ANNO XVI. Capodistria, 16 Settembre 1882. N. 18. DELL'ISTRIA Esce il 1" ed il 16 d'ogni mese. ASSOCIAZIONE per un anno fior. 3: semestre e quadrimestre in proporzione.— Gli abbonamenti si ricevono presso la Redazioni. Articoli comunicati d'interesse generale si stampano gratuitamente. — Lettere e denaro franco alla Redazione. — Dn numero separato soldi lo. — Pagamenti anticipati. ANNALI ISTRIANI del Secolo decimoterzo. *) 1238.— L'inverno fu freddissimo, sicché molti alberi e viti perirono, ne seguì carestia, e grande mortalità di animali e la peste. Mur. Ann. d'Italia. Dalla relazione dell'inclita Giunta provinciale presentata alla Dieta, togliamo la seguente importantissima nota diretta all' eccelsa presidenza del Consiglio scolastico provinciale : AWeccelsa Presidenza delVi. r. Consiglio scolastico provinciale per V Istria in Trieste Colle pregiate 9 Deoembre p. p. N. 1374, e 20 Febbraio a. c. N. 1535, codesta eccelsa Presidenza ha comuuicato alla scrivente le deliberazioni prese dall'i. r. Consiglio scolastico provinciale intorno alle lingue d'insegnamento nelle scuole popolari di Anti-gnana, Lindaro, e Novacco. Consta alla .Giunta provinciale che il municipio di Pisino, abbia reclamato le decretazioni rilasciate riguardo alle lingue nelle scuole di Lindaro e Novacco, colla rimostranza 15 Marzo a. c. N. 409, di cui una copia venne pure rimessa alla scrivente. La Giunta provinciale, stimando necessario di e-sprimersi anch'essa sul tenore delle decretazioni suddette, deve del pari riconoscere che le medesime non si basano, in linea nazionale, alle circostanze di fatto esistenti in quei circondari scolastici; che non corrispondono neppure al verace sentimento della popolazione slava, che fu, ed è sempre quello di facilitarsi mediante la scuola popolare, 1' apprendimento della lingua italiana, cotanto necessario in questa provincia negli svariati bisogni della vita quotidiana; e che le decretazioni in parola non sono, infine, improntate a giusti- ■zia per gì' italiani domiciliati nei circondari predetti, i quali dovrebbero ormai far passare i propri tìgli sotto le forche caudine della croatizzazione, prima di essere ammessi, quasi per grazia speciale, a raccogliere in iscuola qualche briciola d'insegnamento italiano. In ognuua delle sunnominate scuole di Lindaro e Novacco vi ha, infatti, un numero più o meno, grande di scolari appartenenti a famiglie italiane, (in Lindaro 16 scolari sopra 42), in concorso di altri che, sebbene di origine slava, tuttavia parlano sino dall'infanzia italiano, (iu Lindaro quasi tutti) ed i cui genitori ripudiano perciò l'insegnamento mediante la lingua slava, perchè non profittevole all'avvenire dei loro figli quanto quello a, mezzo della lingua italiana. Ora per quanto codesta eccelsa presidenza voglia supporre indifferente la Giunta provinciale alla fervente opera slavizzatrice delle scuole popolari, che da alcun tempo in qua va spiegando l'i. r. Autorità scolastica provinciale, anche laddove la medesima non è appunto giustificata dalle circostanze locali, auzi quand'essasi i trova in aperto conflitto cou qunst' ultime, e coi voti emessi da tutt' i fattori, che concorrono a mantenere le scuole popolari ; codesta eccelsa Presidenza non si attenderà per certo che la scrivente presti la propria adesione anche alla croatizzazione degli italiani, ed a che sia altresì disconosciuto il legittimo diritto che ha ogni genitore, di scegliere, cioè, fra due lingue ! d'insegnamento quella che viene da lui preferita pella I istruzione dei propri figli, anzicchè lasciarsi dagli altri imporre una lingua, che non è da lui voluta. Questo cosidetto Sprachenzwang, che letteralmente tradotto in italiano, direbbesi la coazione delle lingue e che vuoisi introdurre nelle scuole sotto lo specioso pretesto che l'istruzione non possa essere proficuamente impartita che nella sola lingua parlata dallo scolaro, ma in realtà allo scopo abbastanza manifesto d'impedire che nei circondari di nazionalità mista, ossia italiana e slava, gli slavi parlanti l'italiano disertino dalla scuola slava, per darsi invece all' istruzione italiana, mentre, poi, abbandonando questo stesso principio pedagogico, non ci si fa il minimo scrupolo di assoggettare gl'italiani all'insegnamento slavo, non ha però fondamento alcuno nell'attuale legislazione scolastica, e nelle leggi dello Stato in generale; e la Giunta provinciale non può per conseguenza sottomettersi al riconoscimento di disposizioni, che mirano egualmente a ledere i legittimi diritti tanto della popolazione quanto degli slavi stessi. La Giunta provinciale non accampa la pretesa, che nei sunnominati, od iu altri consimili circondari scolastici, gli slavi debbano subire contro loro volontà, l'istruzione italiana; ma per converso essa crede di potere con buon diritto esigere, che gì' italiani siano istruiti n