novi p j 'IS' spf im > ' •: 5 % gl ''vi 5 fT'*tl^ f"iW -’SKXm mm tednik Slovencev videmske pokrajine ČEDAD / CIVIDALE • Ul. Ristori 28 • Tel. (0432) 731190 • Poštni predal / casella postale 92 Poštnina plačana v gotovini / abb. postale gruppo 2/70% • Tednik / settimanale • Cena 1000 lir št. 8 (510) • Čedad, četrtek, 22. februarja 1990 UN OSPITE D’ECCEZIONE VENERDÌ SCORSO A S. PIETRO A BENEČANSKI KULTURNI DNEVI La Slovenia vista da Ciril Zlobec II poeta e vicepresidente dell Alleanza socialista sulla Primavera slovena Venerdì mattina erano 19 i partiti ufficialmente registrati in Slovenia. Su 1 milione e 300 mila votanti, che com'è noto andranno alle urne il prossimo aprile, sono circa il 20 / 30% - secondo le ricerche condotte finora - gli indecisi o indifferenti. Nessun partito può sperare dunque su una vittoria netta ha sostenuto, tra l’altro, il poeta sloveno e vicepresidente dell’Alleanza socialista, nonché candidato alla presidenza della Slovenia Ciril Zlobec che ha aperto venerdì a S. Pietro il XV ciclo dei Benečanski kulturni dnevi. E' stato un incontro estrema-mente ricco e stimolante non soltanto per la levatura dell'ospite ma anche per il contenuto e l’impostazione stessa della conferenza, sullo cui sfondo c’era una concezione ed interpretazione della politica nel suo significato più nobile e moralmente alto. Zlobec è prima di tutto un uomo di cultura e come tale ha esordito presentando 2 sue poesie d' amore, dedicate alle donne, che come ha sottolineato rappresentano una parte significativa del corpo elettorale, e tre sonetti sulla questione nazionale slovena. Ma così ha anche sottolineato il significato che in Slovenia si attribuisce alla cultura. La necessità di affermare il proprio diritto all'esistenza e di mantenersi come popolo è una costan- te della storia del popolo sloveno, un popolo piccolo che non ha mai potuto far affidamento sulla forza biologica. Ha dovuto quindi sviluppare le sue potenzialità, puntare sulla qualità, aprirsi al confronto, mettersi in relazione con gli altri. Quello sloveno è un popolo diverso, ha sostenuto Ciril Zlobec, che vive la sua diversità anche con una certa sofferenza. Ha la coscienza che per mantenersi in vita deve essere unito, ma allo stesso tempo sente anche la necessità di affermarsi e quindi è caratterizza- to da una grande individualizzazione del pensiero. E' inoltre ossessionato dal senso della giustizia, della moralità della politica. In questo ambito va collocata, ha detto Zlobec, anche la scelta di garantire in anticipo con la legge elettorale l'elezione di 1 rappresentante degli italiani ed 1 degli ungheresi. Attraverso i riferimenti storici il poeta sloveno ha illustrato non solo le caratteristiche del popolo sloveno, utili per comprendere i processi attuali, ma anche le radici della crisi jugoslava. Poi è pas- r ». / A Pesnik Ciril Zlobec In prof. Darko Bratina sato ad illustrare il programma della Slovenia, sempre più decisa a camminare sulla via dell'Europa, ad entrarvi senza complessi d’inferiorità con la propria tradizione e cultura e quindi non soltanto per ragioni economiche che pura hanno un peso rilevante. Molte altre sono le questioni toccate dall'ospite, come quello del nazionalismo o del rapporto marxismo e pluralismo culturale, anche in relazione agli interventi del pubblico e precisamente di Isidoro Predan, Domenico Pittioni e Gabriele Blasutig. Va ricordato che l’incontro è stato coordinato dal professor Darko Bratina che ha introdotto la serata presentando quello che ha definito "il laboratorio Slovenia ", dove sono stati anticipati e non da ora soltanto tanti processi avvenuti successivamente in altri paesi dell’est. Per il Centro studi Nediža che ha organizzato il ciclo di conferenze è intervenuto in apertura di serata il prof. Paolo Petricig. I prossimi due incontri, a scadenza ravvicinata, si svolgeranno venerdì 23 febbraio quando sarà ospite di S. Pietro Jože Školč il presidente della gioventù socialista, ora partito liberale, e martedì 27 febbraio con Jože Pučnik, presidente della coalizione dell'opposizione Demos, anche lui candidato alla presidenza della Slovenia. Visoko in lepo predavanje Cirila Zlobca Na prvem srečanju v Špetru Z vsebinsko bogatim, politično in etično visokim predavanjem pesnika Cirila Zlobca, podpredsednika Socialistične zveze Slovenije in kandidata za predsednika Slovenije so se odprli v petek v občinski dvorani v Špetru XV. Benečanski kulturni dnevi. Kot je znano so letos posvečeni Slovenski pomladi, aktualnemu političnemu dogajanju v sosednji republiki, političnemu pluralizmu, volitvam prihodnjega aprila. Odgovarjajo torej v prvi vrsti potrebi po neposredni informaciji o tistem političnem laboratorju, kot ga je opredelil prof. Darko Bratina, ki je srečanje koordiniral, kar je že nekaj let postala Slovenija. Naj bi osvetlili tudi vprašanje, kakšne so perspektive razvoja in v tem okviru kakšno mesto ima slovenska manjšina v Italiji. Predavanje Cirila Zlobca, ki mu je žal sledilo premalo poslu-šateljev, nam je ponudilo tudi novo in zelo visoko tolmačenje politike in političnega dela, kjer se postavljajo na prvo mesto spoštovanje drugačnosti, majhnega in predvsem kvaliteta, vsebinska, strokovna in moralna, kar v časih prevladujčega pragmatizma in političnega cinizma tudi mi potrebujemo. PO ZADNJEM KONGRESU Nov izvršni odbor SKGZ Program dela za tekočo sezono, potreba, da se odbori SKGZ (tako pokrajinski kot področni) v najkrajšem času organizirajo in sestavijo program dela tudi na podlagi živahne in kritične razprave, ki se je razvila najprej na občnem zboru Zveze v Čedadu in nato tudi na prvi seji novoizvoljenega glavnega odbora v Gorici. To so bila glavna vprašanja v središču pozornosti v ponedeljek na seji izvršnega odbora v Trstu. Ponovno je bila potrjena tudi odločitev, da se v najkrajšem času, vsekakor po spomladanskih volitvah, skliče Programska konferenca SKGZ. Na dnevnem redu seje je bil tudi vladni zakonski predlog za zaščito naše narodne skupnosti. Program dela je vodstvo SKGZ izdelalo tudi na podlagi dogate razprave na občnem zbo-rir, ki se je nadaljevala tudi na 9iavnem odboru v Gorici, kjer je bila podana sinteza sklepov 17. kongresa in kjer bil izvoljen nov izvršni odbor. beri na strani 2 IL 5. CARNEVALE TRADIZIONALE DELLE VALLI DEL NATISONE E ALPI ORIENTALI A TRIBIL SUPERIORE Pust, allegria dì un tempo Stavamo per scrivere, piuttosto rassegnati: "Deluso chi si aspettava un'altra protesta, ma anche chi si aspettava una sola parola slovena per questo 5. Carnevale delle Maschere Tradizionali delle Valli del Natisone e Alpi Orientali ". Invece la parola é arrivata, in extremis, e nessuno ha avuto da ridire. Pust '90 capeggiava la sfilata, seguito tra l’altro dagli Škratjaci ari krivapete di Clenia, dal Marsinski pust ari petelin di Mersino, dal Pust di Rodda. Anche se il buon senso impone di tralasciare quelle che potrebbero sembrare inutili e anacronistiche polemiche, ci sembra che questo sia un piccolissimo passetto in avanti rispetto alle precedenti edizioni del Pust, ma ancora troppo poco se si vuole veramente dimostrare con i fatti quell’apertura e quella correttezza nei confronti delle tradizioni che molta gente, alcuni dei nostri politici in prima fila, sbandierano soltanto a parole. Punto e a capo. Il Pust di quest’anno, svoltosi a Tribil Superiore di Stregna nel rispetto di un itinerario che ogni anno tocca un diverso comune delle valli del Natisone, é "incap- pato” in una bellissima giornata primaverile, cosa che ha facilitato la riuscita della manifestazione. Tanto sole ma anche tanta allegria, dipanata lungo il percorso della sfilata attraverso il paese di Tribil, e poi nel tendone dove é continuata la festa, allietata dalle note del complesso di Checco. Le maschere che hanno sfilato erano quelle tradizionali (i pustjè di Rodda e Mersino, i pustiči del Matajur, i pustjè e le minke di Masarolis, i blumarji di Montefosca, le maschere resiane, i kram-pus e i tomaz dell’alta Camia, i kurenti di Ptuj accompagnati dagli orači, i lavfarji di Cerkno, ecc.) alle quali si sono aggiunte quelle Il “Marsinski pust" che ha sfilato domenica a Tribil più recenti di Clenia, Clodig, Cra-vero, oltre che a una divertente partecipazione del coro Pod Lipo ed a quella dei te gardi e te liepi di Tribil. L'impressione, soprattutto per la cornice di quel paesaggio montano ancora incontaminato, dove si riesce ancora a respirare l'aria buona dei boschi e dei prati che stanno per rifiorire, é stata quella di aver rivissuto momenti che troppe volte si sfocano nella nostra memoria. Era in luoghi come questi che si svolgeva una volta il vero pust, del quale oggi applaudiamo soltanto la facciata spettacolare, non quella del suo significato originale, quella dei riti propiziatori e delle iniziazioni. Ma tant'é; il numeroso pubblico accorso da varie parti della nostra regione ha comunque applaudito la sfilata, con i suoi colori variopinti, l’allegria e a volte anche la tristezza di certi visi, il suono dei campanacci, la paura di essere attanagliati ad un piede. Il Pust '90, quegli appalusi, se li é meritati, (mo) XV. Benečanski kulturni dnevi LA PRIMAVERA SLOVENA 23 febbraio, ore 16, solo consiliare S. Pietro al Natisone JOŽEF ŠKOLČ Presidente dello Lego della gioventù socialista dello Slovenia Coordino ANTONELLA DUCOVAZ 27 febbraio, ore 18, sala consiliare S. Pietro al Natisone JOŽE PUČNIK Presidente della coalizione 'Demos' Coordina FERRUCCIO CLAVORA INCONTRO PUBBLICO DEGLI INDIPENDENTI DI S. PIETRO AL NATISONE La Lista rilancia PO ZADNJEM KONGRESU Nov izvršni odbor SKGZ s prve strani Nov izvršni odbor SKGZ sestavlja 15 članov, 4 iz videmske pokrajine, 4 iz goriške in 7 iz tržaške. Za predsednika je bil potrjen Klavdij Palčič, medtem ko je prišlo do zamenjave pri funkciji tajnika. Izvoljen je bil novinar Primorskega dnevnika Dušan Kalc. V odboru so še predsedniki treh pokrajinskih odborov (Viljem Černo, Boris Peric in Su-adam Kapič) in odgovorni posameznih resorjev, ki so bili ponovno opredeljeni in število katerih je bilo odločno omejeno. Predsednik odbora za kulturo je Janez Povše, za gospodarstvo Darij Cupin, za izobraževanje, ki zaobjema tudi šolstvo in znanost, Darko Bratina, za telesno kulturo Ivan Peterlin, za Evropo Ferruccio Clavora, za informacije Dušan Udovič, mladinskega odbora Damjana Kralj. V izvršni odbor so bili še izvoljeni kot člani iz Gorice Karlo Devetak in iz Vidma Salvatore Venosi in Iole Namor. Gli indipendenti di S. Pietro al Na-tisone hanno deciso di esprimersi in pubblico sul rilancio della "Lista civica comunale. Al tavolo della presidenza due assessori, Bruna Dorbolò e Luigino Chicchio, con il consigliere dott. Renato Qualizza. Altri consiglieri indipendenti erano seduti fra il pubblico, accorso numeroso visto l'interesse ormai diffuso per le scelte elettorali. Sempre fra il pubblico erano presenti anche numerosi esponenti di partito, compresi quelli della minoranza DC con il segretario. E' toccato al dott. Qualizza di spiegare le ragioni e le intenzioni del gruppo indipendente presente nella maggioranza comunale fin dal 1980. L'intento, stando alla relazione di Qualizza, è quello di rilanciare con nuovo vigore la lista civica. Egli ha proposto un programma che gli indipendenti ritengono adeguato alle nuove esigenze della popolazione del comune. Alla fase dell'emergenza e della ri-costruzione, del piano per l'abitabilità e per l'occupazione occorre ora dar seguito - ha affermato - alla fase della qualità dei servizi, delle relazioni fra i borghi che debbono far perno attorno al monte Roba, in una parola della vivibilità. In sostanza il gruppo indipendente intende lavorare su quegli aspetti del vivere comunitario emersi nel dibattito fra i partiti ed i gruppi sociali. L'assessore Bruna Dorbolò, ricordata la situazione del comune prima che si insediasse la nuova maggioranza, si è posta l'interrogativo sul tipo di sviluppo che oggi si deve realizzare raccordando quanto - spazi, servizi, coqiuni-cazioni - deve concorrere a migliorare la qualità del vivere moderno nel rispetto dell'ambiente. Ha ricordato che l'attuale amministrazione ha già predisposto un considerevole programma, già finanziato, di opere e servizi da eseguire e perfezionare. Gli argomenti sono stati quindi ripresi dall'assessore Chicchio, al cui intervento sono seguite gli interventi di rappresentanti dei partiti e di qualche indipendente. Interessante la posizione della DC: siamo alla ricerca di alleati fra tutte le forze in campo, PCI compreso - ha affermato il segretario Bacchetti - ma il suo appello è rimasto senza risposta. P. Pei delle prevalgono i sì per tre a due Anche gli iscritti al Pei delle Valli del Natisone si sono pronunciati sulla proposta che va maturando nel partito circa la costituzione di una nuova formazione politica con nome e simbolo cambiati. Nel corso della riunione, che ha avuto una scarsa partecipazione, si sono confrontati due punti, quello del segretario Occhetto e quello firmato da Natta ed Ingrao. La prima è stata accolta dalle sezioni di S. Leonardo, Savogna e S. Pietro al Natisone; la seconda da quelle di Grimacco e Pulfero. In sostegno della prima è intervenuto per la federazione di Udine l'on. Mario Lizzerò, della seconda Franca Gallo. Nel corso della riunione sono stati anche designati i delegati al congresso provinciale. In apertura della riunione i rappresentanti delle sezioni hanno esposto la situazione ed i problemi circa la formazione delle liste per le elezioni amministrative nei vari comuni. La scelta strategica è quella delle liste civiche; tuttavia si è notato qualche approccio, da parte della Democrazia Cristiana, per un nuovo rapporto con il Pei. Le maschere tradizionali dentro un film E’ stato presentato sabato a Cividale il filmato della Rai “Pust - al Teatro Degna premessa della sfilata di maschere di Tribil Superiore é stata la proiezione in avvenuta sabato mattina "Ristori" di Cividale, del film "Pust - Quattro Carnevali in Alta Val Natisone", effettuata grazie all'interessamento dell'Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Cividale e Valli del Natisone ed il patrocinio del Comune di Cividale. Il filmato, una produzione delle sedi Rai di Trento e Trieste, é stato realizzato da Renato Morelli con la consulenza scientifica di Valter Colle. E' un viaggio molto ben riuscito nel Pust tradizionale delle valli del Natisone, che attraversa i paesi di Masarolis, Montefosca, Mer-sino e Rodda e con loro non solo le tradizioni carnevalesche, ma anche la vita, la gente che li abita, le altre secolari tradizioni. Vi abbiamo trovato i pustjé di Masarolis, Rodda e Mersino, i blumarji di Montefosca, nel rispetto di una tradizione che, é stato sottolineato nel film, ora dipende molto dall'iniziativa personale. Motivo principale, il calo demografico che purtroppo sta minando da tempo i nostri paesini di montagna. Il filmato del Pust verrà trasmesso da Rai 3 il giorno giovedì 1. marzo, alle 14.30. Zgoraj pisana skupina pustlčev iz Matajurja, spodaj Blumarji Iz Crnegavrha Quattro Carnevali in Alta Val Natisone” Prišli so v Gorenji Tarbl tudi Pustje iz Liga in Lavfarji iz Cerkna (Slovenija) Con il coro Pod lipo je parnesu za sabo tudi hišeo Pod lipo un amore Un po’ di incertezza nella voce del presentatore che chiamava le rappresentative dei gruppi che erano intervenuti a Tribil, domenica, alla tradizionale sfilata di carnevale; tra ì diversi nomi delle località di provenienza, Masarolis, Mersino, Montefosca, Rodda, ecc., ce n era uno che non sembrava suonare bene: Pod Llpo. Solo un attimo di imbarazzo e poi in rappresentanza del coro Pod Lipo la dolce Milka veniva chiamata a ritirare la targa ricordo dalle mani delle autorità, lasciando due grossi segni di rossetto sulle guance degli organizzatori, che continuavano nel loro compito incoscienti. Quest'anno tra i diversi gruppi che hanno partecipato alla sfilata, la presenza del Pod Lipo era ben visibile, non solo per il cartello che ne annunciava la presenza e per il folto gruppo di bambini urlanti e felici vestiti da pust che precedevano il gruppo, ma soprattutto per la presenza di una ca- setta semovente trainata dai suonatori che serviva da pretesto e sceneggiatura per una piccola rappresentazione mimata e cantata ispirata dalle parole del noto brano popolare 'Gor an dol". "La cosa che sappiamo fare meglio é cantare" ha dichiarato Germano Cen-dou (in arte Milka) "e allora abbiamo pensato questa volta di lasciar perdere il canto dotto, cantare alla vecchia maniera e fare un po' di festa". L'idea non ha un padre ma é stata pensata da tutti assieme. Ha avuto un ruolo di regista e coordinatore il Vice Maestro Andrea Martinis, mentre disegni e colori sono stati affidati alla nostra artista Sandra Manzini. La storia é semplice; il giovane Bepic é innamorato di Milka e le chiede di affacciarsi alla finestra e di farlo entrare, qualche disaccordo con la mamica, che viene in qualche modo calmata da tata Bastian, che poi accordatosi con il giovane concede la figlia in sposa. di pust Tutto termina con la casa che si trasforma in un grande letto nel quale si gettano i due giovani facendo un grande movimento di coperte, mentre attorno la gente del paese fa festa. Personaggi ed interpreti. Milka, ammirata per il rustico vigore e per i biondi capelli, un po' meno per i mal celati baffi (Germano Cendou), l'ardente Bepic che racconta di andare su e giù per il Matajur in bicicletta (Flavia Juretig), la terribile mamica armata della immancabile scopa (Luisa Bat-tìstig) e l'accomodante Bastian (Andrea Martinis). E poi naturalmente e soprattutto il coro tutto intero accompagnato dai musici. ’Noi ci siamo divertiti molto" ha dichiarato Pinuccio Blasetig (il prete che celebrava il sospirato matrimonio) "speriamo che anche agli spettatori sia piaciuto lo spettacolino. E speriamo di rivederci il prossimo anno! . Prossimo appuntamento con il Pod Lìpo: una serata a Kobarid con la Primorska Poje 1 11 marzo 1990, ČARNI NELSON MANDELA JE FRAJ, PA VČERAJ... Bila je tama Tela pesem je bila napisana puno cajta od tega. Donas, potlè ki je šlo skuoze 27 liet Nelson Mandela je fraj, z njim se na vesele samuo te čarni pa tudi vsi tisti, ki vierjejo de bit čarni na pride reč bit manj ku te bieli. Na vičer ku puno druzih blizu njive kjer vietar kajšan krat guori ta miez pale - tiho malo cajta od tega so ga ubili ubili so pesnika,- sigurno so imieli no skužo - koluor kože se nie videla (bila je tama) ga niesmo videl na zamierta an smo ga popeštal. Tama od vaših oči vaja vič ku vsaka skuža. Pesnik Benjamin an Luther King an študent Meredith an puno druzih puno druzih besied popeštanih ubitih takuo blizu nas deleč Kajšan Vabilo Samo mesec dni nas ločuje od srečanja s Filmom Video Monitorjem, pregledom slovenske filmske, TV in video proizvodnje v Sloveniji v letu 1989. Počaso počaso naš klavir rase Gre napri nabiralna akeja špie-tarske Glasbene Suole za novi klavir. Tel tiedan so dal njih prispevek: Alessandro Crucil 35.000; Ezio Crucil 20.000; Comitato prò Clenia 100.000; Sergio Cudicio 50.000; Francesca an Stefano Tomasetig 100.000. Takuo de do sada so zbral 7.480.518. Vaše prispevke lahko dasta na tekoči račun (conto corrente) štev. 50118 pri špietarski podružnici Banca Popolare di Cividale. Festival, ki ga že petič zapovrstjo prireja Kinoatelje, se bo odvijal in tudi to je že tradicija v gor iškem Kulturnem domu in sicer od 2. do 6. marca 1990. Film video Monitor praznuje torej letos svoj prvi okrogli jubilej. In ker je jubileje lepo proslaviti, so si organizatorji festivala omislili še dodatno obogatitev klasičnega programa. Gledalci in strokovna kritika bodo tako na primer imeli možnost ogleda in sicer na vie-dokasetah vseh najboljših filmskih produkcij na Slovenskem v osemdesetih letih. Filmske navdušence pa bo gotovo razveselila tudi retrospektiva filmov slovenskega režiserja Jožeta babiča. Za vse naknadne informacije se lahko zglasite na sedežu Kinoatelje-ja, Ul. Croce, 3 34170 Gorica, tel. 0481/33580. ‘CREPUSCOLO” Dl FRANCE’ BEVK EDITO NELLA COLLANA ESTLIBRIS DELL’EST A nostra memoria Abbiamo, delle cose passate, a volte un vago sentore, a volte una nitida immagine, ma molto spesso, comungue, la memoria va e viene senza una regola precisa; ricordiamo e non ricordiamo perché il tempo accavalla le cose, e le regole del gioco della vita cambiano a seconda dei giocatori, del pubblico, del luogo dove si gioca. Ci aiutano, nei ricordi, le parole scritte, nei giornali ma soprattutto nei libri, guando ci raccontano chi e cosa eravamo. La collana EstLibris dell'Editoriale Stampa Triestina ha pubblicato recentemente la traduzione in italiano di uno di guesti libri, un libro di memorie. L’autore, Francè Bevk, rappresenta un punto di riferimento nella letteratura slovena di guesto secolo: inizialmente poeta, poi autore di numerose opere in prosa, molte delle guali autobiografiche, collaboratore e redattore di vari giornali e riviste, pubblicista. "Crepuscolo ", edito nel 1958 con il titolo originale di Mrak za rešetkam (Crepusco lo dietro le inferriate) é il racconto delle memorie dell’autore a partire dai primi giorni del novembre 1918, con il ritorno a casa dalla Guerra in Galizia e in Bukovina, fino alla vigilia dello scoppio della seconda guerra mondiale. In quest'arco di tempo Bevk si trova ad affrontare, costante-mente e sulla propria pelle, il tentativo di annichilimento della coscienza nazionale slovena da parte del fascismo. La cui politica, in realtà, colpì duramente i suoi oppositori (e Bevk non fece eccezione, come vedremo), ma non così l'identità degli sloveni. Le censure, gli arresti, i roghi, le uccisioni, fecero parte del discriminante e del violento Francò Bevk Crepuscolo agire del regime fascista. La politica di assimilazione questo comportava, e questo Bevk conobbe da vicino: una condanna a quattro mesi di carcere, una interdizione di soggiorno da Trieste, due anni di sorveglianza speciale, tre anni di confine quasi interamente condonati grazie alla mediazione del Pen club sloveno, il cui presidente a livello italiano era il poeta futurista Marinetti. 'Crepuscolo'" é il racconto di ventanni di persecuzione, contraddistinti però anche dalla prolificità letteraria, da incontri importanti, da avvenimenti rappresentativi. Le note in fondo al libro sono poi un'ottima occasione per farsi un quadro delle pubblicazioni slovene di quel periodo e di come, a poco a poco, quasi tutte cessarono di esistere. Non tutto, però, fu perso, se oggi riconosciamo nella parola slovena scritta di quegli anni la risorsa più importante degli Sloveni di allora e, crediamo, anche di adesso. . , Michele Obit Francè Bevk - Crepuscolo - Editoriale Stampa Triestina - 1989 Bevkovo leto Leto 1990 bo potekalo v Sloveniji v znamenju 100-letnice rojstva pisatelja, politika in borca za nacionalne pravice Franceta Bevka. Na slovenski kulturni praznik so se zato v Novi Gorici na prvi seji odbora za praznovanje 100-letnice Bevka, ki deluje pri medobčinskem svetu socialistične zveze severnoprimorskih občin — vodi ga Sergij Peljhan — sestali primorski kulturni in družbenopolitični delavci z obeh strani meje. Predstavili so predlog programa kulturnih prireditev in obenem predlagali, naj ima praznovanje slovenske razsežnosti. Zakojca, Bevkova rojstna vas, bo prizorišče osrednje proslave, ki bo ob 100—letnici njegovega rojstva 16. septembra. Takrat naj bi v njegovi domačiji odprli razstavi. O njegovem delu in življenju bo govorila tudi razstava, ki naj bi jo odprli v Goriški knjižnici 4. septembra. Z nekaterimi slovenskimi založbami se dogovarjajo za ponatis njegovih mladinskih del, izdali naj bi monografijo in njegova zbrana dela. Poleg recitalov in literarnih večerov po posameznih občinah so predlagali tudi uprizoritev Bevkovih dramskih del, razpis za najboljše delo o Francetu Bevku... Še dosti prireditev je v programu tako da bo s simbolom Franceta Bevka povezan ves slovenski kulturni prostor. 20 - LA PROIBIZIONE DELLA LINGUA SLOVENA NELLA VITA RELIGIOSA DELLA SLAVIA FRIULANA Catechismi italiani in dono alla popolazione A proposito del Concordato, e perciò anche dell'art.22 sul destino delle minoranze etniche, Pio XI dichiarò esplicitamente: ' Ben possiamo dire che non vi é linea, non espressione degli accennati accordi che non sia stata, per una trentina di mesi almeno, oggetto personale dei Nostri studi, delle nostre meditazioni ed assai più delle nostre preghiere "(1). Scrive lo storico L. Čermelj: Nella preparazione del Concordato del 1929 tra Vaticano e l'Italia, il governo italiano respinse la proposta vaticana dell'inserimento di una clausola secondo cui veniva permesso l'insegnamento della Religione nelle province "allogene" d’Italia nella lingua delle province stesse. In questo modo venne stipulato il Concordato senza alcuna norma a ttutela delle minoranze... Poiché il Concordato non conteneva alcuna prescrizione in merito all'insegnamento della Religione nelle chiese, i sacerdoti slavi che venivano sospettati di insegnare ai bambini sloveni e croati il catechismo nella loro lingua materna, erano esposti a campagne forsennate da parte delle autorità fasciste locali"(2). E' possibile che si volesse circoscrivere il fatto ad una questione locale, dove un po’ di autorità del vescovo ed un po' di "obbedienza" del clero interessato esonerassero la S. Sede dal dover intervenire ufficialmente. Già troppi erano i grattacapi che contrapponevano Governo fascista e S. Sede e valeva la pena riservare il residuo accesso per affari più vantaggiosi per la chiesa. Quell'aspetto particolare del gran "pasticciaccio" concordatario avrebbe suscitato echi internazionali, estremamente spiacevoli per quel ruolo conclamato della S. Sede nella difesa degli umili e degli oppressi. Tutta l'Europa allora presentava problemi consimili e la sensibilità era acutissima. Tuttavia, in un contesto ideale di Chiesa, era questa l'unica risposta adeguata che ci si doveva attendere da Roma; anzi non era necessario alcun ricorso e questo é il suggerimento che risalta nella risposta romana: il vescovo possiede una sua autorità non delegata, una sua autonomia originaria, un suo carisma d'ordine sacro ed a quelli doveva richiamarsi. Il ruolo della S. Sede semmai doveva essere a sostegno del servizio vescovile in quanto l'unità da essa rappresentata é un dono a disposizione della parte più debole ed offesa. Lamentarsi invece, come fa Nogara, che tale risposta "era assolutamente inadeguata alla gravità della questione" (3), significava essere perfettamente consci del brutto scherzo giocato dalla Curia Romana e di come ci si attendesse dal "numero uno" non l'affermazione e la difesa di un principio di etica naturale e cristiana, ma che l'Arcivescovo cavasse le castagne dal fuoco, riservandosi ogni danno, onde non creare ostacoli agli equilibri politici e alle varie carriere in gestazione (4). In conclusione i sacerdoti sloveni, nell'assenza di Nogara e mentre a Roma vi era "un'assenza generale", rimasero completamente in balìa dei Carabinieri, senza alcuna difesa ed indirizzo e tale situazione si sarebbe protratta per oltre un mese. Il dono dei catechismi Il Prefetto ne approfitta per completare l'opera con la proibizione anche del breve sunto in lingua slovena e con il sequestro dei catechismi. Ascoltiamo la sua trionfante relazione al Ministero: "Come previsto, grazie al clima di collaborazione creato col clero della Provincia dal Rappresentante del Governo, sono stati i migliori alleati proprio i componenti la Curia Arcivescovile ed i sacerdoti più influenti della Provincia ”. Accenna dei fallimenti del passato "specialmente per gli intrighi dei preti sloveni spadroneggianti nella Curia". Riferisce sulla collabo-razione dell’Arma dei Carabinieri. "L'effetto della diffida fu immediato, perché proprio essi furono gli esecutori più solerti e più diligenti, dando un esempio salutare a tutti gli altri... Si predica ora in italiano senza incidenti di sorta, anzi, fra la più viva contentezza della popolazione. Su quest'ultimo punto l’Arcivescovo ha tentato di resistere" (catechismo e predica per le categorie di persone che non conoscono la lingua italiana). Dice che ha permesso un sunto in slavo "per evitare il benché minimo incidente che potesse servire al Vaticano per sollevare qualsiasi questione al Governo Italiano". Nogara, in attesa di ordini dal Vaticano, "rispondeva che si eseguissero i miei ordini". Vengono offerti catechismi in lingua italiana al posto di quelli sloveni sequestrati. "Dopo 77 anni anche questo equivoco é stato finalmente eliminato, il che ha prodotto favorevolissima impressione in quella zona in specie e nella provincia in genere". Conclude compiacendosi dell'aumento delle iscrizioni al Partito e della fondazione di sempre nuove sezioni (5). Il Prefetto, nonostante tanta vittoria, non riesce ad annoverare nel suo mazzo vincente la carta Nogara; fra gli alleati nella soluzione del caso Slavia ci sono la Curia ed il clero più influente, ma non l'Arcivescovo. Il diplomatico Nogara possedeva ben altre riserve di equilibrio e di lungimiranza del suo vanesio interlocutore. Questi si attribuisce il merito di aver contenuto il caso in ambito locale, senza fastidiosi riflessi fra Governo e S. Sede; ma un tanto é attribuibile proprio al compromesso di Nogara che tendeva a mediare tra la decisione "storica" del Duce, lo zelo forsennato del Prefetto e della Benemerita ed il solito "disagio della S. Sede. Le dichiarazioni di entusiasmo di alcuni preti le conosciamo; il silenzio del popolo 1 abbiamo "udito"; lo schiamazzo della vii razza opportunista anche; ma dalla vicenda emergono due uomini diversamente segnati: mons. Trinko "il cospiratore" e mons. Quargnassi "il collaborazionista". Bello spettacolo in quello che un tempo era conosciuto come "quasi chorus angelorum"! I Carabinieri di Cividale non sono da meno del loro superiore udinese: "In ottemperanza alle direttive ricevute lo scrivente procedette al sequestro di 150 catechismi in lingua slovena ed il 10 corrente distribuì ai sacerdoti n.1050 catechismi in lingua italiana che S.E. il Prefetto della Provincia ha offerto ad essi in dono... L'azione svolta ha incontrato il plauso generale di autorità, popolazione e di buona parte del cle-ro"(6). Ad una popolazione stremata dalla fame e dall'umiliazione etni-co-culturale si offre il munifico dono del catechismo il lingua italiana. Anche dopo questo incivile episodio si continuerà ad esaltare la profonda "religiosità" del popolo sloveno: sarebbe un atto di sfiducia nella sua intelligenza! Faustino Nazzi Note: 1) RDU, 1929, Discorso ai Parroci qu-aresimalisti", 11-2-1929, p.71. (2) L. Čermelj, op. cit., p.51. (3) A. Cracina, op. cit., p.255. (4) Ivi, p.259 n.6. (5) ASU, Sez. Pref., B.22, F.79, Rei. ecc. del 2-9-1933. (6) Ivi, lettera del 14-9-1933. ELETTO IL NUOVO DIRETTIVO DEL GRUPPO FOLKLORISTICO VAL RESIA 152 anni ben portati Nonostante i suoi 152 anni, il Gruppo Folkloristico Val Resia, ogni anno propone sempre nuove e giovani leve all'intemo dei suoi organi direttivi; fatto che é scaturito anche quest'anno dall’assemblea annuale dei componenti che si é tenuta presso Ta Rozajanska Kulturna Hiša di Varcota a Prato sabato 27 gennaio. Accanto al giovane presidente Nevio Madotto sono stati eletti Flavia Madotto, Anita Paletti, Elio Micelli, Dino Valente quali componenti dell’organo direttivo e le nuove leve Roberta Madotto e Attilio Foladore quali revisori dei conti. La presenza dei giovani nel Gruppo é, infatti, molto numerosa; ogni anno durante le prove che vengono organizzate i sabato da febbraio a maggio sono molti i giovani ed anche i bimbi che vi partecipano assiduamente e ogni anno si vedono sempre più volti nuovi, cosa questa che fa sperare nella continuazione non soltanto del sodalizio ma soprattutto delle nostre usanze più particolari. A coronamento dell’assemblea tutti i componenti hanno trascorso insieme la serata all'albergo Val Resia, gustando i saporiti piatti della signora Noemi allietati dalle note della citira e bunkula. Al Gruppo come a tutte le asso- ciazioni di Resia vada il riconoscimento per il loro costante impegno e il ringraziamento per le loro manifestazioni che ogni anno arricchiscono culturalmente la nostra Comunità. _ L. N. Nes pust se glasi po potè po duorè Neš Pust se glasi po potè po duorè od meh vasi. Od Kurita do za Majano, ziz Osajan teu Biske vas, ziz Uòjè dardo tu ki sunce gre za goro. Uantavi zmoronami, klibukavi urožani, trakavi nu murine, glingice nu fuculetave use vište obabicane na vidanje na goricah. Bunkula nu citira po usej dolini se glasi. Ni dijo da, od kolede dardo pepala, ma rozajen nima mere, Te lipe bile maškare ko usaki din tu leti šviga pusta se veseli. Silvana Paletti (iz koledarja Rozajnske kolindren, 1989) Rezijanska dolina vabi na veselo pustovanje Pustovanje še vedno predstavlja pomemben moment življenja za vso rezijansko skupnost, ki je vse do danes ohranila najpomembnejše značilnosti rezijanskega pusta. Najbolj pomemben in tudi znan lik v Reziji je Pust Ba-bac, lutka z velikim trebuhom, ki sedi na častnem mestu pri godcih od nedelje naprej vse do pepelnice zvečer, ko Rezijani priredijo sredi vasi sodno razpravo. To predstavlja eden od najbolj zanimivih in zabavnih aspektov pustovanja. Razprava se seveda zaključi s tem, da Ba-baca obsodijo na smrt in nato zažgejo. Kar je glavno ob rezijanskem pustu je ples ob igranju citir in bunkul, ki bodo imeli glavno "besedo" tudi letos. Tudi tokrat bo pustovanje v Reziji, kot vse kaže, kar se da živahno in veselo. Pustni praznik organizirajo v soboto 24., v nedeljo 25. in v torek 27. februarja z začetkom ob 21. uri. Prireditelj je letos hotel Val Resia v Ravanci, ki bo poskrbel tudi za tipične, domače jedi, kar predstavlja argument več, da se udeležimo rezijanskega pusta. Festeggiare il Pust in Val Resia? Certo! I giorni di festa sono tre: sabato 24, domenica 25 e martedi 27 con inizio alle ore 21. Al suono dell'imman-cabile citira potremo ballare il tipico ballo resiano e degustare i piatti di questa valle, dei quali i cialsons sono i più tipici. Il tutto presso l'albergo Val Resia che ne è l'organizzatore. Partecipate, naturalmente mascherati. UN SUCCESSO IL PUST DEL CIRCOLO “ROZAJANSKA DOLINA” A PRIMULACCO La carica dei cinquecento E' stato un vero successo per gli organizzatori del Circolo "Rosa-janska Dolina", la serata carnevalesca svoltasi recentemente a Pri-mulacco alla quale vi hanno partecipato quasi cinquecento resiani provenienti da ogni parte del Friuli. Sotto il tendone allestito dagli organizzatori della Festa dei Fiori, i resiani si sono ritrovati per ascoltare e ballare quella musica struggente e nostalgica che scende nel profondo del cuore ogni qualvolta le note musicali della citira e della bunkula incominciano a vibrare e a diffondersi nell’aria. Una serata intensa di danze resiane e di quelle tradizionali che sgorgavano dall'orchestra diretta da un "Maestro" della fisarmonica, Eliseo Jussa di S. Pietro al Natiso-ne. Durante la manifestazione è intervenuto anche il sindaco di Resia comm. Pericle Beltrame, il parroco della Pieve don Maurizio e l’assessore allo sport del comune di Udine Silvano Parpinel i quali hanno premiato i partecipanti alla gara di ballo resiana svoltasi durante la serata. Questa manifestazione iniziata per festeggiare il decimo anniversario di fondazione del Circolo, è incominciata sotto buoni auspici così si è espresso il sindaco al microfono — e ha augurato, ringraziato e incoraggiato il gruppo per l’impegno profuso a favore della comunità resiana che vive in Friuli. Toni Longhino Lìvin H sindaco Questa Amministrazione ha preso in esame con una certa sorpresa il documento che codesto Comitato ha inviato al Sindaco ed ai consiglieri comunali riguardante la posizione dei sottoscrittori del medesimo sul testo della legge in itinere recante provvedimenti a favore della minoranza slovena in provincia di Trieste e Gorizia e di quella di origine slava della provincia di Udine il cui disegno è stato approvato dal Consiglio dei Ministri nello scorso mese di novembre. La sorpresa appunto scaturisce da due ordini di motivazioni qualificabili da un lato nella sostanza del documento come risultato di una palese disinformazione sull'argomento e, dall’altra, come prodotto di una quasi totale carenza di un esauriente e netto orientamento di pensiero sulla leqqe che si discute. Su ciò si ritiene necessario dover fare la massima chiarezza poiché un tale documento dal contenuto si confuso non può che creare sconcerto soprattutto fra la popolazione che purtroppo non dimostra molto interesse per queste vicende. Il disegno di legge di cui si parla è relativamente giovane e, ciò nonostante, già nel corso del Consiglio comunale del 24 novembre 1989, quindi pochi giorni dopo la sua approvazione da parte del C.M. avvenuta il 17 dello stesso mese, il consigliere di minoranza, sig. Renato Quaglia, propose una specifica e dettagliata interrogazione scritta sul tema. In quella sede il testo normativo non era ancora stato divulgato per cui si dovette rimandare la risposta a tale interrogazione ad una seduta successiva. Di fatto il Consiglio Beltrame risponde al Comitato Val Resia si è poi riunito il 22 dicembre U.S., ma l'argomento non è stato trattato per assenza del promotore dell'interrogazione, anche se è da precisare che proprio in questultima seduta gli altri due membri della minoranza consiliare, sigg. ri Di Lenardo p.i.e. Sergio e Spendra Giorgio, hanno espressamente chiesto notizie in merito alla questione e, a domanda del consigliere Di Lenardo Sergio, si è concordato che di ciò si sarebbe approfonditamente discusso in un apposito Ordine del Giorno da inserirsi nel prossimo consiglio comunale (di questi interventi e decisioni è traccia nelle registrazioni delle sedute e degli atti consiliari). Da quanto precede si dimostra in tutta evidenza che l'Amministrazione tiene in grande considerazione questa problematica e, proprio per l’importanza che la questione riveste, è necessario che i consiglieri abbiano la possibilità di esprimere le proprie convinzioni con oculatezza e con una appropriata visione di ogni aspetto della legge e delle sue ripercussioni sulla vita futura della Comunità resiana, quando saranno chiamati ad esprimere il proprio parere. In questa Valle vi sono più di un circolo o organizzazione culturale che avrebbero lo scopo di operare nel settore della diffusione dei contenuti culturali propri di Resia nella loro evoluzione, nel loro sviluppo, ma pare che segnino il passo in tale prospettiva se al punto 4) del documento si lamenta un nullo livello di conoscenza del provvedimento. Anche l’Amministrazione comunale, dal canto suo, non può che dolersi per la scarsa parteci- pazione della Comunità alla vita amministrativa: basti pensare che il pubblico che interviene ad assistere alle sedute consiliari è formato da 5 o 6 persone. Non si comprende, invece, la preoccupazione espressa dal Comitato visto che, come detto sopra, l'Amministrazione si occupa già della questione tramite il suo organo più squisitamente rappresentativo. Si può, semmai, ammettere che la mancata conoscenza dei fatti, dovuta al poco interessamento e partecipazione, possa indurre preoccupazioni immotivate. Si esclude, poi, che la posizione del Comitato in ordine di concetto di minoranza sia di "sana e trasparente" interpretazione, dal momento che la legge stessa parla di "minoranza di origine slava in provincia di Udine" e non mai di "minoranza etnica slovena in Italia" o di "minoranza slovena di ceppo slavo" come vuole indicarla con definizione inesatta il documento. L’Amministrazione possiede già un orientamento proprio sulla questione che implica diverse aspettative soprattutto per il settore socio-economico, tralasciato dal testo di legge, ma di rilevante interesse poiché ritenuto unico veicolo di conservazione e sviluppo della comunità in tutte le sue peculiari caratteristiche, e non disdegna, anzi auspica, che altri utili contributi, consigli, suggerimenti possano arricchire e completare la fase preparatoria di questa sua definitiva espressione di parere che risulterà da un atto formale del Consiglio comunale. Non può, però, non trovarsi in imbarazzo quando nota che vengono riscontrate in questo disegno di legge lacune, imperfezioni, ristrettezze" che il documento non espone, non specifica. Sarebbe, quindi, necessario che il Comitato integrasse il proprio documento con quella parte sostanziale che chiarisca quali sono le sue aspettative concrete, poiché in esso attualmente non si leggono nemmeno fra le righe. Attendiamo pertanto di conoscere quali siano le "opportune modifiche migliorative" che il Comitato si aspetta e si conferma sin d'ora l'intendimento dell’Amministrazione ad agire per quanto di sua competenza, come del resto ha sempre fatto, per ottenere il meglio ed il più possibile per Resia. Resta da compiere un'ultima riflessione che attiene necessariamente all’operato dell’Amministrazione in materia di riconoscimento di questa comunità come minoranza etnica. Vi sono diversi documenti a comprova del suo costante interesse. Per brevità se ne riportano i più notevoli: - Delibera C.C. 68/77 con la quale il Consiglio comunale all’unanimità approva un ordine del giorno in cui, a conclusione, si auspicava "che dalla Conferenza sullo stato dei gruppi etni-co-linguistici operanti nella provincia di Udine emergano indirizzi programmatici che tengano conto delle identità di tute le comunità etniche e ne rispettino i caratteri particolari, eliminando i quali si produrebbe un'alienazione distruttiva di tutte le culture locali"; - Delibera G.M. 200/77 con la quale si approva la compilazione del questionario da inviare alla Commissione speciale per lo studio dei problemi in- teressanti la minoranza di lingua slovena nella regione Friuli-Venezia Giulia presso il Consiglio dei Ministri, che si può ritenere siano stati strumenti validi e determinati a far includere, unico nella zona Canal del Ferro-Vai Canale, il comune di Resia nell'elenco di cui all’art. 21 della legge nazionale sulle minoranze; - Delibera C.C. 214/87, con la quale, riconoscendo la propria particolarità etnica, si formulava un ordine del giorno diretto a tutte le forze politiche nazionali affinchè "all'atto della formazione della legge sulle zone confinarie i benefici già previsti per le province di Gorizia e Trieste vengano estesi a tutte le aree di confine della provincia di Udine in considerazione del fatto che dette agevolazioni possono essere l'unica via d’uscita per evitare lo spopolamento della montagna ed offrire ad un territorio già isolato, depresso e montano prospettive di una vita dignitosa e decorosa; auspicare,inoltre, che per la condizione disagiata già descritta in premessa in cui si trova il comune di Resia, il Parlamento nazionale, con legge speciale, istituisca una zona franca sul territorio comunale di Resia in considerazione del fatto che vi è una arteria di comunicazione diretta con la Repubblica federativa socialista jugoslava'. Concludendo nella speranza di aver fugato le preoccupazioni di codesto Comitato e di essere stati sufficiente-mente esaurienti, confermiamo la nostra più ampia disponibilità ad un dialogo aperto e proficuo. Il sindaco Beltrame comm. Pericle - Gaspuod kolonel - protestira an vojak - pastaš-juta je vsa puna zemlje. Kolonel ga pokliče blizu an resno mu reče: - A si paršu tle za protestirati ali za braniti tvojo zemljo? - Za jo braniti - odguori vojak - pa ne za jo jesti! * * * An vojak zlo žejan gre v gostilno an zarjuje: - Parnesitemi hitro an litro vina dokjer na začne vojska! - Katera vojska - popra-ša gostilničar. - Tista, ki borna nardila mi dva kar vam poviem, de nimam sudu za plačati! * * * Dva vojaka sta se ušafa-la tu vojaških galejah v sobi, v štanci. Adan vpraša te druzega, kaj je kom-binu. - Oklafutu sem kolone-la. - Dost liet so ti dal? - Deset! - Ben nu, uzami ti posteljo blizu urat, ki pojdeš te parvi damu, ist sem oklafutu generalja, an so mi dali petnajst liet! * * * An mož, že nomalo par lietah, je šu na vojaški dištret vprašat če ga aruo-lajo za volontarja. - Dost liet imate? - ga popraša major. - Osaminšestdeset - odguori hitro mož. - Za glih reč, imate ries dobro voljo, pa mi se zdi, de ste nomalo par lietah za vas aruolat za vojaka. - Ben nu, če imate kaj-šne težave, aruolajteme pa za generalja! Tinac an štraki V sriedo 14. liep vaški senjam go par Hloc Svet Valentin more bit veseu, saj go par Hloc so mu napravli zaries lepo fešto. Za tuole se muora zahvalit Mariji Mohorinovi, ki je pomisinla organizat kieki posebnega za tel guod. "Naš štruki so dobri an naše žene jih znajo dobre narest. Pro-vajmo videt, kera jih zna buojš ru-nat", je pomisinla an organizala konkorš štrukju. Na dan svetega Valentina, v sriedo 14. 'na posebna giurija se je zbrala an jih pokušala. An je imie-la ki pokušat, saj je bluo devet tontu s te ocvartimi an pet s te kuhanimi. Te narbuj dobre (pa tudi lepe za videt) jih je ocvarla an skuhala Paola Simoncig - Jura-cova iz Sriednjega, takuo da je udobila zlatuo sarčace. Na drugem mestu za te kuhane je paršla Pia doz Ošnijega, za te ocvarte pa Milja goz Oblice, na trecjem mes- tu, za kuhane an za ocvarte Romilda goz Tapoluovega. An njim so dal Šenke. Je glih poviedat, de vse premje je šenkala Maria Mo-horinova. Po premjacjonu je bla pa posebna vičerja "svetega Valentina". Godli so Beppino Sudatu, Guido Rounjaku an Beput. Tek je šu pred Mohorinovo gostilno je mu čut močnuo piet naše piesmi, adne takuo lepe an že malomanj pozabjene, de človek se nie mu ne ustavt an magnjen za poslušat an iti s spominam na puno liet nazaj, kar po naših vaseh je bluo še puno judi an z malin so znal narest pravi senjam. An tuole je kar se je zgodilo go par Hloc. Maria se želi zahvalit vsiem ženam, ki so nardile štrukje, pru takuo giuriji an... nasvidenje druge lieto! SLUŽILE SO KOT DIKLE V MILANU AN SO BLE VSE DOMA IZ DREŠKEGA AN GARMIŠKEGA KOMUNA Stara fotografija naših čeč Naše vasi so ble ankrat rezervoar dikli za italijanske gospode u Milanu, Napoli an drugih mi-est. Tala lepa fotografija, ki nam jo je dala za publikat Basilia Zetova iz Lombaja, je sigurno stara nad petdeset liet. Adne od tistih čeč so že zapustile tole dolino suzi. Pa tu vam jih predstavimo: od leve proti desni so: Matilda Čikuova iz Malinskega, Maria Štefenetova iz Rukina, Alma Ti-nacova iz Lombaja, Lidia Romilda Mežnarjova iz Zavarta, Jušti-na Stricova iz Debenjega, nje parjateljca iz Praponce, Merjuta Flipacova iz Lombaja, Stefania Tratarjova iz Rukina, Basilia in Alma Zetove iz Lombaja. Tisti, ki odkrije in nam sporoči ime tiste čeče iz Praponce, bo zaslu-žu botilko dobrega tokaja. Ljubi Nili v spomin Velika je sedaj praznina ki si jo med nam pustila Praznost velika bo sedaj med nam oh draga in ljuba naša ti Nila napolni nihče jo ne več nikdar v tolažbo nam bo, da za nas boš molila Tvoje sarce je za nas hrepenelo združenje med nam v eno družino dokler trudno ti je zbolelo in na žalost sedaj celuo spustilo Bliski, grom in kakšna čarna vrana gledali so uničati slovienski tvoj glas. Občutljiva si bila in odparla se je rana sodili pa ne bomo, sodil bo čas. Renzo Gariup Nila je večkrat pela na Sejmu beneške piesmi STAR AN ZAPUŠČEN KOŠČIN MALIN AN MISLI, KI MI JIH JE VZBUDIU - 9. PART Televizija nam Oblast nam na ponuja svobode — Tuole nam na gre pru! Vsi bi imieli vprašati to čedno življenje an čisto trajnost, kar vidmo policijo, ki zajema s kolienom v trebuh mladega univerzitarja an ga pelje iz cieste v zapor. Kar vidmo vse študente na sviete omlatiene od daržavnih javnih sil an s hlodam zajete gor na harbatu samuo zaki so živi an vsaka milicija jih tuče za pomerit an ugasint njih mlado notranjo energijo. Na tolo vižo jih gledajo “učit" — pravijo — de an dan ratajo taki pametni an pravi možje kuk' so oni an vsi tisti ljudje, ki samuo tele reči zvičer gledajo siti, udobno usednjeni pred televizijo. An televizija nam pije našo kri iz mužgenja an nam kaže kar cje. Štieri minute samuo na dan nam ponuja kiek uri-ednega an malo resničnega, pa ostalih tisočštierstuošes-tantrideset le Craxija, Biasut-tija, Andreottija an piesmi tistega ligurskega svečenika (Sanremo) nam sil an takuo nas zaspiva. Anta še gor na varh, tele riedke, vriedne šti-er minute, ki televizija nam jih ponuja padejo le ob dvieh po pounoči, kar vsi pametni navadni ljudje tarduo spiejo. — Zaki? — Jasno “muorajo" že zguoda zjutra iti dielat. — Kaj bi ne imielo bit dielo na sviete, kot vsaka druga rieč, veselje? — Ti vieš! Al je ries, kar zadnje poliet-Je tam na Kitajskem, v Čini, se je zgodilo? Je tam, ki videmska nogometna ekipa je udobila an parskočila v parvo divizijo? Al pa je tam, ki so s tanki mečkali gor po lačnih mladih žuotam od študentu, samuo zaki so se svobode troštali an jo vprašali z rožicami v ustih an s praznimi rokmi. Kam se skrivajo naše dar-žavne demokracije na sviete za take parložnosti, zad za lečami, zad za burokracijo? Kje so naše kapitalistične demokracije tenčas, ki pustijo an pomagajo, de tuole rata an jutre nazaj bojo že na Kitajskem, sudatom predajali njih moderno sofisticirano vojaško orožje, ravno an samuo za zlate palanke? Kode se skriva ljubezen na sviete, kar se na znamo še ustavit za pomagat našemu bližnjemu. Kode je svoboda, kar niemamo cajta se ustavt, četud nas glava boli an le na-pri gradmo same nasrecja, pije kri uzdigavamo takuo desta an mosti, ki potle sami padajo z vso njih hipermoderno tehnologijo, ki jo donas kažemo? Takuo še svobodo (kravava besieda) za dobruoto tudi za tiste zaice, podgane an mačke tam v Spietre. Vivisekcijo an poskuse naj na slave politike žihar obarnejo an nad nje takuo, vsi kumarni znanstveniki, krute eksperimente naj ru-najo brez anestezije, de bomo vsaj midruz buj brezskarbi potle, njih kimične šupošte kladli tu pravi prestor. An naj se lepuo oplaknejo usta taki gaspuodi an gospodarji politike, priet ku nam nudit njih gladke an sladke lage, ku so vajeni. Zaki samuo trajnost, svoboda, je naš trošt za življenje an takrat na bo vic navadnih ljudi, kar vsi bomo posebno uri-edni an veliki, vsi seviede drugačni, različni an hnucu na zemlji. Bomo takuo nazaj cajt imieli an za se ustavt, za se odparto smejat, cajt za se jokat, sanjat an pomagat z veselfam našemu bližnjemu, kar je potrieban. Bomo jasno znali gledat pred nami tenčas z odpartimi očmi an živieli nazadnje brez strahu, vse telesne kot duhovne, umite, naravne, človieške potriebe. Adriano Veselo škampinjanje za tiste od klase ’34 "Smo se rodil v tistim liete, kupe smo se navadli jest, jokat, smejat, tolit, jih vzet an jih dat, storli mraščalco prid meštri an gaspuodu, narest dušpiete an kako škodo. Potlè, kar smo imiel danast, dvanajst liet po sviete so nas arzstresli. Donas, adni so marzia skala, drugi pa noni pun nove mladuost ". Tele besiede so ble napisane na vabilu, ki so ušafal vsi tisti, ki so se rodil lieta 1934 v špietarskim kamune za praznovat njih 55 liet življenja, vabilo, ki so vsi zvestuo sparjel. Takuo v nediejo 26. novem-berja so se zbral v Klenji, v liepi cierkvici svetega Antona, kjer je °b danajsti ur bla sveta maša. Mašavu je monsinjor Marino Qualizza. Kar maša je paršla h koncu an so šli uoz cierkve, jih je čakala liepa sorpreža: škampinjanje! Eh ja, kajšan je biu po-skarbeu an za tuole, takuo de praznik petanpetdesetletniku je ratu praznik vsieh Klenjanu. Dobro kosilo z veselo, domačo muziko jih je pa čakalo v Kore-di. Vsi kupe so se lepuo pomenal, se zmisinli na mlade lieta an na tiste, ki jih nie vič na telim sviete. Za bit šele takuo mladi, jih je zmanjkalo zaries puno, nih dvanajst. Pa življenje je an trošt, zatuo, kar praznik je paršu h koncu, so vsi jal, de se troštajo se kupe srečat še puno an puno krat. Minimatajur Zlati oltar nella chiesa di S. Bartolomeo a Vernasso opera di Jernej Vrtav di Kobarid (foto Michele Vončini) LE NOSTRE CHIESETTE - 17. PARTE Gli “zlati oltari” Ed il legame tra Schiavonia veneta e Carniola Un ulteriore aspetto del legame artistico-culturale della Schiavonia veneta con la Carniola e la conferma di quella che è stata chiamata la 'via slovena", sono gli altari aurei, in sloveno zlati oltari. Scolpiti in legno sul modello che andò sviluppandosi nella Slovenia centrale, rappresentarono una evoluzione dei semplici altari del quattro e del cinquecento, di cui oggi non c'è più traccia. Alla fine del '600 ed all'inizio del '700 vennero adottati nelle chiesette votive i complessi altari d'oro, alla costruzione dei quali concorrevano di regola almeno tre persone: il falegname, che costruiva l'ossatura architettonica dell'altare ed i suoi elementi decorativi; l’intagliatore-scultore, che realizza le statue e la decorazione più impegnativa; il pittore - probabilmente anche autore del progetto -che dipingeva l'altare e stendeva le dorature. Gli studiosi d'arte hanno osservato come anche nel campo della scultura lignea ci fosse una distinzione abbastanza netta fra lo stile friulano e quello sloveno (Marchetti}. Data l'epoca della realizzazione, e cioè nel Rinascimento ormai maturo e diffuso, è logico che il forte influsso italiano fosse presente nel disegno architettonico (colonnine, archi, volute) e negli elementi decorativi, nelle pose di maniera delle figure e nella ricchezza dei particolari di gusto barocco. I primi altari presentano una linea relativamente sobria e geometrica; quelli successivi tendono a mostrare una espansione maggiore ed assumere una forma ovale. Due furono le principali botteghe d'intaglio, ed ambedue ebbero sede a Caporetto. Della prima si ricorda il maestro intagliatore Luka Šarf, che appose la propria firma sull'altare di Sant'Andrea di Cravero (S. Leonardo) con la scritta Lucas Scharf 1695. Lo stesso artista è autore dell'altare dorato di Svino (Kobarid) e S. Lucia di Cravero (S. Leonardo). Altra bottega importante fu quella di Bartolomeo Ortari di Caporetto e dei suoi congiunti. Il suo nome in realtà era Jernej Vrtav (1647 - 1725). Sono opera sua gli altari d'oro di S. Giovanni d'-Antro, di Sant'Antonio di Clenia, di San Bartolomeo di Vernasso (dove dimorò), della chiesa di Forame, e molti altri, alcuni dei quali sono andati purtroppo irrimediabilmente perduti, anche per incuria. Altri, restaurati e riportati al primitivo fulgore (dopo il terremoto del 1976), impreziosiscono tuttora, dopo duecento anni, le nostre chiesette, rappresentando una delle nostre peculiari ricchezze artistiche e culturali. V NEDELJO NA PETEM TRADICIONALNEM PUSTU V GORENJEM TARBIJU Smeh in veselje s Pod lipo Kot pišemo na drugem mestu je bil v nedeljo v Gorenjem Tarbiju, v občini Srednje, peti tradicionalni beneški pust. Vreme je bilo toplo in sončno, pustovi so bili "lepi" in "grdi", zanimivi in celo strašni, seveda za najmlajše. Prišli so iz različnih krajev naše dežele, iz številnih beneških vasi, pa tudi iz sosednje Slovenije. Največjo novost in predvsem zabavo so nam na letošnjem pustovanju ponudili s simpatično in smešno igrico mladi pevci in pevke zbora Pod lipo iz Barnasa. Pokazali so kako so se nekoč v Benečiji snubili. Prav iz srca smo se vsi smejali, vsakič ko so igrico ponovili. Tako je igrico zbora Pod lipo narisal Mattia An koncert za nov klavir Parbližno 35 otruok an mladih je v saboto 17. februarja popudan sodelovalo na Pustnem koncertu, ki ga je organizala Glasbena šuola iz Špietra. Starši an parjatelji učencev so mogli slišati kaj so se njih otroci navadli tele zadnje čase in ries so bli vsi zlo pridni, tudi te narbuj majhani, ki so kumi začel se učit igrat na kajšan strument. Predstavili so razne skladbe raznih avtorjev. Zaigral so na razne straniente: violin, ramonika an klavir. An pni tele zadnje je čakala liepa novuost: zaigral so na novem klavirju, ki ga je Glasbena šuola kupila pru nomalo dni od tega hvala vsiem tistim, ki so dal njih prispevek. La chiesetta di Svet Križ dl Sedlo, nell'alta Valle del Natlsone, completamente restaurata e in parte ricostruita Sedlo in sloveno significa sella: infatti il paese di Sedlo è posto, a 512 metri di altitudine, su una sella formata da un dorso che scende dallo Stol verso il Natisone. Si trova ad un paio di chilometri prima di giungere a Bre-ginj, nella parte alta della valle, il Breginjski kot. Il borgo è posto sotto la strada principale, dominato dalla grande chiesa e dal suo campanile. La popolazione che nel 1869 era di 331 persone, 328 nel 1912, 175 nel 1961, si è oggi ridotta ad un centinaio di persone. Questo è conseguenza della migrazione verso i centri industrializzati e poi del terremoto del 1976 che ha colpito il paese con effetti disastrosi. Le case, infatti, sono tutte nuove e ben poco rimane dell’o-riginale architettura spontanea. L’inflessione dialettale è marcatamente "nediška" ed anche il lessico conferma la prima impressione nel corso della conversazione. L'antica chiesetta gotica della Santa Croce (Sv. Križ) si raggiunge risalendo il dorso sulla destra della curva della strada. In pochi passi si raggiunge una conca silenziosa. Attorno e sui terrazzi erbosi, cresce una vegetazione di tigli, abeti e querce, ma anche meli, ciliegi e peri. In alto lo Stol, di fronte il Matajur e, a destra, il Mia. Il luogo esprime una grande pace. Sulla destra si scorge la chiesetta, sul Svet Križ: il presbiterio opera di Andrea di Škofja Loka davanti il cimitero, chiuso da un muro. La chiesa appare restaurata e, in certe parti, addirittura ricostruita, intonacata di bianco salvo gli angolari di pietra. Sulla facciata si eleva la bifora campanaria. L'abside è molto rimaneggiato a causa del suo pessimo stato. Davanti c'è il portico , piuttosto ampio. Sia il portico che l’aula hanno il coperto con travi a vista e pianelle. Queste compongono il tradizionale motivo a rombi. Oltre all'arco trionfale c'è il coro, più piccolo dell'aula. Il coro si rivela come un classico esempio dello stile gotico sloveno, con tutti gli elementi caratteristici che ci sono ormai noti. E' attribuito al maestro Andrea di Škofja Loka, come quello di Borjana, di cui è gemello - a parte il restauro. L'interno mostra frammenti di affreschi sia sulla volta a costoloni che sulla parte dell'arco trionfale: sono attribuibili a Gian Paolo Thanner. Osserviamo le iscrizioni del cimitero. Si leggono cognomi come Cenčič, Filipič, Baloh, Kozma-čin, Kračina, Kavčič. Poi anche Čedermas, Čiš, Kramar, Čebokli e Modrijančič. Svet Križ di Sedlo Antica chiesetta gotica nelValta valle del Natisone Elena Lesa - S. Leonardo I risultati 1. CATEGORIA Valnatisone - S. Daniele 2-4 2. CATEGORIA Reanese - Audace 0-0 3. CATEGORIA Alta Val Torre - Savorgnanese 1-4 Pullero - Manzano 0-1 Ancona - Savognese 3-2 UNDER 18 Valnatisone - Stella Azzurra 4-0 GIOVANISSIMI Valnatisone - Paviese 1-1 PALLAVOLO FEMMINILE S. Leonardo - Socopel 1-3 PALLAVOLO MASCHILE Tarcento - S. Leonardo 3-1 Prossimo turno 1. CATEGORIA Ponziana - Valnatisone (sabato 24 febbraio) 2. CATEGORIA Audace - Forti & Liberi 3. CATEGORIA Ciseriis - Alta Val Torre; Savognese - Bearzi; Risanese - Pul-fero UNDER 18 Tavagnacco - Valnatisone GIOVANISSIMI Comunale Faedis - Valnatisone PALLAVOLO FEMMINILE Paluzza - S. Leonardo PALLAVOLO MASCHILE S. Leonardo - Vb Camia Le classifiche 1. CATEGORIA S. Daniele 31; Fagagna 30; Sanvi-tese 29; Fortitudo 25; Tavagnacco, Flumignano 24; S. Sergio, Valnatisone 23; Ponziana, Gemonese 20; Azzanese 18; Pro Osoppo, Cividale-se 16; Vivai Rauscedo 14; Tricesimo 12; Codroipo 11, 2. CATEGORIA Arteniese 31; S. Gottardo 30; Tar-centina 28; Bressa, Tolmezzo, Donatello, Buonacquisto 27; Riviera, Audace 22; Forti & Liberi, Torreanese 18; Reanese 17; Maianese 14; Comunale Faedis 13; Rangers 12; Ga-glianese 3. 3. CATEGORIA - Girone D Rive d'Arcano 31; Ragogna 27; Savorgnanese 26; Atletica Bujese 24; Treppo Grande 23; Colugna, Ni-mis 17; Ciseriis, Rizzi 14; Stella Azzurra 11; Venzone 10; Alta Val Torre, L'Arcobaleno 6. 3. CATEGORIA - Girone E Risanese 31; Bearzi 23,- Manzano, Azzurra 20; Savognese, Lumignac-co 18; S. Rocco 17; Ancona 16; Fulgor, Medeuzza 15; Buttrio 14; Atletico Udine Est 13; Pulfero 9. UNDER 18 Cividalese, Buonacquisto 32; Valnatisone 29; Tavagnacco, Tar-centina 24; Bearzi 22; S. Gottardo 21; Savorgnanese, Azzurra 18; Forti & Liberi 17; Riviera 16; Reanese 15; Natisone 13; Stella Azzurra 9; Ga-glianese 4. GIOVANISSIMI Olimpia 28; Valnatisone 24; Buonacquisto 23; S. Gottardo 22-, Paviese 21; Savorgnanese 16; Nimis 14; Azzurra 8; Fortissimi, Comunale Faedis, Cividalese 7; Fulgor 3. PALLAVOLO FEMMINILE Socopel 8; S. Leonardo, Cassac-co, Paluzza 6; Codroipese, Zenit Udine, Us Friuli 4; Vb Camia 2; Percoto, Remanzacco 0. PALLAVOLO MASCHILE Lavoratore Fiera, Corno 18; Team 87 16; Ospedaletto 14; S. Giorgio, Vb Carnia 12,- Arteniese 10; Tele Uno 8; S. Leonardo 6; Codroipese 4; Alla Peschiera, Tarcento 2. TUTTOSPORT VSE O ŠP SCONFITTE LE NOSTRE FORMAZIONI DILETTANTISTICHE - FINE DI UN SOGNO PER LA VALNATISONE Solo i giovani sugli scudi Certamente l'espulsione di Zo-gani dopo 13 minuti nel secondo tempo ha segnato in modo negativo la sfida fra la Valnatisone ed il S. Daniele, capolista nella prima categoria. Dopo essere passati in vantaggio all'inizio della gara, gli ospiti sono stati raggiunti grazie al gol di De Marco. Nella ripresa, dopo l’espulsione, sul susseguente calcio di punizione passava in vantaggio il S. Daniele, che riusciva a contenere i numerosi attacchi portati alla sua porta. Una grave indecisione permetteva agli ospiti di allungare, ma neppure un minuto più tardi Sedi accorciava le distanze. Ancora attacchi della Valnatisone, e sull'ennesima indecisione la gara si chiudeva con il quarto gol degli ospiti. Sabato prossimo trasferta a Trieste con il Ponziana. Brodino per l'Audace che ottiene un buon pareggio nella trasferta con la pericolante Reanese. Domenica la gara interna con il Forti & Liberi. In terza categoria tre sconfitte per le nostre formazioni. L'Alta Val Torre subisce un pesante 4-1 nella gara interna con la Savorgnanese dopo il turno di riposo; domenica prossima il derby esterno con il Ciseriis. Il Pullero viene beffato da Lauro Vosca, che all'ultimo minuto IMMINENTE AVVIO DELL’ATTIVITÀ’ AGONISTICA Bici alto Le formazioni ciclistiche di Poi. Valnatisone, Uc Cividalesi, Mata-jur-Bike e Ve Cividale verranno presentate sabato 3 marzo in piazza Paolo Diacono a Cividale alle ore 15. La Polisportiva Valnatisone, oltre alla squadra femminile, sarà al via con una formazione maschile di dilettanti 1. e 2. serie. Queste le composizioni delle squadre. Femminile: Paola Tur-cutto (nella foto assieme alla Ca-nins), Anna Maria Toso, Annarita Trossolo, Stella Brazzale, Giovanna Del Gobbo, che sono state ri-confermate; inoltre le due giovani leve Michela Scarbolo e Simona Qualizza, al loro esordio ufficiale sotto la direzione tecnica di Giovanni Mattana. Dilettanti: Marco Giannangeli, Valter e Massimo Bello, Stefano Vivian, Alfonso Sciandra, Nicola Moratti, Carlo Di Bernardo e Ferruccio Cencig; direttore sportivo Roberto Bressan. CiV'CAU 4 Da notare che per la prima volta una ragazza delle nostre valli, Simona Qualizza di Correda, partecipa all'attività agonistica. Inoltre il ritorno in una squadra cividalese di Ferruccio Cencig, ciclista di Purgessimo. Lo sci protagonista anche con poca neve La carenza di neve non scoraggia gli appassionati del manto nevoso, che sono molto numerosi anche nelle nostre valli. Come tutti sanno, a S. Pietro al Natisone opera lo Sci club Monte Matajur, alla cui presidenza é il prof. Fulvio De Grassi. Flavio Petricig di Tercimonte (nella foto) é un giovanissimo che nelle ultime due gare zonali di slalom gigante sulle piste di Forni di Sopra, ha ottenuto due brillanti affermazioni, classificandosi al terzo ed al secondo posto, che gli permettono di disputare prossimamente le finali. Buoni anche nella categoria femminile i piazzamenti di Lavinia Dorbolò nella gara zonale di Sella Nevea nello slalom speciale, con il decimo posto. La stessa si é classificata all'ottavo posto nei campionati provinciali studenteschi sullo Zoncolan, seguita al de- cimo posto da Barbara Pinatto e al quattordicesimo da Arianna Tru-sgnach di S. Pietro. Grazie a questi piazzamenti l'Istituto Magistrale di S. Pietro si é classificato al quarto posto su 18 partecipanti. LETOS SVETOVNO NOGOMETNO PRVENSTVO: KRATKA ZGODOVINA TEH PRIREDITEV (19) divje veselje povzr Mehika: V italijanskih nogometnih krogih je ostalo to prvenstvo v spominu zaradi nerazumljive odločitve trenerja Valcareggija, ki je 6' pred iztekom finalne tekme zamenjal Mazzolo z Rivero. Štafeta med tema igralcema je bila že običajna a vendar nikoli ni prišlo do tako pozne menjave. Polemike o tej odločitvi se še danes niso polegle. V Braziliji je prišlo do divjega veselja, kar je povzročilo 25 smrtnih žrtev. Iz finančnega vidika je bilo prvenstvo ponovno izredno uspešno, saj je v blagajni prireditelja ostalo skoraj 4 milijard takratnih lir. Skupaj je nastopilo Gianni Rivera 270 igralcev: Bulgarijo je zastopalo v treh tekmah kar 20 igralcev a Belgijo le 13 — ravno tako v treh tekmah. Padlo je 95 golov, ali 2,96 na tekmo; najboljši strelec je bil ne-mec Mueller z 10 zadetki; Mueller je tudi v dveh tekmah zabil po tri gole in enkrat dva. Največ golov sedem je padlo na dveh tekmah in vedno je bila prisotna Z. Nemčija. V prvi proti Bulgariji ji uspe zmagati (5:2), v drugi jo premaga Italija (3:4). Največ golov zabije Brazilija (19), najmanj jih prejme Sovjetska Zveza (2) v štirih tekmah. El Salvador je ekipa, ki ni dosegla niti točke, ni zabila niti enega gola in je v treh tekmah prejela kar 9 golov. Novinarji so sestavli sledeče najboljše moštvo: 7 Brazilcev (C. Alberto, Piazza, Clodoaldo, Jair-zinho, Gerson, Pele in Rivelino), 2 Nemca (Beckenbauer in Mueller), Urugvajec Mazurkiewicz in Italijan Facchetti. Na tem prvenstvu se v bistvu zaključi obdobje Peleja, ki je začel svoj vzpon v svetovno nogometno elito na svetovnem prvenstvo leta 58 na Švedskem, ko je Brazilija prvič postala svetovni prvak. Sodeloval je torej pri vseh zmagah Brazilije. Gli Under 18 delia Valnatisone segna il gol della vittoria per il Manzano; un pareggio sarebbe stato risultato equo. Domenica trasferta nella tana della capolista Risanese. La Savognese sembra addormentata nel primo tempo, e si fa rifilare 3 gol dall'Ancona; brusco risveglio nel secondo tempo con le reti di Pagon e Rot, e con alcune possibilità per il pareggio, neutralizzate anche con fortuna dai padroni di casa. Domenica la Savognese ospiterà il Bearzi. Gli Under 18 strapazzano la malcapitata Stella Azzurra con un poker di cui sono autori Fadon, Salamant, Fadon e Clavora. Questa gara é stata la sagra dei gol sbagliati; speriamo che domenica a Tavagnacco la Valnatisone si ripeta. I Giovanissimi in formazione rimaneggiata passano per primi in vantaggio con Andrea Podrecca; quindi sfiorano il raddoppio con Sturam. Gli ospiti della Paviese pareggiano all'inizio del secondo tempo. Altra occasionissima per i padroni di casa con Podrecca, che di testa mette a lato il pallone di un soffio su suggerimento di Mot-tes. Sabato trasferta a Faedis. * * * Si é svolta lunedì 12 a Fagagna la riunione delle società del Comitato provinciale di Udine della FIGC con la presenza di numerosi dirigenti e tecnici delle società interessate. E' stato illustrato il "terremoto'' che si verificherà nei prossimi due anni a seguito della ristrutturazione del campionato professionisti della C2, e dei nuovi limiti di età nelle categorie dei dilettanti. Il nuovo organigramma prevede l'istituzione della categoria Eccellenza regionale, mentre l’attuale Interregionale a partire dal ’92-’93 si chiamerà Campionato nazionale dilettanti, e sarà strutturato in nove gironi di 18 squadre. Dopo l'Eccellenza ci saranno due gironi di Promozione, quattro di Prima categoria e sei di Seconda categoria. A seguito di tutto ciò verranno ridotti i gironi di Terza categoria. Entreranno in vigore nel campionato 90-91 i nuovi limiti di età: i tesserati non dovranno superare il 26. anno: si potranno utilizzare tre fuoriquota in Eccellenza, quattro nella Prima categoria, sei nella Seconda e nella Terza categoria. SREDNJE SVET LENART Podutana Stefano je dopunu parvo lieto življenja Pravejo, de po naših dolinah se rode samuo čičice. Kam puodejo pa po muroze, kar bojo velike? V Podutano! Pogledita na naši fotografiji, kajšni lepi poberini se rode v tisti vasi! An nieso še vsi, saj tele za-dne cajte sta se rodila še dva: Federico Gujon, 14. dičemberja, an Gianluca Terlicher pa 5. februarja, zatuo je biu premajhan za iti na "festin", ki je biu 9. februarja za praznovat parvi rojstni dan malega Štiefna, Stefano Sabotig, an na katerim so se zbral vsi drugi pu-obči tele vasi. Miemo so se usedinli na divan an se pustli fotografat: parvi, od čepame pruoti te pravi, je Simone, ki bo imeu dvie liet junija (njega mama je Marta Trinco - Pi-ernova iz Tarčmuna, tata pa Andrea Paravan iz Gorenje Mierse), Marcellino, ki je imeu 'no lieto dičemberja (mama je Loredana Cod-romaz - Mežnarjova iz Kodarmac, tata pa Giacomo Gollia iz Poduta-ne), Stefano (mama Danila Petri-cig - Žlajdrova iz Podbarnasa, tata pa Michele Sabotig iz Podutane), Valentino Guion, ki je dopunu dvie liet miesca otuberja (mama Antonella Gollia - Goljova iz Podutane, tata pa Giuseppe Guion -Muhorelu iz Gorenjega Marsina). Malemu Stefanu, ki ga videmo na fotografiji kupe z mamo Danilo, ko ugasnjava njega parvo svečico, kandelino, pru takuo vsiem njega parjateljam želmo puno puno sreče, veseja an zdravja v življenju, ki ga imajo pred sabo. Vsiem mamam an tatam čestitamo za take lepe an frišne otročiče. Se je rodiu Fabrizio Rodiu se je glih glih za narest voščila mamici, ki je tisti dan imi-ela rojstni dan, pru takuo za se-njam vsieh zaljubljenih. Fabrizio, takuo se kliče puobič o katerim guormo, se je rodiu na dan svetega Valentina, 14. februarja an je parnesu puno puno veseja mami, Carla Chiabudini iz Špietra, tatu, Michele Coszach -Turku iz Sriednjega, pru takuo vsi žlahti an parjateljam. Vsi sriednjam pa se troštamo, de se bo lietos rodiu še kajšan otrok v našim kamune, saj če puodemo takuo napri je zaries obupno, pomislita de lan se jih je rodilo samuo dva. Carli an Michelnu čestitamo, malemu Fabriziu pa želmo puno liepih reči v življenju, ki ga ima pred sabo. ŠPETER Gorenj Barnas Umaru je Marco Cernoia V čedajskem špitale je umaru naš vasnjan Marco Cernoia. 'Imeu je 72 liet. Zapustu je ženo Marijo, sina Paola, brata Alda, kunjade, navuode an vso drugo žlahto. Rajnik Marco je tele zadnje lieta živeu v Čedade, njega pogreb pa je biu v rojstni vasi, v Gorenjim Barnase v sriedo 14. febrarja popudan. Puno judi mu je paršlo dajat zadnji pozdrav. GRMEK Seve e Umarla je nona garmiškega komuna U četartak 15. februarja pred-pudne smo na lieškem britofu spremljal k zadnjem počitku naj-starejšo ženo garmiškega komuna, Baldovo mamo - Angelino Paule-tig, uduovo Pauletig (na sliki je z Luiso Balentarčicjovo). Bližala se je 94. letu starosti. Po dugem tar-pljenju, ki ga je prenašala ponižno in s kristijansko udanostjo, je umarla an dan prej u čedajskem špitalu. Dugo življenje nune Baldove ni bluo lahko. Preživiela je vič žalostnih kot srečnih ur. Ona je podko-pala vse svoje drage. Umarla ji je hči, Toninca, ko je imela nekaj nad dvajset let. Umaru ji je mož Toni, kavalier in petnajst liet šin-dak garmiškega komuna. Pred nekaj meseci ji je umaru u Belgiji edini sin, Tona, katerega posmartne ostanke so parpejali domov, ker je želeu počivat venčno življenje u domači, u rojstni zemji. Rajnka Angelina je bla pridna žena, gospodinja dobrega sarca. Vsem je rada pomagala, zatuo jo bomo vsi ohranili v lepim in venčnim spominu. Od sriede 21. februarja če-dajski špitau bo imeu novo telefonsko številko: namest 730791 bo 7081, ki bo vajala tudi za urade od Usi 5. Za hitro pomuoč (pronto soccorso) pa ostane le telefonska številka 730000. PIŠE PETAR MATAJURAC Ranik Klin in sekretar Occhetto Dragi moji brauci! Ko preberete klobuk telega moj ga pisanja, se povprašate: kaj imata skupnega, med sabo, Klin in Occhetto. Odgovorim vam: malo al nič, pa vsedno tu-ole ni popunoma ries. Rajnik Klin je živeu u Škruto-vem, pod komunam Sv. Lenarta. Kadar je guoriu, je jecu. Zatuo so zadobile njega barzellette" med judmi še poseben užitak. Rajnik Klin je biu poznan po naših dolinah, kot je donas živ sekretar italijanskih komunistov (PCI) Occhetto. Zatuo imata Klin in Occhetto malo skupnega. Rajnik Klin je biu nestarpen mož, človek velikih velikih fantazij, ki je saldu želeu nekaj novega, ki bi biu rad vsak dan spremeniu sviet, in v tem sta si no malo podobna on in Occhetto. Morebit, de bi bluo še buj pru, če bi parmierju našega Kli- novi matajur Odgovorni urednik: JOLE NAMOR Fotostavek: ZTT-EST Izdaja in tiska L^aSuTT Trst / Trieste r T EST Settimanale - Tednik Reg. Tribunale di Trieste n. 450 Naročnina - Abbonamento Letna za Italijo 28.000 lir Poštni tekoči račun za Italijo Conto corrente postale Novi Matajur Čedad - Cividale 18726331 Za SFRJ - Žiro račun 51420 - 603 - 31593 «ADIT» 61000 Ljubljana Glonarjeva 8 Tel. 329761 letna naroč, 80. din (800.000 din) pos, izvod 3.— din (30.000 din) OGLASI: 1 modulo 23 mm x 1 col Komercialni L. 25.000 + IVA 19% na z Gorbačjovam, saj po muziki njega perestrojke pleše vas sviet an s svietam pleše tudi Occhetto. Rajnik Klin, Erminio Gariup za anagrafe, ni biu dobar samuo za pravt barzalete, znu jih je tudi iznajt, jih je inventavu. Po vseh naših dolinah so postale znane, famozne njega "battute". Adno od teh vam jo zapišem tle. Tiče se šele Klinovih mladih liet. Klin je biu poklican h suda-tam, kadar je imeu 20 liet. Z njim je šu h sudatam tud mlad Pepo iz Trušnjega. Ko sta bla preobliečena u sudaški stan, je bluo trieba parnest civilni gvant domov, pa sudaške komande nieso takuo hitro dajale dovoljenj reklutam za iti domov. Vendar Klin, ki je biu zlo inteligenten, modar an živ ku popar, se je hitro znajdu in je že par dni potle že pokazu “per-meš" parjatelju Pepu. "Če puojdeš domov, skočeš lahko še gor do naše mame an ji poneseš muoj borgeški gvant. Boš videu, kuo je naša mama bardka. Da ti za pit an za jest" ga je prosu Pepo. Klin mu je objubu, da pojde na njega dom in ponese materi civilno Pepovo oblieko. In takuo se je zgodilo. Klin, ki je imeu tri dni "permeša", je šu tud na Trušnje. Pepove matere ni bluo doma. Vasnjani so mu poviedal, de je na njivi, kjer pli-eve žito. Poklicali so jo in je bla kmalu doma. Vsa srečna in vesela je bla, ko je zviedela, de je še en puob iz naših dolin, ki di-ela sudat u kasarni od sina. Ko je Klin izročiu materi Pepov gvant, mu je dala vse, kar je imiela narbuojšega u hiši, za pit in jest. Potle je sedenla za mizo in ga vprašala: 'Čuješ, puob, kuo se kličeš?" "Kličejo me Erminio, pa domačini mi pravijo tudi Klin". "Nu, Erminio al pa Klin, pove/mi sada, kam so ložli našega Pepa?' "Oh, nuna, sada smo mi "del Genio" se je pohvalu Klin. "A ne, tiste pa ne. Imen mu nieso bli smiel spremenit, kam-biat. Genio gor, Genio dol, jest ga bom zmieraj Pepo klicala!' je ponosno zarjula, ker je bla ona zbrala sinu ime Pepo. Tale Klinova zgodba mi je paršla na miseu prejšnji tiedan, ko sem srečju na ciesti starega beneškega komunista, zavojo tega, kar mi je poviedu. Vam ne bom pravu njega imena, čene bote vsi viedel, kduo je. Telega starega komunista sem vprašu: "Nu, tovariš, kakuo gre?' "Slavo, Petar! Al si videu, de nam čjejo sada še ime spremenit. Pa mene imena ne bo kam-biavu Occhetto, sem buj star ku on. On mi ni dau imena, pa tudi mu ne pustim, da mi ga bo je-mau/ Petar, kličite me ku do sada: komunist!' Sem se posmejau staremu komunistu, pa potle sem hitro po-mislu, da se ni dost za smejat, kadar se govori z idealisti in ri-esnimi ljudmi. Veseu sem, da so še tajšni možje na sviete, ki jih ni lahko obračjat kot se obračjata plašč an bandiera na vietre. Vas pozdravja Vaš Petar Matajurac Kadà greš lahko guorit s šindakam Dreka (Mario Zufferli) torak 15.30-17/sabota 10-12 Grmek (Fabio Bonini) sabota 12-13 Podbonesec (Giuseppe Romano Specogna) pandiejak U-12/sabota 10-12 Sovodnje (Paolo Cudrig) sabota 10-12 Špeter (Giuseppe Marinig) srieda 10-11 Sriednje (Augusto Crisetig) sabota 9-12 Sv. Lienart (Renato Simaz) petak 9-12/sabota 10-12 Bardo (Giorgio Pinosa) torak 10-12 Prapotno (Bruno Bernardo) torak 11-12/petak 11-12 Tavorjana (Renzo Marseu) torak, četartak an sabota 11.15-12.15 Tipana (Armando Noacco) srieda 10-12/sabota 9-12. Guardia medica Za tistega, ki potrebuje miediha ponoč je na razpolago »guardia medica«, ki deluje vsako nuoc od 8. zvičer do 8. zjutra an saboto od 2. popudan do 8. zjutra od pandi-ejka. Za Nediške doline se lahko telefona v Špietar na štev. 727282. Za Čedajski okraj v Čedad na štev. 830791, za Manzan in okolico na štev. 750771. Poliambulatorio v Spietre Ortopedia doh. Fogolari, v pandiejak od 11. do 13. ure. Cardiologia doh. Mosanghini, v pandiejak od 14.30 do 16.30 ure. Chirurgia doh. Sandrini, v četartak od 11. do 12. ure. Ufficiale sanitario dott. Luigino Vidotto S. LEONARDO venerdì 8.00-9.30 S. PIETRO AL NATISONE lunedì, martedì, mercoledì, venerdì, 10.30-11.30, sabato 8.30-9.30. SAVOGNA mercoledì 8.30-9.30 GRIMACCO: (ambulatorio Clodig) lunedì 9.00-10.00 STREGNA martedì 8.30-9.30 DRENCHIA lunedì 8.30-9.00 PULFERO giovedì 8.00-9.30 Consultorio familiare S. Pietro al Natisone Ass. Sociale: D. LIZZERÒ V torak od 11. do 14. ure V pandiejak, četartak an petak od 8.30 do 10. ure. Pediatria: DR. CHIACIG V sriedo od 11. do 12. ure V petak od 11. do 12. ure Psicologo: DR. BOLZON V torak od 8. do 13. ure Ginecologo: DR. SCAVAZZA V torak od 8.30 do 10. ure Za apuntamente an informacije telefonat na 727282 (urnik urada od 8.30 do 10.30, vsak dan, samuo sriedo an saboto ne). Dežurne lekarne Farmacie di turno OD 24. FEBRUARJA DO 2. MARCA Čedad (Minisini) tel. 731175 Grmek tel. 725044 Moimacco tel. 722381 Ob nediejah in praznikah so odparte samuo zjutra, za ostali òas in za ponoč se more klicat samuo, če ričeta ima napisano »urgente«.