AMO IV. Capodistria, 1 Gennajo 1870. N. I. LA PROVINCIA GIORNALE DEGLI INTERESSI CIVILI, ECONOMICI ED JM.IIHI8TR.im DELL'ISTRIA. Face il f ed il 16 d' ogni mese. ASSOCIAZIONE per un anno f.ni 3: semestre- e quadrimestre in proporzione. — Gli abbonamenti si ricevono presse la Redazione. La Provincia si pubblicherà col ritrovo anno arricchita di un Supplirnento contenente gli Atti della Società agraria istriana, r per quanto ne consentirà lo spazio, articoli od originali, o tradotti, o compendiati dai migliori giornali nostrali ed; esteri: intorno aila scienza agronomica, e alle pratiche pin accreditale di economia rurale. Si pubblicherà pure, se non tosto, ma molto in breve, con nuovi ed eleganti tipi, onde anco nel suo esteriore presenti una qualche venustà. A malgrado queste migliorie, non vengono punto alterate le vecchie condizioni d'abbona mento, quali sono più sopra indicate. La Redazione spera con ciò di rimeritare, almeno in parte, que' gentili', che le furono generosi del loro appoggio e del loto favore. IiA STATISTICA DELLE SCUOLE POPOLARI: DELL' ISTllLU Noi dobbiamo rendere la meritata lode alla nostra Giunta provinciale pegli accurati prospetti statistici. da lei compilati e pubblicali, delle scuole popolari istriane. Cotesto lavoro va a riempiere una lacuna, ch'era per noi molto.indecorosa,, e togliere di parlare, con qualche fondamento, delle condizioni dell'insegnamento primario nella nostra provincia. E teniamo lan- Articofi comunicati d'interesse generale si stampano gratuitamente; gli altri, e nell'ottava pagina soltanto, asoldi o per linea. — Lettere e denaro franco alla Redazione. — Pagamenti anticipati. — Un numero separalo soldi 15. lo più conio della cura presasi dalla Giunta anzidetta, che c'immaginiamo assai facilmente le difficoltà che le si saranno inesse di contro, le lentezze dovute vincere, e 7601, la quale non è piccola sebbene non ancora sufficiente, per una provincia, che conta una popolazione di poco più di 235000 abitanti, raccolti in brevi cit-taduzze e borgate o sparsi per la campagna, nò certo favoriti di condizioni economiche anco semplicemente mediocri. Ma per quanto sia giusto il riconoscere che l'Istria non è avara di sacrilizii per la istruzione popolare, conviene disporsi e disporre ad incontrarne più altri. È un denaro questo che s'investe, e rende un largo censo, anche materiale, nelle fonti che si schiudono così al guadagno. Quando la popolazione è colta, tutte le forze, di cui può far uso, si spigriscono, ed ogni capitale viene a produrre tutto il fruito di cui è capace. Noi sulle scuole primarie ritorneremo quanto prima ad esprimere alcuni nostri desiderii, i quali tendono a ottenere riforme, atte, per quello che ci pare, ad e-slendere questo principalissimo insegnamento, anche senza aumentare di troppo il relativo dispendio. Ma fin d'ora vogliamo dire, che una delle ragioni, per cui la nostra popolazione non è molto larga di simpatie verso le scuole popolari, ci sembra dimorare nella loro natura troppo disforme dalla vita, che vivono e dovranno vivere gli allievi. Si tratta, come abbiamo dello, che quasi tutti sono agricoltori ; e converrà proprio pensare sul serio a comporre l'insegnamento in modo, che a questo supremo fatto sia resa piena ragione. R. S. Dieta provinciale istriana. (?) Ancor l'anno scorso s'era fatta la mozione, affinchè il governo provvedesse alla conservazione degl'insigni monumenti, di cui va superba la ciltà di Pola, ed affinchè, all'occasione, non penuriassero i mezzi per raccogliere, e per acquistare avanzi di antichità, scoperti o nell'agro polesc, o in altre parli della provincia; ma poiché l'oblio vi passò sopra, si ripetè nell'ultima tornala la mozione, a cui tulli concordemente fecero plauso. E certo interessa che il nostro passalo sia sempreppiù chiarito e affermalo dalla eloquenza de' monumenti, che sono la luce della storia, e il mezzo pili efficace a sperdere fantastiche menzogne, o supposti seiapili e strambi. Nutriamo perciò fiducia che al manifestato desiderio si farà giusta ragione, e che potremo avere il nostro piccolo museo nazionale, in cui leggere i fasti della patria per sollevar l'animo a grandezza di propositi, e per non di-mmlicar mai la gloriosa nostra origine. La Giunta che si occupò di un libro di storia non poteva passar sopra all'urgente bisogno di una statistica della provincia, circa alia quale è già da lungo che si va parlando e scrivendo, senza però esser venuti mai a capo di qunlchecosa di concludente e di serio. Ora vediamo c< n grandissima nostra soddisfazione, che ne' conti amministrativi dell'anno 1870 furono appostati fiorini seicento, all'uopo che siano iniziali i primi studj, e delineali i primi contorni dell'importante lavoro. A taluno fra' Deputali parve esigua la somma, e ciò senza dubbio nel grandissimo desiderio di affrettare il momento che l'Istria abbia la sua statistica; ma la Giunta che ne fu zelante pro-motrice, saprà porre a partilo il piccolo credito che le fu aperto per provvedere a que' preliminari apparecchi, che sono forse i più ardui, ma che se affidati a chi abbia senno ed esperienza in consimili studj, ponno sbarazzare la via al più sollecito ed agevole compimento dell'opera. La legge sul completamento dell'armata, tradotta appena quest'anno in pratica, parve poter esser modificala in alcune sue parti di senso austero, con disposizioni più miti, e in nulla offendenti il virtuale e fondamentale suo concetto. Perciò fu passala allo studio, dietro latte proposte, di un apposito Comitato, che formolo le sue conclusioni, unanimemente appoggiate dalla Camera: L Restare incaricala l'onorevole Giunta d'interessare l'imperiale Governo a presentare all'Eccelso Consiglio dell'impero nella prossima sua sessione una proposta di legge, con cui in modificazione alle disposizioni contenute nella legge 5 Deccmbre Ì868 suli'ar mamento venga statuite; a. che anche i figli unici di padre qualificato a-bile ottengano l'esenzione lemporaria a sensi del §. 17 della legge 5 Deccmbre 1868 sull'armameulo, quando siano d'ajuto al padre nel mantenere la famiglia ed adempiano tale obbligo; b. che i Capitani e Tenenti della marina mercantile, muniti di regolare brevetto, quando entrano in servizio dell'I. R. Marina di Guerra sia come volontarj, sia perchè chiamati dalla sorte, accolli vengano non in qualità di marinai semplici, ma almeno in qualità di ii. rr. Cadelti provisorj; c. che i marinai di professione legittimatisi come ialL i quali in seguito ni sorteggio non vengono arruolati nò pel servizio della flotta, nò per la riserva di supplemento, invece di venir arruolati per la milizia. arruolati vengano nella riserva di marina da istituirsi; d. che i proprietarj di poderi ereditati, che ha riho le qualifiche volute dal §. 2.7 della ridetta logge sull'armamento siano parificali agli esentati lempòra<-riamente a termini dei § 17 della legge stessa; e. che il numero degli obbligali al servizio mrli-larc (§. lo) da aggregarsi all'armala stanziale (marina di guerra) e alla riserva suppletoria, abbia ad essere distribuito come Ira i singoli regni e dominj, così anche entro i domiuj Ira i rispettivi distretti ni le-va in proporzione alla popolazione, e non a seconda degli abili albi armi, come è disposi» dal §,-30 della legge sull' armamento; f. ohe la disposizione del §_ 55< della legge sull'armamento, riferibile alla lassa da pagarsi in sostituzione all'obbligo personale da chi iu trovato inetto alle armi, sia applicabile a coloro che sono ;.lli al guadagno a norma della loro condizione, esclusi gii altri. II. Doversi fare petizione all'Eccelso i. r. Ministero pella difesa del paese, affinchè- la disposizione contenuta al §. 52 n.° 4 leti. a. dell'istruzione relativa alla legge 5 decemhre 1808 sull'armamento venisse allargala in questa Provincia a favore di chi ha oltrepassata l"e[à d'anni GO, esentandolo cioè dalla visita mediante esperti, quando la sua inabilità viene certificata dal comune colla firma del Podestà o dal suo sostituto e di due Consiglieri comunali. IL CONCIMO. Sotto questo titolo usciva testò a-Milano dalla-tipografia Treves, un libro di F. Petruccelli della Gattina. Con stile brioso, il chiaro autore della Storia diplomatica dei Conclavi passa in. rassegna i varj Con-cilii che precedettero quello convocato or ora a Ilo-ma, onde poter giustamente apprezzare ciò che sarà quest'ultimo. Fra i 339 Concilii o Sinodi che più spiccano nella storia ecclesiastica dal tempo degli A-posloii fino a noi, venli soltanto sono ecumenici o generali, secondo la Chiesa di Roma, da quello di Aicea (a. 325) a quello di. Trento (1545— I563). Su questi venti Concilii, il Pelrucelli si ferma di preferenza, presentandone un quadro fedele e non omettendone la parte aneddottica., I gjpdizj sono severi, ma ciò è dovuto in ^specialità alla qualità della materia trattata. Poiché nell'attuale Consilio di Roma si tratta di stabilire i! dflgma dolI'ihialUbilifci dei papi, l'egregio autore fo osservare come di frequente i papi ed i Concilii condannassero ciò clic i loro predecessori avevano proclamalo materia di fede. Curiosi particolari sulla vita ed i costumi dei pontefici rendono più eloquente il contrasto Ira le dottrine insegnate e la loro applicazione. Il Pelrucelli distingue i Concilii in quattro grandi fasi. La prima comprende quei Concilii in cui l'autorità laica aveva un grande ascendente sui medesimi; essi potevano esser convocali, presieduti e sciolti dagli Imperatori, i quali ne ratificavano e proclamavano i Decreti. La seconda lase comprende quei Concilii che ebbero per iscopo di rovesciare l'autorità laica. La terza fase comprende quéi Concilii che reagirono cou-tro il papa, del quale essi furono per gran tempo i-strumenlo contro l'Impero. Finalmente nella quarta fase il papa acquista la supremazia sui Concilii. Compilila la storia dei Concilii ecumenici, il Pelrucelli prende ad investigare le origini, gli scopi e le conseguenze possibili del nuovo Concilio, facendone conoscere le interne formalità, sulla base degli antichi canoni. L'autore crede che i padri stranieri in esso raccolti faranno intendere consigli di saggezza; che se ciò non avvenisse la Chiesa di Roma segnerebbe la sua rovina irreparabile. Egli conchiude che è sulla forinola del prele libetv in Sialo libero che si deve costituire definitivamente Ja Chiesa dell'avvenire. Da tirilo il libro del Pelrucelli traspare questa verità che i Concilii ftHfono sempre le riunioni più innocue per le dolirine o errori contro ai quali presero a combattere, cominciando dal Concilio di Nicea che fu riunito per abbattere l'eresia di Ario e che non solo non l'abballò ma luti col suscitare nuovi e numerosi partigiani all'arianismo, e- terminando con quello di Trento che fu indetto per combattere le dottrine di Lutero e che dovette esser testimone dell'apostasia di più che 70 milioni di fedeli che non ritornarono mai più in grembo della Chiesa di Roma. La Ginnastica ix Germania. Il Journal Ofjiciel di Parigi pubblicò testò un lungo articolo relativamente agli esercizj ginnastici in Germania. Noi ne riporteremo qui le parti principali poiché la mancanza di spazio non ci consente di riportarlo per intero. » Giovanni Cristiano Guts Mutlis (1759-1859) capo di un istillilo a Schnepfealal i.i Turingia, colpito dalla lettura dell'Emile di Rousseau prese pel primo a patrocinare la causa della ginnastica, considerala come parte integrante dell'educazione e come ramo d'insegnamento indispensabile e obbligatorio nelle scuole. Egli ne gettò le basi pedagogiche scientifiche in due opere di cui la prima, Ginnastica della gioventù, comparve nel d773, e la seconda., Manuale di ginnastica ]>ei figli della patria, nel 1817. » Dal 1823 al 1837 Eiseleu pubblicò parecchie o-pere che racchiudono la teoria perfezionala dall' insegnamento. » Adolfo Spielf, sviluppò questa teoria e si adoperò a rendere la ginnastica obbligatoria in tulle le scuole,. «Intanto che a Berlino un ex-ufficiale, il signor Rollislein, organizzava su nuove basi d'insegnamento di quest'arte^ nella sua qualità di direttore della scuola centrale di ginnastica^ creata in quella città nel 1851, il sig. Jaeger a Stoccarda, entrava a sua volta in una nuova via, proponendosi di imitare il pentalo dei Greci ; ma questa iniziativa non fu coronala da grande successo. «Malgrado le memorie della parte presa dai lur-ners (ginnastici) ai movimenti del 1848 e 1849, si può dire che grazie a lutti questi sforzi la causa deli" insegnamento ginnastico in Germania era, fui dal l8t>2, pienamente vittoriosa presso i governi di Prussia., Sassonia, Wùrlembeig e Assia granducale. Infatti nel 1865 il governo sassone spendeva 187,300 franchi per la costruzione della scuola normale dei professori di ginnastica a Dresda ; il governo vviirtém-berghese consacrava al medesimo scopo 250 mila franchi a Stoccarda; la città di Berlino costruiva nel 1864 un ginnasio (lurnhalle) municipale che costò 450 mila franchi. Infine le feste di ginnastica a Coburgo nel 1860, n Berlino nel I8fil e a Lipsia nel 1863, provano che i governi riconoscono i servizj già resi dall'insegnamento della ginmstica. » Tuttavia l'ordinamento di questo insegnamento è lungi dall'essere terminato in Prussia. » La ginnastica dipende colà dal ministro dell'istruzione puhlica dell'igiene publica e dei culti, ed è regolata dall'ordinanza del 21 marzo 1802 e dal regolamento 29 marzo 186fi che prescrive l'esame governativo a Berlino pei professori che non uscirono dalla scuola centrale di questa città; la quale è divisa in due sezioni distinte, nell'una sono istruiti ufficiali staccali da ogni reggimento, collo scopo di renderli atti ad insegnare la ginnastica nell'esercito; l'altra sezione si compone di un certo numero di istitutori, di ordinario uno per circolo, che \i ricevono l'istruzione teorica e pratica necessaria per permettere loro di insegnare nelle scuole normali da cui escono gli istitutori primarj, e negli stabilimenti di istruzione secondaria. » Questi due corsi banuo per ciascuno cinque o-rc di lezione al giorno, le quali abbracciano le seguenti materie; storia della ginnastica, ginnastica pratica, anatomia, fisiologia, igiene e scherma. » Quanto agli insegnamenti ginnastici nelle scuole essi sono semplici il più che sia possibile, e si ha cura di sbandire tolto ciò che potrebbe rassomigliare, ;ii giuochi atletici » Quando i fanciulli hanno seguito il corso per sei anni (da 8 a 14 anni) essi sono perfettamente, per ciò che riguarda la marcia e le evoluzioni, all'altezza dei soldati meglio esercitati : non resla loro da imparare che il maneggio del fucile. La lezione di ginnastica che ha luogo due volte per settimana, e qualche volta di più, è quella che gli allievi aspettano con maggior impazienza, e il proibire loro di prendervi parte è una delle punizioni a cui i ragazzi d'ogni età si mostrano maggiormente sensibili. » Gli studj di ginnastica sono diretti da maestri intéramente devoti al loro compito. Sono per lo più, come era Guts Mulhs, antichi professori di filosofia, o di storia, o medi:!. » E molli di quest'ultimi tendono appunto a guarire, per mezzo della ginnastica, diletti di conforma-afone: specialità questa che ha ottenuto eccellenti insidiali. » Qualunque sia il metodo d'insegnamento adoperato, la ginnastica è già passala nei costumi e fa parte integrale dell'educazione. » Non conviene del resto dimenticare che l'insegnamento della ginnastica è difficile a impro. visarsi. Da più di un secolo che vi si lavora non si è ancora riusciti a mettersi interamente d'accordo circa la forma che deve essergli data; ed il governo prussiano, pure assoggettandolo a regolamenti e rendendolo obli-gatorio nelle scuole pubbliche elementari e secondarie. ha tuttavia lasciato mollo a fare alla iniziativa delle provincie, delle città, dei comuni. » A dispetto di tutte le difficoltà, questo insegnamento si perfeziona e popolarizza ogni giorno più in Germania, e le nazioni vicine adottandolo e volgarizzandolo a loro volta non possono che guadagnarvi sotto tutti i rapporti. » La ginnastica infatti, praticala fin dall'infanzia fortificale razze, le impedisce di degenerare fisicamente, e forma popolazioni civili e laboriose. » Pola dicembre (B) Siamo tuttora sotto l'impero dell'emozione provala a Pisano i giorni 15 e 14 di questo mese. 11 congresso agrario tenuto quei due giorni fu veramente una fèsta patriottica, a la qnale cittadini in "buon dato d'ogni parte della penisola, convennero a discutere interessi comuni attinenti all'agricoltura. Solennità di tal falla non somigliano più a quelle dei tempi solazzevoli, nei quali la società, interdetta dal pensare, aveva unico scopo e proposito Io stordimento e la foga del piacere, e quando il cuore snervato e intristito, studiava nelle sue manifcslezio-ni l'evirazione accademica. In falli la solennità di Pisino portava l'impronta fedele del suo tempo. Non fasto, e frivolezza, non parolacci ed utopie, ma intendimento ad uno scopo di pratica utilità e linguaggio schietto del cuore. Certamente alcuni, che, volendo esser gravi, n'escono pesanti, e che aspirano al monopolio del senno a mezzo della più assoluta sterilità e negazione, troveranno anche questa una meschina palestra di cian-cie, meritevole di un burbanzoso sorriso. Ma chi si fosse trovalo a Pisino quei due giorni, e non avesse il cuore interamente sfruttato, dovrebbe convenire di aver provalo le più graie emozioni. IJn caldo raggio di amor patrio coloriva tutti i volli, e vi furono dei momenti che tutti i cuori batterono .rapidamente. Quanti ne udimmo si applaudivano della presa risoluzione, e, fosse anche ben più lontano, tulli fecero voto di rivedersi l'anno venturo, deplorando solo che non fosse più presto. L'Osservatore triestino nel N" — ha già dello alcune cose del Congresso, e non vogliamo ripeterle; potressimo non di meno aggiungere di altre deliberazioni e partiti presi, fra cui della petizione per presentazione di un progetto di ferrovia trasversali te l'Istria nella presente sessione parlamentare, di pelizmne per un Istillilo enologico, e frattanto di lina analisi chimica dei vini e terreni della provincia con lievissima spesa: tulle cose che non sono vaneggiamenti di fantasie che corran dietro a le farfalle dall'ali d'oro. Del resto i testimoni furono tanti che ci crediamo dispensali d'andar pel minuto, e di cercar suffragi. Fu poi speeialmelè degna di rimarco la fratel-Jevole espansione che parve aver fuso tutti i convenuti in una'sola famiglia, e che ravviva la speranza di veder atterrale le barriere dell'egoismo locale, di quel triste amor patrio che è una vergogna anzi che uni virtù, poi che ritarda dolorosamente il progresso e l'attività della provincia, — e di veder animarsi lo spirito di associazione, che è solo promettitore di un N. i. Capodistria, 1 Gennaro 1870. SUPPLIMENTO ALLA „ PROVINCIA" ,, J .1 .,0 ; - i'njciitj i-het'ioqml «wj il; 'ionye PER fi LI ATTI DELLA SOCIETÀ A GRiRII ISTRIANA. Afi Lettore .cr>* .il A tenore di quanto fu deliberato nel Congresso generale dèlia Socielà agraria istriana la Presidenza dà principio alla pubblicazione del presente supplimekto che dovrà ritenersi organo ufficiale della Socielà. Esso, verrà spedilo a spese sociali ai Comuni, ai Comizi agrari ed ai membri del Comitato e della /'residenza per poter senz'ultra scritturazioni chiedere pareri o dure comunicazioni. Il supplimento porterà olire alle pubblicazioni ufficiali della Socielà unclie altre notizie intorno alla nostra attività, nè vi saranno escluse memorie e comunicazioni di teoria o di pratica, che sembrassero interessare la patria mjricolturu. Alla legislazione agraria si avrà riguardo speciale in quanto sia per toccare la nostra agricoltura e le condizioni nostre. Quei soci che volessero usare del diritto loro con-cesso dallo statuto sociale potranno inviare i loro scritti all'ufficio presidenziale ed avranno accoglienza in questo suppijmento, per quanto lo permetteranno lo spazio ristretto, nonché la forma ed UiconteMUo dello scritto. j ..... ; i ' ,,■ , Ver ragione di questa ristrettezza non si pubblicheranno ordinariamente le corrispondenze .che come notizie e per eslratlo. 1 singoli sl-cì che desiderassero questa appendice vorranno rivolgersi per V abbuonamento alla redazione della Provincia. Rovigno 23; di dicembre 1809. .jf La Presidenza hnUìiln hj ohnnì l)r. L. Barsan p. G. B. Volpi dir. Dr. G. Piccoli ff. di segr. lIUHfctoiq al qiH IIH1M '<•■■ i -t ... « ù)XW)a\ ì- !i iliijrtf i :t n' f»|tv '.» iqbrmq ia •. < . '•., cariche sociali per l'anfc'o 1869-70. Presidente Giampaolo marchese Polesini Vicepresidente. Dr. Luigi Barsan Direzione. Antonio Covaz Ginseppe-Bortolo Volpi Antonio Cecon Comitato. Tommaso Bembo Eugenio Biscontini Giacomo Facchinetti Pietro Tornasi Pietro Vatta Nicolò Bici Dr. Egidio Mrack Nicolò Corva-Spinotti di Nicolò Dr. Antonio Madonizza Giacomo barone Lazzarini Gerardo de Petris saejf • a 7 P< Angelo Cecon Antonio Bigatto Giuseppi; de Susanni Francesco Danelon Matteo Bismondo ;jifalii*! »!> .sìiil Revisori. Leonardo Davanzo Dr. Matteo Campitelli Antonio Basilisco fu Dr. Carlo N. 450 451 arenzo. Rovigno. Pisino. Rovigno. Valle. Pedena. Visinada. Montona. Pirano. Pola. Pisino. Grisignana. Capodistria. Albona. Cherso. Dignano. Pinguente. Chersano. Parenzo. Rovigno. Rovigno. » » •tilt:,/ 1IK concorso a premi. W..WUKSU A I-Klvuu Nell'intento di dilfondere l'istruzione agraria e con ciò contribuire all'incremento dell'agricoltura ed al progresso economico e civile del paese, la presidenza della Società agraria istriana, sentito il parere del comitato sociale e del rappresentante dell' inclita Giunta Provinciale dell'Istria, ha deliberato d'impiegare quest'anno la somma di denaro accordata dall'Eccelsa Dieta provinciale in due opere di agricoltura e di argomento alla stessa attinente. I. Tiene pertanto stabilita la somma di SO napoleoni d'oro da offrirsi all'autore d'un manuale italiano di agricoltura, dettato in istile corretto e tacile, da servire, quando fosse, anco come libro di lettura nelle Scuole popolari, diviso in due parti: l'una contenente le nozioni elementari della scienza agronomica in generale, e di quanto vi è ad essa aitine : l'altra riferibile alle speciali e più importanti colture proprie della provincia ed ai metodi più razionali e pratici per avviarle ad un progressivo perfezionamento, avuto riguardo alle condizioni climatiche e telluriche delle varie parti del paese, in guisa da presentare una serie di monografie che nei limiti della compendiosita svolgano l'argomento ci n aggiustatezza d'idee, di principj e di consigli; nonché un'apposita appendice di selvicoltura. II. Viene stanziata in oltre la somma di 1-5 napoleoni d'oro all'autore di un piccolo manuale italiano di veterinaria che sia accessibile per focile dizione all'intelligenza dei più, affinchè ciascuno si trovi in grado di seguirne praticamente i principj e precetti, anco senza i soccorsi di un veterinario. III. 1 due premi verranno conferiti nell'autunno dell'anno 1870, in occasione della terza riunione generale della Società agraria istriana. IV. Gli analoghi manoscritti dovranno presentarsi all'ufficio delia Società in llovigno e portare un motto ripetuto sopra una scheda suggellata contenente il nome ed il domicilio dell'autore. V. Le opere premiate rimarranno di proprietà della Società agraria. VI. Le opere non premiate potranno essere ritirate dopo seguita la aggiudicazione del premio verso restituzione della corrispondente cedola di presentazione. VII. Il termine utile per la presentazione dei relativi manoscritti va fino a tutto luglio 1870. liovigno 28 di novembre 1869. Giampaolo Mare, de Polesini — presidente. l)r. Andrea Milossa — direttore. Dr. Giorgio Piccoli — fi', di Segretario. N.° 478 AVVISO DI CONCORSO. La firmata presidenza della Società agraria istriana per disposto degli statuti sociali apre un concorso al posto di segretario effettivo, cui vanno uniti l'annuo onorario di f. 600 e per quest'anno anche un assegno di cancellerìa di f. 240 Gli statuti sociali ed i regolamenti interni, che tracciano l'attività ufficiosa del segretario, nonché le rubriche del preventivo che vi hanno relazione potranno ispezionarsi nell'ufficio della Società. Coloro che intendessero chiedere questo posto presenteranno le loro domande all'ufficio presidenziale entro il mese di gennajo p. v. appoggiandole a tutte quelle documentazioni, che fossero atte a dimostrarne la idoneità. Rovinilo 22 di dicembre 1869. La Presidenza Dr. L. Barsan v. p. G. B. Volpi dir. Dr. G. Piccoli ff. di segr. K 488. Per impiegare la sovvenzione dello Slato di fiorini 2466 accordata all'Istria pel miglioramento delle nostre razze bovine furono acquistali dalla presidenza della Società Agraria Istriana un toro ed alcune vacche della razza sliriana della valle di Jliirz. che verranno venduti a pubblico incauto al maggit r offerente sopra il prezzo di grida alle condizioni del seguente ^ REGOLAMENTO §. 1. Non si ammetteranno all'asta che persone le quali o per possesso o per qualità personali o per fidejussione di altra idonea persona f< ssero riconosciute dalla commissione di vendita sotto ogni riguardo addatte e si obbligassero per iscritto a strettamente attenersi alle prescrizioni di questo regolamento. 2. Il prezzo di grida pel toro sarà un terzo del prezzo totale di costo e quello delle vacche la metà. §. 5. Nel prezzo totale di costo sono comprese oltre al prezzo di acquisto tutte le spese occorse sino al momento della vendita. §. 4. 11 toro dovrà essere serbalo alla riproduzione per uno spazio di due anni dal giorno di questa vendita alla pubblica asta ed ogni proprietario o-riginario o successivo dovrà permetterne l'accopia-niento verso una tassa di monta non superiore di un fiorino. §. 5. 11 toro dovrà esse tenuto ed alimentato in modo conforme allo scopo della riproduzione nè essere indebolito con accopiamenti troppo spesso ripetuti. §. 6. Le vacche non potranno nè essere macellate, nè uscire dalla provincia per uno spazio di due anni dal giorno della vendita e dovranno pure essere tenute ed alimentate in modo da cooperare al miglioramento delle nostre razze bovine. §. 7. II proprietario del toro o di una o più vacche non potrà vendere questi animali che sotto le medesime condizioni, restando egli stesso responsabile verso la società, a meno chè la presidenza non avesse espressamente accettata la costituzione del novello possessore. §. 8. Soltanto in caso di provata malattia o d'inaccesso nella riproduzione potrà la presidenza permettere la rivendita incondizionata o prescindere in tutto o in parte dalle condizioni contemplate dal presente regolamento. §. 9. In questo caso potrà la presidenza a seconda delle diverse circostanze esigere la restituzione totale o parziale della differenza di favore goduto nel prezzo di acquisto dal possessore o da suoi preautori. 10. Colui che frustrasse per intelligenza conaltri compratori od offerenti lo scopo della presente asta, si riterrà decaduto da ogni diritto risultante dalla stessa e dovrà o restituire l'animale od ove ciò fosse possibile pagare la goduta differenza di favore. fi. Colui che non mantenesse le condizioni impostegli dal presente regolamento d'asta sarà tenuto a rifondere alla società oltre alla goduta differenza di favore nel prezzo di accpiisto anche uria penale di fiorini cinquanta per ogni toro e di fiorini venticinque per ogni vacca. §. 12 Gli animali verranno consegnati il giorno stesso della vendita ai miglior offerente verso pronto pagamento del prezzo di delibera. §. lo. La vendita avrà luogo a Buje il giorno 4. a Pisino il giorno 7 ed a Dignano il giorno 10 Gen-najo p. v. §. 44. A Buje si offriranno in vendita 6 vacche ed una vitella, a Pisino 7 vacche ed un toro, ed a Dignano 6 vacche. 15. Gli animali non venduti nel luogo, pel quale erano destinati, accresceranno il numero di quelli del luogo successivo. §. 16. La commissione d'asta sarà composta da due soci delegati della società agraria e dal podestà del luogo, ed essi sceglieranno tra loro il presidente. §■ 17. La sorveglianza per la fedele esecuzione delle condizioni stabilite dal presente regolamento resta affidata ai membri del comitato ed alle presidenze dei comizj, i quali avranno il diritto di visitare di tempo in tempo questi animali riferendo in proposilo alla presidenza della Società. Rovigno ai 22 di dicembre 1869. La Presidenza DOTT. LUIGI BARSAN v. p. G. p. volpi dir. dott. piccoli {[. di segretario SULLA ROGNA DEGLI OLIVI. Questo malessere di un albero ta&Éo prozio?", qual è l'olivo, è stato sempre argomento di grande interesse per gli agronomi sinceri e filantropi; e però noi consultando le loro opere, c'intratteniamo alquanto sul loro dettato, le cui ragioni ed esperienze addimostrano evidentemente qual sia l'origine, ed in che consista la malattia detto la rogna degli olivi. Non vi è albero che sorpassi l'olivo nell'abbondanza e moltiplicità di nuovi getti. E nel pedale, e su pel tronco, e per li rami, da per tutto manda fuori gemme e si gonfia per germogliare. Nel tempo, che è in succhio, la scorza è in tutte le parti quasi rotta o forzata da nuovi germogli. Degli alberi da frutto è quasi il solo che desidera in ogni anno essere rimondato da questa sovrabbondanza di getti, che l'opprimerebbe e dissecchirebbe. Quanto meno l'umore in quest'albero è disposto a traspirare per le foglie e per la corteccia dei rami, tanto più si accumula nell'interno, e urta, e muove i germi già estinti nel legno. Ma questi germi, se ricevono un urto interiore per {svilupparsi ; se incominciano in latti a svolgersi e crescere; se nella loro crescenza forzano e rompono molti o alcuni degl'integumenti dell'albero, non tutli però arrivano al loro intero e finale sviluppo ed accrescimento. Una infinità di cagioni gli arresta nel bel principio della vegetazione. Una epidermide, ovvero uno sviluppo cellulare un poco più serrato, rigido e secco, che non si lascia forzare, li fa morire. Un gelo, una brinata gli strozza. Una nebbia gli ammazza; un insetto li divora. La natura stessa del getto, talora male organizzato, lo fa perire; e tal altra volta il succhio, che di fatto venga a mancare, lo arresta e lo rende morto. Intanto il succhio trovasi detcrminato per quel punto, trovansi per colà aperte le vie, i vasi sono ^già prolungati, le perforazioni fatte, quindi l'umore \i si porta in abbondanza, la cellulare vi si distende sieguono dei travasameli, ed ecco perciò il tubercolo formato, ecco che la rogna apparisce. L'insetto mette volentieri la sua bocca in un luogo, che è divenuto come un fonticello del più puro umore per nutrirsene. Così si lanno nuove lacerazioni, e perciò nuovo concorso di umori. Quindi in seguito divien quel tumore l'asilo di ogni sorta di animaletti, che vi ritrovano il talamo, la cuna, il ricovero, il cibo: e finalmente, dopo aver dato luogo a molta traspirazione per l'epidermide, assottigliata dalla forzata espansione e traforata da aculei, si rompe, si screpola, deturpa l'albero stesso e Io cauterizza. Molte volte anche avviene, che morto un germe, la natura nel luogo stesso ne faccia spuntar un secondo, che pure avrà la stessa sorte, e così via via un terzo ed un quarto: indi più grossi tubercoli, ed indi i «osi delti speroni, tanto ramificati, che se uno dei germi scappi libero, il nuovo getto porterà un tubercolo rognoso nell'ascella della sua impiantagione : turbecolo, che sarà un cerchio rognoso, se più germi d'intorno vi siano periti. L'origine della rogna dunque sta nei citati latti, e precisamente nasce dove avrebbe dovuto spuntare un nuovo ramoscello; e quindi s'intende perchè la rogna sia frequente nella parte opposta a una foglia, a un nuovo ramo, e frequentissima nel- l'inforcatura, o vicino l'inforcatura del nuovo col; vecchio. Tutti i fatti osservati all'uopo sugli olivi, si accordano in questo, cioè che la rogna appare ' in quella specie di olivo, che dà maggiore quantità di nuovi getti; come al contrario non se ne vede affatto in quelli i quali sono magri e smunti. Messa dunque questa verità naturale sulla origine ed essenza della rogna sugli olivi si domanda: vi sarà rimedio, e quale? In mezzo a. tante i-dee ed osservazioni sulla cosa in parola, diciamo non essere cosa fàcile il rispondere in sulle prime;, e che la ricerca di un rimedio, di un moda per liberare dalla rogna gli olivi, così generalmente presa, o è una ricerca di cosa impossibile, o di cosa non giovevole. Converrebbe dunque formulare iL problema nei seguenti termini: Determinare in quali circostanze, e quando la rogna divenga un mòrbo ; fissare gV indizii dai quali conoscere che tuie sia addivenuta; e ritrovare un mezzo o rimedia penehè ti tale non giunga; o giunta non s'inoltri, e non ■nuoccia. Ciò non pertanto, non è superfluo additare a qualche cosa, generalmente parlando, sulle tante osser\azioni fatte negli oliveti coltivali in terreno calcare petroso, poco lungi dal mare e sotto ua clima temperato tra i gradi 40 e 42 di latitudine settentrionale. Ecco dunque: Sa\ia e intelligente potatura, prudente concimazione, sono le due basi sulle quali deve poggiare o-gu.i rimedio contro la rogna. Il savio agricoltore deve sapere mettersi in marni il succhio dell'albero (ne si permetta l'espressione), e saperlo regalare in modo, sicché uè mancanza vi sia, nò ridondanza. Egli deve aver l'arte di sapere aggiungere ad ogni albero particolare: quando ne manchi ; e di saper dare uno scolo quando ne sovrabbondi. Noi ridiamo della, scoperta delle radici, della perforazione dei tronchi degli alberi, dei rigogli cresciuti ad arte, e di tanti altri mezzi usati dagli antichi, per frenare il soverchio succhio degli olivi. Forse che tali pratiche, per altre ragioni, potrebbero in qnalche raro caso eccezionale «riovare; e bisognerebbe allora trovare la vera causa, e spiegare il tutto. IL signor Fincschi aveva pur ragione di gridare altamente contro la potatura a pro-jòndazion • degli olivi. Ogni albero tagliato soverchiamente tende a riparare i danni, e dee gettare da tutti i lati e per tutti i sensi. Ora, tra questa infinità di getti nati dal primo urto del succhio, debb'esservi una moltitudine di germi così detti ciechi, e deve perciò venir fuori rogna in abbondanza nell'olivo; giacché è pur troppo conosciuto, che questo albero " noi essere vestito, e che prima pensa a vestir se stesso e poi a vestire il padrone. E no sciocco agricoltore crederà aver fatta una molto buona cosa, quando avrà .tagliato un ramo rognoso; ma egli in verità non avrà fatto, che accrescere il male. È quésto il motivo per coi si crede f'unestisàma l'opinione, già per altro lalsa, che la rogna degli olivi sia un morbo contagioso: tanto è vero, che talora un nome mal posto ci porta ìi false conseguenze. In, quel caso un uomo intelligente, anziché tagliare i rami rognosi, ne farebbe crescere degli altri su dei medesimi, e vi permetterebbe, che qualche ramo rigoglioso li frenasse. 'ilri din "ti U'UÌr/T' •» : '■! ! ><■.,. : >..i?% a !l 'j'ii'f Còsi, anche la pratica di concimare con-concimi-ingrassanti le tenute intere di olivi, senza aver riguardo allo stato individuale di ciascun albero in particolare, dev'essere al sommo pregiudizievole. E risulta dai fatti, ciré nei paesi ove l'olivo è ben potato, sol perchè lo s'ingrassa abbondantemente, ivi la rogna si spiega con maggiore energia; e per contrario si avvera, che la rogna non comparisce là ove gli olivi, ad una buona petagione. accoppiano un ingrasso raro, e con sostanze non tanto animali, ina più tosto vegetali, massimamente gli stessi suoi avanzi, lo che coincide perfèttamente coi principii della moderna chimica agl'aria. Tutte queste cosette noi abbiamo voluto esporre, onde richiamare l'attenzione degli agronomi e degli agricoltori, scru-ndodi delle sperienze del famoso a-bate Giovani:, da Molletta, il quale scrisse molto sugli olivi ed eminentemente bene. Come osservatore esattissimo e pieno di ogni diligenza, le sue parole non erano che le conseguenze dei moltiplici fatti da lui attent unente studiati. Noi facciamo voti che possidenti. agricoltori ed agronomi studiassero, più che non si la, la natura della rogna degli olivi, la quale alla per fine è un malessere che deturpa assai gli alberi di Minerva, che tanti immensi servigi prestano ai bisogni della vita domestica e della vita pubblica. Prof. Achille Bruni. --- il congresso intmin'aziqn'ar.e di zurigo. Fra le importanti proposte fatte al congresso in ternazionale di Zurigo sulla prolezione delle bestie meritano essere ricordate le seguenti; I. Raccomandare a tutte le società di ottenere dai rispettivi governi che si emani una legge intorno al trasporto del bestiame, la quale prescriva misure onde preservarlo dai contagi..Esse si adopereranno inoltre perchè siano migliorati i vagoni che servono ai trasporti, e se n.e introducano di tali forme da agevolarne il carico e lo scarica; si istituiscano macelli con istalle; si visiti il bestiame prima di caricarlo; durante il trasporlo la si abbeveri ed alimenti regolarmente; nelle tariffe alle tasse per. vagone si sostituiscano tasse per capo; sui vagoni sia indicata la massima cifra di bestiame di cui essi sono capaci; sia sollecitato al più possibile il tempo del trasporto, Queste proposte furono adottate all' unanimità. II.. Che s'insista presso i governi affinchè con leggi si proteggano gli animali, e specialmente gli uccelli, contro l'nccisione, la distruzione de' nidi, la sottrazione dei pulcini, delle uova ecc. III. ^accomandare a tutte le società di protezione delle bestie la diffusione di scritti popolari sulla natura, vantaggi e cura del cavallo, e far proposte ai governi perchè si punisca l'uso di cavalli malati ed invalidi. IV. Impedire mediante la caccia la propagazione delle sole bestie riconosciute dannose; ma in ogni altro caso riconoscere la caccia come azione crudele. E. R. gagliardo risorgimento, e senza de! quale isterilirono finóra le deboli forze isolate. Dobbiamo in fine ricordare con speciale ammirazione gli elevati concelti ispirati al più caldo e generoso, e ad un tempo saggio amor patrio, svolti (al Dr. Adamo Mrach, sia in versi al banchetto del 13, sia in prosa nell'adunanza del 14 corrente. E quella, che a noi resterà sempre scolpila nel more, ospitalità affettuosa, condita della più spontanea e squisita cortesia, offerta dalla città di Pisino a-fli espili del Congresso, E un dovere e un bisogno per noi di esprimerle^ nostra vi\a e sincera riconoscenza. Industria Salifera. La produzione de'fondi saliferi che sì stendono klorno alla citici di Capodistria Ita senza dubbio da parecchi anni in poi fallo ipiù significanti e brillanti progressi sì per quantità sovrabbondante, che per qualità elettissima, in guisa da non temere confronti con lìlri consimili Stabilimenti. Ciò si ottenne dietro le pvvide sollecitudini de'proprietarj merce V indefessa Itlivita de lavoratori. Ma l1 atticità langue se non vie-tic ravvivala cogV incoraggiamenti, se frà lavoratori non si accende lo spirilo dell' emulazione. Con questo mugico mezzo si spingono le industrie ai più splen-iìdi perfezionamenti. Il Consorzio sali si penetrò di I(ile verità, ed in una delle sue tomaie volò alcuni i/remj in denaro ai più distinti fra i salinari, che sarebbero stati loro aggiudicali da un apposito giurì, tietto nelle persone dei signori Cristoforo dot. de Belli, invocai» Madonizza, e Giovanni Sandrin, rappresen-limti i proprietari, e delli Antonio Tremili, Giovanni Susan, Acurzio Spadaro, rappresentanti la classe de' lavoratori. Questi, dopo il più coscienzioso esame di tulle le circostanze, e le rilevazioni più scrupolose ed tccurute, pronunciarono unanimi il loro verdello. Diamo luogo qui appresso al verbale, che fu redallo ìi 13 decembre, in cui uvee une la distribuzione de' premj, affinchè sieno pubblicamente noti i nomi di tue'valenti, che gli hanno conseguiti. Per misura presa dai giurati, la Presidenza a-teva già raccolto durante P imagazzin aggio i campioni delle più belle qualità di sale riponendole in iltretlante cassettine da circa due libbre V una, aprendovi il numero progressivo, e mantenendo ii apposito Registro l'evidenza dei rispettivi proprie-larj Queste, sommate a 26, si vollero prima divi-te in due sezioni, delle quali una rappresentasse le m'gliori contrade salifere, l'altro le inferiori. Nella prima il numero dei campioni ascendeva a 44, nella seconda a 12. Poste così ad ispezione dei Giurati le mostrile tutte si prescelsero tre della prima e sette della seconda sezione, intendendo deliberatamente di preferire producenti di questa inferiore categoria, siccome quelli che, e per la natura dei fondamenti e per il più irregolare livello de'terreni, avevano dovuto lottare con maggiori difficoltà onde ottenere eguali risultati. Rilevati i nomi dei dieci salinari risultarono i seguenti : Zamarini Giorgio ; Fragiacomo Giovanni ; Rndivo Giovanni; Steffè Maria; Ruzzier Almerico : Gallo Pietro; Steffè Antonio; Corrente Domenico; Fontanot Domenica; Delconte Antonio. Verificate nei Registri della Presidenza le quanti'à prodotte, si venne pure a conoscere elio fra i salinari Zamarin, Steffè Maria, Gallo e Fontanot non avevano raggiunto la limitazione; che dei sei rimasti Fragiacomo Giovanni in Fiume e Steffè Antonio in Fiumicino fossero stati di confronto agli altri in posizioni molto più vantaggiose. Prese perciò in riflesso le speciali condizioni •dei quattro rimasti;; valutate le fisiche qualità dei campioni e la diligenza usata nella produzione, i Giurati aggiudicavano unanimemente Jiell'ordine seguente i premi da fiorini 25 l'uno, cioè: Il primo a Ruzzier Almerico in Ariol. Il secondo a DelcoiiXe Antonio alle Gorne. Il terzo a liadivo Giovanni in Sennino. Il quarto a C orrente Domenico in Semedella. Votavano per ultimo che ai salinari Antonio Steffè e Fragiacomo Giovanni, che gareggiavano per qualità e quantità eoi premiati, fosse fatta una onorevole menzione. Vi "SOCIETÀ di mutuo soccorso fra gli artieri ed operai della città di capodistria Processo verbale della "sua inaugurazione il dì 8 decembre 1869 Il dottor Belli, occupato il seggio presidenziale, dichiarava aperta la seduta, e diceva che, onorato da' suoi colleghi della presidenza del Comitato promotore era lieto che gli fosse concesso di inaugurare la formazione «Iella Società di mutuo soccorso, la di cui esistenza era già assicurata, avendosi raggiunto ed anche sorpassato il numero de' soci richiesto dallo statuto; numero necessario onde le rendite che se ne andranno a ritrarre bastino alle varie esigenze. Accennava alle iniziative prese dal suo amico e collega dottor Antonio Madonizza per l'istituzione di questa società; iniziative appoggiate caldamente dagli altri membri del Comitato, il quale accettava altresì il progetto di statuto con poche modificazioni. Non credeva necessario di spendere parole a persuadere i convenuti dell'importanza dell'istituzione. L'accoglienza fatla al progetto ed il numeroso concorso alla presente adunanza ne provava antecipatamente il pubblico convincimento. Poneva in rilievo essere altamente morale ed umanitario lo scopo di queste società, perchè esse fanno guerra al pauperismo, tolgono l'onesto operaio, in caso di bisogno per malattia, all'avviliente posizione di ricorrere alla carità altrui ; trattandosi appunto in quella vece di reciproche prestazioni da fratello a fratello; prestazioni con cui si soccorre l'ammalato, si provvede alla vecchiaja impotente, si favorisce l'istruzione, si giova alla moralità de' soci, e si solleva 1' animo del povero operajo rendendolo più fidente e sicuro della propria posizione, più alacre al lavoro. Aggiungeva, come simili istituzioni vivessero di vita prospera in Germania, nell'Inghilterra, nella Francia e nella nostra Italia; per cui non essere già il nostro un esperimento, ma la quasi certezza del buon esito, quando non manchi il buon volere degli interessati. Notava che questi pertanto dovevano essere concordi, uniti, perseveranti, per poter poi dire che questo giorno segnerà il principio di nuova vita per l'artiere ed operajo della nostra città. Petto ciò, dichiarava costituita la società di w tuo soccorso, dopo di che presentava all' adunanza il signor Cavaliere de Bosizio, quale commissario governativo. Ed egli con calde e nobili parole applaudiva alla istituzione,. ne rilevava l'utilissimo scopo, ed assicurando che sarebbe stata nwiisijnipte favorita (fin governo, faceva i più caldi voti pel suo prosperamento. Davasi poscia lettura dello Statuto sociale, lasciando libero a ciascun socio di fare le osservazioni e proposte che stimasse del caso.. Il signor Giorgio Cobol propone, che all'Ari. i ì capoversi b, c, d, e, sieno del tutto eliminati,: perchè difficilmente si potranno mantenere le espresse promesse di benefizi, dando forse cosi adito ad in urlili lamentazioni da parie de' soci, e quindi tol,a. la buona armonia nella società. Il signor Avvocato Madonizza controsservava,, che se non oggi, cerio un giorno saranno poste in pratico effetto quesltj promesse;- per cui no-n trova ragióne di ommettei le dallo Statuto. Prende poi occasione da ciò per spiegare più diffusamente il; congegno mercè cui avrà moto la società ed i benefizi che se ne potranno ritrarre e coi magazzini cooperativi e colle casse di risparmio, e con altre consimili istituzioni. La proposla ('oboi, non trovando, appoggio, cadde. Lo stesso signor Coliol osservava all' Art, 48, «he sarebbe bene stabilire fin d' ora, che dalla Direzione t'osse creato un officio di collocamento pegli «perai privi di lavoro, il quale avesse a mettersi in diretta corrispondenza con, altri consimili offici delle società sorelle, e provvedere lavoro agli artieri, da munirsi prima dei relativi attestati. Il signor Presidente dimostrava, come la proposta Cobol non sia che una forma di esecuzione dell' Art. 48, che contiene già in sè l'idea del preopinante. Andare sicuro d'altra parte chela Direzione saprà tener conto dell' ottimo soggerin:ento, onde metterlo in pratica all' occasione. Dato termine alla lettura dello Statuto, e non essendo sorto alcun socio per fare altre osservazioni o proposte, veniva questo approvato dall'adunanza in tutti i suoi articoli. Procedevasi indi all'appello nominale per riscontrare il numero de' soci votanti, dal quale appariva essere presenti centoquaranta. Raccolte in seguito le schede di elezione se ne eseguiva Io spo lio, coli'assistenza dei due Scrutatori signor Pietro Parovel e Nicolò del Bèllo, nominati dalla convocata società, cominciando da quello della Direziona. Il Presidente, avuto riflesso al numero dei soci che risposero ali' appello nominale, visto ottenersi una relativa maggioranza dallo spoglio delle schede, proclamava nominati i signori Cristoforo Dr. de Belli, Presidente; Pietro Dr. de Madonizza, Vice-Presidente; Giovanni D'Andri. Segretario; Nicolò del Bello, Cassiere. 7 Stabiliva»! indi che per la ristrettezza del tem>-po si dovesse compiere lo spoglio delle schede per l'elezione del Consiglio, dalla neo-eletta direzione assistita dagli Scrutatori. E con ciò veniva levata la seduta. l^b oJfeihttftd in "tv oitir.b/ .-'tU M sulla orar questione dell'uti £e sperabile nelle s p e cai la zio ni su* bestiami ed in primo luogo sulla convenienza delle mandre di vacche fCbntinuazionè vedi n. *ì\.) Nè voglio tanto dolermi di cadere cosi nell'im-possibililà di spicciarmela con due parolej dicendovi puramente :. la mia razione è l'equivalente di tanto di fieno*. Ni è caro, anzi di dover entrare in più minuti particolari, col dare ad ogni sorta di alimento il proprio nome,, e specificarne il modo di amministrazione. Ne trarrò due grandi vantaggi: l'uno cioè di aver l'occasione di far capire ai miei giovani lettori come si possa anche eoa pochi prati, ed in paesi poco o nulla beneficali dall'irrigazione, nutrire convene-volmenle numeroso bestiame j l'altro di poter provare come non. piccola» parte dell'utile ricavato dal mantenimento di mia- mandra:: oltre al suo reddito ditello, consista nel notevole anzi considerabile miglioramento delle terre, ottenuto per mezzo della coltivazione di varie piante da foraggio, alternate coi grani. La quale coltivazione- non avrebbe più quel grado di convenienza, ed anzi,, nel più dei cast, non sarebbe possibile se non sì avesse-da consumarne i prodotti sul podere stesso. Quest'ultimo caso si verificherebbe presso di me in Lesegno. ove non troverei certamente compratori di tanti foraggi, che pur mi conviene di col-livare quali colture miglioranti: e certamente lo slesso deve accadere in tulle quelle campagne che si trovano lontane dai gran centri di popolazione, ed in fuori delle linee di un attivo commercio (l). I mici foraggi consistono: 1° nel prodotto dei prati, la maggior parie ridotto in fieno, ed una porzione pascolala in autunno; 2° nell'erba medica, la maggior parte consumala verde in istalla, poca ridotta in fieno, e poca pascolata; 5° nel trifoglio parte in fiimo, parte in verde in istalla, e parte pascolato (2); 4° in altre erbe seminale nei campi, quali l'avena con veccia, il miglio, il panico^ il inolia, il gran turco, pressoché tutte ridotte in fieno 13), eccello il gran turco- mangiato in verde; 5° nelle barbabietole. (1) E nemmeno in queste condizioni più favorevoli si potreb-bero vendere sempre alcuni prodotti, corno p. es. le barbabietole, la cui utilità non é bastantemente nè da tutti conosciuta. È notorio il pessimo risultamento di una coltivazione di radici in grande scala imprudentemente intrapresa or sono due o tre anni nelle vicinanze di Torino, ove una gran massa di prodotti invenduta si trovò non esser altro che un ingombro a scapilo del proprietario.il quale non aveva bestiami peu farla consumare. (2) Coli'erba medica e col trifoglio semino il lofio perenne (paiton), il quale non solo aumenta la quantità di prodotto, ma ne accresce singolarmente la bontà. (5) Sarebbe pur utile ministrare una buona parte di questi foraggi in verde, alternandoli colle mediche e trifogli, per ottenere una maggior varietà nel nutrimento, tanto giovevole a tutti gli a-nimali. Per ciò fare converrebbe effettuare la semenza di quelle erbe in più volle, e ad intervalli di 10 in 12 giorni onde maturino successivamente. Sfa ciò non è possibile nel mio clima. 1/ inverno Àllrc volte dnvansi pure alle bestie, secando Foccorrenza e la stagione, tarine inferiori, crusca e pannelli di noci, ma la scarsità ed il prezzo elevato di (jueste sostanze negli ultimi anni ne rese l'uso impraticabile od almeno non profittevole, e mi limitai all' uso della farina di segala pel bere bianco in quei casi che lo richiedono. Il maggengo vien consumato dalle bestie da lavoro, cpperciò non se ne dà alle vacche che in caso
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