o IKJTOvD Leto XI - Štev. 9 (249) UREDNIŠTVO in UPRAVA Čedad - Via B. De Rubeis 20 Tel. (0432) 731190 Poštni predal Čedad štev. 92 Casella postale Cividale n. 92 ČEDAD, 15. maja 1984 Autorizz. Tribun, di Trieste n. 450 Izdaja ZTT Tiskarna R. Liberale - Čedad Izhaja vsakih 15 dni Posamezna številka 500 lir Naročnina: Letna za Italijo 10.000 lir Za inozemstvo 15.000 lir Poštni tekoči račun za Italijo Založništvo tržaškega tiska Trst 11-5374 Odgovorni urednik: Izidor Predan Quindicinale Za SFRJ - 2iro račun 50101-603-45361 «ADIT» DZS, 61000 Ljubljana Gradišče 10/11 - Telefon 223023 Sped. in abb. post. II gr. 70 Poštnina plačana v gotovini OGLASI : mm/st + IVA 18% legalni, finančni, upravni L. 500 mali oglasi 300 L. beseda, osmrtnice in zahvale a moduli • •: ' ■ ' Pod geslom ” Stopimo na dan ! ” Uspel prvi Dan slovenske kulture v Špetru PROF. VILJEM ČERNO: "HOČEMO GLOBALNO ZAŠČITO" našo tematiko, baletni ansambel «Živanit» naše plesove. Občinstvo, ki je napolnilo do zadnjega kotička dvorano telovadnice srednje šole v Špetru, je navdušeno sledilo izvajanjem posameznih točk kulturnega programa, ter govoru profesorja Viljema Cerna, ki ga v celoti obljavljamo na drugem mestu. Naš Dan slovenske kulture v Špetru, prvi v naši zgodovini, je zbral za nastop vse naše mlade, zdrave in zavedne sile. Požel je, kar je bilo sejanega na Kamenici, na «Dnevih emigranta» ter na stotinah drugih kulturnih shodih in političnih debatah. Zato je manifestacija lepo uspela. Ljudje so prišli iz vseh naših dolin. Vsi so vedeli, zakaj so prišli, zato je s ponosom in ob splošnem navdušenjem na koncu dejala Jole Namor, ki je napovedovala in povezovala program: «Taka je naša slovenska kultura in kar ste tu napravili danes, je lep odgovor tistim, ki pravijo, da nas ni!». V Špetru je v nedeljo že kmalu opoldne margolelo av- tomobilov (in Jacopo Steilini jih ni prišel slikat - škoda!). Že ob začetku je vse kazalo, da bo manifestacija uspela. Naši ljudje so se odzvali pozivu svojih slovenskih organizacij. Zavedali so se važnosti momenta, vedeli so, zakaj morajo iti na ta shod, vedeli so, da morajo še enkrat izpričati svojo narodnostno zavest in pripadnost slovenskemu narodu! Nedeljski uspeh v Špetru nas je vse navdušil, zato smo prepričani da prvemu Dnevu slovenske kulture v Benečiji, bodo sledili drugi dnevi in se ponavljali, dokler bo tu živel naš slovenski rod. Ta nada, ta želja, nas vse obvezuje. Naj postane naša obljuba. Zavedajmo se vsi, da je v slogi in enotnosti naša moč! Kulturni program je potekal skoraj tako, kot je bil napovedan na plakatih. Prireditev je začel ansambel S.S.S. z veselo pesmijo. Napovedovalka je po kratkem pozdravu prisotnih predstavila govornika, prof. Viljema Cerna, ki je go-(Nadaljevanje na 5 strani) Nedelja S. maja 1984 bo ostal pomemben datum v zgodovini beneških Slovencev, važna etapa in novi mejnik v boju za narodnostne pravice, ki ga že mnogo let nadaljujejo Slovenci Nediških dolin, Idrijske, Karnahtske, Terske, Rezijanske in Kanalske doline. Ne zaostajamo za nobenim: pevski zbori so peli naše pesmi, učenci glasbenih šol so izvajali naše domače skladbe, recitatorji naše poezije, i-gralci Beneškega gledališča Sei sindaci della provincia di Udine prendono ancora una volta posizione per la nostra tutela Consiglio comunale di S. Pietro: si tuteli la minoranza slovena l SOTTOSCRITTI SINDACI liberamente e democraticamente eletti quali rappresentanti delle Amministrazioni comunali della fascia confinaria della provincia di Udine, dove da oltre 1200 anni abito una popolazione di ceppo, tradizioni, lingua e cultura slovene, esaminata l'attuale situazione venutasi a creare con l'avvio della discussione in Commissione Parlamentare a ciò preposta dei progetti di legge sul riconoscimento dei diritti di tutela delle minoranze compresa quella slovena come enunciato dalia legge fondamentale dello Stato repubblicano, la Costituzione Democratica (art. 6) e dallo Statuto della Regione Autonoma Friuli -Venezia Giulia MANIFESTANO ja loro più viva preoccupazione per ^Sgravarsi delle divisioni lacerante e delle polemiche faziose all’interno di una comunità già profondamente e duramente provata da eventi storici e degradata da una Politica dì emarginazione culturale 6 socio-economica nel mentre alle ®0e popolazioni necessitano solo tempi di pace e riflessione per la eoluzlone dei loro più urgenti problemi ESPRIMONO jp la necessità di far proseguire 'attuale dibattitio ed «iter» parlamentare sulle proposte di legge ber le norme in materia di egua-S"anza dei diritti linguistici in Ita-'? e sulla tutela globale del grup-pl linguistici nazionali; jjr H diritto Individuale e collettivo j Ubera scelta e di espressione elle proprie opinioni in merito ai progetti di legge, sempre in materia di eguaglianza dei diritti linguistici, e di tutela globale presentate dai vari gruppi politici e quella annunciata dallo stesso Governo; — il rifiuto del ricorso a qualsiasi forma vessatoria in un clima intimidatorio d'altri tempi nei confronti di singoli cittadini o gruppi costituiti, a polemiche ed ingerenze esterne alla nostra comunità volte soltanto ad eludere strumentalmente la realtà sociale, culturale ed e-conomica delle Valli del Natisone e ritardarne, quindi, il suo sviluppo civile e democratico; — l'espressione di profondo rispetto nei confronti del clero locale ed in special modo di quei sacerdoti nativi nella Benecia che, nell'esercizio delle loro funzioni e mansioni religiose, usando la lingua slove- na locale, vengono spesso tacciati di ingerenze nella cosa pubblica e d'altro, soprattutto da coloro che apertamente si professano cristiani, ma che nel credo e della fede di Cristo non conoscono gli elementi di base quali l’umiltà, la comprensione, il rispetto dei diritti e della dignità dell'uomo e le proprie convinzioni nel rispetto delle altrui decisioni e volontà; — l'auspicio di un civile dibattito tra le parti al fine di promuovere l'approvazione di una legge giusta che possa tutelare ogni singolo cittadino italiano di lingua «diversa», nel rispetto delle sue personali decisioni senza discriminazioni e forzate opzioni nazionali, tanto disgregatrici quanto inutili per una vera pace sociale; — l'impegno personale, infine, di essere attenti e vigili difensori dei diritti del cittadino contro ogni forma di violenza estremistica da qualsiasi parte provvenga, contro ogni tentativo di prevaricazione politica e partitica e fedeli garanti delle libere e democratiche decisioni del Parlamento italiano. S. Pietro al Natisone, 28 Marzo 1984. Maurizio Namor DRENCHIA Romano Grimaz FAEDIS Fabio Bonini GRIMACCO Antonio Manzini PULFERO Sergio Di Lenardo RESIA Giuseppe Marinig S. PIETRO AL NAT. Il Consiglio Comunale di S. Pietro al Natisone riunitosi nella seduta del 3 Aprile 1984 In ordine all'avvio dell’esame, alla Commissione Affari Costituzionali del Senato, di specifiche proposte di legge per il riconoscimento dei diritti di tutela della minoranza slovena e alla stessa iniziativa del Governo atta a formulare una proposta propria sull’argomento; Nel giudicare positivamente tali iniziative tese a dare finalmente soluzione, in questa legislatura, ai problemi et- Enotno za naše pravice Slovenci udeležimo se SKUPNE MANIFESTACIJE, ki bo NA TRAVNIKU V GORICI V Nedeljo, 20. maja ob 11. uri Slovenci videmske pokrajine se dobimo na trgu "Resistenza” v Čedadu ob 9. uri Uniti per i nostri diritti Sloveni, partecipiamo alla MANIFESTAZIONE UNITARIA che si terrà in PIAZZA DELLA VITTORIA A GORIZIA Domenica 20 maggio alle ore 11 Punto di raccolta degli sloveni della Provincia di Udine : Piazza Resistenza a Cividale alle ore 9 nico-linguistici, sociali, economici e culturali della minoranza slovena residente in Friuli Venezia Giulia; RIBADISCE i seguenti punti; 1. La popolazione residente conosce ed usa in gran maggioranza la parlata slovena nella comunicazione interpersonale. 2. Sul territorio operano associazioni, organizzazioni e strutture che sono espressione cosciente della minoranza stessa. 3. L'Amministrazione comunale sostiene la necessità di una normativa in grado di garantire una soluzione che valorizzi i caratteri culturali della comunità nel rispetto dei diritti e della scelta di ogni cittadino singolo. 4. Le norme in materia di e-guaglianza dei diritti linguistici e di tutela dei gruppi etni-co-linguistici nazionali devono prevedere la difesa e lo sviluppo complessivo di tutta la minoranza slovena con provvedimenti atti a sviluppare non solo le potenzialità culturali, ma anche sociali ed economiche. Tale ordine del giorno è stato votato per alzata di mano aU’unanimità con l’astensione del consigliere Dorgnach Lia. COMUNITÀ’ MONTANA La DC respinge l’ordine del giorno di solidarietà con i sacerdoti sloveni NeM'assemblea della Comunità Montana delle Valli del Natisone di venerdì 27 aprile c’è stato un animato dibattito su un ordine del giorno presentato dagli indipendenti. Il testo: «L'assemblea della Comunità Montana Valli del Natisone, riunita a S. Pietro al Natisone il 27 aprile 84, visto l'attacco portato tramite manifesti, firmati «Comitato per la difesa delle Valli del Natisone», ai sacerdoti sloveni che operano nella Slavia friulana e all'arcivescovo di Li-dine per la loro richiesta di difesa e valorizzazione della cultura locale esprime la propria solidarietà ai sacerdoti da sempre impegnati nella difesa dei valori spirituali e culturali dei cittadini che vivono nella comunità, stigmatizzata la posizione di chi vuol coartare, a chichessia, il diritto di esprimere le proprie opinioni, ringrazia i sacerdoti per l’opera svolta fino ad ora e si augura che essi proseguano in questa loro meritoria opera». Bonini, neH’illustrare que- Bressani alle cart L’on. Piergiorgio Bressani risposto alle cartoline ravijo, da me ni» speditegli, KMrrve, •ytce >u>tax, 'hCK^X. pravijo,da me ni: (dicono che non esisto) assieme a quelle indirizzate ad altri uomini politici, da cittadini sloveni della provincia di Udine. Bressani, nella sua lettera, scrive «Fin dalla precedente legislatura, ho presentato alla Camera dei Deputati, assieme ad altri colleghi parlamentari, una proposta di legge, che è indicativa della posizione assunta dalla Democrazia Cristiana a questo riguardo...». Alla lettera è allegata parte della relazione che accompagna quella proposta. In questa si riportano anche le note considerazioni circa la necessità di una tutela differenziata per gli sloveni della provincia di Udine, resa necessaria dai fatti storici e politici. Altre cartoline, come si ricorderà sono state spedite in buon numero all’on. Craxi, al-l’on. Di Re, all’on. Zangheri, all'on. Bonifacio e all’on. Romita. L’iniziativa è tuttora in corso. Gli emigranti sloveni per la tutela globale Erano davvero in tanti gli ex emigranti e gli emigranti intervenuti sabato 29 aprile all'assemblea informativa sul problema della tutela globale della comunità nazionale slovena in Italia organizzata dall’Unione emigranti sloveni. Nella sala gremita della Società operaia di Cividale si sono trovati infatti iscritti all'associazione provenienti dai più piccoli paesi delle Valli del Natisone, del Cividalese del Manzanese ma anche i rappresentanti delle sezioni estere di Liegi, Tamines, Lim-burgo, Lugano e Stoccarda. Dopo il saluto del presidente dell'Unione emigranti sloveni Walter Drescig, ha preso la parola Ado Cont che ha illustrato il lavoro fin qui svolto dall’associazione fondata 15 anni fa e che ha sempre avuto tra gli obiettivi fondamentali il riconoscimento dei diritti nazionali e la legge di tutela globale per gli Sloveni che dovrebbero garantire anche la rinascita economica della comunità dissanguata daH’emigrazione e quindi favorire il rientro degli e-migranti. Dopo la relazione di Ferruccio Clavora sul tema specifico della tutela e sul suo iter parlamentare e sui progetti di legge presentati in Parlamento è seguitio un'ampio ed articolato dibattito in cui non sono mancati i toni amari ma anche la ferma decisione a proseguire nella battaglia intrapresa. Intanto anche l’Unione emigranti sloveni ha preparato delle cartoline in cui si rivendica l'attuazione dell’articolo 6 della Costituzione che verranno inviate alle forze politiche e parlamentari, mentre si sta organizzando una manifestazione davanti al Parlamento di Roma. COMUNITÀ’ MONTANA 7 MILIARDI PER L'ANNO 1984 sto documento, ha sottolineato come sia indispensabile che il diritto di libera espressione sia garantito a tutti. Bia sizzo (della D.C. - Cividale) inizialmente ha proposto di rinviare l'esame del documento (proposta bocciata) quindi sulla dichiarazione della maggioranza che non approvava l’ordine del giorno «per non prendere posizione tra le parti» si è astenuto. Ha spiegato il suo comportamento e si è detto amareggiato che molti consiglieri della Comunità Montana non avessero a-vuto il coraggio di difendere apertamente la propria cultura. «Non potete nascondervi dietro un dito, non vi capisco». Ha esclamato. Per l’astensione si sono pronunciati anche altri due consiglieri. Tra essi Bergnach di Drenchia il quale si è detto d’accordo con la sostanza del documento proposto, non con la sua forma. Alla fine per l'approvazione si sono detti favorevoli sei consiglieri contro i restanti sedici. Il Bilancio di previsione per il 1984, presentato a seguito di diffida del Comitato di controllo degli Enti locali, è stato oggetto di una laboriosa ed interessante discussione a cui hanno partecipato molli rappresentanti dell’Assemblea della Comunità Montana. Il documento contabile si articola su una previsione di entrate e di spese di circa 7 miliardi e non presenta novità, se non in senso riduttivo, rispetto a quello dell’anno passato. Come ha rilevato, in apertura del dibattito il Capogruppo del P.C.I. Avv. Giovanni Battocletti, questo Bilancio rappresenta quasi un consuntivo o una radiografia delle inadempienze degli organi regionali e locali. Battocletti ha denunciato con forza la mancata caratterizzazione di specialità che poteva dare un ruolo promozionale alla Comunità nel campo della tutela della minoranza, dell’applicazione del Trattato di Osimo e delle provvidenze per le zone di frontiera, lamentando anche la mancanza di impegni precisi. Particolarmente circostanziata è stata anche l’analisi dell'lng. Bonini, Sindaco di Grimacco, che ha richiesto un cambio radicale d’indirizzo nella erogazione dei contributi, dei servizi, in particolare per la pulitura delle strade dalla neve, presentando proposte sia per un regolamento che per il centro di commercializzazione dei prodotti agricoli di S. Pietro al Natisone. Altri interventi sono stati quelli del Sindaco di Prepotto Bernardo, di Borgnolo di Torreano, dell'Arch. Rudi sul funzionamento dell'ufficio di piano, dell'lng. Fanna, di Namor Romeo, di Marinig, Sindaco di S. Pietro al Natisone, che ha richiesto l’efficienza degli uffici, la razionalizzazione dei servizi, e maggiori rapporti con la vicina Jugoslavia. Precise indicazioni operative e di metodologia sono venute dall’intervento del Consigliere Blasetig, che ha criticato la vecchia gestione richiamandosi alla funzione istituzionale della Comunità che deve risolvere i problemi di tutti. Un'interessante proposta per un incentivo ai Coltivatori diretti è venuta dal Consigliere Biasizzo per un contributo compensativo di L. 10 per ogni litro di latte versato alle Latterie, il che è stato accettato dall'Assemblea. Dopo la replica del Presidente e l'accoglimento degli emendamenti dell'lng. Bonini, il Bilancio è stato approvato con il solo voto contrario del P.C.I., che pur aderendo alle proposte di Bonini e di Biasizzo, non le ha ritenute tali da integrare le lacune del Bilancio. Una vivace discussione ha caratterizzato l'ultima parte del dibattito nella quale è stato preso in esame un'Ordine del Giorno, presentato dall'lng. Bonini, di condanna all'inqualificabile attacco fatto ai Sa- cerdoti locali ed al Vescovo da un sedicente Comitato di difesa delle Valli, ma che in realtà ripete le voci di personaggi ormai fuori da ogni regola democratica. L’Avv. Battocletti ha sottolineato ^adesione del gruppo del P.C.I. ricordando i precedenti storici dei soprusi subiti dai Democratici e progressisti delle Valli di parte dei cosidetti «tricoloristi» e facendo presente che questi atteggiamenti non possono più trovare cittadinanza nella nostra democrazia. La discussione si è articolata però in modo confuso con una D.C., che a parte alcune lodevoli eccezioni espressesi anche nell'astensione, ha ritenuto sostanzialmente di non poter difendere l'operato di Sacerdoti, con una Socialdemocrazia che si dichiarava non a conoscenza del manifesto, e con una non precisa accezione del contenuto del documento da parte degli esponenti del P.S.I. Il rinvio avrebbe portato senza altro ad una soluzione più unitaria ma l’Ing. Bonini ha sostenuto con passione l'esigenza morale di una presa di posizione immediata ritenendo che i Sacerdoti, che hanno speso una vita per le popolazioni delle Valli, andavano subito difesi. L'Ordine del Giorno dell'lng. Bonini ha avuto così 6 voti favorevoli, 3 astenuti e 16 contrari. S* «e -odfiodlal ifùi. HOJA VAS Il P.S.I. delle Valli del Natisone e del Cividalese a congresso Sabato 28 aprile si è svolto a Cividale il congresso del comitato di zona del PSI delle Valli del Natisone e del Cividalese in preparazione del 5. congresso regionale e del 43. congresso nazionale de! PSI che si terrà a Venezia dal 11 al 16 maggio. Ha aperto i lavori il segretario zonale Pietro Pussini. Nella sua relazione ha sottolineato il ruolo portante del partito nella realtà locale e l’impegno da sempre dimostrato nel far crescere la democrazia, la partecipazione dei cittadini nella gestione pubblica e soprattutto nella ricerca di soluzioni propositive per lo sviluppo socio-economico e culturale del Friuli orientale. E’ stato successivamente eletto all'unanimità come presidente del congresso il prof. Marinig, sindaco di S. Pietro che, ha dato l’avvio alle operazioni congressuali, passando la parola al sen. Franco Castiglione, incaricato ad illustrare le tesi elaborate dalla direzione nazionale del partito. Il sen. Castiglione, nel precisare che l’elemento nuovo di questo 43. congresso è l'unità sostanziale dei socialisti e il superamento della logica delle correnti, ha sviluppato il suo intervento sul contenuto delle tesi nazionali che si ar- ticolano in diversi settori o gruppi: presenza socialista in Europa; rilancio della politica per l’unità europea; ia pace, il disarmo e la riduzione delle spese militari; aiuto finanziario e tecnologico ai paesi in via di sviluppo; la riforma delle istituzioni e dei regolamenti parlamentari; la riforma elettorale con il limite del 5% per l’accesso al par- UDINE # giovani pe Purtroppo la scuola è la sede dove si è ripetutamente coltivato il culto della violenza e della guerra. Basta pensare ad esperienze del passato, ma anche a fatti del mondo di oggi. La scuola però può anche essere la sede più adeguata per lo sviluppo della cultura della pace: c’è infatti una grande sensibilità dei giovani a discutere, a voler capire ed a fare una scelta conseguente sul tema della violenza, dell'ingiustizia, della sopraffazione e della guerra. Proprio i giovani sono sempre e dovunque quelli che più hanno pagato e pagano gli orrori dei conflitti armati e proprio loro, quindi hanno il diritto di dire no agii armamenti ed alla soluzione violenta delle contese fra gli stati. Su questi temi si è svolto a U-dine all'auditorium Tomadini il 28 e 29 aprile scorsi il convegno con KUP£ il tema «Una scuola per la pace», indetto dal comitato friulano Der la pace. La relazione introduttiva è stata svolta da Visalberghi, dell'Università di Roma, cui è seguita uua tavola rotonda sulla storia e lo stato attuale della scuola in Friuli. Si è cercato di illustrare la pace come fondamento di una scuola rinnovata. Fra gli altri, sindacalisti, ricercatori, docenti, ecc., è intervenuto Riccardo Ruttar del circolo »Studenci». La seconda giornata è stata aperta dal saluto dell’arcivescovo di Udine, mons. Battisti, seguita da varie relazioni ed interventi di varie associazioni pacifiste, compreso il Comitato friulano per la pace. Hai aìà Afitdiùr il Uma,MOJA MS? V imenu prirediteljev se zahvaljujemo vsem nastopajočim na dnevu slovenske kulture «Stopimo na dan» v Špetru in posebno tisti, ki so se najbolj žrtvo vali in trudili za uspeh manifestacije. Lutto nella famiglia Simsig La famiglia di Eligio Simsig, presidente dell’Alleanza coltivatori di Udine è stata colpita da un gravissimo lutto. E’ scomparsa infatti la moglie Irene Dejuri, figura molto nota per l’impegno sociale e politico, molto spesso presente anche alle manifestazioni delle associazioni culturali slovene. A Eligio Simsig, già consigliere regionale ed esperto dei problemi dell’agricoltu-ra, esprimiamo il nostro profondo cordoglio per l’irreparabile perdita a nome della nostra redazione e dei lettori. lamento; la riforma del referendum; il riordino delle autonomie locali; la sicurezza e la libertà dei cittadini; la riforma dei codici di procedura penale e civile e infine la politica del risanamento socioeconomico, della ripresa produttiva e dell’occupazione giovanile il contenimento della spesa pubblica, la riforma sanitaria e l'avvio concreto della politica dei redditi. Concludendo il sen. Castiglione ha delineato alcuni elementi di crisi e di preoccupazione quali la divisione del sindacato, la rottura nella sinistra e l'opposizione non sempre giustificata del PCI contro il primo governo a presidenza socialista a cui vanno tuttavia aggiunti la tendenza al calo dell'inflazione per effetto del decreto sulla scala mobile, segnali concreti di una ripresa economica e l’aggancio della nostra economia a quella internazionale. Alla relazione sulle tesi congressuali è seguito un ampio dibattito di iscritti. Ha tratto le conclusioni la prof. Paolina Lamberti Mattioli, evidenziando la necessità di ulteriori impegni per la crescita del partito e io sviluppo socio - economico della zona. A conclusione del dibattito l’assemblea ha votato all'unanimità i documenti congressuali, approvando pure ordini del giorno locali ed integrativi alle tesi nazionali sulla specificità locale in special modo sullo sviluppo economico, sulla estensione dei benefici economici e culturali del trattato di Osimo e sulla approvazione da parte del Parlamento nazionale delle leggi di tutela dello sloveno e del friulano. Delegati eletti per il congresso provinciale sono risultati Attilio Rudi per Drenchia, Giuseppe Crainich per Grimacco, Alessandro Pasta e Grudena per Cividale. 1. maj v Dreki 17. srečanje Socialistov Dreka - Na Krasu v Dreki so socialisti iz Nadiških dolin in Čedada proslavljali 1. maj. Srečanja, ki je že 17. po vrsti, sta se udeležila poleg številnih domačinov tudi načelnik svetovalske skupine PSI v deželnem svetu Veneto Benečan Cesare Tomasetig in senator Franco Castiglione, ki sta bila slavnostna govornika. Oba sta se seveda osredotočila na pomen praznika dela in v okviru sedanje mednarodne in državne gospodarske krize. Govor je bil seveda s tem v zvezi tudi o vladnem odloku za zajezitev inflacije, ki je sprožil tako ostro reakcijo opozicije. Glede vprašanj krajevnega značaja pa je senator Castiglione omenil prizadevanja PSI v parlamentu za zakonsko zaščito Slovencev v Italiji. TORREANO Il PCI ha aperto la sezione I comunisti di Torreano hanno a-perto la propria sezione in paese. Si tratta di una bella stanza a pianoterra, qualche quadro a soggetto politico alle pareti, un vecchio focolare al centro. In occasione dell’ inaugurazione, svoltasi domenica 29 aprile con la partecipazione ed il discorso del-i'on. Mario Lizzerò, si sono radunati i comunisti del comune con numerosi ospiti di Cividale e di altri centri. II popolare «Andrea» nel suo discorso ha indicato nei grandi ideali del socialismo la forza del PCI che dovrà, anche nel prossimo futuro, farsi carico di tanti problemi irrisolti della società italiana e friulana. La sezione del PCI di Torreano intende promuovere presto alcuna iniziative per approfondire ia problematica della minoranza slovena e per chiarire il rapporto fra il fon-dovalle e le frazioni della montagna. Spoznavajmo naše kraje Jelina, pri Jelini, jelinski, Jelinci ital. Jellina, 1981 34 preb., avtobusna postaja Mašera 3 km., fara Tarčmun 6,5 km, občina, pošta, šola, zdravnik Sovodnja 4,5 km, sodnija, železniška postaja Čedad 17 km. Nadmorska višina 600 m. Gručasto naselje v zavetni legi na majhni terasi sončnega pobočja Matajurskega pogorja na koncu 300 m dolgi stranski cesti, ki se odcepi od ceste Jeronišče-Mašera. Na vzhodni strani teče potok Mie-ščak, na zahodni strani bre-zimeni potoček. Ledinska imena: Ta par pajštve med Jelino in Dušom, kjer so nekdaj sušili in pekli hruške, Na čelceh, V plazinah, Bru-šjanovca, Za krasjo, V dobji, Na krip’, plazič, Pod rebri, Na golem briegu, V planinah, Dolina, Na krajci, Čarna uoda. Vodovod iz Mašer; zaradi povoljne lege delna uporaba traktorja in kosilnice. Sadjarstvo naglo propada. Svoj čas so pridelovali tudi nekaj vina. Skromna govedoreja; mleko vozijo ali nosijo v mašersko mlekarno. Hiše dvonadstropne in po potresu popravljene. Nekaj zapuščenih in razpadajočih domov. Pri vasici je zidan kozolec s streho: v spod- njem zaprtem prostoru brez sten so sušili pšenico. Svoj čas so izdelovali oselnike (tipična posoda za shranjevanje osle pri košnji). V tukajšnjo osnovno šolo, ki je bila za vse okoliške kraje in so jo že pred mnogimi leti zaprli, je hodil buditelj Beneških Slovencev Ivan Trinko. Tukajšnji priimek Jellina je istoveten s poimenovanjem naselja. Barca (pri Matajurju), na Bàrceh, barski, Barščaki, it. Barza, ’81: 29 preb., fara Matajur 1 km; občina, pošta, osnovna šola, zdravnik Sovodnja 5 km; sodnija, železniška postaja Čedad 19 km. Nadmorska višina 902 m. Gručasto naselje 5 družin na južnem razgibanem pobočju ob stranski cesti 300 m od asfaltirane ceste Sovodnja-Matajur. Iz vasice pelje po grmičastem in travniškem svetu steza na Varh in hrib sv. Jurija, kjer so razvaline istoimenske votivne cerkve, nakar se spusti v Ruonac in v Nadiško dolino. Na zahodni strani teče potok Globin, ki se zahodno od Starmice izliva v Lesičje, ta pa nad Jeroniščem v Abor-no. V bližini je vrtačasta ravnina Turin, prikladna za nogometno igrišče. Na juž- ni strani se začenja lep in obširen bukov gozd Bukuje, ki se razprostira do Pečnije-ga. Ledinska imena: Zabu-kuje, Lazič, Za pluotam, Oštimak, Mlaka, V cimber-cah, V lastini, V grapah, V čarči, Za golim briegan, Plamper, Kot, Za jeseni, Počiva vac, Špičarca, Na peči, Par melini, Studenca, Par driene, Za beko, V jami, Na lašči, Za briezo, Za planjo. Poljski pridelki in sadje kot Matajur. Mleko prodajajo v ažliško mlekarno. Hiše dvonadstropne. Hlevi in kazoni kriti delno s slamo ali pločevino. V vasi fontana (vodnjak), vodovod iz bližnjega studenca. V okolici studenec Bečarija. Mizar. Mlada delovna sila zaposlena v tovarnah in drugih podjetjih v Furlaniji. Priimka: Medveš in Podorieszach. Ložac, v Ložcu, loški, Lò-ščaki, ital. Losaz, 1981: 28 preb., fara Matajur, 2 km; avtobusna postaja Mašera 2 km; občina, pošta, osnovna šola, zdravnik Sovodnja 9 km; sodnija, železniška postaja Čedad 18 km. Nadmorska višina 843 m. Naselje 6 družin na majhni polici strmega skalnatega pobočja Matajurja ob cesti, ki ga povezuje z Mašero. Tik vasice je Loški po- tok ali Skavnjak, ki izvira v studencu Srila v nadmorski višini 1400 m. in se v dolini pri Jeronišču imenuje Abor-na. Na vzhodni strani je vzpetina Kraguonca (1077 m). Ledinska imena: Jelca, Njivca, Dou karnu, Dorie-ha, Pod vratan, Prapot, Ko-kovca, Pod lažno, Pod ogra-dan, Kaluž, Ograjba, Palog, Farnažja, Barčica, Rebra, V lesicah, V Klančiču, Blekič, Pod roban, Na ledin’, Gra-mja, Na čele, Na gujevci, V rupi, Pod lebarnico, Ruoha-ta. Vodovod napaja bližnji studenec. Poglavitni njivski pridelki (nekaj je bil zlasti fižol), sadjarstvo in živinoreja kot v Matajurju. Gozd z bukvami, smrekami, jeseni. Dvonadstropne hiše, po potresu obnovljene in izboljšane. Nekaj jih je zapuščenih. Gostilna brez prenočišč, javna telefonska govorilnica. Tukajšnji tipični primek Loszach se je od tod razširil po Sovodenjski dolini vse do Čedada. Od tod doma Valentin Loszach (1792), kaplan na Tarčmunu je bil pokopan na matajurskem pokopališču okoli cerkve, kjer je na pročelju vzidana nagrobna plošča. B. Z. Beneško gledališče je razpisu konkorš za narlieuš komedijo al pa dramo v slovenskem dialektu na temo «Benečija donas». V tekstu muorejo bit predstavljeni problemi, težave, konflikti pru takuo an pozitivne reči, ki tičejo današnjo življenje tle par nas. Na posebna komisija bo zbrala narlieuš tekst. Autor udobi 300.000 lir. Teksti muorejo priti na naslov: Novi Matajur, via De Rubeis 20 - 33043 Cividale (UD) do 30. junija. Tekste se ne varnejo, ostaneio v arhivu Beneškega gledališča. Tekst, ki udobi, bo predstavljen na dan emigranta al pa na kakem drugem manifestacjonu. XI. Benečanski kulturni dnevi ZA PRAVIČNO PRAVNO UREDITEV SLOVENSKE MANJŠINE V ITALIJI Trst Deželni svet v petek, 18. maja ob 20. uri Srečanje senatorke Giglie Tedesco, podpredsednice senata, s predsedstvom deželnega sveta Furlanije-Julijske krajine. Čedad dvorana Ivan Trinko v soboto, 19. maja ob 9. uri Srččanje političnih in kulturnih predstavništev Slovencev v Italiji s senatorko Giglio Tedesco, podpredsednico senata, in Gaetanom Arféjem, evropskim poslancem Uvod: Darko Bratina ravnatelj Slovenskega raziskovalnega inštituta. Špeter občinska dvorana v soboto, 19. maja ob 11. uri Srečanje županov in izvoljenih predstavnikov s senatorko Giglio Tedesco, podpredsednico senata, in z Gaetanom Arfejem, evropskim poslancem. Pozdrav: Firmino Marinig, župan občine Špeter Špeter občinska dvorana v soboto, 19. maja ob 16.30 okrogla miza, pri kateri sodelujejo: posl. Gaetano Arfè in Paola Gaiotti De Biase, poslanca v evropskem parlamentu, in posl. Arnaldo Bara-cetti in Loris Fortuna. Predseduje: Paolo Petricig za Študijski center Nediža. Uvod: Ferruccio Clavora za Slovenski raziskovalni inštitut. Razprava, pri kateri sodelujejo parlamentarci, predstavniki društev, politične skupine, upravitelji in občani. Sklepna beseda: senatorka Giglia Tedesco. Ronke občinski kulturni center nedelja, 20. maja ob 9.30 tiskovna konferenca PER UN GIUSTO ASSETTO LEGISLATIVO DELLA MINORANZA SLOVENA IN ITALIA Trieste Consiglio Regionale venerdì 18 maggio ore 20 Incontro della senatrice Giglia Tedesco, vicepresidente del Senato con la Presidenza del Consiglio Regionale del Friuli -Venezia Giulia. Cividale sala Ivan Trinko sabato 19 maggio ore 9 Incontro delle rappresentanze politiche e culturali degli Sloveni in Italia con la senatrice Giglia Tedesco, vice-presidente del Senato e l’on. Gaetano Arfè, parlamentare europeo. Presentazione di Darko Bratina, direttore dell'Istituto di Ricerche sloveno. San Pietro al Natisone sala riunioni del Comune sabato 19 maggio ore 11 Incontro con i sindaci e con i rappresentanti eletti con la senatrice Giglia Tedesco, vice-presidente del Senato e Fon. Gaetano Arfè, parlamentare europeo. Saluto di Firmino Marinig, sindaco di San Pietro al Natisone. San Pietro al Natisone sala riunioni del Comune ore 16.30 Tavola rotonda con la partecipazione degli on. Gaetano Arfè e Paola Gaiotti De Biase, parlamentari europei, on. Arnaldo Baracetti e Loris Fortuna, deputati al Parlamento. Presiederà Paolo Petricig, per il Centro Studi Nediža Introduzione di Ferruccio Clavora, dell’Istituto di Ricerche sloveno. Dibattito con la partecipazione di parlamentari, rappresentanti di associazioni culturali, gruppi politici, amministratori e cittadini. Conclusioni della senatrice Giglia Tedesco. Ronchi dei Legionari centro culturale del Comune domenica 20 maggio ore 9.30 Conferenza stampa IZIDOR PREDAN PREPOVED X. Drama Beneških Slovencev v treh dejanjih Può in coscienza il Sacerdote rimanere al proprio posto per assistere alla distruzione sistematica e violenta di tutto un passato religioso ed al tramonto della preghiera familiare e comune, che a tutt'oggi ha preservato questa patriarcale popolazione dalla labe dei vizi, dell’agnosticismo e del pragmatismo odierno? E qui dobbiamo far presente che si è andati anche contro il disposto dell’art. 43 del Concordato, perchè a diversi sacerdoti, il locale Tenente dei Carabinieri avrebbe interdetto anche il lavoro nell'A-zione Cattolica. I sottoscritti sacerdoti furono col proprio Arcivescovo, Mons. Nogara, in udienza da Mons. Pizzardo il giorno 26 corr. mese ed ebbero da Lui dichiarazioni che dai negoziati col R. Governo ben poco ci sarebbe da spe-rare, perchè, ci disse, dopo settantasei anni di apparte- nenza all'Italia, ormai tutti dovrebbero conoscere e parlare l'italiano. Santità! Lo Stato Italiano dimentica di aver trascurata l'istruzione primaria dal 1866 ad oggi fra le popolazioni rurali e montane della Slavia italiana; ora soltanto il governo fascista ha portato un qualche incremento nell’istruzione primaria, ma ancora assolutamente inadeguato ai bisogni locali: l'Autorità Religiosa, con una esatta inchiesta, può rendersi edotta della veridicità del nostro asserto. I Sacerdoti del Vicariato Foraneo di S. Pietro al Natisone (Udine), ai quali ancora non fu data alcuna precisa direttiva, la desidererebbero e con la presente umilmente la chiedono da Vostra Sanità, onde tranquillizzare la propria coscienza, tanto più che essi sono continuamente pedinati, osservati e discussi dall’Au- torità civile. usque ad effusionem san-guinis, chinandoci al bacio del Sacro Piede, Roma, 27 settembre 1933. Preantoni: Al misliš, Kra-maro, da bo kdo odgovoriu na tole ganjljivo, lepo, resnično in pravično pismo? Kramaro: Jest mislim, da ne bo obedan nič odgovoriu! Preanton: Stvari se slabšajo. Vsak dan je bulj težkuo živjet. Po hišah laja mizerja, lakot. Fašisti pretepajo, tuče-jo ljudi in jih s silo vlačijo na adunate. Prešandrin: Tuole se gaja po vseh dolinah. Gorenscak: Na žalost, je takuo. Preanton: Glih včera je par-šla novica dol iz Sardenje. Dol je umaru an muoj vernik. Lansko Ijeto je nesu prodajat hruške u Tolmin. Ko jih je vse prodau, je biu veseu in jo je zaviu u oštarijo.: Naročiu je pou litra in kadar je paršla njeka skupina ljudi, je na-dužno pozdraveu, misleč, da bojo veseli tega pozdrava: «Živio Slovenci!» jim je jau in oni so skočili nanj, ga na-butali, potem so ga dali u ro- ke karabinirjem. Bili so fašisti. Mož se je pisov Zufferli, Mašine po domače in je biu doma iz Kraja pri Dreki, Najprej so ga peljali karabinierji u Videm, potle pa «al confino» na Sardenijo. Pravijo, da je dol umaru od žalost. Prešandrin: Buoh te pota-laž, za tajšan lep pozdrav jo je plačju z življenjem. Kramaro: Bomo priče še hujšim rečem, kot prerokuje Ivan Trinko! (Počasi se ugaša luč. Za odrom odmeva mogočen glas: Al misliš, Kramaro, da bo kdo odgovoriu na tole ganjljivo, lepo, resnično in pravično pismo? Glas Kramara: Jest mislim, da ne bo obedan nič odgovoriu! Gospod Kramaro je imeu prav, ražon. Na naše doline je padla dolga temna noč. Pod nji je ljudstvo ječalo in svet ni vedeu, kaj se z nami dogaja). Zastor - Konec drugega dejanja. V tretjem dejanju nastopa masa, kmetje, kmetice, pevci, godec. Komandant Jaka Avšič pelje svoje partizane skozi Mašera. Kratek nagovor komisarja. Na odru, v poltemi, okrog navideznega ognja čepi skupina partizanov. V ozadju se sliši milo, žalostno partizanko pesem: V tihem gozdu, ob tabornem ognju, tiho pesem junaki pojo, o trpljenju slovenskega ljudstva, ki bori se za svojo svobodo. In spoznalo je delavno ljudstvo, da naš narod pod tujci trpi, partizan, partizan, partizan, kdaj bo narod slovenski maščevan? Nato se, le v poltemi, začenjajo radovedni, a hkrati preplašeni približevati ljudje. V tistem trenutku stopi na o-der, bolj hrupno, druga skupina partizanov. Ljudje, ki so se počasi priplazili na oder, se razbeže. Komisar: Ne bežati, ne ute-kati, dobri ljudje! Tudi mi smo ljudje, nismo ribelli, smo slovenski partizani. Pridite. Nič hudega se vam ne bo zgodilo, saj ste vi naši ljudje vendar! (Nekaj se jih je opugumilo in so se začeli spet približevati, kakor miške iz lukenj). Al veste zakaj smo prijeli za puške? Zatuo, ker je fašizem teu narest z nami, kar je naredu z vami. Pohodu je našo zemjo in že napravu Provincia di Ljubljana. Odvzet an prepovjedat je teu naš jezik, našo pesem, našo molitev. Mi tega ne dopustimo, ker čjemo ostati zvesti našim očetom, ki so ustvarili našo domovino, s krvjo in puotom namočili našo zemljo. Požgali so naše domove, posuli fabrike, naše drage so odpeljali u Gonars in u nemške uničevalne taborišča a bliža se dan obra-čunovanja s fašisti. Bliža se njih konec. Obroč se stiska okoli njih. U Afriki so bili po-tučeni, Angleži in Amerikani se bližajo Italiji. Največji poraz pa so nacifašisti doživeli v Stalingradu. (Zdaj se je nabralo na odru že lepo število ljudi in še prihajajo). Ardeča Armada osvoboja svojo domovino in zmagoslov-no koraka naprej. Prišlo bo do Berlina in še naprej... Prvi kmet: Škoda, da je deset let prepozno. Njega žena: Muč šobac, uejska ni še finila an stene imajo uha. (Komisar z zadovoljstvom posluša, odtaja se led.). Drugi kmet: (Veselo) Saj ga vse zastopim! ( Nadaljevanje prihodnjič) Mrsin Neiirt i . Sagi* U/* TtriétJ $cr*rytt8*rr>i!i ’l* £P$QVQDÌ r O"O Vi /Zv 6*7 C Hlisti Al vesta, de Beneško gledališče ima že deset liet? LETTERE AL Ženarja lieta 1976. z igro «Beneška ojcet» je na skupina judi naših dolin nastopila parvi krat pred publiko, pravo parložnost ji jo je dau Dan emigranta. Takuo se je rodilo Beneško gledališče. Ma ku za vsako rojstvo an za tole kajšan je skarbeu že mie-sce an miesce priet. «Beneška ojcet» je imiela velik uspeh, bla je liepa igra, igrau-ci so bli barki an iz naših kraju, vsi v sali so jih poznal, igral so po našim, v lie-pem slovienskem narečju. Takuo tista skupina judi, recimo an par imen: Aldo Te dolenjih, Bruna Čjukuova, Dorič, Luciano Bernadu, Giuliana Mašinova, Romano Žefcju, Mario Skodeju, Paolo Drejužu, se je nabrala ku-raže an dobre voje za pejat napri dielo, ki je začela. Od tekrat puno uode ja pasalo pod milostih an puno naših igri na odru. Bliža se 10 lieto ustanovitve našega gledališča. Kuo praznovat tole lepo oblietinco? Zbral smo se malo dni odtod an se poguoril go na ki narest za tole lepo rikorenco. Par-šlo je uon puno ideij. Kajšan an vsi so bli dakordo je jau, de bi bluo pametno drugo lieto od ženarja do junija predstavit spet judem tiste igre, nili pet, ki so ble narlie-uš. Ja, ma ker e zbrat? De nie migu lahko! Pomislita, de v telih devet liet an pu diela, je Beneško gledališče napra-vlo devet igri za Dan emi- granta, sedam za 8. marec-dan žensk, brez štiet vse tiste komedice, ki smo napravli za druge ješte, ku Moja vas an takuo napri. Ma če jih bo težkuo vebrat, še buj bo tež-kuo ušafat nazaj vse oblieke, orodje, rapotije, ki jih nuca-mo za vsako igro posebe. Muorta viedet, de čeglih die-lamo že malomanj 10 liet niemamo še našega prestora an blaguo je vse arzstrese-no okuole, nomalo po hišah igraucev, nomalo po telovadnicah... Vemo tudi, de na bo lahko ušafat cajt za napravt nazaj vsako igro, sa vesta an vi, de od otuberja do marča smo že impenjani s parpra-vo za Dan emigranta an za 8. marec. Naši igrauci pa imajo njih dielo, ku vsi te druz an še povarhu so arzstreseni po dolinah an po miestah. Na vsako vižo, z no malo dobre voje se troštamo parpejat do konca dielo, ki smo se umislili. Druga pametna miseu je bla zbrat kupe vse igre, jih pregledat, pametno prepisat an jih publikat takuo, de od Beneškega gledališča ostane an ki napisanega za tiste, ki pridejo zad za nam. An za narest tuole nie malo težav (sudi, cajt za pregledat an parpravt igre an takuo napri), vseglih pa se troštamo, de naša dobra voja an dobra voja še kajšnega druzega da moc, de vse tuole se nardi. (dl) Furto all’altare di San Luca a Tiglio Qualche settimana fa è stato scoperto il furto di alcune statue del seicentesco altare ligneo di San Luca di Tiglio a San Pietro al Natisone. Il fatto, purtroppo non unico nel suo genere, fa pensare immediatamente al problema insoluto della salvaguardia delle opere d’arte esistenti in tutto il Friuli e, nel caso particolare, nelle Valli del Natisone. In tutta la regione è da parecchio tempo che per mano dei soliti ignoti vengono trafugati prestigiosi pezzi d’arte locale che vanno ad ingrossare gli illeciti ed occulti traffici di antiquari senza scrupoli. Questo triste destino è toccato questa volta ad una chie setta delle nostre valli, quella di San Luca di Tiglio appunto. Il problema è a mio avviso molto grave e bisogna assolutamente fare qualche cosa. Si sa che le chiesette delle mMm ::• • ■y. /mr/( Valli sono isolate e soprattutto non sono ancora oggetto di restauro, anche se qualche cosa di concreto e positivo si sta facendo come nel caso della chiesa di Vernas-so e di Clenia. Bisogna sensibilizzare l’opinione pubblica al problema, bisogna organizzarci in maniera tale che furti come quello di Tiglio non avvengano più, bisogna che gli organi preposti prendano seri provvedimenti in merito, bisogna restaurare e mettere al sicuro quel poco che rimane dell’arte delle Valli. Il mio è un accorato appello a tutti quelli che dicono di amare la loro terra, le Valli del Natisone che a poco a poco, se non si corre ai ripari, spariranno nell’anonimato più squallido. Ci vogliono portare via /’ acqua del fiume più bello che io abbia mai visto, i vandali hanno già cominciato a saccheggiare luoghi non solo di culto ma anche di grande valore storico ed artistico. O-gni statua di questi altari ed ogni pietra delle bellissime LUNEDI 21 MAGGIO alle ore 18 a S. Pietro al Nat. si terrà una assemblea indetta dal Patronato INCA-CGIL sul problema della posizione assicurativa dei lavoratori emigranti. INCA - CGIL Speter - v sejni dvorani poliambulatoria v petek 25. maja ob 20.30 uri na temo: DRUŽINSKA POSVETOVALNICA V ŠPETRU bodo govorili: predsednik krajevne zdravstvene enote za Čedad dr. Roncalli načelnik oddelka dr. Rotolo osebje posvetovalnice. Vsi so vabljeni! S. Pietro al Natisone - sala riunioni poliambulatorio venerdì 25 maggio • or« 20.30 PRESENTAZIONE DEL CONSULTORIO DI S. PIETRO interverranno: il presidentne dell'USL del Cividalese, dott. Roncalli il caposettore, dott. Rotolo gli operatori del consultorio. Tutti sono invitati a partecipare. A proposito dell’Assessore Barnaba a S. Pietro Soffocare una cultura di minoranza perchè non produce reddito? Anche se non sono uno sloveno, da molti anni mantengo profondi legami di affetto, di amicizia e di lavoro con questa gente e almeno un po’ mi sento coinvolto nel problema che riguarda la tutela della minoranza. Per questo c’ero anch’io al dibattito che si è tenuto a S. Pietro organizzato dal circolo Stellini. Di questa serata mi sono rimaste alcune impressioni, di cui vorrei parlare visto che probabilmente ero il solo non sloveno presente in sala se si esclude l’assessore Barnaba. ' Oltre alt’atteggiamento estremamente poco disposto al dialogo degli organizzatori che non sembravano certo voler proporre un confronto ma solamente e-sporre le proprie tesi, è stata soprattutto una affermazione a farmi rabbrividire. Mi è sembrato di capire infatti che si sostenesse che, essendo la rinascita economica delle Valli del Natisone il punto di partenza su cui tutti si devono trovare d’ accordo, non sussiste il problema della tutela di tradizioni e culturale della slavia italiana, giacche il mantenimento di queste, con ad esempio l’insegnamento della lingua slovena nelle scuole, non sarebbe utile allo sviluppo economico della zona, non essendo la Jugoslavia il partner ideale per intrattenere rapporti commericali; occorrerebbe perciò eliminare queste richieste e far proprie mentalità e culture economicamente più redditizie. Non occorre sottolineare l’azzardo di questo ragionamento che vorrebbe soffocare una cultura di minoranza con la scusa che questa non produce reddito, auspicando la conversione ad altre forme di cultura in grado di garantire una resa economica. In tal caso per assurdo si dovrebbe eliminare anche la lingua italiana visto che l’inglese ci sarebbe più utile per commerciare con i paesi dell’estero. La crescita economica invece non può essere promossa se non mantenendo le proprie radici culturali; evitando la disumanizzazione dell’ambiente in cui si vive, rifiutando prospettive che odorano di integrazione razziale di stampo sud-africano. Oltre al sapore di economicismo-colonialista di queste affermazioni, il dato fondamentale è il rifiuto pretestuoso del riconoscimento della differenza culturale tra dialetto di parlate italiane (cosa che nemmeno il friulano è) ed il dialetto di lingua slovena; con la consegeunte negazione dell’esistenza della gente che lo parla. Le richieste di tutela vengono così negate tra l’altro con il richiamo alla possibilità di ricatti referendari, chiaramente improponibili nella Slavia italiana, così framentata geograficamente e disgregata da anni di politica unitaristica. E’ sembrato che il Dott. Barnaba non abbia afferrato molto di quello che la gente sembrava chiedere, scambiando la richiesta di insegnamento facoltativo dello sloveno nelle scuole per un tentativo secessionista e l’esigenza di rispetto e conservazione delle tradizioni della Slavia friulana per un intervento teso a ledere l’integrità dello stato italiano come sancito dal trattato di Londra. Forse perchè non ben informato, forse perchè Tavagnacco è così lontana dalle valli o forse per la fretta di chiudere il buco provocato dall’assenza dell'onorevole di Re, ci ha fatto una ben magra figura. Per quanto mi riguarda, sabato 14 aprile, dopo aver fatto fra me queste considerazioni, pur essendo friulano, cosciente di che cosa comporta la perdita del patrimonio linguisti-co-culturale di un popolo, pur conoscendo solo poche parole e visto che frequento un corso di sloveno ho lasciato che una amica mi appuntasse sulla giacca il cartellino giallo su cui era scritto: tutela globale subito. Fabrizio Turrini chiesette delle Valli sono una testimonianza della storia antichissima delle genti del luogo. Non è accettabile che atti di sciacallaggio intacchino così gravemente questi beni storici ed artistici che appartengono a tutta la comunità. Spero solo che alle prossime generazioni non si debbano mostrare le testimonianze storiche artistiche e culturali della Benecia soltanto in fotografia, ammesso che ce ne saranno. Gabriella Pecchia Comunità Montana e Regione assicurano contributi all’APO Domenica 29 aprile a S. Pietro al Natisone si è tenuta I assemblea dei Soci della Cooperativa A.P.O. delle Valli del Natisone. Presenti diversi soci la discussione si è subito rivelata interessante quando è stata data lettura del bilancio societario relativo a tutte le attività svolte fino al 31 dicembre dell’83. Il bilancio si chiude con un u-tile di gestione superiore ad un milione di lire, che è dovuto soprattutto alla vendita di castagne e di altri prodotti tipici delle valli. Il lusinghiero risultato, secondo quanto emerso nell'assemblea, è da attribuire specialmente alla positiva opera degli amministratori della Cooperativa che ha fatto sì che i costi della commercializzazione dei prodotti conferiti siano stati minimi; inoltre è stato sottolineato l’impegno della maggior parte dei Soci a conferire produzioni sempre più pulite e uniformi per qualità, fatto questo che consente u-na attività commerciale molto più redditizia. Nel corso della riunione è emersa la necessità di realizzare un ciclo di lezioni tecniche riguardo la coltivazione razionale degli alberi da frutta e degli ortaggi per i Soci della Cooperativa e per tutti gli interessati, in modo tale da mettere le basi per ottenere dai nuovi impianti prodotti rispondenti alle tipologie mercantili. Al termine deM'Assemblea, l’assessore della Comunità Montana Salvagno ha comunicato la disponibilità della Regione e della Comunità, alla concessione di un cospicuo contributo alla Coopera- tiva per l’acquisto di macchi nari ed attrezzature, invitande gli amministratori della So cietà ad espletare nel pii breve tempo possibile le prò cedure per la regolare doman da. Con tale comunicazione, è terminanta in un clima deci samente ottimistico l’Assem blea di una Cooperativa che dovrà trovare, ed i presuppo sti non mancano, nel prossi mo futuro le energie per de collare e per far trovare i giusto collocamento alle prò duzioni agricole delle nostre Valli. N. Ciccone Društvo beneških likovnih umetnikov prireja V. mednaro-ni slikarski ex - tempore na temo Podobe iz Nadiških dolin, ki bo potekal od 9. do 17. junija Podrobnejše informacije na društvu I. Trinko (tel. 731386). L'Associazione artisti della Benecia organizza la V edizione dell'ex-tempore internazionale di pittura Immagini delle Valli del Natisone che avrà luogo dal 9 al 17 giugno. Per informazioni rivolgersi al circolo I. Trinko (tel. 731386). an ta zadnja komedija KD Ivan Trinko v Čedadu Petelinčič je zapieu Pametno je arzmisnjavu naš šindak Manzin an še Ijeuš je guoriu: «Bo cajt, de judje, ki živijo blizu kon-fina se no malo buj organizajo an se pomagajo tu kulturi an tu ekonomiji. Do sada so nan pravli bale an tle je pa lepuo rečeno an pisano, de šuola slovienska bo za tiste, ki jo bojo tiel...» An takuo naprej. A ja ben nu, lepuo je naš Manzin brau Matajur an Dom an takuo mu se je zgodilo, čeglih je demokri- stijanski šindak (ja ben nu te parvi), de pried ku je petelin zapieu je... «demokracijo» zatajiu! Trikrat, ja, je dokumente podpisu, v katerih je — ku drugi šindaki od naših dolin — uprašu od governa globalno zaščito! Tuole se mu je zdielo, z vsien sar-can, pametno an potriebno an samuo, kar je petelin zapieu se je zmisnu, de glih s tuolin je te narbuj velik grieh nardiu: zatajiu tiste principie, ki jih uči an pod-piera «demokracija», ki so na kratcin poviedeno «no alla tutela globale». Nie bluo ki, buozemu Manzinu: al se pobrat gu Ruonac brez faše trikolor al žmentit publikamente svoje ideje. A ja ben nu, saj vse jasno, ka nie pried viedeu? Sa se vsi demokristijanski šindaki komportajo takuo, ki jin mama kuaže! Juden pa nje takuo skrito, duo je tist petelinčič, ki je šindaku Manzinu goz Ruonca lepuo zapieu. Mjuta Povasnica Govor prof. Černa 6. maja v Špetru Republika nam mora zagotoviti globalni zaščitni zakon Dal "Messaggero Veneto, 29 aprile 1984" Tutela globale per le Valli? Il sindaco di Pulfero si dissocia PULFERO, aprile. Signor direttore, chiedo la sua cortesia per inserire nel suo giornale 4a seguente lettera-dichiarazione, che riguarda il riconoscimento di minoranza etnica per le Valli del Natisone. Sul numero ultimo del periodico Novi Matajur è stata resa nota una petizione per il riconoscimento di tutela globale per le Valli del Natisone e limitrofe. Detto documento è stato firmato dai sindaci di Drenchia. Grimacco. San Pietro al Natisone e da me. sindaco del comune di Pulfe ro. Dopo aver esaminato attentamente sia lo scritto, sia la mia posizione personale e di amministratore, ritengo mio obbligo e dovere di di chiarare con scienza c coscienza che mi dissocio con fermezza dai miei collcghi, in quanto ho sottoscritto il do cumento involontariamente e in un momento di disattenzione, ritenendo si trattasse di una richiesta a salvaguardia delle nostre tradizioni e delle nostre parlate. Nel dissociarmi da tale intervento dichiaro nulla la mia firma apposta sul predetto documento. confermando cosi, sia come persona, sia come sindaco del comune di Pulfero. che le nostre genti, io compreso, intendiamo salvaguardare. nel rispetto delle leggi e della democrazia, le nostre tradizioni religiose, le nostre parlate e i nostri coslu mi unitamente ai sinceri sentimenti di italianità che abbiamo ereditato. Antonio Manzini sindaco di Pulfero Birtičevi harmonikarji v Ziraccu Lep primer sodelovanja med Furlani in Slovenci V lepem kraju furlanskega niža-vja pri Čedadu, v Ziraccu, je kulturno društvo «La clape di Zirà», praznovalo 5 letnico svojega uspešnega delovanja. Poleg godbe na pihala, folklorne skupine iz Ločnika in Ziracca, je na slavju nastopilo tudi 22 najmlajših beneških harmonikarjev - glasbenega pedagoga Antona Birtiča in sicer: Alessandra Ruffini, Cristian Moro, Marilena Siega, Lidio Siega, Eddy Mauro, Ivan Del Medico, Simone Domeniš, Nadia Laurencig, Andrea Gujon, Alessandro Sigura, Margherita Micotti, Nicky Macorig, Natale Blasutig, Andrea Sturam, Anna Chiuch, Jimmy Macorig, Cinzia Dinoni, Marco Laurenčič, Sabina Trinco, Luca Chiuch, Federico Sosterò in Antonella Domeniš. Predstavili so se v treh skupinah terska, čedajska in nediška ki so pad vodstvom Antona Birtiča izvajale spored vsaka posebej, koncertirale pa so tudi vse tri skupaj. popguUkt&AC. Bressani: «... Quell’interro- non soltanto per la forza gazione che si é realizzata cogente delle istituzioni..». V Čedadu slavnostno odprli sedež CGIL V slovenščini spregovoril I. Paljavec Prijazno naklonjeno občinstvo je najmlajšemu rodu beneških harmonikarjev ploskalo iskreno in prisrčno. Lahko zapišemo, da je furlansko poslušalstvo sprejelo izredno dobro celotni spored. Ob zaključku je predsednik društva «La clape di Zirà» don Vittorino Ghenda, podelil spominske diplome vsem 22. harmonikarjem, Antonu Birtiču pa spominski pokal. Po nastopu je tamkajšnje kulturno društvo «La clape di Zirà» priredilo v župnišču mali sprejem z zakusko. V sedanjem času, ko je svet v takih razprtijah in strašni vojni nevarnosti pred grozo nameščanja smrtonosnih raket na Vzhodu in na Zahodu, je sodelovanje med Slovenci in prijateljskim furlanskim narodom še posebno hvalevredno in tudi prispeva k medsebojnemu zbliževanju in spoznavanju zato si želimo takih srečanj še več. Ponovna otvoritev sedeža CGIL v Čedadu bo pomeben faktor decentralizacije sindikata in hkrati bo omogočila bolj neposreden odnos in vpliv na sociogospodarsko stvarnost področja, ki ga pokriva in sicer Madiških dolin, Čedada, Man-zana in okolice. Pomen sedeža CGIL v Čedadu je poudarila že sama prisotnost vsedržavnega tajnika FIOM Pia Gallija na otvoritvi, ki je bila v nedeljo 29. aprila. V svojem govoru je Galli še posebej poudaril vlogo sindikata kot oporna točka za celotno družbo in še posebej za delavce ter kot jamstvo demokratičnega razvoja naše družbe. Spregovoril je o bitki CGIL za zaščito plač delavcev, o shodih proti vladnemu odloku o zajezitvi inflacije in zlasti množično zborovanje 24. marca v Rimu. Prizadevanja sindikata gredo torej v smer, ki so jo delavci jasno pokazali, je med drugim dejal, hkrati pa teži k uresničitvi bolj prepričljive enotnosti vseh delavcev. Sam sedež CGIL v Čedadu, je nadaljeval, bo moral prispevati k enotnosti vseh delavcev, tudi slovenskih delavcev in k sodelovanju s sindikalnimi organizacijami sosednjih držav, kar je pred njim poudaril tudi Ivo Poljavec. Prisotne sta pozdravila tudi če-dajski podžupan Fantino in pokrajinski tajnik FIOM Paludetto. V imenu beneških delavcev je spregovoril v italijanščini in slovenščini Ivo Paljavec, ki se je osredotočil na gospodarska in narodnostna vprašanja Beneških Slovencev in je še posebej poudaril nujnost zakonske zaščite za Slovence in izvajanja osimskih sporazumov. Sedež CGIL bo odprt vsak delovni dan, odgovoren zanj pa je področni tajnik Di Lenardo. Ko naša beneška zemlja je cvetoči vrt in diši praznično, mi poživljamo rodno domačijo - zdravo domovino, kjer govorimo svoj jezik, kjer i-mamo svoje navade ter pričujemo dobroto, ki bije v nas. Kot drevo, ki iz globokih korenin poganja in priča svojo rast, tako mi pričamo našo z.avest in voljo po o-brambi narodnostne kulture in rodnih prvin, se dvigamo v glasnike naše eksistence za odpravo krivične zgodovine. Po udušenju naše domišlije in izročila — ponosa in velič-ne naših ljudi — danes zahtevamo, da Italija čuti kak-šmo dolžnost do maših ljudi, — danes zahtevamo, da Italija čuti kakšno dolžnost do naših ljudi, da se obveze nas zaščititi po Garibaldijevih in Mazzinijevih načelih. Ne samo nas tolerirati (ali nas ne izbrisevati), danes hočemo, da se nudi izmučenemu telesu naše zemlje perspektivni program in pogoje, ki bodo, krepili našo materialno, kulturno, socialno, politično osnovo, hočemo globalno zaščito. Dovolj so nas zanikali in pozabljali! Dovolj so krčili rast našega človeka in jezika! Dovolj so glušili vsak slo-vepski odmev in izbrisavali kulturo, ki je nas človek ustvarjal, samo ker le — ta ima svoje korenine v slovenskem ljudstvu! Danes hočemo odpraviti zaničevanje in nespoštovanje! Hočemo ohraniti svoje duhovne, jezikovne in kulturne dobrine! V svojem jeziku, ki se je razvil v rezjansko, tersko, nediško narečje, ohranjamo pravice kot slovenski narod, ker naš postulat slovenstva je v domači besedi! Iz teh korenin klijemo na- še bogastvo, izpričujemo narodnost, ki ni izbira na igri interesov dominantnega naključja, temveč objektivna danost. Od Milj do Trbiža si zato izrekamo pozdrav kot bratje, po slovensko, ker smo zvesti jeziku naših mater! Ta naša zavest kliče odgovorne politične sile, da o-blikujejo tak zaščitni zakon in načela, ki odpirajo vrata eksistencialni biti vseh Slovencev v Italiji ne glede na zemljepisni kraj ali njihovo številčnost. Tudi naša lojalnost do Italije se ne sme jemati, da se nas lahko kaznuje z manjšo zaščito, ker to pomeni kaliti demokratično rast našega ljudstva, ustavna jamstva, ter dajati v ospredje moč sile, ki zavrača principe pluralistične družbe in klimo vrednotenja! Mi nismo zanikujoči v odnosu do kulture Italije in Furlanije, do sosedov, ker mi vežemo svojo ustvarjalnost na kulturo ob meji, na kontinuiteto odnosov, ki je ustvarila novo solidarnost tudi med Slovenci v Italiji. Zato ne sprejemamo različnih kategoriji zaščite in ločevanja Slovencev, niti ne zaščite narečja in folklore, ker uživanje lastne kulture je izboljšanje rodne govorice, je spoznavanje slovenske poezije, je branje in pisanje v materinščini, je naš jezik, ki se razvija v sistemu izobraževanja. Naše ljudstvo se ne odpoveduje domači kulturi in niti ne vrednotenju; je le prezir do nezaželenega sosedstva z nami, do obstoja naše narodnosti, ki nam ne dopušča pravic in svoboščin. Vendar Republika je dolžna nam zagotoviti zaščitne pogoje obstoja in razvoja ter priznati, da dežela Furlanija Julijska Krajina, in Videmska pokrajina je «domovina» tudi nas Slovencev! Domenica 29 aprile si è inaugurata la sede della CGIL di Cividale, che rimarrà aperta al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19, il giovedì ed il sabato dalle 9 alle 12. L'importanza di tale avvenimento è stata sottolineata dalla stessa partecipazione del segretario generale della FIOM, Pio Galli. A nome dei lavoratori sloveni della Bene-eia è intervenuto Ivo Paljavec che nel suo discorso, parte del quale pronunciato in sloveno, ha tra le altre cose indicato anche i punti essenziali per lo sviluppo della zona, fra questi la tutela della minoranza slovena, l'attuazione della parte economica del trattato di O-simo, il riconoscimento del ruolo specifico della zona grazie alla sua collocazione geografica e le sue caratteristiche storiche, sociali e culturali. STOPIMO NA DAN (Nadaljevanje s 1. strani) voril v imenu vseh naših društev o pomenu prireditve. Bruna Dorbolò Strazzolini je prinesla pozdrave občinske uprave Špetra ter pozdrave župana Mariniča, ki je bil odsoten, zaradi Kongresa svoje stranke (PSI) v Vidmu. Občinska odbornica za kulturo Dorbolò je s kratkim nagovorom v italijanščini in slovenščini navdušila občinstvo. Pohvalila je mlade za trud in delo, ki so ga opravili za uspeh te manifestacije, pohvalila je njih boj za jezik in kulturo. «Mladi vedo, kaj čejo. Naj bo Dan slovenske kulture pravi god za vse nas, tudi za naprej!» je zaključila svoj pozdrav govornica med burnimi aplavzi. Po izvajanju nekaj narodnih motivov s strani že omenjenega ansambla S.S.S., so nastopili mladi gojenci glasbene šole iz Petjaga, pod vodstvom Andrea Martinisa. Nato je sledil pravi spektakel. V velikem številu so nastopili mali in srednji harmo-nikaši — gojenci šole Antona Birtiča — Mečana. Za malimi in mladimi godci je nastopil pevski zbor Rečan. Nato so predstavniki • Beneškega Gledališča, Romano Canalaz, Mario Begnach in Antonella Loszach nastopili z recitacijo naše stvarnosti, ki je bila vlita ter prenešena na poezijo in besede Ivana Cankarja v delu «Hlapec Jernej». To je bila naša tematika, ki jo je svobodno predelal Aldo Clodig prav za namen, ki so ga hoteli dati organizatorji tej prireditvi: boj za našo globalno zaščito. Med recitacijo Cankarjeva dela, pomešanega z našo današnjo stvarnostjo, je nastopil pevski zbor «Pod lipo» pod vodstvom Nina Specogne in spet je sledil nastop pevskega zbora Rečan, ki ga vodi Antonio Oualizza. Silvana Paletti je v dvorano prinesla živ glas Rezije z recitacijo svojih lepih pesmi pesmi v rezijanščini. Simpatične sestre, obe profesorce muzike, Angela in Valentina Petricig sta ubrano zaigrale in zapele svojo pesem «Sonce». Na koncu programa je bil nastop Beneške folklorne skupine «Živanit». Prireditev se je zaključila ob splošnem prepevanju narodnih pesmi: «Zaplula je barčica moja» in «Mi se imamo radi!». Težko je reči, kdo je izmed nastopajočih odnesel več a-plavzov. Vsi so jih bili deležni toliko, da jih ne bodo zlepa pozabili. Bili so jih vredni za trud, ki ga vlagajo vsak dan, da ohranijo našo pesem, našo muziko, naš ples, naš jezik in kulturo. Hvala njim, Nediža ne vsah-ne in nam ne vsahnejo žile naše slovenske krvi! Koment od vseh prisotnih je bil samo eden: «Naj se taka prireditev ponovi vsako leto!» Izidor Predan LO SPORT SAVOGNESE-AUDACE 2-3 (1-2) RISULTATI I CATEGORIA Union - Valnatisone 2-2 II CATEGORIA Savognese - Audace 2-3 III CATEGORIA Paviese - Pulfero 4-2 Asso - Alta Val Torre 1-1 ESORDIENTI Percoto - Valnatisone 0-1 PULCINI Gaglianese - Valnatisone 0-1 MARCATORI 15 Reti: Fiorentini Flavio, Jussig Ezio. 14 Reti: Barbiani Cristiano 13 Reti: Chiacig Walter. 11 Reti: Chiacig Flavio. 10 Reti: Rot Žarko. 9 Reti: Balus Valentino, Cla-vora Mauro, Del Negro. 8 Reti: Caucig Robi. 7 Reti: Cernoia Claudio, Zorzini Flavio. 6 RETI: Dorbolò Michele, Fiorentini Massimo, Tru-sgnach Gianni, Sedi Roberto. 5 Reti: Birtig Roberto. 4 Reti: Simonelig Marino, Busolini Vanni, Specogna Daniele, Bordon Daniele, Ipnotico Antonio, Szklarz Federico, Miano Massimo. I CATEGORIA Juniors Casarsa 42; Cus-signacco 39; Valnatisone 37; Maniago 36; Flumigna-no 30; Codroipo 29; SpiIim-bergo, Julia, Maianese 27; Cividalese 25; Pro Tolmez-zo 24; Sangiovannese 23; Union, Chions 22; Visinale 21; Colloredo 17. II CATEGORIA Olimpia 44; Tavagnàfelet 41; Gaglianese 39; Real U-dine 37; Savognese 34; Na-tisone 30; Corno 28; Dole-gnano 26; Stella Azzurra 25; Reanese, Audace 22; Torreanese, Faedese 21; Buttrio, Nuova Udine 20; Chiavris 19. Ili CATEGORIA Girone C Sangiorgina 38; Tricesimo 36; Pro Osoppo, Arteniese 35; Forti e Liberi 31; Collo-redo M.A. 30; Rangers 27; Alta Val Torre, Ciseriis 21; Asso 18; Atletica Buiese 15; Donatello 13; Ancona 10; Colugna 6. Girone E Aurora 35; Manzano 33; Azzurra 32; Fulgor 30; Linea Zeta 28; Togliano 26; Pulfero 25; Savorgnanese 24; Lauzacco 21; S. Gottardo, Paviese 20; Serenissima 17; Nimis 13; Bearzi 12. ESORDIENTI Manzanese 28; Cividalese, Valnatisone 21 ; Percoto 20; Buttrio, Lauzacco 17; Gaglianese, Torreanese 16; Faedese 6; Azzurra 5; Moimacco 1. PULCINI Linea Zeta 22; Valnatisone 16; Moimacco 13; Cividalese 12; Gaglianese 8; Stella Azzurra 5; Aurora, Azzurra 4. 3 Reti: Cernoia Paolo, Pi-natto Cesare, Dorbolò Emiliano, Trusgnach Gabriele, Pao-loni, Zuiz Andrea, Terlicher Federico, Dugaro Antonio. 2 Reti: Birtig Cristian, To-masig Sergio, Dugaro Stefano, Paravan Alberto, Specogna Roberto, Boccolini Luigino, Costaperaria Guido, Vo-grig Bruno, Flaibani Giorgio, Sturam Nicola, Cher, Pironio, Lendaro. 1 Rete: Crucil Matteo, Mo-laro, lannis Elio, Mosconi Enrico, Scaravetto Claudio, Pozzi Roberto, Sittaro Ugo, Ga-riup Marino, Chiabai Adriano, Bledig Franco, Urli Luca, Tomasetig Pio, Relativo Mariano, Bordon Paolo, Qualiz-za Stefano, Cosson, Domeniš Andrea, Scuderin Andrea, Ju-retig Antonio, Busolini Mauro, Drecogna Edo, Coren Adriano, Comugnaro Antonio, Fontani-ni, Canci, Picogna, Mauro, Zo-gani Alessandro, Domeniš Andrea. Chiacig Walter e Cernoia Paolo a fine gara: tre reti in due POST - CAMPIONATO ALLIEVI GIRONE A 6 maggio Valnatisone - Nuova Udine 13 maggio Percoto - Valnatisone 20 maggio Valnatisone - Manzanese 27 maggio Bearzi - Valnatisone 3 giugno S. Gottardo - Valnatisone 17 giugno Valnatisone - Linea Zeta Tutte le gare avranno inizio alle ore 10. La finale verrà giocata il 24 giugno in campo da destinarsi fra le vincenti del girone A e B. 5° TORNEO NOTTURNO DI CALCIO «Comune di Attimis» Calendario gare Girone «A» ELIMINATORIE Giovedì 10 maggio Pulfero - Gaglianese (ore 20) Stella Azzurra - Nimis (ore 21.40) Venerdì 18 maggio Stella Azzurra - Pulfero (ore 20) Gaglianese - Nimis (ore 21.40) Venerdì 25 maggio Nimis - Pulfero (ore 20) Gaglianese - Stella Azzurra (ore 21.40) SEMIFINALI Venerdì 1° e martedì 5 giugno ore 21. FINALI Sabato 9 giugno ore 21 Savogna 29 aprile. E' stato un vero derby, ricco di colpì di scena e di situazioni, alla fine l’ha spuntata l’Audace. Ai ragazzi del presidente Bruno Qualizza è rimasto l’amaro in bocca in quanto hanno subito la rete della sconfitta a quattro minuti dal termine dopo aver disputato in inferiorità numerica l’ultima parte della gara. Diverso lo stato d'animo del presidente Chiabai che con la vittoria conseguita oggi vede più vicino il traguardo della salvezza. Parte a spron battuto l’Audace, aiutata dal vento. Al secondo minuto va vicina alla segnatura con Chiacig che, al momento di concludere, spreca calciando sul fondo. Dopo una serie di rapide azioni di gioco, Tomasig è il più lesto a colpire il pallone di testa, su azione conseguente a calcio d'angolo, insaccando la sfera alle spalle di Predan. Reagisce la squadra di Mul-loni, ma su un pasticciaccio difensivo è I' onnipresente Chiacig che porta l’Audace al doppio vantaggio. La Savognese riprende i suoi attacchi con vigore, un minuto dopo ha la possibilità di accorciare le distanze. Balus viene falciato in area, rigore ineccepibile, calcia Rot debole e centrale, per D’Andrea non ci so- Marino Gariup, valido difensore dell'Audace. no difficoltà a neutralizzare la conclusione. La Savognese non si perde d’animo: al ventiquattresimo su calcio d'angolo battuto abilmente da Szklarz, Paolo Cernoia di testa mette la sfera all’incrocio dei pali, nulla da fare per il portiere ospite. Si conclude il primo tempo con le ammonizioni di Comugnaro e Tornada. Inizia la ripresa con la Savognese che prende saldamente in mano il gioco, mentre l’Audace risponde con veloci contropiedi. Al cinquan-tanovesimo il pareggio. Claudio Cernoia riceve sulla trequarti, a destra un pallone, lo controlla e da distanza di trentacinque metri fa partire un gran diagonale che si insacca a fil di palo dalla parte opposta. Al settantesimo grande parata di Predan che devia in angolo una magistrale punizione calciata da Ipnotico. Viene sostituito Zanutto causa infortunio ed entra in campo dopo una lunga assenza sempre in seguito a infortunio Roberto Coren. Comugnaro lascia il posto a Chiabai Adriano e Bledig a Chiabai Stefano. Viene espulso al settantacinquesimo Tornada per fallo su Chiacig (per doppia ammonizione). L’audace sfrutta la superiorità numerica a quattro minuti dalla fine. Pallonetto di Ipnotico che supera Predan, la palla colpisce la traversa, Cernoia Paolo non riesce ad allontanarla, piomba come un falco Chiacig depositando la palla in fondo alla rete. Nei restanti minuti il risultato non cambia ed a triplice fischio del sig. Conzutti l’esultanza è tutta degli azzurri. I migliori della Audace Gariup, Chiacig e Bledig, per la Savognese Cernoia Paolo e Claudio, Braga-gnolo. Da ricordare che la Savognese era priva di due fondamentali pedine di centrocampo, Fontanini e Romano Podorieszach che hanno dovuto saltare il derby in quanto squalificati. TORNEO DI BUTTRIO Esordienti Olimpia - Valnatisone 1-0 Buttrio - Valnatisone 0-0 Sfortunata la partecipazione al torneo della squadra di Enzo Bernard che, con l’unico tiro in porta andato a segno da parte dell’Olimpia, è stata estromessa dalle finali proprio da questa squadra udinese. Nella successiva e-sibizione la Valnatisone ha giocato con il Buttrio disputando una bella gara molto applaudita dal pubblico presente. Giovanissimi Olimpia - Valnatisone 0-2 Buttrio - Valnatisone 1-3 SEMIFINALE: Valnatisone - Sangiorgina 0-4 Con due vittorie che avrebbero potuto essere ben più consistenti nel punteggio, pali e traverse colpite, i ragazzi di Vida e Moreale sono risultati inaspettatamente vincitori del proprio girone. Barbiani con tre reti si conferma un centravanti davvero prolifico; i marcatori delle altre due reti sono i due «corazzieri» Dorbolò e Zorzini. Buona la prestazione della squadra che và elogiata in blocco (ha messo in mostra una difesa super). La rete subita è stata un regalo dell’arbitro alla società organizzatrice, uno zuccherino per rendere meno amara l’esclusione, viziata da un fallo sul portiere che aveva già la palla fra le mani. Nella semifinale che la vedeva opposta alla Sangiorgina la Valnatisone è stata protagonista di un grande furto: un arbitro già noto per le sue misfatte ai danni di squadre delle Valli, un certo Sig. Gianfranco Mossenta di Pasian di Prato (penso che il sig. Terlicher già presidente dell’Audace per molti anni lo ricorderà certamente nella gara allievi Audace - Tricesimo, così pure l’allenatore Chiuch), ha convalidato le quattro reti segnate dagli udinesi in fuorigioco. Penso che un direttore di gara così impreparato vada immediatamente radiato dagli effettivi della categoria. Gli stessi sportivi udinesi increduli di dover fruire di così laute strenne, il natale è ancóra lontano! Ad ogni modo i ragazzi e i dirigenti sanpietrini si sono dimostrati veri sportavi non polemizzando con la giacchetta nera, concludendo il torneo al terzo posto a testa alta e senza creare polemiche. P. C. La rete di Cernoia Paolo, D'Andrea guarda il pallone in fondo alla rete. Due diversi stati d’animo: Cromaz, di spalle, polemizza mentre sullo sfondo a destra la gioia di D'Andrea esplode con un salto mortale! Con GAS FA RUTTI e CENCIG il Velo Club Cividale Valnatisone vola! Grande soddisfazione nel clan biancorosso del presidente Cappanera per la brillante prestazione degli «allievi» a Forgaria. Cencig secondo e Luciano Gasparutti che vice con le mani alzate al cielo: davvero una bella Pasqua con la conquista del quarto trofeo Fabris. Su centotrentadue presenti al via, una sessantina di ritirati lungo l'impegnativo percorso, sessantaquat-tro chilometri alla media di quasi quaranta all’ora hanno dimostrato la validità di questi due ragazzi che hanno distaccato il gruppo e si sono disputati il primo posto in famiglia. Ha vinto Gasparutti che per soli undici secondi ha distanziato il tenace Cencig. A quasi un minuto è giunto il terzo classificato, Tunis. Ancora GASPARUTTI noi gran premio della Resistenza: braccia al cielo, fà il bis Il Gran premio della Resistenza Friulana, una classica che ha nel suo passato nomi prestigiosi come Beghetto e Bariviera, ha visto nella sua trentunesima edizione la brillante affermazione di Luciano Gasparutti. A sette chilometri dall'arrivo Il forte ciclista cividalese si è staccato dal gruppo con un’azione che lo ha portato al traguardo degna di un fuoriclasse. La gara organizzata dalla Polisportiva Anpi-Elio Mauro e che ha visto schierati i migliori atleti del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia, è considerata fra le più prestigiose di tutta la stagione agonistica ed anche per questo motivo la vittoria ottenuta da Gasparutti premia la tenacia del ragazzo e mette in mostra il Ve-loclub Cividale - Valnatisone, una società che in campo ciclistico con grande sacrificio dei propri dirigenti e con il suo folto gruppo di giovani atleti si sta affermando sulle nostre strade. IN BREVE Trofeo Cassa rurale di Turriaco per allievi: sesto classificato Sandro Modonutti, settimo Ferruccio Cencig. Ancora due atleti del Velo-club Cividale - Valnatisone alla ribalta. Marino Bon dell’U.C. Cividalesi ha vinto a Sella Nevea la seconda prova del trofeo S. Marco. Per il forte atleta cividalese la seconda vittoria consecutiva. Ancora un bel piazzamento per Luciano Gasparutti che il 1° maggio a Taipana è arrivato quarto. Complimenti anche al d.s. Ivano Cont: i suoi ragazzi vanno davvero forte. L’indecisione di Predan ha permesso a Chiacig di siglare la seconda rete. La rete di Claudio Cernoia (fuori quadro). Esultano i giocatori savognesi. Il pubblico si ristora! .nun..»»«« IWiì'irt Luciano Gasparutti. Più lo conosciamo più lo amiamo Per salvare il Natisone grandi e bambini hanno camminato sui sentieri lungo il fiume RALLY Corredig 3° al "Rally Costa Smeralda,, Dopo il 3.0 posto nella Targa Florio in Sicilia, altro risultato di prestigio al 7.o RALLY COSTA SMERALDA per I' equipaggio del Team Michie-li - Friulexport CORREDIG -ZAMPARUTTI che con una ulteriore terza piazza nella manifestazione sarda conclusasi sabato 28 aprile sul molo di Porto Cervo hanno confermato le loro aspirazioni di classifica nel campionato A112 1984. Sempre veloci e regolari sugli sterrati sardi, CORRE-DIG-ZAMPARUTTI, subito tra i primi, si trovano a metà gara saldamente in seconda posizione ben fiduciosi per il risultato finale; purtroppo, però suH’ultima fatica del rally, i 17 Km. della prova speciale «ISULEDDA», come l’anno prima quando un guasto meccanico li aveva tolti addirittura di gara, una foratura galeotta e i conseguenti 4 Km. corsi sul cerchio, ha tolto loro, per soli dieci secondi, la piazza d’onore per un comunque PISE PETAR MATAJUR AC Stopimo na dan ! U pandiek 7. maja me je že ob štierih popunoči zbudila moja Terezija s telimi be-sjedami, potem, ko me je z lahatom ducinla v lahat: «Si zbujen, Petar?». «Saj muoram bit. Si me takuo trieščila u lahat, da mi je vsa roka zaspala!». «Roka ti je zaspala, ti si se pa zbudiu, a?». «Ja! Kaj čješ?». «Petar, kp.j se dogaja u špetru? Al misliš, de je začeu daržat za Slovenje tudi Svet Petar, tisti, ki ima u rokah ključe Nebeških vrat?». «Ma kaj blebetaš, Terezija? Me zbujaš ob telih urah!». «Sem prepričana, da se ti tudi tebe čudno zdi!». «Kaj?». «Naši nasprotniki so zgubili Kamun. Pred kratkim so organizal «Steliini», Republi-kani in republikini protislovensko manifeštacion an nas Slovenju je bluo na tistem manifeštacionu tarkaj, de so muorli organizatori zvit rep pod rit an uteč, iti iz špetra. Potle pa Dan slovenske kulture «stopimo na dan!» Par-šlo je puno naših ljudi. Obed-nega od njih ni bluo blizu, zakaj, Petar?». «Morebit, de jih šele bole jajca od zadnjega zlaga an de darže šele rep pod ritjo od tistega dne, ko sta jih pregnala zasmeh an zaničevanje iz protislovenskega ma-nifeštaciona iz špetra!». «Petar, kaj boš napisu o tistem našem velikem manifeštacion u Špetru, o tistem «Stopimo na dan!» ki je biu u nedeljo 6. maja? Si videu, kakuo je bluo lepuo? Ti, ki si se vse življenje tuku za naše pravice, bi moru bit nar-buj veseu! Kaj praviš?». «Po eni strani sem veseu, po drugi strani sem žalostan, ker me je ta velika kulturna manifestacija ne samuo razveselila an povišala, pač pa tudi ponižala!». *9 «Petar, te ne zastopim!». «Buoga Terezija, ti si že previč zastopila, ker živiš z mano, pa kuo čješ, de zasto-pejo tiste, ki jih ne greje u pasteji Petar Matajurac!». «Ne stuoj se hvalit. Mislila sem, da si biu samuo veseu za Dan naše slovenske kulture v Špetru, ne pa še ponižan». «Poslušajme, Terezija, ti ponovim. Biu sem veseu, pa tudi ponižan an če bi vsi takuo zastopili ku jest, bi spoznali, da so bli spet vsi ponižani!». «Šele te ne zastopim!». «Oh, Terezija, Terezija, kakuo si u časih tarde glave! Lepuo je, pametno je bluo, de so naša slovenska društva, naši slovenski organizacioni organizirali to veliko kulturno manifeštacion u Špetru. Kar je žalostno an poniževalno za vse Slovence videmske pokrajine, je fat, da muora-mo tudi na telem manifeštacionu spet dokazat, da smo Slovenci. To dokazujemo že tavžent stuo an stuo Ijet! Pomisli Terezija, kakuo bi bluo poniževalno, če bi ti storli vsak dan javno (pred publi-kam) slječt gač je (mutande), de jim dokažeš, de si ženska! Pomisli, Terezija, kakuo bi bluo žalostno an poniževalno, če bi storli slječt bargeške nam moškim, da dokažemo naše moštvo, de smo moški! In mi slačimo gačje, bargeške že nad tavžent let, da bi jim dokazali, kdo smo in kaj smo, pa nam njeso v j er vali. Veseu sem, da smo v Špetru še enkrat dokazali, kaj smo. Slekli smo se med sabo in pokazali, da je čista naša duša, čedno naše teluo. Oni, tisti, ki tajijo naše pravice, bi se ne paršli slačit med nas, zak imajo umazano dušo an teluo!». Terezija se je na tele moje bes jed e globoko odsapnila in dejala: «Sem bla prepričana, de mi boš povjedu resnico o rečeh, ku saldu!». «Pa ni vse tle, draga Terezija. Vidiš, kakuo so farda-mani an u globočini pakla bojo žgane njih duše. Lažejo, prekleto, fardamano lažejo. Pobierali so podpise (firme) za naš dialekt an njih otruok njeso učili dia-leta. Sada, ko se govori u Rimu, u Parlamentu an u cjeli naši deželi o globalni zaščiti Slovencev (tutela globale degli Sloveni), ko nas že večina demokratičnih sil v Italiji priznava, nam pravijo, ohranimo dialekt, ko niso nikdar nič maral zanj. «Vam damo, vam pustimo dialet!» nam pravijo. Oh Terezija, kajšna velikodušnost, kajšna radodarnost, kajšno veliko spoštovanje do svobode, do frajnosti! Sada, ko. ne morejo vič zaustaviti plazu, procesa preporoda nam dajejo, kar imamo, nam ponujajo tisto, kar nam niso mogli nikdar odvzet:dialekt! Nu, ne igrajmo se z resnimi stvarmi, kot otroci z žajf-nimi mehurčki (con bolle di sapone). Ne bodimo neumni, bodimo pametni. Kar imam, kar je moje, ni treba, da mi bo obedan dajau, ni potrebno, da mi bo obedan šenka-vu. Dialet je muoj an ni potrebno, de mi ga bojo sada silili v usta tisti, ki so ga saldu sovražili, poniževali an zaničevali. Jest sem ga ob-daržu an obdaržali so ga Terezija an moji sinovi. Dialet pa je ščurak vode na koritu: če usahne stude-nac, zmanjka tudi voda na koritu. Naj se nam zagotovi, garantira dotok vode iz naravnih studencev. To nam manjka danes!». Terezija je spet zaspala in sanjala, da se bojo naše želje uresničile. Vas pozdravja vaš Petar Matajurac * ____ Primo classificato Alberto Dor-bolò; prima classificata Claudia Pe-tricig; secondo G. Paolo Pinatto. Tra i più piccoli sono stati premiati: Majda Clodig, Igor Borghese, Luca Mottes, Ivan Ciccone, Amerigo Dorbolò e Francesca Clodig. Il più anziano partecipante è stato Manzini Paolo, mentre l'ultimo arrivato è risultato Sergio Mattelig. Sono stati infine premiati Michele Osgnach, Davide Clodig, Monica Corredig, Cristian Osgnach, Gabriele Becia, Emiliano Dorbolò e Ivan Borghese. Pia Predan (sestra Marka, ki živi v Belgiji). Ah, kako je lepo «treska he odleti daleč od drevesa!» pravi naš pregovor. In čeprav sta ti in brat Marko, že Za svet znani škultor, takuo deleč adan od druzega, vas je mati natura nardila blizu: živita u kulturi, vsak na svojo vižo, živita v ljubezni do naše zemje, jezika in kulture. Nisem vaša žlahta, čeprav nosim vaš preimek. Biu pa bi rad žlahta z vami, Il tempo era ormai ritornato Quasi invernale e anche gli organizzatori non ci credevano più, ma un improvviso l.o maggio illuminato da uno splendido sole è venuto a far da cornice insostituibile alla marcialonga «Per salvare il Natisone» che si è svolta a S. Pietro a cura del Comitato per la difesa del fiume Natisone. Due percorsi proposti ai partecipanti, ma quasi tutti hanno scelto il più lungo, quello che offriva il maggior numero di chilo- metri ma soprattutto di occasioni per godere della natura incontaminata e della bellezza del nostro fiume. Un successo pieno della manifestazione, fatto salvo forse per il numero di partecipanti (un centinaio circa) che però con delle premesse climatiche migliori sarebbe stato senza dubbio maggiore. Il percorso della marcia non competitiva si è snodato, per dove possibile, lungo i sentieri che accompagnano il corso del Natisone da S. Pietro a Loch sulle 2 sponde. Molti partecipanti, anche del posto, si sono detti meravigliati della ricchezza paesaggistica del tracciato che ha dato loro la possibilità di scoprire angoli e visuali nuove della nostra vallata. In questo senso l’organizzazione ha preso l’impegno di dare un seguito all’iniziativa aumentando la praticabilità di alcuni sentieri che purtroppo quest’anno sono impercorribili per il cattivo stato in cui si trovano. Un auspicio in questo senso è fatto proprio dal Comitato per la difesa del Natisone che invita le Amministrazioni ed i cittadini a far cessare gli scarichi incontrollati di fogne ed immondizie lungo le rive del Natisone. All’arrivo a S. Pietro, in premio per tutti una ricca pastasciutta e grigliata, inoltre coppe e ricchi premi per più bravi, ma soprattutto per i tanti bambini accorsi, diversi per la prima volta, a camminare con l’intento di salvare il Natisone. N. Ciccone Mimo redkih športnikov, se je večina udeležencev mirno in počasi sprehajala po slikovitih stezah ob Nadiži in uživala ob naravnih lepotah, kar je bilo tudi v zamisli članov odbora za varstvo Nadiže, ki so v torek 1. maja priredili s startom iz Spetra pohod za zaščito Nadiže. In dejansko je za marsikoga bilo predvidenih 4 ur premalo, klub temu, da sta bili na voljo dve nezahtevni poti (16 ali 8 kilometrov). V pravličnem okolju, kjer tišino prekinja le šumenje vode, po travnikih in gozdičkih, kjer še ni posegla človekova roka, so udeleženci pohoda — prijavilo se jih je približno 90 — odbližein globlje spoznali Nadižo in njeno obrežje za katere prebivalstvo Nadiških dolin meni, da ne gre več o-dlašati z ustanovitvijo tudi po odloku dežele Furlanije - Juliji-ske krajine naravnega parka. V dvorišču srednje šole, kjer so ob koncu podeljevali nagrade, je bila na ogled dokumentarna razstava. Preko slik, člankov objavljenih v raznih časopisih, doumentov tako javnih uprav kot športnih in kulturnih društev, so se številni prisotni seznanili z prizadevanji odbora za zaščito Nadiže, ki se že 4 leta bori proti načrtom vodovoda Poiana o zajezitvi studenca Arpi-ta, kar po mnenju prebivalcev Nadiških dolin, ki tako odločno nasprotujejo takemu posegu, resno ogroža ekološko rav-novešje Nadiže. Pismo in voščila iz Sondalo : kultura ne pozna konfinu ! Sondalo - Velikanoč 1984 Vsem vam od Novega Matajurja, posebno pa Izidorju Predanu, naj gredo moja najboljša voščila. Saldu, zmjeraj sem z mislijo v na-šin dolinah. Tudi naš «gruppo folk» iz Sondalo, v katerem delujem, se pridružuje rnojim voščilam. Smo saldu aktivni! ker sem ponosen na vas. Na vas so ponosni naši zavedni ljudje. Bog vas živi! Vaš prijatelj Izidor Predan - Dorič prestigioso terzo posto che li conferma nella stessa posizione in campionato. Prossimo appuntamento il Rally delle Quattro Regioni, dove Corredig correrà in coppia con Zugliano che si alterna a Zamparutti sul sediolo di destra del forte pilota delle valli. KAJ SE JE ZGODILO PO NAŠIH DOLINAH SOVODNJE Kam gremo plesat ? V Ceplešišče ! Do malo ca j ta odtuod je bila vaška mlekarinca, zdej je pa ratala sala za ples. V čeplešiščah je, ku u puno druzih vasi naših dolin, ni-mar manj ljudi, ki diela ki-metijo an redi krave zatuo, ni dugo od tega so zaparli njih an začel uozit mlieko v mašersko mlekarinco. Ljudem iz vasi pa se je zdielo škoda zapustit tako lepo an veliko hišo. Zbrali so se kupe 4 Martinigi an še kak drug an so začel no malo postrajat prestor: diel so piastrele ta na tla, napravli luči vsieh farb, ki se parži-gajo an umorjavajo ku u pravih diskotekah. Tri mie-sce odtuod so začel organi-zavat u novi sali fešte an plesi. Novica se je hitro razširila po vsieh naših dolinah, zaviedel smo an mi an šli pogledat, kaka je čeplešiška diskoteka. Odkrito muormo poviedat, de nismo bli nikdar vierval, če nismo bli sami videl na naše oči: bluo je tarkaj ljudi an posebno mladih, usi iz naših dolin, de jih riedkokdaj tkaj vidiš an srečaš kupe. Narljeuš pa se nam je zdielo, da niso bli samuo mladi ma an stariš ljudje, še kaki otroc iz Ce-plešišč, ki so se magar s ta-tam al pa s stricam učil plesat. An muzika? Muzika je bila za vse gušte, od disco-music do polke. «Pomislili smo, de je trie-ba kiek narest u naši vasi. Tle par nas ker je praznik se na vieš kam diet, al greš u ostario al pa muoraš iti u dolino. Zatuo se nam je zdie-la dobra ideja napravt telo salo za ples. Muoram pa poviedat — nam je jau aden od Martinigev, ki so dielal za uresničit tel proget an so sami založli tud sude — de nismo bli mai mislili, de bo imiela naša iniciativa tak uspeh. Začel smo približno za pust an od tekrat smo miei že narmanj 25 takih fešt. Narvič jih prihaja tle iz garmiškega kamuna, saj zdej, ki so asfaltai ciesto cež Prievaio se iz Hlocja hitro pride v Ceplešišče. Blizu je tudi za tiste, ki žive ta na Tarčmunu, ta par Mašer an na Matajurju. Sada mislimo zapriet za an par miescu, nam je še poviedau, an od-priet nazaj setemberja ta-kuo, de napravimo še kar manjka an de buj legaliza-mo rieč. Tala naša iniciativa je sada privana, lahko pa pridejo plesat vsi tisti, ki čejo. Lahko kiek popijejo mi pa jim ponudmo an šen-kamo gubanco an štrukelj -ce. Ku vidite sami nas na intereša zaslužit, zadost je de pokrijemo stroške, spe-že. Parvi namien naše iniciative je ponudit kiek mladim doma, dat vsiem mla-din an manj mladim, možnost, de se kupe zberejo, spoznajo med sabo, kupe zaplešejo an poguore». Ries ni čeplešiška diskoteka narljeuš od tistih, ki smo jih videl. Do po Laškem jih je puno, ki so ljeuš, ma-lokje pa je taka liepa atmosfera ku v čeplešiščah. BENEDIL SRL Si informano gli interessati che l’impresa di costruzioni edili Benedii s.r.l. entro il 31.03.84 darà inizio ad un programma di edilizia convenzionata per la costruzione, in S. Pietro al Natisone, di n. 24 alloggi. Il suddetto programma fruirà di un mutuo edilizio di 15 anni a tasso agevolato. Possono essere ammessi alle agevolazioni di cui sopra sia i residenti che i lavoratori emigrati, purché in possesso dei requisiti richiesti dalla legge. Verranno inoltre costruiti 12 alloggi che potranno essere acquistati da coloro che hanno diritto a beneficiare dei contributi per la ricostruzione, ai sensi della L. R. 63/77. Per informazioni rivolgersi agli uffici deU’impresa, in Cividale del F. Via Manzoni 14, tel. (0432) 730614/ 732019. edilvalli di DORGNACH RINO & C. n i CEMUR 8V, LINART - 8. LEONARDO Tel. 0432-723010 Vendita materiali per Vedutala Prodaja gradbenega materiala A utotraaperti A vtoprevoa SREDNJE PODSRIEDNJE V saboto 28. obrila sta se v liepi cierkvi Sv. Pavia go par čemeč poročila Antonella Qualizza - Toninacova iz naše vasi an Silvano Med-vescig iz Pičiča. Po maši no-viči an vsi tisti, ki so bli na ojcet so paršli v vas an pred hišo v Podsriednjem, kier bota Antonella an Silvano živiela so ušafal pru liep pur-ton... Puobje so čez ciesto ložli an debeu hlod, ki so ga muorli Antonella an Silvano zažagat z no arjavo žago. Vsi vasnjani so se veselili z njim, medtem ku zad za vasjo so novičam stre j al. Zaries je lepuo videt, de po naših vaseh žive šele naše stare navade. Mlademu paru, Antonelli an Silvanu, želmo puno vese ja. VARH Anna Zufferli - Funkjova iz naše vasi an Ettore Tru-sgnach - Ceku iz Malega Garmika sta ratala mama an tata: v čedajskem špitale se je v torak 17. obrila ro-diu njih parvi otročič an so mu dali ime Simone. Anni an Ettorju čestitamo, malemu Simonu, ki bo živeu v Varhu, želmo puno srečje an veseja v živlienju, ki ga ima pred sabo. GRMEK TOPOLOVO U četartak 26. obrila je u-marla u čedajskem špitalu Angela Scuoch Blažova po domače u d u o v a Martinelli iz Topoluovega. Imiela je 74 liet. Nje pogreb je biu u petak 27. u Topoluo-vem. Ranjka Angela se je bi a poročila v Rimu an po smarti moža je paršla živet v rojstno vas, na rojstno zemjo, ki jo je zmieraj ljubila an v Kateri bo počivala venčno živlienje. DREKA lir S S M Trije Blašcjevi bratje -trije minatorji: skupaj 70 let pod zemjo! Naša fotografija nam kaže tri Blašciove brate - Flo-reancig iz Obrankov. Pred kratkim so se fotografirali u Belgiji, kjer so preživeli svojo mladost, kjer so dali pod zemjo sapo in kri za karbon, s katerim so se ljudje greli. Od desne proti levi so: Gino, Paolo in Ilario. Skupaj so preživeli pod zemljo, v rudniku približno 70 ljet. In niso sami ti trije bratje Blašcjove družine, bilo jih je puno vič, adni so umarli, drugi, pa so še raztreseni po svetu. Če bi zašte-li vse njih leta sudaščine, ki so jih napravli kot alpini na vseh frontah, bi se maloman parbližali tistim, ki so jih napravli u belgijanskih minah. Buoh jim mantenji zdravje! v; Na sliki vidimo lepo To-masetig Marinello. Slika je bla napravljena šest mesecev od tega. Sada ima Marinella devet mjescev. Nje tata je Ernesto Šemanciov iz Dobenjega mama pa je Usai Luciana. Družina živi sada u Čedadu. Je parva hčerka mladega para, Mali Marinelli voščimo puno sreče u življenju, ki ga ima pred sabo. DREKA OBRANKE - KOZARŠČE U visoki starosti je umrl Anton Floreancig Zapustu je svojo rojstno vas - Obranke, pred več kot petdesetimi leti. Nastanil se je u majhni vasici Kozaršče pri Tolminu, kjer so ga domačini sprejeli kot svojega, kjer so ga vsi radi imeli, zato, ker je vsakemu rad pomagal, zato ker je znal prijeti za vsako delo. živel je dolgo in pošteno. Učakal je skoraj 91 let starosti Anton Floreancig - Blašcjov iz Obrank pod Lombajem (občina Dreka). Smrt je prišla po kratki bolezni. Umrl je v šentpeter-ski bolnici pri Novi Gorici 1. aprila 1984. Njegov pogreb pa je bil v Ovčah v torek 3. aprila. Tonček Florjančič bo ostal vsem v dragem spominu. SV. LENART HRASTOVLJE Doplih fešta v Čepacovi družini V saboto 28. obrila sta stopnila na skupno živlienj-sko pot Gianni Scaunich -Čepacu iz naše vasi an Patrizia Mikulin iz Dolegnana del Collio. Te mladi iz vasi so napravli novičam liep an bogat purton, na štier kolonah, vas oflokan glih ku ankrat. Novičam, ki bojo ži-viel v Doljenjane, želmo puno liepih reči. Drugi dan, tuo se pravi v nediejo 29. obrila je bla druga velika fešta v teli družini: okarstili so malo Sereno, parvo hči Paola Čepacovega an Gabrielle Floreancig. Mali Sereni, ki ima malomanj 4 miesce, želmo no veselo an srečno živlienje. DOLENJA MERSA Smrt mladega moža U pandejak 16. aprila je po kratki bolezni umaru u videmskem špitalu Natalino Bernardino iz naše vasi, imeu je samuo 52 ljet. Njega pogreb je biu u Sv. Lenartu, u srjedo 18. aprila. U veliki žalosti je zapustu bra-tra, sestre, žlahto an parja-telje. Ohranili ga bomo v lepem in venčnem spominu. KOSCA Po dugim tarplienju je v čedajskem špitale umarla Augusta Bledig, uduova Si-maz, Kuoserjova iz naše vasi. Učakala je lepo starost: 85 liet. Pogreb je biu v saboto 28. obrila v Kosci. SPETER GOR. BARNAS Je nimar žalostno, kar kajšan nas za venčno zapusti, ma kar je šele mlad človek an na varh ima še maj-hane otroke, je pa še buj težkuo. Tuole se je zgodilo v Gor. Barnasu, kier je na naglim umaru Lorenzo Juretig. Imeu je samuo 39 liet. V veliki žalosti je pustu ženo, dva otroka, žlahto an puno parjatelju. Na pogrebu, ki je biu v Gor. Barnasu puno judi mu je paršlo dajat zadnji pozdrav. FARMACIE Dl TURNO DEŽURNE LEKARNE Od 19. maja do 1. junija Od 19. do 25. maja Podbonesec Čedad (Fomasaro) tel. 731264 S. Giovanni al Nat. tel. 756035 Od 26. maja do 1. junija Grmek tel. 725044 Čedad (Pelizzo) tel 731175 Corno di Rosazzo tel. 759057 Ob nediejah in praznikah so odparte samuo zjutra, za ostali čas in za ponoč se more klicat samuo, če ričeta ima napisano «urgente». Sabato 2 giugno 1984 apertura della BRAVA IMPORT di Drescig Walter Ponte S. Quirino - S. Pietro al Natisone Importazione diretta di autovetture nuove e usate, italiane ed estere a prezzi convenientissimi FIAT - LANCIA - ALFA - GOLF Neposredni uvoz novih in rabljenih italijanskih in tujih avtomobilov. Izredno nizke cene PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI TEL 0432/727128