filantropo cremonese, ampliando e in molte parti migliorando, specialmente nelle applicazioni della nomenclatura oggettiva, il Manuale stesso dell' Aporti, già esaurito nel commercio librario. Quindi la pubblicazione di questi due lavori soddisfe-ranno ai bisogni speciali così dei Giardini infantili, come degli Asili per la povera infanzia, in cui .si applicano o il metodo puro frobeliano od aportiano, o il misto aportiano-frobeliano „. _ "f (>T I li -7 PUBBLICAZIONI. La Ditta Giacomo Agnelli (Milano, Santa Margherita) ha posto mano ad una pubblicazione, lo scopo della quale è altamente commendevole. Trattasi di un periodico bimensile, con illustrazioni e pagine di musica, intitolato La riabilitazione, e destinato ai carcerati; ai quali si intende fornire una lettura sana, appropriata alla misera condizione in cui sono caduti, e tale, che, per via del diletto, li conduca, guida sicura, a pensieri e propositi onesti e virili. I provvedimenti contro la Phyiloxera, Deliberazioni prese nella seduta di Deputazione centrale delV i. r. Società agraria di Gorizia del 28 novembre 1874. Sentite le motivate proposte del Sig. Prof. G. Bolle Dirigente dell' i. r. Istituto bacologico e del sig. Alberto Dr. Levi, deputati entrambi a rappresentare quest'i, r. Società agraria presso i Congressi sericolo e viticolo di Montpellier : Considerando che la estirpazione coatta delle vigne devastate dalla phyiloxera, è una misura assolutamente inefficace; perchè una sola phyiloxera ap'tera scampata dalla strage, basterebbe a riprodurre nel breve tempo che corre dal Marzo all' Ottobre dello stesso anno, ben 25 miliardi di phylloxere ; quantità più che sufficiente per invadere e malmenare uii intero territorio popolato di vigne ; perchè la esistenza della forma alata della phyiloxera assicurerebbe immancabilmente la conservazione della specie, ogni volta che la estirpazione delle vigne attaccate non avvenisse nel primo anno della invasone dell'insetto e non precedesse l'epoca, variabile a seconda del clima e di altre condizioni meteorologiche, in cui sogliono comparire le phylloxere alate ; perchè i sintomi esterni della presenza della phyiloxera sulle radici della vite, non divenendo per ordinario appariscenti, prima che i ripetuti e prolungati attacchi dell'insetto e la sua sterminata moltiplicazione non abbiano vinta ed esaurita la forza di resistenza che le viti, piantate in buone condizioni di suolo e conservate in buone condizioni di coltura, oppongono al loro invasore, ossia non prima-di 2 di 3 e talora anche non prima, di 4 anni dal momento in cui la phyiloxera si è stabilita sulle loro radici: l'applicazione di quella misura sarebbe di necessità limitata a quelle sole vigne, le quali, presentando quei sintomi esterni, si trovano già quasi completamente estenuate e prossime a perire ; mentre le vigne invase più di recente, non manifestando ancora i sintomi della malattia, sarebbero salve da quella misura e potrebbero quindi provvedere, senza impedimenti, alla propagazione ed alla moltiplicazione della phyiloxera ; perchè ove la misura si limitasse alla semplice estirpazione e all' inceneramento delle viti ammalate, sarvirebbe unicamente a sparpagliare e disseminare tutto all'intorno le moltissime phylloxere che si staccano dalle radici nell' atto di svellere le viti dal suolo, o quelle ancora più numerose, le quali, attaccate alle radici più profonde non divette, rimonterebbero più tardi alla superficie per correre in traccia di nuove viti da succhiare : — e ove al contrario codesta misura fosse accompagnata o seguita immediatamente dalla depurazione o disinfezione del suolo a mezzo di energici insetticidi, richiederebbe indeclinabilmente, per riuscire efficace, e uccidere l'insetto che discende in certa stagione fino a 6 piedi sotto la superficie de! suolo, uno scasso almeno altrettanto profondo di quello praticato per la piantagione della vigna; il che esigerebbe per la distruzione delle vigne, anche indipendentemente dal costo della sostanza insetticida e della sua applicazione, un dispendio presso a poco eguale ' a quello che occorse per la creazione delle stesse i vigne ; f Considerando che codesta misura, oltreché sem-[ pre assolutamente inefficace e spesso dannosa, sarebbe | altresì ingiusta ed iniqua, ove non venisse mitigata I da corrispondente indennizzazione a favore dei proprietari delle vigne forzatamente estirpate, perchè li priverebbe senza compenso del prodotto, quantunque I più o meno diminuito, che possono ripromettersi pel I corso di 3, di 4, e perfino di 5 anni, dalle stesse | vigne già infestate dal parassito; e diverrebbe d'altra partQ impolitica, antieconomica, e enormemente gravosa alle finanze dello Stato, ove si assicurasse un' equa indennità ai proprietari delle vigne coattivamente estirpate; perchè l'ammontare di codesta indennizzazione ripartito su tutti i contribuenti dello Stato, aggraverebbe ingiustamente i non proprietari di vigne a favore dei proprietari di esse, o ripartito unicamente su quest'ultimi, li sobbarcherebbe a un peso soverchiaste, insopportabile, e spesso superiore al valore delle vigne in cotale modo preservate dal parassito; perchè farebbe insorgere la questione inestricabile: se l'indennizzo dovesse corrispondere soltanto alla presunta rendita di un solo anno, il che sarebbe poco e ricondurrebbe alla ingiustizia precedentemente lamentata ; — o dovesse invece proporzionarsi alla presunta rendita di tutte le annate che potrebbero precedere l'assoluto isterilimento della vigna, e la valutazione di così fatte eventualità sarebbe sorgente sicura di ogni sorta di abusi e di arbitri ; — o dovesse finalmente pareggiare il valore capitale delle stesse vigne, dedottone il valore imputabile al fondo denudalo di viti, e l'aggravio diverrebbe in tale ipotesi rovinoso j&f. le . finanze dt-llo Stato, potendo quel va-I lore discendere, come avvenne in Francia, dai 25 mila a soli 2 a 3000 franchi l'ettaro ed a meno ancora; Considerando che codesta misura, concepita forse nel solitario gabinetto di qualche mente speculativa, ma non punto cimentata nel crogiuolo della vita pratica, è oggidì respinta in Francia dal buon senso delle masse, riprovata da tutti i viticultori intelligenti, e fu altresì condannata solennemente dal Congresso viticolo di Montpellier, per bocca del suo illustre Presidente, perchè adattandola lo Stato verrebbe in certo modo a sostituirsi all'insetto, antecipandone unicamente l'opera di diluzione; Considerando finalmente che se non fu dato ancora scoprire il mezzo pratico di liberare le vigne dal parassito, si trovarono però degli espedienti efficacis-: simi per prolungare la esistenza della vite a dispetto della phylloxera ; dando cioè a quella la forza di resistere ai suoi attacchi, di vegetare e di fornire un prodotto soddisfacente, ad onta delia presenza dello insetto sulle sue radici; e che questi espedienti, frutto di lunghe e coscienziose sperienze, consistono principalmente, oltreché nell' accurata coltivazione del suolo, nel concimare' intensivamente le viti malate mediante ingrassi concentrati e stimolanti capaci di provocarne la rigogliosa vegetazione; la Deputazione centrale delibera di presentare pel tramite dell'illustre suo Presidente, analoga motivata Petizione all'Eccelso Consiglio dell'Impero, affinchè si compiaccia disporre : 1.° che venga sospesa .senza ritardo la estirpa-^ zione delle viti nel vigneto sperimentale della Scuola di viticoltura e frutticoltura di Klosterneuburg, e le sia invece sostituita la applicazione dei mezzi consigliati dalla scienza e sanciti dalla pratica, per prolungare la esistenza di quella vigna e restituirle la perduta fertilità: 2.° che sia presentata per la trattazione costituzionale, ancora nel corso dell'attuale sessione parlamentare, un progetto di legg6 inteso a creare ed organizzare una Commissione Centrale della phylloxera con sede presso l'Eccelso Ministero di Agricoltura in Vienna, nonché, in ogni Capoluogo di provincia dei paesi vinicoli dell'Impero, una Commissione provinciale per la phylloxera, con missione e corrispondente facoltà di potere visitare ed esaminare tutte le vigne della rispettiva Provincia dove si sospettasse la presenza della phylloxera, e di esaminare poi in ogni caso con scrupolosa attenzione tutte le viti americane coltivate nella stessa Provincia, siccome quelle la cui importazione fu così in Francia come in Austria accompagnata dalla importazione della phylloxera, per verificare lo stato sanitaiio delle suddette vigne e rendere senza indugio di pubblica ragione il risultato della propria ispezione; — d'istruire i proprietari di vigne attaccate dalla phylloxera, intorno al trattamento necessario per menomare i danni causati dall'insetto e per ottenere da quelle vigne, a dispetto dello stesso insetto, un prodotto soddisfacente ; — è di mettere a disposizione di tutti i viticultori del paese, verso rimborso del solo costo effettivo, tutte quelle sostanze che valgono, sia a preservare le viti dalle devastazioni della phylloxera, sia a prolungare la esistenza di quelle già infestate dalla presenza dello stesso parassito, quali sarebbero precisamente quelle sostanze, preconizzate dalla scienza e sperimentate vantaggiosamente dalla pratica, le quali, alla virtù di concimi concentrati e stimolanti, uniscono anche quella di efficaci insetticidi: 3.° che sia aperto a tale effetto all'Eccelso Ministero di agricoltura un credito corrispondente alla importanza del presunto dispendio, per fate fronte alle spese delle Commissioni centrale e provinciali, e per antecipare loro, nel caso della comparsa della phylloxera, i fondi necessari alla provvista delle sostanze occorrenti per combattere gii effetti dell'invasione del parassito, da somministrarsi, come si disse, ai pro-prietaii di vigne, verso rimborso del prezzo di costo. Coltura della Ginestrelia Europea. (Ulex èuropaens L.) del professore dott. Werner di Poppelsdorf. (Dal Landwirhschaftliches Ceniraìblatt.) Questa pianta foraggera, appartenente alla famiglia delle leguminose, si distingue, in particolar modo, per le sue foglie piccole, lineali, terminanti a punta acutissima; lo stelo di essa alquanto ligneo non supera mai i metri 2 d'altezza, sviluppo massimo a cui possa arrivare. Nella fioritura (usualmente in maggio o giugno) la ginestrelia presenta una corona bellissima di fiori gialli. Essa vive tanto alla stato selvaggio che di coltivazione, e la si incontra nei terreni aridi e sabbiosi del Mecklenburg, Holstein e Hannover. dove in cerca d' alimenti, aprendo il terreno circostante, mediante una radice principale posta al centro, chiamafa fittone. Per cui questa pianta è annoverata tra le fittonose, o a lunghe radici verticali. La vita media di essa è di IO a 12 anui, secondo il clima ed il terreno in cui vive. Clima. •— Dalle plaghe di terreno in cui la ginestrella è diffusa allo stato selvaggio, ricavasi che essa ama un terreno sottoposto all'influsso marino, e che per conseguenza, essa ama quei luoghi in cui la temperatura non va al disotto di gradi 4 cent, nel verno, e che nella state godono d' una atmosfera umidiccia. Non si deve però pensare che queste condizioni escludano assolutamente la coltura della ginestrella dai paesi soggetti ai rigidi freddi del verno, poiché ammettendo anche che la ginestrella congelasse fino al piede, una volta tagliata, nella primavera successiva metterà infallantemente nuovi rami, mentre quelli staccati col taglio, potranno essere dati in nutrimento al bestiame, senza differenza alcuna dai non congelati. La ginestrella è da raccomandarsi adunque moltissimo, tanto più che essa sopporta anche la siccità più ostinata. Terreno. — Nella scelta dei terreni per la coltura di questa pianta, bisogna eccettuare quelli nel cui sottosuolo vi sia dell' acqua stagnante, poiché le radici della ginestrella appena che ci arrivano muoiono e la pianta decade. Sono pure da evitarsi i terreni troppo ricchi di calce e d'acido humico, come le paludi, ecc. La ginestrella cresce relativamente bene nei terreni sabbiosi e ghiajosi, quantunque poveri d'humus, poiché, come si è detto, essa non ha bisogno di grande quantità di materia assimilabile per crescere. Si capisce da sé che i prodotti della giuestrella s'accrescono, se essa è coltivata con cura in terreno un po'argilloso, I terreni adatti alla ginestrella sono : Terreni leggeri, magri, sabbiosi o sabbiosi argillosi, terreni da segale: di natura asciutta, leggera, polverosa; con uno strato vegetale dello spessore di cent. IO. 5, sottosuolo asciutto di sabbia quarzosa fina. Terreni sabbiosi e siliciosi poveri: terreni da avena ; asciutti senza proprietà di ritenzione d'acqua; con una superficie vegetale dello spessore di cent. 5 a 7. Sottosuolo di sabbia grossolana e ghiaja. Sabbie mobili : terreni da segale ; sottosuol o si- AVVISO. La ginestrella è coltivata principalmente in Inghilterra e Francia. Noi faremo qui in succinto il ritratto di questa pianta e de' suoi costumi, nel quale oltre a mostrarne le tendenze, indicheremo i vari metodi di coltura e d'usufrutto. Esame fisiologico. — Il colore dei semi da ginestrella non è fisso : in un sol campione essi ponno variare dal giallo verde al bruno oscuro, passando per tutte le variazioni possibili; hanno una forma a cuore un po' compressa, ed una dimensione massima di mill. 3. 5. In un chilogrammo di seme da ginestrella furono contati fino a 162,000 granelli. Causa la poca forza di questi semi (avendo essi proprietà germinativa solo' per 2 anni circa,), fa d'uopo procurarsi semi freschi per la seminazione. La temperatura necessaria alla germinatura è di 5 centigradi circa ; nei terreni mediocri non si deve seminare a profondità maggiore di cent. 2, nei sabbiosi di cent. 3, onde lasciare libero accesso d'aria al seme, condizione indispensabile al suo svolgimento. Nel primo anno la ginestrella cresce lentamente arrivando ad un'altezza media di cent. 14; nel secondo anno incomincia la sua utilità, nel terzo arriva a sviluppo completo. In una piantagione di ginestrelle di età già avanzata, coltivate a Poppelsdorf su terreno buono, queste misuravano in piena fioritura cent. 108 d'altezza, il ramo principale aveva il diametro di cent. 1 alla base e di cent. 0. 5 non lungi dalla cima; la lunghezza dei numerosi rami laterali era di cent. 64 circa. Le foglie della ginestrella si mantengono verdi anco nel verno, e sebbene siano piccole, pure per la loro grande quantità, formano una superficie molto estesa, mediante la quale esse ponno assimilar buona parte dell'acido carbonico e dell'ammoniaca esistenti nell' aria. Anche le radici quando sono ben sviluppate e si trovano in terreno conveniente apportano alia pianta buona quantità di nutrimenti minerali. Costituzione chimica. —• Le ceneri della ginestrella sono abbondanti, formandone il 4 per cento; da analisi accurate eseguite da Calmont e Furlong esse risultarono composte di : Potassa .... Soda..... Terra calcare . . Magnesia .... Terra fosfata . . Acido solforico . . Silice..... Cloruro di sodio (Sale di cucina) . . . In complesso la proporzione delle sostanze minerali della ginestrella corrisponde a quella del trifoglio, solo la soda od il cloro essendo in maggior copia nella prima. La ginestrella prospera anche in terreni poveri, le sue radici essendo capaci di sprofondarsi per ogni Pregati annunziamo che il sig. Luigi Pellarin tiene un deposito di scelte patate per semenza; originarie della Boemia e Moravia ; piazza dei Carradori N. 1. Trieste. ANALISI Calmont Furlong Media 16. 49 20. 13 18. 31 8. 33 6. 75 7.54 15. 25 16. 80 16.02 8. 31 5. 27 6. 79 24. 34 27.15 25. 75 7. 50 6.07 6. 78 5. 72 5. 44 5. 58 12. 00 12. 39 12. 20