novi tednik Slovencev videmske pokrajine ČEDAD / CIVIDALE • Ul. B. De Rubeis 20 • Tel. (0432) 731190 • Poštni predal / casella postale 92 Poštnina plačana v gotovini / abb. postale gruppo I bis/70% • Tednik / settimanale • Cena 1000 lir št. 2 (456) • Čedad, četrtek, 12. januarja 1989 beri na strani 4 Le ragioni di chi sta nel giusto Questa giornata delTemigrante non è solo un momento di riflessione sulla ngstra storia recente e sulla drammatica vicenda dell'esodo, che si è verificato nel corso di tutto il secondo dopoguerra. E' anche la giornata in cui cerchiamo di tirare le somme del nostro lavoro recente e di presentare un programma ideale per il prossimo futuro. Rispetto all'emigrazione, all'esodo, non possiamo che considerare ancora una volta le conseguenze della fuga della gente slovena dal proprio territorio storico: una fuga certamente provocata da ragioni economiche. Essa ha lasciato segni indelebili su chi è andato a cercare per il mondo pane e fortuna ai tempi del miracolo economico italiano, e su chi è rimasto, aggrappato alla propria miseria e spesso alla solitudine. L'èsito più grave è stato l'impoverimento della comunità slovena, perchè °ggi gE sloveni residenti nel territorio che per secoli hanno plasmato a propria misura con il lavoro e la fatica sono ridotti alla metà ed il sogno della ricomposizione della comunità non riesce a diventare realtà. Come negare l’idea che abbiano avuto peso nella diaspora ragioni politiche, oltre a quelle che hanno riguardato dal punto di vista sociale tutta l'Italia? Qui le ragioni politiche hanno agito con particolare virulenza con effetti disastrosi sulla consistenza fisica della minoranza slovena! Sappiamo che i fatti storici hanno il carattere della irreparabilità. Tuttavia nella nostra coscienza i fatti parlano ancora e perciò questa giornata è dedicata alla cultura slovena, alle preoccupazioni per le sorti della nostra comunità, per i suoi caratteri essenziali, anche linguistici, oggi insidiati perchè più che mai aperti ad una "soluzione finale'. Per le nostre associazioni è chiaro che la "fine" dal punto di vista culturale e linguistico non sarebbe che la premessa della cancellazione della comunità slovena in quanto tale e per questo teniamo alti i problemi della cultura e dell'identità. Nelle associazioni slovene vediamo un legame stretto fra le questioni economiche e quelle culturali. Riconosciamo che di volta in volta gli uni possono prevalere sugli altri nella nostra attenzione, mentre restiamo sempre più convinti da una visione generale dello sviluppo della comunità slovena e che questo sviluppo non può non comprendere come aspetto fondamentale la consapevolezza del nostro ruolo, delle ragioni (non puramente fisiologiche ma politiche) della nostra presenza su questo territorio, in questi paesi, in questa città. Ed è questo, in sintesi, il nostro programma ideale, al quale cerchiamo, nelle nostre associazioni, nella stampa, nelle manifestazioni, di apportare liberamente contenuti specifici di carattere culturale e politico. Eccoci quindi di fronte ad una domanda: dove andiamo? Abbiamo preso la strada giusta? Possibile che restiamo sordi a tanti buoni consigli che ci vengono da ogni parte e lasciarci condurre per mani dagli intriganti della politica? Con la proposta e con la conseguente battaglia per il pieno riscatto economico e culturale della Slavia non abbiamo scelto una strada fra le tante, ma quella che a noi sembra l'unica. E rispetto al progredire su questa strada noi facciamo le nostre riflessioni ed i nostri programmi, e lo facciamo — occorre ripeterlo — in modo autonomo ed unitario perchè il bilancio morale lo dobbiamo solo alle nostre coscienze e a chi ci è compagno nella nostra lotta. La nostra strada non è certo una scorciatoia, sappiamo tuttavia che oggi anche fare dei passi troppo lenti significa star fermi: ed è anche su questo che dobbiamo riflettere. Paolo Petrlcìg segue a pagina 3 V NEDIELJO V PUNÌ DVORANI RISTORI TRADICIONALNI SLOVENSKI PRAZNIK DAN EMIGRANTA “Tutela si, ma equilibrata” La Democrazia cristiana discute a Udine sulla legge di tutela per la minoranza slovena Un segnale nuovo riguardo la legge di tutela della comunità slovena in Italia è arrivato nei giorni scorsi dalla Democrazia cristiana. Su invito del segretario regionale Bruno Longo infatti, gli esponenti di primo piano del partito hanno approfondito in una riunione a Udine — a cui hanno partecipato tra gli altri i parlamentari Sergio Coloni, Danilo Bertoli e Mario Fioret, il presidente della Giunta regionale Adriano Biasutti, i segretari provinciali di Trieste Tripani, di Gorizia Grion e Udine Vello il problema della legge di tutela della comunità nazionale degli sloveni in Italia. La De ha sostenuto la necessità di giungere in tempi brevi ad una soluzione equilibrata del problema della tutela della minoranza slovena in Italia e quin- di dell'approvazione dell'apposita legge nazionale. "E' essenziale a giudizio della Democrazia cristiana, come si legge in un comunicato emesso a seguito dell'incontro un'iniziativa del governo, già preannunciata dal presidente De Mita nelle dichiarazioni programmati-che, attraverso un disegno di legge che veda solidali tutti i partiti della maggioranza". Nel corso dell'incontro sono state esaminate le proposte di legge all esame della Commissione affari costituzionali del Senato. A questo proposito la De ha ricordato anche di ritenere necessario che i rappresentanti del partito nella commissione ed in particolare il relatore di maggioranza, il senatore Sandro Fontana vengano puntualmente informati delle situazioni locali e dei relativi problemi. “Še se bomo borili V imenu Slovencev govoril Petricig - Spet Beneško gledališče - Rezija med nami Življenje an die lo Benečije v slikah Božična fotografska razstava an natečaj v Srednjem sta paršla h koncu: kdo je udobiu? paršlo na varsto Beneško gledališče, ki ga je publika zaries toplo spariela. Lietos je pod režijo Alda Clodig predstavu igro Preklet computer, dielo novega avtorja: Adriana Gariup iz Preserij. Protagonisti so bli kamunski konseljeri nieke občine v guorah. V majhan an rievan kamun pride an dan liepa novica: dežela mu je dodelila 3,5 milijard. Začne se dis-kušjon, kaj nardit s telimi sudmi an pridejo na dan drobne faušije an nauošljivosti, osebni interesi, pomanjkanje idej an podobno. Ta-kuo ki se gaja dosti krat zaries tle par nas. Bluo je smiešno pa tudi tragično. S tem se je prepletalo življenje županove družine. Na koncu pa se vse sanje poderejo, saj sudu ni bluo an še kaj druzega ne: computer se je biu zgrešiu. Glavno vlogo od župana v teli igri, ideja katere je bila zaries dobra, more bit pa bi se jo dalo še buj obdielat, je imeu Renzo Gariup, ki je zaries lepuo igru. Drugi igralci so bli: Bruna Chiuch, Mario Bergnach, Roberto Bergnach, Graziella Tomasetig, Gianni Trus-gnach, Marko Predan, Luigi Chia-bai, Antonella Bucovaz, Dario Martinig, Teresa Trusgnach. Sodelovala je v kratkem inter-mezzu tudi skupina mlajčih. P.oari- ser, kot rečeno je biu Aldo Clodig, scene sta pripravila pa Renzo Rudi an Donatella Ruttar. beri na strani 3 S pohvalo vsieh prisotnih za opravljeno dielo se je v saboto zaparla v Srednjem fotografska razstava, ki jo je za božične praznike organizala Športna in rikreativna skupina Gorenj Tar-bi. Takuo, ki smo bli že napisal, za tolo razstavo so organizatorji vebral štieri teme: obrazi, ziduo-vi, kmečko dielo an obmejno področje. An ker je šlo za natečaj, za konkors, je v saboto bluo tudi nagrajevanje. Posebna žirija, ki so jo sestavljali fotograf Bront, slikar Aldo Colò, režiser Marko Sosič an Sandra Manzini, predsednica društva beneških umetnikov, je vebrala med vič ko 20 fotografov dielo Marine Bergnach, Donatelle Ruttar, Eddi Bergnach in Lodovica Ber- (foto Lodovico Bergnach) gnach, vsak za adno temo. Za publiko narlieuš dielo je bluo pa tiste od Claudia Beuzer. Srečanje v saboto, na katerem so bili med drugimi župani iz Srednjega Crisetig, iz Dreke Zufferli, iz Garmika Bonini an iz Špietra Marinig pa tudi pokrajinski odbornik Mazzola, didaktična ravnateljica Valentina Borghese, je s svojim joozdravom odparu predsednik Športne an rikreativne skupine Gorenj Tar-bi Franco Qualizza. Ob teli parložnost je poviedu, kaj je skupina naredila v preteklem lietu na športnem an kulturnem polju. Sodelovali so na vič turnirju malega nogometa, sami Pod pokroviteljstvom občine Čedad in ob prisotnosti številnih političnih predstavnikov je biu v nedieljo v dvorani Ristori spet po štierih lietih Dan emigranta. Tole srečanje Slovencev videmske pokrajine, ki je dan boja za kulturne, ekonomske in socialne pravice in obenem ena od centralnih kulturnih manifestacij, organizira- jo nad 25 liet naše slovenske kulturne organizacije. V obnovljenem Ristoriju, ki je biu pun do zadnjega kota, se je to srečanje odvijalo po že tradicionalnem modelu: bili so pozdravi gostov — lietos so gu-orili čedajski župan Giuseppe Pascolini, on. Silvana Schiavi Fac-hin in on. Gabriele Renzulli; biu je govor v imenu Slovencev an li- etos je imeu besiedo Pavel Petricig; biu je kulturni program, ki je biu arspartjen na dva kraja. Narpriet so paršli na oder rezijanski ustvarjalci Rino Chinese, Giovanni Di Lenardo an Silvana Paletti, ki so z besiedo an muziko pokazal današnje kulturno dielo an pardielo v dolini pod Kaninam. Potle, po pozdravih, je končno Za Dan emigranta je biu Ristori napunjen do zadnjega kotička IL PSI CRITICA L'AMMINISTRAZIONE DI DRENCHIA Meno parole Convocata dal segretario Beppino Bergnach, si é svolta nei giorni scorsi una riunione della sezione socialista di Drenchia per un'analisi appronfondita della gestione dell'attuale amministrazione comunale, nella quale sono emerse alcune critiche nei confronti della Giunta municipale e del sindaco. Dai vari interventi, come si legge in una nota, si é infatti rivelato che i lavori di urbanizzazione nelle frazioni (fognature, acquedotti e pavimentazioni), appaltati dalla precedente amministrazione della Lista Civica, sono fermi, e che i disagi della gente si fanno sempre più pesanti. In particolare, i progetti delle fognature di Zuodar e Peternel, assistiti da contributi regionali e statali, attendono di essere appaltati. E' stato anche messo in evidenza, prosegue la nota, che tutti i lavori per opere pubbliche sono stati proposti dalla passata gestione, mentre a quella attuale resta soltanto l'appalto e la direzione dei lavori, cosa che si sta facendo con molta lentezza e tante lungaggini. Mancano, hanno detto i socialisti di Drenchia, i fatti concreti; certo, si sono pubblicizzate le gite organizzate dal Comune per gli anziani a Monte Berico e Castel-monte ed il trasporto con gli auto- bus comunali degli stessi anziani alla s. messa o agli uffici postali per il ritiro della pensione, ma, pur riconoscendo l'importanza dell'assistenza e della tutela delle persone anziane e bisognose, le competenze dell'ente comunale sono altre, e comunque problemi più gravi ed urgenti aspettano una soluzione. La viabilità interna e le opere igienico-sanitarie del borgo di Prapotnizza, le fognature di Cla-buzzaro e Trinco, il completamento dell’acquedotto della Coderia-na e la definitiva sistemazione delle piste forestali Clabuzzaro-Molin Vecchio, Trusgne-Peternel-Oznebrida e la strada di collegamento Cras-Paciuch, oltre al problema del servizio di trasporto pubblico domenicale che isola la comunità di Drenchia dal fondo-valle e da Cividale, sono le necessità che devono trovare rapida e concreta soluzione nell'interesse della gente locale, dimostrando una maggiore sensibilità verso i bisogni della comunità di Drenchia, sostiene il Psi. Alla riunione si é discusso pure delle proposte socialiste per la rinascita e lo sviluppo delle Valli del Natisone, della legge sulle aree di confine e della cooperazione economica internazionale. Lingua e minoranze: seriamente una Il momento storico sembra essere favorevole alle minoranze linguistiche, a coloro che essendo minoritari nello Stato in cui vivono, desiderano tuttavia che le loro peculiarità vengano riconosciute e salvaguardate. E' giusto che ciò avvenga sotto ogni profilo, sia giuridico, che politico e anche economico per tutelare coloro che appartengono ad una diversità linguistica e ciò è stato recepito da tutte le democrazie, anche se talvolta è stato disatteso. Il discorso cambia quando abbiamo a che fare con le dittature, siano queste di destra o di sinistra, quando purtroppo il sistema diventa onnicomprensivo e totalizzante, quando impera una ideologia che soffoca ogni particolarità, per cui le minoranze diventano un ostacolo in questa organizzazione politica e quindi devono essere eliminate in qualsiasi modo. Gli esempi di queste affermazioni, in questo secolo, sono stati molti e sono stati comprensivi di molte situazioni che andavano dai Baschi in Spagna e in Francia, dai Tedeschi agli Sloveni in Italia, dalle varie componenti etniche minoritarie in Russia, sia sotto il sistema zarista che quello staliniano. Il fascismo ed il nazismo hanno dimostrato quanto fossero in- D ritorno dì Marquardo II giorno dell Epifania in una Cividale medievale parata a festa Cividale ha rivissuto fastosamente anche quest'anno, in occasione dell’Epifania, alcuni mo-monti significativi della sua storia. La Messa dello Spadone e la successiva rievocazione storica dell'ingresso nella cittadina del Patriarca Marquardo di Randek hanno richiamato un pubblico numeroso che ha letteralmente invaso vicoli, strade e piazze di una Cividale parata a festa. Alla rievocazione hanno preso parte oltre duecento figuranti, suddivisi in cavalieri, nobili e clero, che si sono assiepati dinanzi alla cattedra patriarcale, fedele ri-produzione di quella originale, dove Marquardo ha ricevuto una spada, con la quale ha confermato a nobili e vassali i loro feudi. Un momento della parata storica a Cividale tolleranti verso tutte le minoranze, sia linguistiche che religiose che razziali, e quanto una ideologia, sostenuta dalla forza bruta, si opponesse a qualsiasi divergenza, convinti che la verità è unica e chi ha il potere ne sia il migliore interprete. Purtroppo questi metodi di sopraffazione non sono del tutto morti, anzi trovano ancora governi disposti a sostenerli, in quanto permettono di gestire il potere senza alcuna opposizione e possono rappresentare, secondo il loro autoritarismo ben radicato, la soluzione di ogni problema. La storia tuttavia li costringerà in seguito a fare i conti con le regole democratiche e chiederà a loro conto di tutte le malefatte commesse sulla testa del popolo e sulle costrizioni che hanno fatto pesare sulle singole persone, annullando la individualità che rappresenta il momento più elevato dell'umanità. Per affrontare la situazione attuale delle minoranze, questo discorso mi è sembrato una prefazione indispensabile in quanto il nostro governo non sempre è riu-sciuto a tutelare le varie peculiarità e se lo ha fatto ha commesso diversi errori. La cultura del ventesimo secolo, anche nel campo linguistico, ha fatto passi da gigante, riuscendo a raggiungere, anche in questo campo, regole scientifiche e una metodologia di ricerca estremamente operativa, per cui nulla può essere più lasciato al caso o alla fantasia. Divagare su queste problematiche, secondo l’estro personale, non è più consentito, nell'ambito di una ricerca seria, in quanto le regole, fissate e accettate da tutti sono chiare ed evidenti e coloro che ancora si trastullano nel pres- capochicmo lo fanno colamento per ignoranza. La linguistica va trattata alla stregua di qualsiasi scienza e va quindi sviluppata secondo una metodologia rigorosamente scientifica. Prendiamo il nostro dialetto sloveno, la sua impostazione linguistica è chiara, certa e metodologicamente e rigorosamente scientifica. Coloro che tergiversano in questo campo sono dei mestieranti di bassa lega che nessuno, dico nessun esperto prende in considerazione. E' giunto quindi il momento di rendere pubbliche que- ste regole, perchè sia per tutti posto un punto fermo su questo problema. La Comunità montana di S. Pietro al Natisone, se ha interesse a discutere su queste problematiche linguistiche, da un punto di vista tecnico e scientifico e porre finalmente fine alle polemiche paesane, che non aiutano e non giovano a nessuno, deve indire un dibattito pubblico al quale siano invitati professori esperti di chiara fama che esprimano il loro parere e mettano tutti gli amministratori nella condizione di conoscere in modo inequivocabile le loro tesi. Facciamo alcuni nomi di questi professori; Pellegrini dell'Università di Padova, Francescato dell'Ù-niversità di Trieste e Frau dell'Università di Udine. Effettuato questo simposio, nel quale verranno chiariti una volta per tutte sia la struttura del dialetto sloveno ed i suoi rapporti con la lingua slovena, con quella friulana, noi pensiamo che molte polemiche non troveranno più spazio. Da quel momento dovrebbe aprirsi il vero dibattito politico sulle opportunità o meno di usufruire di questa struttura linguistica per cui il discorso verterà solamente sulle analisi politiche di parte e sulle considerazioni che ogni gruppo sarà in grado di apportare. Sono convinto che i dibattiti che seguiranno il simposio tecnico scientifico saranno più seri, più ricchi ed articolati e molti circoli culturali, gruppi politici o di opinione non potranno più cavalcare, come fanno ora, certi ibridi e saranno costretti ad uscire allo scoperto, dichiarandosi per principio contrari ad ogni trattazione linguistica che non sia quella nazionale. A questo punto si tratterà solamente di una posizione politica e quindi andrà discussa solamente per quello che rappresenta in campo partitico e non certamente per la sua scientificità che non ha e non può pretendere di avere. Gli estimatori della tesi di una lingua unica nazionale è giusto che la difendano, ma non è giusto che vendano per scientifico ciò che scientifico non è, in quanto a nessuno, per serietà professionale, è permesso di mescolare il sacro con il profano. p p Gospodarstvenikom Per gli operatori economici Takoj preidimo k našim obveznostim, ki nas nenehno pestijo: Passiamo subito ai nostri futuri impegni, che ci assillano quotidianamente: 14.1. Delodajalci morajo sporočiti na urad za delo število zaposlenih I datori di lavoro devono comunicare all'ufficio del lavoro il numero dei dipendenti 14.1. Zapade rok za plačilo na pošti odtegljajev IRPEF na dohodke uslužbencev Scade il termine di pagamento tramite gli uffici postali delle ritenute IRPEF sugli stipendi dei dipendenti 16.1. Plačati moramo odtegljiave IRPEF za strokovne sodelavce (prosti poklici in trgovski potniki) Scade il termine per il pagamento delle ritenute IRPEF sui collaboratori esterni (liberi professionisti e rappresentanti) 20.1. Podjetja morajo plačati prispevke IRPEF in INPS za odvisne delavce Scade l'ultimo termine per il pagamento delle ritenute IRPEF e INPS per i lavoratori dipendenti 22.1. Podjetja s preko 480 milijonov letnega prometa morajo prijaviti in plačati davek IVA za mesec december Le aziende con fatturato superiore a 480 milioni devono presen- tare la dichiarazione IVA per il mese di dicembre e provvedere al versamento 25.1. Obrtniki, trgovci in gostinci morajo poravnati zadnji fiksni znesek prispevkom INPS za leto 1988 Gli artigiani i commercianti e i pubblici esercenti devono pagare l'ultima rata dei contributi INPS per l'anno 1988 Obveščamo izvoznike, da morajo do 31.1. sporočiti njihovim dobaviteljem, da nameravajo letos nabavljati blago brez obračunavanja davka na dodano vrednost (IVA) - blago namenjeno za izvoz. Avvisiamo gli esportatori che hanno intenzione di acquistare anche quest'anno delle merci in esenzione IVA - merce destinata all'esportazione, che devono avvisare i loro fornitori. Novi katasterski dohodki zemljišč Zemljiški lastniki plačujejo davke na podlagi revalorizirane rente, ki je bila določena leta 1937. Za prijavo dohodka za leto 1988 bodo prišli v poštev novi postopki, ki so dokaj zapleteni, a ven- dar moramo rešiti celotno zadevo do maja 1989, ko bo zapadel rok za letno prijavo dohodkov. Da bi lahko dali točne podatke moramo poznati: kakovost kmetijskih kultur za sleherno parcelo, razred v katerega spadajo (občine lahko določijo kar 8 razderov) ter površino posamezne parcele. Na osnovi posebnih vnaprej določenih tabel bodo uradi izračunali hektarski donos in odmerili davke. Na pristojnih uradih je vedno mnogo povpraševalcev in zaradi tega bi bilo umestno, da bi nemudoma pristopili k delu. Nuovi redditi dominicali Il reddito da terreni veniva conteggiato fino all'anno scorso in base alla rendita rivalorizzata fissata nel 1937. Da quest'anno in poi invece é previsto un nuovo sistema, decisamente complicato, per l'accertamento del reddito tassabile. Poiché tutti i dati dovranno essere in nostro possesso fino alla fine di maggio - data di scadenza della presentazione dei redditi per il 1988 - dobbiamo pensare a preparare la documentazione necessaria. Dobbiamo infatti conoscere per ogni singola particella la qualità delle colture, la classificazione delle stesse (i comuni possono suddividere i terreni in 8 classi) e la grandezza di ogni particella. In base a tabelle prestabilite verrà conteggiato il reddito. Poiché gli uffici competenti sono sempre oberati da lavoro riteniamo necessario che i possessori di terreni si diano da fare quanto prima. Tehnični pregled vozil Revisione annuale dei veicoli a motore Ministerstvo za prevoze je izdalo navodila za opravljanje letnega tehničnega pregleda motornih vozil. Znano je, da morajo vsako leto opraviti to dolžnost lastniki avtobusov, vozil skupne teže nad 3,5 ton, prikolic skupne teže nad 3,5 ton, taksijev in druga vozila za prevoz potnikov z voznikom, ter rešilcev. Ministerstvo je tudi določilo, da bodo morala biti pregledana vozila, ki so bila prvič registrirana v Italiji 31. decembra 1978, po sledečem redu: Il ministero dei trasporti ha fissato con proprio decreto i termini obbligatori per la revisione annuale dei veicoli a motore. Rammentiamo che annualmente devo- no essere revisionati i seguenti veicoli: autobus, mezzi singoli di peso totale superiore a 3,5 ton, rimorchi di peso superiore a 3,5 ton, autoveicoli per trasporti di persone in piazza o noleggio con conducente, autoambulanze. Entro quest'anno dovranno essere revisionati pure i veicoli immatricolati per la prima volta in Italia entro il 31.12.1978 in base al seguente calendario: do/entro il 31.3. vozila z evidenčno tablico, ki ima zadnjo številko 1, 2 ali 3 i veicoli il cui ultimo numero di targa é 1, 2 o 3 do/entro il 30.6. vozila z zadnjo številko 4, 5 in 6 i veicoli con l'ultimo numero 4, 5 o 6 do/entro il 30.9. vozila z zadnjo številko 7, 8 in 9 i veicoli con l'ultimo numero 7, 8 o 9 do/ entro il 31.10. vozila z številko 0 i veicoli con il numero 0 Kršitelien predpisom bodo organi javne varnosti lahko nemu-domo odvzeli listine vozila in jih kaznovali z globo od 20 do 100 tisoč lir. Ai trasgressori le forze dell'ordine potranno ritirare immediatamente i documenti del mezzo di trasporto ed elevare una multa da 20 a 100 mila lire. roKi V IMENU SLOVENCEV JE V NEDELJO POZDRAVIL PAVEL PETRICIG Smo m stran Paolo Petricig Dan emigranta je tudi dan ko delamo obračune našega dela in ko predstavljamo idejne načrte za bližnjo prihodnost, je dejal Pavel Petričih, ki je letos spregovoril v imenu slovenskih organizacij. Vedno smo bili prepričani, je poudaril, da je treba na razvoj Benečije gledati v celoti. S predlogom in z bitko za popoln gospodarski in kulturni razvoj, je nadaljeval, nismo izbrali ene od tolikih poti, ampak tisto pot, ki se nam zdi možna. Ob tem, kako napredujemo po tej poti, razmišljamo in kujemo programe, to pa delamo avtonomno in enotno. Nato je Petricig spregovoril o narejenih korakih in o doseženih rezultatih. Razpolagamo z jedrom gospodarske strukture, ki je kvantitativno in kvalitetno pomembna, še vedno pa ne zadošča našim osnovnim potrebam. Toda je nadaljeval nismo opustili misli na nove korake na gospodarskem področju, kar pa je danes težje uresničljivo zaradi zamude zakona za obmejna področja. V svoji predstavitvi današnjega položaja slovenske skupnosti v videmski pokrajini je Petricig spregovoril o delovanju in vlogi kulturnih društev, ki jih v dobri meri vodijo mladi. "Značilnost Slovencev je, da v težkih trenutkih iščejo in najdejo prav v kulturi najpomebnejšo obrambo proti asimilaciji, da tako uresničijo momente kolektivne obrambe, ko ljudje okrepijo zavest o sebi in svoji identiteti". Tako je tudi v videmski pokrajini, kjer je zasluga kulturnih društev, če se je ohranila slovenska identiteta in kultura, če je prišlo do začetka slovenskega izobraževanja na organski osnovi. Tako je prišlo do šole, kjer se vsak dan uči 40 otrok". Ta izbira je bila nujna, je poudaril Petricig, potem ko smo dolgo in potrpežljivo čakali, po dolgem in vztrajnem opozarjanju vseh političnih sil, naj posvetijo svojo pozornost dogajanju, vsemu novemu v Benečiji. "Poudarjali smo vedno znova, da so potrebni nujni ukrepi na področju šole, kulture, gospodarstva. Toda nas niso vzeli vpoš-tev, ker so verjeli in še danes verjamejo tistim, ki trdijo da o Slovencih v teh krajhih ni niti sledu. Z naše strani", je nadaljeval Petricig, "moramo odločno odgovoriti". Nato je pozval vse naj podpirajo dvojezičnp šolo, mlade družine pa naj vanjo vpišejo otrokje in naj jih učijo slovensko tudi doma, saj je prav to najvidnejši in najvišji izraz narodnostne zavesti. Nadaljevali bomo z našim bojem, še bolj premišljeno in bolj odločno, je zaključil, vedno seveda z orožjem intelekta, z orožjem tistega, ki ve, da je na strani pravice. ^UUiUCJU, n.Ul JJU je danes težje uresničljivo zaradi Nekateri komunski možje v igri Preklet computer Le ragioni di chi sa di essere da sempre dalla parte giusta sonno /falla nr nanina E' nel carattere degli sloveni di cer- considerazione, perchè si è dato credi — —— P P 9 caro o frmraro rtolla fiiltnr» npi mn- tfì fp SI Ha tllttnra PrpHìtoì a fili SHStP- Alcuni passi importanti li abbiamo compiuti, grazie anche alla concordanza di vedute di alcune amministrazioni locali, quella provinciale e della stessa Regione. Esiste da qualche tempo, sia pure ancora al di sotto dei nostri bisogni essenziali ed in zone limitate, il nucleo di una struttura economica. Essa è quantitativamente e qualitativamente importante. Ha costituito per la minoranza slovena un impegno non da poco e comunque nuovo. E' andato avanti e cresce un interessante associazionismo economico. Non abbiamo deposto l'idea di altri passi nel campo economico perchè nelle aziende si formino una nostra imprenditorialità ed una classe di quadri economici autoctoni. Oggi l'idea è resa più problematica, nel breve termine, a causa dell'inevitabile ritardo della legge sulla cooperazione internazionale e le aree di confine. Non è il caso di aprire qui un dibattito, nè di entrare nella polemica. Si può discutere altrove. Fatto sta che il tonfo della legge colpisce prima di tutti e più di tutti noi, che sul confine ci siamo davvero, perchè il testo della camera (pur nei suoi limiti) conteneva interessanti proposte di spesa per la montagna e per la minoranza slovena. Esiste un'attività culturale di carattere permanente in diversi centri con importanti manifestazioni, in buona parte organizzate e gestite da giovani. Esse rispondono in misura notevole alle esigenze di scoperta, di diffusione e di elaborazione della cultura slovena con un articolato uso dello strumento linguistico, dal dialetto alla lingua slovena, che in questo modo rientrano nel circuito della comunicazione. E’ un'attività riconosciuta e in parte sostenuta dai comuni e dalla provincia grazie alle buone relazioni che sono ormai una tradizione, anche per merito di singoli amministratori. E' nel carattere degli sloveni di cercare e trovare nella cultura, nei momenti difficili, la difesa principale contro l'assimilazione, realizzando momenti di difesa collettiva, in cui la gente rafforza la coscienza di sè e della propria identità. Guardando bene le cose, a chi oggi attribuire il merito di questo grande sforzo in difesa dell'identità slovena e della cultura, se non alle nostre associazioni che hanno superato tanti ostacoli per tenere vicina la gente, offrendo spettacolo, musica, canto, teatro, ricerca, arte? A chi se non alle nostra associazioni attribuire il merito di aver impedito subendo anche l'opposizione violenta e il teppismo che tutto quanto è sloveno non venisse gettato alle ortiche? Di aver contrastato ridicole tesi storiche e linguistiche intese a relegare il patrimonio culturale della Slavia nell'archeologia? E a chi se non ai nostri circoli si deve l'avvio dell'istruzione slovena su basi organiche, partendo cioè da quell’età infantile che i nostri "regnanti e governanti" avevano individuato come adatta e necessaria per estirpare la lingua slovena? Abbiamo dunque una scuola, dove quaranta bambini, ogni giorno dell'anno scolastico, possono finalmente studiare la lingua slovena insieme a quella italiana, sulla base della libera scelta delle famiglie. Su questo aspetto è in corso una discussione. Perchè questa scelta? Perchè non attendere una soluzione da parte del governo e del parlamento? La risposta sta nelle cose: abbiamo aspettato, abbiamo avuto pazienza, non abbiamo perso occasione per ammonire e sollecitare tutta la classe politica a prestare attenzione a quanto accadeva nella Slavia, al nuovo, costituito da interi gruppi di giovani che il vecchio nazionalismo non è riuscito ad inquinare. Abbiamo ripetutamente sollecitato provvedimenti urgenti per la scuola, per la cultura, per l'economia-, ma non siamo stati, forse, nemmeno presi in considerazione, perchè si è dato credito (e si da tuttora credito) a chi sosteneva e sostiene che di sloveni qui non c'è mai stata traccia! Ed oggi da parte nostra una risposta va data, e forte. Faccio qui appello a tutti perchè sostengano, fino a quando 10 stato non avrà realizzato una soluzione scolastica accettabile, la nostra scuola bilingue! E’ un appello soprattutto alle giovani famiglie slovene perchè riflettano sulla possibilità di istruzione slovena (accanto a quella italiana) che oggi si aprono per i propri bambini. E a chi più sente l’impegno della battaglia culturale intrapresa, perchè consideri 11 dovere morale di istruire, nella famiglia e nella scuola, i propri figli nella lingua slovena. In questo momento (l'ho scritto e lo ripeto) l'espressione più elevata della coscienza etnica è proprio questa. Aggiungo: nessuno tenti di vedere, in questo impegnativo programma, un tentativo di uscire dal quadro legale, ma nemmeno una rinuncia a rivendicare quanto ci compete come minoranza slovena a pieno titolo. Per un verso il problema è nostro; per un altro il problema esiste anche per lo stato (governo e parlamento) al quale ancora una volta dobbiamo attribuire la responsabilità di non aver raccolto tante occasioni per compiere il proprio dovere costituzionale collocando i diritti degli sloveni in Italia dentro un giusto quadro normativo. Continueremo la nostra battaglia, perchè stanno con noi ragioni importanti, istituti e sedi elevatissime e cito per brevità solo la risoluzione del parlamento europeo e la voce di Giovanni Paolo II in difesa dei diritti delle minoranza linguistiche ed etniche. Siamo qui certamente anche per infondere a noi stessi nuova forza e nuovo coraggio, per affrontare da questa giornata in avanti una battaglia civile e democratica ancora più consapevole ed alta, una battaglia che vediamo ancora difficile e dura, proprio perchè vogliamo proseguirla con le sole armi dell'intelligenza e del confronto democratico, delle ragioni di chi si sente dalla parte giusta. Paolo Petricig RENZULLI IN SCHIAVIJEVA NA DNEVU EMIGRANTA Nekaj se »bije Gabriele Renzulli Socialistični poslanec Gabriele Renzulli je v pozdravnih besedah ugotavljal, da je bil na lanskem dnevu emigranta optimist, ker se stvari glede zaščite manjšine niso razvile po pričakovanju. Leto 1988 ni bilo torej za manjšino pozitivno. Zakon o zaščiti je obtičal na ravni predlogov, na mrtvi točki je tudi zakon za obmejna področja, poleg tega pa v lanskem letu beležimo še neverjetni sklep ministrstva, ki noče priznati špetrske šole. Kljub temu pa ne smemo biti tako veliki pesimisti, je dejal Renzulli in dodal, da je z zadovoljstvom sprejel zadnje izjave KD o zaščiti Slovencev. Po njegovem so te izjave rezultat drugačne linije KD; zato se je obrnil na senatorja Spetiča in poslanko Schiavi Fachin in ju povabil za skupen nastop pri krščanski demokraciji, da bi se stvari ponovno začele premikati. Nahajamo se namreč, je še dodal, pred važnimi dogodki, pred sklepi evropskega parlamenta, ki ne bodo vedno ostali le na papirju. Ta organizem bo namreč od leta 1993 dalje postal zelo važen in njegovih odločitev ne bo mogoče sprejemati le kot priporočil. Poslanec Renzulli je izrazil še upanje, da bi se moralo nekaj spremeniti tudi glede zakona za obmejna področja. Po njegovem bo treba preveriti v Bruslju, kaj bo mogoče storiti. Po njegovem je treba opustiti bitko, ki sloni na golih principih in sestaviti zakon, ki naj upošteva dolg, ki ga imata Italija in Evropa do F-JK in ki naj "zajame" vsebino osimskih sporazumov. Ali bo zakon odobren letos, je zaključil Renzulli, ali pa nikoli več. Važnost prireditve je še posebej podčrtala komunistična poslanka Silvana Schiavi Fachin. Gre za prireditev, je med drugim dejala, na kateri prihajata do izraza in se krepita narodna identiteta in pripadnost k slovenski manjšini. V tem okviru je poslanka Schiavi, ki ima velike zasluge za dvojezično šolo v Špetru, govorila in podčrtala važnost jezika za razvoj vsake skupnosti. Počrtala je tudi važnost znanja več jezikov in obžalovala, da Silvana Schiavi Fachin se je rodila v Furlaniji-Julijski krajini, deželi, ki se sicer proglaša za pravo križišče v središču Evrope, ni pa poskrbela za instrumente, da bi se lahko vsi tisti, ki bi to želeli naučili slovenskega jezika. Izrazila je veliko zadovoljstvo, da so sedaj manjšine naenkrat v središču pozornosti in da so postale nekakšni "poslanci" med državami. Pri tem pa je ugotovila, da je nujno potrebno preiti od besed k dejanjem, od lepih proglasov h konkretnim dejanjem. Zato je potrebno razkriti te dobre namere in v tem okviru je poslanka Schiavi obtožila krščansko demokracijo, ki nosi največjo odgovornost, ker ni dala na razpolago potrebnih instrumentov, da se stvari v Benečiji niso spremenile. Poslanka je sicer priznala, da sta se tako KD kot vlada obvezali, vendar ...Zato je poudarila, da je potreben dober zakon, ki mora veliko pozornost nameniti prav izobraževanju in jeziku. Vsem prebivalcem je pač treba zagotoviti konkretne instrumente, da bodo imeli v enaki meri enake možnosti za sodelovanje v družbenem življenju. Tega sedaj ni, je zaključila, kar še enkrat dokazuje, kako velika je razlika med resničnimi potrebami in potrebnimi ukrepi, ki jih prebivalstvo čaka. Gli ospiti Anche quest'anno numerosi sono stati gli esponenti politici presenti al Dan emigranta. Oltre al sindaco di Cividale Giuseppe Pascolini e gli onorevoli Silvana Schiavi Fachin e Gabriele Renzulli che hanno portato anche il loro saluto erano presenti il sen. Spetič, l'on. Lizzerò, i consiglieri regionali Brezigar e Budin, l'assessore provinciale Mazzola, il consigliere provinciale Marinig, il presidente dell'UCES Palčič, il presidente dell'US Terpin, il rappresentante del consolato jugoslavo a Trieste Pogačnik, i presidenti della Comunità montana delle valli del Natisone Chiabudini e del Collio Corsi, una delegazione della SZDL di Tolmino, il sindaco di Nova Gorica Bevčič e numerosi altri amministratori. Iz Rezije so prišli Silvana Paletti, Giovanni di Lenardo in Rino Chinese novi matajur BREVE VIAGGIO NELLE LEGGENDE E NELLE SUPERSTIZIONI DEI NOSTRI AVI Pìccole storie infinite Je parsi a Befana!!! Gost skupine Ar pit Buoga Befana, ki poti muora prehodit za narest vesele vse otroke! Ku de bi na bluo zadost, ji sto-rejo runat an "straordinarie", kot se je zgodilo v Podboniescu. Buoga Befana, celo nuoč med četartkam 5. an petkam 6. ženarja je hodila tudi po vaseh tistega ka-muna an ko se je že vračala damu, so jo poklical tisti od skupine Ar-pit, naj se spet parkaže otrokam tisti popudan v podbonieški telovadnici. An takuo se je zgodilo. Ob treh popudan puno otruok so se s staršimi an s parjateljmi usul v palestro. Ker Befana se ni tiela subit parkazat so otroc, ki hodejo v osnovno šuolo, zapiel nekaj piesmi. Zad za njim je skupina Arpit predstavila lepo igro z lutkami (burattini) "Il ritorno di Ba-tafurnjak ". Vsi so se zvestuo smejal, te mali an te velie. Zbor Pod lipo iz Barnasa je na koncu zapieu nekaj piesmi. Naj povemo, de v telovadnici so bli miez drugimi ljudmi tudi podbonieški podžupan Carlo Marseu, podpredsednik Gorske skupnosti Nediških dolin Camillo Melissa an pokrajinski odbornik Aldo Mazzola, takuo de so vsiem prisotnim parnesli njih pozdrav. ...An na koncu, takuo pričakovana Befana se je parkazala an par-nesla puno bonbonu, čokolate an druge dobruote za vse. Je glih poviedat, de že lan se je bla Befana parkazala v Podboniescu na povabilu "Comitato festeggiamenti Pulfero", sodelovala je skupina Arpit, ki se je bla kumi rodila. Lietos pa tel liep popudan za podbunieške otroke ga je vas organizala skupina Arpit, ki za tiste, ki še ne vedo, zbiera mladino telega kamuna. Njim naj gre naša pohvala. "Ignoriamo il senso del drago, come ignoriamo il senso dell'universo; ma c'é qualcosa, nella sua immagine, che s'accorda con l'immaginazione degli uomini; e così esso sorge in epoche e latitudini diverse; é, per così dire, un mostro necessario, non effimero e casuale.". Così scrisse un attento storico e filologo, in un manuale di zoologia fantastica. Una di queste latitudini, a ben vedere, potrebbe essere la nostra, così come un'epoca potrebbe essere questa. La cultura della gente delle Valli del Natisone é infatti molto ricca di leggende, superstizioni, paure, anche se pochi ormai se ne occupano. Un tempo le storie si tramandavano di generazione in generazione, oggi non ce n'é bisogno, subiamo passivamente le storie altrui (con la televisione, soprattutto, ma anche con altri mass-media). Un grande patrimonio culturale va così perduto; le leggende (che non sempre sono bugie, ma approfondimenti ed esaltazioni di storie vere) sopravvivono ormai in poche delle nostre famiglie, e quasi esclusivamente nei vecchi. Una ricerca, in questo senso, é sempre cosa ardua: il tema é certamente vasto. Tentiamo, attraverso pochi ricordi, di descrivere le popolose leggende dei nostri vecchi. Alcuni personaggi: lo škrat era un folletto che appariva nei ruscelli, lanciava un urlo di felicità e si patinava le scarpe rosse-, saltava tra le rocce, comparendo e scomparendo; le krivapete erano donne sagge che nascevano con i piedi storti, la caviglia rivolta in avanti; il desetnjak era il decimo figlio di una famiglia, allora normalmente più numerosa di adesso; aveva poteri paranormali di percezione, era il figlio più saggio, più bello e più intelligente. Era anche dotato di premonizione; il lintver aveva testa di gatto, zampe di lucertola, era lungo fino a tre metri e sputava veleno. Era dotato di velocità eccezionale. Accanto a questi personaggi si ricordano episodi ed apparizioni strane e soprannaturali, che avvenivano soprattutto la sera, dopo l'Ave Maria. Un uomo, camminando, incontrò un cavallo bianco che gli corse incontro e gli disse: "Mia la notte e tuo il giorno". Un altro, in un freddo inverno, subito dopo la seconda guerra mondiale, camminando la strada che porta a Ce- BENEČIJA PO RADIU Radio Trst A Nediški zvon v nediejo ob 11. uri, ponovitev v četartak ob 13.30. Oddajo vodi Giorgio Banchig Benečija v živo v torak ob 14.30. Vodi Ferruccio Clavora Radio Opčine Okno na Benečijo v petak ob 17.40, ponovitev v saboto ob 14. uri. Oddajo pripravlja Ezio Gosgnach Šport v Benečiji v pandiejak ob 18. uri v oddaji "Športni komentar". Pripravlja Marko Predan pletischis, sentì delle voci di soldati tedeschi; una voce lo portò dove questi erano sepolti. Essi gli chiesero che i loro corpi non giacessero lì, ma venissero sepolti nel proprio paese d'origine. Antica e risaputa é la leggenda di uomini dotati di altezza sproporzionata: vicino a Mersino una donna fuggì dopo aver visto accanto ad un ruscello un uomo altro tre metri; un vecchio, ancora, si trovava una sera sul suo paju (terrazzino in legno), quando vide arrivare verso di sé un uomo talmente alto da arrivare quasi fino sotto il paju stesso. Era tipico della cultura contadina di una volta condizionare i bambini con la paura, con l'ansia di aspettare qualcuno o qualcosa di cattivo. Per questo si raccontava di streghe con gli occhi verdi, che soltanto con il loro sguardo facevano andare a male il latte o il vino, di anime indemoniate, di cani giganteschi, di spiriti maligni (tanta) che indicavano ai viandanti una strada sbagliata, e di spiriti-campanello (peje), che invece li avvertivano e proteggevano dai pericoli del viaggio. Come é possibile che una volta esistessero tante storie, superstizioni, ed in fondo paure, mentre adesso probabilmente, leggendo queste righe, molti di voi avranno sorriso pensando a quanta fantasia avevano una volta i nostri nonni? Chi ci crede ancora mi dice che queste cose esistono a tutt'oggi, soltanto che la gente, presa dal tran-tran domestico, dal lavoro, dagli svaghi, non ha il tempo per accorgersene. Forse qualcuno di voi, uscendo in una sera invernale a passeggiare tra i boschi, mentre soffia un dispettoso vento, potrebbe incontrare x* Guidac Ih prave... Dva prijatelja sta se usatala pred oštarijo an šla pit dva taja merlota. "Kuo ti gre, Bepič?" "Nie hudijega, se uliječe napri, pa ti Tonca? Kuo stoji toja žena?" "Mene gre le po navadi, je moja žena, ki tu malo cajta j' ratala takuo srečna, de so sajete." "Poviejmi, poviejmi Tonca." "Miesca vošta je bla šla na muorje an par-nesla damu parstan zlat, ki ima an brilant debeu, ku žarno sierka, je jala de j' cabnila tu piesak an se je zalaščeu parstan z bri-lantam. Za kajšan miesac potlè, paršla je damu s pe-ličijo od vižona, je jala de j' kupila no rivišto, ki je dajala an konkorš, pošlja-la je samuo adno kartoli-no an udobila peličijo. Teli tiedan j' parpejala damu pa velik novi auto, jala de j' kupila dva fušti-na detersiva za pralni stroj, an gor na taužinte konkorentu, so jo vebral za te parvi premjo." "Oh, ma je zaries srečna toja žena — je jau Bepič — pa ti Tonca a si srečan, si ki uduobu tudi ti?" "Muč muč, ist sam srečan ku pas tu cierkvi! Sam blu ušafu tudi ist 'ne lepe bargeške na komodine tu kambri, pa še te so mi ble preuozkeF' SREDNJE: BOŽIČNA RAZSTAVA JE PARŠLA H KONCU v slikah A . (foto Marina Bergnach) (foto Renzo Rudi) s prve strani so organizal turnir, za 1. maj so organizal dugohojo, potle so skarbiel za daržat živo tradicijo od kriesa. Narguorš kulturna iniciativa je bla pa fotografska razstava. Za jo organizat je na skupina di-elala vič miescu. Z njo je želiela parbližat ljudem fotografijo, ki je tudi umetnosti, se poglobit v naše današnje življenje an daržat živo našo kulturo, povezat tiste ljudi, ki ljubijo fotografijo po naših dolinah. "Rezultat je biu dobar, predvsem glede kvalitete, je jau Franco Qualizza, vseglih pa smo se troštal, da bo vič ljudi sodelovalo." Sevieda je predsednik Športne an rikreativ-ne skupine vprašu večjo pomu-oč tudi s strani kamuna. Ogovoriu mu je potle sam šin-dak Augusto Crisetig, ki je kot puno drugih prisotnih pohvalu iniciativo an sevieda tiste, ki so jo takuo lepuo spejal do konca. Doluožu je tudi, de komunska aministracion gleda bit blizu vsem tistim organizacijam, ki so aktivne v Srednjem. Takuo je Športni an rikreativni skupini Gorenj Tarbi dala ko te drugim nje kontribut za lieto 87. Župan ga je obečju tudi za lieto 88. Po pozdravih je paršla na var-sto premiacion, pri kateri so sodelovali sriedenjski šindak an drugi predstavniki oblasti. Kaj ima sada v programu skupina, smo vprašali Franca Qualizza. V kratkem naj bi začel an tečaj rock and roli, saj je za tel ples dost zanimanja med mladimi. Učiu bo Romeo Vuch. Adna od parvih reči, ki jo bomo v kratkem nardil pa je, je doluožu Franco, riunion Športne an rik-reativne skupine za vebrat novo vodstvo. Na koncu pa naj v njega imenu zahvalmo vse tiste, ki so pomagal za narest tolo lepo iniciativo, od kamuna do didaktičnega ravnateljstva, gaspuoda Čen-čiča, Eddi Bergnach, študijski center Nediža, sponsorje an se-viede fotografe, ki so sodelovali na razstavi. PESEM ZA BEFANO Tenčas... D vie karamele an šiba Tenčas nie biu Gesù Bambin ki po hišah puno, bogatih Šenku je nosu! Tenčas je bla Befana na stara nuna, skor buoga, ki do vasi do vasi na konju dne medle se je uozila an po hišah punla: otroče hlačice košpe al pa žeke! “Pepeu - uohle, šibe - krušie za te žlehte otroke"! So takuo trucal tata an mama. "Kajšan mandarin dvie karamele an koščič mandulata dva štrukja kuhana za te barke"! So takuo troštal tata an mama. Samuo malo malo krat, če pru pru otrok je biu bardak Befana je parnesla: an takuin, prazan an harmoniko. 'Konjace - pušče za puobče -karaude - kietince za čičice"! So takuo obiečal tata an mama. Tenčas na čičica barka je tiela bit, brumna an pridna za imiet tisto pipinco ki je nimar sanjala, ma ki Befana ji jo nie mai parnesla, zaki tenčas Befana je bla pru na buoga stara nuna! So viedel lepuo, tuole, tata an mama! Michelina Lukcova LA BIBLIOTECA COMUNALE DI SAN PIETRO CRESCE Libri a volontà La Biblioteca comunale di S. Pietro al Natisone, voluta dall'attuale amministrazione quattro anni fa come momento aggregante di cultura e gestione autonoma rispetto al Consorzio bibliotecario del cividalese, sta attraversando un momento molto positivo. Il maggior merito di questa crescita é certamente dovuto al Comitato di gestione, composto da otto persone di cultura che operano con interesse, passione e soprattutto dedizione. La biblioteca, che conta oltre tremila volumi, con particolare riferimento alla narrativa per giovani ed adolescenti, alla saggistica, alla storia ed alla filosofia, raccoglie anche libri sul Friuli e sulla realtà locale delle Valli del Natisone. Per dare un suo contributo e sensibilizzare maggiormente la popolazione del Comune a sentirsi più vicina a questa istituzione, il sindaco di S. Pietro Giuseppe Marinig ha voluto incontrarsi, alla presenza del segretario comunale Lorenzo Terlicher, con alcuni membri del Comitato di gestione rappresentati dal presidente Giovanna Venuti e dalle collaboratrici Ada Tomasetig e Donata Liberale. Nel corso della riunione si é parlato della necessità di rendere più funzionale la struttura pubblica e delle future disponibilità finanziarie per l'acquisto di libri ed attrezzature. Per l'occasione il sindaco Marinig ha donato alla biblioteca alcuni libri di sua proprietà, riviste e relazioni di carattere amministrativo, ed ha consegnato alla presidente del Comitato di gestione un'elegante volume che raccoglie gli articoli di giornali locali e regionali che illustrano l'attività e la vita della comunità di S. Pietro al Natisone dal 1980 al 1985. La responsabile del Comitato di gestione, Giovanna Venuti, ringraziando il sindaco per l'omaggio, ha auspicato che molti cittadini sensibili contribuiscano, in futuro, al potenziamento della biblioteca comunale donando libri e qualsiasi materiale utile per la consultazione di studiosi e giovani locali. Benečija SLAVIA FRIULANA ED EUROPA: IL RUOLO DEGLI AMMINISTRATORI Al passo con i tempi L'Istituto magistrale di S. Pietro al Natisone Per troppi lunghissimi anni le relazioni internazionali hanno pesato in maniera determinante sulla Slavia friulana. La "guerra fredda" tra i paesi dell'Est e dell'Ovest era gui palpabile, soffocante. Il confine era praticamente la "prima linea". I disastrosi anni del dopoguerra hanno inciso profondamente la realtà locale. Un dato che illumina il tutto: la popolazione residente si é ridotta ad un terzo! Questi tempi sembrano fortunatamente passati. Pochi anni di distensione internazionale fanno intravedere tempi diversi. Ora il confine diviene non più sbarramento ma area di collegamento. L'interesse dei più ricchi stati europei, tra cui l'Italia, verso l'Europa orientale, rimette in gioco la nostra regione e, in essa, la Slavia friulana. La realtà ritorna alla logica: il Friuli é al centro dell'Europa e così pure la Slavia friulana. Questo cambiamento si avverte a tutti i livelli; nel campo economico la regione e lo stato spingono per iniziative nuove, rapide ed incisive. I nostri vicini friulani lo hanno capito da tempo. E’ sufficiente ricordare le aziende Cogolo o Danieli che da piccole qual'e-rano sono diventate colossi commerciando e lavorando con l'Est. Nel campo culturale viene presa in debita considerazione la funzione della lingua slovena. Tutto bene, dunque. Piano! Come sempre le condizioni esterne, la cornice, come si suol dire, sono fondamentali ma non sufficienti. Gran parte del successo, o insuccesso, di quanto riguarda la Slavia friulana dipende dai suoi cittadini, dalla sua organizzazione, dai suoi enti (quelli su cui si può intervenire). Emergono qui le note negative. Se si esclude il settore culturale, in cui operano le varie associazioni, tutto rimane da fare. Positivo é che a San Pietro sia potuta nascere la scuola bilingue, che avrà un successo sempre crescente. Le famiglie che hanno chiara percezione del valore della propria lingua e cultura crescono e cresceranno. Gli altri staranno a guardare. Perché se é chiaro che prima o poi la scuola pubblica introdurrà lo sloveno come seconda lingua, non é detto che questo avvenga domani. i- Per smuovere l'organizzazione elefantiaca della scuola statale, annacquare una mentalità negativa stratificatasi nel tempo, mettere da parte pian piano la parte più vecchia e retrogada della burocrazia, ci vorrà del tempo. Beninteso questo é un traguardo irrinunciabile. La seconda splendida realtà della Slavia friulana é la scuola di musica, Glasbena Matica, sempre a San Pietro. Va ad onore di chi ha profuso qui tutto il suo entusiasmo e competenza se la Glasbena Matica é uno dei più importanti istituti musicali in Friuli. Fa piacere avere una scuola che deve rifiutare numerose domande d'iscrizione perché non ci sono più posti disponibili! Un inciso: queste due grosse realtà soffrono per la mancanza di spazio. Il comune dovrebbe trovare una soluzione dignitosa sfruttando il grande patrimonio scolastico-edilizio di cui dispone. Ognuno, in questa grande opera di ricostruzione, deve portare il suo sassolino. Dopo le perle, le difficoltà. Per realizzare lo sviluppo che l'esterno chiede e la Slavia si aspetta, due sono gli attori che devono muoversi: gli enti pubblici e gli imprenditori. Quando si parla di enti ci si riferisce ai Comuni, ma principalmente alle Comunità Montane. Gli altri enti di livello superiore si sono già detti disposti, e lo hanno anche dimostrato, a mettere a disposizione tutte le loro carte. I Comuni, senza guardare continuamente ai quotidiani impellenti problemi, dovrebbero tenere presente che gl interessi principali da difendere sono quelli vitali dei propri amministrati. I perni dell'azione degli enti pubblici rimangono, in questo tipo di assetto, le Comunità Montane. Coordinamento, pianificazione e selezione degli investimenti non sono solo parole. Senza programmi aderenti alla realtà odierna, senza investimenti sensati (e non subiti dall'esterno), senza dare il giusto rilievo ai settori fondamentali non andremo lontano. E’ sufficiente leggere alcuni indici regionali per comprendere qual'é il futuro e quale il passato. Un investimento indispensabile, troppo trascurato, é quello della preparazione, istruzione, dei giovani. In tutto questo ampio discorso va ricordato che l'amministratore pubblico non deve essere un esperto in ogni settore: deve però utilizzare gli esperti (purché siano tali). Ancora più problematico é il settore degli imprenditori. Senza di essi si fa ben poco; seriamente va fatta una opera d'incentivazione delle potenzialità locali e si deve cercare di recuperare chi si é fatto le ossa lontano. Fabio Bonini Olanda: i diritti degli emig Seconda parte Assicurazione per la vecchiaia nei Paesi Bassi. Se risiedete o lavorate nei Paesi Bassi siete assicurati a norma della legge olandese sull'assicurazione generalizzata per la vecchiaia (Al-gemene Ouderdomswet - AOW). Hanno in genere diritto alla pensione di vecchiaia tutti gli, uomini e tutte le donne sole che abbiano compiuto i 65 anni. Non vi hanno diritto, di solito, le donne coniugate. L'ammontare della pensione non é soggetto a mutamenti salvo gli adeguamenti semestrali ai livelli delle retribuzioni; esso é più elevato per i beneficiari coniugati. La pensione viene pagata mensilmente. Una volta all'anno, nel mese di maggio, viene anche pagato un supplemento per ferie. L'importo fisso della pensione subisce una riduzione proporzionale per ogni anno in cui voi o la moglie non siete stati assicurati. In pratica, per ogni anno nel quale avete risieduto o lavorato nei Paesi Bassi maturate il diritto ad una certa percentuale della pensione completa; ad esempio, se siete un uomo coniugato, il 2% della pensione per persone coniugate, sempre che il coniuge risieda in un Paese membro. Quando ricevete la pensione di vecchiaia e non lavorate più, cessa l'assicurazione obbligatoria olandese di cassa malattia. E' possibile però stipulare un'assicurazione volontaria per persone anziane con una cassa malattia, se il vostro reddito non supera un determinato importo. Domanda di pensione. Alcuni mesi prima di compiere i 65 anni dovete presentare domanda di pensione, su apposito formulario, al Consiglio del lavoro (Raad van Arbeid). Questi formulari si possono chiedere anche presso gli uffici postali. Qual ora dalla vostra domanda risulti che in precedenza siete assicurato in altri paesi, se necessario si provvederà a richiedere per vostro conto, in questi paesi, una pensione di vecchiaia. L'importo della pensione estera sarà calcolato in conformità delle norme comunitarie della sicurezza sociale. La pensione di vecchiaia olandese decorre dal primo giorno del mese in cui si raggiungono i 65 anni di età. Potete conservare il diritto alla pensione di vecchiaia maturato in Olanda anche se risiedete in un altro Stato membro della CEE. Potete richiedere questa pensione all'organismo pensionistico del paese in cui risiedete che vi informerà anche in merito ad un vostro eventuale diritto alle cure mediche in questo paese. Diritto alla pensione di reversibilità alle vedove e agli orfani. I residenti o lavoratori nei Paesi Bassi sono assicurati a norma dell'assicurazione a favore della vedova e degli orfani. Se residenti in altro Stato membro, continuano ad essere coperti da tale assicurazione anche se beneficiari di un'indennità olandese di malattia o di una prestazione olandese di inabilità al lavoro per almeno il 45% di inabilità; in quest'ultimo caso, però, soltanto se non riceve alcuna prestazione di un altro paese e non esercita alcuna attività lavorativa. Tale assicurazione prevede tre tipi di prestazioni, che sono: pensione di vedova, l'assegno vedovile provvisorio e la pensione di òrfano. Ha diritto alla pensione vedovile, la vedova che al momento della morte del coniuge; 1) ha un figlio non coniugato oppure si trova in stato di gravidanza; 2) é inabile al lavoro almeno per il 55%; 3) ha compiuto i 40 anni di età. In ogni caso la pensione di vedova cessa col primo giorno del mese in cui la vedova compie il 65. anno di età. A tale data, in genere, l'interessata ha diritto ad una pensione di vecchiaia, anche in caso di nuovo matrimonio la pensione non viene più concessa. Pensione agli orfani. Le leggi sono le stesse degli altri Paesi comunitari. Se presentata più di un anno dopo la morte dell'assicurato, gli interessati rischiano di subire svantaggi finanziari. Anche la vedova e gli orfano residenti in un altro Stato membro possono ricevere prestazioni in danaro. A tale scopo devono pi esentai e regolare domanda presso l'istituto competente del paese di residenza che provvederà ad inoltrare domanda alla Banca delle assicurazioni sociali olandesi. Sull'importo della pensione di vedova può influire il fatto che un'altra prestazione di vedova venga erogata da un altro paese. Se sussistono questi diritti in altro paese ciò sarà determinato secondo quanto indicato nei regolamenti comunitari di sicurezza so- Clale Ado Cont Patronato INAC, Cividale “O moja preljubeznjiva Mati Marija...” Spomini na devetico - Molitev, ki se je prenašala iz roda v rod v Garmiški vasi Platen in je bila zapisana leta 1951 Največji kristijanski praznik, rojstvo našega odrešenika, je že za nami, pa živimo šele v vzdušju, v klimi božičnih praznikov, zatuo tudi tole moje pisanje spada šele v božično atmosfero. Vsak od nas ima kajšan poseben spomin na Božič in takuo ga imam tudi jest. Bluo je zadnje dni decembra 1950. lieta. Takrat so po naših vaseh še častili "Devetdnevnico ". Nosili so podobo Sv. Marije, Jezusa in Sv. Jožefa, vsako noč, od hiše do hiše. O tej lepi pobožni navadi lepo piše Mons. Angelo Cracina, dolgoletni famoštar u Sv. Lenartu. Pa varnimo se na moj spomin. Napisu sem še, da so nosili podobo svete družine pred Božičem od hiše do hiše. Začeli so s tole sveto cerimonijo 16. decembra. Zbrali so se možje, žene in otroci zvečer, pred hišo, kjer so bli pustili Marijo na zadnjem Božiču, eno leto prej. Potle so šli v hišo, natuo je slediu Rožar, naše molitve, naše parložnostne božične pesmi. Po molitvah, pesmi in častitu, je gospodinja, ki je imela skranjeno podobo Svete družine celuo lieto, uzela kuadar u roke in ga nesla do parve hiše, kjer je bla družina parpravjena sparjet sveto Marijo pod strieho. Od parve hiše do druge, je šla procesija ljudi, vsi vasnjani. Adni so imeli luč u rokah, petrolejke in "lumine" na olje. Otroci pa smo bli narbuj veseli. Iz debelega korenja, merna, smo izdubli žlebe, podobne kozarcem, glažam al pa škatlam. Pustili smo debelo dno in veriezan koren je biu podoban krigeljnu za pivo. U votlino korena smo nabasli smriečno smolo in paržgali. Nam je narbuj gorielo in svetlielo, škoda da nam je kadiš od smole očrneu obraz in roke. Takuo, vonjà po zažgani smoli, po luoju, po olju in petrolju, vse se je mešalo in spajajalo z molitvijo, pesmijo, z litanijo v neskončno ljubezen, v zavito skrivnost, v veselo božično armonijo. Čeglih smo bli lačni, raztrgani in neobuti, smo peli Veselo alelujo. Takrat je bluo med nami puno manj sovraštva an vsi smo piel an molil po slovensko, po vsieh naših farah, dol od Muosta gor do Kolovrata, do Dreških bard, do Štupce in visokega Matajurja. Hišne gospodinje so imele za Marijo posebne molitve za sprejem pod strieho in za slovo. Tako molitev so imele napisano na starem papirju tudi žene iz Platea (garmiški komun). Ta dokument, ki so ga stare mame hranile kot relikvijo, jim ga je bla po ustnem izročilu napisala učiteljca (meštra) iz Saržente, ki so ji pravli Kosmačinka. Papir, na katerem je bla napisana molitev, je biu ves zmečkan in že skoraj nečitljiv. Nuna Peškulnova, nuna Matevža-cova, Juština Korošinova so me prosile, da jim prepišem na maki-no" to molitev in da naj napravim vič kopij. Želja telih starih ženic je bla, da ta molitev ne puojde u pozabo, da se ne zgubi. Želele so, da bi se jo navadle tudi mlajše žene, da bi se ohranila iz roda v rod, kakor se je bla do tekrat. Nekega dne, zadnje dni decembra 1950. lieta, so poklicale mlado Virgilio Maudarnjakovo in ji rekle: "Ti vidiš vičkrat Doričja, prosi-ga, če nam prepiše na makino' našo staro molitev. Recimo, de naj na prestraja nič, de naj jo prepiše glih tako, kot je, čene bo zgubila svojo vrednost". Virgilia mi je poviedala njih željo in mi izročila star rokopis meš-tre Kosmačinske. Bla je ries liepa pisava, a papir že vas iznucan, po-glodan. Ženam iz Platea sem rad naredu tisto 'dobruoto' in ko sem pred temi božičnimi prazniki br-sku po mojih starih dokumentih, mi je paršla pod ruoke kopja tiste molitve, ki sem jo biu prepisu pred 38. leti. Zdaj vam jo prepišem tudi tle na "Novi Matajur ", ne samuo za dokazat našo staro pobožnost, pa predvsem zatuo, da je bluo u tej pobožnosti veliko , puno naše slovenske kulture. Izidor Predan - Dorič O moja preljubezniva Mati Marija, približu se je prehitro čas ločenja, kakuo si bila slabo pri mene pogostovana, kakuo slabo postrežena, kakuo pomanklivo počeščena. O pri-sarčna ljubljena Mati, odpusti-mi mojo nemarnost, odpustimi mojo pomanklivost in u svoji službi dovolimi, da svojo buo-go in pregrešeno sarce darujem v rabo tvojemu dalnemu popotovanju. Prisarčno želim, da bi bila ti vedno pri meni, an da bi bila jast vedno pri tebi, da bi se tu in tam v ven-čnosti nikdar ne ločila od tebe. Zdaj pa, o moja ljuba Mati, prosim te, daj mi svoj Materni blagoslov,- blagoslovi mene an vse moje drage an vse moje imetje. Še tuo te prosim dovolimi, da grem s tabo na tvoje novo prenočišče an tudi tam skažimi vso svojo Materno milost in dobroto. O mogočna delivka dušnih in telesnih blagoslovov, glej kako hrepenečejo, te že tam pričakujejo, z njegovim sar-com z radostjo ti na proti bijejo in te z otroško ljubeznijo kličejo: O bodi nam sto in stokrat počeščena in pozdravljena Marija. O Marija, pridi pri- di še skoraj h nam, ne pozabi nikdar tega mojega spreme-njuvanja. Spomni se me posebno tekrat, ko bom nastopila po potovanju neznanim v neskončno venčnost, ker ne vem kaj me tam čaka. Zdaj pa o moja ljuba Mati, sprejmime tudi ti pred prestol mojega ostrega Sodnika, ker mi pre-skarbiš venčno stanovališče v Svetim Raju. Kjer se mi ne bo trieba več bati, da bi se še ka-daj ločila od tebe in od tvojega preljubeznivega sina Jezusa Kristusa. Amen. Garmak, 30. decembra 1951 Minimatajur 23 — SCHEDA STORICA La felice unione f VA*, • ■ e v •»lut ■ - ~ ■/' La cinta muraria della città patriarcale di Cividale nel Medio Evo Nel 1366 il nuovo patriarca Marquardo di Randek faceva il suo ingresso in Cividale con grande sfarzo e grande seguito di dignitari e cavalieri. Marquardo fece il gesto benedicente sulla folla brandendo lo spadone in segno del suo potere temporale. Da più di cento anni ormai i patriarchi non erano più tutti tedeschi, ma in prevalenza di origne italiana e di nomina papale. Da secoli Aquileia non era più la capitale del Patriarcato (che però conservava il suo nome). Il suo detino era stato segnato dalla malaria, portata attorno da una fastidiosa zanzara che aveva il suo habitat nella larga fascia paludosa ed acquitrinosa che si allargava nelle pianure desolate. La febbre malarica rendeva quei luoghi inospitali e per i signori fu conveniente cambiare residenza. A Cividale, poi a Udine, era più facile controllare il territorio, soggetto ad interminabili lotte fra le "potenze" di allora ed i nobili infedeli. Una grande foresta separava la pianura litoranea dal Friuli centrale: la boscaglia raggiungeva i dintorni di Udine, come S. Gottardo, ed era un nido di predoni. Nemmeno Cividale era molto sicura, così pronta all'inganno ed al tradimento, dopo che la capitale era stata trasferita a Udine. Il patriarca Bertrando, francese, aveva tentato di dare un po' di ordine alla Patria del Friuli, cercando di mettere pace fra i castellani in lotta e di sottomettere quelli ribelli. Fondò perfino una università a Cividale, combattè il brigantaggio. Ma tutto questo gli costò la vita: fu ucciso in un agguato di nobili congiurati contro di lui. Lo stesso Marquardo tentò di dare un assetto stabile all'ordinamento patriarcale e promulgò le Constitutiones Patriae Fori-iullii, ma tutto ormai conduceva verso la fine. Nel 1385 Federico di Savorgnan, membro di una delle più potenti famiglie friulane, con feudi dappertutto e importanti cariche a Udine, otteneva un seggio al Maggior Consiglio di Venezia, fra i patrizi della Serenissima. Sarà una delle chiavi che Venezia userà per entrare da domi-natrice in Friuli. Per il ponte Maggiore compromesso del 1332 Cividale, 3 maggio 1332. Die IIP intrante mayo....in Civitate Austriae presenti-bus.... D. Sagino de Zamoreis di Parma residente in Cividale, provvisore del Comune di Cividale e in nome di Cividale da una parte, e il maestro Ognibono muratore residente in Cividale, figlio del maestro Girardino di Cremona dall'altra, circa la lite e la questione che era nata e avrebbe potuto nascere in seguito a quanto aveva chiesto al Comune il maestro Ognibono per il lavoro eseguito e quello da eseguire. Si trattava delle pietre per il secondo volto, cioè l'arco del ponte sopra il Natisone e di questo lavoro il maestro Ognibono diceva che l'opera del ponte diventava più grande e più larga rispetto ai primi patti stabiliti fra loro. Inoltre la difesa del ponte sarebbe stata fatta con le sue pietre con una sponda di muro oltre il ponte verso l'ospedale di San Martino. In D. Girardinum q. magistri Walteri de Civitate, Jaco-bum q. d. Johannis de Civitate et....arbitros... compromiserunt. (dal latino) Sotto i patriarchi italiani Udine cresceva. Essi si accorgevano che il Friuli era si una unità politica importante, ma che restava indietro, staccata dallo sviluppo che aveva fatto ricche le città italiane del nord e del centro, grazie all'emergere della classe borghese. I patriarchi Della Torre, milanesi, rafforzarono la città di Udine portandosi dietro, dalle città lombarde e toscane, notai, banchieri, tecnici, artisti. I cognomi lombardi e toscani si diffusero in Friuli, mescolandosi a quelli friulani e tedeschi. Con i suoi 6.000 abitanti, Udine assunse i caratteri di un borgo in cui si svilupparono le attività tipiche del progresso borghese. Di conseguenza si svilupparono nuove forme di partecipazione alla vita pubblica. Un esempio: l'arengo, l'assemblea dei cittadini, che si riuniva in duomo il 29 settembre, per San Michele. Nell’arengo avevano sempre la meglio i signori, che sapevano meglio trattare gli argomenti. Sorsero le arti, come nei comuni italiani. Furono 12: fabbri, falegnami, bercandari (tessitori di panni rustici), drappieri, speziali, notai, sarti, tessitori, sellai, pellicciai, orefici, calzolai. Nel 1381 venne nominato patriarca il francese Filippo d’Alencon, che incontrò numerose opposizioni di nobili, città e comuni, fra cui Udine. Cividale fu dalla parte avversa. Ne seguì una guerra interminabile: città contro città, comune contro comune, castello contro castello. In questo ginepraio si era inserita Venezia, che fece parte dell'alleanza antipatriarcale: la cosidetta Felice Unione. I contendenti ripresero fiato nel 1388, quando Filippo rinunciò alla carica di patriarca. Venne nominato Giovanni di Moravia. Egli fece ancora un passo: affidò il governo del comune di Udine alle 12 arti. Ma orami tutto conduceva alla fine del potere temporale dei patriarhi di Aquileia, la quale si compì nel 1420. M. P. Ordine pubblico e sanità a Udine Lo "statuto" (ordinamento di polizia e sanità) di Udine era così suddiviso: 15 articoli sulle beccarie (macellerie), 5 sul pesce, 5 sul formaggio, 8 sul vino, 7 sul pane, 6 sui pesi e le misure, 1 sui tessitori di lino, 1 sulla calce, 1 sul sale, 3 sul pollame, 1 sulla pietra lavorata, 1 sulle tavole, 1 sul lino filato, 1 sulla cera, 7 sulle immondizie, 3 sulle rogge, 1 sui porcili, 1 sulla frutta e il latte, 3 sulla nettezza delle strade, 1 sui cadaveri degli animali, 1 sul sego, 3 sugli scolatoi. Le multe erano quasi tutte in denaro. Alcune prescrizioni: I beccai debbono far carne solo in macello, non possono pesare il fegato con le altre carni, debbono comprare agnelli e capretti in luogo prefisso e immediatamente macellarli, né tenerli in beccaria oltre il tempo stabilito, né beccaio alcuno possa tenerli colla pelle addossata se non nel giorno in cui si devono scuoiare. I forestieri che portano il pesce debbono venderlo esposto di mattina sopra deschi in Mercatonuovo sino all'ora della campana della fava (mezzogiorno, ora in cui si mangiava la minestra), e al pesce invenduto a quell'ora il Capitano faccia tagliare la coda e sia prescritto. Il venditore di formaggio al minuto ne deve dare anche mezza libbra, e tenere esposti i pezzi tagliati. Gli osti non possono tenere vasi di capacità minore di una boccia (litri 0,6) e debbono vendere il vino secondo il calmiere fissato e dare la misura giusta: devono giurare ogni 4 mesi di non avervi posto allume, specialmente nella rabiola (ribolla); non possono mescolare vino ter-rano o comune con rabiola dei colli oppur d'Istria, né con vino straniero. Ciascun mugnaio deve restituire in farina il peso corrispondente al grano ricevuto. (segue) Dogane e pedaggi Statuto del 1378 per la riscossione a Cividale Tutti li forastieri che vengono per la via de Plezzo et dal monte Osliza cum cavalli e habian tela et ogni altra mercantia paga per ogni cavallo ..............denari 4 Per ogni cavallo che mena ouce (pecore), porci, bovi, paga denari 2 I castroni pagano per centenaro et per la vendita per ogni marcha ...................................soldi 2 Ogni cavallo che porta capuzzi paga ........soldi 2 Tutte le mercanzie che se vendono per forastieri cominciando dal monte Osliza per la via de Plezzo per sin alla Torre, se il comprador é forastiero, paga per marcha soldi 2 Per ogni carro che andarà con mercantie ouer vino per la via di sopra, s'el fosse de Plezzo a condurre a forastieri, si paga per ogni carro ..........................denari 8 CRONACHE PATRIARCALI Lettera di Federico, conte del Tirolo, al suo caro fedele Giovanni Reihenburg, capitano di Duino (1378) Uns habent die von Sibidat durh Iz botschaft lassen aub-ringen wie...Quelli di Cividale ci hanno fatto sapere che due di quella città, uno chiamato pre Almerico l'altro Antonio Pauliti, volessero recarsi alla sagra di S. Sequestrati du La vicenda di pre Almerico e Antonio Pauliti Giovanni. Strada facendo vennero sul territorio del nostro caro fedele Reinprechts von Walsse, capitano d’Austria sopra l'Enns, presso Duino. Sette uomini a cavallo li fecero prigionieri e li portarono nel territorio del detto Walsse e li hanno ancora in prigione. Un amico di Almerico si presentò all'amministratore con la domanda di dargli tre quattro uomini, dietro buon compenso, per liberare i due con la forza. Ma costui non accettò. Di questo si lamentarono i cividalesi, ma a noi sembra ingiusto, poiché ciò è accaduto nel territorio di Walsse, in tua assenza, a quanto ci dice uno che è stato al tuo servizio. Perciò ti raccomandiamo ed esigiamo seriamente che tu usi ogni diligenza e provveda che i detti due di Cividale siano rilasciati incolumi e loro restituiscasi ciò che gli fu tolto, e d'ora innanzi sul territorio anzidetto non avvenga più nulla di simile e tali cose non ci siano più riferite. Darum tust du unser may-nung und gevallen (con ciò farai il nostro volere e piacere). Geben zu Hall im Intal au Samstag von Sant Margreten tag. (Dato a Hall nella valle del-l'Inn il sabato avanti il giorno di Santa Margherita). (dal tedesco) Il patriarca svevo, di nomina papale, Marquardo di Randek si insedia in Cividale (1366) Rievocazione storica TUTTOSPORT VSE O ŠPORTU SCIVOLONE DEL PULFERO COLPITO DA INFORTUNI, SQUALIFICHE E “CINESE” - PARI PER L'AUDACE Valnatisone: sarà riscossa? I risultati COPPA REGIONE Corno - Valnatisone 0-1 1. CATEGORIA Percoto - Valnatisone 0-0 2. CATEGORIA Savognese - Buttrio 1-1 Tarcentina - Audace 0-0 3. CATEGORIA Alta Valtorre - Colugna 1-1 S. Rocco - Pullero 5-1 UNDER 18 Valnatisone - Buonacquisto 2-1 Pulfero - Olimpia rin. GIOVANISSIMI Valnatisone - Paviese/A 1-2 PALLAVOLO FEMMINILE Pav Green Club - Apicoltura Cantoni Pol. S. Leonardo 3-0 Prossimo turno 1. CATEGORIA Valnatisone - Lauzacco 2. CATEGORIA Audace - Corno; Olimpia - Savognese 3. CATEGORIA Alta Valtorre - Pro Tolmezzo; Comunale Faedis - Pulfero UNDER 18 Pro Osoppo - Pulfero; riposa Valnatisone GIOVANISSIMI Valnatisone - Fulgor PALLAVOLO FEMMINILE Remanzacco - Apic. Cantoni Pol. S. Leonardo Le classifiche 1. CATEGORIA Serenissima 23; Gemonese 20; Flumignano 18; Pro Fagagna 17; Cividalese, Julia, Percoto 15; Lauzacco 14; San Sergio, San Daniele, Ponziana, Fortitudo 13; Majanese 11; Valnatisone, Spilimbergo 9; Sangiorgina 6. 2. CATEGORIA Pro Osoppo, Tricesimo 19; Tarcentina, Arteniese 18; Audace 16; Reanese, Forti & Liberi 15; Gaglia-nese, Corno 14; Buonacquisto, Tor-reanese, Bressa 13; Donatello 12; Olimpia 9; Savognese, Buttrio 8. 3. CATEGORIA - Girone D Treppo Grande 23; Pro Tolmezzo, Riviera 20; S. Gottardo 18; Atletica Bujese 16; Rizzi 14; Nimis 13; Colugna 11; Bearzi, Pro Venzone 9; Alta Valtorre, Chiavris, Ciseriis 8; L'Arcobaleno 5. 3. CATEGORIA - Girone E Rangers 19; Comunale Faedis 18; Savorgnanese 17; Azzurra 15; Pulfe-ro 14; Stella Azzurra 12; Manzano, S. Rocco 11; Asso 9; Fulgor, Celtic 8; Atletico Udine Est, Ancona 7. classifica alla fine del girone di andata UNDER 18 Virtus Tolmezzo 23; Pro Osoppo 19; Reanese, Julia 17; Ragogna 15; Rizzi 13; Ciconicco 12; Valnatiso-ne, Buonaquisto 11; Olimpia, Riviera 10; Mereto Don Bosco 9; Chiavris 7; Pulfero, Azzurra 4. Devono riposare Azzurra e Valnatisone. GIOVANISSIMI Serenissima, Buonacquisto 24; Paviese/A 23; Gaglianese 18; Man-zanese 17; Valnatisone 15,- Torrea-nese, Nimis 14; Olìmpia 13; Cussig-nacco 9; Comunale Faedis, Azzurr-ra 7; Fortissimi 5; Savorgnanese/B 4; Fulgor 3. Buonacquisto deve riposare. PALLAVOLO FEMMINILE Asfjr, U.S. Friuli, Paluzza 4; Cas-sacco, Terzo, Percoto, Remanzacco 2; Apicoltura Cantoni Polisportiva S. Leonardo, Gonars, Socopel, Pav Green Club 0, N.B. Le classifiche del calcio giovanile e della pallavolo femminile sono aggiornate alla settimana precedente. CARI ABBONATI! E arrivato il momento di rinnovare l'abbonamento al Novi Matajur. Vi ricordiamo che per l'Italia ammonta a Lit. 25.000. Se pagate con il conto corrente postale, non dimenticate di indicare il vostro nome, cognome ed indirizzo esatti! Anno nuovo incominciato bene per la Valnatisone che, col cambio d'allenatore sembra aver cambiato rotta. Una vittoria in coppa regione che consente alla squadra di qualificarsi per gli ottavi di finale ed un pareggio sul difficile campo di Percoto sono il biglietto da visita del nuovo allenatore Renato Tuzzi. La formazione è stata rivoluzionata e c'è stato nelle due gare l'esordio positivo per il sedicenne Mauro Clavora. Un'attesa verifica si avrà domenica nell'incontro che la Valnatisone disputerà a S. Pietro contro il Lauzacco di Gianni Drecogna. Soddisfatto del risultato ottenuto a Tarcento l'allenatore dell'Audace Bruno Jussa. Un pareggio ottenuto contro una formazione che non nasconde le sue ambizioni di promozione in prima categoria. Domenica a Scrutto ci sarà l’importante gara che vedrà gli azzurri di Chiuch affrontare il Corno. Delusione per la vittoria mancata a qualche secondo dalla fine dalla Savognese contro il Buttrio. I gialloblu hanno affrontato una diretta rivale nella corsa alla salvezza, le cose si erano messe bene Continua la serie delle interviste a personaggi che svolgono la propria attività sportiva nelle Valli. E' la volta di Romano Podorie-szach, allenatore della Savognese. Romano, è meglio fare l'allenatore o il giocatore? E’ molto meglio giocare a pallone, senz'altro, perchè quando si sta bene, si è in forma e ci si impegna un pò si riesce a giocare e a divertirsi nello stesso tempo. A fare l'allenatore, invece, c'è tanto impegno e poco divertimento. Molti anni fa hai cominciato la tua carriera calcistica, carriera che mi pare si è conclusa l'anno scorso... Ho cominciato nel 1968-69 negli Juniores della Valnatisone qui a San Pietro, dove ho giocato consecutivamente per due anni. Quindi nel 1970, quando è nata la società, sono andato a giocare nella Savognese in terza categoria e qui mi sono fermato fino al 1977. I campionati dal 1977 all'80 li ho giocati per l’Azzurra di Premariacco, dopo di che sono ritornato a Savo-gna dove ho concluso la mia carriera calcistica e dove da quest'anno faccio l'allenatore. Che differenza hai trovato fra la Savognese e l'Azzurra? Nell'Azzurra ho giocato negli anni migliori della società, quando questa per tre anni ha lottato per i padroni di casa ad un quarto d'ora dalla fine quando Žarko Rot trasformava un calcio di rigore. Alcuni minuti più tardi una palla-gol sprecata dallo stesso giocatore che poteva chiudere il risultato risultava determinante. Difatti allo scadere dell'ultimo minuto gli fino alla fine del campionato per la promozione in prima categoria. A Savogna purtroppo ho giocato solamente un anno per la promozione in prima categoria, dopo di che ho sempre dovuto o giocare in terza o per non retrocedere. Quali sono i tuoi ricordi migliori di Savogna? Diciamo che il più bel ricordo è quello del campionato 1981-82, campionato nel quale, dopo una drammatica gara a Cividale, siamo stati superati per 2-1 dalla Cividalese che con quella vittoria ci ha sorpassati in classifica. E' stata quella senz'altro la più bella Savognese di sempre. Eravamo gente in gamba, ricordo che giocavano Predan, De Sabbata, Stulin Claudio, Periovizza, Iussig Marino, Finatti, Cernoia Paolo, Cerno-ia Claudio, Pelizzari Guerrino, Mosolo, Chiacig Flavio e Balus. Il mio grande rammarico riguarda proprio la partita di Cividale durante la quale noi siamo passati in vantaggio al 20° del primo tempo con una rete di Tino Balus. Due minuti più tardi, a seguito di un contrasto aereo con Nadalutti, sono dovuto uscire per un infortunio ed andare a curarmi in ospedale. Quando sono ritornato ho saputo che avevamo perso per 2-1, in pratica avevamo perso il campionato. ospiti, su calcio di rigore portavano la gara in parità. Domenica la Savognese giocherà a Paderno con l'Olimpia. In terza categoria l'Alta Valtorre ottiene un pari casalingo contro il Colugna. Domenica importante gara casalinga contro il Pro L’anno scorso la Savognese é stata promossa in seconda categoria. In questo campionato sei partito ad allenarla tu al posto di Venuti. Quali sono i programmi? Il programma di quest'anno è tentare la salvezza, anche se questo è un compito molto difficile. Se questa non verrà raggiunta, sarà un anno transitorio per poter ripartire con una formazione più giovane, perché attualmente la Savognese gioca con gente un po' "anziana ". A proposito di giovani, ho visto che ultimamente la squadra ne ha schierati parecchi. Sì, la squadra adesso gioca con diversi giovani che mancano logicamente di esperienza, esperienza che possono acquisire solamente con la loro continua presenza in campo. Quali sono i giovani che giocano? Walter Petricig, Roberto Speco-gna, Simone Blasutig e Fabio Pagon. C’è ancora qualche altro che contiamo di lanciare prossimamente. A Cividale e a S. Pietro gli allenatori non hanno mangiato "il panettone", Beltrame e Miani sono saltati. Qual'è la tua posizione? Tolmezzo per la prima di ritorno. Il Pulfero, decimato dagli infortuni, dalle squalifiche e dalla “cinese", è sceso in campo con sei under 18, e dopo aver rimontato con Ipnotico l'iniziale rete di vantaggio dei padroni di casa, è stata travolta dal S. Rocco. Domenica attende gli arancione la trasferta di Faedis. Negli Under 18 a S. Pietro la Valnatisone era impegnata contro il Buonacquisto, dopo essere stata in svantaggio, con Zuiz ha fallito un rigore. Roccambolesco il finale di gara che negli ultimi 30 secondi ha visto il pareggio siglato da Stefano Vogrig e il gol della vittoria di Marchig. A Pulfero non si è giocato in quanto la metà della squadra ha dovuto essere impegnata il pomeriggio con la formazione maggiore. I Giovanissimi della Valnatisone erano impegnati nell'incontro con la Paviese/A, seconda in classifica. Hanno vinto di misura, meritatamente, gli ospiti. La rete del momentaneo pari porta la firma di Dreszach. Lavoro tranquillo, non ho grossi problemi con i dirigenti. I problemi grossi purtroppo ce li ho con i giocatori, alcuni non si impegnano tanto. Io insisto nel mio lavoro e spero di riuscire a far capire loro che l'allenamento non è solo un impegno, un lavoro, ma anche un divertimento che poi può venire utile la domenica. Secondo te si salverà la Savognese? Potrebbe anche salvarsi. Ci sono molte difficoltà, l'importante é domani contro il Buttrio vincere. Questo ci porterebbe vicino alla zona salvezza. Si potrebbe in seguito giocare più tranquilli cercando di fare qualche punto anche in trasferta. Fino ad oggi le trasferte sono state il punto debole della Savognese. Ho visto il risultato dell'ultima partita prima del riposo natalizio: avete perso solo 1-0 ad Artegna, uno dei campi più difficili. Sì, le trasferte sono il punto debole della Savognese, questo perchè abbiamo tanti giovani con poca esperienza e questo nel campionato di seconda categoria era prevedibile. Con il passare del tempo, man mano che acquisiscono esperienza si può sperare di fare qualche risultato utile. Paolo Caffi [EOMO, La Savognese 1981/82 > Romano Podorleszach, allenatore Gli Under 18 della Valnatisone PER ROMANO PODORIESZACH, ALLENATORE DA QUESTA STAGIONE DELLA SAVOGNESE... “Giocatore è davvero megttor ŠPETER Srečno življenje, Michela! 'Oh kake so tele mame! Pogle-dita, ka' je nardila moja: nastavla mi je tel velik flok gor na glavo, da bom še buj liepa, ku kar sam!" Takole nam pravi tela zaries liepa čičica, ime ji je Michela an je parvi otrok mladega para, ki živi v Špietre. Nje mama je Luciana Gus iz Petarniela, tata pa Federico Szklarz iz Špietra. Michela se je rodila 23. novem-berja lieta, ki se je kumi končalo an za imiet samuo an miesac an pu, lahko dijemo, de je tudi velika! Michela, vsi mi ti želmo no veselo an srečno življenje! Barnas Se je rodiu Alessandro V četartak 5. ženarja se je v če-dajskem spitale rodiu liep puobič. Dal so mu ime Alessandro. Puno puno veseja je parnesu mami Danieli Corredig iz Korede, tatu Leopoldu Filaoro iz Špietra, pru takuo vsi žlahti an parjate-ljam. Malemu puobčju (pa ne masa, saj kar se je rodiu je pezu malo-manj 4 kile!), ki bo živeu z mamo an s tatam v Barnase želmo an kup liepih reči v življenju, ki ga ima pred sabo. Danieli an Poldu čestitamo. Petjag Zapustu nas je Roberto Coren Šele premlad nas je za venčno zapustu naš vasnjan Roberto Coren. Imeu je samuo 46 liet. Umaru je po dugi boliezni v čedajskem špitale v četartak 5. ženarja. V veliki žalost je pustu sestro, kunjada, navuode, žlahto an parja-telje. Na njega pogrebu, ki je biu v Špietre v saboto 7. ženarja puno judi mu je paršlo dajat zadnji pozdrav. SVET LENART Podutana Plavi flok v Golliovi družini Za nomalo dni bo imeu "že" an miesac življenja, za veselo novico pa smo zviedel samuo tele dni. V čedajskem špitale se je v petak 16. dičemberja rodiu puobič, kateremu so dal ime Marcellino. Njega srečna mama je Loredana Codromaz - Mežnarjova iz Kodermaca, srečan tata pa Giacomo Gollia - Golliove družine iz Podu-tane. Marcellino, ki je parvi otrok mladega para, je parnesu puno veseja ne samuo njim, pa tudi no-nam, "stricem" an "tetam". Loredani an Giacomu čestitamo, liepemu puobčju pa želmo puno zdravja, sreče an veseja v življenju. limarla je Maria Chiacig V pandiejak 2. ženarja zjutra je v čedajskem špitale umarla Maria Chiacig, uduova Mattelig - Gorjančeva po domače iz Podutane. Imiela je 75 liet. Maria se je čula slavo glih na viljo Božiča, 24. dičemberja. Naglo so jo pejal v čedajski špitau, po-muoč zdravniku pa ji nie na žalost nič pomagala an takuo, ki smo že jal, je nomalo dni potlè umarla. V žalost je pustila sina, hči, sestre an vso drugo žlahto. Nje pogreb je biu v torak 3. ženarja po-pudan v Podutani. Zapustila nas je Rosa Martinig V saboto 7. ženarja je biu v Podutani pogreb Rose Martinig. Imiela je 82 liet an je umarla par dni priet v čedajskem špitale. V žalost je pustila družino an žlahto. Hrastovlje 12. 1. ’88 - 12. 1. ’89 Je šlo skuoze že 'no lieto odkar nas je za venčno zapustila nona vsieh naših dolin, Anna Mosolo -uduova Scaunich - Skaunikova po domače. Ko je umarla je Skaunikova nona imiela 103 liet. Z veliko ljubeznijo se jo spominjajo sinova, hčere, nevieste, navu-odi pru takuo vsi tisti, ki so jo poznali an imiel radi. SREDNJE Gorenj Tarbi Nune Tamažove ni vič med nami V četartak 5. ženarja je v videmskem špitale umarla Pierina Bergnach - uduova Floreancig. Imiela je 78 liet. Nuna Perina se je rodila v Kocjanovi družin v Gniduc, poročila pa se je v Tamažovi družin v Gorenjim Tarbju. Nje smart je pustila v veliki žalost sinuove an hčera, nevieste, zeta, navuode an vso drugo žlahto. Nje pogreb je biu v saboto 7. ženarja zjutra. Puno judi ji je paršlo dajat zadnji pozdrav. OBVESTILO Patronat Inac iz Čedada sporoča vsem, da so njegovi uradi v ulici Manzoni, 25 odprti vsak dan (tudi ob sobotah) od 8. do 12. ure. Popoldne an v ponedeljek so uradi zaprti za publiko. Za informacije tel. 730153 Il patronato Inac di Civi-dale informa che i suoi uffici di via Manzoni, 25 sono aperti al pubblico ogni giorno, compreso il sabato, dalle 8 alle 12. Nel pomeriggio e i lunedi gli uffici restano chiusi al pubblico. Per informazioni tel. 730153. PISE PETAR MATAJURAC 70 - FAŠIZEM, MIZERIJA IN LAKOT “Lakot mu je dala v glavo, buožac!” S-špinjakam sem začeu vartat v brus siera. Biu je tard, pa ne takuo ku hlod, ku lies. Parvo uoblanje", marve so začele padati po tleh. Na tuole niesam biu pomislu, de puode takuo žlahtno, dobro blaguo po tleh. Niesam vič obračju špinjaka, vartnjaka. Vse marve od siera sem lepuo, pobožno pobrau, jih lepuo popihu, zatuo, ker so ble umazane od prahu, od pieska an potle sem jih takuo zvestuo použiu, kot Izraelci nebeško mano v puščavi. Pa tuo je bluo šele vse premalo. Želeu sem vartat naprej, pa sem muoru premislit, prekuštat, da izdubljen ser ne bo padu v smeti. Daski niesmo imiel. Vsi konci so končal pod partizanskim kotlarn, kadar so kuhali močnik al pa gvant, de so oparli uši gor pred Marijančno hišo. Donas je karte, papirja vsierode previč, takrat jo ni bluo. Kuo bi mi biu lepuo stau an giornal pod špinjakam, kadar sem vartu v debeu brus ' ementala", pa ga ni bluo! Lepuo bi mi bila stala tud na cunja, pa jo ni bluo. Če jo niesmo ložli nase, za skrit hr-bat, smo jo ložli pa v košpe, za feceljne. Odluožu sem špinjak samuo za an moment, zak so mi marve siera, ki sem jih biu použiu, podvojile in potrojile slino, lakot in željo po njem. Zmislu sem se, da stoji pokoncu kokošnjaka, ki je biu že zdavno pra-zan, lep kostanju hlod, z vsem olubam. Z majhanim konjacom sem hlod olupu in olub razsteg-nu, da mi je ratu pod rokami prav liep an čedan žljeb. Ko sem še buj žliep raztegnu, je ratu podoban veliki ovčji koži. Ta žlep sem nesu pod špinjak in spet začeu vartat u debeu brus siera "emental". Na čedan žliep so padali drobni in buj debeli koščiči siera, ki sem ga slastno, nagudno požgerju. Biu sem sit in me je začelo žejit. Sod vina je biu blizu, sem utoču par glažu in ču sem se narbuj močjan puobič Benečije, da bi biu preskočnu Matajur, Mužac, Mijo, Sv. Martin, Hum in vse druge naše visoke gore. Zapeu sem pesem, "Nabrusimo kose", zavrisku po naši stari navadi in zarju: "NajurišI' Naši so me gledali skuoze okno in pogruntali: "Lakot mu je dala u glavo, buožacl' In jest nisem biu še nikdar u življenju takuo sit, kot tistikrat. Oni, moji dragi u družini, pa so bli zaries lačni. Potle sem se zmislu, de če z nuožam uriežeš kos siera u brusu in s tem pustiš slied, sanjo, dokaz, da koluo ni vič celuo, prav takuo pustis slied, če ne zatakneš jame, luknje, ki si jo naredu s špinakam. Jamo je bluo trieba hitro zataknit in na tajšno vižo, da jo ne bo videu tata, ne partizani, kadar pridejo po brus "ementala". Tudi zato sem naj šel rešitev. Vsi bratje, odraščeni in maj-hani, smo taktrat lovili puhe, prodajali kože (zlo drage za tiste cajte. Po dvajst lir vsaka pu-hova koža). Skopci, železni, mehanično napravjeni, so bli dragi, zatuo smo rajš nastavjali pastce, ki smo jih sami parprav-li. Ujeli smo po hosteh puno puhu, kože prodajali znanim kupcem, Poličanam, mesuo pa jedli doma. Čeglih je bla velika lakot, niesmo vsi jedli puhovega mesa. Mene in skoraj vsem bratram se je gravžalo, ga niesmo špugal, ker je puh podoban pudgani, če mu odvzameš rep. Zatuo sta se ob mizerji s puhi pitala samuo mama in brat Ernesto. In pravla sta nam — kot sem potle stuokrat slišu od drugih puhojedcev — da je najbolj okusno mesuo. Nu od debelih puhov smo jemali tuščo in jo spravjali u nie-ko leseno posodo, u malo orno z namienam, da napravimo iz nje žajfo, kar smo tudi potem nardi-li. Še prej ko smo nardili žajlo, smo tuščo skuhali in ratu nam je biu luoj (loj). Loj smo stlačili u kozarcu zvartan vedubjen koren in smo ponoči žgali. Sluzu nam je za luč v hiši, ker ni bluo ne olja, ne petrolje, ne karbura, kaj pa šele elektrika, ki je par-šla h nam za puno liet po uej-ski! (se nadaljuje) Vas pozdravja vaš Petar Matajurac Odgovorni urednik: JOLE NAMOR Fotostavek: ZTT-EST Izdaja in tiska Trst / Trieste tUST Settimanale - Tednik Reg. Tribunale di Trieste n. 450 Naročnina - Abbonamento Letna za Italijo 25.000 lir Poštni tekoči račun za Italijo Conto corrente postale Novi Matajur Čedad - Cividale 18726331 Za SFRJ - Žiro račun 51420 - 603 - 31593 «AD1T» 61000 Ljubljana Kardeljeva 8/II nad. Tel. 223023 letna naročnina 6.000 din posamezni izvod 200 din OGLASI: 1 modulo 34 mm x 1 col Komercialni L. 15.000 + IVA 19% Kadà greš lahko guorit s šindakam Dreka (Mario Zufferli) torak 15.30-17/sabota 10-12 Grmek (Fabio Bonini) sabota 12-13 Podbonesec (Giuseppe Romano Specogna) pandiejak 11-12/sabota 10-12 Sovodnje (Paoio Cudrig) sabota 10-12 Špeter (Giuseppe Marinig) srieda 10-11 Sriednje (Augusto Crisetiq) sabota 9-12 Sv. Lienart (Renato Simaz) petak 9-12/sabota 10-12 Bardo (Giorgio Pinosa) torak 10-12 Prapotno (Bruno Bernardo) torak 11-12/petak 11-12 Tavorjana (Renzo Marseu) torak, četartak an sabota 11.15-12.15 Tipana (Armando Noacco) srieda 10-12/sabota 9-12. Guardia medica Za tistega, ki potrebuje miediha ponoč je na razpolago »guardia medica«, ki deluje vsako nuoc od 8. zvičer do 8. zjutra an saboto od 2. popudan do 8. zjutra od pandi-ejka. Za Nediške doline se lahko telefona v Špietar na štev. 727282. Za Čedajski okraj v Čedad na štev. 830791, za Manzan in okolico na štev. 750771. Poliambulatorio v Špietre Ortopedia doh. Fogolari, v pandiejak od 11. do 13. ure. Cardiologia doh. Mosanghini, v pandiejak od 14.30 do 16.30 ure. Chirurgia doh. Sandrini, v četartak od 11. do 12. ure. Ufficiale sanitario dott. Luigino Vidotto S. LEONARDO venerdì 8.00-9.30 S. PIETRO AL NATISONE lunedì, martedì, mercoledì, venerdì, 10.30-11.30, sabato 8.30-9.30. SAVOGNA mercoledì 8.30-9.30 GRIMACCO: (ambulatorio Clodig) lunedì 9.00-10.00 STREGNA martedì 8.30-9.30 DRENCHIA lunedì 8.30-9.00 PULFERO giovedì 8.00-9.30 Consultorio familiare S. Pietro al Natisone Ass. Sociale: D. LIZZERÒ V torak od 11. do 14. ure V pandiejak, četartak an petak od 8.30 do 10. ure. 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