ANNO XXIII. Capodistria, 1 Dicembre 1889. N. 23 LA PRO DELL'ISTRIA Esce il 1° ed il 16 d'ogni mese. ASSOCIAZIONE per un anno fior. 3; semestre e qua-Irimestre in proporzione. — Gli abbonamenti si ricevono presso la Redazione. DIETA PROVINCIALE Settima seduta. — Parenzo 20 ottobre, presenti il capitano provinciale, il commissario governativo cav. Eluschegg e 28 deputati. Aperta la seduta alle 10.30 viene approvato l'ultimo protocollo. Comunicazioni della presidenza : Vennero distribuiti agli on. doputati la relazione sull' attività del consiglio agrario provinciale nel 1889, quella dell'istituto agrario provinciale e della stazione sperimentale nello stesso anno. La deputazione comunale d'Isola ha presentato petizione, firmata dall'on. Babuder, onde con una legge provinciale il comune censuario d'Isola venga costituito comune locale, escorporato il comune censuario di Corte d'Isola e la petizione viene passata alla commissione politico-economica. L'on. Laginja e consorti hanno presentata la seguente mozione. I. L' eccelsa dieta si compiaccia di accogliere la seguente : Risoluzione. Neil' intendimento di migliorare con una riforma radicale le sorti degli esonerati istriani, viene invitata la giunta provinciale dell'Istria di portare a conoscenza dell'eccelso i. r. governo le vedute della rappresentanza provinciale dell' Istria riguardo il fondo di esonero istriano, espresse nella più sotto progettata convenzione, e quali' ora l'i. r. amministrazione dello stato trovasse di accedere alle medesime, viene autorizzata la giunta provinciale di stipulare a nome della provincia dell'Istria coll'i. r. amministrazione dello stato una convenzione nel senso : 1. La provincia d'Istria condona agli esonerati istriani e loro successori l'intiero loro debito capitale, interessi, e spese verso il fondo di esonero del suolo istriano. — 2. L' amministrazione dello stato condona alla sua volta alla provincia dell'Istria il debito di f. 41G.000 contemplato dalla convenzione annessa alla legge dell'Impero 28 marzo 1875, N. 72 B. L. 1. proveniente dall' antecipazioni date dallo stato al fondo di esonero del suolo fino a tutto l'anno 1873, e dal relativo interesse. — 3. Pella durata delle estrazioni a sorte delle obbligazioni del fondo d'esonero, saranno da percepirsi addizionali sulle imposte dirette (compresavi la addizionale straordinaria dello stato) nell' ammontare Articoli comunicati d'interesse generale si stampano gratuitamente. — Lettere e denaro franco alla Redazione. — Un numero separato soldi 15. — Pagamenti anticipati. corrispondente al coprimento delle esigenze del fondo di, esonero del suolo. — 4. Il conto preventivo e quello consuntivo del fondo di esonero del suolo sono da comunicarsi anche in avvenire annualmente all' i. r. ministero di finanza, prima della presentazione alla dieta provinciale. — 5. Questa convenzione viene fatta in due conformi esemplari senza bollo, muniti della firma del ministro di finanza e di quelle del capitano provinciale e 'di due assessori provinciali, restando conservato un esemplare presso 1' i. r. ministero di finanza e 1' altro presso la rappresentanza provinciale del margraviato d'Istria. — 6. Cessa con ciò di aver vigore la convenzione ittìpulata in seguito alla legge dell'Impero 28 marzo 1875 N1: l'i B. L. I. ed. annessa alia legge medesima. II. Proposta di trattamento formale. „Che la mozione venga rinviata alla commissione finanziaria per lo studio e riferta prima del conto di previsione del fondo di esonero per 1' anno 1889.» Sopra proposta dell'on. Amoroso, in via d'urgenza, è accolta la proposta formale dell'on. Laginja e consorti per il trattamento della presentata mozione, e con ciò resta eliminato dall'ordine del giorno il punto I, b) (relazione sul conto di previsione del fondo di esonero). Il presidente dà parte alla Camera che prima della seduta, l'on. Volarich gli ha presentato un foglio scritto in lingua slava firmato da lui e da altri cinque suoi colleglli, indicandogli eh' esso contiene un interpellanza diretta all'imperiale governo. Considerando che le interpellanze, prima di essere passate all' interpellato, devono essere lette in seduta perchè la dieta ne abbia cognizione, e che il presidente non conosce la lingua slava, per cui non è in grado di sapere da se cosa lo scritto contenga, ho pregato l'on. Volarich di ritirare lo scritto esibitomi, dichiarandogli che non sono in caso di accettare e di prendere atto della sua interpellanza, ove non sia accompagnata da una traduzione in lingua d' affari della Dieta, e la sola conosciuta dalla maggioranza. L' on. Volarich prende la parola in lingua slava. L' on. Laginja dichiara non corretto il procedere della presidenza e lesivo il principio dell'equiparazione delle lingue parlate in provincia. L'on. Mandich parla in lingua slava. Respinte le eccezione dell'on. Laginja, il presidente dichiara chiuso l'incidente e passa all'ordine del giorno: Al primo punto. L'on. Venier per la commissione di finanza, propone di approvare il consuntivo del fondo di esonero del suolo istriano per l'anno 1888 coli' introito di f. 158,604.38 e coli' esito di f. 155.439.24 >/, e un civanzo di f. 3,165.13 '/2 da riportarsi nel conto futuro. Parlano gli on. Babudei-, Laginja, Gambini, ed il relatore ; e in fine le proposte vengono accettate. L'on. Bubba per la stessa commissione riferisce sul conto consuntivo del fondo provinciale conia proposta: 1. Viene accordata la sanatoria ai sorpassi, che, di confronto al conto di previsione per l'anno 1888 si trovano nelle Rub. I, IL V, VI, VII, X, XI, XII, XIII, XIV, nel complessivo importo di f. 110,914.99 7j ; 2. Viene approvato il conto consuntivo del fondo provinciale per 1' anno 1888 con un introito di fiorini 476,727.11, e con un esito di f. 430, 767.97 V2, con un civanzo di f. 45,959.13 72- Queste proposte vengono accolte. Rimessa ad altra giornata la trattazione del punto II, a) dell'ordine del giorno, ed a più tardi quella del punto II, b). Terzo punto. L'on. Costantini per la commissione alle verifiche, propone: ^Piaccia all'eccelsa dieta di convalidare l'elezione degli on. Giovanni Augusto Wassermann e Domenico Doblanovich a deputati pei comuni foresi del distretto politico di Pola. L' on. de Franceschi propone la votazione individuale; e l'on. Laginja la votazione comulativa. La proposta dell' on. de Franceschi è accolta, è vengono convalidate separatamente le elezioni dell' on. Wassermann e dell'on. Doblanovich. Al secondo punto, l'on. Cleva per la commissione politico-economica propone: che la petizione degli abitanti di Ustrine pel distacco del loro sotto comune dal nesso comunale di Cherso e successiva aggregazione a quello di Ossero, sia rimessa all'inclita giunta provinciale, per i necessari ulteriori rilievi, e riferta nella prossima sezione dietale. La proposta è accolta. Il presidente chiude la seduta, riservandosi di comunicare a domicilio la prossima convocazione e il programma. Ottava seduta. Parenzo 5 novembre, presenti il capitano provinciale, il commissario governativo cav. Eluschegg, e 27 deputati, Ordine del giorno: Comunicazioni. — 1. Relazioni della Commissione finanziaria: a) sulla mozione dell'on. Laginja in oggetto di esonero; b) sul conto di previsione del fondo di esonero per l'anno 1890. — 2. Relazione della commissione scolastica sull'azienda scolastica in generale. — 3. Relazione della commissione alle verifiche nella elezione contestata nel collegio delle città di Dignano e Pola. Aperta la seduta alle 11 a. m., viene approvato l'ultimo protocollo. Comunicazioni. Furono distribuiti stampati agli on. deputati; — l'on. Craglietto ammalato ha scusata l'assenza ; — furono presentate diverse istanze di privati e comuni e passate alle rispettive commissioni; — l'on. Costantini e soci ha presentato la seguente mozione: „La giunta provinciale viene incaricata di far conoscere all'imperiale governo, qualmente le condizioni economiche della città di Pisino si troveranno pel trasloco di quel ginnasio dello stato a Pola, susseguito a brevissima distanza al trasloco a Pola della milizia, sommamente dissestate, ed essere perciò urgentemente necessario per impedire la rovina economica di quella città, che l'imperiale governo si compiaccia di prendere in seria disamina lo stato sommamente critico della medesima, venendole incontro con mezzi adatti, che valgano se non in tutto, in parte almeno a compensarla delle perdite che subisce e che in un prossimo avvenire dovrà ancora maggiormente subire.. La mozione sarà portata in discussione nella prossima seduta. Al primo punto, l'on. Venier por la commissione di finanza, propone di passare all'ordine del giorno, sulla mozione dell'on. Laginja e soci in oggetto di esonero. Parlano gli on. Laginja, Amoroso, Babuder, Gambini ed il relatore, e la proposta è accolta. Al secondo punto, per la stessa commissione l'on. Venier propone : 1. Resta approvato il conto di previsione del fondo di esonero del suolo istriano per l'anno 1890 con un importo di f. 96,086 tanto nell'esigenza quanto sul co-primento. 2. Resta approvata l'esazione per l'anno 1890 di un addizionale del 10 % su tutte le imposte dirette, comprese le addizionali dello stato straordinarie, che vengono pagate in provincia, per far fronte aila deficienza del fondo. 3. Viene incaricata la giunta provinciale di chiedere all'imperiale governo, in parziale modificazione della convenzione 28 marzo 1875, 1. che dal debito di fiorini 416,000 vengano condonati a questo fondo di esonero gl'interessi in fiorini 79,800.88 compenetrati nello stesso debito all' atto delle stipulazione di questa convenzione ; 2. e che fino a tutto l'anno 1895, nel quale sarà ultimata l'estrazione a sorte delle obbligazioni di esonero, cessi il dovere di pagare gl'interessi sulle an-tecipazioni che venissero date dal tesoro dello stato per soddisfare agli obblighi del fondo d'esonero. Parla l'on. Dukich nella discussione generale, e nella speciale Laginja, Gambini, Amoroso, Volarich ed il relatore. Tutte le proposte della commissione vengono accolte. Il presidente leva la seduta, rimettendo la prossima al giorno dopo, col seguente ordine del giorno: 1. Relazione della commissione scolastica sull' azienda scolastica in generale. — 2. Relazione della commissione alle verifiche sull'elezione contestata nel collegio della città di Dignano e Pola — 3. Mozione dell'on. Costantini e soci oggi presentata. — 4. Relazioni della commissione alle verifiche, a) sulle elezioni del distretto elettorale delle città e borgate di Castua, Volosca ecc. ; b) sulle elezioni dei comuni foresi del distretto elettorale di Pisino con Albona. Nona seduta. Parenzo 6 novembre. Presenti il capitano provinciale, il commissario governativo cav. E-luschegg, e 27 deputati. Aperta la seduta alle 10 ant. viene approvato il protocollo ultimo. Il presidente fa una dichiarazione siili1 interpretazione del § 43 del regolamento interno. L' on Jenko per affari pubblici, scusa l'assenza. L' on. Scampicchio e compagni presenta alla presidenza diretta all' imperiale governo, una interpellanza sulla scuola popolare di Albona; e avuta la parola conchiude : 1. Sono a cognizione dell'imp. Governo i fatti sopra narrati e specialmente la permanenza in Albona alla direzione della scuola popolare femminile della maestra Carolina Populini, sebbene la scuola ove ella impartisce l'istruzione non sia frequentata che da tre o quattro scolare ? 2. Ha l'imperiale Governo l'intenzione di porre un termine allo stato anormale della scuola femminile di Albona, allontanando al più presto possibile la maestra dirigente Carolina Populini, che in seguito ai fatti turpi successi a danno delle scolare per la sua trascu-ranza si è resa indegna di coprire quel posto e non può godere più oltre la fiducia della popolazione di Albona? L'on. Costantini presenta la seguente interpellanza : 1. „Consta all'imperiale governo che, essendo vacanti presso la scuola pubblica popolare di Pisino il posto di maestro dirigente ed un posto di maestro di seconda classe, il Preside di quel Consiglio scolastico distrettuale, contrariamente all' analoga disposizione votata in seduta non prese e non intende prendere alcuna disposizione pel regolare definitivo cuoprimento dei medesimi ? 2. È l'imperiale governo disposto di far cessare tale stato anormale e sommamente dannoso al regolare e proficuo andamento dell'istruzione presso quella scuola pubblica popolare ? L'on. Mandich, presenta interpellanza sempre alla presidenza, diretta all' imperiale governo, col petito ,Dove nell'Istria e quando verrà istituito un ginnasio croato ? Yi sono dei motivi e quali, per cui questo ginnasio non possa venir istrituito a Pisino ? , Il presidente prende atto delle tre interpellanze e le passa al commissario governativo che si riserva rispondere in altra seduta. Al primo punto, l'on. Costantini per la commissione scolastica propone: „Resta incaricata la giunta provinciale di portare il tenore della preletta relazione a conoscenza di S. E. il signor ministro dell'istruzione pubblica per notizia e peli' esaudimento dei voti in essa espressi. , Parlano gli on. Stangher, Tamaro, Spincich, Laginja, Babuder, Wassermann, Cleva, Conti, Stanich, Volarich, Amoroso, Gambini, e il commissario governativo. L' on. Stangher presenta le seguenti proposte, appoggiate : L' eccelsa dieta voglia deliberare: Resta incaricata l'inclita giunta provinciale di portare a conoscenza dell'i. r. governo il voto di questa dieta provinciale, affinchè : a) si provveda alla regolazione dell' istruzione popolare in modo che tutti gli obbligati abbiano 1' occasione di frequentare la scuola, sia facendo aprire le scuole già sistemizzate ma sprovviste di docenti, sia sollecitando la istituzione di quelle (scuole o parallele) riguardo le quali le parti ne fecero già domanda, sia facendo provvedere degli edifizi scolastici od ampliare gli esistenti — prese in serio riflesso le circostanze e-conomiche dei comuni scolastici, siccome lo prescrive 1' ordinanza dell' eccelso i. r. ministero del culto ed i-struzione del 27 luglio 1878 N. 12123. — b) Si faccia esaminare coscienziosamente la madre lingua della scolaresca delle scuole già esistenti in provincia per regolare l'istruzione in modo che la stessa venga impartita nella madre lingua della scolaresca, siccome lo esige la massima fondamentale didattica, cambiando la lingua d'insegnamento ove la stessa non corrisponde a questa massima ed istituendo paralelle per la minoranza della scolaresca riguardo alla sua madre lingua dappertutto ed unicamente colà ove il numero di tale minoranza raggiunge quello voluto dalla legge per l'istituzione di una scuola, dando in pari tempo eventualmente la occasione di poter imparare la seconda lingua del paese, e si attenga a questi principi nel sistemizzare le scuole in avvenire. c) Si faccia impiegare da parte dei comuni i fondi destinati pei bisogni materiali delle scuole, esclusivamente per questi bisogni; d) Si facciano valere con tutta energia le disposizioni risguardanti la frequentazione rispettivamente la trascuranza della scuola ; e) Si nominino ai posti di maestri e maestre soltanto competenti qualificati anche nella lingua (rispettivamente lingue) d'istruzione delle rispettive scuole e fra questi si scelgono i migliori., L' on. Stanich fa la proposta: Viene incaricata l'inclita giunta provinciale di portare a conoscenza delle superiori autorità il contegno scorretto in linea politica dell'ispettore Stefano Krisnich, e chiedere il suo allontanamento da Pola. Chiusa la discussione, 1' on. Stanich ritira la sua proposta, posta a voti la proposta della commissione viene accolta; quindi posta a voti la proposta Stangher, nel primo punto resta in minoranza, sul secondo punto su proposta dell' on. Laginja si vota per appello nominale, e si pronunciano contro: gli on. Amoroso, Babuder, Becich, Bubba, Cleva, Conti, Costantini, Doblano-vich, Fragiacomo, Defranceschi, Gambini, Lius, Sbisà, Scampicchio, Stanich, Tamaro, Venier, Vergottini, e Wassermann, — a favore; gli on. Dukich, Flego, Laginja, Mandich, Sersicb, Spincich, Stangher e Volarich. Questa e le altre proposte dell' on. Stangher restano in minoranza. Il presidente leva la seduta, e fissa la prossima pel giorno dopo col seguente ordine del giorno: 1. Relazione della commissione alle verifiche sulla elezione contestata nel collegio delle città di Dignano e Pola. — 2. Motivazione della mozione Costantini. — 3. Relazione della commissione alle verifiche: a) sulle elezioni del comuni foresi del distretto elettorale di Pisino-Albona. b) sulle elezioni delle città e borgate di Volosca, Castua ecc. -— 4. Relazione della commissione scolastica sulla istanza dei catechisti di Dignano per aumento rimunerazione; — 5. Relazione della commissione poli-tico-economica a) sulla domanda dei comunisti di Arbe e del comune di Veglia in oggetto boschivo b) sulla domanda del comune d'Isola pel distacco da quel co- mune dal comune censuario di Corte d'Isola; — 6. Relazione della commissione finanziaria sulla domanda del comitato per la ferrovia in progetto Trieste-Parenzo, per l'appoggio morale e materiale nell'esecuzione del progetto stesso ; — 7. Relazione sulle elezioni nel collegio delle città di Pisino ed Albona; — 8. Relazione sulle elezioni dei comuni foresi del distretto elettorale di Volosca con Castelnuovo ; — 9. Relazione generale sulle elezioni provinciali. —------- Il dialetto triestino studiato Dei nomi ielle vie e delle contrade Nel nostro giornaletto che propugna gl' interessi della provincia dell'Istria, parliamo spesso di Trieste, nostra capitale naturale. L'Istria storica più non esiste, i confini della provincia non si hanno a cercare alla Rosanda ; anche si può desiderare la fine d'un Istria in pilloline, col suo parlamentino. La questione del dialetto triestino fu trattata dall'illustre Ascoli, e dallo Zenatti; qualche cosa si è già detto anche nella ProvinciaJ) ; torniamo ora sull'argomento con la massima oggettività sine ira et sine partium studio. Confessiamo candidamente però di riprendere 1' argomento attratti da un vivo sentimento, dal desiderio cioè dell' unità del paese. Certo l'Istria sarà stata sempre una, anche quando diversi dialetti si parlavano nelle varie sue cittadelle. Però mal si piega lo scrivente a credere divisa linguisticamente Trieste dalla rimanente Istria e non secondante nella storia il movimento e lo sviluppo dei parlari istriani. E di vero pare strana anomalia questo attaccarsi di Trieste per la lingua alla regione friulana, e più strana ancora la coesistenza del friulano e del veneto fino agli ultimi tempi. Ma i fatti sono fatti; e la scienza severa non si lascia vincere dal sentimento. Un dubbio però è sorto in me. Non potrebbero i nomi delle vie e delle contrade di Trieste portare un utile contributo alla scienza ? E giacché l'illustre Ascoli ha fondato i suoi primi studi anche sui cimeli additati a lui dal Cavalli e da altri, accetterà certo anche i nomi delle vie, nomi che più resistono (non oggi però) alle mutazioni ; e ne trarrà argomento in favore della sua tesi, o permetterà con la naturale sua condiscendenza e gentilezza che altri, benché a lui tanto inferiori, ne approfittino in senso contrario. Va da sè poi che delle contrade e delle vie di città vecchia addurrò solo i nomi che evidentemente accennano a dialetto antico. Ciò posto, secondo il Kandler, Trieste dentro della cerchia *) Vedi Numero 18. antica „era divisa in quattro quartieri: — Quartiere del Castello, che comprendeva la parte della città dal colle a Santa Maria maggiore; — Quar-tier di Mercato da Santa Maria fino a piazza Cavana, — Quartier di Triborgo a levante di quello di Mercato nella parte piana, e Quartier di Cavana nella parte opposta pure in piano. A questi quattro quartieri si aggiunge: Chaboro, l'antico Campidoglio che dominava la città, col borgo S. Lorenzo, poi giardino dei capitani.1) Lasciamo da parte gli altri due : Chaboro, Triborgo, Cavana sono nomi adatti a disquisizioni linguistiche. Chaboro, corruzione di Campidoglio, non esiste più; gli altri due sono vivi. Da Triborgo con una semplice aferesi si fece Riborgo. Riborgo e Cavana sono nomi che si trovano sempre con la stessa lessigrafia nelle vecchie carte triestine ; inalterati li conserva il popolo oggi. Vedano i dotti se questi sono nomi che accennino a derivazione friulana, o non piuttosto siano comuni ai dialetti istriani e veneti. Cavana dicesi anche oggi un piccolo porto coperto per ricovero di barca disarmata. A Capodistria c' è tuttora la Cavana dei Cappuccini. Il quartiere di Cavana metteva a Trieste alla porta omonima, e quindi al mare : la via attuale — Madonna del mare — è situata fuori delle antiche mura. Vicino alla porta probabilmente ci sarà stata una cavana, in luogo remoto e lontano dal porto ; quindi il nome della porta e del quartiere. Cavana e Riborgo poi non hanno fisonoinia friulana; e i nomi delle porte e dei quartieri di una città sono buona spia a riconoscere il volgare usato nel luogo. A questi quattro quartieri rispondevano quattro porte principali — Del porto, Cavana, Riborgo e Donota. — La prima si alzava in Piazza grande di riscontro alla Loggia del Municipio, e fu atterrata molti anni or sono ; ci sono dei vecchi, e tra questi lo scrivente, che la rammentano ancora, segno, dirò col Manzoni, che hanno avuto tempo di fare molte corbellerie. Di porta Cavana si è detto ; porta Riborgo sorgeva (e qualche vestigio ne rimane ancora) dove la via Riborgo sbocca nel Corso, vicino alla casa Hierschell ; la Donota aprivasi più sul colle, sopra al teatro Filodrammatico. Ed ecco un bel nome pretto istriano. Donota chiarnossi sempre e si chiama tuttora perchè la sola che aprivasi di notte in caso di bisogno. C' erano poi come in tutte le città murate porte minori o pusterle : tale la Portizza, che esiste tuttora; piccola, angusta, ma Per questa ricerca di nomi mi giovo dell'opera: «Una passeggiata per Trieste ». Antonio Tribel — Trieste. Stabilimento G. Caprin 1884. issai frequentata perchè metteva all' antico canale. Questo diminutivo in izza, uzza in qualche altra località come Montuzza (piccolo monte) hanno per tero fisonoinia friulana. Ma il friulano puro direbbe hrtizze, e la nostra fu sempre Portizza; una qualche influenza del vicino Friuli nuli si nega, e una certa affinità coi parlari dell'Istria più vicina al Friuli. Ed ora entriamo nel quartiere di Riborgo. Lasciamo da parte i nomi delle vie con vocabolo 1110-ierno — della Torre, del Volto, dei Vitelli, delle Ombrelle, delle Beccherie, ecc. ecc. ; gli eruditi sul luogo potranno ricercare se nelle vecchie carte ebbero i) meno terminazione friulana. La via delle Ombrelle però si chiamava un tempo — contrada dei pivrani famiglia ricca e proveniente dall' Istria. E qui cade in acconcio notare come moltissime casate nobili avessero in questo quartiere la loro residenza: i Marenzi, originari di Bergamo, i Giuliani, i Conti, ecc. tutti venuti dal Veneto o dalla Lombardia ; dal Friuli no ; circostanza questa che deve essere studiata nella questione del dialetto. Poiché siamo a Rosario, nelle vicinanze della via del Pane, gioverà notare, che l'antica voce del dialetto triestino iga per panetto non pare abbia affinità col friulano. E voce pretta triestina ; cosi pure la Via del walcanton. Ed ora da Riborgo saliamo in Rena Vecchia, eretta sulle rovine della romana Arena, nella cittadella delle babbe. Ed ecco subito ai piedi di questa la Via di Pozzachera, dalle immondezze che vi colano ; spiacemi dover cercare l'istrianità nelle hcovazze; ma tant'è; pozzachere viene da pozzan-chera italiano netto; e così l'Andrena del buso, e la Via del Pozzo bianco — ricca di tradizioni e leggende. Pria di salire in Rena, diamo un' occhiata all'Andrena Gusion vicina alla via del pozzo bianco ; e Gusion viene da voce triestina antica — Ingusion, dicono, luogo che non ha uscita, un guscio, un vicolo ; ed il friulano qui non ci ha messo bocca. Attraversata la .Via Donota che metteva alla torre omonima, di cui si è detto, troviamo nel cuore di Rena la via delle Candele che mette, sotto ai gradini dell' antica torre veneziana detta Cucherna, dal volgo Chiauchiara, forse (Jao santa Chiara, dall'attiguo convento, dice il signor Generini nella sua — Trieste antica e moderna. Ma ecco far capolino il friulano in — Via Gruzzulis. — Nossignori, rispondono, perchè il nome viene alla via dalla famiglia dalmata Gruzzulis, venuta nel secolo XVI. Io per me, non so accettare i Gruzzulis per Dalmatini; piuttosto li regalo al Friuli; col van- taggino sul peso dei Britz e dei Covaz, se così piace. Ma una rondine non fa primavera; ed è naturalissimo che una famiglia venuta dal di fuori imponga il nome ad una viuzza remota: la fiso-nomia di un paese si ha a cercare nei nomi dei quartieri, delle porte, delle contrade e vie principali; e questi sono tutti di dialetto triestino a Trieste, come si è già in parte veduto. E quanto a Covaz sarebbe, mi dicono, parola cragnolina, e vorrebbe dire maniscalco. Lo stesso dicasi di pesterna, duca, jaritz, smetena, e diciamolo basso basso ; che a qualche omenone di Zagabria o di Lubiana non venga il ticchio di dimostrare con questi cimeli che il dialetto triestino è cragnolino sputato. Prima di uscire di Rena mi si conceda di dare una malinconica occhiata in Via Britz alla casetta con l'arma dei Torriani in mezzo e con le sante chiavi inquartate, casetta che era mia, e mi fu tolta e „il modo ancor m' offende." Saltiamo anche a piè pari altri nomi di vie che non fanno al caso nostro come di Riccardo, del Trionfo, Andrena Aldrago, ma che furono soggetto di critiche e di poetiche tradizioni (Vedi poesie del Dall'Ongaro) e tratteniamoci in Crosada; centro della monelleria tergestina: in Crosada, crocevia, quadrivio, vocabolo pretto triestino senza ombra di friulanità. Qui sotto ai vescovi conti il quartiere del porto cominciò ad aver forma, e sorse la Muda e la via attigua ebbe nome — Via della Muda. E Muda significava anticamente Dogana. Così a Capodistria abbiamo la muda; la porta dove si pagavano i dazi; e a Pisa la torre famosa della Muda. Errano quindi i commentatori che spiegano l'origine del nome dagli sparvieri e falconi che vi si mettevano in muda, a mutare cioè le penne. L'attigua andrena Marinella deriva il nome dalla famiglia Marinellis venuta da Costantinopoli. Il popolo, che non vuol saperne di desinenze friulane, la chiama oggi Marinella, e ci ha ricamato sopra la leggenda romanzesca della infelice Marinella. Dai nomi di vie riferiti, e degli altri molti che ancor si potrebbero addurre, parmi si possa conchiudere che anche, ammessa una qualche affinità del triestino col friulano, questo scomparve ben presto in città aperta al mare, e in intime relazioni con la costa veneta. Abbiamo anche oggi il dialetto gradense e del territorio di Monfalcone, distinto dal dialetto friulano ; un dialetto friulano a Trieste durato fino ai tempi del Mainati sarebbe un'anomalia. Ma quante di queste anomalie non vengono spiegate dalla scienza che in mezzo allo scapricciare del volgo riconosce e segna, con molte eccezioni, le leggi generali del linguaggio: e in questa scienza l'Ascoli è principe. La storia però co' suoi documenti si oppone qualche volta alle ipotesi della scienza: studiamo adunque la filologia e gli storici documenti. Saranno questi i due fattori della luce nella intricata questione. P. T. ------- _NOTIZIE_ GIUSEPPE REVERE Un altro lutto nazionale. Giuseppe Revere il poeta degli alti ideali, lo scrittore umorista, il patriota instancabile non è più. Ed è lutto gravissimo anche per l'Istria, che vede un dopo l'altro spegnersi i suoi migliori cittadini. Giuseppe Revere nacque a Trieste nel 1812 da parenti lombardi. I suoi lo destinavano alla mercatura; ma spinto dal prepotente ingegno, si dedicò ben presto alle lettere. I suoi drammi storici, i suoi gagliardi sonetti rimarranno, qualunque sia il gusto e la scuola dominante, modelli di alto sentire, e di schietta forma italiana. Così pure le sue prose, e specialmente quei bizzarri eleganti e caustici Bozzetti Alpini, editi nella ^Rivista contemporanea" di Torino, e che diedero la mossa a tanti altri componimenti di simile genere. In questi ultimi tempi visse solitario e forse incompreso ; e in condizione non conveniente a suoi studi ed all'alto ingegno: segno certo che l'Italia non fu mai per lui un' insegna di bottega. I gaudenti, i facili cittadini parvero annodati della nota querula dominante ne' suoi scritti, e adombrarono per la causticità del suo stile. Nel Revere però ciò non provenne, come taluno credette, dalla velleità della posa; ma da natura, da intimo convincimento, e da troppo ardite speranze. Peggio poi in questi recenti carnevali di un arte falsa. Morto il Prati, che gli era amicissimo, egli si sentì ancor più solo. E il Prati e il Revere furono gli ultimi rappresentanti della scuola romantica; della quale oggi è di moda ricercare i difetti, senza conoscerne le virtù. Ma multa renascentur quae jam cecidere cadentque. Anche il Monti fu detto V ultimo dei classici; ma poi venne il Leopardi, ed ora tiene il primato il Carducci. Quando cesseranno questi nuovi battibecchi di scuola, si vedrà più chiaro: sorgerà un altro grande a conciliare gli estremi ; e con la forma antica diffonderà idee nuove, e allora la nazione, non obbligata a rinnegare il presente e a rinculare nel paganesimo-darà a ognuno il suo; vedrà i pregi ed anche qualche difetto del nostro Revere ; e giustizia sara fatta per tutti. Interprete del voto di tutta la cittadinanza, la Giunta municipale di Trieste deliberò di tributare al grande estinto solenni, onoranze. Attilio Hortis fu delegato a rappresentarla ai funerali. Tutte le società liberali diressero telegrammi di condoglianza al sindaco di Roma, e si fecero rappresentare ai funerali. I funerali ebbero luogo il giorno 24, e riuscirono imponenti. L'avv. Luciano Morpurgo rappresentava il podestà di Trieste, i ministri Seismit-Doda e Boselli, l'on. Menotti Garibaldi il muuicipio di Roma, Fossati il ministero degli esteri ; il prof. Onorato Occioni rappresentava la Minerva, la società Filarmonico-drammatica di Trieste e l'Indipendente ; il Dr. Eugenio Popo-vich l'Unione ginnastica e il giornale il Piccolo di Trieste ; il pittore lacovacci era rappresentante del Circolo Artistico pure di Trieste: Raffaele Giovagnoli rappresentava VAssociazione della stampa, Dobrilla il Circolo i dei giornalisti. Tenevano i cordoni Menotti Garibaldi, i ministri Doda e Boselli, Giovagnoli, Borea, il comm. Occioni, l'avv. Morpurgo, il comm. Bodio. Fra le molte corone si distinguevano quelle del Municipio di Trieste e dei triestini residenti a Roma, del ministero degli esteri, del prof. Occioni, del senatore Massarani. Parlarono Occioni, Giovagnoli, Barzilai. Attilio Hortis arrivò il giorno dopo e fu ricevuto, ospite del comune di Roma, da Menotti Garibaldi a nome del sindaco. Le ceneri saranno trasportate nel campo santo di S. Anna in Trieste. Pirano, nella sua fiorente Società filarmonico-drammatica, ha voluto e saputo festeggiare lunedì scorso il giubileo artistico del Cigno di Busetto, di Giuseppe Verdi. Così auche per 1 Istria non passò inosservata codesta solenne ricorrenza artistica italiana della quale, può ben dirsi senza che nessuno se F abbia a male, la sempre patriottica Pirano, la patria di altro grande artista musicale, ha saputo rendersi degna e universale interprete. Ed è perciò che noi esprimiamo subito ai bravi dilettanti piranesi, tanto filarmonici che drammatici, con la nostra sincera ammirazione le più sentite congratulazioni; mentre rinnoviamo anche una volta fervidi voti perchè quella Società, sorta cogli auspici più prosperi sotto una Direzione molto illuminata, possa met- lere ognor più salde radici se non altro a conservazione « perpetuazione di quelle tradizioni artistico-musicali the furono sempre il vanto precipuo della città di Pirano. (.L'htria). ( Vienna 20 Novembre) Negli annali del Circolo accademico italiano in Vienna la data 18 Novembre 1889 resterà marcata a caratteri d' oro. L1 omaggio tributato al sommo maestro è stata la più beli' opera che in nove anni di vita questo sodalizio abbia fatta. Opera che in se racchiude e scopo e programma della società ed eloquente parla amore per l1 arte italiana. Con una ammirabile costanza furono superate mille difficoltà che s' infrapponevano al conseguimento della commemorazione ; con uno zelo lodevolissimo i soci attesero alle loro varie mansioni ; con una abnegazione senza pari i membri del comitato si studiarono perchè si'illustri invitati rimanessero sodisfatti della festa. La lettura all'Università, tenuta dall' egregio Rocco Tierobon candidato di filosofia, nella sala gentilissimamente concessa dal decano della facoltà filosofica prof. Dr. E. Weiss, è stata quanto di bello, di buono si poteva desiderare. Il tema, Verdi e le sue opere, per la ricchezza d' argomenti, vasto e difficile, venne svolto dal conferenziere con tanta chiarezza e serietà, in nna forma così nobile, così gentile, così scelta, da meritargli a ragione la lode di S. Eccellenza il conte Costantino Nigra: ella è artista, è poeta. Sua Eccellenza il cons. aulico Stremeier, il cons. aulico professor Mussafia, i professori Zamboni e Schoen, il duca Avarna, il segretario aulico Dr. Giannelia ed altre illustri personalità strinsero al nostro caro piranese la mano, e, congratulandosi della conferenza riuscitissima, ne lo esortarono a darla alle stampe. Finita la festa all' Università, venne spiccato telegramma al venerato maestro e per desiderio espresso da S. Eccellenza il conte Nigra al presidente del Circolo Feliciano Costanzo, venne in esso notato come 1' illustrissimo personaggio aveva assistito alla lettura accademica. Alle 8 pom. ebbe luogo il concorto nella grande sala dell'Hotel „zum weissen Ross" e la festa fu coronata dal desiderato successo. Il publico era scelto, intelligente, distinto. Professori dell'Università e Politecnico colle loro famiglie, illustri personalità, ammiratori dell' arte italiana, studenti di tutte le nazionalità, accorsero numerosi all' invito del Circolo. L' ovazione imponente, spontanea, calorosa, ragiunse 1' apice quando il baritono Calligari cantò la romanza del Trovatore e quella del Ballo in maschera. La gentile signorina Giulia Salter, concertista di canto, i signori Gallico e Bemporat s'ebbero applausi fragorosi. Finito il concerto, alla presidenza del Circolo, ai membri del comitato fu- rono tributati sentiti ringraziamenti. La festa è stata riuscitissima ; il giorno dopo tutta la stampa viennese riferiva lo splendido successo ed encomiava il Circolo Accademico Italiano per la commemorazione decorosa in onore del grande Verdi. c. c. Leggiamo ne\VIstria del 23, e con piacere riportiamo : Quest' oggi ebbe luogo la seduta costitutiva della Rappresentanza cittadina. A podestà venne acclamato 1' on. avv. Giovanni dott. Canciani, ed a consiglieri comunali furono eletti gli on. Giov. Antonio Vidali, Giovanni de Candussio, Andrea Danelon, dott. Michele Ca-legari, Natale Stifanich-Talich e Luigi Misdaris. L'elezione è avvenuta di pieno accordo, presenti tutti i 30 rappresentanti. Il nuovo podestà tenne un applaudito discorso, e prima di sciogliere la seduta propose un atto di ringraziamento alla cessata amministrazione che venne accolto all'unanimità. Lieti del felice esito delle elezioni, noi ce ne consoliamo cogli eletti, e con Parenzo, che confida d'avere appoggiato a buone mani le sorti e gì' interessi del Comune. La commissione sussidiatrice per studenti italiani alla università di Graz per l'anno 1889-90 è composta dai sigg.: Prof. dott. Giulio Vargha, presidente. Prof. Dr. Costantino bar. de Ettingshausen, vice-pres. Prof. dott. Carlo cav. de Ilelly, cassiere, nominati dall' eccelso Senato Accademico di questa università, e dai signori Venanzio Bolmarcich, ass. stud. di med. membro, Carlo Forti, stud. di legge membro, Rodolfo Hanapel, ass. stud. di med. membro, Giovanni Mantovan, ass. stud. di med. membro, Luigi Martissa, stud. di med. segret., Ferdinando Rigo, stud. di legge membro. Il 24 novembre ebbe luogo una riunione dei soci promotori della società , Dante Allighieri" per 1' incremento e la diffusione della lingua italiana. L'adunanza aveva per iscopo di costituire il comitato di Firenze di questa nuova Società, che, sul modello della Pro Patria, è destinata ad avere numerose ramificazioni. Gli aderenti alla riunione furono 150 circa. L'assemblea venne tenuta sotto la presidenza del marchese Alfieri di Sostegno. Il comitato fiorentino venne composto dai signori Luciani presidente. Franchetti, Malfatti, Marcotti, Mor-purgo, Martelli Pescetti, Graziadei, Finzi, Zanichelli, Barbera, Piancastelli ed Arrivabene. Prima di sciogliersi, l'adunanza deliberò che venisse inviato un telegramma di condoglianza alla famiglia del compianto Giuseppe Revere. -------- Cose locali La rappresentanza comunale nella seduta del 29 p. d. ha deliberato tra altro, di riaprire il concorso per un posto di medico comunale, a breve termine, così che entro il mese corrente, la rappresentanza si dovrà convoeare per decidere sulle domande dei concorrenti. Lo stipendio fisso di fiorini 600 che il comune assicura al medico corrisponde appena all' obbligo dell' assistenza dei poveri, grazie Dio non sono molti nella città e nella cerchia ristretta del suo territorio; è co- spicua invece la rendita che il medico può ricavare dall' esercizio della sua professione in questa città dove per chi ha figli, si offre 1' opportunità dell' istruzione nel ginnasio, in un buon istituto femminile, vantaggio assai apprezzabile. Appunti bibliografici Storia della Dalmazia dal 1797 al 1814 di Tullio Erber, i. r. professore. Parte quarta. Zara, Wo-ditzka. 1889. (Estratto dal Programma dell'i, r. Ginnasio di Zara). Un fascicolo di pagine 72. A scanso di equivoci e malintesi dichiaro che se, data occasione, mi occupo in questi appunti di libri editi in Dalmazia, non lo faccio per servire ad interessi e relazioni che direttamente esistano tra l'Istria e la Dalmazia. Dante ha segnato con tutta evidenza e precisione i confini dell'Italia geografica; non invano tra i due paesi la natura ha posto il tempestoso Quarnero. Chi è tanto ignorante, da confondere i due paesi peggio per lui, e vada a studiare gli elementi della geografia. Ma poiché tanta è l'ignoranza in proposito, tocca noi evitare ogni causa che potrebbe accrescere l'ignoranza stessa, e perciò, qui si è fatta questa necessaria distinzione. D'altra parte però i custodi dell' antica civiltà dàlmatiiia che fu per secoli italiana ed i cultori e strenui difensori della lingua di Dante sulle rive dell'Adriatico, (lingua riconosciuta necessaria dagli stessi Croati per gii interessi commerciali, e che, mi dicono, studiata nelle scuole della Croazia) meritano tutto il rispetto, e i loro generosi sforzi vogliono essere da tutti gl' Italiani riconosciuti e lodati. E tanto più oggi che i tempi non corrono tanto propizi; e gl'Italiani pare abbiano pel momento, speriamo, dimenticato che la lingua nostra sonava su tutte le rive dell'Adriatico ed anche del Mar Nero, e in generale in tutto l'Oriente. A ricuperare il primato, o almeno a conservare memoria del dominio della gloriosa Repubblica, ci penserà la Società Allighieri fondata per diffondere la lingua nostra oltre ai confini del Regno, in ogni luogo dove è memoria delle antiche relazioni, e con gli stessi pacifici intendimenti con cui i Tedeschi, con la Società Schiller provvedono alla diffusione e difesa della loro lingua in paesi di nazionalità mista, e gli Slavi della Slava. Tra i benemeriti cultori della civiltà italiana in Dalmazia vuol essere ricordato il Professor Erber che ci ha dato in varie riprese una circostanziata storia della Dalmazia, nei programmi ginnasiali, e- diti in questi ultimi anni, e della quale si è fatto più volte parola nella «Provincia". Il fascicolo ultimo abbracciala storia della Dalmazia dal 1797 al 1814, periodo fortunoso per la lotta tra Francesi ed Italiani da una parte, ed Inglesi ed Austriaci dall'altra. Questa parte quarta del lavoro del sig. Erber è divisa ne' seguenti capitoli: I. Gl'Inglesi in Dalmazia. II. Gli Austriaci conquistano la Dalmazia, a) Introduzione, b) Assedio di Zara, c) Operazioni del colonnello Danese. Occupa una buona parte del fascicolo la descrizione della battaglia di Lissa, tra l'armata navale franco-italiana, e l'inglese, addì 13 Marzo 1811, battaglia che ha molti punti di contatto con 1' altra memoranda del 1S66 combattuta nelle medesime acque. — Strano, couchiude il Professore, che nel 1866 gl'Italiani abbiano commesso, su per giù, i medesimi errori. Gl'Inglesi vinsero, benché la squadra franco-italiana superasse l'inglese di tre grosse navi e di cinquantasei cannoni. — Ciò non ostante, conchiude l'Erber, dobbiamo essere giusti, e tributare ad ambedue le parti i meritati allori. Nell'ardua lotta, che durò ben otto ore, rimasero vincitrici la calma e la freddezza inglese; ma non brillarono meno l'audacia francese ed il valore italiano. La lotta titanica di Napoleone contro l'Europa coalizzata e tutto questo periodo storico è così grave di avvenimenti, che la storia generale, rammentando i fatti principali deve scivolare su molti accessori. Quanti sanno per esempio, anche colti nell'istoria, di questa battaglia di Lissa nel 1811? La circostanziata ed accurata storia della Dalmazia dell' Erber torna utilissima alle persone colte; e fornisce una dilettevole lettura ad ogni ordine di persone. I fatti vi sono narrati con la calma degna dello storico, e con la massima oggettività; e questo per un i. r. Professore non è poco merito, e torna a tutta sua lode. p j --------------- ... v-)*r5<----—-—jj PUBBLICAZIONI j Rivista della marina mercantile e della pesca. È uscito il fascicolo 11 (anno VI) di questa ottima pubblicazione mensile, che contiene: Rettifica — Ostricoltura in Dalmazia — Le navi a vela in legno e le navi di ferro nella pratica della navigazione —■ Rotte per il mare della China — Esame della teoria di Poisson per le deviazioni della bussola — Tariffa di carico e scarico nel porto di Fiume — Ruggine e pittura dei bastimenti — La storia del cronometro — La „Pilot-Chart" — Tavola delle ore dell' alta e bassa marea nel porto di Trieste pel decem-bre 1881.